Taekwondo: è morta Cristiana Corsi, due volte olimpionica


Taekwondo: è morta Cristiana Corsi, due volte olimpionica

Fonte: http://www.corriere.it/sport/16_febbraio_22/taekwondo-morta-cristiana-corsi-due-volte-olimpionica-aveva-39-anni-1cd05826-d988-11e5-b385-82888b0a9701.shtml

CristianaCorsi2004-ku5C-U4316083990544S7B-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443[1]Non ce l’ha fatta a rialzarsi un’altra volta Cristiana Corsi, alla fine ha vinto la malattia e lei se n’è andata a soli 39 anni lasciando sgomento il mondo del taekwondo azzurro al quale aveva dedicato tutta la sua vita di grande atleta. Romana, da piccola aveva provato tutte le arti marziali prima di innamorarsi a 15 anni del taekwondo alla palestra Lyceum, nel quartiere africano, a due passi da casa.

European Taekwondo Championships 2008 Rome Female -59 kg Cristiana Corsi (Italy) vs Yulianna Kharchenko (Ukraine) Round3

Il podio olimpico sfiorato

Ha difeso i colori azzurri alle Olimpiadi di Sydney 2000 e di Atene 2004, rimanendo sempre per un soffio ai piedi del podio. Campionessa europea nel 2002 a Samsun (Turchia), due volte bronzo nel 2004 e nel 2008, pluricampionessa italiana, l’ultima volta nel 2011 prima di annunciare il ritiro dalle competizioni. Ma non poteva fare a meno di vivere da protagonista la propria passione e si era messa ad allenare i giovani, fino a diventare tecnico federale e responsabile della nazionale cadetti.

Il dolore del mondo del taekwondo

Cristiana Corsi lascia il marito Claudio, il piccolo Francesco di soli 5 anni e un vuoto difficile da colmare nell’ambiente del taekwondo mondiale. La Federazione ha voluto ricordarla con le parole del segretario generale Angelo Cito: «Ci sono persone speciali, persone che hanno la capacità di trasmettere agli altri forza e ottimismo e Cristiana era una di queste, sempre disponibile ad aiutare gli altri. Non si risparmiava mai e se c’era un problema la soluzione era sempre… Cristiana! Ciao Cristiana, grazie per tutto quello che ci hai regalato, per la tua forza d’animo, la tua grinta, i tuoi sorrisi immensi. Una grandissima atleta e una ancor più grande donna. Non ti dimenticheremo mai».

Ferrari presenta la nuova SF16-H


Ferrari presenta la nuova SF16-H

epa05170320 A handout picture provided by the Ferrari Press Office on 19 February 2016 shows Scuderia Ferrari's new Formula One car 'SF16-H' for the upcoming 2016 Formula One World Championship presented in Maranello, Italy. EPA/FERRARI PRESS OFFICE/COLOMBO HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Ferrari presenta la nuova SF16-H – Livrea molto bianca richiama quella delle monoposto degli anni ’70. H come Hybrid. Raikkonen: “Una vettura fantastica, avremo una grande stagione”

epa05170317 A handout picture provided by the Ferrari Press Office on 19 February 2016 shows Scuderia Ferrari's new Formula One car 'SF16-H' for the upcoming 2016 Formula One World Championship presented in Maranello, Italy. EPA/FERRARI PRESS OFFICE/COLOMBO HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

epa05170314 A handout picture provided by the Ferrari Press Office on 19 February 2016 shows Scuderia Ferrari's new Formula One car 'SF16-H' for the upcoming 2016 Formula One World Championship presented in Maranello, Italy. EPA/FERRARI PRESS OFFICE/COLOMBO HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2016/02/19/formula-1-ecco-la-nuova-ferrari-sf16-h-vettel-ora-assalto-al-mondiale-_2ca05b21-f805-45aa-9f06-b5759b89ecde.html

Un po’ di bianco in più e sicuramente più potenza: così la Ferrari lancia la sua sfida alla Mercedes per il mondiale 2016 di Formula 1. Nuova estetica e più alte prestazioni, è questo a caratterizzare la SF16-H, svelata in streaming come ormai da tradizione nella casa di Maranello. Una vettura rossa ma anche molto bianca, che richiama le monoposto vincenti degli anni ’70, in particolare la mitica 312T di Niki Lauda. La SF16-H, la prima interamente realizzata sotto la guida di Maurizio Arrivabene (e la prima che si lancia in pista a inizio stagione con la Ferrari quotata in Borsa), ha un solo obiettivo: ritornare in vetta, come è nelle speranze del presidente Sergio Marchionne e di tutti i tifosi, digiuni di titoli mondiali dal 2007.

19 febbraio 2016 – La Ferrari SF16-H è cambiata molto rispetto alla monoposto che l’ha preceduta, soprattutto là dove non si vede. Ecco tutte le novità nascoste sotto la pelle.

Vettel entusiasta: “E’ più potente”

A handout picture provided by the Ferrari Press Office on 19 February 2016 of Formula One Ferrari driver Sebastian Vettel during the Scuderia Ferrari's new Formula One car 'SF16-H' for the upcoming 2016 Formula One World Championship presented in Maranello, Italy, on 19 February 2016. ANSA/FERRARI PRESS OFFICE HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

 Nel 2016 Sebastian Vettel, alla sua seconda stagione in Ferrari, va a caccia della consacrazione. Su di lui scommette Maranello per provare a riportare il Mondiale in Italia, obiettivo ambizioso ma che non viene negato dal team principal Maurizio Arrivabene durante il lancio della La nuova SF16-H

Raikkonen: “La vettura è fantastica, avremo una grande stagione”

epa05170316 A handout picture provided by the Ferrari Press Office on 19 February 2016 of Formula One Ferrari driver Kimi Raikkonen during the Scuderia Ferrari's new Formula One car 'SF16-H' for the upcoming 2016 Formula One World Championship presented in Maranello, Italy, on 19 February 2016. EPA/FERRARI PRESS OFFICE/COLOMBO HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Kimi Raikkonen, che nel 2007 fu l’ultimo a regalare un titolo mondiale a Maranello e che è arrivato alla sua sesta presentazione di una nuova monoposto in Rosso. “Per me stesso voglio fare un grande lavoro – ha detto il finlandese – e fare grandi corse e gare, e posizionarmi bene nel Mondiale.

 

Sebastian Vettel dedica la vittoria in Ungheria a Jules Bianchi. #CiaoJules

Valentino Rossi compie 37 anni …………..


Valentino Rossi compie 37 anni – L’unico pilota nella storia ad aver vinto il mondiale in quattro classi differenti

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Valentino Rossi (Urbino, 16 febbraio 1979) è un pilota motociclistico italiano.

Tra i piloti più titolati del motociclismo in virtù dei nove titoli conquistati, è l’unico pilota nella storia del Motomondiale ad aver vinto il mondiale in quattro classi differenti: 125 (1), 250 (1), 500 (1) e MotoGP (6). Detiene inoltre il primato del numero di Gran Premi disputati consecutivamente nel mondiale di velocità, con 228 presenze. È proprietario dello SKY Racing Team VR46

  • Campione Italiano Classe 125 – 1 : 1995
  • Campione del Mondo Classe 125 – 1 : 1997
  • Campione del Mondo Classe 250 – 1 : 1999
  • Campione del Mondo Classe 500 – 1 : 2001
  • Campione del Mondo MotoGP – 6 : 2002, 2003, 2004, 2005, 2008, 2009
  • 8 ore di Suzuka – 1 : 2001

MotoGp Sud Africa 2004: Rossi e Biaggi, sorpassi all’ultimo giro

MotoGP Gran Premio di Barcellona  CATALUNYA 2009: – Rossi vs Lorenzo

MotoGp di Laguna Seca 2008: non solo sorpasso di Rossi al cavatappi   

12 anni dalla scomparsa del “Pirata”


14 febbraio 2004 ci lasciava Marco Pantani

Ricordiamolo così!!!!!!!!!!

Giro d’Italia 1999: Marco Pantani resta in panne ai piedi della salita finale verso Oropa. Perde le ruote del gruppo, la squadra deve fermarsi ad aspettarlo. Ma quegli otto km finali resteranno per sempre nella memoria dei tifosi: Pantani comincia la sua inesorabile rimonta che lo porterà a riprendere e staccare… 

Da: https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Pantani

Il 14 febbraio 2004, Marco Pantani fu trovato morto nella stanza D5 del residence “Le Rose” di Rimini. L’autopsia rivelò che la morte era stata causata da un edema polmonare e cerebrale, conseguente a un’overdose di cocaina.

La morte di Pantani lasciò sgomenti tutti gli appassionati delle due ruote, per la perdita di un grande corridore; uno degli sportivi italiani più popolari del dopoguerra, protagonista di tante imprese.  Le sue spoglie sono sepolte nel cimitero di Cesenatico.

Il giorno successivo il Milan, squadra di cui Pantani era grande tifoso, giocò con il lutto al braccio la gara di campionato in casa del Lecce.

Le inchieste giudiziarie

La madre di Marco Pantani (così come la sorella, il padre e tutta la famiglia), Tonina, afferma che il modo che Marco avrebbe scelto per assumere la droga o per suicidarsi, ossia l’ingestione di cocaina, non è verosimile, in quanto sarebbe morto prima di assumere tutta quella quantità, sei volte la dose letale. La signora Pantani sostiene da sempre che il figlio sia stato assassinato simulando un’overdose, probabilmente per farlo tacere riguardo a qualche scomodo segreto, forse legato al doping nel ciclismo e alla sua squalifica, al mondo delle scommesse truccate o a quello della droga, di cui sarebbe stato a conoscenza. Tonina Pantani ha richiesto più volte la riapertura dell’indagine archiviata, sostenendo che le firme per il prelievo dei soldi, che Pantani avrebbe usato per comprare la droga, sarebbero falsificate e che non c’era traccia di droga nella camera del residence, come ci si aspetterebbe dalla stanza di un tossicodipendente che ne fa uso abituale e che il ciclista, a suo parere, non era dipendente dalla cocaina, né voleva suicidarsi.

Afferma che la stanza era stata messa apposta in disordine (in particolare che il disordine causato fosse inverosimile per una persona sola in preda ad un’overdose, come fu sostenuto dalla procura), c’erano residui di cibo cinese, che Pantani non mangiava mai, nessuna bottiglietta d’acqua per ingerire la dose di cocaina (in realtà era presente una bottiglia semivuota, ma venne ignorata e non analizzata a sufficienza), e alcuni lividi sospetti sul corpo del ciclista, tali da far supporre un’aggressione di più persone, per forzarlo a bere l’acqua con la cocaina. Ha lamentato inoltre l’asportazione del cuore di Pantani da parte del medico legale, il quale ha sempre sostenuto la tesi dell’overdose, citando anche alcuni appunti del Pirata, che denotavano uno stato mentale alterato. Il 2 agosto 2014 viene reso noto che la Procura della Repubblica di Rimini, a seguito di un esposto presentato dai familiari di Pantani, ha riaperto le indagini sulla morte del ciclista con l’ipotesi di reato di “omicidio volontario”. La procura ha però chiesto l’archiviazione delle stesse nel settembre 2015 con la motivazione che la sua morte fu causata da suicidio e non da omicidio.

I grattacieli di Milano, ecco i magnifici dieci


Il Bosco Verticale:

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Il più bel grattacielo del mondo per il 2014 è tutto italiano: il Bosco verticale di Milano, dell’architetto Stefano Boeri ha infatti vinto l’International Highrise Award, assegnato a Francoforte.

il Bosco verticale in zona Porta Nuova, progettato da Boeri Studio e realizzato dal gruppo Hines Italia di Manfredi Catella. Premiato nel 2015 dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat di Chicago, il complesso – composto da due torri alte 110 e 80 metri – incorpora il verde urbano attraverso un sistema di ampie terrazze sulle quali sono stati piantati numerosi alberi e oltre 90 specie di piante

La torre Unicredit

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  • Torre Unicredit: 31 piani per 230 metri di cui 152 di corpo e 78 di guglia;
  • Torre B: 21 piani per 100 metri di altezza;
  • Torre C: 11 piani per 50 metri di altezza

La Torre Unicredit con i suoi 230 metri di altezza è il grattacielo più alto di Milano e d’Italia

La Torre Unicredit è un grattacielo ubicato nel Centro Direzionale di Milano. Con i suoi 230 metri di altezza alla guglia è uno degli edifici più alti d’Italia dopo l’Antenna RAI di Caltanissetta.

La torre fa parte di un complesso di tre edifici disposti a semicerchio intorno a piazza Gae Aulenti progettato dall’architetto César Pelli e calcolato dalla società di Ingegneria MSC Associati s.r.l. di Milano.

La torre Isozaki

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Altezza Antenna/guglia: 247 m
Tetto: 207 m
Piani 50
Area calpestabile 53000 mq
Ascensori 14 (di cui 6 panoramici)
Architetto Arata Isozaki e Andrea Maffei
Ingegnere Favero&Milan Ingegneria (preliminare e definitivo)Studio Iorio e ECSD Srl (esecutivo)
Appaltatore Colombo Costruzioni S.p.A.
Proprietario Allianz
Proprietario storico  Assicurazioni Generali

La torre Isozaki, soprannominata il Dritto, è un grattacielo progettato dall’architetto giapponese Arata Isozaki e dall’architetto italiano Andrea Maffei e si trova a Milano.

Il «Curvo» di Daniel Libeskind

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Condizioni In costruzione
Costruzione 2015-2018
Uso uffici
Altezza 173 m
Piani 34
Realizzazione
Architetto Daniel Libeskind

La torre Libeskind, soprannominata il Curvo, fa parte del progetto di riqualificazione della storica Fiera di Milano, essa raggiungerà un’altezza di 173 metri e porta il nome del suo disegnatore, l’architetto americano Daniel Libeskind. L’edificio è concepito come parte di una sfera ideale che avvolge la piazza delle Tre Torri ed è stato studiato per ospitare uffici. La torre è caratterizzata dalla forte iconicità della sua forma curva, con il suo nucleo di distribuzione verticale prismatico, che in parte fuoriesce dalla sagoma.

Lo «Storto» di Zaha Hadid

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Condizioni In costruzione
Costruzione 2014–2016
Uso Uffici
Altezza 175 m
Piani 44
Realizzazione
Architetto Zaha Hadid
Proprietario Generali

La torre Hadid, soprannominata lo Storto, è uno dei tre grattacieli, il secondo per altezza, previsti nel progetto CityLife, il cui scopo è la riqualificazione della zona dell’ex Fiera di Milano. Una volta completata, diventerà la sede degli uffici di Milano del Gruppo Generali

Il Diamante

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La Torre Diamante (detta anche Diamantone o Diamond Tower) è un grattacielo che sorge nel Centro Direzionale di Milano, tra viale della Liberazione e via Galilei.

Condizioni In uso
Costruzione 2010–2012
Uso uffici
Altezza Tetto: 140 m
Piani 30+4 interrati
Area calpestabile 290.000
Realizzazione
Architetto Kohn Pederson Fox

Il grattacielo Pirelli

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Condizioni In uso
Costruzione 1956-1960
Inaugurazione 4 aprile 1960
Stile Movimento Moderno
Altezza Tetto: 127,10 m
Piani 32
Area calpestabile 24.000 m²
Realizzazione
Architetto Gio Ponti
Ingegnere Pier Luigi Nervi
Proprietario Regione Lombardia e Comune di Milano

Il 18 Aprile 2002, un piccolo aereo turistico colpisce il ventiseiesimo piano del Pirellone: la sede della regione Lombardia

Costruito tra il 195o e il 1960, il grattacielo Pirelli è il capolavoro di Gio Ponti. A commissionare la torre, che dal 1987 ospita il consiglio regionale della Lombardia, è stato il gruppo industriale Pirelli, deciso a trasferire gli uffici di viale Abruzzi in una sede più prestigiosa.

2008 – panoramica  che si vede dalla terrazza del grattacielo Pirelli di Milano

L’edificio alto 127 metri che si affaccia su piazza Duca d’Aosta spicca per la struttura imponente, alleggerita dall’uso di materiali come ferro, acciaio e vetro. Dopo il grave incidente del 2002, quando un aereo da turismo si abbattè contro la facciata all’altezza del 26° piano, il grattacielo è stato ristrutturato.

Palazzo Lombardia

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Condizioni In uso
Costruzione 2007 – luglio 2010
Inaugurazione pre-inaugurato il 22 gennaio 2010 con la posa della Madunina in cima; 21 marzo 2011 (cerimonia ufficiale)
Uso Istituzionale (sede della Giunta regionale della Lombardia), commerciale e culturale
Altezza Tetto: 161,3 m
Piani 43
Ascensori 32
Realizzazione
Costo 400 milioni di euro
Architetto Pei Cobb Freed & Partners, Caputo Partnership, SDPartners
Proprietario Regione Lombardia

Costruito tra il 2007 e il 2010, Palazzo Lombardia si sviluppa nell’omonima piazza adiacente a via Melchiorre Gioia. Il progetto – firmato da Pei Cobb Freed & Partners di New York e da Caputo Partnership e Sistema Duemila di Milano – è risultato vincitore di un concorso internazionale indetto dalla Regione lombardia che qui ha trasferito gli uffici di presidenza e la giunta. Il corpo principale – caratterizzato da una torre alta 161 metri in calcestruzzo armato, acciaio e vetro – è circondato da un complesso di edifici curvilinei con funzioni culturale, d’intrattenimento e di servizio. Al centro, una piazza ellittica con una copertura in materiale plastico (denominata piazza Città di Lombardia) che, nel suo genere, vanta il primato in Europa

La torre Solaria

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Condizioni In uso
Costruzione 2010-2013
Inaugurazione 2014
Uso Residenziale
Altezza Tetto: 143 m
Piani 37+4 interrati
Realizzazione
Architetto Bernardo Fort-Brescia (Arquitectonica)

 

Con i suoi 143 metri d’altezza la torre Solaria, progettata dallo Studio Arquitectonica di Miami dell’architetto peruviano Bernardo Fort-Brescia, è al vertice della classifica italiana degli edifici residenziali. Il gigante, che ospita 102 appartamenti, è affiancato da altri due corpi (la torre Aria e la torre Solea). Situata all’incrocio tra via Melchiorre Gioia e viale della Liberazione, si innalza sopra piazza Alvar Aalto e si inserisce nel nuovo contesto urbanistico di Porta Nuova. 

La torre Velasca

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Condizioni In uso
Costruzione 1958
Uso commerciale e residenziale
Altezza Tetto: 106 m
Piani 26
Realizzazione
Architetto Studio BBPR: Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers

Sottoposta a vincolo dalla soprintendenza per i Beni culturali nel 2011, la torre Velasca è tra i simboli più noti di Milano. I grattacielo, alto 106 metri, è stato progettato dallo studio di architettura Bbpr su commissione della Società Generale Immobiliare. La costruzione, ultimata nel 1958, inizialmente doveva essere in ferro e vetro: soluzione abbandonata per i costi troppo elevati e sostituita dal calcestruzzo (i calcoli strutturali furono affidati all’ingegnere Arturo Danusso). I primi diciotto piani sono occupati da negozi e uffici mentre i successivi, fino al ventiseiesimo, ospitano appartamenti privati. L’edificio sorge in un’area sventrata dai bombardamenti alleati nel 1943 e sottoposta a un ampio intervento di riqualificazione. Rivisitazione contemporanea della torre del Filarete al Castello Sforzesco, la struttura si connota per la caratteristica forma «a fungo». L’immagine, dal forte impatto visivo, nel corso dei decenni ha incassato giudizi contrastanti: alcuni entusiastici, altri impietosi. Per non parlare delle definizioni, a dir poco ironiche, coniate dai milanesi: tra le altre «il grattacielo delle bretelle» o «delle giarrettiere».

Inter-Etihad? Storia di una truffa sventata!


Inter-Etihad? Storia di una truffa sventata!

Da: http://intertv.it/index.php/notizieb/4844-inter-etihad-storia-di-una-truffa-sventata.html

L’Inter sarebbe stata vittima di un tentativo di maxi-truffa da milioni di euro. La storia ha dell’inquietante, eccone i particolari.

A novembre scorso succedono due cose: il proprietario di un Bed & Breakfast a Roma, Biordi, si presenta ai carabinieri per una denuncia. Racconta che, dal 24 luglio, ha affittato una stanza a tal Valerio Lattanzio, che diceva di essere in missione per conto dell’Inter. Diceva anche che il conto lo avrebbe saldato il club nerazzurro una volta portato a termine il suo compito: individuare un immobile per creare un’Università dello Sport.

Lattanzio coinvolge l’albergatore a trovare la struttura giusta, un grande albergo a 4 stelle, non lontano da Fiumicino. Il posto è perfetto, ha ospitato anche squadre di calcio in ritiro a Roma, l’offerta è di 30 milioni di euro. Il proprietario è interessato, cominciano gli incontri.

All’hotel — mette a verbale il Biordi — nel corso dei mesi si vedono anche due uomini dell’Inter: Adriano Bacconi (fino a poco tempo fa era un collaboratore per l’area tecnica: il rapporto, forse non casualmente, ora è stato interrotto) e l’allora direttore generale dell’Inter Marco Fassone (uscito dalla società a settembre per altri motivi), che pare fosse all’oscuro dell’ipotetica compravendita.

LEGGI ANCHE: Bacconi: “Il mio contratto con l’Inter è stato sciolto perché…”

Di sicuro l’affare va per le lunghe e un bel giorno, il 9 novembre, l’albergatore Roberto Biordi si accorge che Lattanzio ha lasciato la stanza di corsa e con essa 4.520 euro da pagare, ragion per cui si rivolge ai carabinieri.

Negli stessi giorni, arriva all’Inter la comunicazione più importante della stagione. La scrive proprio il proprietario della struttura individuata da Lattanzio per la sua fantomatica Università dello Sport. Quello che avrebbe dovuto incassare i 30 milioni e al quale, però, intanto Lattanzio aveva chiesto soldi per la mediazione. La email che il 12 novembre arriva alla segreteria dell’Inter ha un oggetto piuttosto allarmante: «Tentativo di truffa».

L’albergatore (che poi farà a sua volta denuncia) racconta all’Inter quello che i carabinieri già sanno: Lattanzio assicurava di aver ricevuto mandato da parte della società nerazzurra di acquistare la sua struttura alberghiera «al fine di trasformarla in una Università calcistica che avrebbe avuto come responsabile Roberto Baggio. Il tentativo peraltro fallito è stato quello di estorcerci del denaro come acconto nella prospettiva di una sicura compravendita da parte della società Inter appoggiata dalla Shuroq, società araba». All’Inter trasecolano: primo perché mai hanno pensato di acquistare un hotel, secondo perché Lattanzio lo conoscono bene.

A settembre 2015, per il tramite di Bacconi, Lattanzio e un misterioso avvocato (che si dichiara intimo della famiglia reale degli Emirati), si erano presentati ai vertici dell’Inter come intermediari di Etihad. Raccontano che la compagnia aerea è intenzionata a diventare lo sponsor principale del club e vogliono avviare una trattativa che inizia per davvero, anche se — sarà una coincidenza — basta digitare «Valerio Lattanzio» su Google e il primo risultato che appare è un invito a prestare attenzione. Ma l’interesse degli arabi è plausibile (Emirates è sponsor del Milan) e sia Lattanzio che l’avvocato producono nel corso dei mesi una serie di email che paiono certificate (una addirittura da un presunto governo degli Emirati).

Lattanzio fissa la propria commissione (pari al 2,5% per la sponsorizzazione e all’8% per gli affari successivi), poi il 6 ottobre chiede un mandato ufficiale che lo autorizzi a trattare per conto dell’Inter con Etihad; lo ottiene e a questo punto Lattanzio ha più o meno raggiunto il suo scopo: con le lettere firmate dall’Inter si presenterà dall’albergatore.

Inizia una lunga serie di contatti e incontri. All’Inter vengono convinti a superare la prudenza quando Lattanzio risponde con una lettera apparentemente scritta da James Hogan, presidente della compagnia aerea, che mette nero su bianco la maxiofferta: 25 milioni per cinque anni.

Le conseguenze sono importanti: l’Inter si sente forte nella trattativa con Pirelli, attuale sponsor principale, che propone il prolungamento del contratto a cifre ben inferiori a quelle degli «arabi». I giornali vengono a sapere dell’offerta della presunta Etihad, ne scrivono e la compagnia aerea smentisce pubblicamente: è domenica 18 ottobre.

L’Inter si preoccupa, ma la risposta di Lattanzio e soci è che la smentita serve per tutelare la riservatezza. Seguono altre email e altri incontri, ma nulla di concreto avviene.

Arriviamo a novembre, l’Inter ha fretta: deve tra l’altro comunicare a Nike cosa mettere sulle maglie della prossima stagione. Lattanzio e l’avvocato si scusano, prendono tempo, promettono una telefonata di James Hogan all’ad dell’Inter Michael Bolingbroke. Nessuno chiama.

L’avvocato come giustificazione inoltra la email di un sedicente sceicco proprietario di Etihad, che si prende la responsabilità di aver fermato l’ad. La fiducia scarseggia, così l’offerta raddoppia: la famiglia reale ora è interessata a comprare l’Inter, tutta o in parte. I dubbi diventano panico quando arriva l’email del proprietario dell’albergo.

L’Inter cerca di approfondire i fatti accaduti a Roma a sua insaputa. L’avvocato socio di Lattanzio non la prende bene: manda un’email di fuoco. Sottolinea che nessuno ha l’autorizzazione di indagare su di lui, che è in atto un tentativo di screditarlo e che sulla vicenda stanno indagando anche i servizi segreti arabi. Un po’ troppo.

D’altra parte ci si muove (finalmente) con Etihad, quella vera: Bolingbroke e Michael Gandler, direttore commerciale dell’Inter, contattano i vertici mondiali della compagnia che smentiscono categoricamente di aver mai voluto sponsorizzare l’Inter e di conoscere quella strana coppia. Nel frattempo i carabinieri di Roma chiamano il club e il cerchio si chiude. Forse non proprio senza conseguenze (attualmente l’Inter ancora non ha uno sponsor), ma con una mega truffa sventata

Fonte: Corriere della Sera

Ecodom, raccolta rifiuti elettrici 2015


CONTINUA A CRESCERE, ANCHE NEL 2015, LA RACCOLTA DEI RIFIUTI ELETTRICI ED ELETTRONICI. LA QUALITA’ OPERATIVA DI ECODOM HA PERMESSO DI EVITATARE L’IMMISSIONE IN ATMOSFERA DI OLTRE 870 MILA TONNELLATE

Gennaio 2016  – Sono circa 78.400 le tonnellate di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni e cappe) trattate, nel corso del 2015, da Ecodom – il più importante Consorzio operante in Italia nella gestione dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici.

raee[1]Nel corso del 2015 il consorzio Ecodom ha gestito 78.400 tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti Raee, …

Grazie agli standard di qualità adottati da Ecodom, quest’attività ha consetito il riciclo di oltre 47.000 tonnellate di ferro, circa 1.700 tonnellate di alluminio, più di 1.600 tonnellate di rame e 8.000 tonnellate di plastica, evitando l’immissione in atmosfera di oltre 870.000 tonnellate di CO2, pari alla quantità di anidride carbonica assorbita in un anno da un bosco esteso quanto la provincia di Rimini.

maggio 2014 – Evitare di buttare i rifiuti elettrici ed elettronici nelle discariche. E’ il consiglio che arriva da Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom, il Consorzio italiano recupero e riciclaggio elettrodomestici. “In moltissimi dei nostri comuni esistono le isole ecologiche o esistono addirittura servizi di raccolta domiciliare

mag 2015 – Uno strepitoso Giobbe Covatta ha aperto l’incontro di Ecodom, Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio

I dati 2015 evidenziano, rispetto all’anno precedente, un incremento del +3,3% dei RAEE trattati dal Consorzio, con un risultato di particolare rilievo per i rifiuti del Raggruppamento R2.

R1 (frigoriferi e condizionatori) – sono pressoché analoghi a quelli dell’anno precedente: nel 2015, sono state trattate circa 34.800 tonnellate (- 0,9% rispetto al 2014); è stato comunque colmato il gap negativo registrato nel primo semestre dell’anno: un ruolo di particolare rilievo è stato giocato, in questa inversione di tendenza, anche dalle eccezionali condizioni climatiche che hanno caratterizzato il periodo estivo e incentivato, in molti casi, l’acquisto di nuove apparecchiature in sostituzione di quelle più vecchie e meno performanti.

 R2 (come lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni e scalda-acqua) – il consistente aumento dei quantitativi gestiti dei RAEE del Raggruppamento R2 che ha connotato l’intero anno, facendo registrare un incremento del +6,8% rispetto al 2014, con un risultato che in termini assoluti (circa 43.000 tonnellate) sfiora il massimo storico registrato dal Consorzio nel 2010.

 R3 (Televisori e monitor) – Segno positivo nell’anno appena trascorso anche per i RAEE dei Raggruppamenti R3 (televisori e monitor) e R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica e apparecchi di illuminazione) – nei quali Ecodom ha una quota di mercato contenuta, poiché ne effettua la gestione solo a titolo di servizio per i propri Consorziati – che sono cresciuti rispettivamente del 22,9% (con 90 tonnellate gestite) e del 10,2% (con 560 tonnellate gestite) rispetto al 2014

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 Straordinario risulta, infine, nel 2015 il beneficio per l’ambiente derivante dal lavoro di Ecodom: oltre alla riduzione della quantità di CO2 immessa in atmosfera, le materie prime seconde (ferro, alluminio, rame e plastica) ottenute dal riciclo delle 78.400 tonnellate di elettrodomestici trattati, hanno consentito un risparmio di quasi 89 milioni di kWh di energia elettrica, equivalenti al consumo annuo di elettricità di una città di oltre 70.000 abitanti.

Da gennaio ad agosto 2015, Ecodom ha trattato in Lombardia circa 10.678 tonnellate di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche … Per quanto riguarda il livello di servizio, infine, Ecodom ha mantenuto nel 2015 elevatissimi standard di puntualità: su un totale di 33.786 ritiri effettuati dalle isole ecologiche, soltanto 47 trasporti non hanno rispettato i tempi di intervento concordati tra il Centro di Coordinamento RAEE e ANCI, con un livello di servizio vicino al 99,9%.

 A livello territoriale, la Lombardia si conferma ancora una volta la regione più virtuosa in base ai quantitativi di RAEE gestiti da Ecodom: sono state 16.660 le tonnellate di apparecchiature trattate, con 18.032.000 kWh di energia risparmiata e 164.460 tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera.

Al secondo posto della speciale graduatoria della regioni virtuose stilata da Ecodom si classifica il Veneto (con 7.786 tonnellate di RAEE gestiti, corrispondenti a 8.840.000 kWh di energia risparmiata e 85.930 tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera), seguito dall’ Emilia Romagna (7.653 tonnellate di RAEE) e dalla Toscana (7.250 tonnellate di RAEE).

 “L’aumento della quantità di RAEE gestiti dal Consorzio nel 2015 è certamente un fatto positivo – dichiara Giorgio Arienti, Direttore Generale di Ecodom – perché le modalità di trattamento utilizzate dai fornitori selezionati dal Consorzio rispettano gli standard ambientali più elevati a livello europeo. Non dobbiamo però mai dimenticare che nel nostro Paese mancano all’appello oltre due terzi dei RAEE generati dai cittadini: questi rifiuti sono, con ogni probabilità, intercettati da soggetti interessati solo a massimizzare i propri profitti, senza curarsi delle conseguenze che un riciclo non corretto ha sull’ambiente. E’ un problema rilevante, di cui spero lo Stato Italiano vorrà farsi carico con tempestività ed efficacia; se necessario, anche attraverso modifiche della legislazione vigente: difficile, in caso contrario, che l’Italia possa raggiungere i nuovi ambiziosi obiettivi di raccolta stabiliti dall’ultima Direttiva Europea sui RAEE”.

 

Ecolamp 2015 – raccolte lampadine


http://www.ecolamp.it/

RAEE = Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

 Legambiente ed Ecolamp per la raccolta differenziata delle lampade a basso consumo esauste

I RAEE sono stati suddivisi in base a caratteristiche di omogeneità nei seguenti 5 raggruppamenti:

  • R1 – grandi apparecchi di refrigerazione, frigoriferi, congelatori, altri grandi elettrodomestici per la refrigerazione e il condizionamento;
  • R2 – altri grandi bianchi: lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici per il riscaldamento e altri grandi apparecchi elettrici;
  • R3 – tv e monitor con o senza tubo catodico;
  • R4 – apparecchiature informatiche, apparecchiature di consumo, piccoli elettrodomestici, apparecchi di illuminazione, tutto quanto non esplicitamente presente negli altri raggruppamenti;
  • R5 – sorgenti luminose (tubi fluorescenti, lampade fluorescenti compatte, lampade a scarica ad alta intensità, comprese lampade a vapori di sodio ad alta pressione e lampade ad alogenuri metallici, lampade a vapori di sodio a bassa pressione, lampade a Led).delle lampade a incandescenza e ad alogeni, che alla fine della loro vita utile non sono considerati RAEE dalla normativa vigente.

Ecolamp - quali lampadine nella differenziataLe lampade a incandescenza e ad alogeni, che alla fine della loro vita utile non sono considerati RAEE dalla normativa vigente.

Le lampade fluorescenti esauste, rientranti nel raggruppamento R5, sono rifiuti caratterizzati da alcune peculiarità che li distinguono dal resto dei RAEE:

Sono costituiti in prevalenza da vetro, quindi risultano estremamente fragili.
Contengono mercurio, sostanza dagli effetti pericolosi I per l’uomo e per l’ambiente
Sono leggeri e il loro peso complessivo si attesta attorno all’1% delle quantità totali di RAEE.

Il modello Ecolamp è stato concepito per tenere nel dovuto conto tutte queste specificità.

A partire dal 18 giugno 2010, i cittadini possono anche restituire, in rapporto di 1 a 1, le vecchie lampade al momento dell’acquisto di quelle nuove presso i punti vendita della distribuzione (Ritiro Uno contro Uno).

Il Decreto Legislativo 49, entrato in vigore il 12 aprile 2014, introduce inoltre, all’articolo 11 comma 3 il cosiddetto ritiro 1 contro 0 (vedi la Normativa RAEE), ovvero la possibilità di restituire ai negozianti l’apparecchiatura non più funzionante senza alcun obbligo di acquisto. Questa attività riguarda i RAEE di piccolissime dimensioni (inferiori ai 25cm) ed è obbligatoria solo per i distributori con superficie di vendita dedicata alle AEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) superiore ai 400 mq. Le modalità semplificate per questo tipo di raccolta attendono attualmente un apposito decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto col Ministero dello sviluppo economico.

È importante sapere che soltanto le lampade a basso consumo di energia si raccolgono separatamente dagli altri rifiuti, mentre le lampade a incandescenza e ad alogeni (contenenti il filamento metallico) non sono soggette a raccolta differenziata.

Cosa sono i lumen? A quanti watt corrispondono? In quanti secondi si accende la lampadina? La luce è calda o fredda? Scopri il significato dei vari simboli che trovi sulle etichette delle lampadine

Francesco Nuti e stato maltrattato ………


Francesco Nuti (Prato, 17 maggio 1955) è un attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.

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29 gennaio 2016 –

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2016/01/29/francesco-nuti-picchiato-umiliato-dal-suo-badante_6QRtJJEvG1otpFm5lPrBnJ.html

 Per mesi l’attore e regista Francesco Nuti è stato schiaffeggiato e maltrattato dal suo badante. Dal settembre 2006 Nuti è immobilizzato su una sedia a rotelle a causa di una paralisi della parte destra, conseguenza di un incidente domestico, che gli ha tolto anche la parola. Da allora lo ha accudito un cittadino georgiano di 35 anni, che ora però è stato scoperto, denunciato e, con una misura cautelare, allontanato dalla casa dell’attore a Prato.

Dalle indagini condotte dai sostituti procuratori Antonio Sangermano e Valentina Cosci della Procura di Prato, è emerso un quadro sconvolgente delle umiliazioni e delle vessazioni patite da tempo da Nuti, che pur privo della parola, è perfettamente in grado di intendere e volere, secondo quanto accertato dai medici.

I Giancattivi – Lo scompartimento (Non Stop – 1978) 

Scena tratta dal film: “Io, Chiara e lo Scuro” è un film del 1982 diretto da Maurizio Ponzi, con Francesco Nuti e Giuliana De Sio, ambientato nel mondo dei giocatori di biliardo all’italiana.

Francesco Nuti negli anni 80′ è stato fra i miei attori/registi preferiti conosciamo  brevemente la sua storia. Le info sono tratte da :

https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Nuti

Verso la fine degli 70′, Nuti diviene membro del trio cabarettistico dei Giancattivi, gruppo già composto da Alessandro Benvenuti e Athina Cenci.

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Nel 1982, Nuti abbandona il trio ed inizia la carriera solista prendendo parte, in veste di sceneggiatore ed interprete protagonista, ad alcuni film diretti da Maurizio Ponzi: Madonna che silenzio c’è stasera (1982), Io, Chiara e lo Scuro (1983) e Son contento (1983), che gli danno una certa notorietà, in particolare il ruolo di Francesco Piccioli, presente nella seconda delle tre pellicole, con cui si aggiudica il David di Donatello ed il Nastro d’Argento come migliore attore protagonista.

Nuti regista – In seguito, Nuti passa anche dietro alla macchina da presa ed esordisce, come regista, con Casablanca, Casablanca (1985) – ideale seguito di Io, Chiara e lo Scuro – grazie al quale vince il premio come miglior regista esordiente al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián e il secondo David di Donatello come miglior attore. Realizza, tra la seconda metà degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, altre pellicole di successo: Tutta colpa del paradiso (1985), Stregati (1986), Caruso Pascoski di padre polacco (1988), Willy Signori e vengo da lontano (1990), Donne con le gonne (1991).

Nello stesso periodo si dedica anche alla musica. Nel 1988 partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Sarà per te – in seguito incisa anche da Mina – e duettando con Mietta nel brano Lasciamoci respirare, composto dal cantautore Biagio Antonacci ed inciso nel 1992.

Nel 1994 realizza l’ambizioso OcchioPinocchio, che però non incontra i favori del pubblico. Pertanto, tenta di riprendere il filone che ha decretato il suo successo, ma non riesce a ripeterne i fasti: Il signor Quindicipalle (1998), Io amo Andrea (2000) e Caruso, zero in condotta (2001) ottengono, infatti, tiepidi consensi ai botteghini, per niente paragonabili a quelli della seconda metà degli anni ottanta.

Negli anni successivi Nuti comincia a soffrire di depressione, ha gravi problemi di alcolismo e tenta il suicidio. Il 12 maggio 2006 è protagonista di un’intervista a Radio 24 che viene interrotta anticipatamente a causa del suo stato di forte alterazione.

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L’incidente – 3 settembre 2006 Nuti entra in coma a causa di un ematoma cranico dovuto ad un mai chiarito incidente domestico, viene ricoverato e operato d’urgenza alla testa presso il Policlinico Umberto I di Roma. Pare che, ubriaco, sia violentemente precipitato dalle scale della propria abitazione. Il 24 novembre dello stesso anno esce dal coma e viene trasferito nell’ospedale Versilia di Lido di Camaiore, centro specializzato nella riabilitazione neuromotoria. Nel maggio 2007, alcune notizie di stampa affermano un miglioramento di Nuti e la possibilità che torni a camminare. Ai primi di giugno del 2008, l’ex compagna Annamaria Malipiero, da cui ha avuto la figlia Ginevra nel 1999, comunica che l’attore è uscito dall’ospedale e continua la riabilitazione.

Sorridendo Film Festival, terza edizione. Rassegna cinematografica di cortometraggi e lungometraggi dedicati alla diversità.Serata di gala, 19 aprile 2015, Cinecittà Studios.

A febbraio 2009 il fratello Giovanni rilascia un’intervista a.l quotidiano di Firenze La Nazione, annunciando il ritorno a casa di Francesco.

Attore – Regista

  • Ad ovest di Paperino, regia di Alessandro Benvenuti (1981)
  • Madonna che silenzio c’è stasera, regia di Maurizio Ponzi (1982)
  • Io, Chiara e lo Scuro, regia di Maurizio Ponzi (1982)
  • Son contento, regia di Maurizio Ponzi (1983)
  • Sogni e bisogni, regia di Sergio Citti (1985) – episodio Sant’Analfabeta (miniserie TV)
  • Casablanca, Casablanca, regia di Francesco Nuti (1985)
  • Tutta colpa del paradiso, regia di Francesco Nuti (1985)
  • Stregati, regia di Francesco Nuti (1986)
  • Caruso Pascoski di padre polacco, regia di Francesco Nuti (1988)
  • Willy Signori e vengo da lontano, regia di Francesco Nuti (1989)
  • Donne con le gonne, regia di Francesco Nuti (1991)
  • OcchioPinocchio, regia di Francesco Nuti (1994)
  • Il signor Quindicipalle, regia di Francesco Nuti (1998)
  • Io amo Andrea, regia di Francesco Nuti (2000)
  • Caruso, zero in condotta, regia di Francesco Nuti (2001)
  • Concorso di colpa, regia di Claudio Fragasso (2005)

Discografia

Francesco Nuti – Sarà Per Te (1988)

Album

  • 1979 – Un giorno come tanti altri

Raccolte

  • 1989 – Tutte le canzoni dei film
  • 2006 – Starnuti
  • 2010 – Le note di Cecco

2015 fra frane e alluvioni ………………


Dati del CNR,  nel 2015 fra frane e alluvioni ci sono stai 18 morti, colpita tutta l’Italia

http://polaris.irpi.cnr.it/

Questi sono i dati: 18 morti, 25 feriti,  3500 e oltre tra sfollati e persone che hanno perso la casa, colpiti 88 comuni in 19 regioni (dal sito: Polaris curato dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpi-Cnr) di Perugia.

http://polaris.irpi.cnr.it/report/last-report/ – Elenco degli eventi di frana, inondazione e pioggia intensa con vittime nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2015

 direttore dell’Irpi-Cnr –  Fausto Guzzetti

”Nel quinquennio 2010-2014 gli eventi geo-idrologici hanno causato 145 morti (29 l’anno di media), 2 dispersi, 205 feriti e oltre 44.500 tra sfollati e senzatetto – continua il rapporto – tra il 1965 e il 2014 hanno perso la vita quasi duemila persone a causa di frane (1279) e inondazioni (717), circa 40 l’anno, oltre a 66 dispersi, 2.550 feriti e oltre 434.000 sfollati e senzatetto”. Nel sito Polaris c’è una sezione (‘Sei preparato?’) dedicata a indicazioni su cosa fare e non fare prima, durante e dopo un’alluvione. ”Semplici norme di comportamento che possono contribuire a ridurre i danni causati da eventi geo-idrologici e soprattutto possono salvare la vita”, conclude Guzzetti.

Genova, 15 Settembre 2015 – Nuova alluvione tra domenica e lunedì su Montoggio, nel Genovese, a poco meno di un anno di distanza dall’ondata di fango che travolse il paese

Catania, 09/09/2015 – Panico in strada – alluvione  Riprese dai balconi

Messina (Provincia) –
Violenti nubifragi hanno causato esondazione e alluvioni lampo.
Critica la situazione a Barcellona dove le auto sono state trascinate in mare dalla forza dell’acqua

Giornata della Memoria


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In questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime dell’Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria. La risoluzione fu preceduta da una sessione speciale tenuta il 24 gennaio 2005 durante la quale l’Assemblea generale delle Nazioni Unite celebrò il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine dell’Olocausto.

Il Giorno della Memoria in Italia

L’Italia ha formalmente istituito la giornata commemorativa, nel medesimo giorno, alcuni anni prima della corrispondente risoluzione delle Nazioni Unite: essa ricorda le vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali e coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista.

Gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000 definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria:

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere. »

Pistoia capitale italiana della cultura 2017


Pistoia è stata premiata per la qualità informativa del dossier presentato al Ministero, per la significatività del progetto e per la sostenibilità del progetto stesso. Piazza-Duomo-Pistoia[1]Piazza Duomo Pistoia

La città, in particolare, per la sua candidatura ha puntato su vari progetti, per esempio la riqualificazione urbana dei 76mila metri quadrati dell’antico Ospedale del Ceppo, delle Mura, dei percorsi ciclopedonali nel centro storico e poi sullo sviluppo di Palazzo Fabroni, museo dell’arte moderna e contemporanea.

palazzo_fabroni_pistoia-foto_di_carlo_chiavacci_1[1]Palazzo Fabroni – Pistoia

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 Battistero di San Giovanni di Pistoia

Già in calendario per il 2016 la realizzazione di una mostra su Marino Marini, importante artista pistoiese, in collaborazione con la Fondazione Guggenheim, oltre alla continuazione dei grandi festival che già negli scorsi anni hanno portato a Pistoia migliaia di turisti: Dialoghi sull’Uomo. Pistoia Blues, Leggere La Città.

Terremoto Belice, 48 anni dopo …………


Terremoto Belice, 48 anni dopo – La ricostruzione è ancora aperta – «E lo Stato ci ha dimenticati»

Il sisma nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 seminò morte e distruzione, causando circa 370 vittime e un migliaio di feriti. Quasi mezzo secolo dopo, lo Stato ha cancellato ogni fondo per l’area. E la Sicilia ha creato una commissione d’inchiesta sulla ricostruzione: fino a oggi mai convocata.

Immagini Rai del terremoto in Sicilia del 14-15 gennaio 1968 

Ma possibile che dopo quasi mezzo secolo e dopo una spesa di 13mila miliardi di lire (7 miliardi di euro) a Gibellina, Santa Ninfa, Partanna e negli altri paesi che tutti impararono a conoscere in quella triste occasione, la vita non sia ancora ripresa normalmente? E che cosa resta ancora da edificare in quei luoghi? L’unico dato che può rallegrare è che nessuna famiglia vive più in baraccopoli o in abitazioni provvisorie. Ma mica da tanto tempo: gli ultimi abitanti se ne sono andati nel 2004. «Il vero guaio — racconta ancora il sindaco di Partanna — è che si sono spesi soldi per opere inutili e faraoniche e non per ciò che serviva veramente. Il risultato è che oggi, ad esempio, non abbiamo ancora terminato le opere di urbanizzazione primaria dei nostri paesi: ci sono strade enormi ma dissestate, quartieri privi di fognature e illuminazione pubblica, migliaia di famiglie che hanno ricostruito la casa a spese loro, indebitandosi con le banche e sono ancora in attesa dell’indennizzo da parte dello Stato. Con una conseguenza in questi casi paradossale: i cittadini si stano rivolgendo ai tribunali per vedersi pagato quanto loro spetta e i giudici condannano i comuni a risarcire di tasca loro i cittadini»

Nel 1968 la Valle del Belice venne scossa da un tremendo teremoto.

Il comunicato ufficiale dell’Inter dopo i fatti di Napoli


Il comunicato ufficiale dell’Inter dopo i fatti di Napoli

 Venerdì, 22 Gennaio 2016

imageCOMUNICATO

F.C. Internazionale si esprime con la seguente nota in merito ai fatti avvenuti durante la recente gara di Coppa Italia contro il Napoli:

“In seguito ai fatti avvenuti durante la recente gara di TIM Cup contro la SSC Napoli in data martedì 19 gennaio, F.C. Internazionale conferma il proprio completo supporto all’allenatore Roberto Mancini ed alla posizione etica da lui assunta durante i commenti al termine della partita.

Sin dalla fondazione dell’Inter nel 1908 vi è la convinzione che tutti i giocatori, senza distinzione di nazionalità, lingua, religione, condizioni e orientamenti personali e sociali, siano i benvenuti in squadra. Per questo motivo è nata la definizione di “Fratelli del Mondo” che ancora oggi resta un valore fondamentale per il Club.

È giunto però adesso il momento di tracciare una linea che possa porre fine alle tante discussioni nate durante gli ultimi minuti di gara. Roberto Mancini e il Club desiderano accettare dunque le scuse presentate da Maurizio Sarri e dal Napoli e auspicano che l’attenzione dei media e del pubblico possa ora tornare alle partite di Serie A e TIM Cup, in una stagione particolarmente avvincente per i tifosi di entrambi i club e di tutte le contendenti ai titoli nazionali”.

Fonte: inter.it

 

20 gennaio 1987 – nasceva Marco Simoncelli


Marco Simoncelli (Cattolica, 20 gennaio 1987 – Sepang, 23 ottobre 2011) è stato un pilota motociclistico italiano, campione del mondo della classe 250 nel 2008.

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Conosciuto fra gli appassionati con il nomignolo di Sic o SuperSic, è morto all’età di ventiquattro anni durante il Gran Premio della Malesia, disputatosi sul circuito di Sepang. Il 30 maggio 2014 è stato inserito nella Hall of Fame del motociclismo, ricevendo il riconoscimento postumo di MotoGP Legend.

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Simoncelli è nato a Cattolica (in provincia di Rimini), ma è cresciuto a Coriano (anch’esso in provincia di Rimini). Ha cominciato a correre a 7 anni con le minimoto nella sua cittadina. A 12 anni è stato proclamato campione italiano, così come nel 2000, anno nel quale ha gareggiato per il titolo europeo conquistando la 2ª posizione. A 14 anni ha preso parte al Trofeo Honda NR (salendo in due occasioni sul podio) e al campionato italiano 125 GP

  • 2002 – Campione Europeo Classe 125
  • 2008 – Campione del Mondo Classe 250

Il 23 ottobre 2011, durante il Gran Premio della Malesia, è rimasto vittima di un incidente mortale. Nel corso del secondo giro il pilota ha perso il controllo della sua Honda alla curva numero 11 e, nel tentativo di rimanere in sella, ha tagliato trasversalmente la pista, venendo investito dai piloti che lo seguivano, Colin Edwards e Valentino Rossi, i quali non hanno avuto modo di evitarlo; l’impatto è stato talmente violento da sfilargli il casco. È morto in seguito ai traumi riportati alla testa, al collo e al torace.

Olimpia Milano compie 80 anni


Pallacanestro Olimpia Milano
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Scarpette Rosse

http://www.olimpiamilano.com/

La squadra è nota per ragioni di sponsorizzazione come

EA7 Emporio Armani Milano

È la squadra più titolata d’Italia e una delle più vincenti in Europa

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Scudetto.svg – 26 – Scudetti 

VINCITORE COPPA ITALIA PALLACANESTRO.png – 4 – Coppe Italia

Gold medal world centered.svg – 1 – Coppa Intercontinentale

Icona Euroleague.png – 3 – Euroleghe

Shield of the European Union.svg – 3 – Coppe delle Coppe

EUFOR Roundel.svg -2 – Coppe Korac

27 Giugno 2014  – EA7 –  Milano Siena   

La nascita della Pallacanestro Olimpia Milano è datata tradizionalmente 1936 (anno della vittoria del primo scudetto), come indicato anche nel logo societario. In realtà l’Olimpia nacque nel 1930 con la denominazione “Dopolavoro Borletti”, quando i dirigenti della Fratelli Borletti decisero di formare una squadra di impiegati: la compagine giocava con la maglia granata. La Borletti vinse 4 scudetti consecutivi, dal 1936 al 1939.

Alcuni nomi di sponsor e aziende che hanno scritto il loro nome sulle maglie dell’Olimpia , Simmenthal, Innocenti, Cinzano, Gabetti, Billy, Simac, Tracer, Philips, Stefanel, Adecco,  Armani Jeans.

Alcuni nomi di allenatori e giocatori che hanno vestito le maglie dell’Olimpia: Cesare Rubini, Mike D’Antoni, Dino Meneghin, John Gianelli, Franco Boselli, Vittorio Gallinari, Ferdinando Gentile, Dan Peterson, ecc.  sono alcuni nomi fra i più famosi, (mi scuso se ho tralasciato qualche nome).

Dino Meneghin, icona del basket nazionale

Dan Peterson ricorda il leggendario Cesare Rubini, mito del basket e della pallanuoto, giocatore e allenatore dell’Olimpia Milano e della Nazionale, scomparso l’8 febbraio 2011.

Mike D’Antoni

05/01/2011 – 13ª Giornata
Coach Peterson is back! La partita del ritorno dopo 24 anni sulla panchina dell’Olimpia Milano dell’allenatore americano, suggellata dalla vittoria dell’Armani Jeans sulla Pepsi Caserta. 

Nostralgia di una Milano………….


Roberto Vecchioni – Luci a San Siro

io c’ero……Bellissimo live di uno storico concerto che Lucio tenne in piazza Duomo a Milano.

I Gufi sono stati un gruppo musicale italiano, dialettale milanese e cabarettistico, formatosi nel 1964 e scioltosi nel 1969, eccezion fatta per una breve reunion nel 1981

ALBERTO FORTIS – “MILANO E VINCENZO”

Adriano Celentano – Ragazzo della via Gluck

Nasceva 46 anni fa il «pirata» Pantani


Nasceva 46 anni fa il «pirata» Pantani

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Scomparso il 14 febbraio 2004, per ricordare le sue doti di scalatore, dal 2004 il Giro d’Italia assegna ogni anno ad una salita il titolo “Montagna Pantani”, onore concesso fino ad allora solo al Campionissimo Fausto Coppi, con la “Cima Coppi” (il passo più alto percorso dal Giro). Nel giugno del 2011 venne inaugurata una stele sul Col du Galibier in memoria dell’impresa che gli valse sia la vittoria di tappa, che la vittoria finale del Giro di Francia del 1998. La Gazzetta dello Sport titolava in modo semplice e rispettoso: “Se n’è andato”. Nella foto la prima pagina della Gazzetta sul trionfo di Pantani nel Giro d’Italia del 1998

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Una delle imprese indimenticabili di Marco Pantani, che merita di essere ricordata in questo 13 gennaio, è quella di Oropa al Giro d’Italia 1999. Pantani stava volando, dominando la corsa su avversari di rango come Gotti, Savoldelli, Heras e Jalabert, ai quali non concedeva neanche le briciole. Ma quel giorno in cui i campioni del Giro d’Italia salivano al Santuario di Oropa, un imprevisto sembrava concedere ai rivali l’occasione per prendersi una rivincita. Ad inizio salita Pantani fu costretto a fermarsi a bordo strada per un salto di catena. Atteso dai compagni riuscì a riprendere la corsa nelle retrovie. Ma qui iniziò uno spettacolo senza eguali: uno dopo l’altro Pantani andò a riprendere e staccare tutti i corridori che erano davanti a lui, decine e decine sparpagliati sulle dure rampe della salita come se fosse la corsa di un gigante contro dei nani. Una cosa mai vista e che solo un campione speciale come Pantani avrebbe potuto regalare

Addio a Motorola …………


Il colosso dei computer cinese manda in pensione il brand dei cellulari. Verrà sostituito dal marchio «Moto by Lenovo»

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Fine di un brand: entro la fine dell’anno il nome Motorola sparirà dal mercato degli smartphone. Lo ha confermato Rick Osterloh, presidente e Coo (Chief Operating Officer) di Lenovo, parlando col portale tecnologico Cnet nel corso del Consumer Electronics Show. Gli smartphone verranno commercializzati con il logo blu del produttore cinese e la nuova scritta «Moto by Lenovo».

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Motorola è una società statunitense fondata nel 1928 che durante i suoi primi anni di attività si occupò di apparecchi radio per poi realizzare micro-processori, usati tra gli altri da Olivetti ed Apple. Più di quarant’anni fa, nel 1973, Motorola creò il primo telefono cellulare della storia: il DynaTac, che era grande quasi come una scatola di scarpe. Negli anni Ottanta e Novanta Motorola produsse diversi telefoni cellulari (Mashable ha scritto che per un periodo «il nome Motorola diventò sinonimo di telefono cellulare»). I due cellulari più famosi di Motorola sono lo StarTac e il Razr. Lo StarTac uscì negli Stati Uniti nel gennaio 1996 e fu il primo cellulare davvero leggero e tascabile e il primo ad avere la cosiddetta forma a “conchiglia”, cioè quella con la parte superiore che si richiudeva completamente sopra quella inferiore. Negli anni Duemila Motorola produsse il Razr, un cellulare molto più sottile dei precedenti (era spesso 14 millimetri) che per alcuni anni andò molto di moda.

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Dopo l’arrivo degli iPhone (e di altri smartphone simili) Motorola perse però la maggior parte delle sue quote di mercato. Nel gennaio 2011 fu divisa in due società – Motorola Solutions e Motorola Mobility (quella per i dispositivi mobili) – e poco dopo Google acquistò Motorola Mobility per 12,5 miliardi di dollari. Nel 2013 uscì il Moto X, uno smartphone piuttosto innovativo che permise a Motorola di riprendersi qualche piccola fetta del mercato, dominato da Apple e Samsung. Il Moto X e gli altri smartphone fatti da Motorola negli anni in cui era controllata da Google andarono discretamente, non benissimo. Nel 2014 Google decise di vendere la società – che ogni trimestre perdeva centinaia di milioni di dollari – a Lenovo, che nel gennaio 2014 pagò 2,9 miliardi di dollari per Motorola Mobility.

Motorola RAZR V3

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Portello, il tunnel infinito resta chiuso: gestirlo costa troppo


Opera da 115 milioni, l’ultima apertura annunciata ad agosto. Il Consiglio di Zona: «Non va inaugurato, porterebbe al collasso la viabilità locale»tunnel-fzoom-ksuC-U43140764245018SWC-1224x916@Corriere-Web-Milano-593x443[1]

Un altro anno è trascorso senza il taglio del nastro. Da un lato il tunnel che collega viale De Gasperis a via Gattamelata sta collezionando i requisiti per concorrere al guinness delle opere incompiute. Dall’altro c’è il fatto che qualora si decidesse di aprire i 970 metri di galleria – a 16 anni dall’accordo di programma Regione-Comune che diede il la al progetto e a 9 dall’avvio delle opere -, è certo che scoppierà una guerra tra Zona 8 e Comune. Chi transita davanti a uno degli accessi del tunnel, quel gigantesco manufatto bianco che sbuca a ridosso di Casa Milan, s’interroga sul perché sia ancora transennato. Da tempo, dalla scorsa estate, non si vedono operai. Si sono sprecati gli annunci di inaugurazioni nell’ultimo lustro. La promessa più recente di apertura è stata pronunciata lo scorso agosto. Intanto, i ritardi e una bonifica hanno fatto quasi raddoppiare i costi: da 62 a 115 milioni di euro.

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Nell’idea iniziale il tunnel doveva essere un collegamento tra gli svincoli autostradali a Nord-Ovest di Milano e la Fiera. Peccato che poco dopo aver firmato l’accordo sul mini-traforo, le istituzioni decisero di spostare la Fiera a Rho. Operazione che in cinque anni andò a segno. «Oggi il tunnel non si deve aprire per una ragione semplice: porterebbe al collasso la viabilità locale nella quale si immette: via Teodorico, via Gattamelata, piazza Firenze», dice Enrico Fedrighini, consigliere di zona (Verdi) . «Originariamente, il tunnel doveva finire proprio con l’immissione diretta dei veicoli nei silos del quartiere fieristico, senza alcuna immissione nella viabilità locale».

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Presto ricetta elettronica con validità in tutte le regioni


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http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2016/01/02/presto-ricetta-elettronica-con-validita-in-tutte-le-regioni_d54bc13a-a978-4aa0-bcb6-16511d096cce.html

Via libera, con il nuovo anno, alla possibilità di ottenere farmaci prescritti con ricetta elettronica in tutte le farmacie italiane, anche in quelle al di fuori della propria regione di residenza. E’ appena entrato in vigore il decreto che regolamenta il passaggio dalle prescrizioni cartacee a quelle dematerializzate.  La novità per il cittadino è che potrà, quando il sistema andrà a regime ovvero quando sarà pronto un software per il calcolo dei diversi ticket regionali, ottenere il farmaco prescritto dal medico anche qualora si trovasse, in villeggiatura o per lavoro, al di fuori dei propri confini regionali.promemoria_ricetta[1] 

Il Dpcm del 14 novembre 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre, prevede che il prelievo dei medicinali, inclusi nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) prescritti su ricetta farmaceutica dematerializzata a carico del Servizio sanitario nazionale, possa essere effettuato in qualsiasi farmacia pubblica e privata convenzionata del territorio italiano.  La sincronizzazione della prescrizione del medico da un lato e di erogazione da parte del farmacista dall’altro, consentono di controllare l’appropriatezza e di ridurre eventuali falsificazioni.  Ma per il cittadino sarà una “una grande novità anche dal punto di vista pratico, perché l’attuale normativa prevede la spendibilità della ricetta solo all’interno della propria regione”, spiega Daniele D’Angelo, direttore generale di Promofarma, società di Federfarma dedicata a seguire il percorso di digitalizzazione. “Ci vogliono però – conclude – dei tempi tecnici, presumibilmente qualche mese, affinché diventi realtà”.

80 anni di Dan Peterson


80 anni di Dan Peterson

Daniel Lowell “Dan” Peterson (Evanston, 9 gennaio 1936) è un allenatore di pallacanestro, giornalista e telecronista sportivo statunitense, dal 2012 membro dell’Italia Basket Hall of Fame.

Dal 1963 cominciò ad affermarsi come allenatore nelle università americane di Michigan State e USNA, poi nel 1966 divenne capo allenatore all’università del Delaware, posto che mantenne per i successivi 5 anni. Nel 1971 diventò capo allenatore della nazionale cilena, portandola al sesto posto nei giochi del Sud America.

Immagini di Gara 3 della finale scudetto 1987, vinta dall’ Olimpia Milano sulla Juve Caserta, l’ultima gara di coach Dan Peterson prima del ritiro

In Italia – Dal 1973 cominciò l’avventura in Italia, prima alla Virtus Bologna, con cui vinse la Coppa Italia del 1974 e lo scudetto del 1976, e poi, dal 1978 al 1987, all’Olimpia Milano, con cui vinse 4 scudetti (1982, 1985, 1986 e 1987), 2 Coppe Italia (1986 e 1987), una Coppa Korac (1985) e una Coppa dei Campioni (1987). Si ritirò nel 1987.

Nelle stagioni 2008-09 e 2009-10 è stato consulente della Reyer Venezia. Il 3 gennaio 2011 subentra, dopo 23 anni di inattività sportiva, all’esonerato Piero Bucchi sulla panchina di Milano. Esordisce con una vittoria interna al Mediolanum Forum ai danni di Caserta per 98-84. Il 7 giugno dello stesso anno, dopo la sconfitta in semifinale (gara 4) contro Cantù e la conseguente eliminazione, lascia a Sergio Scariolo la guida dell’Olimpia

Prima neve a Cesano Boscone ecc.


 Nevicata a Milano, Cesano Boscone, Corsico, Trezzano e Buccinasco

Fonte: http://www.mi-lorenteggio.com/news/42394

3 gennaio 2016 – La prima neve dell’anno è caduta nella serata di ieri in città e abbondantemente nei comuni del Sud Ovest Milano, senza fortunatamente creare disagi.

 Da Cesano Boscone a Buccinasco, da Corsico a Cesano, in poco meno di un paio d’ore tutto il paesaggio si è imbiancato: tetti, piazze, parcheggi, auto, strade, parchi cittadini. Qualche disagio per gli automobilisti, ma, nessun problema alla circolazione.

Milano – Neve in Zona Bovisa

Neve in Zona Bovisa di Claudio Mezzadra[1]

Milano – Neve a Porta Garibaldineve Porta Garibaldi di Paul Pablo[2]

Steve Gohouri: Ex Bologna annegato nel Reno


L’ex centrocampista del Bologna Steve Gohouri, 34 anni, è stato rinvenuto senza vita sulla riva del Reno, presso Krefeld.

Ex Bologna annegato nel RenoL’ex nazionale della Costa d’Avorio ed ex di Bologna e Borussia Moenchengladbach era sparito da tre settimane: soffriva di depressione e sarebbe finito in un giro di strozzini.

A inizio dicembre aveva partecipato alla festa di Natale del suo club (lo Steinbach), poi però è sparito. Sarebbe dovuto andare a Parigi dai suoi famigliari, ma non è mai partito. Nei giorni scorsi la sorella e la madre erano volate in Germania per avere notizie, e ora sono state avvisate che il loro Steve è tragicamente morto. Stando a quanto riportato dai media tedeschi in queste settimane, Gohouri avrebbe avuto diversi debiti e sarebbe finito in un giro di strozzini. Inoltre era depresso a causa di una storia d’amore finita male. Per questo la sua scomparsa aveva immediatamente preoccupato tutti. L’autopsia non ha evidenziato violenze subite da Steve.

Nel 2000, a 19 anni, Steve cominciò a far parlare di sé: il difensore si mise infatti in mostra allo Yverdon, nella seconda divisione svizzera. Nel 2002 passò in prestito al Bologna, dove però non riuscì ad imporsi. Dopo le esperienze al Vaduz e allo Young Boys, nel gennaio del 2007 passò al Borussia Moenchengladbach: lì si impose (47 partite 2 gol) al punto da guadagnarsi diverse convocazioni nella Costa d’Avorio (partecipò anche alla Coppa d’Africa del 2008). A causa di qualche problema disciplinare venne allontanato dal Gladbach, ma riuscì ancora a togliersi qualche soddisfazione al Wigan e al Maccabi Tel Aviv. Attualmente era sotto contratto con lo Steinbach, nella quarta serie tedesca.

La carta d’identità elettronica italiana (CIE)


         La carta d’identità elettronica italiana (CIE)                

       è un  documento di riconoscimento in Italia creato per sostituire la carta d’identità italiana rilasciata in formato cartaceoCIE[1]

Prevista dalle leggi Bassanini nel 1997, a decorrere dal 1º gennaio 2006, in alcuni comuni la carta d’identità su supporto cartaceo è sostituita, all’atto della richiesta del primo rilascio o del rinnovo del documento, dalla carta d’identità elettronica (articolo 7-vicies ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito della Legge 31 marzo 2005 n. 43).

Nonostante la distribuzione della CIE non sia stata ancora portata a regime in tutto il territorio nazionale, numerosi comuni, di propria iniziativa e a proprie spese, si sono aggiunti agli iniziali comuni-campione che ricevettero nel 2002 le apparecchiature necessarie al suo rilascio. Alla fine del 2009 sono state emesse circa 1,8 milioni di CIE da circa 180 comuni italiani.

Video del 2012 –

2016 – Pronte regole. Attesa da 20 anni. C’è opzione donazione organi

Avrà le impronte digitali e anche la possibilità di indicare la scelta sulla donazione degli organi. Arriva la nuova Carta d’identità elettronica, progetto atteso da quasi venti anni. Il ministero dell’Interno ha pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto, di concerto con ministeri P.A. ed Economia, con le regole di emissione della norme previste dal Dl Enti Locali. 

Dopo tanti stop and go sono state quindi messe a punto le procedure per l’implementazione definitiva di un’operazione che era stata ideata nel 1997, aveva registrato varie sperimentazioni e anche il rilascio di alcune carte d’identità elettroniche. Ma il progetto non è decollato e così si è pensato a un documento digitale unico, con l’incorporazione della tessera sanitaria. Poi, però, anche questo si è fermato e il Governo Renzi ha deciso di ripartire con una nuova Carta, stanziando nel dl Enti locali della scorsa estate anche delle risorse ad hoc.

Commento: Meglio tardi che mai!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ma aspettiamo che sia messa veramente in pratica!!!!!!!!!!

Addio a Natalie Cole


Addio a Natalie Cole

È morta a 65 anni l’erede di una delle leggende del jazz.

Le luci della ribalta erano stati difficili da accettare per la figlia di Nat King Cole, cresciuta all’ombra di un mito ed esposta fin da piccola al meglio che jazz, soul e blues avessero allora da offrire. Natalie, che a sei anni aveva cantato con il padre in un album di Natale, era rimasta sopraffatta e con gli applausi era arrivata la droga. 

La Cole aveva sviluppato una devastante dipendenza da cocaina e eroina che per poco non era costata la vita al figlio: stava per annegare in piscina mentre lei era «in viaggio». Alla fine il suo manager aveva deciso di chiuderla «tra calci e strepiti» in riabilitazione. Natalie pareva una donna finita, ma due soggiorni in clinica avevano fatto il miracolo. 

Rimasta sobria per il resto della vita, Natalie Cole era riemersa come artista pop alla fine degli anni Ottanta con una cover di «Pink Cadillac» di Bruce Springsteen e i single «Jump Start My Heart» e «I Live for Your Love. Nel 1991 con l’album «Unforgettable … With Love», Natalie Cole aveva venduto 14 milioni di copie e vinto sei Grammy. Tutte canzoni di papà rielaborate: Natalie aveva mixato il brano «Unforgettable» con la versione registrata del grande Nat creando un memorabile duetto tra padre e figlia. 

Il passato da tossicodipendente le avevano però creato gravi problemi di salute. Nel 2008 le era stata diagnosticata una epatite C, l’anno dopo era finita in dialisi e aveva subito un trapianto di reni. Sempre più debole di recente aveva cancellato concerti in novembre e un’altra apparizione il prossimo febbraio. Era salita sul palcoscenico per l’ultima volta a New York nel giugno 2014 per la celebrazioni degli 80 anni dell’Apollo Theatre.  

Messaggio di fine anno del Presidente Mattarella


Messaggio di fine anno del Presidente Mattarella

31 dicembre 2015

Caldaie, fuori norma ……………


Caldaie, fuori norma una su quattro
Il teleriscaldamento cresce del 10%

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_dicembre_30/inquinamento-smog-polveri-caldaie-fuori-norma-su-quattro-teleriscaldamento-cresce-10percento-c65b4b28-aeca-11e5-8a3c-8d66a63abc42.shtml

Stagione termica 2015-2016, secondo i dati dell’amministrazione comunale, il servizio di teleriscaldamento è cresciuto del 10 per cento rispetto a un anno fa. Sono allacciati alla rete di A2A oltre 100mila «appartamenti equivalenti» (pari a circa 80 metri quadri), venti edifici comunali (da Palazzo di Giustizia alla Biblioteca Sormani) a cui a breve si aggiungeranno la sede centrale della polizia locale, Palazzo Reale, gli uffici di via Dogana, il Duomo e la Veneranda Fabbrica. Numeri che si traducono in circa 51mila tonnellate di anidride carbonica evitate, ovvero il 43 per cento dell’obiettivo finale del Piano.

 Dal 2014 si vede come l’implementazione del teleriscaldamento abbia consentito un abbattimento generale degli inquinanti, evitando l’immissione nell’aria di 4,3 tonnellate di polveri sottili, di 84 mila tonnellate di CO2, di 108,8 tonnellate di ossidi di azoto, di 39,5 tonnellate di anidride solforosa, oltre a un minor consumo di 29 mila tep, ovvero tonnellate equivalenti di petrolio.

Nel 2014 il Comune ha effettuato in media l’8 per cento di controlli. Pari al 3 per cento in più di quanto previsto dalla legge regionale. Un risultato che vede Milano come «unica città o provincia lombarda a superare il 5 per cento», sottolineano da Palazzo Marino. L’esito dei controlli sono 2.338 ordinanze per non conformità di impianti e centrali termiche tra ottobre 2014 e ottobre 2015. In pratica: un impianto su quattro risulta fuori norma. La maggior parte delle irregolarità è legata a questioni di sicurezza.

Stop alle caldaie tradizionali da settembre?

http://www.ediltecnico.it/34125/stop-alle-caldaie-tradizionali-settembre-chiariamo-alcuni-punti/

Il nuovo regolamento Ecodesign in vigore dal prossimo 26 settembre 2015 introduce di fatto due novità fondamentali, correlate tra loro:l’obbligo da parte dei costruttori di caldaie di immettere sul mercato soltanto caldaie a condensazione (sempre a partire dal 26 settembre 2015) e l’introduzione dell’etichettatura energetica dell’impianto e dei suoi  componenti, sul tipo di quella in vigore per gli elettrodomestici prima e per le certificazioni  energetiche degli immobili dopo.

Per fare un po’ di chiarezza ritengo opportuno precisare quanto segue: dal 26 settembre 2015 non sarà possibile più immettere sul mercato caldaie non a condensazione.

Tale obbligo riguarda esclusivamente i produttori e non comporta però il ritiro dal mercato delle caldaie di tipo tradizionale (in pratica quelle a camera stagna) per intenderci. Dunque non c’è un obbligo esplicito di montare esclusivamente caldaie a condensazione ma di non immetterle più sul mercato.

Di fatto potranno essere ancora montate caldaie non a condensazione purché la data di fabbricazione risulti antecedente al 26 settembre 2015.

In pratica tale obbligo è concepito in modo che si possano esaurire le scorte già prodotte di caldaie di tipo convenzionale.

 

Calcio Femminile: Sporting Locri ……………….


http://www.calciofemminileitaliano.it/1935270_518908174953063_4571112749167989199_n[1]

blocco traffico anche Cesano Boscone dal 28 al 30 dicembre


Inquinamento: blocco traffico a Cesano Boscone

Blocco del traffico a Cesano Boscone: 14 multe

http://www.mi-lorenteggio.com/news/42318

28 dicembre 2015 – Il primo giorno di blocco del traffico ha come bilancio 14 contravvenzioni. Sono state controllate 27 deroghe, di questi 12 andavano ad un funerale. Tra le scuse durante i controlli la più originale e’ stata quella di una donna che ha detto agli agenti di essere vedova e quindi esentati dal blocco.

(Milano) dal 28 al 30 dicembre, dalle ore 10 alle ore 16

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 – Blocco traffico anche a Cesano Boscone –
Tre giorni senza auto anche a Cesano Boscone. A causa della preoccupante qualità dell’aria l’amministrazione comunale ha vietato la circolazione a tutti i veicoli su tutto il territorio cittadino da lunedì 28 a mercoledì 30 dicembre. Più precisamente il blocco sarà valido dalle 10 alle 16.
 – Fanno eccezione la SS494 (Nuova Vigevanese) e i relativi controviali, dove si può circolare.


http://www.milanotoday.it/cronaca/blocco-traffico-cesano-boscone-28-30-dicembre.html
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