La ministra sarà a Cagliari il 28, ‘venga da noi in fabbrica’
Nona notte di protesta, su un silo a 40 metri di altezza nonostante vento e freddo, degli operai della Eurallumina di Portovesme e nuovo appello alla politica. Oggi, in occasione della seduta del Consiglio regionale della Sardegna, una delegazione di lavoratori insieme coi sindacati si recherà nel palazzo di via Roma per incontrare i capigruppo dell’assemblea sarda. “Domani pomeriggio invece – annuncia dal silo Enrico Pulisci della Rsa dell’Eurallumina – è prevista la Commissione Industria del Consiglio regionale che si riunirà qui da noi.
I Comuni del territorio stanno approvando ordini del giorno a sostegno della nostra protesta.
Ora serve un impegno immediato del governo: rivolgiamo un appello alla ministra del Lavoro Calderone, che venerdì 28 sarà a Cagliari per un incontro con la Confindustria, per venire qui in fabbrica a incontrarci. Ci auguriamo che la ministra, essendo un autorevole esponente del governo, possa far sì che l’incontro fissato per il 10 dicembre sia una data importante e risolutiva e non interlocutoria. La aspettiamo, il presidio continua“, conclude Pulisci
La squadra di Volandri diventa la prima nazione capace di vincere tre volte di fila dal 1972, e lo fa anche senza Sinner e Musetti, grazie alla rimonta di Flavio su Munar e alla vittoria di Berrettini su Carreno
Flavio Cobolli rimonta un set di svantaggio a Munar, riprende per i capelli una partita che sembrava persa e conquista il punto del 2-0 contro la Spagna: la Coppa Davis va all’Italia, per il terzo anno consecutivo, il primo senza Sinner. Alla Fiera di Bologna, con la cornice di 10mila spettatori in estasi, è grande festa azzurra. Dopo la vittoria di Berrettini su Carreno Busta, l’amico Flavio ha fatto il bis (1-6 7-6 7-5 il punteggio), come era accaduto nei quarti con l’Austria e in semifinale con il Belgio. LA PARTITA– Nell’unico precedente, meno di due mesi fa nel Masters 1000 di Shanghai, aveva vinto a sorpresa Munar in due set (7-5 6-1). Condizioni completamente differenti, per il clima torrido in Cina e, soprattutto, per l’atmosfera di Bologna che offre a Flavio sostegno e motivazioni. Ma il peso della pressione è superiore e provoca un effetto shock. Munar, invece, è in una di quelle giornate in cui tutto va a meraviglia: altissimo rendimento al servizio, vincenti che si stampano sulle righe, gambe con le molle che gli consentono di arrivare ovunque. Proprio grazie a un prodigioso recupero, su un punto che sembrava perso, lo spagnolo costruisce il primo break portandosi sul 2-0. Munar è in fiducia, usa anche la variante del serve and volley, in battuta concede pochissimo. E piazza un altro break per il 4-0: di fronte c’è un Cobolli impietrito, che mette dentro una prima su tre nei primi due turni di battuta. L’azzurro prova a rientrare in partita nel quinto game, però non riesce a sfruttare le cinque palle break, anche perché l’avversario piazza altrettante prime di servizio. A Munar non viene il “braccino” nemmeno quando serve per il primo set: zero punti concessi a Cobolli, già proiettato al secondo set, ed ecco materializzarsi un sonoro 6-1 in 34 minuti. Il problema, per Flavio, è che la musica non cambia nel secondo parziale. Cobolli continua a sbagliare tanto, sparacchia un dritto e subisce subito il break. Se lo riprende nel game successivo – un game interrotto per una decina di minuti per il malore di uno spettatore in tribuna – alla terza occasione, grazie a un nastro benevolo che rende ingiocabile un’incerta volée. Flavio prende finalmente coraggio, mostra quell’aggressività che per tutto il primo set era mancata e si porta per la prima volta avanti nel punteggio: 2-1. Adesso è tutto un altro Cobolli: funziona anche l’arma del rovescio lungolinea, con cui incamera un paio di preziosi vincenti. Allo stesso tempo, il livello dello spagnolo n.36 del ranking – straordinario per i primi 40 minuti – cala un po’. Il risultato è un equilibrio sottile. Appena può, Flavio attacca e cerca la via della rete. Munar non molla e arriva ovunque: sul 6-5 per Cobolli, annulla quattro set point appoggiandosi alle prime di servizio. Si va al tie break: il romano aziona il turbo dritto e piega la resistenza dell’avversario, che cancella altri due set point con il servizio, ma poi deve arrendersi (7-5). Tutto rimandato al terzo set. Entrambi concedono pochissimo nei rispettivi turni di battuta fino al 5-5. Munar si disunisce, Cobolli si prende il break decisivo, per poi chiudere 7-5.
20:02 – Vince cobolli! : L’Italia è campione Davis per il terzo anno di fila! Cobolli tiene con certezza il break, freddo e lucido, Munar quasi non ne ha più, e cede per primo negli scambi. 1-6 7-6 7-5 è il punteggio finale,
19:57 – Break!: La SuperTennis Arena si fa sentire, tra cori, trombette e battimani, e Munar concede qualcosa di concreto per la prima volta nel terzo set. Tre errori di fila e si va sul 15-40, due palle break consecutive per Cobolli. La prima lo spagnolo la annulla con un clamoroso serve and volley. Sulla seconda super dritto di Flavio. Break!continua a leggere
Dopo l’unanimità raggiunta alla Camera, segno dell’intesa raggiunta tra Meloni e Schlein, il testo non verrà licenziato entro oggi a Palazzo Madama. La legge non salterà, è la promessa del governo, ma servirà una valutazione ulteriore del testo. Dura la reazione del centrosinistra
Elly Schlein e Giorgia Meloni
Nella giornata simbolo della lotta alla violenza contro le donne, il disegno di legge sulla violenza sessuale, che contiene la norma sul consenso, resta fermo al Senato. Dopo l’unanimità raggiunta alla Camera – segno dell’intesa raggiunta tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein – il testo non verrà licenziato entro oggi a Palazzo Madama.La legge non salterà, è la promessa all’interno della maggioranza, ma servirà una valutazione ulteriore del testo. L‘approvazione del ddl, quindi, slitta fin quando per la maggioranza non verranno chiariti alcuni punti del provvedimento. Una posizione che ha scatenato l’ira delle opposizioni, che hanno abbandonato la riunione della commissione Giustizia di Palazzo Madama e accusato la maggioranza di far saltare la legge.
Le origini dello scontro – A bloccare tutto, è stata la richiesta di un maggiore approfondimento sulla norma chiesto dalla Lega a cui si sono associati Fratelli d’Italia e Forza Italia che hanno chiesto anche le audizioni.
I partiti di maggioranza vogliono sciogliere i nodi sull‘articolo uno della legge sulla violenza sessuale e il consenso informato. L’articolo 609-bis del Codice penale, in base al testo approvato da Montecitorio, viene modificato così: “Chiunque compie o fa compiere o subire atti sessuali a un’altra persona senza il consenso libero e attuale di quest’ultima è punito con la reclusione da sei a dodici anni“. Ed è proprio sul concetto di “attualità” del consenso che si sono manifestati i dubbi dei partiti di centrodestra.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si è fatto promotore della mediazione, spiegando di avere “messo in campo” tutte le sue prerogative presidenziali per far si’ che arrivasse oggi l’approvazione del ddl, assegnando il testo in sede redigente alla commissione Giustizia. Ma è proprio in Commissione che FdI e Lega hanno ribadito la necessità di un esame più approfondito nel merito del provvedimento.
Bongiorno: “La legge andrà avanti” – Giulia Bongiorno, eletta con la Lega, presidente della commissione di Giustizia, frena le accuse mosse dall’opposizione.”Credo di parlare a nome dell’intera commissione: si vuole andare avanti con questo ddl. Quindi chiunque voglia far passare il messaggio che si vuole archiviare non fa i conti sul fatto che io presiedo la commissione, non affosserò questo ddl che porteremo avanti“. Il testo “è arrivato oggi ed è fuorviante dire che ci sono ritardi” in commissione, ha proseguito, “ho dovuto chiedere se c’era l’unanimità sulla rinuncia agli emendamenti“, come prevede il regolamento.
“C’è un voltafaccia della maggioranza“, è stata l’offensiva dell’opposizione che ha lasciato i lavori della commissione. La protesta arriva a Montecitorio, dove Avs, Iv, Pd e M5S hanno chiesto una sospensiva del ddl (bocciata dall’aula), “fino a quando la ministra Roccella non chiarirà insieme ai capigruppo di maggioranza del Senato cosa sta accadendo“.
A denunciare l’episodio è stata la sua compagna Dasha Lapushka, influencer e modella nata in Bielorussia in una storia su Instagram
Weekend calcistico di paura per più di un calciatore: dopoJamie Vardy, rapinato nella sua villa mentre la Cremonese affrontava la Roma in campionato, anche ad Andrea Pinamonti, attaccante del Sassuolo, è capitato un episodio molto simile. I fatti risalgono a lunedì sera, quando Pinamonti era impegnato al Mapei Stadium nella partita contro il Pisa (poi finita 2-2): in casa del calciatore a Modena c’erano i due bambini, con la babysitter, mentre la sua compagna Dasha Lapushka era allo stadio.
A denunciare l’episodio è stata la stessa Lapushka, influencer e modella nata in Bielorussia in una storia su Instagram. «Ieri sera mentre ero a guardare la partita del mio fidanzato, sono entrati ladri in casa. C’erano la baby sitter e i miei due bambini: grazie a Dio i piccoli erano giù e stanno bene ed è davvero l’unica cosa che conta. Le cose materiali si ricomprano, la serenità no», ha detto la compagna di Pinamonti.
«Chi fa del male semina solo male e prima o poi la vita presenta il conto. Spero che chi ha fatto questo venga presto individuato e fermato. Purtroppo, in Italia negli ultimi anni c’è qualcosa che non funziona: troppi furti, troppa violenza, troppi femminicidi. Forse, con punizioni più adeguate, molti ci penserebbero due volte prima di agire», ha concluso.
Dopo il fallimento in Francia, segue il Belgio: Dazn ha comunicato alla Pro League la rescissione del contratto per il quinquennio 2025-2030 a causa dei costi insostenibili con scarsi abbonamenti
Dazn ha inviato una lettera ufficiale alla Lega calcio belga annunciando la rescissione con effetto immediato del contratto relativo al quinquennio 2025-2030, che si era aggiudicato a dicembre 2024 impegnandosi a versare ai club belgi 84 milioni di euro all’anno.
L’innesco in Francia – «Non abbiamo avuto alternative», ha sottolineato Massimo D’Amario, direttore generale di Dazn Belgio. Insomma, come anticipato da ItaliaOggi, il modello Dazn, dopo essere crollato in Francia, implode pure in Belgio.
L’avvertimento di De Siervo: rischio tsunami anche in Italia – E le parole dell’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo,riportate da ItaliaOggi dello scorso 19 novembre, assumono contorni ancor più preoccupanti. Diceva De Siervo che «la Francia è stata la prima lega investita da questo tsunami, noi siamo i prossimi, abbiamo un sistema che ci tutela poco nei diritti televisivi». Dazn si è impegnata a versare ai club italiani 700 milioni di euro all’anno per il quinquennio 2024-2029. Ed è chiaro che se dovesse uscire dal contratto pure sulla Penisola, il sistema calcio nazionale entrerebbe in default.
Cosa è successo in Belgio – Ricapitolando la vicenda belga, nel dicembre 2024, come detto, Dazn si aggiudicava i diritti audiovisivi del campionato di calcio del Belgio, impegnandosi a versare alla Pro League una cifra di 84 milioni di euro all’anno per il quinquennio 2025-2030. Un importo ben inferiore ai 103 milioni annui del triennio 2021-2024. La campagna belga di abbonamenti a Dazn per la stagione 2025-26, tuttavia, è rimasta molto al di sotto delle attese (25 euro al mese con l’impegno di restare abbonati almeno 12 mesi).
La verità nei conti: perdite per 50 mln – Dazn ha provato a coinvolgere nella partita anche alcuni gruppi di telecomunicazioni, tra cui Proximuse Telenet, per condividere gli oneri. Ma nessun accordo è stato raggiunto. E alla fine, calcolatrice alla mano, Dazn si è resa conto di non essere in grado di onorare gli impegni presi col calcio belga: avrebbe dovuto sobbarcarsi perdite per almeno 50 milioni di euro a stagione (gli abbonamenti sottoscritti finora a Dazn assicurerebbero infatti poco più di 30 milioni di euro all’anno).
Con la rescissione, zero partite in chiaro – La Federcalcio, però, non ha voluto rinegoziare l’intesa con Dazn. E quest’ultima, messa alle strette, ha scelto la strada più radicale: la rescissione del contratto. Allo stato attuale, quindi, in Belgio non si vedranno più partite di campionato in tv. L’Italia è un mercato più grande e strategico. Ma anche sulla Penisola la piattaforma di sport in streaming a pagamento, secondo stime di mercato, continua a perdere circa 100 milioni di euro all’anno, con abbonamenti fermi a quota 1,8 milioni e ricavi che non crescono.
Le forti nevicate hanno portato alla chiusura della città di Bodo: Chiellini e Comolli costretti all’atterraggio in Svezia e a raggiungere la Norvegia in auto.
Disavventura per Giorgio Chiellini e Damien Comolli all’arrivo in Norvegia per Bodo/Glimt-Juventus, che si giocherà alle 21, i due dirigenti non hanno potuto raggiungere Bodo in aereo, ma sono stati costretti ad atterrare in Svezia, da dove sono partiti in macchina intorno alle 16.
Tra la giornata di oggi e quella di ieri la neve è scesa abbondante sulla città norvegese, tanto che la partita di Youth League è stata sospesa per 20 minuti, prima di riprendere e terminare con un 6-2 per i bianconeri.
Queste condizioni climatiche critiche hanno portato alla chiusura dell’aeroporto e hanno costretto l’amministratore delegato e il Director of Football Strategy a una soluzione alternativa.
AEROPORTO CHIUSO, BODO ISOLATA – Il volo di Chiellini e Comolli che, come parte della delegazione non hanno viaggiato con la squadra, sarebbe dovuto arrivare intorno all’ora di pranzo a Bodo. Ma, proprio intorno a quell’ora, come racconta La Gazzetta dello Sport, è stato chiuso l’aeroporto.
La piccola città oltre il Circolo Polare Artico ha dovuto chiudere la sua unica pista di atterraggio, costringendo il volo dei due dirigenti ad atterrare in un’altra città.
ARRIVO IN MACCHINA– Il volo di Comolli e Chiellini è stato fatto atterrare ad Advidsjaur, città in Svezia a 370 chilometri da quella norvegese. E, per questo, i due dirigenti bianconeri sono stati costretti a prendere un mini-van, che è partito dalla Svezia intorno alle 16. Al momento, come riporta Sky Sport, non è certo che i due dirigenti riescano ad arrivare in tempo per assistere all’incontro.
GELO, VENTO E NEVE – La neve continua a cadere su Bodo ed è prevista anche nelle ore della partita. Il campo dell’Aspmyra Stadion è già completamente innevato, con la società norvegese già all’opera per consenitre il regolare svolgimento di una partita che, tra vento, gelo e neve, si disputerà in condizioni climatiche molto complicate. Il campo, essendo in sintetico, dovrebbe garantire ai macchinari di spalare la neve senza compromettere la tenuta, come accaduto a Istanbul nel 2013 sempre con la Juventus protagonista. Il sintetico dove gioca la squadra norvegese è , inoltre, dotato di materiali riscaldanti sotto utili quindi per sciogliere la neve e non permettere l’accumulo sul terreno di gioco.
Operai a 40 metri, ‘governo prenda di petto la vertenza’
Nel nono giorno di protesta sul silo numero 3 di Eurallumina, i quattro operai impegnati nella dura protesta a 40 metri di altezza lanciano un appello al governo: “oltre al ministro delle imprese Adolfo Urso, al tavolo del 10 dicembre deve sedersi anche il Mef con il ministro Giancarlo Giorgetti“. “Vogliamo rassicurazioni e chiediamo che quella data sia decisiva e non interlocutoria –fa sapereEnrico Pulisci della Rsa – il 28 sappiamo che il ministro Urso sarà impegnato al tavolo Ilva e non sarà in Sardegna ma a tutto il governo chiediamo che prendano di petto la soluzione per l’ Euralluumina. Ci spetta di diritto: o i fondi subito o la revoca definitiva delle sanzioni alla Rusal”.
Jamie Vardy con la maglia della Cremonese (foto Alberto Mariani/Lapresse)
Colpo da 100mila euro nella casa di Jamie Vardy, il bomber ex Leicester (la squadra con cui ha vinto una Premier League, giocato quasi 500 partite e segnato quasi 200 gol) dalla scorsa estate approdato alla Cremonese, 8 gare e 2 reti ad oggi il suo bilancio sportivo in grigiorosso: 38 anni e una lunghissima carriera alle spalle, Vardy ora vive in una villa a Salò, sul lago di Garda, mentre i figli frequentano le scuole a Brescia.
Colpo in villa da 100mila euro – Da quanto si è appreso finora, il colpo in villa sarebbe andato a segno tra il 23 e il 24 novembre. I ladri sarebbero entrati in casa dopo aver forzato una finestra, forse lasciata (per sbaglio) socchiusa. Un furto studiato nei dettagli? Non si esclude che i ladri sapessero cosa cercare e dove cercarlo.
Sono stati rubati gioielli e preziosi ma anche svariati costosissimi orologi, tra cui un Patek Philippe, valore di mercato a quattro zeri: da prime indiscrezioni, si stima un bottino che complessivamente potrebbe valere più di 100mila euro. Su quanto accaduto stanno indagando i carabinieri della compagnia di Salò.
‘Le bonifiche non possono fermarsi, a rischio l’ambiente’
Settima notte trascorsa tra gelo, pioggia e vento a 40 metri sul silo numero 3 dello stabilimento Eurallumina di Portovesme, nel Sulcis, per i quattro operai che lottano per il rilancio della fabbrica di allumina, primo passaggio nella filiera strategica dell’alluminio italiano.
Dopo una settimana all’addiaccio attendono risposte dal governo sulla riunione convocata per il 10 dicembre che – dicono – “non può essere interlocutoria“. “Chiediamo risposte e sottolineiamo anche la questione importante delle bonifiche sul sito di stoccaggio dei residui di lavorazione e l’impianto di trattamento delle acque e refluo industriale tuttora in marcia: si estraggono quotidianamente 50 metri cubi all’ora – fa sapere Enrico Pulisci della Rsa dell’Eurallumina – il ministero dell’Ambiente con Pichetto Frattin, il Mef e il Mimit sappiano che bisogna dare obbligatoriamente continuità di operatività alle bonifiche dello stabilimento dell’Eurallumina.
Noi rimaniamo qua: il presidio continua e la lotta pure. Attendiamo risposte concrete sulla data del 10 dicembre. Non ci fermiamo”. Il problema più urgente riguarda il congelamento degli asset finanziari della multinazionale proprietaria della fabbrica, l’UC Rusal, sottoposta – a causa delle sanzioni Ue contro la Russia – a un controllo dal parte del Comitato di sorveglianza finanziaria del Mef.La stessa azienda, agli inizi del mese ha comunicato ai sindacati che la disponibilità finanziaria residua consente la gestione ordinaria dello stabilimento solo fino al 31 dicembre 2025, includendo le attività operative e le bonifiche ambientali in corso. E’ quindi lotta contro il tempo per sbloccare una vertenza che vede sul piatto 300 milioni di investimenti da parte della Rusal e 1500 buste paga equivalenti.
La squadra di Volandri diventa la prima nazione capace di vincere tre volte di fila dal 1972, e lo fa anche senza Sinner e Musetti, grazie alla rimonta di Flavio su Munar e alla vittoria di Berrettini su Carreno
Flavio Cobolli rimonta un set di svantaggio a Munar, riprende per i capelli una partita che sembrava persa e conquista il punto del 2-0 contro la Spagna: la Coppa Davis va all’Italia, per il terzo anno consecutivo, il primo senza Sinner. Alla Fiera di Bologna, con la cornice di 10mila spettatori in estasi, è grande festa azzurra. Dopo la vittoria di Berrettini su Carreno Busta, l’amico Flavio ha fatto il bis (1-6 7-6 7-5 il punteggio), come era accaduto nei quarti con l’Austria e in semifinale con il Belgio. LA PARTITA– Nell’unico precedente, meno di due mesi fa nel Masters 1000 di Shanghai, aveva vinto a sorpresa Munar in due set (7-5 6-1). Condizioni completamente differenti, per il clima torrido in Cina e, soprattutto, per l’atmosfera di Bologna che offre a Flavio sostegno e motivazioni. Ma il peso della pressione è superiore e provoca un effetto shock. Munar, invece, è in una di quelle giornate in cui tutto va a meraviglia: altissimo rendimento al servizio, vincenti che si stampano sulle righe, gambe con le molle che gli consentono di arrivare ovunque. Proprio grazie a un prodigioso recupero, su un punto che sembrava perso, lo spagnolo costruisce il primo break portandosi sul 2-0. Munar è in fiducia, usa anche la variante del serve and volley, in battuta concede pochissimo. E piazza un altro break per il 4-0: di fronte c’è un Cobolli impietrito, che mette dentro una prima su tre nei primi due turni di battuta. L’azzurro prova a rientrare in partita nel quinto game, però non riesce a sfruttare le cinque palle break, anche perché l’avversario piazza altrettante prime di servizio. A Munar non viene il “braccino” nemmeno quando serve per il primo set: zero punti concessi a Cobolli, già proiettato al secondo set, ed ecco materializzarsi un sonoro 6-1 in 34 minuti. Il problema, per Flavio, è che la musica non cambia nel secondo parziale. Cobolli continua a sbagliare tanto, sparacchia un dritto e subisce subito il break. Se lo riprende nel game successivo – un game interrotto per una decina di minuti per il malore di uno spettatore in tribuna – alla terza occasione, grazie a un nastro benevolo che rende ingiocabile un’incerta volée. Flavio prende finalmente coraggio, mostra quell’aggressività che per tutto il primo set era mancata e si porta per la prima volta avanti nel punteggio: 2-1. Adesso è tutto un altro Cobolli: funziona anche l’arma del rovescio lungolinea, con cui incamera un paio di preziosi vincenti. Allo stesso tempo, il livello dello spagnolo n.36 del ranking – straordinario per i primi 40 minuti – cala un po’. Il risultato è un equilibrio sottile. Appena può, Flavio attacca e cerca la via della rete. Munar non molla e arriva ovunque: sul 6-5 per Cobolli, annulla quattro set point appoggiandosi alle prime di servizio. Si va al tie break: il romano aziona il turbo dritto e piega la resistenza dell’avversario, che cancella altri due set point con il servizio, ma poi deve arrendersi (7-5). Tutto rimandato al terzo set. Entrambi concedono pochissimo nei rispettivi turni di battuta fino al 5-5. Munar si disunisce, Cobolli si prende il break decisivo, per poi chiudere 7-5.
20:02 – Vince cobolli! : L’Italia è campione Davis per il terzo anno di fila! Cobolli tiene con certezza il break, freddo e lucido, Munar quasi non ne ha più, e cede per primo negli scambi. 1-6 7-6 7-5 è il punteggio finale,
19:57 – Break!: La SuperTennis Arena si fa sentire, tra cori, trombette e battimani, e Munar concede qualcosa di concreto per la prima volta nel terzo set. Tre errori di fila e si va sul 15-40, due palle break consecutive per Cobolli. La prima lo spagnolo la annulla con un clamoroso serve and volley. Sulla seconda super dritto di Flavio. Break!continua a leggere
Florentino Perez non ha perso l’occasione per tornare a parlare del “caso Negreira” e lanciare diverse frecciate al Barcellona
Florentino Perez non ha perso l’occasione per tornare a parlare del “caso Negreira” e lanciare diverse frecciate al Barcellona. “Il livello dell’arbitraggio spagnolo è inaccettabile. È una vergogna che la FIFA non abbia scelto un solo arbitro spagnolo per il recente Mondiale per Club. Naturalmente, è inaccettabile che il Barcellona abbia pagato il vicepresidente degli arbitri più di 8 milioni di euro per almeno 17 anni. Qualunque sia il motivo. Il vicepresidente degli arbitri, che ha ricoperto incarichi importanti. Un periodo che, guarda caso, coincide con i migliori risultati del Barcellona nel nostro Paese“.
“Il Real Madrid è l’unico club ad essere comparso in tribunale. Quattro presidenti hanno fatto pagamenti multimilionari al vicepresidente degli arbitri per 17 anni. Fran Soto (presidente dell’associazione arbitri, ndr) ha chiesto di andare avanti. E chiede di ‘dimenticare il caso Negreira’. Chi lo dimenticherà? La realtà è che la maggior parte degli arbitri coinvolti nel caso Negreira sono ancora lì. È una situazione che impedisce loro di agire in modo neutrale”.
Un nuovo rapporto dell’Oms/Europa denuncia la grave inadeguatezza dei sistemi sanitari nella risposta alla violenza contro donne e ragazze, mentre i primi risultati del progetto EpiWE dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano come l’esperienza traumatica lasci segni profondi e duraturi, fino addirittura a modificare l’attività dei geni
(Getty Images)
La violenza contro le donne e le ragazze resta una delle più gravi emergenze sanitarie del nostro tempo.A denunciarlo è il nuovo rapporto dell’OMS/Europa, «Care, courage, change: health-sector leadership in tackling violence against women and girls» («Cura, coraggio, cambiamento: leadership del settore sanitario nel porre fine alla violenza contro donne e ragazze»), presentato a Madrid. Il documento fotografa una realtà allarmante: «Un sorprendente 28,6% delle donne e delle ragazze nella Regione Europea dell’Oms di età pari o superiore a 15 anni subirà violenza fisica e/o sessuale nel corso della propria vita». Numeri che confermano l’ampiezza di una crisi diffusa e radicata, e che mettono in luce l’incapacità dei sistemi sanitari di fornire risposte adeguate. Come afferma Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa: «La violenza contro le donne e le ragazze ha raggiunto livelli di crisi e i nostri sistemi sanitari sono spesso il primo e unico punto di contatto per le sopravvissute».
Servizi essenziali ancora troppo rari – Il rapporto Oms rivela lacune profonde nei servizi sanitari essenziali che dovrebbero essere garantiti in ogni Paese. Su 53 Stati membri, soltanto il 13%offre servizi di aborto sicuro, il 32% la contraccezione d’emergenza e la profilassi post-esposizione all’Hiv, eappena il 38% la profilassi per le infezioni sessualmente trasmissibili o una valutazione della salute mentale. Perfino gli strumenti di segnalazione dei problemi psicologici sono disponibili solo nel 43% dei Paesi. Inoltre, quasi un terzo dei paesi (32%) richiede ancora agli operatori sanitari di denunciare alla polizia la violenza domestica o del partner senza il consenso delle vittime adulte. L’Oms sconsiglia vivamente questa pratica perché viola l’autonomia delle vittime, viola la riservatezza ed è noto che scoraggia le donne dal cercare aiuto
Una situazione che lo stesso Kluge sintetizza così: «I nostri dati mostrano che gli impegni politici per proteggere la salute e il benessere di donne e ragazze e porre fine alla violenza di genere non si traducono in cure sicure e accessibili. I sistemi sanitari stanno abbandonando le vittime nel momento di maggiore vulnerabilità. I politici devono andare oltre le dichiarazioni di facciata e attuare pienamente il pacchetto di cure raccomandato dall’Oms, in particolare i servizi post-stupro urgenti e l’accesso all’aborto sicuro».
Dove si vedono spiragli – Non mancano, però, elementi di progresso.Il 75% degli Stati membriha introdotto politiche per la formazione degli operatori sanitari, mentre oltre due terzi (68%) prevedono ora un supporto di prima linea composto da ascolto empatico e non giudicante. Tuttavia, la difficoltà nel rendere obbligatorio l’intero pacchetto di servizi essenziali rischia di frenare i progressi. Lo ricorda Melanie Hyde, autrice del rapporto Oms e responsabile tecnica per le questioni di genere, uguaglianza e diritti umani dell’Oms/Europa: «Come persona che ha lavorato a stretto contatto con i sopravvissuti per molti anni, e come sopravvissuta io stessa,so quanto sia fondamentale che ogni parte del sistema sanitario risponda con compassione e competenza. Sappiamo che le vittime ricorreranno ai servizi sanitari, anche se non rivelano la violenza. Ecco perché è così importante che gli operatori conoscano le diverse forme di violenza e come reagire in modo non giudicante». E aggiunge: «Anche solo sentirsi dire “Credo in te e sono qui per aiutarti” può fare molto nel processo di guarigione».
L’urgenza di cambiare rotta – Secondo l’Oms/Europaservono tre azioni immediate: rendere obbligatorio l’intero pacchetto di servizi essenziali, rimuovere gli ostacoli che compromettono l’autonomia delle vittime e investire risorse per l’implementazione. Un impegno che alcuni Paesi stanno già assumendo. La ministra della Salute spagnola, Mónica García, spiega: «Abbiamo cercato di fare dell’assistenza sanitaria di base uno degli strumenti chiave per identificare la violenza e offrire supporto adeguato». E sottolinea l’importanza di «rafforzare lo screening sistematico, la formazione specializzata e il coordinamento con le risorse giudiziarie, forensi e sociali». Una sopravvissuta del Regno Unito ricorda cosa significhi essere al centro delle politiche sanitarie: «Credo di avere il diritto di essere al sicuro, di non essere ferita raccontandovi cosa mi è successo […] di essere trattata con compassione e rispetto».
Le cicatrici invisibili sul Dna: il progetto EpiWE – Se l’Oms denuncia carenze strutturali, l’Italia contribuisce alla comprensione delle conseguenze biologiche della violenza con il progetto EpiWE, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e finanziato dal Ministero della Salute. I primi cento campioni di sangue raccolti mostrano che oltre la metà delle vittime presenta disturbi post-traumatici, il 23% sintomi depressivi e il 32% un alto rischio di subire nuovamente violenza. Il progetto indaga gli effetti epigenetici dello stress traumatico, ossia quelle modificazioni dell’attività dei geni che non alterano la sequenza del Dna ma ne modificano il funzionamento. «La violenza domestica lascia tracce epigenetiche che modificano l’espressione dei geni», spiega Simona Gaudi, responsabile del progetto per l’Iss. «Studiare queste modificazioni potrebbe permetterci di predire gli effetti a lungo termine della violenza e sviluppare interventi preventivi personalizzati».
Una mappa dettagliata delle conseguenze – I dati raccolti finora su 76 vittime delineano un quadro tanto drammatico quanto fondamentale per comprendere l’impatto della violenza sulle donne. Il 27% presenta diagnosi di PTSD e il 28,4%di disturbopost-traumatico complesso. La depressione colpisce quasi una donna su quattro. La violenza,nel 90% dei casi, è ripetuta nel tempo; nel 97% dei casi l’aggressore è un uomo e nel 71% un partner o ex partner. Si tratta di numeri che suggeriscono una vulnerabilità ricorrente e di lungo periodo, spesso aggravata da un contesto sociale e familiare complesso. Il progetto, attivo in Lazio, Lombardia, Campania, Puglia e Liguria,prevede anche l’uso del questionario EpiWEAT in cinque lingue, pensato per raggiungere donne straniere e mediatori culturali. Per informazioni o per aderire al progetto EpiWE: epi_we@iss.it.
I bambini che assistono alla violenza: il progetto EpiCHILD – La ricerca non riguarda solo le donne:attraverso EpiCHILD, un questionario digitale dedicato ai minori, EpiWE ha raccolto dati su 26 bambini e adolescenti tra 7 e 17 anni. I risultati mostrano che quasi l’80% ha vissuto come traumatico l’aver assistito a violenze fisiche in famiglia. Emergono casi di PTSD complesso e depressione elevata;nel 92,3% dei casi l’aggressore è il padre.Gaudi ribadisce l’urgenza di «screening sistematici nelle strutture sanitarie e nei servizi sociali, interventi multidisciplinari integrati, protocolli di prevenzione personalizzati e monitoraggio longitudinale». Lo studio proseguirà con follow-up programmati per valutare l’evoluzione dei sintomi e costruire una base dati utile alla ricerca sul trauma transgenerazionale.
Il coraggio di agire – A conclusione del rapporto Oms, Kluge lancia un appello netto: «Non possiamo più restare spettatori della crisi di salute pubblica causata dalla violenza di genere. Chi detiene il potere deve ora tradurre gli impegni in azioni concrete e garantire che ogni donna e ragazza riceva cure essenziali salvavita, dignità e possibilità di scelta. Abbiamo le conoscenze necessarie; ora troviamo il coraggio di fare del settore sanitario il primo soccorritore che ogni sopravvissuta merita».
L’eccessivo consumo del plank delle due vetture ha portato alla squalifica che fa perdere i punti conquistati a Norris e Piastri. E la classifica diventa insidiosa
L’incubo della McLaren alla fine si è materializzato. Lando Norris e Oscar Piastri sono stati infatti squalificati dal Gran Premio di Las Vegasa causa dell’eccessivo consumo del plank del fondo delle loro vetture. Il plank, o pattino, è una tavola di legno posizionata sul fondo piatto delle monoposto, il cui ruolo principale è far mantenere al veicolo una distanza minima da terra per questioni legate alla sicurezza. Questa tavola ha uno spessore di 10 millimetri e per regolamento non può consumarsi di oltre un millimetro (quindi non può essere inferiore a 9 mm). Quella che era una giornata positiva per Norris, che grazie al suo secondo posto si era guadagnato una concreta possibilità di vincere il Mondiale nel prossimo GP in Qatar, si è invece trasformata in un disastro per il pilota inglese. Infatti, l’ombra di Max Verstappen, vincitore oggi a Las Vegas, si è fatta molto più ingombrante quando al termine del campionato mancano ancora due GP e una Sprint
Le motivazioni – “Lo spessore del pattino del fondo della monoposto numero 4 (Lando Norris) – dice il comunicato ufficiale – è stato state misurato e risultava al di sotto dello spessore minimo di 9 mm previsto dall’Articolo 3.5.9 del Regolamento Tecnico. Le misurazioni pertinenti erano: lato destro anteriore 8,88 mm, lato destro posteriore 8,93 mm. Lo strumento di misura utilizzato era un micrometro Mitutoyo acquistato nel maggio 2025 e, secondo le specifiche del produttore, ha una precisione fino a 0,001 mm. Lo spessore del pattino del fondo è stato nuovamente misurato alla presenza dei Commissari e dei tre rappresentanti McLaren, e tali misurazioni hanno confermato che lo spessore non erano conforme al regolamento. Le misurazioni pertinenti risultavano persino inferiori a quelle rilevate inizialmente dal Delegato Tecnico. Il team ha sostenuto che esistessero delle attenuanti, poiché in questo evento il porpoising è stato maggiore del previsto e le opportunità di testare le condizioni erano state limitate a causa delle condizioni meteorologiche di venerdì (giorno 1) e delle sessioni di prove libere che erano state accorciate. Inoltre, il team ha affermato che il livello della violazione fosse inferiore rispetto a precedenti infrazioni dello stesso regolamento nel 2025. La FIA ha sostenuto che, purtroppo, non era prevista alcuna disposizione nel regolamento o nei precedenti che consentisse una penalità diversa da quella abituale (cioè la squalifica). La FIA ha precisato fermamente che la violazione fosse involontaria e che non vi fosse stato alcun tentativo deliberato di aggirare il regolamento.!
Come cambia la classifica – A causa della squalifica, Norris e Piastri (secondo e quarto al termine del GP) perdono rispettivamente 18 e 12 punti in una gara in cui Verstappen ha invece fatto bottino pieno. L’olandese è ora a 24 lunghezze di distanza da Norris e a pari punti con Piastri. Quest’ultimo, però, con la squalifica paradossalmente “guadagna” nei confronti del compagno di squadra, dato che col risultato originale del GP era scivolato a -30. Norris ha ancora il margine per vincere il campionato senza preoccuparsi dei risultati altrui, ma ora il vantaggio su Verstappen è più risicato. E avere il campione del mondo così vicino negli atti finali del Mondiale difficilmente gli farà dormire sonni tranquilli.
Clamoroso a Las Vegas: le McLaren sotto investigazione e a rischio squalifica. Cos’è successo
Le vetture di Norris e Piastri nel mirino per un presunto eccessivo consumo del plank
Clamoroso a Las Vegas: le due McLaren sono finite sotto investigazione per un presunto eccessivo consumo del plank e sono adesso a rischio squalifica. Che le vetture “papaya” potessero essere arrivate al limite in qualche aspetto regolamentare lo si era intuito nel finale di gara, in cui è stato richiesto a Lando Norris di effettuare molto lift and coast. Per lift and coast si intende quando il pilota approcciando una staccata alza il piede dell’acceleratore prima di cominciare la frenata. Ai piloti viene richiesto di fare lift and cost principalmente per risparmiare carburante, non consumare eccessivamente il fondo della vettura e gestire le temperature dei freni. Il britannico ha seguito le indicazioni del team, rallentando parecchio e perdendo molto terreno rispetto a Verstappen. Sul momento si era pensato che il team di Woking fosse preoccupato da un eccessivo consumo di benzina, come accennato anche dallo stesso Norris nelle interviste post gara.
La componente incriminata sarebbe invece il plank, che non può consumarsi oltre i 9 millimetri. Il plank è una tavola di legno posizionata sul fondo piatto della vettura, il cui ruolo principale è permettere che si la monoposto mantenga una distanza minima da terra per questioni di sicurezza. Coi regolamenti attuali, lo spessore minimo è di 10 millimetri. Se la violazione fosse confermata, comporterebbe la squalifica di entrambe le vetture.
L’iter – Il delegato tecnico della Fia Jo Bauer ha formalmente identificato e segnalato nella sua ispezione post-gara che i blocchi di protezione su entrambe le vetture McLaren (Norris e Piastri) erano sotto al minimo consentito. Ha deferito la questione al Collegio dei commissari sportivi per la decisione finale. La procedura prevede che i Commissari ascoltino i rappresentanti della McLaren e poi annuncino la decisione finale. In Formula 1 le violazioni tecniche non hanno margini di interpretazione. Se la misurazione è al di sotto del limite, la penalità standard è l’esclusione dalla gara (squalifica). Quindi il provvedimento ufficiale di squalifica non è ancora stato emesso, ma la relazione tecnica ha confermato la violazione e la squalifica è considerata certa. Si prevede che la decisione sarà formalizzata a breve. Uno scenario potenzialmente esplosivo per il campionato, con Max Verstappen che si ritroverebbe a soli 24 punti di distanza dal leader del Mondiale con ancora due gare e una Sprint da disputare.
I precedenti – Sono già due i piloti a essere stati squalificati a causa dell’eccessivo consumo del plank in questa stagione. Il primo era stato Lewis Hamilton in Cina, mentre il secondo Nico Hulkenberg in Bahrain. Anche nelle scorse stagioni si sono assistite a squalifiche legate alla stessa irregolarità, tra cui una a Charles Leclerc nel Gran Premio degli Stati Uniti del 2023. In quell’occasione anche lo stesso Hamilton, ai tempi in forze Mercedes, fu squalificato per lo stesso motivo.
FC Internazionale Milano e Red Bull annunciano la nascita di una partnership triennale, che vede il brand leader mondiale degli energy drink diventare Global Energy Drink Partner del Club nerazzurro fino alla stagione 2027/28. Questa collaborazione, che rende l’Inter l’unico club in Serie A attualmente affiancato da Red Bull, segna l’incontro tra due icone globali, unite dalla stessa energia, ambizione e vocazione all’eccellenza.A partire dal derby di domenica 23 novembre contro il Milan, Red Bull sarà protagonista della fase che precede le sostituzioni durante la partita, contribuendo a portare una nuova energia al match in corso.
A Mimit, incontro del 10 non sia interlocutorio ma decisivo’
Quinta notte passata a 40 metri sul silo numero 3 dello stabilimento Eurallumina di Portovesme, nel Sulcis, sfidando le forti raffiche di maestrale il gelo polare di questa notte.
Prosegue anche nel weekend la protesta in quota dei quattro lavoratori che portano avanti una battaglia per il futuro di tutti gli operai della fabbrica di allumina. “Auspichiamo che lunedì possano arrivare risposte concrete da parte del Mimit e dalle altre istituzioni nazionali con una nota più esplicativa di quella che emersa dopo l’incontro tra la governatrice Todde e il ministro Giorgetti – dice all’ANSA Enrico Pulisci della Rsa di Eurallumina -, chiediamo o che venga anticipato l’incontro del 10 dicembre o rassicurazioni che quella non sarà una riunione interlocutoria come altre ma sia decisiva.
La richiesta è sempre quella di garantire continuità finanziaria dello stabilimento o fondi ministeriali, che ripetiamo non sarebbero a fondo perduto ma dovranno essere restituito dalla Rusal, per consentire di traguardare dicembre. Sarebbe, invece, molto più auspicabile la revoca definitiva della sanzioni patrimoniali“. Questa mattina gli operai sul silo hanno ricevuto al visita dei consiglieri regionali di Sinistra Futura, dei sindaci di Masainas e Nuxis e del segretario generale della Cgil sarda, Fausto Durante.
Considerata tra le voci più autorevoli della musica leggera, vanta una carriera lunghissima, iniziata nel 1956, raggiungendo vendite superiori ai 55 milioni di copie
Ornella Vanoni – Afp
È morta all’età di 91 anni Ornella Vanoni, nellasua abitazione milanese, poco prima delle 23 per un arresto cardiocircolatorio. I soccorritori del 118 sono arrivati quando la cantante si era già spenta.
Nata a Milano il 22 settembre 1934,Ornella Vanoni (morta stasera a 91 anni per un malore, nella sua abitazione di Milano) è una delle figure più iconiche dello spettacolo italiano: cantante,attrice e conduttrice televisiva, ha saputo attraversare decenni di storia culturale mantenendo intatta la sua forza espressiva.
Considerata tra le voci più autorevoli della musica leggera, Vanoni vanta una carriera lunghissima, iniziata nel 1956. In oltre settant’anni ha pubblicato più di cento lavori tra album, raccolte ed EP, raggiungendo vendite superiori ai 55 milioni di copie, un traguardo che la colloca tra le interpreti italiane più amate e seguite.
Tra i suoi successi Senza fine, uno dei suoi brani simbolo, scritto da Gino Paoli; Che cosa c’è; L’appuntamento; Tristezza; La musica è finita – portata a Sanremo nel 1967, un classico assoluto; Una ragione di più e Io ti darò di più. La sua voce, caratterizzata da una timbrica inconfondibile e da un approccio interpretativo raffinato, ha reso Vanoni immediatamente riconoscibile.
Il suo repertorio è vasto e variegato: dalle celebri Canzoni della mala degli esordi, al pop d’autore, fino alla bossa nova e al jazz. Memorabile la collaborazione con ToquinhoeVinicius de Moraesnell’album La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria del 1976.
Nel corso della carriera ha lavorato con grandi nomi del jazz internazionale, tra cui George Benson, Herbie Hancock, Gil Evans e Ron Carter, consolidando la sua fama anche oltre i confini nazionali. Molti dei più importanti autori italiani hanno scritto per lei, e Vanoni ha condiviso il palco e lo studio con artisti come Gino Paoli, Paolo Conte, Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati,Lucio Dalla, Renato Zero e Riccardo Cocciante, fino alle generazioni più recenti con Bungaro, Pacifico e Francesco Gabbani.
La cantante ha partecipato a otto edizioni del Festival di Sanremo, conquistando il secondo posto nel 1968 con Casa bianca e tre volte il quarto posto, con brani rimasti nella memoria collettiva come La musica è finita (1967), Eternità (1970) e Alberi (1999). Proprio in quell’ultima edizione fu insignita del Premio Città di Sanremo alla carriera, prima artista nella storia del Festival a ricevere tale riconoscimento. Vanoni è inoltre l’unica donna e la prima artista in assoluto ad aver vinto due Premi Tenco, oltre a una Targa Tenco, portando a tre i riconoscimenti ufficiali del Club Tenco.
Nel 2022 le e’ stato conferito il Premio Tenco Speciale, istituito appositamente per celebrare la sua straordinaria carriera. Con la sua voce elegante e la capacita’ di reinventarsi, Ornella Vanoni ha saputo attraversare epoche e generazioni, diventando un punto di riferimento per la musica italiana e internazionale. La sua storia artistica e’ un mosaico di successi, collaborazioni e riconoscimenti che la consacrano come una delle piu’ grandi interpreti di sempre.
Ricordiamo Ornella Vanoni con l'ironia con cui raccontò di aver previsto tutto per il suo funerale "Il vestito di Dior, la bara economica perché voglio essere bruciata e poi buttatemi a mare, magari a Venezia" pic.twitter.com/POfILgGdjo
Dopo la terza rottura del crociato, il giovane belga ha detto stop. A soli 26 anni, Vanheusden ha annunciato l’addio al calcio
Zinho Vanheusden
Le sofferenze di Zinho Vanheusdensembrano non avere fine. Il difensore centrale si è rotto il legamento crociato per la terza volta in carriera. Si tratta del legamento crociato del ginocchio sinistro, lo stesso che si era rotto anche otto anni fa mentre giocava per l’Inter. E questa volta, il giovane belga ha detto stop. A soli 26 anni, Vanheusden ha annunciato l’addio al calcio con una lunga lettera.
“Oggi prendo una decisione che non avrei mai pensato di dover prendere a questa età. Dopo 22 anni di calcio — dai quattro anni fino ad oggi — la mia vita da calciatore professionista si ferma.
Il calcio mi ha fatto diventare la persona che sono oggi. Mi ha regalato una vita di cui da bambino non osavo nemmeno sognare. Dai lunghi anni passati a tifare, insieme a mio padre, per la mia squadra del cuore a Sclessin, fino a giocare io stesso cento partite con quella maglia, a segnare per gli Ultras e persino ad avere l’onore di essere capitano. Ma non si è fermato qui… Ho avuto la possibilità di esordire con la nazionale e di giocare in Serie A. Tutte esperienze che, quando ho iniziato, sembravano irrealizzabili.
Accanto a tutte queste gioie, gli ultimi anni sono stati durissimi. Molto più di quanto abbia mai lasciato trasparire. Infortuni, operazioni, iniezioni, farmaci… Ho sempre dato tutto per tornare in campo, ma ogni volta è stato più difficile. Cercavo costantemente di ritrovare il mio livello, giocavo troppo spesso nonostante il dolore e, dopo ogni allenamento o partita, vivevo nell’incertezza su come il mio corpo avrebbe reagito il giorno dopo. Continuavo a lottare per essere il giocatore che volevo essere, ma ogni volta si presentava una nuova battaglia.
Nel mio cuore vorrò sempre continuare a essere calciatore, ma il mio corpo da tempo mi dice basta. Ed è per questo che prendo questa decisione — per rispetto verso me stesso, la mia salute e la mia responsabilità come padre — anche se scriverlo sembra irreale. Voglio ancora poter camminare senza dolore, giocare con mio figlio e godermi la vita con la mia famiglia… Non so come sarà alzarmi senza il calcio, ma ora lo scoprirò.
Dopo la terza rottura del crociato, Zinho Vanheusden si arrende e dice basta con il calcio a soli 26 anni:
"Oggi prendo una decisione che non avrei mai pensato di dover prendere a questa età. Dopo 22 anni di calcio, la mia vita da calciatore professionista si ferma. Nel mio… pic.twitter.com/TCRQPuSK2T
Dopo i successi del 2023 e 2024 la squadra di Volandri torna all’ultimo atto, dopo tre ore di lotta Flavio supera il n.1 belga, seguendo il successo di Berrettini
Un leggendario Flavio Cobolli che vince una battaglia contro Bergs chiudendo 17-15 al tie-break del terzo set.
Prima un solido Matteo Berrettini (6-3 6-4) contro Collignon, poi un leggendario Flavio Cobolli che vince una battaglia contro Bergs chiudendo 17-15 al tie-break del terzo set. Così l’Italia chiude dopo due singolari la semifinale di Coppa Davis contro il Belgio, guadagnandosi la terza finale consecutiva del “Mondiale” di tennis a squadre.
21:27 –Parole: Le parole di Cobolli: “Non so che dire. Siamo un gruppo di cinque ragazzi che veramente ogni volta mettono tutto quello che hanno quando scendono in campo. Lottiamo l’uno per l’altro, stiamo provando a raggiungere il nostro sogno, che sapete tutti qual è. Voglio ringraziarvi perché mi avete dato una grande mano, grande calore, e giocare così è davvero moto più facile. Oggi ho rischiato un po’, ma questa è come immaginavo la mia partita ideale. Ho sempre cercato di andare al terzo, oggi giuro di non averlo fatto apposta (ride). Ho vissuto il mio più grande sogno, grazie a tutti. Voglio dedicare la vittoria a mia mamma, che non è solita venire a questi appuntamenti, a mio frattelo che continua a piangere…e smettila. E a un mio grande amico (Bove, ndr) che spero torni presto a giocare a calcio. Forza Italia!“
21:22 – Lacrime: Nella festa azzurra, con Cobolli che si strappa la maglia, Bergs finisce in lacrime dopo i sette match point sprecati.
21:20 –Vince Cobolli!: 17-15 il tie-break del terzo set, clamoroso, a favore di Cobolli. Chiude con una prima vincente, annulla sette match point: per l’Italia è la terza finale di fila. continua a leggere
L’incidente è avvenuto a Copper Mountain, negli Stati Uniti. L’atleta tornerà a casa dopo il weekend per gli accertamenti. La stessa sciatrice svizzera ha confermato al suo medico la rottura del legamento crociato e danni al menisco sinistro
Lara Gut
Una bruttissima caduta in allenamento rischia di far saltare i Giochi di Milano-Cortina e mette a rischio persino il finale di carriera di Lara Gut-Behrami, 34 anni. La sciatrice svizzera è stata vittima dell’incidente durante un allenamento a Copper Mountain, negli Stati Uniti.Swiss-Ski ha annunciato che maggiori dettagli saranno forniti dopo le visite più approfondite alle quali la sciatrice di origine ticinese si sottoporrà in Svizzera, dove rientrerà non prima di lunedì 24 novembre. I primi esami sono stati effettuati in Usa, e dopo le prime pessimistiche ipotesi, il quotidiano elvetico Blick ha riportato che la stessa Gut ha confermato al suo ortopedico di fiducia la rottura del legamento crociato e danni al menisco sinistro, oltre a una commozione cerebrale. La ticinese rientrerà a Milano non prima di lunedì e andrà subito nella sua residenza svizzera: non prima di mercoledì 26 novembre la visita di controllo dal suo ortopedico di fiducia. Se l’infortunio venisse ulteriormente confermato, Gut non avrebbe il tempo di tornare alle competizioni in quella che è la sua ultima stagione, e ai Giochi invernali di Milano-Cortina in programma a metà febbraio 2026.Il tutto con probabile fine anticipata della carriera.
Stagione – Gut-Behrami aveva cominciato al meglio la stagione 2025-26. Lo scorso 25 ottobre, nel gigante inaugurale di Sölden, era infatti giunta terza, conquistando il podio numero 101 in carriera ed eguagliando il record svizzero stabilito da Vreni Schneider negli anni 90.
Venerdì mattina previsto un incontro sindacale, non escluse nuove proteste
Gli operai di Eurallumina sul silos per il quinto giorno
Preoccupati ed esasperati”. – Sono i due sentimenti che stanno vivendo in queste ore i lavoratori dell’Eurallumina dopo quelle che definiscono mancate risposte da parte delle istituzioni per superare l’impasse del blocco degli asset finanziari dell’azienda Rusal,la multinazionale proprietaria dello stabilimento di Portovesme, nel Sulcis.
A 40 metri di altezza sul silo della fabbrica di allumina – primo stadio della filiera strategica dell’alluminio – i quattro operai sfidano il maestrale e il gelo di queste ore consapevoli che la notte che gli attende sarà la più dura, vista l’allerta meteo per precipitazioni anche a carattere nevoso a quota collinare. Ma senza risposte da Roma sono determinati a proseguire in questa clamorosa protesta che va avanti da lunedì mattinae.
“Quinto giorno di lotta dal presidio del silo. Un tempo del cavolo ma non ci intimorisce – dice Enrico Puliscidella rsa di Eurallumina – Sia chiaro che il ministero e il governo ci diano subito risposte certe sullo stanziamento dei fondi. Teniamo a precisare che in questi 16 anni la Rusal ci ha messo 24 milioni all’anno. Esclusi gli ammortizzatori sociali, non siamo sovvenzionati da contributi pubblici. Quei 10 milioni di fondi che pretendiamo dal governo, perché dovuti per legge, verranno poi addebitati alla società. Non sono a fondo perduto. È un diritto stabilito dalla legge. Chi ha sanzionato e ha creato questo deve risolvere il problema – aggiunge – In Irlanda, Germania e Svezia non ne è stato sanzionato nessuno. Solo i sardi sono i lavoratori più fessi, Vogliamo ripartire dopo 16 anni e con i 300 milioni di euro di investimenti“.
Questa mattina è fissato un confronto sindacale per esaminare la situazione e non è escluso che gli operai e i loro rappresentanti sindacali possano decidere nuove e più forti azioni di protesta.
Operai Eurallumina a 40 metri sul silo: ‘Il nostro futuro è a rischio’
Il ministero convoca un tavolo per il 10 dicembre, ma per i sindacati ‘è troppo in là’
Eurallumina, operai a 40 metri su silo ‘Mimit ci convochi ‘
Nel Sulcis Iglesiente, una delle province più povere d’Italia, si riaccende la protesta: quattro operai dell’Eurallumina, sostenuti da tutti i loro colleghi e dai sindacati, sono saliti a 40 metri di altezza su un silo per chiedere garanzie sul proprio futuro occupazionale, che passa oggi dal mantenimento degli asset finanziari dell’azienda Rusal, sottoposta – a causa delle sanzioni Ue contro la Russia – a un controllo dal parte del Comitato di sorveglianza finanziaria del Mef.
Bisogna tornare indietro al 28 febbraio 2023 per trovare una protesta così clamorosa, con i lavoratori – allora della Portovesme srl – che salirono su una ciminiera e vi restarono per cinque giorni.
Oggi, protetti da una sola tenda e dalla copertura del vano ascensore, sfidano la pioggia battente, per sollecitare il Mimit a trovare una soluzione alla vertenza dello stabilimento che produceva allumina, primo stadio della filiera strategica dell’alluminio italiano. Cgil, Cisl e Uil chiedono che Mimit, Csf, Mef e presidenza del Consiglio intervengano subito per“stanziare i fondi necessari alla continuità operativa di Eurallumina per garantire il pagamento delle utenze, dei salari e delle fatture delle imprese terziste e assicurare la prosecuzione delle bonifiche ambientali“. Per le tre sigle e la Rsa Eutrallumina, l’ultimo ostacolo in ordine di tempo alla possibilità che la Rusal possa dare avvio agli investimenti con oltre 300 milioni di euro è la “mancata revoca delle sanzioni patrimoniali disposte dal Csf“.
“Alla soluzione strettamente giuridica deve affiancarsi una soluzione tecnico-politica, necessaria per superare lo stallo e consentire la revoca delle misure – dicono i sindacati – Riteniamo paradossale la disparità di trattamento applicata all’Eurallumina rispetto ad altre aziende europee consociate della stessa UC Rusal (in Svezia, Germania, Irlanda), dove i rispettivi governi, pur aderendo al regime sanzionatorio, hanno scelto di tutelare le imprese ritenute strategiche, mantenendole operative“. Domani è previsto un incontro del gruppo di lavoro tecnico preparatorio del comitato di sicurezza finanziaria proprio su Eurallumina, mentre il Mimit, con il ministro Adolfo Urso, ha convocato per il 10 dicembre a Roma un tavolo sulla vertenza con l’obiettivo “di individuare la soluzione più idonea a consentire la piena ripresa delle attività dell’azienda“. Ma gli operai sul silo e le segreterie dei chimici del territorio, oltre alla Rsa, non ci stanno e chiedono una data più vicina. “Questa convocazione la dice lunga sull’attenzione verso una vertenza importante come quella di Eurallumina e sulla celerità per la risoluzione della vertenza e sull’attenzione verso i lavoratori barricati a 40 metri – tuonano Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec e Rsa -. Respingiamo per questo motivo tale data e chiediamo una rimodulazione in tempi rapidi della stessa; l’iniziativa intrapresa dai lavoratori continua“.
L’allarme intorno a mezzanotte tra giovedì e venerdì. Sul posto diversi mezzi e squadre dei vigili del fuoco, mobilitata anche l’ambulanza ma non ci sono feriti. Il sindaco Massimo Parola: “Valori nell’aria oltre i limiti, evitare di stare all’aperto”
Vigili del fuoco mobilitati in forze nella notte tra giovedì e venerdì per un vastoincendio in una fabbrica di materie plastiche a Groppello di Gavirate. (Nella foto, inviata da una lettrice, la luce e il fumo delle fiamme visibili a occhio qualche centinaio di metri di distanza)
L’ALLARME – L’allarme è scattato intorno alla mezzanotte e il comando dei vigili del fuoco di Varese ha inviato numerose squadre, vista la delicatezza dell’impianto e il rischio di un’estensione dell’incendio: sul posto sono stati fatti affluire quattro autopompe, tre autobotti, l’autoscala e il “carro aria”per assicurare rifornimento di bombole agli uomini al lavoro per domare le fiamme.
Intorno all’una di notte l’incendio era domato, anche se era ancora in corso la completa bonifica.
Sul posto è stata fatta intervenire ancheun’ambulanza dell’Sos Azzate, a scopo precauzionale, visto anche l’alto numero di vigili del fuoco presenti e la particolare natura dello stabilimento.
Non risultano feritimentre ancora non c’è una stima dei danni.
IL SINDACO: EVITARE D STARE ALL’APERTO – Durante le operazioni di spegnimento sul posto è arrivato anche il sindaco di Gavirate Massimo Parola. «Verso le 2 di venerdì sono arrivati i tecnici di Arpa Lombardia che hanno rilevato valori fuori norma nell’aria. Per questo faremo un’ordinanza rivolta ai cittadini della zona di Groppallo che dispone di non rimanere all’aperto, chiudere le finstre e non stendere i panni all’aperto. I valori di sostanze disperse nell’aria sono in calo, l’odore di bruciato rimarrà percepibile per giorni». Valori che Arpa ha rilevato attraverso l’impiego di un “campionatore ad alto volume“
È stato istituito un presidio di fronte all’asilo di Oltrona, «consigliamo alle insegnanti di non far uscire i bambini per attività all’aperto», spiega il sindaco.
LE CAUSE – Al momento del rogo scoppiato intorno alla mezzanotte, nell’azienda, la “Roverplastic” non c’erano dipendenti. Il rogo si è sviluppato in un magazzino dove vengono stoccati prodotti finiti e si indaga sulle cause. Sul posto alle 7 erano al lavoro ancora due squadre di vigili del fuoco. Elementi confermati anche in via ufficiale dai vigili del fuoco: «Sul posto sono intervenuti 40 operatori con quattro autopompe, due autobotti, un’autoscala, due fuoristrada e un furgone adibito al trasporto di bombole contenenti aria respirabile. L’incendio ha interessato la zona di stoccaggio del materiale plastico e dopo circa tre ore di lavoro si è evitato che le fiamme potessero coinvolgere anche la zona di produzione. Al momento il rogo è sotto controllo e parzialmente spento, sono in corso le operazioni di bonifica, messa in sicurezza e le attività investigative rivolte alla ricerca delle cause»
Le immagini dell’incendio in una fabbrica a Groppello di Gavirate
Le immagini dell’incendio in una fabbrica a Groppello di Gavirate
Evento sconvolto e 13 persone curate per inalazione di fumo dopo l’evacuazione del centro congressi
I colloqui al vertice sul clima Cop30 inBrasilesono stati interrotti giovedì a causa di un incendio scoppiato nella sede, che ha provocato un’evacuazione proprio mentre i negoziatori si stavano preparando a cercare di raggiungere un accordo per rafforzare gli sforzi internazionali volti ad affrontare la crisi climatica.
Tredici persone sono state curate per inalazione di fumo, hanno dichiarato gli organizzatori in una nota, dopo che è scoppiato un incendio nell’area del padiglione del centro congressi di Belém, in Brasile.
La causa dell’incendio, domato nel giro di pochi minuti, è in fase di accertamento, ma si ritiene che sia stato causato da un dispositivo elettrico, probabilmente un forno a microonde, ha riferito Reuters, citando i vigili del fuoco locali.
“Stamattina è scoppiato un incendio nella zona blu della sede dellaCop30a Belém“, si legge nella dichiarazione dell’organizzatore delle Nazioni Unite.
I vigili del fuoco e gli agenti di sicurezza delle Nazioni Unite sono intervenuti rapidamente e l’incendio è stato domato in circa sei minuti. Le persone sono state evacuate in sicurezza.
“Tredici persone sono state curate sul posto per inalazione di fumo. Le loro condizioni sono monitorate e gli è stato fornito un supporto medico adeguato.”
António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, aveva lanciato un appello in mattinata affinché si raggiungesse un accordo durante il vertice, accogliendo con favore le richieste di chiarezza da parte di alcuni sul tema molto controverso dell’abbandono dei combustibili fossili da parte del mondo.
L’intera sede ha dovuto essere sgomberata poco dopo le 14:00 ora locale (le 17:00 ora del Regno Unito). Il Guardian ha riferito che ci sarebbero volute probabilmente diverse ore prima che ai delegati fosse consentito di rientrare.
L’incidente ha gettato nella confusione una serie di incontri attentamente coreografati. La presidenza della Cop30 stava preparando una nuova bozza del testo della decisione sul “mutirão“, un piano centrale per l’esito sperato della Cop30, che fino a giovedì conteneva un potenziale impegno a elaborare una tabella di marcia per la transizione dai combustibili fossili.
La presidenza stava tenendo una serie di riunioni cruciali con i principali gruppi negoziali.
L’Alleanza dei piccoli Stati insulari avrebbe dovuto incontrare la presidenza poco prima delle 16:00, ma l’incontro è stato annullato.
L’UE avrebbe dovuto tenere una riunione di coordinamento ministeriale alle 18:00 prima di incontrare la presidenza alle 21:00, ma tale calendario è stato messo in discussione.
La gravità dell’interruzione in questa fase dei colloqui renderà probabilmente impossibile rispettare la tabella di marcia e potrebbe far protrarre i colloqui, la cui conclusione è prevista per venerdì sera, ben oltre l’orario previsto.
Al centro del procedimento presunte plusvalenze fittizie nella compravendita dalla Roma del difensore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e dell’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.
Aurelio De Laurentiis (foto Andrea Staccioli / Insidefoto)
Il gup di Roma ha rinviato a giudizio il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, per il reato di falso in bilancio in relazione alle annate 2019, 2020 e 2021. Lo riporta l’ANSA.
Oltre al presidente il giudice ha mandato a giudizio il suo braccio destro, Andrea Chiavelli e la società calcistica. Al centro del procedimento presunte plusvalenze fittizie nella compravendita dalla Roma del difensore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e dell’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.
Napoli, le cifre dell’operazione Osimhen – L’operazione che portò Victor Osimhen a vestire la maglia del Napoli ha già fatto discutere in diverse occasioni. In particolare, nell’affare rientrarono – oltre al portiere Oreste Karnezis – tre giovani calciatori del settore giovanile partenopeo: Claudio Manzi, Ciro Palmieri e Luigi Liguori (i primi due nati nel 2000 e il terzo nel 1998). Come emerso dal bilancio del Napoli chiuso al 30 giugno 2021, i tre furono valutati dai 4 ai 7 milioni di euro (oltre 5 milioni invece la valutazione di Karnezis).
Quali furono dunque – secondo i dati del bilancio 2021 – le reali cifre dell’operazione Osimhen? Il calciatore fu acquistato dal club partenopeo per 76.356.819 euro. Contestualmente, la società di De Laurentiis cedette al Lille i quattro calciatori sopra citati, per plusvalenze complessive di poco inferiori ai 20 milioni di euro. Queste tutte le cifre:
Ciro Palmieri – 7.026.349 euro (plusvalenza 7.026.349 euro)
Orestis Karnezis – 5.128.205 euro (plusvalenza 4.828.205 euro)
Luigi Liguori – 4.071.247 euro (plusvalenza 4.071.247 euro)
Claudio Manzi – 4.021.762 euro (plusvalenza 4.021.762 euro)
Napoli, le cifre dell’operazione Manolas – Come fu costruita invece l’operazione di Manolas?Quali sono le cifre dell’affare? Il calciatore si trasferì al Napoli il 30 giugno 2019, ultimo giorno utile alla Roma per mettere a referto una plusvalenza importante sul bilancio 2018/19 e rispettare così i parametri UEFA imposti dal Fair Play Finanziario. Manolas fu ceduto per 36 milioni di euro e generò – sulla base dei dati ufficiali di bilancio – una plusvalenza di 31,1 milioni.
Il calciatore militò nel Napoli per due stagioni e mezza, prima che il club partenopeo lo cedesse all’Olympiacos nella finestra di mercato invernale della stagione 2021/22. Ai partenopei la società greca versò 1,5 milioni di euro, costringendo il Napoli a mettere a referto una minusvalenza di 5,7 milioni di euro nei conti di quella stagione.
L’operazione che portò Manolas dalla Roma al Napoli è legata a doppio filo a quella che fece fare il percorso inverso al centrocampista Amadou Diawara. Il calciatore classe 1997 si trasferì in giallorosso sulla base di 21 milioni di euro e la sua avventura terminò dopo tre stagioni, quando fu ceduto all’Anderlecht per 1,89 milioni di euro generando sui conti della Roma una svalutazione pari a 7,27 milioni.
Non solo la Champions: la pay-tv di Comcast trasmetterà anche tutte le 342 partite di Conference ed Europa League.
Il trofeo della Champions league (foto Sky)
La Champions League e le coppe europee restano su Sky Sport in Italia fino al 2031: la pay-tv di Comcast ha infatti acquisito i diritti per trasmettere 184 partite l’anno di Champions League e di tutte le 342 partite a stagione di UEFA Europa League e di UEFA Conference League.
“I grandi Club d’Europa continueranno a giocare su Sky e NOW fino al 2031. Sky ha acquisito anche per il quadriennio 2027/2031 i diritti in esclusiva per la trasmissione su tutte le piattaforme di 184 delle 203 partite a stagione di UEFA Champions League e di tutte le 342 partite a stagione di UEFA Europa League e di UEFA Conference League”, si legge nella nota di Sky.
“La UEFA Champions League, che nella nuova formula ha incrementato lo spettacolo con più partite, più squadre e più campioni, resterà su Sky e NOW fino al 2031, quindi per altri 4 anni, che si aggiungono alla stagione in corso e alla stagione 2026-2027”.
“Siamo davvero orgogliosi di essere il main partner della UEFA e di poter offrire in esclusiva ai nostri abbonati fino al 2031 i grandi match delle competizioni europee” – commenta Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia. “Il rinnovo di UEFA Champions League, UEFA Europa League e UEFA Conference League conferma tutto il nostro impegno a rendere unica l’offerta sportiva della Casa dello Sport e a garantire ai nostri clienti la migliore esperienza possibile”.
“Si continuerà a giocare 11 mesi su 12, con ben 36 squadre partecipanti alla fase finale, tutte in un girone unico. Sky trasmetterà in esclusiva 184 delle 203 partite di UEFA Champions League compresi i Playoff, 189 partite di UEFA Europa League e153 match di UEFA Conference League, anche grazie a Diretta Gol, incluse le tre finali, per un totale di 526 match, oltre alla UEFA Super Cup. Sky Sport continuerà così a raccontare gol e imprese delle squadre italiane e degli altri grandi club d’Europa, con la qualità di sempre, un grande racconto editoriale e le migliori tecnologie”, conclude la nota.
20 novembre 2025
Ufficiale, la Champions League resta su Amazon Prime Video in Italia fino al 2031
La piattaforma di Bezos ha acquisito un pacchetto per la trasmissione della Champions League dal 2027/28 fino al 2030/31.
Un microfono di Amazon Prime Video (Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)
Ora è ufficiale: la Champions League resterà su Amazon Prime Video in Italia fino al 2031. Lo ha confermato la stessa emittente in un comunicato.
“Prime Video si è assicurata i diritti per trasmettere la miglior partita del mercoledì di UEFA Champions League in Italia e in Germania, e i diritti della miglior partita del martedì nel Regno Unito e in Irlanda, con un accordo quadriennale dalla stagione 2027-28 fino a quella 2030-31”, si legge in una nota.
“I clienti Prime avranno quindi accesso esclusivo alle migliori partite della UEFA Champions League per altre 6 stagioni: quella in corso e la stagione 2026-27 dell’attuale ciclo di diritti a cui si aggiungono i quattro anni del nuovo accordo dal 2027-28 al 2030-31. Questo rinnovo a lungo termine conferma l’impegno di Prime Video nel portare ai clienti Prime le competizioni sportive più prestigiose senza costi aggiuntivi”.
“Dalla stagione 2027-28 oltre alle 18 migliori partite del mercoledì, anche la miglior partita del giovedì della prima giornata della League Phase sarà trasmessa in esclusiva da Prime Video in Italia e in Germania. Saranno così 19 le partite in esclusiva per i clienti Prime in ognuna delle quattro stagioni del nuovo accordo”.
“L’estensione quadriennale fino al 2031 segue gli ottimi risultati di ascolto registrati dalle competizioni europee su Prime Video. La stagione d’esordio 2024-25 nel Regno Unito ha raggiunto oltre 13 milioni di spettatori e ha proposto incontri di alto profilo come Manchester City–Real Madrid, Liverpool–PSG e Arsenal–Real Madrid. All’inizio di questo mese, più di 10 milioni di utenti hanno seguito Prime Video in un’unica serata per assistere a Liverpool–Real Madrid nel Regno Unito e in Irlanda, e a PSG–FC Bayern Monaco in Germania, stabilendo nuovi record di ascolto per la League Phase”.
“Si tratta di un momento importante per il nostro servizio e di una notizia fantastica per i membri Prime in Italia, nel Regno Unito, Irlanda e Germania: garantiamo le partite più importanti del calcio europeo fino al 2031”, ha dichiaratoAlex Green, Managing Director Prime Video Sport, International. “La combinazione tra partite imperdibili e l’ampia diffusione di Prime sta portando a risultati di ascolto record della Champions League in tutta Europa, e continueremo a elevare ulteriormente la qualità della nostra copertura. Il nuovo accordo quadriennale ci offre stabilità a lungo termine e ci permette di innovare ancora di più per i tifosi, come abbiamo fatto in questa stagione con l’introduzione di Prime Vision”.
L’incidente ferroviario a 150 chilometri a sud di Praga
E’ di almeno 42 feriti, di cui due gravi, il bilancio di uno scontro tra un treno espresso e uno passeggeri nel sud della Repubblica Ceca, vicino alla città di Ceske Budejovice a circa 150 chilometri a sud di Praga. Lo riferiscono i soccorritori all’Afp. ”Ci sono 40 persone con ferite lievi e due gravemente ferite”, ha detto la portavoce del servizio ambulanza Petra Kafkova all’Afp.
Martin Kavka, portavoce del servizio ferroviario Sprava zeleznic, ha detto all’Afp che tutti i passeggeri sono stati evacuati.
Dnešní nehoda vlaků na Českobudějovicku mě osobně velmi zasáhla. Myslím na všechny zraněné i jejich blízké a přeji jim, aby se co nejrychleji uzdravili.
Zároveň chci poděkovat všem záchranářům, hasičům, policistům i našim zaměstnancům za jejich rychlou a profesionální práci v… pic.twitter.com/RddgCUQmEw
Fin dalla prima mattina lunghe code in autostrada e in città. Il ministro Urso ha convocato un tavolo a Roma per discutere del futuro dell’ex Ilva, nel frattempo nel pomeriggio è prevista una riunione in prefettura a Genova
Dopo il primo giorno di sciopero, ieri, mercoledì 19 novembre, oggi la manifestazione dei lavoratori – che hanno dormito per strada con le tende – è proseguita con un nuovo corteo. Le proteste sono estese anche ai siti ex Ilva di Novi Ligure eTaranto.
Intanto oggi comincia ad arrivare qualche risposta ai lavoratori: nel pomeriggio si terrà una riunione in prefetturaa Genova, e il ministro Urso ha convocato per il 28 untavolo sul futuro dell’ex Ilva a Roma il 28 novembre.
Convocato a Roma un incontro sul futuro dell’ex Ilva – Su richiesta dei sindacati e delle istituzioni locali, stamattina il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha convocato a Roma per venerdì 28 novembre (giornata tra l’altro già interessata dallo sciopero generale) un incontro sul futuro degli stabilimenti ex Ilva del nord Italia. Il tavolo si terrà alle 15,30 a palazzo Piacentini.
Saranno presenti i rappresentanti dei lavoratori e dei territori interessati.
Soddisfatta la sindaca Salis: “Avrei preferito che l’incontro avvenisse qui a Genova, vicino a tutti i lavoratori, ma in ogni caso chiediamo al ministro che questo vertice sia la sede per fare definitivamente chiarezza sul piano del governo per rilanciare, in tempi rapidi, lo stabilimento di Cornigliano”.
Oggi la riunione in prefettura – Nel frattempo è stata convocata una riunione in prefettura per il pomeriggio di oggi, alle 17,30: un confronto tra istituzioni, azienda e rappresentanze sindacali per cercare uno sbocco alla vertenza e valutare le prossime mosse.
“Da lì vedremo, mi auguro che ci siano buone notizie” è il commento del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, a margine del convegno della Cisl Fp Liguria organizzato all’ospedale San Martino di Genova.
“Oggi saremo dal prefetto di Genova – commenta Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria – dove vogliamo uscire con una data, con il governo che deve dare la garanzia della continuità produttiva che è una priorità. Non siamo disponibili a negoziare qualcosa di diverso”.
La situazione del traffico oggi : Oggi, giovedì 20 novembre, il traffico è in tilt in diversi quartieri. Qui gli aggiornamenti:
Ore 12,50: la strada Guido Rossa in direzione ponente è stata riaperta unicamente verso il casello autostradale, mentre è ancora chiusa l’uscita verso piazza Savio. In autostrada Aspi segnala traffico ormai regolare.
Ore 11,45: viabilità in miglioramento a Sestri Ponente in via Borzoli, via Camera, via Arrivabene e in zona Sampierdarena in lungomare Canepa e zona San Benigno.
Ore 11,15: Autostrade comunica che sulla A10 sono terminate le code precedentemente causate dalla manifestazione (che continua però a interessare la viabilità ordinaria).
Ore 11: la coda in autostrada è diminuita. Si segnala 1 km sull’A7 in entrambe le direzioni, 3 km sull’A10 in direzione Genova e 1 in direzione Ventimiglia, e coda in entrambe le direzioni al casello di Genova Aeroporto.
Ore 10,50: viabilità tornata regolare nella zona del nodo di San Benigno in direzione varchi.
Ore 10: corteo in atto passando per via Albareto e via Siffredi, in direzione piazza Savio.
Ore 9,50: oltre alle chiusure di Cornigliano, traffico in tilt in diverse zone della città. A Sestri Ponente si registrano code in via Siffredi, via Camera, via Arrivabene. In Valpolcevera code specialmente in via Borzoli e via Ferri. A Sampierdarena code in lungomare Canepa e in direzione valichi portuali.
Ore 9,30: sull’A7 si registrano 8 km di coda tra Busalla e Genova, sull’A12 sono 5 i km di coda tra Nervi e Genova Ovest, e sull’A10 ormai si superano gli 11 km di coda in direzione Genova. Anche la A26 ne risente, con 1 km di coda tra Masone e l’allacciamento con l’A10, sempre in direzione Genova.
Ore 8,40: disagi anche sulla sopraelevata a causa del traffico congestionato e anche di una moto in avaria, poi rimossa poco dopo le 9.
Ore 8: sulla A10, tra Pra’ e l’allacciamento con l’A7, si è formata una coda di 8 km. Congestionate anche le altre autostrade: sulla A12 ci sono 2 km di coda tra Genova Est e l’allacciamento con l’A12, e sull’A7 si registrano 4 km di coda tra Sestri Levante e Genova. Tutte le code sono ovviamente in direzione capoluogo.
Per le lunghe percorrenze verso Milano o Livorno, Aspi consiglia di percorrere la A26 Genova-Gravellona Toce.
Ore 7: in autostrada è segnalata coda in A10 tra Pegli e il bivio con l’A7, in direzione Genova, e in entrambe le direzioni al casello di Genova Aeroporto. Coda anche sull’A7 in direzione Genova, e sull’A12 tra Genova Est e il bivio con l’A7, sempre verso il capoluogo.
Ore 6: a Cornigliano rimangono chiuse al transito piazza Savio (pre-filtro rotonda Albareto), la strada Guido Rossa e via Cornigliano in entrambe le direzioni di marcia.
I sindacati: “Grazie a cittadini e associazioni per il sostegno” – “Si è conclusa la prima giornata di lotta a difesa della nostra fabbrica contro il vergognoso piano di chiusura del governo, lotta alla quale hanno partecipato centinaia di lavoratori – è il commento di oggi delle Rsu di Adi e Ilva -. Oltre ai numerosi cittadini di Cornigliano che ci hanno espresso convinta vicinanza e che colgono l’importanza della nostra battaglia, vogliamo vivamente ringraziare l’associazione Sole Luna per i pasti distribuiti, Music For Peace e Croce Bianca di Cornigliano per le attrezzature forniteci, i circoli operai per tutto quello che ci hanno portato per sostenerci”. La mobilitazione oggi prosegue: “A difesa della nostra fabbrica e di 1.200 famiglie e per il futuro industriale di questa città”.
“Anche oggi lo sciopero ha coinvolto centinaia di lavoratori – spiega Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria -. L’ex Ilva merita rispetto e ancora una volta Genova ha dato una risposta forte a livello nazionale. Serve immediatamente un passo indietro del governo dopo la presentazione di un piano scellerato che non offre una prospettiva occupazionale e lascia soltanto perplessità, preoccupazioni e assoluta mancanza di chiarezza: si è generato unicamente caos dopo mesi in cui c’erano state presentate situazioni diverse, che riguardavano il rilancio del gruppo siderurgico più grande d’Europa, con investimenti per la decarbonizzazione e sulle linee a freddo. Se lo stabilimento di Cornigliano dovesse fermarsi anche solo qualche mese ci sarebbe solo una sentenza: la chiusura per sempre. Sono impianti che pagano oggi una mancanza di manutenzione che dura da anni, e adesso devono andare avanti gli investimenti”.
Le motivazioni dello sciopero – Lo sciopero – che a partire da ieri mattina ha visto corteo e un blocco stradale che ha causato disagi in tutta la città e non solo – è stato proclamato quando i sindacati, dopo ore di confronto, hanno annunciato la rottura con il governo e lo stop delle trattative sul futuro di Acciaierie d’Italia. Secondo quanto dichiarato dagli esponenti nazionali di Fim, Fiom e Uilm il piano prevede 6mila lavoratori in cassa integrazione entro gennaio (circa 1.500 in più rispetto a oggi), ricostruzione però smentita da Palazzo Chigi. Si parla, poi, anche di una possibile chiusura dello storico stabilimento genovese.
Operai su silo ‘Auspichiamo risposte da incontro Todde-Giogetti’
Gelo e pioggia incessante.
Gli operai di Eurallumina hanno passato così la terza notte sul silo dello stabilimento di Portovesme a 40 metri di altezza, dove si sono asserragliati da lunedì per chiedere lo sblocco della vertenza e in particolare una soluzione immediata degli asset finanziari della proprietà UC Rusal, in stand by a causa delle sanzioni Ue. Ieri c’è stata la riunione del Comitato di sorveglianza finanziario del Mef ma non sono arrivate notizie da Roma, dove oggi, nel pomeriggio, la governatrice sarda, Alessandra Todde, incontrerà il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, per discutere della vertenza entrate in vista della Finanziaria regionale da 10 miliardi. “Attendiamo risposte da Roma, anche se c’è un po’ di apprensione perché ci aspettavamo notizie in tempi più celeri – dice all’ANSA Enrico Pulisci della Rsa di Eurallumina – Ora auspichiamo che oggi possa arrivare una qualche notizia dall’incontro Todde-Giorgetti.
Certo, da ieri il meteo non ci aiuta: è pesante stare quassù tra la pioggia e il gelo che dovrebbe acuirsi nelle prossime ore. Resistiamo in attesa di una soluzione“
Come accaduto nelle ultime due edizioni, anche per la Coppa del Mondo del 2026 l’Italia dovrà passare dagli spareggi per accedere alla rassegna iridata.
Come per il 2018 e il 2022, l’Italia dovrà passare dagli spareggi per cercare la qualificazione ai Mondiali 2026, sperando che il risultato sia, però, diametralmente opposto, rispetto al recente passato per gli uomini di Gennaro Gattuso.
Si è tenuto oggi il sorteggio che ha coinvolto 16 selezioni europee che si dovranno contendere i quattro posti in palio nel tabellone principale della rassegna iridata che si terrà la prossima estate fra Stati Uniti, Canada e Messico. Gli Azzurri hanno scoperto la prima (e la potenziale seconda) avversaria che troveranno nella propria strada verso la qualificazione ai Mondiali 2026.
Sorteggio playoff Mondiali – Il format: Come detto sono 16 le nazionali che dovranno partecipare ai playoff europei per qualificarsi ai Mondiali: le 12 seconde dei gironi (fra cui c’è anche l’Italia) più le quattro migliori piazzate nell’ultima Nations League a non aver finito le qualificazioni nei primi due posti del proprio girone.
Le squadre sono state divise in quattro fasce al momento del sorteggio (le 12 seconde classificate saranno posizionate sulla base del ranking FIFA, mentre le quattro emergenti dalla Nations League saranno in quarta fascia), che è andato a formare quattro mini-tornei fatti di due semifinali e una finale ciascuno: chi vincerà la finale strapperà il pass per gli USA.
In particolare, per ogni mini-torneo il format sarà il seguente:
semifinale 1: squadra di fascia 1 vs squadra di fascia 4;
semifinale 2: squadra di fascia 2 vs squadra di fascia 3;
finale: vincente semifinale 1 vs vincente semifinale 2.
Per quanto riguarda la sede, le squadre teste di serie(quindi quelle di fascia 1 e 2) sono state sorteggiate per disputare in casa la semifinale dei playoff (l’Italia giocherà quindi tra le mura amiche il proprio match). Per quanto riguarda la finale, invece, sarà effettuato in anticipo un sorteggio per determinare quale vincitrice di semifinale giocherà in casa.
Sorteggio playoff Mondiali – La procedura – L’estrazione è iniziata con la Fascia 1 e si è conclusa con la Fascia 4. I quattro percorsi dei playoff sono formati come segue:
Fascia 1: le quattro squadre con il miglior coefficiente vengono assegnate alle semifinali 1, 3, 5 e 7 nell’ordine in cui vengono estratte.
Fascia 2: le quattro squadre teste di serie vengono sorteggiate per il primo posto disponibile nelle semifinali 2, 4, 6 e 8.
Fascia 3: le quattro squadre non teste di serie vengono sorteggiate per il primo posto disponibile nelle semifinali 2, 4, 6 e 8.
Fascia 4: le quattro squadre derivanti dalla Nations League non teste di serie vengono sorteggiate per il primo posto disponibile nelle semifinali 1, 3, 5 e 7.
Le vincitrici delle quattro finali dei playoff si qualificano alla Coppa del Mondo 2026 completando così il quadro delle 16 partecipanti europee.
Sorteggio playoff Mondiali – Il calendario : Il sorteggio per i playoff andrà in scena nella giornata di oggi, giovedì 20 novembre, a Zurigo, a partire dalle ore 13.00. Per quanto riguarda invece la disputa delle sfide, la FIFA nei giorni scorsi ha reso noto: «Le semifinali si disputano giovedì 26 marzo e le finali martedì 31 marzo 2026. Si applicheranno gli orari di calcio d’inizio standard UEFA: 20:45 CET o 18:00 CET», ha concluso.
Sorteggio playoff Mondiali – Gli accoppiamenti: Per ognuno dei quattro percorsi, sono indicate le due semifinali. Le vincenti si sfideranno in finale e quattro squadre voleranno al Mondiale:
PERCORSO A(finale in casa della vincente di Galles-Bosnia)
Italia – Irlanda del Nord
Galles – Bosnia
PERCORSO B (finale in casa della vincente di Ucraina-Svezia)
Ucraina – Svezia
Polonia – Albania
PERCORSO C (finale in casa della vincente di Slovacchia-Kosovo)
Turchia – Romania
Slovacchia – Kosovo
PERCORSO D (finale in casa della vincente di Repubblica Ceca-Irlanda)
Danimarca – Macedonia del Nord
Repubblica Ceca – Irlanda
20 novembre 2025
Sorteggio Mondiali oggi: le possibili avversarie dell’Italia ai playoff, le date e le fasce
Gli azzurri, che hanno chiuso il girone di qualificazione al secondo posto, dovranno passare dagli spareggi per cercare il pass per la prossima edizione della coppa del mondo
Foto LaPresse
Èa strada che porta ai Mondiali 2026, per l’Italia, passerà dai playoff. Gli azzurri, che hanno chiuso al secondo posto il girone di qualificazione alle spalle della Norvegia, saranno costretti per la terza volta consecutiva a disputare gli spareggi per accedere alla coppa del mondo: negativi i due precedenti, con la nostra nazionale eliminata prima dalla Svezia e poi dalla Macedonia del Nord. Alle 13 di oggi, a Zurigo, il sorteggio, con gli uomini di Gattuso che conosceranno i loro avversari per le sfide di marzo.
Il regolamento – Ai playoff per i Mondiali prenderanno parte sedici nazionali: le dodici seconde classificate nei gironi di qualificazione e quattro ripescate dalla Nations League. Le squadre saranno suddivise in quattro percorsi che prevedono semifinale e finale in gara secca. Per le semifinali il sorteggio abbinerà le squadre della prima fascia con quelle della quarta e quella della seconda con le nazionali della terza (le squadre di prima e seconda fascia giocheranno il match in casa; a stabilire la sede della finale, invece, sarà il sorteggio). Le semifinali si giocheranno il prossimo 26 marzo, le finali il 31 marzo.
Le possibili avversarie dell’Italia – L’Italia, in base al ranking Fifa, sarà inserita in prima fascia insieme a Danimarca, Turchia e Ucraina ed in semifinale affronterà una nazionale di quarta fascia, ovvero una tra Svezia, Irlanda del Nord, Romania e Macedonia del Nord.Nell’eventuale finale, poi, l’incrocio con una nazionale di seconda (Polonia, Galles, Repubblica Ceca e Slovacchia) o terza fascia (Albania, Irlanda, Bosnia-Erzegovina e Kosovo).
Le fasce del sorteggio
Prima fascia: Italia, Danimarca, Turchia, Ucraina
Seconda fascia: Polonia, Galles, Repubblica Ceca, Slovacchia
Terza fascia: Albania, Irlanda, Bosnia-Erzegovina, Kosovo
Quarta fascia: Svezia, Irlanda del Nord, Romania, Macedonia del Nord
L’incidente lunedì sera intorno alle 22,30, circolazione bloccata tra Cascina Gobba e Cernusco sul Naviglio
Lunedì sera, intorno alle 20,30, un tratto di binario sulla linea M2 ha ceduto e si è rotto, tra le fermate di Cascina Gobba e Cernusco sul Naviglio. Immediatamente, grazie alle segnalazioni dei sistemi di controllo, il treno che di lì a poco sarebbe passato nel punto incidentato è stato fermato dal macchinista e la circolazione dei treni della metropolitana M2 è stata interrotta in entrambe le direzioni fino alle dieci di sera, per consentire il necessario intervento tecnico sulla linea.
Atm fa sapere che il binario è stato prontamente sostituito dai tecnici nella tranche incidentata, e che la sicurezza dei passeggeri è stata garantita dai diversi sistemi di controllo. Durante il periodo di fermo nella tratta interrotta fra Cascina Gobba e Cernusco sul Naviglio sono stati messi a disposizione dei bus sostitutivi. Poi la circolazione è ripresa regolarmente.
Luigi De Siervo, a.d. della Lega Serie A, avverte: otteniamo meno soldi di quanti ne spendiamo. La crisi dei diritti tv minaccia la sostenibilità dei campionati nazionali
Luigi De Siervo, a.d. della Lega Serie A
Tutti sanno che il mondo del calcio italiano vive quasi esclusivamente grazie ai diritti tv della Serie A, con Dazn e Sky che si sono impegnati a versare 900 milioni di euro complessivi annui (700 Dazn, 200 Sky) per cinque anni fino al 2029. Un miracolo, gli va riconosciuto, compiuto da Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, in un momento nel quale gli scricchiolii di tutta l’impalcatura già cominciavano a sentirsi.
L’allarme di De Siervo sui campionati nazionali – E se è lo stesso De Siervo,nel corso del Social football summitdi Torino, a lanciare l’allarme sui campionati nazionali, allora diciamo che c’è da preoccuparsi: «Rischiamo di diventare le prequalifiche della Formula 1 o dei grandi tornei di tennis. Il prodotto che si sta sviluppando sempre di più è il prodotto premium di Fifa e Uefa. È la Champions League ad aver reso meno popolare il nostro campionato all’estero. Pensate all’Inghilterra: la fantomatica Premier League ha dovuto mettere sul mercato il 35% delle gare in più, e il costo di ciascuna partita è diminuito del 21%. La crisiperciò riguarda tutti i campionati, non solo la Serie A. Quello che può fare la Lega Serie A è cercare di sensibilizzare Fifa e Uefa per bloccare questo fenomeno, altrimenti rischiamo di distruggere il tessuto di queste squadre».
Gap e rischio tsunami dietro l’angolo – La Serie A ha certamente un gapda colmare su altri campionati, «ma dobbiamo avere chiaro», dice De Siervo, «che questa distanza di valore nel tempo crea parte sinistra e destra della classifica, e si rischia anche di avere partite che finiscono tanto a poco. La Francia è stata la prima lega investita da questo tsunami, noi siamo i prossimi, abbiamo un sistema che ci tutela poco nei diritti televisivi. Nel momento in cui perdi controllo, non puoi riprenderlo. Riusciamo a rimanere un riferimento per il pubblico solo mantenendo un livello alto».
Il caso francese: Ligue 1 – Eccolo qui il passaggio cruciale: il sistema Dazn, in Francia, è crollato. E nel giro di pochi anni laLigue 1 è passata dall’incassare un miliardo di euro all’anno in diritti tv, ai 400 milioni di euro assicurati da Dazn fino al termine del campionato 2024-2025, ai quattro spicci attuali, con Dazn uscita dal contratto e con il canale della lega francese, Ligue 1+, che finora ha raggiunto un milione di abbonamenti a 14,99 euro al mese, il che significa 180 milioni di euro in un anno.
La prossima tessera del domino – Dopo la caduta della Francia, il prossimo campionato a rischio, secondo De Siervo, è l’Italia. Dove, appunto, la gran parte dei diritti tv è assicurata ai club di Serie A proprio da Dazn, il cui modello di business, ai più, non è ancora chiaro, visto che da anni chiude con bilanci in rosso per miliardi di dollari.
La mediocrità che traina l’indebitamento – «La trasformazione della Champions Leagueè avvenuta quando si è posto sul tavolo il tema della Superlega: ha strappato quel sistema precedente», prosegue De Siervo, «e ha creato un modello che comunque portava guadagni alle squadre più importanti. Oggi in Italia non ci sono più i presidenti di una volta che con un assegno coprivano le perdite. Oggi ci sono strutture (i fondi di investimento americani, ndr) che cercano di avere un punto di equilibrio. Otteniamo meno soldi dai diritti televisivi di quanti ne vengano spesi per calciatorie procuratori, e tutto ciò porta tutto il nostro calcio ad alzare l’indebitamento anno dopo anno. Facciamo fatica a programmarci, ci mancano le risorse per gli investimenti. Se non riusciamo a garantire risorse con continuità, non saremo in grado di programmare il nostro futuro. La mediocrità latente tocca anche la nazionale: i soldi che mancano vengono tolti allo sviluppo delle strutture e del vivaio. Oggi è più conveniente comprare un giocatore talentuoso che formarlo».
Gli abbonamenti alla piattaforma di streaming sportiva in Belgio non decollano, mettendo a rischio gli accordi con la Pro League
Nel dicembre 2024 Dazn si aggiudicava i diritti audiovisivi del campionato di calcio del Belgio, impegnandosi a versare alla Pro League una cifra di 84 milioni di euro all’anno per il quinquennio di stagioni dal 2025 al 2030. Un importo ben inferiore ai 103 milioni annui del triennio 2021-2024.
Dazn
A dimostrazione che il periodo di vacche grasse era finito, e che i club di calcio europeo devono trovare fonti di ricavi differenti rispetto ai diritti tv che li hanno tenuti in piedi in questi ultimi 20 anni.
Dalla Francia al Belgio, la storia si ripete – La campagna belga di abbonamenti a Dazn per la stagione 2025-26, tuttavia, è rimasta molto al di sotto delle attese (25 euro al mese con l’impegno di restare abbonati almeno 12 mesi). E adesso in Belgio si è aperta una grana grossa, che somiglia molto a quella che poi in Francia, la scorsa stagione, ha portato alla uscita di Dazn dal contratto. Infatti, calcolatrice alla mano, Dazn si è resa conto di non essere in grado di onorare gli impegni presi col calcio belga. Ha provato a coinvolgere nella partita anche i gruppi di telecomunicazioni Proximuse Telenet. Ma al momento nessuna intesa è stata trovata per condividere gli oneri.
Al momento è tutto invariato – Per ora, quindi, il campionato belga continua a essere trasmesso su Dazn. Ma la stessa Pro League chiede che venga coinvolta qualche altra piattaforma per aumentare la visibilitàdi una manifestazione che tende a scomparire se distribuita solo da Dazn.
I vertici di Dazn, nei giorni scorsi, hanno fatto sapere alla Pro League belga che vogliono rinegoziare i termini del contratto. E intendono farlo con una certa urgenza.
La situazione nella Penisola – Insomma, una bella gatta da pelare. E dopo Francia e Belgio, qualcuno inizia a temere che anche in Italia, dove Dazn si è impegnata a versare 700 milioni di euro all’anno ai club di Serie A per il quinquennio 2024-2029, si possano aprire spiragli simili di crisi. D’altronde la piattaforma sport in streaming a pagamento, secondo stime di mercato, continua a perdere circa 100 milioni di euro all’anno sulla Penisola e gli abbonamenti rimangono fermi a quota 1,8 milioni, con ricavi che non crescono.