Nei giorni scorsi, il Como ha chiuso con il Real Madrid l’acquisto di Nico Paz per 60 milioni di euro. Una mossa audace, visti i ricavi della società
Nico Paz – Getty Images
Nei giorni scorsi, il Como ha chiuso con il Real Madrid l’acquisto di Nico Paz per 60 milioni di euro. Una mossa audace, visti i ricavi della società. Ne ha parlato anche Alessandro Giudice sulle pagine del Corriere dello Sport:
“Può il Como comprare Paz? Un acquisto da 60 milioni non è realistico per una società che ha ricavi per 55. Il fatto che i controlli del Fair Play Finanziario scatteranno solo dalla prossima stagione non può giustificarlo. Si dice: farà il settlement agreement, dimenticando che esso presuppone già una violazione, perciò è come dire che si può passare col rosso, tanto al massimo arriverà una multa. E comunque il SA non consente al club di operare come prima: impone un graduale riequilibrio dei conti”.
“Molto difficilmente il Como raggiungerà I ricavi operativi necessari a sostenere una rosa costosa. Potrà puntare sul player trading, come da anni fa l’Atalanta, ma ciò equivale a scommettere che il valore dei giocatori salga nel tempo, contro un meccanismo inerziale che trascina ogni cartellino verso zero. Ci vuole molta abilità e non è mai sano assumere impegni gravosi scommettendo sulle proprie capacità future. Anche i ricavi della Champions non sono stabili: dalla partecipazione alla prossima edizione il Como incasserà una dote pari all’intero monte ricavi dell’ultimo bilancio, ma l’anno seguente dovrà nuovamente arrivare quarto, altrimenti quei proventi spariranno“.
Le ultime ore del weekend si sono trasformate in incubo per gli automobilisti in rientro verso le città e non solo. Treni fermi per ore
Maltempo in Valtellina, uno degli interventi dei vigili del fuoco
Un nubifragio, forti raffiche di vento, pioggia torrenziale, una violenta grandinata e alberi che si sono abbattuti sulla linea ferroviaria provocando l’interruzione della circolazione dei treni.
Ma anche alcune piccole frane che hanno bloccato gli automobilisti che si apprestavano a fare rientro dopo la gita domenicale sulle montagne della provincia più a nord della Lombardia.
Ondata di maltempo – Dal tardo pomeriggio di oggi un’ondata di maltempo ha interessato Valtellina e Valchiavenna con notevoli disagi e super lavoro dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Sondrio e dei distaccamenti di Morbegno e Mese. Pioggia, grandine e vento sferzante hanno flagellato il territorio provocando allagamenti di cantine e garage. Le provinciali per Bema e per Gerola sono state interrotte al transito intorno alle 18.30 per smottamenti non di grosse entità, ma tali da impedire il passaggio.
La mappa – Un masso e una pianta sono piombati nelle vicinanze della galleria fra Pedesina e Rasura e centinaia di auto in discesa da Gerola sono rimaste in colonna. Lamiere sulla 38 anche a Selvetta di Colorina, una pianta sulla carreggiata, sempre sulla statale a San Pietro Berbenno, una pianta su un’auto a Mossini, frazione collinare di Sondrio e il blocco della ferrovia per piante sulla linea elettrica fra Colico (Lecco) e Morbegno.
Treni fermi – Coinvolti quattro treni e istituite corse di bus sostitutivi, la prima in partenza da Sondrio alle 18.40. Un fine settimana da incubo per migliaia di turisti che avevano lasciato le città alla ricerca di un po’ di refrigero dall’afa metropolitana.
Strozzatura di Colico: la Statale 36 si trasforma in un inferno. Code di 4 ore verso Milano
Intasate anche la litoranea, Provinciale 72, alle prese anche con le auto in sosta selvaggia a bordo della carreggiata e le strade parallele a monte
Traffico lungo la statale 36: i lavori in zona Colico sono un disagio aggiuntivo in un periodo già caldissimo
Colico (Lecco), 28 giugno 2026 – Prigionieri in auto per più di quattro ore per tornare verso casa. Un controesodo da bollino nero quello di oggi pomeriggio, domenica 28 giugno, sulla SS 36. Turisti e villeggianti di ritorno dalla gita domenicale sulle montagne della Valtellina o sul lago di Como sono rimasti bloccati in coda per ore sulla Statale 36.
A causa di lavori in corso, la Superstrada all’altezza di Colico è a scartamento ridotto, con una solo corsia aperta invece che due. Le migliaia di persone che in giornata si erano riversate verso le montagne o il lago si sono così trovate imbottigliate nella strettoia, senza possibilità di uscita.Chi ha potuto ha deviato sulla Sp 72, la provinciale rivierasca, che però non ha retto all’invasione di automobilisti.
Le difficoltà – “Sono ormai due ore che siamo in coda, il che significa che partendo da Sondrio sono più di 4 ore che siamo in macchina per fare pochi chilometri”, è lo sfogo sui social di uno degli automobilisti intrappolati nel lungo e immobile serpentone di veicoli. “È assurdo che i lavori sulla Statale 36 continuino da anni e provochino tutte queste code”. “Coda infinita da ore dal Trivio di Fuentes per imboccare la Statale 36 a Piona in direzione Milano – aggiunge un altro -. A Colico sono intasate sia la Sp 72 che le strade parallele a monte”.
La galleria Monte Piazzo nel tratto a doppio senso per lavori
Rallentamenti e incolonnamenti anche alle porte di Lecco, sempre in direzione sud, verso Monza e Milano, sia nel tunnel dell’Attraversamento, sia nel traforo del Monte Barro, e poi sulla Milano – Lecco in Brianza.
Alcuni incidenti, fortunatamente non gravi, hanno ulteriormente peggiorato la situazione. Non ha aiutato nemmeno la sosta selvaggia, con macchine parcheggiate ovunque a bordo strada lungo la Sp 72.Come se non bastasse, ci si è messo pure un improvviso acquazzone, che ha scatenato il fuggi fuggi e ulteriore traffico.
Lucas Trejo ha ritrovato morti sotto le macerie sua moglie e i suoi figli dopo il terremoto in Venezuela. Alle ricerche avevano preso parte anche i suoi compagni di squadra
Dopo giorni drammatici di ricerca e di speranza, Lucas Trejo, calciatore argentino, ha trovato senza vita sua moglie, Yanina Maranella, e i suoi due figli, Aaron e Ainhoa. I corpi sono stati rinvenuti sotto le macerie dopo il terremoto in Venezuela. A ritrovarli, la squadra di soccorritori di El Salvador. Il suo edificio Cumanagotto a Playa Grande è crollato completamente. L’esito è stato ufficialmente confermato anche dal Deportivo La Guaira, squadra in cui milita Trejo. Il giocatore, non avendo avuto notizie di loro per tre giorni, aveva lanciato un appello di aiuto sul proprio account social.
La moglie e i figli di Lucas Trejo sono stati trovati morti ieri a Playa Grande, la zona più colpita, tra le macerie del loro edificio. Il trentottenne calciatore professionista argentino del Maritimo La Guaira (seconda divisione venezuelana) si trovava a Caracas per una partita di coppa quando si è verificato il terremoto. Immediatamente, si è mobilitato per offrirgli supporto, con i suoi compagni di squadra che hanno persino girato un video per offrire il loro aiuto e partecipare alle ricerche. Ma alla fine il suo club ha confermato la notizia che tutti temevano.
Desde el #DLG nos unimos al duelo que embarga al jugador Lucas Trejo, por el sensible fallecimiento de su esposa, Yanina Maranella y de sus hijos, Aarón y Ainhoa Trejo. 🇻🇪
— Deportivo La Guaira 🔱 (@DvoLaGuaira) June 28, 2026
“Condividiamo il dolore che ha travolto Lucas Trejo per la scomparsa della moglie, Yanina Maranella, e dei figli, Aaron e Ainhoa. Che riposino in pace, e porgiamo le nostre condoglianze a Lucas e a tutti i suoi cari”, ha scritto Maritimo in un comunicato. Originario di Cordoba, Trejo ha giocato in sei squadre in Venezuela, dove era arrivato nel 2016, prima di militare anche in Colombia, Messico e Perù. Si era unito a La Guaira a parametro zero a febbraio. Nelle ultime ore, dopo il ritrovamento dei corpi di sua moglie e dei suoi figli, Trejo ha solo pubblicato una foto di tutta la sua famiglia insieme.
In questi giorni di ricerca e subito dopo l’appello social di Trejo tanti suoi compagni di squadra si erano mobilitati per aiutare i soccorritori al ritrovamento della famiglia del calciatore. Il giorno prima della conferma, Garcés, suo compagno di squadra, aveva pubblicato un video in cui appariva insieme a Tortolero, Correa e altri calciatori professionisti, impegnati nelle operazioni di soccorso e ricerca in una delle zone colpite dal terremoto. Nel filmato, girato tra le macerie, spiegava che il gruppo stava lavorando per salvare le persone e aiutare a ritrovare la famiglia di Trejo, che descriveva come “un amico e un fratello nel calcio”. Oggi, la tragica notizia.