Il più grande disastro nella storia dell’industria discografica


articolo: https://www.ilpost.it/2019/06/15/incendio-universal-master-musica/

Il primo giugno del 2008 un gruppo di operai aveva da poco riparato il tetto di un edificio degli Universal Studios di Hollywood, i famosissimi studi cinematografici diventati anche un parco tematico. L’edificio era in una strada che negli studi chiamavano New England Street, piena di case in stile coloniale: avevano finito intorno alle 3 di notte, e come da protocollo per un’ora rimasero a controllare che le guaine in bitume, posizionate con degli appositi saldatori a fiamma, si fossero raffreddate. Alle 4.43, ancora non è chiaro perché, il tetto prese fuoco.

Le fiamme si espansero rapidamente negli studi, raggiungendo altri set fino a un capannone conosciuto semplicemente come “edificio 6197” o come “magazzino dei video”. Quel nome era veritiero solo in parte: per due terzi il magazzino ospitava in effetti videocassette e pellicole; ma nella parte rimanente, grande poco più di 200 metri quadrati, era stipato in altissimi scaffali una parte dell’archivio musicale della Universal Music Group (UMG), la più grande casa discografica del mondocontinua a leggere

Un tweet del profilo dei R.E.M., che comunica che stanno indagando su cosa sia successo ai master della band durante l’incendio.

R.E.M. HQ
@remhq

REMHQ is receiving inquiries from many people concerned about the New York Times article on the Universal Music fire 11 years ago. We are trying to get good information to find out what happened and the effect on the band’s music, if any. We will detail further as and when.

Traduzione: REMHQ sta ricevendo richieste da molte persone preoccupate per l’articolo del New York Times sul fuoco della Universal Music 11 anni fa. Stiamo cercando di ottenere buone informazioni per scoprire cosa è successo e l’effetto sulla musica della band, se presente. Verrà dettagliato ulteriormente come e quando


Il disastro ‘segreto’ alla UMG: le prime reazioni degli artisti

articolo: https://www.rockol.it/news-704869/nirvana-guns-n-roses-e-altri-master-persi-incendio-alla-universal

Undici anni fa un incendio agli Universal Studios di Los Angeles distrusse i master di Nirvana, Guns N’ Roses, Elton John e moltissimi altri grandi del rock: il disastro rivelato solo oggi. E le band dicono che…

Un’inchiesta del New York Times ha svelato che nelle prime ore del mattino dell’1 giugno 2008 un incendio sviluppatosi presso gli Universal Studios di Hollywood, in California, distrusse il Building 6197, il capannone utilizzato dalla casa di produzione cinematografica e musicale come archivio dei master: nella struttura erano conservate le registrazioni originali di, tra gli altri, i big passati dal roster della Decca come Billie Holiday, Louis Armstrong, Duke Ellington, Al Jolson, Bing Crosby ed Ella Fitzgerald, oltre che – ovviamente – tutti gli artisti messi sotto contratto da Universal Music e le proprie controllate, tra i quali figurano Ray Charles, B.B. King, Four Tops, Joan Baez, Neil Diamond, Sonny and Cher, Joni Mitchell, Cat Stevens, Al Green, Elton John, Eric Clapton, Eagles, Aerosmith, Barry White, Tom Petty, Police, Sting, R.E.M., Guns N’ Roses (nella foto, la band di “Appetite for Destruction” impegnata nel recente “Not in This Lifetime Tour”), No Doubt, Nine Inch Nails, Nirvana, Beck, Sheryl Crow, Tupac Shakur ed Eminem.

All’epoca il rogo fece notizia, ma il fatto che il disastro avesse colpito uno degli studi più celebri di Hollywood e l’abilità degli addetti alle pubbliche relazioni – complice anche la complessità di fare verifiche in tempo reale su quanto fosse conservato effettivamente negli archivi – riuscirono a far passare sotto silenzio l’effettiva gravità della perdita “musicale”. Il “master”, come viene chiamato in gergo tecnico, è il supporto fisico multitraccia sul quale viene fissato il suono prodotto in studio: senza ricorrere alla registrazione originale delle singole piste è impensabile non solo rimettere mano ai mixaggi originali, ma anche solo rimasterizzare con le nuove tecnologie le incisioni d’annata. continua a leggere

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