Inchiesta sui morti di coronavirus al Trivulzio, medici e infermieri:….


Inchiesta sui morti di coronavirus al Trivulzio, medici e infermieri: “Noi assenteisti? Falso, colpa dei tamponi non fatti”

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/07/10/news/trivulzio_coronavirus_rsa_milano_indagine_assenteismo_morti_anziani-261522161/

I sanitari replicano alle conclusioni della commissione di inchiesta della Regione: “Non facevano i test e non si poteva tornare al lavoro, ora scaricano tutto su di noi“. Il sindacalista: “Le loro carenze hanno obbligato il personale a restare a casa per settimane

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Abbiamo aspettato settimane per rientrare al lavoro perché nessuno si degnava di farci un tampone. In questi reparti abbiamo sputato sangue mentre nessuno ci proteggeva. Ora scaricano la colpa su di noi“. È uno sfogo pieno di rabbia e amarezza quello che rimbalza fra i corridoi del Trivulzio. La voce è quella di medici e infermieri che nei mesi scorsi hanno vissuto quello che stava succedendo al Pio Albergo durante la pandemia. E ora accolgono come una beffa quella relazione della commissione di verifica che punta il dito proprio su di loro: operatori sanitari e sociosanitari che lavorano alla Baggina, accusati di “marcato assenteismo” nei momenti più critici del lockdown e delle morti degli anziani.

Durante quei mesi maledetti se tu stavi in malattia tre giorni ne dovevi aspettare altri quaranta per poter rientrare, perché nessuno veniva a farti il tampone. C’erano decine di dipendenti che chiedevano di poter rientrare a cui veniva scritto che dovevano rimanere a casa“. A parlare è Pietro La Grassa, infermiere e delegato della Cgil. “Dicono che solo il 9 per cento degli operatori sono stati congedati per infortunio e segnalati all’Inail per contagio da Covid, peccato che i tamponi su tutto il personale siano arrivati solo a fine aprile…. continua a leggere

Milano, al Trivulzio assenteismo e approssimazione nei giorni del Covid


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/07/09/news/trivulzio_assenteismo_e_approssimazione_nei_giorni_del_covid-261394779/?ref=RHPPTP-BH-I261383677-C12-P6-S4.4-T1

La commissione d’inchiesta sulle morti nella casa di riposo ha consegnato la sua relazione: scarse le protezioni per gli operatori, ritardi negli interventi

Una relazione che riscontra delle criticità, a partire dalle molte assenze dei lavoratori solo in minima parte attribuibili ai contagi da Covid-19 secondo la commissione. E dalla carenza di mascherine e dispositivi di protezione, che però sarebbe stata generalizzata. Ma che, alla fine, sembrerebbe non condannare nè il direttore generale della struttura Giuseppe Calicchio nè la gestione dell’epidemia all’interno della rsa, tanto che i vertici della casa di riposo più famosa d’Italia – il manager Calicchio e il presidente uscente Carrara – si affrettano a esultarre perchè “la relazione fa giustizia del grande lavoro fatto al Pat nelle eccezionali e gravi condizioni in cui si è sviluppata la pandemia a Milano”. 
È il primo responso della commissione d’inchiesta dell’Ats di Milano – composta, tra gli altri, dai magistrati Gherardo Colombo (incaricato dal Comune) e Giovanni Canzio (numero uno dell’anticorruzione regionale, nominato dal Pirellone) – che sull’operato del Pio Albergo Trivulzio, dove durante i mesi della pandemia sono morti 300 ospiti, non ha riscontrato esiti diversi o peggiori rispetto a quelli delle altre case di riposo lombarde colpite dalla pandemia.  continua a leggere

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COMMISSIONE DI VERIFICA GESTIONE EMERGENZA COVID-19 PRESSO IL PIO ALBERGO TRIVULZIO (PAT)
SINTESI DELLA RELAZIONE
La Commissione Istituita in data 8 aprile 2020 dalla ATS Milano su richiesta di Regione Lombardia e Comune di Milano.
Composta da specialisti di varie discipline, dal Presidente dell’Autorità regionale per i Controlli e dal Garante comunale per la legalità.
Metodo: ricognizione di fatti e circostanze ex post a partire, soprattutto, da un’analisi documentale di dettaglio. Ats ha elaborato tre appositi studi epidemiologici sugli eccessi di mortalità (già pubblicati) ed effettuato una ricostruzione cronologica dell’andamento delle infezioni e dei decessi.
La Commissione si è riunita 23 volte (22 tramite teleconferenza e l’ultima in presenza), ha svolto 16 audizioni e raccolto ed esaminato oltre 1400 documenti da molteplici fonti.

Il Pio Albergo Trivuzio
Il Pio Albergo Trivulzio è un istituto che eroga attività sanitarie e sociosanitarie gestite dalla Azienda di Servizi alla Persona (ASP) Istituti Milanesi Martinitt e Stelline (IMMES) e PAT.
Il PAT è caratterizzato da una polifunzionalità e complessità gestionale uniche nel loro genere, dovute sia alle grandi dimensioni sia all’articolazione in sezioni e nuclei ubicati in differenti edifici e sedi territoriali.
La sede principale del Pio Albergo Trivulzio comprende:
– una RSA di 590 posti letto articolati in 5 sezioni, per complessivi 26 nuclei abitativi collocati in 6 diversi padiglioni;
– un presidio di Cure Intermedie, comprendente 404 posti letto articolati in 3 Unità Operative, ciascuna suddivisa in 3 reparti;
– il progetto sperimentale “Pringe” (20 posti letto) che accoglie pazienti provenienti dai servizi di pronto soccorso di Milano;
– un Hospice dotato di 13 posti letto;
– una serie di servizi che erogano attività socio-sanitarie diurne (100 posti complessivi);
– un poliambulatorio in cui vengono erogate attività ambulatoriali sanitarie per 26 diverse discipline specialistiche;
– servizi dedicati ad attività riabilitative ambulatoriali pari a circa 20.000 prestazioni annue e attività riabilitative domiciliari pari a circa 12.000 prestazioni annue;
– un servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

Il PAT nell’emergenza CoviD-19
La gestione dell’emergenza è stata affidata a una Unità di Coordinamento multidisciplinare (costituita già il 23 febbraio) che ha elaborato le proprie indicazioni in base alle disposizioni nazionali e regionali e le ha diffuse attraverso dei periodici bollettini.
Il reperimento di Dispositivi di Protezione Individuale è stato particolarmente problematico: il PAT disponeva di una dotazione commisurata a fabbisogni ordinari (che si sono moltiplicati esponenzialmente durante la pandemia) e organizzava le proprie scorte in base a tempi e modalità di fornitura regolari (che sono completamente venuti meno durante l’emergenza).
La farmacia disponeva, all’inizio del periodo di emergenza, di circa 7000 mascherine chirurgiche, circa 4000 maschere FFP2 e 50 maschere FFP3. Gli ordinativi, effettuati il 24 febbraio, sono stati vanificati dall’ordinanza della Protezione Civile del 25 febbraio che ha centralizzato gli acquisti effettuando, però, le prime consegne di materiali solo in data 23 marzo.
L’unità di coordinamento ha dovuto mantenere indicazioni di razionamento secondo criteri di priorità (reparti con attività producenti aerosol, operatori immunodepressi, assistenza pazienti in isolamento) fino 13 aprile 2020, quando le forniture
sono ritornate regolari.
Nel PAT lavorano circa 900 operatori sanitari e sociosanitari. La quota di operatori assenti dal lavoro all’inizio dell’emergenza (21 febbraio 2020) era pari circa al 30%. Tale percentuale ha raggiunto il 57% nel periodo dell’emergenza Covid-19 (21 febbraio – 3 giugno 2020) mentre gli operatori congedati per infortunio (segnalati a INAIL per contagio da Sars-CoV-2) sul numero di operatori presenti in servizio è stata pari al 9%.
Durate l’emergenza L’ASP Istituti Milanesi Martinitt e Stelline Pio Albergo Trivulzio (in attuazione della DGR n.2906 dell’8/03/2020), ha gestito la Centrale Unica Regionale di Dimissioni Extra Ospedaliere, tecnostruttura dell’Unità di Crisi Regionale, con il compito di monitorare tutti i posti letto disponibili nella rete regionale per ricoverare pazienti Covid e pazienti No-Covid. Dalla sua istituzione la Centrale ha realizzato 7397 trasferimenti (al 3 giugno 2020) contribuendo ad ampliare in modo corrispondente la disponibilità di ricovero delle diverse strutture per acuti.
Durante l’emergenza il PAT ha registrato 180 ingressi di cui 40 trasferimenti interni (31 verso RSA e 9 verso le Cure Intermedie). Dei 140 pazienti entrati dall’esterno: 36 risultano deceduti durante il ricovero, 31 hanno fatto rientro al proprio domicilio, 14 sono stati trasferiti in ospedale per acuti. I restanti risultano ancora ricoverati. Per quanto riguarda gli ultimi ingressi avvenuti nel reparto Pringe risulta che 17 provenivano dall’ospedale di Sesto San Giovanni. Tutti gli ingressi hanno riguardato
pazienti dichiarati NoCovid dalla struttura di provenienza.
Per quanto riguarda il trasferimento di pazienti dal PAT verso il pronto soccorso è stata data indicazione ai medici di contattare preventivamente il Pronto Soccorso per verificare la disponibilità al ricovero. L’analisi dei movimenti di pazienti dall’inizio dell’epidemia registra 14 trasferimenti dal PAT verso ospedali cittadini.

L’andamento dei contagi
L’andamento dei contagi (riportato nei grafici) mostra come alcuni primi casi sospetti siano stati identificati già alla fine di febbraio quando, probabilmente il virus circolava in modo occulto nella popolazione generale della Lombardia. I casi, sporadici all’inizio di marzo, hanno assunto consistenza epidemica nella seconda metà del mese. Il numero è stato massimo nelle sezioni della RSA (centinaia di casi), ha avuto un andamento simile nelle Cure intermedie (con decine di casi) e nel Pringe (dove la numerosità riguarda solo qualche unità).

La mortalità nel Pio Albergo Trivulzio
L’analisi della mortalità complessiva verificatasi nelle strutture del PAT confrontata con la mortalità attesa in base alla media degli anni precedenti evidenzia:
– Un significativo eccesso totale di mortalità nelle strutture del PAT di dimensioni coerenti con l’eccesso di mortalità verificatosi, in generale, nelle strutture RSA del territorio di ATS. Il rapporto tra decessi osservati e decessi attesi nel primo quadrimestre nel PAT è stato pari a 1.7 mentre quello corrispondente nelle RSA di ATS Milano è stato pari a 2.2
– Un eccesso di mortalità durante l’emergenza Covid-19 (marzo-aprile 2020) nella sezione RSA del PAT molto inferiore a quello medio delle altre RSA nel medesimo periodo (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 2.9 vs 3.7) e di poco superiore a quello verificatosi nella popolazione generale over 70 di ATS (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 2.3)
– Un eccesso di mortalità durante l’emergenza Covid-19 nella RSA Principessa Jolanda (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 2.1) e nel reparto PRINGE (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 1.8) molto inferiore a quello medio delle altre RSA (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 3.7) e di dimensioni simili a quelle della popolazione generale over 70 (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 2.3)
– Un eccesso di mortalità durante l’emergenza Covid-19 tra gli ospiti delle Cure Intermedie (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 1.2) che risulta inferiore sia a quello medio della popolazione generale over 70 (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 2.3) che a quello osservato nelle analoghe strutture di ricovero per Cure Intermedie presenti nel territorio di ATS Milano (Rapporto Decessi Osservati/Attesi = 1.7).
L’ATS nell’emergenza Covid-19 verso le RSA
ATS ha supportato, sin dall’inizio dell’epidemia, i gestori delle 700 unità d’offerta sociosanitarie e, in particolare, i gestori delle Residenze Sanitario Assistenziali per anziani (RSA), Residenze Sanitario Assistenziali per Disabili (RSD), Comunità Socio Sanitarie per disabili (CSS), Servizi semiresidenziali per anziani e disabili (CDI e CDD).
Fin dalla quarta settimana di febbraio, è stata svolta attività di “sorveglianza sanitaria”, sono state diffuse tutte le disposizioni nazionali e regionali e, considerando la molteplicità delle norme e  circolari, è stato predisposto un “Vademecum coronavirus per le strutture sociosanitarie” contenente una raccolta sintetica delle disposizioni.
Sono state predisposte e diffuse specifiche check list con le disposizioni normative sull’emergenza pandemica, che hanno permesso di individuare le principali criticità: difficoltà nel reperire i DPI, nel reperire personale sanitario e di assistenza, difficoltà nell’effettuazione dei tamponi oltre a singole problematiche di redazione e applicazione delle procedure.
E’ stato istituito un flusso informativo settimanale (“covid19”) dalle RSA, RSD, Cure Intermedie e CSS, con dati sul personale in servizio e assente per malattia, sui casi di positività o con sintomatologia sospetta SARS-CoV-2 tra gli ospiti, sui casi isolati e sui decessi.
Sono state gestite, complessivamente, oltre 150 segnalazioni pervenute da cittadini, gestori e istituzioni.
E’ stata avviata attività ispettiva con sopralluoghi con equipe integrate tra UOC Vigilanza e Controllo Strutture Sociosanitarie e Servizio di Prevenzione e Sicurezza dei Lavoratori (SPSAL) che, al 20 giugno, aveva ispezionati la quasi totalità delle RSA, e nelle RSD più critiche.
Le criticità emerse dall’istruttoria
Pur disponendo di un solido sistema di gestione della Prevenzione e Sicurezza aziendale il PAT non è sempre riuscito a dare adeguata applicazione alle procedure di tutela degli operatori durante l’emergenza da SARS-CoV-2 a causa di più fattori critici concomitanti. Alcuni di questi fattori sono derivati da difficoltà e ostacoli esterni al PAT (la scarsa disponibilità di Dispositivi di Protezione Individuale e la difficoltà di un loro reperimento;  l’indicazione ministeriale di effettuare i tamponi nasofaringei per ricerca di RNA virale solo all’ingresso in ospedale) cui si sono sommate alcune criticità interne (un elevato tasso di assenteismo del personale, anche prima dell’emergenza sanitaria, che ha raggiunto dimensioni tali da rendere difficoltoso non solo il rispetto di regole e procedure ma gli stessi livelli di assistenza; la difficoltà dell’Unità di Coordinamento a incidere efficacemente sui comportamenti concreti anche per la presenza di criticità relazionali accentuate dalle difficoltà a comunicare direttamente soprattutto durante le fasi iniziali dell’emergenza).
Il Sistema di Gestione della Qualità e di Risk Management del PAT, ben strutturato e funzionante, al pari di analoghi sistemi presenti in analoghe strutture non contemplava l’eventualità di un focolaio epidemico di questa natura e di queste dimensioni. Del resto, la possibilità di una pandemia da coronavirus non era contemplata neppure dai piani pandemici nazionali e regionali che richiamavano, nel caso di una pandemia influenzale, la sola necessità di potenziare l’assistenza da prestare agli ospiti delle RSA. Potenziamento che, per altro, si è dimostrato problematico realizzare non tanto per l’assenza di indicazioni quanto –fra l’altro– per le consistenti assenze lavorative e la contestuale difficoltà a reperire, in emergenza, personale di assistenza aggiuntivo.
La gestione delle varie fasi dell’epidemia e il contenimento delle sue conseguenze sono state rese difficili, anche, dalle stesse complesse caratteristiche di base, strutturali e funzionali, del PAT con riguardo alle modalità di accesso e fruizione dei vari e diversificati servizi erogati dall’Istituto. Si tratta di una struttura di notevoli dimensioni in cui coesistono attività sanitarie e sociosanitarie di varia natura e complessità e
che danno luogo alla presenza contemporanea di numerose persone (ospiti, operatori, visitatori, pazienti, ecc.) di cui è difficile regolare accessi e presenze senza rischiare di compromettere la qualità dell’assistenza prestata o interferire con
le esigenze di vita quotidiana degli ospiti.

La presenza di casi sospetti in diverse strutture del PAT fin dai primi giorni di epidemia è coerente con l’ipotesi di un’introduzione precoce dell’infezione (attraverso personale, visitatori e pazienti ambulatoriali) e di una successiva propagazione interna tra ospiti e pazienti, che le procedure di isolamento adottate (in camera singola o per coorte) non sono riuscite ad arginare in modo efficace.
Hanno certamente diminuito l’efficacia delle procedure di isolamento la ridotta disponibilità  di mezzi di protezione individuale e l’ingravescente carenza di personale di assistenza in servizio che non ha consentito di organizzare turni di personale dedicato in modo esclusivo ai diversi nuclei.
Anche le modalità di accesso alle diverse articolazioni della struttura e la loro regolazione (riguardo a tempi, spazi, controlli sanitari) non hanno probabilmente del tutto impedito l’ingresso di soggetti già infetti e non riconosciuti come tali sia attraverso il flusso di ricoveri e trasferimenti, sia attraverso le presenze del personale di assistenza o dei visitatori.
Particolare criticità alla gestione dell’emergenza è stata apportata dal marcato assenteismo del personale di assistenza che ha assunto dimensioni molto superiori all’atteso e che, sommato alla contestuale momentanea difficoltà di reperire risorse suppletive, ha ridotto le presenze in servizio e limitato la possibilità di organizzare turni di personale dedicato in modo esclusivo ai vari nuclei.
L’assenteismo lavorativo mostra livelli piuttosto elevati già in condizioni ordinarie nelle varie strutture del PAT ma ha raggiunto livelli straordinari durante l’emergenza: in alcuni reparti e per alcune figure le assenze hanno interessato il 65% della forza lavoro. Un livello così elevato di assenze dal lavoro difficilmente trova spiegazione nella diffusione del contagio tra gli operatori come rivelano gli indici di infortunio specifico segnalati dalla struttura.
La tracciatura degli ospiti mediante tamponi rinofaringei è stata possibile solo nelle fasi più avanzate dell’epidemia quando gli indirizzi nazionali e regionali ne hanno previsto l’esecuzione negli ospiti sintomatici. Nelle fasi iniziali della pandemia le indicazioni emanate dal Ministero della Salute, e riprodotte nelle circolari regionali, prevedevano l’esecuzione dei tamponi nei soli soggetti sintomatici all’ingresso in ospedale.
Raccomandazioni
RSA
La presenza di molteplici unità d’offerta nello stesso Istituto rappresenta un elemento di qualità del PAT, perché offre la possibilità di fornire alle persone servizi e prestazioni diverse a seconda dei loro bisogni e con appropriatezza di erogazione all’interno della struttura stessa.
Si è osservato, però, che le dimensioni delle strutture e la numerosità degli ospiti e del personale possono essere, in caso di emergenza epidemica o pandemica, elementi di complessità, idonei a favorire la propagazione dei contagi delle malattie a diffusione respiratoria.
Sarebbe necessario affrontare una riorganizzazione interna (alla luce della Dgr 7435 del 2001), in quanto la suddivisione in unità d’offerta, distinte e autonome dal punto di vista gestionale con un massimale di 120 posti letto, potrebbe consentire all’organizzazione sanitaria di rispondere più efficacemente in caso di emergenza.
Cure Intermedie
Nel PAT coesiste un’importante unità d’offerta di Cure Intermedie di 404 posti letto.
Questa tipologia di unità d’offerta, non solo nel PAT, è stata oggetto di richieste di ricovero di tipo sanitario, piuttosto che di tipo riabilitativo, per poter liberare con urgenza posti letto nei reparti ospedalieri per acuti durante l’emergenza CoviD-19.
Sono giunte persone (pur Covid negativi) con complessità clinica senza precedenti rispetto ai periodi ordinari. Questo appesantimento dei bisogni sanitari dei pazienti, unito alle dimensioni della struttura e alla sua rigidità organizzativa, hanno reso difficile assicurare adeguati livelli di assistenza ed efficaci procedure di prevenzione durante l’emergenza.

E’ quindi raccomandabile una riorganizzazione dei reparti di Cure Intermedie in modo che possano essere realizzate strutture dotate di maggiore adattabilità (strutturale e di standard gestionali) in caso di emergenza. La riorganizzazione dovrebbe rendere maggiormente vincolanti anche le caratteristiche di accesso degli ospiti, che dovrebbero essere stabilizzati da un punto di vista clinico e non versare in condizioni critiche, se non elevando gli standard a seguito di eventi emergenziali.
La DGR 2019 del 31/07/2019 “Prime indicazioni per l’avvio del percorso di riordino e di riclassificazione dei PREST dei POT e delle Degenze di Comunità” prevede una evoluzione delle Cure Intermedie da profili clinico assistenziale a piccoli nuclei
con requisiti più simili a quelli ospedalieri. Sarebbe auspicabile che l’iter di riorganizzazione avviato con questo provvedimento si concretizzi rapidamente rivedendo i requisiti anche in base all’esperienza vissuta con l’emergenza da
CoviD-19 (prevedendo accessi separati, percorsi dedicati, equipe dedicate, almeno nell’emergenza, e la possibilità di una offerta modulabile e adeguatamente remunerata).

Direzione sanitaria
Le RSA non prevedono, nei propri requisiti di autorizzazione e di accreditamento, la presenza di una direzione sanitaria, ma solo l’identificazione di un medico responsabile che, generalmente, assolve anche a funzioni cliniche. Oltre a una diversa articolazione organizzativa in grado di segmentare e isolare funzionalmente i nuclei, è utile prevedere una presenza stabile e adeguata di competenze igienico organizzative attraverso il potenziamento e una adeguata articolazione delle funzioni di direzione sanitaria, che assolva in modo specifico e dedicato ad esse.
E’ opportuno prevedere che ogni unità d’offerta, con nuovi requisiti di autonomia gestionale su 120 posti letto (RSA, CI, ecc.), abbia una figura dirigente con specifiche competenze di Direzione sanitaria garante delle responsabilità vocate al suo ruolo, dal punto di vista igienico, organizzativo, clinico e deontologico.
Risorse
Nella emergenza sanitaria da pandemia da SARS-COV-2 si è evidenziato che le RSA, e l’intera rete delle unità d’offerta sociosanitarie, hanno bisogno di flessibilità non solo nel funzionamento ordinario per l’utenza che è sempre più anziana e sempre più non autosufficiente ma anche, e soprattutto, in condizioni di emergenza.
Un assetto organizzativo pronto a fronteggiare le emergenze sanitarie, che impongono una organizzazione complessa in grado di potenziare le attività a maggior valenza sanitaria, richiede una adattabilità strutturale e gestionale agli eventi imprevisti.
Occorre garantire:
– la presenza di un adeguato numero di camere singole in rapporto ai posti-letto totali (con zona filtro di nucleo e di camera singola) per poter garantire un isolamento e una differenziazione dei percorsi in caso di necessità;
– uno standard più elevato di personale di base, che non può più essere l’attuale di 901 minuti /settimana/ospite;
– un piano di potenziamento dello standard, con procedura già definita e riconosciuta in fase di negoziazione del contratto, sia per gli impegni che deve assumere il gestore che per la parte delle risorse che deve poter assumere l’ATS;
– presenza di personale medico specialistico, attività medica ed infermieristica sulle 24 ore;
– tempestività di esami diagnostici (Radiologia e di laboratorio, test sierologici, tamponi);
Il Sistema Sociosanitario extraospedaliero esprime la maggior parte dei bisogni e consuma il 10% delle risorse disponibili per il welfare complessivo, tenendo conto che la quota di partecipazione del FSR per la copertura delle spese in RSA è limitata ed è stata calcolata per ospiti con età media inferiore e con minor carico sanitario e assistenziale rispetto all’attuale.
In considerazione di tutto questo sarebbe auspicabile una programmazione delle risorse più coerente con il surplus di prestazioni sanitarie richieste negli ultimi anni, sia in periodo ordinario di attività, sia, soprattutto, in condizioni di emergenza sanitaria.

Scorte di DPI
E’ indispensabile che le scorte dei dispositivi di protezione individuale siano mantenute
costantemente a un livello tale da garantirne la disponibilità anche per i periodi in cui, per qualsiasi motivo, il mercato non fosse in grado di assicurarne la fornitura.

Il controllo delle infezioni
La protezione delle persone e delle collettività dal contagio da SARS-CoV-2 è di carattere
multifattoriale, pertanto le organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie si devono attrezzare per presidiare con il massimo livello di attenzione ogni singolo fattore di rischio.
Innanzitutto, occorre che i sistemi sanitari contemplino l’evenienza di possibili pandemie nel prossimo futuro e che i modelli di valutazione dei rischi delle strutture sanitarie e sociosanitarie prendano in considerazione tale possibilità in relazione alla natura dell’assistenza erogata e alle loro caratteristiche strutturali e organizzative.
Indipendentemente dall’intervento delle Autorità sanitarie internazionali e nazionali cui spetta il compito di attivare la predisposizione dei Piani Pandemici, alcune azioni possono essere rapidamente realizzate direttamente dalle strutture (l’addestramento di tutto il personale, la disponibilità abbondante di DPI anche per gli ospiti e i visitatori esterni, una  puntuale regolamentazione degli accessi in struttura, l’immediata attivazione del sistema interno di sorveglianza attiva).
Occorre anche dare attuazione alle raccomandazioni di prevenzione contenute nel “Rapporto ISS SARS-COV-2 n. 4/2020 versione del 17 aprile. Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 in strutture residenziali sociosanitarie”, reperibile al link https://www.iss.it/rapporti-covid-19.

Piano pandemico regionale e RSA
E’ necessario che le caratteristiche note di questa pandemia, e quelle che saranno identificate, diventino fattori di orientamento per la preparazione e l’aggiornamento dei futuri Piani pandemici.
E’ opportuno che sia dedicata specifica attenzione alla presenza di strutture sociosanitarie come le RSA che, per le caratteristiche delle persone ospitate e per la natura dell’assistenza prestata, si sono rivelate particolarmente esposte alle più gravi conseguenze dell’infezione. Oltre all’attenzione alla sicurezza degli operatori (che in queste circostanze coincide in gran parte con la sicurezza degli ospiti) assume particolare rilievo la previsione del potenziamento dei livelli di assistenza oltre alla possibilità di segmentare operativamente le strutture in modo da migliorare l’efficacia delle misure di isolamento.
E’ raccomandabile la previsione di specifici richiami in proposito tra i requisiti autorizzativi e di accreditamento e negli impegni contrattuali che regolano i rapporti di queste strutture con gli ospiti e con il servizio sanitario regionale.

Considerazione conclusiva
A conclusione dei lavori si ritiene necessario evidenziare che l’analisi di quanto è avvenuto nel sistema dei servizi sanitari e sociosanitari nel corso dell’epidemia da SARS-CoV-2, benché fondata su una mole di documenti e segnalazioni raccolte, debba considerarsi ancora basata su informazioni iniziali e imperfette.
In accordo, anche, con le considerazioni presenti negli studi reperiti in letteratura pare necessario raccomandare che le verifiche proseguano per approfondire le analisi, avvalendosi di informazioni più complete e precise e con l’impiego di metodi scientificamente affidabili. Parimenti, è da rimarcare che anche i dati sull’eccesso di mortalità sono da ritenersi solo preliminari, poiché essi si debbono ponderare su un periodo di tempo più lungo, e dovranno essere, pertanto, rivalutati nei prossimi
mesi.
Tra i temi su cui pare opportuno concentrare l’attenzione di prossime verifiche e valutazioni assumeparticolare rilievo l’identificazione puntuale di fattori determinanti su cui concentrare la ricerca delle più opportune azioni di prevenzione.

L’Oms conferma: “Prove sulla trasmissione per via aerea del virus”


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/07/08/news/l_oms_conferma_prove_sulla_trasmissione_per_via_aerea_del_virus_-261288600/?ref=RHPPLF-VE-I257251573-C8-P3-S1.4-T1

La risposta dell’agenzia Onu dopo la lettera pubblicata da 239 scienziati che sottolineavano la possibilità del contagio tramite le goccioline nell’aria

A sollecitare una risposta è stata la lettera pubblicata da 239 scienziati che esortava l’agenzia Onu a essere più disponibile riguardo alla probabilità che le persone possano contagiarsi tramite le goccioline nell’aria. La risposta è arrivata: L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato l’esistenza di “prove emergenti” della trasmissione aerea del nuovo coronavirus.

Riconosciamo che ci sono prove emergenti in questo campo, come in tutti gli altri campi riguardanti il Covid-19 e quindi crediamo che dobbiamo essere aperti a questa ipotesi e comprendere le sue implicazioni riguardo alle modalità di trasmissione e anche riguardo le precauzioni da prendere“, ha detto la dottoressa Benedetta Alleganzi, responsabile tecnico dell’Oms per la prevenzione e il controllo delle infezioni, citata dalla Cnn.

 

Bolsonaro positivo al test sul Coronavirus


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2020/07/07/bolsonaro-positivo-al-test-sul-coronavirus_1cd46e7a-ccba-4fe9-8368-bfbfe7be6d51.html

Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, è risultato positivo al test sul Covid-19: lo ha reso noto lui stesso parlando in diretta a Tv Brasil dal Palacio da Alvorada, sua residenza ufficiale a Brasilia.

Il Brasile ha raggiunto questo martedì 1.668.589 casi confermati di coronavirus: lo rendono noto il Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) e il ministero della Sanità brasiliano. In base ai nuovi dati, nelle ultime 24 ore ci sono stati ulteriori 45.305 contagi e 1.254 decessi. Il totale delle vittime dall’inizio della pandemia è così salito a 66.741. Il tasso di letalità (ovvero la percentuale di decessi rispetto al numero di malati) è pari al 4% e quello di mortalità di 31,8 persone ogni 100 mila abitanti.

Serbia, nuove proteste antigovernative nonostante il divieto di assembramenti


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2020/07/09/news/serbia_nuove_misure_restrittive_ma_no_a_coprifuoco_proteste_e_scontri-261480494/

BELGRADO – A Belgrado e in altre città della Serbia sono in corso manifestazioni antigovernative. A Belgrado i manifestanti si sono radunati sulla spianata antistante il Parlamento – teatro di violenti scontri negli ultimi due giorni – e la maggior parte di loro sono seduti a terra a sottolineare la differenza con quelli che provocano incidenti e praticano la violenza.

Su cartelli e striscioni si chiede più democrazia, il rispetto dei diritti umani, ampia libertà per i mezzi di informazione, la punizione dei responsabili dei disordini dei giorni scorsi. Massicci reparti di polizia presidiano a Belgrado il Parlamento e la vicina sede della presidenza. Analoghe manifestazioni pacifiche si svolgono a Novi Sad, Nis e altre città del Paese.

Succede benché le autorità serbe abbiano vietato i raduni di più di 10 persone nella capitale, dopo le due notti di scontri tra la polizia. Il team di crisi del governo ha dichiarato che le restrizioni sono pensate per evitare l’ulteriore diffusione del virus a seguito dei disordini, in cui le distanze sociali non sono state rispettate e poche persone indossavano mascherine. Altre misure prevedono orari di apertura ridotti per gli spazi chiusi, come bar, negozi e centri commerciali. “Il sistema sanitario a Belgrado è vicino al collasso”, ha detto la premier Ana Brnabic, “ecco perché non riesco a capire ciò che ho visto accadere nelle scorse due notti”.  continua a leggere

Coronavirus, dopo Bolsonaro anche la presidente della Bolivia è positiva:


Coronavirus, dopo Bolsonaro anche la presidente della Bolivia è positiva: “Resterò in quarantena”

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2020/07/10/news/coronavirus_la_presidente_della_bolivia_e_positiva-261497164/

Jeanine Anez, che da novembre ha assunto l’interim dopo le dimissioni di Morales, ha rivelato di essere risultata positiva a un test del Covid-19 e di essersi immediatamente posta in isolamento

La presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Anez, ha rivelato di essere risultata positiva ad un test del Covid-19 e di essersi immediatamente posta in isolamento.

In un video diffuso attraverso le reti sociali Anez, insediatasi il 12 novembre 2019 dopo le dimissioni di Evo Morales, ha sottolineato che “con tutti i miei collaboratori abbiamo lavorato a favore delle famiglie dei boliviani per un lungo periodo, e siccome molti di loro sono risultati positivi, mi sono sottoposta ad un test che ha confermato che anche io lo sono”.

“Adesso – ha aggiunto – resterò in quarantena per 14 giorni e poi vedremo quali saranno le mie condizioni”. Anez è il secondo capo dello Stato contagiato in America latina dopo il brasiliano Jair Bolsonaro. continua a leggere

Coronavirus, l’Italia blocca l’ingresso a…..


Coronavirus, l’Italia blocca l’ingresso a chi proviene da Perù, Brasile, Bangladesh e altri 10 paesi

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/07/09/news/coronavirus_l_italia_blocca_l_ingresso_a_chi_proviene_da_14_paesi-261461585/?ref=RHPPTP-BH-I261427331-C12-P2-S4.4-T1

I cittadini che nei 14 giorni precedenti sono transitati o hanno soggiornato in quegli Stati non potranno entrare. Sospesi anche i voli, diretti e indiretti. I nostri connazionali potranno tornare ma dovranno restare due settimane in isolamento

ROMA – Il ministro alla Salute ha deciso: sono 13 i Paesi dai quali vengono bloccati gli arrivi. Le persone che nei quattordici giorni precedenti hanno soggiornato o sono transitati in Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana non potranno entrare o transitare in Italia.
Al fine di garantire un adeguato livello di protezione sanitaria, sono sospesi anche i voli diretti o indiretti da e per i Paesi sopra indicati“, spiegano dal ministero alla Salute.

Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza dopo aver sentito i ministri degli Interni, degli Esteri e dei Trasporti l’ordinanza che dispone il blocco. “Nel mondo la pandemia è nella sua fase più acuta. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi. È per questo che abbiamo scelto la linea della massima prudenza”, ha detto Speranza.

Covid, i 13 paesi bloccati

Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana

Per quanto riguarda gli Italiani che vivono o sono passati da uno di quei 13 Paesi, il blocco non vale. Possono rientrare ma devono mettersi in isolamento per 14 giorni dopo l’arrivo.

 

Coronavirus, addio all’attore canadese Nick Cordero


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Nick Cordero, all’anagrafe Nicholas Eduardo Alberto Cordero (Hamilton, 17 settembre 1978 – Los Angeles, 5 luglio 2020) è stato un attore canadese, attivo in campo televisivo, teatrale e cinematografico e noto soprattutto come interprete di musical a Broadway.

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2020/07/06/news/coronavirus_addio_all_attore_canadese_nick_cordero-261141518/

È morto a causa del Covid-19 l’attore canadese Nick Cordero. Ne ha dato l’annuncio la moglie, Amanda Kloots: “Dio ha un altro angelo in paradiso adesso”, ha scritto in un post su Instagram. Cordero, 41 anni, è deceduto a causa di gravi complicazioni sorte dopo aver contratto il coronavirus.

Era ricoverato all’ospedale Cedars-Sinai di Los Angeles, in California, da oltre 90 giorni, e i medici lo avevano sottoposto a ventilazione meccanica, dopo un mini-ictus, una serie di coaguli di sangue e infezioni. Gli era stato impiantato un pacemaker temporaneo, aveva subito l’amputazione della gamba destra, una tracheotomia e i medici stavano valutando anche l’ipotesi di un doppio trapianto polmonare. L’attore è ricordato soprattutto per aver ottenuto una candidatura al Tony Award e aver partecipato a musical come “Waitress“, “A Bronx Tale” e “Pallottole su Broadway.  continua a leggere

Brasile”Bolsonaro ha i sintomi del Covid”,


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“Bolsonaro ha i sintomi del Covid”, il presidente brasiliano in ospedale per il tampone

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2020/07/07/news/bolsonaro_ha_i_sintomi_del_covid_il_presidente_brasiliano_in_ospedale_per_il_tampone-261168387/?ref=RHPPTP-BH-I261082727-C12-P2-S2.4-T1

Il presidente ha confermato ai propri sostenitori di essere stato in ospedale per il test, aggiungendo che un esame aveva mostrato che i suoi polmoni erano “puliti”

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha i sintomi del nuovo coronavirus: lo ha affermato lui stesso a Cnn Brasil. Bolsonaro, che ha compiuto 65 anni a marzo, ha dichiarato di avere 38 di febbre e una saturazione di ossigeno nel sangue pari al 96%.

Il presidente ha confermato ai propri sostenitori di essere stato in ospedale per il test, aggiungendo che un esame aveva mostrato che i suoi polmoni erano “puliti”. Il capo dello Stato ha anche precisato che sta prendendo idrossiclorochina. Il risultato del test a cui Bolsonaro si è nel frattempo sottoposto dovrebbe uscire nelle prossime ore.

A causa dei sintomi, la sua agenda per il resto della settimana è stata annullata

L’indice R in Veneto sale a 1,63. Zaia: “Lunedì ordinanza più severa. Tso per chi rifiuta le cure


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/07/03/news/l_indice_r_in_veneto_sale_a_1_63_zaia_lunedi_ordinanza_piu_severa_tso_per_chi_rifiuta_le_cure_-260867876/?ref=RHPPTP-BH-I260913508-C12-P3-S5.4-T1

Anche se i numeri dell’epidemia restano contenuti, il governatore è preoccupato. “Così andiamo allo schianto“. Chiede misure più dure per chi rifiuta l’isolamento e le cure: “Non è possibile che paghino solo mille euro. Va previsto il carcere

Io non so a chi fare i complimenti” esordisce in conferenza stampa il governatore del Veneto Luca Zaia. “Sta accadendo quello che vi avevo preannunciato: siamo passati dal rischio basso al rischio elevato. In Veneto abbiamo oggi un Rt di 1,63 mentre eravamo a 0,43“. Zaia si riferisce al tasso di contagiosità del coronavirus: al numero medio di persone infettate da ciascun positivo.

L’indice è aumentato nell’ultima settimana nella regione, anche se l’epidemia resta nel complesso sotto controllo. Nelle ultime 24 ore il Veneto ha registrato un nuovo caso di contagio. Nell’ultima settimana sono stati 31, in leggero aumento rispetto alla settimana precedente. Per la prossima settimana, Zaia annuncia un’ordinanza con provvedimenti più severi. continua a leggere

Si abbassa l’indice Rt: in Lombardia il coronavirus ora è meno contagioso


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/07/04/news/il_coronavirus_diventa_piu_debole_in_lombardia_ora_e_meno_contagioso-260924226/?ref=RHPPTP-BH-I260913508-C12-P3-S4.4-T1

L’epidemiologo Demicheli: “Il virus si trasmette ancora, ma la situazione al momento è positiva, il trend è discendente”

Si abbassa l’indice Rt in Lombardia: secondo il monitoraggio settimanale fatto da Istituto superiore di sanità e ministero, reso pubblico ieri, il parametro lombardo si attesta a 0,89, contro l’1,01 della settimana scorsa. “Il virus si trasmette ancora, ma la situazione qui in Lombardia al momento è positiva, visto che il trend è discendente — ragiona l’epidemiologo Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats di Milano —. Lo dimostra anche il fatto che molti dei nuovi casi positivi che vengono diagnosticati in questi giorni, lo sono a seguito di test sierologico: questo vuol dire che sono pazienti che non si sono infettati di recente, ma diverse settimane fa“. Ieri i nuovi positivi diagnosticati in tutta la regione sono stati 115 (su 223 individuati a livello nazionale): di questi, 34 erano “debolmente positivi” e 35 sono stati diagnosticati solo a seguito del test del sangue per cercare gli anticorpi. 24 in provincia di Milano, di cui 12 a Milano città. Quattro, invece, i nuovi decessi: da quando l’epidemia è iniziata a febbraio in tutta la Lombardia le persone che sono state contagiate sono state 94.223, di cui 16.675 hanno perso la vita e oltre 65 mila sono guarite. continua a leggere

Coronavirus, in una maglietta il tributo dei tifosi atalantini ….


Coronavirus, in una maglietta il tributo dei tifosi atalantini a medici e infermieri, proventi in beneficenza

articolo: https://milano.repubblica.it/sport/2020/07/01/news/coronavirus_in_una_maglietta_il_tributo_dei_tifosi_atalantini_a_medici_e_infermieri_proventi_in_beneficenza-260695238/

Ne sono state realizzate mille, per ogni t-shirt prevista un’offerta a partire da 10 euro

Una t-shirt per esprimere concretamente la propria gratitudine nei confronti dei medici e degli infermieri che hanno affrontato l’emergenza coronavirus a Bergamo, una delle città più colpite dalla pandemia: è l’iniziativa della Curva Nord dell’Atalanta. Sulla parte anteriore della maglietta sono disegnati due operatori sanitari con le cifre che compongono la data 1907, anno di fondazione della squadra bergamasca, mentre sul retro c’è la scritta “La sfida più grande l’avete onorata. Bergamo ve ne sarà per sempre grata”. Le immagini sono state pubblicate sulla pagina Facebook “Sostieni la Curva”, dove gli ultrà hanno spiegato il loro progetto benefico con un post. continua a leggere

https://www.facebook.com/SostienilaCurva/

Coronavirus, chiude l’ultima terapia intensiva del Niguarda:….


Coronavirus, chiude l’ultima terapia intensiva del Niguarda: “Festeggiamo senza abbassare la guardia

articolo: https://video.repubblica.it/edizione/milano/coronavirus-chiude-l-ultima-terapia-intensiva-del-niguarda-festeggiamo-senza-abbassare-la-guardia/363204/363761

Oggi festeggiamo, ma senza abbassare la guardia”: così l’ospedale Niguarda commenta la chiusura dell’ultima Terapia intensiva – Corona-ria 5 – dedicata ai pazienti affetti da coronavirus. “A marzo, in piena emergenza, avevamo allestito il reparto con 36 posti letto in un padiglione dismesso – raccontano dall’ospedale  – Quando qualche giorno fa l’ultimo paziente lo ha lasciato, non ci sembrava vero”. Un traguardo importante per l’ospedale milanese, in prima linea nella lotta al virus e che nel picco dell’emergenza aveva attivato 5 reparti di Terapia intensiva per un totale 96 posti letto: “A questi bisogna aggiungere i 25 lasciati per altre urgenze non legate al Covid, per un totale di 120 posti – spiegano dal Niguarda – In pratica, 87 letti in più rispetto ai 33 di partenza di cui disponeva l’ospedale”. Dopo mesi di sofferenza e di duro lavoro di squadra, è tempo di bilanci. Nel picco della pandemia – a marzo e aprile – la struttura ha accolto ogni giorno circa 45 persone con insufficienza respiratoria provocata dal coronavirus. “Nel momento peggiore abbiamo avuto anche 74 pazienti intubati contemporaneamente”, spiegano. Da fine febbraio ai primi di giugno la struttura milanese ha assistito in totale circa 1100 pazienti Covid nei vari livelli di cura. “L’età media dei pazienti è stata di 63 anni – sottolineano dal Niguarda – e quasi tutti quelli che hanno sviluppato una forma grave, soffrivano di patologie pregresse”. Dallo scoppio dell’emergenza, il Pronto soccorso ha registrato più di 14mila accessi e il laboratorio dell’ospedale ha svolto, e continua a svolgere, una funzione di Hub in tutta la Lombardia: “Sono stati eseguiti giornalmente fino a 1.500 tamponi e circa 1.000 test sierologici – raccontano dall’ospedale – Complessivamente abbiamo processato 9.600 test sierologici e più di 63mila tamponi naso-faringei”.

Tennis: Djokovic e la moglie negativi al test sul covid-19


Tennis: Djokovic e la moglie negativi al test sul covid-19

Il campione era stato contagiato durante il torneo Adria Tour

leggi : 

alessandro54.com/2020/07/02/tennis-djokovic-e-la-moglie-negativi-al-test-sul-covid-19/

 © ANSA

Coronavirus in Lombardia


Coronavirus in Lombardia, obbligo di mascherine ancora per due settimane

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/06/29/news/mascherine_proroga_lombardia_attilio_fontana-260499741/

Il governatore Attilio Fontana ha confermato la restrizione all’aperto “per una questione di precauzione” fino al 14 luglio: bocca e naso coperti anche con un foulard

In Lombardia obbligo di indossare la mascherina prorogato ancora per due settimane. La Regione ha confermato la restrizione. Il governatore Attilio Fontana lo ha confermato a ventiquattro ore dalla scadenza della precedente ordinanza.Abbiamo parlato a lungo con tanti esperti e riteniamo che per una questione di precauzione sia giusto proseguire in questa direzione, visto che i numeri stanno andando bene” – ha spiegato il governatore.  

La Lombardia era stata la prima regione ad adottare l’obbligo lo scorso 4 aprile. Quando l’epidemia di Covid 19 aveva toccato il primo picco. Nonostante nel frattempo l’andamento dei contagi sia migliorato la Regione alla fine ha preferito confermare la restrizione  per tutti i cittadini di coprire la bocca e il naso non solo al chiuso, ma anche all’aperto. Anche con un foulard. Una misura che alcuni esponenti della maggioranza di centrodestra che governa la Lombardia, in realtà,  avevano chiesto di superare o almeno di  ridimensionare, a causa del caldo che ora potrebbe aumentare il disagio di alcune fasce della popolazione. Come gli anziani.  continua a leggere

Coronavirus, il bollettino di oggi 27 giugno in Lombardia:


Coronavirus, il bollettino di oggi 27 giugno in Lombardia: morti al minimo e 77 nuovi positivi

articolo completo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/06/27/news/coronavirus_lombardia_bollettino_27_giugno_contagi_morti-260353528/

Le vittime delle ultime 24 ore sono solo due e fanno salire il totale dei decessi a 16.626. Nel milanese i contagi calano a 4, in città solo un caso

Oggi in Lombardia sono stati registrati 77 nuovi casi di coronavirus e 2 morti. Dei contagi registrati, 21 sono a seguito di test sierologici e 32 “debolmente” positivi. In totale, dall’inizio dell’epidemia, i morti sono stati 16.626. Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 9.568 tamponi per un totale di 1.014.321, mentre i guariti e i dimessi sono 723 per un totale di 66.046.

I dati di oggi – spiega l’assessore al Welfare, Giulio Gallera – evidenziano un calo di 86 pazienti Covid ricoverati nei reparti dei nostri ospedali (415 nel complesso) e di 4 persone in terapia intensiva” dove adesso ci sono un totale di 43 pazienti. Ieri, a fronte di 14.101 tamponi,  erano stati registrati 156 positivi e 16 decessi.
Nel milanese si contano solo 4 casi di nuovi positivi e a Milano solo uno in più nelle ultime 24 ore. Bergamo tra le province ne ha più di tutti: 22 nelle ultime 24 ore.

Quanti sono i contagiati dal coronavirus in Lombardia: i dati comune per comune

I numeri di Sars-Cov-2 in Lombardia in alcune infografiche aggiornate ogni giorno

articolo: https://www.corriere.it/cronache/20_marzo_23/quanti-sono-malati-covid-19-lombardia-dati-comune-comune-ef06e70a-6cdd-11ea-ba71-0c6303b9bf2d.shtml

Coronavirus, a Bologna focolaio nella ditta


Coronavirus, a Bologna focolaio nella ditta di logistica Bartolini: 45 positivi

articolo: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2020/06/25/news/focolaio_bologna-260137828/?ref=RHPPTP-BH-I260086002-C12-P9-S1.8-T1

Area sanificata e attività ridotta ai minimi termini, mentre proseguono i controlli

BOLOGNA – Quarantacinque operai positivi, un ricovero in ospedale, centinaia di tamponi già fatti o ancora da eseguire nei prossimi giorni ai lavoratori e alle loro famiglie. L’aumento dei contagi a Bologna – 17 quelli registrati soltanto ieri – è dovuto in gran parte al focolaio scoppiato in un’azienda di logistica, la Bartolini, che grazie al superlavoro degli esperti della Sanità pubblica si sta cercando faticosamente di spegnere.

Il picco di casi era stato comunicato nei giorni scorsi dalla Regione, e riguarda un reparto di stoccaggio dove lavorano i magazzinieri della ditta. Nei giorni scorsi l’area è stata sanificata e l’attività lavorativa ridotta ai minimi termini perché sono tanti i dipendenti finiti in isolamento precauzionale in attesa dei test. I controlli sono stati allargati a numerosi dipendenti ( che appartengono a più cooperative) e alle famiglie secondo la logica dei ” cerchi concentrici”: parti da un episodio e ti espandi sempre di più alla rete dei contatti. Per questo non si può escludere che, a partire da oggi, i numeri siano destinati a salire ancora.
Il caso è strettamente monitorato dall’Ausl, dal Comune e dall’assessorato alla Sanità. In particolare è il settore della logistica a ricevere attenzioni particolari in questo periodo. continua a leggere

Tennis, anche Novak Djokovic positivo al coronavirus


articolo: https://www.repubblica.it/sport/tennis/2020/06/23/news/federer_positivo_covid_19-259969431/

Dopo Coric, Troicki e Dimitrov, anche il numero uno del mondo risulta contagiato. Il flop dell’esibizione organizzata dal serbo

Il Fai-da-te da oggi è bello che bocciato. L’Adria Tour di tennis organizzato da Novak Djokovic s’è rivelato un focolaio della pandemia, altro che esibizione in nome dello sport: anche il numero uno del mondo, dopo il tampone, ha dovuto ammettere al mondo di essere positivo.

Novak Djokovic è risultato positivo al test per il Covid-19. Immediatamente dopo il suo arrivo a Belgrado Novak e tutta la sua famiglia si è sottoposta al test per il coronavirus” ha annunciato in un comunicato Djokovic spiegando che “sia lui che sua moglie sono infetti, mentre i bambini sono negativi“.

Prima del serbo, altri sei avevano rivelato la positività, da Grigor Dimitrov aBorna Coric, da Panichi (preparatore fisico di Nole) a Stroh, tecnico del bulgaro. Oltre al connazionale Troicki e sua moglie (incinta). E chissà quanti altri ne seguiranno. continua a leggere

Tennis, la Croazia condanna l’esibizione

articolo: https://www.repubblica.it/sport/tennis/2020/06/22/news/tennis_coric_positivo_al_covid_anche_lui_aveva_giocato_con_djokovic-259863744/

Polemiche a Zara dopo l’evento e i casi di Covid al torneo di Djokovic. Ora sotto accusa

ROMA – Paura in Croazia, e mai più esibizioni di tennis. E i media croati hanno attaccato Djokovic che, invece di far subito il tampone, è tornato in Serbia. “Abbiamo dimenticato l’Italia, e messo a rischio migliaia di persone perché qualcuno voleva colpire la palla”. L’Adria Tour, l’idea del n. 1 del mondo, si sta rivelando un boomerang per Djokovic. continua a leggere

“Salviamo la Lombardia”


“Salviamo la Lombardia”: in piazza la maxi protesta sulla gestione dell’emergenza. Minuto di silenzio per i morti

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articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/06/20/news/salviamo_la_lombardia_protesta_sanita_coronavirus_milano-259704041/1/

Sessanta sigle e tanti testimonial in piazza Duomo per chiedere il commissariamento della Regione. Ci sono anche medici, infermieri, parenti delle vittime della pandemia. Presidi e cortei di centri sociali e anarchici

Distanziati, ma combattivi: alle 15 circa tremila milanesi si sono ritrovati in piazza Duomo per protestare con lo slogan #salviamolalombardia. Assieme ai cittadini, a oltre 60 sigle del terzo settore e a diversi partiti di centrosinistra, ci sono i medici e gli infermieri, quelli che hanno continuato a lavorare in ospedale durante la fase più dura della pandemia. Con loro tanti di quelli che hanno sofferto, che hanno pianto i loro cari, quelli che si sono ammalati e sono finiti in terapia intensiva o che hanno atteso a casa per settimane, se non mesi, le cure, i tamponi, l’assistenza della sanità lombarda che è stata così carente sul territorio mentre il coronavirus faceva la sua strage.

“Non è andato tutto bene”: migliaia protestano a Milano contro la Regione Lombardia (rispettando il distanziamento sociale)

Un minuto di silenzio per i morti del Covid in Lombardia e in Italia con i manifestanti seduti a terra. È iniziata così la manifestazione, poi è stato il momento del lungo e commosso applauso. Dal palco le testimonianze di famiglie, medici di base e altri che hanno vissuto o cercato di gestire l’epidemia. “Abbiamo dovuto guardare i nostri concittadini che morivano da soli a casa – ha detto dal palco Cecilia Strada, ex presidente di Emergency – Serve aprire una riflessione sul sistema sanitario, sul diritto alla salute perché quello che è successo non si può ridurre a uno scontro tra partiti“. E anche don Virginio Colmegna ha chiesto “Una svolta nella sanità per tornare a una cura sul territorio e all’assistenza nella prossimità delle famiglie“. continua a leggere

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Coronavirus, l’Oms: dopo tre giorni senza sintomi, niente isolamento


articolo: https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/06/21/news/coronavirus_l_oms_dopo_tre_giorni_senza_sintomi_non_serve_isolamento-259796790/?ref=RHPPLF-VE-I257251573-C8-P3-S2.4-T1

L’Organizzazione mondiale della sanità rivede le linee guida sul Covid-19. Non servono più necessariamente due tamponi negativi a distanza di almeno 24 ore, oltre alla guarigione clinica per interrompere l’isolamento. Ma il ministero della Salute chiede un approfondimento al Cts

Non servono più necessariamente due tamponi negativi a distanza di almeno 24 ore, oltre alla guarigione clinica per interrompere la quarantena. Cambiano le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per il rilascio dall’isolamento dei pazienti che hanno contratto l’infezione da nuovo coronavirus. Le linee guida provvisorie prevedono i tre giorni senza sintomi (inclusi febbre e problemi respiratori) come criterio sufficiente a escludere la trassmissione della malattia.

Le nuove linee guida dell’Oms relative alla modalità di certificazione della guarigione segnano un cambiamento che può incidere significativamente sulle disposizioni finora adottate e vigenti nel nostro Paese. Chiedo di poter affrontare il delicato tema nel Cts, fermo restando il principio di massima precauzione che ci ha guidato finora“, si legge in una lettera inviata dal ministro Roberto Speranza al Comitato tecnico scientifico. Si attende dunque un approfondimento che chiarisca come e se cambieranno i protocolli sanitari dell’emergenza Covid. continua a leggere

Coronavirus, Ikea restituisce i sussidi pubblici


articolo: https://www.corriere.it/economia/consumi/20_giugno_17/coronavirus-ikea-restituisce-sussidi-pubblici-li-lasciamo-chi-ne-ha-piu-bisogno-bd01805a-b088-11ea-960e-a5a2de99a416.shtml

Coronavirus, Ikea restituisce i sussidi pubblici: li lasciamo a chi ne ha più bisogno

Come un moderno Robin Hood del post Covid, Ikea, il gigante mondiale del mobile, restituirà i sussidi ricevuti da otto paesi europei e dagli Stati Uniti al culmine della crisi del coronavirus, poiché la sua situazione finanziaria non sembra così critica come si temeva. È quello che annunciato oggi il gruppo svedese rinnegando, in un certo senso, la filosofia del fondatore Ingvar Kamprad, morto due anni fa e sempre raccontato dalla stampa internazionale come un grande tirchio. I paesi da cui l’azienda ha ricevuto aiuti sono Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Irlanda, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna e Stati Uniti, ma non sono state rivelate le somme. L’Italia, almeno per il momento, sembra esclusa. «Ikea è in contatto con i governi di nove paesi per restituire gli aiuti governativi che abbiamo ricevuto per coprire gli stipendi dei colleghi durante il culmine della pandemia», ha detto ad AFP un portavoce del gruppo. contiunua a leggere

Il Covid fa paura, Pechino come una “fortezza Porte chiuse” ….


Coronavirus, a Pechino 31 nuovi contagi. La città “fortezza” chiude le porte, ferma i voli e schiera 100 mila operatori sanitari

articolo: https://www.corriere.it/esteri/20_giugno_17/coronavirus-pechino-31-nuovi-casi-citta-fortezza-chiude-porte-ferma-voli-schiera-100-mila-operatori-sanitari-23f74eb2-b06f-11ea-960e-a5a2de99a416.shtml

Sottoposti a tampone più di 100 mila abitanti, i test proseguono a ciclo continuo. Le code davanti ai laboratori sono lunghissime. Pechino ha una capacità di 90 mila tamponi al giorno e quindi, 137 casi in sei giorni restano ancora un numero confortante

A Pechino i nuovi casi sono 31, il totale di contagi causati dal focolaio del mercato Xinfadi è 137. Sono stati sottoposti a tampone più di 100 mila abitanti, i test proseguono a ciclo continuo: la gente viene convocata, esce di casa e viene incolonnata verso i pullman che fanno la navetta con i 190 centri dove si fanno i tamponi. Le code davanti ai laboratori per i prelievi sono lunghissime. Pechino ha una capacità di 90 mila tamponi al giorno e quindi, 137 casi in sei giorni restano ancora un numero confortante (sempre che il focolaio non abbia preparato una bomba epidemica a orologeria che potrebbe esplodere tra un paio di giorni).

C’è un’armata di 100 mila controllori al servizio delle “shequ”, le comunità sociali: di solito fanno funzionare le strade e i comprensori di loro competenza; ora bussano alle porte e invitano la gente a sottoporsi a test del Covid-19. Le zone dichiarate a “medio rischio” sono 27, ad “alto rischio” una sola, quella intorno al grande mercato nel distretto Fengtai.  continua a leggere


Coronavirus, le ultime notizie dall’Italia e dal mondo

articolo: https://www.corriere.it/cronache/20_giugno_17/coronavirus-ultime-notizie-dall-italia-mondo-54a9cbc6-b05a-11ea-960e-a5a2de99a416.shtml

Tutti gli aggiornamenti sulla diffusione di Covid-19 di mercoledì 17 giugno

In Italia, dall’inizio della pandemia, almeno 237.500 persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2: di queste, 34.405 sono decedute (qui l’ultimo bollettino della Protezione Civile). Secondo gli ultimi dati elaborati dalla Johns Hopkins University, in tutto il mondo i casi sono 8,17 milioni, con oltre 440 mila morti (qui la mappa che mostra l’andamento dei contagi a livello globale).

Per approfondimenti su: Ucraina, record di nuovi casi: 758 in un giorno; Pechino, trend dei casi ancora in ascesa; Usa, oltre 24 mila casi in 24 ore, in totale 2.137.731; Nuova Zelanda, militari alle frontiere dopo due casi “importati”; Germania, Merkel mette in guardia da seconda ondata; premere: continua a leggere

App Immuni, al via in tutta Italia


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/20_giugno_14/app-immuni-via-tutta-italia-900eb710-ae45-11ea-a6ad-39f8417949e6.shtml

Dopo la sperimentazione in quattro regioni, l’applicazione di tracciamento dei contatti è operativa in tutto il Paese. Come scaricarla e come funziona

Si (ri)parte: da oggi l’applicazione Immuni è operativa in tutta Italia (come scaricarla).
Come funziona? Quando un individuo riceve la diagnosi di positività al Covid gli viene chiesto se ha scaricato l’app (lo hanno già fatto in 2,5 milioni) e se vuole fornire il codice di sblocco generato dall’app stessa. Questo codice serve all’operatore sanitario per far partire l’invio di una notifica a chi ha Immuni sul suo smartphone e nei 14 giorni precedenti è stato a due metri di distanza dal positivo per almeno 15 minuti.
L’app è stata scelta dai ministeri di Innovazione e Salute e sviluppata dalla milanese Bending Spoons, basandosi sul sistema di Apple e Google, in modo tale che sia praticamente impossibile risalire all’identità di chi la usa… continua a leggere

App Immuni, i primi tre casi registrati in Liguria

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articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/20_giugno_12/app-immuni-primi-tre-casi-registrati-liguria-123cb8bc-ace4-11ea-b5f6-e69744c83472.shtml

A cinque giorni dall’avvio delle sperimentazioni in 4 regioni, l’app registra i primi casi di positività al Covid-19. Lunedì l’avvio ufficiale in tutta Italia

Il sistema di tracciamento dei contagi, in Italia, può ufficialmente essere definito attivo. A cinque giorni dalla partenza delle sperimentazioni di Immuni, sono stati annunciati i primi tre casi di persone positive che hanno scaricato l’applicazione creata da Bending Spoons. E che dunque potranno permettere ora di informare tutti coloro che si sono trovati a contatti con loro negli ultimi giorni della possibilità di essere stati contagiati.

Tutti e tre gli utenti si trovano in Liguria, una delle regioni dove sono stati avviati i test insieme a Abruzzo, Marche e Puglia. Lo ha riferito lo stesso governatore Giovanni Toti, nel punto stampa serale: «Tre soggetti risultati positivi al tampone e che avevano scaricato la app Immuni sono stati forniti dalla nostra Asl del codice numerico per inserire l’allarme all’interno della app e, coloro che l’hanno attivata, ovviamente ne saranno avvisati. Credo sia uno strumento in più, utile a tracciare il contagio e tenerlo sotto controllo». La positività dei tre interessanti è stata registrata nel corso della settimana a Genova, nella Asl 3.

Immuni dà dunque la possibilità, per gli operatori sanitari, di inserire il codice alfanumerico di 10 caratteri associato a un utente risultato positivo al Covid-19 in un server che immediatamente sblocca l’invio, da parte dello smartphone dell’utente, di una notifica a tutti i cellulari delle persone (dotate di app) che nei 14 giorni precedenti hanno avuto contatti con lui. Stando a meno di due metri di distanza da lui per almeno 15 minuti. Nessun dettaglio su chi siano – e quanti – gli utenti che hanno ricevuto la notifica da parte di Immuni grazie ai primi tre casi registrati, anche perché l’app è progettata per rendere del tutto anonimi i contatti. Il server sa quante notifiche sono state inviate, quindi a un certo punto le autorità potrebbero rendere noto questo numero o far sapere quante persone si sono rivolte al medico di base dopo essere state allertate da Immuni.

Coronavirus, in Lombardia l’85% dei casi


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Coronavirus, in Lombardia l’85% dei casi. «Ma in qualche settimana traguardo zero ricoveri»

articolo: https://www.corriere.it/cronache/20_giugno_15/coronavirus-lombardia-l-85percento-casi-ma-qualche-settimana-traguardo-zero-ricoveri-89b9eb26-af46-11ea-a957-8b82646448cc.shtml

Il grande sogno è arrivare a zero contagi. O almeno zero pazienti ricoverati a causa del coronavirus. In Lombardia, la regione colpita più duramente dall’epidemia di Covid-19, ieri si contavano 259 nuovi casi sui 303 italiani, l’85 per cento. I pazienti in ospedale erano 2.018, altri 94 in terapia intensiva, circa la metà del totale nazionale. Ma se sulla scomparsa definitiva del virus è difficile fare previsioni, i letti dei reparti lombardi continuano a liberarsi «e nel giro di qualche settimana dovremmo arrivare a numeri molto bassi» spiega Vittorio Demicheli, epidemiologo della task force di Regione Lombardia e direttore sanitario dell’Ats di Milano.

Ci avviciniamo al traguardo «zero ricoveri»?
«La decrescita è consistente: quasi cento pazienti in meno tra domenica e ieri, per esempio. Sicuramente riscontriamo casi sempre meno importanti dal punto di vista clinico e il calo negli ospedali è abbastanza veloce»

Ma il dato giornaliero dei nuovi positivi lombardi è ancora a tre cifre, mentre le altre regioni non superano la decina.
«Si tratta per metà di casi vecchi relativi a focolai nelle residenze sanitarie per anziani oppure a operatori sanitari e socio-sanitari, su cui si fa ricerca attiva. E poi ci sono i positivi emersi dai test sierologici, spesso con sintomi lievi, in cui l’infezione non è recente. Quindi, i casi nuovi sono circa un centinaio in Lombardia».

Anche tenendo conto di questi fattori, il calo è lento.
«I contagi, è vero, non diminuiscono con la stessa rapidità con cui sono cresciuti. Il calo probabilmente è dovuto ai criteri di trasmissibilità del virus, legata alla vicinanza delle persone. Il lockdown ha impedito il grosso dei contagi ma non li ha fermati del tutto.  continua a leggere

Fase 3: attiva app. SardegnaSicura


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articolo: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/06/13/fase-3-attiva-app-sardegnasicura_ba0db751-5095-4eab-a176-53ad64b1f43c.html

La registrazione per chi arriva in Sardegna può essere effettuata anche su “SardegnaSicura“, la App della Regione appena rilasciata sui sistemi operativi Ios e Android. Due le sezioni principali presenti nella home page del dispositivo. La prima “Registrazione imbarco e soggiorno in Sardegna” dove è possibile indicare le generalità, città di provenienza e di arrivo, data di ripartenza, nonché il modulo con le informazioni sanitarie legate al Covid-19. I dati saranno inseriti in un database regionale e conservati per 14 giorni.

L’altra sezione riguarda il tracciamento degli spostamenti con la geolocalizzazione. Ma questo è solo su base volontaria. Una volta scaricata la app, sul proprio indirizzo mail arriverà un messaggio di conferma e di benvenuto firmato dal presidente della Regione Christian Solinas, contenente la password da utilizzare per il login.

Già stamani, diversi turisti atterrati nei 3 aeroporti sardi hanno detto di aver scaricato l’app ed fatto la registrazione on line. (ANSA)

https://www.paradisola.it/articoli/turismo-e-vacanze/10180-app-sardegna-sicura

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App. per IOS: https://apps.apple.com/it/app/sardegna-sicura/id1505056615

App. per Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.regione.sardegna.autorizzazionicovid19

 

Il Calcio riparte …..


Coppa Italia, Juventus-Milan 0-0: Ronaldo sbaglia un rigore ma i bianconeri volano in finale

articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/2020/06/12/news/coppa_italia_semifinale_ritorno_juventus_milan-259069999/

La squadra di Sarri sfrutta il vantaggio del pari con gol dell’andata (1-1) e stacca il pass per l’ultimo atto della manifestazione in programma mercoledì prossimo a Roma. Errore dal dischetto per CR7, rossoneri per grande parte del match in dieci per l’espulsione di Rebic

TORINO – La Juve si è qualificata per la finale di coppa Italia pareggiando 0-0 allo Stadium contro il Milan nel ritorno della semifinale. La gara di andata, giocata lo scorso 13 febbraio al Meazza, era terminata 1-1. Mercoledì prossimo in finale i bianconeri affronteranno a Roma la vincente della seconda semifinale tra Napoli e Inter in programma domani sera alle 21 al San Paolo.

Il match – I bianconeri partono forte e bussano alla porta di Donnarumma dopo soli 70 secondi con una conclusione di Douglas Costa che sibila a pochi centimetri dal palo. Il Milan si fa chiudere nella propria metà campo e un inizio di partita già di per sè difficile si complica ulteriormente al 16′. Orsato, richiamato dal Var, concede un rigore alla Juventus per un tocco di gomito di Conti: Ronaldo colpisce il palo, ma sulla ripartenza una gamba sconsideratamente alta di Rebic sulla testa di Danilo costa il rosso al croato. continua a leggere

La disperazione di Ronaldo dopo il rigore fallito (reuters)

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Serbia, niente mascherine o distanziamento:


Serbia, niente mascherine o distanziamento: il derby di Belgrado sembra un amarcord

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articolo: https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2020/06/11/news/coppa_di_serbia_ventimila_spettatori_per_il_sentitissimo_derby_di_belgrado-258933447/

Il governo serbo ha dato il via libera alla riapertura degli stadi, senza limiti di pubblico, distanziamento sociale o altre misure anti-coronavirus e così solito clima caldo nella stracittadina: il Partizan supera 1-0 la Stella Rossa di Stankovic e contenderà il trofeo al Vojvodina

BELGRADO (Serbia) – Un derby a porte aperte, con ventimila spettatori sugli spalti (c’è chi dice anche 25mila…), con un ambiente caldissimo, cori e fumogeni (tanto da dover interrompere il match). Non è Fantacalcio o un amarcord del passato, ma quel che è andato in scena nella serata di mercoledì a Belgrado in occasione della semifinale di Coppa di Serbia fra Partizan e Stella Rossa, una sfida sentitissima da quelle parti (tanto da essere definito il “derby eterno”). Un calcio anche alla pandemia, se è vero che la presenza dei tifosi allo stadio non è in contrasto con le norme in vigore nel paese per arginare la diffusione del coronavirus: il governo di Belgrado infatti ha consentito lo svolgimento di eventi sportivi all’aperto senza limiti di pubblico o restrizioni anti-coronavirus, come il distanziamento sociale o altre misure. continua a leggere

Coronavirus, Milan l’è un gran Milan: il video-omaggio alla città


Milan l’è un gran Milan“, una frase simbolo di Milano che, dopo questi mesi di lockdown, diventa ancor più simbolo di appartenenza. E diventa anche una canzone e un video, pensati da Sabina Negri, autrice teatrale, nata a Codogno: “Da lombarda non potevo restare indifferente a quello che sta accadendo nella nostra Regione e all’immagine che ne sta uscendo, in toni, a volte troppo esagerati. Con il musicista Simone Spreafico, la cantante Patrizia Rossi, e con il coordinamento artistico del regista Lorenzo Loris, ho pensato di far entrare nelle case la nostra voce di milanesi: il nostro dialetto, la tradizione popolare, l’orgoglio di essere milanesi in un ‘recitar cantando’ che ha lo scopo di farci sentire più vicini gli uni agli altri.”

Coronavirus, annullato Umbria Jazz 2020


articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/05/11/news/coronavirus_annullato_umbria_jazz_2020-256301150/

L’edizione avrebbe dovuto svolgersi dal 10 al 19 luglio

Niente da fare per l’edizione 2020 di Umbria Jazz che doveva svolgersi a Perugia dal 10 al 19 luglio. Lo storico festival di musica jazz ma non solo che dal 1973 ha ospitato nel capoluogo umbro talenti straordinari quest’estate è stato annullato.

Lo hanno annunciato gli organizzatori. “Questa dolorosa decisione è stata presa dalla Fondazione di partecipazione Umbria Jazz – è detto in un suo comunicato -, a causa del prolungarsi dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di coronavirus covid-19 e all’incertezza che rende impossibile al momento la presenza dei tanti artisti internazionali”.  continua a leggere

Umbria Jazz ’19

Pino Daniele e Mario Biondi duettano a Umbria Jazz 2013 cantando “I’ so’ pazz”

Coronavirus, morto il tastierista degli Stranglers


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David Paul Greenfield (29 marzo 1949 – 3 maggio 2020) era un tastierista , cantante e cantautore inglese che faceva parte del gruppo rock The Stranglers 

articolo: https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/05/04/news/coronavirus_morto_il_tastierista_degli_stranglers-255667997/

David Greenfield era ricoverato per problemi cardiaci e ha scoperto di essere positivo al virus in ospedale. Aveva 71 anni

È morto nella serata di domenica per coronavirus David Paul Greenfield, tastierista della rock band inglese degli Stranglers. Aveva 71 nanni. Greenfield aveva scoperto di essere affetto dal Covid 19 una settimana fa, mentre si trovava ricoverato in ospedale per problemi cardiaci. Ne hanno dato notizia gli altri membri della band in un lungo post sulla loro pagina Facebook.   continua a leggere

The Stranglers – Live At Musilac Fest (Jul 12, 2018)