E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
13 ottobre 2026
| L’agenzia per la cybersicurezza: nel 2026 già più attacchi che in tutto l’anno scorso |
| Quasi 72 mila allerte inviate e oltre 3200 sistemi informatici compromessi. Lo ha spiegato il direttore Andrea Quacivi in audizione al Senato |

“Il cyberspazio è ormai riconosciuto come un vero e proprio dominio di conflitto”, cioè un ambito di difesa e offesa militare al pari di terra, mare, aria e spazio. A lanciare l’allarme è Andrea Quacivi, direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), in audizione al Senato. Secondo Quacivi, attacchi sponsorizzati da Stati, operazioni di spionaggio industriale, campagne di disinformazione e interferenze nei processi democratici rappresentano una minaccia concreta alla stabilità degli Stati.
“Nei primi nove mesi del 2026 gli eventi cyber rilevati sono stati 3271“, ha spiegato il direttore, a fronte dei 2729 registrati nell’intero 2025. Di questi, circa 2000 sono stati classificati come incidenti con impatto confermato. L’avvio degli obblighi previsti dalla’ultima direttiva europea sulla cybersicuerezza (Nis2) ha ampliato il numero delle segnalazioni: “Oggi sotto questa disciplina ricadono 21.500 soggetti“ e le notifiche ricevute sono state oltre 1.500 nei primi nove mesi di operatività.
Il Team di risposta agli incidenti di sicurezza informatica (Csirt) “ha individuato quasi 45 mila asset e servizi a rischio, con oltre 3200 asset potenzialmente compromessi“, ha aggiunto Quacivi, ricordando anche le quasi 72 mila comunicazioni di allertamento inviate e gli oltre mille alert pubblicati.
“Assistiamo a una fase di consolidamento del sistema nazionale di cybersicurezza“, ha osservato il direttore, sottolineando come il monitoraggio e l’allertamento abbiano consentito di individuare precocemente le minacce e di attivare risposte coordinate.
Il ransomware, cioè il blocco di sistemi informatici in cambio di un riscatto, continua a rappresentare “una minaccia rilevante“. Nei primi nove mesi del 2026 sono state registrate 149 vittime, soprattutto tra imprese manifatturiere, operatori finanziari e aziende tecnologiche. “In diversi casi si è aggiunta la sottrazione di informazioni, accompagnata dalla minaccia di pubblicarle per ottenere il pagamento di un riscatto“, ha spiegato Quacivi. Gli aggressori hanno spesso sfruttato credenziali compromesse e vulnerabilità non corrette.
Più contenuti invece gli effetti delle campagne hacktiviste, violazioni cioè motivate da cause politiche, sociali o religiose, condotte soprattutto attraverso attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), quelli che puntano a rendere inaccessibili siti e servizi sovraccaricandoli di richieste. Secondo Quacivi, gli impatti sono stati “molto limitati“, anche grazie all‘attività preventiva dello Csirt.
Sul disegno di legge per il rafforzamento delle capacità di difesa nazionale presentato a settembre dal ministro della Difesa Guido Crosetto, il direttore dell’Acn ha espresso un giudizio favorevole, definendolo “pienamente coerente con l’assetto istituzionale”. A suo avviso, la riforma chiarisce in modo netto le competenze della Difesa e dell’Agenzia nel dominio cibernetico e conferma una logica di “cooperazione e integrazione, e non di sovrapposizione”, ribadendo la validità dell’impianto normativo introdotto con la nascita dell’Acn nel 2021.

