La mobilitazione, indetta da Cgil e Usb, coinvolge tutti i settori e le categorie pubbliche e private, dai trasporti locali ai treni, dalla scuola alla sanità. A Roma già treni cancellati e ritardi oltre 60 minuti. Organizzati 100 cortei nelle città
Una manifestazione
Sciopero nazionale oggi, 3 ottobre 2025, a sostegno della Flotilla e della popolazione di Gaza.Cortei in tutta Italia e stop in tutti i settori da Milano a Roma – dove sono stati cancellati già treni e si registrano ritardi – da Napoli a Palermo: effetti su trasporto pubblico con bus e metro, stop ai treni, impatto su scuola e sanità. Garantite tutte le prestazioni minime essenziali in una giornata che si preannuncia non priva di disagi. continua al eggere
Il segretario della Cgil: “Serrata legittima. Da Salvini minaccia fascista”. Migliaia di persone in piazza da Nord a Sud
Migliaia di persone manifestano a Milano, 3 ottobre 2025 (Foto di Claudio Furlan)
Migliaia di persone sono attese oggi, venerdì 3 ottobre, nelle piazze di tante città, da Nord a Sud, in occasione dello sciopero generale. La Cgil e altre sigle sindacali rivendicano la protesta mentre la Commissione di Garanzia ritiene che non sia stato rispettato “l’obbligo di preavviso” di dieci giorni previsto dalla legge 146 del 12 giugno 1990. Tutta Italia, intanto, non si ferma e continua a manifestare in solidarietà con il popolo palestinese e con la Global Sumud Flotilla, abbordata dalle forze israeliane a poche miglia dalla costa di Gaza. Nella serata di giovedì diversi cortei hanno invaso le strade di Roma, Milano, Bologna, Torino, Firenze, Napoli.notizie in diretta
Sciopero generale 3 ottobre: fermi bus, metro, treni, aerei, scuole e ospedali. Tutti gli orari e le fasce di garanzia
Le Officine Grandi Riparazioni ospitano in questi giorni gli allestimenti della Italian Tech Week, domani è in programma un panel con Ursula von der Leyen e il fondatore di Amazon, Jeff Bezos,
Al via la mobilitazione al Colosseo, tra giovani studenti palestinesi e Global Sumud Flotilla, sventolando in cielo bandiere palestinesi e anche quelle del sindacato Usb e di Potere al Popolo. Uno striscione recita: “3 ottobre sciopero generale. Blocchiamo tutto“.
“Free Palestine!” e “Palestina libera dal fiume fino al mare“: è il coro degli attivisti presenti al presidio al Colosseo, a Roma, organizzato da giovani studenti palestinesi e Global Sumud Flotilla. Sono state chiuse le fermate metro della linea A Termini e della linea B Piramide, su piazzale Ostiense, per il corteo organizzato da giovani studenti palestinesi e Global Sumud Flotilla.
Milano
Manifestanti in piazza Duomo a Milano
A Milano sono circa cinquemila i partecipanti al corteo partito da piazzale Loreto e diretto in zona Duomo. Un fiume di persone che ha bloccato il traffico della città all’ora di punta. Le strade dove sfilano i pro-Pal sono state chiuse alle auto. In testa al corteo ci sono le camionette della Polizia. Al momento non si registrano tensioni. Lo slogan è: “Non ci fermeremo, questo è solo l’inizio – sono le parole pronunciate da una ragazza al megafono -. Occupiamo Loreto e continueremo a occupare le strade. Arriveremo fino a Duomo. Questo è solo l’inizio,siamo pronti a fermare la macchina del genocidiofino a che la Palestina sarà libera“.
Non protestano ma suonano il clacson per incitare i partecipanti al corteo. È l’atteggiamento di molti automobilisti bloccati dal passaggio dei manifestanti a Milano. Il corteo si è via via ingrossato e ora sono almeno in diecimila a percorrere le strade della città intonando cori per la “Palestina libera“.
Agf – Pro Palestina a Milano
Agi – Corteo a Milano
Decine di manifestanti pro-Pal sono, in seguito, saliti sul basamento del monumento equestre a Vittorio Emanuele II in Piazza Duomo a Milano, sventolando le bandiere della Palestina. Una manifestazione che ha coinvolto almeno diecimila persone ed appare il preludio a quella di domattina che si preannuncia ancora più partecipata. Una ventina di persone, sempre in piazza Duomo, ha intonato cori contro la premier Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini.
Torino
A Torino In serata un gruppo di antagonisti si è staccato dal corteo pacifico dirigendosi verso le Ogr, riuscendo ad accedere alla struttura, poco distante dalla Stazione di Porta Susa, che in questi giorni ospita la Italian Tech Week.
I manifestanti hanno distrutto alcuni maxischermi e divelto sedie e tavoli. L’intervento degli agenti in tenuta antisommossa ha allontanato gli attivisti. Intanto, domani, oltre allo sciopero generale, proprio alle Ogr è in programma un talk sull’Intelligenza artificiale con ospiti la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, e il presidente di Stellantis, John Elkann.
Firenze
Momenti di tensione davanti alla stazione di Santa Maria Novella, dove le forze dell’ordine hanno tentato di evitare che una parte dei manifestanti che si sono staccati dal corteo in favore della Palestina e di solidarietà all’equipaggio della Global Sumud flotilla si dirigesse verso i binari. Una volta occupati i binari i manifestanti hanno srotolato uno striscione con scritto: “Blocchiamo tutto” e acceso alcuni fumogeni.
Trieste
Corteo spontaneo pro Palestina e Flotilla, questa sera, nel centro di Trieste, partecipato – secondo la Questura – da oltre 1.500 persone. Si tratta di esponenti della società civile e di partiti politici con bandiere, tra le altre di Avs e M5s, assieme a cittadini di diverse età. Intendono denunciare “il genocidio in corso” e ribadire, con slogan, scanditi anche durante il percorso, che “Trieste lo sa da che parte stare: Palestina libera dal fiume fino al mare“.
Nel corso della manifestazione un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo tentando di entrare nella Stazione Ferroviaria da un ingresso laterale. Alcuni manifestanti hanno spaccato vetri e lanciato oggetti e bottiglie, ma sono stati respinti dalle forze di polizia con qualche carica di alleggerimento e il lancio di lacrimogeni. Un poliziotto della Polizia Ferroviaria è caduto e si è ferito leggermente a una mano, con dei frammenti di vetro. Ora in corso accertamenti per individuare i responsabili delle violenze e dei danneggiamenti, mentre la situazione in città resta sotto stretta osservazione. Manifestazione anche a Udine promossa dal Comitato per la Palestina di Udine a sostegno della Global Sumud Flotilla davanti allo stadio Friuli (Dacia Arena), dove il 14 ottobre è in programma la partita di calcio Italia-Israele. La Questura conferma che tutto si è svolto in maniera pacifica, tra canti, balli e cori. Gli slogan più ripetuti: “La partita non si fa” e “Palestina libera“.
Trento
La circolazione ferroviaria sull’asse del Brennero è stata momentaneamente sospesa in prossimità di Trento, a seguito della presenza di una cinquantina di manifestanti sui binari nei pressi della stazione. La linea ferroviaria è stata, in seguito, riaperta e il traffico è in graduale ripresa. I treni Alta velocità e regionali hanno subito rallentamenti fino a 90 minuti mentre alcuni convogli regionali e il Railjet da Monaco di Baviera a Bologna Centrale sono stati cancellati.
Bologna
Scontri in stazione a Bologna questa mattina dove gli studenti delle scuole superiori e dell’Università, in corteo per la Palestina e la Global Sumud Flottilla da stamattina, sono arrivati davanti all’entrata. Durante il tragitto avevano annunciato la volontà di bloccare la stazione, ma hanno trovato le forze dell’ordine in tenuta antisommossa ad aspettarli. Gli studenti hanno cercato a più riprese di oltrepassarli, ma sono stati respinti da manganellate a cui hanno risposto con lanci di oggetti contro le forze dell’ordine.
Siena
La mobilitazione non riguarda solo le grandi città. Anche a Siena, circa 300 sostenitori si sono dati appuntamento in piazza Salimbeni, al presidio a sostegno dell’equipaggio della Global Sumud Flottilla. A organizzare la mobilitazione sono una ventina di sigle locali tra cui la Cgil provinciale e il Comitato per la Palestina di Siena.
“Io ritengo che il governo italiano non abbia garantito la giusta protezione, in acque internazionali, ai cittadini italiani – ha spiegato il segretario della Cgil di Siena Alice D’Ercole-. L’articolo 2 della Costituzione sancisce chiaramente la libertà di ogni cittadino di poter aderire a missioni di solidarietà. Il governo non ha tutelato i nostri connazionali in uno spazio internazionale. Per questo ieri ci siamo mobilitati con un presidio spontaneo, oggi siamo di nuovo qui e domani ci sarà lo sciopero generale, con Siena che vedrà un corteo e una manifestazione”.
Padova
Proteste Pro Pal a Padova
I poliziotti della questura di Padova, dopo aver tranciato le catene con cui si erano legati all’Interporto bloccando il traffico, hanno accompagnato in Questura 23 attivisti procedendo nei confronti di 11 di loro con fogli di via obbligatori per quattro anni, due avvisi orali e al deferimento all’A.G. nei confronti di altri 5 attivisti per i reati di violenza privata in concorso e manifestazione non autorizzata. Poco dopo, alle 19, circa mille attivisti appartenenti ai centri sociali del nord est e all’area antagonista, sono giunti in corteo sotto la Questura accendendo fumogeni, inneggiando con slogan alla Palestina Libera e contro la Polizia, intimando l’immediata liberazione degli attivisti di Extinction Rebellion presenti in Questura per le conseguenti notifiche dei provvedimenti di prevenzione personale adottate nei loro confronti. I manifestanti hanno inoltre bloccato il traffico su Riviera Ruzante che conduce alla Basilica del Santo.
Diversi voli cancellati o fatti atterrare in altre città, disagi per 3.000 passeggeri
Jason Tschepljakow / DPA / dpa Picture-Alliance via AFP – Polizia all’aeroporto di Monaco di Baviera dopo l’avvistamento di droni
L’aeroporto di Monaco di Baviera, in Germania, è stato costretto a chiudere temporaneamente ieri sera dopo una serie di avvistamenti di droni. Lo hanno riferito funzionari aeroportuali.
Diciassette voli sono stati sospesi poco dopo le 22:00, per un totale di quasi 3.000 passeggeri coinvolti. Inoltre, 15 voli in arrivo sono stati fatti atterrare a Stoccarda, Norimberga e Francoforte, e a Vienna, nella vicina Austria.
I primi avvistamenti, ricostruisce il Bild, sono stati segnalati da testimoni intorno alle 21.30. Circa un’ora dopo, i droni sono stati nuovamente avvistati, sopra l’area aeroportuale, come confermato dal portavoce della Polizia Federale, Stefan Bayer. Gli avvistamenti sono stati confermati anche dagli agenti presenti sul posto.
Tuttavia, a causa dell’oscurità,non è stato possibile fornire informazioni sul tipo e sulle dimensioni dei velivoli, ha precisato Bayer. Tra le 22:00 e mezzanotte il numero dei voli all’aeroporto di Monaco di Baviera è già limitato per tutelare la tranquillità notturna dei residenti e lo scalo è chiuso da mezzanotte alle 5. La Polizia Federale non è stata in grado di comunicare se alle 5:00 le operazioni riprenderanno regolarmente. Finora non si hanno notizie di nuove cancellazioni di voli sul sito web dell’aeroporto.
Jason Tschepljakow / DPA / dpa Picture-Alliance via AFP – Passeggeri all’aeroporto di Monaco dopo la chiusura per avvistamento droni
Incendio in un’azienda che lavora materiale plastico: densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza. Il Comune: «Tenete chiuse le finestre»
Il rogo è scoppiato intorno alle 16 di oggi, giovedì 2 ottobre, in via Calto. Le fiamme divampate da un macchinario. Sul luogo dell’incendio anche l’Arpav per verificare il livello di presunti elementi tossici nell’aria
CENESELLI (ROVIGO) – Un incendio è scoppiato oggi, giovedì 2 ottobre, in un’azienda che lavora materiali di plastica in via Calto a Ceneselli, Rovigo. Il rogo è scoppiato intorno alle 16 e, dopo due ore, i vigili sono ancora all’opera per domare le fiamme che hanno provocato una densa colonna di fumo visibile a chilometri di distanza. La vice sindaca di Ceneselli, Sabrina Andreasi, ha condiviso sui social l’avviso di tenere chiuse le finestre, finché non saranno date nuove disposizioni.
I soccorsi – Le fiamme sarebbero divampate da un macchinario utilizzato per fondere la plastica all’interno del capannone dell’azienda.
Sul posto sono al lavoro, coordinate dal funzionario di guardia, le squadre del distaccamento di Castelmassa, l’autoscala e l’autobotte chilolitrica della centrale di Rovigo, oltre al carro schiuma arrivato dal comando di Ferrara. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sono in corso.
Sul luogo dell’incendio anche i carabinieri e Arpav per i rilievi ambientali.
Pioggia, temporali e venti da forti a burrasca: le regioni e le zone a rischio
Ancora maltempo oggi, giovedì 2 ottobre, sull’Italia. Si prevede pioggia, temporali e venti da forti a burrasca. Secondo il bollettino della Protezione civile sono diverse le regioni a rischio. Intanto proseguono le ricerche della donna dispersa a Favata nell’Agrigentino. Marianna Bello, 38 anni, è dispersa da ieri dopo essere stata trascinata via dalla furia dell’acqua durante il nubifragio che si è abbattuto in città. Per tutta la notte sono andate avanti le operazioni di ricerca anche con un elicottero dell‘Aeronautica militare che grazie ai visori notturni ha setacciato per ore il mare e il percorso del canalone, che dal collettore di piazza Indipendenza arriva al fiume Naro. Stamani sono tornati in azione i nuclei specializzati e i mezzi aerei dei vigili del fuoco.
Giorgia Meloni: “Weekend lungo e rivoluzione non stanno insieme”. Il segretario della Cgil: “Chiediamo alle lavoratrici e ai lavoratori di scendere in piazza”
Lo sciopero generale del 3 ottobre è illegittimo per il Garante ma la Cgil tira dritto e conferma per domani la giornata di mobilitazione. La Commissione di garanzia sugli scioperi, riunitasi oggi,ha valutato illegittimo lo sciopero generale di tutti i settori pubblici e privatiproclamato per domani, 3 ottobre, in violazione dell’obbligo legale di preavviso, previsto dalla Legge 146/90. Nel provvedimento adottato,il Garante ha ritenuto inconferente il richiamo dei sindacati proclamanti all’art. 2, comma 7, che prevede la possibilità di effettuare scioperi senza preavviso solo “nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori“. continua a leggere
Non sono al momento giunte segnalazioni di danni o crolli di edifici
Turchia: un terremoto di magnitudo mwp 5.3 vicino Istanbul
Un sisma di magnitudo 5.1 si è verificato nel Mare di Marmara facendo tremare la metropoli di Istanbul. In base a quanto reso noto dalla protezione civile turca la scossa tellurica ha avuto luogo alle 14,55 ora locale, le 13,55 in Italia. La prefettura di Istanbul ha emesso un comunicato con cui specifica che non sono al momento giunte segnalazioni di danni o crolli di edifici. La protezione civile è ora al lavoro per controllare edifici considerati potenzialmente a rischio.
Ieri sera all’aeroporto LaGuardia di New York due jet regionali Bombardier della Endeavor Air si sono scontrati durante il rullaggio. L’impatto ha provocato un ferito ricoverato per precauzione e danni significativi a uno dei velivoli, rimasto senza un’ala.
Momenti di paura ieri sera all’aeroporto LaGuardia di New York, dove due velivoli regionali della Endeavor Air si sono scontrati durante le operazioni di rullaggio. L’incidente, avvenuto alle 21:58 ora locale, ha coinvolto un jet Bombardier CRJ-900 in fase di decollo e un altro aeromobile dello stesso modello diretto verso il gate. – continua a leggere
🚨 Incident at LaGuardia Airport 🚨
Two Delta CRJ900 regional jets were involved in a low-speed collision while taxiing at New York’s LaGuardia. One aircraft’s wing was torn off in the impact.
Tre feriti sono in gravi condizioni. L’aggressione è avvenuta nel giorno dello Yom Kippur, il più sacro del calendario religioso ebraico. Re Carlo: “Sconvolto e addolorato”. Starmer rafforza sicurezza delle sinagoghe: “Proteggeremo la comunità ebraica”
Soccorsi e forze dell’ordine sul luogo dell’attacco (Afp)
Attacco con coltello oggi 2 ottobre davanti a una sinagoga a Crumpsall, Manchester.Due persone sono mortementre altre tre persone ferite versano in gravi condizioni. L’uomo, che ha aggreditoprima con un’auto e poi con un coltello, è stato ucciso dalle forze della sicurezza intervenute, ha dichiarato la polizia di Greater Manchester parlando di presunto attacco terroristico sferrato durante lo Yom Kippur, il giorno più sacro del calendario religioso ebraico. continua a leggere
A Firenze gli studenti di alcuni licei non sono entrati in classe e sono scesi in piazza
Genova
Da ieri sera proseguono le proteste in Italia in sostegno della missione diretta a Gaza per portare aiuti alla popolazione palestinese, dopo l’abbordaggio della Flotilla da parte di Israele. Presidi, cortei e scioperi in tutta Italia, organizzati dal Global Movement to Gaza e da altre decine di organizzazioni sociali e sindacali. L’agenda è stata diffusa dagli attivisti attraverso i canali social. I partecipanti scrivono che il tentato blocco della Flotilla “porta alla mobilitazione dell’equipaggio di terra, blocchiamo tutto. L’equipaggio di mare in questi mesi ha portato con sé l’umanità di un altro mondo possibile in grado di navigare ostinata e contraria ai venti di guerra. Ora è il momento dell’equipaggio di terra“, concludono. continua a leggere
Gli attivisti: “Arrestate 200 persone di 37 paesi, tra cui 22 italiani”. Tel Aviv: “I passeggeri stanno raggiungendo in modo sicuro e pacifico Israele, dove inizieranno le procedure di espulsione verso l’Europa. Sono al sicuro e in buona salute”
Solo cinque navi della Global Sumud Flotilla sono ancora in navigazione, dirette verso Gaza. Lo evince dall’ultimo rilevamento in tempo reale, aggiornando la situazione delle 44 imbarcazioni che erano coinvolte nella missione umanitaria. Finora ben 21 navi sono state intercettate mentre altre 18 sono state presumibilmente bloccate dalle autorità israeliane. In base al Flotilla Tracker, a proseguire la propria rotta verso l’enclave palestinese sono la Fair Lady, Marinette e Mikeno. Altre due in navigazione, la Shireen e la Summertime Jong, avrebbero chiesto supporto legale.
Le telecamere delle imbarcazioni sono offline e le barche sono state abbordate da personale militare. Stiamo lavorando attivamente per confermare la sicurezza e la situazione di tutti i partecipanti a bordo”, hanno comunicato gli attivisti del Global Movement to Gaza Italia. continua a leggere
Hamas-Sumud passengers on their yachts are making their way safely and peacefully to Israel, where their deportation procedures to Europe will begin. The passengers are safe and in good health. pic.twitter.com/pzzitP5jN8
Alle 8 di questa mattina risultano 21 le imbarcazioni bloccate e 23 quelle che continuano la navigazione verso Gaza
LE navi della Global Flotilla – Marc Asensio / NurPhoto / NurPhoto via AFP
Alle 8 di questa mattina erano 21 le imbarcazioni della Flotilla fermate e 23 quelle che continuano la navigazione verso Gaza. In base alle informazioni disponibili sul sito dell’organizzazione, ecco chi sono alcuni degli italiani fermati dalle forze israeliane e su quali barche si trovavano. – continua a leggere
Nome Barche
Nomi equipaggi Italiani
ALL INN
Pietro Queirolo Palmas, Antonio La Piccirella, Simone Zambrin.
AURORA
Federico Frasca, Gonzalo Di Pretoro, Irene Soldati, Marco Orefice, Sara Masi
HIO
Lorenzo D’Agostino
JANNOT III
Andrea Sebastiano Tribulato
KARMA
Annalisa Corrado (eurodeputata Pd), Arturo Scotto (deputato del Pd), Margherita Cioppi, Michele Saponara, Paolo Romano, Saverio Tommasi, Romano Notarianni
MORGANA
Barbara Schiavulli, Benedetta Scuderi (europarlamentare Europa Verde), Carlo Alberto Biasoli, Jose Nivoi.
OTARIA
Adriano Veneziani, Alessandro Mantovani, Cesare Tofani, Dario Crippa, Giorgio Patti, Manuel Pietrangeli.
SEULLE
Fabrizio De Luca, Paolo De Montis, Ruggero Zeni, Silvia Severini
Binari bloccati dai dimostranti alla stazione centrale di Napoli. Mobilitazione per la Flotilla in piazza della Scala a Milano
Scatta la mobilitazione nelle piazze italiane dopo l’abbordaggio della Flotilla da parte di Israele. Al grido di “Bloccheremo tutto” e “Palestina libera” un gruppo di manifestanti pro Pal è arrivato a piazza dei Cinquecento a Roma, vicino alla stazione Termini per sostenere la Flotilla. I manifestanti sono schierati dietro a uno striscione con su scritto “Rompere con Israele-Stop genocide, blocchiamo tutto e 3 ottobre sciopero generale“. Il numero delle persone in piazza sta aumentando progressivamente.
Binari bloccati dai manifestanti pro Pal alla stazione centrale di Napoli. Si è determinato così il blocco del traffico ferroviario, in arrivo e in partenza, con treni in ritardo di oltre 90 minuti. “La circolazione a Napoli Centrale è sospesa“, comunica Trenitalia. Come si legge sul profilo Facebook di uno dei collettivi coinvolti nell’occupazione della stazione centrale di Napoli, Mezzocannone Occupato, “avevamo detto che avremmo bloccato tutto e lo stiamo facendo. Palestina libera, giù le mani dalla Global Sumud Flotilla“.
I manifestanti pro Pal hanno bloccato i binari per oltre mezz’ora per poi dirigersi verso il vicino corso Umberto, lasciando la stazione. I manifestanti sarebbero diretti verso la facoltà di Lettere e Filosofia, seguiti dalla polizia.
Disagi alla stazione Termini di Roma. Dopo le manifestazioni dei pro Pal alla stazione di Napoli, la stazione Termini è stata ‘cinturata‘ dalle forze dell’ordine anche lateralmente e gli accessi sono contingentati.
Mobilitazione anche a Milano per la Global Sumud Flotilla. Potere al Popolo, centri sociali e collettivi studenteschi sui social hanno dato appuntamento per una ‘mobilitazione d’emergenza’ dalle 21.30 in piazza della Scala, ribattezzata ‘piazza Gaza‘ per il presidio permanente pro Palestina.
Mercoledì mattina a New York (pomeriggio in Italia) è crollataparte di un palazzo residenziale. Il crollo ha interessato tutto il fianco dell’edificio, che ha 20 piani e fa parte di un progetto di edilizia pubblica nel Bronx, un quartiere a nord di Manhattan. Non ci sono notizie di feriti e gli appartamenti non sono stati danneggiati.
In base alle prime segnalazioni ricevute dai vigili del fuoco, il crollo potrebbe essere stato causato da un’esplosione nelle conduttore del gas, che ha poi rotto un canale verticale usato per smaltire l’immondizia (il canale trasporta i rifiuti verso un impianto di incenerimento interno: era un sistema molto diffuso in passato, diventato poi meno utilizzato).
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google APPENA ARRIVATO: la gestione delle emergenze di New York afferma che sembra che un camino/pozzo dell’inceneritore sia crollato in un grattacielo del Bronx, non sono stati segnalati feriti
Cinque case su palafitte sono crollate nell’oceano alle Outer Banks in Carolina del Nord, mentre al largo transitano gli uragani Humberto e Imelda
Cinque case su palafitte sono crollate nell’oceano alle Outer Banks in Carolina del Nord, mentre al largo transitano gli uragani Humberto e Imelda
Cinque abitazioni su palafitte sono crollate nell’oceano a Buxton, lungo le Outer Banks della Carolina del Nord, travolte dal moto ondosomentre al largo transitavano gli uragani Humberto e Imelda. Le case, già sgomberate, si trovavano a ridosso della battigia e da tempo erano minacciate dall’erosione costiera che interessa le barriere sabbiose della zona.
I crolli non hanno causato feriti,ma hanno riversato detriti e materiali in mare, spingendo le autorità a chiudere alcuni tratti di spiaggia e a invitare i visitatori a tenersi lontani. Dal 2020, sono 17 le abitazioni cadute in mare lungo il Cape Hatteras National Seashore, a testimonianza della crescente vulnerabilità di un territorio esposto a mareggiate, innalzamento del livello del mare e uragani sempre più frequenti.
Gli attivisti della missione umanitaria continuano la navigazione verso Gaza. Meloni: “Insistere in questa fase è irresponsabile”
Le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono arrivate a meno di 90 miglia dalle coste di Gaza, entrando nella ‘zona ad alto rischio’ in cui Israele in passato ha bloccato le missioni umanitarie.
“Saremo intercettati in acque internazionali e verremo probabilmente messi agli arresti”, hanno riferito gli attivisti, “si tratterebbe di un atto illegale perché si consuma in acque internazionali. Seguiremo le regole d’ingaggio della Sumud Flotilla che prevedono la resistenza passiva“.
Decine di barche non identificate, si legge sui canali social degli attivisti, sono state avvistate dai militanti a bordo della missione Flotilla, giunta ormai a meno di 75 miglia dalle coste di Gaza. “Stiamo affrontando quello che sembra un blocco militare con decine di barche presumibilmente israeliane a 4 miglia esattamente davanti a noi. Non si sono ancora identificate“, riferiscono dalle barche, secondo quanto riportato sui canali social del Global Movement to Gaza.
“Stanno per iniziare le operazioni di abbordaggio da parte delle imbarcazioni militari che si sono palesate e si trovano in questo momento vicine alla testa della Flotilla. Non siamo nelle condizioni di poter dire tra quando inizieranno le operazioni, ma è certo che sarà una nottata lunga e difficile“, ha dichiarato il deputato Arturo Scotto (PD) imbarcato sulla Flotilla, intervenuto in diretta a “ZTL“.
Nell’attesa del probabile intervento della Marina di Israele, si agitano le acque della politica. La premier, Giorgia Meloni, ha invitato gli attivisti a “non insistere in un’iniziativa che ha dei margini di pericolosità e di irresponsabilità“. “Attendere mentre c’è un negoziato di pace, è forse la cosa più utile che si può fare per alleviare le sofferenze dei palestinesi”, ha osservato “Ma forse“, ha aggiunto dal vertice Ue in Danimarca, “le sofferenze del popolo palestinese non erano la priorità”.
Anche il premier svedese, Ulf Kristersson, ha invitato l’attivista sua connazionale, Greta Thunberg, a “tornare a casa“.
“Siamo noi a dover chiedere alle istituzioni di essere responsabili“, ha replicato Maria Elena Delia, la portavoce della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla. “Non ho mai sentito chiedere, invece, perché questi attivisti si dovrebbero fare male in acque internazionali? La risposta è che quando c’è Israele di mezzo le regole non valgono più. Le persone a bordo meritano grande rispetto perché, dopo due anni di genocidio nessun governo ha osato fare qualcosa“.
Intanto sindacati e movimenti si mobilitano in vista di un eventuale blocco della Flotilla. “Siamo pronti a proclamare, in modo tempestivo, uno sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati”, ha avvertito il leader della Cgil, Maurizio Landini. “Un atto di quella natura in acque internazionali sarebbe un atto di guerra contro chi vuole svolgere una missione per riaffermare la pace“, ha aggiunto.
Usb, Cobas e Cub hanno avvertito che lo sciopero verrebbe proclamato senza alcun preavviso. “Non permetteremo che Cgil ed estremisti di sinistra portino in Italia il caos“, ha replicato il vicepremier, Matteo Salvini, “non tollereremo nessuno ‘sciopero generale improvviso‘”.
La segretaria dem, Elly Schlein esprimendo “molta apprensione per la Flotilla” ha ribadito la richiesta al governo di “fare tutto il possibile per tutelare l’incolumità di tutti gli attivisti a bordo” ricordando a Israele che “qualunque attacco con l’uso della forza sarebbe illegale, tanto più in acque internazionali“.
Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, da parte sua ha invitato la Flotilla “a consegnare qualsiasi aiuto in suo possesso in modo pacifico attraverso il porto di Cipro, la marina di Ashkelon o qualsiasi altro porto della zona verso Gaza“. Il titolare dellaFarnesina, Antonio Tajani, ha sentito il collega turco, Hakan Fidan, con cui ha condiviso che “la priorità resta evitare l’escalation”
Crosetto: “Navi circondate, importante è non usare violenza” – “Mi auguro che tutto avvenga con calma e razionalità. Le barche sono circondate e dovrebbero essere portate nel porto di Ashdod, dove poi ci attiveremo per verificare come far rientrare i nostri connazionali. L’importante è che tutto avvenga senza violenza, senza alcun rischio. Sono preparati sia le persone a bordo che le autorità israeliane“, ha detto al Tg1 il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Portavoce Italia, iniziate le procedure di intercetto – Le navi militari dell’IOF (l’esercito israeliano, ndr) hanno cominciato le procedure per intercettare le barche della Global.Sumud Flotilla. In acque internazionali. Restate vigili. Non lasciamoli soli. Ora tocca all’equipaggio di terra“. Lo scrive sui social la portavoce italiana del movimento Maria Elena Delia.
Tajani: “Ho chiesto a Sa’ar no azioni violente” – Sulla Flotilla “ho chiesto al ministro degli Esteri israeliano Sa’ar che non ci siano azioni violente“. Lo afferma al Tg1 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani
La replica degli attivisti: “Siamo noi a chiedere responsabilità alle istituzioni”. La denuncia: sfiorata la collisione con una nave da guerra israeliana
Le barche della Flotilla sono ormai a meno di cento miglia nautiche da Gaza, e hanno superato il punto in cui la precedente spedizione della Madleen, a giugno, era stata intercettata dalla marina israeliana, che è quindi pronta ad intervenire.Gli attivisti della Global Movement ribadiscono: “Rimaniamo ancora più vicini alla Global Sumud Flotilla a supporto della popolazione palestinese. Teniamo alta l’attenzione. Se toccano la Flotilla blocchiamo tutto“
“Insistere in questa fase è irresponsabile“. Cosi la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni si rivolge agli attivisti della missione umanitaria rinnovando l’invito a fermarsi e ricordando l’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La Spagna sta facendo come l’Italia“, sostiene la presidente del Consiglio. “La cosa importante è il sostegno europeo” al piano di Trump per la pace nella Striscia, rimarca da Copenaghen a margine del vertice Ue informale.
Netta la replica della Global Sumud Flotilla. “Siamo noi che chiediamo a istituzioni di essere responsabili perché la legge, non solo non vale per tutti, ma non esiste più“, le parole della portavoce Maria Elena Delia. Per Meloni “in questa fase di un equilibrio che è estremamente delicato di fronte a una possibilità che sarebbe storica, insistere in una iniziativa che ha dei margini, secondo me, di pericolosità e di irresponsabilità, io continuo a non capirlo“, dice la premier.
Fethi Belaid / Afp – Global Flotilla
“Penso che dopo gli appelli che sono stati fatti dal presidente Mattarella in poi, dagli altri, ho visto anche quello che stanno dicendo altri leader europei, ho visto quello che sta facendo la Spagna, che è esattamente quello che sta facendo anche l’Italia, penso che il rischio di una iniziativa che diceva di nascere per una questione umanitaria, poi si è scoperto che non era per una questione umanitaria, era per forzare un blocco navale e già diventa un’altra cosa. Del resto se fosse stato per una ragione umanitaria si sarebbero accolte le numerose proposte che sono state fatte per poter consegnare quegli aiuti in sicurezza“.
La Flotilla denuncia manovre di una nave di guerra, “Sfiorata la collisione” – La Global Sumud Flotilla diretta a Gaza nella notte è stata “aggressivamente circondata” da una nave da guerra israeliana e il capitano di una delle imbarcazioni in testa è stato costretto a “una brusca manovra per evitare una collisione frontale“: lo riferisce la stessa Gsf in una nota. “Navi da guerra israeliane hanno intrapreso manovre pericolose e intimidatorie contro le navi Alma e Sirius della flottiglia“, ha fatto sapere la Flotilla, “le navi da guerra hanno disattivato le comunicazioni, hanno aggirato aggressivamente imbarcazioni civili e hanno costretto i capitani a brusche manovre evasive per evitare la collisione. Queste azioni ostili”, denuncia la Flotilla, hanno messo in grave pericolo civili disarmati provenienti da oltre 40 Paesi“.
Saar: “Fermate la provocazione e consegnate gli aiuti”
“Si sentono appelli da tutte le parti per fermare questa provocazione Hamas-Sumud: non è troppo tardi, vi prego di trasferire pacificamente a Gaza qualsiasi aiuto in vostro possesso attraverso il porto di Cipro, il porto turistico di Ashkelon o qualsiasi altro porto della regione“. Lo dice il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar, dopo un appello congiunto di Italia e Grecia affinché i membri della Flotillia raggiungano un compromesso e consegnino gli aiuti. Roma e Atene hanno lanciato un “appello alle donne e agli uomini della Flottiglia affinché accettino la disponibilità offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme a consegnare in sicurezza gli aiuti destinati in solidarietà ai bambini, alle donne e agli uomini di Gaza“.
E’ il primo in sette anni. Le attività amministrative non vengono rifinanziate e quindi si fermano. Possono così essere continuate solo le attività legate alla sicurezza della vita umana o alla tutela della proprietà
Congresso Usa
Da poche ore gli Stati Uniti sono entrati ufficialmente in shutdown e ora le attenzioni degli investitori sono tutte puntate sulla reazione dei mercati. Per ora i future di Wall Street viaggiano in calo ma in Asia, per la golden week, è aperta solo Tokyo, anch’essa negativa.
Si tratta della prima chiusura o “shutdown” dalla più lunga della storia – durata 35 giorni – quasi sette anni fa (avvenuta da dicembre 2018 a fine gennaio 2019, durante il primo mandato di Trump) e la quindicesima dal 1981 e fermerà il lavoro di numerosi dipartimenti e agenzie federali, colpendo centinaia di migliaia di dipendenti governativi.
Trump ha incolpato i democratici per lo stallo e ha minacciato di punire il partito e i suoi elettori con l’interruzione delle priorità dell’agenda progressista e tagli massicci nel settore pubblico. Così, “licenzieremmo molte persone che ne sarebbero gravemente colpite. E sono democratici, diventeranno democratici“, ha detto il presidente ai giornalisti nello studio ovale.
Non è bastato un tentativo in extremis dei repubblicani del Senato che avevano proposto di estendere il finanziamento attuale fino alla fine di novembre, mentre si negoziava un piano di spesa a più lungo termine, ma la proposta non ha ottenuto i voti democratici necessari, in quanto i parlamentari hanno puntato i piedi sul ripristino di spese sanitarie a favore dei ceti più deboli.
Ed è quindi rimasto lo stallo. Nonostante la maggioranza repubblicana al Senato, il partito di Trump non dispone infatti di tutti i voti necessari per approvare le leggi di bilancio. Queste richiedono 60 voti,sette in più di quelli che hanno i repubblicani.
La minaccia di Trump di nuovi tagli di posti di lavoro si aggiunge all’ansia del personale federale causata dai licenziamenti su larga scala avviati dal Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge) dell’ex consigliere presidenziale Elon Musk. Secondo il Congressional Budget Office (CBO), 750.000 funzionari federali potrebbero trovarsi questa volta in una situazione di disoccupazione parziale, con una perdita di reddito pari a 400 milioni di dollari.
Lo shutdown non influirà invece su funzioni vitali come il servizio postale, l’esercito e i programmi di assistenza come la previdenza sociale e i buoni alimentari. Ma i lavoratori federali non riceveranno lo stipendio fino al termine della chiusura. Non solo ma secondo i calcoli degli analisti della compagnia di assicurazioni Nationwide, ogni settimana di chiusura potrebbe ridurre la crescita del PIL degli Stati Uniti di 0,2 punti percentuali.
Mercoledì 01 ottobre 2025
Giù il dollaro e nuovo record per l’oro: l’effetto dello shutdown sui mercati
L’euro passa di mano a 1,1752, in progresso dello 0,16, sul dollaro Usa a causa della mancanza di un accordo al Congresso sul bilancio. L’oro sale a 3.860,13 dollari l’oncia
Afp – Dollaro e Euro
Gli effetti dello shutdownsi fanno sentire sul dollaro e sull’oro ma con effetti opposti. Il biglietto verde si indebolisce proprio a causa della mancanza di un accordo al Congresso sul bilancio e l’euro passa di mano a 1,1752, in progresso dello 0,16, sulla divisa americana.
L’oro, invece, segna un nuovo record salendo a 3.860,13 dollari e sfiorando quota 3.900 dollari l’oncia, guidato soprattutto dalla corsa degli investitori ai beni rifugio. Anche le Borse risentono della paralisi in corso a Washington. Dopo un’apertura in calo (tranne Londra) i listini europei si sono rafforzati e ora viaggiano positivi anche se resta un certo grado di volatilità in quanto persistono i timori degli analisti per un potenziale ritardo nella pubblicazione dei dati mensili statunitensi sull’occupazione, previsti tra giovedì e venerdì.
A sostenere gli indici in particolare il comparto healthcare dopo l’accordo tra Pfizer e gli Stati Uniti in base al quale la casa farmaceutica ha accettato di ridurre i prezzi nel programma Medicaid degli Usa in cambio di sgravi tariffari. L’effetto shutdown si è ripercosso anche su Wall Street che si prepara ad aprire in territorio negativo.
I prezzi del petrolio, infine, si sono stabilizzati dopo due giorni di calo. Gli investitori stanno valutando i piani dell’OPEC+ per un aumento più consistente della produzione il mese prossimo, a fronte di dati provenienti da Stati Uniti e Asia che mostrano segnali di indebolimento della domanda.
Il velivolo precipitato all’interno del Parco nazionale del Circeo
Sono stati trovati morti i due militari a bordo del velivolo T-260B del 70° Stormo, l’aereo che oggi è precipitato al suolo nel parco Nazionale del Circeo, nella zona di Sabaudia, in provincia di Latina. Al momento non si conoscono ancora le cause dell’incidente: sul posto il velivolo è stato trovato in fiamme.
“Nella mattinata di oggi, un velivolo T-260B del 70° Stormo di Latina, in volo nell’ambito di una missione addestrativa, è precipitato al suolo, per cause al momento non note, in un’area nei pressi del Parco Nazionale del Circeo. Sul posto sono intervenute immediatamente le squadre di soccorso“, riferiva l’Aeronautica militare in una nota. Ancora in fase di accertamento le dinamiche.
“Esprimo profondo cordoglio per l’incidente occorso a un velivolo dell’Aeronautica Militare nei pressi del Parco Nazionale del Circeo. La mia vicinanza e quella del Governo alle famiglie delle vittime, all’Aeronautica Militare e a tutta la Difesa“, scrive in un tweet la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Esprimo profondo cordoglio per l'incidente occorso a un velivolo dell'Aeronautica Militare nei pressi del Parco Nazionale del Circeo. La mia vicinanza e quella del Governo alle famiglie delle vittime, all’Aeronautica Militare e a tutta la Difesa.
"Si dice che un pilota non muore mai, vola solo più in alto, ma non posso nascondere il profondo dolore per la notizia della tragica scomparsa del Colonnello Simone Mettini, Comandante di Stormo ed esperto pilota istruttore, e del giovane Allievo Lorenzo Nucheli, caduti in… pic.twitter.com/gkhsJvbe3t
La polizia di Monaco ha fatto sapere che non si potrà accedere all’area del festival almeno fino alle 17. In città è in corso un’operazione delle forze dell’ordine: sono state sentite delle esplosioni
La polizia tedesca per le strade di Monaco di Baviera (foto: LaPresse)
Le autorità di Monaco di Baviera (Germania) hanno chiuso l’area dell’Oktoberfest, in programma fino al 5 ottobre, a causa di un allarme bomba. “La zona del festival rimarrà chiusa almeno fino alle 17“, ha comunicato il municipio in una nota. La polizia di Monaco ha deciso di impedire l’accesso a causa “di una minaccia imprecisata di esplosivi”. In città infatti è in corso un’importante operazione della polizia e dei vigili del fuoco: secondo Bildci sarebbero state diverse esplosioni e sarebbero stati sparati anche colpi di arma da fuoco.
L’operazione in corso – “Attualmente siamo impegnati in un’operazione nella zona di Lerchenau insieme ai vigili del fuoco“, ha comunicato la polizia di Monaco sui social.Bildscrive che sarebbe stato trovato il cadavere di un uomo con ferite di arma da fuoco. La scena dell’incidente è Lerchenauer Strasse, nella zona nord di Monaco. Secondo il quotidiano tedesco, l’uomo trovato morto avrebbe riempito la casa dei suoi genitori con dell’esplosivo, le avrebbe dato fuoco per farla saltare in aria e poi si sarebbe tolto la vita. Un’altra persona risulta invece dispersa.
Il post della polizia di Monaco di Baviera (foto: X)
L’ispettore capo Thomas Schelshorn ha dichiarato a Bildche “al momento non vi è alcun pericolo per la popolazione” e “non vi è alcun collegamento con l’Oktoberfest“. Per facilitare le operazioni la polizia ha però preferito bloccare l’accesso all’Oktoberfest. Le autorità non hanno ancora confermato il ritrovamento di un cadavere. Oltre all’edificio residenziale coinvolto nell’esplosione, sono bruciate due auto parcheggiate davanti all’abitazione.
Il furgone bruciato e coperto da schiuma isolante dopo un incendio a Monaco di Baviera (foto: LaPresse)
La Farnesina ci tiene a far sapere che nessun cittadino italiano risulta coinvolto nell’esplosione. Il Consolato sta raccogliendo ulteriori informazioni dalle autorità bavaresi.
Cosa è successo – I contorni della vicenda non sono ancora chiari. L’allarme è scattato alle 4:40 del mattino: un edificio nell’area settentrionale di Monaco era in fiamme. Secondo quanto riporta Bild, un uomo è stato trovato mortocon ferite da arma da fuoco vicino al lago Lerchenauer. L’uomo, che si sarebbe tolto la vita, poco prima avrebbe dato fuoco alla casa dei genitori. Non solo, avrebbe anche disseminato trappole esplosive fuori e dentro l’abitazione. Gli artificieri sono ora sul posto per prevenire ulteriori esplosioni.
Le auto colpite dall’esplosione a Monaco di Baviera (foto: LaPresse)
La lettera minacciosa – Il sindaco di Monaco Dieter Reiter (Spd) non ha escluso che l’area del festival rimanga chiusa per tutto il giorno. Reiter durante il consiglio comunale di questa mattina ha dichiarato che “la polizia farà tutto il possibile per far perquisire l’intera Wiesn (parola in bavarese che sta a indicare l’Oktoberfest) entro le 17 di questo pomeriggio, se possibile, per garantire la sicurezza. In caso contrario, la Wiesn non aprirà affatto oggi“, ha scritto Reiter su Instagram: “Mi dispiace, non c’è altra soluzione. La sicurezza viene prima di tutto“, ha aggiunto.
Dieter Reiter, il sindaco di Monaco di Baviera, annuncia la chiusura temporanea dell’Oktoberfest (foto: Instagram)
Secondo Reiter, la chiusura è collegata al grave incendio che ha colpito la zona nord di Monaco. “Si tratta di un attentatore che minaccia l’Oktoberfest, e la polizia e il comitato di coordinamento hanno concordato all’unanimità che non possiamo correre il rischio di permettere l’ingresso” al festival. Le autorità infatti hanno trovato una lettera contenente una minaccia contro l’Oktoberfest. A scriverla sarebbe stato l’uomo trovato morto questa mattina.
La pista di Antifa – La polizia, scrive Faz(Frankfurter Allgemeine Zeitung), starebbe indagando anche su un possibile collegamento con Antifa, il movimento che raccoglie una rete di militanti di estrema sinistra. Un testo intitolato “Antifa significa attacco” è stato pubblicato sul sito web indymedia.org la mattina del 1° ottobre. Si poteva leggere: “Nelle prime ore del mattino abbiamo incendiato diverse auto di lusso nella zona nord di Monaco e fatto visita ad alcune case. Inoltre, la passeggiata mattutina di un fascista non si è conclusa particolarmente bene“.
Non si esclude che il bilancio delle vittime possa aggravarsi. L’istituto di vulcanologia e sismologia (Phivolcs) ha segnalato più di 600 scosse di assestamento
Violento terremoto nelle Filippine – (Afp)
E’ di almeno 69 morti il bilancio delle vittime del forte terremoto che martedì ha colpito la zona centrale delle Filippine. Le ultime notizie parlano di edifici distrutti,blackout. Più di 140 persone sono rimaste ferite a causa del sisma di magnitudo 6.9 che ha colpito la provincia centrale di Cebu e le province limitrofe, hanno confermato le autorità che non escludono possa aggravarsi il bilancio delle vittime e che evidenziano come la priorità siano al momento le operazioni di ricerca e soccorso, soprattutto a Bogo City.
Qui sono morte 30 delle vittime. Altre 22 persone hanno perso la vita a San Remigio. Cinque persone sono morte per il crollo di un impianto sportivo. “Stavano giocando a pallacanestro all’interno della struttura, quando è crollata“, ha detto il capitano della Polizia, Jan Ace Elcid Layug.
L’istituto di vulcanologia e sismologia (Phivolcs) ha segnalato più di 600 scosse di assestamento, la più forte di magnitudo 4.8, dopo il terremoto di magnitudo 6.9 registrato ieri al largo della costa delle Filippine con epicentro, secondo i primi dati che arrivavano dall’Usgs (Us Geological Survey), a circa 11 chilometri a est-sudest della zona di Calape, nella provincia di Bohol.
1 – Meteo, ottobre inizia con un rilevante crollo termico: e previsto l’arrivo di aria fredda dalla Russia. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iL Meteo.it, conferma grandi movimenti meteo all’orizzonte.
Un cuneo di alta pressione oceanica (Anticiclone delle Azzorre) penetrerà verso la Francia, il Mare del Nord e la Scandinavia: con l’alta pressione distesa verso queste zone, centrata sul Nord Europa, il fianco meridionale rimarra vulnerabile, scoperto, indifeso, e correnti fredde russecolpiranno l’Italia da mercoledi primo ottobre.
2 – Meteo, da mercoledì 1 ottobre cambia tutto – Si prevede un inizio quasi invernale del nuovo mese, con temperature minime fino a 5-6 gradi in pianura, qualche fiocco di neve sugli Appennini oltre i 1400 metri e venti gelidi dai quadranti settentrionali. Prima dell’inizio di ottobre, avremo pero la fine di settembre: nelle prossime ore il tempo sara ancora buono e mite su gran parte dell’Italia. Solo dalla serata del 30 settembre avremo un primo marcato peggioramento con calo termico e, soprattutto, vivace instabilita e temporali verso il Nord-Est e le Marche. Il freddo russo arrivera dunque soprattutto con l’inizio del nuovo mese: sara una partenza choc con i primi 4 giorni di ottobre dal sapore quasi invernale, in particolare sulla fascia adriatica.
3 – Meteo, crollano le temperature: le previsioni – Nel dettaglio, mercoledi 1 ottobre il maltempo colpirà bene tutta la fascia orientale oltre ad Emilia e Sicilia e a macchia di leopardo il resto del Paese; la diminuzione delle massime sara diffusa e localmente anche di 8-10 gradi in meno rispetto al giorno precedente. Specialmente tra Marche, Abruzzo e Molise sembrera di essere gia a fine novembre, a causa di questa bordata russa.
Giovedi 2 ottobre, avremo un sensibile calo delle minime e un ulteriore calo delle massime al Centro-Sud; in pratica passeremo diffusamente da massime di 22-24 gradi a massime di 14-16 gradi anche al meridione. Ma saranno soprattutto le minime di venerdi e sabato a sorprendere gran parte degli italiani: alle prime ore del mattino del 3 e del 4 ottobre, alcuni termometri potrebbero avvicinarsi allo zero anche in pianura, soprattutto nelle zone piu interne del Centro-Nord.
4 – Meteo, la raffica russa: cambia tutto dal primo ottobre – Al momento le minime piu basse previste sono intorno ai 4-5 gradi ma, localmente, potremo scendere anche piu sotto nelle zone riparate dal vento. In sintesi, ci aspetta una «raffica russa» di aria fredda, con i primi temporali martedi al Nordest, una fase di forte maltempo sulle adriatiche in estensione al Sud tra mercoledi e giovedi, un risveglio freddo ma con tempo piu asciutto da venerdi. Attenzione, infine, ai venti che saranno anche di burrasca al Centro-Sud soprattutto giovedi, ma anche venerdi specie al meridione: sembrera quasi dicembre ma sara solo l’inizio di ottobre.
5 –Meteo, le previsioni nel dettaglio – Mercoledi 1 ottobre: Al Nord: rovesci sparsi al mattino, poi migliora. Al Centro: temporali su adriatiche e Lazio; fiocchi di neve sull’Appennino; ventoso. Al Sud: rovesci e temporali sparsi.
Giovedi 2 ottobre – Al Nord: bel tempo ma piu freddo, anche al mattino. Al Centro: temporali su adriatiche; fiocchi di neve sull’Appennino; ventoso e freddo per il periodo. – Al Sud: rovesci e temporali sparsi, ventoso e freddo per il periodo.
TENDENZA: nuovo peggioramento nel weekend.
Meteo: anticipo d’Inverno con la bordata russa fuori stagione iL Meteo.it
Anticipo d’Inverno con la bordata russa fuori stagione
Impulso fresco da Nord con acquazzoni
Vortice freddo punta sull’Italia, in arrivo Temporali e Venti forti! Mercoledì 1: al mattino instabile su Piemonte ed Emilia Romagna, poi maltempo in estensione rapida verso il Centro-Sud; venti via via più forti di Bora e poi Grecale. Neve sull’Appennino fino a 1700 metri. Giovedì: ciclone sul Mare Ionio, temporali e piogge forti su Adriatiche e Sud Italia. Quota neve in calo a 1300 metri su Abruzzo e Molise. Venerdì, venti forti e più sole, instabile sulla Puglia.
WEEKEND: Sabato, peggiora fortemente al Nord, Domenica al Centro-Sud.
APPROFONDIMENTO Ciclone in azione al Sud. Soffiano venti forti nordorientali. Condizioni di maltempo sulle regioni adriatiche centro-meridionali, sulle coste tirreniche della Sicilia, della Calabria (qui anche sul reggino ionico). Locale instabilità anche sulla pedemontana piemontese. Spruzzate di neve sugli Appennini sopra i 1200-1400 metri in tarda serata! Tutto soleggiato altrove.
IN BREVE Venti forti da nord. Giornata in gran parte soleggiata, il tempo sarà spiccatamente instabile sulla Puglia, localmente sul basso Tirreno.
APPROFONDIMENTO Rapida perturbazione, ma intensa, in arrivo. Giornata che vedrà un peggioramento via via più forte al Nord e nel corso del pomeriggio e poi sera verso il Centro tirrenico e il Sud. Attese precipitazioni a tratti abbondantissime, specie sul Triveneto. Venti in intensificazione dai quadranti nordoccidentali e meridionali.
TemperatureGrossomodo stazionarie.
APPROFONDIMENTO Una perturbazione corre verso il Sud. Giornata soleggiata al Nord, irregolarmente instabile al Centro e più perturbata al Sud. Venti sostenuti di Maestrale sui settori occidentali.
Il vice presidente dell’Inter ha pubblicato una carrellata di immagini con il padre
“Mi hai aspettato per l’ultimo abbraccio, l’ultima carezza sulla mano, l’ultimo bacio…sarai presente in tutti i momenti della mia vita. La mia anima soffre, ma sarai nel mio cuore per sempre”. A scrivere le commoventi parole è il vice presidente dell’Inter, Javier Zanetti, in un post dedicato a suo papà Rodolfo, morto nelle scorse ore. Zanetti ha pubblicato una carrellata di immagini con suo papà per dirgli addio.
La notizia della scomparsa di Rodolfo Zanetti era stata divulgata proprio dal club nerazzurro che aveva espresso la sua vicinanza alla famiglia.
“L’Inter esprime il proprio cordoglio e si stringe attorno al vice presidente Javier Zanetti per la scomparsa del padre Rodolfo. A lui l’abbraccio di tutta la famiglia nerazzurra e della proprietà”, si legge nella nota.
Traduzione: Mi hai aspettato per l’ultimo abbraccio, l’ultima carezza sulla mano, l’ultimo bacio… Sarai presente in tutti i momenti della mia vita. Mi fa male l’anima, ma sarai nel mio cuore per sempre. Mi mancherai tanto vecchio caro!!!!
L’epicentro è stato registrato a circa 11 chilometri a est-sudest della zona di Calape
Un terremoto di magnitudo 6.9 è stato registrato oggi, martedì 30 settembre, al largo della costa delle Filippine. L’epicentro, secondo l’Us Geological Survey, è stato registrato a circa 11 chilometri a est-sudest della zona di Calape, nella provincia di Bohol con una popolazione di circa 33mila persone.
L’ufficio di sismologia locale ha avvertito di una possibile “lieve alterazione del livello del mare” e ha chiesto agli abitanti delle isole di Leyte, Cebu e Bilirandi “stare lontani dalla spiaggia“. “Non c’è alcun rischio tsunami collegato a questo terremoto“, hanno fatto sapere dal Centro allerta tsunami nel Pacifico. I dati iniziali parlavano di magnitudo 7, che è stata poi corretta. Non ci sono al momento notizie di conseguenze a causa del sisma.
Entrambe le coalizioni escono con le ossa rotte dal voto. Sala in silenzio, FI esce dall’aula e spacca il centrodestra. FdI: «Così ci indeboliscono». Il dietrofront di Fumagalli e le riserve sciolte da Romano
La svolta arriva pochi minuti prima dell’apertura della seduta. Forza Italia, con una mossa neanche troppo a sorpresa, annuncia che uscirà dall’aula al momento del voto. La tensione cala. La maggioranza di centrosinistra, anche se orfana di 7 voti, è ingrado di far passare la delibera, il centrodestra si spacca e si scioglie come neve al sole: Palazzo Marino ha appena venduto San Siro e la grande area intorno allo stadio a Milan e Inter per 197 milioni. Il voto finale arriva a tarda notte, intorno alle 4, dopo una maratona di quasi 12 ore che ha messo a dura prova i consiglieri (qui le immagini). La discussione interminabile su ognuno dei 239 emendamenti si interrompe bruscamente quando la maggioranza mette in atto il canguro, ossia la manovra antiostruzionismo che in un sol colpo annulla tutti gli emendamenti simili. Alla fine il pallottoliere segna 24 favorevoli, 20 contrari (tutto il centrodestra senza Forza Italia) e due consiglieri che non hanno partecipato al voto.
È il primo punto fermo di una storia infinita. Sei anni di stop and go, polemiche, esposti, ricorsi. E paradossalmente si torna al punto di partenza quando nel 2019 le squadre presentarono il loro primo progetto. Con un’unica differenza: se prima San Siro e l’area venivano date in concessione, adesso è una vera e propria vendita. Un nuovo stadio da 71.500 posti, affidato alle mani di Lord Norman Foster e di David Manica, un tandem già rodato con la demolizione e la ricostruzione di un altro impianto iconico: il Wembley Stadium. Ora, esposti e inchieste permettendo, si procederà di gran fretta all’ultimo atto, il rogito vero e proprio, prima che scatti il vincolo sul secondo anello il 10 novembre rendendo di fatto impossibile la demolizione del Meazza.
Aula piena. Il sindaco Beppe Sala non proferisce verbo. Tocca alla vicesindaca, Anna Scavuzzo, fare gli onori di casa. Ancora non è chiaro quello che potrebbe succedere. All’appello manca il nome diMarco Fumagalli, capolista della Lista Sala, il venticinquesimo voto, quello che metterebbe in sicurezza la maggioranza senza aver bisogno dell’aiuto dell’opposizione.Quando finalmente si presenta in aula, l’assessore al Bilancio, Emmanuel Conte si mette a marcarlo come Gentile su Maradona. Il Fuma, come lo chiamano i colleghi, dribbla. Si chiude nello stanzino dedicato alla stampa. «Ieri, mi avete chiamato in 140 — sbotta con i giornalisti —, non ho risposto a nessuno tranne a un numero che pensavo fosse un mio paziente». Alla fine si smolla, lasciando però aperte almeno un paio di porte: «Non voterò sì».
Che può significare o voto contro o mi astengo o esco dall’aula. I riflettori però si spengono in fretta. Tutta l’attenzione si sposta sul centrodestra. Letizia Moratti, presidente della Consulta azzurra, l’aveva detto giorni fa. «Siamo pronti a sederci a un tavolo per sostenere il progetto delle due squadre con la cittadella sportiva e commerciale,destinando una parte importante a funzioni pubbliche». Ieri, è stata molto più diretta. «Non possiamo certo ignorare i limiti di questo provvedimento, né tantomeno condividerne pienamente i contenuti — afferma Moratti — ma la nostra responsabilità verso la città ci impone una scelta chiara: evitare che Milano venga paralizzata da contrapposizioni ideologiche o da calcoli politici». La conferma arriva dal coordinatore regionale Alessandro Sorte: «Noi scegliamo di tutelare la città di Milano. Oggi rivendichiamo con chiarezza la nostra scelta: Forza Italia salva Milano».
È la sliding door della seduta. Uscendo dall’aula, tre azzurri su quattro (resta solo Alessandro De Chirico), il quorum si abbassa. La maggioranza non ha più bisogno di 25 voti, non deve più corteggiare il Fuma o gli altri contrari. Il contraccolpo è tutto nel centrodestra. La vicesegretaria della Lega, Silvia Sardone, utilizza tutti i suoi decibel: «Non avrei mai immaginato che la delibera potesse passare per colpa di qualcuno della mia stessa coalizione. Mercoledì ho letto un comunicato in cui FI diceva che avrebbe votato contro e che la posizione del centrodestra era compatta nel dire no. Noi non faremo mai la stampella del centrosinistra». Tocca aFdI bissare l’intervento: «FI indebolisce il ruolo del centrodestra». La morale? Che entrambe le coalizioni escono a pezzi da questo voto.Il centrosinistra orfano dei tre Verdi, un ambientalista e tre consiglieri Pd senza neanche la soddisfazione di avercela fatta con le sue sole forze. Il centrodestra senza i rappresentanti di Forza Italia che si sono portati via il pallone.
Visto il faro acceso su Milano, non solo per la vendita di San Siro ma anche per le inchieste sull’urbanistica, i mal di pancia sono destinati ad arrivare anche a Roma.Si va avanti nella notte: 239 emendamenti, 200 vengono cassati con un emendamento tagliola. Sala si siede solitario a mangiare un panino alla buvette. Anche se la vendita è ormai cosa fatta, l’umore che prima segnava pessimo si rasserena.
“Grazie per avermi insegnato tutto quello che so. Ti sarò sempre grato e ti apprezzo. La vita non sarà più la stessa“. Lo scrive sui suoi social Romelu Lukaku, annunciando la morte del padre Roger.
“Proteggendomi e guidandomi come nessun altro potrebbe fare. Il dolore e le lacrime scendono alla grande, ma Dio mi darà la forza di rimettermi in sesto – scrive -. Grazie di tutto, Roger Menama Lukaku Vieux Roy (per i suoi amici). Mon Papa“.
Traduzione completa da Instagram: Grazie per avermi insegnato tutto quello che so. Ti sarò sempre grato e ti apprezzo. La vita non sarà più la stessa. Proteggermi e guidarmi come nessun altro potrebbe fare. Non sarò più la stessa Il dolore e le lacrime scendono alla grande Ma Dio mi darà la forza di rimettermi in sesto Grazie di tutto Roger Menama Lukaku Vieux Roy (per i suoi amici)
Un giovane Romelu Lukaku (sinistra) con suo papà Roger (destra). Il padre è scomparso all’età di 58 anni – Credit Foto Twitter
Roger Lukaku, padre del calciatore Romelu in forza al Napoli, se ne è andato nella sua casa di Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, all’età di 58 anni. Non sono ancora noti i motivi della scomparsa. Romelu e la dedica su Instagram: “Grazie per avermi insegnato tutto”.
“Grazie per avermi insegnato tutto quello che so, ti sarò per sempre grato”, si apre così la dedica di Romelu Lukaku al padre Roger, scomparso oggi all’età di 58 anni. Le notizie delle ultime ore sono state confermate dai messaggi lasciati dall’attaccante sui social e che confermano il lutto che ha colpito il giocatore del Napoli.
Roger Lukaku, ex calciatore, se ne è andato nella sua casa di Kinshasa,nella Repubblica Democratica del Congo, anche se non sono ancora noti i motivi della scomparsa. Lukaku ha deciso di ricordare il padre su Instagram cancellando tutti post e lasciando una loro foto insieme di tanti anni fa, insieme a un messaggio toccante: “Grazie per avermi insegnato tutto ciò che so. Ti sarò per sempre grato. La vita non sarà più la stessa. Proteggimi e guidami come nessun altro può fare. Io non sarò più lo stesso. Il dolore e le lacrime scendono. Ma Dio mi darà la forza di tornare“.
Articolo di alessandro54, realizzato con l’ausilio di ChatGPT, AI di OpenAI.
Morti sul lavoro: un bilancio sempre drammatico – Ogni anno, purtroppo, numerosi lavoratori perdono la vita durante lo svolgimento delle proprie mansioni. Le cause principali sono spesso incidenti diretti, come cadute, schiacciamenti o contatti con macchinari, ma non mancano casi di malori improvvisi verificatisi sul luogo di lavoro. Si tratta di eventi che non solo colpiscono le famiglie, ma ricordano quanto sia fondamentale la sicurezza sul lavoro, il rispetto delle norme e la prevenzione. Ogni morte sul lavoro è un monito a non abbassare mai la guardia, perché dietro ogni dato statistico c’è sempre una storia personale di sacrificio e fatica.
Riflessione finale: Questa tragedia mette in evidenza un tema spesso trascurato: l’età dei lavoratori e la loro sicurezza. Un operaio di 65 anni che muore in cantiere ci ricorda quanto sia importante rispettare i limiti fisici, garantire ambienti di lavoro sicuri e valorizzare la prevenzione. Dietro ogni dato statistico c’è sempre una persona con una storia, una famiglia e un percorso di sacrificio.
Lutto nel mondo del calcio per la scomparsa del padre del vice presidente dell’Inter
Javier Zanetti con il papà Rodolfo in una foto apparsa sulla pagina Instagram dell’ex calciatore nerazzurro
Lutto nel mondo del calcio e in particolare all’interno del club nerazzurro per la scomparsa di Rodolfo Zanetti, padre di Javier, ex capitano e attuale vice presidente dell’Inter. A renderlo noto è stato il club con un comunicato stampa diffuso in mattinata.
“L’Inter esprime il proprio cordoglio e si stringe attorno al vice presidente Javier Zanetti per la scomparsa del padre Rodolfo. A lui l’abbraccio di tutta la famiglia nerazzurra e della proprietà”, si legge nella nota.
Il messaggio del club
L’Inter si stringe attorno a Zanetti per la scomparsa del padre Rodolfo: il messaggio del club
È scomparso il papà del vicepresidente nerazzurro. Il messaggio di cordoglio dell’Inter
Javier Zanetti
Un momento di dolore ha colpito tutta la famiglia nerazzurra. Rodolfo, il papà del vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti, è scomparso nelle scorse ore. Con un messaggio postato sui social, il club nerazzurro esprime il proprio cordoglio.
“L’Inter esprime il proprio cordoglio e si stringe attorno al Vice President Javier Zanetti per la scomparsa del padre Rodolfo. A lui va l’abbraccio di tutta la famiglia nerazzurra e della Proprietà“, si legge nel messaggio postato dall’Inter.
L’Inter esprime il proprio cordoglio e si stringe attorno al Vice President Javier Zanetti per la scomparsa del padre Rodolfo. A lui va l’abbraccio di tutta la famiglia nerazzurra e della Proprietà.
Traduzio Instragram: Ci dispiace comunicare la scomparsa di Rodolfo “Pichon” Zanetti, padre di Javier e Sergio. In questo momento difficile e difficile accompagniamo la famiglia Zanetti. Le nostre condoglianze a Sergio, Javier, sua moglie Paula e ai loro figli Sol, Ignacio e Tomas. Il C.A. Workshop è con voi.
Tristeza. Lo confirmaron Talleres de Escalada y el Inter de Italia en sus redes sociales. Tenía 93 años.
Murió Rodolfo “Pichón” Zanetti, el papá de Javier “Pupi” Zanetti.
Talleres de Escalada informó esta mañana una triste noticia: fallecióRodolfo “Pichón” Zanetti, el padre del Pupi Javier Zenetti. Tenía 93 años.
“Es un día muy triste para toda la familia de Talleres. Lamentamos comunicar el fallecimiento de Rodolfo “Pichon” Zanetti, padre de Javier y Sergio. Nuestras condolencias en este difícil y duro momento a la familia Zanetti. El C.A.Talleres está con ustedes“, expresó el club en sus redes sociales.
Traduzione aGoogle : Il Talleres de Escalada ha annunciato questa mattina una triste notizia: Rodolfo “Pichón” Zanetti, padre di Pupi Javier Zenetti, è scomparso. Aveva 93 anni. “Questo è un giorno molto triste per tutta la famiglia del Talleres. Ci dispiace annunciare la scomparsa di Rodolfo “Pichón” Zanetti, padre di Javier e Sergio. Le nostre condoglianze vanno alla famiglia Zanetti in questo momento difficile e difficile. Il C.A. Talleres è con voi”, ha dichiarato il club sui suoi social media.
Ai ballottaggi le alleanze fermano l’Afd nelle città chiave. A Dortmund cade una roccaforte Spd dopo 79 anni di dominio. Il cordone sanitario funziona ancora, ma i sondaggi premiano Weidel. La Germania resta divisa tra Est e Ovest, con il vento populista che soffia forte.
Foto: il cancelliere e leader della Cdu-Cus, Friedrich Merz, tira un sospiro di sollievo dai risultati dei ballottaggi in Vestfalia
Questa volta il “cordone sanitario” ha funzionato. Nei ballottaggi comunali in Vestfalia, cuore industriale della Germania, l’ultradestra di Alternative für Deutschland (Afd) è stata respinta dall’asse tra Cdu e Spd, che avevano annunciato sin dal primo turno la volontà di collaborare pur di impedire ai candidati di Alice Weidel di conquistare poltrone da sindaco.
Il cordone sanitario regge – A Gelsenkirchen, Duisburg e Hagen l’esperimento è riuscito. A Gelsenkirchen la socialdemocratica Andrea Henze ha travolto Norbert Emmerich (Afd) con il 66,9% dei voti. A Duisburg il sindaco uscente Soeren Link (Spd) ha ottenuto un risultato plebiscitario: 78,6% contro il 21,4% del rivale Carsten Gross. A Hagen, infine, il candidato della Cdu Dennis Rehbein ha avuto la meglio sull’ultradestra Michael Eiche.
Il messaggio è chiaro: quando i due grandi partiti storici scelgono la convergenza, l’Afd resta fuori dalle stanze del potere. Ma resta il timore che si tratti solo di una barriera temporanea, difficile da mantenere a livello nazionale.
Dortmund rompe la tradizione – A fare notizia, però, è stato soprattutto l’esito diDortmund. La città, storica roccaforte rossa da 79 anni, ha visto il successo del candidato cristianodemocratico Alexander Omar Kalouti, che ha raccolto il 52,9% contro il 47% del socialdemocratico Thomas Westphal. Un ribaltone che segna la fine di un’era e che ha già acceso un acceso dibattito interno alla Spd.
In parallelo, gli occhi restano puntati su Colonia, dove la prospettiva di un sindaco verde aprirebbe un nuovo fronte politico, spostando ulteriormente gli equilibri in un Land cruciale per il futuro della Germania.
Un partito in crescita nazionale – Se nei municipi la diga ha retto, i sondaggi raccontano un’altra verità. Secondo l’ultimo rilevamento Forsa, l’Afd sarebbe oggi il primo partito tedesco con il 27% delle intenzioni di voto, superando di due punti l’Unione di Cdu-Csu. Per il cancelliere Friedrich Merz e i socialdemocratici di governo, si tratta di un campanello d’allarme che non può essere ignorato.
L’ultradestra ha già consolidato posizioni nell’Est, dove ha conquistato alcuni municipi nonostante l’isolamento politico. Nessun altro partito, almeno finora, ha accettato di collaborare con i populisti,ma le tensioni locali e la pressione elettorale potrebbero incrinare il fronte comune.
L’ombra della normalizzazione – Le analisi degli osservatori segnalano un fenomeno preoccupante: la progressiva normalizzazione dell’immagine di Afd, nonostante gli avvertimenti dei servizi di sicurezza sul rischio estremista. Un processo che potrebbe trasformare il partito da outsider a forza strutturale del sistema politico, ribaltando equilibri storici.
Il clima che si respira è stato ben riassunto dal tabloid Bild, che ha seguito minuto per minuto i risultati: “Nessun miracolo blu in Vestfalia”, scriveva a urne chiuse, celebrando allo stesso tempo la “vittoria sensazionale della Cdu a Dortmund, dopo 80 anni di Spd”.
Germania sospesa tra due anime – La Germania esce da questo voto locale con una certezza e una contraddizione. Da un lato, il muro Cdu-Spd si dimostra ancora efficace nel fermare l’onda nera dell’ultradestra. Dall’altro, i numeri dei sondaggi raccontano di un Paese che si avvicina sempre di più a un bivio storico. L’Ovest resiste, l’Est spinge, e la tenuta della grande coalizione appare fragile di fronte al vento populista che soffia sempre più forte.
Lo sfogo per la sostituzione, la risposta piccata del tecnico, ma non solo. L’ex City influisce anche sul rendimento degli altri, a partire da McTominay…
Che l’interlocutore per sfoghi di quel tipo sia quello sbagliato è lapalissiano e a chiarirlo, se mai ce ne fosse bisogno, è proprio la storia di Antonio Conte. Per informazioni chiedere a Lautaro Martinez,apostrofato in malo modo dal tecnico allora all’Inter proprio dopo un gesto di evidente stizza susseguito a una sostituzione. L’allenatore scudettato tutto sopporta tranne che venga messa in discussionela sua leadership. Lui decide, gli altri eseguono, possibilmente in silenzio. Quali che siano gli altri in questione. Il messaggio aKevin De Bruyne, appunto non uno qualunque, è stato per questo estremamente chiaro: “Mi auguro fosse contrariato per il risultato – ha detto a margine della sconfitta contro il Milan– perché se era contrariato per qualche altra cosa ha preso la persona sbagliata“. Punto e a capo. Così, almeno, c’è da augurarsi dalle parti di Napoli.
Già, perché ricucire lo strappo con De Bruyne, professionista esemplare che, con ogni probabilità, dimenticherà al più presto l’accaduto (sostituzione, appunto, non gradita), è assolutamente imprescindibile, non fosse altro che l’ex City, fiore all’occhiello del mercato del Napoli, avrebbe dovuto garantire ai campioni d’Italia quel salto di qualità necessario a ripetersi in campionato e giocare da protagonisti in Champions. Avrebbe dovuto, perché fin qui, al netto dei tre gol messi a referto (uno su punizione e due su rigore), KdB non ha esattamente esaltato il gioco della squadra e, anzi, ha costretto Antonio Conte a modificarne gli equilibri dirottando, ad esempio, McTominay largo a sinistra in una posizione del campo che ne limita l’efficacia in zona gol. Efficacia che lo scorso anno risultò decisiva per il titolo.
Quindi? Quindi non è scontato che Antonio Conte riparta subito da De Bruyne, cui potrebbe concedere un turno di riposo anche per valutare nuove soluzioni tattiche. Neres, per dirne uno, a San Siro ha portato brillantezza, ampiezza e pericolosità nei minuti in cui è stato in campo. Rinunciarvi per fare obbligatoriamente spazio a De Bruyne potrebbe essere un errore che Conte, magari, deciderà di non ripetere. Aggiungiamo: la posizione in campo del belga lo porterà nuovamente a essere tra i primi a entrare nelle rotazioni a gara in corso. Lo accetterà? In fondo si aspettava a Napoli un ruolo da assoluto protagonista cui è abituato da sempre. Il caso, insomma, si chiuderà ma non è chiuso. Mercoledì, in Champions contro lo Sporting, la prima risposta.
Gli azzurri del ct De Giorgi hanno vinto la finale del Mondiale 2025
L’Italia – Ipa/Fotogramma
L’Italia ha vinto i Mondiali di pallavolo maschile 2025. Gli azzurri hanno battuto oggi, domenica 28 settembre, la Bulgaria 3-1 con il punteggio di 25-21, 25-17, 17-25, 25-10nella finale della rassegna iridata di scena a Manila, nelle Filippine. La squadra allenata da ct Fefé De Giorgi si conferma così campione del mondo dopo il successo del 2022.
La partita – Primo set combattuto fin dai primi punti in cui l’Italia prova a strappare affidandosi ai ‘soliti’Michieletto e Romanò, ma la Bulgaria di ct Blengini resta incollata nel punteggio. Gli azzurri salgono poi di livello a muro e riescono ad allungare nel punteggio portando a casa il primo parziale 25-21. La reazione bulgara arriva a inizio secondo set. Nikolov prova a suonare la carica e la sua Nazionale si ritrova avanti, ma la gioia dura poco. L’Italia ritrova compattezza in difesa e continuità al servizio:Giannelli piazza il muro e Romanò firma un altro ace, permettendo il sorpasso azzurro. Da quel momento è un dominio certificato dal risultato del secondo parziale: 25-17.
Nel terzo set l’Italia riparte da dove aveva lasciato. Romanò è ancora devastante al servizio, trovando il quinto ace della sua partita, la Bulgaria prova a salire di livello in attacco per restare punto a punto. La squadra di Blengini strappa ottenendo un vantaggio di quattro punti sul 15-10 grazie a Nikolov, vincente al servizio e a muro, con gli azzurri imprecisi soprattutto in ricezione. De Giorgi prova a muovere la panchina e l’Italia accorcia nel punteggio, spinta dall’asse Giannelli-Michieletto, campioni d’Italia con Trento. La Bulgaria però non si scompone e riesce a portare a casa il parziale 25-17.
L’Italia reagisce subito a inizio quarto set. Gli azzurri vanno avanti sul 9-3 spinti da Michieletto, incisivo in attacco e a muro, e Bottolo, che dopo un terzo parziale deludente si è ripreso il posto nel sestetto titolare. Passano i punti e la Bulgaria si scoraggia, con l’Italia che ne approfitta e aumenta il proprio vantaggio, volando sul 19-10. Il resto è un lento avvicinarsi alla festa azzurra, che esplode quando il quarto set si conclude con un 25-10 che certifica la superiorità della squadra di De Giorgi . L’Italia è campione del mondo, di nuovo.
Il ragazzo partecipava a una gara, l’allarme è scattato quando gli organizzatori si sono accorti che non era arrivato al checkpoint
Si è perso durante una maratona ed è stato ritrovato in ipotermia dopo alcune ore, quando gli organizzatori si sono accorti che non era arrivato a un checkpoint. È grave un ragazzo di 18 anni di Griante (Como), trovato in ipotermia dai vigili del fuoco questo pomeriggio nella cresta tra monte Bregagno, sulla sponda occidentale del lago di Como, e Sasso Bellarona. Il giovane stava partecipando a una gara maraton trail sul lago di Como con partenza da Menaggio ma probabilmente si è perso, ha sbagliato strada ed è finito in una zona impervia e fredda.
L’allarme è scattato intorno alle 15 e immediatamente sono scattate le ricerche. È stato attivato l’elicottero Drago dei Vigili del fuoco con Imsi Catcher, una squadra SAF da Como e i vigili del fuoco di Menaggio e Dongo. La squadra del soccorso alpino è stata portata in quota dall’elicottero e intorno alle 18.30 il ragazzo è stato individuato e raggiunto. I soccorritori hanno prestato le prime cure mediche sul posto. Poi, vista la gravità delle sue condizioni, il 18enne è stato portato in ospedale, a Bergamo, in codice rosso.