E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
19 ottobre 2026
| La protesta degli autotrasportatori: chiuso il nodo A30 Caserta-Salerno |
| Cts: “Salvini firmi impegni o non ci muoviamo”. Si teme anche per la consegna dei farmaci. Distributori esauriti in Puglia e Calabria, i tir non scaricano in Sicilia |
Si diffonde in tutto il Sud Italia la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori contro il caro-gasolio. Dalla Puglia alla Sicilia, dal Molise alla Calabria si svolgono azioni e presidi, in una mobilitazione che parte dalla richiesta al governo di intervenire su rincari giudicati non più sostenibili dei prezzi dei carburanti.
08:42 – 19 OttobreCondividi: Sull’A1 chiuso nodo A30 Caserta-Salerno – Alle ore 3.00 circa, sulla A1 Milano-Napoli è stato temporaneamente chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Napoli, a causa della protesta degli autotrasportatori.
Attualmente si registrano 2 km di coda nel tratto compreso tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord verso Roma e 2 km di coda nel tratto compreso tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma. Inoltre, in A30 Caserta-Salerno nel tratto compreso tra Maddaloni e il Bivio con la A1 verso Caserta, si registrano 3 km di coda.
Sul luogo dell’evento sono presenti le pattuglie della Polizia Stradale e il personale del 6° Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia. Agli utenti in viaggio da Napoli e diretti verso Salerno, si consiglia di percorrere la A16 Napoli-Canosa verso Bari e proseguire sulla A30 verso Salerno. Agli utenti in viaggio in A1, provenienti da Napoli e diretti verso Roma, si consiglia di uscire a Caserta Sud, seguire le indicazioni per Maddaloni, proseguire sulla SS700 in direzione Capua/Santa Maria Capua Vetere e rientrare in A1 alla stazione di Santa Maria Capua Vetere.A chi viaggia in A16, provenienti da Bari e diretti verso Roma, si consiglia di uscire alla stazione di Benevento, percorrere la SS 372 Telesina e rientrare in A1 alla stazione di Caianello. continua articolo
| Ex Ilva, esplode la protesta. Gli operai: “L’aeroporto di Genova è occupato” |
| Assemblea all’alba davanti allo stabilimento di Cornigliano. Al Cristoforo Colombo anche il presidente della Regione Marco Bucci: “Genova vuole continuare a lavorare”. Voli in ritardo. Sospeso accesso ai controlli |

“Dichiariamo ufficialmente occupato l’aeroporto”. Riesplode la protesta dei lavoratori dell’ex Ilva, a Genova, che hanno marciato in corteo dallo stabilimento verso lo scalo di Sestri Ponente. Ad annunciarlo al megafono è Armando Palombo (Rsu Fiom). Gli operai hanno bloccato gli accessi dello scalo. “L’accesso ai controlli di sicurezza è temporaneamente sospeso“, fa sapere l’Aeroporto ai passeggeri. “Seguiranno aggiornamenti non appena la situazione tornerà alla normalità”. Una delegazione di lavoratori è stata convocata in Prefettura. L’occupazione dello scalo sarà mantenuta sino al ritorno dei delegati.
La mobilitazione a oltranza punta a ottenere risposte immediate dal ministero, dopo l’invio della Pec di venerdì con cui i commissari hanno disposto un incremento della cassa integrazione a fronte della mancanza di approvvigionamenti di coils.
“Resteremo qui – ha urlato Palombo tra gli applausi e i cori dei lavoratori – finché questo governo non ci dà una risposta. Finché il governo, che ha messo i commissari, non fa alzare il culo ai commissari da Roma e ci dà una risposta chiara, molto chiara“.
Sul posto è arrivato anche il presidente della Regione Marco Bucci, che si è intrattenuto con i sindacalisti a capo della protesta.
“Genova vuole continuare a lavorare e ha un programma, accettato da Acciaierie d’Italia, per trattare materiale conto terzi in caso di chiusura a Taranto – ha detto Bucci – L’accordo di mercoledì è in funzione e noi lavoriamo per questo: chiederemo ai commissari di chiarire la situazione“.
Riferendosi alla lettera recapitata venerdì con la quale i commissari straordinari hanno annunciato l’aumento della cassa integrazione, Bucci ha spiegato: “Siamo rimasti tutti sorpresi, ma è una mossa parallela per coprire le necessità economiche. C’è però anche un’altra lettera, sempre di venerdì, inviata da Acciaierie d’Italia a Regione e Città Metropolitana per chiedere l’autorizzazione a trattare coils conto terzi: il piano per non fermare lo stabilimento esiste ed è pronto a partire fino al subentro del nuovo acquirente“.
Il corteo è stato preceduto da un’assemblea davanti ai cancelli della fabbrica, questa mattina alle 7. Oltre ai lavoratori sono presenti anche figli degli operai, che hanno esposto uno striscione con la scritta: “Papà, la tua lotta il mio futuro”.

“In questo paese se le questioni non esplodono non si arriva a capo di nulla. Vogliamo manifestare alla nostra maniera che quel provvedimento deve essere annullato, rivisto, sterilizzato”, attacca Palombo.
“Parlo di Genova, perché purtroppo Taranto respinge quel tipo di industria. Chi amministra vuole il green, col gas, ma il sindaco respinge la nave gasiera. Se anche la fanno, e io me lo auguro, ci vogliono 10 anni. Possiamo aspettare 10 anni? Lo diciamo anche alle forze dell’ordine: possiamo aspettare 10 anni? Non possiamo aspettare 10 anni con il mercato che tira,i rotoli che potrebbero essere lavorati e la gente che ha i mutui da pagare. Non possiamo!”.
Nicola Appice (Fim Cisl) ha posto l’accento sulla vertenza complessiva e sull’imminente pronunciamento della Cassazione per Taranto.

“I tre giorni sotto la prefettura sembravano aver garantito una fornitura temporanea di 35 mila tonnellate di coils per non fermare Genova. Poi venerdì è arrivata la comunicazione di una cassa integrazione che rischia di bloccare interi reparti, compresi quelli impiegatizi. Se si fermano quelli, rischia di bloccarsi tutta la lavorazione rimasta. Serve garantire gli approvvigionamenti subito: siamo pronti a qualsiasi cosa per salvare il lavoro“. Sono presenti i parlamentari del Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo.
I voli – “Manifestazione in corso: possibili code e disagi per raggiungere l’aeroporto. Invitiamo i passeggeri a mettersi in viaggio con largo anticipo“. E’ il messaggio che compare sul sito dell’Aeroporto di Genova, dopo l’occupazione di parte dello scalo da parte degli operai dell’ex Ilva. Diversi voli risultano in ritardo, sia in partenza sia in arrivo. I lavoratori ex Ilva hanno ‘chiuso‘ anche il corridoio lasciato aperto in precedenza per consentire ai passeggeri dell’aeroporto Colombo di Genova di raggiungere i gate di imbarco. Brevi momenti di tensione si sono verificati tra manifestanti e le persone in attesa di accedere ai banchi di check in. Intanto in aeroporto è arrivato anche lo striscione dei lavoratori di Ericsson (l’azienda ha annunciato 131 licenziamenti, ndr) in solidarietà con i metalmeccanici ex Ilva.

