Il movimento tellurico registrato dall’Ingv ad una profondità di 18 km. Sciame sismico nell’area metropolitana, scossa avvertita in gran parte dell’Andalusia
Spagna: Terremoto di magnitudo 4.5 vicino Granada (INGV Terremoti)
Una forte scossa di magnitudo 4.5 è stata registrata nella notte nei pressi di Granada, in Spagna. Ci sarebbero diversi danni. Il sisma ha colpito all’1:40 della scorsa notte l’area di Alhendin, nell’area metropolitana di Granada, nella regione meridionale dell’Andalusia, in Spagna, provocando danni materiali e circa un centinaio di chiamate al servizio di emergenze del 112. Il sisma, con ipocentro a 2 km di profondità, ha causato distacchi di cornicioni, danni a facciate e tetti di edifici, in particolare ad Armilla, oltre alla caduta di oggetti segnalata da numerosi residenti, informano i servizi di emergenza, che tuttavia non registrano feriti o vittime.
Secondo la stampa locale, sebbene il suo epicentro fosse nell’area metropolitana, è stata avvertita in diverse località della zona circostante, come Ogíjares così come ad Armilla, Churriana e Alhendín. Secondo le informazioni disponibili al momento, la scossa è stata avvertita con maggiore intensità a Cenes de la Vega.
Sciame sismico nell’area metropolitana, scossa avvertita in gran parte dell’Andalusia – La scossa è stata avvertita nell’intera provincia di Granada e in quelle di Jaen, Almeria, Malaga e Cordoba. Sei minuti dopo è stata registrata una replica di magnitudo 2,6 con epicentro a Gojar, mentre nella giornata di ieri, venerdì, la stessa area era già stata interessata da altri tre terremoti di minore entità.
Il vasto arcipelago indonesiano è soggetto a frequente attività sismica e vulcanica a causa della sua posizione lungo la “Cintura di fuoco del Pacifico”. Revocato l’allarme tsunami
L’epicentro del terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito l’Indonesia è stato localizzato al largo della costa settentrionale dell’isola di Flores, a circa 68 chilometri a nord-ovest di Ende e a una profondità relativamente bassa di dieci chilometri. Sono seguite decine di scosse di assestamento, la più potente di magnitudo 6,1. Le autorità locali solo alcune ore dopo il potente sisma hanno revocato l’allerta tsunami: “Continuiamo però a monitorare i livelli del mare“, hanno però dichiarato i responsabili del Dipartimento terremoti e tsunami dell’Agenzia nazionale di meteorologia, climatologia e geofisica, durante una conferenza stampa. Al momento si contano venti morti ma, come ha spiegato il responsabile dei soccorsi, Fathur Rahman, “si continuerà a scavare sotto le macerie per individuare tutte le vittime”. Operazione resa complessa da strade crollate che hanno isolato alcune aree.
Notable quake, preliminary info: M 7.7 – 68 km NNW of Ende, Indonesia https://t.co/tXVeUk65Sg
Terremoto Indonesia, morti e danni alle abitazioni – Per i residenti è stato diramato l’ordine di abbandonare le zone costiere, di tenersi lontano da spiagge e argini dei fiumi e di spostarsi verso aree più elevate. Migliaia le persone in fuga su strade accidentate per via delle frane che hanno interrotto la viabilità. Diverse le abitazioni crollate e “almeno venti persone rimaste uccise”, ha dichiarato Berton Suar Pelita Panjaitan, portavoce dell’agenzia per la gestione delle emergenze.
I terremoti precedenti in Indonesia – L’Indonesia e i paesi limitrofi sono spesso colpiti da terremoti a causa della loro posizione all’interno della“Cintura di fuoco” del Pacifico, un arco di intensa attività sismica che si estende dal Giappone attraverso il Sud-Est asiatico fino al bacino del Pacifico.Nel 1992 Flores fu colpita da un terremoto di magnitudo 7.7, che provocò uno tsunami causando circa 2.500 morti. Tra i terremoti più devastanti della storia dell’Indonesia quello di magnitudo 9,1 del 26 dicembre 2004, avvenuto al largo della costa di Sumatra e seguito da uno tsunami che provocò 220mila morti in tutta la regione, 170mila dei quali in Indonesia. La tragedia di Santo Stefano è stata una delle catastrofi naturali più letali mai registrate nella storia. Nel 2018, un potente terremoto colpì l’isola di Lombok, seguito da diverse altre scosse nelle settimane successive. Più di 550 persone morirono sull’isola turistica e nella vicina Sumbawa. Nello stesso anno, un terremoto di magnitudo 7.5 e il successivo tsunami a Palu, sull’isola di Sulawesi, provocarono la morte di oltre 4.300 persone.
La Lega Serie A è alle prese col problema di Tring, piattaforma albanese che paga regolarmente per avere i diritti di trasmissione del nostro campionato entro i propri confini, ma diffonde il segnale anche in Italia senza bisogno di utilizzare una VPN: il prezzo dell’abbonamento è di poco più di 20 euro al mese, c’è anche la Champions League.
La Serie A non è affatto contenta di Tring, il “pezzotto albanese” che permette di vedere il calcio a un costo bassissimo anche nel nostro Paese. Il punto è che tecnicamente il servizio di abbonamento non nasce come pezzotto, ovvero come trasmissione pirata, visto che il network paga regolarmente la Lega Serie A per poter fruire dei diritti di diffusione delle partite, ma lo diventa nel momento in cui il segnale non viene oscurato in Italia ma è perfettamente visibile anche entro i nostri confini.
Quanto cosa l’abbonamento a Tring, il pezzotto albanese con cui si può vedere Serie A e Champions League – Serie A, ma anche Champions League, e ancora Bundesliga, NBA, MotoGP. Tutto presente nel pacchetto offerto da Tring per i suoi clienti in Albania, al prezzo annuale di circa 250 euro, dunque poco più di 20 euro al mese. Una cifra lontanissima da quella necessaria in Italia per vedere tutto il calcio, si parla di decine di euro in più tra DAZN e Sky (o NOW, risparmiando qualcosa)
La piattaforma albanese compra i diritti in modo del tutto lecito per il territorio del Paese balcanico, ma il segnale – sia satellitare sia via app da fruire in streaming – arriva anche fuori dai suoi confini, Italia inclusa, senza bisogno di utilizzare una VPN per simulare di avere un IP albanese. Questo crea un conflitto diretto con le esclusive pagate a caro prezzo dai broadcaster italiani.
DAZN e Sky pagano centinaia di milioni per i diritti di Serie A e Champions League
Cos’è Tring e perché non geolocalizza il segnale della Serie A oscurandolo nel nostro Paese – Tring, nata nel 2004 e poi evolutasi in servizio streaming, ha recentemente unificato la sua offerta con l’ex rivale DigitAlb, concentrando così quasi tutti i principali eventi sportivi disponibili in Albania. L’offerta come detto è fuori mercato per l’Italia e la notizia che sia possibile beneficiarne anche da noi si è diffusa tra gli appassionati, al punto che lo scorso anno le partite erano addirittura commentate in italiano.
L’anomalia è l’assenza della geolocalizzazione del segnale, che normalmente è prevista dai contratti di vendita dei diritti degli eventisportivi, e che stavolta manca. Tring avrebbe motivato la cosa con la necessità di raggiungere anche i tanti albanesi residenti all’estero, ma ovviamente questa non è una ragione valida in termini contrattuali.
La Serie A è al lavoro per risolvere il problema del pezzotto albanese
Serie A contrariata: la reazione della Lega per risolvere il problema – La Serie A non vuole restare a guardare, ovviamente deve proteggere l’investimento fatto da DAZN (e Sky per le tre partite settimanali in co-esclusiva). Secondo quanto scrive il ‘Fatto Quotidiano‘, la Lega ha già contestato la situazione con lettere formali alla fine della scorsa stagione, cercando ora una soluzione prima del via del prossimo campionato. Una delle opzioni più drastiche sarebbe interrompere del tutto la distribuzione del segnale in Albania, in risposta a una chiara violazione. Si tratta però di una mossa delicata: Tring resta un partner ufficiale e versa circa 4 milioni di euro all’anno per i diritti della Serie A. La questione coinvolge anche la Champions League, i cui diritti italiani appartengono a Sky, e quindi anche l’UEFA.
Il caso mette a nudo le problematiche dei diritti sportivi nell’era di internet. In Italia il valore complessivo delle trasmissioni calcistiche supera i 900 milioni di euro a stagione (di cui circa 700 milioni solo da DAZN per la Serie A). I contratti vengono venduti per singoli territori, ma la rete rende sempre più difficile impedire che un abbonamento regolare acquistato in un Paese venga usato in un altro. In questo caso non serve neanche una VPN.
Le circostanze dell’accaduto sono al vaglio delle autorità. Secondo ‘A Bola’ la tragedia sarebbe avvenuta a seguito dell’impatto con un’auto non della corsa che si è immessa sul percorso di gara
Tragedia al Giro del Portogallo 2026. Il 19enne britannico Finlay Tarling ha perso la vita durante l’ottava tappa, in programma tra Melgaço e Fafe. La notizia è stata confermata dagli organizzatori della corsa, che hanno deciso di sospendere la tappa e neutralizzarla fino al traguardo dopo l’accaduto. Tarling era impegnato nella gara quando si è verificato l’incidente. Le circostanze dell’accaduto sono al vaglio delle autorità. Secondo ‘A Bola’ la tragedia sarebbe avvenuta a seguito dell’impatto con un’auto non della corsa che si è immessa sul percorso di gara.