Caldaie, fuori norma ……………


Caldaie, fuori norma una su quattro
Il teleriscaldamento cresce del 10%

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_dicembre_30/inquinamento-smog-polveri-caldaie-fuori-norma-su-quattro-teleriscaldamento-cresce-10percento-c65b4b28-aeca-11e5-8a3c-8d66a63abc42.shtml

Stagione termica 2015-2016, secondo i dati dell’amministrazione comunale, il servizio di teleriscaldamento è cresciuto del 10 per cento rispetto a un anno fa. Sono allacciati alla rete di A2A oltre 100mila «appartamenti equivalenti» (pari a circa 80 metri quadri), venti edifici comunali (da Palazzo di Giustizia alla Biblioteca Sormani) a cui a breve si aggiungeranno la sede centrale della polizia locale, Palazzo Reale, gli uffici di via Dogana, il Duomo e la Veneranda Fabbrica. Numeri che si traducono in circa 51mila tonnellate di anidride carbonica evitate, ovvero il 43 per cento dell’obiettivo finale del Piano.

 Dal 2014 si vede come l’implementazione del teleriscaldamento abbia consentito un abbattimento generale degli inquinanti, evitando l’immissione nell’aria di 4,3 tonnellate di polveri sottili, di 84 mila tonnellate di CO2, di 108,8 tonnellate di ossidi di azoto, di 39,5 tonnellate di anidride solforosa, oltre a un minor consumo di 29 mila tep, ovvero tonnellate equivalenti di petrolio.

Nel 2014 il Comune ha effettuato in media l’8 per cento di controlli. Pari al 3 per cento in più di quanto previsto dalla legge regionale. Un risultato che vede Milano come «unica città o provincia lombarda a superare il 5 per cento», sottolineano da Palazzo Marino. L’esito dei controlli sono 2.338 ordinanze per non conformità di impianti e centrali termiche tra ottobre 2014 e ottobre 2015. In pratica: un impianto su quattro risulta fuori norma. La maggior parte delle irregolarità è legata a questioni di sicurezza.

Stop alle caldaie tradizionali da settembre?

http://www.ediltecnico.it/34125/stop-alle-caldaie-tradizionali-settembre-chiariamo-alcuni-punti/

Il nuovo regolamento Ecodesign in vigore dal prossimo 26 settembre 2015 introduce di fatto due novità fondamentali, correlate tra loro:l’obbligo da parte dei costruttori di caldaie di immettere sul mercato soltanto caldaie a condensazione (sempre a partire dal 26 settembre 2015) e l’introduzione dell’etichettatura energetica dell’impianto e dei suoi  componenti, sul tipo di quella in vigore per gli elettrodomestici prima e per le certificazioni  energetiche degli immobili dopo.

Per fare un po’ di chiarezza ritengo opportuno precisare quanto segue: dal 26 settembre 2015 non sarà possibile più immettere sul mercato caldaie non a condensazione.

Tale obbligo riguarda esclusivamente i produttori e non comporta però il ritiro dal mercato delle caldaie di tipo tradizionale (in pratica quelle a camera stagna) per intenderci. Dunque non c’è un obbligo esplicito di montare esclusivamente caldaie a condensazione ma di non immetterle più sul mercato.

Di fatto potranno essere ancora montate caldaie non a condensazione purché la data di fabbricazione risulti antecedente al 26 settembre 2015.

In pratica tale obbligo è concepito in modo che si possano esaurire le scorte già prodotte di caldaie di tipo convenzionale.