Archivi del giorno: 11 novembre 2020

Coronavirus. Perché molti non si ammalano?


Coronavirus. Perché molti non si ammalano? «Ecco chi riesce a “tollerare” il virus»

articolo: https://www.avvenire.it/attualita/pagine/quei-positivi-che-non-si-ammalano-mai-ecco-chi-riesce-a-tollerare-il-virus?fbclid=IwAR1jhMifeADI9NmOWNFpRHE6QBzDwP9lBst7Gwhf3ZtgRovESriEZFGBqdM

Tre docenti dell’università di Padova: occorre studiare in modo interdisciplinare il meccanismo che preserva gli asintomatici. L’importanza dello stile di vita per limitare l’infiammazione.

Immaginate un incendio divampato in un angolo di casa vostra. E ora immaginate solerti pompieri che dirigano nelle stanze il getto di potenti estintori… tanto potenti da non riuscire più a fermarli nemmeno quando le fiamme sono domate, al punto che il malcapitato (voi) alla fine muore non per il fuoco, ma soffocato dalla schiuma inarrestabile. La metafora dell’estintore, che solo in alcuni individui è difettoso e non si disattiva più, rende bene ciò che, dopo mesi dall’inizio della pandemia, è ormai chiaro, ovvero che i morti di Covid sono uccisi non direttamente dal virus, ma dalla sproporzionata reazione messa in atto dal loro stesso corpo per reagire contro l’estraneo.

Se questo oggi è diffusamente accettato, altri misteri circondano ancora il morbo venuto dalla Cina e tuttora in gran parte sconosciuto. Primo tra tutti: come mai solo una minima parte dei positivi (o contagiati) si ammala o addirittura muore, mentre la stragrande maggioranza di essi convive perfettamente con il virus, molto spesso senza presentare alcun sintomo?

Se a ucciderci non è il virus stesso, ma l’eccesso di autodifesa che il nostro corpo mette in atto scatenando quella reazione infiammatoria che solo in Italia ha causato oltre 35mila vittime (la schiuma irrefrenabile degli estintori), qual è il meccanismo di tutto questo? Cos’è quel “qualcosa” per cui nella stessa famiglia un convivente muore e l’altro al massimo è positivo ma non si ammala? Scoprire questo “quid” misterioso potrebbe essere la chiave per sconfiggere una pandemia che mette in ginocchio il mondo, visto che un vaccino e dei farmaci realmente efficaci sono lontani a venire. Ma arriveremo a capire che cosa preserva gli “asintomatici”? Ed è corretto chiamarli così? Non sono malati ma nemmeno compiutamente sani, dato che ospitano il virus, dunque cosa sono realmente? E sono o no un’ineludibile fonte di contagio? continua a leggere

Coronavirus, mascherine chirurgiche, Ffp2 o di comunità: falsi miti e corretti utilizzi


articolo & video: https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/covid-mascherine-chirurgiche-ffp2-o-di-comunita-falsi-miti-e-corretti-utilizzi/370892/371501

La larga parte della popolazione italiana ha ormai assimilato l’obbligo di dover indossare una mascherina quando si è al lavoro o in spazi aperti. Sono pochissime infatti le persone che si ostinano a non indossarle, ma anche tra chi le porta spesso si annidano falsi miti e credenze. Mascherine chirurgiche, Ffp2 o di comunità, ognuna ha caratteristiche particolari e tempi di utilizzo diversi. “Quelle chirurgiche andrebbero portate dalle 4 alle 8 ore al massimo. Quelle Ffp2 sono più efficaci ma comunque durano un turno lavorativo, quindi 8 ore. Quelle di comunità vanno lavate ogni giorno“, spiega la professoressa di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma Patrizia Laurenti. In generale, le informazioni più corrette in possesso delle persone sembrano essere quelle relative alle chirurgiche. Molte di più le incertezze per le altre. “Le uniche lavabili sono quelle di comunità, ma non basta spruzzarci sopra un detergente, vanno immerse in acqua calda a 50°-60° – prosegue Laurenti -. Bisogna indossarle bene, sopra il naso e fino a sotto il mento, e tutta la popolazione deve portarle. Solo così le mascherine possono contenere la diffusione di questa drammatica pandemia“.

Video: https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/covid-mascherine-chirurgiche-ffp2-o-di-comunita-falsi-miti-e-corretti-utilizzi/370892/371501

la mascherina protegge ma inquina


“E’ tua”, la mascherina protegge ma inquina: gli scatti che invitano a non gettarla

Le mascherine, da risorsa per proteggere se stessi e gli altri, stanno diventando un problema per l’ambiente. Il comune di Livorno e Aamps, azienda partecipata che si occupa della gestione dei rifiuti, hanno deciso di supportare l’iniziativa della fotografa Laura Lezza, che ha ritratto i dispositivi di protezione individuale trovati per strada. Ora gli scatti fanno parte della campagna “È tua” contro l’abbandono delle mascherine, presenti sia negli spazi liberi dei cartelloni pubblicitari di Livorno che sui social, per sensibilizzare i livornesi con l’hashtag #latuamascherina, dove si invitano le persone a fotografare le mascherine cadute e mai raccolte, gettate o dimenticate sul territorio comunale, e a condividerle sui social, sperando nella vittoria della civiltà. (video a cura di Eleonora Giovinazzo)

Video: https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/e-tua-la-mascherina-protegge-ma-inquina-gli-scatti-che-invitano-a-non-gettarla/370891/371500

Coronavirus, i dati della settimana: l’incremento dei casi rallenta ancora


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/11/11/news/coronavirus_i_dati_settimanali_l_incremento_dei_casi_si_riduce_ancora-273900347/

Le   nuove  infezioni  sono  aumentate  del  25%  contro  il  50%  dei sette giorni  precedenti.  Fenomeno  simile  per  i ricoveri, mentre i decessi in sette  giorni sono quasi tremila

Cala  nettamente,  si  dimezza,  l’aumento  dei  nuovi  casi  settimanali  di coronavirus in Italia. Tra il 4 novembre e ieri sono stati 235.660, contro i 195.068 dei sette giorni precedenti. L’incremento è del 25,6% mentre il precedente era stato del 49,7% e prima ancora, per tre volte di seguito, aveva raggiunto o sfiorato il 100%. Se si tratti di un rallentamento dell’epidemia, come tutti si augurano e alcuni ipotizzano, oppure di una riduzione dovuta al trattamento diventato sempre più difficile, lo si capirà tra alcuni giorni. Intanto però sale ancora la percentuale di positivi rispetto ai test (ora al 16,2%) che ancora una volta segnano un record. I tamponi molecolari sono stati infatti 1.454.260. A questi vanno aggiunti quelli antigenici rapidi, che non vengono contati nei report della Protezione civile. continua a leggere