Numerose squadre dei pompieri impegnate in area produttiva
(ANSA) – Levane (Arezzo), 02 aprile 2021 – Un vasto incendio sta colpendo dalle 5, a Levane (Arezzo), diversi capannoni industriali in un’area all’ingresso del paese. Sul posto, in via Valiani, sono intervenuti i vigili del fuoco oltre ai carabinieri e a personale del 118.
Non risultano, al momento, persone coinvolte mentre le operazioni di spegnimento nel perimetro attaccato dalle fiamme sono in corso con squadre di pompieri provenienti dai distaccamenti di Montevarchi, Bibbiena, Cortona, Pratovecchio, Figline e Firenze Ovest. Da accertare le cause appena le condizioni lo consentiranno. (ANSA).
(ANSA) – MILANO, 01 APR – Un vasto incendio si è sviluppato, la scorsa notte, in un capannone industriale di un’azienda, in provincia di Monza. Le fiamme, alimentate da materiale plastico, hanno provocato un’alta colonna di fumo nero, visibile da molti chilometri di distanza.
Al momento non risulterebbe un pericolo imminente per la salute pubblica anche se le campionature dell’aria sono ancora in corso. L’incendio si è verificato in una ditta di materiale plastico che si trova in via Euripide ad Agrate Brianza. Sul posto ci sono almeno una dozzina di autopompe dei vigili del fuoco dei comandi provinciali di Milano e Monza. (ANSA).
Da Beppe Sala ai sindaci anche di centrodestra della Città Metropolitana appello a Palazzo Lombardia: “Criticità sulla campagna per anziani e fragili, ancora molti in attesa di essere chiamati, usare anche centri vaccinali dei territori”
Cento sindaci (civici, di centrosinistra e di centrodestra) della Città Metropolitana di Milano, fra cui Beppe Sala, hanno inviato una lettera alla vicepresidente di Regione Lombardia Letizia Moratti, al consulente Guido Bertolaso, al direttore generale Guido Pavesi e al Direttore di ATS Walter Bergamaschi per evidenziare alcune criticità legate all’organizzazione delle vaccinazioni rivolte alla popolazione più anziana e fragile. I primi cittadini denunciano come ci siano ancora molti anziani in attesa di essere chiamati e chiedono di ricevere gli elenchi delle persone non ancora vaccinate e che risultano non iscritte nelle piattaforma, al fine di fare da tramite per capire se la non adesione è una scelta ponderata o è una conseguenza delle difficoltà incontrate nella registrazione.
I sindaci, inoltre, esprimono preoccupazione per la possibile chiusura dei centri vaccinali nei territori e, alla luce della proposta avanzata dal Consiglio di Rappresentanza dei sindaci di ATS, ovvero quella di organizzare una campagna vaccinale territoriale da affiancare a quella dei grandi hub, i primi cittadini sollecitano una risposta e ribadiscono nuovamente la loro disponibilità nel mettere a disposizione spazi e volontari per permettere ai medici di medicina generale di vaccinare i cittadini sul territorio di competenza. Per quanto riguarda, invece, le problematiche legate alle convocazioni di over 80 presso centri o ospedali molto lontani rispetto alla residenza, si rendono disponibili a facilitare il trasporto delle persone non autonome affinchè il lavoro di programmazione delle vaccinazioni a domicilio in capo alle ASST sia meno gravoso. continua a leggere
I giudici della Corte: il principio di non discriminazione è un patrimonio del Paese. La decisione dopo il rifiuto del primo cittadino di Samarate (Varese) di trascrivere l’adozione di un bimbo di 10 anni da parte di una coppia di uomini
Le adozioni gay fatte all’estero devono essere riconosciute anche in Italia. E i sindaci che per motivi politici vogliono opporsi alla trascrizione (l’atto che ne riconosce la validità anche in Italia), non possono farlo. È quanto ha stabilito la Cassazione con la sentenza 9006 depositata oggi a seguito dell’udienza presieduta dal Primo presidente della Cassazione Pietro Curzio, relatrice Maria Acierno. I riconoscimenti delle adozione gay fatte all’estero da cittadini italiani non sono una novità: il primo è stato fatto nel 2017, a Firenze. Ma adesso la Cassazione ne ha sancito la definitiva legittimità con una sentenza a Sezioni Unite, che ha cioè valore di precedente legale. Riguarda le adozione fatte in base alla legge locale da cittadini italiani residenti in Paesi stranieri, non di adozioni internazionali. La legge italiana prevede normalmente che le adozioni fatte legalmente all’estero da italiani siano riconosciute anche in Italia. In questo caso però il bambino, che oggi ha 10 anni, era stato adottato a New York da una coppia di uomini, entrambi cittadini italiani da una coppia di uomini. Per questo motivo il sindaco di Samarate, in provincia di Varese, si era rifiutato di trascrivere il suo documento anagrafico, come era stato invece disposto dalla Corte di Appello di Milano il 9 giugno 2017, e aveva fatto ricorso alla Cassazione. In assenza di trascrizione al bambino veniva negata anche la cittadinanza italiana.
«Omosessualità non è ostacolo» – I giudici della Cassazione chiariscono adesso una volta per tutte che l’omosessualità dei genitori non può essere un ostacolo al riconoscimento dell’adozione. «Non contrasta con i principi di ordine pubblico internazionale il riconoscimento degli effetti di un provvedimento giurisdizionale straniero di adozione di minore da parte di coppia omoaffettiva maschile che attribuisca lo status genitoriale secondo il modello dell’adozione piena o legittimante, non costituendo elemento ostativo il fatto che il nucleo familiare del figlio minore adottivo sia omogenitoriale ove sia esclusa la preesistenza di un accordo di surrogazione di maternità a fondamento della filiazione» si legge nella sentenza. Anzi, scrive la Corte, è patrimonio dell’ordine pubblico italiano il «principio di non discriminazione, rivolto sia a non determinare ingiustificate disparità di trattamento nello status filiale dei minori con riferimento in particolare al diritto all’identità ed al diritto di crescere nel nucleo familiare che meglio garantisca un equilibrato sviluppo psico—fisico nonché relazionale — sia a non limitare la genitorialità esclusivamente sulla base dell’orientamento sessuale della coppia richiedente».
«Ampliare le condizioni» – Nella sentenza, infine, i giudici richiamano espressamente la recente sentenza della Corte Costituzionale che chiesto al parlamento di ampliare «le condizioni di accesso all’adozione legittimante», dato che fin dagli anni 90 ci si confronta «con le richieste di costituzione di status genitoriali adottivi da parte di soggetti diversi dalle coppie coniugate eterosessuali». E che i bambini figli delle coppie dello stesso sesso non possono essere discriminati rispetto a quelli figli delle coppie eterosessuali. Per l’avvocato Alexander Schuster, che ha difeso la famiglia in tutti i gradi di giudizio, «con questa sentenza i diritti del minore e delle coppie omoaffettive ricevono pieno riconoscimento, senza che – lo scrivono a chiare lettere le Sezioni unite – si possa più operare alcuna discriminazione».
La Federcalcio pubblica quanto è stato corrisposto dai club nel 2020 agli agenti sportivi sotto forma di compensi, in calo del 26% rispetto al 2019: quasi 21 milioni dai bianconeri e 19,2 dai giallorossi, poi Milan (14,3), Napoli (12,1, più che raddoppiati), Fiorentina (9,7) e Inter (9, in netto calo, dai 31,8 milioni del 2019)
ROMA – Centotrentotto milioni di euro: ecco a quanto ammontano le spese per i procuratori da parte dei club di Serie A. Lo rende noto la Figc che, in base all’articolo 8 sulla trasparenza, pubblica quanto hanno corrisposto agli agenti sportivi sotto forma di compensi (non solo per operazioni come acquisti o cessioni del giocatore, ma anche ad esempio per rinnovi di contratto) dall’1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 le società, squadra per squadra. Una cifra che è in netto calo rispetto al 2019 quando le società di Serie A avevano speso 187 milioni di euro, ovvero con una flessione di circa il 26%.
Da Juve, Roma, Milan e Napoli le maggiori spese per procuratori – La spesa media è di 6,9 mln, con le big a fare la parte del leone (le prime quattro della lista hanno speso da sole circa 66 dei 138 milioni complessivi): è la Juventus con quasi 21 milioni (20,8, ma erano stati 44,3 nel 2019) ad aver sborsato di più per le commissioni degli agenti, seguita da Roma (19,2), Milan (14,3), Napoli (12,1, più che raddoppiati rispetto ai 5,2 milioni dell’anno precedente), Fiorentina (9,7) e Inter (9, in netto calo, dai 31,8 milioni di euro del 2019). Tre le big l’Atalanta ha versato circa 6 milioni, mezzo milione in più della Lazio. A spendere meno sono le tre neopromosse: Benevento, con poco più di un milione di euro, Crotone (962.427 euro) e Spezia, fanalino di coda con 876.132 euro.
Altri 11,5 milioni versati dai calciatori agli agenti – Inoltre, la Figc ha reso noto che “i calciatori professionisti tesserati in favore di Club appartenenti alla Lega Nazionale Professionisti Serie A a titolo di servizi resi da Procuratori Sportivi” hanno versato ulteriori 11,5 milioni di euro ai procuratori (13,6 milioni nella passata stagione).
Due nuovi reati sono stati ipotizzati dalla Procura di Milano nei confronti del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, già indagato per frode in pubbliche forniture nel cosiddetto caso ‘camici‘. Il governatore risulta iscritto anche per autoriciclaggio e false dichiarazioninella voluntary disclosure nella tranche dell’indagine relativa ai 5,3 milioni di euro depositati su un conto svizzero, a suo dire frutto di una eredità, ma sul quale è stata avviata una rogatoria.
La Procura di Milano, con la rogatoria in Svizzera, intende far luce sull’origine dei 5,3 milioni scudati nel 2015 da Fontana. La richiesta di assistenza giudiziaria si è resa necessaria in quanto ci sarebbero flussi non chiari e mancherebbero alcuni documenti per avere tutte le spiegazioni possibili su alcune movimentazioni.
“Il comunicato della Procura della Repubblica dà conto della volontà del Presidente Fontana di non lasciare ombra alcuna in ordine alla procedura della Voluntary, su cui i magistrati intendono fare chiarezza definitiva“, così i legali del governatore, gli avvocati Jacopo Pensa e Federico Papa, si esprimono in relazione alla nota della Procura milanese.
De Corato, escalation di atti vili dopo il rogo a Sos Lambrate
(ANSA) – Milano, 28 marzo 2021 – “Sabato notte ignoti hanno incendiato un’ambulanza della Croce Maria Bambina in servizio per il 118, in via Fantoli, zona Linate. E’ l’ennesimo episodio ai danni di mezzi di soccorso a Milano, il più grave risale al 23 marzo, appena 5 giorni fa, con il rogo della sede della SOS Lambrate in via Giovanni Antonio Amadeo“.
Lo denuncia il consigliere comunale di FDI a Milano, Riccardo De Corato, assessore regionale alla Sicurezza, già vice sindaco del capoluogo lombardo. Si tratta di “un’escalation di atti vili che arriva a pochi giorni dalla candidatura di medici, infermieri e operatori sanitari italiani al Premio Nobel per la Pace 2021 per l’impegno profuso durante l’anno di pandemia da Covid-19“. “Ebbene – scrive De Corato -, mentre si riconosce il valore e il sacrificio del personale sanitario italiano, a Milano si incendiano le ambulanze. Che cosa sta succedendo? Che matrice hanno questi vili attentati? Questura e Prefettura si occupino con determinazione di ciò che sta accadendo“. (ANSA).
Il passaggio al nuovo sistema per la campagna di massa. Registrazione online con la tessera sanitaria, scelta tra varie date e conferma con un sms. Ma resta da definire il giorno di attivazione
Un portale online, gli sportelli virtuali Postamat fuori dagli uffici postali, un centralino telefonico. Sono i tre canali che avranno a disposizione i cittadini lombardi per prenotare il vaccino quando si passerà alla campagna di massa, destinata a chi ha meno di 80 anni e non è nelle categorie prioritarie come il personale scolastico e i soggetti fragili. La rivoluzione è stata decisa dalla giunta di Attilio Fontana dopo il clamoroso fallimento del sistema usato per la fase uno, quella destinata agli anziani, curata dalla società regionale Aria. Si sa già come dovrebbe funzionare ma attenzione: è ancora da definire la data in cui partirà, ad aprile, il nuovo sistema messo a punto da Poste.
Come registrarsi e prenotare – Il portale lombardo ricalcherà quello che Poste Italiane ha già dato in uso ad altre Regioni, su tutte la Sicilia (le altre sono Calabria, Abruzzo, Marche e Basilicata). Il cittadino dovrà collegarsi al portale con la tessera sanitaria a portata di mano: oltre ai dati anagrafici e al codice fiscale, infatti, la procedura richiede di inserire il numero della tessera sanitaria stampato sul retro della stessa in basso a sinistra.
I Postamat e il numero verde – Sono i due canali di registrazione che si affiancheranno alla piattaforma online, per permettere a chi non ha la tecnologia di accedere alle agende di prenotazione. I primi sono presenti negli uffici postali e anche in questo caso bisognerà utilizzare la tessera sanitaria. Il centralino telefonico, invece, dovrà essere comunicato dalla Regione.
Le opzioni sulla data – Il sistema al momento della registrazione proporrà la scelta tra i centri vaccinali vicini all’indirizzo comunicato dal cittadino. Nella schermata iniziale, oltre ai luoghi, compariranno poi alcune disponibilità su data e orario nelle agende degli hub. Bisognerà cliccare su quella prescelta e la conferma arriverà con un sms dopo aver indicato un numero di telefono cellulare.
Da quando – Il clic day da cui il portale sarà attivo e accetterà le registrazioni non è ancora stato comunicato. I tecnici di Regione, Aria e Poste sono al lavoro per definire il passaggio informatico dei dati dalla vecchia alla nuova piattaforma: la certezza è che non si può partire senza certezze del risultato, perché la Lombardia non può permettersi altre defaillance organizzative.
Sui vaccini anti Covid in Lombardia svolta rinviata: il debutto di Poste tra 20 giorni
24 marzo 2021 –
Il sistema di prenotazione dei vaccini anti-Covid resta ad Aria in attesa del passaggio di consegne deciso dal governatore Fontana. E intanto la Lombardia si avvicina al traguardo nero delle 30 mila vittime
Aria è stata “licenziata” a furor di popolo, ma in realtà resta in campo almeno fino a dopo Pasqua. E grande è la confusione sugli over 80 ancora da vaccinare. Dopo il benservito di Fontana alla sua agenzia che sbagliava le prenotazioni e non mandava gli sms, migliaia di cittadini stanno intasando i centralini della Regione per chiedere informazioni, per sapere se devono prenotarsi nuovamente con Poste, di cui è stata annunciata l’entrata in campo al posto della contestata agenzia regionale. Molti hanno capito che saranno le Ats e Asst a contattare telefonicamente i 115 mila over 80 che hanno ricevuto l’appuntamento per la vaccinazione entro il 2 aprile. Ma non è così: fino all’11 aprile le telefonate verranno fatte ancora dal call center regionale della stessa agenzia Aria, che riconfermerà a tutti i nonni ora data e luogo della vaccinazione. Poi Aria passerà gli elenchi agli ospedali e alle Ats, le quali faranno verifiche sugli slot di vaccini e solo in caso di errori palesi, richiameranno gli ultra 80enni per aggiustare l’appuntamento. Da Aria dovranno passare anche gli altri 205.000 che riceveranno la somministrazione entro l’11 aprile, data in cui è prevista la conclusione della prima inoculazione agli over 80.
E le Poste? Cominceranno a lavorare con chi si vaccinerà da metà aprile, gli over 70, innanzitutto, i primi di quella che viene definita la “campagna massiva” (che in molte regioni italiane è già in corso da settimane). La piattaforma di Poste sarà semplice da usare: il cittadino dovrà mettere il proprio codice fiscale, a quel punto compariranno il centro vaccinale più vicino a cui si è stati assegnati e quattro opzioni di appuntamento fra cui scegliere. Basterà un click sulla fascia oraria e il giorno più comodo e un secondo click di conferma. continua a leggere
Valle d’Aosta, Toscana e Calabria in rosso. Lazio in arancione da martedì. Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento, Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Puglia ancora rosse. Sospese le zone gialle fino al primo maggio
Da lunedì 29 marzo scattano in Italia i cambiamenti di colore. Alle otto Regioni e una Provincia autonoma (Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e alla Provincia Autonoma di Trento) che si trovavano già in rosso, e per cui si prospettano altre due settimane nelle stesse condizioni, si uniranno anche Valle d’Aosta, Calabria e Toscana.
L’unica Regione che vedrà un miglioramento è il Lazio, col passaggio dal rosso all’arancione il 30 marzo, perché in questa data scade il precedente decreto che era stato emanato il 15 marzo. Qui riapriranno, anche se solo per due giorni, le scuole.
Il 3, 4 e 5 aprile 2021, su tutto il territorio nazionale, si applicheranno le restrizioni previste per le zone rosse.
Ma vediamo nel dettaglio cosa si può fare e cosa non si può fare in zona rossa e arancione. La gialla è sospesa fino al primo maggio.
VISITE A PARENTI E AMICI – ROSSA – Le visite non sono consentite. Da sabato 3 aprile a lunedì 5 aprile, quando l’Italia sarà tutta in rosso, sarà permesso dalle 5 del mattino alle 22 raggiungere nell’ambito della propria regione, una sola abitazione di parenti o amici,una sola volta al giorno, massimo in due e accompagnati dai minori di 14 anni. Si possono sempre però raggiungere, da soli, persone sole o non autosufficienti che hanno bisogno di assistenza.
ARANCIONE – Dal 15 marzo al 2 aprile, e nella giornata del 6 aprile, le visite sono consentite all’interno del proprio Comune: è permesso a due persone, solo una volta al giorno, andare verso una sola abitazione privata, fra le 5 e le 22. È possibile essere accompagnati dai minori di 14 anni su cui si esercita la potestà genitoriale e dalle persone disabili o non autosufficienti conviventi.
COPRIFUOCO – ROSSA E ARANCIONE – Resta tra le 22 e le 5, su tutto il territorio nazionale sia nei giorni feriali che festivi. Gli spostamenti in questi orari restano esclusivamente quelli di lavoro, necessità o salute. La regola vale, dunque, in zona rossa ma anche in zona arancione
AUTOCERTIFICAZIONE –ROSSA E ARANCIONE. – Bisogna compilarla e portarla con sé in qualsiasi spostamento e a qualsiasi ora.
SECONDE CASE – ROSSA E ARANCIONE – Il decreto precisa che è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Nelle Faq del governo lo spostamento è consentito nelle seconde case in tutte le zone. Si può spostare solo il nucleo familiare convivente, senza parenti o amici. Inoltre la seconda casa non deve essere abitata da altre persone. La regola non vale per le case in affitto breve. É infatti necessario provare che la casa è di proprietà o in affitto a lungo termine, con contratto stipulato prima del 14 gennaio 2021. Ma ci sono sono regioni, come la Campania, che vietano gli spostamenti verso le seconde case da giovedì 18 marzo a lunedì 5 aprile e vietano “gli spostamenti dal comune di residenza, domicilio o dimora abituale sul territorio della Campania verso le seconde case in ambito regionale, salvo che per comprovati motivi di necessità o urgenza e comunque per il tempo strettamente indispensabile”.
ATTIVITA’ FISICA –ROSSA – Si può svolgere attività motoria individuale all’aperto nei pressi della propria abitazione, mantendendo un distanziamento dagli altri di un metro e indossando la mascherina. Sono sospese le attività di palestra e piscina. Si può svolgere l’attività sportiva esclusivamente nell’ambito del territorio del proprio Comune, in forma individuale e all’aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri. È tuttavia possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza. Duramte l’attività sportiva è consentito non indossare la mascherina.
ARANCIONE – Si può svolgere attività sportiva o motoria all’aperto. Le palestre e le piscine sono chiuse, ma sono permesse attività sportive di base e attività motoria svote all’aperto presso centri sportivi o circoli sportivi. I parchi restano aperti, a meno che non intervengano ordinanze restrittive regionali o comunali.
ATTIVITA’ COMMERCIALI – ROSSA –Sonochiusi i negozi ritenuti non essenziali e i centri commerciali Aperti gli alimentari e negozi che vendono cose di prima necessità come farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccai, negozi di elettronica, ferramenta e negozi per bambini. Chiusi anche parrucchieri, barbieri, centri estetici e tolette per animali.
ARANCIONE – I negozi sono aperti, mentre i centri commerciali sono operativi dal lunedì al venerdì, chiusi nel fine settimana. Restano aperti parrucchieri, barbieri, centri estetici e tolette per animali.
BAR E RISTORANTI – ROSSA E ARANCIONE – É permessa la ristorazione con consegna a domicilio. Fino alle 22 è possibile l’asporto, ma non è consentito consumare cibi sul posto o nei pressi di ristoranti e bar. L’asporto dai bar è invece permesso solo fino alle 18. A Pasqua, dal 3 al 5 aprile, quado l’Italia diventerà tutta zona rossa, non sarà possibile pranzare al ristorante, ma sarà consentito l’asporto e la consegna a casa.
SCUOLA – ROSSA –Le scuole di ogni ordine e grado restano chiuse (compresi nidi e asili). Gli alunni dalle elementari in su entrano in Dad. Da dopo Pasqua prevista la riapertura di nidi, asili, elementari e prima media.
ARANCIONE – Scuole aperte fino alle medie, in Dad le superiori.
MUSEI, CINEMA E TEATRI – ROSSAE ARANCIONE –Musei, cinema e teatri restano chiusi.
Il 27enne norvegese è in coma farmacologico e le sue condizioni sono stabili. L’incidente durante il salto di allenamento prima della gara di Planica, in Slovenia, valida per la Coppa del Mondo | CorriereTv
Una caduta terribile per il norvegese Daniel-Andre Tande durante il salto di allenamento in vista della gara di Planica, in Slovenia, valida per la Coppa del mondo. L’atleta 27enne è finito a terra a oltre 100 km7H e si trova ora in coma indotto. Le sue condizioni sono stabili: non sarebbe in pericolo di vita
Salto con gli sci, la spaventosa caduta del norvegese Tande a oltre 100 km/h
La società affiancherà la campagna che punta ad ottenere l’inserimento dei monumenti della civiltà nuragica dell’Isola all’interno del patrimonio dell’umanità. Il dg Passetti: ”Puntare sul passato per guardare al futuro”
La Sardegna verso l’Unesco
CAGLIARI – Non solo la salvezza in Serie A, il Cagliari Calcio scende in campo anche per “Sosteniamo la Sardegna verso l’Unesco“, la campagna che punta ad ottenere l’inserimento dei monumenti della civiltà nuragica dell’Isola all’interno del patrimonio dell’umanità.
Un tesoro da proteggere e valorizzare – Nuraghi, villaggi, pozzi sacri, tombe dei giganti: un immenso tesoro, ancora in gran parte da scoprire, da proteggere e valorizzare al meglio, sia a livello turistico che economico. Da qui l’idea dell’associazione “La Sardegna verso l’Unesco“: proporre all’organizzazione delle Nazioni Unite, chiamata ad esprimersi prossimamente, l’ingresso del patrimonio archeologico sardo nei suoi registri. Una vetrina mondiale di cui beneficerebbe tutta l’Isola, un volano per lo sviluppo sostenibile del territorio durante tutto l’anno. La Regione Sardegna, la quasi totalità dei Comuni sardi, le Università degli Studi di Cagliari e Sassari; ancora, centri di ricerca, numerose associazioni di categoria e culturali dell’Isola, studiosi, cittadini: tutti uniti nel promuovere la campagna.
“Puntare sul passato per guardare al futuro” – “È con orgoglio che il Cagliari Calcio ha deciso di sostenere questa iniziativa“, ha dichiarato il direttore generale del club, Mario Passetti. “L’ingresso dei monumenti della civiltà nuragica nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità – aggiunge – rappresenterebbe una fondamentale occasione di valorizzazione della nostra Isola e della sua cultura millenaria: puntare sul passato per guardare al futuro, pensando a nuove opportunità di sviluppo, specie in chiave turistica“. Il Cagliari affiancherà la campagna “Sosteniamo la Sardegna verso l’Unesco” con delle attività sui suoi canali social e in occasione della prossima gara di campionato alla Sardegna Arena, in programma sabato 3 aprile alle 15:00 contro l’Hellas Verona.
La sentenza pronunciata dal Tribunale federale nazionale sui casi di violazione dei protocolli Covid. Nessun punto di penalizzazione, il presidente non decade dalla carica di consigliere federale
ROMA – Nessun punto di penalizzazione alla Lazio, ma solo una multa di 150mila euro; sette mesi di inibizione al presidenteLotito, che così non decade dalla carica di consigliere federale in quota Lega (sarebbe successo in caso di condanna di 10 mesi); 12 mesi ai medici sociali Pulcini e Rodia. È la sentenza soft del Tribunale federale, alla fine del processo tamponi che si è svolto oggi da remoto: già la richiesta del procuratore Chiné non aveva previsto penalizzazioni nei confronti della Lazio, ma 13 mesi e 10 giorni per Lotito, richiesta quindi solo parzialmente accolta dal collegio presieduto dal giudice Mastrocola. Per i medici, la richiesta era di 16 mesi, l’inibizione è di 12: Pulcini e Rodia di sicuro faranno ricorso alla Corte Sportiva d’appello perché convinti di aver agito sempre correttamente sulla questione tamponi.
Norma protocollo mai approvata dal Coni – Sei erano i capi di imputazione ai danni della Lazioper presunte violazioni del protocollo Figc anti Covid. Decisivo, per la sentenza soft, il fatto che la norma sanzionatoria del protocollo stesso, che modificava il codice di giustizia sportiva, non è mai stata approvato dal Coni. Sicuramente importante anche il parere del professor Pregliasco, le cui conclusioni – presenti nella memoria difensiva depositata dal legale biancoceleste, Gian Michele Gentile – escludevano “manchevolezze ascrivibili alla Lazio” sui fatti contestati.
No alla richiesta del Torino – Già all’inizio del processo, alle 11, era stata respinta la richiesta del Torino di essere ammesso come parte interessata (in relazione alla presenza di Immobile nella partita con la Lazio del 1° novembre). Poi il dibattimento e la sentenza, con sospiro di sollievo per la squadra di Inzaghi, impegnata nella corsa Champions, e la tifoseria laziale, preoccupata dalle previsioni allarmistiche lette e sentite da mesi un po’ ovunque. Ora si attendono le motivazioni da parte del Tribunale federale, ma la decisione finale ha sorpreso chi si aspettava una sanzione severa nei confronti dei deferiti.
L’Europa chiede l’orario unico per tutto l’anno. Il 2021 è l’anno della scelta: alcuni Paesi hanno già detto sì
Domenica 28 marzo, alle 2 di notte, tornerà l’ora legale con le lancette che avanzeranno di un’ora. Dormiremo, quindi, un’ora in meno ma in compenso le giornate si “allungheranno”, ossia avremo sessanta minuti di luce naturale in più con il corollario del risparmio energetico che in Italia è stato quantificato in oltre un miliardo e 700 milioni di euro nel periodo 2004-2020, pari al consumo di 150 mila famiglie. Ma la domanda che tutti si fanno da qualche anno a questa parte è: il 2021 sarà l’ultimo anno dell’ora legale?
Domenica torna l’ora legale
In alcuni Paesi è davvero l’ultima volta perché l’Europa ha chiesto di uniformare l’orario a livello comunitario. Una richiesta che risale al 2018 con l’approvazione con l’84% dei voti di una risoluzione che prevede l’abolizione dell’obbligo per i diversi Stati membri di cambiare l’orario due volte all’anno. Ma l’Italia ha sempre accolto con freddezza l’ipotesi di mandare in soffitta l’ora solare. Più di recente, il Conte bis ha deciso per il doppio orario mentre altri Paesi a noi vicini come Francia, Germania, Finlandia, Lituania, Svezia ed Estonia si sono già espressi per l’orario unico per tutto l’anno. A insistere su questa linea sono soprattutto i Paesi del Nord Europa per la maggiore vicinanza con il Polo Nord che impone una copertura di luce in estate molto più lunga rispetto alle nostre giornate. continua a leggere
Ingorgo di centinaia di navi a causa dell’incidente avvenuto per il forte vento. Si sta provando a dragare la sabbia, ma probabilmente sarà necessario alleggerire il carico dell’imbarcazione
UNA delle navi portacontainer più grandi al mondo, la “Ever Given” della compagnia “Evergreen”, da ieri mattina blocca il Canale di Suez nel suo tratto meridionale, a pochi chilometri dall’imbocco di Suez. Più a Nord il canale è stato raddoppiato dal governo del generale Al Sisi, ma in quel punto scorre seguendo un unico corso d’acqua, per cui di fatto il canale è stato interamente paralizzato.
La Ever Given è un cargo lungo 400 metri e largo 59: è registrato a Panama e la sua destinazione finale è Rotterdam, dove doveva attraccare il 31 marzo per scaricare i container imbarcati in Cina. La Evergreen, la società di Taiwan che gestisce la nave, non ha dato ancora una versione definitiva dell’incidente, ma una prima ricostruzione possibile parla di un blackout elettrico a bordo che avrebbe messo la nave in condizione di non manovrare: i venti forti che spirano in queste ore nell’area del Canale hanno messo il cargo di traverso, con la prua incastrata nella sabbia dalla parte orientale del canale, e la poppa arenata sulla riva occidentale.continua a leggere
Da marzo è il quarto tentativo di danneggiare la sede dell’associazione di volontariato che oltre al trasporto di malati fa anche la consegna di pasti e farmaci e ora accompagnano gli over 80 a fare le vaccinazioni
Vandali in azione nella notte nel quartiere Ortica, dov’è stato appiccato un incendio nella sede di ‘Sos Lambrate‘. Il quarto tentativo da marzo dell’anno scorso che ha coinvolto l’associazione di volontariato attiva a Milano dal 1990 e che offre alla cittadinanza servizio di primo soccorso in ambulanza. “Dallo scoppio della pandemia, questo è l’incendio che ci ha causato più danni – racconta Federico Mariani, 43enne vicepresidente e volontario di Sos Lambrate – Le fiamme hanno raggiunto tutta la facciata dell’edificio in affitto in via Giovanni Antonio Amedeo 78 e non sappiamo ancora a quanto ammonti il danno subito“.
Una preoccupazione non da poco per una Onlus composta da 130 volontari che non riceve alcun finanziamento esterno e che investe tutte le risorse in mezzi di soccorso, corsi di preparazione e sostegno alle categorie più fragili, soprattutto da quando è scoppiata la pandemia: “Da marzo scorso, oltre a prestare il servizio in ambulanza, abbiamo consegnato pasti e farmaci agli anziani e ad alcuni operatori sanitari negli ospedali, raccolto e donato coperte ai senzatetto e ora, in piena campagna di vaccinazione, accompagniamo con i nostri mezzi gli over 80 in difficoltà“, sottolinea Mariani. continua a leggere
Un solo positivo, ma non tra i giocatori, nei test di ieri. Ripresi gli allenamenti, ma l’Ats dà il via libera alla federazioni straniere. Via in sette
Tutti negativi anche ai tamponi effettuati ieri, tranne un nuovo contagiato che però non è tra i giocatori e quindi non bloccherà la partenza dei nazionali. L’Inter tira un sospiro di sollievo dopo le positività al Covid della scorsa settimana di D’Ambrosio, Handanovic, De Vrij e Vecino. La squadra è già tornata ad allenarsi ad Appiano Gentile con lavori individuali di riattivazione. Anche se l’esito degli ultimi test ha liberato i sette nazionali stranieri, in procinto di rispondere alle rispettive convocazioni dopo il pressing sull’Ats delle varie federazioni per avere i propri giocatori in vista degli impegni validi per le qualificazioni mondiali. Gli atleti dovranno comunque rispettare la quarantena e fornire un domicilio. Si entra, dunque, nel campo del diritto internazionale e ogni Paese applica le sue leggi. Con relativo caos per le partite.
LA SITUAZIONE – L’unica certezza al momento è che non si muoveranno Lautaro e Sanchez, visto che in Sudamerica sono state rinviate causa pandemia le gare di qualificazione al Mondiale 2022. In partenza gli atleti delle federazioni che si erano mosse da giorni: Belgio (per Lukaku), Croazia (Brozovic e Perisic, con il ct Dalic che in mattinata aveva anticipato “buone notizie“), Danimarca (il selezionatore Hjulman ha spiegato di attendere Eriksen per mercoledì) e Slovacchia (Skriniar). Partono anche Hakimi (Marocco) e Radu, la cui pre convocazione con la Romania si è trasformata in convocazione. Diverso invece il discorso per gli Azzurri Barella, Bastoni e Sensi (senza dimenticare il team manager Oriali e il nutrizionista Pincella). Il via libera dell’Ats all’isolamento fiduciario fino al 31 marzo non riguarda gli italiani, che in quanto tali non devono raggiungere un Paese diverso. La Figc è in stretto contatto con l’Inter e si sta cercando di trovare la quadra. Ma al momento gli azzurri restano ad Appiano.
L’attore Alessio Boni presta il volto a Marta, che aveva un marito che le tirava addosso bottiglie di vetro e cercava di picchiarla con una mazza, la campionessa di scherma Elisa Di Francisca a Giulia, che ha sopportato a lungo insulti, divieti, schiaffi e spintoni, mentre il conduttore Marco Maccarini interpreta Simona, che ha trovato il coraggio di ribellarsi quando il marito ha iniziato a picchiare anche i suoi figli. Sono solo alcuni dei volti noti del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura che hanno aderito alla campagna #Maipiùinvisibili della onlus milanese WeWorld, impegnata da 50 anni nella difesa dei diritti di donne, bambini e bambine in 27 Paesi del mondo. I personaggi famosi hanno restituito visibilità alle donne “invisibili”, che con coraggio e determinazione sono riuscite ad uscire da situazioni di violenza. Donne per le quali però esporsi pubblicamente può essere ancora pericoloso. “L’obiettivo è dare voce a donne che si sentono invisibili perché talmente stremate dalla violenza e dalla violazione dei loro diritti da augurarsi di scomparire, di non essere viste, non esistere per non subire più – sottolinea Marco Chiesara, presidente di WeWorld – Invisibili anche per la società che le circonda, che per non vedere si volta dall’altra parte”. Fino al 21 marzo è possibile sostenere gli Spazi Donna di WeWorld donando 2 euro con sms al 45590 oppure 5 o 10 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa.
Vittoria Schisano.Marta Pagnini, Rossella Brescia, ecc.
Un violento terremoto si è verificato pochi minuti fa nel nord-est del Giappone. Il sisma ha avuto magnitudo 7.2 e si è verificato alle 10:09 (ora italiana) a 60km di profondità al largo della costa orientale del Paese. L’epicentro del sisma è stato localizzato ad una sessantina di chilometri al largo della città di Sendai, nella prefettura di Miyagi.
E’ scattato l’allarme tsunami per la prefettura di Miyagi.
Secondo l’emittente Nhk, un’onda di tsunami alta un metro ha già raggiunto le coste di Miyagi. Al momento non si hanno notizie di vittime o danni provocati dal terremoto, che ha fatto oscillare anche gli edifici a Tokyo.
Non ci sono state immediate segnalazioni di danni o feriti. Nessuna anomalia e’ stata riscontrata nella centrale nucleare Tokai, sul versante centro orientale dell’arcipelago. Nel frattempo, i servizi dei treni superveloci Tohoku Shinkansen sono stati sospesi tra Hachinohe, nella prefettura di Aomori, e Omiya, a nord della capitale. La sospensione dei collegamenti ferroviari ha riguardato anche diverse linee regionali. Le autorita’ hanno raccomandato alla popolazione di abbandonare la fascia costiera fino a quando non rientrera’ l’allarme tsunami.
Il Nord Est del Giappone, che dieci anni fa era stato teatro del devastante sisma che causo’ il disastro della centrale nucleare di Fukushima, era stato colpito il mese scorso da un altro forte terremoto che aveva causato decine di feriti. Il Giappone si trova nel cosiddetto “Anello di Fuoco” del Pacifico, una zona a intensa attivita’ sismica che si estende fino al Sud Est asiatico.
AGGIORNAMENTO – L’allerta tsunami è stata ritirata 90 minuti dopo. Le autorita’ hanno segnalato il ferimento di due anziani coinvolte in lievi incidenti domestici, all’interno delle proprie abitazioni, le cui condizioni non risultano gravi. Nessun danno strutturale e’ stato riscontrato nei centri urbani di Miyagi, e il canale Nhk parla di condizioni ‘vicine alla normalita’‘ lungo le aree della costa piu’ colpita dal sisma.
Dalla Sardegna all’Alto Adige si moltiplicano gli stop. Roma valuta il ricorso
Roma. Le duemila ville della Costa Smeralda a Pasqua rimarranno chiuse. Quelle del golfo di Napoli, dipende da chi è il proprietario o l’affittuario: se è campano dovrà rinunciare, se invece viene da qualsiasi altra parte d’Italia potrà andare. Anche chi abita altrove e ha uno chalet di montagna in val d’Aosta o Alto Adige non potrà usufruirne. E la Versilia e il Chianti si preparano a fare lo stesso: sbarrare le porte ai proprietari di seconde case nonostante il governo abbia deciso che, anche nei giorni di Pasqua in cui tutta l’Italia sarà in rosso, sia possibile trasferirsi con la famiglia nell’abitazione in cui si è soliti passare alcuni periodi dell’anno.
Fonti di governo confermano: niente pranzi al ristorante, niente viaggi per turismo ma almeno passare la Pasqua con il nucleo familiare convivente sì. E in queste ore, dopo le fughe in avanti di alcuni governatori che sono andati ben oltre le loro prerogative, si valuta l’impugnativa delle ordinanze di Sardegna, Val d’Aosta, Alto Adige che hanno vietato l’ingresso nei loro territori ai proprietari di seconde case a meno che non debbano raggiungerle per motivi di lavoro, di salute o di necessità.
Provvedimenti illegittimi secondo il costituzionalista Pietro Ciarlo: «Le regioni non possono bloccare gli arrivi. Solo il governo nazionale può limitare la libera circolazione tra le regioni. I controlli in ingresso, disposti a livello regionale, sono già ai limiti di ciò che l’ordinamento può contemplare». Insomma, una cosa è disporre l’obbligo di tampone negativo per chi arriva, come ad esempio fa la Sicilia ormai da tre mesi, altro è impedire l’ingresso e privare i cittadini dell’utilizzo di un bene inalienabile come la propria casa. continua a leggere
Niente vacanza in zona bianca: in Sardegna solo per lavoro, salute o necessità
Entra il francese e cambia gli equilibri, i rossoneri escono comunque a testa alta
La dedizione non basta. Il Milan esce dall’Europa League e completa il fallimento italiano: venerdì a Nyon, nel sorteggio dei quarti delle Coppe,ci sarà solo la Roma. Una squadra su sedici. Il Diavolo viene battuto, ma non umiliato dai diavoli di Manchester. Una sconfitta amara nel segno di Pogba, il Polpo Paul, che la Juve rivorrebbe in estate a Torino. Solskjaer lo manda in campo a inizio ripresa al posto dello spento Rashford e dopo meno di tre minuti il centrocampista campione del mondo rompe l’equilibrio, approfittando della grave incertezza di Meitè dentro la sua area. Ma proprio questo fa un campione: sfrutta con cinismo le debolezze degli altri.
Il Milan esce a testa alta e con mille rimpianti, soprattutto a causa dell’emergenza,sgradita compagna di viaggio in questo inizio del 2021. Con Ibrahimovic sin dall’inizio, o almeno con uno straccio di centravanti da mandare in campo, probabilmente questa specie di finale anticipata finirebbe diversamente. Invece per oltre un’ora Pioli si deve accontentare di Castillejo falso nove. Un esperimento che non paga. Ma c’è poco da fare: senza Leao, Rebic e Mandzukic, anche senza il giovane Maldini, soluzioni non ce ne sono. Senza contare che Calhanoglu non è quello di inizio campionato e non si accende mai. Ibra entra a metà ripresa e fa quel che può. La squadra non graffia. E lo United è una montagna difficile da scalare. Inoltre San Siro è diventato un tabù. Da cinque partite il Diavolo non riesce a vincere in casa: tre sconfitte e due pareggi. Ora resta la corsa Champions. Il Milan deve vincere domenica a Firenze e sperare nella sosta di recuperare più gente possibile per lo sprint finale. «È un’eliminazione che brucia, dovevamo fare un gol nel primo tempo», la delusione di Pioli. continua a leggere
L’anno scorso, in pieno lockdown, l’appuntamento era saltato. Ma oggi in tanti a Milano non hanno voluto mancare la commemorazione della morte di Fausto Tinelli e Lorenzo ‘Iaio’ Iannucci, militanti del centro sociale Leoncavallo uccisi il 18 marzo del 1978 da una mano rimasta misteriosa, anche se le piste hanno sempre portato verso gli ambienti dell’estrema destra saldati con quelli dello spaccio di droga, contro cui Fausto e Iaio si battevano. In via Mancinelli, questo pomeriggio, tanti fiori e tanti applausi per le due giovani vittime della violenza politica di quegli anni.
L’omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci (detto Iaio) fu commesso a Milano il 18 marzo 1978. Le vittime erano due ragazzi all’epoca diciottenni (Tinelli era nato il 25 novembre 1959 e Iannucci il 29 settembre dello stesso anno), entrambi frequentatori del Centro Sociale Leoncavallo. A ucciderli furono 8 colpi di pistola esplosi in via Mancinelli 8. L’omicidio fu rivendicato da estremisti di destra. Il 18 marzo 2012, a 34 anni dall’omicidio, la giunta comunale ha dedicato al nome delle due vittime i giardini pubblici milanesi di Piazza Durante.
La proposta del presidente dell’Anci ai sindaci: ritroviamoci davanti ai nostri municipi con la bandiera italiana a mezz’asta
Un minuto di silenzio davanti alla bandiera italiana. È la proposta fatta dal presidente dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) Antonio Decaro a tutti i sindaci per la prima giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid, che sarà celebrata giovedì 18 marzo 2021. La breve commemorazione è fissata alle 11, in concomitanza con l’arrivo a Bergamo del presidente del Consiglio Mario Draghi.
Il tricolore sulla facciata di uno dei palazzi storici di Città Alta un anno fa
«Nelle prossime ore, il Parlamento italiano istituirà, con legge, la giornata nazionale per conservare e rinnovare la memoria di tutte le persone che sono decedute a causa di tale epidemia — scrive Decaro ai sindaci —. Così come avvenuto il 31 marzo dello scorso anno, sono convinto che anche i sindaci italiani promuoveranno occasioni e cerimonie commemorative per ricordare le tante vittime che piangono le nostre comunità e onorare il sacrificio e l’impegno degli operatori sanitari. Testimoniare il nostro essere uniti, il nostro stare insieme come sindaci, senza distinzione di appartenenze geografiche o politiche, è un segnale importante di fiducia e di speranza da trasmettere alle nostre comunità ancora fortemente provate da questa triplice emergenza sanitaria, economica e sociale».
«Per questo — conclude il presidente dell’Anci — vorrei chiedervi di condividere un gesto in comune. In concomitanza con l’arrivo a Bergamo del presidente del Consiglio dei ministri, prevista per le 11 di domani, ritroviamoci davanti ai nostri municipi, indossando la fascia tricolore, per osservare un minuto di silenzio al cospetto della bandiera italiana esposta a mezz’asta».
La cerimonia con il premier Draghi, al parco della Trucca, sarà trasmessa in diretta a partire dalle 10.50 di giovedì 18 marzo su Rai 1. Alla stessa ora, sarà al centro di uno speciale in onda su Rai News24 dal titolo «Centomila lacrime», condotto da Milena Minutoli.
MILANO – FC Internazionale Milano comunica che Samir Handanovic è risultato positivo al Covid-19 in seguito al test effettuato nella mattinata di oggi e il cui esito è pervenuto in questi minuti.
Il portiere nerazzurro è già in quarantena presso la propria abitazione.
Arrestato un giovane 21enne. Tra le vittime quattro donne asiatiche. Fbi sta collaborando con la polizia per capire se si tratta di un crimine d’odio contro la comunità asiatica americana
AGI – E’ stata una strage quella che si è consumata in tre centri di bellezza nella zona di Atlanta in Georgia per la quale è stato arrestato un uomo di 21 anni. Secondo quanto riferito dallo sceriffo della contea di Cherokee, Jay Baker, Robert Aaron Long di Woodstock, Georgia, è stato preso in custodia nella contea di Crisp, circa 150 miglia a sud di Atlanta.
Sono otto le donne morte, quattro delle quali asiatiche, e si sospetta appunto che si tratti di un crimine dettato dall’odio razziale. Le vittime sono state uccise in tre diverse sparatorie in due spa e un salone di massaggi. La prima è avvenuta poco prima delle 5 del pomeriggio al salone di massaggi asiatico Young’s Asian Massage Parlor di Acworth, nella contea di Cherokee, a circa 30 miglia a nord-ovest del centro di Atlanta.
Qui la polizia ha trovato due persone morte sul posto mentre tre sono state trasportate all’ospedale. Due sono però decedute. Le altre due sparatorie sono avvenute circa un’ora dopo alla Gold Massage Spa in Piedmont Road ad Atlanta e alla Aroma Therapy che si trova dall’altra parte della strada: la polizia ha trovato tre persone morte alla Gold Spa e i poliziotti mentre erano sulla scena hanno ricevuto una seconda chiamata dalla Aromatherapy Spa proprio dall’altra parte della strada dove è stata trovata un’altra persona uccisa con arma da fuoco.
Circa 3 ore dopo e mezzo gli omicidi, è stato arrestato un uomo che era fortemente sospettato perché intercettato dalle videocamere di sorveglianza mentre si trovava a circa 150 miglia a sud di Atlantia. L’ufficio dello sceriffo della contea di Cherokee lo ha identificato come Robert Aaron Long, 21 anni, di Woodstock. Anche l’Fbi sta collaborando con la polizia per capire se si tratta di un crimine d’odio contro la comunità asiatica americana.
Proprio la scorsa settimana, il presidente Joe Biden aveva denunciato “crimini di odio vizioso contro gli asiatici americani che sono stati attaccati, molestati, incolpati e usati come capro espiatorio” per la pandemia, che ha avuto origine in Cina. La motivazione razziale è difficile da stabilire in molti casi, ma i crimini d’odio anti-asiatici riportati sono più che raddoppiati da 49 a 122 l’anno scorso in 16 grandi città degli Stati Uniti, tra cui New York e Los Angeles, anche se secondo uno studio della California State University i crimini d’odio sono complessivamente diminuiti.
Si è spenta dopo una lunga malattia Isabella Mezza, giornalista Rai con una lunga carriera alle spalle che si è occupata di diversi settori e tematiche. Fiorentina di nascita e romana di adozione, laureata in lettere e in sociologia, Mezza era giornalista professionista dal 1994 e aveva iniziato anni prima come collaboratrice alle pagine culturali di vari quotidiani e periodici. Alla Rai aveva contribuito a tanti programmi, sia in radio sia in televisione, partendo nella redazione Cultura per poi spostarsi a quella economica e poi alla Cronaca: aveva tenuto una rubrica di teatro per il programma «Orione» su Radio3, curava inchieste per il Tg3 passando dai diritti umani alla salute, come inviata aveva seguito sbarchi a Lampedusa e fatti di cronaca giudiziaria, come il delitto di Garlasco o quello di Perugia. I funerali sono fissati per mercoledì 17 marzo alle 16 presso la Chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma.
La giornalista del TG3 Rai, Isabella Mezza, ricorda le esperienze e le sensazioni vissute durante la protesta di Scanzano Jonico del 2003 contro il deposito di scorie nucleari nazionale.