Un intenso odore acre di bruciato ha fatto scattare l’allarme e l’allerta tra i residenti di diversi quartieri della zona nord di Milano. Nella serata di mercoledì, attorno alle 19.30, un incendio è divampato all’interno del deposito logistico della Brt in via Don Giovanni Minzoni, ad Affori, mobilitando immediatamente i vigili del fuoco.
Stando alle prime informazioni disponibili, le fiamme avrebbero avvolto e distrutto un container in un capannone stoccato all’interno dell’area della sede operativa dell’azienda di spedizioni.
La coltre di fumo e l’allarme nei quartieri – L’incendio ha generato una coltre di fumo e un forte odore di bruciato che, complici le correnti della serata, si sono diffusi molto rapidamente a grande distanza. Il fenomeno è stato nettamente avvertito dagli abitanti di un’ampia porzione della città, in particolare tra le zone di Niguarda, Bicocca, Dergano e Affori. La colonna di fumo è visibile da chilometri di distanza.
In breve tempo si sono susseguite diverse segnalazioni da parte dei cittadini, insospettiti e preoccupati per l’aria diventata improvvisamente irrespirabile.
L’intervento dei soccorsi – Sul posto sono giunte tempestivamente quattro squadre dei pompieri, impegnate a contenere e domare il rogo prima che le fiamme potessero propagarsi ad altre strutture o mezzi parcheggiati nel piazzale.
Attualmente sono in corso le operazioni di spegnimento definitivo e di messa in sicurezza dell’area. Restano da accertare le esatte cause che hanno scatenato l’incendio all’interno del capannone, su cui verranno effettuati i rilievi tecnici del caso.
Altro grande incendio a Lainate – Nel primo pomeriggio un grosso incendio ha interessato un noto agriturismo nel Milanese (qui gli aggiornamenti).
Via vai di elicotteri e canadair impegnati a domare le fiamme, operazioni estremamente complesse per la vastità del territorio interessato
Inferno di fuoco a Cagliari e hinterland: chiusa anche la metro, servizio sospeso sulla tratta San Gottardo – Settimo. Via vai di elicotteri e canadair impegnati a domare le fiamme, operazioni estremamente complesse per la vastità del territorio interessato. Potrebbe essere partito da Selargius, dietro il centro astronomico. A causa della nube densa di fumo, che ha invaso la ss 387, la strada è stata chiusa al traffico. Blocchi anche lungo la ss 554, il rogo non dista molto nemmeno dal Policlinico. “Un’altra ferita alla nostra terra. Davanti a scene simili, a due passi da Cagliari, restano solo la rabbia e il disprezzo” esprime la consigliera Stefania Loi. “Chi distrugge così il nostro futuro merita solo condanne esemplari. Maledetti. Un grazie immenso a chi sta lottando tra le fiamme per proteggerci”.
Via vai di elicotteri e canadair impegnati a domare le fiamme, operazioni estremamente complesse per la vastità del territorio interessato
Minacciate case e aziende agricole, sono intervenuti cinque elicotteri e un Canadair. Concu: «Per fortuna non dobbiamo piangere vittime». Sei evacuati hanno fatto rientro a casa
Le fiamme sono partite a fine mattina dalla zona Baccu Lau, per poi arrivare in poco tempo nella zona di Sa Sitzia, a ridosso della 554, complice il vento, ma anche le sterpaglie e i cumuli di rifiuti disseminati fra strade e terreni agricoli.
Sul posto – insieme a vigili del fuoco, diverse squadre della Protezione civile, cinque elicotteri e un Canadair– anche il sindaco di Selargius Gigi Concu e il sindaco di Monserrato Tomaso Locci.
«Un disastro ambientale al quale ancora una volta abbiamo assistito quasi impotenti e che avrebbe potuto avere conseguenza ben più gravi. Perdiamo 100 ettari circa di agro, bruciati dalla fiamme alimentate dal forte vento, ma per fortuna non ci ritroviamo a piangere persone e animali, perché la vicinanza di abitazioni e linee elettriche ha messo tutti in fortissimo allarme».
Grosso incendio tra la 554 e il Policlinico: edifici minacciati, in volo 5 elicotteri e un Canadair
Le fiamme spinte dal vento in varie direzioni: imponente la mobilitazione della macchina di contrasto al fuoco
Un grosso incendio è divampato nella tarda mattinata di oggi tra la Statale 554 e il Policlinico, nei terreni verso la 387: partito dall’area di Santa Rosa in territorio di Selargius ha superato i confini di Monserrato, Serdiana e Donori.Per domarlo è stato necessario l’intervento di 5 elicotteri, un canadair e squadre a terra.
Una densa colonna di fumo dal primo pomeriggio è rimasta visibile a molti chilometri di distanza: le fiamme hanno minacciato alcuni edifici. Un uomo è stato portato in salvo e portato via dai vigili del fuoco.
Stando a quanto si apprende il rogo è partito da alcune sterpaglie, coinvolgendo poi anche alberi e rifiuti disseminati nell’ampia zona: con l’avanzare dei minuti il fronte del fuoco, spinto dal vento, si è mosso in varie direzioni. E il coordinatore delle operazioni ha chiesto l’intervento didue elicotteri della flotta regionale, del SuperPuma, di un elicottero militare e dell’unico Canadair attualmente in Sardegna, partito da Olbia. Successivamente si è reso necessario l’intervento di un altro elicottero dell’Esercito. Alle operazioni di spegnimento hanno partecipato anche i vigili del fuoco del comando di Cagliari. Il rogo è stato infine domato.
La Statale 387 verso Dolianova e Soleminis è rimasta chiusa al traffico per diverso tempo. Disagi anche per la metropolitana di superficie sulla tratta Settimo – San Gottardo. Il servizio è sospeso fino a nuove comunicazioni da parte dell’Arst.
Le autorità di Varenna affermano che ora è vietato girare per il villaggio a torso nudo o in costume da bagno.
I turisti ammirano il panorama sul Lago di Como nel pittoresco villaggio di Varenna. I gruppi turistici sono ora limitati a un massimo di 25 persone. Foto: BTWImages/Alamy
Un villaggio di pescatori sul Lago di Como ha imposto multe fino a 200 euro (170 sterline) a chi si aggira a torso nudo o in costume da bagno, nell’ultimo tentativo di una località turistica italiana di contrastare il comportamento maleducato dei turisti.
Varennaha risentito della pressione dovuta al crescente numero di visitatori, pertanto le autorità sono state indotte a introdurre nuove norme volte a preservare l’aspetto del villaggio e a garantire un minimo di pace e tranquillità ai suoi circa 650 residenti permanenti.
Girare per il villaggio a torso nudo o in costume da bagno – indumenti che sono rigorosamente riservati alle spiagge del lago o alle gite in barca a Como – è ora vietato. Chi non rispetta il divieto rischia multe da 50 a 200 euro.
Inoltre, i gruppi turistici sono stati limitati a un massimo di 25 persone e non devono intasare le strette vie acciottolate di Varenna, mentre alle guide è stato vietato l’uso di altoparlanti.
«Varenna è un borgo meraviglioso e siamo orgogliosi di accogliere ogni anno centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo», ha dichiarato Mauro Manzoni, sindaco di Varenna. «Tuttavia, la qualità della vita dei nostri residenti non può essere sacrificata sull’altare del turismo di massa».
Two shirtless tourists walk past souvenir shops in the old town in Sorrento. The town now imposes hefty fines for what it describes as ‘widespread indecorous behaviour’. Photograph: Ceri Breeze/Alamy
Le regole sono in vigore da qualche giorno e sembrano essere state accolte positivamente dagli abitanti di Varenna, soprattutto per quanto riguarda il codice di abbigliamento.
“In spiaggia si può fare quello che si vuole, ma quando si passeggia e si entra nei negozi, nei ristoranti, nelle chiese o nella piazza, bisogna vestirsi in modo decoroso“, ha detto il proprietario di un negozio a TGCom24 di Mediaset.
Un altro negoziante ha affermato: “Era ora; è una misura sensata. L’importante è assicurarsi che venga applicata.”
Molte città e comuni in tuttaItalia hanno imposto misure simili per gestire l’eccessivo afflusso turistico.
Nel 2022, l’allora sindaco di Sorrento definì il passeggiare in costume da bagno e a torso nudo come un “comportamento diffuso e indecoroso” che stava danneggiando l’immagine della città, imponendo quindi multe salate. Nella lussuosa località costiera ligure di Portofino, nel 2023 i selfie furono vietati e alcune aree furono designate come “zone di divieto di sosta“ per dissuadere i turisti dal soffermarsi troppo a lungo in un unico punto.
La Penisola torna nella morsa del caldo, domani allerta rossa in un capoluogo
Caldo torrido a Milano – Fotogramma /Ipa
Cresce l’allerta afa e l’Italia torna nella morsa delle ondate di calore. Se per la giornata di oggi, mercoledì 8 luglio, sono 10 le città contrassegnate dal bollino arancione, è da domani che la nuova fiammata riporterà l’allerta massima in uno dei 27 capolouoghi monitorati dal bollettino del ministero della Salute.
Oggi 10 bollini arancioni – Nel nuovo aggiornamento, salgono oggi a 10 le città in arancione. Il livello di allerta 2(indice di possibili rischi per la salute dei fragili) interessa Ancona, Bologna, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Pescara, Torino, Venezia e Verona.
Sempre 10 le città con bollino giallo. Si tratta di Bari, Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Reggio Calabria, Roma e Trieste. In verde quindi Cagliari, Catania, Genova, Napoli, Palermo, Rieti e Viterbo.
Domani torna l’allerta rossa – Domani, giovedì 9 luglio, i capoluoghi in verde scenderanno quindi a 5 mentre passeranno a 18 quelli in giallo (Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo) e a tre quelli in arancione (Perugia, Pescara e Torino). Bollino rosso – il livello 3 di allerta che indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche – a Firenze.
07 luglio 2026
Caldo estremo in Europa, allarme Oms: “In arrivo nuova ondata fino a 43 gradi, è vera emergenza”
Il direttore Hans Kluge convoca una riunione con 41 Stati: “Sistema italiano di sorveglianza della mortalità è in grado di fornire ai decisori dati quasi in tempo reale per tutta la durata della crisi”
Ondata di caldo record in Francia – Afp
Una nuova ondata di caldo si sta già formando sull’Atlantico. “Per questa settimana si prevedono temperature fino a 43 gradi in Portogallo e nel sud della Spagna. La Francia e i Paesi del Benelux (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo) si preparano ad affrontare un’altra impennata delle temperature, mentre alcune aree dell’Asia centrale stanno soffocando sotto un caldo che raggiunge i 40 gradi“. E’ l’allarme che arriva dall’Oms Europa nelle parole del suo direttore Hans P. Kluge ha convocato ieri una riunione di emergenza con la partecipazione di 41 Stati e della Commissione europea. “L’incontro ha dimostrato chiaramente come i Paesi stiano affrontando il caldo estremo con la dovuta serietà – ha precisato Kluge in una nota finale – considerandolo una vera e propria emergenza di sanità pubblica e non un semplice fenomeno meteorologico. L’ordine del giorno era preciso: cosa ci ha insegnato l’attuale ondata di caldo e siamo pronti per ciò che ci aspetta? Le risposte hanno evidenziato sia progressi concreti sia lacune che non possiamo permetterci di ignorare“.
Paesi al lavoro: come si affronta l’emergenza in Europa – Come si sta lavorando? “I Piani d’azione per la salute in caso di ondate di calore salvano le vite umane – ha aggiunto Kluge – I paesi dotati di tali piani hanno risposto tempestivamente, coordinandosi efficacemente tra i vari attori coinvolti e proteggendo al meglio la popolazione“. Il direttore generale dell’Oms Europa ha citato l’Italia: “Il sistema italiano di sorveglianza della mortalità, attivo in 45 città, è in grado di fornire ai decisori dati quasi in tempo reale per tutta la durata della crisi“. Poi ha elencato altri piano messi in campo.
“La Spagna ha collaborato direttamente con i media per migliorare la comunicazione al pubblico sui rischi sanitari legati al caldo. L’Austria – ha proseguito il Dg – ha attivato il proprio piano aggiornato, ha introdotto normative per la protezione dal caldo dei lavoratori e ha integrato le strutture di coordinamento nazionali e regionali. In Belgio, la fase di massima allerta è stata attivata solo per la seconda volta dal 2020. La Francia ha dimostrato come il coordinamento intersettoriale abbia contribuito ad alleviare la pressione sul sistema sanitario e a rafforzare la risposta complessiva all’emergenza caldo. La Macedonia del Nord ha collaborato con le squadre della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per raggiungere le persone senza fissa dimora“.
In cosa consiste il piano d’azione anti calore – In cosa consiste concretamente un piano d’azione per la salute in caso di ondate di calore? “E’ un sistema che collega i processi di allerta meteorologica precoce alle risposte di sanità pubblica – ha rimarcato Kluge – alla pianificazione della capacità di risposta dei servizi sanitari, agli interventi rivolti ai gruppi a maggior rischio e al coordinamento intersettoriale tra le autorità competenti in materia di salute, salute sul lavoro, assistenza sociale, edilizia abitativa e pianificazione urbana“.
Dall’incontro è emerso un altro aspetto degno di nota secondo il Dg: “I Paesi stanno iniziando a collegare i vari elementi in modo significativo. Gli organismi di gestione delle emergenze si confrontano con i team responsabili delle politiche sanitarie. Gli urbanisti siedono allo stesso tavolo dei funzionari della sanità pubblica. I ministeri dell’ambiente dialogano con quelli della salute. Questo coordinamento intergovernativo – fondato sulla consapevolezza condivisa che il caldo estremo rappresenta una minaccia per la sicurezza sanitaria, e non un problema di competenza di un singolo settore – è uno dei cambiamenti più importanti emersi ieri. Sebbene – conclude – tale processo sia ancora disomogeneo e necessiti di essere incoraggiato, è comunque in atto. Ed è esattamente il tipo di cambiamento strutturale capace di trasformare un piano sanitario contro il caldo da semplice documento a sistema realmente in grado di proteggere le persone“.
L’ex designatore ha scelto di presentarsi e rispondere alle domande degli inquirenti, chiarendo alcuni dettagli e spiegando meccanismi e logiche interne al mondo arbitrale
Gianluca Rocchi
L’appuntamento è stato solo rimandato di qualche mese. Gianluca Rocchi era stato convocato dal pm Ascione lo scorso 30 aprile, scegliendo però di avvalersi della facoltà di non rispondere. Sei giorni fa, invece, ha deciso di presentarsi negli uffici della Procura di Milano e di rispondere alle domande dell’accusa. L’interrogatorio è durato a lungo: Rocchi ha risposto, chiarendo alcuni dettagli agli inquirenti e spiegando meccanismi e logiche interne al mondo arbitrale.
L’ex designatore, indagato per concorso in frode sportiva, ha deciso di respingere le accuse. Secondo gli inquirenti avrebbe combinato o orientato le designazioni di due gare dell’Inter nel 2025 (Bologna-Inter e il derby di Coppa Italia) e violato il protocollo Var durante Udinese-Parma dello scorso campionato. Gli inquirenti avevano ricostruito un presunto accordo del 2 aprile 2025, allo stadio di San Siro, con Gianluca Rocchi per “combinare” la designazione di Andrea Colombo, “arbitro gradito” all’Inter, per una trasferta a Bologna del 20 aprile di un anno fa. E per “schermare” ossia evitare che Daniele Doveri, “poco gradito”, dirigesse l’eventuale finale di Coppia Italia e le ultime partite di campionato della stagione 2024/2025 sempre del club nerazzurro.