E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
20 luglio 2026
| Caso Fakir, scontri nelle piazze: in migliaia al presidio del sindaco. Poi gli antagonisti scatenano il caos |
| articolo : https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/caso-fakir-scontri-presidio-sindaco-caos-v7xao9ug |
| Morto ammanettato, la manifestazione di Bologna. La sorella della vittima si sente male al sit-in di raccoglimento voluto dal Comune. Stato e polizia nel mirino di striscioni e cori degli estremisti: “Assassini”. Undici i feriti tra agenti e attivisti, due fermati |

Da una parte il dolore, le lacrime, le urla lancinanti dei famigliari davanti al Sacrario dei partigiani, al grido di “Giustizia e verità”. Dall’altra la rabbia, la violenza, gli scontri tra i manifestanti e la polizia (video) in una Bologna, ancora una volta, a ferro e fuoco. Il presidio indetto per Abderrhaim Fakir, cittadino marocchino morto al Pilastro domenica durante un intervento della polizia, ha visto arrivare in piazza quattromila persone, oltre ai famigliari del 42enne e a molti politici del centrosinistra locale.
Gli scontri tra polizia e antagonisti – Poi sono arrivati anche i facinorosi, almeno 200: hanno aizzato la piazza al grido di “assassini” e “via lo scudo penale”, scandendo “tutto il mondo odia la polizia”, spianando mano a mano la strada alla tensione che alla fine è sfociata negli scontri.
Sono volati da una parte cartelli stradali, bombe carta, bottiglie vuote verso gli agenti schierati. La polizia ha risposto con idranti e lacrimogeni per disperdere la folla. Si sono levati scudi e manganelli e la violenza – così com’è stato lo scorso anno sotto le Torri dopo la morte di Ramy a Milano o prima della partita di basket tra la Virtus e gli israeliani del Maccabi Tel Aviv – ha preso il sopravvento.
FOTO Presidio per Fakir, scontri con la polizia
Momenti di tensione – A nulla sono serviti gli appelli dei famigliari e di chi, con le foto di Fakir in mano, ha parlato di “un giorno di lutto” dove “non ci può essere spazio per la violenza”. Non è bastato neppure lo sforzo di una donna con l’hijab, che ha strappato via dalle mani di un ragazzo con il volto travisato una bottiglia vuota. La marea umana, con antagonisti e collettivi in prima fila, si è spinta sempre di più verso la Prefettura. Fino a che la tensione non è esplosa.
Undici feriti – Almeno cinque feriti tra i poliziotti (altri sei si sono registrati tra gli attivisti). Almeno tre sono quelli che hanno richiesto un medico tra le fila dei manifestanti, tra i quali c’erano volti noti dei collettivi universitari, di Tpo, Labàs e i comitati popolari del Pilastro. Tanti anche i ragazzini col volto travisato, affianco ai professionisti del disordine. Due, invece, i fermati.
Malore per la sorella di Abderrhaim – Il cordoglio era partito alle 19 con il presidio lanciato da Matteo Lepore. Il sindaco aveva lasciato spazio ai famigliari di Fakir: un momento straziante, tanto che la sorella di Abderrhaim – Kadija – ha anche accusato un malore a seguito di un calo di zuccheri, forse per l’emozione, e un’ambulanza si è dovuta fare largo tra la folla per soccorrerla (non è in pericolo).
La nipote: “No odio, ma giustizia” – A prendere parola è stata però la nipote, Yosra (video): “Quello che successo ha lasciato dolore, rabbia e tante, tante, tante domande – ha scandito la ragazza piangendo copiosamente –. Non siamo qui per chiedere odio o vendetta, ma giustizia, rispetto e soprattutto umanità”. Poi la famiglia della vittima ha incontrato il questore Gaetano Bonaccorso, insieme con Lepore, che ha detto: “Sono scioccato. Bologna ha tante domande, dovranno essere i magistrati a rispondere”.
Oggetti contro la polizia, partiti gli idranti – Ma è quando è finito il momento del cordoglio, e sono partiti gli slogan contro le forze dell’ordine, che la situazione è degenerata. Il ‘serpentone’ si è spostato dalla piazza a sotto la Prefettura, circumnavigando il Comune, e ha riempito il largo davanti al palazzo del Governo. Sono spuntate bandiere della Palestina, i cori si sono fatti più aggressivi e rumorosi. Qualcuno ha cercato di trattenere i facinorosi, chiedendo “rispetto per la morte di un uomo”; altri sono rimasti in sit-in davanti ai blindati, mentre un elicottero ha pattugliato la città dall’altro per tutto il tempo. La diplomazia non è durata a lungo: poco dopo le 20 sono volati i primi oggetti contro i poliziotti e sono partiti i primi getti degli idranti. Più volte.
L’avvocato Anselmo: “Scontri, attacco alla famiglia di Fakir” – Fabio Anselmo, avvocato dei Fakir, ha parlato degli scontri come di “una ferita” e di “un attacco alla famiglia che ha chiesto calma, educazione e rispetto”. Un gruppo di 100 antagonisti con il volto travisato è rimasto a lanciare la qualunque contro gli operatori fino a dopo il tramonto. Una Bologna a due facce, divisa tra il dolore e la violenza.

