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14 aprile 2026
| Malori, code e disagi in aeroporto per le nuove norme europee: cos’è l’EES e come funziona |
| Dal 10 aprile è infatti entrato pienamente a regime l’EES (Entry/Exit System), il nuovo sistema digitale di controllo delle frontiere dell’Unione Europea |

Il panorama dei viaggi internazionali sta attraversando una fase di profonda turbolenza. Alle criticità già note legate alla crisi del carburante e alla conseguente cancellazione di numerose tratte, si è aggiunto un nuovo ostacolo burocratico e tecnologico. Dal 10 aprile è infatti entrato pienamente a regime l’EES (Entry/Exit System), il nuovo sistema digitale di controllo delle frontiere dell’Unione Europea. Nonostante le promesse di una maggiore fluidità nel lungo periodo, l’avvio della procedura ha generato un vero e proprio caos negli scali di tutto il continente, impattando pesantemente sulla regolarità dei voli.
Malori e code interminabile all’aeroporto di Milano: «Ho visto passeggeri vomitare e svenire»
L’episodio più emblematico di questa difficile transizione si è verificato domenica 12 aprile presso l’aeroporto di Milano Linate: ben 121 passeggeri pronti a imbarcarsi su un volo Easyjet per Manchester sono rimasti bloccati ai varchi di sicurezza.
Come funziona l’EES – Secondo i dati forniti dall’Unione Europea, l’Entry/Exit System è un database automatizzato progettato per monitorare i cittadini extra-UE che entrano nello spazio Schengen per soggiorni brevi. La grande novità risiede nell’abbandono del tradizionale timbro a inchiostro sul passaporto a favore di un’acquisizione digitale dei dati. Il sistema registra infatti l’immagine del volto e le impronte digitali del viaggiatore, associandole ai dati del documento di viaggio e alla data esatta del passaggio di frontiera.
Questa tecnologia permette alle autorità di calcolare in tempo reale la durata del soggiorno e di individuare immediatamente chi supera il limite dei 90 giorni consentiti ogni sei mesi.
Quali sono i problemi? – Sebbene l’obiettivo dichiarato fosse quello di velocizzare le operazioni di frontiera, la realtà dei fatti parla di attese che superano regolarmente le tre ore negli hub di Francia, Germania e Spagna. Le ragioni di quello che le associazioni di categoria delle compagnie aeree definiscono un fallimento sistemico sono molteplici. La registrazione dei dati biometrici richiede tempi tecnici molto più lunghi rispetto alla verifica visiva del passaporto, specialmente per chi utilizza il sistema per la prima volta. A questo si sommano infrastrutture aeroportuali non sempre pronte e una carenza di personale formato per gestire i frequenti errori del software. Mentre le autorità europee minimizzano parlando di semplici problemi di rodaggio, le compagnie aeree chiedono una sospensione parziale delle norme per evitare che l’estate si trasformi in un disastro logistico.
La situazione in Italia – L‘implementazione del sistema ha coinvolto gradualmente 29 Paesi europei e i test più intensivi si stanno svolgendo nei grandi nodi internazionali come Parigi Charles de Gaulle, Amsterdam Schiphol e Francoforte. In Italia, oltre al critico caso di Linate, i primi scali ad aver adeguato le strutture per ospitare i chioschi digitali dell’EES sono stati Roma Fiumicino e Milano Malpensa. In questi aeroporti il monitoraggio resta costante nel tentativo di mitigare i disagi, ma la pressione sui sistemi di controllo rimane altissima in vista dei prossimi ponti primaverili.

