1 – Dopo un fine settimana decisamente estivo, in perfetta sincronia con l’equinozio d’autunno – che cade lunedì 22 settembre 2025 – il flusso atlantico condurrà un’intensa perturbazione sull’Italia. Il fronte inizierà a portare maltempo sulle regioni settentrionali e una parte del Centro, poi estenderà la sua influenza anche al Sud.
2- Le previsioni meteo di domenica 21 settembre 20251
Qualche addensamento nuvoloso fin dal mattino su alto Piemonte e Valle d’Aosta con possibilità di primi isolati rovesci o temporali. Soleggiato sul resto del Nord Italia. Dal pomeriggio nubi in ulteriore aumento da ovest con temporali in arrivo entro sera anche sulla pianura piemontese e localmente sulla Liguria. In nottata forti temporali su tutto il Nordovest in estensione alla Lombardia.
Stabile e soleggiato con poche velature del cielo al Centro. A fine giornata nubi in aumento sulla Toscana con possibili temporali la notte sui settori settentrionali della regione.
Stabile e soleggiato con poche velature al Sud. Nubi in aumento serale in Sardegna con possibili piovaschi in nottata.
Temperature in ulteriore lieve aumento, punte di 33°C al Nord in Emilia Romagna, 35°C al Centro Sud. Venti in rinforzo dai quadranti sud orientali. Mari mossi, tendenti a molto mossi i bacini occidentali.
3 – Le previsioni meteo di lunedì 22 settembre 2025
Tempo perturbato al Nordovest, Lombardia e ovest Emilia fin dal mattino con rovesci e temporali anche forti e localmente a carattere di nubifragio sulla Liguria, tra medio alto Piemonte e medio alta Lombardia. Possibili grandinate. Dal pomeriggio fenomeni in estensione anche al Triveneto ma prevalentemente tra alte pianure e settori alpini e prealpini. Piogge meno incisive tra Emilia centrale, Romagna e medio bassa pianura triveneta. Gli accumuli complessivi per la giornata potrebbero toccare punte di 150mm.
Peggiora anche al Centro. In Toscana rovesci a iniziare dai settori settentrionali, tra pomeriggio e sera temporali anche su Umbria e Lazio, fenomeni meno probabili sull’Adriatico. Possibili grandinate.
Temporali in Sardegna, soleggiato sul resto del Sud con nubi in aumento a fine giornata in Campania.
Temperature in calo al Nord e centrali tirreniche, stazionarie o in lieve ulteriore aumento sull’Adriatico e l’estremo Sud. Venti tesi meridionali, mari fino a mossi o localmente molto mossi.
4 – Le previsioni meteo di martedì 23 settembre 2025
Tempo ancora in parte instabile sulle Alpi occidentali e sul Triveneto. Variabile, a tratti instabile, con rovesci e locali temporali a carattere intermittente al Centro, non sono esclusi fenomeni localmente intensi.
Instabile anche al Sud. Tra Sicilia e Campania rovesci e locali temporali, occasionalmente intensi. Nubi in parziale aumento anche altrove ma senza fenomeni significativi.
Temperature in lieve e ulteriore calo. Venti meridionali. Mari mossi o localmente molto mossi.
5 – Le previsioni meteo di mercoledì 24 settembre 2025
Mercoledì 24 settembre 2025 il vortice sarà ancora posizionato sull’Italia settentrionale dove sono attese condizioni di variabilità con dei rovesci intermittenti. A tratti instabile anche al Centro e su parte del Sud soprattutto l’area tirrenica con fenomeni più diffusi durante le ore centrali.
Le temperature tenderanno a diminuire ancora un po’ per riportarsi ovunque entro la media.
6 – Come sarà il tempo fino a domenica 28 settembre 2025
La seconda parte della settimana è ancora oggetto di analisi. In linea di massima il tempo potrà essere ancora a tratti instabile al Nord ma il richiamo di aria umida dal bacino del Mediterraneo dovrebbe esporre all’instabilità anche le regioni centro meridionali, soprattutto quelle tirreniche e le Isole Maggiori. Atteso comunque un ulteriore lieve calo termico.
In Belgio problemi tecnici sono stati causati da un attacco informatico a un fornitore di servizi esterno responsabile dei sistemi di check-in e imbarco dell’aeroporto. Anche gli aeroporti di Berlino-Brandeburgo e Londra Heathrow segnalano problemi tecnici, a causa di un possibile attacco cyber
(reuters)
LONDRA – Un attacco hacker ha mandato contemporaneamente in tilt alcuni grandi aeroporti europei come Londra Heathrow, Bruxelles e Berlino Brandeburgo. Decine sono i voli in ritardo e cancellati, e secondo gli addetti allo scalo della capitale belga “non è ancora chiaro quando il problema verrà risolto e quando si potrà tornare alla normalità”.
In quello che sembra l’ennesimo attacco o incidente con obiettivo gli aeroporti europei dopo l’invasione della Russia in Ucraina nel 2022, stavolta ad essere colpiti sono stati i sistemi di un fornitore terzo dei tre scali, ovvero Collins Aerospace, che fornisce la tecnologia per il check-in e l’imbarco a Heathrow e nelle capitali di Belgio e Germania. Andati in tilt i sistemi, in questo momento tutti i controlli sono effettuati manualmente, il che aumenta enormemente i tempi di check-in e imbarco.
Heathrow, Bruxelles e Berlino Brandeburgo hanno confermato l’attacco cyber in vari comunicati, annunciando che i tecnici stanno operando per risolvere il problema il più in fretta possibile. Tuttavia, nel frattempo, saranno molte decine di voli che saranno ritardati o cancellati. Secondo lo scalo della capitale belga, “l’impatto sulle partenze di oggi sarà significativo”.
L’aeroporto londinese invita i viaggiatori a controllare lo stato del proprio volo online, prima di mettersi in viaggio verso l’aeroporto: “Collins Aerospace, che fornisce i sistemi di check-in e imbarco a diverse compagnie aeree in numerosi scali a livello globale, sta riscontrando un problema tecnico che potrebbe causare ritardi per i passeggeri in partenza”, ha comunicato l’account X di Heathrow. “Mentre il fornitore lavora per risolvere rapidamente l’inconveniente, consigliamo ai viaggiatori di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di mettersi in viaggio. Si prega di non arrivare in aeroporto con più di tre ore di anticipo per i voli a lungo raggio o due ore prima per i voli nazionali. Ulteriore personale è a disposizione nelle aree check-in per assistere i passeggeri e contribuire a ridurre i disagi“.
I Mig di Mosca avrebbero sorvolato lo spazio aereo estone per 12 minuti prima di essere intercettati da F35 italiani. Poco dopo la Polonia ha denunciato che altri due jet russi hanno violato la zona di sicurezza della piattaforma Petrobaltic
Foto dai media eston
Il governo estone ha denunciato una grave violazione del proprio spazio aereo da parte di tre caccia russi Mig-31, che venerdì 19 settembre sarebbero entrati senza autorizzazione nei cieli dell’Estonia, rimanendovi per un totale di 12 minuti.
Poche ore dopo, la Polonia ha dichiarato che altri due jet da combattimento russi hanno violato la zona di sicurezza della piattaforma di perforazione Petrobaltic, nel Mar Baltico.
Lingua originale: polacco. Traduzione di Google Il comportamento provocatorio della Russia Due caccia delle Forze Armate russe hanno effettuato un sorvolo a bassa quota della piattaforma petrolifera e del gas Petrobaltic. I servizi di sicurezza polacchi monitorano costantemente la situazione all’interno delle infrastrutture marittime critiche, anche al di fuori delle acque territoriali polacche.
🚨Prowokacyjne zachowanie Rosji
Dwa myśliwce SZ FR wykonały niski przelot w obrębie platformy wydobywczej Petrobaltic. Służby odpowiedzialne za bezpieczeństwo Polski stale monitorują sytuację w obrębie morskiej infrastruktury krytycznej również poza wodami terytorialnymi RP.
“Mig russi verso Talinn, respinti da F35 italiani” – L’episodio è stato definito dal ministro della Difesa estone come “di una brutalità senza precedenti“. In seguito all’accaduto, Tallinn ha convocato l’incaricato d’affari ad interim dell’ambasciata russa per esprimere una protesta formale e consegnare una nota sulla violazione.
Caccia russi Mig-31
I velivoli Mig-31 sono intercettori pesanti di fabbricazione russa, progettati per operare ad alta quota e ad altissime velocità, in grado di trasportare il missile ipersonico russo Kinzhal. I caccia sarebbero penetrati dal Golfo di Finlandia per circa 5 miglia (più o meno 8 chilometri) all’interno del territorio estone, dirigendosi verso la capitale Tallinn prima che la Nato inviasse degli F-35 italiani per respingerli, secondo quanto hanno riferito fonti informate citate da Politico.
“La Russia ha già violato il confine aereo dell’Estonia quattro volte quest’anno, il che di per sé è inaccettabile, ma la violazione di oggi, nel corso della quale tre aerei da combattimento sono entrati nel nostro spazio aereo, è brutale senza precedenti“, ha detto il ministro degli Esteri Margus Tsahkna. “La crescente prova dei confini e dell’aggressività della Russia deve essere affrontata intensificando rapidamente la pressione politica ed economica“.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Oggi @MFAestonia ha convocato l’incaricato d’affari russo per un’altra violazione dello spazio aereo dell’Estonia, quando tre MiG-31 russi sono entrati nel nostro spazio aereo sopra il Golfo di Finlandia per 12 minuti. Si tratta di un’intrusione sfacciata e senza precedenti, una chiara prova della crescente aggressività della Russia. Tali azioni non possono essere tollerate e devono essere contrastate con rapide pressioni politiche ed economiche.
Today @MFAestonia summoned Russia’s chargé d’affaires over another violation of Estonia’s airspace, when three Russian MiG-31s entered our airspace over the Gulf of Finland for 12 minutes.
This is an unprecedented and brazen intrusion — clear proof of Russia’s growing…
Secondo quanto riferiscono i media estoni, i transponder degli aerei russi avevano i transponder spenti al momento della violazione, e non vi era alcun contatto radio con il controllo del traffico aereo estone.
L’Estonia chiede l’attivazione dell’articolo 4 della Nato – Come aveva già fatto la Polonia, l’Estonia ha chiesto l’attivazione dell’articolo 4 del trattato Nato per una consultazione urgente dei membri dell’Alleanza. Lo ha annunciato il primo ministro estone, Kristen Michal.
“Questa mattina, tre caccia russi Mig-31 sono entrati nello spazio aereo estone. I caccia della Nato hanno risposto e gli aerei russi sono stati costretti a fuggire. Una simile violazione è totalmente inaccettabile. Il governo dell’Estonia ha deciso di richiedere consultazioni ai sensi dell’articolo 4 della Nato“.
L’articolo dispone che “le parti si consultino ogni volta che, a giudizio di una di esse, sia minacciata l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti“.
Un’altra violazione in Polonia – Poco dopo l’episodio in Estonia, la guardia di frontiera polacca ha denunciato: “Due jet da combattimento russi hanno sorvolato a bassa quota la piattaforma Petrobaltic nel Mar Baltico”. “La zona di sicurezza della piattaforma è stata violata“.
Kallas: “L’Ue non mostri debolezza”. Tajani: “Giochi pericolosi” – “Jet russi su Estonia? La storia continua e si ripete: queste cose sono avvenute anche in passato, ma sono giochi pericolosi“, ha affermato il ministro degli EsteriAntonio Tajani. “Putin non deve farli e deve evitare provocazioni. Nessuno si fa intimidire dalla Russia, però dobbiamo lavorare per costruire la pace“, ha aggiunto.
Sull’episodio è intervenuta anche l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, parlando di una “provocazione estremamente pericolosa” da parte del Cremlino. “Si tratta della terza violazione dello spazio aereo dell’Ue in pochi giorni e contribuisce ulteriormente ad aumentare le tensioni nella regione. L’Ue esprime piena solidarietà all’Estonia”, scrive su X Kallas, spiegando di essere “in stretto contatto con il governo estone“.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Sono in stretto contatto con il governo estone. Continueremo a sostenere i nostri Stati membri nel rafforzamento delle loro difese con risorse europee. Putin sta mettendo alla prova la determinazione dell’Occidente. Non dobbiamo mostrare debolezza. (2/2)
I am in close contact with the Estonian government.
We will continue to support our member states in strengthening their defences with European resources.
Putin is testing the West's resolve. We must not show weakness. (2/2)
“Continueremo a sostenere i nostri stati membri nel rafforzare le loro difese con risorse europee. Putin sta mettendo alla prova la determinazione dell’Occidente. Non dobbiamo mostrare debolezza“, ha aggiunto.
“Gli aerei russi hanno violato lo spazio aereo estone oggi. La Nato ha reagito immediatamente e ha fermato gli aerei russi. Questo è un altro esempio del comportamento sconsiderato della Russia e della capacità dell’Alleanza di rispondere“, ha detto il portavoce della Nato.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Questa mattina, alcuni jet russi hanno violato lo spazio aereo estone. La NATO ha risposto immediatamente e intercettato l’aereo russo. Questo è l’ennesimo esempio del comportamento sconsiderato della Russia e della capacità di risposta della NATO.
Earlier today, Russian jets violated Estonian airspace. NATO responded immediately and intercepted the Russian aircraft. This is yet another example of reckless Russian behaviour and NATO’s ability to respond.
Von der Leyen: “Risponderemo” – “L’Europa è solidale con l’Estonia di fronte all’ultima violazione del nostro spazio aereo da parte della Russia. Risponderemo con determinazione a ogni provocazione, investendo al contempo in un rafforzamento del fianco orientale“, ha annunciato la presidente della Commissione europea,Ursula von der Leyen, reduce dalla presentazione dell’ultimo pacchetto di sanzioni alla Russia.
“All’intensificarsi delle minacce, aumenterà anche la nostra pressione. Invito i leader dell’Ue ad approvare rapidamente il nostro 19° pacchetto di sanzioni“.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google L’Europa è al fianco dell’Estonia di fronte all’ultima violazione del nostro spazio aereo da parte della Russia. Risponderemo a ogni provocazione con determinazione, investendo nel rafforzamento del fianco orientale. Con l’aumentare delle minacce, aumenterà anche la nostra pressione. Invito i leader dell’UE ad approvare rapidamente il nostro 19° pacchetto di sanzioni.
Europe stands with Estonia in the face of Russia’s latest violation of our airspace.
We will respond to every provocation with determination while investing in a stronger Eastern flank.
Alla Ecopartenope di Marcianise. Altri due lavoratori sono rimasti lievemente feriti. Le vittime lavoravano su un capannone e l’esplosione li ha sbalzati in aria
EcoPartenope, l’azienda dove è avvenuta l’esplosione (Foto CasertaNews)
Tre persone sono morte in seguito ad un’esplosione verificatasi alle ‘Ecopartenope’ di Marcianise, in provincia di Caserta. Sarebbero morti per l’onda d’urto causata dall’esplosione di un serbatoio di oli esausti i tre lavoratori, tra cui il titolare dell’azienda.
Le Vittime: Ciro Minopoli (Operaio), (Antonio Diodato) e Pasquale De Vita (amministartore unico)
Altri due lavoratori sono rimasti lievemente feriti. I tre deceduti lavoravano su un capannone aziendale e l’esplosione li ha sbalzati in aria per diversi metri.
Sul posto sono presenti diverse squadre dei pompieri.
“Un’altra tragedia intollerabile, di proporzioni enormi, che colpisce il mondo del lavoro nel nostro territorio“, dice in una nota Cgil Caserta, Napoli e Campania. La Cgil esprime “cordoglio profondo alle famiglie, vicinanza ai feriti e ai lavoratori coinvolti, e rabbia per le ennesime morti evitabili. Non si tratta di fatalità. È il fallimento di un sistema di fare impresa che uccide e che continua a non garantire sicurezza. Chiediamo verità immediata su quanto accaduto; più controlli e ispettori; un piano straordinario per fermare questa strage silenziosa“. “Morire di lavoro – conclude la nota- è una vergogna nazionale. Ora basta“.
Ascoltati Immobile, Romagnoli, Provedel e Pellegrini. Il faro degli investigatori puntato anche su possibili attività illecite tra le tifoserie biancoceleste e nerazzurra
L’ex capitano Ciro Immobile, il difensore Alessio Romagnoli, il portiere Ivan Provedel e il terzino Luca Pellegrini. Sono i quattro i giocatori della Lazio, ex o attuali, ascoltati negli ultimi tempi dai militari del nucleo investigativo di Roma. La Procura della Capitale infatti indaga sui rapporti e le pressioni che la tifoseria biancoceleste avrebbe cercato di fare sulla società guidata dal senatore Claudio Lotito. A rivelarlo è Il Domani, che ricorda come un tempo le frange più aggressive e rappresentative del tifo laziale fossero capitanate da Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”, ucciso il 7 agosto del 2019 al Parco degli Acquedotti di Roma, nell’ambito di una faida per il controllo del traffico di droga nella Capitale.
L’indagine romana ricorda quella milanese sui tifosi dell’Inter. E forse non è un caso. Da mesi, sull’asse Roma-Milano, viaggiano documenti riferiti alle diverse tifoserie, ma che poco hanno a che fare con il calcio. Il sistema che ruotava intorno agli ultrà dell’Inter è ormai cosa nota. Il sospetto adesso è che il gemellaggio calcistico tra nerazzurri e biancocelesti riguardasse anche dinamiche che vanno oltre il mondo del pallone.
Forse non è un caso se nell’inchiesta milanese sulle modalità mafiose con cui si muovevano i tifosi dell’Inter e del Milan emerge un sostanzioso versante romano. Ad esempio è scritto che con l’aiuto delle cosche di San Luca, gli ultrà puntavano in alto, o meglio in basso, verso Sud, sulla Capitale. E lo facevano cercando di controllare i parcheggi sotto l’Olimpico, gemellandosi con i laziali della Curva Nord, aggredendo i tifosi della Roma e intervenendo nelle faide tra il cantante Fedez e il personal trainer Cristiano Iovino. Ma in fondo lo sapevano anche loro: “Roma non è casa di nessuno… sono selvaggi… Roma non è come Milano… è più cattiva… Roma ha cani sciolti…”. Non solo pressioni dunque: miravano agli affari con i parcheggi. “Se riusciamo abbiamo fatto bingo con Roma, abbiamo fatto centodieci e lode”, dicono infatti gli indagati, non sapendo di essere intercettati.
Il 7 gennaio 2021, al ristorante La Bis Bistecca di Milano, “nasceva il progetto di acquisizione dei parcheggi presso lo stadio di Roma, disegno fortemente incoraggiato e sostenuto da Gherardo Zaccagni”, si legge negli atti, che fanno riferimento all’imprenditore che gestisce alcuni parcheggi a San Siro con la benedizione di Antonio Bellocco, dell’omonima ’ndrina.
A quella cena i commensali parlano di acquisire una fetta dei parcheggi romani dell’Olimpico. Terminato il pranzo, i quattro vanno nello studio di Zaccagni. “Abbiamo la possibilità, per quanto riguarda Roma… stadio! …omissis… non è difficile… per quello ti dico: ho bisogno di parlare con te! Ho bisogno di parlare con te! Se te lo dico è perché loro sono molto vicini a tutto lì a Roma…”, dicono. Caminiti si autolodava dicendo di essere già stato in grado di far avere i parcheggi sotto San Siro “al suo datore”. Per questo era fiducioso nell’operazione romana: “I parcheggi son tanta roba, eh! … gliel’ho fatto prendere io l’appalto… il sottoscritto è stato… come il sottoscritto è stato se piglia Roma e tutti gli altri…”, diceva.
Nei vari incontri Caminiti sottolineava sempre “il suo necessario apporto alla buona riuscita degli affari, parcheggi dell’Olimpico inclusi”. Il tutto grazie “all’intervento di Luigi Mendolicchio, conterraneo di Mauro Russo, e con cui aveva trascorso un periodo di reclusione comune, periodo durante il quale era detenuto anche Giuseppe Calabrò”, è riassunto nell’ordinanza.
Calabrò è un nome che conta: compare già in alcune indagini per essersi incontrato anche conAngelo Senese, fratello del boss Michele detto “’o pazzo”. Un altro collegamento con Roma avviene nel maggio del 2023. I rapporti tra le due tifoserie non sono buoni. E nelle intercettazioni emergono “problematiche nella gestione dei biglietti che avevano tenuto da parte per i tifosi laziali (finale Coppa Italia svoltasi a Roma) in quanto, a seguito di quanto accaduto la sera prima, questi non si sono presentati allo stadio”. L’alleanza era finita.
Ma a luglio alcuni ex Irriducibili partono per Milano. “Adesso siete voi a comandare – dice l’ultrà Beretta al laziale ‘Franchino’ – tu, Momme, Claudio e il Cinese”. Si tratta di Franco Costantino, Claudio Corbolotti, Alessandro Morongelli e Simone De Castro. Sono loro ad entrare in un bar di Pioltello, vicino Milano. Quando escono, è stato siglato un accordo: “…adesso siamo attaccati bene e vedrai che facciamo le cose fatte bene… non costa niente e siamo fratelli… chi rema contro si deve levare dai coglioni…”.
Negli archivi ci sono anche gli interventi di Orial Kolaj, pugile professionista, tifoso della Lazio, amico di Fabrizio “Diabolik” Piscitelli ed elemento di spicco della criminalità albanese di Roma. L’albanese si sarebbe interessato alla querelle tra Lucia Federico Leonardo (in arte Fedez), Tony Effe e il personal trainer Cristiano Iovino. E lo avrebbe fatto tramite alcuni ultrà dell’Inter intervenuti a sostegno di Fedez.
Ancora: “Il gemellaggio tra gli ultrà interisti e laziali costituisce la prima necessaria premessa per comprendere quanto accaduto”, scrivono gli investigatori riferendosi all’aggressione subita dal personal trainer Cristiano Iovino.
Frutto del gemellaggio tra laziali e interisti sono anche due aggressioni avvenute ai danni dei romanisti. La prima, il 31 ottobre del 2015, quando in occasione di Inter-Roma, “nei pressi del bar Chiringuito, un gruppo di tifosi interisti aggredì alcuni tifosi romanisti di passaggio”. Furono fermati “due ultrà del Nizza presenti all’incontro in virtù dello storico gemellaggio con quelli interisti”.
La seconda, il 26 febbraio 2017, Inter-Roma: “prima dell’inizio dell’incontro circa 80 ultrà interisti dal noto Baretto 1957 si spostarono verso il pub Tenconi di via Tesio col chiaro intento di aggredire i supporter giallorossi. Il contatto fu evitato grazie all’intervento della polizia di Stato”.
L’UEFA aggiorna il ranking dei club dopo due giorni di partite della prima giornata di Champions League. Il Real Madrid resta in vetta con 125.500, davanti al Bayern Monaco con 116.250 e all’Inter, che resta terza a 115.250.
Quarto il Liverpoola 109,500, seguono Manchester Citya 108.750, il Paris Saint-Germaina 102.500 e il Borussia Dortmund a 91.750. Ottavo il Bayer Leverkusen91.250, davanti a Barcellona89.250 e Benfica 83.750 per chiudere la top ten. Per trovare un’altra italiana bisogna andare al quattordicesimo posto (Roma, 80.500).
Cortei in diverse città francesi. Numerose le persone fermate
Scontri alla manifestazione sindacale di protesta per opporsi ai tagli al bilancio a Parigi (LaPresse)
È stato un “giovedì nero” in Francia, per le proteste di piazza contro la manovra, la stessa che ha portato alla caduta del premier François Bayrou. I sindacati e i manifestanti esultano: “In strada siamo più di un milione“. Per il governo invece sono stati “oltre 500.000 i manifestanti“, la metà. E il primo ministro francese Sébastien Lecornu, con un inatteso e inconsueto comunicato post cortei, ha assicurato di essere concentrato sui temi portati in piazza annunciando nuove consultazioni con i sindacati nei prossimi giorni.
Oltre 300 arresti nelle manifestazioni in tutto il paese – Ma non ha mancato di condannare“con la massima severità” le violenze contro le forze dell’ordine e i danneggiamenti avvenuti a margine della giornata di mobilitazione indetta da tutti i sindacati. Soltanto qualche incidente ha macchiato la giornata di mobilitazione. Il bilancio degli arresti è comunque importante. Secondo i dati ufficiali del ministero dell’Interno, 309 sono i fermati in tutta la Francia, mentre 10 sono i feriti tra i manifestanti, uno tra i giornalisti (di France TV) e 26 fra poliziotti e gendarmi. Si tratta di un bilancio lontano dalle giornate di violenza dei gilet gialli o delle manifestazioni contro la riforma delle pensioni del 2023.
A Parigi, il corteo è stato pacifico fino alla conclusione, a place de la Nation, quando sono scattate le abituali scene di guerriglia fra polizia – forte di uno schieramento massiccio di uomini e mezzi – e black bloc che non obbedivano all’ordine di dispersione. Prima di questi scontri in coda al corteo – con i manifestanti già rientrati a casa – c’erano stati lungo il percorso danneggiamenti a vetrine di negozi, soprattutto banche, oltre a pensiline spaccate e qualche falò acceso nelle strade.
Festeggia Bruno Retailleau, ministro dell’Interno, ha proclamato con soddisfazione: “La Francia non è stata bloccata“. Ma cosa rivendicano i francese? Tassa sui ricchi, riforma delle pensioni, inflazione e carovita: sono stati questi i temi dominanti nei circa 250 cortei che hanno percorso le strade di grandi città e piccoli centri del Paese. Non sono mancati gli appelli delle dimissioni rivolti al presidente Emmanuel Macron.
In attesa delle prossime mosse del premier francese Lecornu – L’impressione generale è che si attenda l’esito delle consultazioni del primo ministro Lecornu. Secondo alcuni analisti, se Lecornu avrà effettivamente ricevuto carta bianca da Macron per importanti concessioni, la conferma arriverà nei prossimi giorni. Abile negoziatore, Lecornu mantiene un canale aperto sia con Marine Le Pen sia con i socialisti, che continuano a minacciare la sfiducia ma non hanno chiuso la porta alle trattative.
L’ordinanza, firmata dalla giudice Sonali da Cruz Zluhan del VI Tribunale per la Famiglia di Porto Alegre, stabilisce una detenzione di 30 giorni e un periodo di arresto di due anni, consentendo che il calciatore possa essere arrestato «in qualsiasi momento da qualsiasi autorità»
La carriera internazionale di Douglas Costa, ex giocatore della nazionale brasiliana e di club come Bayern Monaco e Juventus, sta attraversando un periodo buio a seguito della sentenza di un tribunale di Porto Alegre, in Brasile, che ha disposto il suo arresto per un debito di assegni di mantenimento di quasi 493mila reais (circa 93mila dollari).
L’ordinanza, firmata dalla giudice Sonali da Cruz Zluhan del VI Tribunale per la Famiglia di Porto Alegre, stabilisce una detenzione di 30 giorni e un periodo di arresto di due anni, consentendo che il calciatore possa essere arrestato «in qualsiasi momento da qualsiasi autorità».
Il Sydney lo scarica – Il Sydney FC, l’ultimo club di Costa in Australia, ieri ha annunciato la risoluzione del contratto dell’atleta di 35 anni. La società ha spiegato che la decisione è stata presa di comune accordo, motivata dalle «problematiche legali e personali in corso» che il brasiliano sta affrontando nel suo Paese d’origine. Costa aveva già precedenti penali per mancato pagamento degli alimenti. Nel 2023, mentre giocava per i Los Angeles Galaxy negli Stati Uniti, un tribunale brasiliano aveva ordinato la sua detenzione per lo stesso motivo.
Le pressioni e gli affari dei clan riguardano specialmente security e ingressi allo stadio, così i giudici di Catanzaro hanno ordinato la misura
Uno scudo contro la criminalità organizzata. Perché i club di calcio restano un target molto appetibile per le cosche. Così il Tribunale di Catanzaro ha disposto l’amministrazione giudiziaria per dodici mesi nei confronti del Crotone, su proposta congiunta del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, del Procuratore distrettuale della Repubblica di Catanzaro e del Questore di Crotone. Per gli inquirenti, che si sono basati sul lavoro investigativo di polizia e carabinieri del Ros, “sono emersi sufficienti indizi per ritenere che l’attività economica della FC Crotone srl, compresa quella di carattere imprenditoriale, sia stata sottoposta, nel corso dell’ultimo decennio, direttamente o quantomeno indirettamente a condizioni di intimidazione e assoggettamento ad opera di esponenti di locali cosche di ‘ndrangheta, esercitando un asfissiante controllo del territorio di Crotone e delle relative attività imprenditoriali, compresa la FC Crotone srl, certamente più rilevante e appetibile“.
Affari – Nel mirino della criminalità parte dell’indotto che gira intorno al club. Secondo l’accusa infatti: “Il libero esercizio, da parte della società sportiva, con particolare riferimento ai settori specifici della security e della gestione degli ingressi allo stadio, risulta profondamente influenzato dalla presenza pervasiva della criminalità organizzata, di soggetti indiziati di appartenenza alle articolazioni ‘ndranghetistiche locali“. Contestualmente sono state avviate le procedure per la notifica di 17 provvedimenti di Daspo “fuori contesto”.
Il Club – – Un provvedimento a tutela del club dunque, sulla scia di quello notificato al Foggia, anch’esso sotto controllo giudiziario dopo le denunce del presidente Canonico. L’obiettivo è quello di riportare l’attività economica dei club nel perimetro della legalità. La famiglia Vrenna, proprietaria del Crotone e artefice di una storica promozione in Serie A nel 2016, specifica attraverso l’avvocato Francesco Verri: “Non si tratta affatto di un provvedimento punitivo: la misura è stata adottata perché l’Autorità Giudiziaria ritiene che l’Fc Crotone abbia subito il potere di intimidazione della ‘ndrangheta e non ipotizza, neanche lontanamente, complicità o connivenze della società, dei suoi soci o dei suoi dirigenti e collaboratori. L’Fc Crotone collaborerà attivamente con gli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale per proseguire le proprie attività nell’interesse della società, dei tifosi e in generale dello sport“. Intanto la procura della Figc acquisirà gli atti dalla magistratura.
Dopo la sconfitta con il Qarabag il presidente delle aquile esonera l’allenatore e sta chiudendo con lo “Special One”, che qui aveva allenato nel 2000 ed era stato licenziato dal Fenerbahçe proprio dopo l’uscita ai preliminari col Benfica
José Mourinho
Ritorno alle origini: José Mourinho ha firmato e guiderà il Benfica dopo l’esonero di Bruno Lage. La sconfitta (2-3) contro gli azeri del Qarabag è costata il posto all’allenatore e Rui Costa, presidente del club, ha chiamato il tecnico portoghese, che aveva cominciato la sua carriera al Benfica, 25 anni fa, all’esordio da capo allenatore prima dell’esperienza con il Porto che ha cambiato dimensione alla sua carriera.
le dichiarazioni – “Volevo annunciare che abbiamo raggiunto un accordo con Bruno Lage per le sue dimissioni dalla carica di allenatore del Benfica – ha dichiarato ieri sera Rui Costa -. Per quanto riguarda il prossimo allenatore, contiamo di averlo in panchina entro sabato a Vila das Aves“. Senza sbilanciarsi: “L’allenatore che arriverà dovrà essere vincente e avere la capacità di portare la squadra al livello richiesto. Non parliamo di nomi. Il Benfica è attualmente senza allenatore. Il colloquio con Lage è avvenuto solo dopo la partita. Oggi non è stato nominato nessun allenatore, né se ne è parlato per il futuro, ma ovviamente ci stiamo preparando“. E sembra tutto pronto per il ritorno di Mou.
Il report della Uefa racconta anche che l’Inter è il terzo club del Continente con quasi 2 milioni di tifosi, il Milan sesto con 1,8 milioni. Le due società milanesi prime e seconde in Italia
Lo stadio di San Siro durante un derby
Milano, 17 settembre 2025 – Avrà pure una certa età e il bisogno urgente di un restyling, ma il fascino della Scala del Calcio resta immutato nel tempo. Lo dice anche l’ultimo “Report della Uefa“ sulle presenze negli stadi di tutta Europa per quel che riguarda la stagione 2024-2025, andata in archivio cento giorni fa. Numeri alla mano San Sirorossonerazzurro resta l’arena calcistica più “frequentata“ del continente, con poco meno di 4 milioni di tifosi di Milan e Inter (3 milioni e 800mila per la precisione) stimati davanti ai botteghini.
L’indagine – L’indagine ”European Club Talent and Competition Landscape”, che analizza le tendenze attuali del calcio nel Vecchio Continente, certifica la crescita dei dati riguardanti la presenza negli impianti per eventi dal vivo: almeno 240 milioni di spettatori hanno assistito a incontri di club e Nazionali in tutta Europa durante la stagione 2024/25 e ben 35 società hanno superato quota 1 milione di supporter. In testa alla speciale classifica c’è il Manchester Unitedcon 2,2 milioni di tifosi, davanti alReal Madrid con 2 milioni. Sul podio, al terzo posto della graduatoria, c’è l’Inter che raggiunge quota 1 milione e 996mila spettatori. E poco più indietro, al sesto posto (preceduto dal Borussia Dortmund e dal Bayern Monaco) ecco il Milan con un milione e 808mila di fan. I rossoneri si mettono alle spalle Arsenal, Tottenham, Liverpoole laRoma che chiude la “top ten“ con 1 milione e 609mila spettatori. Dunque, Milano sempre più nel pallone e con tanta voglia di calcio, possibilmente dal vivo. Dati straordinari che confermano il trend positivo, perché dopo anni complicati i nostri stadi, a cominciare da un monumento storico come San Siro, reggono il confronto con gli impianti spagnoli.
L’Italia occupa la terza posizione per quel che riguarda le presenze, con il dato di 11,7 milioni di paganti (la media è di 30.700 tifosi a partita). Ancora distanti, invece, le cifre che riguardano l’Inghilterra (15,3 milioni di presenze) e la Germania(11,8 milioni). E se l’Inter può vantare più “fedelissimi“ nella classifica globale (anche perché ha disputato più partite in Europa, 470mila presenze contro le 290mila dei “cugini“), i rossoneri al contrario comandano in campionato, seppur di poco: 1 milione e 360mila presenze contro il milione e 340mila dei nerazzurri con percentuali di riempimento molto vicine (il Diavolo raggiunge l’89%, mentre l’Inter resta all’88%). Numeri che trasformano la Scala del Calcio in una vera e propria fortezza.
Media spettatori – Analizzando la media spettatori, ci sono altri numeri che “premiano“ San Siro: considerando campionati e coppe, in testa alla graduatoria c’è il Borussia Dortmund (81.321 spettatori di media) davanti a Bayern Monaco, Real Madrid e Manchester United(per tutte la media va ben oltre i 70.000 spettatori). Inter e Milan però sono lì, poco sotto quella soglia: i nerazzurri si assestano sui68.859 spettatori di media,il Milan è a quota 66.984 spettatori (ma anche in questo caso c’è un percorso diverso in Champions League). La “carica“ dei 70mila è già ripartita con la nuova stagione. Anche se, con il Milan fuori dalle coppe, sarà impossibile far meglio.
L’Ingv ha registrato una scossa con epicentro proprio a Latina, a circa 8 chilometri di profondità
Una scossa di terremoto è stata avvertita nelle prime ore del mattino di oggi nel capoluogo. La terra ha tremato alle 4,10 di oggi, 17 settembre.
I sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno registrato una scossa di magnitudo 3.2 con epicentro proprio a Latina, nella zona di Santa Fecitola, a una profondità di 8 chilometri. Queste le coordinate geografiche (lat, lon) 41.4662, 12.9528.
La scossa ha risvegliato bruscamente la città ed è stata avvertita distintamente da tutta la popolazione. Tanti i messaggi sui social di persone che hanno raccontato di aver sentito in maniera forte il sisma, anche in altre zone della provincia pontina.
La nuova penalizzazione si somma ai 7 punti già comminati in precedenza. In questo modo, il club giuliano partirà da –20 in questa stagione.
Lo Stadio Nereo Rocco, casa della Triestina (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato l’U.S. Triestina Calcio 1918(Girone A di Serie C) con 13 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva per una serie di violazioni di natura amministrativa. La società era stata deferita lo scorso 31 luglio a seguito di segnalazioni della Co.Vi.So.C..
La nuova penalizzazione si somma ai 7 punti già comminati in precedenza. In questo modo, il club giuliano partirà da –20 in questa stagione, vedendo fortemente ridottele proprie speranze di salvezza a causa di questa sanzione pesante.
La Triestina è stata recentemente acquistata da House of Doge attraverso la sua controllata Dogecoin Ventures, società collegata alla fondazione Dogecoin legata all’omonima criptovaluta. È la prima volta che una criptovaluta ha il controllo diretto di una squadra di calcio professionistica. House of Doge ha scritto in una nota che l’obiettivo dell’acquisizione è promuovere l’utilizzo di Dogecoin nei pagamenti.
Di seguito, la nuova classifica del girone A di Serie C dopo la penalizzazione odierna per i giuliani:
Pos.
Squadre
punti
1
Vicenza
10
2
Lecco
10
3
Union Brescia
9
4
Pergolettese
9
5
Arzignano Valchiampo
7
6
Alcione Milano
7
7
Renate
7
8
Pro Vercelli
6
9
Trento
5
10
Giana Erminio
5
11
Virtus Verona
4
12
Novara
4
13
Cittadella
4
14
Dolomiti Bellunesi
3
15
Inter U23
2
16
Albinoleffe
2
17
Pro Patria
2
18
Ospitaletto
2
19
Lumezzane
0
20
Triestina – (20 punti di penalizzazione)
-15
Violazioni amministrative: 13 punti di penalizzazione per la Triestina
La società era stata deferita lo scorso 31 luglio a seguito di segnalazioni della Co.Vi.So.C.
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato l’U.S. Triestina Calcio 1918 (Girone A di Serie C) con 13 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva per una serie di violazioni di natura amministrativa. La società era stata deferita lo scorso 31 luglio a seguito di segnalazioni dellaCo.Vi.So.C..
sSecondo le prime informazioni Redford sarebbe morto nel sonno
Robert Redford nel 2017 a Venezia, foto LaPresse
Da “La mia Africa” a “Come eravamo”, da “Proposta indecente” a “Gente comune”, con il quale vinse l’Oscar come miglior regista nel 1981. Per questi e molti altri dei suoi meravigliosi film verrà ricordato Robert Redford. La leggenda di Hollywood è morto all’età di 89 anni nella sua abitazione di Provo nello Utah.
A renderlo noto, oggi 16 settembre, è il New York Times tramite Cindi Berger, la Ceo dello studio di pubblicità Rogers & Cowan Pmk , che ha confermato il decesso del grande attore. Secondo le prime informazioni, Redford sarebbe morto nel sonno.
Filantropo e grande amante della settima arte, Redford è celebre anche per avere fondato il Sundance Institute nel 1981 – per sostenere il cinema indipendente – che da allora organizza la rassegna cinematografica del “Sundance Film Festival”. Con una profonda avversione per l’approccio “semplificato” di Hollywood alla realizzazione dei film, Redford ha sempre preteso che i suoi lavori avessero un peso culturale, riuscendo spesso a far risuonare temi importanti – come il lutto o la corruzione politica – grazie anche al suo immenso carisma.
Il secondo Oscar, quello alla carriera, arrivò nel 2022. Mentre, nel 2017 fu premiato a Venezia con un Leone D’oro alla carriera e per il suo impatto nel cinema.
Gli inizi e l’amore con Lola Van Wagenen e Sibylle Szaggars – Dopo aver girato in gioventù tra la California, l’Italia e la Francia, Redford si iscrisse al Prat Institut di New York nel 1958, dove studia arte. In quello stesso anno debuttò sul palco di Broadway, e solo due anni dopo iniziò a muover ei passi nel piccolo schermo con ruoli in serie come “Perry Mason”, “Alfred Hitchcock presenta” e “Ai confini della realtà”. L’esordio cinematografico risale al 1962 con “Caccia di guerra” di Denis Sanders.
Nel 1958 sposa Lola Van Wagenen. I due avranno quattro figli, il primogenito Scott (1959), morirà solo due mesi dopo per una sindrome letale infantile. Poi arrivano Shauna (1960) e James (1962), quest’ultimo stroncato da un tumore nel 2020. La quarta figlia, Amy, è nata nel 1970. Quindici anni dopo finisce il matrimonio con Lola Van Wagenen. Nel 2009 si risposò Sibylle Szaggars, artista tedesca circa 20 anni più giovane.
Attore ma anche regista: i successi più grandi di Redford – Come attore, i suoi film più celebri includono “Butch Cassidy” (1969), con il suo sguardo affettuoso verso i fuorilegge in un West al tramonto, e “Tutti gli uomini del presidente” (1976), sulla ricerca giornalistica contro il presidente Richard Nixon durante l’era dello scandalo Watergate.
In “I tre giorni del Condor” (1975), interpretava un introverso decifratore della Cia coinvolto in un mortale gioco del gatto col topo. “La stangata” (1973), su truffatori dell’epoca della Grande Depressione, gli valse la sua prima e unica nomination all’Oscar come attore. Redford è stato uno degli attori più richiesti di Hollywood per decenni, che si trattasse di commedie, drammi o thriller; gli studios lo proponevano spesso come simbolo di sex appeal.
Il suo successo come protagonista romantico è dovuto in gran parte anche alle straordinarie attrici con cui è stato affiancato: Jane Fonda in “A piedi nudi nel parco” (1967), Barbra Streisand in “Come eravamo” (1973), Meryl Streep in “La mia Africa” (1985).
Passato alla regia intorno ai quarant’anni, vinse l’Oscar per il suo debutto dietro la macchina da presa, “Gente comune” (1980), che racconta la disintegrazione di una famiglia borghese dopo la morte di un figlio. Il film vinse altri tre Oscar, incluso quello per il miglior film.
Il suo secondo film da regista, “Milagro” (1988), una commedia drammatica su un contadino del Nuovo Messico a cui venivano negati i diritti sull’acqua da parte di speculatori senza scrupoli, fu un fallimento commerciale. Ma Redford si rifiutò ostinatamente di scendere a compromessi scegliendo materiale più commerciale. Preferì invece dirigere e produrre “In mezzo scorre il fiume” (1992), un dramma ambientato nel passato su pescatori del Montana che riflettono su questioni esistenziali, e “Quiz Show” (1994), incentrato su uno scandalo televisivo degli anni ’50. “Quiz Show” ottenne quattro nomination agli Oscar, inclusi miglior film e miglior regia.
Forse l’impatto culturale più grande di Redford fu come promotore indipendente del cinema d’autore. Nel 1981 fondò il Sundance Institute, un’organizzazione no-profit dedicata a coltivare nuove voci nel panorama cinematografico. Nel 1984 prese in gestione un festival cinematografico in crisi nello Utah e, pochi anni dopo, lo rinominò in onore dell’istituto.
Il ragazzo si trovava in coma farmacologico dopo una caduta sulla pista cilena di La Parva: si stava allenando in vista delle olimpiadi di Milano Cortina
Matteo Franzoso
Si è spenta in una clinica di Santiago del Cile la giovane vita diMatteo Franzoso. A darne la notizia i sanitari locali, che hanno informato la commissione medica della Federazione italiana sport invernali (Fisi) e il presidente federale. Il 25enne atleta azzurro non ha superato le conseguenze del trauma cranico e del conseguente edema cerebrale, che si era creato dopo la caduta avvenuta sabato durante un allenamento sulla pista di La Parva, a 50 km dalla capitale cilena.
La caduta in pista e il ricovero: cos’era successo – Franzoso, che avrebbe compiuto 26 anni il prossimo 16 settembre, ha affrontato male il primo, piccolo salto del tracciato di allenamento, finendo sbalzato in avanti verso le reti. Ha oltrepassato due file di reti e ha sbattuto contro la staccionata posizionata 6-7 metri fuori dal tracciato. Raggiunto immediatamente grazie all’elisoccorso, l’azzurro delle fiamme gialle, cresciuto sciisticamente al Sestriere, è stato subito ricoverato nel reparto di terapia intensiva e indotto al coma farmacologico.
Col passare delle ore, però, il fisico di Franzoso non ha retto ai danni creati dal trauma. Ragazzo solare, sorridente e gentile, Franzoso era arrivato a La Parva il 6 settembre per la sessione di allenamenti sulla neve assieme agli altri velocisti Mattia Casse, Florian Schieder, Guglielmo Bosca, Christof Innerhofer, Benjamin Alliod, Nicolò Molteni, Marco Abbruzzese e Giovanni Franzoni. A loro si era aggiunto anche Dominik Paris.
Chi era Matteo Franzoso: la carriera – A livello giovanile, Franzoso era stato quarto in discesa ai Campionati Mondiali junior di Narvik, nel 2020. Aveva esordito in Coppa Europa il 13 dicembre 2017, e la sua prima e unica vittoria nel circuito risale al superG del 29 novembre 2021 a Zinal, in Svizzera.
Nella stessa stagione, Franzoso aveva fatto il suo esordio in Coppa del mondo, il 17 dicembre, nel superG della Val Gardena. Sono diciassette le sue presenze nel circuito maggiore (11 superG e 6 discese), nelle quali ha fatto registrare il 28/o posto nel superG di Cortina d’Ampezzo del 28 gennaio 2023 quale miglior risultato. Sempre nel ’23 aveva vinto il titolo italiano nella combinata. L’ultima partenza in Coppa risale alle gare norvegesi di Kvitfjell dello scorso marzo.
Svolta storica in vista per il calcio internazionale. La Fifa ha annunciato che, dalla prossima stagione, le consuete soste Nazionali di settembre ed ottobre saranno accorpate in una sola pausa, più lunga, di tre settimane, che andrà dal 21/9 al 6/10.
Si tratta di un provvedimento a lungo atteso da club e giocatori che avevano presentato tale proposta da tempo e che ora si vedono accontentati. In questo modo infatti si riducono i viaggie si viene incontro anche alle esigenze dei ct che potranno guidare i loro gruppi per più giorni consecutivi.
Il calendario pallonaro d’altronde è sempre più ingolfatoe genera sempre più malumoriche ora il massimo ente che regola il calcio prova a ridurre con questa scelta di condensare le consuete due soste in una sola, più lunga. Il primo esperimento verrà condotto nel 2026con unamaxi pausa da lunedì 21 settembre a martedì 6 ottobre. In questa quindicina di giorni, ogni nazionale disputerà ben quattro partite. Nessuna novità invece per quanto riguarda la sosta di novembre. Questo nuovo format resterà in vigore fino al 2030.
Andiamo con ordine. A quanto parte il Vortice Polare Stratosferico australe sta per subire uno scossone incredibile. Un potente riscaldamento stratosferico sta per mandare letteralmente in crisi il Vortice Polare di quelle aree. E no, non stiamo parlando del nostro “Vortice Polare”, quello che ogni Inverno viene monitorato giorno dopo giorno al fine di capire quali potrebbero essere le implicazioni stagionali.
Tuttavia è ben nota la correlazione, a livello scientifico, tra ciò che accade nell’emisfero australe e quel che potrebbe succedere nel nostro emisfero. Al contrario di ciò che si potrebbe pensare, la circolazione atmosferica globale ha svariate correlazioni e una di queste correlazioni contempla gli accadimenti che stiamo descrivendo.
La crisi del Vortice Polare australe potrebbe ripercuotersi sulla circolazione atmosferica boreale e nello specifico nell’andamento della stagione invernale. Cambiamenti che evidentemente richiedo del tempo per potersi realizzare, ragion per cui abbiamo davanti a noi due stagioni – Autunno e Inverno – che potrebbero risentire di quanto sta accadendo da quelle parti.
Statisticamente, giusto saperlo, esiste una certa correlazione. Talvolta può superare il 50%, ossia una crisi del Vortice Polare australe può avere effetti sulla circolazione atmosferica boreale in una percentuale superiore al 50%. Non poco…
Ma che tipo di effetti potrebbe avere? Per quanto riguarda gli Stati Uniti, ad esempio, potrebbe scatenare un Inverno più freddo del solito, soprattutto sui settori orientali. Per quanto riguarda l’Europa, invece, da un lato potrebbe avere gli stessi effetti – quindi più freddo – mentre dall’altro lato potrebbe condurci verso un Inverno più mite e anticiclonico.
Da cosa dipende? Nel nostro caso dalle interazioni con l’Oceano Atlantico.Atlantico che come sempre rappresenta il termo regolatore principale, ragion per cui gli effetti potrebbero essere diversi a seconda di quella che sarà la risposta oceanica. Fatto sta che un cambiamento così sostanziale a latitudini australi potrebbe ripercuotersi anche sul nostro tempo.
Non ci resta, quindi, che attendere pazientemente le prossime settimane per capire se effettivamente vi sarà spazio e modo per un’influenza stagionale di un tipo piuttosto che un altro.(METEOGIORNALE.IT)
Quasi pronto il nuovo stadio del Barcellona, potrà ospitare fino a 105 mila spettatori. Restando sempre in Spagna, il Santiago Bernabeu è di proprietà del Real Madrid. In Inghilterra, il Tottenham ha demolito il suo impianto e lo United vorrebbe fare lo stesso con l’Old Trafford
Da sinistra in alto, in senso orario: i lavori di ricostruzione del Camp Nou di Barcellona; il nuovo Bernabeu del Real Madrid; l’Ethiad Stadium e il Parco dei Principi di Parigi
La saga su San Siro appare senza fine a causa di un doppio dilemma che ha portato a innumerevoli ragionamenti: vendita o meno, ristrutturazione o ricostruzione. Come se il Meazza fosse il primo stadio ad affrontare questioni simili. Se dovesse andare in porto il progetto, il nuovo impianto avrà una capienza ridotta anziché aumentata (dai circa 80 mila posti attuali ai previsti 71.500) e l’uso sarà condiviso da due club (caso unico in Europa per uno stadio di proprietà). Guardandosi attorno, gli esempi non mancano. Quasi pronto il Camp Nou, del Barcellona, lo stadio di calcio più grande d’Europa. Non sfiorava per poco i 100 mila posti ma, dopo l’abbattimento e la ricostruzione in fase avanzata, potrà ospitare fino a 105 mila spettatori. Restando sempre in Spagna, il Santiago Bernabeu è di proprietà del Real Madrid ed è stato rinnovato nei passati cinque anni, con una capienza aumentata di circa 5 mila unità. È l’arena più moderna e tecnologica che il mondo del calcio possa vantare.
In Inghilterra, c’è la tradizione degli stadi di club. Il Tottenham ha demolito il suo impianto datato 1889 e dal 2019, dopo una decina di anni dall’annuncio, può avere più ospiti. A Manchester, lo United, con l’auspicio di tornare ai fasti del passato, vorrebbe abbattere l’Old Trafford (75 mila posti), eretto nel 1910, per costruire vicino un complesso avveniristico, curato da Norman Foster, per rendere il « teatro dei sogni» uno spettacolo per 100 mila paganti. In parallelo verrebbero costruite anche 17 mila abitazioni. Fa eccezione il City, che dal 2002 è di casa in un impianto da 55 mila spettatori, di proprietà del Comune. Lo studio di architettura Populous — lo stesso che si è occupato di San Siro — è autore del progetto che farebbe espandere l’Etihad stadium dai 55 mila agli oltre 61 mila posti. L’intenzione è di inserire anche bar, una piazza, un albergo e un museo.
È pubblico anche il Parco dei Principi dove gioca il Psg. La società ha avanzato una proposta di acquisto, ma la sindaca di Parigi si è opposta: non vuole cedere lo stadio al Qatar. Il club ha quindi puntato gli occhi sullo stabilimento Stellantis di Poissy e su un’area a Massy, 25 chilometri a sud dal centro parigino. Il sindaco della cittadina nell’Essone, dopo l’iniziale contrarietà, ha espresso la volontà di indire un referendum. Parola proibita a Milano.
House of Doge, braccio operativo ufficiale della Dogecoin Foundation, è diventato il principale azionista del club di Serie C: si tratta di un’azienda leader nel settore delle criptovalute, usate anche dal patron di Tesla
Inizia una nuova era per la Triestina.Il club giuliano cambia proprietà e l’operazione rappresenta una svolta storica per il mondo del calcio: il nuovo azionista di maggioranza è infatti la società House of Doge, sezione operativa della Dogecoin Foundation, colosso mondiale nel settore delle criptovalute. Si tratta della prima operazione di questo genere nel calcio europeo.
COLOSSO DELLE CRIPTO – Dogecoin è una valuta digitale decentralizzata e open-source, lanciata nel dicembre 2013 dagli ingegneri informatici Billy Markus e Jackson Palmer. Negli ultimi l’azienda si è espansa a tal punto che le sue criptovalute sono state adottate come metodo di pagamento delle aziende guidate da Elon Musk, tra cui Tesla. “Il nostro investimento nella Triestina va ben oltre il calcio – ha spiegato Marco Margiotta, Ceo di House of Doge -. Si tratta di connettere la comunità globale di Dogecoin con uno dei club più storici d’Europa e dimostrare che gli asset digitali possono generare valore, cultura e passione nel mondo reale. Puntiamo a creare un movimento condiviso che unisca l’orgoglio locale con l’innovazione globale“.
LA NOTA DEL CLUB – “Questa operazione rivoluzionaria – si legge nella nota della Us Triestina Calcio 1918 – segna l’integrazione diretta nella propria struttura di un veicolo di commercializzazione legato alle criptovalute, per la prima volta in un club calcistico europeo“. L’obiettivo della compagnia è “accelerare l’adozione di Dogecoin” attraverso lo sport, dai pagamenti alle partnership, fino alle esperienze globali dei tifosi.
Il fair play del belga prende gli applausi dello stadio
Quando si cade c’è sempre bisogno di qualcuno che ti aiuta a rialzarti. Se succede davanti a un pubblico mondiale, fa il giro del pianeta. Nell’ultima batteria dei 3000 siepi maschili ai Mondiali di atletica, a Tokyo, il colombiano Carlos San Martin cade nelle battute iniziali della gara dopo un contatto con l’etiope Lamecha Girma, primatista mondiale, che ha avuto bisogno di un’impresa poi per prendersi la finale con il secondo posto.
Ma non è questo che ha impressionato il pubblico ma il prezioso gesto sportivo del belga Tim van de Velde. L’atleta sudamericano è riuscito a rialzarsi, ma era sofferente e non ce la faceva a raggiungere il traguardo. Il belga, caduto anche lui durante la gara, gli mette una mano dietro alla schiena e lo aiuta, lo accompagna alla linea d’arrivo, sostenuto dagli applausi del pubblico che ha apprezzato il bel gesto. Il risultato sportivo delude, sono entrambi eliminati, ma certe immagini sono per sempre.
L’azzurro ha riportato un importante trauma cranico
Brutta caduta in allenamento per lo sciatore italiano Matteo Franzoso a La Parva, in Cile. Il 25enne, genovese, portacolori delle Fiamme Gialle e cresciuto sciisticamente al Sestriere, ha riportato un importante trauma cranico ed è attualmente ricoverato presso una clinica di Santiago, e mantenuto dai sanitari in terapia intensiva e in coma farmacologico per poter approfondire la situazione clinica del discesista azzurro. Lo comunica la Federazione Italiana Sport Invernali, aggiungendo che dopo la caduta in pista, i soccorsi sono stati immediati, e Franzoso è stato trasportato in elicottero fino alla capitale cilena, dove può contare sul miglior soccorso medico locale. La Commissione medica della Fisi è in continuo contatto con i sanitari cileni, che stanno monitorando la situazione. A La Parva sono in ritiro gli specialisti delle prove veloci della Nazionale azzurra: con Franzoso ci sono anche Mattia Casse, Florian Schieder, Guglielmo Bosca, Christof Innerhofer, Benjamin Alliod, Nicolò Molteni, Marco Abbruzzese e Giovanni Franzoni. La Parva è una località sciistica a una cinquantina di km dalla capitale cilena, sulle Ande: 40 piste, due snowpark ad altezze che variano tra i 3.573 e i 2.653 metri.
Chi è Matteo Franzoso – Genovese, 25 anni, Specialista delle prove veloci, Franzoso ha esordito in Coppa Europa nel 2017 a Obereggen in slalom speciale, senza terminare la prova, e ha conquistato la prima vittoria nel 2021 a Zinal in supergigante; ha debuttato in Coppa del Mondo il 17 dicembre successivo in Val Gardena nella medesima specialità (50º). Il suo miglior piazzamento in Coppa nel 2023 a Cortina in superG (28°). Nel gennaio scorso ha gareggiato per due volte sulla Streif di Kitzbuhel (38° in superG e 49° in libera).
I passi, i costi e l’impatto sui conti del progetto che ha rivoluzionato la storia recente del club blaugrana.
Siamo nel gennaio 2014.A guidare il Barcellona da ormai quattro anni c’è Sandro Rosell. In una riunione apparentemente di routine del consiglio di amministrazione del Barcellona, il portavoce Toni Freixa lascia intendere ciò che fino a quel momento sembrava impensabile: «Il Barça potrebbe lasciare il Camp Nou per trasferirsi in un nuovo stadio». Una frase che segna l’inizio di un decennio di annunci, rinvii, scandali, crisi economiche, pandemie e colpi di scena finanziari.
In quel periodo il board blaugrana sta esaminando varie ipotesi sul tavolo ma qualcosa dovrà cambiare. Il club vuole giocare in un impianto al passo con i tempi e in grado di far crescere i ricavi. Ricavi da stadio che, per capirci, erano più di 10 anni fa già ampiamente superiori a 150 milioni di euro, per fare un esempio più del doppio di quanto incassato l’anno scorso dall’Inter.
Le ipotesi sono due: o costruire un nuovo impianto o ristrutturare radicalmente quello esistente. Oggi sappiamo come sono andate le cose, ma in questo nuovo video cercheremo di capire perché ristrutturare lo stadio blaugrana si sia rivelato così complicato. Dal caso Neymar al mercato bloccato dalla FIFA (con l’avvicendamento tra Rosell e Bartomeu), ripercorriamo i passi che nell’aprile del 2014 portarono il 72% dei soci votanti, circa 27 mila membri, ad approvare la proposta di riqualificazione dello storico impianto del Barca.
«Questo è un grande passo avanti per il Barcellona, tra sette anni avremo un nuovo Camp Nou di cui tutti i soci e gli appassionati saranno orgogliosi» disse proprio Bartomeu. Diciamo che qualcosa però è andato storto, perché oggi, quattro anni dopo il termine previsto, lo stadio ancora non è ultimato.
Il nuovo CAMP NOU: il progetto, i costi e il peso sul bilancio del BARÇA – Calcio e Finanza
Annullata l’allerta per onde anomale lungo le coste entro 300 chilometri dall’epicentro del sisma
Un terremoto di magnitudo 7.4 si è verificato al largo della costa della Kamchatka, nell’estremo oriente russo, secondo quanto riportato dall’United states geological survey (usgs).
Il Pacific tsunami warning center aveva inizialmente dichiarato che onde “pericolose” erano possibili lungo le coste entro 300 chilometri dall’epicentro del sisma. Poi l’allerta è stata revocata.
Un terremoto di magnitudo 7.4 si è verificato al largo della costa della Kamchatka (@web)
L’Usgs ha affermato che il sisma ha colpito 111 chilometri a est della città russa di Petropavlovsk–Kamchatsky, capoluogo della regione della Kamchatka, a una profondità di 39,5 chilometri.
Le evacuazioni a luglio – A luglio, uno dei terremoti più forti mai registrati ha colpito la penisola di Kamchatka, innescando tsunami alti fino a quattro metri attraverso il Pacifico e provocando evacuazioni dalle Hawaii al Giappone.
Il delitto avvenuto sulla metropolitana di Charlotte, in North Carolina (Usa), continua a far discutere. Trump: “Quando si verificano omicidi orribili, bisogna adottare misure orribili
I passeggeri indifferenti dopo l’aggressione a Iryna Zarutska
L’omicidio di Iryna Zarutska, la rifugiata ucraina di 23 anni uccisa a coltellate dal 34enne Decarlos Brown, su un treno della metropolitana di Charlotte, ha scosso gli Stati Uniti (e non solo), soprattutto in seguito alla diffusione delle immagini del delitto. Dopo il primo, terrificante, video, adesso fanno discutere delle nuove registrazioni, che mostrano gli altri passeggeri sul vagone indifferenti dopo l’aggressione, mentre la giovane terrorizzata e sofferente si accascia sul sedile. Sul caso è intervenuto anche il presidente Trump: “Quando si verificano omicidi orribili, bisogna adottare misure orribili“.
Lingua originale: inglese. Traduzione diGoogle Solo la PENA DI MORTE sarebbe giustizia per Iryna Zarutska, 23 anni, massacrata su una metropolitana leggera di Charlotte. Fuggita dall’Ucraina per una vita più sicura in America, è stata assassinata dal 34enne Decarlos Brown Jr., arrestato e rilasciato 14 volte.
Only the DEATH PENALTY would be justice for 23-year-old Iryna Zarutska who was butchered on a Charlotte light rail. Fled from Ukraine for a safer life in America and was murdered by 34 year old Decarlos Brown Jr who had been arrested and released 14 times pic.twitter.com/k6S5RIC6iS
L’omicidio di Iryna Zarutska sul treno della metropolitana – Il delitto, come abbiamo raccontato in un altro articolo, è avvenuto lo scorso 22 agosto all’interno di un vagone della metropolitana di Charlotte, in North Carolina (Stati Uniti). Nei giorni scorsi i funzionari dell’ente responsabile del trasporto pubblico nell’area metropolitana, il Charlotte Area Transit System, hanno diffuso le prime immagini del delitto registrate dalle telecamere di videosorveglianza poste a bordo del treno. Il video mostra gli istanti che precedono l’omicidio, con la giovane che sale a bordo del mezzo e si mette seduta davanti al senzatetto, che senza preavviso estrai un coltellino e si scaglia sulla sua vittima. Il filmato poi si sposta su una seconda telecamera, posizionata sul lato opposto del vagone, dove il 34enne viene inquadrato mentre cammina con il coltello ancora insanguinato. I passeggeri all’inizio sembrano non accorgersi di nulla, salvo poi allontanarsi dopo aver notato le macchie rosse sul pavimento.
Il delitto tra i passeggeri indifferenti – A scatenare l’indignazione adesso è un secondo video, che mostra gli istanti successivi all’aggressione con l’inquadratura che resta sulla 23enne e sui passeggeri seduti nelle sue vicinanze. Tutti distratti dal cellulare, i presenti non fanno caso all’attacco, seppur rapido, sferrato nei confronti della ragazza, e poi rimangono indifferenti quando la 23enne, con lo sguardo terrorizzato, piange e si tocca il collo nel punto in cui è stata colpita.
Sui social è stato diffuso anche un terzo video, che preferiamo non mostrare, registrato dalla telecamera posta proprio sopra al sedile della vittima e che mostra integralmente l’omicidio.La giovane viene colpita più volte, senza avere il tempo di difendersi. Poi inizia a perdere sangue e si accascia sul sedile, per poi cadere al suolo a causa della grave emorragia. La 23enne è deceduta nonostante l’intervento dei soccorsi, mentre l’assassino è stato arrestato alla prima fermata.
Il “caso” diventa politico – Il 34enne Decarlos Brown è stato arrestato con l’accusa di omicidio di primo grado, con il movente che resta ancora un mistero. Al momento si trova in carcere, dove si è avvalso della facoltà di non rispondere: in caso di condanna rischia l’ergastolo o anche la pena di morte. L’uomo ha alle spalle una lunga storia criminale ha trascorso diversi anni in carcere per rapina a mano armata e altri reati, ma a far discutere è il sistema del rilascio su cauzione senza pagamento, che gli ha consentito di tornare libero più volte.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Donald Trump, che lunedì scorso ha usato parole forti e critiche, mettendo nel mirino le città governate dai Democratici dopo la minaccia di inviare agenti federali e truppe della Guardia Nazionale a Chicago: “Quando si verificano omicidi orribili, bisogna adottare misure orribili“. Il sindaco di Chicago Brandon Johnson e il governatore dell’Illinois JB Pritzker, hanno respinto la descrizione di Trump della città come “città infestata dalla criminalità” e lo hanno esortato a non inviare truppe, ma molti attacchi sono arrivati anche dagli alleati di Trump, come il consigliere senior della Casa Bianca Stephen Miller, o il segretario ai Trasporti Sean Duffy, che su X ha scritto: “Non riuscendo a punirlo adeguatamente, Charlotte ha deluso Iryna Zarutska e i cittadini della Carolina del Nord“.
Lingua originale: inglese. Traduzione diGoogle Ho figlie della stessa età di Iryna Zarutska. Siamo arrivati a questo punto perché abbiamo leader che non difendono gli americani che non hanno altra scelta che prendere i mezzi pubblici per andare al lavoro. @POTUS e @USDOT sono qui per lottare per i lavoratori. Meritano di essere al sicuro sulle strade, sugli autobus e sui treni.
I have daughters the same age as Iryna Zarutska. We got here because we have leaders who don’t stand up for Americans who have no choice but to take public transportation to get to work.@POTUS and @USDOT are here to fight for hard working people. They deserve to be safe on the… pic.twitter.com/USdbJtF4Wm
Accusa a cui ha risposto il sindaco di Charlotte Vi Lyles: “Come molti di voi, sono addolorato e ho riflettuto a lungo su cosa significhi davvero la sicurezza nella nostra città. Rimango impegnato a fare tutto il possibile per proteggere i nostri residenti e garantire che Charlotte sia un luogo in cui tutti si sentano al sicuro“.
Intanto, la famiglia Zarutska piange la morte della giovane, che si faceva chiamare “Ira“, come raccontato dai parenti nel necrologio: “Iryna era arrivata negli Stati Uniti tre anni fa con la madre, la sorella e il fratello in cerca di sicurezza dalla guerra russa in Ucraina. Era un’artista dotata e appassionata che aveva conseguito una laurea in arte e restauro presso un college di Kiev e sognava di diventare assistente veterinaria“.
Come le vite di un rifugiato ucraino e di un uomo di Charlotte con precedenti penali si sono incrociate in un accoltellamento mortale
Siti sessisti, la polizia postale chiude la piattaforma «Phica.eu»
Iryna Zarutska, 23 anni, è stata accoltellata a morte ad agosto mentre si trovava su un treno della metropolitana leggera di Charlotte, nella Carolina del Nord. da Iryna Zarutska/Instagram
Iryna Zarutskaera solo una delle tante passeggere quando salì sul treno notturno della Linea Blu, dopo essere giunta alla stazione di Scaleybark, a pochi chilometri dal centro di Charlotte. Indossava pantaloni color cachi e una camicia scura. I suoi lunghi capelli biondi erano raccolti sotto un cappello della pizzeria Zepeddie’s, dove lavorava.
Come i passeggeri lì vicino, la ventitreenne chinò il capo mentre il treno proseguiva, assorta nel telefono che teneva in mano. Zarutska, una rifugiata ucraina, aveva scelto una fila vuota e si era seduta di fronte a un uomo con una felpa rossa, ignara dell’imminente collisione tra i due .
Solo quattro minuti dopo, Decarlos Brown, il passeggero dietro di lei, frugò nella piega dei suoi vestiti e tirò fuori quello che sembrava un coltello. Per un attimo, guardò di nuovo fuori dal finestrino, come se non avesse intenzione di fare altro. Ma con un movimento rapido, si lanciò in avanti, afferrò il sedile e colpì mortalmente Zarutska, che si strinse il viso e la gola prima di accasciarsi a terra.
Zarutska è morta sul treno per le ferite riportate, mentre i passeggeri si inginocchiavano su di lei per aiutarla. Brown è stato accusato di omicidio di primo grado per l’omicidio della donna.
Nei giorni successivi alla diffusione del video dell’attacco, l‘accoltellamento e la lunga storia criminale di Brown, tra cui condanne per rapina a mano armata, furto e violazione di domicilio, sono stati denunciati dall’amministrazione Trump e dai politici conservatori come un esempio dei crimini violenti che, a loro dire, affliggono molte città a guida democratica negli Stati Uniti
Il crimine è diventato un grido di battaglia mentre l‘amministrazione cerca di giustificare l’invio di truppe federali a Los Angeles e Washington, DC, mentre il presidente Donald Trumpminaccia di inviare la Guardia Nazionale a Chicago.
“La Carolina del Nord, e ogni Stato, ha bisogno di LEGGE E ORDINE, e solo i repubblicani potranno garantirlo!”, ha dichiarato Trump su Truth Social. Ha definito Brown un “criminale di professione“.
Il sindaco di Charlotte, Vi Lyles, e la famiglia di Brown hanno entrambi affermato che l’omicidio è in parte dovuto alle carenze del sistema giudiziario che ha permesso a Brown di reinserirsi nella comunità nonostante i precedenti penali per malattia mentale e le condanne per rapina a mano armata,furto aggravato e violazione di domicilio.
Alla fine, i percorsi di due persone si sono fatalmente incrociati: una donna sfuggita alla violenza per poi affrontarla negli Stati Uniti e un uomo i cui familiari ritengono sia stato tradito sia dalla giustizia penale sia dal sistema sanitario.
Zarutska ha abbracciato la vita americana – Zarutska aveva un dono. Sua madre lo chiamava “un dono da artista“. Non era la sua capacità di scolpire o disegnare abiti, anche se amava farlo. Zarutska, laureata in arte e restauro al Synergy College di Kiev, spesso donava le sue opere a familiari e amici.
Il suo “dono d’artista” era ciò che sua madre chiamava affettuosamente la sua capacità di dormire per “lunghi periodi di tempo“.
Era una persona casalinga e “era più felice quando era circondata dalla famiglia e dalle persone care“, hanno detto i suoi familiari nel suo necrologio .
Zarutska lasciò l’Ucraina nell’agosto del 2022, sei mesi dopo l’invasione russa, per sfuggire alla guerra.
Lonnie, un amico di famiglia, ha raccontato alla WCNC, affiliata alla CNN, che Zarutska ha dovuto sopportare i bombardamenti quotidiani in Ucraina e l’agonia di non sapere “se avrebbe potuto vivere o respirare un altro giorno“.
Fuggì con la madre, la sorella e il fratello, trovò casa nella Carolina del Nord e abbracciò la vita a Charlotte. Frequentò il Rowan-Cabarrus Community College e sognava di diventare assistente veterinaria.
“Si prendeva spesso cura degli animali domestici dei vicini e molti ricordano con affetto di averla vista passeggiare con loro nel quartiere, sempre con il suo sorriso radioso“, ha detto la sua famiglia.
Zarutska lavorava in una zona vivace del Lower South End, costellata di birrerie, complessi residenziali e caffetterie. L’inaugurazione della metropolitana leggera nel 2007 ha contribuito ad alimentare la crescita del quartiere.
Stava lentamente diventando indipendente e stava imparando a guidare, dicevano. Ma nel frattempo, avrebbe preso il treno.
“Sapevo che stava lottando” – Pochi giorni prima dell’accoltellamento, Brown si era presentato a casa della madre. Michelle Dewitt ha raccontato che suo figlio, senza casa e ospitato in un rifugio locale, aveva chiesto di restare per la notte.
Più tardi quella mattina, la madre di Brown lo lasciò in un rifugio di Statesville Avenue, a pochi chilometri dalla stazione di Scaleybark. Lo abbracciò e gli disse che gli voleva bene, disse, prima di dirigersi in chiesa.
Quando ha scoperto dell’accoltellamento e dell’arresto, Dewitt non riusciva a credere che si trattasse di suo figlio. Lo aveva già cacciato di casa in precedenza perché troppo violento, ha raccontato alla WSOC, affiliata alla CNN . Eppure, pensava che l’identificazione di suo figlio come sospettato fosse stata un errore.
Ma Brown, che aveva una storia di problemi di salute mentale, negli ultimi anni aveva avuto difficoltà, ha detto.
Sua sorella, Tracey Brown, ha affermato che gli era stata diagnosticata la schizofrenia e che soffriva di allucinazioni e paranoia.
Decalos Brown aveva trascorso più di cinque anni in prigione per rapina con arma pericolosa. E quando uscì nel 2020, sua sorella disse di aver avuto la sensazione di avere a che fare con una persona diversa.
Decalos Brown è accusato di omicidio per la morte di Iryna Zarutska. Ufficio dello sceriffo della contea di Mecklenburg
“Non sembrava più lui“, ha detto Tracey Brown. Suo fratello faceva fatica a sostenere conversazioni semplici e non riusciva a mantenere un lavoro. A volte diventava aggressivo.
Decarlos ha aggredito la sorella nel 2022, ha raccontato alla CNN. L’ha morsa e ha rotto i cardini di una porta, ma la sorella ha dichiarato di aver deciso di ritirare le accuse perché preoccupata per i suoi problemi di salute mentale.
“Sapevo che stava lottando contro qualcosa“, ha detto Tracey Brown. Ma la famiglia ha faticato a trovare un aiuto per la sua salute mentale.
La madre aveva cercato di far trasferire Brown in una struttura di lunga degenza, ha raccontato Tracey Brown alla CNN, ma i suoi tentativi sono falliti perché non era la sua tutrice.
Ha raccontato più volte alla sorella che il governo gli aveva impiantato un chip.
All’inizio di quest’anno, Brown ha chiesto agli agenti di indagare su un materiale “artificiale“ che controllava il suo modo di mangiare, camminare e parlare, secondo quanto riportato dai documenti del tribunale. Gli agenti hanno detto a Brown che “il problema era di natura medica” e che non c’era altro che potessero fare.Sconvolto, ha chiamato il 911. Brown è stato accusato di abuso del 911, un reato minore di classe 1.
Secondo i verbali del tribunale, il suo rilascio era condizionato alla promessa scritta di presentarsi alla successiva udienza. La Casa Bianca ha affermato che il suo rilascio lo lasciava “libero di massacrare una donna innocente“.
Tracey Brown ritiene che quella notte suo fratello abbia subito un disastroso crollo mentale.
Il video dell’aggressione mostra Brown irrequieto e irrequieto. Annuì con la testa, poi la scosse. Si sedette, con il cappuccio tirato sui lunghi capelli, e si raddrizzò bruscamente, per poi piegarsi in avanti e appoggiare la testa sul sedile di fronte a lui. Di tanto in tanto, ondeggiava avanti e indietro.
Infine, attaccò Zarutska, che era appena salita sul treno pochi minuti prima. Charlotte era stata il suo rifugio dalla violenza all’estero, ma ora Zarutska aveva perso la vita lì.
“È davvero molto disgustoso e triste che nella nostra società odierna ci sia così tanta malvagità“, ha detto Lonnie, l’amico di famiglia.
In seguito Brown raccontò alla sorella di aver aggredito la donna perché gli leggeva nel pensiero.
“Una persona che sente delle voci nella propria testa e crede che il mondo sia contro di lei, è destinata a crollare“, ha detto alla CNN.
Il Pontedera di Menichini attende un Rimini in difficoltà tra debiti e fughe
Questa vigilia della gara col Rimini (domani alle 17,30, stadio Mannucci) ricorda un po’ quella vissuta con la Lucchese all’ inizio di aprile del campionato scorso. Allora arrivava a Pontedera una squadra che fino a pochi giorni prima aveva deciso di non scendere in campo a causa della pesante situazione societaria e con i calciatori che non percepivano stipendi da mesi. Alla fine però i rossoneri (che poi si salvarono ai play out) cambiarono idea e giocarono, ma con la testa svagata e persero con un secco 4-1. Il Rimini non è ancora a quel punto – la gara si giocherà regolarmente – ma il caos che regna in una società che solo pochi mesi fa ha vinto la Coppa Italia di Serie C, che ha preso 11 punti di penalizzazione, che ne sta aspettando almeno altri due per un nuovo deferimento, e che non sa ancora se, dopo la trasferta di domani, potrà disporre del proprio impianto per le successive gare casalinghe (al momento può solo svolgervi gli allenamenti), ha già indirizzato in maniera pesantemente negativa la stagione. Che i romagnoli rischiano di non finire. Anche perché nel frattempo, vista la brutta aria che iniziava a tirare, c’è stato un fuggi-fuggi dei migliori elementi (alla fine ha rinunciato anche Piero Braglia, che si era seduto sulla panchina per qualche giorno) e la squadra adesso è zeppa di giovani.
Così, dopo le prime due gare di campionato tutto sommato dignitose come lo sono state la sconfitta casalinga per 1-0 col Gubbio e il pari senza reti a Pesaro, nell’ultima giornata per la squadra di D’Alesio è arrivata una disfatta interna per 4-1 contro la Ternana. Viste le condizioni, per il Pontedera questa sfida diretta numero 27 potrebbe così essere l’occasione per cogliere la prima vittoria di questo campionato.
Dopo il sequestro disposto dalla procura: indagini sul materiale audio-video, e i relativi commenti
La polizia postale e per la sicurezza cibernetica sta concludendo, in queste ore, le operazioni tecniche finalizzate all’esecuzione del decreto di sequestro disposto dalla Procura del tribunale di Roma della piattaforma phica.eu.
Le attività mirano a circoscrivere e quindi a rendere disponibile il complessivo materiale audio-video, e i relativi commenti, per le successive analisi degli investigatori. Le attività tecniche, complesse, sono state condotte dal personale del servizio centrale della polizia postale, con l’ausilio degli specialisti dei centri operativi di Milano e Firenze.
Nelle ultime settimane, sono state decine le denunce di donne, anche volti noti dello spettacolo e della politica, che hanno scoperto le proprie foto su pagine web a sfondo sessuale o esplicitamente porno.
Il sequestro del sito sessista «Phica.eu» è stato disposto, dicevamo, dalla Procura di Roma che nelle scorse settimane ha avviato un’inchiesta delegando le indagini alla polizia postale. A coordinare il fascicolo è il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. Sulla home page del sito ora compare la scritta «dominio sottoposto a sequestro».
Quattro aerei dirottati, 19 terroristi, quasi tremila vittime sono i numeri dell’attacco terroristico che colpì al cuore gli Stati Uniti
11 settembre 2001: come l’attentato alle Torri Gemelle ha cambiato la storia dell’Occidente
Il mattino dell’11 settembre 2001, diciannove terroristi di al-Qaida presero il comando di quattro aerei di linea in viaggio verso la California. I dirottatori condussero due Boeing 767 a schiantarsi contro le Torri Nord e Sud del Worls Trade Center. Il primo velivolo, il volo American Airlines 11, si schiantò contro la Torre Nord, tra il 93° e il 99° piano, alle 8.46. Il secondo, il volo United Airlines 175, colpì la Torre Sud tra il 78° e l’84° piano alle 9:03. 56 minuti dopo l’impatto il grattacielo crollò su se stesso in diretta tv mondiale a causa delle fiamme. Alle 10.28 anche il primo edifico colpito collassò: furono così cancellate dallo skyline di New York le inconfondibili Torri Gemelle. Il terzo aereo, il volo American Airlines 77, si schiantò contro il Pentagono. Il quarto volo, lo United Airlines 93, con cui i terroristi volevano colpire il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington, precipitò vicino Shanksville in Pennsylvania. Dalla registrazione delle scatole nere è emerso che i passeggeri e i membri dell’equipaggio tentarono, senza riuscirci, di riprendere il controllo del velivolo. Il bilancio degli attentati sarà di 2996 morti, 6400 feriti e 24 dispersi.
Le commemorazioni del 24esimo anniversario – Gli americani commemorano oggi i 24 anni dagli attacchi dell’11 settembre 2001 con cerimonie solenni e e altri tributi in onore delle vittime. Molti dei familiari delle quasi 3.000 persone uccise si uniranno a politici alle commemorazioni di giovedì a New York, al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania. Le commemorazioni si svolgono in un momento di crescenti tensioni politiche.
L’anniversario dell’11 settembre, spesso promosso come giornata di unità nazionale, arriva infatti il giorno dopo l’uccisione dell’attivista conservatore Charlie Kirk mentre parlava in un college nello Utah. L’uccisione di Kirk dovrebbe portare a ulteriori misure di sicurezza intorno alla cerimonia dell’anniversario dell’11 settembre al World Trade Center di New York.
A Ground Zero, nella parte bassa diManhattan, i nomi delle vittime dell’attacco saranno letti ad alta voce dai familiari delle vittime durante una cerimonia alla quale parteciperanno il vicepresidente JD Vance e sua moglie Usha. Momenti di silenzio segneranno gli attimi esatti in cui gli aerei dirottati hanno colpito le iconiche torri gemelle del World Trade Center, così come il momento in cui i grattacieli sono crollati.
Al Pentagono, in Virginia, saranno onorati i 184 militari e civili uccisi quando i dirottatori hanno fatto schiantare un aereo di linea contro il quartier generale dell’esercito statunitense. Il presidente Donald Trump e la first lady Melania Trump parteciperanno alla cerimonia. In un campo rurale vicino a Shanksville, in Pennsylvania, una cerimonia simile, caratterizzata da momenti di silenzio, dalla lettura dei nomi e dalla deposizione di corone di fiori, onorerà le vittime del volo 93, l’aereo dirottato che si è schiantato dopo che i membri dell’equipaggio e i passeggeri hanno cercato di assaltare la cabina di pilotaggio. Alla cerimonia parteciperà il segretario agli Affari dei veterani Doug Collins.
Poco dopo le 9 di mercoledì (le 15 italiane) Cuba è rimasta completamente senza elettricitàper la quinta volta in meno di due anni. Il ministero nazionale per l’Energia ha parlato di un «collasso totale della rete elettrica» dovuto a un guasto alla centrale Antonio Guiteras, la più grande del paese, circa 90 chilometri a est della capitale L’Avana. Già nei giorni scorsi c’erano stati estesi blackout nella parte orientale dell’isola, quella più povera e fuori dalle rotte turistiche.
A Cuba, che ha circa 11 milioni di abitanti, situazioni di questo tipo non sono una novità. Lo scorso febbraio a causa di un blackout le scuole del paese erano rimaste chiuse per due settimane; a ottobre l’elettricità era mancata diversi giorni a causa dell’interruzionedella produzione di energia sempre nella centrale Antonio Guiteras. La crisi energetica dipende soprattutto da centrali obsolete, infrastrutture fatiscenti e dalla riduzione delle importazioni di petrolio dal Venezuela; in più negli ultimi anni la situazione è peggiorata ulteriormente a causa del passaggio di due uragani. Per risolvere i blackout più recenti ci sono sempre voluti diversi giorni.
Vanno avanti da tempo e hanno causato il blackout di questi giorni: le centrali sono vecchie e maltenute, e il governo non riesce a reperire abbastanza petrolio
Una casa all’Avana (AP Photo/Ramon Espinosa)
Dallo scorso venerdì pomeriggio l’isola di Cubaè senza corrente elettrica, a causa di due blackout generali che hanno causato interruzioni e problemi soprattutto nella parte occidentale dell’isola, quella della capitale L’Avana. Negli ultimi anni blackout parziali, anche di molte ore, sono stati ricorrenti a Cuba, tanto da essere considerati quasi la norma. Un’interruzione così estesa e prolungata della corrente però non succedeva da tempo, ed è dovuta a ragioni strutturali che potrebbero non risolversi rapidamente, nonostante le parziali rassicurazioni offerte dal governo.
I problemi alla rete elettrica sono uno dei tanti aspetti dell’enorme crisi di Cuba, la più grave dal 1959, quando ci fu la rivoluzione con cui Fidel Castro instaurò un regime comunista sull’isola. La crisi va avanti ormai da alcuni anni e rende difficile il reperimento di cibo, materiale edile e beni di prima necessità. Anche la rete idrica è inefficiente,con prolungate e ricorrenti interruzioni della fornitura d’acqua in varie zone del paese.
La crisi della rete elettrica è provocata da diversi fattori: un numero insufficiente di centrali elettriche e il cattivo stato di quelle presenti, tutte molto vecchie e maltenute; varie difficoltà nel reperire il petrolio necessario per farle funzionare e un aumento della domanda di elettricità da parte della popolazione. Sono problemi strutturali a cui il governo cubano sta dando risposte insoddisfacenti: negli ultimi anni, per esempio, ha definito un piano per costruire 31 centrali alimentate da energia solare, ma ci sarà bisogno di almeno uno o due anni perché le prime inizino a funzionare.
La rete elettrica cubana si basa principalmente su otto grandi centrali termoelettriche, che furono costruite oltre cinquant’anni fa e che non vengono sottoposte a una vera manutenzione da almeno 15 anni. Gli unici interventi che vengono praticati sono quelli per risolvere i guasti ricorrenti, ma si tratta di soluzioni di emergenza, insufficienti e spesso temporanee. Al momento sette delle otto centrali sono interessate da “lavori di ripristino”, complicati dalla cronica assenza di fondi.
Il blackout all’Avana e un ristorante con un generatore proprio (Nick Kaiser/dpa)
Come ha raccontato il New York Times, negli anni Settanta il regime comunista definì un progetto per costruire una centrale nucleare sull’isola: Fidel Castro mandò il suo primo figlio, Fidel Castro Díaz-Balart, a studiare fisica nucleare a Mosca, in Russia. Tornato a Cuba, a partire dal 1980 guidò il piano per la costruzione di una centrale a Juragua, nella provincia di Cienfuegos, sulla costa meridionale dell’isola: avrebbe dovuto fornire il 20 per cento del fabbisogno energetico dell’isola. In oltre un decennio di lavori fu costruita la struttura esterna di un primo reattore, ma l’opera fu poi abbandonata nel 1992, dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, che era il principale partner dell’operazione. Negli anni seguenti ci sono stati vari tentativi di riprendere i lavori, con soci esteri privati, che però non hanno mai superato le fasi “esplorative”.
Già dal 2006 Cuba iniziò ad avere problemi di blackout e produzione insufficiente di energia. Allora Fidel Castro definì le centrali termoelettriche dell’isola «preistoriche» e decise di importare un gran numero di grossi generatori alimentati a diesel e benzina, che rifornivano i piccoli centri e le zone rurali. La rete attuale si basa per una parte consistente su questi generatori, che dipendono dalla fornitura di petrolio.
Nel 2018 inoltre Cuba firmò un accordo con la Turchia per la fornitura di enormi navi che funzionano come centrali elettriche mobili e galleggianti: inizialmente erano tre, nel 2022 sono diventate sette e sono ancorate nella baia dell’Avana. Anche queste sono alimentate a petrolio e gli accordi prevedevano che fosse il governo cubano a fornirlo. In questi mesi almeno alcune delle navi hanno spesso interrotto la produzione per mancanza di petrolio.
(AP Photo/Ramon Espinosa)
Cuba infatti sta faticando a importare il petrolio di cui avrebbe bisogno: il paese produce autonomamente 40mila dei 120mila barili del suo fabbisogno giornaliero, ma secondo alcuni esperti citati dal New York Times il petrolio cubano contiene una quantità alta di zolfo e metalli che possono compromettere il processo di combustione termoelettrica. Fino a pochi anni fa il resto del petrolio necessario arrivava principalmente dal Venezuela, con piccole quote da Messico e Russia.
Negli ultimi anni le importazioni dal Venezuela sono notevolmente calate: circa un decennio fa il paese inviava sull’isola 130mila barili di petrolio al giorno, a prezzi molto ridotti. Era una specie di sussidio che il Venezuela forniva a un paese politicamente vicino, in un periodo in cui la sua economia sembrava poter sostenere lo sforzo. L’attuale crisi economica del Venezuela, particolarmente grave e per certi versi simile a quella cubana, ha limitato fortemente quegli “aiuti”: al momento arrivano dal Venezuela circa 25 o 30mila barili al giorno, un terzo del necessario, in parte perché la produzione venezuelana si è ridotta, in parte perché i costi sono aumentati e solo per questa quota ammontano all’equivalente di 600 o 700 milioni di euro l’anno.
Un altro fattore che sta mettendo in difficoltà la già fragile rete elettrica cubana è l’aumento notevole della richiesta: nell’ultimo anno è molto cresciuto il numero di piccole e medie imprese sull’isola, dopo l’apertura all’iniziativa privatadiventata effettiva di fatto nel 2021. Secondo il primo ministro Manuel Marrero Cruz queste imprese consumano quantità di energia elettrica elevate, tanto che i costi verranno aumentati per la categoria.
L’aumento della domanda è la ragione che il governo cubano sta citando più spesso per provare a giustificare i blackout, insieme alla difficoltà di reperire il petrolio a causa dell’embargo statunitense, perché implicano minori responsabilità (dagli anni Sessanta gli Stati Uniti impongono un duro embargo sui commerci con Cuba, che negli anni ha reso molto complicato trovare beni di consumo sull’isola).
Oltre alle aziende private, negli ultimi anni a Cuba è aumentato anche il numero di generatori e condizionatori inviati sull’isola dai tanti cubani emigrati negli Stati Uniti (più di 850mila dal 2022). Secondo i dati del Consiglio economico e commerciale tra Stati Uniti e Cuba, nel 2024 i cubani hanno importato condizionatori per un valore complessivo di 1 milione di dollari e generatori per 200mila dollari: i generatori vengono utilizzati anche per le pompe elettriche con cui spesso si sopperisce ai problemi della rete idrica, mentre i condizionatori hanno contribuito alla crescita della domanda di corrente e al sovraccarico della rete.
Infine, un’altra causa indicata dal governo per la crisi attuale sono gli effetti del passaggio dell’uragano Milton, a metà ottobre, che ha complicato ulteriormente gli approvvigionamenti di petrolio e altro carburante. Nel 2022 inoltreun enorme incendiodistrusse il 40 per cento del principale centro di stoccaggio del petrolio dell’isola, a Matanzas.
A Cuba per decisione del governo tutti gli esercizi commerciali non necessari e i centri ricreativi come le discoteche sono chiusi dallo scorso sabato, mentre le attività culturali e le lezioni nelle scuole sono sospese fino almeno a lunedì. Gli ospedali stanno continuando a funzionare grazie a generatori propri, così come gli hotel più moderni. Sono stati annunciati lavori straordinari con l’obiettivo di evitare nuovi blackout generali, ma anche alcuni esponenti del governo hanno ammesso di non poterli escludere per il prossimo futuro.
Manifestanti chiedono la fine dell’austerità durante una manifestazione del collettivo “Bloquons tout” (Blocca tutto) a Montpellier, Francia, 10 settembre 2025. In segno di protesta contro il bilancio di austerità del governo uscente, un collettivo online chiamato “Bloquons Tout” ha invitato tutti a bloccare l’intero Paese il 10 settembre con azioni simboliche. EPA/GUILLAUME HORCAJUELO
Giornata di forti tensioni politiche e sociali in Francia, con massicce proteste antigovernative che hanno fatto da sfondo all’insediamento del nuovo primo ministro, Sébastien Lecornu, il quinto nominato in due anni da Emmanuel Macron.
Il ministero dell’Interno francese ha reso noto che da questa mattina sono stati registrati almeno 327 arresti in tutto il Paese nell’ambito delle manifestazioni indette dal movimento ’Bloquons Tout’. Lo riporta l’emittente Bfmtv. In una conferenza stampa, Laure Beccuau, procuratrice generale di Parigi, ha riferito che nella capitale sono stati registrati 199 arresti, 99 dei quali hanno portato alla custodia cautelare da parte della polizia.
Lecornu, fedelissimo del presidente e fino a ieri ministro della Difesa, ha assunto ufficialmente l’incarico a mezzogiorno, incontrando il suo predecessore Francois Bayrou, sfiduciato dall’Assemblea Nazionalelunedì per il piano di rigore volto a ridurre il deficit.
Nel suo primo giorno a Matignon, Lecornu ha promesso una “rottura profonda” con il passato, dichiarando che presenterà nei prossimi giorni la sua visione politica, che – a suo dire – sarà diversa “non solo nel metodo, ma nella sostanza”. Tuttavia, la strada si preannuncia in salita: il partito della sinistra radicale France Insoumise (LFI) ha già annunciato una mozione di sfiducia, al momento senza il sostegno di altri gruppi parlamentari.
Intanto, le piazze di tutta la Francia si sono riempite di manifestanti, in segno di opposizione al presidente Macron e alla sua linea di governo. La mobilitazione, lanciata da una coalizione informale di gruppi di sinistra ha portato a circa 300 arresti e a scontri tra dimostranti e forze dell’ordine. Il ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha parlato di “tolleranza zero” verso ogni forma di violenza, ordinando la mobilitazione di 80.000 agenti su tutto il territorio.
In Francia le proteste dei “Bloquons Tout”
Il tentativo di “bloccare tutto”, come annunciato dagli organizzatori, è riuscito solo in parte.Treni ad alta velocità e metropolitana a Parigi hanno funzionato regolarmente, ma numerose scuole sono state bloccate, così come diverse strade, linee ferroviarie e caselli. A Parigi, i manifestanti hanno alzato barricate con cassonetti, bloccato licei, ostacolato il traffico e lanciato rifiuti contro la polizia. In mattinata, circa 1.000 persone hanno cercato di entrare nella Gare du Nord, ma sono state respinte dalle forze dell’ordine.
Altre città hanno vissuto momenti di forte tensione. A Lione, i manifestanti hanno bloccato una via principale e dato fuoco a cassonetti. A Nantes, la polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla. A Marsiglia, circa 200 manifestanti sono stati fermati mentre cercavano di bloccare una delle arterie principali della città.
Chiuso Museo d’Orsay e parte del Louvre – Chiuso a Parigi il Musée d’Orsay nonché una parte del Museo del Louvre. “A causa di un movimento sociale nazionale il Musée d’Orsay è chiuso oggi 10 settembre. Vi preghiamo di scusarci per il disagio”, si legge in un messaggio pubblicato sul profilo X della celebre istituzione parigina che ospita i capolavori dell’Impressionismo. Un simile messaggio è stato pubblicato sui social del Louvre: “Cari visitatori, a causa di un movimento sociale alcune sale del Museo del Louvre sono eccezionalmente chiuse” scrive il museo più grande al mondo, aggiungendo che anche il piccolo Museo Delacroix,che dipende dal Louvre, è stato chiuso oggi a causa delle proteste. Disagi anche alla Biblioteca Nazionale di Francia (Bnf), con la limitazione degli orari di alcuni spazi come la Salle Labrouste,sprangata per tutto il pomeriggio.
Ripetute violazioni dello spazio aereo, in volo anche jet italiani. Aeroporti chiusi e detriti sulle case. Il premier Tusk accusa Mosca: “La più grande provocazione di sempre, ora riunione Nato”. L’Ue: “Non è stato un incidente”
I resti di un drone russo e una casa danneggiata a Wyryki, in Polonia
All’alba gli abitanti di Wyryki, nella regione di Lublino, sono stati svegliati da un boato. Sul centro della città polacca un F16 di Varsavia ha abbattuto un drone da combattimento russo: ne danno notizia i media locali. I detriti sono caduti direttamente su un edificio residenziale, distruggendone completamente il tetto, a pochi passi da una scuola elementare. Secondo le autorità, nessuno è rimasto ferito nell’incidente.
Un altro drone è stato abbattuto nella zona di Krzywowierzba, circa 15 km a sud-est di Wyryk. Dalle prime immagini che arrivano dalla Polonia si possono distinguere chiaramente i resti di un drone “Gerbera”, una versione più economica e semplificata dei droni Shahed iraniani, usati dalla Russia contro l’Ucraina per missioni kamikaze e come esca per le difese aeree, ma anche come ricognitori.
Droni russi sulla Polonia – La Polonia è in allerta massima dopo che sono state segnalate “ripetute violazioni” dello spazio aereo da parte della Russia, nel corso di un massiccio attacco in Ucraina: circa 415 droni di vario tipo e più di 40 missili da crociera e balistici sono stati lanciati dalla Federazione Russa. Secondo quanto riferito dal premier polacco, Donald Tusk, per 19 volte sarebbe stato violato lo spazio aereo polacco: la prima volta intorno alle 23:30 di martedì, l’ultima intorno alle 6:30 di oggi mercoledì 10 settembre 2025
Come risposta allo sconfinamento di almeno una decina di droni oltre i confini ucraini, i caccia della Polonia e F35 olandesi si sono levati in volo e hanno abbattuto alcuni droni. A dare la notizia è lo stesso il premier polacco. Nell’operazione coinvolti anche AWACS italiani che – insieme ai sistemi di difesa aerea Patriot – hanno rilevato i droni russi tramite radar.
La zona dell’incursione dei droni russi in Polonia
I resti di un altro drone d’attacco russo Shahed sono stati trovati nei pressi del villaggio di Czosnówka, nella Polonia orientale, a circa 30 chilometri dal confine con la Bielorussia.
Il comando delle forze armate polacche ha denunciato quello che ha definito un “atto di aggressione che ha rappresentato una vera minaccia per la sicurezza dei cittadini” e “una violazione dello spazio aereo senza precedenti“.
Secondo alcune indiscrezioni la Polonia starebbe valutando la possibilità di invocare l’articolo 4 della NATO, che prevede formalmente consultazioni urgenti presso il Consiglio Nord Atlantico. L’articolo prevede infatti che qualsiasi Stato membro dell’Alleanza può avviare una riunione se ritiene che la sua integrità territoriale, la sua indipendenza politica o la sua sicurezza siano minacciate.
Il portavoce della Nato ha spiegato che durante una riunione del Consiglio – già prevista per oggi – si parlerà di quanto successo in Polonia.
Polonia in allerta: abbattuti droni russi – Il ministero della Difesa di Varsavia ha riferito che droni russi sono entrati nella notte nello spazio aereo della Polonia, minacciando la città di Zamosc e le province orientali di Masovia, Podlachia e Lublino. Tra gli obiettivi l’aeroporto di Rzeszów, che è stato chiuso: è il principale hub logistico per il rifornimento di armi all’Ucraina.
Sono quindi scattate le operazioni di difesa. Le autorità hanno esortato i residenti a rimanere in casa. Chiusi quattro aeroporti, tra cui lo Chopin di Varsavia, il principale scalo del Paese.
Il premier Tusk: “Siamo in costante contatto con il comando della Nato“. Contestualmente sono in corso le “ricerche a terra di droni abbattuti“.
L’abbattimento degli Shahed segna una nuova fase nella guerra della Russia contro l’Ucraina. È la prima volta che un paese Nato si scontra direttamente con mezzi militari russi. Solo ieri la Polonia aveva annunciato la chiusura del confine bielorusso a causa delle esercitazioni militari di Russia e Bielorussia.
L’Ue: “Non è stato un incidente” – “Abbiamo assistito alla violazione dello spazio aereo europeo più grave da parte della Russia dall’inizio della guerra in Ucraina. Le indicazioni suggeriscono che sia stata intenzionale, non accidentale”. Così l’alto rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera e di sicurezza.
Il senatore repubblicano statunitense Joe Wilson ha accusato la Russia di aver dichiarato guerra alla Polonia e ha chiesto di fornire all’Ucraina armi per colpire all’interno della Russia “La Russia sta attaccando un alleato della NATO, la Polonia, con droni iraniani meno di una settimana dopo che il presidente Trump ha ospitato il presidente Nawrocki alla Casa Bianca. Questo è un atto di guerra“, ha scritto Wilson che ha esortato l’amministrazione Trump a rispondere immediatamente con sanzioni severe per paralizzare la macchina da guerra russa e a fornire urgentemente all’Ucraina armi in grado di colpire il territorio russo.
Kiev: “Attacco russo è atto deliberato” – Secondo l’Ucraina quanto avvenuto è un atto deliberato della Russia “per testare il sistema di possibili risposte occidentali e dimostrare che non esiste“. Lo afferma il consigliere di Zelensky, Michail Podolyak.