Vaccino in Lombardia per gli over 80: oltre 100 mila richieste in un’ora sul portale della Regione che va subito in affanno


Vaccino in Lombardia per gli over 80: oltre 100 mila richieste in un’ora sul portale della Regione che va subito in affanno

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/02/15/news/vaccino_coronavirus_lombardia_fase_2_anziani_portale_regione_prenotazioni-287685365/

15 febbraio 2021

Un’ora di attesa, 41 mila persone in coda alle 13.06, dopo 6 minuti dall’entrata in funzione del portale per registrare gli anziani che vogliono aderire alla campagna vaccinazioni anti-Covid della Regione Lombardia. E alla fine, con qualche fatica dato che il sistema non accetta il numero di cellulare, l’iscrizione al sito è fatta.

Il sistema però evidentemente non regge la mole di domande: alle 14 sono già oltre 101 mila i cittadini che stanno cercando di registrare un nome di un parente over 80 desideroso di immunizzarsi dal coronavirus. Dall’assessorato al Welfare della Regione ammettono che ci sono “rallentamenti” dato che le persone che entrano nel sistema sono mille all’ora e altrettante le adesioni che vengono recepite dalla pagina alla quale si viene ammessi dopo una “sala d’attesa” di circa un’ora.

Il portale chiede di immettere dati anagrafici e numero della tessera sanitaria assieme al codice fiscale, poi chiede un numero di cellulare per inviare la conferma dell’appuntamento per l’iniezione in uno dei 200 centri vaccinali presso gli ospedali lombardi. Ma il numero di cellulare non viene accettato dal sistema e non viene inviato l’sms col codice per procedere: un problema che riguarderebbe però solo la Tim. “Si sono verificati dei rallentamenti nelle adesioni online alla campagna vaccinale per gli over 80 in Lombardia, e il motivo, spiegano dalla Regione, non è il portale che non ha problemi, ma un blocco dell’invio di sms di risposta da parte di Tim, a cui è stato chiesto di risolvere il problema.
Dopo la prima fase di registrazione, viene infatti inviato il messaggio con un codice di sicurezza che deve essere inserito sul portale per finalizzare l’adesione. Ma non arrivando in tempo l’sms, scade il tempo per concludere la registrazione e bisogna rimettersi in coda“, fanno sapere dalla Regione.

Quindi, se non si vuole essere mandati fuori dalla procedura, conviene rapidamente mettere un telefono fisso – se lo si possiede – e andare avanti accettando le clausole sulla privacy. Quando l’operazione è conclusa, il sistema si complimenta per l’avvenuta registrazione e invia un modulo con il numero di pratica e le avvertenze sulle fasi successive.

Dalla Regione confermano che anche le registrazioni presso le farmacie e i medici di base stanno avviandosi con 680 pratiche fatte in una delle 3 mila farmacie di Ferderfarma e 49 negli studi medici. Alle 14 e 30 sono già 6.575 le adesioni fatte tramite portale, 110 mila gli anziani in coda telematica.

Link Regione Lombardia – https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/vaccinazionicovid



Lombardia, guida alla fase due per gli over 80: dalla prenotazione alla somministrazione, ecco come fare

Da lunedì 15 febbraio è possibile accedere al portare per prendere appuntamento, dal 18 via alle vaccinazioni

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/02/14/news/vaccini_anti_covid_guida_alla_fase_due_per_gli_over_80-287564136/

Alle 13 debutta il portale per la registrazione degli anziani che vogliono aderire alla campagna vaccinale. Problemi sulla registrazione dei numeri di cellulare, ma riguarda i numeri Tim

14 febbraio 2021

Quale fascia della popolazione sarà vaccinata durante la fase due? – La seconda fase delle vaccinazioni riguarda tutte le persone che hanno più di 80 anni e che sono residenti in Lombardia (tutti quelli nati prima del 1941 compreso). In totale in tutta la regione se ne contano 726 mila. Nella fase uno sono stati vaccinati medici, sanitari e residenti nelle Rsa.

Quando partono le vaccinazioni? – La data di inizio prevista per le prime somministrazioni è quella di giovedì 18 febbraio. Si partirà con vaccini Pfizer e Moderna. Sarà però necessario effettuare prima una prenotazione tramite il portale online che potrà essere effettuata autonomamente, oppure con l’aiuto del farmacista, del medico di base o del patronato.

Come si fa a prenotare la vaccinazione? – Per prenotarsi sarà necessario accedere al portale online http://www.vaccinazionicovid.servizirl.it che sarà attivo da domani, lunedì 15 febbraio, alle 13. Per ulteriori informazioni è attivo un centralino dedicato vaccinazioni Covid che si può contattare chiamando il numero verde 800.89.45.45

Quali documenti servono per prenotare il vaccino anti Covid? – Al momento dell’accesso al portale online, sarà necessario avere con sé la tessera sanitaria per inserire i dati richiesti. “Tenete anche a portata di mano la carta d’identità“, spiegano dal centralino. Si dovrà poi dare un numero di telefono attraverso il quale arriveranno le comunicazioni.

Dopo la prenotazione che cosa succede? – Subito si riceve un sms di avvenuta prenotazione. Un secondo messaggio arriverà nei giorni successivi, ma non si sa ancora quando, con tutti i dettagli della prenotazione (data, luogo, orario ecc.). Il richiamo avverrà dopo i 21 giorni dalla prima vaccinazione (l’appuntamento per la seconda dose si prende alla prima somministrazione)

Dove si farà il vaccino? – I vaccini Pfizer saranno somministrati dai centri vaccinali di Ats e Asst; quelli Moderna, più gestibili perché non devono essere conservati a -70 gradi, potranno essere utilizzati per i soggetti che sono allettati e che saranno raggiunti direttamente al domicilio attraverso l’impiego di Usca, medici di famiglia o dell’esercito.

Link Regione Lombardia – https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/vaccinazionicovid


 

Coronavirus, stop fino al 25 febbraio agli spostamenti tra Regioni. L’Rt nazionale sale a 0,95: passano……


Coronavirus, stop fino al 25 febbraio agli spostamenti tra Regioni. L’Rt nazionale sale a 0,95: passano in arancione Liguria, Toscana, Abruzzo e provincia di Trento.

articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/02/12/news/nuovi_colori_regioni_ordinanza_speranza-287134143/?ref=RHTP-BH-I286519397-P1-S1-T1

La Sicilia entra in fascia gialla. Nel pomeriggio il Consiglio dei ministri sugli spostamenti tra Regioni. Pescara e Chieti in zona rossa. Gli esperti mettono in guardia sul rischio di una ripresa dell’epidemia. Sardegna e Val d’Aosta hanno dati da zona “bianca”

L’Rt medio nazionale sale ma resta ancora sotto 1, cioè la soglia considerata critica. Questa settimana il dato arriva a 0,95 (la media tra 0,86 e 1,06) contro lo 0,84 della scorsa settimana e pure di quella precedente. Gli esperti temono si tratti del preludio a una ripresa dell’epidemia, trainata anche dalle varianti.

ToscanaProvincia di TrentoAbruzzo e Liguria passano in arancione. E si aggiungono a Umbria e provincia di Bolzano che poi sono state messe in rosso in tutto e in parte. La Sicilia diventa gialla. Sono questi i cambiamenti di colore nella cartina delle Regioni italiane attesi a partire da domenica 14 febbraio dopo l’analisi dei dati epidemiologici del monitoraggio settimanale. E intanto l’ultimo Consiglio dei ministri del governo uscente, il Conte bis, ha prorogato fino al 25 febbraio lo stop a tutti gli spostamenti tra Regioni.

Al momento si contano 15 Regioni gialle. Dall’11 febbraio, infatti, è passata nella fascia con minori restrizioni anche la Puglia, dopo una rettifica degli ultimi dati forniti dalla Regione. La Toscana dopo cinque settimane in fascia gialla, passa in arancione con delle piccole aree di lockdown: Chiusi è già zona rossa da sabato scorso e Sansepolcro sembra destinata a stessa sorte. E così anche l’Abruzzo, dove Pescara e Chieti sono state messe in zona rossa. E la Liguria che ha un Rt tra 1,01 e 1,02. Già in arancione sono l’Umbria e Bolzano, dove però la Provincia autonoma ha deciso di entrare in lockdown per tre settimane a partire dall’8 febbraio e dove da domenica fino ad almeno il 28 febbraio i negozi che potranno rimanere aperti saranno solo generi alimentari e quelli che vendono beni di uso quotidiano. continua a leggere

Gli Rt nelle varie Regioni

Di seguito il valore dell’Rt nelle varie Regioni. Da sottolineare che il valore preso in considerazione per verificare il superamento della soglie di sicurezza dell’1, oltre la quale si va in arancione, e dell’1,25, non si osserva il dato medio ma quello dell’intervallo più basso utilizzato per calcolarlo.

  • Abruzzo 1,22 (1,16-1,28)
  • Basilicata 1,2 (0,98-1,44)
  • Calabria 0,81 (0,73-0,93)
  • Campania 0,8 (0,73-0,91)
  • Emilia-Romagna 0,94 (0,91-0,96)
  • Friuli-Venezia Giulia 0,98 (0,94-1.03)
  • Lazio 0,96 (0,93-0,99)
  • Liguria 1,08 (1,02-1.13)
  • Lombardia 0,97 (0,94-1.01)
  • Marche 0,94 (0,86-1,04)
  • Molise 1,09 (0,79-1,41)
  • Piemonte 0,93 (0,9-0,97)
  • Provincia Bolzano 1,25 (1,2-1,3)
  • Provincia Trento 1,2 (1,12-1,28)
  • Puglia 1,05 (1,01-1,09)
  • Sardegna 0,87 (0,82-0,93)
  • Sicilia 0,66 (0,63-0,69)
  • Toscana 1,1 (1,06-1,16)
  • Umbria 1,2 (1,13-1,26)
  • Val d’Aosta 0,77 (0,58-0,97)
  • Veneto 0,71 (0,68-0,74)
MinisteroSalute
Diretta della conferenza stampa del 12 febbraio sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale Covid19 della Cabina di Regia, con il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza
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Covid, l’annuncio in diretta di Casini: «Ho il Covid, ma sto bene; tosse fastidiosa ma la mente è lucida»


articolo: Covid, l’annuncio in diretta di Casini: «Ho il Covid, ma sto bene; tosse fastidiosa ma la mente è lucida» – Corriere TV

L’ex presidente della Camera a L’aria Che Tira su la7 – Ansa /CorriereTv

Pier Ferdinando Casini annuncia durante un collegamento in diretta con “L’Aria Che Tira” su La7 di aver contratto il Covid: «Ho il Covid, capita a tanti cittadini ed è capitato pure a me. Sto bene, la voce è solida, ho una tosse fastidiosa ma la mente è ancora lucida. Ho fatto la barba per i telespettatori, mi sarebbe sembrato di cattivo gusto presentarmi con la barba lunga. Mia madre di 92 anni appena gliel’ho detto ha fatto il solito dramma per il suo bambino»

Video: https://video.corriere.it/cronaca/covid-annuncio-diretta-casini-ho-covid-ma-sto-bene-tosse-fastidiosa-ma-mente-lucida/41bea3ca-6d2d-11eb-9243-a33dd4e4072e

Covid, l’Rt in Italia sale a 0,95. I dati del monitoraggio dell’Iss


articolo: https://www.corriere.it/salute/21_febbraio_12/covid-l-rt-italia-sale-095-dati-monitoraggio-dell-iss-a0789790-6d32-11eb-9243-a33dd4e4072e.shtml?fbclid=IwAR0ym9UTx0l8WlZ_dVtXIGItzrbq2551E2XgncsXmm1Jb3WO0Nn649LYe-s

L’Istituto superiore di Sanità indica che l’indice di contagio sale da 0,84 a 0,95

L’indice di contagio Rt sale, in Italia, dal valore di 0,84 a quello di 0,95. Il dato, che indica un peggioramento della pandemia di Covid-19, emerge dal monitoraggio di Istituto superiore di Sanità e Ministero Salute.

Nel monitoraggio si evidenzia come 7 tra regioni e province autonome abbiano un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore (l’indice Rt è indicato con una «forchetta», con un valore superiore e inferiore): si tratta di un dato in peggioramento rispetto a 7 giorni fa. Le altre regioni e province autonome hanno dati inferiori.

Le situazioni più critiche si registrano in Umbria e nella Provincia autonoma di Bolzano, dove il rischio è considerato alto. La situazione in Umbria sta diventando critica: gli ospedali sono al collasso, tanto che è stato arato un bando per 496 sanitari.

Le Regioni classificazione di rischio moderato sono 10, contro le 11 di una settimana fa; cinque sono però ad alto rischio di progressione nelle prossime settimane.

L’Istituto superiore di Sanità ha anche rivelato oggi che quasi un caso su 5 di contagio da coronavirus in Italia è riferibile alla variante inglese: un dato che supera l’ipotesi di partenza (si stimava una circolazione del 5%, è invece del 20%). La variante inglese è più contagiosa almeno del 50% rispetto alle varianti circolate fino ad ora. Qui Paolo Giordano spiega il rischio di sottovalutazione delle varianti, e qui Sandro Modeo illustra nel dettaglio come il virus muti, incessantemente, per ingannare le nostre difese immunitarie, e per aggirare i vaccini.

PIANO VACCINALE LOMBARDO……


articolo: http://www.simonenegri.it/news.php?extend.344&fbclid=IwAR3bqp0wmymBTDgFvKop-Cxq0HzCheO8nn_nKUyUDegkJe-jY4Ws0_e5OfE

PIANO VACCINALE LOMBARDO:

https://www.facebook.com/simonenegrisindacocesanoboscone

Qualche appunto sul piano vaccinale lombardo a seguito dell’incontro del Pres. Fontana con i sindaci

Ho appena finito di seguire l’incontro promosso dalla Presidenza di Regione Lombardia volta all’illustrazione della campagna vaccinale anti-Covid19. Brevemente qualche informazione che ho raccolto, con il beneficio del dubbio rispetto ad alcuni punti su cui potrei non aver ben inteso / compreso tutto: quindi prendete tutto come indicativo.

Sono già in corso (e in parte terminate) le vaccinazioni rivolte al personale sanitario e sociosanitario e agli ospiti delle RSA.

Il 18 febbraio verrà avviata la campagna per la popolazione degli over 80enni (730.000 persone, di cui il 10% allettate), successivamente partirà per le persone affette da diverse patologie (1.000.000 di persone), infine dopo Pasqua verrà avviata la vaccinazione di massa (6.6 milioni di persone).

In questa prima fase va tenuto conto che bisogna fare i conti con l’approvvigionamento di vaccini non ancora a regime:
  • Settimana prossima disponibili 18.000 dosi
  • La settimana successiva 50-55.000 dosi max
  • Dalla prima settimana di marzo 100.000 dosi disponibili alla settimana
Vaccinazioni Over80 – Per quanto concerne la popolazione over80, alle ore 13 di lunedì 15/2 sarà possibile cominciare ad aderire alla campagna vaccinale (che fisicamente partirà il giorno 18/2) tramite un portale messo a disposizione dalla Regione (di cui non abbiamo al momento gli estremi). Gli anziani verranno poi contattati per definire le modalità di vaccinazione ed il luogo. Non è al momento chiaro quali saranno le sedi vaccinali impiegate, ma è del tutto probabile che non vengano considerate strutture messe a disposizione dai comuni, sfruttando così solo i 200 punti ambulatoriali facenti riferimento a ATS e alle ASST nel territorio regionale già attivati nelle ultime settimane. Per quanto riguarda il trasporto si sta valutando l’impiego della Protezione Civile per il trasporto degli anziani (o del caso di personale medico nel caso di chi non si può spostare di casa).

Vaccinazioni Multimorbilità – Si tratta delle persone con malattie rilevanti. Ancora non è stata definita una priorità e si sta cercando – se non ho mal inteso – di ricostruire gli elenchi di queste persone che dovrebbero essere contattate direttamente dalle ASST. Partiranno successivamente alle vaccinazioni destinate agli anziani. Anche per queste, è previsto l’impiego delle strutture ambulatoriali di ATS/ ASST.

Vaccinazioni di Massa – Avranno avvio il 15 aprile e dovrebbero durare per 17/19 settimane in funzione del vaccino impiegato (17 per Pfizer e Moderna e la cui seconda dose si somministra dopo 21 giorni; 19 per Astrazenica la cui seconda dose si somministra dopo 29 giorni). Verranno utilizzate sicuramente le sedi ambulatoriali di ASST e ATS e si sta valutando di poter utilizzare sedi messe a disposizione dai comuni a partire dalla terza settimana (anche se in numero inferiore rispetto a quelli impiegati per le vaccinazioni antinfluenzali), anche se ci sono riserve per via dei problemi di conservazione di alcuni dei vaccini e della durata estesa di impiego. Al momento non è stato previsto un numero precisato di sedi: si sa che, sulla base di una sperimentazione condotta presso la Fiera di Milano, ci si muove dalle  16.500 persone al giorno in una grande struttura si possono vaccinare fino a, mentre in un’eventuale palestra comunale 800 persone al giorno. È stato stimato che a regime dovranno essere attivate 6.800 unità di personale tra medici (2.200), infermieri (2.200), amministrativi (2.400). Oltre a medici di medicina generale e medici attivi in strutture pubbliche e private verranno coinvolti 1500 specializzandi in medicina.

Verrà istituito un numero verde che non servirà per aderire alla campagna vaccinale ma per chiedere informazioni.

In conclusione:
  • approvvigionamento limitato di dosi
  • non si sa quante e quali saranno le sedi vaccinali
  • personale sanitario in gran parte da arruolare
  • comunicazione ancora da costruire per raggiungere capillarmente i cittadini
  • scarso coinvolgimento dei comuni e solo dalle fasi successive, non per gli anziani
  • difficile adesione per le persone anziane alla campagna vaccinale se esclusivamente tramite portale

http://www.simonenegri.it/news.php?extend.344&fbclid=IwAR3gP3OChrWPQzKN5hNQjSzhcKJsTADTEn0PYcgnMRWSxhgxV5XGU-mT8pw

Covid, la Toscana da domenica torna Arancione. Cosa si può fare e cosa no


articolo: https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/21_febbraio_11/toscana-domenica-torna-arancione-6a178646-6c3f-11eb-a880-d4ebdff2c3c4.shtml

Indice di trasmissione sopra a uno. «Ma non è un’impennata». I ristoratori: «L’allarme è doppio, economico e psicologico»

La Toscana da domenica, dopo cinque settimane in «maglia gialla», retrocede in Zona Arancione. La sentenza ufficiale sull’indice Rt di replicazione del contagio è attesa in queste ore dall’Istituto Superiore di Sanità, ma i calcoli fatti dall’Agenzia regionale di Sanità non lasciano ormai margini di dubbio: l’Rt della Toscana, la scorsa settimana è di 1,09, con un intervallo di confidenza che va da 1,04 a 1,15. Cosa significa tornare in Arancione? Chiuderanno i musei e i ristoranti a pranzo, per esempio. (COSA SI PUO’ FARE E COSA NO IN ARANCIONE)

Anche se venerdì, durante l’analisi dei dati della cabina di regia del governo, a pesare sarà il dato più basso, i vertici della Regione escludono che all’Istituto superiore di Sanità possa risultare un dato inferiore a 1, la soglia che separa la Zona Gialla da quella Arancione. Del resto, la scorsa settimana i contagi erano stati 4.162, 565 in più rispetto a quella precedente, pari a una crescita del 15,7%. Non si tratterebbe ancora di un’impennata, ma di un sensibile aumento, che porta la Toscana ad avere 112 nuovi contagiati a settimana ogni 100 mila abitanti, contro i 78 che erano stati raggiunti a metà gennaio. Ma quel che è peggio è che i numeri dei primi tre giorni di questa settimana (dati che saranno valutati a Roma venerdì 19 febbraio) registrano un’ulteriore crescita del 24,5% rispetto alla scorsa settimana che già ci fa retrocedere in Zona Arancione. continua a leggere

Toscana zona arancione: le regole e i divieti dal 14 febbraio

Cosa si può fare e cosa no, in zona arancione. Chiuderanno di nuovo i musei e non si potrà consumare al ristorante

A partire da domenica 14 febbraio la Toscana, dopo cinque settimane di zona Gialla, torna in Arancione. Ricordiamo cosa si può fare e cosa invece è vietato in zona arancione.

I negozi sono aperti?

  • I negozi al dettaglio sono tutti aperti, i centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi. E «sono sospese le attività dei servizi di ristorazione» come bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie.

E i centri commerciali?

  • Sono aperti nei giorni feriali e chiusi nei festivi e prefestivi, tranne edicole, farmacie, parafarmacie e tabaccai presenti nel centro commerciale.

Si può andare al bar? E al ristorante?

  • La consumazione all’interno dei locali (e nelle adiacenze) è vietata. Si può acquistare cibo e bevande da asporto in tutti i locali fino alle 18. Dopo le sei della sera e fino alle 22 solo dai locali con cucina.

La consegna di cibo a domicilio è permessa in zona arancione?

  • Sì, senza limiti di orario. Consumare cibi e bevande in strada o nei parchi è invece vietato dalle 18 alle 5

I parrucchieri sono aperti?

  • Sì, parrucchieri e barbieri sono aperti. Aperti anche i centri estetici.

Devo avere l’autocertificazione per spostarmi?

  • Solo nelle ore di coprifuoco. Il modulo va compilato con le generalità e il motivo dello spostamento.

Posso uscire dal Comune?

  • No. È ammesso solo per motivi di necessità e urgenza.

Posso entrare o uscire dalla Regione, o dal comune?

  • No, ci si può muovere soltanto per lavoro, salute, emergenze e per accompagnare i figli a scuola. Ed è vietato spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, tranne «comprovate esigenze».

C’è il coprifuoco?

  • Sì, dalle 22 alle 5.

Posso andare in una seconda casa?

  • Sì: ci si può spostare verso una seconda casa, anche al di fuori dalla Regione (e anche in zona rossa, o arancione). La faq del governo specifica che la possibilità di andarci è consentita «solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi» nella seconda casa prima dell’entrata in vigore del Decreto legge 14 gennaio 2021. La seconda casa può essere anche in affitto, ma non «breve (al di sotto dei 30 giorni).

Posso andare in un’altra Regione arancione o in una gialla?

  • No, gli spostamenti fra le regioni sono vietati fino al 15 febbraio, fatta salva la possibilità di andare in una seconda casa.

Se sto in zona arancione quando entra in vigore l’ordinanza, posso uscire?

  • Sì, il rientro a casa è sempre consentito.

Posso andare a far visita a parenti o amici?

  • È permesso andare, una sola volta al giorno, verso un’altra abitazione privata nello stesso Comune a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni o persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

Se ho un parente malato o non autosufficiente posso andare a trovarlo?

  • Si, è un motivo di urgenza e dunque si può uscire anche dalla regione.

Posso andare con gli amici in una seconda casa?

  • No, può raggiungere la seconda casa soltanto il nucleo familiare.

Posso accompagnare un figlio a scuola?

  • Sì, sono «consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza», se è consentita.

Quali scuole sono aperte?

  • Sono aperti gli asili nido, le scuole materne, elementari e medie, dove la didattica continua a svolgersi integralmente in presenza. Dall’11 gennaio sono state riaperte anche le scuole superiori nelle regioni arancioni: la didattica si svolge al 50% in presenza.

Posso fare attività motoria e sportiva?

  • Sì purché all’interno del proprio comune e all’aperto. Non sono consentiti gli sport di contatto. Palestre e piscine sono chiuse. Aperti invece i centri sportivi.

Cina, conclusa missione Oms sulle cause della diffusione del virus:….


Peter Ben Embarek, capo delegazione dell’Oms in missione a Wuhan

Cina, conclusa missione Oms sulle cause della diffusione del virus: “Probabile origine animale, improbabile fuga da laboratorio”

articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/02/09/news/cina_conclusa_missione_oms_probabile_origine_animale_improbabile_fuga_da_laboratorio_-286758373/

Gli esperti dell’Organizzazione mondiale della Sanità terminano la loro indagine a Wuhan per la ricostruzione delle origini della pandemia. Il team raccomanda di cercare evidenze di circolazione del virus ovunque emergano

L’ipotesi “più probabile” è che il coronavirus sia stato trasmesso all’uomo da un animale, passando attraverso una specie intermedia. L’ipotesi che sia uscito per errore da un laboratorio è “estremamente improbabile”. E non ci sono evidenze che Sars-Cov-2 circolasse in maniera massiccia a Wuhan o nella provincia dello Hubei prima di dicembre. Sono queste le principali conclusioni raggiunte dall’indagine congiunta sulle origini della pandemia condotta nell’ultimo mese da esperti cinesi e dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) a Wuhan, la città dove il primo focolaio è emerso.

Risposte lontanissime dall’essere conclusive, come del resto era atteso. Gli esperti non sono per esempio riusciti a individuare quale sia la specie intermedia che può avere fatto da serbatoio. Una indeterminatezza fisiologica, trattandosi del primo passo dell’indagine, ma che di fatto lascia aperta anche l’ipotesi, sposata dalla Cina per ragioni politiche, secondo cui il virus potrebbe essere stato “importato” a Wuhan dall’estero. Il rapporto congiunto, che verrà pubblicato a breve, riconosce tra le altre cose la necessità di condurre indagini in diversi Paesi, il grande cavallo di battaglia di Pechino, e un’ombra sul futuro dell’indagine.

Quando è iniziato il contagio? – I risultati dell’indagine sono stati illustrati prima da Liang Wannian, guida della squadra di ricercatori cinesi, e poi da Peter Ben Embarek, leader del gruppo di esperti dell’Oms. La prima questione affrontata, hanno spiegato, sono stati gli inizi della pandemia, per provare a capire se fosse possibile retrodatare i casi iniziali rispetto a quelli finora rilevati dalla Cina, collocati a Wuhan all’inizio di dicembre. I dati raccolti, attraverso analisi retrospettive su campioni di pazienti o sulle curve di mortalità, “non hanno mostrato prove di focolai precedenti al mese di dicembre a Wuhan o nello Hubei”, nelle parole di Embarek. Questo non significa che l’esistenza di casi precedenti possa essere esclusa, ma nella sostanza la versione data finora dalla Cina viene confermata: casi sporadici all’inizio di dicembre, seguiti da focolai più estesi nella seconda metà del mese che hanno moltiplicato il contagio, come quello rilevato al mercato del pesce di Huanan.

Come è stato trasmesso il virus all’uomo? – La seconda pista su cui hanno lavorato gli esperti è come il virus sia arrivato a Wuhan, considerato che l’ipotesi più accreditata punta ai pipistrelli come serbatoio naturale, ma che il capoluogo dello Hubei è lontano dalle aree dove questi mammiferi vivono. Per prima cosa è importante notare che solo una parte dei primi casi riscontrati a dicembre 2019 erano legati al famoso mercato di Huanan: altri erano legati a diversi mercati, alcuni a nessun luogo particolare. Gli esperti cinesi e quelli internazionali, ha spiegato Embarek, hanno formulato quattro ipotesi sul passaggio del virus dall’animale all’uomo: trasmissione diretta, trasmissione attraverso una specie intermedia, trasmissione attraverso la logistica alimentare e i prodotti surgelati, incidente di laboratorio. Quest’ultima ipotesi è stata definita “estremamente improbabile”, anche sulla base di una visita al famoso Istituto di virologia, che alcuni (a cominciare dall’amministrazione Trump) avevano indicato come una possibile origine del patogeno.

 

L’ipotesi “più probabile”, ha spiegato Embarek, è che Sars-Cov-2 sia passato attraverso una specie intermedia, ma su quale possa essere gli studiosi non hanno trovato indizi. Decine di migliaia di campioni prelevati da animali in varie province della Cina sono risultati negativi. Al mercato di Huanan è stata segnalata la vendita di specie selvatiche addomesticate, vive o surgelate, note per essere potenziali serbatoi di coronavirus, come furetti, conigli e ratti del bambù, provenienti da allevamenti di varie zone del Paese, comprese quelle dove vivono pipistrelli. Questa è una delle piste più logiche per future ricerche. Ma resta in piedi, giudicata probabile, anche la versione preferita dalla Cina, cioè quella della trasmissione attraverso prodotti surgelati. È uno dei passaggi dalle implicazioni politiche più grandi, su cui Embarek ha fatto esercizio di equilibrismo: “Il virus può sopravvivere nei prodotti surgelati, ma non sappiamo se può trasmettersi agli uomini e in quale condizioni”.

I prossimi passi – Abbiamo drasticamente cambiato il quadro? No. Abbiamo aggiunto dettagli significativi? Assolutamente”, ha detto l’esperto dell’Oms, facendo un bilancio di questa missione. Le parti hanno sottolineato il valore della cooperazione e gli esperti internazionali non hanno lamentato resistenze o omissioni da parte della Cina. Il vero punto però è come l’indagine proseguirà e su questo lo scetticismo è legittimo. Liang Wannian, capo del team cinese, ha più volte affermato in conferenza stampa, come già fatto più volte dal governo di Pechino, che la ricerca non deve essere “legata a un singolo luogo”. Questo auspicio è supportato anche da una parte degli esiti dell’indagine congiunta, che raccomanda di cercare evidenze di circolazione del virus ovunque emergano: “Può essere emerso attraverso un percorso complesso – ha detto Embarek – un percorso che può aver richiesto molto tempo e aver attraversato i confini”.

A una domanda sugli studi che hanno ipotizzato la presenza di Sars-Cov-2 in altri Paesi come l’Italia prima di dicembre, la virologa Marion Koopmans, altra esponente della squadra, ha detto che non ci sono evidenze definitive. Questa fisiologica assenza di certezze scientifiche darà alla Cina la possibilità di insistere perché ora la ricerca dell’Oms si diriga altrove, fuori dai suoi confini. E magari per rallentare l’indagine a ritroso sui possibili serbatoi virali animali sul suo territorio. Gli esperti non hanno detto se e quando si incontreranno di nuovo ed è probabile che Pechino opporrà piccole o grandi resistenze, come già prima della missione che si è conclusa oggi.

È morto Franco Marini, l’ex presidente del Senato stroncato dal Covid


È morto Franco Marini, l’ex presidente del Senato stroncato dal Covid. La politica in lutto: “Combattente appassionato, difensore della democrazia”

articolo: https://www.repubblica.it/politica/2021/02/09/news/e_morto_franco_marini_dalla_cisl_al_governo_una_vita_per_la_politica-286678985/?ref=RHTP-BH-I286519397-P1-S2-T1

Aveva 87 anni. La notizia data su Twitter dall’amico Castagnetti: “Uomo integro e forte”. Tanti i messaggi di cordoglio sui social. Zingaretti: “Siamo tutti più soli”, Franceschini: “Perdo un maestro, padre, amico”. Tajani: “Non la pensavamo sempre alla stessa maniera, ma era una gran persona”

È morto a causa del Covid Franco Marini, politico e sindacalista. Aveva 87 anni. Fu segretario generale della Cisl, poi presidente del Senato e ministro del Lavoro, segretario del Partito popolare italiano ed europarlamentare.

A inizio gennaio era risultato positivo al coronavirus ed era stato ricoverato all’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti. La notizia della scomparsa è stata data con un tweet da Pierluigi Castagnetti che ha ricordato l’amico come “uomo integro, forte e fedele a un grande ideale: la libertà come presupposto della democrazia e della giustizia. Quella vera“.  continua a leggere

Covid: Alto Adige l’8 febbraio torna in lockdown


articolo: https://www.ansa.it/trentino/notizie/2021/02/04/-covid-alto-adige-l8-febbraio-torna-in-lockdown-_c902ce58-bf9e-4f70-a331-c007eb117664.html

(ANSA) – Bolzano 04 febbraio 2021 – L’Alto Adige, lunedì 8 febbraio, torna in lockdown. Chiusi i negozi, didattica a distanza nelle scuole, divieto di spostamento dai Comuni.

Nonostante la strategia di effettuare test a tappeto su tutto il territorio per cercare di interrompere la catena dei contagi, non accenna a calare il numero dei contagi Covid in Alto Adige, ed è già stato registrato anche il primo caso di mutazione inglese. Per questo motivo, la giunta provinciale si è riunita questa sera trovando unità di vedute circa un inasprimento delle misure attualmente in vigore.
A partire da lunedì 8 febbraio, e per le successive 3 settimane, vi saranno nuove regole che puntano principalmente a ridurre i contatti fra le persone e, di conseguenza, a limitare la diffusione del Covid-19. In concreto, ciò significa un generale divieto di spostamento dal proprio Comune di residenza, se non per motivi di lavoro, di salute o di urgente necessità. Bar e ristoranti continueranno ad essere chiusi, e dovranno chiudere anche le strutture ricettive dell’ambito turistico. Serrande abbassate per buona parte dei negozi, mentre aziende produttive e artigianali potranno lavorare, ma a condizione di testare regolarmente i propri collaboratori e le proprie collaboratrici. Rimane garantita l’apertura di servizi e strutture sociali e socio-sanitarie, oltre che dei servizi di assistenza alla prima infanzia. Lezioni in presenza per le scuole materne, mentre a partire da lunedì 8 febbraio tutte le scuole medie e tutte le scuole superiori torneranno alla didattica a distanza per il 100% delle ore di lezione. Dad anche per le scuole elementari, ma a partire da mercoledì 10 febbraio. continua a leggere

Nuove mappe Ue, Bolzano e Friuli in ‘rosso scuro’


articolo: https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2021/02/04/nuove-mappe-ue-bolzano-e-friuli-in-rosso-scuro_822a8b29-02ba-4e1b-a4e6-f33b18ad9c55.html

I dati elaborati in base alle informazioni arrivate dai singoli Paesi

BRUXELLES – Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha diffuso le nuove mappe ufficiali sul Covid, in cui è stato introdotto il ‘rosso scuro’ per segnalare le zone a più alto rischio. Nelle cartine la provincia autonoma di Bolzano e il Friuli Venezia Giulia sono in rosso scuro, uniche aree in Italia sopra la soglia dei 500 casi ogni 100mila abitanti, in base ai dati arrivati dai Paesi entro martedì scorso. Stessa colorazione per quasi tutta la penisola iberica (Spagna e Portogallo), il Sud della Francia, della Svezia, Repubblica ceca, Lettonia, Estonia e Slovenia. Le mappe seguono le raccomandazioni del Consiglio Ue.

Nuove mappe Ue, Bolzano e Friuli in ‘rosso scuro’

Il secondo vaccino italiano è pronto per i test. Prodotto da Takis e Rottapharm


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/02/04/news/il_secondo_vaccino_italiano_e_pronto_per_i_test-285969808/?ref=RHTP-BH-I283721061-P7-S3-T1

Atteso il via libera dell’Aifa per il nuovo vaccino. Sperimentato a Napoli, Roma e Monza, completerà la fase due in estate. “Arrivare fin qui non è stato semplice. Abbiamo anche fatto ricorso al crowdfunding e stiamo correndo rischi economici grandi” spiega il fondatore Luigi Aurisicchio. Takis, ReiThera e Irbm, tutte e tre al lavoro contro la pandemia, sono figlie dello scienziato visionario Riccardo Cortese, scomparso nel 2017

Un secondo vaccino italiano è pronto per la sperimentazione sull’uomo. Lo ha messo a punto l’azienda Takis di Castel Romano (Roma), che lavora al suo sviluppo insieme alla Rottapharm Biotech di Monza. L’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, ha affidato la richiesta al proprio comitato etico, che darà presto il via libera. Le vaccinazioni di prova potranno partire nel corso del mese e dare risultati in primavera per quanto riguarda la fase uno e in estate per la fase due. I primi 80 volontari sono già stati arruolati in tre ospedali del nord (il san Gerardo di Monza), del centro (lo Spallanzani di Roma) e del sud (l’istituto Pascale di Napoli). “Vogliamo essere un vaccino di tutta l’Italia” sorride Luigi Aurisicchio, amministratore delegato e direttore scientifico di Takis.

Per arrivare a questo punto, alla biotech non sono mancate le difficoltà. “Abbiamo iniziato a lavorare il 27 gennaio. Ma noi siamo una realtà piccola. Ci siamo affidati anche al crowdfunding. Su 2 milioni necessari per partire con la fase uno abbiamo raccolto 53mila euro” racconta Aurisicchio, 50 anni, biologo laureato all’università di Napoli. Takis è l’azienda che lui ha contribuito a fondare dieci anni fa e che ha la sede proprio accanto a ReiThera, l’altra biotech che sta sviluppando un vaccino contro il Covid nel campus di Castel Romano, venti chilometri a sud di Roma. Prima della pandemia Takis lavorava ai vaccini contro il cancro. Appena pubblicata la sequenza genetica del nuovo virus di Wuhan – era l’11 gennaio – anche loro si sono gettati a lavorare sulla pandemia. “Certo che abbiamo chiesto aiuto alle istituzioni, ma non abbiamo ricevuto risposte” allarga le braccia Aurisicchio. “Anche adesso, nel portare avanti la ricerca sul vaccino, ci stiamo prendendo rischi molto alti”.  continua a leggere

Se tutti gli altri vaccini si inoculano con la siringa, quello di Takis ha bisogno di uno strumento che assomiglia a una pistola: una sorta di arma puntata alla tempia del coronavirus. “Si appoggia sul braccio, il medico la spinge. Contemporaneamente un piccolo ago inietta il vaccino e quattro elettrodi producono l’elettroporazione. Ripeto, non c’è alcun fastidio particolare” spiega Aurisicchio

Covid: nel Bresciano (e non solo) focolaio in paese, chiuse scuole


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/02/03/covid-nel-bresciano-focolaio-in-paese-chiuse-scuole_ca390880-aeff-4d7b-b326-538b82c01361.html

(ANSA) – Brescia, 03 febbraio 2021 – Il 10% della popolazione di Corzano, paese di 1400 persone in provincia di Brescia, risulta positivo al covid. Abbiamo 140 positivi e il 60% è rappresentato da studenti della scuola elementare e della materna che a loro volta hanno contagiato i familiari“, ha spiegato all’ANSA il sindaco del paese Giovanni Benzoni, pure lui positivo.

Abbiamo il covid in tre su quattro in casa” ha detto.  Stando alle analisi di Ats Brescia la popolazione risulta contagiata dalla variante inglese del Covid. Il sindaco ha chiuso le scuole fino all’8 febbraio. “Ma l’ordinanza sarà prorogata – ha precisato – perché da oggi iniziano i tamponi di richiamo e quindi dovremo aspettare gli esiti“.
Le autorità starebbero valutando la possibilità di chiudere il paese in entrata e in uscita. “Non ho saputo nulla, ma posso dire che nelle ultime ore abbiamo avuto un solo caso in più. Tutte le famiglie sono in isolamento e ci aspettiamo che la curva torni a scendere“, ha commentato il primo cittadino.


Coronavirus, focolaio a Chiusi partito dall’asilo. Salta il tracciamento: “Tamponi per tutti i cittadini”

articolo: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/02/04/news/chiusi_siena_allarme_all_asilo_per_un_focolaio_covid-285964921/?ref=RHTP-BH-I283721061-P7-S9-T1

Il sindaco: “Bambini piccoli, molti sono asintomatici e per la loro età non indossano la mascherina”. La primavera scorsa, la città in provincia di Siena era stata in assoluto quella toscana più colpita dal virus, ora situazione di nuovo critica

Un importante focolaio Covid si è sviluppato a Chiusi, in provincia di Siena. Il cluster è partito lo scorso fine settimana da una scuola dell’infanzia paritaria, la Sacro Cuore, coinvolgendo i bambini, le loro famiglie e il personale scolastico: al momento i casi positivi registrati sono 37 fra diretti e indiretti, su una 60tina di quelli presenti all’interno del Comune.

Trattandosi di bambini molto piccoli – spiega il sindaco Juri Bettolini – è molto difficile tenere sotto controllo l’andamento dei contagi: molti sono asintomatici e inoltre alla loro età non indossano la mascherina. Questo significa che il virus si è diffuso a macchia d’olio sfuggendo al percorso ordinario dei tracciamenti, e per interi settori della cittadinanza la situazione è fuori controllo“. continua a leggere

Dopo i canti e i balli per il vaccino Muoiono due anziani nella Rsa


articolo: https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/21_febbraio_03/dopo-canti-balli-il-vaccino-muoiono-due-anziani-rsa-34d8bdbc-6652-11eb-bf9b-8625626c101a.shtml?fbclid=IwAR1S3y5lgedyfbInXwoK06zftw0P1SHhBZzTxriZxlZBBsh0C40hbqrxwmM

In una casa di riposo ad Adelfia, nel barese, le prime vittime. La festa ha favorito la diffusione del contagio. Nella struttura sono arrivati i carabinieri del Nas per le verifiche

Dopo la festa per l’arrivo dei vaccini e il conseguente aumento dei contagi, nella Rsa «Santa Caterina» di Adelfia, ci sono le prime vittime. Si tratta di due anziani: il primo era ricoverato da alcuni giorni in ospedale dopo l’aggravamento dei sintomi, la seconda è una donna deceduta nella struttura. Nella Rsa intanto sono arrivati i carabinieri del Nas. Le indagini di iniziativa (ma non è escluso che in caso di criticità accertate la Procura possa aprire un’inchiesta) sono state avviate dopo la notizia del focolaio scoppiato in seguito alla festa: il 22 gennaio scorso, ad una settimana dalla somministrazione dei vaccini anti Covid, gli anziani e gli operatori della struttura avevano festeggiato con canti e balli. Dopo qualche giorno l’impennata dei contagi: da 28 si era passati a 75 (27 anziani e 18 operatori). La prima attività del Nas è finalizzata ad accertare se gli ospiti nella struttura abbiano ricevuto l’assistenza adeguata e se siano state adottate le misure necessarie per limitare la diffusione del virus, come per esempio la separazione fatta in modo corretto tra positivi e negativi: intanto i primi documenti sull’organizzazione, le autorizzazioni del personale e l’assistenza sono stati acquisiti dal Nas. Il sospetto è che il virus fosse già presente nella Rsa e che la festa ne abbia favorito una diffusione maggiore.

Come prenotare il vaccino anti-Covid in Lombardia


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/02/03/news/vaccinazione_coronavirus_lombardia_portale_registrazione-285692684/

A fine febbraio attivo un portale della Regione per le prenotazioni, si parte con gli over 80 e poi tutti gli altri. Obiettivo 10 milioni di vaccinati entro l’estate

Un portale lombardo dove registrarsi. Partirà da qui, tra due settimane, la campagna regionale che dovrà portare a vaccinare contro il Covid dieci milioni di lombardi. Le prime iniezioni sono attese da fine febbraio per gli anziani con più di 80 anni. Dopo il personale ospedaliero e delle case di riposo per anziani, si deve passare alla fase 2, quella di massa e dunque decisamente più complessa. La Regione Lombardia ha iniziato a fornire i primi dettagli sulla procedura con cui i cittadini saranno messi in lista. Una procedura che consiste essenzialmente in tre passaggi. E che a breve sarà oggetto di una forte campagna di comunicazione sia sui canali ufficiali della Regione che con lettere a casa.

Vaccinazioni in Lombardia, la registrazione sul portale della Regione – Primo passaggio: alle persone sarà chiesto di “registrarsisul nuovo portale lombardo, fornendo il proprio codice fiscale, indirizzo e telefono. Potranno farlo i cittadini ma anche, in caso di difficoltà o impedimento, parenti o medici di famiglia. Dovranno farlo gli ultraottantenni ma da subito potranno farlo anche tutti gli altri cittadini a prescindere dall’età. Attenzione: l’iscrizione in nessun modo costituirà l’ordine di precedenza, è inutile la corsa alla registrazione del primo minuto perché questo passaggio serve solo alla Regione per avere l’anagrafica precisa di tutte le persone che vogliono vaccinarsi.

Vaccinazioni in Lombardia, si parte con gli over 80 – Secondo passaggio: da quelle liste toccherà alla Regione con i propri tecnici definire le priorità in base alle regole nazionali. E per cominciare sarà deciso un ordine tra gli anziani con più di 80 anni, dividendo anche gli interventi poi in tre canali tra chi ha necessità del vaccino domiciliare, chi può essere trasportato nel centro vaccinale e chi invece può andarci senza assistenza.

Vaccinazioni in Lombardia, un messaggio per laconferma della prenotazione – Terzo passaggio: una volta che i tecnici avranno definito l’ordine e lo avranno incrociato con le disponibilità dei centri vaccinali, ai cittadini sarà comunicato con un messaggio dove e quando presentarsi. Solo a quel punto la prenotazione dell’agognato vaccino diventerà realtà.

Violazioni norme anti covid, chiusi 24 locali a Milano e hinterland


articolo: https://www.milanotoday.it/cronaca/24-locali-chiusi-polizia.html

Non rispettavano le norme anti contagio stabilite dal Governo. Per questo 24 localitra ristoranti, bar, alimentari e parrucchieri – sono stati chiusi. A deciderlo, dopo alcuni controlli sul rispetto delle regole anti covid, il prefetto di Milano Renato Saccone.

In particolare, con il provvedimento è stata disposta la chiusura per cinque giorni di 10 bar, 6 ristoranti / pizzerie, un bar tavola fredda, 5 esercizi alimentari di vicinato e due parrucchieri nel Comune di Milano e in quelli di Bresso, Cesano Boscone, Corsico, Legnano, Nerviano, Paderno Dugnano e Trezzano sul Naviglio.

DA LUNEDÌ 1 FEBBRAIO A LOMBARDIA È IN ZONA GIALLA.


🟡 DA LUNEDÌ 1 FEBBRAIO A LOMBARDIA È IN ZONA GIALLA.

⛔ Permane il coprifuoco dalle 22 alle 5

✅ Il rientro a casa, domicilio, abitazione e residenza è sempre consentito

❌ Vietato lo spostamento in altra Regione (ad eccezione di motivi di lavoro, salute, necessità)

🏠 Consentito lo spostamento verso le seconde case, anche fuori regione, ma solo il nucleo familiare può spostarsi

🏪 Negozi aperti

🏬 I centri commerciali restano chiusi nel weekend, ad eccezione dei generi di prima necessità

🍴 Bar e ristoranti aperti fino alle 18, poi asporto (alcol vietato) e consegna a domicilio fino alle 22. Divieto di asporto per i bar (locali senza cucina) dopo le 18

💇🏻 Parrucchieri e centri estetici aperti

👬 Consentita visita agli amici all’interno della Regione, per una sola volta al giorno. Nella stessa auto il massimo consentito è di due adulti e due minori di anni 14. Le stesse regole valgono per la visita ai parenti.

🏃🏻 Consentite passeggiate e jogging. Restano chiuse palestre e piscine, aperti i centri sportivi

📚 Scuole in presenza al 100% per infanzia, elementari e medie. Alle superiori didattica in presenza alternata per minimo il 50% e fino al 75% degli studenti

🚌 Riempimento massimo al 50% dei mezzi di trasporto pubblico locale, ad eccezione del trasporto scolastico dedicato

🎲 Sospese attività di sale scommesse, bingo, sale giochi e slot machine, anche in bar e tabaccherie

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Lombardia in zona gialla da lunedì 1° febbraio. Fontana protesta per il rinvio: “Penalizzante per le attività”

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/01/29/news/lombardia_zona_gialla_governatore_attilio_fontana_decisione-284753657/

La decisione della cabina di regia nazionale sulle regioni: dopo una settimana di arancione e una di rosso che doveva essere già arancione, gli indicatori riducono le restrizioni

Lombardia zona gialla da lunedì 1° febbraio: è questa la decisione della Cabina di regia del governo sulla base degli ultimi dati della nostra regione sulla diffusione del coronavirus. “Mi ha appena chiamato il ministro della Salute, Roberto Speranza. La Lombardia passa in zona gialla“. Lo annuncia il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Ma sul fato che la zona gialla partirà di lunedì e non come sempre di domenica il governatore attacca: “A differenza delle situazioni antecedenti la zona gialla scatterà lunedì e non domenica. Non ci resta che prenderne atto, perché la decisione è sopra la nostra testa e al di là delle nostre volontà. Sicuramente penalizzate le tante attività già pronte a ripartire da domenica“.

Lombardia zona gialla da lunedì 1° febbraio: bar, spostamenti e musei, ecco cosa si può fare

È stata una settimana certamente difficile – conclude il governatore – abbiamo lottato perché, come attestano i dati, i lombardi meritano questa riduzione delle restrizioni. A tutti chiedo di continuare comunque a mantenere sempre alta l’attenzione continuando ad adottare comportamenti virtuosi“.

Solo quattro Regioni e una Provincia restano in Zona arancione

  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia
  • Umbria
  • Provincia Autonoma di Bolzano

tutte le altre regioni in Zona Gialla

La situazione dell’Rt nelle Regioni

  • Abruzzo 0,81
  • Basilicata 0,91
  • Calabria 0,82
  • Campania 0,97
  • Emilia 0,77
  • Friuli 0,68
  • Lazio 0,73
  • Liguria 0,87
  • Lombardia 0,84
  • Marche 0,88
  • Molise 1,51 (ma con un intervallo inferiore di 1,16)
  • Piemonte 0,82
  • Provincia di Bolzano 0,8
  • Provincia di Trento 0,56
  • Puglia 0,9
  • Sardegna 0,81
  • Sicilia 0,98
  • Toscana 0,95
  • Umbria 0,96
  • Val d’Aosta 0,82
  • Veneto 0,61

AstraZeneca, la Ue pubblica il contratto. Von der Leyen: “Testo chiarissimo, contiene ordini vincolanti”


articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2021/01/29/news/von_der_leyen_il_contratto_con_astrazeneca_sara_pubblico_oggi_-284749823/?ref=RHTP-BH-I283721061-P7-S7-T1

Il testo spiega la clausola dei “Best reasonable efforts”: il produttore dovrà mettere in campo “le attività e il grado di sforzo che una azienda di dimensioni, infrastrutture e risorse simili prenderebbe per sviluppare e produrre il vaccino tenendo conto dell’urgenza di mettere fine alla pandemia globale”. Confermata la posizione europea sull’obbligo di consegna entro marzo.

BRUXELLES-LONDRA – La Commissione europea ha pubblicato il contestato contratto per l’acquisto dei vaccini di AstraZeneca. Quarantuno pagine, in parte cancellate da omissis chiesti dall’azienda per consentire di rinunciare alla clausola di segretezza. Nel contratto compaiono i famosi “Best reasonable efforts” – il massimo sforzo ragionevole – rivelati dal Ceo dell’azienda, Pascal Soriot, nell’intervista con Repubblica per giustificare il taglio delle consegne in tutta Europa che ha scatenato un caso continentale e un duro scontro con le istituzioni Ue. In questi giorni Bruxelles ha negato l’applicazione della clausola del massimo sforzo, sostenendo che in realtà la casa farmaceutica non aveva giustificato in modo convincente i ritardi e dunque non potesse invocare di avere fatto del proprio meglio.

Il contratto definisce chiaramente la clausola, spiegando che i “Best reasonable efforts” nel caso di AstraZeneca significano mettere in campo “le attività e il grado di sforzo che una azienda di dimensioni, infrastrutture e risorse simili prenderebbe per sviluppare e produrre il vaccino tenendo conto dell’urgenza di mettere fine alla pandemia globale”. Intorno a questa definizione si gioca la partita, visto che l’azienda anglo-svedese ha tagliato di un terzo le forniture Ue dei vaccini del primo trimestre (più di 100 milioni su un totale di 300+100 milioni) mettendo a rischio la campagna di immunizzazione in Europa. In più, la Ue sospetta che le dosi che le spettavano siano state spedite dall’azienda fuori dal continente, nel Regno Unito o negli Usa.  continua a leggere

Covid-19 e varianti…


Covid-19 e varianti: sono più contagiose? Possono ridurre l’efficacia dei vaccini?

articolo: https://www.corriere.it/salute/cardiologia/cards/covid-19-varianti-sono-piu-contagiose-possono-ridurre-l-efficacia-vaccini/che-cos-variante_principale.shtml

Nel mondo è corsa contro il tempo per individuare le muove mutazioni che possono trarre in inganno il sistema immunitario. L’ottimismo degli esperti, ma occorre accelerare la vaccinazione

Con la collaborazione di Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

  • Che cos’è una variante? – È il nuovo codice genetico di un virus che ha acquisito una o più mutazioni, che a loro volta sono le variazioni che cambiano le caratteristiche del virus stesso.
  • Quali sono quelle che preoccupano la comunità scientifica e perché? – L’attenzione è concentrata sulle varianti del gene S che riguardano la parte superficiale del virus, quelle che coinvolgono la proteina esterna (la spike), che si aggancia alle cellule umane e che è quella che, cambiando, potrebbe far perdere l’efficacia ai vaccini. Le varianti più studiate con il maggior numero di mutazioni nella spike sono l’inglese, la sudafricana e la brasiliana.
  • Le varianti rendono il virus più contagioso? – Nei Paesi dove sono diffuse c’è stato un corrispondente aumento esponenziale della trasmissione del virus. Nel caso della B.1.1.7 è stata calcolata una capacità infettiva aumentata del 56 per cento, ma gli studi sono ancora agli albori.
  • Sono più letali? – Non ci sono abbastanza ricerche in questo senso. I primi dati dal Regno Unito hanno mostrato, in concomitanza con la variante inglese, un aumento della mortalità del 30 per cento (ma non è chiaro se sia il virus più letale, o ci siano più infezioni e, quindi, più morti). Sui numeri c’è molta incertezza, anche perché il campione esaminato negli studi era piccolo e solo l’8% delle registrazioni dei decessi nel Paese contiene informazioni sui ceppi virali.
  • Le varianti aggirano le difese del nostro sistema immunitario? – Ci sono alcune prove allarmanti riguardo la variante sudafricana e brasiliana, soprattutto per la presenza della mutazione chiamata E484K, che potrebbe avere il potere di aggirare la risposta anticorpale del sistema immunitario in modo da provocare reinfezioni o comunque abbassare la forza delle nostre difese. Gli studi, però, sono effettuati in vitro su plasma e possono non valere in condizioni normali. Per ora non è confermata nemmeno una maggior capacità delle varianti di provocare reinfezioni.
  • E i vaccini? – Moderna e Pfizer/BioNTech hanno dichiarato che i loro vaccini sono efficaci contro la variante inglese e altre già testate in precedenza. Stanno studiando i dati riguardo alla mutazione E484K. Non ci sono prove che i vaccini non saranno efficaci e un’ulteriore speranza viene dalla nuova tecnologia utilizzata per quelli basati sull’RNA messaggero: molto più facili da modificare o aggiornare.
  • Posticipare la seconda dose del vaccino potrebbe favorire il nascere di mutazioni? – Per creare nuove varianti il virus deve replicare. In presenza di un’immunità molto forte, non replica. Se l’immunità è parziale (come nel caso di una sola dose di vaccino) può succedere che replichi ancora e si selezioni un ceppo che sfugge ai vaccini.
  • Il virus sta cambiando la sua capacità replicativa? – In ciascuna delle tre varianti il virus ha selezionato alcune mutazioni comuni sulla spike in modo indipendente, segno che sono effettivamente vantaggiose, o perché lo rendono più trasmissibile (ipotesi al momento più probabile) o più capace di eludere le barriere degli anticorpi. Il SARS-CoV-2 è comunque un virus che muta poco. Stiamo mappando più varianti perché le cerchiamo e classifichiamo.
  • I vaccini metteranno fine alla pandemia nonostante le varianti? – Gli esperti sono ottimisti. Lo sforzo di vaccinare tante persone tutte insieme e le misure adottate ci permetteranno di vincere la battaglia, anche se non sarà semplice e non richiederà poco tempo. La quasi totale mancanza di casi di influenza questo inverno ci dice che quello che quello che stiamo facendo funziona contro le malattie respiratorie, anche se il Covid si espande perchè è molto più contagioso. Più siamo veloci con la campagna vaccinale meglio sarà per contrastare l’adattamento del coronavirus.
 
  • Come controllare il sorgere di varianti pericolose? – Bisogna rafforzare l’attività di sequenziamento. Lo segnala il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) nel nuovo report sul rischio correlato alla diffusione delle nuove varianti. Oggi quasi tutti gli Stati membri sequenziano meno dell’1 per cento dei test positivi, l’Italia lo 0.034 per cento. L’appello è, per tutti gli Stati, di arrivare almeno al 5. Solo Regno Unito e Danimarca superano questa cifra, rispettivamente con il 5,09 per cento e il 15,09 per cento.
 

Il pasticcio della zona rossa in Lombardia…


Il pasticcio della zona rossa in Lombardia, l’allarme dei sindaci sul database impazzito

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/01/24/news/coronavirus_dati_lombardi_sui_positivi_allarme_dei_sindaci_database-283989333/

Nel portale regionale segnalate anomalie negli ultimi dieci giorni. L’esempio: a Cesano i positivi passati da 438 a 1.440, poi giù fino a 72

Ad accorgersi che nei database della Regione ci fosse un po’ di confusione – da almeno una decina di giorni – sono stati i sindaci dell’hinterland milanese. O almeno quelli di loro che compulsano quotidianamente il famoso ‘cruscotto’, un portale messo a disposizione dalla società regionale Aria con cui i primi cittadini possono tenere sotto controllo i dati dei positivi nei loro Comuni.

Io mi sono accorto di almeno due sbalzi anomali in quei report di numeri – spiega Alfredo Simone Negri, sindaco di Cesano Boscone – . Il primo registrato il 13 gennaio, giorno in cui i dati sono schizzati sopra quota 1.400 mentre il giorno prima erano 438. Il 20 gennaio, sette giorni dopo, e solo dopo che abbiamo cominciato a far notare la cosa, quel dato è sceso a 418. Sembrava tornato normale. Ma oggi (ieri per chi legge, ndr), lo abbiamo visto scendere ancora bruscamente, a quota 72 positivi“. Il 13 gennaio è anche la data della prima comunicazione dei dati di Regione al’Iss, rettificati poi il 20. Tutto negli ultimi dieci giorni, quindi.

 

C’è un nesso tra i due pasticci? Difficile stabilirlo, anche perché sul punto la Regione smentisce categoricamente: “I dati che vengono utilizzati dal Cts per effettuare le valutazioni provengono da un altro flusso informatico, inviato quotidianamente dalla Dg Welfare, secondo un modulo standard, validato dal Cts, e uguale per tutte le Regioni. Non c’è stato alcun problema su tale flusso, proveniente direttamente dai laboratori che eseguono i tamponi“. Il Pd in Regione invece attacca: “Avevo chiesto di verificare i dati di Aria che è la fornitrice del sistema, e chiesto se non ci fosse correlazione con i dati trasmessi al governo nazionale – dice Pietro Bussolati, consigliere regionale dei Democratici – . Ci avevano risposto che non era così, che i dati non erano gli stessi. Casualmente, due giorni dopo, la giunta Fontana si è messa a correggere i dati sballati e ha inviato una rettifica al governo, e oggi vengono ridotti i contagi sul sistema informatico regionale a disposizione dei sindaci. Proprio oggi sono stati rettificati, così come rettificati sono i dati nazionali“.

COVID-19: LOMBARDIA IN ZONA ARANCIONE


COVID-19: LOMBARDIA IN ZONA ARANCIONE
La nuova ordinanza del Ministero della Salute stabilisce che la Lombardia è in zona arancione da oggi, domenica 24 gennaio.
Di seguito le principali misure:
 
  • SPOSTAMENTI – Vietati gli spostamenti tra Regioni e verso un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione tranne che per ragioni di salute, lavoro, necessità. Dalle 5 alle 22 resta consentito spostarsi una sola volta al giorno verso una sola abitazione privata all’interno del Comune, fino a due persone e a figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti con essi conviventi. Consentiti gli spostamenti dai Comuni con meno di 5 mila abitanti, entro i 30 km. Vietati gli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.
  • RISTORAZIONE – Restano sospese tutte le attività legate alla ristorazione. Asporto consentito fino alle 18 per bar senza cucina e fino alle 22 per le altre attività, con divieto di consumazione nelle vicinanze.
  • ATTIVITÀ COMMERCIALI – Aperti tutti gli esercizi commerciali senza restrizioni. Nei giorni festivi e prefestivi rimangono chiuse le attività all’interno dei centri commerciali, mercati coperti e affini, tranne quelle deputate alla vendita di specifiche categorie merceologiche.
  • SCUOLA – In presenza medie, elementari e scuole d’infanzia. Tornano in aula anche gli studenti degli istituti superiori, presenza almeno al 50%.
 
Ulteriori informazioni nelle faq al link http://www.governo.it/…/domande-frequenti-sulle…/15638

Comunicazioni del presidente della Regione Lombardia ….


Lombardia zona arancione da domenica 24 gennaio: cosa si può fare e cosa è vietato


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/01/23/news/lombardia_zona_arancione_le_regole-283849352/

Da domani si allentano i divieti e si torna in zona arancione: ecco le regole per spostamenti, visite ad amici e parenti e seconde case

Da domani, 24 gennaio, la Lombardia passa da zona rossa a zona arancione con un allentamento di tutte le restrizioni su spostamenti, visite a parenti e amici, aperture dei negozi e seconde case. Vediamo allora cosa è possibile fare e cosa è vietato.

 

Lombardia zona arancione: le regole – Domani, 24 gennaio, gli spostamenti diventano liberi solo all’interno del proprio Comune, i negozi sono aperti, mentre in bar e ristoranti è possibile acquistare piatti e bibite solo da asporto o ordinare a domicilio. Da lunedì 25 gennaio anche le scuole possono riaprire. Alle 22 scatta sempre il coprifuoco, fino alle 5 del mattino. Sempre obbligatorio uscire di casa con la mascherina e mantenere il distanziamento. Non è più necessario giustificare gli spostamenti nel Comune con l’autocertificazione ma solo fino alle 22, quando invece ci si può muovere solo per lavoro, necessità o urgenza.

Lombardia zona arancione: visite ad amici, fidanzati e parenti – Si possono quindi visitare amici e parenti ma solo se risiedono nello stesso Comune. Non sono previsti limiti al numero degli spostamenti o al numero di persone che si spostano, purché ovviamente non si viaggi in gruppi e non ci si assembri in luoghi pubblici o privati. Per gli spostamenti fuori Regione sono consentiti solo se si fa ritorno nel Comune in cui si ha la residenza, il domicilio o in cui si abita con continuità e periodicità.

Lombardia zona arancione: le eccezioni per uscire dal proprio Comune – Le eccezioni per uscire fuori dal proprio Comune sono motivi di lavoro, salute, necessità e urgenza. Tra questi rientrano: assistere persone non autosufficienti, andare a trovare i propri figli minorenni se si è separati o divorziati dall’affidatario, accompagnare i figli dai nonni e riprenderli all’inizio o alla fine della giornata di lavoro (ma è fortemente sconsigliato per tutelare gli anziani). Si può uscire dal proprio Comune per fare la spesa solo se nel proprio non ci sono alimentari o supermercati; usare un campo da tennis o da calcio (per fare due esempi) se nel proprio Comune non ce ne sono; fare volontariato nell’ambito del Servizio nazionale di protezione civile o per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso; assistere e accudire animali; andare in chiesa o in altri luoghi di culto limitrofi se nel proprio Comune non esistono; partecipare alle esequie di parenti stretti; accompagnare all’aeroporto un familiare o un amico anche non convivente. In tutti questi casi, però, gli spostamenti devono essere autocertificati attraverso il modulo da stampare e compilare.

Se il Comune in cui si risiede ha meno di 5 mila abitanti ci si può spostare liberamente, tra le 5 del mattino e le 22, entro 30 chilometri dal confine (quindi eventualmente anche in un’altra Regione), con il divieto però di raggiungere i capoluoghi di Provincia: di conseguenza, sarà possibile anche andare a fare visita ad amici e parenti entro questi limiti orari e territoriali.

Lombardia zona arancione: le regole per le seconde case – Si può raggiungere una seconda casa solo se è all’interno della stessa Regione in cui ci si trova e per il solo nucleo familiare convivente. Non si posso quindi invitare amici o altri familiari. Questo vale anche se la seconda casa è una abitazione presa in affitto per turismo, ma si dovrà mostrare il contratto di affitto durante un eventuale controllo.

Stop zona rossa, la beffa lombarda:…………


Stop zona rossa, la beffa lombarda: fascia arancione già da domani. Riaprono scuole e negozi, restano chiusi i bar

articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/01/23/news/coronavirus_lombardia_zona_arancione_beffa_sui_dati_rt-283845807/

Si potrà uscire senza l’autocertificazione. Se i dati continuano a essere buoni dal 31 gennaio si potrebbe passare in zona gialla

La Lombardia torna da domani in zona arancione, anzi, lo era già da una settimana, perché, a quanto pare, i parametri su cui si era basata l’imposizione della zona rossa erano sbagliati. O meglio, basati su dati trasmessi a Roma in modo incompleto. Tanto è vero che giovedì le tabelle sono state integrate con una ‘nota aggiuntiva’ del Pirellone. Questo comporta lo slittamento di zona da questa notte, quindi la riapertura dei negozi e la ripresa della scuola, almeno quando gli istituti saranno pronti.

Scoppia però di nuovo la guerra fra governo e Regione per accertare chi abbia la responsabilità di questo errore. Dopo lunghe ore di confronto nella cabina di regia nazionale, a metà pomeriggio di un giorno di massima tensione, vengono modificati, come richiesto dalla Regione, i dati del precedente monitoraggio. L’indice di contagio lombardo scende sotto 1, esattamente a 0,82 dal valore di 1,40. Per il ritorno in zona arancione si deve attendere l’ufficializzazione con ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza. Nel frattempo, scoppia la bagarre politica. Indiscrezioni da Roma attribuiscono alla Regione guidata da Attilio Fontana l’errore nella trasmissione dei dati. La replica del governatore è durissima, appena dalla cabina di regia trapela la notizia dell’imminente slittamento di colore dovuto alla rettifica dei valori errati dell’Rt: “La Lombardia deve essere collocata in zona arancione – scrive in un post su Facebook alle 15,30 mentre la riunione a Roma è in corso – . Lo evidenziano i dati all’esame della Cabina di regia, ancora riunita. Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze“. E verso sera aggiunge: “Noi abbiamo sempre mandato dati puntuali, precisi e corretti. Sono fiducioso e aspetto notizie positive sulla zona arancione“. continua a leggere

I Gufi – Cipressi e bitume (Brivio – Albertarelli), il coronavirus si porta via a 82 anni lo storico artista dei Gufi


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/01/22/news/roberto_brivio_morto_i_gufi_coronavirus-283516855/?ref=RHTP-BH-I281542667-P8-S7-T1

Roberto Brivio (Milano, 21 febbraio 1938 – Monza, 22 gennaio 2021) è stato un attore, cantante, cabarettista e chansonnier italiano, membro dello storico gruppo I Gufi.

Era ricoverato da qualche giorno all’ospedale San Gerardo di Monza

I Gufi – Cipressi e bitume (Brivio – Albertarelli)

Nei Gufi era chiamato il Cantamacabro: era lui a scrivere le canzoni del quartetto musical-cabarettistico dedicate alla morte. Come Cipressi e bitume, sul cimitero: “È la tua nuova casa di riposo/ bisogna entrarci calmi col sorriso/ perché di lì si va in paradiso/ sol chi ha peccato può finire ancor più giu. È confortevole, è tranquillissimo, è curatissimo, il cimiter!“. Ora quella è la nuova casa anche di Roberto Brivio, morto a 82 anni di Covid. Dopo Gianni Magni e Nanni Svampa se ne va anche il terzo dei Gufi, resta in vita solo Lino Patruno. Il gruppo durò solo 5 anni (1964-1969) ma fu una folgorazione nell’Italietta democristiana che vide arrivare in tv quattro pazzi in tutina nera a cantare di cimiteri, sesso, religione, satira politica, canzoni da osteria in dialetto e tanto altro con mimica e senso dell’umorismo folgorante. Poi si sciolsero per la decisione di Magni di tentare la carriera da solista, “ma io non gliel’ho mai perdonata, fu un suicidio, facevamo sempre tutto esaurito“, disse Brivio, che non a caso stava lavorando a una reunion della band, con nuovi compagni: Flavio Oreglio, Alberto Patrucco, David Riondino. Ma il virus prima ha ucciso il progetto, poi ha ucciso proprio Brivio, dopo qualche giorno di ricovero all’ospedale San Gerardo di Monza.   continua a leggere

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I Gufi sono stati un gruppo musicale italiano, dialettale milanese e cabarettistico, formatosi nel 1964 e scioltosi nel 1969, eccezion fatta per una breve reunion nel 1981. Roberto Brivio (Milano, 1938) – Chitarra, fisarmonica e voce.

Conferenza Stampa Commissario Straordinario Domenico Arcuri – 21/01/2021


Conferenza Stampa Commissario Straordinario Domenico Arcuri – 21/01/2021

Lombardia zona rossa, ecco il ricorso al Tar contro il Dpcm del governo: “Decisione illegittima”


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/01/20/news/gaffe_vaccini_anti_covid_pil_letizia_moratti_nuova_versione_ricorso_zona_rossa_regione_lombardia-283380331/

Se i giudici amministrativi giudicassero ammissibile il ricorso potrebbero accogliere la richiesta di sospensiva avanzata dal governatore Fontana in attesa di decidere nel merito. Moratti fa retromarcia su vaccini in base al Pil

La contestazione dell’indice di trasmissibilità del virus (Rt) rispetto al dato di incidenza settimanale considerato “fortemente indicativo della progressione dell’epidemia, in quanto restituisce un’idea del numero di possibili vettori di infezione” e che “permette di effettuare una prognosi veritiera sulla pressione cui sarà sottoposto il sistema sanitario” nelle prossime settimane. Secondo il Pirellone, l’indice Rt “fotografa una situazione epidemica non attuale”. E’ questo il punto di maggior rilievo che la Regione Lombardia contesta nel suo ricorso al Tar sulla decisione del Governo di porla in zona rossa. continua a leggere

Covid: focolaio a St. Moritz, due hotel in quarantena


articolo: https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2021/01/18/covid-focolaio-a-st.-moritz-due-hotel-in-quarantena_b8e79a28-4578-4300-9ef7-1774b01af91b.html

Dodici le persone contagiata da una variante del Covid

Le autorità sanitarie svizzere hanno messo in quarantena due hotel e chiuso tutte le scuole di sci a St. Moritz dopo la scoperta di un focolaio di una variante del coronavirus.

Lo riporta il Guardian. Sono dodici i casi di Covid individuati finora nella cittadina, non è stato precisato se la variante che li ha contagiati sia quella britannica o quella sudafricana. Da domani inizieranno i test di massa sui 5.200 abitanti della popolare località sciistica, mentre ospiti e personale dei due alberghi saranno testati in giornata. 

Lombardia zona rossa, il ricorso di Fontana: …….


Lombardia zona rossa, il ricorso di Fontana: «Per il Cts non eravamo area critica, il governo riveda i parametri»

Intervista al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: «Lunedì presenteremo il ricorso al Tar contro l’inserimento in zona rossa. Per il Cts non eravamo tra le aree critiche»

articolo e intervista: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_gennaio_17/lombardia-zona-rossa-fontana-adesso-governo-riveda-parametri-non-puo-piu-rinviare-5559ac78-588c-11eb-9753-e0ea6e647f4a.shtml?fbclid=IwAR2-mQ8jhopwjZ4ish_8ZhE92lVy5blfgdxmY8OoYscuaVklNguq_tNt-uo

Covid, il dossier lombardo

Lombardia in zona rossa da oggi fino al 31 gennaio, partenza tra i veleni: «Dati peggiori in altre Regioni»

articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_gennaio_16/02-milano-sintxcorriere-web-milano-863b45fc-582f-11eb-ae23-b4c117d7c032.shtml

Sono tre i motivi per cui la Regione chiede una revisione dei parametri che hanno portato da oggi al 31 gennaio (almeno) la Lombardia al suo terzo lockdown, vale a dire al nuovo ingresso in zona rossa insieme a Sicilia e provincia autonoma di Bolzano. Una scelta che non rispecchierebbe l’attuale situazione epidemiologica del territorio. Il primo è l’indice Rt stimato al 30 dicembre e non al 4-10 gennaio, quando il trend di crescita dei casi è sceso e si è stabilizzato; il secondo è la valutazione dell’incidenza di casi settimanali che vede la Lombardia superata da molte altre Regioni; il terzo è il calcolo «viziato» sulla saturazione delle unità di terapia intensiva.

Venerdì sera il presidente Attilio Fontana ha inviato una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza chiedendo una revisione della classificazione, insieme a una nota tecnica. Una sorta di contro-dossier che però non ha, al momento, sortito alcuna risposta se non la firma dell’ordinanza che colloca la Lombardia in area scarlatta. continua a leggere

Lombardia in zona rossa dal 17 al 31 gennaio. Dalle scuole ai parrucchieri, le regole del nuovo Dpcm


articolo: https://www.corriere.it/economia/lavoro/21_gennaio_16/lombardia-zona-rossa-fino-quando-scuole-parrucchieri-regole-nuovo-dpcm-db8c30ae-57f1-11eb-ae23-b4c117d7c032.shtml?fbclid=IwAR38fkSBvV1Nc4YlBykP4-vHeOijE_sUVvS2rVjDL8KMo1ea1LkVWB4EaNg

La Lombardia torna in zona rossa. L’ordinanza del ministero della Salute Roberto Speranza, giunta nel pomeriggio del 16 gennaio, entra in vigore da domenica 17 gennaio, e imporrà il ritorno della Lombardia — la regione più colpita dalla pandemia di Covid — nel regime normativo più restrittivo previsto dal Dpcm varato dal governo.

La durata di questo nuovo regime normativo sarà — stando a quanto stabilito dal governo stesso — di almeno 14 giorni: dunque almeno fino al 31 gennaio, come indicato nell’ordinanza. Una variazione del colore della regione potrebbe essere annunciata — se i parametri lo permetteranno — venerdì 29 gennaio, per entrare in vigore poche ore più tardi.

Il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha annunciato venerdì 15 un ricorso contro questa decisione del governo, giudicandola inutilmente punitiva poiché basata su «dati vecchi che non tengono conto della situazione reale». Non è chiaro, al momento, come questo ricorso potrebbe modificare il periodo in cui la Lombardia dovrà rimanere in zona rossa.

Che cosa comporta la zona rossa? Ecco le norme stabilite dal Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri.

Le scuole in Lombardia – Come indicato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, in zona rossa restano in presenza i servizi educativi per l’infanzia, la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno delle scuole medie. Le attività didattiche in tutti gli altri casi si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza, salvo esigenze specifiche per alunni con disabilità o bisogni educativi speciali.

Gli spostamenti – All’interno della zona rossa ci si può spostare da casa solo per motivi di lavoro, salute, urgenza. Ci si può anche recare — solo in due adulti, una sola volta al giorno, e all’interno del territorio comunale — a fare visita a un parente o a un amico. Resta valida la deroga varata con il decreto che ha preceduto il Dpcm Natale: chi abita in un paese con un numero di abitanti inferiore a 5.000, può andare a trovare un amico o un parente (sempre solo in due, una sola volta al giorno) anche in un Comune che stia all’interno di un raggio di 30 km, purché non sia un capoluogo di Provincia. Non è consentito uscire dalla propria Regione, se non per andare presso la propria abitazione, domicilio o residenza.

Quali negozi restano aperti – Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione e bar: resta possibile la consegna a domicilio e, fino alle 22, la ristorazione con asporto. Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità, cioè quelli indicati in questo allegato 23 e qui riportati:

  •  Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari)
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2), ivi inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  •  Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il giardinaggio
  • Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio
  • Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati
  • Commercio al dettaglio di biancheria personale
  • Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati
  • Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori
  • Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica)
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
  • Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali
  • Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

Parrucchieri e centri estetici – Sono sospese le attività e i servizi alla persona salvo quelli indicati in questo allegato24 e qui riportati integralmente

  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • Attività delle lavanderie industriali
  • Altre lavanderie, tintorie
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse
  • Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere.

I centri estetici, dunque, restano chiusi.

Lombardia in zona rossa, Fontana: «Punizione non meritata, faremo ricorso»


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_gennaio_15/covid-fontana-la-lombardia-sta-entrare-zona-rossa-punizione-non-meritata-84d17d84-571d-11eb-8f51-2cbbf1c2346f.shtml?fbclid=IwAR1t4BbRcR38J2EZG0D3yAm4WPxYD2HVNv5RlKoPFLC_LLot8KMeco_Kz0s

Il governatore sulle nuove misure restrittive: «Ho chiesto al ministro Speranza di ripensarci». La zona rossa, per il governatore, «è estremamente penalizzante. Lunedì le scuole superiori non riaprono. C’è qualcosa che non va nei parametri»

«Non condividiamo la scelta di inserire la Lombardia in zona rossa per cui, qualora dovesse arrivare questa ordinanza, proporremo ricorso». Ad annunciarlo il presidente della Regione Attilio Fontana intervenendo in diretta a «Pomeriggio Cinque». «Ho chiesto al ministro Speranza di ripensarci – ha aggiunto Fontana – e invieremo delle accurate note per spiegare le motivazioni della nostra opposizione. Sono stato cauto e ho preteso sempre il rispetto delle regole. Tuttavia ritengo fortemente penalizzante questo scenario, che darebbe un colpo devastante a una grossa fetta dell’economia lombarda. Più volte ho chiesto al Governo di rivedere i parametri perché basati su dati vecchi, in questo caso del 30 dicembre che, oltretutto, non tengono conto di importantissimi indicatori a noi favorevoli, come per esempio l’Rt sull’ospedalizzazione. Purtroppo non abbiamo ancora ricevuto risposta».

Una posizione, quella contro l’ingresso della Lombardia in zona rossa, espressa dal governatore già in mattinata, a margine di un evento a Concorezzo, in Brianza. «Ho appena parlato con il ministro Speranza – aveva detto -, è una punizione che la Lombardia non si merita. Mi ha detto che farà fare ancora dei controlli». Attilio Fontana ha parlato a margine della presentazione del progetto «Smarter Italy» per l’innovazione dei Comuni italiani, e ha poi postato il video su Facebook.

A domanda diretta, «Quindi zona rossa?» Fontana aveva risposto «per ora sì», aggiungendo: «Le scuole non riaprono», riferendosi alle superiori e alla recente sentenza del Tar. «Ma io sono molto critico», aveva aggiunto. «Ho fatto presente a Speranza che c’è qualcosa che non funziona nei conti, come vengono fatti e nella determinazione dei parametri». E ancora «secondo me bisogna rivederla perché oggettivamente siamo in una fase in cui stiamo migliorando i numeri eppure c’è il rischio che si entri in zona rossa. I cittadini si sono comportati tutti molto bene e sinceramente la zona rossa è estremamente penalizzante». «Il vero problema – per Fontana – è che il conteggio dell’Rt è una cosa estremamente opinabile e poi si riferisce a dati vecchi e se c’è stata un’evoluzione, di questa non si tiene conto. Io sono molto cauto nella valutazione dei dati ed epidemiologica, ma onestamente credo che la Lombardia non si meriti il rosso». «Ho chiesto a Speranza di riguardare, lui mi ha detto che farà fare ancora dei controlli e che chiamerà il Comitato tecnico per rivalutare la situazione».

E nel caso in cui la Lombardia dovesse passare domenica in zona rossa, la zona di Bergamo – duramente colpita durante la prima ondata – chiede una deroga in quanto ora nel territorio provinciale il numero di casi di Covid-19 è contenuto. Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, e il presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli, hanno inviato una lettera al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e all’assessore al Welfare, Letizia Moratti, perché tengano conto della richiesta del territorio e se ne facciano portatori al Ministero della Salute.