Galles, villaggio resta senza Internet alla stessa ora per un anno e mezzo: era colpa della tv di due pensionati
Curiosa vicenda dal piccolo centro di Aberhosan (circa 400 abitanti). A venire a capo del dilemma gli esperti di Openreach: «I coniugi erano mortificati, non la useranno più»
Nell’ultimo anno e mezzo i circa 400 abitanti del tranquillo villaggio di Aberhosan, in Galles, hanno avuto a che fare con uno strano problema: ogni mattina intorno alle 7 la connessione Internet smetteva inspiegabilmente di funzionare. Per lunghi mesi gli ingegneri locali hanno tentato di venire a capo del dilemma, conducendo test e sostituendo intere componenti dell’infrastruttura. Alla fine, però, a svelare l’arcano sono stati gli esperti di Openreach, la società fornitrice del servizio. Il loro sospetto — poi rivelatosi fondato — era che alla base dell’anomalia potesse esserci un fenomeno, noto come «Shine» (Single High-level Impulse Noise), che avviene quando un dispositivo emette interferenze elettriche in grado di influenzare la connessione a banda larga.

Caccia al colpevole – C’era un solo modo per verificare l’ipotesi: armarsi di un sistema di misurazione e aggirarsi nell’area alla ricerca di segnali utili. «Utilizzando un dispositivo chiamato analizzatore di spettro — ha raccontato l’ingegner Michael Jones, a capo del team — abbiamo camminato su e giù per il villaggio sotto la pioggia torrenziale alle 6 del mattino per vedere se riuscivamo a trovare un “rumore elettrico” a supporto della nostra teoria. Ebbene, alle 7 è puntualmente successo! Il nostro dispositivo ha rilevato una forte esplosione di interferenza elettrica nel villaggio». Seguendo la traccia, gli «investigatori» sono quindi arrivati di fronte alla casa di una coppia di pensionati: la colpa era tutta del loro vecchio televisore, continua a leggere










Appena cinque giorni fa Luis Suarez, attaccante del Barcellona a lungo obiettivo della Juventus, aveva superato la prova d’italiano di livello B1 (quello intermedio) presso l’Università per Stranieri di Perugia dimostrando di “comprendere bene la lingua” disse ai giornalisti il professor Lorenzo Rocca che lo aveva appena esaminato, sottolineando che nel parlato “si fa capire“. “Non spiccica na parola“, “non coniuga i verbi“, “parla all’infinito” diceva però il 12 settembre Stefania Spina, direttrice del Centro di valutazione e certificazione linguistica dell’Ateneo e docente del breve corso on-line seguito dal ‘pistolero’. Non sapendo di essere intercettata dalla guardia di finanza. La procura perugina guidata da Raffaele Cantone ritiene infatti che quello di Suarez sia stato un “esame farsa” in una seduta fatta “ad hoc”. Stamani le fiamme gialle hanno perquisito gli uffici dell’Università per Stranieri. Tra gli indagati compaiono infatti la rettrice Giuliana Grego Bolli, il direttore generale Simone Olivieri, Stefania Spina, Lorenzo Rocca e un’impiegata che predispose l’attestato per il calciatore. L’ipotesi investigativa è che gli argomenti oggetto della prova d’esame siano stati “preventivamente concordati” con il candidato, al quale il punteggio “è stato attribuito prima ancora dello svolgimento” si legge nella nota del procuratore Cantone. In modo tale – emerge dal decreto della procura perugina – da “blindare l’esito favorevole”. “Ma te pare che lo bocciamo!” un’altra delle frasi, intercettate, della professoressa Spina la quale ricorda poi che “con dieci milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1“.


Ceccardi – Centrodestra – 40,46%
Fitto – Centrodestra – 39,93%






Sansa – Centrosinistra – 
Pcp – Centrosinistra – 15,25%























