Si è spento a 95 anni. Entrato in Rai nel 1960, introdusse alla Domenica Sportiva l’innovazione che avrebbe rivoluzionato il dibattito calcistico
Carlo Sassi – Milano, 1º ottobre 1929 – 28 settembre 2025 – è stato un giornalista italiano.
Il mondo del giornalismo è in lutto per la scomparsa di Carlo Sassi, morto oggi all’età di 95 anni. E’ stato l’uomo che ha inventato la moviola. Nato a Milano il 1° ottobre 1929, Sassi era entrato in Rai nel 1960, iniziando fin da subito a collaborare con La Domenica Sportiva. In anni in cui la televisione sportiva era alla ricerca di nuove forme per raccontare il calcio, Sassi introdusse – e rese celebre – un’innovazione che avrebbe rivoluzionato il dibattito calcistico: la moviola televisiva. Grazie a lui la moviola divenne uno strumento centrale, capace di far discutere milioni di italiani dopo ogni partita.
LA PRIMA MOVIOLA – Una data chiave nella sua carriera è il 22 ottobre 1967, quando durante un derby Milan?Inter si verificò un episodio controverso: un gol di Gianni Rivera fu convalidato, ma dalle immagini rallentate si concluse che la palla non aveva oltrepassato completamente la linea di porta. Quell’evento segnò l’inizio della centralità della moviola all’interno di La Domenica Sportiva e nel racconto televisivo del calcio, diventando uno strumento di analisi, confronto e spesso di polemica.
Nel corso degli anni, Sassi curò per lungo tempo la rubrica della moviola all’interno della DS, e negli anni Ottanta condusse anche un segmento chiamato Pronto moviola, in cui commentava in diretta gli episodi controversi della giornata, spesso intervenendo con collegamenti telefonici con i calciatori protagonisti.
La parentesi a Mediaset, il ritorno in Rai – Fino al 1991 rimase legato alla RAI in quel ruolo. Dopo una parentesi in Mediaset (con L’Appello del Martedì) e altri impegni televisivi, tornò in Rai dove, nel 1992, condusse con Sandro Ciotti Quasi Gol e a partire dal 1993 partecipò a Quelli che il calcio affiancando Fabio Fazio e Marino Bartoletti, fino al 2001.
Si tratta del Frecciargento diretto a Lecce che viaggia con 180 minuti di ritardo
Sabato nero per i trasporti. La circolazione sulla linea Alta Velocità Roma-Napoli risulta rallentata per un guasto tecnico alla linea vicino a Cassino. I treni Alta Velocità possono registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 60 minuti ed essere instradati sul percorso alternativo via Cassino.Tre sono i treni direttamente coinvolti e attualmente fermi, come rende noto il sito di Trenitalia:FR 9648 Napoli Centrale (14:55) – Milano Centrale (19:24), FR 9428 Napoli Centrale (15:04) – Venezia Santa Lucia (20:34) e FA 8317 Roma Termini (15:52) – Lecce (21:48).
Ma nel caso del Frecciargento diretto a Lecce, il convoglio è rimasto bloccato per circa un’ora alla stazione Prenestina, quando gli altoparlanti hanno annunciato la decisione di fare ritorno a Termini in retromarcia.
“Arriveremo lì con 150 minuti di ritardo“, hanno denunciato i viaggiatori stremati a bordo del treno. Il treno ha infine fatto rientro a Termini per poi ripartire verso Caserta, percorrendo la linea convenzionale con un ritardo complessivo di 180 minuti.
Se è improprio parlare di un clima invernale, da mercoledì una corrente siberiana porterà sull’Italia una situazione tipica di un clima tardo autunnale, decisamente insolita per essere all’inizio della prima decade di ottobre. Temperature già fino a valori di 4-6 °C sotto la media del periodo
Allerta meteo arancione in Lombardia e gialla in Emilia-Romagna, Sicilia, Abruzzo, Marche e Calabria. Lo segnala la Protezione civile dopo l’arrivo sul nostro paese di due aree depressionarie che porteranno maltempo anche le estreme regioni del Sud con temporali anche localmente intesi.
Se al Nord Italia correnti nord europee porteranno ad un abbassamento delle temperature prima di scivolare via lungo l’Adriatico, una seconda struttura depressionaria si sta sviluppando sul Nord Africa e determinerà il maltempo più intenso su Sicilia e Calabria.
L’ondata di freddo in arrivo sull’Italia
Un peggioramento di stampo tardo-autunnale è poi atteso per la prossima settimana per l’arrivo di un impulso di aria fredda proveniente dalla Siberia. Le correnti di aria fredda convogliata verso il Mediterraneo si troveranno a passare sulle acque ancora miti favorendo la formazione di un vortice ciclonico che porterà un diffuso maltempo sull’Italia a partire da mercoledì. Oltre a piogge e temporali, forti venti porteranno a un deciso calo delle temperature che potrebbe causare le prime nevicate a quote medio alte (1600/1800 metri) anche sull’Appennino.
Crollo termico: fino a 6 gradi sotto la media – Se è improprio parlare di un clima invernale, da mercoledì si potrebbe verificare una situazione tipica di un clima tardo autunnale, decisamente insolita per essere all’inizio della prima decade di ottobre, con un crollo termico fino a valori di 4-6 °C sotto la media del periodo.
In concreto, potremmo avere temperature minime tra i 5 °C e i 10 °C al Nord Italia e sulle zone di bassa collina, in particolare sui versanti adriatici, e temperature massime tra i 13 °C e i 17 °C sempre al Nord Italia e sui versanti adriatici. Sulle zone occidentali del Paese, i valori sarebbero di un paio di gradi più alti ma comunque decisamente sotto la media del periodo. Lo zero termico scenderebbe a un’altitudine compresa tra i 1.500 e i 2.000 metri, sempre sui versanti orientali della penisola, questo porterebbe minime sotto lo zero a quote superiori ai 1.000 metri nelle zone appenniniche.
Secondo i meteorologi, la situazione dovrebbe migliorare da domani: l’allerta arancione per rischio idrogeologico è in vigore fino alle 18 di oggi su Lario e Prealpi occidentali
La tempesta Alessio – l’intensa perturbazione atlantica che negli ultimi giorni ha portato sul nord Italia una violenta ondata di maltempo, così denominata dal servizio meteorologico dell’Aeronautica militare – non molla la presa sulla Lombardia e in particolare sul Comasco, già messo a dura prova dai recenti nubifragi: mentre è ancora in vigore fino alle 18 l’allerta arancione della Protezione civile per rischio idrogeologico sulla zona del Lario e delle Prealpi occidentali, nella giornata di oggi sono stati una decina gli interventi di soccorso urgente effettuati dai Vigili del fuoco del comando di Como nella zona di Albavilla, dove le strade sono state imbiancate da un’abbondante grandinata.
“La situazione è addirittura peggiore di quella di lunedì scorso” scrivono disperati gli abitanti sui social, condividendo le immagini della grandine che va ad aggiungersi ai fiumi di acqua e fango.
E un altro utente scrive: “In cinque minuti si è scatenato l’inferno, con pioggia, vento forte e grandine. Sembra neve”.
Sul posto sono al lavoro le squadre dei Vigili del fuoco delle sedi di Como, Cantù ed Erba.
Secondo il bollettino meteorologico di Arpa Lombardia, sulla regione “persistono condizioni di instabilità fino a domenica, quando il minimo si sposterà verso sudest dalla sua posizione attuale appena a nordovest dell’Italia. Cielo a tratti molto nuvoloso con precipitazioni sparse, localmente anche di moderata o forte intensità e possibili temporali”.
Dal pomeriggio di oggi si verificherà un graduale spostamento delle precipitazioni verso la Lombardia orientale, con possibili temporali. Ci saranno poi schiarite a partire dal Piemonte in estensione in serata alla Lombardia occidentale.
Domenica e lunedì è previsto “un miglioramento del tempo con molto spazio per il sole e temperature massime in aumento – continuano dall’Arpa regionale – Da metà della prossima settimana si prevede l’avvicinamento di una nuova area depressionaria da nordovest con aumento della nuvolosità e possibilità di acquazzoni sparsi”.
Gli esperti del Centro geofisico prealpino di Varese spiegano che “il vortice depressionario che è in evoluzione sulla regione alpina dalla scorsa domenica si esaurisce con le piogge di oggi. Domani e lunedì miglioramento con temperature che rientreranno nella norma stagionale”.
La situazione potrebbe subire un nuovo peggioramento fra martedì e mercoledì, quando “il transito di una debole perturbazione porterà passaggi nuvolosi, ma poche piogge”.
Massimo Moratti è a casa dopo circa un mese in cui è stato ricoverato all’Istituto Humanitas di Rozzano (Milano) a causa di una polmonite. L’ex presidente dell’Inter – che è stato intubato nel reparto di terapia intensiva per una settimana – è stato dimesso nella mattinata del 27 settembre.
I PRECEDENTI –Moratti, che lo scorso maggio ha festeggiato gli ottant’anni con una festa a sorpresa organizzata dai cinque figli e dalla moglie Milly, nel settembre del 2023 era stato ricoverato all’ospedale Galeazzi di Milano per un delicato intervento al cuore. L’imprenditore, allora 78enne, si era sottoposto a un’angioplastica coronarica, una procedura programmata per risolvere un problema di ostruzione alle arterie. L’intervento, eseguito in anestesia locale, aveva avuto un esito positivo. Dopo circa 48 ore, Moratti era stato dimesso dall’ospedale ed era tornato a casa per proseguire il periodo di convalescenza.
L’artista aveva 82 anni. Sei volte a Sanremo, le tournée internazionali, fu sposato con Dora Moroni
Addio a Christian, il cantante di Cara e di Daniela, la voce che negli anni Ottanta – nel periodo del suo maggior successo – fu definita la risposta italiana a Julio Iglesias. Aveva 82 anni ed era ricoverato al Policlinico di Milano.
Nato a Palermo l’8 settembre 1943, Christian(Gaetano Cristiano Vincenzo Rossi) ha avuto una carriera pluridecennale e milioni di dischi venduti. Fu una delle voci simbolo della musica italiana. Nel 1986 il cantante si era sposato con Dora Moroni, showgirl famosa in quegli anni, dalla quale si separò nel 1997.
A suggerirgli il nome fu Mina, all’inizio della carriera. Il consiglio di farsi chiamare Christian gli fu dato per renderlo più internazionale ed evitare una pericolosa cacofonia.
Fu anche calciatore nelle giovanili del Palermo e poi a Mantova ma un infortunio lo costrinse ad abbandonare e a dedicarsi alla musica.
Vinse prima il concorso Voci Nuove di Milano (dove la famiglia si era trasferita) e il suo primo contratto discografico, e poi il Festivalbar 1970 nella sezione giovani con il brano Firmamento.
Negli anni Settanta fu protagonista a teatro come attore e cantate di musical (lavorò anche con Mariangela Melato) e in fotoromanzi di successo. Debuttò anche al cinema con Renzo Arbore e al fianco di Roberto Benigni.
Negli anni Ottanta raggiunse l’apice del successo (fu anche uno dei primi a cantare per il papa Giovanni Paolo II): nel 1982 arriva Daniela, che insieme a Cara del 1984, rimarrà uno dei suoi più grandi successi scalando le classifiche di mezzo mondo e rimanendo ai primi posti dei dischi più venduti per quasi un anno.
In quel decennio partecipò a sei edizioni del festival di Sanremo: 1982, 1983, 1984, 1985, 1987 e 1990 senza però riuscire mai a vincere riuscì a ottenere il terzo posto di Cara nel 1984. Per la sua voce scrissero Bruno Lauzi, Mogol, Malgioglio.
E con le sue tournée raggiunse Australia, Jugoslavia, Sud Africa, Grecia e l’America, su palchi prestigiosi come il Madison Square Garden di New York.
Ad attirare l’attenzione, però, fu anche la sua vita privata. Fece discutere il matrimonio nel 1986 con Dora Moroni, la cui carriera era stata interrotta da un brutto incidente d’auto.
Un’unione in cui non mancarono da parte della donna accuse di tradimenti e violenze domestiche. I due però negli ultimi anni erano tornati amici esibendosi insieme e incidendo in coppia nel 2017 Paradiso e Inferno, un brano che raccontava la loro travagliata storia d’amore.
Il giovane, cresciuto nelle giovanili dei Gunners, non ce l’ha fatta: l’incidente sabato scorso con il suo Chichester City, poi il coma farmacologico e un intervento, ma le lesioni erano troppo gravi. Cordoglio del club: “Siamo devastati”
Billy Vigar, 21 anni, ex calciatore delle giovanili dell’Arsenal, è morto a seguito di una grave lesione cerebrale riportata sabato scorso durante una partita con il suo Chichester City. L’incidente è avvenuto all’inizio della sfida contro il Wingate & Finchley, nell’Isthmian Premier Division, settima serie. Secondo le ricostruzioni inglesi, il ragazzo avrebbe battuto la testa contro una superficie dura a bordocampo. Il club ha spiegato in una nota che “Vigar era stato indotto in coma farmacologico e martedì aveva subito un intervento chirurgico per aumentare le possibilità di recupero, ma la lesione si è rivelata troppo grave. La sua famiglia è devastata che questo sia accaduto mentre giocava allo sport che amava“. “Siamo devastati nell’apprendere che Billy Vigar ci ha lasciati“, ha dichiarato la Federazione calcistica inglese (FA). “Le nostre più sentite condoglianze vanno alla sua famiglia, agli amici, ai suoi cari e a tutto il Chichester City FC in questo momento incredibilmente difficile”.
Traduzione: arsenal Tutti all’Arsenal sono devastati dalla notizia scioccante che l’ex diplomato dell’accademia Billy Vigar è morto. Tutti i nostri pensieri vanno alla sua famiglia e ai suoi cari in questo momento. Riposa in pace, Billy
Chi era Vigar – Vigar era entrato nell’academy dell’Arsenal nel 2017, a 14 anni, firmando da professionista nel 2022. Aveva poi giocato in prestito al Derby, dove aveva militato nella squadra Under 21, e all’Eastbourne Borough, prima di passare a parametro zero all’Hastings United nel luglio 2024. Si era poi unito al Chichester prima dell’inizio di questa stagione. Profondo cordoglio anche da parte della sua ex-squadra: “Tutti all’Arsenal sono devastati dalla scioccante notizia della scomparsa di Billy Vigar, cresciuto nella nostra academy. I nostri pensieri vanno alla sua famiglia e ai suoi cari in questo momento. Riposa in pace, Billy“.
Andrea Holetz, 64 anni, si trovava con il compagno in un campeggio di Spigno Monferrato
L’alluvione in provincia di Alessandria
È stato trovato dai vigili del fuoco il corpo di Andrea Holetz, la turista tedesca di 64 anni dispersa dopo essere stata travolta dalle acque di un torrente in piena nell’Alessandrino. Il cadavere della donna è stato localizzato a circa 4 km a valle del campeggio di Spigno Monferrato dove la vittima si trovava con il compagno e i loro due cani.
La ricostruzione – Secondo quanto ricostruito, i due coniugi si erano accorti dell’arrivo della piena mentre stavano dormendo dopo che il loro camper era stato addirittura spostato dalla furia dell’acqua. Una volta compresa la situazione di pericolo marito e moglie hanno tentato di scappare a piedi. L’uomo è riuscito a mettersi in salvo con uno dei due cani. Quando si è voltato ha però visto che la moglie non c’era più: era stata inghiottita dal fango e trascinata via dalla corrente con un secondo cane.Nel camping, che si trova vicino al torrente Valle, sono rimaste a lungo isolate 15 persone.
La Corte dei Conti solleva dubbi su procedure, motivazioni e stime economiche della delibera Cipess per il Ponte sullo Stretto; attesi chiarimenti entro 20 giorni
La Corte dei Conti blocca l’appalto del Ponte sullo Stretto – Alanews
Roma, 24 settembre 2025 – La Corte dei Conti ha formalmente richiesto chiarimenti al Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) in merito alla recente delibera che ha autorizzato la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. In un documento indirizzato alla presidenza del Consiglio, la magistratura contabile evidenzia numerose criticità soprattutto relative agli aspetti procedurali e alla completezza delle motivazioni a supporto della decisione.
Le richieste di chiarimento della Corte dei Conti sull’appalto per il Ponte sullo Stretto – Nel testo, la Corte dei Conti sottolinea come alcuni atti relativi alla delibera per la realizzazione del Ponte sullo Stretto siano stati trasmessi tramite modalità peculiari, quali la condivisione di link che rimandano al sito della società Stretto di Messina Spa, e chiede chiarimenti sulla formale acquisizione di tali atti da parte del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (Mit) e del CIPESS in vista dell’approvazione finale. La Corte ricostruisce anche la tempistica di trasmissione degli atti, chiedendo spiegazioni in particolare sulla trasmissione del provvedimento congiunto Mit-Mef che ha assentito il terzo atto aggiuntivo dell’opera.
Sul profilo procedurale, oltre a sottolineare carenze di legittimità, la magistratura contabile domanda quali valutazioni siano state svolte dal Comitato circa l’efficacia della delibera del Consiglio dei Ministri del 9 aprile 2025. In quella delibera sono stati approvati motivi imperativi di interesse pubblico legati alla salute umana, alla sicurezza pubblica e all’ambiente, nonché l’assenza di idonee alternative progettuali. La Corte richiede altresì aggiornamenti sull’interlocuzione avviata con la Commissione europea, segnalata in seguito a un’informativa trasmessa dalla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UE l’11 giugno 2025.
La Corte esprime inoltre perplessità sul disallineamento tra l’importo asseverato dalla società di revisione KPMG (pari a circa 10,48 miliardi di euro) e quello indicato nel quadro economico ufficiale approvato (pari a 10,5 miliardi di euro) e chiede chiarimenti sulle stime di traffico e sul piano tariffario elaborato dalla società di consulenza TPlan Consulting, base fondamentale per il Piano economico-finanziario (PEF).
Il documento ricorda infine che la normativa vigente prevede un termine massimo di 20 giorni per la risposta da parte dell’amministrazione, trascorso il quale la Corte potrà decidere allo stato degli atti.
Le questioni ambientali e le richieste dell’Unione Europea – Parallelamente alle verifiche della Corte dei Conti, l’Unione europea ha avanzato ulteriori richieste di approfondimento riguardo all’impatto ambientale del progetto del Ponte sullo Stretto. A Bruxelles, come riportato da fonti ufficiali e da Bloomberg, sono state individuate aree in cui sono necessari chiarimenti e misure aggiuntive per colmare possibili lacune prima di rilasciare l’autorizzazione ai lavori.
Tra i temi sollevati figurano l’effetto dell’opera sugli habitat animali, le misure di compensazione ambientale e le problematiche relative a acqua, aria e rumore. La lettera della Commissione nasce anche per rispondere a reclami e richieste di informazioni avanzate da associazioni ambientaliste, tra cui quella firmata da Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), che ha evidenziato la necessità di chiarire perché l’Italia abbia proceduto nonostante i vincoli ambientali europei.
Da parte sua, l’amministratore delegato di Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, ha minimizzato la situazione definendo gli approfondimenti come parte della normale dialettica tra lo Stato italiano e l’Unione Europea. Ha inoltre ricordato che la Commissione Tecnica di Valutazione dell’Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente ha espresso un parere favorevole con prescrizioni da rispettare nel progetto esecutivo.
Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha confermato che l’avvio dei cantieri è previsto per ottobre 2025, condizionato all’ok della Corte dei Conti, e che il completamento dell’opera è stimato entro il 2032, anche se la Commissione europea ha definito tale tempistica “ambiziosa”.
Ancora smottamenti sulla Regina e sulla Lariana, salvate due famiglie rimaste bloccate in casa a Laglio, 10 sfollati tra Brivio e Nesso
La frana sulla provinciale 583 in territorio comunale di Blevio
Como, 24 settembre 2025 – Non si arrestano nel Comasco le conseguenze dell’ondata di maltempo: questa notte i vigili del fuoco del comando di Como e dei distaccamenti sono stati chiamati a effettuare altri novanta interventidi soccorso urgenti in tutta la provincia.
A Laglio sullaStatale Regina, sono state raggiunte emesse in salvodue famiglie bloccate nelle loro abitazioni, mentre unafrana si è abbattuta sulla strada che collega Como alla Val Chiavenna, costeggiando la riva occidentale del lago coinvolgendo un veicolo, ma senza feriti.
Diversi automobilisti in difficoltà sono stati soccorsi a Brienno, mentre altri smottamenti sono avvenuti a Argegno e Colonno. Infine una persona disabile è stata soccorsa a Sala Comacina. La statale non è transitabile al momento, finché non termineranno le operazioni di pulizia.
Sul fronte opposto, sulla provinciale Lariana, oltre a varie richieste intervento per frane, nei Comuni di Blevio e Nesso sono state evacuate altre dieci persone, che si sommano a quelle delle ultime ore. Blocco temporaneo del transito tra Veleso e Nesso, dove sono presenti piante pericolanti a causa di un smottamento non ancora concluso.
Maltempo a Como, il 22 settembre 2025
In città – A Como la polizia locale ha da poco annunciato la chiusura della Statale per Lecco da Lipomo a San Martino. Inoltre rimane chiusa via dei Patrioti a Civiglio: sulla strada sono presenti detriti e non è possibile riaprire in sicurezza.Via Ghislanzoni è invece percorribile. Riaperta via Castelnuovo in direzione San Martino, ma restano chiuse via Santa Marte via Regina Teodolinda. Dalle cinque di questa mattina il Lungo Lago è al percorribile verso piazza Santa Teresa su una corsia di marcia. Per gli autobus, traffico deviato in Ztl da via Cairoli.
Un violento nubifragio ha colpito l’isola di Procida, trasformando le strade in fiumi d’acqua. Il maltempo si è abbattuto questa mattina su gran parte della Campania.
Forio d’Ischia, la situazione stamattina
Come era stato annunciato dal bollettino della Protezione Civile, l’allerta meteo gialla prevista per la giornata odierna, martedì 23 settembre e prorogata anche per domani mercoledì 24, non si è fatta attendere: a partire da questa mattina, violenti nubifragi hanno colpito gran parte della Campania. Particolarmente intensa la bomba d’acqua che si è abbattuta sulle isole flegree del Golfo di Napoli: a Procida e a Ischia l’intenso temporale ha trasformato le strade in veri e propri corsi d’acqua simili a fiumi. A Ischia, in particolare, si registrano strade allagate, scuole evacuate e chiuse.
Sull’isola verde, in località Monterone,due automobili dei carabinieri, parcheggiate negli appositi stalli, sono state travolte e trascinate dalla potenza dell’acqua che ha invaso la sede stradale. Per fortuna, al momento non si registrano feriti. Nella zona della spiaggia di Citara, sempre a Forio, a causa delle abbondanti piogge una voragine si è aperta in strada. In località Porto, una scuola è stata evacuata a causa delle copiose infiltrazioni d’acqua sul tetto, altre due sono state evacuate sempre a Forio. Si stanno effettuando ricognizioni con i droni su tutta la parte alta del territorio per rilevare eventuali criticità. «Non risulta nessuna segnalazione di danni a cittadini», spiega il prefetto di Napoli Michele Di Bari. Anche sull’isola di Capri le piogge intense di stamattina hanno provocato copiose infiltrazioni d’acqua in alcune attività commerciali e depositi e danneggiamenti di alcune strade, senza tuttavia alcun danno alle persone.
In Costiera, tra Sant’Agnello, Sorrento e Piano di Sorrento strade allagate, piccoli smottamenti, fango e detriti e tombini saltati. Chiuse alcune strade invase dall’acqua, blackout elettrici rilevati in tutta l’area costiera. Il Comune di Sorrento ha comunicato che, a causa di un dissesto stradale, il traffico veicolare in via Capo, in prossimità dell’hotel Bristol, procede a senso unico alternato.
Disagi anche in alcune zone di Napoli, come per esempio nell’area occidentale. Nella sede dell’Università Federico II che sorge ad Agnano, come testimoniano anche alcuni video pubblicati sui social, il temporale ha provocato infiltrazioni dal soffitto in alcuni ambienti, con conseguente acqua sul pavimento.
Maltempo Ischia, il sindaco di Forio: “Non uscite di casa” – Come testimoniano anche le immagini diramate dai carabinieri di Ischia, la situazione è particolarmente critica, come detto, nel Comune di Forio. Per questo, il sindaco, Stani Verde, ha invitato la cittadinanza a non uscire di casa: “Si informa la popolazione che, nonostante l’allerta meteo diramata dalla Protezione Civile fosse di livello giallo, in queste ore si stanno registrando forti criticità con allagamenti in diverse zone del territorio comunale. Si raccomanda vivamente di non uscire di casa se non per motivi strettamente necessari, evitando spostamenti a piedi o in auto nelle aree maggiormente interessate” si legge in una nota dell’amministrazione comunale.
I fulmini sul Golfo di Napoli
In pochi minuti centinaia di fulmini sulle isole e nel Golfo – Non solo forti piogge. Insieme ai temporali – come era previsto anche dall’allerta meteo – si è verificata anche una vera e propria tempesta di fulmini: il sito specializzato blitzortung.org mostra infatti come a Ischia e Procida e, in generale sul Golfo di Napoli, si stia registrando una intensa attività elettrica, con centinaia di fulmini “caduti” sulle isole e nel mare circostante.
Vertice in prefettura sui danni causati dal maltempo – Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato il Ccs, Centro Coordinamento Soccorsi. Alla riunione hanno partecipato i Sindaci dei Comuni di Forio, di Anacapri e di Capri, i rappresentanti della Protezione Civile regionale, del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’ordine nonché i Comandanti delle Capitanerie di Porto di Pozzuoli e di Capri. I sindaci interessati hanno attivato i rispettivi Centri Operativi Comunali con il coinvolgimento anche del volontariato di Protezione Civile.
Alla vigilia della partita di Europa League tra Roma e Nizza le forze dell’ordine francesi hanno arrestato oltre 100 ultras giallorossi prevenendo possibili scontri in città: “Tutte le armi rinvenute sono state sequestrate”.
Un centinaio di tifosi della Roma sono stati arrestati martedì sera a Nizza, alla vigilia della partita di Europa League tra i giallorossi e il club francese. Gli scontri sono avvenuti nel centro della città e hanno coinvolto supporter giallorossi, con 102 persone fermate in possesso di oggetti potenzialmente pericolosi, come comunicato mercoledì mattina dalla prefettura delle Alpi Marittime.
Secondo testimoni citati dal giornale Nice-Matin, la tensione sarebbe esplosa in Place Masséna, nel cuore della città: alcuni tifosi, seduti sulle terrazze di un ristorante, avrebbero lanciato bicchieri contro la polizia, scatenando inseguimenti tra le vie della Vecchia Nizza. Diversi dei protagonisti indossavano cappucci, rendendo la scena ancora più caotica, secondo il quotidiano locale.
24.09.2025, Nice🇫🇷 – As Roma🇮🇹, More than 25 AS Roma arrested in city, click for more here: https://t.co/huOi9Ys8ZP
Tifosi della Roma arrestati a Nizza prima della sfida di Europa League – Secondo quanto riportato dalle autorità locali i supporter giallorossi erano preparati a provocazioni e possibili scontri con i tifosi locali: tutti gli arrestati erano in possesso di armi e strumenti contundenti, ma non si sono registrati episodi di rissa o danni materiali.Le telecamere della città hanno immortalato il loro raduno vicino al parcheggio Sulzer, non lontano dalla Vecchia Nizza e da Place Masséna, dove sono stati sequestrati oggetti come spranghe di ferro e tirapugni.
La Prefettura delle Alpi Marittime ha spiegato che l’intervento rapido e massiccio delle forze dell’ordine ha permesso di evitare scontri e danni fisici e/o materiali: in totale sono state arrestate 102 persone. Una forza di oltre 200 agenti, comprensiva di due unità mobili, è stata schierata nel centro cittadino per prevenire disordini. Nel comunicato stampa del Prefetto si legge: “Questi individui sono stati arrestati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria sotto l’autorità della Procura della Repubblica di Nizza. Tutte le armi rinvenute sono state sequestrate“.
24.09.2025, Nice🇫🇷 – As Roma🇮🇹, AS Roma arrested in city, click for more here: https://t.co/huOi9YrBah
Il procuratore Damien Martinelli ha confermato che, durante i controlli al parcheggio Sulzer e nei pressi della Fontaine du Soleil, le forze dell’ordine hanno trovato armi e dispositivi di protezione come giubbotti antiproiettile. Tutti i fermati sono stati accusati di far parte di un gruppo con l’intento di preparare atti violenti o danni a proprietà, punibili con un anno di reclusione e una multa di 15.000 euro, senza che alcuna violenza fosse stata commessa prima o dopo l’arresto.
Lo stesso procuratore ha confermato la sequenza degli eventi in una dichiarazione e ha raccontato l’accaduto: “Per effettuare controlli di identità sulle persone nell’ambito delle requisizioni giudiziarie emesse, la polizia si è avvicinata a loro ed è stato notato che molti individui che tentavano di lasciare il parcheggio Sulzer avevano il volto coperto. Mentre si avvicinavano ai due gruppi, composti da una sessantina di persone nei pressi del parcheggio e da una trentina di persone nei pressi della Fontaine du Soleil, è stata notata la presenza di armi (in particolare bastoni, coltelli, martelli) e di dispositivi di protezione, tra cui giubbotti antiproiettile, a terra“.
24.09.2025, Nice🇫🇷 – As Roma🇮🇹, city center Nice before match, mob 120-130 Nice looking for 70-80 Roma, Nice forced a police roadblock but no real contact with the Italians, click for more here: https://t.co/huOi9YrBah
In vista della partita le autorità hanno predisposto ulteriori misure di sicurezza: divieto di consumo di alcolici in pubblicofino alle ore 5 del mattino e chiusura anticipata delle discoteche alle ore 2. I tifosi della Roma saranno scortati in bus navetta lungo il percorso verso lo stadio e riportati a termine gara sotto controllo della polizia, con accesso consentito solo ai possessori di biglietto verificato.
Dopo aver flagellato le Filippine e avere colpito Taiwan con piogge torrenziali, il super tifone Ragasa si è diretto verso le coste della Cina
Il super tifone Ragasa, tra i più potenti degli ultimi anni, ha attraversato l’Asia orientale lasciando una scia di devastazione e allarme diffuso. Dopo aver flagellato le Filippine (immagini nella gallery) con frane e inondazioni e avere colpito Taiwan con piogge torrenziali che hanno trasformato intere cittadine in fiumi di fango, la tempesta si è spinta verso le coste della Cina meridionale, dove ha costretto milioni di persone a fuggire dalle proprie case e ha paralizzato le attività economiche e sociali. In poche ore, onde alte quanto lampioni hanno sommerso i lungomare di Hong Kong, i venti hanno sradicato alberi e scoperchiato infrastrutture, mentre in Guangdong scuole, fabbriche e trasporti sono stati sospesi. Con raffiche che hanno superato i 190 km/h e un’estensione imponente, Ragasa ha mostrato con forza quanto i cicloni tropicali possano rappresentare una minaccia mortale per le metropoli più moderne e popolose della regione Asia-Pacifico, rievocando i ricordi del tifone Mangkhut del 2018.
Foto ansa
Foto ansa
Foto ansa
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Bilancio drammatico tra Filippine e Taiwan – Nelle Filippine, il passaggio del tifone ha causato almeno 4 vittime, tra cui un anziano travolto da una frana. Quasi 700mila persone sono state colpite dagli effetti della tempesta, con oltre 25mila costrette a rifugiarsi in centri di emergenza.
A Taiwan, la situazione è risultata ancora più grave: le piogge torrenziali hanno provocato l’esondazione di un lago di sbarramento nella contea di Hualien. Le acque hanno distrutto un ponte e trasformato le strade del comune di Guangfu, circa 8.500 abitanti, in veri e propri fiumi di fango. Quattordici persone hanno perso la vita, 34 sono rimaste ferite e oltre 120 risultano ancora disperse. Più della metà dei residenti del paese ha trovato rifugio ai piani superiori delle abitazioni o su terreni più elevati, in attesa dei soccorsi.
Hong Kong e Macao in stato di emergenza – Nella notte tra martedì e mercoledì, i venti di Ragasa – con raffiche fino a 195 km/h – hanno svegliato i cittadini di Hong Kong, causando crolli e allagamenti. Parti di una passerella pedonale sono state divelte, centinaia di alberi abbattuti e intere aree costiere invase dall’acqua. Venti feriti sono stati ricoverati negli ospedali della città.
Le autorità hanno chiuso scuole e fabbriche e sospeso i trasporti in gran parte della regione del Guangdong, dove quasi 1,9 milioni di persone sono state evacuate preventivamente. Anche Macao ha chiuso scuole e voli, allestendo rifugi temporanei: qui si registra almeno un ferito.
L’Osservatorio di Hong Kong ha stimato che il tifone sia transitato a circa 100 km a Sud del centro urbano, con una traiettoria verso Ovest-Nord/Ovest a una velocità di 22 km/h. La classificazione di “super tifone”scatta in città per cicloni con venti sostenuti oltre i 185 km/h, una soglia che Ragasa ha ampiamente superato.
Rischi economici – Il governo locale ha avvertito che l’innalzamento delle maree potrebbe avvicinarsi ai livelli registrati nel 2018 con il tifone Mangkhut, evento che provocò danni economici stimati in 4,6 miliardi di dollari di Hong Kong (circa 592 milioni di dollari statunitensi).
Una traiettoria ancora minacciosa – Secondo le previsioni, Ragasa dovrebbe toccare terra tra le città di Taishan e Zhanjiang entro la serata di mercoledì ora locale, mantenendo una potenza in grado di produrre ulteriori allagamenti, frane e interruzioni dei servizi essenziali.
Prese di mira le imbarcazioni in coda alla spedizione che fa rotta verso Gaza, tra cui quella su cui viaggiano i parlamentari italiani: “Il governo intervenga”
Torna sotto attacco la Global Sumud Flotilla.Diversi droni hanno sganciato una serie di ordigni nei pressi delle 43 barche della flotta che si sta dirigendo verso Gaza e adesso naviga al largo di Creta. A essere prese di mira sono state le imbarcazioni in coda alla spedizione, fra cui la Karma su cui viaggiano i parlamentari del Pd.
Secondo le prime informazioni, vicino ad alcune sarebbero state sganciate delle granate stordenti, la Zefiro invece sarebbe stata colpita direttamente e avrebbe riportato danni all’albero. I primi video che arrivano dalla flotta confermano che l’allarme lanciato dagli equipaggi. Il ronzio dei droni in volo, che da giorni ormai accompagna le barche che fanno rotta verso la Striscia, diventa sempre più forte, poi la notte è rotta da un’esplosione.
“Cinque barche sono state colpite da un ordigno, potete sentire distintamente il suono delle esplosioni anche adesso mentre parlo – dice in un video pubblicato su Instagram Yasemin Acar, del comitato direttivo – al momento non sappiamo con certezza quali imbarcazioni siano state colpite. Date l’allarme, siamo in acque internazionali, non trasportiamo armi ma aiuti, è Israele che sta uccidendo migliaia di persone, che le sta affamando, sono i nostri Paesi che stanno permettendo tutto questo, politicamente e fornendo armi”.
Su tutte le barche è scattato l’allarme. A bordo, tutti hanno indossato i giubbotti di salvataggio, pronti a qualsiasi emergenza. “Siamo sovrastati da decine di droni che continuano a sorvolarci in maniera aggressiva, alcuni hanno lanciato degli ordigni sulle barche, altri hanno sganciato granate stordenti”, spiega Maria Elena Delia, la portavoce italiana della Flotilla.
“Esplosioni, droni non identificati e interferenze nelle comunicazioni. Stiamo assistendo in prima persona a queste operazioni psicologiche, proprio ora, ma non ci lasceremo intimidire”, dicono da bordo. “Ogni tentativo di intimidirci non fa che rafforzare il nostro impegno. Non ci lasceremo mettere a tacere. Continueremo a navigare”.
L’allarme è stato subito rilanciato dai centri di controllo che da terra seguono la Flotilla. E a tutti arriva l’invito a mandare email di protesta ai ministeri degli Esteri di tutti 44 Paesi di provenienza dei membri dell’equipaggio. “Chiediamo con urgenza un’immediata presa di posizione pubblica di condanna questi attacchi, la protezione dei partecipanti da parte delle istituzioni internazionali, pressione diplomatica e politica sui responsabili per fermare queste azioni illegali”, si legge nel testo. “Se qualcuno dovesse essere ferito o ucciso, si tratterebbe di un ulteriore crimine di guerra da aggiungere alla lunga lista di violazioni già commesse. È fondamentale che governi, istituzioni e organizzazioni internazionali intervengano ora, prima che sia troppo tardi”.
Una carriera di oltre mezzo secolo, più di 150 film
Claudia Cardinale, pseudonimo di Claude Joséphine Rose Cardinale (Tunisi, 15 aprile 1938 – Nemours, 23 settembre 2025), è stata un’attrice italiana.
E’ morta Claudia Cardinale, l’attrice aveva 87 anni. L’attrice, nata a Tunisi il 15 aprile 1938, è deceduta oggi 23 settembre 2025 a Nemours, nei pressi di Parigi, dove viveva da tempo.
Claudia Cardinale – all’anagrafe Claude Joséphine Rose Cardinale – è stata un’icona del cinema italiano e internazionale per oltre mezzo secolo grazie alle interpretazioni in oltre 150 film tra commedie e opere drammatiche, spaghetti western e produzioni hollywoodiane. La sua dimensione planetaria è stata consacrata dai premi ricevuti: dal Leone d’oro alla carriera al Festival di Venezia all’Orso d’oro alla carriera al Festival di Berlino passando per il Premio Lumière e il Premio Flaiano.
Attrice di rara intensità e fascino magnetico, è stata la stella più luminosa emersa dal firmamento cinematografico degli anni Sessanta. Unica, tra le sue coetanee, a raggiungere una notorietà internazionale paragonabile a quella di Sophia Loren e Gina Lollobrigida – protagoniste della generazione precedente – è stata celebrata dalla stampa mondiale come “la donna più bella del mondo” in un decennio che ha fatto dell’estetica un’arte e del cinema un culto.
Claudia Cardinale
La sua carriera, iniziata quasi per caso nella metà degli anni Cinquanta, si è snodata lungo più di sei decenni, attraversando generi, stili e continenti. Ha saputo imporsi non solo per la sua bellezza enigmatica ma per un talento interpretativo che le ha permesso di lasciare un’impronta profonda nella storia della settima arte.
Ha lavorato con i più grandi registi italiani del suo tempo:Mario Monicelli (I soliti ignoti), Luchino Visconti (Il Gattopardo, Vaghe stelle dell’Orsa), Federico Fellini (8½), Mauro Bolognini, Valerio Zurlini, Luigi Comencini, Sergio Leone (C’era una volta il West), Damiano Damiani e molti altri. Al di fuori dei confini nazionali, ha dato volto e anima a ruoli intensi sotto la direzione di maestri come Abel Gance, Blake Edwards, Werner Herzog e Manoel de Oliveira.
Claudia Cardinale ha attraversato epoche e cinematografie, mantenendo sempre intatta la sua aura. Ha recitato accanto a leggende del cinema mondiale come John Wayne, Sean Connery, William Holden, Henry Fonda, Orson Welles, Anthony Quinn, Burt Lancaster, David Niven e Laurence Olivier, portando con sé un’immagine di donna emancipata e determinata, capace di affermare la propria indipendenza sia nella vita che sullo schermo.
Oltre al suo contributo artistico, Claudia Cardinale è stata simbolo di un femminismo moderno e fiero, incarnando un modello di donna libera, volitiva e consapevole del proprio valore. Ha sfidato stereotipi e convenzioni, costruendo una carriera autonoma in un mondo che spesso relegava le donne a ruoli di secondo piano.
Nel corso della sua lunga vita professionale ha ricevuto numerosi riconoscimenti: cinque David di Donatello, cinque Nastri d’argento, tre Globi d’oro, il Premio Pasinetti alla Mostra di Venezia,una Grolla d’Oro, il Premio Barocco. A livello internazionale ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera al Festival di Venezia, l‘Orso d’Oro a Berlino, il Premio Lumière e molti altri premi che hanno consacrato la sua statura artistica. Nel 2011, il Los Angeles Times l’ha inserita tra le 50 donne più belle della storia del cinema, riconoscimento simbolico di un fascino che non ha mai conosciuto il passare del tempo.
Come previsto dall’allerta, un nuovo temporale ha colpito il pomeriggio di oggi: attese ancora criticità sul Comasco
Foto di Martina Schmidt
La pioggia ha ripreso a cadere con intensità. Il maltempo non dà tregua a Como e al suo territorio. Come previsto dall’allerta della protezione civile nelle prossime ore, in particolare dalle 15. La situazione è in continua evoluzione, per restare aggiornati ora per ora questoil link.
La strada Regina come da programma riaprirà in serata (salvo nuove comunicazioni) ma l’instabilità proseguirà per tutta la giornata. Regione Lombardia ha emesso oggi, 23 settembre, l’allerta numero 101, con codice giallo per rischio idrogeologico e codice giallo per temporali e rischio idraulico. Sono attesi nuovi fenomeni temporaleschi localizzati fino a questa sera. Proprio intorno alle 17.15 una nuova perturbazione ha colpito Como con pioggia intensa e ha interessato anche altri comuni, come Senna Comasco, dove si è registrata grandine
Cielo prima della tempesta, oggi 23 settembre Anzano del Parco (Como)
Con il passare delle ore, però, l’attenzione si sposta soprattutto sulle conseguenze: dopo giorni di precipitazioni i terreni sono ormai saturi d’acqua e il rischio di frane e smottamenti resta molto elevato, anche se la pioggia dovesse attenuarsi.
Dopo una notte di lavoro ininterrotto, la situazione resta molto critica. Ecco le strade che al momento risultano interdette al traffico, come segnalato dalla polizia locale a Como:
via Bixio da via XXVII Maggio a piazza Santa Teresa,
via XXVII Maggio da San Fermo (transito consentito solo ai residenti),
via Santa Marta (vietato anche il passaggio pedonale),
via Regina Teodolinda fino a via Santa Marta,
via Castel Baradello,
via Brambilla,
sottopasso di via Colombo,
via dei Patrioti a Civiglio,
via Torno e SPLariana nei tratti di Blevio e Torno.
Dalla giornata di ieri è operativo il Centro operativo comunale, mentre la prefettura ha attivato il Centro coordinamento soccorsi a livello provinciale. In campo ci sono 20 operatori della polizia locale per turno (10 pattuglie), affiancati da dieci volontari. Anche durante la notte è stato garantito un presidio, grazie alla collaborazione delle associazioni di volontariato convenzionate.
Dopo il disastro di ieri a Blevio (qui i report) anche il Comune di Faggeto Lario ha diffuso una comunicazione urgente a causa della pioggia battente che sta di nuovo interessando il territorio. Sono segnalati smottamenti, detriti e cedimenti locali: molte strade risultano pericolose, impraticabili e potenzialmente franabili.
Le raccomandazioni sono chiare: non mettersi in strada se non strettamente necessario, evitare zone esposte come scarpate, sottopassi, corsi d’acqua, aree boscate e sentieri. Vietato oltrepassare transenne o restringimenti provvisori. Ai cittadini viene chiesto anche di parcheggiare lontano da muri di contenimento e versanti.
Le raccomandazioni – Le autorità chiedono ai cittadini di limitare gli spostamenti allo stretto necessario e di non ostacolare il lavoro dei soccorritori. Per eventuali emergenze è necessario contattare il 112, mentre per segnalazioni o richieste di intervento della Polizia locale si può chiamare lo 031 26 55 55. Articolo in continuo aggiornamento.
Como devastata dal maltempo, Fàbregas: “Scene che fanno male”. La squadra donerà l’incasso
L’allenatore: “La città per me è famiglia, siamo con voi”. E anche Morata rilancia la decisione sulla sfida con Sassuolo
Il Como donerà l’intero incasso della prossima partita di Coppa Italia, in programma domani sera contro il Sassuolo,alla comunità locale colpita ieri dal maltempo. L’annuncio è arrivato dall’allenatore spagnolo Cesc Fàbregas che, in un post su Instagram, ha scritto: “Oggi (ieri, ndr.) il mio pensiero va a tutte le persone di Como. Vedere il nostro bellissimo lago esondare e i danni che ha portato fa davvero male al cuore“.
Il Pallone d’Oro: un’illusione individualista nello sport più collettivo
Ogni anno, quando arriva il momento dell’assegnazione del Pallone d’Oro, si riapre la solita discussione: chi è stato il migliore? Chi merita di essere incoronato come re del calcio mondiale? Eppure, a ben guardare, questo premio tanto celebrato non rappresenta davvero l’essenza del calcio. Il calcio è uno sport di squadra.
Nessun giocatore, nemmeno il più talentuoso della storia, può vincere da solo. Senza compagni, senza un allenatore capace, senza una società organizzata, anche il più grande rimane un fuoriclasse isolato. Ecco perché il Pallone d’Oro appare sempre più come un’illusione: un tentativo di ridurre la grandezza del calcio, che nasce dalla coralità, a un singolo nome. Basta guardare alcuni casi emblematici.
Nel 2010, Diego Milito trascinò l’Inter al Triplete con gol decisivi in tutte le finali. Eppure non fu nemmeno inserito tra i candidati. Lo stesso anno vinse Lionel Messi, pur non avendo vinto né la Champions League né il Mondiale. Perché? Perché il premio non premia solo i meriti sportivi, ma anche la popolarità, il marketing e la narrazione mediatica.
Il paradosso è evidente: se Messi avesse giocato in una squadra modesta come il Pisa, non avrebbe mai ricevuto un Pallone d’Oro. Perché il premio è strettamente legato alla forza della squadra e alla visibilità internazionale. Un riconoscimento che si presenta come individuale, ma che in realtà dipende quasi interamente dal contesto collettivo. Alla fine, ciò che rimane nella memoria non sono i Palloni d’Oro, ma le squadre leggendarie e le partite indimenticabili.
L’Inter del 2010, il Milan di Sacchi, il Barcellona di Guardiola, l’Italia del 2006: questi sono i veri immortali del calcio, più dei singoli trofei individuali. Il Pallone d’Oro continuerà a far discutere, a creare polemiche e confronti. Ma forse dovremmo accettare che non è altro che uno spettacolo mediatico, un premio che gratifica l’immagine più che la sostanza. Perché il calcio, quello vero, resta e resterà sempre un inno alla squadra e non al singolo.
Quest’anno nessuna sorpresa: a vincere è il francese del Psg davanti al baby fenomeno del Barça e Vitinha
“Nasser come un padre” – “Non ho parole per quello che sto vivendo questa sera – le parole di un commosso Dembélé -. È stato un anno incredibile col Psg ed essere premiato da una leggenda come Ronaldinho è speciale. Grazie ai compagni, allo staff, a Luis Enrique el Presidente Nasser che per me è come un padre. Un pensiero lo dedico anche a tutte le mie squadre dal Rennes, il club che mi ha formato, al Dortmund e al Barcellona, dove ho avuto compagni come Messi e Iniesta”. Un pensiero anche alle sue origini: “Ringrazio la mia città, Evreux, dove sono cresciuto e dove ho giocato a calcio per la prima volta. Cerco sempre di tornarci quando ho del tempo libero. Grazie anche al mio agente che mi ha detto che un giorno avrei vinto il Pallone d’Oro. Grazie anche alla mia mamma“
DEMBéLé COMMOSSO – Ousmane Dembélé, nel ritirare il Pallone d’Oro, non è riuscito a trattenere le lacrime nel ringraziare la sua mamma, tutte le sue squadre e la sua città, Evreux, in Normandia. L’annuncio della sua vittoria è stato accolto da applausi e cori dei tanti tifosi parigini presenti al teatro di Chatelet .
Sesto francese della storia – Dembélé è il sesto francese della storia a vincere il Pallone d’Oro: prima di lui c’erano riusciti Kopa, Platini (che ne ha vinti tre), Papin, Zidane e Benzema
VINCE DEMBélé – Quest’anno nessuna sorpresa: vince Ousmane Dembélé davanti a Lamine Yamal. Era il vincitore annunciato dopo la straordinaria stagione col Psg. Succede a Rodri nell’albo d’oro del trofeo
Otto i manifestanti che sono stati accompagnati in questura per accertamenti in seguito ai disordini. Una cinquantina invece gli esponenti delle forze dell’ordine feriti o contusi. Il bilancio della giornata di scontri al termine del corteo
Scontri Propal Stazione Centrale (foto Mannu:Mt)
Una cinquantina di feriti tra poliziotti, carabinieri e membri delle forze dell’ordine. Un bilancio ancora provvisorio, al termine di una lunga giornata a cui si aggiungono anche otto fermi. Meno di una decina al momento le persone che risulta siano state fermate e accompagnate in questura in seguito agli scontri durante la manifestazione indetta per Gaza che a Milano si è trasformata in una guerriglia urbana, con scontri e devastazioni.
Dal corteo alla guerriglia: devastazione in piazza – Un cancello di ferro divelto, poi una distesa di lacrimogeni, qualche macchia di sangue, oltre pali dell’illuminazione abbattuti, ombrelli a pezzi e vetri infranti. È ciò che resta in piazza Duca d’Aosta a Milano dopo la guerriglia (che è poi proseguita lungo via Vittor Pisani).
Si è concluso con scontri tra manifestanti e polizia il corteo con circa 10mila persone organizzato lunedì 22 settembre, giornata di sciopero per Gaza. Durante il serpentone sono state bruciate le bandiere di Israele, Stati Uniti e Unione europea. Diverse persone sono state fermate dalle forze dell’ordine.
La guerriglia in stazione Centrale: cos’è successo – Tutto è iniziato intorno alle 13.30, al termine del corteo. Alcuni manifestanti sono scesi nel mezzanino della metropolitana. I cancelli dello scalo ferroviario erano stati chiusi e le forze dell’ordine, in tenuta antisommossa, presidiavano la zona. Nonostante ciò, i manifestanti sono riusciti a sfondare il cordone di sicurezza e a risalire le scale fino alla “Galleria delle Carrozze”, il porticato antistante la stazione.
In quel momento gli agenti hanno bloccato le porte della stazione per impedire l’accesso all’atrio. È lì che la situazione è degenerata: le forze dell’ordine hanno utilizzato i lacrimogeni per disperdere i manifestanti, che a loro volta hanno lanciato oggetti contro le porte danneggiandole e si sono impossessati degli idranti, rivolgendoli contro gli agenti.
Scontri Propal Stazione Centrale (foto Mannu:Mt)
Intorno alle 15 i manifestanti sono stati spinti su piazza Duca d’Aosta, la piazza davanti allo scalo. Secondo quanto appreso da MilanoToday, alcune persone sono state fermate. Per oltre un’ora i treni della M2 e della M3 hanno saltato la fermata di Stazione Centrale.
Gli scontri in Vittor Pisani – Gli scontri sono poi proseguiti lungo via Vittor Pisani, il lungo vialone che collega la stazione a Repubblica. Lanci di pietre, bottiglie e bastoni da parte dei manifestanti a cui le forze di polizia hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni.
Guerriglia in via Vittor Pisani (foto LaPresse)
Sospesa la circolazione dei treni – La circolazione dei treni è rimasta bloccata dalle 14.40 fino alle 15.10. Molti i disagi: i treni ad Alta velocità e gli Intercity, che erano stati garantiti malgrado lo sciopero, hanno subito ritardi fino a 120 minuti.
I treni alta velocità direttamente coinvolti e oggetto di provvedimento, con passeggeri a cura del personale di assistenza clienti di Trenitalia sono: Fr 9543 Torino Porta Nuova-Salerno, che oggi ha fermato a Milano Porta Garibaldi anziché a Milano Centrale; Fr 9321 Torino Porta Nuova-Roma Termini, che ha fermato a Milano Porta Garibaldi anziché a Milano Centrale;Fr 9641 Torino Porta Nuova-Roma Termini, che ha fermato a Milano Rogoredo anziché a Milano Centrale e Fr 9648 Napoli Centrale-Milano Centrale, che ha terminato la corsa a Roma Termini.
Evacuata l’area commerciale della Stazione Centrale – Tutta l’area commerciale della Stazione Centrale è stata evacuata dopo gli scontri tra manifestanti e polizia: tutte le persone sono state portate all’interno dei binari.
Le reazioni – Dopo gli scontri e la guerriglia in Stazione Centrale al termine della manifestazione per Gaza, non si sono fatte attendere le reazioni del mondo politico. Qui tutte le reazioni del mondo politico milanese.
Il corteo per le strade della città – Il corteo, composto da circa 10mila persone secondo i dati della questura, ha iniziato a muoversi intorno alle 10. Una delegazione si era radunata davanti alla stazione Cadorna già prima delle 9 e un gruppo, entrato all’interno dello scalo con i megafoni, ha scandito slogan come: “Siamo qui per bloccare Israele. Cerchiamo di fermare questo sistema infame”.
Il serpentone è partito ufficialmente da piazzale Cadorna alle 10, mentre gli studenti delle scuole superiori si erano già ritrovati in piazza Cairoli. Il percorso ha toccato viale Gadio, via Legnano, i Bastioni di Porta Volta, viale Crispi, i Bastioni di Porta Nuova, viale Monte Santo, piazza Repubblica e via Vittor Pisani, con arrivo in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale.
Qualche attimo di tensione si è registrato intorno alle 13 in via Turati, quando alcuni manifestanti – perlopiù studenti – hanno cercato di forzare le transenne delle forze dell’ordine poste a protezione dell’ambasciata americana. Poco prima, invece, altri manifestanti avevano bruciato le bandiere di Israele, Stati Uniti e Unione europea.I motivi dello sciopero – Lo sciopero di lunedì 22 settembre è stato indetto dall’Unione sindacale di base per chiedere il cessate il fuoco a Gaza, sostenere il progetto della Global Sumud Flotilla – il gruppo di imbarcazioni che ha cercato di portare aiuti in Palestina via mare – e chiedere al governo l’interruzione di ogni relazione con Israele. Si sono fermati i lavoratori di diverse realtà, compresi quelli del trasporto pubblico. Hanno aderito anche docenti e personale di scuole e atenei.
Gli orari di metro, bus e tram Atm – All’agitazione aderiscono anche i lavoratori diAtma Milano. L‘azienda di Foro Buonaparte fa sapere che il servizio di trasporto pubblico non è garantito tra le 8.45 e le 15 e dalle 18 fino a fine giornata (dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 per la funicolare di Brunate).
Lo sciopero, si legge nella nota di Atm, è stato indetto per l’aggravarsi “della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza oggetto di un vero e proprio genocidio da parte dello Stato di Israele e la continua rapina di territorio palestinese; totale blocco da parte dell’esercito israeliano degli arrivi umanitari alla popolazione stremata; gravi minacce di attacco da parte del Governo israeliano nei confronti delle navi della missione umanitaria mondiale Global Sumud Flotilla; rischio concreto di attacco da parte delle forze armate Israeliane alle navi della Flotilla; inerzia del Governo italiano e dell’Unione Europea nel respingere le gravi affermazioni dei ministri Israeliani che equiparano gli equipaggi della Gdf a terroristi; indisponibilità dell’Unione Europea e del Governo italiano di imporre sanzioni adeguate alla gravità della situazione e a interrompere ogni relazione istituzionale e collaborazione economica, scientifica e politica con lo stato di Israele”.
Gli orari dei treni Trenord – Lo sciopero, inoltre, potrà avere conseguenze sul servizio regionale, suburbano, aeroportuale e di lunga percorrenza di Trenord. Saranno comunque garantiti i treni previsti nelle fasce orarie di garanzia, dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21, come da lista dei treni garantiti disponibile (qui).
I treni con partenza prevista entro le 23.59 di domenica 21 settembre e con arrivo entro le 00.59 di lunedì 22 settembre raggiungeranno regolarmente la destinazione finale. In caso di cancellazione dei collegamenti aeroportuali, saranno attivati autobus sostitutivi senza fermate intermedie tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto, con partenza da via Paleocapa 1, e tra Stabio e Malpensa Aeroporto per la linea S50. Trenord, in una nota, invita a prestare attenzione all’app ufficiale e agli annunci sonori e alle informazioni sui monitor presenti nelle stazioni.
‘Accampata’ in Cadorna
Il gruppo in Cadorna già da domenica sera (foto Potere al popolo Milano)
Già da domenica sera diversi manifestanti si sono accampati in stazione a Cadorna, “un segnale – scrive Potere al popolo Milano sui social – per dare forza alla giornata di sciopero generale”. Davanti allo snodo ferroviario si sono riunite decine di persone con bandiere palestinesi, alcuni anche con la tenda. Affisso uno striscione con il claim della protesta. “Blocchiamo tutto”.
“Come equipaggio di terra siamo pronti a difendere con determinazione la Global Sumud Flottilla: fermiamo il genocidio e la complicità del governo Meloni con il sionismo, blocchiamo tutto!”, si legge sulle pagine social.
Brusco calo delle temperature e temporali con un forte rischio idraulico e idrogeologico
Il maltempo non dà tregua all’Italia. Dopo l’esondazione del Seveso e le frane nel Comense di ieri, scatta oggi, martedì 23 settembre, l’allerta meteo arancione in tre regioni:Lombardia, Veneto e Lazio. E’ prevista per quanto riguarda la Lombardia una moderata criticità per rischio idrogeologico su alcune aree:Valchiavenna, media e bassa Valtellina, laghi e prealpi varesine, occidentali, Orobie bergamasche e il nodo Idraulico di Milano.
Intense e forti piogge sul Veneto sono previste fino alla sera di mercoledì 24 settembre. Una situazione di preallarme per rischio idraulico e idrogeologico in molte parti della Regione – unica eccezione la sola zona dell’Alto Piave – per cui la Protezione civile regionale ha deciso di attivare la sala operativa emergenze per seguire l’evolversi della situazione. Le previsioni indicano che a essere più colpita dovrebbe essere la zona centro orientale della regione. Sotto stretta osservazione anche i diversi movimenti franosi che potrebbero ripresentarsi per le abbondanti piogge.
Moderata criticità per rischio temporali nel Lazioin particolare per quanto riguarda i bacini di Roma, quelli costieri del nord, quello del Liri, i bacini costieri del sud e dell’Aniene.
Prorogata in Toscana l’allerta giallaper rischio idrogeologico e temporali forti fino alle ore 17 di oggi, martedì 23 settembre. “Oggi saranno possibili rovesci e temporali sparsi, più probabili sulle zone centro-meridionali” annuncia il presidente della Regione, Eugenio Giani.
Le previsioni meteo – Come già anticipato da ieri c’è stato un vero e proprio cambio di rotta per il meteo con temporali e freddo. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it annuncia che il peggioramento sarà più evidente al Nord e sulle regioni tirreniche, dove sono attesi temporali, rovesci intensi e grandinate. In particolare, le zone a maggior rischio sono la Liguria di Levante, l’alto Piemonte e l’alta Lombardia con fenomeni di forte intensità.
Via via il maltempo si sposterà progressivamente anche verso il Centro, colpendo in particolare la Toscana, l’Umbria e il Lazio. Le regioni del Sud e le isole maggiori, dopo un’ultima giornata dal sapore estivo, vedranno un peggioramento delle condizioni meteo nei giorni successivi. Tornerà anche la neve. La dama bianca sulle vette alpine non si farà aspettare molto quest’anno, infatti da martedì è possibile che questa possa imbiancare i paesaggi anche intorno ai duemila metri.
Londra e Varsavia avvertono Mosca: ‘Affronteremo i jet’. Tusk: ‘Pronti ad abbatterli’. Putin: ‘Risponderemo alle minacce’
L’aeroporto di Copenaghen è stato temporaneamente chiuso a seguito del rilevamento di alcuni droni sospetti che sorvolavano lo scalo.
Lo rendono noto i media danesi, tra i quali Dr.dk, citando la polizia locale. Da poco più di un’ora nessun aereo può decollare o atterrare allo scalo della capitale danese.
La riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu sullo sconfinamento dei jet russi in Estonia diventa il terreno dell’ultimo duello tra Russia e i Paesi occidentali, intenzionati a mostrarsi uniti di fronte alle recenti violazioni dello spazio aereo Nato.
L’avvertimento a Vladimir Putin è che in futuro, la rappresaglia potrebbe non limitarsi alla diplomazia: Varsavia è “pronta a qualsiasi decisione volta ad abbattere oggetti volanti quando violano il nostro territorio e sorvolano la Polonia” in maniera palese, ha minacciato il premier polacco Donald Tusk. A fargli eco il Regno Unito, con la ministra degli Esteri Yvette Cooper che ha chiarito che se Londra “dovrà affrontare l’incursione di aerei che operano nello spazio aereo della Nato senza permesso, lo farà“. A dare forza alle dure posizioni dei due Paesi, il sostegno degli Stati Uniti ribadito dal neo-rappresentate all’Onu Mike Waltz: “Gli Usa e gli alleati difenderanno ogni centimetro del territorio” dell’Alleanza”, ha promesso l’ex consigliere della Sicurezza nazionale Usa al debutto al Palazzo di Vetro.
“L’incidente in Estonia, e quello precedente che ha coinvolto la Polonia, crea l’impressione che la Russia o voglia una escalation o non abbia il controllo dei suoi caccia da guerra e droni. Tutte e due le ipotesi sono preoccupanti“, ha avvertito Waltz tornando a chiedere “che la Russia negozi direttamente con l’Ucraina”. La replica russa alle accuse occidentali resta la medesima: per il Cremlino si tratta di “parole infondate e una continuazione della linea completamente sfrenata di crescente tensione“. “Come spesso accade, non ci sono prove, solo l’isteria russofoba che emana da Tallinn“, gli ha fatto eco Dmitry Polyansky, vice rappresentante permanente di Mosca all’Onu. “Mentite ancora”, gli ha risposto il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna, mostrando all’Onu le foto dei radar e dei jet russi che “trasportavano missili ed erano pronti al combattimento” e parlando di “un comportamento pericoloso che non può essere tollerato” in quanto “creerebbe un precedente molto pericoloso che incoraggerebbe ulteriori aggressioni mettendo a repentaglio la pace e la sicurezza globali“.
Esperti e analisti concordano sul fatto che gli episodi di sconfinamenti finora registrati – gli ultimi in Estonia e Polonia – non vedevano la necessità di una risposta che contemplasse lo scontro militare o l’abbattimento dei velivoli. Tuttavia, l’incidente è dietro l’angolo, e la reazione a catena imprevedibile: Vladimir Putin ha chiarito che “la Russia è in grado di rispondere a qualsiasi minaccia esistente o emergente“, attraverso “l’uso di misure tecnico-militari, non solo a parole“. Con queste premesse, per Tusk è chiaro che “quando abbiamo a che fare con situazioni non del tutto chiare, come il recente sorvolo di aerei da caccia russi sulla piattaforma petrolifera Petrobaltic, bisogna davvero pensarci due volte prima di decidere azioni che potrebbero innescare una fase molto acuta del conflitto“. Per prendere una decisione come quella di abbattere i caccia russi, ha sottolineato il premier polacco, dovrebbe essere certo che Varsavia non sia sola, “che tutti gli alleati tratteranno la situazione esattamente come noi“, ha affermato. In questo senso, aiutano le parole di Donald Trump, che alla vigilia della riunione a New York aveva assicurato l’aiuto americano alla difesa della Polonia e dei Baltici in caso di escalation russa. Tuttavia, restano molte incognite sull’impegno statunitense al fianco degli occidentali: oltre a ribadire costantemente la “delusione” ricevuta da Putin, il tycoon ha infatti evitato finora di muovere passi concreti contro lo zar. I bilaterali del presidente americano a margine dell’Assemblea Onu – a partire da quelli con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader Ue – proveranno a dare chiarimenti innanzitutto sulla questione delle sanzioni di Washinton contro Mosca. E in seconda battuta, sul ruolo americano nelle garanzie di sicurezza per Kiev.
L’affondo del presidente dell’Inter mentre entra nel vivo la discussione sulla vendita dello stadio ai due club milanesi, che vorrebbero costruire un nuovo impianto e abbattere quasi completamente il Meazza
Beppe Marotta (LaPresse)
“Se non si risolve a Milano, andremo altrove”. Così Beppe Marotta,presidente dell’Inter sullo stadio di San Siro, mentre entra nel vivo la discussione sulla sua vendita ai club milanesi, a pochi giorni dal voto decisivo (non si sa se sarà il 25 o il 29).
L’avvertimento di Marotta – “Se non si riuscisse a risolvere la questione stadio nel comune di Milano, entrambe le società sarebbero costrette ad andare altrove, e questo non farebbe bene alla città di Milano. Ma sono ottimista, sto apprezzando anche il lavoro del sindaco Sala e spero che il buonsenso prevalga”, ha affermato Marotta, ai microfoni di Dazn, prima dell’incontro con il Sassuolo poi vinto per 2-1 dai nerazzurri.
“Più che da presidente dell’Inter, da uomo di calcio assisto a uno scenario un po’ imbarazzante”, ha proseguito Marotta, ‘sferzando’ un giudizio non proprio positivo non solo sulla vicenda dello stadio ma allargando il discorso alla gestione dello sport in città: “Il calcio e lo sport in generale a Milano è messo un po’ da parte, non riusciamo ad avere i criteri per organizzare la finale di Champions League a San Siro, San Siro non è stato candidato tra gli stadi per gli Europei 2032”.
L’attacco ai politici “di 30 anni fa” – Poi il presidente dell’Inter ha affondato il colpo attaccando direttamente i “politici di 30 anni fa”, accusati di non riuscire a cogliere le necessità di innovazione. “Tutto questo – ha detto – perché si è creato un dibattito politico in cui sono intervenuti anche politici di 30 anni fa, che sono molto conservativi e non innovativi, e non capiscono che Milano è una città tra le più belle in Europa e nel mondo e per quanto riguarda lo sport Inter e Milan sono due eccellenze che rappresentano Milano e hanno la necessità e l’urgenza di avere un nuovo stadio”.
Parole durissime a cui ha immediatamente replicato uno dei politici chiamati in causa da Marotta: Enrico Fedrighini, consigliere del gruppo misto (di maggioranza), sostenitore da sempre della ristrutturazione del Meazza e contrario a un nuovo impianto, e probabilmente tra i “politici di 30 anni fa”, secondo l’accezione di Marotta. Fedrighini infatti, dopo avere fondato negli anni ‘80 l’osservatorio sul traffico dei rifiuti, è stato eletto in Provincia di Milano nel 1995 (esattamente 30 anni fa) per Rifondazione comunista, per poi passare al consiglio comunale, al consiglio di Municipio 8 e ancora a Palazzo Marino coi Verdi prima e la Lista Sala poi.
La replica: “Ci tratta da obbedienti esecutori” – “Sin dal primo momento il progetto Meazza ha viaggiato lungo i binari della minaccia da parte dei fondi proprietari di Inter e Milan”, ha dichiarato Fedrighini: “O fate come decidiamo noi, o ce ne andiamo. Senza alcuna seria verifica di alternative, senza analisi costi-benefici. Una richiesta di obbedienza servile. Respingere in aula il progetto Meazza credo sia un’opportunità unica per Milano, per recuperare un minimo di dignità politica nei confronti della città”.
“Quando una persona si permette di lanciare ultimatum a un consiglio comunale eletto dai cittadini, significa che questa persona considera il consiglio comunale un organo composto da obbedienti esecutori di scelte compiute in altre sedi, disposti a vendere un bene che appartiene ai cittadini non sulla base di un interesse pubblico (inesistente), di documenti (negati) e di trasparenza sui soci degli acquirenti (dati secretati), ma sulla base di un semplice ultimatum”, ha concluso Fedrighini.
Sala: “Non la vedo come una minaccia” – E lunedì mattina anche il sindaco Beppe Sala ha commentato le parole di Marotta, ritenendo che non avesse intenzione di “minacciare”. Secondo il sindaco, “è molto probabile che le società lascino Milano, ma credo che a questo punto il consiglio debba decidere in piena autonomia”. Sala ha aggiunto: “Ho la coscienza a posto e ho fatto tutto quello che c’era da fare. Alla base c’è il contratto e il modo in cui è stato elaborato, poi c’è il futuro della città. Sono favorevole al nuovo stadio e mi sono battuto perché restasse a Milano, credo che l’accordo sia un buon accordo, ma ora spetta ai consiglieri decidere e spiegare ai cittadini perché voteranno sì o no”.
Un terremoto di magnitudo 4.3 ha colpito Berkeley, in California, nelle prime ore del mattino (circa mezzogiorno in Italia. Lo fa sapere l’Istituto statunitense per il monitoraggio dei terremoti (Usgs).
Al momento non si ha notizia di vittime o danni ma la scossa è stata chiaramente avvertita a San Francisco e in tutta la baia. Il sisma – precisa l’Usgs, è stato registrato alle 2:56 ora locale a una profondità di circa 7,6 chilometri. E’ stato attivato il sistema di allerta terremoti.
Una frangia di manifestanti del corteo ha tentato di sfondare gli ingressi: la polizia ha reagito. Danni e treni bloccati, poi la guerriglia è proseguita fuori
Guerriglia in Stazione centrale a Milano durante il corteo per Gaza. Un gruppo di giovani vestiti di nero ha cercato di entrare nella fermata della metropolitana della Stazione Centrale ed è venuto a contatto con la Polizia. L’ingresso della stazione è devastato. I treni per oltre un’ora hanno saltato la fermata Centrale.
Segnalati diversi feriti. Il personale sanitario del 118 ha soccorso una decina di persone, presumibilmente rimaste coinvolte negli scontri nel corso della manifestazione. Secondo le indicazioni del sito dell’Areu, le persone a cui è stato prestato soccorso al momento sono dodici e hanno un’età compresa fra i 23 e i 54 anni. Al momento non arrivano indicazioni dalla questura in merito a feriti tra le forze dell’ordine.
E’ stato usato anche un estintore. I manifestanti hanno posizionato i cestini come barricata e continuano a lanciare oggetti, fra cui bottiglie e taniche. I giovani, centinaia in questo momento, avevano in precedenza tentato l’accesso dalla fermata della metropolitana, bloccati sulle scale mobili a manganellate dai poliziotti. Sono stati sparati numerosi fumogeni e ci sono state cariche di alleggerimento. I manifestanti con delle impalcature hanno distrutto la vetrata dell’entrata principale della stazione.
La polizia è poi riuscita a far spostare i manifestanti fuori dalla stazione, i manifestanti a quel punto hanno iniziato a lanciare di tutto, ombrelli, bastoni, transenne contro la polizia lungo via Vittor Pisani.
Sala: “Vandalismi non aiutano la causa palestinese” – “Il vandalismo di oggi, causato da frange violente, non trova giustificazione e certamente non aiuta la causa di Gaza”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala commenta quanto sta avvenendo in città, con gli sconti tra manifestanti e forze dell’ordine. “In queste ultime settimane si sono succedute a Milano manifestazioni molto partecipate a difesa della causa Palestinese, sempre in maniera pacifica“, conclude.
Un epilogo fosco per la manifestazione. Sotto una pioggia battente, questa mattina, migliaia di manifestanti si erano radunati a Milano per partecipate allo sciopero nazionalea sostegno di Gaza.Studenti e gruppi pro Pal si sono dati appuntamento in largo Cairoli alle 9,30 per poi unirsi al corteo generale partito da piazzale Cadorna alle 10 per dirigersi alla stazione Centrale. Un corteo composto da migliaia di persone e aperto dai rappresentanti Cub. Tra gli striscioni uno riporta la frase ‘bloccheremo tutto, stop al genocidio“. Oltre ai lavoratori del trasposto pubblico aderiscono anche docenti e personale di scuole e atenei.
Quando il corteo è giunto in piazza della Repubblica, a poche centinaia di metri dal consolato Usa, gli organizzatori hanno gridato: “Ci avviciniamo al consolato americano, il consolato complice. Lo Stato che ha le stesse responsabilità di quelle israeliane e sioniste“, prima di far partire il coro “assassini, assassini” all’angolo tra piazza della Repubblica e via Turati, dove ha sede il consolato. Qui i manifestanti hanno bruciato le bandiere di Usa, Israele, Nato e Unione Europea. All’arrivo a Cadorna alcuni manifestanti hanno fatto un blitz occupando la sede dell’Enel, sono saliti sui ponteggi dei lavori di ristrutturazione e hanno tagliato un telone.
Dalle 8,45 sono iniziate le fasce di sciopero per i mezzi pubblici: fino alle 13 ha chiuso la linea 4 della metropolitana. Seconda fascia di sciopero dalle 18.
Sciopero a Milano, treni cancellati e ritardi di oltre due ore – Treni cancellati e ritardi fino a 120 minuti, in stazione Centrale a Milano, per lo sciopero indetto dall’Unione sindacale di base per chiedere il cessate il fuoco a Gaza, per sostenere la Global Sumud Flotilla e per chiedere al governo lo stop delle relazioni con Israele. Disagi anche a Milano Porta Garibaldi, dove i ritardi raggiungono i 150 minuti, e a Milano Rogoredo, dove si viaggia fino a 140 minuti di ritardo.Lo sciopero proseguirà fino alle 23 di oggi, con possibilità di ulteriori cancellazioni e ritardi.
Ambra Angiolini: “Questa non è più una guerra” – In marcia, poco dietro lo striscione che apre il corteo, anche l’attrice e conduttrice televisiva Ambra Angiolini insieme a sua figlia Jolanda Renga: “Quello che sta accadendo è inaccettabile, sotto tutti i punti di vista, quello che sta succedendo a Gaza non è più guerra. Non è più neanche politica. Io sono umana, mia figlia è umana e le mie amiche anche. Questa disumanizzazione della terra è qualcosa di orrendo. La frase “definisci bambino” degli ultimi giorni significa creare solo altro odio dove non serve. I bambini non hanno colpe e fanno quello che diciamo noi adulti”.
Lunedì da incubo nella provincia lariana dove si moltipliano gli interventi dei vigili del fuoco. Sottopasso ferroviario allagato in città
Como, 22 settembre 2025 –Lariana e Regina bloccate, sottopasso della stazione ferroviaria di Como allagato, automobili trascinate da fiumi di acqua e fango: decine di interventi dei vigili del fuoco del comando provinciale di Como, sono in corso a partire dalle 7 di questa mattina, a partire dal capoluogo, per poi estendersi. Pochi minuti dopo le 7 in via Torno, sulla Lariana nel tratto tra i comuni di Como e Blevio, la sede stradale è statainvasa da una frana: l’intervento per il ripristino si è protratto per oltre due ore ed è ancora in corso, la strada è bloccata. Un’auto è stata coinvolta, rimanendo parzialmente seppellita dai detriti, ma senza feriti. Le prime chiamate al centralino sono arrivate poco prima delle 7, e si sono ripetute a ritmo serrato, richieste di intervento per danni d’acqua di vario genere, soprattutto allagamenti.
Uno degli interventi in corso
In via Regina Teodolinda a Como il sottopasso ferroviario è stato completamente allagato e invaso dal fango, ma l’intervento, più in generale, ha riguardato la zona di San Giovanni e della stazione, dove alcune auto parcheggiate su un tratto di strada in discesa, sono state sommerse dall’acqua. Numerosi anche gli alberi abbattuti, trascinati da cascate di fango. La Statale Regina è stata bloccataal transito nel tratto di Argegno, a causa di una cascata di acqua e fango che si sta abbattendo sulla strada rendendo pericoloso il passaggio. In posto, oltre ai vigili del fuoco, ci sono polizia stradale, polizia locale e Anas
Sottopasso allagato anche a Grandate, con un bus rimasto sommerso. A Turate i vigili del fuoco hanno soccorso un automobilista rimasto bloccato all’interno della propria auto in un sottopasso allagato.
Il sottopasso allagato a Grandate
Problemi anche nella vicina provincia di Varesedove una frana in località Villaggio Montelago, nel comune di Brusimpiano (Varese), ha causato la chiusura della strada statale di Porto Ceresio, mentre a Laveno Ponte Tresa, in provincia di Varese, sono segnalate criticità in via Ungheria e nelle strade limitrofe a causa dell’esondazione di un torrente.
Danni e disagi in gran parte della regione. Chiuse la provinciale Lariana e la Statale Regina a Como, a Milano esondato il Seveso nonostante la vasca di laminazione
L’estate è ufficialmente terminata con tutta la Lombardia che questa mattina si è svegliata sotto un forte diluvio che sta provocando danni e disagi su tutto il territorio regionale.
La frana sulla Sp 583 Lariana, tra i Comuni di Como e Blevio
I danni più gravial momento si sono verificati tra le province di Milano e quella di Como dove due frane hanno bloccato la Provinciale Lariana tra Blevio e Como e la Regina. Allagamenti ed esondazioni si registrano anche nel Varesotto e in provincia di Monza Brianza.
12:51 – Sottopasso allagato: soccorsi 3 atuomobilisti – Chiusa la strada statale 527 ‘Bustese’ a Varedo, in provincia di Monza Brianza, a causa di un allagamento. Questa mattina i Vigili del fuoco e il personale Anas hanno soccorso gli occupanti di tre veicoli rimasti bloccati in un sottopasso allagato.
12:26 – Evacuata la Bilingual European School Milano – Le forti piogge hanno costretto a evacuare la Bilingual European School Milano, in via Val Cismon, nel quartiere Niguarda dove èesondato il fiume Seveso. L’istituto ospita bambini e ragazzi dalla scuola materna, compresa la sezione primavera, alle scuole medie.
12:07 – Allagato il tribunale di Milano – Le forti piogge che si stanno abbattendo su Milano non risparmiano il Tribunale che si è allagatoin diversi punti, in particolare al piano terrae neipiani interrati.Per raccogliere l’acqua, al Palazzo di giustizia si usano anche dei bidoni collocati dove ci sono le perdite dal tetto e dalle finestre, mentre i vigili del fuoco stanno lavorando in particolare nei piani interra, nella zona degli archivi.
L’allagamento ha bloccato tutta l’attività all’interno degli uffici del Riesame, dove per sicurezza è stata staccata la corrente elettrica. Tra i vari contraccolpi, la mancata notifica delle motivazioni del Tribunale del Riesame di Milano sulle decisioni di revoca degli arresti domiciliari per alcuni indagati nella maxi inchiesta sull’urbanistica.
11:41 – Esonda anche il Lambro – Dopo il Seveso, anche il Lambro è esondato a Milano a causa delle forti piogge che si stanno abbattendo sulla città dalla scorsa notte. In tarda mattinata le acque del fiume hanno invaso le strade del quartiere Ponte Lambro, a est della città.
Il Lambro esondato a Milano
11:35 –Como, torrente ingrossato minaccia un canile – Allarme al Parco Canile della Valbasca, a Como, minacciato dal torrente Valbasca molto ingrossato che rischia di rompere gli argini allagando la struttura che ospita gli animali.
11:18 – Interrotta la ferrovia Milano-Chiasso – Sulla linea ferroviaria Chiasso-Milano la circolazione è interrotta tra Como e Albate a causa dei danni provocati dal maltempo.Lo stop, in vigore dalle 7:05 di questa mattina, è ancora attivo. Sono in corso interventi tecnici per il ripristino della linea.
10:26 – Il Seveso esonda a Niguarda – La vasca di laminazione al Parco Nord non è bastata: il torrente Seveso è esondato a Niguardapoco prima delle 10, gonfiato dalle piogge torrenziali che si sono abbattute sia su Milano sia lungo il corso che scende dal Monte Sasso attraversando le province di Como e Monza Brianza. Alle 8 il Comune ha attivato, l’invaso al confine con Bresso per tamponare la piena, ma il bacino si è riempito nel giro di due ore, non riuscendo a drenare tutta l’acqua in eccesso.
Il Seveso esondato a Niguarda
10:10 – A Seveso esonda il torrente Certesa – Esondato il torrente Certesa a Seveso,provincia di Monza Brianza, a a causa dell’allagamento il Comune ha chiuso la tratta comunale in via Redipuglia. Il municipio, attraverso i suoi canali social, avvisa che potrebbero esserci allagamenti anche tra via Carducci e la Milano-Meda.
Il Gruppo comunale volontari protezione civile ha effettuato una operazione di taglio e recupero piante cadute nel corso d’acqua Certesa
10:08 – Milano, posizionale la barriere mobili sul Lambro – Pioggia in città e a nord di Milano dalle 2.00 di questa notte e più intensa a partire dalle 5.00. Ben 30mm di acqua caduta nella parte nord della città, e più di 80mm a Paderno Dugnano e Seveso, meno per ora a Monza con 20mm. In città attivo il controllo sottopassi e in quartiere Ponte Lambro alle 6.00 sono state posizionate le barriere mobili per precauzione, e attivato il controllo dei livelli di fognatura e Lambro, per ora ancora bassi. I temporali continueranno intensi nella mattinata.Lo fa sapere sul suo profilo Facebook l’assessore milanese alla Protezione Civile, Marco Granelli.
10:05 – Disagi nell’Alto Varesotto – Frane ed esondazioni anche nell’Alto Varesotto. Uno smottamento si è verificata lungo la SS344 in località Villaggio Montelago nel comune di Brusimpiano, mentre a Lavena Ponte Tresa l’esondazione di un torrente ha causato criticità in via Ungheria e nelle strade limitrofe.
09:58 – Maltempo a Como, bloccate Lariana e Regina – Le forti piogge della notte hanno provocato pochi minuti prima delle 7 di questa mattina una frana sulla Sp 583 “Lariana”, più o meno al confine tra i Comuni di Como e Blevio, sulla sponda orientale del ramo comasco del lago di Como.
Franca nel Comasco a causa del maltempo
Pochi minutidopo le 7 in via Torno, la sede stradale è stata invasa da una frana: l’intervento per il ripristino si è protratto per oltre due ore ed è ancora in corso, la strada è bloccata. La Statale Regina è stata bloccata al transito nel tratto di Argegno, a causa di una cascata di acqua e fango che si sta abbattendo sulla strada In via Regina Teodolinda a Como il sottopasso ferroviario è stato completamente allagato e invaso dal fango,
Maltempo, nubifragi in Lombardia e Liguria: bomba d’acqua a Milano. Esonda il Seveso, alto il livello del Lambro
Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di lunedì 22 settembre 2025 allerta arancione meteo-idro in Liguria e sui settori settentrionali della Lombardia
Alto il livello del Lambro – A causa delle forti piogge delle ultime ore, poco dopo le 10 il Seveso è esondato in zona Niguarda, a Milano. Su tutto il bacino del torrente sono già caduti oltre 200 millimetri di pioggia e per questo è stata attivata anche la vasca di laminazione di Senago. «Purtroppo la vasca è strapiena e dalle 10-10:15 incomincia ad esondare a Niguarda, nel quartiere Pratocentenaro», informa sui social l’assessore alla Protezione civile del Comune di Milano, Marco Granelli, che segnala «anche il Lambro alto e allagata la via Vittorini, protetta dalle paratie mobili disposte stamani alle 6».
Maltempo Liguria, l’assessore Giampedrone in Valbormida – L’assessore regionale alla Protezione civileGiacomo Raul Giampedronesarà in Valbormida per fare il punto della situazione dopo i gravi disagi provocati nella notte dalla perturbazione che sta attraversando la Liguria. Sul posto stanno già operando anche i tecnici della Protezione civile, mentre la Colonna Mobile della Regione sta partendo per raggiungere i luoghi più colpiti.
Vasca strapiena, esonda il Seveso a Milano per le forti piogge – È esondato il Seveso a Milano. Lo comunica su Facebook l’assessore Marco Granelli. «Forti piogge su tutto il bacino del Seveso dalle 5 di stanotte. A Seveso oltre 200mm di acqua e molto anche a Cantù e a Paderno Dugnano», sottolinea Granelli. «Dalle otto è attiva la vasca di Milano e questa volta è stata attivata anche Senago. Purtroppo la vasca è strapiena e quindi dalle 10.00-10.15 incomincia ad esondare a Niguarda nel quartiere Pratocentenaro», conclude.
Milano esonda il Seveso, barriere mobili a Ponte Lambro – La protezione civile del Comune diMilano ha informato che è in corso l’esondazione del fiume Seveso, dopo le forti piogge cadute sulla zona nord della città nel corso della mattinata di lunedì 22 settembre 2025. L’invito ai residenti delle zone a rischio è evitare i locali posti sotto il livello stradale, non uscire per mettere al sicuro l’automobile né per altre ragioni, evitare l’ascensore, limitare l’uso del cellulare per tenere libere le linee e facilitare eventuali soccorsi.
All’alba erano già 30mm di pioggia caduti nella parte nord di Milano, oltre 80 a Paderno Dugnano e a Seveso. Nel quartiere Ponte Lambro sono posizionate dall’alba le barriere mobili per precauzione.
“In crescita livello del Bormida a Piana Crixia” – Ancora in crescita il livello della Bormida a Piana Crixia, nel savonese, adesso a 6.96 metri contro una seconda soglia di guardia fissata a 5 metri. Il fiume ha esondato in alcuni punti provocando allagamenti diffusi. Lo rende noto l’Arpal. La struttura stazionaria che per circa nove ore ha interessato la Val Bormida si sta sfaldando: il pluviometro di Dego ha raggiunto i 413 mm (1mm=1 litro per metro quadrato di terreno) di cumulata (in 8 ore), mentre la Bormida ha superato il secondo livello di guardia a Carcare (dove è in discesa) e a Piana Crixia, dove sta ancora crescendo. In zona si segnalano allagamenti diffusi e criticità alle sedi stradali: prestare la massima attenzione agli allagamenti in corso e non solo ai torrenti più piccoli, che rispondono a simili intensità in maniera repentina. Il terreno è completamente saturo per via della stazionarietà dei fenomeni, e non è più in grado di assorbire ulteriore pioggia. Nuove possibili precipitazioni, anche di minore intensità rispetto a quelle che si sono verificare questa notte, potranno provocare immediati innalzamenti dei torrenti.
Strada statale Savona-Torino chiusa per allagamenti – La strada statale 29 del Colle di Cadibona tra Savona e Torino è stata temporaneamente chiusa al traffico in entrambe le direzioni in località Piana Crixia(Savona) a causa degli allagamenti provocati dalle intense piogge durante l’allerta arancione per temporali emanata dall’agenzia Arpal in Liguria. Lo comunica Anas spiegando che sul posto sono presenti le squadre dell’azienda e le forze dell’ordine per gestire l’evento e consentire la riapertura del tratto nel più breve tempo possibile. A causa di una frana la strada statale 29 è stata chiusa al traffico in entrambe le direzioni in un altro tratto del savonese: lavariante di Carcare e Collina Vispa all’altezza di Cairo Montenotte (Savona).
“Nel savonese oltre 400mm in otto ore” – «Sono il savonese e soprattutto la Valbormida i territori più colpiti nella notte dalla perturbazione che sta attraversando la Liguria.
Tra le 22 di domenica sera e le 7 di lunedì mattina si sono registrate cumulate molto significative: in particolare, a Dego sono caduti fino a 413 mm di pioggia in 8 ore, 111 mm in un’ora». Così Regione Liguria in una nota.
«Il fiume Bormida – si legge – ha superato il secondo livello di guardia provocando parziali esondazioni. Oltre che a Dego e a Cairo Montenotte, allagamenti diffusi e frane si sono registrati anche a Piana Crixia, Carcare, Mallare. Centinaia le telefonate ai Vigili del fuoco che stanno operando sul territorio anche per trarre in salvo alcune persone rimaste bloccate nelle auto sommerse dall’acqua. Sospeso il traffico ferroviario a S.Giuseppe di Cairo (linee Savona/Alessandria e Savona/Torino). Interrotta anche la linea Breil –Ventimiglia. Sulla Ventimiglia-Genova la circolazione è fortemente rallentata tra Pietra Ligure e Finale Ligure. Rallentamenti anche sulla linea Genova-Torino tra Arquata Scrivia e Novi Ligure». «Precipitazioni intense – prosegue – anche in Valle Stura: a Rossiglione si sono registrati fino a 270 mm in 8 ore. In questi minuti la parte più intensa della perturbazione sta interessando l’alta Val Bisagno e la Val Trebbia, tra Lorsica e Barbagelata; ci sono poi nuclei temporaleschi anche nelle zone di Varese Ligure e alle Cinque Terre. Permane l’allerta arancione, la più grave per i temporali, fino alle 13 di oggi sul ponente e fino alle 15 sul resto della Liguria». «Nelle prossime ore, in mattinata, è atteso il passaggio del fronte principale, con temporali forti e persistenti. La sala operativa della Protezione civile sta monitorando l’evolversi della situazione, in costante contatto con i sindaci e i volontari sul territorio», conclude la nota.
Detriti sulla carreggiata, chiusa strada “Regina” nel Comasco– A causa della presenza di detriti sulla carreggiata, provocati dal maltempo è temporaneamente chiusa, in entrambe le direzioni, la strada statale 340 «Regina» in località Colonno (Como). Sul posto sono presenti le squadre Anas e le forze dell’Ordine per la gestione del traffico in piena sicurezza e per consentire il ripristino della regolare viabilità nel più breve tempo possibile.
Frana nel Comasco – Le forti piogge della notte hanno provocato pochi minuti prima delle 7 di lunedì mattina una frana sulla Sp 583 «Lariana», più o meno al confine tra i Comuni di Como e Blevio, sulla sponda orientale del ramo comasco del Lago di Como. È stata coinvolta anche una vettura in transito. Non si segnalano feriti né contusi. In posto squadre dei vigili del fuoco. La strada è stata chiusa.
Esonda fiume in provincia di Savon – L’ondata di maltempo in Liguria ha colpito principalmente il savonese, in particolare la val Bormida. A Cairo Montenotte, all’alba è esondato ilfiume Bormida. Sono decine gli interventi in atto da parte dei vigili del fuoco per frane e soccorsi dovuti ad allagamenti, si segnalano persone bloccate in auto tratte in salvo. Dalle prime ore della mattinata segnalano guasti, dovuti al maltempo, alla linea ferroviaria nel savonese, in particolare tra Loano e Albenga e a San Giuseppe di Cairo sulle linee ferroviarie Savona-Torino e Savona-Alessandria, dove la circolazione è stata sospesa.Circolazione fortemente rallentata anche a Finale Ligure. A ponente (zone AD) l’allerta è scattata ieri sera in giallo, è passata ad arancione dalla mezzanotte e resterà così fino alle 13 di oggi, per poi tornare gialla fino alle 15. Sul centro (zona B) la situazione è simile: gialla ieri sera, arancione dalla mezzanotte fino alle 15 e nuovamente gialla fino alle 18. Sul levante (zone C ed E) si è andati direttamente in arancione da mezzanotte, con conclusione alle 15 e prosecuzione in giallo fino alle 18. La fase più delicata, secondo Arpal, non è cessata con la notte. In mattinata sono attesi temporali forti e persistenti che potrebbero scaricare oltre 50 millimetri di pioggia in un’ora.
Forte pioggia a Milano – Forti piogge interessano dalla notte la Lombardia, dove è allerta arancione sui settori settentrionali, gialla nel resto della regione. Sono già 30 i millimetri di pioggia caduti nella parte nord diMilano, oltre 80 a Paderno Dugnano e a Seveso. Venti millimetri a Monza. Lo rende noto l’assessore alla Protezione civile del Comune di Milano, Marco Granelli, che sui social raccomanda ai milanesi «la massima attenzione». A Milano, ricorda l’assessore Granelli, «è attivo il controllo sottopassi e nel quartiere Ponte Lambro sono state posizione le barriere mobili per precauzione. Attivato il controllo dei livelli di fognatura e Lambro, per ora ancora bassi. I temporali – conclude su Facebook – continueranno intensi nella mattinata».
Una perturbazione di origine atlantica piomba sull’Italia. Sulla base delle previsioni disponibili, il dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte, ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (http://www.protezionecivile.gov.it).
L’avviso prevede dal pomeriggio di domenica 21 settembre 2025 precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Valle d’Aosta e Piemonte, in estensione dalla sera/notte a Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana e, dalla mattinata di lunedì 22 settembre 2025 alla Sardegna. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.
Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di lunedì 22 settembre 2025 allerta arancione meteo-idro in Liguria e sui settori settentrionali della Lombardia. Valutata, inoltre, allerta gialla in Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Toscana, su gran parte del Piemonte, sul restante territorio della Lombardia e su alcuni settori di Umbria, Lazio e Sardegna.
L’ipocentro è stato rilevato a una profondità di 5 chilometri
Una scossa di terremoto di magnitudo 5.0 è stata registrata lunedì 22 settembre 2025 inGrecia, nel Mar Egeo, al largo della costa. Lo riferisce il Centro Sismologico Euro-Mediterraneo (EMSC). L’epicentro del sisma è stato localizzato a circa 111 chilometri a sud-est di Salonicco, città del nord della Grecia con una popolazione di circa 350mila abitanti.
L’ipocentro è stato rilevato a una profondità di 5 chilometri. Al momento non si segnalano vittime né danni a cose.
L’annata 2026/2027 vedrà un’autentica rivoluzione per il mondo arbitrale. I fischietti dei massimi campionati usciranno dall’AIA e si riuniranno in una società differente finanziata da Serie A, Serie B e FIGC
La prossima stagione, l’annata 2026/2027, vedrà un’autentica rivoluzione per il mondo arbitrale.
I fischietti di livello top, quelli che fanno parte del massimo livello della Can, ovvero quegli arbitri che sono chiamati a dirigere oggi le gare di Serie A e di Serie B, si staccheranno dall’Associazione Italiana Arbitri per formare una società differente e lontana da quella conosciuta finora.
LA NUOVA SOCIETÀ E CHI LA FINANZIA – I direttori di gara di Serie A e Serie B, così come riportato oggi dal Corriere dello Sport si staccheranno dall’Aiaper formare una nuova società terza che sarà finanziata in autonomia dalle due leghe di riferimento (quindi la Lega Serie A e la Lega Serie B) e dalla Figc.
COME IN PREMIER – Il modello che gli arbitri italiani stanno cercando di seguire non è nuovo eunico in Europa. Anzi, il mondo arbitrale ha preso di fatto spunto dal modello in uso in Inghilterra con la PGMOL – Professional Game Match Officials Limited (dove limited sta per la nostra S.p.a.) – che dal 2001 gestisce gli arbitri che dirigono le gare della Premier League.
IL CONFRONTO CON GRAVINA E IL POSSIBILE SCIOPERO – Lo scatto in avanti arriverà dopo il confronto diretto dei giorni scorsi fra il presidente della FIGC Gabriele Gravina e i vertici degli arbitri con la presenza di Guida per i direttori di gara, di Mazzoleni per i varisti e di Meli per gli assistenti. Il motivo del summit era legato alla mancata firma dei contratti collettivi da parte del capo dell’Aia Carlo Pacifici a cui è seguita la minaccia di uno “sciopero bianco“.
PROMOSSA L’IDEA DI ROCCHI – Dall’incontro è stata promossa l’idea portata avanti dal capo dei designatori italiani Gianluca Rocchi che da tempo spinge per l’uscita degli arbitri di Serie A e Serie B dall’Aia per formare una società autonoma anche economicamente.
E GLI ALTRI ARBITRI? – All’Aia rimarrà il compito di gestire i campionati che vanno dalla Serie C, dalla Lega Pro, ai campionati dilettantistici con Daniele Orsato che rimarrà nel ruolo di capo designatore e con l’Aia che avrà il compito di creare, crescere e formare nuovi arbitri. Pagati da chi?Dalla nuova società creatasi.
Un violento temporale si è abbattuto sulla città di Milano. Alle prime ore di questa mattina, lunedì 22 settembre, sono già tante le segnalazioni per viabilità ridotta e strade allagate, tra queste quella dall’assessore alla Sicurezza e Protezione Civile del Comune, Marco Granelli: “Attivo il controllo sottopassi, posizionate le barriere mobili per precauzione”.
Fonte: Facebook
Questa mattina, lunedì 22 settembre, Milano si è svegliata sotto un violento temporale che ha segnato ufficialmente l’ingresso della città nella stagione autunnale. Alle prime ore di questa mattina, sono già tante le segnalazioni per viabilità ridotta e strade allagate, tra queste anche la voce dall’assessore alla Sicurezza e Protezione Civile del Comune, Marco Granelli: “Posizionate le barriere mobili per precauzione“.
Stando a quanto comunicato dallaRegione Lombardia, per tutta la giornata di oggi si prevedono forti “precipitazioni per gran parte della giornata a carattere di rovescio e temporale“. Nello specifico, piogge “insistenti sui settori occidentali” della città durante la notte, “in rapida estensione da Ovest a Est ai restanti settori” in mattinata, mentre nel pomeriggio saranno “maggiormente interessati i settori orientali“. Precipitazioni sparse in serata, più probabili a ridosso dei rilievi alpini. Durante l’evento sono attesi “venti con raffiche che possono raggiungere i 35-60 km/h“.
Intanto, alle prime ore di questa mattina si sarebbero già registrati “30mm di pioggia nella parte nord della città, e più di 80mm a Paderno Dugnano e Seveso, meno per ora a Monza con 20mm“, ha scritto l’assessore Granelli in un post Facebook. “In città attivo il controllo sottopassi e in quartiere Ponte Lambro alle ore 6:00 sono state posizionate le barriere mobili per precauzione, e attivato il controllo dei livelli di fognatura e Lambro, per ora ancora bassi. I temporali continueranno intensi nella mattinata. Si raccomanda la massima attenzione“.
Come sempre, infatti, in queste occasioni il consiglio della Protezione Civile è quello di fare attenzione in prossimità delle aree a rischio esondazione dei fiumi Lambro e Seveso e dei sottopassi. Non solo. Si è ricordato, inoltre, di non sostare sotto e nelle vicinanze degli alberi e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende dal momento che le forti piogge potrebbero causare eventuali crolli o cedimenti. Infine, è stato suggerito di provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che possano essere spostati dalle intemperie.
In ogni caso, il Centro operativo comunale della Protezione civile è attivo per il monitoraggio e per coordinare gli eventuali interventi in città. A Milano, inoltre, chiunque volesse essere informato sui rischi meteorologici potrà collegarsi al sistema di allerta della protezione civile.
La scossa registrata nella zona di Massa Martana, in provincia di Perugia. Il sindaco: “Due edificili con possibili lesioni lievi”
Una scossa di terremoto, intorno alle 23.11, di magnitudo 3.8 è stata registrata in Umbria, a un chilometro a nord est da Massa Martana, in provincia di Perugia. Lo segnala il sito di Ingv.
E’ scesa in strada gran parte della popolazione di Massa Martana, nella zona centrale della regione, lo ha riferito il sindaco Francesco Federici, raggiunto dell’Ansa. “La scossa è stata molto forte e al momento gran parte del paese è in strada, spaventata” ha spiegato. “Sono stato subito contattato dal centro regionale di Protezione civile – ha detto ancora il sindaco – e dalla presidente della Regione Stefania Proietti che ha mostrato vicinanza. Per ora mi sono state segnalate due situazioni con potenziali, apparentemente lievi, danni strutturali ad unità abitative. Ma ogni valutazione, anche attraverso i vigili del fuoco, verrà fatta nelle prossime ore“. Per il momento i vigili del fuoco hanno riportato su X che non è arrivata “alcuna segnalazione di danni”. Anche la presidente della Regione, Stefania Proietti, ha dichiarato che al momento non sono stati segnalati problemi ma “per avere un quadro più preciso attendiamo le verifiche che saranno fatte“
La scossa è stata avvertita “in maniera molto forte” dalla popolazione anche a Todi. “Non ho notizie di problemi nella nostra zona” ha spiegato il sindaco Antonino Ruggiano rispondendo sempre all’Ansa.