I quesiti del referendum sulla giustizia: la spiegazione e le ragioni del sì e del no


articolo & video di Paolo Decrestina / CorriereTv: https://video.corriere.it/politica/i-quesiti-referendum-giustizia-spiegazione-ragioni-si-no/5f0859f8-e671-11ec-864b-88ccbc1cac69?fbclid=IwAR2IxTZx8iP5t00KjcLoYrhIinkGjJMbkfBeidmjI9OD7LTzA3UVIHesXNE

Domenica 12 giugno, si torna alle urne per votare sui cinque referendum abrogativi: dalle misure di custodia cautelare, alle funzioni delle carriere dei magistrati. Ecco cosa si andrà a votare

Domenica si vota per cinque referendum, tutti incentrati sul tema della giustizia. Si va dalle misure di custodia cautelare alle funzioni delle carriere dei magistrati fino all’incandidabilità di persone già condannate. Si tratta di referendum abrogativi, e quindi di una consultazione popolare per capire se gli italiani vogliono mantenere alcune norme già presenti oppure le vogliono cancellare dal nostro ordinamento. Quindi, chi vuole mantenerle voterà No, chi vorrà cambiarle voterà Sì. Sia chiaro, come ogni referendum, anche questi per essere validi dovranno raggiungere il cosiddetto quorum, e cioè dovrà andare al voto almeno il 50%+1 degli elettori. In caso contrario il singolo referendum non avrà valore. Ecco l’analisi dei quesiti, punto per punto, colore per colore

Giustizia, referendum & quorum: missione (quasi) impossibile


articolo di Roberto Gressi: https://www.corriere.it/sette/politica/22_maggio_29/giustizia-referendum-quorum-missione-quasi-impossibile-412ca0d6-db3d-11ec-bcd4-cfa7afd043fb.shtml

Solo il 30 per cento sa che si voterà, i temi sono complessi e le urne saranno aperte un solo giorno. Ecco perché ancora una volta i cinque quesiti sono in bilico. I radicali: il solito modo dei partiti per fermare la democrazia

Cinque domande sulla giustizia non facili da capire. Il traino dei quesiti sul fine vita e sulla legalizzazione delle droghe leggere azzoppato dalla Corte costituzionale che li ha giudicati improponibili. La chiamata alle urne spinta dai consigli regionali guidati dal centrodestra, seppur sostenuta dall’onda delle firme popolari. La coincidenza con una tornata di voto amministrativo che interessa poco meno di mille comuni e nove milioni di elettori. Almeno sulla carta, perché la fuga dalla partecipazione racconta che ai seggi ci andranno poco più della metà.

I sondaggi – I sondaggisti che dicono che solo il trenta per cento dei cittadini sanno che si voterà e per cosa. Sempre i sondaggisti avvertono che la cifra è addirittura esagerata perché tanti dicono che sanno di cosa si tratta anche se non è vero. Un quorum imponente, oltre 25 milioni di schede, perché la consultazione sia valida. Un fronte del “no” che con grande probabilità si guarderà bene di fare più di tanto campagna di informazione e affiderà le sue truppe al generale Astensione. Una parte del fronte del “” non del tutto convinto di metterci la faccia per il timore di perderla se voteranno in pochi, soprattutto in vista delle elezioni politiche in inesorabile avvicinamento. Uno strumento di democrazia popolare, il referendum, sempre difficile da far funzionare: se furono l’87 per cento gli italiani che andarono a votare per difendere la legge sul divorzio, negli anni l’istituto ha mostrato segni di invecchiamento. Confronti in tv, alla radio e sui giornali che stentano e non si annunciano come campioni di share.

Voto ristretto – Una sola giornata per votare, il 12 giugno, dalle 7 alle 23. L’estate a un passo, il mare, le scuole chiuse. Portare a casa il quorum pare un’impresa spericolata, da far impallidire i trecento di Leonida. Giulia Bongiorno, senatrice leghista, è uno degli avvocati più conosciuti nel Paese. La Lega, insieme ai Radicali, è il partito che più si è speso per arrivare a sottoporre i temi della giustizia al giudizio popolare, attraverso i referendum. «Ho visto raramente un silenzio così assordante su una consultazione, per di più su quesiti che riguardano la vita di ognuno di noi», dice. «Un esempio per tutti: la separazione delle carriere. In un processo ci sono tre attori: il giudice, il pubblico ministero, che sostiene l’accusa, l’avvocato. Solo che giudice e pm appartengono allo stesso ordine. Con una metafora calcistica si può dire l’arbitro ha la stessa maglia di una delle parti. È un sistema che mina l’imparzialità del giudice. Tanto più con una magistratura preda delle correnti: se un pm fa parte di una corrente potente può anche condizionare la carriera di chi giudica. Sa che cosa mi chiedono i clienti? Ma il giudice, di quale corrente fa parte?». continua a leggere

Le schede:


Referendum sulla giustizia, e adesso le riforme (senza fare comizi)
di Giovanni Bianconi

articolo di Giovanni Bianconi: https://www.corriere.it/politica/22_febbraio_16/referendum-giustizia-adesso-riforme-senza-fare-comizi-2032fe8e-8f75-11ec-af55-d575edc6dd9d.shtml

Calderoli: «C’è una congiura contro i referendum. I magistrati decidono su tutto»

articolo di Marco Cremonesi: https://www.corriere.it/politica/22_maggio_09/giustizia-calderoli-c-congiura-contro-referendum-magistrati-decidono-tutto-08ec42ea-cfca-11ec-99b8-03572084bce6.shtml

Giustizia, i referendum: dalla legge Severino alle carriere dei magistrati, ecco su cosa voteremo 

articolo di Giovanni Bianconi: https://www.corriere.it/politica/22_febbraio_16/giustizia-referendum-legge-severino-carriere-magistrati-csm-9f6884d0-8f34-11ec-af55-d575edc6dd9d.shtml

Sono cinque i referendum abrogativi…..


https://www.interno.gov.it/it/notizie/quesiti-e-colori-schede-i-referendum-abrogativi-12-giugno

Quesiti e colori delle schede per i referendum abrogativi del 12 giugno 2022

Al voto andranno oltre 51,5 milioni di elettori

Sono cinque i referendum

abrogativi ex art. 75 della Costituzione indetti con decreti del Presidente della Repubblica del 6 aprile scorso per il giorno di domenica 12 giugno 2022.

Nel dettaglio, avranno i seguenti colori:

  • scheda di colore rosso per il Referendum n. 1: abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi;
  • scheda di colore arancione per il referendum n. 2: limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274, comma 1, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale;
  • scheda di colore giallo per il referendum n. 3: separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati;
  • scheda di colore grigio per il Referendum n. 4 : partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte;
  • scheda di colore verde per il Referendum n. 5: abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura.

Il corpo elettorale comprensivo anche degli elettori residenti all’estero, desunto dalla rilevazione semestrale 31.12.2021, è pari a 51.533.195 di cui: 25.039.273 uomini26.493.922 donne.

Eutanasia, per la Consulta è inammissibile il referendum sull’omicidio del consenziente: “Non tutela la vita”


articolo: https://www.repubblica.it/politica/2022/02/15/news/eutanasia_consulta_inammissibile_referendum_omicidio_consenziente-337892956/

Per i giudici della Corte costituzionale “non sarebbe preservata la difesa minima costituzionalmente necessaria dell’esistenza umana, con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili. Le reazioni: Mina Welby parla di “stilettata al cuore”, per Letta “il Parlamento ora approvi la legge”, secondo Salvini “la bocciatura non è mai una buona notizia”

La Corte costituzionale dichiara inammissibile il referendum sull’eutanasia, primo degli otto quesiti presi in esame oggi. “La Corte costituzionale si è riunita oggi in camera di consiglio per discutere sull’ammissibilità del referendum denominato Abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale (omicidio del consenziente) – si legge in una nota della Consulta – In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio comunicazione e stampa fa sapere che la Corte ha ritenuto inammissibile il quesito referendario perché, a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili. La sentenza sarà depositata nei prossimi giorni”. continua a leggere