E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
26 settembre 2026
| Il panel, il rischio retrocessione, i danni legali: terremoto City, in Inghilterra è caos totale |
| Ritirare i trofei? Sono stati conquistati dai giocatori che non hanno colpe. Championship? Il panel non può decidere arbitrariamente. Tutte le possibili conseguenze per la squadra di Maresca e non c’è certezza nemmeno sui tempi |
E adesso che succede? La Premier non ha ancora fatto bene i conti col terremoto Manchester City e col verdetto del panel indipendente che, secondo le ricostruzioni emerse ieri, ha riconosciuto il club colpevole di 114 delle 115 accuse. Le conseguenze non sono ancora chiare perché il calcio inglese nella sua era moderna non aveva mai vissuto una situazione simile: non è un caso che il procedimento sia stato ribattezzato “il processo del secolo” e che tutte le parti coinvolte si muovano in un territorio considerato inesplorato. Se buona parte della critica inglese è compatta nel chiedere che il City venga retrocesso (in quale categoria non lo può decidere nemmeno il panel indipendente), resta l’incertezza su come ne uscirà la Premier da tutto questo. E su quanto sull’era Manchester City e sui suoi trionfi sia necessario o meno mettere l’asterisco.
GIUSTIZIA SPORTIVA – Non c’è chiarezza sui tempi, ma su quali saranno i prossimi passi della giustizia sportiva sì. Il verdetto sul merito è emerso, ma il processo non è ancora finito: manca ancora la fase delle sanzioni, che dovranno essere stabilite dal panel, e il City ha già fatto trapelare che presenterà appello. Il panel ora dovrà determinare le sanzioni, per cui ha ampia discrezione: vanno da una forte multa all’espulsione dalla Premier. Il panel non può decidere arbitrariamente di retrocedere il City in una categoria specifica (come capitò alla Juve nel 2006 con Calciopoli, per fare un esempio) perché Premier ed Efl, la lega che governa gli altri campionati pro inglesi, sono entità separate. Il panel può però decidere di comminare alla parte blu di Manchester una penalizzazione in classifica tale da decretarne la retrocessione sul campo, col City che a quel punto ripartirebbe dalla Championship. Ogni sanzione, però, è soggetta a un appello che il club ha già annunciato di voler presentare. Difficile si arrivi a una decisione definitiva prima della fine della stagione, anche se dal governo britannico sono arrivate richieste di risolvere la situazione “il più rapidamente possibile“.
LA CODA – Gli altri club di Premier starebbero intanto valutando se muoversi a livello legale per chiedere i danni al City. C’è un precedente importante: a giugno, un tribunale ha ordinato all’Everton di risarcire il Burnley con l’equivalente di 40,6 milioni di euro per danni legati alla retrocessione del 2022 e alla violazione delle Profitability e Sustainability Rules, le regole di redditività e sostenibilità finanziaria della Premier, di cui i Toffees sono stati ritenuti colpevoli. La tesi del Burnley è che violare le regole finanziarie abbia dato all’Everton un vantaggio sportivo, trasformatosi in una salvezza che invece il Burnley non è riuscito a evitare. Il precedente apre la porta a possibili richieste di risarcimento di club che ritengono di aver subito danni per le violazioni del City, visto che le 115 accuse per cui è in arrivo un verdetto di colpevolezza riguardano irregolarità economiche commesse per aggirare le regole e accelerare, di fatto, la scalata del club al vertice della piramide del calcio inglese. Diversi giornali inglesi hanno dato in pasto ai tifosi classifiche alternative di chi avrebbe vinto cosa se i trionfi del City venissero cancellati, per quanto improbabile sembri essere. Quella dei danni legali sarebbe una coda infinita di un caso da cui la Premier rischia di uscire a pezzi a livello di credibilità.
E ORA? – I tempi della giustizia sportiva, ovviamente, non coincidono con quelli del campo. La Premier ricomincia il 10 ottobre; l’11 il City sarà ospite del Liverpool. La squadra di Maresca giocherà il resto della stagione in attesa di giudizio, ma i risultati restano: le vittorie della squadra che rappresenta la parte blu di Manchester significano sconfitte per le altre, punti in meno, posti in meno in Europa. Il City continua a negare tutte le accuse e potrebbe vincere in appello, come successe quando il Tas nel 2020 cancellò la squalifica di due anni inizialmente imposta dall’Uefa per irregolarità finanziarie. Se il verdetto nel processo Premier contro City venisse confermato, i problemi per il resto di questa stagione sarebbero enormi. Come lo sarebbero per la storia recente della Premier: dal 2009 al 2018, nel periodo contestato, il City ha vinto il titolo per tre volte, con in panchina Roberto Mancini, Manuel Pellegrini e Pep Guardiola. Anche se il panel non dovesse togliere quei trofei, resterebbe la domanda su come leggerli e raccontarli nella storia della Premier: come ha detto Rodri, la colpa non ricade sui calciatori che hanno sollevato quelle coppe, ma è inevitabile intacchi quello che ha fatto il club, soprattutto in una situazione di violazioni sistematiche come questa. La Premier, che anche grazie ai trionfi del Manchester City si è guadagnata il titolo di “campionato più bello del mondo“, non ha ancora capito bene il terremoto che questo verdetto di colpevolezza in arrivo si porta dietro. Un terremoto le cui scosse di assestamento promettono di far sentire ben oltre il momento in cui la giustizia sportiva avrà completato il suo corso.

