E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
03 ottobre 2026
| Donna di 28 anni muore di peste polmonare: 200 persone in quarantena per i contatti stretti. I sintomi e come avviene il contagio |
| Lavorava in un laboratorio della Siberia orientale. Il ministero della Salute russo non ha per ora rilasciato dichiarazioni. Le informazioni degli esperti dell’Istituto superiore di sanità: la malattia infettiva si manifesta con febbri, mal di testa, debolezza, e un rapido sviluppo di polmonite. Con i suoi segnali caratteristici: respiro corto, dolori toracici, tosse |

Una donna è morta di peste polmonare nella regione di Irkutsk, nella Siberia orientale. Lo ha annunciato un funzionario regionale, mentre un media russo riferisce che decine di persone sono state messe in quarantena. I media locali hanno identificato la donna come Daria Chipilova, una tecnica di laboratorio di 28 anni. Il quotidiano russo “Popoli del Baikal” ha riferito che lavorava per l’istituto antipeste di Irkutsk e che avrebbe potuto contrarre la peste polmonare a causa della rottura di una provetta.
Silenzio dal ministero della Salute russo – Fatto sta che sono state messe in quarantena fino a duecento persone con le quali avrebbe potuto essere in contatto, ha aggiunto il giornale russo, senza fornire ulteriori dettagli. Il ministero della Salute russo, nel frattempo, non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito. Alexei Tsydenov, il governatore della regione russa di Buriatia, ha dichiarato in un post sui social che una donna nella vicina regione di Irkutsk era “morta per la peste“.
Trasmissione e sviluppo della malattia – La peste polmonare è altamente contagiosa e può essere letale se non trattata rapidamente, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La peste è una malattia infettiva di origine batterica tuttora diffusa in molte parti del mondo, anche in alcune regioni dei paesi industrializzati. È causata dal batterio “yersinia pestis“, che normalmente ha come ospite le pulci parassite dei roditori, ratti, alcune specie di scoiattoli, cani della prateria. In qualche caso le pulci possono infettare anche gli animali domestici come i gatti.
Normalmente, il batterio yersinia circola tra queste specie senza causare alti tassi di mortalità, e quindi questi animali sono sostanzialmente delle riserve infettive di lungo termine. Occasionalmente, un’epidemia può uccidere anche grandi quantità di roditori e le pulci, in cerca di nuovi ospiti, si trasmettono anche agli esseri umani, diffondendo la malattia.
Nel caso della peste polmonare, il batterio infetta i polmoni, spiegano gli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Questa forma della malattia può trasmettersi da persona a persona attraverso l’aria o gli aerosol di persone infette e quindi costituisce una delle forme più pericolose per il potenziale epidemico che la caratterizza. La forma polmonare può derivare anche dalla degenerazione delle altre forme se non sono curate prontamente.
I sintomi e l’incubazione – Il sospetto di peste si dovrebbe avere in seguito alla manifestazione dei primi sintomi, soprattutto in presenza di un bubbone, e di una possibile storia di esposizione a roditori o pulci. I bubboni solitamente si manifestano dopo due-sei giorni dall’esposizione, e la malattia procede in modo rapido, eventualmente degenerando nelle forme polmonare e setticemica se non è trattata prontamente. L’incubazione della forma polmonare primaria invece dura da uno a tre giorni ed è caratterizzata da una polmonite acuta con tosse e sputo di sangue. Il tasso di morte nei pazienti con peste polmonare è del 50%.
La peste polmonare si manifesta con febbri, mal di testa, debolezza, e un rapido sviluppo di polmonite, con i suoi segnali caratteristici: respiro corto, dolori toracici, tosse. Se il trattamento non è rapido, il paziente può morire nel giro di pochi giorni. Per ridurre le probabilità di morte è essenziale trattare con antibiotici entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi, con streptomicina, gentamicina, tetracicline o cloramfenicolo.
Il trattamento con antibiotici è raccomandato, secondo i Cdc americani (l’agenzia federale di sanità pubblica degli Stati Uniti), per sette giorni anche nelle persone che entrano potenzialmente a contatto con il malato, per prevenire l’insorgenza della malattia.

