Sotto la sua guida, nel 1976, la formazione romagnola si qualificò in Coppa Uefa. Fu anche sulla panchina del Milan, ma venne esonerato dopo 15 partite
Pippo Marchioro ha allenato per quasi 30 anni, dal 1970 al 1997
Un’altra grande perdita nel mondo del calcio: è morto a 90 anni Giuseppe Marchioro (qui l’ultima intervista alla Gazzetta), ex allenatore del Cesena che sotto la sua guida, nel 1976, si qualificò in Coppa Uefa. Nato a Milano, dopo diverse stagioni da calciatore (faceva l’attaccante, protagonista della scalata del Varese dalla Serie C alla Serie A tra il 1962 e il 1964) si è fatto apprezzare soprattutto da allenatore, vincendo due campionati al Como (in C1, nella stagione 1978-79, e in B, nella stagione 1979-80) e alla Reggiana (nella stagione 1988-89 in C1 e nella stagione 1992-93 in B), oltre alla Coppa Italia Semiprofessionisti nel 1973 con l’Alessandria. Il legame più forte, però, lo ha creato con la città di Cesena, dove viveva con la figlia Letizia. Fece anche una breve esperienza al Milan, nella stagione 1976-77, ma fu esonerato dopo 15 partite. Marchioro ha vissuto una vita intera nel calcio. Proprio al Milan ha fatto il settore giovanile, sognando il debutto in prima squadra che però non è mai arrivato. Il momento di maggiore gloria da calciatore lo ha vissuto segnando il gol in finale di Coppa Italia di Serie B con la maglia del Catanzaro, nel 1966.
La multinazionale canadese ha concluso l’operazione annunciata a fine 2025 con il versamento di 3 miliardi di dollari del 26% delle quote ancora in possesso dei fondatori.
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Con un comunicato datato 3 agosto, Brookfield ha annunciato di aver completato l’acquisizione di Oaktree, il fondo USA proprietario dell’Inter dall’escussione del pegno esercitato nel maggio del 2024 nei confronti della società cinese Suning, allora controllata dalla famiglia Zhang.
Questa operazione rappresenta il passo successivo di una partnership iniziata nel 2019 e riunisce pienamente le piattaforme di Oaktree e Brookfield. Con l’aggiunta di Oaktree, la piattaforma globale del credito di Brookfield offre un’ampia gamma di soluzioni nei settori del credito opportunistico, del credito legato agli asset reali, della finanza garantita da attività e del credito corporate performing, rivolgendosi a investitori istituzionali, consulenti finanziari e clienti individuali. L’operazione ha un costo intorno ai 3 miliardi di dollari per il 26% delle quote di Oaktree che erano rimaste in possesso dei soci fondatori del fondo, che è stato così valutato complessivamente 11,5 miliardi, pari a quasi 9,98 miliardi di euro.
Connor Teskey, CEO di Brookfield Asset Management, ha dichiarato: «Brookfield è da decenni uno dei principali investitori in asset alternativi e, negli ultimi 20 anni, ha costruito un’attività nel credito a complemento delle sue piattaforme globali negli asset reali. L’aggiunta del marchio Oaktree ha ulteriormente rafforzato la nostra capacità di investire attraverso i cicli di mercato e le diverse opportunità, valorizzata dallo storico di Oaktree e dalle sue capacità di valutazione degli investimenti. Non vediamo l’ora di costruire su questo solido storico e sulla profonda competenza del team, mentre continuiamo a far crescere la nostra attività globale nel credito».
Bob O’Leary e Armen Panossian, Co-CEO del Credit Group di Brookfield, hanno dichiarato: «La partnership tra Brookfield e Oaktree negli ultimi sette anni si è basata su un impegno condiviso verso investimenti disciplinati e una prospettiva di lungo periodo. Questo passo successivo ci consente di consolidare tali fondamenta e di continuare a offrire risultati solidi ai nostri clienti».
Howard Marks sarà Co-Presidente di Oaktree, oltre a mantenere il ruolo di Direttore di Brookfield Corporation e Presidente dell’Investment Solutions Group di Brookfield. Bruce Karsh sarà anch’egli Co-Presidente di Oaktree, oltre a continuare a ricoprire il ruolo di Chief Investment Officer di Oaktree e gestore dei portafogli per le strategie Global Opportunities e Global Credit della società.
Con l’acquisizione di Oaktree, gli Stati Uniti diventano il mercato più importante per Brookfield Asset Management. Il Paese ospita ora oltre il 60% della forza lavoro di Brookfield Asset Management e genera quasi la metà dei suoi ricavi. L’operazione rafforza ulteriormente la presenza storica di Brookfield negli Stati Uniti e conferma il suo impegno a investire nell’economia americana. Allo stesso tempo, la piattaforma globale di investimento di Oaktree e la sua presenza in 18 Paesi ampliano la portata dell’attività creditizia di Brookfield, rafforzandone la capacità di servire i clienti e allocare capitale a livello mondiale.
Il Maestrone se n’è andato. Francesco Guccini, 86 anni, è morto questa mattina a Pavana, circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari. La famiglia informa che “nel rispetto delle sue volontà le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata” e chiede che “in questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità”, ringraziando “tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto”.
Da allora ne sono passati altri quaranta e il Maestrone non ha mai smesso di dire la sua, in musica (18 album) o parole, tra romanzi, racconti e storie. Una decina d’anni fa aveva annunciato che avrebbe smesso di cantare, non ne aveva più voglia. “Non ho neanche più i calli sui polpastrelli, la chitarra non potrei suonarla” aveva spiegato a Gino Castaldo, “una volta dietro il palco ho canticchiato con gli amici ma niente di più, di fatto non mi manca, non ho voglia di tornare a cantare su un palco, anche se è stata una parte così importante della mia vita“. Per poi aggiungere, qualche anno dopo: “Mi manca il prima e il dopo, soprattutto il dopo quando si andava a mangiare, mi mancano i musicisti e mi manca la botta, l’urlo della gente, anche se durava secondi, ma la tensione no, quella era una sofferenza“.
Messa da parte la musica, si era dedicato atempo pieno alla scritturanel borgo in cui ormai viveva da oltre vent’anni, Pàvana, località dell’Appennino pistoiese al confine con il territorio bolognese. “Sono arrivato a Pàvana che ero proprio un bambino appena nato” aveva raccontato a Luca Valtorta in occasione dei suoi 80 anni, “e ci sono stato per i primi cinque anni di vita. Qui ho imparato a parlare e a camminare: ho avuto una specie di imprinting da questo mondo che adesso non esiste più e che ho raccontato nel mio romanzo, Tralummescuro, una civiltà che sta scomparendo, anzi che è scomparsa. Ma a questa io sono legato… qui siamo praticamente circondati dall’Emilia“.
Nel 2022, presentando a Firenze il suo libro Tre cene (L’ultima invero è un pranzo) aveva confessato al pubblico anche i suoi problemi di salute. “Purtroppo mi son beccato la maculopatia bilaterale, in tutti e due gli occhi” aveva spiegato il cantautore. “Ci vedo a camminare ma fino a un certo punto e quindi non riesco più a leggere”.
Nato a Modena il 14 giugno 1940, a causa della guerra trascorre i primi anni nel paese dei nonni paterni, Pàvana appunto. Studia a Modena, nel ’61 si trasferisce con la famiglia a Bologna e dopo il servizio militare decide di tornare all’università, Facoltà di Magistero con indirizzo in Materie Letterarie.
Ma qualche anno dopo la musica prende il sopravvento, inizia a imporsi come autore per l’Equipe 84 (L’antisociale, Auschwitz, E’ dall’amore che nasce l’uomo), per I Nomadi (Noi non ci saremo, Dio è morto, Per fare un uomo e molti altri) e per Caterina Caselli. Il primo album è del 1967, Folk Beat n°1, a nome Francesco (senza il cognome Guccini) che contiene la sua versione di Noi non ci saremo e Auschwitz(La canzone del bambino nel vento), oltre a Statale 17, Il Socialee l’Antisociale e Canzone per un’amica (In morte di S.F.).
Il salto artistico arriva nel 1972 con Radiciche comprende anche Piccola città, Incontro, Canzone dei dodici mesi, Canzone della bambina portoghese, Il vecchio e il bambino e La locomotiva, il brano con cui per molti anni ha chiuso ogni suo concerto.
Ma arriva anche il successo commerciale nel 1976 con Via Paolo Fabbri 43 che contieneL’avvelenata e Piccola storia ignobile in cui racconta il dramma dell’aborto. Due anni dopo è la volta di Amerigoe di Eskimo. Nel 1979 esce Album Concerto, un live realizzato con i Nomadi e registrato al Kiwi di Piumazzo e al Club ‘77 di Pàvana. Nel 1984 segue il live Fra la via Emilia e il West, registrazione del concerto in piazza Maggiore a Bologna, ristampato di recente per il 40esimo anniversario.
Nel 1989 esordisce come scrittore con Cròniche epafàniche, il suo primo romanzo. Nel 2012 pubblica L’ultima Thule, canzoni incise a Pàvana nel Mulino dei nonni, con cui dichiara di volersi congedare dalla sua professione di cantautore.
Nel novembre 2024 Guccini, benché poco avvezzo all’uso dei social ha chiesto al suo staff dieliminare il suo account su X: “Elon Musk – ha spiegato il cantautore – ha delle idee che sono lontane anni luce dalle mie. Non ho alcun interesse a comunicare su una piattaforma che contribuisce a plasmare narrazioni e a manipolare pensieri politici. Continuerò a vivere serenamente nella mia Pàvana – ha poi aggiunto – credo che nessuno sentirà la mia mancanza su X“.