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21 agosto 2026
| Frane, colate detritiche e il fiume che esonda: situazione drammatica in Val Camonica. 81 persone sono state evacuate. Ieri sono caduti 60 mm di pioggia |
| I comuni più colpiti sono quelli di Sonico e Malonno: la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco della Lombardia ha informato che sono state evacuate complessivamente 81 persone, 57 sul lato di Rino di Sonico e 24 su quello di Garda. A valle dell’abitato di Sonico, il fiume Oglio è uscito dagli argini e ha invaso invece parte dell’abitato di Malonno.. La Strada Statale 42, che ieri era stata chiusa perché invasa da una colata detritica, è ancora bloccata |

Resta complicatissima la situazione in Val Camonica: la zona è stata colpita da un’ondata di maltempo particolarmente intensa che ha provocato frane, smottamenti, esondazioni.
I comuni più colpiti sono quelli di Sonico e Malonno: la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco della Lombardia ha informato che sono state evacuate complessivamente 81 persone, 57 sul lato di Rino di Sonico e 24 su quello di Garda.
A Rino di Sonico una seconda colata detritica ha abbattuto il ponte che attraversa il torrente Val Rabbia, che era già stato inibito al transito.
I vigili del fuoco hanno istituito un PCA (Posto di Comando Avanzato) presso la sede del comune di Sonico: da lì vengono coordinate tutte le operazioni di soccorso.
A valle dell’abitato di Sonico, il fiume Oglio è uscito dagli argini e ha invaso invece parte dell’abitato di Malonno.
Sul posto stanno intervenendo i Gos (Gruppi Operativi Speciali) dei vigili del fuoco: con la collaborazione con alcune ditte private, i pompieri stanno operando con mezzi movimento terra per cercare di arginare e contenere le acque del fiume e limitare ulteriori conseguenze per l’abitato.
La Strada Statale 42, che ieri era stata chiusa perché invasa da una colata detritica, è ancora bloccata: le operazioni di rimozione del materiale che si è depositato sulla strada sono proseguite per tutta la notte, ma il tratto interessato risulta ancora inagibile.
Le previsioni meteo, purtroppo, sono pessime, visto che è attesa per la giornata di oggi – venerdì 21 agosto – un’altra intensa precipitazione. Ieri, in poche ore, sulla Valcamonica sono caduti circa 60 millimetri d’acqua.
20 agosto 2026
| Il boato, poi fango e sassi franano dalla montagna, “un’onda” di detriti alta due metri ricopre la strada: mezzi in azione per liberare la carreggiata |
| Personale e mezzi al lavoro in val Genova: la strada era chiusa precauzionalmente in considerazione delle previsioni meteo, non ci sarebbero persone coinvolte |

di RedazioneCARISOLO – Una nuova colata detritica colpisce la val Genova: mezzi e personale sono al lavoro poiché una colata di detriti è scesa dal Rio Gabbiolo ed ha ostruito nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 20 agosto, la strada circa due chilometri a valle della malga Bedole.
A causare la colata, i forti temporali che hanno colpito la zona nel pomeriggio: sul posto – secondo quanto riferito dalla Provincia autonoma di Trento – stanno operando il Servizio Bacini Montani della Provincia, i vigili del fuoco volontari del distretto delle Giudicarie e il personale del Parco Nazionale Adamello Brenta.
Le attività proseguiranno fino a quando ci sarà luce per riprendere poi domani mattina.
Il deposito di detriti ha raggiunto sulla carreggiata circa due metri di altezza per una lunghezza di alcune decine di metri.
Attualmente non risulta che la colata abbia coinvolto persone o mezzi.
Prima dell’evento, in considerazione delle previsioni meteorologiche, la strada era stata chiusa precauzionalmente e le persone presenti in zona invitate a rientrare. Il transito lungo la strada rimarrà vietato fino al termine dei lavori di sgombero del materiale, anche in funzione dell’evoluzione della situazione meteorologica.
La Protezione Civile del Trentino infatti ha emesso ieri un avviso di allerta ordinaria (gialla) per rischio temporali e fenomeni idrogeologici, valido su tutto il territorio provinciale fino a domani sera, venerdì 21 agosto.
Lo scorso mese di giugno come detto una colata detritica si era verificata sempre in val Genova, per un fenomeno analogo che aveva interessato il Rio Dosson.

