Suzzara – Terremoto 2012


Mantova, il campanile di Suzzara

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Il distacco della cupola (Foto Pnt)

Salvata la cupola della chiesa di Suzzara

VIDEO: http://youtu.be/8Tu023KZkUg

http://video.repubblica.it/dossier/terremoto-emilia-20-maggio/suzzara-smontato-e-coperto-il-campanile-lesionato/99795/98173

 La cupola era stata aggiunta nel 1500, costruita con materiale incongruo rispetto al resto della torre.

Con un’operazione chiururgica a 40 metri d’altezza, i vigili del fuoco hanno salvato la cupola della chiesa dell’Immacolata di Suzzara. Un intervento mai tentato prima. La cupola, del peso di 27 tonnellate, non perso un frammento.

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SUZZARA, SALVATO IL CAMPANILE DELL’IMMACOLATA.

«Grazie a persone estremamente preparate siamo riusciti a portare a termine un’impresa senza precedenti» è del comandante della squadra Saf di Varese la frase che riassume una giornata che Suzzara non dimenticherà facilmente. L’operazione di distacco della cupola del campanile della chiesa Immacolata di piazza Garibaldi è stata un grande successo. Ci sono voluti quattro giorni di preparazione, un lavoro di cesello minuzioso, culminato nell’intervento della gigantesca gru della ditta “Vernazza” arrivata da Genova e sei vigili del fuoco varesotti che hanno lavorato sotto il sole cocente a 37 metri d’altezza più due a terra che hanno coordinato per scongiurare il pericolo che la cupola si rompesse: quello che in città nessuno voleva . In circa 20 minuti le 27 tonnellate di cupola con il suo pennacchio in marmo sono state definitivamente staccate dai pilastri in mattoni fasciati e portata a terra tra gli applausi dei cittadini che da via Baracca a piazza Garibaldi, da ieri mattina sono rimasti con il naso all’insù per seguire le varie fasi del complicato intervento.

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Con la cupola a terra, vigili del fuoco, gruisti, il sindaco Wainer Melli, l’assessore al patrimonio e Protezione civile Giulio Davoglio con i funzionari dell’ufficio tecnico Marco Bianchi e Ilaria Biancheria hanno posato per una foto ricordo. La cupola non sarà più rimontata. Al suo posto verrà posata una piattaforma in cemento. Il pezzo di campanile resterà a futura memoria del terremoto 2012 di Suzzara. Il parroco Egidio Faglioni ha già annunciato che la cupola, trasformata in monumento, verrà posizionata in un’ area a ricordo dell’evento.

Una giornata intensa ma decisiva. Alle imbracature della cupola e alla fasciatura dei 16 pilastri che la sorreggevano, nel pomeriggio di ieri sono state fissate travi in legno a croce sulle otto finestre ed è stato messo in sicurezza il pinnacolo in marmo con la croce. A complicare la situazione c’è stato anche il vento che ha rallentato il sollevamento della cupola. Alle 19.32 la gru ha iniziato a tirare le corde: piccoli tocchi di leva che hanno portato al definitivo di stacco con la caduta di piccoli pezzi di pietra e un po’ di calcinaccio. Niente se si considera che in caso di insuccesso la cupola poteva cadere al suolo o danneggiare il tetto della chiesa. Tutto è filato liscio fino alle 20.52 quando la cupola è stata adagiata sul terrapieno in via Largo don Lino Borselli, sul fianco della chiesa (mauro pinotti)

GUARDA LE FOTO

IL DALAI LAMA DONA ALTRI 50MILA DOLLARI.

“Non è giusto venire a mani vuote in un posto colpito da questo disastro. Per questo motivo donerò altri 50.000 dollari a queste popolazioni”. Lo ha detto il Dalai Lama al campo Friuli, dove ha anche ricevuto un’anziana sfollata, costretta a muoversi con una stampella. Già al momento dell’annuncio della visita a Mirandola, lo staff del Dalai Lama aveva reso nota una prima donazione di 50.000 dollari alla Croce Rossa dell’Emilia-Romagna per le operazioni di soccorso.

“Dovete essere determinati, solo questo vi aiuterà a costruire una nuova casa e a tornare a guardare al futuro”. E’ l’esortazione del Dalai Lama alla folla che lo ha accolto nella sua visita a Mirandola. “Ho visto case e industrie distrutte arrivando qui. E’ un disastro. Ho pregato per voi da quando ho saputo del terremoto e mi trovavo a Udine _ ha detto rivolgendosi agli sfollati del campo Friuli _ Appena ho avuto l’occasione sono venuto qui. Vedendo questa distruzione ho provato profondo dispiacere. In passato ho visitato altri posti dove ci sono stati disastri naturali e ho sempre convinto le persone a pensare al futuro”.

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Continassagate “Scandalo” Catastale tra il comune di Torino e Juventus


Continassagate, “scandalo” catastale tra comune di Torino e Juventus

Post di Stefano Maria Meconi data: novembre – 15 – 2012

Torino – La rete, si sa, è un veicolo straordinario per le rivoluzioni e per informare quando i mezzi di informazione non assolvono al compito suddetto. Da qualche giorno, stanno progressivamente aumentando su Twitter gli utenti che parlano del cosiddetto #continassagate, e che vedrebbe coinvolti l’amministrazione comunale di Torino e la società sportiva Juventus.

La Continassa, per i poco informati – o per i non torinesi – è l’area adiacente al nuovissimo Juventus Stadium, con la quale la squadra torinese ha aperto una sorta di restaurazione, in termini fiscali e di risultati sul campo, e che la società sportiva, che condivide i vertici con la Fiat, ha deciso di sottoporre a grandi lavori per la creazione di attività commerciali parallele a quelle sportive nello Stadium.

Nulla di male, se non fosse che la Continassa è di proprietà demaniale, e che con una delibera in consiglio comunale votata a larghissima maggioranza (24 favorevoli, 7 contrari, 8 astenuti), sia stata ceduta in gestione alla F.C. Juventus per la somma, non ancora definitiva e chiarita da ambo le parti coinvolte, di 20 milioni di euro. Venti milioni per un terreno che l’esponente in consiglio del Movimento 5 Stelle ha quantificato in 350.000 metri quadrati, mentre fonti vicine alla Juventus affermano essere la metà, 180.000 metri quadrati.
La polemica sorge allorché il prezzo che la società sportiva verserà alle casse torinesi, secondo i dati riportati dal consigliere Vittorio Bertola, sembra decisamente sproporzionato: 0,57 euro per metro quadrato all’anno, per una gestione che durerà 99 anni, e che di fatto vincolerà vita natural durante la Continassa ai progetti, sportivi e commerciali – campi di allenamento, appartamenti, cinema, negozi e quant’altro – della Juventus.

Le solite fonti vicine ai neo-campioni d’Italia fanno sapere che il terreno ceduto dal comune sarà invece di 180.000 metri quadrati, al prezzo non definitivo di 10,2 milioni di euro – si prevede una nuova perizia nel giro di qualche settimana, dopo un ennesimo voto consiliare che non ha mancato di scatenare ulteriori polemiche – e quindi con un rapporto metro quadrato/anno di 0,60 euro, non dissimile dalle stime portate in discussione da Bertola.

Il #continassagate, che non ha mancato di scatenare anche la reazione scandalizzata dell’opinionista Oscar Giannino, rischia di divenire un boomerang per la Juventus, che già, almeno in quanto a certe decisioni arbitrali vagamente discutibili, non gode di una buona fama nel pubblico, e per Piero Fassino, attuale sindaco della prima capitale d’Italia, che potrebbe forse aspirare a incarichi governativi se la coalizione di centro-sinistra si imponesse nelle politiche della primavera 2013.

Stefano Maria Meconi

Rovignesi al Borgo Antico – YouTube


Calcio Scommesse: Abete attacca Conte………..


Il presidente della Figc torna a parlare dopo lo sfogo juventino nella giornata di giovedì e conferma per i prossimi quattro anni: “Comunque non c’è nessun accanimento contro Conte”

“Le parole pronunciate ieri dal presidente Petrucci sono altamente condivisibili. Tutto si può migliorare, ma bisogna conoscere i fondamentali delle regole. Se non si conosce quello di cui si parla, si corre il rischio di dire cose che non stanno né in cielo, né in terra”. Senza mai citare gli sfoghi di Agnelli e Conte, il presidente della Figc, Giancarlo Abete, nel corso della consueta conferenza stampa di inizio stagione, che ha chiuso il raduno congiunto degli arbitri della Can A e Can B in programma da giovedì scorso presso il centro tecnico di Coverciano, torna cosi’ sulle parole pronunciate ieri dal presidente del Coni Gianni Petrucci a commento delle sentenze legate alla vicenda scommessopoli.

“Il 28 novembre 2011, quindi non tanto tempo fa, è stata insediata una commissione del Coni e che ha assunto una serie di decisioni per la ristrutturazione della giustizia sportiva – aggiunge – Quando si e’ protagonisti in negativo o coinvolti in situazioni di giustizia, ognuno riscopre la giustizia a suo uso e consumo. Il quadro normativo è invece certo, aggiornato, e quindi non va messo in discussione. Non esiste una giustizia del calcio ma una giustizia dello sport italiano. La fiducia della Figc su tale giustizia ed i giudici che prendono le decisioni, è massima”.

“Forse dovremmo aspettare ancora che venga emessa la sentenza di rito abbreviato di secondo grado del processo di Napoli? Se la giustizia sportiva dovesse rimanere a valle, dal 2006 a oggi saremmo ancora fermi nella situazione in cui eravamo, sarebbe stata una situazione kafkiana – continua Abete – La giustizia sportiva svolge un ruolo diverso e ogni modifica deve essere approvata dal Coni. La fiducia della Figc negli organi di giustizia sportiva è massima, il codice di giustizia sportiva sancisce che i giudici operano in indipendenza, autonomia, terzietà e riservatezza e vanno rispettati. Tutti possono criticare le decisioni purché riconoscano le funzioni della giustizia in quanto tale e la sua autonomia nei confronti dei soggetti politici. Chi accomuna queste due dimensioni, non capisce la separazione fra poteri che è garanzia di democrazia, non ci può essere confusione di ruoli, non ci appartiene. Assistiamo a tentativi di alimentare tensioni che non accettiamo”. Abete ha poi annunciato che riproporrà per il prossimo quadriennio Stefano Palazzi, Sergio Artico e Gerardo Mastrandrea rispettivamente alla guida della Procura federale, della Disciplinare e della Corte di Giustizia disciplinare.

“Non c’è stato nessun accanimento nei confronti di Antonio Conte che è stato giudicato da un organo di giustizia sportiva e che deve mostrare rispetto”. Lo ha detto il presidente della Figc, Giancarlo Abete, a margine del raduno degli arbitri a Coverciano, a proposito delle dichiarazioni dell’allenatore della Juventus il giorno dopo la conferma dei 10 mesi di squalifica della Corte di Giustizia Federale. “E’ comprensibile – ha aggiunto il presidente della Figc – che ci sia una sofferenza in relazione a una situazione comunque traumatica, ma questa non deve prevalere sul rispetto degli organi di giustizia sportiva che sono chiamati a un compito improbo che e’ quello di dare dei giudizi e che hanno qualità professionale idonea per farlo. La critica è più che legittima purché avvenga nel rispetto della funzione della giustizia sportiva e senza pensare che ci possa essere un accanimento che non ha motivo di esserci per nessun tesserato”.

Italpress – 24/08/12 13:30

Inedito De André


26 Aprile 2012 da Repubblica.it

I “Notturni”, inedito De André l’opera che Faber non scrisse mai

Pubblicati per la prima volta in un libro gli appunti per un album a cui il cantautore stava lavorando pochi mesi prima che morisse. Una sorta di requiem per la fine del secolo musicato da quattro autori

ROMA – Era il buio l’ultima visione di Fabrizio De André, erano gli oscuri bagliori della decadenza del secolo morente ad affascinarlo, e il suo nuovo disco avrebbe dovuto intitolarsi Notturni, un progetto di cui è rimasto poco o nulla, idee e appunti sparsi, tracce di un grande e ambizioso sogno artistico. E sarebbe riduttivo pensare che l’idea fosse dovuta solo al presagio della sua fine, all’incombenza della morte. Un Requiem, forse, un’esplorazione profonda e lacerante delle forme della notte, per descrivere un mondo in cui il buio della ragione cominciava a prendere il sopravvento sui lumi della civiltà.
Era nota l’intenzione e a confortarla c’erano testimonianze e alcuni brevi frammenti ritrovati tra i suoi fogli. Ma ora un paio di documenti inediti gettano nuova luce sul progetto. Li riporta Riccardo Bertoncelli in una nuova edizione ampliata del suo libro Belin, sei sicuro?. Il primo, il più illuminante è un foglio di appunti che appartiene a Oliviero Malaspina, il cantautore che negli ultimi tempi della vita di De André era spesso al suo fianco. L’ha scritto insieme a Faber, ragionando appunto su questa nuova visione, e riporta alcune delle idee sulle quali De André si stava arrovellando negli ultimi mesi della sua vita. Nel foglio appare una sorta di scaletta che indica la probabile scansione dell’opera. “Punto uno: Storia di Paolino Cannone”, nome ovviamente inventato ma riferito a un amico sardo scomparso, a cui forse sarebbe stata dedicata una parte del progetto, che in un altro  documento viene defibito così:

 

“Vita, miracoli, morte e ascensione di Paolino Cannone, Munchausen di Gallura, Paolino del Cannonau”. “Punto due: la cecità del potere”, e su questo punto De André indicava due riferimenti letterari, Camus e Celine. “Punto tre: morte per morte, il nichilismo e la sua spiritualità, l’uomo vocato alle estreme conseguenze del male”. “Punto quattro: Notturno come fenomeno fisico e atmosferico” e molto verosimilmente il riferimento, come indicato più in basso nel documento, sarebbe stato al De Rerum Natura di Lucrezio.
E c’è anche un ulteriore capitolo, un quinto punto intitolato semplicemente “Notturno d’amore”, seguito da un punto interrogativo. Forse un’ipotesi di riserva, visto che a quanto si sapeva Notturni doveva essere un’opera con quattro capitoli, quattro diversi pezzi musicali commissionati a diversi musicisti, ovvero Mauro Pagani, Piero Milesi, Mark Harris e probabilmente Luciano Berio. Di fronte alla diversità di questi autori lo stesso De André ebbe a dire che il problema non c’era: “perché la mia voce incolla tutto”, come spiegò a Milesi, dopo avergli consigliato di leggersi “La palude definitiva” di Giorgio Manganelli perché forse il suo pezzo avrebbe dovuto ispirarsi proprio a quel libro.
Il documento continua con altri riferimenti letterari da prendere in considerazione: la Bibbia, poi Lobo, riferito allo scrittore portoghese Antonio “Lobo” Antunes e soprattutto un nome, Cutolo, proprio lui il boss Raffaele Cutolo a cui De André aveva non troppo velatamente dedicato la sua celebre canzone Don Raffaè e col quale aveva poi avuto un scambio epistolare al punto che dal carcere Cutolo gli aveva inviato alcune sue poesie. Racconta Malaspina nel libro di Bertoncelli che lui e De André avevano isolato una frase di Cutolo sulla giustizia che forse sarebbe stata provocatoriamente posta come epigrafe dell’opera.
Da Mark Harris arriva un’altra sorpresa. Il progetto sembrava nebuloso, ancora troppo embrionale per prendere una forma definita, eppure lui ha ritrovato tra i suoi fogli una pianificazione del lavoro che aveva sottoposto a De André. Farebbe pensare che tutto sommato l’idea fosse più avanzata di quanto ritenuto fino a questo momento. Per quanto riguarda i testi c’è poco. Solo alcuni frammenti in possesso della Fondazione governata da Dori Ghezzi. Uno di questi lo trovammo all’Università di Siena, dove sono conservati tutti i documenti e dove è in corso da anni un attento lavoro di catalogazione. Era sul retro di un libro e diceva: “Notturno delle raganelle, notturno del vento, un intero raggio di sole (la raganella disidradata sul vetro inaridì/evaporò/bevve il sangue verde) Il falco gira, e gli attribuiscono infamie, e arriva l’acqua, come sempre in ritardo”. Una pallida eco di un progetto che avrebbe come di consueto segnato un punto fondamentale della storia della musica popolare italiana e più in generale della nostra cultura.
Mauro Pagani gli aveva chiesto se volesse una musica solare, positiva o qualcosa di negativo, di cupo. Fabrizio rispose: “Cupo? Altro che cupo, deve essere il Requiem di questo secolo”. In realtà l’11 gennaio del 1999 si spense la vita di De André lasciandoci un vuoto che niente e nessuno potrà mai colmare.

Muamba, infarto in campo: la disperazione in campo e sugli spalti.


Muamba

18.03.2012 14:18 di Daniele Mari  Fonte: FCINTER1908.IT
 
Tutto il mondo del calcio si è stretto intorno a Fabrice Muamba, lo sfortunato centrocampista del Bolton che ieri ha accusato un arresto cardiaco in campo durante il match contro il Tottenham.
Video : http://youtu.be/P_5uxCB6vvs
In questo video si vedono le prime immagini di Muamba accasciato al suolo e poi la disperazione tra gli altri giocatori e sugli spalti, anche perché la tv inglese già da tempo ha deciso per scelta di non mostrare o indugiare su immagini shock.

Quel striscione su Pessotto……………….


07 marzo 2012                       da Repubblica.it

Quel vergognoso striscione su Pessotto: uno stadio da chiudere. Ma non lo faranno
Pessotto

Penso che il calcio italiano si stia ormai trasformando in una fogna a cielo aperto. In appena tre giorni siamo passati dagli insulti razzisti a Juan e Diakité nel derby di Roma a un immondo e vergognoso striscione a Bologna, contro Gianluca Pessotto. Mi chiedo che cosa passi nella mente di delinquenti che si permettono di esporre uno striscione di tal fatta: “Pessotto simulatore, si è buttato o era rigore”. Per fortuna gli spettatori che stavano vicino – mi informano – si sono adoperati per farlo rimuovere subito. In ogni caso un atto del genere, come molti altri del resto, non è assolutamente tollerabile. Se solo una giustizia esistesse – ma quella sportiva è morta e sepolta, visto come si è codardamente comportata dopo i buu razzisti di domenica – colpirebbe in maniera spietata una società che ha permesso che si mostrasse al mondo una vergogna del genere. Non solo chiuderei la curva, ma chiuderei lo stadio per almeno una giornata. Affinché tutti prendano finalmente coscienza di quanto avviene dentro gli stadi, ormai una vera e propria palestra d’odio. Ma ovviamente la pilatesca giustizia sportiva di una Federcalcio  che non si prende mai la responsabilità di nulla (e di una Lega di serie A capace solo di parlare di soldi e mai di queste cose ben più importanti), non lo farà.

I grandi Misteri – 1961 Juventus – Inter


I grandimisteri

 Campionato 1960/61: per protestare contro la CAF che invece del 2-0 a tavolino volle far riptere il match Juventus Inter, Moratti ed Herrera fecero scendere in campo la squadra Primavera. Debutto di Sandro Mazzola, ultima partita di Boniperti

PROLOGO Juve-Inter è il derby d’Italia. La suggestiva etichetta risale agli Anni ’30, quando a simboleggiare le nostre vicende calcistiche erano soprattutto la Juventus e l’Inter (che il regime fascista aveva ribattezzato Ambrosiana), nonostante le quattro incursioni del Bologna in cima alla classifica finale. Uno scudetto per l’Inter nella prima edizione della serie A a girone unico, poi il leggendario quinquennio juventino e altri due successi nerazzurri nel ’38 e nel ’40.
Considerata la madre di tutte le partite, quella tra Juve e Inter sarebbe rimasta tale per sempre. Avversarie per la prima volta il 14 novembre 1909 a Torino (vittoria bianconera per 2-0 con doppietta di Ernesto Borel), Juve e Inter (veleni di calciopoli a parte…) hanno scritto pagine memorabili nel lungo romanzo del pallone. Scrutando nel passato di una rivalità che si rinnoverà sabato sera a Torino, c’è posto anche per una sfida che alla storia del calcio è stata consegnata soprattutto per le vistose proporzioni del punteggio (9-1) e per le roventi polemiche che la scortarono e la seguirono.

IL FATTO È il campionato 1960-61, quello nel quale il presidente Angelo Moratti ha messo l’Inter nelle mani di Helenio Herrera, un pittoresco (e costoso) allenatore argentino prelevato in Spagna, interrompendo una sconcertante girandola di tecnici sulla panchina nerazzurra. L’avvio dell’ Inter targata Herrera è stato devastante. Cinque gol a Bergamo, sei a Udine, cinque al Vicenza. Anche il derby d’Italia sorride ai nerazzurri, che a San Siro si sbarazzano della Juve per 3-1 e un mese più tardi conquistano lo scudetto d’inverno, precedendo di quattro punti i bianconeri. A introdurre la sfida di ritorno c’è però una sorprendente flessione dell’Inter, che tra marzo e aprile inciampa in quattro sconfitte consecutive, scivolando a quattro lunghezze dalla Juve. Per i nerazzurri quella di domenica 16 aprile 1961 a Torino è l’occasione per tentare di riavvicinarsi ai rivali. Il Comunale è stracolmo, al punto che le tribune non bastano a contenere tutti gli spettatori, molti dei quali sciamano ai bordi del campo, sistemandosi sulla pista di atletica (e un paio, pare, addirittura sulla panchina di Herrera).
«La gente stava a pochi metri di distanza – ricorda Aristide Guarneri, stopper dell’Inter di allora – ma un pericolo vero e proprio non c’era». Chi la pensa diversamente è l’arbitro genovese Gambarotta, che al 31′ decide di interrompere il gioco, dopo che l’interista Morbello aveva colpito un palo. Il regolamento è abbastanza chiaro. In casi del genere, la vittoria va attribuita alla squadra ospite. Supportata da precedenti simili, dieci giorni più tardi la Lega assegna il 2-0 all’Inter, che torna a intravvedere lo scudetto. Ma il 3 giugno, alla vigilia della domenica conclusiva del campionato, la Caf accoglie il reclamo della Juve e decide che la partita va rigiocata, suggellando in pratica lo scudetto numero 12 dei bianconeri. Proteste, sospetti e accuse si rovesciano sull’ente d’appello, alimentati soprattutto dalla doppia carica di Umberto Agnelli, che è presidente della Juve ma anche della Federcalcio.
Secondo Guarneri il match poteva continuare
LA DECISIONE DI MORATTI «Il verdetto della Caf, che ci faceva scivolare a due punti dalla Juve, lo apprendemmo a Catania – riferisce ancora Guarneri – dove andammo in campo col morale sotto i tacchetti e perdemmo per 2-0. Ci sentivamo presi in giro». Il più infuriato è il presidente Angelo Moratti, che dopo essersi consultato con Herrera adotta una decisione clamorosa: nella ripetizione della partita, il 10 giugno, l’Inter per protesta lascerà a casa i titolari e schiererà la squadra De Martino, come all’epoca si chiamava la Primavera, età limite dei giocatori 19 anni. Tra i ragazzi della De Martino nerazzurra c’è anche Sandro Mazzola, classe ’42, che della rivoluzionaria scelta di Moratti viene a conoscenza il martedì precedente la partita-bis. «Ce la comunicò Meazza, il nostro allenatore». Emozione, ansia e gioia si mescolano tra i giovani interisti, nessuno dei quali ha mai messo piede in serie A.
«Per me – ricorda Mazzola – si aggiunse un problema. Il sabato avrei dovuto sostenere tre esami per completare il quarto anno di ragioneria. A casa mi dissero che lo studio prevaleva sul calcio e che a Torino non ci sarei andato. Supplicai e piansi invano. Per fortuna il preside si commosse e acconsentì a farmi sostenere gli esami di prima mattina. Un’auto della società mi aspettava davanti alla scuola per portarmi a Torino, dove arrivai giusto in tempo per giocare». Guidata dal tandem Gren-Parola, la Juve schiera quasi tutti i suoi campioni. Ci sono Mattrel e Sarti, Cervato e Colombo, Mora e Nicolè, Charles e Sivori, Stacchini e il trentatreenne Boniperti, che indossa un’insolita maglia numero 4 e che al termine della partita consegnerà le sue scarpette al massaggiatore, dicendo: «Tienele tu, Crova, a me non servono più. Oggi col calcio ho chiuso».
SIVORI SCATENATO Se l’ultima apparizione di Boniperti coincide con la prima di Mazzola, inevitabilmente in campo non c’è partita. Nove gol della Juve, sei dei quali firmati da Sivori, e uno dell’ Inter, autore Mazzola su rigore. «All’inizio eravamo un po’ imbarazzati – chiarisce Boniperti – e non avremmo voluto infierire. Ma Sivori inseguiva il Pallone d’oro, che poi avrebbe conquistato, e ci teneva a segnare il più possibile». Degli undici sbarbatelli schierati da Meazza, Mazzola sarà l’ unico a diventare un campione, mentre il portiere Annibale e l’attaccante Guglielmoni avrano una carriera appena discreta. «Quel sabato a Torino – sottolinea Mazzola – il marcatore di Sivori era Morosi, che sognava di ripresentarsi al suo paese dopo aver bloccato il fuoriclasse argentino. Invece Sivori segnò sei volte e Morosi, disperato, mi confessò che per lui sarebbe stato difficile tornare a casa». Il campionato 1960-61 va in archivio con la Juve campione a quota 49. Il Milan è staccato di quattro punti e l’Inter di cinque. Per i nerazzurri il giorno della rivincita arriverà dopo poco più di quattro mesi dopo il 22 ottobre 1961, allorché vinceranno per 4-2 sul campo della Juve, che concluderà il campionato al dodicesimo posto, il peggior piazzamento della sua storia, nonostante ci siano ancora Charles, Sivori, Mora e Nicolè. «Ma non c’ero più io» azzarda Boniperti, chissà quanto scherzosamente…
IL TABELLINO TORINO, 10 GIUGNO 1961 JUVENTUS INTER 9-1 Juventus: Mattrel; Emoli, Sarti; Boniperti, Cervato, Colombo; Mora, Charles, Nicolè, Sivori, Stacchini. Inter: Annibale; Riefolo, Tacchini; Morosi, Masotto, Dalmaso; Manini, A. Mazzola, Fusari, Guglielmoni, Ghelli. Reti: 11′ Sivori, 12′ Sivori, 17′ Sivori, 52′ aut. Riefolo, 54′ Sivori, 64′ Nicolè, 67′ Sivori, 78′ Mazzola (IN) rig., 79′ Mora, 90′ Sivori rig.
Nessuna pietà da parte di Sivori che fece sei reti e portò a casa il Pallone d’Oro

Naufragio Costa Concordia


http://video.repubblica.it/edizione/firenze/la-capitaneria-in-molti-si-sono-buttati-in-mare/85710/84099 Il diario di quella notte alla Capitaneria  /   leggi    "Guardava la Concordia affondare" /    ordinanza

http://video.repubblica.it/dossier/naufragio-giglio-costa-concordia/ex-speaker-della-costa-sulla-concordia-scarsa-sicurezza/86035/84424

Calcioscommesse


19 dicembre 2011 da Repubblica.it

Calcioscommesse, l’arresto di Cristiano Doni

L’operazione, coordinata dalla procura di Cremona, costituisce la seconda tranche dell’inchiesta “Last bet” che a giugno scorso ha portato in carcere 16 persone tra cui l’ex giocatore della Nazionale, Beppe Signori. Sotto inchiesta anche tre partite di serie A. La procura sportiva già al lavoro. Su ogni partita investiti 1,5 milioni di euro. Nel video, le immagini dell’arresto dell’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, che avrebbe tentato la fuga….

Video:

http://video.repubblica.it/dossier/calcioscommesse-2011/calcioscommesse-l-arresto-di-cristiano-doni/84104/82494

Juve scudetto 2006 TNAS “…………………..


16 novembre 2011
Fonte: http://sport.repubblica.it/news/sport/dettaglio/4068269?ref=fblc
 

Roma, 22:47 CALCIO, SCUDETTO 2006; TNAS:

CONTROVERSIA NON E’ MATERIA ARBITRABILE La richiesta della Juventus di revoca dello scudetto 2006 assegnato all’Inter dopo i fatti di Calciopoli non è “materia arbitrabile”. E comunque la vertenza deve rimanere nell’ambito della giustizia sportiva. Lo scrivono, nelle 22 pagine del dispositivo, gli arbitri del collegio del Tnas che ha dichiarato la propria incompetenza circa la controversia tra il club bianconero e Inter-Figc. “Si tratta di materia che il collegio ritiene non arbitrabile, proprio perchè attinente alla titolarità di poteri e alla competenza del singolo organo ad esercitarla, dunque a posizioni indisponibili in relazione alla loro natura”, si legge nel testo del lodo.

Micheal Fox rifà “Johnny B.Goode”


14 novembre 2011 >Corriere della Sera > Spettacoli > Michael J.Fox imbraccia la chitarrae rifà «Johnny B.Goode» 26 anni dopo – Di Elmar Burchia

Michael J.Fox imbraccia la chitarra
e rifà «Johnny B.Goode» 26 anni dopo

L’esibizione dell’attore protagonista di «Ritorno al futuro» alla serata di beneficenza della sua Fondazione dedicata alle cure contro il Parkinson 

http://video.corriere.it/michael-j-fox-suona-johnny-b-goode-come-ritorno-futuro/2fdc0402-0ea7-11e1-98bb-351bac11bfea

MILANO – Sono trascorsi ventisei anni dall’indimenticabile primo capitolo del film cult Ritorno al Futuro. Durante l’annuale serata di beneficenza della Michael J. Fox Foundation la più grande fondazione non profit al mondo interamente dedicata alla ricerca di una cura, l’attore hollywoodiano – oggi cinquantenne – ha preso nuovamente in mano la famosa chitarra rossa, la Gibson 1963 ES-345TD, e si è cimentato nel memorabile assolo.

JOHNNY B. GOODE – Chi non ricorda Marty McFly alla festa da ballo del liceo nel 1955 mentre esegue Johnny B. Goode (brano di Chuck Berry del 1958) travolgendo letteralmente il pubblico in sala? Ebbene, il piccolo grande attore di origine canadese, che rivelò al mondo di avere il Parkinson nel ’98 (sette anni dopo la diagnosi) ha rifatto ora la stessa scena sul palco del Waldorf-Astoria di New York in occasione dell’evento per la raccolta di fondi della sua fondazione. La serata, intitolata «A Funny Thing Happened on the Way to Cure Parkinson’s», ha visto la partecipazione di amici e star dello showbiz. Ma a catturare i presenti è stata la favolosa performance di Michael J. In realtà nella pellicola del 1985 l’attore aveva solo fatto finta di suonare quel pezzo (era tutta opera dei musicisti dietro alle sue spalle e della post-produzione). Tuttavia, negli anni Fox ha imparato ad eseguire la canzone nonostante la grave malattia. Infatti, già nel 2008 ad un evento simile si era esibito con lo stesso brano assieme ai mitici The Who. Il cinquantenne, che attualmente recita ancora in qualche serie tv impersonando se stesso, continua ad impressionare il mondo con la sua abilità e la sua determinazione.

Mentre l’Italia affonda………


Mentre l’Italia affonda economicamente ed è sommersa dall’acqua in varie città e Regioni,   Genova con 7 morti – Qualche settimana fa le 5 Terre – oggi  Napoli  1 morto e il Piemonte con allerta per il Pò  i nostri politici non fanno altro che preoccuparsi a farsi la guerra sui numeri dei parlamentari a favore o contro  non ho letto o sentito nessun commento  sull’accaduto tranne da parte di Napolitano.

Nei giorni precedenti con  già prevvisto il rishio alluvione il Nostro Pressidente del Consiglio nel corso del G20 a detto: L’attacco ai nostri titoli è “una moda passeggera, in Italia i ristoranti sono pieni e la vita che si fa è quella di un paese benestante”.

Io mi chiedo come fa un paese “BENESTANTE”  avere nel 2011 problemi di gravi alluvioni causa il dissesto idrologico del paese? causato da incuria  vedi Napoli? 

Nubifragio a Genova, 7 morti


Venerdì 4 novembre 2011 – Fonte: Repubblica.it

Nubifragio a Genova, 7 morti
tra le vittime anche due bimbi

Da mezzanotte alle 13 sono piovuti sulla città 300 millimetri d’acqua, pari a un terzo della quantità che cade mediamente in un anno. Esondati i torrenti Fereggiano, Bisagno e Sturla. La protezione civile consiglia di ripararsi ai piani alti dei palazzi. Ancora diversi dispersi e il bilancio dei morti è provvisorio.

Nubifragio a Genova, 7 morti tra le vittime anche due bimbi

GENOVA – Genova è allagata, invasa da acqua e fango, in ginocchio. Il torrente Fereggiano ne ha uccisi sette. Una ragazza di 19 anni schiacciata dalle auto travolte dall’acqua, una mamma con le sue due figlie, annegati in uno scantinato allagato in zona Marassi. Poi altri tre adulti. Oltre al Fereggiano, sono usciti dagli argini anche i torrenti Bisagno e Sturla, nelle zone di San Fruttuoso e Sturla.

http://video.corriere.it/fiume-dentro-genova/442c4df0-06f4-11e1-b2db-bf661a45e1f2

http://video.corriere.it/genova-uomo-trascinato-acqua/0bfdb03a-0709-11e1-b2db-bf661a45e1f2

Tragedia Simoncelli, incidente choc in Malesia


24 ottobre 2011 Fonte: Repubblica.it

Tragedia Simoncelli
incidente choc in Malesia

Secondo giro, SuperSic scivola senza conseguenze ma viene colpito in testa dalla moto di Edwards e Valentino che lo seguono. Schianto tremendo, perde il casco e rimane immobile in pista. Mistero sulle sue condizioni per una lunga ora. Poi l’annuncio ufficiale: il pilota è deceduto per traumi “alla testa, al collo e al torace”

 La salma domani in Italia, giovedì i funerali. Il “dottore” smentisce le voci di un suo ritiro. E scoppia il caso sicurezza

Tragedia Simoncelli  incidente choc in Malesia
SEPANG – Fermo, in mezzo alla pista. Simoncelli è stato appena colpito dalla moto di Edwards e di Rossi, perde il casco che rotola via come una palla. Sono queste le immagini choc del secondo giro del Gp della Malesia che gettano nello sconforto.Poi una lunga, infinita, tremenda attesa, lunga 50 minuti, senza notizie ufficiali, senza nulla. Fra la disperazione di parenti, amici e colleghi nei box. Poi arriva la conferma: Simoncelli, il 24enne amico di tutti non c’è più. Nessuno osava dirlo ma lo pensavano tutti perché chi conosce le gare sa che quando non ci sono notizie è sempre un brutto segno. Solo dopo mezz’ora infatti un medico è uscito dalla clinica dicendo che SuperSic è arrivato in arresto cardiovascocircolatorio. E che “stanno lavorando”, e che “il pilota ha il segno di una gomma sul collo”. Così quello che tutti immaginavano fin da subito, purtroppo, inizia a diventare realtà.

La Fiom riempie piazza del Popolo Landini:


21 ottobre 2011 Fonte: Repubblica.it

La Fiom riempie piazza del Popolo Landini:

“Cambiamo il governo e questo Paese”

Video 1 : http://youtu.be/5FWmIfiNkLg

Video 2:

 http://youtu.be/P-UyM-G0gYY

Video 3 : http://youtu.be/urtEObvFzg4

Video 4 : http://youtu.be/_1bjlORy2gg

Il corteo.A essere presidiata non era solo la piazza ma anche tutta l’area limitrofa: la paura di ripetere le scene di sabato scorso era alta. Anche se l’aria che si respirava alla manifestazione sindacale era completamente differente: età media molto più alta e una imponente e ben rodata struttura organizzativa alle spalle. Lo hanno capito anche gli agenti, e infatti il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha fatto cominciare la giornata con uno strappo alla regola che è passato senza problemi: ovvero il mini-corteo operaio da villa Borghese a piazza del Popolo. Le disposizioni di Alemanno in realtà lo vietavano. Ma con la scusa di raggiungere tutti insieme la piazza da viale Washington, dove erano arrivati i pullman da ogni parte d’Italia, la marcia c’è stata. “In piazza del Popolo dobbiamo pur arrivarci, non possiamo mica volare 2“, è stata la battuta Landini. Il sindaco di Roma ha fatto buon viso a cattivo gioco e a distanza ha commentato: “Devo dire che l’ordinanza in vigore è stata rispettata. Ringrazio la Fiom per la disponibilità”.
Le adesioni. A sfilare c’erano i lavoratori di tutte le principali realtà industriali del paese: Fiat, Magneti-Marelli, Alfa Romeo, Irisbus, Fincantieri e anche quelli della Ferrari. I quali hanno invitato nientemeno che Fernando Alonso a scioperare con loro: “Siamo da tre anni senza contratto aziendale. E siccome lui appoggia gli indignados spagnoli, può stare anche con noi”, spiegava uno di loro. Il tema caldo è ovviamente legato al Lingotto: la richiesta è di esprimere con chiarezza quali siano i suoi impegni nei riguardi del Paese e, in particolare, di consegnare il piano industriale di Fabbrica Italia. Secondo Fiat, lo sciopero di otto ore proclamato dalla Fiom negli stabilimento del gruppo è stata dell’11%. I dati del sindacato invece parlano di un 50% di media, con punte del 70% alla Iveco di Torino.

Del Piero, stadio, Finanza, I giorni neri della Juve


21 ottobre 2011 Fonte: Repubblica.it

Del Piero, stadio, Finanza, I giorni neri della Juve

 
Tre casi scoppiati all’improvviso agitano un’atmosfera più che serena fino a pochi giorni fa in casa bianconera: l’annuncio del presidente Agnelli dell’addio di Alex a fine stagione e le polemiche che ne sono seguite, l’inchiesta della procura sull’agibilità del nuovo impianto (in arrivo una nuova perizia e altri indagati) e l’ispezione in sede su mandato della Consob.
 
IL CASO DEL PIERO: “AGNELLI MI HA RICORDATO IN ANTICIPO LA SCADENZA” – La sorprendente reazione a catena di avvenimenti destabilizzanti è cominciata alle 10.30 di martedì scorso, con il dibattutissimo annuncio urbi et orbi del presidente Agnelli: “Del Piero, grazie e addio”. Un vento gelato ad agitare la bandiera della Juve che aveva sì concordato che questa sarebbe stata la sua ultima stagione, però, chissà, forse… Un inutile pre pensionamento, a detta di molti. Un modo per distogliere l’attenzione dal bilancio rosso-record, secondo altri. Un’uscita dai modi e dai tempi sbagliati, forse per sedare sul nascere eventuali progetti di Champions del giocatore, con probabilissime richieste di prolungare di un altro anno l’accordo con il capitano di lungo corso. Che, ieri, ha interrotto il silenzio assordante dei giorni scorsi per rispondere al messaggero di “Striscia la Notizia” Valerio Staffelli: “Diciamo che il presidente mi ha ricordato in anticipo la scadenza del mio contratto…”, il commento attapirato di Alex. Quel “in anticipo” dice tutto sull’anacronismo (voluto?) dell’intervento presidenziale
IL CASO STADIO: NUOVA CONSULENZA TECNICA E NUOVI POSSIBILI INDAGATI – Quanto allo Stadium, dopo lo shock iniziale, tutto sembra esente da pericoli immediati, con una vasta copertura di assicurazioni ufficiali: “Nel confermare il regolare svolgimento delle partite programmate, la Juventus ribadisce la propria certezza sull’assoluta sicurezza strutturale dello stadio”. Ma ciò non toglie che, dopo l’inchiesta avviata dalla Procura – con un’ipotesi di reato da far tremare i polsi: “pericolo di crollo colposo” -, gli spettatori domani sera rischino di portare più attenzione agli eventualissimi scricchiolii dell’impianto che non a quelli, sempre eventualissimi, della squadra di Conte. Oltre a confermare che il materiale impiegato nella costruzione del nuovo impianto è a norma – scrupolosamente analizzato, testato e certificato Ce -, la Juve ribadisce di essere casomai parte lesa, ringrazia il Prefetto e il Sindaco “per l’efficace e tempestiva collaborazione” e attende gli sviluppi di una vicenda che sembra soltanto alle battute iniziali. Oggi, infatti, è stata disposta una consulenza tecnica dalla Procura di Torino per vagliare una serie di aspetti legati all’agibilità dello Stadium. Se ne occuperà una squadra di esperti, alcuni dei quali scelti all’interno del Politecnico della città. Il problema riguarda l’acciaio usato per i pennoni e altre sovrastrutture; gli inquirenti stanno vagliando anche la condotta dei fornitori e di tutte le aziende che a vario titolo si sono occupate del materiale. Alle perquisizioni di ieri sono seguite le prime identificazioni delle persone potenzialmente interessate, il preludio a nuove iscrizioni nel registro degli indagati.

IL CASO CONSOB: L’ISPEZIONE PROSEGUE – Nel giovedì (bianco)nero, dopo il passaggio dei Carabinieri, la sede Juve è stata teatro anche teatro di un’ispezione della Guardia di Finanza che, su incarico della Consob, ha acquisito documenti finanziari relativi a bilanci, delibere e aumenti di capitale. Tutto dovrebbe essere ricondotto alla richiesta di chiarimenti da parte dell’organo che tutela gli investitori (la Juve è quotata in Borsa) sulla procedura di ricapitalizzazione da 120 milioni, con particolare attenzione all’azzeramento del capitale. Opzione, quest’ultima, scartata dalla Juve proprio su imbeccata della stessa Consob, che ha consigliato al club di diluire le quote degli azionisti che non avrebbero sottoscritto l’aumento di capitale (tra gli azionisti anche le finanziarie del colonnello Gheddafi). I funzionari delle Fiamme Gialle si sono stabiliti in un ufficio della sede bianconera di corso Galileo Ferraris, dove per circa una settimana passeranno al setaccio ogni carta. Il tutto con la collaborazione della stessa Juventus. Che, comunque, non può che sentirsi sotto assedio.

Sicurezza sul lavoro


17 ottobre 2011 Fonte: Repubblica.it

Sicurezza sul lavoro
La Ue mette in mora l’Italia

Con una lunga e dettagliata lettera Bruxelles segnala l’apertura di un procedimento contro il nostro Paese

L’Italia non rispetta le direttive europee in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Con una lunga e dettagliata lettera di “messa in mora”, recapitata il 30 settembre scorso al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la Commissione europea ha aperto un procedimento di infrazione contro l’Italia. Facendo a pezzi, in sei punti, il Testo Unico sulla sicurezza, proprio nella parte riformata dal decreto Sacconi il 3 agosto 2009. Si scopre così che la tanto contestata norma “salva manager”, quella che deresponsabilizza i datori di lavoro nel caso di incidente e che il ministro del Welfare Maurizio Sacconi disse pubblicamente  –  sull’onda dei processi Thyssen e Eternit – di aver stralciato, è in vigore. Mimetizzata dentro una complessa ragnatela di articoli e commi, ma ancora lì nel Testo Unico.

Tutto nasce dalla petizione di un operaio metalmeccanico di Firenze,  Marco Bazzoni. A novembre del 2009, a titolo individuale  e senza organizzazioni alle spalle, ha scritto alla Commissione europea, convinto che il decreto Sacconi appena approvato violasse alcune disposizioni dell’Ue. La Commissione ha dichiarato ricevibile la petizione a marzo del 2010. Poi i tecnici che si occupano di affari sociali e lavoro per mesi hanno passato al setaccio il Testo Unico, parlando anche con i funzionari del ministero del Welfare. A settembre di quest’anno, è stata decisa “la costituzione in mora” contro l’Italia <Per ritrovare la “salvamanager” bisogna fare le acrobazie da un articolo all’altro del nuovo Testo Unico. Il presupposto di partenza è che i datori di lavoro e i dirigenti possono delegare e subdelegare specifiche funzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro (art. 18), mantenendo comunque l’obbligo di vigilare sul delegato. Obbligo che si considera pienamente assolto (art. 16 comma 3) in caso di adozione e ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo. Eccolo il passaggio che ha insospettito la Commissione. A valutare se i dirigenti abbiano correttamente vigilato e siano da ritenere non penalmente responsabili in caso di incidente, a valutare cioè se il modello di verifica e controllo sull’operato dei delegati alla sicurezza sia stato efficace, non è un soggetto terzo come l’Ispettorato del Lavoro, e nemmeno un giudice in sede di accertamento penale, com’è stato fino a prima della riforma. E’ un organismo paritetico (art 51), costituito proprio da associazioni di datori di lavoro, quindi con un obiettività di giudizio quantomeno limitata. Una “salvamanager” più complicata e leggermente depotenziata rispetto a quella inserita nella bozza del decreto Sacconi, che aveva efficacia retroattiva applicandosi ai processi in corso, ma comunque considerata un escamotage dalla Commissione a vantaggio dei capi delle aziende. E non è l’unico profilo di irregolarità ravvisato nel Testo Unico.

La normativa italiana sarebbe in contrasto con la direttiva europea  –  si legge nella lettera di messa in mora  –  anche per l’obbligo di disporre di una valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro per i datori che occupano fino a 10 dipendenti e per la proroga dei termini impartiti per la redazione del documento di valutazione dei rischi per le nuove imprese o per modifiche sostanziali apportate ad imprese esistenti. Il Testo Unico (art 28) concede infatti al datore di lavoro ben 90 giorni dall’inizio dell’attività per elaborare il documento sulla valutazione del rischio. Troppi, secondo la Commissione.

Le altre quattro contestazioni riguardano l’obbligo di valutazione del rischio di stress legato al lavoro, l’applicazione della normativa su sicurezza e salute per le cooperative sociali e le organizzazioni di volontariato della protezione civile, le disposizioni di prevenzione incendi per gli alberghi con oltre 15 posti letto, esistenti in data aprile 1994. Adesso il governo italiano ha due mesi di tempo per trasmettere alla Commissione le proprie osservazioni. Dopodiché, in caso di chiarimenti non sufficienti, avrà un po’ di tempo (si parla di altri due mesi) per modificare il Testo Unico ed evitare il ricorso per inadempimento alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con relative possibili e onerose sanzioni.

Ennesime morti sul lavaro…….


14 ottobre 2011 Fonte Corriere della Sera

Lavoro tragico : Ieri due morti

Due morti ieri in altrettante tragedie sul lavoro in Lombardia. Il ribaltamento del rullo schiacciasassi che stava moanovrando è costato la vota a un operaio che ieri mattina stava lavorando a Montano Lucino, in un cantiere stradale.Si tratta di A.G. S., di 42 anni, dipendente della ditta Ronzoni.

Un morto anche a Orzivecchi, nella bassa bresciana: A.D., 35 anni, è stato risucchiato dal cardano del trattore che stava sistemendo.

Commento: questa notizia è stata pubblicata dal Corriere della Sera a pag 13 della cronaca di Milano, oramai le “morti bianche”, A parte qualche caso ecclatante non fanno più notizia.

Censimento on line, grande flop Sito bloccato e proteste in rete


09 ottobre 2011 Fonte: l’Unità

Censimento on line, grande flop Sito bloccato e proteste in rete

«Complimenti vivissimi! Dopo avere sbandierato l’obbligo di compilare il censimento, possibilmente il 9/10 e preferibilmente on-line, da bravo cittadino mi sono seduto stamani davanti al computer per compilare on-line, il questionario e, dopo un’ora di tentativi di connettermi al sito e aprire il modulo, è comparso un messaggio, chissà perchè in inglese visto che siamo in Italia, che mi dice che il servizio di compilazione on-line al momento non è disponibile». Lo scrive in una nota all’Ansa l’ex consigliere comunale di Bologna Nicolò Rocco di Torrepadula.

In effetti altri tentativi di altre persone hanno avuto lo stesso esito: «Ho provato allora – prosegue Rocco – a chiamare il numero verde 800.069.701 per avere assistenza ma, dopo essere riuscito a trovare la linea libera, cosa tutt’altro che facile, una sbrodolata di parole, 95% inutili, mi ha detto semplicemente che nessun operatore era al momento disponibile e di richiamare più tardi o mandare una mail a: infocens2011 istat.it, cosa che sto facendo. Se la buona riuscita di questo censimento si vede da questo inizio, che definirei tragicomico, auguri per il prosieguo! Già il censimento in sè è una rottura di scatole e una perdita notevole di tempo, in più si aggiungono tutte queste difficoltà: siete sicuri di avere adottato le giuste procedure?? Il pastore sardo che vive in un nuraghe del Sulcis o un contadino dei monti della Sila o un nonnetto di 96 anni dell’Alto Adige come pensate che possano riuscire in questa impresa? Auguri !! Un cittadino molto, molto, inca….to». (ANSA). COM-MR 09-OTT-11 12:24 NNN

Auto sotto il pullman del Torino Due morti, illesi i giocatori


10 ottobre 2011 Fonte: L’Unità

Auto sotto il pullman del Torino Due morti, illesi i giocatori

Rientro tragico ieri sera per il Torino Calcio, capolista in serie B. Alla barriera di Santena, a due passi ormai dal capoluogo piemontese, il pullman dei granata è stato coinvolto in un tamponamento a catena, che è costato la vita a due giovani, mentre un terzo si trova in condizioni molto critiche al Cto del capoluogo piemontese.

 Nessun ferito tra giocatori e componenti della società, che aveva appena archiviato la quinta vittoria consecutiva fuori casa, segnando un piccolo record. Lo shock è stato forte (e la memoria corre al ricordo del Grande Torino che fu falciato dalla tragedia di Superga).

Secondo le prime ricostruzioni il pullman del Torino Calcio si trovava in prossimità del Telepass, , quando un camion ha tamponato una Bmw che è andata ad incastrarsi sotto il motore del pullman prendendo fuoco. A domare le fiamme e a chiamare i soccorsi sono stati proprio i granata, mentre il conducente del camion, che più tardi sarebbe risultato rubato, si è dato alla fuga.

Sulla Bmw viaggiavano tre ragazzi di 24, 35 e 31 anni, che stavano rientrando da una gita al mare. Dalla macchina, ridotta ad un ammasso di ferraglia è stato estratto vivo solo il più giovane dei tre, che ora versa in condizioni critiche.

Montecarlo, a Zanetti premio alla carriera: “Per i suoi record da leggenda mondiale…”


11 ottobre 2011 Fonte: fcinter1908

Montecarlo, a Zanetti premio alla carriera: “Per i suoi record da leggenda mondiale…”

Era il favorito per il Golden Foot. Alla fine lo ha vinto Giggs, ma il capitano dell’Inter Javier Zanetti ha ricevuto un premio alla carriera e ha potuto lasciare le sue impronte sulla ‘Champions Promenade’ di Montecarlo

Un onore per l’argentino che ha avuto la possibilità di avere una ‘mattonella’ accanto a quella di campioni come l’interista Facchetti: “È un’emozione grandissima vedere il calco di tutti questi grandi campioni del calcio. Sono emozionato a pensare che le mie impronte saranno accanto a quelle di tanti grandi campioni e di Giacinto su tutti. Sono felicissimo, orgoglioso e certamente verrò presto a Montecarlo in vacanza con la mia famiglia per far vedere ai miei figli che qui ci sono anche le impronte del loro papà. La mia è stata una carriera incredibile, non avrei mai pensato che dal Banfield sarei arrivato fino all’Inter e soprattutto che sarei riuscito a battere tutti questi importanti record che sto raggiungendo e a ricevere un riconoscimento importante come quello di questa sera”, ha dichiarato il capitano sul palco della cerimonia.

La motivazione del premio consegnato a Zanetti è questa: “Le vittorie conseguite sul campo, il raggiungimento delle mille gare da professionista, il record di presenze di tutti i tempi con la maglia dell’Inter e l’ormai proverbiale fair-play che ne fanno una leggenda vivente del calcio mondiale”. 

Massimo Moratti: Per Giacinto……


10 ottobre 2011 Fonte: Sito ufficiale Internazionale     http://www.inter.it

Foto e ricordi : mostra su Anna Frank


10 ottobre 2011 Fonte: Corriere della sera

Allestita fino al 22 ottobre in Provincia. Podestà: l’antisemitismo va sdradicato

Foto e ricordi: mostra su Anna Frank

 

Fotografie, riproduzioni di documenti. Sopratuttto: citazioni che sono tratte dallo stesso diario. Il diario di Anna Frank, la cui storia è raccontata nella mostra ospitata a Palazzo Isimbardi, sede della Provincia che ha promosso l’evento. Lo ha fatto in collaborazione con il Consolato generale dei Paesi Bassidi Milano e con la Anna Frank House di Amsterdam, in Olanda.

“L’antisemitismo”, dice il presidente della Provincia Guido Podestà, “èuna malabestia che continua a risorgere e che invece va definitivamente sradicato dall’umanità con il fondamentale contributo dei giovani”.

  All’inaugurazione della mostra c’erano anche Win Kok, presidente della Fondazione Anna Frank, già ministro delle Finanze  e premier, e Nico Kamp, console onorario del Regno dei Paesi Bassi a Firenze; i genitori di Kamp vennero deportati ad Auschwitz sullo stesso treno della famiglia Frank.

La rassegna,che come informa la Provincia ha ingresso libero ed è aperta fino al 22 ottobre, ripercorre la vita di Anna Frank vuole introdurre a una “rilettura della Shoah inquadrata in un’ottica biografica” grazie al supporto, per l’appunto, di un ricco apparato iconografico, riproduzione  documentarie  e citazioni tratte dal dierio personale della ragazza. L’allestimento, che è suddiviso in modo cronologico, scandisce i momenti che dall’evento del nazismo portano fino alla dopoguerra. La rassegna fotografica si sviluppa intorno a 34 pannelli in polipropilene  a colori (dimensioni di 100 cem. per 200) con testo italiano-inglese e riproduzione fotografiche.

 Dove
» Milano – Palazzo Isimbardi
via Vivaio , 1
20122 Milano  (MI)
Contatti
prenotazioni
telefono: 800 883311
Orari
orario: 09.00>13.00 14.00>18.00; 9 ott aperto
chiuso il: sab dom

prenotazione obbligatoria: si
ingresso: libero con prenotazione

Informazioni Aggiuntive:
La mostra è suddivisa in cinque periodi ordinati cronologicamente – evidenziati anche graficamente da diversi colori di fondo dei pannelli – che consentono l’approfondimento di altrettante tematiche:
– 1929-1933: i primi quattro anni di vita di Anne, l’ascesa del Partito Nazionalsocialista in Germania. Temi: il nazionalismo e la ricerca del capro espiatorio;
– 1933-1939: la fuga in Olanda della famiglia Frank. L’espulsione degli ebrei dalla Germania e la loro persecuzione. Tema: la “pulizia etnica”;
– 1939-1942: l’inizio della persecuzione degli ebrei. Tema: il coraggio civile;
– 1942-1945: il periodo di clandestinità dei Frank nell’alloggio segreto, il diario di Anne e la deportazione. Tema: la Shoah;
dal 1945 a oggi: le reazioni alla pubblicazione del diario e la società del dopoguerra
 

 

 

 

Inter: inaugurazione impianto sportivo in Abruzzo


08 ottobre 2011 Fonte: fcinter1908 

Impianto sportivo a Fossa grazie alla generosità dei tifosi dell’Inter

S’inaugura oggi a Fossa, in provincia dell’Aquila, un nuovo impianto sportivo realizzato grazie all’aiuto dei cuori nerazzurri. L’iniziativa del Coordinamento Inter Club Abruzzo ha permesso di raccogliere una cifra sufficiente alla realizzazione di un campo in erba sintetica per il comune sconvolto, come l’intera regione, dal catostrofico sisma del 2009.

In queste ore la presidentessa degli Inter Club Bedy Moratti, insieme a Mario Corso, sono presenti all’inaugurazione. Una bella iniziativa a favore di una terra che ha bisogno di ricominciare. Anche dallo sport.

Esposto presentato contro la Juve


07 ottobre 2011

Fonte: FCINTER1908.IT

di SALVATORE FECCHIO

Salve Direttore,

Il giorno 11/09 ho inviato questo esposto via fax:

Spett.le FIGC FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO Via Gregorio Allegri n. 14 00198 Roma –

PRESIDENZA – DIREZIONE GENERALE – SEGRETERIA FEDERALE – PROCURA FEDERALE – UFFICIO LEGALE Spett.le CONI COMITATO OLIMPICO NAZIONALE ITALIANO Largo Lauro de Bosis n. 15 00135 Roma –

PRESIDENZA – SEGRETARIO GENERALE – GARANTE DEL CODICE DI COMPORTAMENTO SPORTIVO – ALTA CORTE DI GIUSTIZIA SPORTIVA – TRIBUNALE NAZIONALE DI ARBITRATO PER LO SPORT

Oggetto: ESPOSTO contro – JUVENTUS Football Club S.p.A. Corso Galileo Ferraris, 32 10128 Torino – Andrea Agnelli – Presidente FC JUVENTUS – Antonio Conte – Allenatore FC JUVENTUS

 Con la presente per portarVi a conoscenza dei comportamenti tenuti dai soggetti elencati in oggetto nella recente serata di inaugurazione (08/09/2011) dello stadio di proprietà della JUVENTUS Football Club S.p.A e nella giornata odierna (09/09/2011): La JUVENTUS Football Club S.p.A. Corso Galileo Ferraris, 32 10128 Torino durante la serata si attribuisce due titoli sportivi (per la precisione gli Scudetti del 2004/2005 e 2005/2006) NON assegnati ad essa dalla FIGC. Questo è accaduto: attraverso esplicite immagini proiettate; attraverso le dichiarazioni del suo Presidente sig. Andrea Agnelli (più volte confermate); attraverso le parole del suo allenatore Antonio Conte (tesserato FIGC); attraverso degli stemmi raffiguranti gli Scudetti 20004/5 e 2005/6 affissi all’interno dello stadio stesso di fronte agli spogliatoi della squadra ospite. Tale comportamento si perpetua all’interno del Sito Ufficiale della JUVENTUS Football Club S.p.A. (www.juventus.com) dove vengono esplicitamente riportati nell’elenco degli scudetti vinti il numero 29 (includendo i due indebitamente auto-assegnatasi). – Tale comportamento si ritiene ledere le NORME DI COMPORTAMENTO della FIGC e precisamente degli articoli: Art.1 – Doveri e obblighi generali – Le società, i dirigenti, i tecnici e… sono tenuti all’osservanza delle norme e degli atti federali (non osservato, per la precisione, l’atto federale con il quale si è proceduto, con forme diverse, alla NON ASSEGNAZIONE degli scudetti 2004/5 2005/6 della FIGC alla JUVENTUS Football Club S.p.A.) e devono comportarsi secondo i principi di lealtà e correttezza (AUTOASSEGNARSI dei titoli sportivi NON E’ LEALE NE’ CORRETTO!!!). Art. 5 – Dichiarazioni lesive – Dichiarando, a più riprese, di essere il titolare degli scudetti 2004/5 e 2005/6 lede gravemente il prestigio della FIGC, che in realtà tale titoli non gli ha assegnato, e lede i diritti degli altri club iscritti ai campionati 2004/5 2005/6. Art. 12 – Prevenzione di fatti violenti – 5) Le società sono responsabili delle dichiarazioni e dei comportamenti dei propri dirigenti, tesserati, soci e.. che in qualunque modo possano contribuire a determinare fatti di violenza o ne costituiscano apologia. I comportamenti prima descritti non creano un clima di tranquillità e fratellanza fra le differenti tifoserie. – Tale comportamento si ritiene ledere il CODICE DI COMPORTAMENTO SPORTIVO del CONI negli articoli: Art. 1 – Osservanza della disciplina sportiva – I tesserati, … sono tenuti all’osservanza delle misure e delle decisioni adottate dal Coni e dall’Ente di appartenenza. AUTOASSEGNARSI dei titoli sportivi non attendendo le decisione dell’ente di appartenenza lede questa norma. Art. 2 – Principio di lealtà – AUTOASSEGNARSI dei titoli sportivi NON E’ LEALE. Art. 5 – Principio di non violenza – I comportamenti prima descritti non creano un clima di tranquillità e fratellanza fra le differenti tifoserie. Art. 7 – Divieto di dichiarazioni lesive della reputazione – Dichiarando, a più riprese, di essere il titolare degli scudetti 2004/5 e 2005/6 lede gravemente il prestigio della FIGC, che in realtà tale titoli non gli ha assegnato, e lede i diritti degli altri club iscritti ai campionati 2004/5 2005/6. Sono sicuro che tutti i vostri organi predisposti si attiveranno per verificare quanto sopra e daranno il via a tutte le iniziative del caso previste dai propri ordinativi. A fronte di una eventuale vostra omissione di intervento sarà mia cura rivolgermi presso tutte le sedi legali che verranno reputate competenti e ciò a nome di tutti coloro che saranno interessati all’azione e ne decideranno di partecipare (che vi assicuro saranno in molti). Chiudo citando le parole di Michele Serra sulla Repubblica: “Nel suo nuovo, bellissimo stadio torinese, la Juventus espone con legittimo orgoglio i titoli conquistati. Tra questi anche i due scudetti revocati dalla giustizia sportiva, incastonati nelle nuove mura con identica dignità degli altri ventisette. Il significato del gesto è di lampante chiarezza: quanto ha deciso la giustizia sportiva è ininfluente. Per la Juventus quei due scudetti sono vinti, punto e basta. Non so fino a che punto i giovani eredi Agnelli siano coscienti della devastante forza simbolica di questa ostensione, che ribadisce nel più autorevole e insieme popolare dei modi quanto, del resto, ci è già noto da tempo: niente, in questo paese, è uguale per tutti, tanto meno quanto discende da un’autorità pubblica, da una legge, da una regola (teoricamente) riconosciuta. Sono le passioni private, tanto più se sostenute dal potere maieutico del denaro, a prevalere sempre e comunque: e se gli Agnelli hanno deciso che quei due scudetti sono della Juve, quei due scudetti sono della Juve. Siamo, in questo senso, un paese feudale, e se il nuovo stadio bianconero ha splendida modernità di forme, quei due trofei rapiti alle pubbliche galere ed esposti all’adorazione del popolo ne rivelano il cuore da antico maniero. Il Signore detta le mosse del torneo, la folla plaude. La legge? Si fotta”. E voi cosa ne pensate?? Viviamo ancora nel medioevo?? Come può immaginare nessuno ha risposto. Ma non mi perdo d’animo perchè stò già prevedento ad altre azioni da intraprendere. Saluti. Salvatore Fecchio

Camusso: “La classe dirigente è responsabile del degrado del Paese


Camusso: “La classe dirigente è responsabile del degrado del Paese”
In una intervista al quotidiano ‘la Repubblica’, il Segretario Generale della CGIL afferma che “l’Italia non è un’azienda” per questo “servirebbe un po’ di umiltà: mettersi al servizio, semmai, e non a capo di qualcosa”. Ma purtroppo i provvedimenti del governo “puntano solo alla propaganda

Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, dice che Luca di Montezemolo non lo voterebbe proprio.

“C’è un problema di democrazia se per candidarsi alla presidenza del Consiglio bisogna avere almeno 30 milioni di reddito l’anno. E poi basta con questa strana idea che il Paese sia come un’azienda. Servirebbe un po’ di umiltà: mettersi al servizio, semmai, e non a capo di qualcosa. Lo dico ai tanti, compreso il Pd, che discutono solo di formule e leadership e mai di cosa fare. È un vezzo diventato ormai insopportabile.

Per quanto riguarda l’inserzione di Diego Della Valle, da una parte c’è un grido d’allarme per dove siamo arrivati. Ma dall’altra non mi convince la tesi secondo la quale tutti i politici sarebbero uguali, senza distinzione di responsabilità tra chi governa e chi no. E’ un approccio che finisce per alimentare l’antipolitica, l’illusione che si possa fare a meno della politica. Certo, si può cercare di abbellire come si vuole il proprio messaggio. Che comunque resta lo stesso: tutti a casa!.

Io vorrei dire che il tema da affrontare è quello della crisi della classe dirigente italiana. Perché c’è una responsabilità di tutta la classe dirigente se il Paese è potuto degradare a questi livelli. Ma dov’è stata finora la nostra classe dirigente? Non si accorgeva di cosa stava accadendo?.

Anche i leader sindacali fanno parte della classe dirigente. E non è un caso che questo governo e questa Confindustria abbiano cercato e ottenutole divisioni tra i sindacati. Non hanno forse firmato una serie di accordi separati?.

Io non assolvo nessuno. Però in tante situazioni ci siamo trovati in totale solitudine: quando tre anni fa chiedevamo misure per uscire dalla crisi; quando abbiamo denunciato la deriva del linguaggio e la cultura che stava producendo. Come quello della Lega e quello del presidente del Consiglio. Il tema della secessione e quello delle donne. E poi, gli attacchi alla magistratura, l’asservimento delle authority. Può bastare?.

La crisi italiana è anche la crisi della sua classe dirigente. E, d’altra parte, come potrebbe non essere così se ci sono voluti tre anni perché le imprese, come tanti altri, capissero dove stiamo finendo? Si è scelto il terreno della svalorizzazione del lavoro, della terziarizzazione, della finanziarizzazione. Bene, ci saranno straordinarie responsabilità del governo, ma ce ne sono tantissime anche del mondo delle imprese. L’idea del “piccolo è bello”, per esempio, non nasce proprio dal nulla.

Insomma, non è Berlusconi il colpevole di tutto. Anche se ci ha messo in abbondanza del suo. E sua è la responsabilità di aver eletto a ideologia la divisione del Paese, l’individualismo, la carità pelosa che ha rotto qualsiasi forma di solidarietà.

II governo ha rinviato ancora il pacchetto di misure per lo sviluppo. Saranno a costo zero, hanno detto. Ci possano anche essere misure a costo zero – pensi solo a una vera lotta all’evasione fiscale – ma non credo che questo governo abbia in mente provvedimenti che vadano oltre la pura propaganda. Purtroppo”.

La morte di Tenco e l’Italia di oggi


06 ottobre 2011 corriere.it

La morte di Tenco e l’Italia di oggi

Ogni tanto si riapre il caso: ed è una ferita grande per chi l’ha amato, apprezzato, rimpianto

Quella maledetta notte all’Hotel Savoy». La voce di Massimo Ghini si fa seria, l’attore pronuncia le parole come se dovesse leggere una sentenza, ogni tanto raddoppia le lettere, come d’uso a Roma, ma il tono resta compito: martire consenziente non domanda che di soffrire per la Verità. Quella maledetta notte del 1967, durante il Festival di Sanremo, Luigi Tenco si è tirato un colpo e ha chiuso con la vita. Ogni tanto si riapre il caso Tenco, ed è una ferita grande per chi l’ha amato, apprezzato, rimpianto. A occuparsene questa volta sono Massimo Ghini ed Ezio Guaitamacchi: il primo gigioneggia, sempre sopra le righe, e recita i testi del secondo. Il secondo, sempre sopra le righe, ogni tanto appare in video, in segno di risarcimento autoriale.

I dubbi sul suicidio di Tenco continuano a inseguirsi, anche se quella sera il cantautore, per superare lo stress della competizione, era imbottito di alcol e psicofarmaci, come usava allora fra i maudit. Fu davvero un suicidio? Perché l’inchiesta fu condotta così male e così in fretta? Perché non fu estratto il proiettile? Fra le testimonianze raccolte l’unica che valesse la pena di essere seguita è stata quella di Renzo Arbore: puntale, serena, rispettosa. Chi ne esce piuttosto male è Ugo Zatterin, il giornalista e dirigente Rai che, a tutti i costi, volle che Sanremo continuasse.

Resto convinto che ci sia una verità dalla forte valenza simbolica cui non abbiamo mai voluto prestare attenzione, tutta racchiusa nel famoso biglietto di congedo: «Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente 5 anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io tu e le rose” in finale e ad una commissione che seleziona “La rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi».

Quel bigliettino, chiunque lo abbia scritto, è la cosa più vera, più autentica che ci rimane di quella tragica serata. Per capire anche il presente.

È morto Steve Jobs


06 ottobre 201 da Corriere.it

Addio a Steve Jobs, il genio della Apple

L’uomo Era malato di tumore al pancreas. L’annuncio sulla home page della società di Cupertino
 
http://video.corriere.it/morto-steve-jobs-mondo-lutto/b1001606-efdd-11e0-afdf-a2af759d2c3b

MILANOÈ morto Steve Jobs, il patron e fondatore della Apple e figura di primo piano dell’hi-tech internazionale. Aveva 56 anni ed era da tempo malato di un tumore al pancreas. L’annuncio è stato dato dalla stessa società di informatica. «Apple ha perso un genio creativo e visionario e il mondo ha perso un formidabile essere umano»: è quanto si legge sulla home page della Apple dove campeggia una foto in bianco e nero di Steve Jobs con l’anno della nascita e quello della morte: 1955-2011. «Quelli di noi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo abbastanza e di lavorare con lui – si legge  ancora sul sito – hanno perso un caro amico e un mentore ispiratore. Steve lascia una società che solo lui avrebbe potuto costruire e il suo spirito sarà  sempre il fondamento di Apple». «Nessuna parola – ha datto Tim Cook, amministratore delegato di Apple dopo l’addio di Jobs l’estate scorsa – può adeguatamente esprimere la nostra tristezza per la morte di Steve o la nostra gratitudine per l’opportunità di aver lavorato con lui. Onoreremo la sua memoria dedicandoci a continuare il lavoro che lui amava così tanto».

LA NOTIZIA SUI MEDIA AMERICANI – La morte di Steve Jobs ha fatto irruzione sui notiziari tv e sui siti dei media americani, scalzando drasticamente Sarah Palin e la sua rinuncia alla corsa per la Casa Bianca. Il sito del New York Times titola a tutto schermo: «Steve Jobs, il visionario della Apple, muore a 56 anni» e sotto una foto con un Iphone. Il Washington Post: «Muore Steve Jobs, il pioniere della tecnologia». La Cnn, sopra una foto della sua ultima creatura, l’Ipad, il titolo «Muore il fondatore della Apple». Sulla stessa linea tutte le tv che sono mobilitate con le telecamere puntate sullo stato maggiore di Cupertino, nella Silicon Valley, in California, dove è ancora giorno. Infine l’Huffington Post, presenta il titolo piu« eclatante»: solo due parole a caratteri cubitali «Rip, Steve» (dove Rip sta per «Rest In Peace» cioè Riposa in pace).

Esposto Juve, la Uefa chiede chiarimenti alla Figc, ma…


05 ottobre 2011 scaricato da  fcinter1908

Esposto Juve, la Uefa chiede chiarimenti alla Figc, ma…

05.10.2011 15:52 di Eva A. Provenzano   articolo letto 3383 volte
Fonte: gazzetta dello sport

Michel Platini lo aveva detto: “Mai entreremo in una questione interna alla Federazione. Agnelli ha speso inutilmente i soldi del francobollo”. Ma intanto la Uefa, a proposito dell’esposto della Juventus sulla revoca dello scudetto del 2006 e sulla possibilità di eliminare l’Inter dalla Champions, avrebbe chiesto chiarimenti alla Figc. In una lettera inviata ad Abete, il consigliere capo degli Affari legali, Perre Cornu ha chiesto alla Federazione di prendere posizione in merito all’esposto e chiede una risposta entro il 19 ottobre. Trattasi, però, solo di atto dovuto, come spiegano dalla Figc, che sottolinea che l’organismo presieduto da Michel Platini non ha nessun dubbio sul regolare svolgimento delle indagini.

Ecco la lettera inviata dall’Uefa, tramite fax in Italia, tratta da gazzetta.it:

“Signor presidente e signori della Federazione italiana giuoco calcio, trovate allegato alla presente una copia della corrispondenza che ci ha spedito il 2 settembre 2011 il presidente della Juventus. Come potete constatare, la Juventus si duole che il titolo di campione d’Italia per la stagione 2005-2006 le sia stato tolto, ritiene che l’Internazionale di Milano abbia commesso dei fatti dello stesso genere durante la stessa stagione, protesta perché quest’ultimo club non è stato sanzionato e domanda all’Uefa:

1) di pronunciarsi sulle modalità con cui la Figc ha svolto l’inchiesta sui fatti che riguardano la Juventus e – soprattutto – l’Internazionale di Milano;

2) di sanzionare l’Internazionale Milano dichiarando che il club non ha il diritto di partecipare all’Uefa Champions League 2011-12;

3) di informare la Juventus sulle misure che prenderà contro l’Internazionale Milano e la Figc;

La Juventus domanda in sostanza all’Uefa di verificare che la Figc abbia svolto bene il suo lavoro. A priori, noi non abbiamo alcuna ragione di dubitarlo. Comunque, sarebbe probabilmente utile che voi ci facciate parte della vostra posizione su quanto la Juventus ha dichiarato, in maniera di dissipare tutti gli eventuali malintesi. Avremo bisogno di conoscere la vostra risposta entro il 19 ottobre. Poi vedremo cosa è opportuno fare. Vi ringraziamo in anticipo e restiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore ragguaglio”. 

A quanto pare, i soldi del francobollo di Agnelli, a qualcosa sono serviti…