“Lavoreremo duro, studieremo tanto, cercheremo di migliorare gli arbitri più grandi e di far diventare grandi i più giovani”, le sue prime parole
Si sa: da giovane sognava di fare l’elettricista e d’ora in poi, quindi dalle ore 13,20 del 7 luglio 2026, gli toccherà l’ambìto e inseguito compito di riaccendere un periodo arbitrale fatto di troppi tunnel e vicissitudini che ancora devono avere una fine: Daniele Orsato, 50 anni, è il nuovo designatore della Can A e B, un traguardo scritto da mesi e per il quale erano stati fatti diversi nomi, da Nicola Rizzoli a Daniele Doveri che però ha deciso di restare sul campo per arbitrare un altro anno. Dirigerà Orsato insomma: lo ha deciso il neo direttore tecnico Domenico Messina (anch’egli ex designatore dal 2014 al 2017) assieme al Comitato Nazionale. Il tutto, nella sala “Paolo Rossi” di via Allegri, sancito davanti al nuovo numero uno della FIGC Giovanni Malagò. “Oggi più che mai – racconta Malagò – è importante l’indipendenza e la terzietà del settore. Non nascondo che mi sono sentito coi Rizzoli, Collina e Rosetti, anche il nuovo direttore tecnico Messina è stato all’estero: questa storia deve continuare, nella strada della credibilità”. “Lavoreremo duro, studieremo tanto, cercheremo di migliorare gli arbitri più grandi e di far diventare grandi i più giovani”, le parole di Orsato dopo la nomina.
Biennale – L’investitura dovrebbe diventare un primo passo di ripartenza dell’AIA attualmente presieduta dal vicepresidente vicario Francesco Massini dopo la decadenza di Antonio Zappi: per Orsato, il mandato – che sarà biennale – arriva dopo una carriera fatta di 290 gare dirette in A(numero inferiore solo a Concetto Lo Bello),di una finale di Champions League, di Europei e un Mondiale; una carriera abbandonata sul campo nell’agosto 2024, riabbracciata da dirigente dell’AIA nel gennaio 2025 (commissario per lo sviluppo del talento arbitrale), proseguita la scorsa stagione come designatore della Can C (con in squadra i fidatissimi Carboni e Giallatini, che lo seguiranno anche nella nuova avventura) ed ora impennatasi con questo incarico prestigioso che arriva dopo quelli ricoperti da Gianluca Rocchi e (ad interim) da Dino Tommasi.
Ayroldi e Dondarini – Nel resto, Nicola Ayroldi (109 gare dirette in A), sarà il designatore della Can C e Paolo Dondarini (93 gare in A, ormai ex presidente del CRA regionale in Emilia Romagna) è il nuovo designatore della Can D. Fra metà settembre e inizio ottobre andranno in scena le elezioni per il post-Zappi: da Massini ad Affinito(ora vicepresidente vicario e vicepresidente) fino a una voce Pisacreta, saranno forse tre o quattro le “fazioni” che da domani ai giorni delle candidature via via si paleseranno per la massima carica dell’AIA.
I vigili del fuoco hanno ricevuto una chiamata riguardante la caduta di mattoni nei pressi del civico 235 di East 42nd Street, l’ex quartier generale della Pfizer a Manhattan
CHARLY TRIBALLEAU / AFP – Evacuato un grattacielo a New York
Grattacielo a rischio crollo a Manhattan. Poco prima delle 8 di questa mattina (le 14 in Italia) i vigili del fuoco hanno ricevuto una chiamata riguardante la caduta di mattoni nei pressi del civico 235 di East 42nd Street, l’ex quartier generale della Pfizer situato tra il Grand Central Terminal e la sede delle Nazioni Unite. L’edificio è attualmente in fase di conversione da uffici ad appartamenti
Questa mattina, un responsabile della sicurezza ha segnalato un cedimento di una trave d’acciaio al 21 piano dell’edificio. Secondo i vigili del fuoco, due travi portanti all’interno dell’edificio si stanno deformando e diversi piani presentano cedimenti. L’edificio è stato evacuato.
Il palazzo, ex sede della farmaceutica Pfizer, è attualmente in fase di ristrutturazione per essere convertito in un complesso residenziale con oltre 1.600 appartamenti. Una volta completati i lavori, previsti per il 2027, si tratterà della più grande conversione di questo tipo nella storia di New York, secondo lo studio di architettura responsabile del progetto.
Secondo quanto si legge nel decreto di perquisizione, dagli accertamenti sarebbe emerso uno squilibrio tale da compromettere la continuità aziendale.
Luigi e Aurelio De Laurentiis (Foto: Samantha Zucchi Insidefoto)
La Procura di Bari ha chiesto l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale per la SSC Bari, dopo la retrocessione della squadra in Serie C. La retrocessione è stata sancita lo scorso 22 maggio, al termine della gara di ritorno dei playout salvezza contro il Südtirol, chiusa sullo 0-0. Della richiesta di fallimento, tuttavia, si è appreso soltanto oggi, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alle perquisizioni nei confronti di Luigi e Aurelio De Laurentiis e delle società SSC Bari, SSC Napoli e Filmauro.
Dagli atti dell’indagine emerge che il fascicolo è stato aperto all’inizio del 2026. La prima consulenza tecnica disposta dalla Procura sui bilanci del Bari dal 2019 al 2024 è stata depositata il 26 gennaio 2026 ed è stata poi integrata a maggio, alla luce degli ulteriori dati del bilancio 2025 e della sopravvenuta retrocessione in Serie C.
Secondo quanto si legge nel decreto di perquisizione, dagli accertamenti sarebbe emerso un «grave squilibrio economico-patrimoniale» della SSC Bari, tale da compromettere la continuità aziendale. Da qui la richiesta della Procura di aprire la procedura di liquidazione giudiziale «per l’insolvenza della società sportiva».
Stando agli esiti delle consulenze, il patrimonio netto del Bari risulterebbe negativo a partire dal 2022, a causa delle «persistenti e sistemiche perdite d’esercizio» registrate senza interruzione dal 2019 al 2024. Negli esercizi dal 2019 al 2021 il patrimonio netto sarebbe rimasto positivo soltanto grazie ad alcuni interventi straordinari: il versamento di circa 4,5 milioni di euro effettuato nel 2020 dal socio unico Filmauro, la rivalutazione del marchio per 5,3 milioni nel 2021 e le rinunce a crediti vantati dallo stesso socio unico, legati sia a finanziamenti sia a rapporti di natura commerciale.
Le perdite, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero «definitivamente eroso il capitale sociale e le riserve disponibili». La società sarebbe riuscita a coprirle solo in parte grazie agli interventi del socio unico, costituiti dall’immissione di nuova finanza e dalla rivalutazione del marchio.
In questo quadro si inserisce anche la proposta dell’organo amministrativo della società di rinviare la copertura della perdita dell’esercizio 2021, pari a quasi 7,5 milioni di euro, alla data di approvazione del bilancio 2026. Una scelta resa possibile dalla normativa introdotta con il “decreto liquidità” del 2020, varato durante l’emergenza Covid, che consente la sospensione degli obblighi di riduzione del capitale sociale per perdite al di sotto del minimo legale.
L’inchiesta si intreccia quindi con la situazione economico-finanziaria del club pugliese e con gli accertamenti sui bilanci della società, al centro delle perquisizioni eseguite dalla Guardia di Finanza nelle sedi della SSC Bari, della SSC Napoli e della Filmauro. Le ipotesi contestate a Luigi e Aurelio De Laurentiis riguardano false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta, mentre gli accertamenti proseguono per ricostruire la gestione contabile e patrimoniale del club negli ultimi esercizi.
Il patron ha poi aggiunto: «Secondo me con quelli che ci sono l’allenatore può ambire a fare grandi cose. Allegri è anche un aziendalista e quindi in questo sicuramente andremo molto d’accordo».
Aurelio De Laurentiis (Insidefoto.com)
La rosa del Napoli è al momento extralarge e conta ben 47 calciatori sotto contratto. Una condizione che costringe il club a doversi concentrare sulle uscite – con diversi calciatori che rischiano di non essere parte del progetto – prima di potersi dedicare alle richieste di Massimiliano Allegri. Del resto, come raccontato da Calcio e Finanza nell’editoriale del weekend, i soldi per il mercato in Serie A sono pochi e molti degli affari si concluderanno solo una volta conclusi i Mondiali. Una situazione alla quale, nel caso del Napoli, si aggiunge un vero e proprio affollamento nel parco calciatori.
Sul tema è intervenuto anche il patron del club azzurro, Aurelio De Laurentiis, che ha parlato durante la presentazione della maglia casalinga per la stagione 2026/27: «Io avrò ricevuto in quest’ultimo mese almeno 200 proposte di giocatori da ingaggiare. Ma dobbiamo stare calmi perché il Napoli ha ben 47 calciatori e ne deve piazzarne almeno 25 prima di cominciare a parlare di eventuali acquisti. Poi ho anche specificato che poiché una squadra di calcio ha dei ruoli, se i ruoli presentano dei buchi allora uno si deve rivolgere al mercato. Ma se per ogni ruolo ci sono addirittura due sostituzioni e qualche volta anche tre, è chiaro che uno deve prima ragionare con chi li deve allenare e chiedergli se è proprio sicuro di voler cambiare qualcuno».
Sulla scorta di queste considerazioni è arrivato il mandato per Allegri: «Secondo me con quelli che ci sono l’allenatore può ambire a fare grandi cose, anche perché ogni tecnico usa una metodologia diversa per allenare. Allegri è anche un aziendalista e quindi in questo sicuramente andremo molto d’accordo».
Non soltanto il mercato. De Laurentiis ha parlato anche della situazione stadio, che sta vedendo il Napoli sempre più lontano dal Maradona per realizzare un nuovo impianto in un’altra area della città che deve essere ancora definita. «Si faccia una disamina sulla convenienza di investire nel Maradona – ha commentato De Laurentiis –, creando anche dei problemi di utilizzazione al calcio Napoli negli anni della eventuale ristrutturazione, o sulla necessità di costruire un nuovo stadio.Se il Maradona ristrutturato non dovesse essere foriero di introiti atti a far sì che il Napoli possa considerarsi competitivo con le squadre del nord dobbiamo rendere edotti i tifosi che non potremo più competere come abbiamo fatto in questi ultimi 22 anni della mia gestione».
Dall’altra parte il presidente della Regione Roberto Fico e il sindaco Gaetano Manfredi, coinvolti in prima persona nel progetto di ristrutturazione dello stadio Maradona non si sono sottratti alla richiesta di un tavolo di confronto, ma hanno subito chiarito i limiti dell’intervento pubblico.
«Questo – ha spiegato il presidente della Regione Campania Fico – è un investimento che se si vuole fare si deve fare sicuramente privatamente. Le istituzioni potrebbero intervenire solo se ci fosse un disegno nazionale che renda possibile una compartecipazione. Altrimenti si possono finanziare al massimo ristrutturazioni ma solo di stadi di proprietà pubblica, di Comuni o di altri enti pubblici».
Sulla stessa linea il sindaco Manfredi, che ha ricordato come la costruzione di un nuovo stadio richieda ben più di 1 miliardo di investimento, sostenibile solo con capitali privati vista la natura ormai commerciale dell’attività calcisticasecondo le norme nazionali ed europee. Il primo cittadino ha comunque assicurato pieno sostegno amministrativo a un eventuale progetto del club.
«Noi – ha dichiarato Manfredi – siamo assolutamente favorevoli a questo investimento e se la società lo vorrà fare avrà il massimo sostegno della città e credo anche della regione. Se si può fare noi siamo solamente felici che si faccia, come si sta facendo a Milano e a Roma, dove due grandi Fondi stanno investendo per lo stadio. Se si creano le condizioni, se il Napoli presenta un progetto, se vuole mettere in campo queste risorse, troverà da noi solamente disponibilità, sostegno, aiuto amministrativo, possibilità di facilitare i percorsi e renderli più veloci possibili».
La finanza nelle sedi del club biancorosso, del Napoli e della Filmauro. Nel mirino la cessione di Caprile. per i pm il trasferimento del portiere senza clausole sulla rivendita, avrebbe sottratto al Bari una plusvalenza da 7 milioni poi incassata dal club azzurro
Due milioni e duecentomila euro. È il prezzo al quale, il 24 luglio 2023, la SSC Bari ha ceduto il portiere Elia Caprile al Napoli, il club “correlato” attraverso la comune capogruppo Filmauro. Meno di due anni dopo, il Napoli ha rivenduto lo stesso calciatore al Cagliari per una cifra stimata in circa 8 milioni, realizzando una plusvalenza di circa 7.
È attorno a quell’operazione, e al modo in cui è stata rappresentata nei conti del club biancorosso, che ruota l’inchiesta della Procura di Bari che nella mattinata di oggi, martedì 7 luglio, ha portato i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria a perquisire le sedi della SSC Bari allo stadio San Nicola, della SSC Napoli e della Filmauro, a Roma.
Nel registro degli indagati sono iscritti Luigi De Laurentiis, amministratore unico della SSC Bari, e il padre Aurelio, presidente del consiglio di amministrazione del Napoli e legale rappresentante della Filmauro. Per la società biancorossa, che i pm ritengono insolvente, la Procura ha chiesto al Tribunale l’apertura della liquidazione giudiziale, l’erede del vecchio fallimento nel Codice della crisi d’impresa.
Le accuse: dal falso in bilancio alla bancarotta – Il decreto di perquisizione, firmato dal procuratore Roberto Rossi e dagli aggiunti Ciro Angelillis e Milto Stefano De Nozza, ipotizza quattro reati, allo stato in forma provvisoria. Il primo è quello di false comunicazioni sociali: secondo l’accusa, padre e figlio, in concorso tra loro e al fine di conseguire per il Napoli un ingiusto profitto, avrebbero esposto nel bilancio 2024 della SSC Bari fatti rilevanti non veritieri, o comunque omesso informazioni necessarie a valutare correttamente la situazione del club. In particolare, il bilancio non avrebbe dato adeguata evidenza della natura infragruppo della cessione di Caprile, dei criteri con cui era stato fissato il corrispettivo, del potenziale valore futuro del calciatore e delle ragioni per cui il Bari avrebbe rinunciato in partenza a qualsiasi partecipazione al plusvalore poi realizzato dal Napoli.
A entrambi vengono contestate, sempre in via provvisoria, anche due ipotesi di bancarotta fraudolenta impropria: per distrazione, perché la cessione del cartellino a 2,2 milioni sarebbe stata “non congruamente remunerativa” rispetto al valore effettivo dell’asset, e da reato societario, quale conseguenza del falso in bilancio. Al solo Luigi De Laurentiis è contestata una quarta ipotesi, la bancarotta impropria da operazioni dolose: l’utilizzo strumentale del rinvio della copertura della perdita 2021, pari a 7,45 milioni, consentito dalla normativa Covid, e la prosecuzione dell’attività in uno stato di squilibrio economico e patrimoniale che avrebbe aggravato il dissesto.
Il caso Caprile: il Leeds si tutelò, il Bari no – C’è un dettaglio che, nella ricostruzione degli inquirenti, rende l’operazione ancora più anomala. Quando il Bari acquistò Caprile dal Leeds, riconobbe al club inglese premi proporzionali all’eventuale incremento di valore del portiere in caso di successiva rivendita. Una tutela contrattuale standard, che però il Bari non ha previsto per sé quando ha girato il giocatore al Napoli: nessuna clausola di partecipazione al plusvalore futuro, la cosiddetta sell-on fee.
Il club azzurro, dopo aver impiegato Caprile in misura marginale – quattro presenze ufficiali in due stagioni – lo ha valorizzato con il prestito all’Empoli, per poi cederlo a titolo definitivo al Cagliari. Un percorso di valorizzazione che, osservano i pm, il Bari avrebbe potuto porre in essere allo stesso modo, o dal quale avrebbe potuto quantomeno tutelarsi contrattualmente, come aveva fatto il Leeds con lui.
Perché i pm parlano di dissesto – L’operazione, secondo l’accusa, è maturata in un contesto di perdite strutturali e di dipendenza finanziaria dalla capogruppo. I numeri ricostruiti dai consulenti tecnici della Procura sui bilanci depositati fotografano un patrimonio netto negativo senza interruzioni dal 2022: -6,6 milioni quell’anno, -4,6 nel 2023, -6,4 nel 2024, fino a -6,7 milioni al 30 giugno 2025. Le perdite d’esercizio si sono susseguite ogni anno dal 2019, per un totale di circa 30 milioni nel periodo 2019-2025.
Nei primi anni il patrimonio è rimasto in territorio positivo solo grazie agli interventi straordinari del socio unico – un versamento da 4,5 milioni nel 2020, rinunce a crediti – e alla rivalutazione del marchio per oltre 5,3 milioni operata nel 2021. A pesare sul quadro, secondo gli inquirenti, anche la retrocessione in Serie C del maggio scorso, che avrebbe ulteriormente aggravato il dissesto con una perdita durevole di valore dello stesso marchio. Da qui la richiesta di apertura della liquidazione giudiziale presentata dai pm ai sensi dell’art. 38 del Codice della crisi, sulla quale dovrà pronunciarsi il Tribunale.
Perquisizioni estese a Polito, Giuntoli, Meluso e Battistini: non sono indagati – Le perquisizioni sono state estese anche a quattro protagonisti dell’operazione che allo stato non risultano indagati: Ciro Polito, direttore sportivo del Bari all’epoca della cessione, che condusse la trattativa per conto del club biancorosso; Cristiano Giuntoli, ds del Napoli fino al giugno 2023, periodo in cui si sarebbero svolte le trattative per l’acquisizione; Mauro Meluso, suo successore nel ruolo dirigenziale azzurro fino al maggio 2024, nella fase di gestione successiva dell’operazione; e Graziano Battistini, procuratore sportivo di Caprile, che svolse la funzione di intermediazione tra le due società.
L’obiettivo è acquisire comunicazioni, bozze contrattuali, accordi di intermediazione e corrispondenza utili a ricostruire le modalità di negoziazione del corrispettivo e l’omissione della clausola sul plusvalore. Il decreto dispone il sequestro della documentazione contabile ed extracontabile dal 2019 a oggi, con copie forensi dei dispositivi informatici.
Il procedimento – va precisato – si trova nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni hanno natura provvisoria: lo stesso provvedimento sottolinea la necessità di riscontri più approfonditi e non costituisce in alcun modo un accertamento di responsabilità.
Dall’andamento dei ricavi al risultato netto atteso: le stime di Calcio e Finanza sul bilancio del club rossonero relativo alla stagione 2025/2026. Il report è scaricabile gratuitamente su CF Pro.
IlMilan ha chiuso la stagione 2025/2026 con un deludente quinto posto nella classifica di Serie A mancando per il secondo anno consecutivo la qualificazione alla Champions League.Un risultato che ha spinto la proprietà, il fondo RedBird di Gerry Cardinale, ad azzerare i vertici societari(a partire dal CEO Giorgio Furlani e dal ds Igli Tare) e tecnici (l’allenatore Massimilano Allegri), affidando la ricostruzione al nuovo ad Massimo Calvelli con Ruben Amorim come guida tecnica.
Ma se sul campo i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative dei tifosi, come è andato il Milan dal punto di vista economico nel 2025/2026?
Per provare a rispondere a questa domanda Calcio e Finanza ha elaborato una preview esclusiva del bilancio del Milan al 30 giugno 2026, ricostruendo l’andamento delle principali voci del conto economico sulla base del bilancio 2024/2025, delle informazioni pubbliche disponibili, delle operazioni di mercato concluse e delle stime elaborate dalla redazione.
L’obiettivo dell’analisi, contenuta in un report scaricabile gratuitamente sulla piattaforma CF Pro, è offrire una fotografia quanto più accurata possibile della situazione economico-finanziaria del club rossonero.
Il report analizza l’evoluzione di ricavi e costi, approfondisce le dinamiche che hanno caratterizzato la stagione e stima il risultato netto dell’esercizio, offrendo anche uno sguardo alle prospettive del bilancio 2026/2027.
Bilancio Milan 2026 Preview – Che cosa contiene il report: Il report approfondisce tutti i principali elementi economici che caratterizzeranno il bilancio del Milan al 30 giugno 2026.
Tra gli argomenti analizzati:
evoluzione dei ricavi da diritti televisivi;
andamento dei ricavi commerciali e delle sponsorizzazioni;
impatto dell’assenza dalle competizioni UEFA;
ricavi derivanti dalla gestione dei calciatori;
effetti economici dell’acquisizione dello stadio di San Siro;
andamento dei costi operativi;
costo del personale;
ammortamenti dei diritti dei calciatori;
stima del risultato netto;
prospettive economico-finanziarie per il bilancio 2026/2027.
All’interno della preview sono inoltre presenti tabelle di sintesi che confrontano le principali voci economiche con il bilancio 2024/2025, consentendo di comprendere con immediatezza le dinamiche che hanno caratterizzato l’esercizio appena concluso.
Ufficiale, Massimo Calvelli nominato nuovo amministratore delegato del Milan
Il dirigente ricoprirà l’incarico che fino a maggio è stato di Giorgio Furlani. Calvelli era già membro del CdA del club rossonero.
Bilancio Milan 2026 Preview – Come è stata realizzata l’analisi – Le elaborazioni sono state sviluppate dalla redazione di Calcio e Finanza utilizzando esclusivamente informazioni pubbliche, documentazione societaria, comunicati ufficiali, dati di mercato e stime economico-finanziarie elaborate secondo la metodologia utilizzata da anni nelle analisi di bilancio pubblicate dalla testata.
Il documento non sostituisce il bilancio ufficiale che sarà approvato dal Consiglio di Amministrazione della Milan il prossimo autunno, ma rappresenta una stima indipendente realizzata sulla base delle informazioni disponibili alla data di pubblicazione.
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L’analisi esclusiva di Calcio e Finanza sul bilancio al 30 giugno 2026.