Libero: dietro Bremer l’aiuto di Exor a Cairo su Blackstone?


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/07/20/libero-dietro-bremer-laiuto-di-exor-a-cairo-su-blackstone/

Umberto Cairo(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

L’operazione Bremer è conclusa: il difensore brasiliano è pronto a diventare un giocatore della Juventus, dopo che il club bianconero ha superato l’Inter trovando l’accordo con il Torino. Al centro non ci sarebbe, tuttavia, solo l’offerta più alta presentata dal club bianconero.

Come riportato da Libero, infatti, le indiscrezioni in ambienti finanziari parlano di una operazione legata in qualche modo al Lodo Blackstone, lo scontro tra la Rcs guidata da Cairo e il fondo statunitense sul tema della vendita della storica sede di via Solferino a Milano. Uno scontro risolto nei giorni scorsi dopo anni di battaglia, con Cairo che ha accettato di riacquistare il palazzo di via Solferino versando 70 milioni complessivi a Blackstone. Operazione in cui, spiega il quotidiano, Exor (la holding degli Agnelli-Elkann azionista di maggioranza, tra le altre, di Juventus, Stellantis e Ferrari) avrebbe dato una mano a Cairo nel sostenere le spese.

Una indiscrezione che potrebbe avere un fondamento, considerando che la cessione della sede di via Solferino avvenne prima dell’era Cairo in Rcs: nel 2013 infatti il principale azionista del gruppo editoriale alla guida tra gli altri di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport era Exor, tramite FCA, guidando Rcs all’interno di un “patto di sindacato” con gli altri soci Pirelli, Della Valle, Pesenti, Conti, Mediobanca e Unipolsai. A fine 2013, i soci decisero di vendere a Kryalos, società partecipata da Blackstone, gli immobili di via Solferino per 120 milioni di euro (con un canone di affitto da 10,3 milioni annui per mantenere le redazioni di Corriere della Sera e Gazzetta nel palazzo).

Nel 2016, poi, FCA uscì da Rcs, con la scalata alla maggioranza da parte di Urbano Cairo. Nel novembre 2018, alla luce delle voci su una possibile nuova cessione del palazzo da Blackstone ad Allianz per 250 milioni, Rcs decise di ricorrere a un arbitrato a Milano per chiedere l’annullamento della vendita, alla luce del fatto che sia avvenuta in un periodo di grosse difficoltà finanziarie per il gruppo e per questo debba essere considerata nulla alla luce della normativa italiana sull’usura. Da qui è nato un lungo tira e molla, con anche una causa intentata da Blackstone a New York per un risarcimento da 600 milioni da parte di Rcs e Cairo. Le richieste di Cairo tuttavia sono state rigettate a Milano, sia dalla Camera Arbitrale che dai successivi ricorsi: da qui la decisione nei giorni scorsi di chiudere lo scontro riacquistando gli immobili di via Solferino per 70 milioni.

Sul possibile aiuto da parte di Exor nella vicenda, va d’altro canto sottolineato che John Elkann ed Exor in una parte non certo maggioritaria dei propri impegni industriali sono anche rivali di Cairo nel settore dell’editoria: la holding degli Agnelli-Elkann è infatti azionista di maggioranza di Gedi, che pubblica tra gli altri i quotidiani La Repubblica e La Stampa.

Milan, Yonghong Li ottiene il sequestro di 364 milioni di Elliott


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/19-07-2022/milan-yonghong-li-ottiene-sequestro-364-milioni-elliott-4401502377469.shtml

Yonghong Li. Ansa

Il vecchio proprietario della società aveva fatto causa mesi fa in Lussemburgo, il fondo americano prepara il ricorso

Yonghong Li, ex proprietario del Milan, ha ottenuto il sequestro di 364 milioni di euro da parte del Tribunale del Lussemburgo. Settembre, il mese indicato da RedBird per l’acquisizione della maggioranza delle quote del Milan, si avvicina e il lavoro per completare il passaggio di proprietà tra il fondo Elliott e RedBird continua incessante.

RICORSO IN ARRIVO – E nel frattempo Mr Li ha ottenuto il sequestro dei 364 milioni, in attesa che Elliott faccia ricorso. Yonghong Li si era mosso alcuni mesi fa con una causa di risarcimento al Tribunale del Lussemburgo, verso le holding controllate dal fondo americano. Mr Li punta a recuperare parte dei soldi persi e le sue richieste di risarcimento si basano su una sua valutazione del club rossonero, basata su una perizia svolta nel 2018.

[DOCUMENTI] Blue Skye: «Da Elliott finta cessione per aggirare l’UEFA»


articolo di Matteo Spaziante: https://www.calcioefinanza.it/2022/07/15/milan-blue-skye-elliott-finta-cessione-uefa/

Il numero uno del fondo Elliott, Paul Singer (Photo by Thos Robinson/Getty Images for New York Times)

I benefici dell’operazione per il gruppo Elliott: le innominabili ragioni dell’operazione”. Si intitola così un paragrafo dell’atto di accusa da parte di Blue Skye nei confronti del fondo Elliott per la cessione del Milan, come emerge dai documenti che Calcio e Finanza ha potuto visionare nella causa intentata in Lussemburgo per fermare l’operazione che porterà il club rossonero nelle mani di RedBird.

Una accusa che si snoda attraverso diversi passaggi tecnici, arrivando fino alle richieste da parte dei Blue Skye (attualmente azionista di minoranza del fondo Usa nella catena di controllo del Milan) nei confronti di Elliott anche a livello economico. Ma c’è un passaggio, in particolare, da cui emerge una pesante accusa verso il fondo guidato da Paul Singer.

Secondo Blue Skye, infatti, “il Gruppo Elliott trae un conseguente immediato beneficio dalla situazione”, perché è indiscutibile che:

  • Elliott manterrà una quota di minoranza in AC Milan, secondo quanto riferito tra il 30% e il 49%, mentre Blue Skye non deterrà più una partecipazione;
  • Elliott sarà creditore del Milan o dell’acquirente a tassi di interessi alti;
  • Elliott manterrà posti nel consiglio di amministrazione del Milan, inclusi il presidente, il direttore generale e altri 2 o 3 su un totale di 9 posti disponibili

In definitiva, prosegue Blue Skye, “in questo modo il Gruppo Elliott mantiene il pieno controllo” mentre Blue Skyesarà definitivamente esclusa da AC Milan” né potrà beneficiare della cessione della quota di maggioranza del Milan in alcun modo, vendendo “così privati ​​della loro quota di compenso inizialmente previsto tra i soci: quello che comunemente viene chiamato il carry interest”.

Non solo, però. Perché Blue Skye mette nel mirino il triangolo tra Elliott, Milan e Lille. “Oltre a questo significativo vantaggio, il Gruppo Elliott ha un altro obiettivo”, scrive Blue Skye. “L’UEFA è molto interessata alla situazione dei due club calcistici. Infatti, nel dicembre 2020, il Lille ha cambiato proprietà passando da Gérard Lopez al principale creditore del club, il Gruppo Elliott. All’epoca, la UEFA aveva consentito a entrambi i club, Lille e AC Milan, di partecipare all’Europa League, durante la quale si erano affrontati anche nella fase a gironi. Ufficialmente, le azioni del Lille sono state successivamente vendute a un ente denominato Merlyn Partners SCSp, un fondo di investimento lussemburghese (più precisamente, tali azioni sono di proprietà di una società francese denominata L. Holding, a sua volta controllata di una società lussemburghese denominata Callisto Sporting S .àr.l., che è la filiale di Merlyn Partners SCSp)”, prosegue Blue Skye.

“Tuttavia, la UEFA sembra essere stata incuriosita dalla creazione di Callisto Sporting S.à r.l. a maggio 2021 di due azioni A2, che danno un diritto di veto piuttosto invadente nella stessa gestione di LOSC. I beneficiari di questo diritto di veto sono le società domiciliate allo stesso indirizzo della sede centrale di Elliott. Pertanto, la UEFA è interessata al fatto che il Gruppo Elliott, proprietario del Milan – tramite Genio e King George – (insieme a Blue Skye), eserciti un controllo significativo sul Lille. Tuttavia, lo stesso articolo 5 del regolamento UEFA Europa League recita: “Nessuna persona fisica o giuridica può avere il controllo o l’influenza su più di un club che partecipa alle competizioni UEFA per club””.

“Tuttavia, nell’ultima stagione sia Lille che AC Milan hanno giocato in Champions League. Esiste quindi il rischio concreto che vengano comminate sanzioni a entrambi i club, se non a uno di essi (a questo proposito, va notato che il Lille non parteciperà alla Champions League il prossimo anno, il che aumenta il rischio che una sanzione sarà imposto al Milan). Inoltre, ci sono stati trasferimenti tra i due club, le cui condizioni potrebbero essere messe in discussione visti i legami esistenti tra il Gruppo Elliott e Lille”.

È proprio in questo contesto che è avvenuta all’improvviso la cessione del Milan, senza che Blue Skye ne abbia mai discusso con il Gruppo Elliott”, prosegue Blue Skye, sottolineando come la dimostrazione sia nel fatto che “il processo di vendita sia stato nascosto a Blue Skye”.

E la società conclude poi con l’accusa. “Questa cessione, a parte il fatto che comporta l’espulsione di Blue Skye da comproprietario del Milan, è, come risulta da quanto sopra, solo una finzione (è utilizzato il termine inglese masquerade, ndr) per cercare di ingannare la UEFA, poiché alla fine uno schema simile a quello utilizzato per il Lille verrebbe riprodotto, con il Gruppo Elliott che manterrà il controllo effettivo del Milan (rimanendo il principale creditore e azionista di minoranza), pur non essendo, formalmente, proprietario di due club in evoluzione in Champions League”.

Il Palermo sogna la Serie A, ma l’Europa sarà “limitata”


articolo di Marco Sacchi: https://www.calcioefinanza.it/2022/07/06/palermo-puo-giocare-coppe-europee/

Con l’acquisizione da parte del City Football Group il Palermo entra in una nuova era. La holding di Abu Dhabiproprietaria già del Manchester City in Premier League – metterà a disposizione del club rosanero tutto il suo know-how per riportare la società che un tempo fu di Maurizio Zamparini nell’elite del calcio italiano: la Serie A.

Palermo può giocare coppe europee
(Foto: Francois Nel/Getty Images)

Un obiettivo verosimile considerando la forza della nuova proprietà, anche se complicato dal grande numero di concorrenti nella Serie B 2022/23, tra i ritorni di grandi piazze – come ad esempio il Bari –, nobili decadute come Genoa e Cagliari e altri club che avrebbero tutte le carte in regola per ambire alla promozione, dal Parma al Brescia, passando per il Benevento.

I tifosi rosanero sognano il doppio salto di categoria nel giro di due anni e anche se è sicuramente ancora prematuro parlarne, il pensiero dei sostenitori sarà sicuramente tornato ai tempi in cui il Palermo era una squadra capace di conquistare la partecipazione all’Europa League, con calciatori del calibro di Edinson Cavani, Javier Pastore e Fabrizio Miccoli, solamente per citarne alcuni.

Tuttavia, i sogni di gloria in Europa potrebbero scontrarsi prima del tempo con la realtà, e in particolare con le norme sulla multi-proprietà della UEFA. Il tema è regolamentato dall’articolo 5 del “Regulations of the UEFA Champions League”, che parla di “Integrity of the competition/multi-club ownership” (integrità della competizione e multiproprietà, ndr) e disciplina la partecipazione alle competizioni per club UEFA di società controllate dal medesimo azionista.

Un’eventualità che potrebbe riguardare – nel migliore dei casi a partire dalla stagione 2024/25 – anche il Palermo. Il Manchester City occupa ormai stabilmente da anni un posto in Champions League, e nulla vieta che un’altra delle società europee controllate dalla holding (Girona e Troyes) possa ottenere un posto in un altro dei tornei UEFA per club.

L’articolo numero 5 in questione, che prevede quattro diversi commi, recita al numero 1: «Per garantire l’integrità delle competizioni UEFA per club (vale a dire UEFA Champions League, UEFA Europa League e UEFA Europa Conference League), si applicano i seguenti criteri:

  1. Nessun club che partecipa a una competizione UEFA per club può, direttamente o indirettamente:
  • detenere o negoziare titoli o azioni di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club;
  • essere socio di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club;
  • essere coinvolto a qualsiasi titolo nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club; o
  • avere qualsiasi potere nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club.
  1. Nessuno può essere coinvolto simultaneamente, direttamente o indirettamente, a qualsiasi titolo nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di più di un club che partecipa a una competizione UEFA per club.
  2. Nessuna persona fisica o giuridica può avere il controllo o l’influenza su più di un club che partecipa a una competizione UEFA per club, tale controllo o influenza essendo definiti in questo contesto come:
  • detenere la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti;
  • avere il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri dell’organo di amministrazione, direzione o controllo del club;
  • essere azionista e controllare da solo la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti del club; o
  • poter esercitare con qualsiasi mezzo un’influenza determinante nel processo decisionale del club».

Al comma 2 dello stesso articolo, si specifica invece che «se due o più club non soddisfano i criteri volti a garantire l’integrità della competizione, solo uno di loro può essere ammesso a una competizione UEFA per club, secondo i seguenti criteri (applicabili in ordine decrescente):

  1. il club che si qualifica per merito sportivo alla più prestigiosa competizione UEFA per club (ovvero, in ordine decrescente: UEFA Champions League, UEFA Europa League o UEFA Europa Conference League);
  2. il club che si è classificato in posizione migliore nel campionato nazionale dando accesso alla relativa competizione UEFA per club;
  3. il club la cui federazione è classificata più in alto nelle liste d’accesso».

Il comma 3 sottolinea che «le società non ammesse sono sostituite ai sensi del Paragrafo 4.09», e dunque che «una società che non è ammessa alla competizione viene sostituita dalla squadra successiva meglio classificata nel massimo campionato nazionale della stessa federazione, a condizione che la nuova società soddisfi i criteri di ammissione».

Infine, il comma 4 – una delle considerazioni più importanti – conclude sottolineando che «questo articolo non è applicabile se uno dei casi elencati al paragrafo 5.01 si verifica tra un club qualificato direttamente alla fase a gironi della UEFA Champions League e uno qualificato per una qualsiasi fase della UEFA Europa Conference League».

Dunque, ipotizzando che il Manchester City continui a prendere parte alle prossime edizioni della UEFA Champions League, per il Palermo l’Europa non sarebbe totalmente preclusa. Il club rosanero potrebbe partecipare solamente alla Conference League, competizione che in nessun caso si incrocia con la Champions. Il tutto a patto che nessuno degli altri due club europei – Girona o Troyes – riesca ad accedere allo stesso tempo a una manifestazione UEFA per club.

L’alternativa sarebbe una cessione della società da parte del City Football Group, in modo da fare venire meno l’influenza descritta dalla UEFA stessa nel suo articolo, un’ipotesi lontanissima per ovvie ragioni. Per il momento Palermo potrà serenamente concentrarsi sul ritorno nella massima serie italiana: l’Europa può attendere.

Contratto Maldini e Massara con il Milan: il rinnovo è stato firmato


Ricky Massara & Paolo Maldini

articolo di Monica Colombo e Carlos Passerini: https://www.corriere.it/sport/calciomercato/22_giugno_30/contratto-maldini-massara-milan-3aeca44a-f880-11ec-945e-5641b5c99a2d.shtml

L’accordo tra i dirigenti e la società è stato trovato: i contratti scadono oggi, 30 giugno. Maldini: «È tutto a posto, all’ultimo abbiamo rinnovato, contenti di programmare un futuro vincente»

L’accordo c’è. All’ultimo respiro, quasi fuori tempo massimo, di sicuro in netto ritardo rispetto a quanto si poteva e doveva fare, ma ciò che conta è che alla fine un’intesa sia stata trovata. La storia prosegue: Paolo Maldini e Ricky Massara hanno firmato, nella notte arriverà anche il timbro del Milan: continueranno a essere rispettivamente direttore tecnico e direttore sportivo. L’annuncio ufficiale arriverà nelle prossime ore, forse dopo la ratifica del cda, ma dubbi non ce ne sono più: l’accordo è di due anni con opzione per il terzo, con aumento di stipendio. «È tutto a posto, all’ultimo abbiamo rinnovato — ha confermato Maldini all’uscita dalla sede —. Siamo contenti di essere qui e di programmare un futuro sempre vincente. Come sarà il Milan? Adesso vediamo, c’è tempo. Siamo partiti un po’ in ritardo ma recupereremo. Sono molto felice, anche se magari non si vede».

Gli ultimi due giorni sono stati frenetici, una corsa contro il tempo: nella notte fra mercoledì e giovedì il proprietario in pectore Gerry Cardinale ha inviato dagli States l’ultima bozza ai due, che ieri l’hanno fatta esaminare ai legali. In serata, finalmente, la quadra. Se la lunga fase di stallo era dovuta a una richiesta di maggiore autonomia da parte di Maldini, diciamo che è stata trovata una soluzione che accontenta tutti. Una cosa però è certa: Maldini dovrà comunque rispondere a un amministratore delegato, che fino a dicembre sarà Ivan Gazidis. La struttura organizzativa resta quindi immutata. E in fondo lo scudetto vinto è la prova del fatto che la strategia operativa fosse quella giusta.

Il Milan attende la decisione dell’UEFA sul FPF: c’è fiducia per settlement leggero


articolo Di Andrea Gigante: Il Milan attende la decisione dell’UEFA sul FPF: c’è fiducia per settlement leggero (90min.com)

FBL-ITA-SERIEA-AC MILAN
Milan / PIERO CRUCIATTI/GettyImages

L’entusiasmo per la vittoria dello Scudetto e l’apprensione per il rallentamento dei rinnovi di Paolo Maldini e Frederic Massara hanno fatto passare un po’ in sordina gli incontri che il Milan ha avuto con l’UEFA per discutere del rispetto dei criteri dettati dal Fair Play Finanziario.

Come evidenzia milannews.it, negli ultimi tre anni i rossoneri hanno seguito pedissequamente quanto stabilito dal TAS di Losanna nel Consent Award sottoscritto nel giugno 2019 e hanno avuto una condotta esemplare che li ha portati ad aumentare i ricavi anche in un periodo economicamente difficile come quello pandemico.

Insomma, le sensazioni sono buone. Tuttavia, finché l’UEFA non si sarà pronunciata si procede con i piedi di piombo. D’altronde, i nuovi diktat del FPF prevedono un margine di spesa basato sui ricavi (altro punto sul quale il club sta lavorando in maniera molto intensa per farli salire).

Il Milan sente però di aver rispettato gli accordi presi con l’UEFA e si aspetta un settlement agreement leggero, con sanzioni minime che non vadano a limitare l’operato della società in sede di mercato e che non la obblighi a cedere i suoi giocatori più pregiati.

Il Tar respinge il ricorso della Figc sull’indice di liquidità


articolo di Mario Canfora: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/22-06-2022/tar-respinge-ricorso-figc-sull-indice-liquidita-4401095829303.shtml

gazzetta.it

Lo scorso 13 giugno il Collegio di Garanzia del Coni aveva parzialmente accolto l’appello della Lega di A escludendolo di fatto dai requisiti obbligatori per l’iscrizione al prossimo campionato: da qui il ricorso della Federcalcio

Il Tar del Lazio (Sezione prima Ter) ha respinto il ricorso presentato in via cautelare dalla Federcalcio contro la decisione del Collegio di Garanzia del Coni sull’applicazione dell’indice di liquidità per le società. Lo scorso 13 giugno il Collegio di Garanzia del Coni aveva parzialmente accolto l’appello della Lega di serie A escludendolo di fatto dai requisiti obbligatori per l’iscrizione al prossimo campionato. Da qui la scelta presa in via Allegri di rivolgersi al Tar del Lazio, che aveva accolto anche la richiesta della Figc di abbreviazione dei termini del ricorso.

DISPOSITIVO – Nell’ordinanza del Tar viene spiegato che “non risulta dimostrato alcun pregiudizio grave e irreparabile in ordine ai futuri adempimenti amministrativi e all’avvio del campionato di Serie A, in dipendenza degli effetti del dispositivo della decisione del Collegio di Garanzia, nelle more della pubblicazione della motivazione, fermo restando che la presente controversia è circoscritta al Manuale delle Licenze della serie A, e avuto riguardo ai poteri di cui la Federazione è titolare e alla concreta situazione dei club di serie A”. Di fatto, non c’è nessuna urgenza, anche perché tutte le squadre sono in regolacontinua a leggere

Affare Osimhen-Napoli: De Laurentiis indagato per falso in bilancio


articolo di Gianluca Monti: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Napoli/21-06-2022/osimhen-de-laurentiis-indagato-4401084232948.shtml

In corso perquisizioni e verifiche a Castel Volturno, Roma e in Francia

Aurelio De Laurentiis è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di falso in bilancio per l’acquisto di Victor Osimhen, effettuato dal Napoli nell’estate del 2020.

Sulla vicenda del passaggio del nigeriano dal Lille al club azzurro si sono accesi da tempo i fari della procura federale (anche se di recente la giustizia sportiva ha assolto il Napoli ed il suo presidente) ma adesso è stata la Guardia di Finanza a sequestrare le carte relative alla compravendita del calciatore (nell’affare entrarono anche Karnezis ed i giovani Manzi, Palmieri e Liguori – le cui valutazioni sono state appunto oggetto di indagine da parte della procura federale). Adesso, però, l’accusa per De Laurentiis ed i membri del CdA del club azzurro – sono i figli Edoardo (vicepresidente) e Valentina, la moglie Jacqueline (vicepresidente) e Andrea Chiavelli – è di falso in bilancio con la Guardia di Finanza che ha effettuato una serie di perquisizioni a Castel Volturno, Roma e in Francia.

Il Palermo è dello sceicco Mansour, padrone del Manchester City


articolo di Salvo Fallica: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-b/22_giugno_17/palermo-sceicco-mansour-padrone-manchester-city-70996da2-ee7c-11ec-b758-c9dec84b27f8.shtml?cx_testId=13&cx_testVariant=cx_1&cx_artPos=0&cx_experienceId=EXMWJ70L2HDN#cxrecs_s

Accordo destinato a entrare nella storia del calcio italiano: la promozione in B alza il prezzo dell’80% delle quote da 8 a 13 milioni. Obiettivo: la serie A in due stagioni

Una squadra del Sud del Mediterraneo si proietta a livello internazionale con un accordo destinato ad entrare nella storia del calcio italiano. Il Palermo Calcio entra a far parte del colosso «City Group». L’ufficializzazione dell’intesa di massima è attesa per la prossima settimana, con il momento della firma. L’operazione si compie per 13 milioni di euro con il passaggio dell’80% delle quote, mentre il presidente Dario Mirri rimarrà con l’altro 20%.

Quello che appariva come un sogno per i tifosi del Palermo fino a qualche mese fa, adesso diventa reale. Un grande gruppo calcistico internazionale acquista davvero il club rosanero, e la promozione in serie B dop la finale playoff vinta ai danni del Padova ha sicuramente contribuito all’accelerazione di questo passaggio. E alcuni addetti ai lavori indicano che l’obiettivo sarebbe la serie A in due stagioni.

Il gruppo sportivo che fa capo allo sceicco Mansour (fa parte della famiglia reale di Abu Dhabi) ha come punta di diamante la proprietà del Manchester City. Il trionfo nei play off, la grande cornice di pubblico in tutte le partite più importanti, il seguito televisivo e mediatico, sono elementi che hanno rafforzato quello che era già chiaro, le notevoli potenzialità del Palermo anche sul piano del merchandising. Tanto che il prezzo dopo il decisivo gol di Matteo Brunori è schizzato da 8 a 13 milioni. continua a leggere

Il paradosso del Chievo calcio, affossato da quei decreti approvati per salvarlo


articolo di Gian Antonio Stella: https://www.corriere.it/cronache/22_giugno_18/paradosso-chievo-calcio-affossato-quei-decreti-approvati-salvarlo-96b63198-ee7a-11ec-b758-c9dec84b27f8.shtml?fbclid=IwAR3dKQ5kagt3shgVmiITpIZ52v281n6IO9yqzp2yWIMQ9MOEHPYQ7fuLBoE

La vicenda in Consiglio di Stato: la società gialloblu chiede 140 milioni di risarcimento e ha la possibilità di vedere riconosciute le proprie ragioni

«Putei, boni, non ghe xè schei». Era un mantra, per Luca Campedelli, quando erano tutti pazzi per il Chievo (e certi telecronisti si spingevano a urlare «il pubblico s’arroventa, l’afa si fa delirio»), quella frase decisa a calmare i tifosi che lo invocavano di spendere fantastilioni di miliardi per comprare questo o quel fenomeno: «Putei, boni, non ghe xè schei». Del resto, spiegava, «in casa siamo tutti ragionieri: lo era papà, lo sono io, lo è mio fratello Piero e lo sono i parenti e i parenti dei parenti». Mica peraltro tutti gli stipendi dal mister Gigi Del Neri all’ultimo di giocatori costavano «meno dello stipendio del solo Batistuta…»

Due pesi e due misure – Domanda: come ha fatto uno così a farsi buttare fuori, con marchio di ignominia, dal grande calcio che troppi scandali e troppo inchieste e troppe archiviazioni (vedi l’ultima sulle plusvalenze, conclusa con un bonario pater-ave-gloria per tutte le big dopo la condanna iniziale e infangante del solo Chievo) hanno dimostrato avere bilanci marci? Per carità, di errori ne avrà fatti di sicuro, però… Certo aveva ragione Luciano Moggi, il disinibito Sultano della Tolfa poi condannato e radiato: «Er Chievo? E’ ggià ‘n miracolo mo’: ‘a storia ce dice ch’è quantommai improbbabbile che possa continuare». Previsione azzeccata. Con le buone o con le cattive, sospirano i tifosi…

La battaglia legale di Campedelli – Eppure, cocciuto come un musso (non dicevano ai bei tempi che l’Astro-Chievo era la prova che i mussi possono volare?), Campedelli è ancora lì a dar battaglia. E l’ultima di un tormentone di sentenze contrapposte, firmata giorni fa dal Presidente della quinta sezione giurisdizionale del Consiglio di Stato Luciano Barra Caracciolo, che pure aveva dato torto alla società in uno dei verdetti del passato, ha dato stavolta ragione al gioiello calcistico che venendo dal nulla è stato per diciassette anni di serie A mettendo a segno qualche annata sensazionale. E ha sospeso la penultima sentenza (del TAR), esulta l’avvocato del «Ceo», ritenendo «sussistenti concreti profili di illegittimità per i quali si prospetta il diritto al risarcimento del danno del Chievo Verona». continua a leggere

FPF, indagine UEFA sui conti del Paris Saint-Germain


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/06/16/uefa-indagine-psg-fpf/

Paris Saint-Germain’s CEO Nasser Al-Khelaifi & Kylian Mbappe – (Foto: FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)

La UEFA ha messo nel mirino i conti del Paris Saint-Germain in ottica Fair Play Finanziario. Lo riporta L’Equipe, spiegando che il CFCB (L’Organo di Controllo Finanziario per Club) ha presentato una «richiesta di informazioni» al club parigino da diverse settimane.

In particolare, il CFCB si è voluto concentrare sui conti presentati dal club della capitale, che secondo il DNCG – l’organo che monitora le finanze dei club in Franciaaveva perso 224,3 milioni di euro durante la stagione 2020/21. Da allora, il PSG ha operato in maniera consistente sul mercato, mettendo sotto contratto calciatori quali Lionel Messi e Sergio Ramos, senza dimenticare il rinnovo di Kylian Mbappé con un maxi premio alla firma.

Quando l’esame delle prove fornite dal Paris Saint-Germain sarà completato, il CFCB deciderà se aprire o meno un procedimento contro la squadra campione di Francia in carica. Il PSG, contattato da L’Equipe, ha affermato di rispondere regolarmente alle domande e alle richieste di informazioni della Federcalcio europea, ma per il momento nessuna indagine è stata ancora aperta.

Ufficiale, la Liga denuncia PSG e Manchester City all’UEFA


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/06/15/ufficiale-la-liga-denuncia-psg-e-city-alluefa/

The president of Spanish Liga Javier Tebas – (Photo by PIERRE-PHILIPPE MARCOU/AFP via Getty Images)

La Liga spagnola ha denunciato Paris Saint-Germain e Manchester City all’Uefa per violazioni del Fair Play Finanziario. Lo ha confermato la stessa lega iberica, in una nota ufficiale.

La Liga ha presentato un reclamo alla UEFA contro il PSG, che si unirà a un altro contro il Manchester City, perché questi club violano continuamente le attuali norme sul fair play finanziario”, si legge nella nota. “La Liga ritiene che queste pratiche alterino l’ecosistema e la sostenibilità del calcio, danneggino tutti i club e le leghe europee e servano solo a gonfiare artificialmente il mercato, con denaro non generato dal calcio stesso”.

La Liga ritiene che il finanziamento irregolare di questi club viene effettuato o tramite iniezioni dirette di denaro o tramite sponsorizzazioni e altri contratti che non corrispondono alle condizioni di mercato o hanno un senso economico. La Liga ha inoltre stipulato accordi con studi legali in Francia e Svizzera, tra cui lo studio legale francese Juan Branco, con l’obiettivo di intraprendere azioni amministrative e giudiziarie dinanzi agli organi francesi competenti e dinanzi all’Unione Europea nel più breve tempo possibile”.

In Svizzera, LaLiga sta studiando diverse opzioni di rappresentanza a causa di possibili conflitti di interesse di Nasser Al-Khelaïfi derivati ​​dai suoi diversi ruoli in PSG, UEFA, ECA e BeIN Sports. Non è la prima volta che LaLiga denuncia queste pratiche anticoncorrenziali davanti alla UEFA. L’organizzazione spagnola ha sempre guidato la difesa del controllo economico. Nel 2017 e nel 2018, ha presentato memoria alla UEFA contro PSG e Manchester City per violazione del fair play finanziario, che ha portato a sanzioni da parte della UEFA contro entrambi i club-Stato”, sebbene siano stati successivamente annullati a causa di strane decisioni del TAS”.

Le denunce della Liga, così come le dichiarazioni che l’associazione dei club spagnoli ha rilasciato negli ultimi tempi al riguardo, sono basate sui dati e dopo un monitoraggio e un’analisi dettagliati dei conti certificati dei club”, conclude la lega spagnola.

I giudici salvano Lotito: indice di liquidità bocciato dal Coni


articolo di Matteo Pinci: https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2022/06/13/news/indice_liquidita_seriea-353765372/?ref=RHTP-BH-I353657054-P3-S8-T1

La versione attuale non sarà considerata come criterio di ammissione al prossimo campionato di Serie A. La Lazio era l’unica società di Serie A fuori dai parametri: senza questo giudizio, il presidente avrebbe dovuto versare 2 milioni e 50 mila euro. La soddisfazione dei club, ma la Figc è pronta ad appellarsi al Tar.

Ha vinto la Serie A. Il Collegio di garanzia ha accolto, seppure parzialmente, l’appello dei club e ha deciso che l’indice di liquidità non può essere un criterio per l’ammissione al prossimo campionato. O meglio: non può esserlo per come è stato scritto. Perché la norma, votata in via definitiva il 26 aprile, prevede di fotografare la situazione dei conti delle società al 31 marzo. E questo, secondo i giudici presieduti da Gabriella Palmieri Sandulli, che hanno giudicato a Sezioni unite, vuol dire che la norma ha effetto retroattivo. Ossia su questioni che la precedono nel tempo. Un principio previsto anche dalla Costituzione, e che tutela il “reo” inconsapevole di commettere un reato che non era stato ancora istituito come tale.

La Lazio unico club fuori dall’indice – La vittoria della Serie A è la vittoria del presidente della Lazio, Claudio Lotito. Il club biancoceleste infatti era l’unico esposto: in pratica, la battaglia della Serie A, iniziata su base ideologica contro una norma ritenuta ingiusta da tutti i club, ha effetti solo per uno. Così, il presidente laziale non dovrà ricapitalizzare per coprire i 2 milioni e 50 mila euro che mancavano alla Lazio per rientrare nei parametri. La Figc però è già pronta a presentare appello al Tar, senza attendere il deposito delle motivazioni: contesterà la competenza delle Sezioni unite (ritiene che la questione dovesse essere demandata alle Sezioni speciali), oltre che il merito della decisione. Gennaro Terracciano, legale della federcalcio, accusa: “Dispositivo di difficile comprensione e che rischia di compromettere la regolarità del campionato“. Anche perché il termine per le iscrizioni ai campionati scade il prossimo 22 giugno. continua a leggere

Claudio Lotito, presidente della Lazio 

Liga, Tebas denuncia Juventus e Manchester City all’Uefa


articolo di Redazione Sport: https://www.corriere.it/sport/calcio/22_giugno_03/liga-tebas-denuncia-juventus-manchester-city-all-uefa-01feeff2-e337-11ec-add9-4c15cbccc153.shtml

Il presidente della Liga avrebbe presentato un esposto per irregolarità finanziarie. Agisce, a suo dire, per proteggere l’ecosistema calcistico europeo e la competitività delle squadre spagnole

Javier Tebas, presidente della Liga (Epa)

Javier Tebas contro Juventus e Manchester City. Il presidente della Liga, secondo As, avrebbe presentato un esposto alla Uefa contro appunto il club italiano e quello inglese per irregolarità finanziarie. Non solo: stessa denuncia sarebbe pronta a partire anche per il Psg. Tebas, a suo dire, agisce per proteggere l’ecosistema calcistico europeo, e in particolar modo, la competitività delle squadre spagnole che sarebbero costrette a competere in condizioni di inferiorità rispetto ad altri che non rispettano le norme.

Già nelle scorse settimane Tebas aveva già sollevato una polemica contro il Psg per le cifre del rinnovo di contratto di Mbappé. Ora l’allarme è scattato per l’ingaggio che il Manchester City corrisponderà a Erling Haaland: «Vorrei sapere come hanno portato a termine l’operazione, Mino Raiola ha chiesto una grossa commissione…», aveva detto Tebas nei giorni scorsi.

Verità&Affari: Elliott presta 600 mln a RedBird per il Milan


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/06/01/elliott-prestito-redbird-milan/

Il passaggio del Milan dalle mani del fondo Elliott a RedBird è finalmente ufficiale. La maggioranza del club rossonero è stata rilevata dalla nuova società americana, per una valutazione complessiva di 1,2 miliardi di euro. Il closing vero e proprio è previsto a settembre del 2022.

Il quotidiano Verità&Affari ha svelato un retroscena importante a proposito della struttura dell’operazione, che vedrebbe la società guidata da Gerry Cardinale mettere sul piatto 300 milioni di euro di liquidità, mentre la quota restante sarebbe a debito.

In particolare, 600 milioni di euro arriverebbero attraverso un vendor financing, cioè un finanziamento da parte del venditore. Un prestito concesso dalla Rossoneri Sport Investment Sarl (Lux), la controllante lussemburghese del Milan, a tassi del 15%, e altri 300 milioni attraverso il più classico dei finanziamenti concesso da JPMorgan.

Secondo Verità&Affari, con questo schema – come confermato nella nota ufficiale del passaggio di proprietà, del resto – Elliott non esce di scena e attraverso dei warrant legati al prestito riceverà azioni del Milan in base all’aumento di valore del club, restando nel nuovo consiglio d’amministrazione con tre membri, anticipati ieri da Calcio e FinanzaGordon SingerStefano Cocirio e Giorgio Furlani.

Il Sole 24 Ore – I progetti di RedBird e la permanenza di Elliott: tutti i dettagli

articolo di Francesco Finulli: https://www.milannews.it/primo-piano/il-sole-24-ore-i-progetti-di-redbird-e-la-permanenza-di-elliott-tutti-i-dettagli-454117

Il passaggio di proprietà ora è realtà. Con il signing tra RedBird Capital Partners e il fondo Elliott, ufficializzato dal Milan nella giornata di ieri con una nota ufficiale, si è avviato definitivamente il processo che nel giro di qualche mese porterà al closing, ovvero il passaggio formale delle quote dalla società uscente all’acquirente. Dalle parole pronunciate ieri da Gerry Cardinale già si evincono idee e progetti, di cui la famiglia Singer farà ancora comunque parte.

I dettagli della trattativa – Secondo quanto riporta questa mattina Il Sole 24 Ore, l’accordo tra i due fondi americani si concretizzerà molto probabilmente sulla base di una partenrship. Elliott, come emerso già nelle scorse settimane, ha valutato il club 1.2 miliardi di euro ma questi non saranno incassati subito, dal momento che la proprietà uscente dovrebbe rimanere in società con una quota che si aggira attorno al 30%. La famiglia Singer rimarrà presente con alcuni suoi esponenti anche nel consiglio d’amministrazione della nuova società, uno su tutti Giorgio Furlani che ieri ha parlato prima di Cardinale a nome di Paul e Gordon. Tutto questo concorre all’idea di continuità ribadita più volte nel discorso di insediamento che Cardinale ha tenuto ieri davanti ai giornalisti presso Casa Milan. Le cifre, non ancora note, dovrebbero essere suddivise così: 600 milioni di equity e altri 600 di “vendor loan“, un prestito dello stesso fondo Elliott a RedBird che sarà estinto in un periodo di tempo concordato. C’è da capire anche il destino di Blue Skye che attualmente possiede il 4% delle quote societarie rossonere. Tutto questo verrà definito al momento del closing, previsto entro settembre.

I progetti di Gerry – Nella giornata di ieri, la prima ufficiale da proprietario del Milan, Gerry Cardinale ha visitato Casa Milan e si è incontrato con gli uomini chiave della dirigenza rossonera: da Maldini a Gazidis, passando per Massara, oltre che il presidente Paolo Scaroni. L’intenzione è quella di portare avanti l’ottimo lavoro del fondo Elliott che è stato coronato dalla conquista dello scudetto meno di due settimane fa: per questo motivo le alte sfere dirigenziali del Milan dovrebbero essere confermate in toto. Cardinale ha fatto anche capire, con le parole pronunciate nella giornata di ieri, quali sono i suoi intenti. Da una parte continuare a vincere, dall’altra far crescere il nome e il brand Milan grazie a strategie di marketing e di gestione mirate. Sotto questo punto di vista si rivelerà fondamentale l’esperienza che il nuovo proprietario del Milan ha maturato nel mondo dello sport negli ultimi 25 anni, specialmente in America.

RedBird tra Milan e Liverpool: le norme sulla multiproprietà in Champions


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/06/01/redbird-tra-milan-e-liverpool-le-norme-uefa-sulla-multiproprieta-champions/

Non solo Milan, RedBird è già sbarcata nel calcio europeo negli anni scorsi, tra Inghilterra e Francia. Lo scorso anno infatti la società guidata da Gerry Cardinale ha acquistato una partecipazione di poco più del 10% nel Fenway Sports Group (FSG), proprietario del Liverpool, mentre nel luglio 2020 aveva acquisito l’85% delle quote dl Tolosa, club francese che ha appena centrato la promozione in Ligue 1.

Il progetto di RedBird, secondo quanto riportato dai quotidiani negli ultimi giorni, sarebbe quello di creare una galassia di società in stile City Football Group o Red Bull. Ma il tema potrebbe riguardare, prima, la partecipazione di più club legati alla società statunitense alle stesse competizioni europee.

Cosa dicono quindi le norme della Champions League a proposito della multiproprietà? Il tema è regolamentato dall’articolo 5 del “Regulations of the UEFA Champions League”, che parla di “Integrity of the competition/multi-club ownership” (integrità della competizione e multiproprietà, ndr).

Champions regolamento multiproprietà – Cosa dice l’articolo 5 – La norma, che prevede quattro diversi commi, recita al numero 1: «Per garantire l’integrità delle competizioni UEFA per club (vale a dire UEFA Champions League, UEFA Europa League e UEFA Europa Conference League), si applicano i seguenti criteri:

  1. Nessun club che partecipa a una competizione UEFA per club può, direttamente o indirettamente:
  • detenere o negoziare titoli o azioni di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club;
  • essere socio di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club;
  • essere coinvolto a qualsiasi titolo nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club; o
  • avere qualsiasi potere nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di qualsiasi altro club che partecipa a una competizione UEFA per club.
  1. Nessuno può essere coinvolto simultaneamente, direttamente o indirettamente, a qualsiasi titolo nella gestione, amministrazione e/o prestazione sportiva di più di un club che partecipa a una competizione UEFA per club.
  2. Nessuna persona fisica o giuridica può avere il controllo o l’influenza su più di un club che partecipa a una competizione UEFA per club, tale controllo o influenza essendo definiti in questo contesto come:
  • detenere la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti;
  • avere il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri dell’organo di amministrazione, direzione o controllo del club;
  • essere azionista e controllare da solo la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti del club; o
  • poter esercitare con qualsiasi mezzo un’influenza determinante nel processo decisionale del club».

Al comma 2 dello stesso articolo, si specifica invece che «se due o più club non soddisfano i criteri volti a garantire l’integrità della competizione, solo uno di loro può essere ammesso a una competizione UEFA per club, secondo i seguenti criteri (applicabili in ordine decrescente):

  1. il club che si qualifica per merito sportivo alla più prestigiosa competizione UEFA per club (ovvero, in ordine decrescente: UEFA Champions League, UEFA Europa League o UEFA Europa Conference League);
  2. il club che si è classificato in posizione migliore nel campionato nazionale dando accesso alla relativa competizione UEFA per club;
  3. il club la cui federazione è classificata più in alto nelle liste d’accesso».

Il comma 3 sottolinea che «le società non ammesse sono sostituite ai sensi del Paragrafo 4.09», e dunque che «una società che non è ammessa alla competizione viene sostituita dalla squadra successiva meglio classificata nel massimo campionato nazionale della stessa federazione, a condizione che la nuova società soddisfi i criteri di ammissione».

Infine, il comma 4 conclude sottolineando che «questo articolo non è applicabile se uno dei casi elencati al paragrafo 5.01 si verifica tra un club qualificato direttamente alla fase a gironi della UEFA Champions League e uno qualificato per una qualsiasi fase della UEFA Europa Conference League».

Champions regolamento multiproprietà – Il caso Lipsia-Salisburgo – Attualmente, l’unico caso sul quale la UEFA è stata chiamata ad esprimersi è quello che riguarda Lipsia e Salisburgo e l’influenza di Red Bull sui due club. Un’indagine approfondita da parte della UEFA che risale al 2017 aveva portato a un verdetto positivo: via libera ai due club di partecipare alla Champions League.

Le motivazioni erano state diverse. In particolare, secondo la UEFA, l’influenza di Red Bull sul Salisburgo si era notevolmente ridotta: erano state rimosse alcune persone legate alla Red Bull (e che erano anche contemporaneamente coinvolte con il Lipsia) nel CdA, così come il presidente del CdA, legato a Red Bull, si era dimesso. Inoltre, era stato modificato l’accordo di sponsorizzazione tra Salisburgo e Red Bull (con spazi e cifre ridotte), così come è stato concluso l’accordo di collaborazione tra i due club e i diversi prestiti erano stati conclusi.

In sostanza, secondo la Camera Investigativa dell’Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club, la relazione tra Red Bull e il Salisburgo, in seguito alle modifiche, è diventata una relazione di sponsorizzazione standard, stabilendo così che non è stato violato l’articolo 5 (riguardante l’integrità della competizioni) e ammettendo entrambi i club alla stessa competizione.

Plusvalenze Inter: archiviazione all’orizzonte per l’indagine


articolo Di Redazione: Plusvalenze Inter: archiviazione all’orizzonte per l’indagine (internews24.com)

Le indagini della Procura si avviano verso l’archiviazione, nessun falso di bilancio per l’Inter

La Procura di Milano si avvia verso l’archiviazione dell’indagine che vedeva l’Inter accusata di falsi di bilancio a carico di ignoti.

Secondo l’Ansa, le indagini di Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi, con l’aggiunto Maurizio Romanelli, non hanno fatto sì che emergessero elementi tali da procedere con la richiesta di rinvio a giudizio. L’analisi di documenti e mail sequestrate a dicembre ad alcuni dirigenti del club nerazzurro non avrebbe dunque fatto venire a galla nulla di rilevante a livello penale sulla compravendita di giocatori.

Cardinale ha firmato: il Milan passa da Elliott a RedBird


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/31-05-2022/milan-cardinale-ha-firmato-club-passa-elliott-redbird-440773206186.shtml

La società d’investimento statunitense subentra al fondo di Singer, che aveva rilevato il club nel 2018. Nelle prossime ore è atteso l’annuncio del passaggio di proprietà

Gerry Cardinale

Gerry Cardinale, il gran capo di RedBird Capital Partners, ha firmato il contratto di acquisizione della maggioranza del Milan dal fondo Elliott. L’annuncio ufficiale è atteso nelle prossime ore, anche se è probabile che slitti a domani. Si tratta del cosiddetto “signing“, mentre il closing dell’operazione ha tempi più lunghi.

NUOVO CAMBIO – Il club rossonero, rilevato nel luglio 2018 dal fondo di Singer per l’inadempienza di Li Yonghong che nel 2017 era subentrato a Fininvest, cambia di nuovo proprietà, restando però sempre sotto la bandiera a stelle e strisce. Anche RedBird, fondo d’investimento già impegnato attivamente nello sport, ha sede a New York come Elliott, che resterà con una quota nella società rossonera.

Inter, nuovo settlement agreement con l’UEFA per il FPF


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/30/inter-settlement-agreement-fpf-uefa/

L’Inter si aspetta di firmare un nuovo settlement agreement (si veda ultimo paragrafo) con l’Uefa per il Fair Play Finanziario. Lo spiega lo stesso club nerazzurro nei documenti legati ai primi nove mesi dell’esercizio 2021/22 di Inter Media and Communication, la società in cui confluiscono i ricavi media e sponsor della società nerazzurra.

“Nel febbraio 2022 la UEFA ha aperto un procedimento nei confronti del club in conformità con l’articolo 12 (1) delle regole procedurali che disciplinano l’Organo di controllo finanziario dei club UEFA (“CFCB”) – Edizione 2021, a causa della FFP disavanzo di pareggio che abbiamo registrato nel periodo di monitoraggio che copre i periodi di riferimento 2018, 2019, 2020 e 2021 – si legge nei documenti – . Un disavanzo di pareggio è previsto anche per il periodo di riferimento che termina a giugno 2022 e già comunicato alla UEFA. Secondo le nostre evidenze, la stessa situazione vale per un certo numero di altri club in Italia e in Europa che hanno registrato un deficit di pareggio FFP misurato secondo le regole attuali”.

“Sebbene le interazioni con la UEFA siano ancora in corso, prevediamo di firmare un settlement agreement entro la fine di giugno 2022 che includerà alcuni rapporti finanziari che dovremo soddisfare nei periodi di riferimento che terminano a giugno 2023, 2024 e 2025. Questi rapporti dovrebbero essere impostato secondo un quadro volto a rendere gradualmente il club pienamente conforme alla nuova “regola degli utili calcistici” UEFA entro la stagione sportiva 2025/26. Prevediamo inoltre che il settlement agreement includa un possibile meccanismo di sanzioni finanziarie e sportive principalmente legate alla violazione dei rapporti finanziari concordati (con tali sanzioni proporzionate all’entità della potenziale violazione)”.

Cos’è il settlement agreement? – Il club nerazzurro aveva già firmato un settlement agreement con l’Uefa per il Fair Play Finanziario nell’estate del 2015, come, tra gli altri club italiani, successo anche alla Roma, uscendone poi nell’estate 2019: si tratta, di fatto, di una sorta di “patteggiamento” tra il singolo club e l’Uefa in caso di superamento degli obblighi economici fissati dal FPF, in un accordo che prevede per la società una serie di paletti da rispettare sia in termini economici che in termini sportivi (ad esempio, la riduzione del numero dei giocatori utilizzabili nelle competizioni europee). Resta ora da valutare se e quanto il nuovo regolamento del FPF cambierà anche le potenziali sanzioni in termini di settlement agreement.

Maldini e il Milan: «Il rinnovo del contratto? Nessuno mi ha chiamato, è poco rispettoso»


articolo di Salvatore Riggio: https://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/22_maggio_27/maldini-contratto-rinnovo-80f7120a-dd86-11ec-9d2a-935eb68a8d83.shtml

Le dichiarazioni alla «Gazzetta dello Sport» del direttore tecnico rossonero: «L’ad ed Elliott fino ad ora non si sono neanche seduti per parlare con me e Massara. Non abbiamo la disponibilità economica per un salto di qualità»

«Io e Massara siamo in scadenza e non abbiamo rinnovato. Devo dire che per il nostro percorso e per ciò che è successo in passato anche durante il periodo di crisi con Rangnick, trovo poco rispettoso il fatto che a oggi l’amministratore delegato ed Elliott non si siano neanche seduti a parlare con noi. Dico solo a parlare». Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan, non usa mai giri di parole per spiegare il suo pensiero.

Il contratto da rinnovare – Si espone e lo fa durante l’intervista rilasciata a «La Gazzetta dello Sport» per celebrare il 19esimo scudetto del Diavolo. «In questo momento non abbiamo la disponibilità economica per pensare a un salto di qualità. Anche perché siamo in una fase di passaggio. Vedremo». Tornando al contratto, «loro potrebbero anche dirci “il vostro lavoro non è stato abbastanza buono per continuare”. O può essere che io dica “la vostra strategia non mi piace”. Come ho detto a suo tempo, a me piace essere una sorta di garanzia per il milanista. Io non sono la persona giusta per fare un progetto che non ha un’idea vincente. Non potrei mai farlo. La realtà è che la proprietà non si è mai seduta al tavolo e questa cosa non va bene».

Perché la questione non diventi spinosa all’interno del club di via Aldo Rossi sarà fondamentale nei prossimi giorni un incontro tra le parti per discuterne: il problema è che è in corso il passaggio di proprietà dal fondo Elliott (che resterà con una quota) al fondo RedBird.

La strategia della nuova società – Ancora non si conoscono i piani dei nuovi proprietari, ma la filosofia resterà la stessa, all’insegna della sostenibilità. Maldini vorrebbe la garanzia che il Milan possa fare un altro salto di qualità. «Oggi il Milan con una visione strategica di alto livello può andare a competere il prossimo anno con le più grandi. Se invece si scegliesse una visione di mantenimento, senza investimenti, senza un’idea da Milan rimarremmo nel limbo tra le migliori sei o sette squadre in Italia per tentare di rivincere lo scudetto e qualificarci per la Champions. Per questo è il momento che la proprietà, Elliott o quella che potrebbe arrivare, chiuda il triennio e capisca che strategia vuole per il futuro. Con due o tre acquisti importanti e il consolidamento dei giocatori che abbiamo possiamo competere per qualcosa di più grande in Champions».

Vedremo se i piani combaceranno. Non è questa l’unica divergenza di Maldini con i vertici rossoneri. L’altra riguarda lo stadio che Maldini vorrebbe più grande di quello da 55mila posti pensato finora. Insomma, non gli dispiacerebbe un impianto grande come San Siro. continua a leggere

Milan, Investcorp abbandona la trattativa, resta solo RedBird


articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2022/05/26/milan-investcorp-abbandona-la-trattativa-resta-solo-redbird_ff0c4dcc-537d-4758-ba95-10782d94c517.html

Il presidente del Milan Paolo Scaronifoto del 4 marzo 2020. RICCARDO ANTIMIANI

Mohammed Al Ardhi, a capo di Investcorp, fondo di investimenti del Bahrain che aveva avanzato un’offerta per l’acquisto del Milan, conferma su Twitter la fine della trattativa.

Abbiamo discusso con Elliott su un potenziale investimento nell’AC Milan. Come può succedere in questi casi – scrive – non è stato raggiunto un accordo commerciale e abbiamo deciso di comune accordo di chiudere i colloqui“. In trattativa ora c’è solo RedBird azienda statunitense che avrebbe valutato il club rossonero per un miliardo e 300 milioni di euro. Le parti sarebbero molto vicine a chiudere, con Elliott che potrebbe restare con una quota di minoranza. 

Il fondo del Bahrain su Twitter, ‘chiusi i colloqui’

Traduzione https://translate.google.it: Abbiamo discusso con Elliott su un potenziale investimento in #AC Milan. Come può essere il caso delle offerte premium, non è stato raggiunto un accordo commerciale e abbiamo deciso di comune accordo di chiudere i colloqui. Auguriamo il meglio al Milan per la prossima stagione e oltre

Ceferin: “Club italiani in difficoltà anche con nuovo FPF. Mai più del 70% per i giocatori”


articolo Redazione1908: https://www.fcinter1908.it/primo-piano/ceferin-club-italiani-in-difficolta/

“Tutti vogliono vincere oggi, diventa un problema perché lo sforzo economico non è sostenibile, investono troppo e non controllano i ricavi”

il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin

Mentre la Lega di Serie A ricorre alla giustizia contro l’indice di liquidità imposto dalla Figc, il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin certifica lo stato di crisi del calcio italianoAlcuni club italiani avrebbero problemi in ogni caso, al di là delle nuove regole del financial fair play – dice in un’intervista a Sky Sport – Se ciascun club non rispetterà le regole, andrà incontro a problemi. Come è giusto che sia se non ci si attiene alle regole”.

“Dobbiamo diventare un’industria sostenibile. In altre attività ci si può permettere di controllare solo il profitto, nel calcio invece i club da un lato devono avere attenzione per il profitto e dall’altro lato vogliono vincere. Tutti vogliono vincere oggi, qualche volta diventa un problema perché lo sforzo economico non è sostenibile, investono troppo e non controllano i ricavi. Se una squadra non spenderà più del 70% del budget per i giocatori, sarà un cambiamento epocale. Crediamo molto in questo”.

Mbappè resta al Psg, ecco l’offerta per il rinnovo ufficiale: 50 milioni per 3 anni (e 120 alla firma)


articolo di Salvatore Riggio: https://www.corriere.it/sport/calciomercato/22_maggio_21/mbappe-resta-psg-ecco-l-offerta-il-rinnovo-1a2aa0c0-d90b-11ec-ace9-a49b5c59373f.shtml?fbclid=IwAR35FxwTKHijgjPKmbW6zFn6DorXuWy_gHDIOx86ZaWzx3OUwbwnV8BVWt0

Niente Real Madrid per il centravanti francese. Il nuovo contratto prevede uno stipendio di 50 milioni all’anno per tre anni e un bonus di 120 milioni alla firma. È la fine del fogliettone: il Qatar — proprietario del Psg — lo voleva testimonial per i Mondiali

Kylian Mbappè resterà al Psg e non andrà al Real Madrid: l’annuncio adesso è ufficiale e chiude un tormentone che dura da mesi. È arrivato stasera, 21 maggio, durante la gara di Ligue 1 contro il Metz con un video del club sui social. «La nostra storia si scrive qui. Qui è Parigi», le parole memorabili.

È un mezzo colpo di scena, perché ormai sembrava sicuro che l’attaccante francese dovesse andare al Real Madrid. Il club spagnolo aveva proposto 180 milioni di euro, e poi 200, per rilevare l’ultimo anno di contratto del 23enne parigino. Ma lo sceicco del Qatar, proprietario del Psg e organizzatore del Mondiale, voleva a tutti i costi Mbappè come testimonial, e ha rilanciato: si parla di 50 milioni di stipendio per tre anni più 120 milioni di bonus alla firma. In questo modo Mbappé — arrivato nel club della sua città nel 2017 proveniente dal Monaco — giocherebbe il Mondiale in Qatar da stella del club e tra due stagioni avrebbe la possibilità di valutare altre prospettive, garantendo eventualmente un grande incasso al Psg. continua a leggere

Calcio: Psg, esonerato il direttore sportivo Leonardo


articolo Redazione ANSA: https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2022/05/22/calcio-psg-esonerato-il-direttore-sportivo-leonardo_ee7c64fa-1adc-42e4-8c29-5a3fb754cff9.html

(ANSA) – Parigi, 22 maggio 2022

Il direttore sportivo del Paris Saint Germain, Leonardo, è stato esonerato dal suo incarico ieri sera, dopo l’ultima partita della stagione per il club della capitale francese.

Lo rivela una fonte a conoscenza del dossier, che conferma informazioni arrivate da diversi media.

Il licenziamento del dirigente brasiliano di 52 anni, in carica dal 2019, arriva a poche ore dal prolungamento fino al 2025 del contratto di Kylian Mbappé.
Dopo la vittoria per 5-0 contro il Metz e concluse le celebrazioni per il decimo titolo nazionale, diversi media hanno comunicato la decisione del Psg di separarsi da uno dei suoi uomini chiave. Il club presieduto da Nasser Al-Khelaïfi, rinvigorito dall’impegno a medio termine del suo fuoriclasse Mbappé, ha lanciato importanti manovre per dare nuova vita al suo progetto sportivo. Questo era il secondo periodo come direttore sportivo per ‘Leo’, che ha ricoperto l’incarico anche tra il 2011 e il 2013. Il brasiliano è stato anche giocatore del Psg dal 1996 al 1997. Il suo nome era stato al centro dell’attenzione per diverse settimane, come quello dell’allenatore Mauricio Pochettino, che potrebbe fare presto le valigie nonostante il suo attuale contratto fino al 2023.
Secondo diversi media, il portoghese Luis Campos potrebbe assumere la carica di direttore sportivo del club parigino. (ANSA).

Il direttore sportivo del Paris Saint Germain, Leonardo – EPA/STEPHANIE LECOCQ

Napoli, altro striscione. Preso di mira De Laurentiis: “Al trionfo preferisce il portafoglio gonfio…”


articolo: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Napoli/13-05-2022/napoli-striscione-contro-de-laurentiis-preferisce-portafoglio-gonfio-440477093103.shtml

Il messaggio è firmato dal gruppo ultrà Fedayn e segue di un giorno quello contro l’allenatore Spalletti

Continua a colpi di striscione la contestazione dei tifosi del Napoli, crollato sul più bello quando lo scudetto sembrava un sogno bello e possibile. Dopo il “lenzuolo” con dedica a Spalletti, esposto martedì sera all’esterno dello stadio Maradona e firmato cripticamente “I Mariuoli“, questa sera è apparso un nuovo messaggio, stavolta a Castel Volturno, ad opera del gruppo ultrà Fedayn.

L’INSULTO – Il messaggio prende di mira il presidente Aurelio De Laurentiis. “Al trionfo preferisce il portafoglio gonfio… la nostra vessazione è avere un presidente cialtrone“.

Ultimatum di Investcorp al Milan: i soldi ci sono, non ammissibile la gestione della trattativa di Elliott


articolo di G.B. Olivero: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/12-05-2022/ultimatum-investcorp-milan-fastidio-la-gestione-elliott-440471414710.shtml

Il fondo del Bahrain non è contento degli sviluppi che sta prendendo la trattativa: il sospetto è che la proprietà rossonera stia cercando altri acquirenti per far lievitare il prezzo.

Investcorp lancia un ultimatum al Milan: i soldi sono sul tavolo, se Elliott vuole cedere la società sa cosa deve fare. Il fondo del Bahrain non è contento degli ultimi sviluppi della trattativa e soprattutto delle voci fatte trapelare da ambienti vicini a Elliott, in particolare sull’ipotetico tentativo di Investcorp di trovare dei partner per l’operazione, come banche o altri investitori. Una ipotesi che lo stesso fondo rigetta con forza, assicurando invece di avere tutti i soldi per procedere alla chiusura dell’accordo. continua a leggere

Investcorp, 1180 milioni per prendere il Milan: ecco da dove vengono. E spunta Ares…

articolo di Marco Pasotto: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/05-05-2022/investcorp-nell-operazione-milan-spunta-ares-capital-440353905034.shtml?intcmp=leggianche_free

Degli 800 milioni di equity versati per acquisire il club rossonero, la metà arriverebbe attraverso il fondo americano. Che poi sarebbe sostituito nel tempo dagli investitori storici del gruppo arabo.

Mohammed Alardhi, numero uno di Investcorp

Mentre Elliott e Investcorp stanno perfezionando l’accordo di compravendita, con i rispettivi uffici legali al lavoro per risolvere alcune situazioni relative ad aspetti finanziari legati al miliardo e 180 milioni di euro occorrenti per acquisire il Milan, inizia a emergere qualche dettaglio maggiore sulla struttura dell’operazione.

I DETTAGLI – Della cifra totale necessaria per acquistare il club rossonero, Investcorp metterebbe infatti sul piatto circa 800 milioni di equity (e cioè risorse proprie), mentre gli altri 400 figurerebbero come prestito ponte di tipo bancario. E’ interessante però analizzare più dettagliatamente la composizione degli 800 milioni: una metà sarebbe in capo ad alcuni sottoscrittori di Investcorp, per lo più famiglie benestanti dell’area del Golfo Persico, mentre l’altra metà arriverebbe con l’ingresso in scena di Ares Capital, gruppo finanziario americano. continua a leggere

La FIGC rilascia la Licenza Uefa a 17 club di Serie A per il 22/23


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/06/la-figc-rilascia-la-licenza-uefa-17-club-di-serie-per-il-22-23/

La Commissione di primo grado delle Licenze UEFA della FIGC, in data 6 maggio 2022, esaminata la documentazione pervenuta nell’ambito del processo per il rilascio della Licenza UEFA per la stagione sportiva 2022/2023, visto il Manuale delle Licenze UEFA – Edizione 2020, preso atto delle relazioni degli esperti, ha deliberato di rilasciare la Licenza UEFA alle seguenti società:

CLUB MASCHILI:

SERIE A

  1. Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. (Gewiss Stadium di Bergamo)
  2. Bologna F.C. 1909 S.p.A. (Stadio Renato Dall’Ara di Bologna)
  3. Cagliari Calcio S.p.A. (Stadio Friuli/Dacia Arena di Udine)
  4. A.C.F. Fiorentina S.r.l. (Stadio Artemio Franchi di Firenze)
  5. Genoa Cricket and F.C. S.p.A. ((Stadio Luigi Ferraris di Genova
  6. F.C. Internazionale Milano S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
  7. Juventus F.C. S.p.A. (Allianz Stadium di Torino)
  8. S.S. Lazio S.p.A. (Stadio Olimpico di Roma)
  9. A.C. Milan S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
  10. S.S.C. Napoli S.p.A. (Stadio Diego Armando Maradona di Napoli)
  11. A.S. Roma S.p.A. (Stadio Olimpico di Roma)
  12. U.C. Sampdoria S.p.A. (Stadio Luigi Ferraris di Genova)
  13. U.S. Sassuolo Calcio S.r.l. (Mapei Stadium di Reggio Emilia)
  14. Spezia Calcio S.r.l. ((Stadio Friuli/Dacia Arena di Udine)
  15. Torino F.C. S.p.A. (Stadio Olimpico Grande Torino di Torino)
  16. Udinese Calcio S.p.A. (Stadio Friuli / Dacia Arena di Udine)
  17. Hellas Verona F.C. S.p.A. (Stadio Marcantonio Bentegodi di Verona)

SERIE B

Parma Calcio 1913 S.r.l. (Stadio Ennio Tardini di Parma)

CLUB FEMMINILI 

  1. A.C.F. Fiorentina S.r.l. (Stadio Artemio Franchi di Firenze)
  2. F.C. Internazionale Milano S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
  3. Juventus F.C. S.p.A. (Allianz Stadium di Torino)
  4. S.S. Lazio Women 2015 a R.L. (Stadio Mirko Fersini di Formello)
  5. A.C. Milan S.p.A. (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
  6. A.S. Roma S.p.A. (Stadio Olimpico di Roma)
  7. U.C. Sampdoria S.p.A. (Stadio Luigi Ferraris di Genova)
  8. U.S. Sassuolo Calcio S.r.l. (Mapei Stadium di Reggio Emilia)

Dietro Milan-Investcorp spunta il fondo Ares Capital


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/05/milan-investcorp-ares-capital/

Casa Milan (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Ci sarebbe anche il fondo americano Ares Capital – già accostato all’Inter ai tempi della possibile operazione con BC Partners –, nel possibile riassetto azionario del Milan. Lo riporta Il Sole 24 Ore, spiegando che le discussioni tra Elliott e Investcorp sarebbero ora focalizzate sulla struttura finanziaria dell’operazione.

Sulla valutazione complessiva di 1,2 miliardi, l’equity complessivo sarebbe di 800 milioni di euro circa. All’interno di questa cifra ci sarebbero però anche circa 400 milioni di preferred equity, strumento ibrido che verrebbe concesso proprio da un gruppo finanziario come Ares Capital. I restanti 400 milioni verrebbero invece forniti dai sottoscrittori storici di Investcorp.

Questa mossa sarebbe parte della strategia di Investcorp. Il fondo con sede in Bahrein andrebbe a sostituire successivamente la posizione di Ares Capital con capitali dei suoi sottoscrittori. In ogni caso, le discussioni tra Elliott e Investcorp restano focalizzate sulle differenti componenti della proposta di acquisto.

De Laurentiis perde ricorso: dovrà cedere Bari o Napoli


articolo di Redazione: https://www.calcioefinanza.it/2022/05/04/respinto-il-ricorso-de-laurentiis-dovra-cedere-bari-o-napoli/

Aurelio De Laurentiis (foto Insidefoto.com)

Il Tribunale Federale Nazionale presieduto da Carlo Sica ha rigettato il ricorso presentato dai presidenti di Napoli e Bari, Aurelio e Luigi De Laurentiis, avente ad oggetto l’impugnazione della delibera pubblicata sul C.U. n.88/A del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF sulle multiproprietà.

“Il Tribunale Federale Nazionale ha pronunciato – si legge nella sentenza FIGC -, decidendo nell’udienza fissata il giorno 4 maggio 2022, sul ricorso proposto dal Cav. Aurelio De Laurentiis (in proprio e n.q. di legale rapp.te p.t., Presidente del C.d.A. di SSC Napoli Spa, nonché n.q. di legale rapp.te p.t., Presidente del CdA di Filmauro Srl), dal sig. Luigi De Laurentiis (in proprio e n.q. di legale rapp.te p.t., Amministratore Unico, della SSC Bari Spa) avente ad oggetto l’impugnazione della delibera pubblicata sul C.U. n. 88/A del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF nonché di ogni atto presupposto o conseguente, contro Federazione Italiana Giuoco Calcio, Lega Nazionale Calcio Professionisti Serie A, Lega Nazionale Calcio Professionisti Serie B, Lega Italiana Calcio Professionistico, il seguente dispositivo: il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, definitivamente pronunciando, rigetta il ricorso”.

  1. Non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente e affine entro il quarto grado.
  2. Qualora a seguito del passaggio di una società dal settore dilettantistico al settore professionistico si incorra nella situazione vietata dal comma 1, i soggetti interessati devono porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza.
  3. L’inosservanza del termine di cui al comma 2 comporta la decadenza della affiliazione della società proveniente dal settore dilettantistico. Il provvedimento di decadenza è adottato entro 3 giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 2 dal Consiglio Federale su proposta del Presidente Federale, sentita la Commissione di cui all’art. 20 Bis delle NOIF.

La norma transitoria, tuttavia, spiega:

  • Fatti salvi i provvedimenti già adottati dal Consiglio Federale in base alla previgente formulazione dell’art. 16 Bis, i soggetti, che alla data di entrata in vigore della presente disposizione si trovano nella condizione di cui al comma 1, dovranno porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza della Stagione Sportiva 2024/2025. Qualora antecedentemente alla stagione sportiva 2024/2025 si verifichino, nell’ambito della medesima categoria, per due o più società professionistiche, le condizioni vietate dal comma 1, i soggetti interessati dovranno porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza.
  • L’inosservanza del termine sub a) comporta la decadenza della affiliazione della società, o delle società, la cui partecipazione societaria è stata acquisita per ultima.
  • Il provvedimento di decadenza è adottato entro 3 giorni dalla scadenza del termine di cui sub a) dal Consiglio Federale su proposta del Presidente Federale, sentita la Commissione di cui all’art. 20 Bis delle NOIF.

Milan-Fiorentina, caos biglietti: posti ospiti sold out, ma solo 50 tagliandi sono andati ai tifosi viola


articolo di Luciana Magistrato: https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/sport/22_aprile_27/milan-fiorentina-caos-biglietti-posti-ospiti-sold-out-ma-solo-50-tagliandi-sono-andati-tifosi-viola-4e94af94-c642-11ec-9143-16e67e69a88f.shtml

Dei 4 mila posti a disposizione per i tifosi in trasferta, solo una cinquantina sono stati acquistati dai supporter della Fiorentina

Caos biglietti in vista di Milan-Fiorentina, la gara in programma domenica a San Siro alle 15, con i due club al lavoro con la Questura e gli altri organi preposti per trovare una soluzione. Un giorno di festa, una partita di cartello in cui le due squadre che giocano meglio a calcio si giocano obiettivi importanti, nello stadio che viene definito la Scala del calcio stesso, un ex allenatore come Pioli rimasto nel cuore… indipendentemente dal risultato con l’Udinese, i motivi per una trasferta a Milano contro i rossoneri il 1° maggio c’erano tutti da parte dei tifosi viola che però hanno dovuto fare i conti con un’amara scoperta. Già ieri infatti i biglietti per il settore ospite dello stadio San Siro erano stati polverizzati ma, dei 4mila posti generalmente previsti nel terzo anello verde destinato appunto ai supporter della squadra avversaria, solo una cinquantina sono al momento occupati dai tifosi viola. Tifosi che nelle previsioni delle associazioni dei viola club che si occupano anche della biglietteria e della logistica, potevano essere intorno ai 1500/2000. Com’è possibile allora rimanere con un pugno di biglietti in mano, si sono chiesti i tifosi della Fiorentina che hanno subito allertato la società perché chiedesse conto al Milan.

Nel settore ospiti la vendita dei biglietti è iniziata venerdì, acquistabili sul sito ufficiale del Milan o su Vivaticket a 9 euro. Ma per acquistare il biglietto non era necessaria la tessera del tifoso visto che l’Osservatorio non aveva rilevato criticità tra le tifoserie e dunque motivi di dare limitazioni alla vendita così quei tagliandi sono stati acquistati anche dai tifosi milanisti (e da chiunque altro volesse vedersi la partita) perché non risultavano appunto restrizioni. Il grande entusiasmo dei rossoneri dopo la vittoria con la Lazio e il prezzo appetibile ha fatto il resto, visto che la vendita dei tagliandi per gli altri settori era aperta da tanto. Il che significa, tra l’altro, che i 50 “fortunati” viola che si godranno la partita dal vivo lo faranno circondati e mescolati con i tifosi rossoneri. Al di là dei rapporti tranquilli o meno tra tifoserie, si pone anche una questione di sicurezza. Per far fronte alla situazione che si è creata c’è un dialogo aperto tra i club e gli organi preposti (in primis la Questura) a garantire la sicurezza degli stessi. Il punto è se sarà aumentato il numero dei biglietti a disposizione degli ospiti, che deve comunque essere garantito, o si tratterà solo di fare un cordone attorno ai pochi viola presenti vista la legittimità della vendita rivendicata dal Milan stesso in assenza di paletti.