Saeco, la messa di Natale davanti


Saeco, la messa di Natale davanti
alla fabbrica per difendere il lavorosaeco_ori_crop_MASTER__0x0-593x443[1]

Vigilia nello storico impianto italiano che produce macchine del caffè, a Gaggio Montano nell’Appenino Bolognese, con i 243 dipendenti che potrebbero perdere il posto. La Philips, proprietaria del marchio, vuole delocalizzare in Romania.

Una messa di Natale sugli Appennini (anche) per difendere un marchio tra i più noti del made in Italy: Saeco, le macchine del caffè celeberrime nei bar. Logo tutto rosso, impresso pure in certe storiche maglie di una squadra pluri-vincente nel ciclismo anni ‘90 con Cipollini, Simoni, Cunego. Nonostante i fasti passati, ora i dipendenti se la passano male e non hanno più certezze: la proprietà, quella della multinazionale olandese Philips, a novembre ha annunciato il licenziamento di 243 operai sui 558 in pianta organica. Una falcidie pesantissima, anche perché il personale è impiegato per intero in un solo impianto a Gaggio Montano, borgo di 5 mila anime sull’Appennino emiliano che molto si appoggia all’indotto della Saeco

Il governo in pressing su Philips

Nel frattempo si muovono sindacati e governo per premere su Philips. Mentre Fiom e Pd bolognese sono ai ferri corti – il sindacato non vuole che «gli esuberi diventino davvero esuberi» ed è propenso alla «linea dura», il partito ipotizza invece una specie di «exit strategy» per ricollocare gli esuberi – l’idea dell’esecutivo è di riportare la produzione delle macchine da caffè di alta gamma a Gaggio Montano e vincolarle con investimenti e tre anni ammortizzatori sociali, prevedendo esclusivamente uscite volontarie e incentivate. Questa la proposta fatta dal ministro dello Sviluppo economico, Federica Guida alla multinazionale e illustrata a Fiom-Cgil e Fim-Cisl. E Philips? Stando a quanto emerso in un incontro del 22 «l’azienda nel ribadire che non ha ritirato gli esuberi, ha dato timidi segnali di apertura e dice che si prende tempo per valutare le proposte del ministro», riferiscono i delegati di Saeco. Se ne riparlerà il 18 gennaio in un nuovo tavolo ministeriale.