Odore di bruciato: aria irrespirabile a Cesano Boscone, incendio a Muggiano


Odore di bruciato: aria irrespirabile a Cesano Boscone, incendio a Muggiano?
– Forte odore di bruciato tra Baggio e Cesano Boscone –

27 dicembre 2015 – Fonte: http://www.milanotoday.it/cronaca/puzza-bruciato-incendio-plastica-cesano-baggio.html

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Odore di bruciato: aria irrespirabile a Cesano Boscone, incendio a Muggiano?
– E’ successo la sera del 26 dicembre. Molte le segnalazioni: aria irrespirabile e bruciore agli occhi. Intervenuto anche il sindaco di Cesano –
– AGGIORNAMENTO – (27 dicembre, ore 17.30) Il sindaco di Cesano Boscone, Simone Negri, ha riferito a MilanoToday che il pessimo odore (persistente anche nella giornata del 27) è dovuto all’incendio non del tutto risolto di grandi cumuli di rifiuti a Muggiano, nel comune di Milano, in una piccola strada nascosta dopo una scuola. Si tratterebbe di rifiuti comuni. Nella serata del 26 dicembre si è aggiunto un altro episodio di incendio, sempre in zona Muggiano, ma vicino al ponte della Tangenziale Ovest.

– AGGIORNAMENTO – (27 dicembre, ore 12) Dalle informazioni raccolte da MilanoToday, si è trattato di un rogo all’altezza del ponte di Muggiano della Tangenziale Ovest. I vigili del fuoco del comando di via Messina del turno di domenica mattina riferiscono di alcune chiamate ma nessun intervento in loco. Anche il 118 non segnala nulla, se non una nota della polizia stradale su fumo denso durante un intervento per altro motivo: un incidente stradale che ha coinvolto otto persone (tutte medicate in loco) proprio all’area di servizio di Muggiano della Tangenziale, non distante dal rogo –

Sgombero campo rom abusivo a Muggiano (Milano)

Fonte: http://www.milanotoday.it/cronaca/sgombero-rom-via-martirano.html

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30 dicembre 2015 –
Aggiornamento – Sgombero campo rom abusivo a Muggiano (Milano) Sgomberato un campo rom abusivo a Milano, in via Martirano 39, a Muggiano. Si tratta di un’area occupata dal 2005. Sono stati allontanati 34 adulti e 24 minori. Alcuni di loro (6 adulti, 3 bambini e un neonato di 3 mesi) hanno accettato ospitalità nei centri di accoglienza. Sul posto la polizia, la polizia locale, i carabinieri, gli assistenti sociali e il nucleo interventi rapidi del comune di Milano. Ma anche la protezione civile e l’Amsa.“

 

ABBONAMENTO RAI, si pagherà…….


ABBONAMENTO RAI

http://www.today.it/economia/canone-rai-2016.html

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Il canone Rai scende a 100 € . Era di 113,5 €, legato al possesso di un apparecchio tv. Dal 2016 si pagherà a rate all’interno della bolletta della luce: si pagherà in cinque rate bimestrali da venti euro.
CANONE RAI IN BOLLETTA
– La bolletta verrà inviata all’indirizzo della prima abitazione, e non sulle seconde o terze case e, nel caso di mancato pagamento, non è prevista l’interruzione della fornitura –
– CHI E’ ESENTE – Chi ha più di 75 anni e meno di  6.713,98 euro l’anno  di reddito, sommato a quello del coniuge. Sono inoltre esenti i militari delle forze armate che vivono in ospedali militari, case del soldato e sale convegno, alcune tipologie di cittadini stranieri (diplomatici, personale Nato) e le imprese che vendono e riparano tv. –

Tsunami, 11 anni dopo: il ricordo e il dolore


Tsunami, 11 anni dopo: il ricordo e il dolore

Il 26 dicembre 2004 un sisma di magnitudo 9.15 al largo dell’Indonesia scatenò un maremoto che uccise ben almeno 230 mila persone in 13 Paesi. I più colpiti furono Indonesia, Sri Lanka, India e Tailandia. Molti corpi delle vittime non vennero mai trovati e quei Paesi hanno impiegato anni per la ricostruzione. 11 anni dopo il dolore per quella tragedia è ancora vivo e si sono svolte cerimonie di lutto per ricordare cosa accadde. Nella foto un bambino, a Banda Aceh (Indonesia) osserva un dipinto dell’onda anomala.

Iaquinta e il padre a giudizio per ‘ndrangheta al processo Aemilia


Iaquinta e il padre a giudizio per ‘ndrangheta al processo Aemilia

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http://www.gazzetta.it/Calcio/21-12-2015/anche-iaquinta-padre-giudizio-ndrangheta-processo-aemilia-14036164109.shtml

21 dicembre 2015

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BOLOGNA – Vincenzo Iaquinta, l’ex calciatore e il padre a processo per ’ndrangheta: si chiude con oltre 140 rinvii a giudizio, disposti dal Gup Francesca Zavaglia, l’udienza preliminare del processo ‘Aemilia’, tenutasi nell’aula bunker della Fiera di Bologna.

 L’ex attaccante della Juventus, campione del Mondo con l’Italia di Lippi nel 2006, risponde della violazione di reati di armi, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare l’associazione di tipo mafioso. Al padre Giuseppe, imprenditore, è contestata la partecipazione nell’associazione.

Lampre: niente doping Assolti Saronni, Bontempi e Cunego


Dopo sette anni dall’inizio delle indagini e centinaia di ore d’intercettazioni telefoniche e ambientali

FONTE: http://www.corriere.it/sport/15_dicembre_18/ciclismo-lampre-doping-assolti-saronni-bontempi-cunego-3681c85e-a58a-11e5-a238-fd021b6faac8.shtml

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MANTOVA – Doveva essere il processo per doping del decennio, si è trasformato in una clamorosa sconfessione delle tesi accusatorie. A sette anni dall’inizio delle indagini, basate su centinaia di ore d’intercettazioni telefoniche e ambientali, venerdì a Mantova (dopo due ore scarse di camera di consiglio) il giudice monocratico Giuditta Silvestrini ha mandato assolti (in parte per non aver commesso il fatto, in parte perché il reato non sussisteva) 25 dei 27 imputati nel cosiddetto «processo Lampre», intentato nel 2008 dal pm Antonino Condorelli.

Assolti: Condorelli aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di buona parte del team ciclistico Lampre, l’unico a tenere alta la bandiera tricolore nel World Tour. Assoluzione per il team manager Saronni, i direttore sportivi Bontempi e Piovani (peraltro richiesta dall’accusa) per tutti i corridori tra cui l’ex vincitore del Giro d’Italia Cunego e l’ex campione del mondo Alessandro Ballan, per massaggiatori e allenatore.

Milano contro smog


Smog: a Milano stop auto dal 28 al 30 dicembrepalazzo_marino.jpg[1]https://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it

Lunedì 28, martedì 29 e mercoledì 30 dicembre , dalle ore 10 alle ore 16

blocco totale del traffico in tutto il territorio del Comune di Milano per alti livelli di sostanze inquinanti

Dato il livello dello smog il Comune di Milano ha deciso lo stop della circolazione dei veicoli privati per lunedì 28, martedì 29 e mercoledì 30 dicembre dalle 10 alle 16. Lo annuncia Palazzo Marino che spera che ora facciano altrettanto i Comuni della Città metropolitana e di tutta la regione. “In considerazione del permanere di valori alti di Pm10 e Pm2,5, la Giunta comunale – spiega il Comune – ha deciso il blocco della circolazione dei veicoli privati nel territorio del Comune di Milano per le giornate di lunedì 28, martedì 29 e mercoledì 30 dicembre dalle ore 10 alle ore 16”.

Milano contro smogmilano pioggia

Smog, leggera pioggia sulla città. Arriva una«boccata d’ossigeno»

http://video.corriere.it/cappa-smog-citta/13dc6af4-a722-11e5-9876-dad24a906df5

Dopo 40 giorni di «siccità» nella notte tra domenica e lunedì si è registrata une debole perturbazione. Intanto si studiano gli interventi: Area C alla Vigilia di Natale e stop alle deroghe per i diesel.

Per la prima volta nel mese di dicembre, Milano si è svegliata lunedì sotto una debole pioggia. Certo, una pioggia sottile, ma che di fatto ha così interrotto un periodo di siccità che durava da oltre 40 giorni nel capoluogo lombardo. La pioggia ha iniziato a cadere nella notte e, anche se di scarsa intensità, potrebbe contribuire a migliorare la qualità dell’aria e interrompere la striscia di 25 giorni di superamento dei limiti dei valori del Pm10 a Milano. Intanto Comune e Regione stanno studiando i piani di intervento per far fronte all’emergenza inquinamento. Palazzo Marino ha deciso di tenere accese le telecamere dell’Area C anche giovedì 24 dicembre, giorno della Vigilia di Natale. Mentre Palazzo Lombardia ha già in programma di inasprire i divieti contro le cause dell’inquinamento: «Anche adottando provvedimenti impopolari», aveva detto il governatore Roberto Maroni.

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Pubblicato il 14 dic 2015
Dal 17 al 24 dicembre il biglietto singolo per tram, bus e metropolitana vale tutto il giorno

http://www.muoversi.milano.it/web/portale-mobilita/-/dal-17-al-24-dicembre-il-biglietto-singolo-per-tram-bus-e-metropolitana-vale-tutto-il-giorno

Da giovedì 17 dicembre a giovedì 24 dicembre, con un solo biglietto ordinario da 1,50 euro (o tariffa extraurbana), sarà possibile viaggiare su tram, bus e metrò: tutti i biglietti singoli, cioè normalmente validi per un solo viaggio, avranno validità per un numero illimitato di viaggi fino al termine del servizio del giorno di convalida. Il provvedimento vale sulla rete metropolitana e di superficie gestita da ATM e comprende i titoli urbani, interurbani e cumulativi nonché la singola timbratura del carnet da 10 viaggi.
La decisione è stata presa oggi dal Comune di Milano in pieno accordo con l’Azienda trasporti milanesi.

Si ricorda che dal 18 dicembre saranno ancora in vigore in tutta l’Area metropolitana le misure anti-smog disposte nel 2012 dall’allora Provincia, cui il Comune di Milano aveva aderito con l’ordinanza 6/2012, previste in caso di superamento per dieci giorni consecutivi della soglia media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo di PM10. 
Le misure applicate sono le seguenti: divieto di circolazione in tutto il territorio cittadino per i veicoli diesel Euro 3 senza filtro anti-particolato dalle ore 8:30 alle 18 se privati, dalle 7:30 alle 10 se commerciali. Sono previsti anche interventi sui riscaldamenti con la diminuzione di 1 grado centigrado, da 20 a 19 gradi (la legge prevede 2 gradi di tolleranza) delle temperature dell’aria degli edifici e della durata di accensione degli impianti, con una riduzione di due ore (da 14 a 12). 

Sempre sul fronte temperature sarà chiesto agli esercizi commerciali di non fare uso di dispositivi che, al fine di favorire l’ingresso del pubblico, consentano di tenere aperte le porte di accesso ai locali. Infine saranno potenziati i controlli sui veicoli in circolazione, anche attraverso l’utilizzo di opacimetri che verificheranno i gas di scarico

 Situazione attuale della qualità dell’aria (dati delle 24 ore precedenti) per le concentrazioni in atmosfera di PM10, PM2.5, NO2, Ozono, CO, SO2 e benzene con evidenziazione della conformità/non conformità alla normativa italiana ed europea dei parametri di riferimento (concentrazioni medie, massime medie orarie/su 8h).

Marò, l’Italia chiede all’Aja il rientro di Salvatore Girone


Marò, l’Italia chiede all’Aja il rientro di Salvatore Girone

12 dicembre 2015 – Mentre il fuciliere Massimiliano Latorre continua a rimanere in Italia, la Farnesina si sta muovendo affinché anche Salvatore Girone, in India dal momento dell’arresto, venga rimpatriato in attesa della conclusione del procedimento.

É di oggi pomeriggio la nota con cui la Farnesina ha annunciato che l’Italia ha depositato al Tribunale Arbitrale presso la Corte Permanente d’Arbitrato de l’Aja la richiesta di “autorizzare il fuciliere Girone a tornare in Italia e a restarvi per tutta la durata della procedura arbitrale in corso fra le Parti”.

Per non dimenticare…….


12 dicembre 1969-12 dicembre 2015Piazza Fontana

A 46 anni di distanza, per non dimenticare il “12 dicembre 1969 ore 16:37 la strage di Piazza Fontana“, per non dimenticare le 17 vittime 88 feriti.

La strage di piazza Fontana  fu conseguenza di un grave  attentato terroristico compiuto il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano. Da molti è stata considerata la madre di tutte le stragi e ritenuta da alcuni l’inizio del periodo passato alla storia in Italia come strategia della tensione.

In contemporanea in Italia scoppiarono altre bombe, provocando 16 feriti, a Roma: una alla Banca Nazionale del Lavoro in via San Basilio, due all’ Altare della Patria

La Strage: Il 12 dicembre 1969 la sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, a Milano, era piena di clienti venuti soprattutto dalla provincia; gli altri istituti di credito chiusero alle 16:30, tuttavia vi erano ancora molte persone all’interno in attesa di completare le loro incombenze. L’esplosione avvenne alle ore 16:37, quando nel grande salone del tetto a cupola scoppiò un ordigno contenente 7 chili di tritolo, uccidendo 16 persone (13 sul colpo) e ferendone altre 87.

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/embed_clip/la-strage-di-piazza-fontana/86/default.aspx

 

Trasmissione del 10/12/2015 – RAI2 – TG2 INSIEME


Trasmissione del 10/12/2015 – RAI2 – TG2 INSIEME H.09:30 – “La sicurezza sul posto di lavoro”

Il video si trova su Youtube  –

https://www.youtube.com/watch?v=HTX5uFB9Y-Y&sns=fb

oppure alla pagina “MORTI BIANCHE ” https://alessandro54.wordpress.com/morti-bianche/

Vi invito a visitare il Blog ” http://cadutisullavoro.blogspot.it/ “

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Unesco: Parma eletta città ……………………


Unesco: Parma eletta città creativa per gastronomia

E’ la prima volta per l’Italia

Unesco

Parma è stata ufficialmente proclamata oggi a Parigi, dall’Unesco “città creativa per la gastronomia”. E’ la prima volta che una città italiana ottiene questo prestigioso riconoscimento internazionale. Il negoziato è durato circa sei mesi. La notizia è stata comunicata al sindaco di Parma Federico Pizzarotti da Irina Bokova, direttore generale di Unesco. Si conclude così positivamente l’iter avviato in primavera e concretizzatosi lo scorso 10 Novembre con la presentazione della candidatura a Parigi alla presenza dei massimi organismi Unesco. Insieme al Comune di Parma – che ha coordinato l’intera operazione attraverso l’assessorato alle attività produttive e turismo – hanno lavorato tutte le istituzioni e le associazioni della città, senza dimenticare il contributo dell’associazione di cuochi ‘Chef to Chef’ e il sostegno della Regione Emilia Romagna. Le altre città creative per la gastronomia proclamate dall’Unesco sono: Bergen in Norvegia, Belem in Brasile, Burgos in Spagna, Phuket in Spagna.

Pizzarotti, Parma ha una vocazione internazionale
“Questo riconoscimento rafforza la vocazione internazionale di Parma, e può aprire la strada ad importanti sviluppi per la nostra economia, soprattutto in campo turistico”. Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, accoglie così la notizia del riconoscimento di Città creativa per la gastronomia che l’Unesco ha tributato a Parma. “E’ anche la conferma – ha aggiunto il sindaco – che il futuro del territorio parmense passa in primo luogo attraverso la valorizzazione dei suoi prodotti di eccellenza e la capacità di trasformarli in cibo. Sono anche convito che, se saremo bravi, potremo utilizzare questo riconoscimento come volano per far conoscere Parma nel mondo anche come città d’arte, carica di storia, che si appresta a celebrare i suoi primi 2.200 anni di vita”.

26 dicembre 2004 – Il disastro dello tsunami del


Maremoto dell’Oceano Indiano e della placca indo-asiatica del 26 dicembre 2004

Il disastro dello Tsunami è un catastrofico maremoto che si abbatte sulle coste dell’ Oceano indiano il 26 dicembre 2004. Indonesia, Sri Lanka, India e Thailandia sono i Paesi più colpiti: il bilancio finale è oggetto di diverse stime, ma si parla di più di 300.000 vittime, e di un numero di sfollati che va da 3 a 5 milioni

La comunità internazionale si è immediatamente attivata per aiutare le popolazioni colpite dallo tsunami e sono stati raccolti circa 13,6 miliardi di dollari in donazioni private e aiuti pubblici per la ricostruzione. Nel 2009 le Nazioni Unite hanno detto ai governi dei paesi asiatici più colpiti dal disastro di destinare il 10 per cento dei loro fondi per lo sviluppo a progetti per limitare il rischio di catastrofi naturali, tenendo conto in particolare dell’impatto del cambiamento climatico.

A dieci anni di distanza molte comunità non si sono ancora riprese dalle conseguenze di quello che è considerato lo tsunami più letale della storia.

La storia del rogo della ThyssenKrupp


Cosa successe a Torino la notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007

Commento: Sono passati 8 anni dal tragico rogo, dopo i primi giorni con tante belle parole, alla fine sono rimaste appunto solo parole, parole …. e si continua ha morire ” https://alessandro54.wordpress.com/morti-bianche

” Dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 652 lavoratori (mai stati così tanti dal 2008) ” .

per maggiori dettagli vedere il sito: http://cadutisullavoro.blogspot.it/ 

Per ricordare la breve storia del rogo. Fonte:

http://www.ilpost.it/2011/04/16/la-storia-del-rogo-della-thyssenkrupp/

L’incidente
Poco dopo l’una di notte, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino, sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiama Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno le altre sei persone ferite in modo gravissimo dall’olio bollente: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino. Degli operai coinvolti nell’incidente, l’unico superstite e testimone oculare si chiama Antonio Boccuzzi: lavora nella Thyssen da 13 anni, è un sindacalista della UILM, il suo ruolo sarà centrale nella denuncia delle colpe dell’azienda.

Le denunce
I sindacati denunciano immediatamente l’inadeguatezza delle misure di sicurezza nello stabilimento. Le testimonianze di Boccuzzi e degli altri operai accorsi sul posto dell’incidente parlano di estintori scarichi, telefoni isolati, idranti malfunzionanti, assenza di personale specializzato. Non solo: alcuni degli operai coinvolti nell’incidente lavoravano ininterrottamente da dodici ore, avendo accumulato quattro ore di straordinario. Lo stabilimento Thyssen di Torino era in via di dismissione: emerge che da tempo l’azienda non investiva adeguatamente nelle misure di sicurezza, nei corsi di formazione. Questo il racconto dell’incidente – e di quello che non funzionò – reso il giorno dopo da Antonio Boccuzzi.

La reazione dell’azienda
La ThyssenKrupp nega di avere alcuna responsabilità e mostra fin dal primo momento un atteggiamento piuttosto ostile alla magistratura e all’opinione pubblica, scossa dalla gravità dell’incidente. Accusa gli operai morti di avere provocato l’incidente con delle loro distrazioni e addirittura con “colpe”, poi si corregge e parla di “errori dovuti a circostanze sfavorevoli”. Nel corso delle indagini, la Guardia di Finanza sequestra ad Harald Hespenhahn, amministratore delegato, un documento riservato in cui si legge che Antonio Boccuzzi – che intanto continua a raccontare quanto ha visto sui giornali e in tv – “va fermato con azioni legali”. Il documento critica pesantemente il pm di Torino, Raffaele Guariniello, e l’allora ministro del Lavoro Cesare Damiano, sul quale non poter fare affidamento perché schierato dalla parte dei lavoratori.

Il rinvio a giudizio, il processo
Le indagini si chiudono in un tempo relativamente breve, la procura chiede il rinvio a giudizio per sei dirigenti dell’azienda tedesca e il giudice dell’udienza preliminare accoglie le tesi dell’accusa: il presunto reato è omicidio volontario con dolo eventuale e incendio doloso. Incendio doloso e omicidio colposo con colpa cosciente per gli altri imputati, dirigenti dello stabilimento di Torino. Questo perché, si leggeva nel dispositivo, “pur rappresentadosi la concreta possibilità del verificarsi di infortuni anche mortali, in quanto a conoscenza di più fatti e documenti” e “accettando il rischio del verificarsi di infortuni anche mortali sulla linea 5″, i dirigenti avrebbero “cagionato” la morte dei sette operai omettendo “di adottare misure tecniche, organizzative, procedurali, di prevenzione e protezione contro gli incendi”. Si va a processo a gennaio del 2009. Durante le udienze emergono altri particolari del funzionamento dello stabilimento. Un operaio racconta che la fabbrica veniva pulita solo in corrispondenza alle visite della ASL. Un altro operaio racconta che l’impianto si fermava solo in caso di problemi alla produzione, se no si interveniva con la linea in movimento. Altri testimoni raccontano che gli incendi sulla linea 5 erano molto frequenti ma gli operai venivano invitati a usare il meno possibile il pulsante di allarme.

Risarcimento danni e sentenze
Il primo luglio del 2008 la ThyssenKrupp ha versato quasi 13 milioni di euro alle famiglie dei sette operai uccisi, e queste si sono impegnate a non costituirsi parte civile. Ieri è arrivata la sentenza di primo grado della seconda corte d’assise di Torino. Come abbiamo detto, l’amministratore delegato della ThyssenKrupp, Harald Espenhahn, accusato di omicidio volontario, è stato condannato a 16 anni e mezzo di reclusione. Cosimo Cafueri, responsabile della sicurezza, Giuseppe Salerno, responsabile dello stabilimento di Torino, Gerald Priegnitz e Marco Pucci, membri del comitato esecutivo dell’azienda, sono stati condannati a 13 anni e 6 mesi per omicidio e incendio colposi (con colpa cosciente) e omissione delle cautele antinfortunistiche. Daniele Moroni, membro del comitato esecutivo dell’azienda, è stato condannato a 10 anni e 10 mesi.

Oggi lo stabilimento di Torino della ThyssenKrupp non esiste più. È stato chiuso nel marzo del 2008 con un accordo tra la ThyssenKrupp, i sindacati, le istituzioni locali e i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, in anticipo sulla data prevista.

L’appello e le sezioni Unite
Ma il processo di secondo grado aveva ribaltato il verdetto. L’appello si era aperto il 28 novembre 2012 e il 28 febbraio 2013 la corte d’assise d’appello di Torino ha ridotto le pene ai sei imputati ed escluso il dolo riconosciuto in primo grado per l’amministratore delegato. Riformata la tesi dell’accusa del dolo eventuale, l’amministratore delegato Harald Espenhahn era stato condannato a 10 anni di carcere. Condanne ridotte anche per gli altri ex dirigenti imputati: 7 anni ai dirigenti Gerald Priegnitz e Marco Pucci, 8 anni e mezzo per il direttore dello stabilimento, Raffaele Salerno e 8 anni per Cosimo Cafueri, responsabile della sicurezza. Infine a Daniele Moroni la corte d’assise d’appello presieduta dal giudice Giangiacomo Sandrelli aveva inflitto una condanna a 9 anni. Nelle motivazioni i giudici sostennero che “non ci fu dolo”.

A luglio poi Guariniello, insieme ai pm Laura Longo e Francesca Traverso e al pg Ennio Tomaselli, avevano presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza d’appello, come avevano fatto anche, con altre motivazioni, le difese degli imputati. La corte di Cassazione aveva poi ordinato il ricalcolo della pena.

In arrivo nuovi contatori del gas


In arrivo nuovi contatori del gas

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Si tratta di contatori elettronici di ultima generazione che permetteranno una lettura piú puntuale e precisa rispetto a quelli attuali. Verranno installati da 2i Rete Gas (già Enel Rete Gas).

Fonte: http://www.2iretegas.it/per-i-clienti/contatore-elettronico-gas/

 Il processo di innovazione tecnologica nel settore della misura del gas consentirà tra l’altro:

  • Una maggiore consapevolezza dei consumi da parte dei clienti finali .
  • La possibilità di leggere da remoto , ad intervalli prestabiliti, i volumi di gas consumati.
  • Eliminare l’impiego di stime per la fatturazione dei consumi e la necessità di conguagli.
  • Miglioramento della qualità del servizio di misura di vendita e di distribuzione del gas naturale

domenica, 15 giugno 2014

Fonte: http://www.codacons.it/articoli/nuovi_contatori_utenti_in_allarme_269283.html

Nuovi contatori, utenti in allarme
Al via la sostituzione dei contatori del gas. Ma è allarme tra i cittadini sotto due profili, uno riguardo l’ aspetto economico e l’ altro dal punto di vista sanitario. In questi giorni, la società «2i Rete gas» sta recapitando lettere al domicilio degli utenti per informarli che sarà installato un nuovo gruppo di misura elettronico al posto di quelli meccanici. Le attività, le tempistiche e le modalità di questo processo di innovazione del sistema di misura sono regolate dalla delibera Arg/gas numero 155 del 22 ottobre 2008. Il provvedimento, viene spiegato, ha l’ obiettivo di sviluppare un sistema di mercato del gas naturale, facilitare l’ innovazione tecnologica dei gruppi di misura e la contabilizzazione del gas naturale prelevato dagli utenti finali, migliorare la qualità del servizio di misura, di vendita e distribuzione del gas per favorire la consapevolezza dei consumi. Questo quanto scritto nella nota recapita ai cittadini. «Tuttavia – ammonisce Piero Mongelli, del Codacons Lecce – a volte si verifica un aumento ingiustificato dei consumi (non delle tariffe) e se il cliente, una volta sostituito il contatore, intende effettuare una verifica metro -termica deve sopportare alcuni costi. Non è da sottovalutare neppure la moltiplicazione di elettromagnetismo, soprattutto laddove c’ è un’ elevata concentrazione di apparecchi elettrici». Su quest’ ultimo aspetto c’ è già molta preoccupazione. Qualcuno si è già informato sui dispositivi che saranno installati. Si tratta di «smart meter», contatori di lettura senza fili che emettono enormi quantità di impulsi radioattivi a radiofrequenza, che proprio per la loro pericolosità sono stati banditi da altre Nazioni. C’ è da scommettere che, su quest’ argomento, si svilupperà un lungo dibattito tra i cittadini. Tornando alle altre caratteristiche, è da dire che i nuovi gruppi di misura saranno dotati di registri totalizzatori del prelievo incrementale organizzati per fasce multi orarie; registri della curva di prelievo su base oraria degli ultimi 70 giorni; sistema per la sicurezza dei dati salvati; auto -diagnosi per la verifica del corretto stato di funzionamento; display per la visualizzazione dei dati riguardanti consumi, data e ora e valore del registro totalizzatore corrente. Va detto che se il distributore vuole sostituire il contatore senza una specifica richiesta di verifica del cliente o di una chiamata di pronto intervento, deve informare con lettera il cliente, almeno 15 giorni lavorativi prima della data prevista per la sostituzione. La lettera deve precisare che il cliente ha il diritto sia di chiedere la verifica del contatore sia di sapere entro quanto tempo deve confermare la richiesta, a patto che la faccia pervenire almeno 7 giorni lavorativi prima della data prevista per la sostituzione. Se su richiesta del cliente viene effettuata una verifica che accerta che il contatore funziona correttamente, il cliente deve pagare 40 euro se il suo contatore è stato installato successivamente al 1980, appena 5 euro se è stato installato fino al 1980 compreso. Se il contatore non misura correttamente, si procederà alla ricostruzione dei consumi.

Dopo 40 anni cambia la bolletta della luce……………


Dopo 40 anni cambia la bolletta della luce: “si pagherà in modo equo il consumo”

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Rivoluzione nelle tariffe elettriche per 30 milioni di utenti: viene superata l’attuale struttura progressiva delle tariffe di rete e per gli oneri generali di sistema introdotta circa 40 anni fa. “Dal 1 gennaio 2016 parte il processo di riforma strutturato in tre anni. Dal gennaio 2018 ogni utente pagherà in modo equo per i servizi che utilizza” spiega l’Autorità per l’energia.

Riforma recepisce direttiva europea – La riforma, introdotta dalla direttiva europea 27/2012 sull’efficienza energetica, recepita in Italia dal decreto legislativo 102/14 che stabilisce che sia l’Autorità ad attuarla, uniformandoci agli altri paesi europei, prevede che gradualmente venga superata l’attuale struttura progressiva delle tariffe di rete e per gli oneri generali di sistema (cioè con un costo unitario del kWh che cresce per scaglioni all’aumentare dei prelievi) introdotta circa quarant’anni fa a seguito degli shock petroliferi degli anni ’70.

Riforma agevolerà diffusione pompe di calore efficienti – La riforma della tariffa inoltre – prosegue la nota – consentirà di liberare il potenziale di installazione di apparecchiature elettriche efficienti (ad esempio pompe di calore, auto elettriche o piastre a induzione), oggi frenate dagli eccessivi costi di utilizzo per la progressività della tariffa: questi consumi elettrici potranno essere sostitutivi di quelli di altri vettori energetici (gas, gpl o altro), portando anche ad un ulteriore possibile risparmio.

Inquinamento, in Italia record Ue di morti premature…………..


“Nella Penisola 84.400 decessi su 491mila”

 30 novembre 2015 –

Tra i 28 Paesi dell’Unione europea l’Italia è quello con il più alto numero di morti premature rispetto alla normale aspettativa di vita a causa dell’inquinamento dell’aria. Ad attestarlo è un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea): la Penisola nel 2012 ha registrato 84.400 decessi di questo tipo, su un totale di 491mila a livello Ue.  Tre gli agenti killer responsabili del record negativo: le micro polveri sottili (Pm2.5), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono, quello presente nei bassi strati dell’atmosfera (O3). A questi inquinanti lo studio attribuisce rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia. L’area più colpita è quella della Pianura Padana, in particolare Brescia, Monza e Milano ma anche Torino, che oltrepassano il limite fissato a livello Ue di una concentrazione media annua di 25 microgrammi per metro cubo d’aria, sfiorata invece da Venezia. Considerando poi la soglia ben più bassa raccomandata dall’Oms di 10 microgrammi per metro cubo, il quadro italiano peggiora sensibilmente, a partire da altre grandi città come Roma, Firenze, Napoli, Bologna, arrivando fino a Cagliari.

Ma lo smog comporta pesanti ricadute anche su costi ospedalieri, perdita di giornate di lavoro, danni agli edifici. Ed è causa di un’inferiore resa dei raccolti.

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Un posto sicuro ……………


“Un posto sicuro dove morire di Eternit”

Film che racconta dramma amianto e Casale Monferrato.

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27 novembre 2015 – Ogni anno in Italia muoiono 4000 persone per malattie causate dall’amianto, e ci sono ancora circa 32 milioni di tonnellate di Eternit da bonificare sul territorio nazionale. Dati diffusi quest’anno dall’Inail su una tragedia che ora viene raccontata anche dal cinema, attraverso il rapporto fra un padre e un figlio, in Un posto sicuro, l’intensa opera prima di Francesco Ghiaccio, con Marco d’Amore (anche cosceneggiatore) e Giorgio Colangeli, in uscita il 3 dicembre con Parthenos in 60 copie.

Nel film, spiega l’attore, ”c’è un racconto di finzione ma basato su fatti veri, la realtà ha convissuto con noi quotidianamente”. Ad arricchire il film ci sono le testimonianze di molti familiari delle vittime e il materiale di repertorio ”che mostra la violenza della fabbrica.

Vengo da un’altra parte d’Italia ma qui mi sono subito sentito a casa». E a una scena familiare tenera eppure da incubo fa riferimento Nicola Pondrano, principale testimone d’accusa per conto della Procura al processo di Torino, tra coloro che più hanno aiutato Ghiaccio nel suo lavoro di ricerca: «Nel 1974, quando venni assunto, ero un capellone di 24 anni già con moglie e una bimba piccola. La sera, quando tornavo a casa, lei giocava a togliermi le stelline luminose dalla testa. Erano filamenti di amianto: da allora ho il terrore di averla contaminata». La scena è stata rievocata nel film, signor Pondrano, ma lei e sua figlia, per fortuna, state bene. «E guardiamo avanti con ottimismo, lo devo alle centinaia di amici che ho visto morire. Eppure non me lo perdonerò mai. Di sicuro il film andrò a vederlo. Ma da solo, di nascosto». 

Camini, usare legna giusta per evitare inquinamento


Camini: usare legna giusta per evitare inquinamento

Fonte: http://www.clinicadelcamino.it/la-legna/

Un’indispensabile premessa riguarda il fatto che nell’impianto domestico non bisogna assolutamente utilizzare legna trattata, legname di scarto proveniente dalla demolizione e dalla ristrutturazione degli edifici, quello costituito da imballaggi (bancali) o mobili di legno, la formica o il compensato, perché la combustione di questi materiali può liberare sostanze tossiche: diossine, furani, formaldeide e metalli pesanti.

Analogamente non bisogna bruciare carta plastificata, sostanze artificiali di qualsiasi tipo, confezioni o contenitori (tetrapak) perché anche questi materiali producono gas nocivi e polveri e, allo stesso tempo, danneggiano l’apparecchio.

  • Bruciare legna secca stagionata. Il legno secco si accende e brucia facilmente mentre all’aumentare del tenore di umidità aumenta la difficoltà di accensione. Se la legna è umida, parte del calore generato non riscalda la casa ma viene perso per far evaporare l’acqua.
  • È buona norma acquistare la legna durante il periodo estivo cioè tra giugno e luglio.
  • Non bruciare mai pezzi di legno umidi o verdi (non stagionati). La legna da ardere correttamente stagionata è più scura, ha delle spaccature sul ceppo e suona vuota quando viene sbattuta contro un altro pezzo di legna.
  • Utilizzare legna pulita: sabbia e fango la rendono meno conveniente.
  • Utilizzare legna che proviene dal proprio ambito territoriale per evitare consumo di carburante, e quindi l’inquinamento che deriva dal trasporto.
  • Accatastare la legna acquistata in un luogo esterno, ma protetto, in modo ordinato e rialzato rispetto al terreno, con la parte alta della catasta coperta: in questo modo si può fare continuare il processo di stagionatura.
  • Bruciare legna di dimensioni adeguate, evitando pezzi lunghi più di 40 cm e larghi più di 15 cm. Pezzi più piccoli permettono un migliore stoccaggio della legna prima dell’uso, e generalmente bruciano meglio.
  • Se si usa il pellet, questo deve essere di buona qualità e prodotto da legno non trattato. È da preferire il pellet per il quale il produttore è in grado di dichiarare la conformità a norme tecniche o a standard di qualità. Controllare che all’interno dei sacchi di pellet confezionato non vi sia molto legno in polvere. Indicativamente, quanto minore è il contenuto di ceneri nel pellet tanto minore è l’impatto ambientale delle emissioni prodotte dalla loro combustione

La vecchia consuetudine, tipica soprattutto delle zone rurali, di bruciare residui di ogni genere in casa e fuori casa è in realtà dannosa per l’ambiente ed è da considerare oggi una vera e propria combustione illegale.

Dal 2015 niente più caminetti accesi a Parigi: Lo prevede la nuova legge anti-inquinamento.

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rifiuti/2014/12/01/dal-2015-niente-piu-caminetti-accesi-a-parigi_dddc39f1-7637-4b25-9f53-38294230ebdb.html

Con il nuovo anno i parigini non potranno più accendere il caminetto di casa. Lo prevede la nuova legge anti-inquinamento che entra in vigore il 1/o gennaio, e che vieterà dunque ormai momenti di relax e di romanticismo davanti al fuoco. Secondo la Direzione regionale dell’ambiente e dell’energia (Driee), infatti, il fumo dei caminetti inquina almeno quanto il gas di scarico dei motori diesel.

I soli caminetti consentiti dal 2015 saranno dunque quelli non aperti, ma confinati in appositi recinti chiusi a norma di sicurezza e a prova di inquinamento, sia nei saloni di casa sia dai caminetti sui tetti.

Thyssen a teatro ‘Sulla nostra pelle’


Una mano in fiamme per dire stop.

6938_it_758490455[1]TORINO, 20 Novembre 2015
 “Sulla nostra pelle” – Artisti torinesi per le vittime della Thyssenkrupp’, spettacolo nato da un’idea di Giovanni Pignalosa, ex operaio dello stabilimento scampato all’incendio in cui persero la vita 7 suoi colleghi. Otto anni dopo la tragedia verrà ricordata il 4 dicembre al Teatro della Concordia di Venaria con la piece che vede in scena attori e ballerini sulle musiche di molti artisti torinesi, come Subsonica, Levate, Perturbazione.

Per Angelo, Antonio, Bruno, Giuseppe, Roberto, Rocco e Rosario

Parigi: i colori della solidarietà nelle piazze del mondo


 

epaselect epa05025514 Flowers are placed outside the France embassy next to a message reading, in French, 'I am Paris', in solidarity with the victims of the Paris terror attacks, in Athens, Greece 14 November 2015. At least 120 people were killed in a series of attacks in Paris on 13 November, according to French officials. Eight assailants were killed, seven when they detonated their explosive belts, and one when he was shot by officers, police said.  EPA/YANNIS KOLESIDIS
Atene (Grecia) –  fiori sono collocati al di fuori della Francia dell’ambasciata accanto a una lettura messaggio, in francese, ‘Io sono di Parigi‘, in solidarietà con le vittime degli attentati terroristici di Parigi

 

epa05025399 Tower Bridge in central London, Britain is lit in the colours of the French flag on 14 November 2015, to honour the victims of the Paris attacks. More than 120 people have been killed in a series of attacks in Paris on 13 November, according to French officials. At least 120 people have been killed in a series of attacks in Paris on 13 November, according to French officials. Eight assailants were killed, seven when they detonated their explosive belts, and one when he was shot by officers, police said.  EPA/JACK TAYLOR
Tower Bridge in central London,

The "Mole Antonelliana" coulored with France flag while people gather in a solidarity rally with the French people in the aftermath of the Paris terror attacks, in Turin, Italy, 14 November 2015. French police on Saturday hunted possible accomplices of eight assailants who terrorized Paris concert-goers, cafe diners and soccer fans with a coordinated string of suicide bombings and shootings in France's deadliest attacks. At least 120 people have been killed in a series of attacks in Paris, France on late 13 November 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Torino – Mole Antonelliana
epa05024432 The Sydney Opera House is illuminated in the French national colours in tribute for the victims of the 13 November Paris attacks, in Sydney, Australia, 14 November 2015. At least 120 people have been killed in a series of attacks in Paris on 13 November, according to French officials. Eight assailants were killed, seven when they detonated their explosive belts, and one when he was shot by officers, police said.  EPA/DAN HIMBRECHTS AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT
Teatro dell’Opera a Sydney

The London Eye ferris wheel is lit up in the colors of the French flag in solidarity with France after the deadly attacks in Paris, in London, Saturday, Nov. 14, 2015. French President Francois Hollande said more than 120 people died Friday night in shootings at Paris cafes, suicide bombings near France's national stadium and a hostage-taking slaughter inside a concert hall. (ANSA/AP Photo/Matt Dunham)
Londra – La ruota panoramica

epa05025165 People place flowers and light candles in tribute for the victims of the 13 November Paris attacks, in Belgrade, Serbia, 14 November 2015. At least 120 people have been killed in a series of attacks in Paris on 13 November, according to French officials. Eight assailants were killed, seven when they detonated their explosive belts, and one when he was shot by officers, police said. French President Francois Hollande says that the attacks in Paris were an 'act of war' carried out by the Islamic State extremist group.  EPA/KOCA SULEJMANOVIC
Belgrado – persone mettono fiori e accendere candele in omaggio alle vittime degli attacchi 13 novembre a Parigi
epa05025301 People gather to pay tribute to victims opf the Paris attacks outside the French embassy near the Brandenburg Gate in Berlin, Germany, 14 November 2015. At least 120 people have been killed in a series of attacks in Paris, France on late 13 November 2015, according to French officials. Eight assailants were killed, seven when they detonated their explosive belts, and one when he was shot by officers, police said.  EPA/JOERG CARSTENSEN
Berlino – Le persone si riuniscono per rendere omaggio alle vittime degli attentati di Parigi davanti all’ambasciata francese vicino alla Porta di Brandeburgo

 

epa05025657 Members of Irish rock band U2 (L-R) Bono (L) and David Howell Evans lay flowers at a tribute to the victims of the Paris terror attacks, outside the Bataclan theatre in Paris, France, 14 November 2015. At least 120 people have been killed in a series of attacks in Paris, France on late 13 November 2015, according to French officials. Eight assailants were killed, seven when they detonated their explosive belts, and one when he was shot by officers, police said.  EPA/MALTE CHRISTIANS
I membri del gruppo rock irlandese U2  Bono e David Howell Evans depongono fiori in omaggio alle vittime degli attacchi terroristici di Parigi, al di fuori del teatro Bataclan di Parigi,

 

Flowers are laid in front of the French embassy in Rome, Saturday, Nov. 14, 2015. French police on Saturday hunted possible accomplices of eight assailants who terrorized Paris concert-goers, cafe diners and soccer fans with a coordinated string of suicide bombings and shootings in France's deadliest peacetime attacks. ANSA/ANGELO CARCONI
Roma – fiori davanti all’ambasciata di Francia

I

 

Amianto, processo per le morti all’Olivetti: primo rinvio a giudizio


IVREA (TORINO) –  5 ottobre 2015 – 14:09

Morti per amianto alla Olivetti  – Primo rinvio a giudizio

Il processo si aprirà il 23 novembre. 

Il provvedimento giudiziario riguarda complessivamente la morte di quattordici lavoratori, dovuta secondo l’indagine al contatto con le fibre d’amianto e per un caso di lesioni colpose. I pm Laura Longo e Lorenzo Boscagli hanno indagato a vario titolo i vertici della Olivetti, che ha partire dagli anni Sessanta hanno ricoperto incarichi dirigenziali in Olivetti. Tra questi Carlo De Benedetti, amministratore delegato e presidente del Cda dal 1978 al 1996, l’ex ministro Corrado Passera e l’imprenditore Roberto Colaninno

«Un passo importante per fare giustizia, per tutti coloro che fino ad oggi e, purtroppo, per gli anni a venire, moriranno per una patologia che non lascia scampo», commenta invece Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil. «La decisione di oggi, che pure assolve i semplici membri del Cda, consente di andare a processo e stabilire finalmente – aggiunge – le responsabilità anche individuali, a partire dalle figure più autorevoli, amministratori delegati e presidenti, evitando lo scaricabarile verso le figure più in basso nella scala gerarchica».

33 anni fa, L’agguato al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa


Milano 03 settembre 2015 – 33° Anniversario dell’attentato a Carlo Alberto Dalla Chiesa

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Si è tenuta a Milano, in piazza Diaz, la commemorazione di Carlo Alberto Dalla Chiesa, nel 33esimo anniversario della sua morte avvenuta quando era prefetto di Palermo per mano mafiosa: nell’attentato morirono anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo. Presenti le autorità civili e militari oltre ai familiari di Dalla Chiesa. In rappresentanza del comune c’erano tra gli altri il vicesindaco Francesca Balzani e il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo

Tragedia sulla spiaggia in Turchia


Il piccolo profugo in braccio ad un militare (ANSA/AP Photo/DHA) TURKEY OUT
Il piccolo profugo in braccio ad un militare

Immigrazione: 11 morti in 2 naufragi a largo coste Turchia……….

FONTE: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/09/02/immigrazione-11-morti-in-2-naufragi-a-largo-coste-turchia_f16eb79f-8b58-43a0-bfc8-51060403fcb4.html

La rotta turca è da alcuni mesi sempre più battuta dai profughi in arrivo dalla Siria e anche da afghani e migranti africani, che puntano all’ingresso in Ue tramite la Grecia.

L’emergenza migranti esplode in tutta Europa. I profughi in fuga da guerre e povertà premono da diversi fronti: ci sono le “porte” tradizionali dei Paesi del Sud, Italia e Grecia in primis, ma nelle ultime settimane si è fatta sempre più calda la frontiera con l’Ungheria, dove migliaia di disperati cercano di trovare la porta d’accesso verso Germania e Austria.

BUDAPEST – Tragedia dell’immigrazione in Austria: da 20 a 50 rifugiati sono stati trovati morti in un tir abbandonato lungo l’autostrada orientale A4 tra il Burgenland Neusiedf e Parndorf. I migranti sarebbero rimasti asfissiati nel cassone

03 Settembre 2015 – CAGLIARI – È approdata al molo Rinascita di Cagliari alle 8 la nave mercantile norvegese Siem Pilot con a bordo 781 profughi soccorsi nei giorni scorsi al largo delle coste libiche. A bordo ci sono anche sei cadaveri.

http://www.lastampa.it/2015/08/28/italia/cronache/migranti-ennesima-strage-in-mare-cento-morti-almeno-le-vittime-nella-strage-del-tir-in-austria-2gi3prdAce5aNYleqKGB0K/pagina.html

28 Agosto 2015 – L’ecatombe al largo della Libia: “Altri 200 morti”

I NUMERI CHOC  

Un’emergenza continua che l’Onu ha provato a quantificare. Secondo l’Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr) il numero di rifugiati e migranti che hanno attraversato il Mediterraneo dall’inizio dell’anno per arrivare in Europa ha superato la soglia dei 300 mila mentre il dato (stimato) di morti e dispersi è di circa 2500 unità. Intanto è approdata ieri sera nel porto di Palermo la nave svedese Poseidon con a bordo 571 migranti e 52 salme che erano rinchiuse nella stiva di un barcone soccorso nel Mediterraneo. Gli uomini della squadra mobile hanno fermato sei presunti scafisti. «Picchiavano i nostri compagni per non farli uscire dalla stiva», hanno raccontato i superstiti. Nel nel Canale di Sicilia, l’incidente con il bilancio più pesante resta quello del 18 aprile scorso: circa 700 le vittime, la strage più grave dal dopoguerra.

Aspettando Monza 2015 ……………………..


Autodromo di Monza

Monza

L’autodromo nazionale di Monza è un circuito automobilistico situato all’interno del parco di Monza. Ospita molti eventi motoristici durante tutto l’anno, ma è famoso internazionalmente per ospitare il Gran Premio d’Italia organizzato dall’Automobile Club di Milano quasi ininterrottamente dal 1922. Inoltre l’autodromo di Monza ospita gare secondarie come la SBK (superbike), gare di privati in moto o in auto sportive e altri campionati.

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  • 1922 -:- 1928  La costruzione e le prime corse sui tracciati originali.
  •  1929 -:- 1939  In seguito all’incidente di Materassi, si usano tracciati alternativi.
  • 1940 -:- 1954  Dopo l’interruzione per la guerra, riprende l’attività nel 1948
  • 1955 -:- 1971  La costruzione della pista di alta velocità e altre importanti opere..
  • 1972 -:- 1978  Chicanes e varianti per ridurre la velocità
  • 1979 -:- 1988  Nuove opere per l’ammodernamento dell’autodromo
  • 1989 -:- 1997  Il nuovo complesso box e gli interventi per la sicurezza
  • 1998 -:- oggi  I nuovi edifici ospitalità e gli ammodernamenti tecnologici

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ALBO D’ORO – Formula 1 – AUTODROMO NAZIONALE MONZA

DATA PILOTA VETTURA
10/09/1922 Pietro Bordino Fiat 804
09/09/1923 Carlo Salamano Fiat 805
19/10/1924 Antonio Ascari Alfa Romeo P2
06/09/1925 Gastone Brilli-Peri Alfa Romeo P2
05/09/1926 Charavel Bugatti 39
04/09/1927 Robert Benoist Delage
09/09/1928 Louis Chiron Bugatti 35C
24/05/1931 Campari e Nuvolari AlfaRomeo Monza
05/06/1932 Tazio Nuvolari Alfa Romeo P3
10/09/1933 Luigi Faglioli Alfa Romeo P3
09/09/1934 Rudolf Caracciola Mercedes W25
08/09/1935 Hans Stuck Auto Union B
13/09/1936 Bernd Rosemeyer Auto Union C
11/09/1938 Tazio Nuvolari Auto Union D
11/09/1949 Alberto Ascari Ferrari 125
03/09/1950 Nino Farina Alfa Romeo 158
16/09/1951 Alberto Ascari Ferrari 375
07/09/1952 Alberto Ascari Ferrari 500
13/09/1953 Juan Manuel Fangio Maserati A6GCM
05/09/1954 Juan Manuel Fangio Mercedes W 196
11/09/1955 JuanManuel Fangio Mercedes W 196
02/09/1956 Stirling Moss Maserati 250 F
08/09/1957 Stirling Moss Vanwall
07/09/1958 Tony Brooks Vanwall
13/09/1959 Stirling Moss Cooper Climax
04/09/1960 Phil Hill Ferrari 256
10/09/1961 Phil Hill Ferrari 156
16/09/1962 Graham Hill B.R.M.
08/09/1963 Jim Clark Lotus Climax 25
06/09/1964 John Surtees Ferrari 158
12/09/1965 Jackie Stewart B.R.M.
04/09/1966 Ludovico Scarfiotti Ferrari 312
10/09/1967 John Surtees Honda RA 301
08/09/1968 Denny Hulme McLaren Ford M7
07/09/1969  Jackie Stewart Matra Ford MS80
06/09/1970 Clay Regazzoni Ferrari 312b
05/09/1971 Peter Gethin B.R.M. P 160
10/09/1972 Emerson Fittipaldi Lotus Ford 72
DATA PILOTA VETTURA
09/09/1973 Ronnie Peterson Lotus JPS
08/09/1974 Ronnie Peterson Lotus
07/09/1975 Clay Regazzoni Ferrari 312 T
12/09/1976 Ronnie Peterson March 761
11/09/1977 Mario Andretti Lotus JPS 78
10/09/1978 Niki Lauda Brabham Alfa
09/09/1979 Jody Scheckter Ferrari 312 T4
13/09/1981 Alain Prost Renault RE 30
12/09/1982 René Arnoux Renault RE 30
11/09/1983 Nelson Piquet Brabham BT 52
09/09/1984 Niki Lauda McLaren MP4/2
08/09/1985 Alain Prost McLaren MP4
07/09/1986 Nelson Piquet Williams FW 011
06/09/1987 Nelson Piquet Williams FW IIB
11/09/1988 Gerhard Berger Ferrari FI-87
10/09/1989 Alain Prost McLaren Mp 4/5
09/09/1990 Ayrton Senna McLaren Honda
08/09/1991 Nigel Mansell Williams
13/09/1992 Ayrton Senna McLaren
12/09/1993 Damon Hill Williams
11/09/1994 Damon Hill Williams
10/09/1995 Johnny Herbert Benetton
08/09/1996 Michael Schumacher Ferrari
07/09/1997 David Coulthard McLaren
13/09/1998 Michael Schumacher Ferrari
12/09/1999 Heinz-Harald Frentzen Jordan
10/09/2000 Michael Schumacher Ferrari
16/09/2001 Juan Pablo Montoya Williams
15/09/2002 Rubens Barrichello Ferrari
14/09/2003 Michael Schumacher Ferrari
12/09/2004 Rubens Barrichello Ferrari
04/09/2005 Juan Pablo Montoya McLaren
10/09/2006 Michael Schumacher Ferrari
09/09/2007 Fernando Alonso McLaren-Mercedes
14/09/2008 Sebastian Vettel STR Ferrari
13/09/2009 Rubens Barrichello Brawn GP F1 Team
 12/09/2010 Fernando Alonso Ferrari
 11/09/2011 Sebastian Vettel Red Bull
 09/09/2012 Lewis Hamilton McLaren

Muore per infarto batterista Matia Bazar


Muore per infarto batterista Matia Bazar

Giancarlo Golzi aveva 63 anni, dal 1975 con la band genovese.

La foto ufficiale dei Matia Bazar dopo il ritorno di Silvia Mezzanotte nel gruppo. +++ NO FILES, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++ ANSA /

ANSA – GENOVA, 13 AGO – E’ morto per infarto nella sua villa di Bordighera Giancarlo Golzi storico batterista dei Matia Bazar nato il 10 febbraio 1952 a Sanremo ed entrato nel gruppo genovese nel 1975. Numerosi i messaggi di cordoglio postati dagli amici sui social network a partire dalla nottata, che danno l’addio al musicista e paroliere sulle note di ‘Cavallo bianco’, una delle hit della band del 1971.

Bologna – 2 agosto 1980 ore 10:45


02 agosto 1980 – 02 agosto 2015  a trent’anni dalla strage di Bologna

Bologna non dimentica – l’Italia non deve dimenticare,

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Terrorismo_in_Italia

Il 2 agosto 1980 alle 10:25, nella sala d’aspetto di 2ª classe della stazione di Bologna, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, venne fatto esplodere e causò il crollo dell’ala ovest dell’edificio. L’esplosione causò la morte di 85 persone e il ferimento o la mutilazione di oltre 200.

Già il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emise ventotto ordini di cattura nei confronti di militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari. Vengono subito interrogati a Ferrara, Roma, Padova e Parma. Tutti saranno scarcerati nel 1981.

Fasi principali del processo:

  • 19 gennaio 1987: inizio del processo di primo grado;
  • 11 luglio 1988: sentenza di primo grado: i condannati per strage sono Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Massimiliano Fachini e Sergio Picciafuoco;
  • 25 ottobre 1989: inizio del processo d’appello;
  • 18 luglio 1990: pronuncia della sentenza, gli imputati sono tutti assolti dall’accusa di strage;
  • 12 febbraio 1992: le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione dichiarano che il processo d’Appello dev’essere rifatto, in quanto la sentenza viene definita illogica, priva di coerenza, non ha valutato in termini corretti prove e indizi, non ha tenuto conto dei fatti che precedettero e seguirono l’evento, immotivata o scarsamente motivata, in alcune parti i giudici hanno sostenuto tesi inverosimili che nemmeno la difesa aveva sostenuto;
  • ottobre 1993: inizia il secondo processo d’appello;
  • 16 maggio 1994: pronuncia della sentenza che conferma l’impianto accusatorio del processo di primo grado;
  • 23 novembre 1995: pronuncia della sentenza della Corte di Cassazione che conferma quella del secondo processo d’Appello.
Cronologia degli anni di piombo e della strategia della tensione in Italia.
  • Il 25 aprile 1969 scoppia una bomba al padiglione FIAT della Fiera di Milano, provocando diversi feriti gravi, ma nessun morto, e un’altra bomba viene ritrovata all’Ufficio Cambi della Stazione Centrale. Qualche mese dopo, il 9 agosto vengono fatte scoppiare otto bombe su diversi treni, che provocano dodici feriti.
  • Il 12 dicembre 1969 una bomba esplose all’interno della sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana a Milano, provocando diciassette vittime e ottantotto feriti; nello stesso giorno viene trovata una seconda bomba inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala, mentre altre tre bombe esplosero a Roma, una nel passaggio sotterraneo che collega l’entrata di  via Veneto della Banca Nazionale del Lavoro con quella di via di San Basilio (tredici feriti) e altre due nei pressi dell’Altare della Patria (quattro feriti).
  • Il 22 luglio 1970 un treno deraglia sui binari sabotati precedentemente da una bomba nei pressi della stazione di Gioia Tauro, uccidendo sei persone e ferendone una sessantina.
  • Il 31 maggio 1972, una  Fiat 500 imbottita di esplosivo esplose nei pressi di Pateano, frazione di Sagrado, in  provincia di Gorizia, uccidendo tre carabinieri e ferendone altri due.
  • Il 17 maggio 1973 l’anarchico Gianfranco  Bertoli lanciò una bomba a mano sulla folla durante una cerimonia davanti la Questura di Milano, provocando quattro vittime e una quarantina di feriti.
  • Il 28 maggio 1974, durante una manifestazione sindacale in Piazza della Loggia a Brescia, una bomba nascosta in un cestino portarifiuti uccise otto persone mentre un centinaio rimasero ferite.
  • Il 4 agosto 1974 una bomba esplose su una carrozza del treno Italicus all’uscita della Grande Galleria dell’Appennino, nei pressi di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna, provocando dodici vittime e centocinque feriti.
  • Il 2 agosto 1980 una bomba esplose nella sala d’aspetto della Stazione di Bologna, uccidendo ottantacinque persone e provocando circa duecento feriti.
  • Il 23 dicembre 1984 una bomba esplose su una carrozza del Rapido 904, ancora presso la Grande Galleria dell’Appennino a San Benedetto Val di Sambro, in cui diciassette persone persero la vita e oltre duecentosessanta rimasero ferite.

Il 23 luglio 2011 – moriva “l’angelo maledetto”


” Tutto mi dà ispirazione….. Tutto ciò che accade nella vita…….”
(Amy Jade Winehouse)

AMY

Il 23 luglio 2011 la cantante britannica fu uccisa a Londra da un’intossicazione di alcool a soli 27 anni, l’età maledetta del rock.

Alle 15:53 del 23 luglio  2011, la cantante viene trovata morta nel letto della sua casa al numero 30 di Camden Square.  Il 24 agosto 2011  un portavoce della famiglia rende noto che «le analisi non hanno rilevato tracce di sostanze stupefacenti, solo tracce di alcool, ma non in misura tale da poter stabilire se e fino a che punto l’alcool abbia influito sulla sua morte».

Il 27 ottobre 2011 sono stati resi noti gli esiti degli esami tossicologici, che hanno rivelato la presenza di alcol nel sangue cinque volte superiore al limite consentito per la guida. Viene reso noto che la morte è stata causata da uno shock chiamato “stop and go”, ovvero dall’assunzione di una massiccia dose di alcol dopo un lungo periodo di astinenza.

Amy Winehouse Foundation

« La Amy Winehouse Foundation lavora per prevenire gli effetti di abuso di alcol e droga sui giovani. Ci proponiamo inoltre di sostenere, informare e ispirare i giovani vulnerabili e svantaggiati per aiutarli a raggiungere il loro pieno potenziale »
Mitch Winehouse

La fondazione Amy Winehouse è un’associazione di beneficenza istituita il 14 settembre 2011. Il suo intento è quello di aiutare e dare sostegno ai giovani in difficoltà, cresciuti in ambienti svantaggiati o che soffrono di dipendenza da alcool o droga.

L’Amy Winehouse Foundation ha tre punti cardine da seguire:

  1. Informare e educare i giovani sugli effetti di droga e abuso di alcol
  2. Fornire supporto per le persone più vulnerabili, quelli ad alto rischio di uso improprio di droghe
  3. Sostenere e sviluppare la fornitura di musica per i giovani

Discografia:

 Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Amy_Winehouse

Album in studio

  • 2003 – Frank
  • 2006 – Back to Black
  • 2011 – Lioness: Hidden Treasures (postumo)
BoxSet
  • 2008 – Frank and Back to Black
  • 2012 – The Album Collection (postumo)
  • 2012 – Amy Winehouse at The BBC (postumo)
Album Live
  • 2012 – At The BBC (postumo)
EP
  • 2004 – Sessions @ AOL
  • 2006 – NapsterLive Sessions
  • 2007 – iTunes Festival: London 2007
  • 2007 – Frank – Remixes
  • 2007 – Remixes & B Sides
  • 2010 – The Ska EP
  • 2012 – Rehab (postumo)

Laura Antonelli, morta ………….


Laura Antonelli, morta l’icona sexy di Malizia. Da vent’anni viveva in povertà

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E’ stata ritrovata senza vita dalla donna delle pulizie all’interno della sua casa a Ladispoli, in provincia di Roma. Nel 2010 Lino Banfi aveva rivolto un appello alle istituzioni per migliorare le sue condizioni di vita. Ma lei aveva chiesto solo di essere dimenticata.

Qualche tempo fa, Lino Banfi, che aveva recitato con lei in alcune commedie degli anni Ottanta, aveva lanciato un appello pubblico per aiutare la Antonelli, che viveva con 510 euro di pensione e l’aiuto dei pochi amici rimasti. Ma era stata la stessa attrice a dichiarare di non essere interessata ad aiuti di alcun genere:  “Ringrazio Lino Banfi e tutti coloro che si stanno preoccupando di me. Mi farebbe piacere vivere in modo più sereno e dignitoso anche se a me la vita terrena non interessa più. Vorrei essere dimenticata“.

Da Malizia del 1973 in poi, la Antonelli ha vissuto oltre un decennio di ascesa incredibile, con Sessomatto di Dino Risi, L’innocente di Luchino Visconti al fianco di Giancarlo Giannini, Il malato immaginario di Tonino Cervi con Alberto Sordi, Passione d’amore di Ettore Scola. E poi, negli anni Ottanta, tante commedie più leggere come Viuuulentemente mia! con Diego Abatantuono, il corale Grandi Magazzini di Castellano e Pipolo, Rimini Rimini e Roba da ricchi (entrambi di Sergio Corbucci).

Laura Antonelli nacque a Pola, città istriana all’epoca italiana. Insieme alle attrici Femi Benussi, Alida Valli e Sylva Koscina fu una delle componenti del gruppo definito “delle bellissime quattro” dalmato-istriane. Profuga durante l’esodo istriano in seguito alla sconfitta italiana nella Seconda guerra mondiale e alla conseguente perdita dell’Istria, la Antonelli si trasferì con la famiglia a Napoli dove, dopo aver frequentato le scuole superiori, si diplomò presso l’Istituto Superiore Pareggiato di Educazione Fisica. Trasferitasi a Roma fu insegnante di Educazione  fisica prima di approdare all’attività di attrice.

Nella notte del 27 aprile 1991, quando nella sua villa di Cerveteri vengono trovati 36 grammi di cocaina, l’attrice è arrestata dai carabinieri della locale stazione e associata alla casa circondariale di Rebibbia (Roma), dove però resta solo qualche giorno, a seguito della concessione degli arresti domiciliari. È condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacenti.

Nove anni dopo, nel 2000, è invece assolta dalla Corte d’appello di Roma, che la riconosce consumatrice abituale di stupefacenti, ma non spacciatrice. La legge italiana sulla droga è nel frattempo cambiata e l’assunzione di sostanze stupefacenti per uso personale, entro i limiti stabiliti dalla legge, non è più considerata reato. Ciò determina il proscioglimento di Laura Antonelli dalle accuse formulate nei suoi confronti e la non punibilità per i reati a lei ascritti.

Il 3 giugno 2010 l’attore Lino Banfi lanciò un appello dalle pagine del Corriere della Sera all’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi e al ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, in cui chiedeva sostegno economico per la Antonelli che si trovava in una situazione di sofferenza economica. Sebbene il Ministro avesse accolto la richiesta auspicando l’applicazione della legge Bocchelli a sostegno degli artisti, l’attrice fece sapere di preferire di non essere aiutata e di essere invece dimenticata.

 “Ringrazio Lino Banfi e tutti coloro che si stanno preoccupando di me. Mi farebbe piacere vivere in modo più sereno e dignitoso anche se a me la vita terrena non interessa più. Vorrei essere dimenticata“.

Muore a Ladispoli  il 22 giugno 2015, all’età di 73 anni, vittima di un infarto.

29 maggio 1985 – la tragedia dell’Heysel


29 maggio 1985 – la tragedia dell’Heysel

È stato purtroppo uno dei giorni più tristi in assoluto per il mondo del calcio.

La strage dell’Heysel  fu una tragedia avvenuta il 29 maggio 1985, poco prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni di calcio tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles, in cui morirono 39 persone, di cui 32 italiane, e ne rimasero ferite oltre 600.

Le vittime

Le vittime della strage furono trentanove.

Nazionalità Morti
Italia Italiani 32
Belgio Belgi 4
Francia Francesi 2
Irlanda Irlandesi 1
Totale 39
  1. Rocco Acerra (28)
  2. Bruno Balli (50)
  3. Alfons Bos (35)
  4. Giancarlo Bruschera (35)
  5. Andrea Casula (11)
  6. Giovanni Casula (44)
  7. Nino Cerullo (24)
  8. Willy Chielens (41)
  9. Giuseppina Conti (17)
  10. Dirk Daeneckx (38)
  11. Dionisio Fabbro (51)
  12. Jaques François (45)
  13. Eugenio Gagliano (35)
  14. Francesco Galli (25)
  15. Giancarlo Gonelli (20)
  16. Alberto Guarini (21)
  17. Giovacchino Landini (50)
  18. Roberto Lorentini (31)
  19. Barbara Lusci (58)
  20. Franco Martelli (22)
  21. Loris Messore (28)
  22. Gianni Mastroiaco (20)
  23. Sergio Mazzino (38)
  24. Luciano Rocco Papaluca (38)
  25. Luigi Pidone (31)
  26. Benito Pistolato (50)
  27. Patrick Radcliffe (38)
  28. Domenico Ragazzi (44)
  29. Antonio Ragnanese (29)
  30. Claude Robert
  31. Mario Ronchi (43)
  32. Domenico Russo (28)
  33. Tarcisio Salvi (49)
  34. Gianfranco Sarto (47)
  35. Amedeo Giuseppe Spolaore (55)
  36. Mario Spanu (41)
  37. Tarcisio Venturin (23)
  38. Jean Michel Walla (32)
  39. Claudio Zavaroni (28)

Heysel_plan[1]

Mappa dell’Heysel: il settore Z occupato dai tifosi italiani nella parte laterale viene invaso dagli hooligan inglesi.

Circa un’ora prima della partita (ore 19.20; l’inizio della partita era previsto alle 20.15) i tifosi inglesi più accesi – i cosiddetti hooligan – cominciarono a spingersi verso il settore Z a ondate, cercando il take an end (“prendi la curva”) e sfondando le reti divisorie: memori degli incidenti della finale di Roma di un anno prima, si aspettavano forse una reazione altrettanto violenta da parte dei tifosi juventini, reazione che non sarebbe mai potuta esserci, dato che la tifoseria organizzata bianconera era situata nella curva opposta (settori M – N – O). Gli inglesi sostennero di aver caricato più volte a scopo intimidatorio, ma i semplici spettatori, juventini e non, impauriti, anche per il mancato intervento e per l’assoluta impreparazione delle forze dell’ordine belghe, che ingenuamente ostacolavano la fuga degli italiani verso il campo manganellandoli, furono costretti ad arretrare, ammassandosi contro il muro opposto al settore della curva occupato dai sostenitori del Liverpool.

Dal lato sportivo, la UEFA e la dirigenza delle due squadre decisero di giocare comunque la partita, così da evitare un rinvio che avrebbe probabilmente creato ulteriori tensioni tra le tifoserie. Dopo momenti di deciso imbarazzo, la RAI tramise ugualmente l’incontro, anche se il telecronista Pizzul prese la decisione di “commentarlo nel modo più asettico possibile”. Dura invece la reazione dell’emittente tedesca, che si rifiutò di diffondere l’evento, mentre il canale austriaco trasmise la finale ma senza alcun commento e con una scritta in sovraimpressione che recitava: “Questa che andiamo a trasmettere non è una manifestazione sportiva”.

L’incontro venne vinto dalla Juventus con il punteggio di 1-0, con la rete decisiva che venne segnata da Michel Platini su calcio di rigore. Il presidente della Juventus, Giampiero Boniperti, censurò però ogni tipo di esultanza nelle strade di Torino per rispetto delle vittime.

23 maggio 1992 – La strage di Capaci


Strage di Capaci

La strage di Capaci fu un attentato messo in atto da Cosa Nostra in Italia, il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci nel territorio comunale di Isola delle Femmine, a pochi chilometri da Palermo.

Nell’attentato persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Gli unici sopravvissuti furono Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e Giuseppe Costanza.

Stragecapaci

Ogni anno, il 23 maggio, si tiene a Palermo e Capaci una lunga serie di attività, in commemorazione della morte del magistrato Giovanni Falcone e di Francesca Morvillo.

I resti dell’auto sono esposti a Roma, presso la scuola di formazione degli agenti di polizia penitenziaria.

Nell’anno della strage è stata creata anche una fondazione intitolata a Giovanni e Francesca Falcone e guidata da Maria Falcone, sorella del magistrato, che si propone di combattere la criminalità organizzata e di promuovere attività di educazione della legalità. La Fondazione ha ottenuto dall’ONU nel 1996 il riconoscimento dello status consultivo in qualità di ONG presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.

Ogni due anni il comune di Triggiano, paese originario di Rocco Dicillo, agente della scorta del magistrato Falcone, ricorda la strage di Capaci organizzando un premio d’arte contemporanea la “Biennale Rocco Dicillo”, ispirata al tema della legalità.

Oggi è l’anniversario della morte di “Un Uomo Perbene”


enzo Tortora

 Tortora, giornalista e presentatore televisivo, passò dalla condizione di divo a quella di carcerato per un errore giudiziario, che dovrebbe suonare da monito a molti, prima che fosse riconosciuta la sua innocenza e  restaurato il suo onore.

Il 31 dicembre 1985 si dimette da europarlamentare e, rinunciando all’immunità parlamentare, resta agli arresti domiciliari. Il 15 settembre 1986 Enzo Tortora viene assolto con formula piena dalla Corte d’appello di Napoli

Così, in una intervista concessa al programma La Storia siamo noi, in una puntata dedicata specificamente al caso Tortora, il giudice Michele Morello racconta il suo lavoro d’indagine che ha portato all’assoluzione del popolare conduttore televisivo:

« Per capire bene come era andata la faccenda, ricostruimmo il processo in ordine cronologico: partimmo dalla prima dichiarazione fino all’ultima e ci rendemmo conto che queste dichiarazioni arrivavano in maniera un po’ sospetta. In base a ciò che aveva detto quello di prima, si accodava poi la dichiarazione dell’altro, che stava assieme alla caserma di Napoli. Andammo a caccia di altri riscontri in Appello, facemmo circa un centinaio di accertamenti: di alcuni non trovammo riscontri, di altri trovammo addirittura riscontri a favore dell’imputato. Anche i giudici, del resto, soffrono di simpatie e antipatie… E Tortora, in aula, fece di tutto per dimostrarsi antipatico, ricusando i giudici napoletani perché non si fidava di loro e concludendo la sua difesa con una frase pungente: «Io grido: “Sono innocente”. Lo grido da tre anni, lo gridano le carte, lo gridano i fatti che sono emersi da questo dibattimento! Io sono innocente, spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi.» »