Roberto Mancini, l’allenatore dell’Inter, è stato ASSOLTO dall’accusa di bancarotta fraudolenta dal gup di Roma Paola Della Monica con la formula “perchè il fatto non costituisce reato“. Nello stesso procedimento è stato rinviato a giudizio il costruttore Marco Mezzaroma. La procura aveva chiesto per Mancini la condanna a tre anni.
Il processo si è svolto con rito abbreviato ed è legato al crac finanziario della società Img Costruzioni.
Assoluzione perché “il fatto non costituisce reato”
Con questa formula, il giudice dichiara che il fatto addebitato all’imputato è stato commesso proprio da lui, tuttavia il fatto non può essere considerato un illecito penale (da qui il non costituisce reato) perché manca l’elemento soggettivo (dolo, colpa o preterintenzione, si veda l’esempio 1).
Il giudice utilizza questa formula anche nel caso in cui il fatto è stato commesso dall’imputato in presenza di una causa di giustificazione; la presenza di una di queste cause, infatti, elimina l’antigiuridicità del fatto rendendolo lecito (si veda l’esempio 2).
Esempi
La pubblica accusa chiede la condanna per omicidio dell’imputato, accusato di aver causato un incidente stradale dal quale ne è rimasta uccisa la vittima, ma dal dibattimento risulta che l’imputato non ha potuto far nulla per evitare l’evento (nonsi ha né dolo, né colpa e nemmeno preterintenzione).
Il giudice ritiene provato l’omicidio, ma non condanna l’imputato perché ritiene che abbia agito in una situazione di legittima difesa (è presente la causa di giustificazione).
Il recupero di campionato tra West Ham e Manchester United è stato posticipato di 45′ a causa dell’assalto dei tifosi londinesi al pullman dei Red Devlis
I tifosi degli “Hammers”, infatti, hanno accolto il pullman del Manchester United con un fitto lancio di oggetti. Vetri rotti, momenti di caos e intervento delle forze dell’ordine per riportare tutto alla calma.
Inghilterra – Le immagini parlano da sole
Londra, Inghilterra – 10 maggio 2016: bottiglie, birra e missili sono gettati al bus della squadra del Manchester United come si cerca di fare la sua strada attraverso la folla che si erano radunate in strada prima della partita Barclays Premier League tra West Ham e Manchester United.
Londra, Inghilterra – 10 maggio 2016: Una donna e un bambino sono aiutati passato tifosi del West Ham come le persone diventano violente e iniziare lanciando bottiglie contro la polizia al di fuori del Boleyn Ground
il 10 maggio 2016 a Londra, Inghilterra. Tonights partita di Premier League contro il Manchester United è l’ultima partita del West Ham United al Boleyn Ground, portando a termine 112 anni di storia del club a terra. Il club si sposterà nella prossima stagione Stadio Olimpico.
09 maggio 2016 – giornata della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi.
Roma, 9 Maggio 2016 – Si è svolta nell’Aula di Montecitorio, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cerimonia per il “Giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi.
16 Marzo 1978 – Rapimento di Aldo Moro e l’uccisione dei 5 agenti di scorta (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi)
Bruno Vespa e Paolo Frajese annunciano il rapimento di Aldo Moro e l’uccisione dei suoi cinque agenti di scorta
09 maggio 1978 – giorno del ritrovamento del corpo dell’On. Aldo Moro. Dopo una prigionia di 55 giorni nel covo di Montalcini le Brigate Rosse decisero di concludere il sequestro uccidendo Moro: lo fecero salire dentro il portabagagli di un’automobile Renault 4 rossa.
Aldo Romeo Luigi Moro (Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978) è stato un politico, accademico e giurista italiano, due volte Presidente del Consiglio dei ministri, Segretario politico e presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita privata a Torrita Tiberina, in raccoglimento sulla tomba di Aldo Moro
Il Rapimento e l’uccisione della scorta – Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, il quarto guidato da Giulio Andreotti, la Fiat 130 che trasportava Moro, dalla sua abitazione nel quartiere Trionfale zona Monte Mario di Roma alla Camera dei deputati, fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse all’incrocio tra via Mario Fani e via Stresa. Gli uomini delle BR uccisero, in pochi secondi, i cinque uomini della scorta (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.
Gilles Joseph Henri Villeneuve ; Saint-Jean-sur-Richelieu, 18 gennaio 1950 – Lovanio, 8 maggio 1982) è stato un pilota automobilistico canadese
08 maggio 1982 – Morì in uno schianto a 227 km/h causato da un contatto con la March di Jochen Mass durante le qualifiche per il Gran Premio del Belgio 1982 a bordo della Ferrari 126 C2. Villeneuve al momento del decesso era molto popolare tra gli appassionati per il suo stile di guida altamente combattivo e spettacolare, e da allora è diventato un simbolo della storia di questo sport, nonché uno dei più grandi piloti di tutti i tempi pur non avendo mai vinto un titolo mondiale[. Le sue vittorie e svariate altre prestazioni vengono considerate capolavori assoluti nella storia della Formula 1, anche perché spesso sono state ottenute al volante di monoposto non all’altezza di quelle della concorrenza.
La cronaca dell’incidente – È l’8 maggio 1982, ore 13:52 a Zolder, mancano pochi minuti al termine delle qualifiche del sabato: Villeneuve è indietro, è sesto. È soprattutto dietro a “quello lì” come ora chiama Didier, che è terzo. Gilles, ormai in procinto di rientrare ai box su ordine del direttore tecnico Mauro Forghieri, affronta la chicane alle spalle dei box e successivamente la discesa che immette alla curva ‘Terlamenbocht’, la curva del bosco. È in quinta piena quando improvvisamente si trova davanti la più lenta March numero 17, guidata da Jochen Mass, il quale lo vede arrivare e si sposta subito a destra, pensando che il canadese lo superi a sinistra; Villeneuve, invece, nella stessa frazione di secondo pensa che Mass si sposti a sinistra, perché vuole affrontare la Terlamen all’interno, lungo la traiettoria più veloce, e anch’egli va quindi verso destra. La collisione è inevitabile: la Ferrari numero 27 urta, con la ruota anteriore sinistra, quella posteriore destra di Mass. La vettura decolla, fa alcune piroette in aria per poi schiantarsi violentemente contro un terrapieno a bordo pista, inpuntandosi nella terra molle con la tremenda energia cinetica di un’auto lanciata a 260 km/h che rilancia la vettura in aria, priva di gran parte dell’avantreno.
Gilles fu proiettato, con le cinture di sicurezza divelte che si trascinavano dietro ancora il sedile della sua Ferrari, contro le reti di protezione; atterrò sulla spalla destra e con il corpo strappò la prima rete di protezione; successivamente, sbatté violentemente il collo su un paletto di sostegno della seconda rete metallica. Nell’urto il casco si strappò e rotolò vicino a lui
6 maggio 2016 – Il centrocampista della Dinamo Bucarest, 26 anni, è crollato a terra: era entrato da sette minuti nel match contro il Viitorul Constanta, è deceduto in ospedale dopo un’ora e mezzo di tentativi per rianimarlo.
Video da Yotube
Patrick Ekeng della Dinamo Bucarest muore dopo un malore in campo
Elenco di alcuni giocatori morti sul “campo”Fonte: https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090810051645AADajk8
Renato Curi è morto il 30 ottobre 1977 durante la partita Perugia – Juventus per un arresto cardiaco a 24 anni.
Miklós Fehér è morto il 25 gennaio 2004 durante la partita Benfica – Vitoria S.C anche lui per un arresto cardiaco a 24 anni.
Marc-Vivien Foé è morto il 26 giugno 2003 durante la partita Camerun – Colombia pure lui per un arresto cardiaco, aveva 28 anni.
Antonio José Puerta Pérez è morto il 28 agosto 2007 il giorno prima infatti durante la partita Siviglia-Getafe fu colpito da un arresto cardiaco e fu subito rianimato in campo dai compagni ma nel tragitto verso gli spogliatoi subì altri arresti cardiaci, morì all’ospedale di Siviglia il giorno dopo a soli 22 anni.
Phil O’Donnell è morto il 29 dicembre 2007 durante una partita di campionato dovuto a un collasso. Aveva 35 anni.
Daniel Jarque González è morto l’8 agosto 2009 nella sua camera da letto nel ritiro di Coverciano mentre era al telefono con la sua fidanzata. Inutili i soccorsi, dopo un iniezione di adrenalina, è morto per Asistolia.Aveva 25 anni.
Piermario Morosini e morto il 14 aprile 2012 – al 31′ di Pescara-Livorno della 14ª giornata di ritorno del campionato di Serie B , si accascia a terra in seguito a un’improvvisa crisi cardiaca
Non solo nel calcio ricordiamo:
Igor Bovolenta muore il 24 marzo 2012 all’età di 37 anni in seguito ad un malore avvenuto durante la partita fra la sua squadra, Volley Forlì, e la Lube per il campionato di B2. Dopo essersi accasciato improvvisamente al suolo dopo una battuta, viene trasportato immediatamente all’ospedale di Macerata, dove muore un paio d’ore più tardi.
1949 – incidente aereo a Superga, scompare il Grande Torino
La tragedia di Superga fu un incidente aereo avvenuto il 4 maggio 1949. Alle ore 17:03, il Fiat G.212 della compagnia aerea ALI, siglato I-ELCE, con a bordo l’intera squadra del Grande Torino, si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della Basilica di Superga, che sorge sulla collina torinese; le vittime furono 31. Nel 2015, in ricordo della tragedia, la FIFA ha proclamato il 4 maggio come “giornata mondiale del giuoco del calcio”.
L’aereo stava riportando a casa la squadra da Lisbona, dove aveva disputato un incontro amichevole con il Benfica, organizzata per aiutare, con l’incasso, il capitano della squadra lusitana Francisco Ferreira, in difficoltà economiche. Nell’incidente perse la vita l’intera squadra del Torino, vincitrice di cinque scudetti consecutivi dalla stagione 1942-1943 alla stagione 1948-1949 e che costituiva la quasi totalità della Nazionale italiana. Nell’incidente perirono anche i dirigenti della squadra e gli accompagnatori, l’equipaggio e tre noti giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di Tuttosport); Renato Tosatti (della Gazzetta de popolo, padre di Giorgio Tosatti) e Luigi Cavallero (La Stampa). Il compito di identificare le salme fu affidato all’ex Commissario Tecnico della Nazionale Vittorio Pozzo, che aveva trapiantato quasi tutto il Torino in Nazionale.
6 maggio 1976 – La scossa, avvertita in tutto il Nord Italia
D’improvviso le comunicazioni si interruppero, le linee erano sovraccariche, e a dialogare con i ‘presenti sui posti’ furono solo i radioamatori. ”Qui è tutto un polverone, si sentono grida in lontananza… non capiamo, forse c’è stato un terremoto”. Queste furono le primissime dichiarazioni degli autotrasportatori che passavano nelle zone di Venzone, Gemona, Osoppo. E la notte non aiutava.
I danni del terremoto del maggio 1976 furono amplificati da altre due scosse, a fine dell’estate
Data ora – magnitudo – epicentro
6 maggio 1976 – 21:00 – 6,4 – Gemona del Friuli-Artegna
11 settembre 1976 – 18:31 – 5.8 – Gemona del Friuli-Artegna
11 settembre 1976 – 18:40 – 5,6 – Gemona del Friuli-Artegna
15 settembre 1976 – 05:00 – 5,9 – Gemona del Friuli-Artegna
15 settembre 1976 – 11:30 – 6,0 – Gemona del Friuli-Artegna
Il sisma in cifre
Aree colpita: 5.500 chilometri quadrati
Popolazione colpita: 600mila abitanti
Morti: 989
Sfollati: più di 100.000
Case distrutte: 18.000
Case danneggiate: 75.000
Danni al territorio: 4.500 miliardi di lire (oltre 18,5 miliardi di euro del 2010)
Comuni coinvolti: 45 comuni “rasi al suolo” come Gemona, Venzone, Buia, Pinzano al Tagliamento, Monteaperta (frazione di Taipana) e Osoppo, 40 “gravemente danneggiati” e 52 “danneggiati”: tutti fra Udine e Pordenone, più tre soli comuni della provincia di Gorizia.
Ayrton Senna da Silva (San Paolo, 21 marzo 1960 – Bologna, 1º maggio 1994)è stato un pilota automobilistico brasiliano, tre volte campione del mondo di Formula 1 nel 1988, 1990 e 1991.
Considerato uno dei piloti di Formula 1 più forti di tutti i tempi, coniugava la capacità di portare al limite la propria monoposto con una grande sensibilità nella messa a punto e nella scelta degli pneumatici.
Morì in seguito a un tragico incidente nel Gran Premio di San Marino corso sul circuito di Imola del 1994.
Disastro Challenger – 28 Gennaio 1986 – alle ore 11:39 EST, quando lo Space Shuttle Challenger fu distrutto dopo 73 secondi di volo, a causa di un guasto a una guarnizione, detta O-ring, nel segmento inferiore del razzo a propellente solido (Solid-fuel Rocket Booster, SRB) destro. Morirono i 7 membri dell’equipaggio
Berlusconi acquista il Milan – 11 febbraio 1986 – Paolo Berlusconi, fratello del più noto Silvio, ha perfezionato la sera dell’11 febbraio 1986 l’ acquisto del Milan.
Scandalo vino al Metanolo – 17 marzo 1986 –Il fatto accadde quando l’ingestione del prodotto adulterato causò l’avvelenamento e l’intossicazione di parecchie decine di persone, per la maggior parte residenti in Lombardia, Piemonte e Liguria cui provocò danni personali gravissimi (cecità, danni neurologici) ed in 23 casi la morte.
Inquinamento dell’ Acquedotto di Casale Monferrato – 24 marzo 1986 – inquinamento dell’acquedotto di Casale Monferrato causato da una discarica abusiva di liquidi altamente tossici. Alle 18 il sindaco Riccardo Coppo firmava l’ordinanza con cui vietava l’uso a scopi alimentari dell’acqua di Casale.
Disastro Cernobyl – 26 aprile 1986 – Disastro nella centrale nucleare di Cernobyl muorirono…. è stato il più grave incidente mai verificato in una centrale nucleare. È uno dei due incidenti classificati come catastrofici con il livello 7 e massimo della scala INES dell’IAEA,insieme all’incidente avvenuto nella centrale di Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011.. Difficile stabilire il numero totale delle vittime.
L’italia si collegò a Internet – 29 aprile 1986 – Trent’anni fa l’Italia grazie a gruppo pionieri del Cnuce di Pisa, si collegò a Internet, e fece la storia.Vedi sotto l’articolo dedicato.
Tragedia sul K2 – Tra Giugno-agosto 1986– un insieme di eventi che tra il giugno e l’agosto 1986 causarono la morte di tredici alpinisti impegnati in diversi tentativi di ascensione sulla montagna himalayana.
Non era una bici ma un motorino, 6 anni di squalifica per Van Den Driessche
Mondiali di ciclocross: scoperta una bici a motore, subito espulsa la giovane belga Van Den Driessche
L’UCI, la Federazione mondiale di ciclismo, ha inflitto 6 anni di squalifica alla belga Femke Van Den Driessche, divenuta pietra dello scandalo a fine gennaio perchè scoperta ai Mondiali di ciclocross di Zolder con una bicicletta dotata di un motorino nascosto nel telaio. E’ la prima sanzione inflitta dall’UCI per frode tecnologica. Il n.1 della Federazione, Brian Cookson, l’ha definita “una grande vittoria per il nostro sport”
Il teatrolirico di Milano, già teatro della Cannobiana (talvolta indicato anche come teatro della Canobbiana o semplicemente La Cannobiana), è uno storico teatro di Milano. Il teatro viene inaugurato la seradel 21 agosto 1779
Teatro Lirico, chiuso nel 1999, i cui lavori di ristrutturazione partiranno ad aprile, sono stati stanziati 16.500.000 euro.
Il Teatro Lirico nel 2003 è stato dedicato a Giorgio Gaber.
Teatro Lirico di Milano: dopo 17 anni di chiusura via ai lavori di ristrutturazione.
Partono ufficialmente, con l’atto di consegna del cantiere all’impresa, i lavori di restauro del teatro Lirico di Milano, abbandonato e chiuso dal 1999. Opera dello stesso architetto della Scala, Giuseppe Piermarini, fu inaugurata nel 1779 e negli anni fu teatro di prime importanti come quella dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti nel 1832. I lavori dureranno 450 giorni e si dovrebbero concludere entro luglio del 2017. “Il Lirico, dedicato a Giorgio Gaber, tornerà al suo splendore originario con la sua platea, il suo palco, le sue splendide balconate, le finiture, le decorazioni e i tendaggi originali – spiega il sindaco Giuliano Pisapia – e allo stesso tempo saranno realizzati un ristorante al primo piano, un innovativo sistema che consentirà al palcoscenico di allargarsi fino alla platea e saranno eliminate le barriere architettoniche per un teatro veramente accessibile a tutti”. A realizzarli è l’impresa ‘Garibaldi’ di Bari che ha vinto il bando del Comune di Milano per un costo dei lavori di 8 milioni di euro, con un ribasso del 40 per cento rispetto a quanto fissato dal bando dell’amministrazione (13 milioni di euro)
Teatro Lirico Milano
Teatro Lirico di Milano – Dario Fo – “La Resurrezione di Lazzaro” – Mistero Buffo 1991
Teatro Lirico di Milano, 22 aprile 1997 – Francesco de Gregori – Sangue su Sangue.
I miei ricordi…: Ero presente al Teatro Lirico per il concerto di Lucio Dalla.
Brescello è anche il paese dove vennero girati i film di Don Camillo. Oltre al museo dedicato ai protagonisti, si possono ammirare anche vari luoghi e oggetti che erano presenti nei film: ad esempio la chiesa o la piazza adiacente ad essa, in cui sono state collocate due statue in bronzo, ognuna nella metà della piazza che gli si addice, ritraenti Don Camillo e Peppone nell’atto di salutarsi vicendevolmente. A Brescello si girarono cinque film della serie:
I simpatiche contrasti fra Peppone sindaco comunista e Don Camillo parroco.
ora: Il comune di Brescello è stato sciolto dal governo per infiltrazioni mafiose ed è il primo caso in Emilia-Romagna. Una volta disposto il decreto da parte del Presidente della Repubblica e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale il comune sarà retto per 18 mesi da una triade di commissari. Saranno quindi annullate contestualmente le elezioni comunali previste per il prossimo 5 giugno.
DON CAMILLO – Comizio di Peppone
Pronta reazione nella città emiliana dopo lo scioglimento dell’amministrazione per infiltrazioni mafiose
‘Mafia? Stronzate’. ‘Cose che non mi interessano’
Brescello, dai cittadini l’omertà che non t’aspetti
“E’ una montatura politica. Meglio che a Roma guardassero ai loro affari, lì c’è la mafia davvero, non qui”
Mediaset Premium, Sky, Lega Calcio e Infront: tutti condannati a pagare una multa record di 66 milioni di euro per aver alterato nel 2014 la gara sui diritti televisivi sul campionato di Serie A per il triennio 2015-2018. Era il tassello mancante. Ed è arrivato oggi. La decisione dell’Antitrust non ha precedenti: secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l’intesa tra concorrenti si è realizzata sostituendo con una soluzione concordata l’esito dell’assegnazione dei pacchetti A, B e D che discendeva dal confronto delle offerte presentate dai broadcaster il 5 giugno di quello stesso anno. In base a quanto detto, l’Agcm ha condannato Mediaset Premium a pagare 51,5 milioni di euro di multa, mentre la Lega, Infront e Sky dovranno versare rispettivamente 1.9, 9 e 4 milioni di euro.
La sentenza è arrivata a conclusione del procedimento avviato il 13 maggio 2015 e che ha appurato l’intesa restrittiva della concorrenza. Gli operatori, secondo l’antitrust, in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, hanno alterato la gara. La Lega calcio, su suggerimento e con l’ausilio di Infront, invece di aggiudicare su questa base i diritti ha promosso – secondo l’Agcm – una soluzione negoziale che, in contrasto con le regole del bando, ha recepito l’assegnazione concordata con i due principali concorrenti. Per l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, RTI/Mediaset Premium ha condiviso la soluzione concordata per l’assegnazione dei diritti fin dall’apertura delle buste, in ragione delle offerte da essa presentate. Né l’autorizzazione ricevuta a concedere la sub-licenza sul pacchetto D avrebbe potuto ingenerare alcun affidamento sulla liceità delle condotte assunte dalle parti, emerse solo in seguito agli accertamenti ispettivi svolti dall’Autorità.
Quanto a Sky, benché abbia aderito in ultimo al disegno di spartizione, ha assunto all’inizio un atteggiamento nettamente contrario alle iniziative delle altre parti ed è stata “indotta” all’intesa anche dal loro comportamento, per mantenere poi un “atteggiamento collaborativo” nei confronti dell’Agcm. I soggetti sanzionati dal provvedimento dell’Autorità hanno concertato così l’esito dell’aggiudicazione dei diritti, sostituendo tale accordo al risultato della procedura competitiva prevista dalla legge. Tutto ciò ha prodotto l’effetto di garantire la ripartizione del mercato tra i due operatori storici, assicurando l’assegnazione di diritti a uno di questi (RTI/Mediaset Premium) e precludendo l’ingresso di nuovi operatori sia nell’immediato (Eurosport in relazione al pacchetto D), sia in futuro (l’alterazione della gara è tale da incidere negativamente sulla credibilità delle future gare e, quindi, sulle aspettative di ingresso di nuovi player, scoraggiando qualsiasi concorrenza sul merito).
L’intesa accertata dall’Antitrust, sovvertendo l’esito della gara rispetto alla procedura competitiva stabilita dal “Decreto Melandri”, ha influito di conseguenza sulla ripartizione di risorse strategiche per il mercato della pay tv e per quello della raccolta pubblicitaria. L’Autorità ha ritenuto perciò l’intesa “restrittiva per oggetto”, giudicandola particolarmente grave ai sensi della consolidata giurisprudenza nazionale e comunitaria. Nello stesso provvedimento dell’Antitrust, infine, “si condivide l’esigenza rappresentata dall’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni circa un rafforzamento dell’efficacia delle Linee Guida previste dal d. lgs. n.9/2008, che andrebbe altresì estesa a una più ampia riforma del quadro normativo, al fine di incentivare ulteriormente le dinamiche competitive dello specifico settore interessato”.
Sky : l’amministratore delegato della filiale italiana Andrea Zappia ripone piena fiducia nell’Antitrust e ricorda che quello con Mediaset fu «un accordo legittimo, anche se assai più penalizzante per il nostro business rispetto al risultato emerso all’apertura delle buste»
Non c’è il quorum per il quesito con cui si chiedeva l’abrogazione parziale di norme relative alla durata delle trivellazioni in mare entro le 12 miglia: l’affluenza si è attestata al 32,15% dei votanti. Il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto affinché la consultazione fosse valida non è stato dunque raggiunto.
I sì sono stati l’86,22%, pari a 12,9 milioni di voti, i no il 13,78%, pari a circa 2,1 milioni di preferenze (quando sono pervenuti i risultati di 61.415 sezioni su 61.562).
Ma non ci sono solo le trivellazioni in mare ma cì sono le trivellazioni in terraferma…… vediamo alcune situazioni
REGIONE VENETO – I Cinque Stelle sollevano il caso: «Zaia lotta per il mare ma lascia fare in collina».
La Regione Venetodice no alle trivelle in mare. Ma dice sì a quelle sulla terraferma. Un sì «obbligato», spiegano da Palazzo Balbi, «prettamente tecnico». Ma pur sempre un sì, attacca il Movimento Cinque Stelle, che stride parecchio con la battaglia che vede il presidente Luca Zaia (e con lui l’intero consiglio regionale) in prima linea contro Matteo Renzi e il Governo
REGIONE LOMBARDIA –
Trivelle in Pianura Padana? Le verità dietro lo sfruttamento dei giacimenti
Regione Lombardia – E infatti in questi giorni, tutta entusiasta La ditta Sound Oil con sede a Londra ha annunciato di aver avuto l’approvazione di trivellare in Lombardia da parte del governo regionale e che adesso ci si aspetta di avre il permesso finale dal Ministero dello Sviluppo Economico di Roma. Il pozzo è esporativo e si chiamerà Moirago 1dir.
Fonte e articolo completo su: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/27/gas-la-lombardia-dice-si-alle-trivelle-ma-la-resa-basterebbe-per-20-giorni/1542252/
18 marzo 2015 – Trivellazioni a Zibido, dalla Regione Lombardia via libera al pozzo – Dopo la protesta arriva la doccia fredda: la Regione dà l’ok alla realizzazione del pozzo.
A Zibido San Giacomo, nel cuore del Parco Agricolo Sud Milano, un grave pericolo incombe. Sono previsti infatti lavori di trivellazione alla ricerca di idrocarburi che metterebbero a rischio sia le falde acquifere sia la qualità dell’aria. Importanti potrebbero essere, inoltre, i rischi sismici!
11 dicembre 2015 – ZIBIDO SAN GIACOMO. «Trivellazioni inutili, contro le quali siamo pronti a ricorrere al Tar». Legambiente promette battaglia, a partire dal ricorso ai giudici amministrativi, pur di fermare il progetto Moirago 1 che nel 2016 che darà inizio agli scavi nella frazione di Zibido alla ricerca di giacimenti di gas. Il pozzo è esplorativo e si chiamerà Moirago 1dir.
La Lombardia è più o meno in linea con il dato di affluenza nazionale: ha votato il 30,46% dei lombardi con diritto di voto. La provincia lombarda che si è recata di più alle urne è stata Mantova (33,55%), mentre Milano segna un’affluenza del 31,5%.
Nel comune di Milano ha votato il 29,88%. Soltanto due i comuni della provincia sopra il 40% di affluenza: Bussero (42,64%) e Tribiano (40,12%). Morimondo ha segnato l’affluenza più bassa in provincia (23,88%).
Più di 400 migranti, per la maggior parte somali, sono annegati nel Mar Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere le coste meridionali dell’Europa, probabilmente quelle italiane. Lo riferisce Bbc Arabic, citando fonti egiziane secondo cui i migranti “erano a bordo di quattro imbarcazioni sfasciate”. Il corrispondente della Bbc in Kenya ha fatto sapere di aver parlato con i parenti di tre giovani somali della stessa famiglia che sarebbero tra i morti, mentre l’ambasciatore somalo in Egitto ha confermato l’incidente. Secondo i media somali, solo una trentina di persone sono state tratte in salvo.
Video caricato su Youtube – 8 min fa da Meridiana Notizie
Oltre 400 migranti, la maggior parte dei quali somali, sarebbero morti nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere l’Italia dall’Egitto.
https://youtu.be/HD2uzx85tVw%5B/embed]”Un’inter ancora più forte” nei pensieri del presidente Thohir, intervistato quest’oggi (17/04/2016)in esclusiva da Inter Channel
Thohir: “Non so perché i giornali scrivano che la squadra è sull’orlo della bancarotta, che litigo con Mancini e che non ho buoni rapporti con Moratti. Non ne ho idea. I media devono dire la verità, devono…”
“Prima di tutto voglio ringraziare i tifosi. E’ stato incredibile avere quasi sessanta mila persone allo stadio. Ho apprezzato davvero, è importante rimanere vicini alla squadra in questo momento. E’ stata una delle migliori prestazioni”.
Un commento anche sulle notizie apparse sui giornali nelle ultime settimane: “Benvenuti in Italia! I giornali scrivono sempre cose diverse. Io sono qui da due anni e cerco di ricostruire la squadra, Moratti mi aiuta, mi dà consigli. Stiamo seguendo la giusta direzione. Le nostre entrate crescono, le nostre prestazioni migliorano, abbiamo una buona squadra, un grande allenatore. Abbiamo costruito un forte management. I risultati si vedono, se guardiamo quanti punti avevamo raccolto negli ultimi due-tre anni, abbiamo fatto meglio quest’anno. Stiamo crescendo non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello commerciale.
“Io sono il presidente, mi impegno nei confronti dei tifosi, nei confronti di Moratti. Voglio che l’Inter torni a essere grande. È un processo, per questo diciamo che è un piano quinquennale. Abbiamo raggiunto gli obiettivi preposti, l’affluenza allo stadio sta crescendo. Ci stiamo espandendo in Cina, in Indonesia, in Arabia Saudita, in Brasile, in Argentina. Siamo sulla strada giusta. Da presidente, voglio essere sicuro che l’Inter cresca e torni a essere tra i top team. Non c’è l’intenzione di cedere le quote di maggioranza. Sono stato al DC United, ci sono stati alti e bassi in questi anni, ma sono ancora lì a supportare la squadra. Non so perché i giornali scrivano così, non so perché dicano che la squadra è sull’orlo della bancarotta, che litigo con Mancini e che non ho buoni rapporti con Moratti. Non ne ho idea. I media devono dire la verità, devono controllare i bilanci. Io sono proprietario di una compagnia di media, ma rispetto i nostrilettori e chi prende le decisioni”.
Sul futuro, nessuna incertezza: “Io rimango, avrò la maggioranza. Ho bisogno di supporto. Se avremo la possibilità di avere un partner strategico che possa rendere l’Inter più forte, perché no? Nelle altre parti del mondo succede lo stesso. Dobbiamo essere aperti verso il mondo, perché siamo una delle migliori 20 squadre. Tutti i club crescono, anche noi dobbiamo farlo. Volevamo avere uno stadio tutto nostro, adesso anche il Milan vuole lavorare con noi. Non c’è niente di strano, in tutto il mondo succede, nell’NBA, Lakers e Clippers condividono la stessa arena. Ciò che conta di più per noi è migliorare e crescere e rendere l’Inter sempre più forte in ogni ambito, sportivo e commerciale”.
Sabato prossimo l’Inter ospiterà l’Udinese e il presidente sarà presente: “Ad aprile sono venuto qui diverse volte. È bello incontrare la dirigenza, i tifosi, tornare in questo splendido ufficio. Stiamo effettuando dei lavori alla Pinetina, li ho seguiti. Fa parte del mio lavoro. Tornerò, è un mio obbligo. Sarò qui per la partita contro l’Udinese, andrò a Parigi per altri impegni personali. I giornali scriveranno che sarò a incontrare il Paris Saint-Germain, ma non è così. Ogni volta che vado a Parigi lo scrivono! Nasser Al Khelaifi è un amico, ci supportiamo a vicenda. Non sarò a Parigi per il calcio, ho anche altre cose da fare. Tornerò a Milano per supportare la squadra, per stare vicino alla società quando ci sarà bisogno. Tornerò qui a maggio, non stupitevi di rivedermi qui. È bello stare vicino alla squadra”.
PARIGI – Sette partecipanti a due importanti corse ciclistiche professionistiche italiane con un motorino elettrico nascosto nella bici. È successo lo scorso marzo alla Strade Bianche di Siena e alla Coppi & Bartali di Riccione. Controlli dell’Unione Ciclistica Internazionale? No, immagini di telecamere termiche camuffate da attrezzature di ripresa del canale pubblico France Télévisions che racconta la vicenda oggi pomeriggio nel settimanale sportivo Stade 2. In cinque casi i motorini erano nel movimento centrale e spingevano sui pedali. In due nel pacco pignoni, per fornire trazione posteriore alla bici. La telecamera termica mostra sensibilissime variazioni di temperatura: gli esperti interpellati la spiegano solo col calore generato da un motore.
Di doping a motore si parla dal 2010 quando Fabian Cancellara vinse in sequenza Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix con azioni atletiche impressionanti. Contro di lui nessuna prova.
Se l’Uci usasse la telecamera termica potrebbe scoprirli. E invece? E invece i federali (che rifiutano la nostra richiesta di esaminare la loro attrezzatura) si muovono al villaggio di partenza delle corse con tablet per verificare la presenza di motori spenti. Si chiamano teslametri. Li abbiamo testati: sono poco affidabili per la natura sfuggente del campo magnetico.
Il reportage di France Télé-visions si chiude con immagini inedite. Sono state girate a Verbania, al traguardo della 18ª tappa del Giro d’Italia 2015 quando Alberto Contador vinse la corsa rosa guadagnando terreno su Fabio Aru.
Articoli completi su : http://www.corriere.it/sport/16_aprile_17/scandalo-bici-col-motorino-tutte-prove-chi-usa-trucco-080a285a-045c-11e6-9af5-d262a7a5f049.shtml
2010 –SCANDALO DOPING MECCANICO: la bici da corsa che va senza pedalare
2010 –In questo video, tratto da Rai Sport, Davide Cassani rivela lo scoop del doping meccanico, mostrandoci la prova: si tratta di una bicicletta truccata. Apparentemente è una normale bici da corsa da professionista, ma in realtà nasconde un motore elettrico, alimentato a batteria, che attraverso un ingranaggio interno trasferisce potenza al posteriore, come in una moto! Pare che questa bici “dopata” sia stata già usata da qualche atleta anche tra i professionisti, in Francia e forse anche in Italia!
– La difesa di Femke van den Driessche, diciannovenne belga pizzicata sabato ai Mondiali di ciclocross a Zolder, in Belgio, durante una gara riservata alle under 23. “Mi è finita in mano a causa di un malinteso di un meccanico”
CASALE MONFERRATO (ALESSANDRIA), 13 aprile 2015 – Oltre 19 milioni 750mila euro, quota 2016 dei 64 milioni assegnati dal governo Renzi, sono arrivati nelle casse del Comune di Casale Monferrato per la bonifica dell’amianto. E’ stata infatti accolta dal ministero dell’Ambiente la richiesta del sindaco della città simbolo della lotta all’amianto, Titti Palazzetti, di poter riceverli direttamente evitando ritardi e complicazioni legati alle normative sugli equilibri di bilancio.
Intanto gli interventi procedono: a fronte dei 900 quintali di polverino smaltiti nel 2013 si è passati a più di 11mila smaltiti nel 2015 e si pensa di terminare la bonifica del materiale censito nella prima metà del 2017. A settembre sarà aperto un nuovo bando.
I danni causati dall’ amianto lavorato all’ Eternit non si sono limitati ad interessare la popolazione esposta professionalmente, ma riguardano anche l’ ambiente con i suoi abitanti.
Filmato dell’istituto Luce sulla lavorazione dell’Amianto nella Eternit
Infatti negli anni ’70 si comincia a registrare nel reparto di Medicina dell’ Ospedale di Casale Monferrato, un significativo incremento dei morti per mesotelioma anche in soggetti con anamnesi lavorativa negativa nei confronti di una esposizione professionale ad amianto.
Questa mattina è mancato Gianroberto Casaleggio, il cofondatore del MoVimento 5 Stelle. Ci stringiamo tutti attorno alla famiglia. Gianroberto ha lottato fino all’ultimo.
“Sono un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive”. Gianroberto Casaleggio (dalla lettera al Corriere della Sera del 30 maggio 2012)
Era ricoverato a Milano. Nell’aprile del 2014 era stato operato di urgenza per un edema al cervello al Policlinico di Milano. Aveva 61 anni. E’ morto alle 7 di questa mattina in una camera di degenza dell’istituto Scientifico Auxologico di Milano, in via Mosé Bianchi, dove era ricoverato da almeno due settimane con un nome diverso da quello reale per tutelare la privacy. La salma è stata composta nella camera ardente dello stesso Istituto. Nell’aprile del 2014 Casaleggio era stato operato di urgenza per un edema al cervello al Policlinico di Milano.
Commento: Le mie condoglianze a famiglia,amici e colleghi del #M5S
Il 10 aprile del 1991, 25 anni fa, nella rada del porto toscano il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo entravano in contatto. Dopo lo scontro il rogo: le vittime furono 140, tra passeggeri ed equipaggio del traghetto, tranne il giovane mozzo napoletano Alessio Bertrand.
Registrazioni delle comunicazioni radio avvenute sul canale 16 VHF la notte del 10 Aprile 1991. Dopo una collisione con la petroliera Agip Abruzzo 140 persone muoiono senza ricevere alcun soccorso.
Alle ore 22:03 del 10 aprile1991, il traghetto Moby Prince, in servizio di linea traLivorno e Olbia, mollò gli ormeggi per la traversata. A bordo era presente l’intero equipaggio, formato da 65 persone agli ordini del Comandante CSLC Ugo Chessa e 75 passeggeri. Il traghetto, durante la percorrenza del cono di uscita del porto, colpì con la prua la petroliera Agip Abruzzo, penetrando all’interno della cisterna numero 7, contenente circa 2700 tonnellate di petrolio Iranian Light. Alle ore 22:25, il marconista di bordo lanciò il Mayday dal VHF portatile, e non dalla postazione radio, dato che, come stabilito anche dal punto in cui fu ritrovato il cadavere, al momento dell’impatto non si trovava in sala radio.
Nel video vediamo l’interno devastato del traghetto MOBY PRINCE a seguito dell’incendio scatenatosi a bordo a seguito della collisione con la nave cisterna AGIP ABRUZZO
Parte del petrolio che fuoriuscì dalla cisterna n. 7 della petroliera Agip Abruzzo si riversò in mare, parte invece investì in pieno la prua del traghetto. A causa delle scintille prodotte dallo sfregamento delle lamiere delle due navi al momento dell’impatto, il petrolio prese rapidamente fuoco, incendiando il traghetto.
Errore umano: Un aspetto più volte indicato come possibile causa dello scontro, fu quello dell’errore umano da parte dell’equipaggio di Moby: tutte le commissioni di inchiesta e tutti processi, fino all’ultima archiviazione disposta dalla Procura di Livorno nel 2010, censurano il comportamento della plancia del Traghetto, comandata da Ugo Chessa, defunto anch’egli nella tragedia. Tra le accuse rivolte all’equipaggio del Moby Prince si elencano: il mal funzionamento di alcuni apparati di sicurezza a bordo della nave; l’aver fatto scendere prima del dovuto il pilota del porto Federico Sgherri; la mancata dovuta attenzione nelle procedure di uscita dal porto; la velocità troppo elevata in fase di uscita; l’aver lasciato aperto il portello del traghetto in fase di navigazione.
Tra le cause della disattenzione è stato indicato più volte erroneamente, anche dagli organi di stampa dell’epoca, il fatto che l’equipaggio potesse essere distratto dalla gara di ritorno della semifinale di Coppa delle Coppe tra la Juventus e il Barcellona. Questa ipotesi è stata però decisamente respinta dalla testimonianza del superstite Bertrand, il quale, durante vari interrogatori, ha più volte dichiarato di aver personalmente portato alcuni panini in plancia comandi e che il personale di guardia si trovasse al proprio posto nella gestione del traghetto.
2. L’impianto antincendio spento – È stato appurato in sede giudiziaria che il traghetto Moby Prince navigava con gli impianti sprinkler non in funzione e con gli altri in attivazione manuale.
È dato acquisito dagli accertamenti tecnici (v. in particolare la perizia dibattimentale) che l’intero impianto sprinkler non è mai entrato in funzione durante l’incendio.
La presenza della nebbia – Tra le cause ufficiali del disastro è attribuito un ruolo significativo alla nebbia che quella sera secondo alcuni gravava sulla zona. I magistrati si sono espressi in favore del cosiddetto fenomeno della nebbia da avvezione, che può provocare la formazione repentina di un banco. Il banco di nebbia sarebbe calato all’improvviso sul tratto di mare circostante all’Agip Abruzzo, impedendo al Moby Prince di individuare correttamente la petroliera.
Mai chiarito infine il punto cruciale, che dovrebbe determinare se fu il traghetto passeggeri, sbagliando rotta o a causa di una distrazione, che andò a colpire la petroliera, o se viceversa la petroliera si trovasse all’interno del cono. Da sottolineare che, nella sentenza di primo grado del 31/10/1998, la posizione attribuita alla petroliera è 43°29′.8 NORD e 10°15′.3 EST. Questa posizione è stata ricavata dalle comunicazioni radio registrate dal canale 16 VHF ed è stata trasmessa direttamente dal comandante dell’Agip Abruzzo Renato Superina nei minuti successivi alla collisione. Andando a riportare la posizione sulla carta nautica, è facile notare come il punto riportato rientri senza alcun dubbio all’interno del triangolo di divieto di ancoraggio e pesca nel quale era proibito alle imbarcazioni di restare alla fonda o di pescare proprio perché utilizzato dalle altre imbarcazioni per l’uscita dal porto
Il processo di I grado –Il processo, pieno di momenti di tensione, si conclude due anni dopo: la sentenza viene pronunciata nella notte tra il 31 ottobre e il 1º novembre 1997. In un’aula piena di polizia e carabinieri, chiamati dal tribunale per la tutela dell’ordine pubblico, il presidente Germano Lamberti lesse il dispositivo della sentenza con cui furono assolti tutti gli imputati perché «il fatto non sussiste».
Il processo di II grado (Firenze) – Il 5 febbraio 1999 la III Sezione della Corte d’Appello di Firenze dichiara di “non doversi procedere nei confronti del Rolla in ordine ai reati ascrittigli perché estinti per intervenuta prescrizione”. I giudici di Firenze aggiungono tuttavia in sentenza “(…) non si può non rilevare, che l’inchiesta sommaria della Capitaneria, che per alcuni versi è la più importante perché interviene nell’immediatezza del fatto ed è in qualche modo in grado di indirizzare i successivi accertamenti e di influire sulle stesse indagini penali, può essere condotta da alcuni dei possibili responsabili del disastro”.
Verso un terzo processo – Nel 2006 la Procura diLivorno, su richiesta dei figli del comandante Chessa, decise di riaprire un filone d’inchiesta sul disastro del traghetto.
Nel 2009, l’associazione dei familiari delle vittime presieduta dai Chessa, in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiede a questi di farsi portavoce presso il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, della richiesta di rendere pubblici i tracciati radar, le immagini satellitari, o altro materiale in possesso delle autorità americane della rada del porto di Livorno durante le ore del disastro del Moby Prince.
5 maggio 2010 è stata presentata dalla Procura della Repubblica di Livorno e accolta dal GIP di Livorno la richiesta di archiviazione .
Dal 5 maggio 2013 ha preso avvio una campagna permanente per sostenere la lotta civile dei familiari delle vittime del Moby Prince per ottenere verità e giustizia. La campagna, chiamata #IoSono141è sostenuta dalle associazioni familiari delle vittime del Moby Prince e mira soprattutto a creare una forte spinta popolare di sostegno alla creazione di unaCommissione parlamentare d’inchiesta sul Moby Prince.
Il 9 aprile 2015, proprio alla vigilia del 24º anniversario della tragedia, col via libera all’unanimità in commissione Lavori Pubblici del Senato viene mosso il primo decisivo passo all’istituzione della Commissione d’inchiesta.
Finalmente viene fissata al 22 luglio la votazione del testo: il Senato si esprime all’unanimità sull’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Moby Prince e Luchino Chessa, figlio del Comandante perito sul traghetto, dice al riguardo:
« È un giorno storico per noi familiari delle vittime del Moby Prince, ma anche per tutti i cittadini italiani che vogliono giustizia e verità. Un importante segno di democrazia visto che tutti i senatori, sia del governo che dell’opposizione, hanno votato a favore. »
Il 31 marzo 2016 la Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince ha ascoltato il dottor Enrico Fedrighini, giornalista e autore del volume “Moby Prince: un caso ancora aperto”.
La Commissione d’inchiesta avrà due anni di tempo per svolgere il lavoro per cui è stata costituita e tra gli aspetti su cui dovrà indagare rientrano i tempi di sopravvivenza a bordo del traghetto, la dinamica della collisione con l’Agip Abruzzo, i problemi di sicurezza a bordo ed il ritardo nei soccorsi.
l’Inter non c’entra: coinvolto il fratello di Thohir
Negli ultimi giorni su diverse testate giornalistiche sono apparsi articoli che hanno accostato il club nerazzurro alla vicenda. Il Corriere della Sera è stato il primo giornale italiano a scriverne, indicando nel titolo dell’articolo la presenza dell’Inter.
La notizia era stata poi ripresa dal quotidiano irlandese The Irish Times, che in un approfondimento sui legami tra i Panama Papers e il mondo del calcio, pubblicato domenica 3 aprile, aveva dato conto del coinvolgimento nei documenti di attuali o ex proprietari di almeno 20 grandi club calcistici , tra cui l’Inter e il Boca Juniors.
Secondo quanto riportato dall’edizione online de L’Espresso, che conduce in esclusiva per l’Italia l’inchiesta insieme all’ICIJ, ma anche dalla stampa indonesiana, in realtà il nome presente nelle carte dello studio panamense Mossack Fonseca è quello di Garibaldi Thohir, fratello maggiore di Erick e numero uno del gruppo industriale costruito dal vecchio Teddy Thohir.
Garibaldi Thohir ha 50 anni ed è uno degli uomini più ricchi dell’Indonesia. L’anno scorso è risultato il quarantaduesimo paperone dell’arcipelago, con un patrimonio netto stimato da Forbes in 605 milioni di dollari.
Il terremoto dell’Aquila del 2009, la serie di eventi sismici, sono iniziati nel dicembre 2008 e non ancora terminati, con epicentri nell’intera area della città, della conca aquilana e di parte della provincia dell’Aquila. La scossa principale, verificatasi il 6 aprile 2009 alle ore 3.32, ha avuto una magnitudo momento (Mw) pari a 6,3 (5,8 o 5,9 scala Richter), con epicentro in località Colle Miruci, a Roio, nella zona compresa tra le frazioni di Roio Colle, Genzano e Collefracido, interessando in misura variabile buona parte dell’Italia Centrale. Ad evento concluso il bilancio definitivo è di 309 vittime, oltre 1.600 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati.
Oggi ha distanza di 7 anni leggiamo queste notizie:Crolla un altro balcone nella new Town.
La prima new town all’Aquila venne annunciata da Berlusconi in collegamento telefonico con Porta a Porta. Era la sera del 6 aprile 2009, l’Italia era sotto choc per le immagini del terremoto, la città piangeva le vittime, molte persone erano ancora sotto le macerie. E alcuni imprenditori ridevano. Poi le new town sono diventate 19: costruite in tempi record con operai al lavoro giorno e notte,costate circa un miliardo di euro. Oggi questi quartieri dormitorio privi di ogni servizio, anche in montagna e lontani dall’Aquila, cadono a pezzi, tranne rare eccezioni.
I responsabili che tanto parlavano in Tv dove sono?
03 aprile 2016 – Sisma L’Aquila: crolla un altro balcone nella new Town. Complesso già sgomberato e sequestrato dopo avvio inchiesta 2014.
Un altro balcone è crollato “per cedimento strutturale” in un appartamento del progetto C.a.s.e, di Cese di Preturo (L’Aquila),complesso già sgomberato e sequestrato in seguito all’inchiesta della Procura aquilana scattata dopo episodio analogo accaduto nel settembre 2014 in un alloggio vicino.
La sorveglianza speciale per tre anni. Una confisca di beni che sfiora i 500mila euro. E, soprattutto, l’obbligo a cercarsi un lavoro. Serio. Non solo perché «la professione ultrà» non lo è. Ma per spezzare la catena di una vita spesa in tifo violento, bagarinaggio e traffico di droga. La vita di un personaggio considerato «pericoloso socialmente».
Arrestato per l’ultima volta nel novembre del 2014 per una maxi inchiesta di droga, Puntorno era finito ai domiciliari. In questi giorni i carabinieri piemontesi e siciliani gli hanno notificato un decreto della misura di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e della confisca di due case e di una moto, come richiesto dalla procura di Torino.
Secondo il giudice estensore dell’atto, Pietro Capello, non è possibile che un capo ultrà che ha dichiarato di guadagnare 2600 euro lordi all’anno tra il 2004 e il 2013 – «redditi lordi molto modesti e decisamente sproporzionati rispetto al tenore di vita» – abbia acquistato questi beni attraverso vie legali.
Un affiliato “rivela” il presunto piano per escludere il Pirata dal Giro d’Italia 1999: sul tavolo un giro di scommesse clandestine
Il 5 giugno 1999 Marco Pantani viene raggiunto dai carabinieri presso l’hotel Touring di Madonna di Campiglio: è stato trovato con un valore di ematocrito oltre la soglia consentita (51,9 invece che 50) ed è stato escluso dal Giro d’Italia.A due tappe dalla fine il Pirata era il vincitore annunciato, maglia rosa in cassaforte con 5’38″ di vantaggio su Paolo Savoldelli, ma lo fermarono: «Questa volta non mi rialzo» dice sconsolato il Pirata che avrà disgraziatamente ragione morendo il 14 febbraio 2004, da solo, in una stanza d’albergo del residence Le Rose di Rimini. Per anni si è discusso di quel controllo, di quel prelievo del sangue che compromise la carriera e devastò la vita di uno dei più grandi ciclisti italiani di tutti i tempi: possibili alterazioni, regie oscure, l’ombra della criminalità organizzata. Oggi la Gazzetta dello Sport con Francesco Ciniti riapre la questione riferendo di un’intercettazione choc che potrebbe riscrivere la storia.
Una vera e propria confessione involontaria da parte di un affiliato alla camorra: la criminalità organizzata avrebbe pianificato e portato a termine l’esclusione del Pirata dalla corsa rosa. Il motivo? Economico, in primis: c’era sul tavolo un vortice di scommesse clandestine miliardarie con il romagnolo vincente. Insomma, per evitare un buco finanziario il clan che gestiva il banco delle puntate sul Giro 1999 decise che Pantani non doveva arrivare a Milano. […] Questo è almeno quello che sostiene il camorrista tenuto in Campania sotto osservazione per altri indagini, che non c’entrano nulla con il ciclismo.
La lunga battaglia per il suffragio universale. Il primo voto alle amministrative poi il referendum Repubblica/Monarchia
Il voto alle donne, o suffragio femminile, è una conquista piuttosto recente nella lotta alla parità dei sessi. Si tratta, infatti, del risultato di un profondo movimento di riforma politico, economico e sociale che trova le proprie basi nella Francia del XVIII secolo. Al suffragio femminile, tuttavia, non si arriva nello stesso periodo in tutti i paesi del mondo anzi, spesso, si registrano decenni di differenza.
Fu la nascita del movimento delle Suffragette, nel 1872 nel Regno Unito, a dare il giusto impulso ad una lotta di tipo nazionale che, in pochi decenni, superò i confini nazionali per approdare anche negli paesi nel mondo. In Inghilterra le rivendicazioni delle Suffragette arrivarono a un esito positivo solo con la legge del 2 luglio 1928, con la quale il suffragio fu esteso a tutte le donne inglesi.
Tuttavia non bisogna pensare che fu l’Inghilterra fu il primo paese al mondo in cui il voto fu esteso anche alle donne. Prima nel mondo, infatti, fu la Nuova Zelanda in cui il suffragio femminile fu ottenuto nel 1893.
SUFFRAGETTE – dall’inglese suffragette, da suffrage, suffragio. Nei primi decenni del sec. XX, nome, insieme ironico e dispregiativo, dato alle donne che, unite in gruppi e associazioni, reclamavano il diritto di voto, allora esclusivamente riservato agli uomini.
Italia – Elezioni amministrative: il voto delle donne 1946
Per quanto riguarda l’Italia il percorso che portò all’estensione del voto alle donne cominciò solo all’indomani dell’unificazione, avvenuta nel 1861. E se i primi movimenti di emancipazione si collocano nei primi anni del 1900 è solo all’indomani del secondo conflitto mondiale che, con il decreto legislativo del 10 marzo 1946 il consiglio dei ministri estese il voto anche alle donne che avessero compiuto la maggiore età (all’epoca 21 anni).
In Italia le donne votarono per la prima volta nel corso delle elezioni amministrative del marzo e aprile 1946 e, successivamente, per il celebre referendum monarchia/repubblica (2 giugno 1946).
2005 – Live in Roma – Fiorella Mannoia, quello che le donne non dicono
La Giornata internazionale della donna (comunemente definita Festa della donna) ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto e sono ancora, in tutte le parti del mondo. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922.
1989 – al Festivalbar con la canzone “Donna” di Enzo Gragnaniello. Alla fine dell’esibizione viene premiata con il disco d’oro da Lucio Salvini,
“Non è vero che l’8 marzo è una festa stanca, ha ancora senso celebrarlo, abbiamo ancora molta strada da fare e il nostro lavoro non è ancora terminato”. E’ quanto sottolinea la presidente della Camera Laura Boldrini introducendo nella Sala della Regina di Montecitorio il Recital di Daria Colombo e Roberto Vecchioni ‘La forza delle donne’, in anteprima alla Camera dei in occasione della Giornata Internazionale della Donna. “Dobbiamo fare un lavoro di squadra per dare alle nostre figlie la consapevolezza che i diritti vanno alimentati sempre”, prosegue Boldrini ricordando di non essere una “fan delle quote rosa ma penso che sia una forzatura peggiore non avere donne nelle istituzioni di rappresentanza”. Un percorso che si sviluppa anche sul linguaggio. “Non è una mia fissazione. Noi diciamo operaia, contadina ma se una donna è ai vertici deve diventare uomo, abbiamo difficoltà a dire ministra o avvocata. C’è una barriera culturale”, spiega Boldrini ricordando come domani la bandiera a Montecitorio sarà a mezz’asta “in segno di lutto” per le vittime del femminicidio
Una donna indianalavora inuna fabbrica di mattoni, alla periferia diJammu, capitaleinvernaledel Kashmir. Giornatainternazionale della donnasi osservaa livello globaleil08 marzo,al fine di evidenziarelelotte delle donnein tutto il mondoe promuoverei diritti delle donne.
Una donnamigrantesi appoggiasul cancellodi confinealla stazionenordconfine grecodiIdomeni, Martedì 8 marzo2016.Fino a14.000persone sono bloccatealla periferiadel villaggio diIdomeni, con più di36.000in totalein tutta la Grecia
Donne attivistefilippiniconnastro adesivoche copre la boccaa leggere‘abusi sessuali’ prendeparte alla Giornata internazionaleper l’eliminazione dellaviolenza contro le donnea Manila, Filippine, il 25 novembre 2015.
02 marzo 2016 – ROVIGNO. Il centro storico della città di Santa Eufemia, caratterizzato dalla spiccata architettura veneziana, sicuramente non tiene il passo con gli insediamenti turistici in fatto di manutenzione e miglioramento dell’aspetto. Ormai infatti tutti gli alberghi di Rovigno sono stati elevati al rango di 4 o 5 stelle, con poderosi investimenti effettuati negli ultimi anni.
La centralissima piazza Maresciallo Tito invece resta a tutt’oggi ricoperta dal grigio asfalto di epoca socialista, con numerosi tombini disseminati quà e là senza alcun criterio.
La piazza è dominata dalla Torre dell’orologio, risalente al diciannovesimo secolo, che sulla facciata porta il leone di San Marco, simbolo della Serenissima. «Prima al suolo c’erano dei lastroni in pietra che facevano la loro bella figura – commenta una passante rovignese – poi negli anni Cinquanta dello scorso secolo, a qualcuno venne la brillante idea di coprirle con il bitume».
A questa persistente bruttura però si prospetta ora un rimedio: entro il primo semestre di quest’anno verrà infatti bandito il concorso per la stesura del progetto di ripavimentazione o ristrutturazione non solo di questa piazza, ma anche di quelle più piccole ad essa collegate.
Le auto parcheggiate sulle rive di Abbazia salvate dai vigili del fuoco prima di finire in mare (foto da novilist.hr)
Domenica 06 marzo 2016 – Il mare più che agitato da un fortissimo venti di scirocco e la pressione dell’aria bassa hanno causato sabato sera grossi disagi, soprattutto lungo la costa della Regione litoraneo-montana, dove l’acqua del mare ha invaso strade e porti. I punti più critici sono stati i lidi Volosca, Abbazia e Laurana, con forti inondazioni che hanno comportato danni ingenti alle costruzioni e agli immobili situati in prossimità del mare. Insegne pericolanti, tegole, cartelli, lamiere, panchine divelte, gommoni affondati …. La furia del vento e del mare ha lasciato tracce dappertutto
La violenta sciroccata abbattutasi la notte scorsa sulle coste dell’Istria e del Quarnero ha provocato danni e non pochi disagi sia sul versante occidentale che su quello orientale della penisola. Nell’ Abbaziano una violenta mareggiata ha fatto finire in mare un’automobile che era parcheggiata in Lido. I Vigili del fuoco ne hanno tratte in salvo al…tre quattro che rischiavano di essere portate via dalle onde sempre più impetuose. Ingenti i danni. Stessa situazione anche a Volosca e a Laurana, dove le fortissime onde hanno portato via una macchina parcheggiata sul molo. Il fortissimo vento (che a momenti raggiungeva punte di 72 chilometri orari), ha provocato grossi disagi anche a Pola, a Umago a Orsera e in diverse località dell’Istria interna (Montona, Visignano, Gimino, Gallignana, Sanvincenti)
Umago – Per fortuna che la mareggiata è arrivata con lo scirocco e non con il libeccio, altrimenti stando ai pescatori più anziani sarebbero state disastrose. Sabata. Sabato dopo le ore 20,30, la costa è stata sommersa dall’acqua alta, con livelli da inondare la banchina del porto di Salvore, la strada Salvore-Umago all’altezza di Zambrattia, e le altre zone più in basso, come parte del porto di Umago.
Un fenomeno, quello dell’acqua alta accompagnata dallo scirocco e da un moto ondoso molto forte, che ha causato danni e disagi, ma non come quelli che avrebbero potuto succedere col libeccio.
Le mareggiate di sud-ovest infatti, con il libeccio che qui viene chiamato “garbin” sono le più pericolose perché le onde con l’acqua alta non le ferma nessuno. Sono capaci di superare la diga foranea di Umago e addirittura quella del cementificio. A porto Salvore sono finite in mare le reti che si trovano suò molo, a Poioli le onde hanno superato la strada asfaltata portando la ghiaia a decine di metri dal bagnasciuga. Onde si dunque, ma senza grossi danni. Ora c’è da pulire, ma non tanto riparare, con la consapevolezza che la mareggiata è arrivata fuori stagione e che con il libeccio sarebbe stato molto peggio.
La sciroccata di sabato sera ha provocato danni anche nell’ Orserese e nel Cittanovese. La strada di Antenal, sommersa dall’acqua, per alcune ore è stata chiusa al traffico. Il forte vento si è fatto sentire pure nel Polese, dove le raffiche in alcuni momenti hanno superato gli 80 kilometri all’ora.
28 gennaio 1986 – 28 gennaio 2016 ricorreva il 30 anniversario del disastro del Challenger
Il 28 gennaio 1986 lo Space Shuttle Challenger esplose subito dopo il decollo dalla base di Cape Canaveral. Morirono tutti i sette astronauti a bordo. Tutto il mondo seguì in diretta con angoscia le immagini della tragedia. La causa fu il malfunzionamento a uno dei motori che fece disintegrare la navetta spaziale. Fu il più grave disastro in un programma spaziale Nasa fino ad allora per la Nasa, nell’incidente morirono: Dick Scobee, Michael J. Smith, Judith Resnik, Ellison Onizuka, Ronald McNair e Greg Jarvis. Assieme a loro c’era anche Christa McAuliffe, la prima insegnante a partecipare a un programma spaziale per il progetto “Teacher in space“. Dopo l’incidente, le parole del presidente Reagan commossero il mondo. La Nasa li ricorda oggi, dopo 30 anni, assieme agli altri astronauti deceduti nelle missioni spaziali dagli anni ’60
Equipaggio:
Equipaggio del STS-51-L.: Prima fila da sinistra a destra: Michael John Smith, Dick Scobee e Ronald McNair. Seconda fila da sinistra a destra: Ellison Onizuka, Christa McAuliffe, Gregory Jarvis e Judith Resnik
Comandante (CMD): Dick Scobee – pilotò la missione STS-41-C del Challenger durante la quale venne messo in orbita un satellite e ne venne riparato un altro.
Pilota (PLT): Michael J. Smith (primo volo) – veterano della guerra del Vietnam, ricevette numerose decorazioni per il combattimento tra cui la Distinguished Flying Cross.
Specialista di missione 1: Judith Resnik – fu una specialista di missione nella missione inaugurale STS-41-D del Discovery.
Specialista di missione 2: Ellison Onizuka – ingegnere di volo dell’aeronautica militare, volò nella missione STS-51-C con il Discovery, la prima missione dello Space Shuttle per il Dipartimento della Difesa.
Specialista di missione 3: Dr. Ronald McNair – fisico dello Hughes Research Laboratories, volò anche nella missione STS-41-B.
Specialista del carico 1: Greg Jarvis – capitano della Air Force e membro dello staff della Hughes Aircraft.
Specialista del carico 2: Christa McAuliffe – selezionata per essere laprima insegnante in un programma spaziale, nell’ambito del progetto Teacher in Space.
Targa in memoria degli equipaggi del Challenger e del Columbia al KSC.
Causa dell’incidente: Per diverse ragioni gli SRB sono fabbricati in 4 diversi segmenti, che vengono inviati dal costruttore a Cape Canaveral dove vengono assemblati sul posto. Tra ogni segmento è presente una giunzione detta “field joint” (letteralmente: “giunto da campo”), sigillata con dueO-ring.
L’incidente del Challenger avvenne a causa della rottura del field joint del SRB di destra, che permise ai gas sotto pressione e ad alta temperatura e alle fiamme di fuoriuscire dall’O-ring e toccare il serbatoio esterno, provocando un cedimento strutturale.
Col senno di poi è chiaro che i field joint furono progettati male, ma non avrebbero probabilmente causato un problema così grave se il Challenger fosse decollato alle normali temperature della Florida (superiori a 10 °C). Il cedimento venne causato quindi dalla combinazione della cattiva progettazione e delle basse temperature dell’ultima missione. Gli ingegneri del costruttore Morton Thiokol degli SRB erano a conoscenza del problema e avvertirono di non effettuare il lancio, ma questi avvisi non furono comunicati adeguatamente alla NASA.
LA TRAGEDIA DELLO SHUTTLE COLUMBIA
Il disastro dello Space Shuttle Columbia è l’incidente che causò la perdita dello Space Shuttle Columbia il 1º febbraio 2003, nel corso della missione STS-107 partita il 16 gennaio dello stesso anno. La navicella si disintegrò nei cieli del Texas durante la fase di rientro nell’atmosfera terrestre. Tutti e sette gli astronauti a bordo morirono. Fu la seconda volta che uno Space Shuttle veniva perso durante una missione: la prima coinvolse lo Space Shuttle Challenger nel 1986.
Equipaggio:
Comandante: Rick Husband, colonnello dell’US Air Force e ingegnere meccanico, aveva già pilotato uno Space Shuttle durante il primo aggancio alla Stazione Spaziale Internazionale;
Pilota: Willie McCool, capitano di fregata della US Navy;
Specialista di missione: Kalpana Chawla, indiana di nascita, tecnico ed ingegnere aerospaziale alla sua seconda missione spaziale;
Responsabile del carico: Michael Anderson, tenente colonnello dell’US Air Force e fisico, aveva in carico la parte scientifica della missione;
Specialista di missione: Laurel Clark, capitano di vascello della Marina statunitense e medico di bordo. Essendo zoologa, Clark lavorava a diversi esperimenti biologici;
Specialista di missione: David Brown, capitano di vascello della marina statunitense, addestrato come pilota e medico di bordo. Brown lavorava a diversi esperimenti scientifici;
Specialista del carico: Ilan Ramon, esperto elettronico, colonnello dell’aviazione israeliana e primo astronauta israeliano.
Il 26 agosto, la commissione inviò il suo rapporto sull’incidente. Esso confermava che la causa primaria era da attribuire ad una breccia nel bordo anteriore dell’ala sinistra e criticava aspramente i processi decisionali (decision-making) e di valutazione del rischio (risk assessment) della NASA. Il rapporto concluse che i processi e la struttura organizzativa erano sufficientemente allentati da compromettere la sicurezza, indipendentemente dalle persone che occupavano i posti chiave nei processi decisionali. Ad esempio, lo Shuttle Program Manager era il responsabile per la sicurezza, la puntualità dei lanci e il contenimento dei costi, che spesso sono obiettivi in conflitto tra loro. La commissione rilevò che la NASA aveva accettato delle deviazioni rispetto ai normali criteri di progettazione come “normali” quando si presentavano in molti lanci e non portavano a conseguenze fatali. Tra esse fu rilevato il conflitto tra le specifiche del sistema di protezione termico, che non era stato progettato per sostenere danni da impatto significativi, e i frequenti impatti che avvenivanodurante i voli. La commissione espresse raccomandazioni riguardanti un significativo cambiamento nei processi e nella cultura della sicurezza.
Apollo 1
Apollo 1è il nomeufficiale datoalla missionemaivolatoApollo /Saturn204(AS–204).
Apollo 1 è il nome assegnato alla navicella Apollo/Saturn 204 (AS-204) dopo che venne distrutta dal fuoco il 27 gennaio 1967 durante un’esercitazione, al Pad 34 in cima al razzo Saturno IB. Morirono tutti i membri dell’equipaggio, composto dagli astronauti selezionati per iniziare il programma Apollo: il pilota comandante Virgil I. Grissom, il pilota maggiore Edward H. White e il pilota Roger B. Chaffee.
La Guardia di Finanza di Sarzana, La Spezia, ha sequestrato un’area industriale di oltre 20mila metri quadrati tra Sarzana e Castelnuovo Magra. Al suo interno i militari hanno trovato 13 tonnellate di amianto. Il complesso era stato costruito tra gli anni 80 e 90, prima dell’entrata in vigore della normativa che ha vietato l’utilizzo dell’amianto nelle costruzioni e veniva utilizzato per la lavorazione del marmo. Nel 2012 la struttura era stata venduta a un’azienda di Carrara, ma successivamente lasciata in stato di abbandono. Ecco le immagini del sopralluogo della Finanza