L’intervento dei vigili del fuoco nella tarda serata di sabato. Sulle cause dell’incendio, probabilmente doloso, indagano i carabinieri
Cinque auto bruciate nel giro di pochi minuti. E’ successe a Vimodrone, in via Guido Rossa 8, sede della “Red Lombardia auto”, dove sabato sera i vigili del fuoco sono intervenuti per un incendio sviluppatosi all’interno di un rivenditore di automobili.
Secondo quanto riportato dai vigili del fuoco,cinque vetture parcheggiate in quel momento sono andate completamente distrutte nonostante le squadre di soccorso fossero giunte sul posto in pochi minuti. Una dinamica chelascia pensare a una causa dolosa, visto che le fiamme si sono sviluppate e hanno distrutto le auto in un lasso di tempo molto breve.
l lavoro dei vigili del fuoco è durato fino alle tre del mattino. Le indagini sulle cause dell’incendio sono affidate ai carabinieri di Vimodrone.
Per la prima volta attivato il bacino artificiale al confine con Bresso. Granelli: “Abbiamo evitato l’esondazione del fiume”. Il Comune tallona la Regione: ora completi gli altri. Entro fine anno pronto a Senago, poi Lentate. A Paderno progetto fermo
L’allerta meteo ha fatto scattare il protocollo e quando l’acqua del Seveso si è alzata ai due metri la vasca di laminazione al confine tra Milano e Bresso è stata attivata. Ieri per la prima volta ha impedito lo straripamento del fiume. Quaranta millimetri di pioggia hanno inondato Milano, con punte di 8-10 millimetri l’ora. Un evento raro a inizio marzo. «Poteva essere la data dell’ennesima esondazione del Seveso — dice l’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli — . Invece è la data in cui la vasca di Milano alle 13,15 è entrata in funzione per la prima volta e ha salvato dall’esondazione i quartieri milanesi di Niguarda, Pratocentenaro, Istria, Testi/Zara, Marche, Isola».
Dieci anni d’attesa. Era il 2014 quando sono cominciati i lavori, conclusi lo scorso autunno. Test e calcoli corretti. Ieri, alla prova del nove, è tutto filato liscio. La vasca si è riempita di circa 120 mila metri cubi di acqua, circa la metà del suo potenziale contenimento (250 mila metri cubi). Il bacino è entrato in funzione dopo che in via Valfurva il Seveso aveva raggiunto il livello critico di 1,88 metri. Non appena è stata attivata, il livello dell’acqua si è fermato e ha iniziato a scendere. Il torrente incontra la vasca scorrendo verso Milano all’altezza del cimitero di Bruzzano. È qui che si trova davanti due sbarramenti: uno lungo il suo corso, che ieri è stato chiuso per l’allerta, e uno posizionato verso la diga, che si alza in caso di rischio esondazione. Lentamente le paratie calano o si elevano come un sipario, grazie al sistema di monitoraggio dei livelli del fiume. Bloccano il passaggio del Seveso verso Milano. E dall’altro lato alimentano l’acqua nella vasca. «Finita l’allerta — spiega Granelli — inizieranno le fasi di pompaggio dell’acqua dalla vasca nel Seveso, e poi la pulizia e infine la reimmissione dell’acqua pulita di falda per ripristinare il lago».
Se la pioggia non fosse cessata all’inizio del pomeriggio, non è pronosticabile che cosa sarebbe accaduto. Ma un dato è certo: l’esondazione che ha duramente colpito Milano lo scorso ottobre non sarebbe stata fermata dalla sola vasca di Bresso. «Se si arrivasse al limite della capienza e il volume della vasca non fosse sufficiente a contenere l’acqua che proviene da monte — spiega Andrea Aliscioni, direttore del Servizio idrico Integrato di Mm — , ovviamente il resto del deflusso proseguirebbe verso Milano, con il rischio esondazione». All’appello, infatti, mancano le altre vasche di laminazione, non ancora ultimate, che devono prevenire lo straripamento del Seveso bloccando l’acqua a monte. Il sistema è stato progettato per prevenire quasi ogni rischio: solo un’esondazione ogni cent’anni potrebbe verificarsi con tutti i bacini attivati. Da qui, la richiesta del Comune a Regione, avallata anche da Beppe Sala: «Ora è importante che Regione Lombardia aiuti a completare quelle di Lentate, Senago e Varedo, perché solo così si potrà essere certi di non vedere mai più esondazioni a Milano».
Le aree golenali di Cantù sono arrivate alla conclusione. Manca poco anche per la vasca di Senago, pronta entro l’anno. Mentre per quella di Lentate l’attivazione sarà l’anno prossimo. Più complessa la situazione per quella di Paderno Dugnano — Varedo: sono state fatte solo le bonifiche, mentre i lavori non sono ancora iniziati. Mancherebbero infatti i finanziamenti necessari. Le risorse sono state dirottate verso la copertura degli extracosti cumulati per le altre vasche. «E poi — aggiunge Granelli — bisogna rendere le acque del Seveso più pulite e Regione Lombardia e i gestori dei sistemi idrici dei territori attraversati dal Seveso devono controllare e fare di più».
Non tarda ad arrivare la replica di Gianluca Comazzi, assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi e presidente di Aipo: «Sul Seveso stiamo rispettando i tempi dettati dal cronoprogramma per il termine dei lavori, mentre sono già in funzione quattro aree golenali. Anche il Comune di Milano deve fare la sua parte. È necessaria la manutenzione sia del verde sia dei tombini che ad ogni ondata di maltempo straripano, inondando le strade».
Una quarantina gli interventi dei vigili del fuoco, ieri, a Milano per alberi pericolanti, lamiere e cartelloni pubblicitari divelti.
Cedimenti dell’asfalto, la corsia del tram allagata in Lancetti, proteste ovunque: la mappa dell’emergenza. I lavori saranno possibili solo in primavera
Oltre 550 buche segnalate sulle strade di Milano in una sola settimana. Un’emergenza rattoppi che non si verificava da parecchio tempo. D’altronde, non ha mai piovuto con così tanta insistenza negli ultimi anni. Da giovedì scorso sono state aperte 455 segnalazioni, a cui se ne aggiungono un altro un centinaio trasmesse dalla polizia locale, che sono gestite con urgenza dalle imprese al massimo in un’ora. Un numero consistente se si pensa che da gennaio a metà febbraio si contano 1.300 interventi sull’asfalto per riparare le crepe. In una settimana si sono prodotte quasi la metà delle buche che normalmente si formano in un mese e mezzo. «È un tema ed è inutile nasconderlo — ha detto ieri Beppe Sala— e il Comune ci sta lavorando. Ho chiesto nei giorni scorsi al direttore generale di produrmi un piano per cercare di intervenire».
Profonde, strette o larghe, puntellano quasi tutta la città. Insidie per automobili e moto. Pericoli a rischio di capitomboli per i passanti. Le proteste corrono sui social, mentre i Municipi raccolgono le segnalazioni dei cittadini. «L’asfalto si sbriciola come niente sotto i piedi», scrive su Twitter un utente pubblicando una fotografia di via Bassini mezza allagata. «Ho dovuto attraversare delle piscine per tornare a casa», racconta un’altra ancora. «Voglio ringraziare il Comune di Milano — scrive Giordano su Facebook — per aver organizzato il più grande torneo mondiale di golf con 2.746.579 buche». Un’altra metafora sportiva la utilizza Fabrizio: «Da scooterista a Milano il nuovo sport è slalom tra le buche».
(fotogramma)(fotogramma)Viale Sarca
In alcune zone è persino difficile dribblare o aggirare le pozze con movimenti a zig-zag. Le strisce pedonali sono scolorite e sommerse d’acqua. Mentre sotto centimetri di pioggia annegano i binari dei tram.
«Le zone più critiche da noi, sia per quantità che per gravità delle buche, sono viale Forlanini, piazza Insubria, via Mezzofanti, viale Corsica e viale Ungheria in alcuni tratti lungo i binari tranviari», spiega l’assessora alla Mobilità del Municipio 4, Marina Melloni. Via Bramante e viale Coni Zugna sono tra le strade colabrodo del Municipio 1. «Serve massima attenzione e va comunicato chiaramente ai cittadini», spiega Lorenzo Pacini, assessore del Municipio 1. Gli assi di via Murat e via Lario sono tra i più colpiti in Zona 9. E una situazione particolarmente critica si è registrata soprattutto in via Lancetti, dove si è formato un lago d’acqua che ha sommerso i binari del tram, tanto che la corsia preferenziale è stata chiusa. Palazzo Marino fa sapere che qui la situazione è più complessa e necessita di un intervento di manutenzione straordinaria. Mercoledì si è svolto un sopralluogo per organizzare i lavori. «In questo caso — spiegano — i binari non sono recenti e il continuo passaggio dei tram ha prodotto una flessione dell’asfalto che progressivamente si è deteriorato. Si provvederà con la rimozione dell’asfalto e il successivo riposizionamento, con contestuale consolidamento dell’armamento tranviario e miglioramento del sistema di raccolta delle acque meteoriche. Questi lavori saranno effettuati nel corso del mese di marzo».
Circa la metà degli interventi sulle strade segnalate sono stati già effettuati, mentre gli altri sono programmati nei prossimi giorni. Mentre il Nuir (Nucleo Intervento Rapido) opera in emergenza in orario notturno e nei weekend. Colpevole dell’emergenza, pare banale dirlo, è la situazione meteorologica: una settimana di pioggia pressoché continua, dopo un lungo periodo di clima secco, ha reso il manto stradale più soggetto al formarsi di buche profonde. All’arrivo dell’allerta meteo che segnalava piogge prolungate, le squadre addette alla manutenzione ordinaria erano state preallertate per affrontare l’emergenza e intervenire in maniera tempestiva, soprattutto nelle situazioni più critiche. In media sono in strada dieci squadre con personale incrementato proprio per gestire l’allarme.
La continua pioggia, però, non facilita i lavori. In questa prima fase, i rattoppi sono di carattere temporaneo per rendere le strade percorribili e più sicure. Andranno ripetuti ad asfalto asciutto, perché il bitume bagnato non fa presa e tende a disgregarsi in breve tempo. Per mantenere l’enorme reticolo stradale, il Comune si è dotato diun sistema di gestione di segnalazioni con mappatura anche geografica degli interventi necessari in modo da poter programmare in maniere ordinata i lavori. Per dare un’idea del numero dell’impegno che necessitano le strade di Milano, l’ultimo report di Palazzo Marino riporta che dal 2020 al 2022 sono oltre 45 mila le buche che sono state cesellate.
Va all’attacco sul tema l’opposizione. Il problema, secondo il consigliere comunale di FdI Francesco Rocca, «è da collegare a un vero e proprio stato di cattiva manutenzione delle strade e della scarsa qualità dei materiali utilizzati». Anche la Lega per oggi ha annunciato un presidio «per denunciare lo stato di degrado del manto stradale milanese».
La colonna del Verziere è stata rimessa in Largo Augusto
Il Cristo torna in città.La statua, tra i simboli di Milano, è stata ricollocata sulla colonna del Verziere in Largo Augusto. Era stata momentaneamente rimossa per consentire il procedere dei lavori della metro M4. Il cantiere, infatti, sta per essere chiuso e la piazza verrà riaperta. Con la rimozione della statua il Comune aveva deciso di procedere alla restaurazione.
“Una curiosità, all’interno della colonna è stata ritrovata un’ulteriore colonna. Nessuno sapeva della sua esistenza. L’abbiamo scoperta soltanto quando abbiamo smontato la colonna del Verziere – ha spiegato l’architetto Luca Simi, direttore tecnico della M4 -. Con la soprintendenza abbiamo deciso che verrà collocata nelle vicinanze. Qui sotto, a circa 20 metri sotto, si torva il manufatto di scambio della metro. Ci consente di fare una circolazione a tre minuti sulla tratta San Babila-Linate“.
Milano – Centro Storico – Cantieri M4 ripristino arredo urbano largo Augusto: gennaio 2024
Eccoci nuovamente in Largo Augusto al Verziere per mostrarvi il nostro reportage fotografico dal cantiere per la riqualificazione del grande piazzale a due passi da San Babila.
Prosegue il montaggio dei pezzi della storica Colonna del Verziere con la statua del Redentore di largo Augusto. I pezzi del fusto della seicentesca colonna sono stati montati e saldati gli uni agli altri in attesa del ritorno del piedistallo e della statua del Cristo.
Invece il cantiere per il resto della piazza, al momento, pare essersi fermato o rallentato confronto alla volta scorsa, forse per concentrare le forze sul montaggio della colonna e probabilmente anche per le feste natalizie e di fine anno ancora in corso.
Passiamo ad un piccolo appunto che vorremmo sottolineare e giudicare meglio a fine lavoro. Stiamo parlando del brutto vizio di questa città di fare interventi “mirati” che spesso non coinvolgono l’intera piazza o via e così il rischio è sempre quello di avere una scarpa e una ciabatta invece di un bell’intervento. E’ questo il caso? Come si vede, la piazza è in fase di riqualificazione solo dove persisteva da anni il cantiere M4, ma l’altra parte, per il momento, non pare venire minimamente considerata, così il rischio sarà quello di avere una parte della piazza tappezzata da masselli in pietra spezzettati da colate d’asfalto e con la presenza di vecchi binari tranviari ormai in disuso da decenni e affogati nell’asfalto. Staremo a vedere.
Dopo una nottata d’acqua si registrano disagi in alcune zone della città. Via Lancetti è stata chiusa: modificata la circolazione dei mezzi pubblici
È bastata una notte di pioggia intensa per causare più di qualche disagio a Milano. Diverse strade si sono allagate, rallentando il traffico in alcune zone della città. I problemi maggiori si sono registrati nella zona settentrionale, dove l’acqua ha totalmente invaso via Lancetti, che è stata pertanto chiusa al traffico. Si segnalano zone con acqua alta sulla carreggiata anche sulla Circonvallazione.
L’Azienda trasporti milanesi (Atm) ha comunicato di aver modificato il servizio di queste linee che passano per quel tratto. Il tram 2 non fa servizio tra via Farini, via Ferrari e Bausan, ai viaggiatori si consiglia di usare la linea 92. Deviato anche i filobus 90, 91 e92, che nelle due direzioni faranno la fermata via Bernina sulla corsia laterale.
Maltempo anche nel resto della Lombardia. Con piogge in pianura e neve anche a basse quote. Nella giornata di oggi martedì 27 febbraio la Regione Lombardia ha emesso un’allerta meteo gialla nelle zone prealpine e un’allerta arancione in quelle montane. Interessate le province di Sondrio, Bergamoe Brescia.
Ribaltata la sentenza del Tar, tornano in vigore le misure per tir e bus
Torna in vigore a Milano l’obbligo dei sensori di angolo cieco per tir e bus: il Consiglio di Stato ha infatti ribaltato la sentenza del Tar della Lombardiache lo scorso novembre aveva “integralmente annullati” gli atti di Palazzo Marino per l’introduzione dell’obbligo deciso dopo una serie di incidenti mortali in città e in vigore da ottobre. A rivolgersi al Tar erano state una serie di aziende di trasporto e Assotir.
Secondo il tribunale amministrativo, il Comune non aveva le competenze per normare in materia di circolazione stradale per quanto riguarda ordine pubblico e sicurezza su cui ha competenze “esclusive” lo Stato. Il Consiglio di Stato, ha rilevato che i Comuni in base al decreto legislativo n. 285 del 1992 (ovvero il base al Codice della strada) possono decidere “con deliberazione della Giunta” di “delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio”. E in questo caso il Comune ha previsto l’obbligo dei sensori in una sola parte della città (area B), per orari precisi e solo per alcuni mezzi e di fatto questo “costituisce una modalità di istituzione di una zona a traffico“.
Incidente questa mattina sulla linea rossa della metropolitana di Milano: poco dopo le 9, per cause ancora al vaglio degli investigatori, un uomo è finito sui binari alla stazione Gambara, in direzione Sesto. Proprio in quel momento era in arrivo un convoglio, che ha frenato bruscamente senza riuscire ad evitare l’impatto. L’uomo è morto sul colpo, mentre alcuni passeggeri che erano a bordo del treno sono caduti a terra riportando contusioni.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Areu con un’automedica e due ambulanze, oltre ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine.
Tra i passeggeri, una donna di 48 anni è stata trasportata in codice verde all’ospedale San Carlo, mentre una ragazza di 32 anni è stata trasferita al Buzzi. Altri due passeggeri, una donna di 54 anni e un uomo di 59 sono stati valutati, ma non ospedalizzati.
La circolazione sospesa tra Pagano e Bisceglie, ci sono i bus sostituiti.
Stop ai Diesel fino a Euro 4, compresi i mezzi dotati di Move-in, ai fuochi all’aperto e limite di 19 gradi per i riscaldamenti. Escluse solo Lecco, Sondrio e Varese
Tornano le misure cosiddette di primo livello (essenzialmente stop ai diesel fino all’Euro 4, ai riscaldamenti a legna e ai liquami zootecnici) in 9 province su 12 della Lombardia: tutte tranne Lecco, SondrioeVarese, cioè la fascia pedemontana e montana della regione. Palazzo lombardia ha dovuto alzare bandiera bianca al quarto giorno consecutivo disforamento delle Pm10, le polveri sottili, proprio ieri, domenica 18 febbraio. In estrema sintesi, oltre ai macro divieti su auto e legna, sarà proibito accendere fuochi all’aperto, e quanto ai diesel dovranno stare ferme anche le auto che hanno aderito a Move-in, il dispositivo regionale che consente di circolare anche durante le limitazioni fino a un certo massimo di chilometri. Il Move-in tornerà operativo alla disattivazione delle misure di primo livello. I riscaldamenti non dovranno superare i 19 gradi nelle abitazioni e negli esercizi commerciali, e in tutti i Comuni delle province coinvolte sarà vietato spandere i liquami prodotti negli allevamenti di bestiame.
Nonostante le misure l’assessore regionale all’Ambientee clima Giorgio Maione si mantiene ottimista e promette “30 milioni di euro per il rinnovamento degli impianti di riscaldamento e dei veicoli circolanti. In cinque anni gli investimenti complessivi legati alla sostenibilità ambientale in Lombardia ammontano a 19 miliardi“. Le misure saranno revocate dopo due giorni consecutivi di Pm10 sotto la soglia europea.
L’area delimitata dalla polizia locale dopo il crollo
Lorenteggio, il cedimento nell’area dei lavori in largo Scalabrini. Intervento della polizia locale per mettere la zona in sicurezza
Crolla il marciapiede di via Zuccaro, nell’area di cantiere di largo Scalabrini dove sono in corso i lavori per la realizzazione di un parcheggio interrato per centinaia di posti auto. Siamo in zona Lorenteggio, a pochi passi da piazza Frattini dove è prevista una fermata della nuova linea 4 della metropolitana. Qui, questa mattina, il marciapiede ha iniziato a cedere per poi crollare del tutto verso mezzogiorno, dopo che la polizia locale aveva messo in sicurezza l’area con transenne e nastri. Prima il marciapiede, su cui insistono vari negozi, era ancora percorribile, benché in parte delimitato dalle barriere in metallo che lo separano dal cantiere adiacente. Non ci sono feriti.
Il marciapiede di via Zuccaro poco prima del cedimento totale: visibile la voragine
Ben visibile lo squarcio nell’asfalto, con parte della pavimentazione caduta in basso al livello degli scavi dove sono anche precipitate le stesse barriere. Cosa abbia provocato il cedimento è da stabilire, la pioggia caduta copiosa nelle scorse potrebbe essere una causa. Saranno i ghisa e i tecnici comunali a confermarlo. Da capire anche se e quanto l’incidente impatterà sui tempi di realizzazione dell’opera, già in ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale, e sull’attività commerciale dei negozi che affacciano sul marciapiede, al pari degli ingressi condominiali.
Da sabato 10 al 25 via Paolo Sarpi e dintorni diventeranno il cuore dei festeggiamenti: a casa o per strada, ecco quali sono le tradizioni
La tradizione non cambia: anche in Cina a Capodanno si indossano le mutande rosse. Nel suo bar, nel cuore di Chinatown, Lorenzo dà l’impressione di conoscere tutti. A 13 anni si è trasferito a Milano da Wenzhou, provincia cinese dello Zhejiang. Oggi ne ha compiuti 31 e tra un caffè e l’altro racconta che pure lì, esattamente come in Italia, durante il Capodanno si usa l’intimo rosso. «Chi è nato nell’anno del drago, ad esempio, oggi metterà boxer o calzini color fuoco. La scelta è sua. L’importante è che porti fortuna» sorride. Per i tanti cinesi di Via Paolo Sarpi — 42.910 a Milano secondo l’Istat — l’ultimo dell’anno si festeggia due volte. Prima quello occidentale, poi quello proprio del colosso asiatico. La data del Capodanno cinese, però, non è fissa: dipende dalle fasi lunari tra il 20 gennaio e il 20 febbraio e stando al calendario di Pechino questa è la volta del drago verde in legno. L’animale più importante tra tutti i segni dello zodiaco. I nomi degli anni vengono creati partendo dal primo segno zodiacale combinato con i cinque elementi: metallo, acqua, fuoco, legno, terra.
«I cinesi sono considerati figli del drago, l’abito imperiale cinese ha un disegno del drago, simbolo di potenza, indipendenza ed equilibrio» racconta Lorenzo. Che invece è del segno del gallo. Da domani al 25 lanterne e Hong Bao — bustarelle rosse che contengono soldi — popoleranno le case cinesi.Anche ai padri orientali piace regalare la strenna ai figli per augurargli un inizio pieno di fortuna. Sulle porte delle loro case, invece, fissano i caratteri “fu” che significano letteralmente “felicità”. In quest’atmosfera alcune famiglie giocano a carte e mangiano semi di frutta per ingannare il tempo prima dei festeggiamenti. Altre si sono buttate nella preparazione della Nian Gao, la torta cinese tipica delle festività, fatta con farina, riso e zucchero di canna. Altre ancora, invece, hanno riposto tutta la loro speranza nel pesce. Come la famiglia di Paolo, ottico simbolo di Via Sarpi, in Italia da 27 anni che spiega: «In lingua cinese “yu” significa pesce ma anche abbondanza. Mangiarlo a Capodanno vuol dire augurarsi un anno pieno di soldi».
(fotogramma)(fotogramma)
A seconda della regione di provenienza, però, anche la cucina è diversa. C’è chi fa i ravioli e riunisce la famiglia per cucinarli insieme, chi ama il tofu, chi il coniglio e il maiale e chi invece preferisce di gran lunga gli gnocchi rotondi di riso. Gli auguri della mezzanotte, poi, nel caso degli originari dello Zhejiang, sono accompagnati da preghiere buddiste talmente lunghe da durare fino al mattino successivo.
Sulla parata i pareri sono discordanti. In un ristorante a gestione familiare verso la fine di Chinatown, non ricordano neanche la data esatta. E quando gli viene fatto presente — quest’anno sarà domenica — zia e nipote ridacchiano. «È una tradizione a cui sono legati più gli italiani di noi». Sono i turisti e i curiosi che ogni anno assistono alla sfilata a fare numero. Addirittura, la presenza sempre più elevata di persone, costringerà la parata di domenica — un’esibizione musicale con balli e acrobazie — a partire dall’Arco della Pace. Paolo Sarpi ormai è troppo stretta. I protagonisti? Centinaia di artisti e figuranti che sfilano accompagnati da un grande drago di cartapesta. «Di solito, al passaggio del dragone davanti al bar lasciamo una Hong Bao per chi si è preso la briga di organizzare». Lorenzo anche quest’anno lavorerà. Capodanno cinese o capodanno occidentale poco cambia. «Per me è il momento di fare il mio dovere, anche durante i periodi festivi. Ci sarà tempo per festeggiare. Quando sarò più grande».
Ma nel cuore della Chinatown milanese c’è preoccupazione per le nuove generazioni. «Chi è nato qui dà sempre meno importanza alle tradizioni. I più piccoli sembrano non capire il bisogno di tramandarle». Nonostante l’entusiasmo il racconto non riesce a coinvolgere i ragazzini. Peccato. Tra pulizie della casa per eliminare la sfortuna e i fuochi d’artificio per scacciare gli spiriti maligni ci si poteva prender gusto.
Intervento dei Vigli Del Fuoco in Via Gratosoglio a seguito di sversamento sostanze chimiche in ex tintoria abbandonata (Ansa/Andrea Fasani)
L’aria nei dintorni di un ex tintoria in via Gratosoglio è diventata irrespirabile. Intervenuti sul posto cinque mezzi dei vigili del fuoco per evitare il diffondersi dei miasmi
È stato impedito di uscire ai residente che abitano vicino a un’ex tintoria in via Gratosoglio, a Milano, a causa dello sversamento di alcuni fusti di sostanze chimiche, tra cui ammoniaca, acido muriatico e acqua ossigenata. L’aria nell’edificio è diventata irrespirabile e i vigili del fuoco sono intervenuti con cinque mezzi per limitare il diffondersi delle sostanze.
Sul posto anche il Nucleo nucleare biologico chimico radiologico (Nbcr). A livello precauzionale, spiegano i pompieri, viene impedito agli abitanti della zona di uscire dalle proprie abitazioni. Per questo motivo è stata attivata anche l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che sta contrastando il livello di saturazione dell’aria.
La polizia di Stato e la polizia locale stanno indagando per accertare le cause dello sversamento. Secondo i primi accertamenti, sarebbe stata confermata la miscelazione di due o più sostanze chimiche, al momento in fase di analisi, avvenuta in modo improprio da parte di ignoti.
L’area è dismessa e adiacente ad abitazioni. Ai residenti è stato consigliato di mantenere i serramenti chiusi. Secondo gli esperti dei vigili del fuoco, non vi sarebbero pericoli per la pubblica incolumità, fatta eccezione per disturbi olfattivi.
I Balarì a Bagolino, i Mascarun di legno a Schignano, il “Gagèt col sò uchèt” a Crema, i carri più grandi a Cantù. Danze, cortei, dolci tipici e falò. Ecco le feste più folcloristiche della regione
Il Carnevale da sempre è la festa più divertente, trasgressiva, pazza dell’anno. Feste, scherzi, sfilate in maschera, carri allegorici, dolci tipici e tradizioni contadine si intrecciano con secoli di storia.
Sfilano le maschere più conosciute come Meneghin con la moglie Ceccasimbolo della città di Milano. Brighella e Arlecchino nel Bergamasco, e le maschere della tradizione come quelle di legno del Carnevale di Schignano che affonda le sue radici nel medioevo, e quelle che coprono i volti dei Balarì del Carnevale Bagosso(nella foto), antico di 500 anni. Ecco i carnevali storici più folcloristici, coinvolgenti della Lombardia che di generazione in generazione si tramandano nel tempo e valgono più di una sola visita.
Il carnevale di Bagolino, tra i più celebri e antichi in Lombardia
Coloratissime manifestazioni, anche ‘on ice’ o sui laghi. Tra parate, riti, clownerie, costumi d’epoca e falò, risottate e tante ‘chiacchiere’. Gli appuntamenti in ognuna delle 12 province lombarde
Il Carnevale è una delle festività più attese in Italia, e ogni città prepara eventi unici per celebrare questa tradizione coloratissima, all’insegna del trasformismo e del divertimento, quando ‘ogni scherzo vale’, come insegna la tradizione.
Ecco una guida completa ai Carnevali che si terranno nelle località della Lombardia, offrendo divertimento per tutta la famiglia.
Non ci sono vittime né feriti, in casa c’erano due persone rimaste illese. Gli abitanti hanno raccontato del rumore e della caduta delle macerie
Esplosione in un appartamento, poco dopo le 11 di lunedì 5 febbraio, a Corsico, nell’hinterland milanese. Fortunatamente non ci sono state vittime né feriti: illese le due persone che si trovavano all’interno. Sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco, le ambulanze del 118 e i carabinieri. L’esplosione è avvenuta in via Montello all’angolo con via Fratelli di Dio.
Gli abitanti hanno raccontato di un forte boato, poi hanno sentito il rumore delle macerie. L’appartamento coinvolto, completamente sventrato, si trova al sesto piano. Al momento dell’esplosione nell’appartamento si trovavano due persone, che sono rimaste completamenteillese. Secondo le prime informazioni, gli investigatori sospettano possa essersi trattato di una fuga di gas.
La Regione non ha aggiornato la black list dei veicoli senza la deroga per Area B. Risultato: le auto passano sotto gli occhi elettronici senza che venga rilevata la non conformità
L’emergenza smog continua. Per il settimo giorno di fila si sono registrati valori del Pm10 sopra la soglia di guardia, oltre i 50 microgrammi per metro cubo. Intanto il rispetto e i controlli sul provvedimento regionale che da ieri vieta la circolazione dei veicoli più inquinanti rimangono un’incognita. A Milano le centraline Arpa hanno segnalato di nuovo l’allarme: 58 microgrammi per metro cubo di Pm10 in viale Marche, 54 a Città Studi, 63 in via Senato e 53 al Verziere. Nel capoluogo lombardo e in tutti i Comuni sopra i 30 mila abitanti della provincia, da ieri, non possono circolare i diesel fino agli Euro 4, fino a quando i valori delle polveri sottili non saranno rientrati, per due giorni consecutivi, sotto la soglia limite.
Ma quale sia la reale efficacia del provvedimento è difficile a dirsi. Le misure temporanee di primo livello dispongono, infatti, lo stop alla circolazione, dalle 7,30 alle 19,30 dei veicoli Euro 0 e 1 a benzina, Gpl e metano, e degli Euro 2, 3 e 4 diesel. In più, le limitazioni valgono anche per gli autoveicoli che hanno aderito al Move-In. Prendendo il caso di Milano, l’Area B, anche in assenza del blocco temporaneo, vieta già l’ingresso in città ai veicoli diesel fino agli euro 4, fatta eccezione per gli automobilisti muniti di apposita deroga o della scatola nera contachilometri. In questi giorni di emergenza, però, neppure con il Move-In si potrebbe entrare. Il condizionale è d’obbligo in questo caso, perché le telecamere della grande Ztl non sono state aggiornate dalla Regione con la lettura del blocco per il Move-In. Il sistema, infatti, legge le targhe in divieto escludendo chi è in deroga. Per le misure temporanee, però, servirebbe un ulteriore aggiornamento del software direttamente collegato a quello regionale che gestisce il sistema delle scatole nere. Dunque, gli occhi elettronici non stanno sanzionando chi entra in Area B con il Move-In. I controlli sono lasciati alle pattuglie di polizia locale, ma non sono stati previsti potenziamenti di forze dell’ordine in occasione delle limitazioni temporanee.
Intanto, Palazzo Marino rilancia sugli effetti delle misure di Area C e di Area B. Secondo l’ultimo report di Amat, a dicembre 2023, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, si è registrato un calo di veicoli in Area B del 7,08%, che si accentua dal lunedì al venerdì (-10,41 per cento). Per Area C, la diminuzione è del6,40 per cento, che sale al meno 6,54 per cento) se si contano solo i giorni lavorativi. L’analisi riguarda solo l’orario di attivazione delle telecamere, dalle 7,30 alle 19,30. Anche il parco auto di Milano sta cambiando: i veicoli diesel, considerati maggiormente inquinanti, che entrano nella Ztl, sono diminuiti dell’8% dall’ottobre 2022 al giugno 2023 (passando dal 40% al 32%). Sono invece aumentate le auto elettriche e ibride che complessivamente passano dal 10% al 16%. Nello stesso arco temporale sono state rilevate anche modifiche nella classe Euro dei veicoli diesel: i diesel Euro 4 sono passati dall’8% al 4% e gli Euro 5 dal 26% al 16%. Un trend di positivo aumento si registra per i parcheggi di interscambio: più 4,78% di accessi, con picchi nelle giornate di sabato (+32,89%) e domenica (+24,97%). Del più 6,64 per cento cresce l’utilizzo dei mezzi pubblici, con percentuali superiori al venti per cento nel weekend.
«Sono dati molto positivi che ci mostrano un netto miglioramento rispetto al dicembre dell’anno scorso. Detto ciò — spiega l’assessora alla Mobilità, Arianna Censi — Area B è stata concepita con un orizzonte temporale di dieci anni e per misurarne l’efficacia a lungo termine è necessario aspettare che i dati si consolidino del tempo».
“Una trappola mortale per auto e moto”. E’ successo in viale Toscana, a Milano
Un 24enne è stato arrestato per strage e attentato alla sicurezza dei trasporti per aver teso un cavo d’acciaio ad altezza d’uomo in viale Toscana, a Milano, con altre due persone che non sono ancora state identificate. L’episodio è accaduto la notte scorsa e sono intervenuti i carabinieri che sono riusciti a bloccare il 24enne milanese che ha ammesso la sua responsabilità. A dare l’allarme un uomo che era appena rientrato a casa e ha visto i tre tendere il cavo, se non fosse stato subito tolto dai carabinieri, avrebbe potuto essere micidiale.
Trappola mortale per moto e auto – Avrebbe parlato di «una bravata perché ci stavamo annoiando» il 24enne interrogato la notte scorsa dai carabinieri e poi arrestato su disposizione del pm Enrico Pavone con le accuse di strage e attentato alla sicurezza dei trasporti per aver teso con altre due persone, al momento ricercate, un cavo d’acciaio ad altezza d’uomo in viale Toscana a Milano.
I militari, allertati da un residente, sono riusciti a togliere il cavo prima che potesse rappresentare un pericolo per pedoni, biciclette, moto e auto. La fune era stata presa da un vicino cantiere e i tre l’avevano tesa tra un albero e una pensilina dell’Azienda Trasporti. Il 24enne, ora in carcere a San Vittore, ha precedenti di Polizia e abita nella zona dove è stato fermato. I carabinieri stanno ora cercando i due complici.
A deciderlo il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia “per assicurare il sereno svolgimento della manifestazione sportiva e prevenire possibili turbative per l’ordine pubblico“
Niente alcolici dalle 9 alle 20 di martedì 12 dicembre, in occasione del match di Champions LeagueInter-Real Sociedad. A deciderlo il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia. In una nota viene spiegato che “per assicurare il sereno svolgimento della manifestazione sportiva e prevenire possibili turbative per l’ordine pubblico dovute all’eventuale abuso di bevande alcoliche” è stato “disposto il divieto della somministrazione e della vendita di bevande alcoliche e superalcoliche, nonché la vendita per asporto in contenitori di vetro e lattine sia in forma fissa che ambulante, senza inibirne l’ordinario consumo con servizio al tavolo”.
Il divieto sarà attivo in alcune zone specifiche di Milano: piazza San Babila, piazza Duomo, piazza Cordusio, largo Cairoli, largo Beltrami, piazza Castello, Foro Buonaparte, nelle vie adiacenti e nelle zone limitrofe allo stadio Meazza, a zona Corso Como, zona Darsena e zona Sempione. Inoltre, dalle 12 a mezzanotte il divieto verrà applicato anche nella zona di San Siro e dintorni.
La partita si giocherà allo stadio Meazza e inizierà alle 21. La decisione è stata presa anche alla luce degli ultimi fatti che hanno riguardato l’invasione della tifoseria per le strade di Milano che ha messo in tilt anche il traffico dei trasporti pubblici.
Poco dopo mezzanotte ripristinato il servizio nel Comune del Milanese grazie all’installazione di un nuovo generatore
Milano, 05 dicembre 2023
La corrente elettrica è tornata nella notte, a Figino, dove i cittadini hanno segnalato un blackoutdalle 15 di ieri fino a oltre mezzanotte. Rimaste al buio una parte di via Silla, via Cavaliere e via Ponte del Giuscano.
“Un disagio per centinaia di famiglie“, ha fatto sapere Fabio Greco, portavoce del Nuovo comitato di quartiere Figino. Ma le squadre di Unareti, società che gestisce la distribuzione di energia elettrica e gas in città, erano all’opera fin dal pomeriggio “per riparare il guasto alla cabina secondaria“, fanno sapere gli uffici, che ha determinato il blackout.
Poco dopo mezzanotte “è stato installato un generatore per rialimentare le utenze“. Tornata quindi la corrente nelle case e sulle strade. “Questa notte all’1, per limitare al minimo i disagi, è in programma la sistemazione definitiva“.
L’ex calciatore della Roma rassicura tutti: “Un medico mi ha visto seduto sui gradini e ha chiamato l’ambulanza. Ora sto bene”
Roberto Scarnecchia, ex calciatore di Roma, Napoli e Milan e oggi chef, ha raccontato su Instagram di aver avuto un infarto e di aver rischiato di morire davanti al Duomo di Milano. “Vi parlo da un letto di ospedale” dice l’ex centrocampista, classe 1958, che da quando ha appeso le scarpette al chiodo si è buttato sul settore della ristorazione. “Domenica 3 intorno alle 22 ho avuto un infarto mentre attraversavo il Duomo di Milano” racconta Scarnecchia su Instagram. “Avevo parcheggiato la macchina per andare in albergo ed ho sentito un grandissimo dolore al petto, mi sono seduto sui gradini di questo monumento meraviglioso, ero lì ed ho detto se proprio la mia vita deve finire ora, mi faranno delle fotografie con un monumento storico dietro, ma non è andata così per fortuna perché vi sto parlando“.
A quel punto però passa una coppia di fidanzati. “Lui era medico” dice l’ex calciatore, “mi ha visto seduto sui gradini e mi ha chiesto se stavo bene, se avevo mangiato, gli ho detto di no, e allora ha chiamato subito l’ambulanza che mi ha portato d’urgenza al San Luca a Milano e all’1 di notte mi hanno fatto un intervento al cuore e mi hanno salvato la vita“.
“Ci sono tantissimi tipi di infarto” aggiunge Scarnecchia. “Questo è stato preso assolutamente all’inizio, era un infarto delle vie che portano l’arteria alle coronarie, sono tre vie e una di questa era completamente occlusa, non per il colesterolo ma probabilmente per un po’ di stanchezza e stress che può capitare a tutti“.
Un grande spavento, alla fine tutto si è risolto per il meglio. “Mi hanno preso un po’ per i capelli” racconta ancora su Instagram. “Erano un paio di ore che il cuore era in sofferenza, prima che entrasse con la sonda per liberarmi l’arteria occlusa e mettermi uno stent, perché le altre erano libere, e diciamo che è andato tutto bene: non ho mai perso conoscenza, sono rimasto sempre sveglio, non ho vomitato non ho avuto i sintomi del classico infarto con mal di schiena e di reni“.
L’ex calciatore conclude facendo un appello: “Se posso dare un consiglio è, almeno per le persone un po’ più grandi che fanno una vita come la mia, sport e alimentazione sana e una vita regolare: magari dormo poco, che ogni tanto si facessero una visita alle coronarie. Una coronarografia, è un po’ invasiva, magari si perdono un paio d’ore della propria vita in un anno o in sei mesi, ma si valutano le condizioni. Quelle dell’infarto non sono dipese sempre dall’alimentazione, dal colesterolo, dal cuore debole ma ci sono tantissimi motivi e fare un controllo anche un elettrocardiogramma anche sotto sforzo, magari ti salvano la vita. Io sto bene, tra qualche giorno esco e ricomincerò a rompere le scatole con il mio lavoro. Ciao a tutti“.
Il tradizionale mercatino di Sant’Ambrogio intorno al Castello Sforzesco è anche l’occasione per acquistare regali originali per tutte le tasche
Milano, 5 dicembre 2023
Per i milanesi il più tradizionale e atteso degli appuntamenti dellasettimana di Sant’Ambrogio è la Fiera degli Oh Bej! Oh Bej!,che da cinque secoli anticipa le festività natalizie nel capoluogo lombardo ed è l’occasione per fare acquisti originali da mettere sotto l’albero. Organizzata in onore delpatrono della città,Sant’Ambrogio, festeggiato il 7 dicembre, la fieradura quattro giorni ed è tappa obbligata per vivere l’atmosfera di festa nel ponte che precede le vacanze di Natale, passeggiando tra le bancarelle, sorseggiando una bevanda calda e assaporando i dolci tradizionali, primo tra tutti il panettone.
Dove – La Fiera di Sant’Ambrogio 2023 sarà allestita nel perimetro intorno al Castello Sforzesco e in Parco Sempionetra Piazza Castello, via Gadio e piazza del Cannone.
Inizialmente la Fiera degli Oh bej! Oh bej! si svolgeva in piazza dei Mercanti, vicino al Duomo. Nel 1886 le bancarelle furono trasferite nella piazza sant’Ambrogio e nelle vie adiacenti, vicino alla Basilica dedicata al Patrono di Milano. Qui rimasero per 120 anni fino al 2006, anno in cui il Comune decise per un allestimento lungo parte di Foro Bonaparte, nella zona intorno al Castello Sforzesco.
Un’immagine del mercato degli Oh Bej Oh Bej (Foto d’archivio)
Cosa trovare – Dai prodotti artigianali, ai giocattoli, dai vestiti usati ai prodotti di gastronomia, tra bancarelle ed espositori si possono trovarearticoli di ogni genere e per tutte le tasche: vi espongono infatti rigattieri, fioristi, artigiani, mestieranti, venditori di stampe e libri, maestri del ferro battuto, rame e ottone, giocattolai, venditori di dolci, oltre alle bancarelle di caldarroste e di “Firunatt” o “Firòn”, le tradizionali castagne affumicate infilate a formare lunghe “collane”, e produttori di miele e affini.
Come arrivare – Trasporti pubblici:Per chi è di Milano le bancarelle sono facilmente raggiungibili a piedi da Piazza del Duomo, utilizzando la Linea M1 rossa della Metropolitana la fermata più vicina èCairoli. Vicina alla zona della Fiera è anche la fermata Lanza della M2 verde. Per chi viene da fuori Milano è più conveniente parcheggiare nelle aree di snodo e prendere la metropolitana.
L’abete alto 28 metri, dedicato ai giochi olimpici invernali, sarà illuminato dalle luci ambrate di circa 100mila microled che culmineranno su una cima allestita con un luminoso fiocco di neve
Milano, 01 dicembre 2023
In piazza Duomo ci sono gli operai al lavoro per l’allestimento dell’albero di Natale più atteso in città. Quest’anno saranno lo Spirito del Natale e i valori Olimpici e Paralimpici a illuminare il sagrato con l’Albero dei Giochi di Milano Cortina 2026, realizzato dalla Fondazione Milano Cortina 2026 in collaborazione con Esselunga.
Ad augurare buone feste a tutti i milanesi e ai turisti presenti in città sarà un Abete Nordmanniana proveniente dalla vicina provincia di Varese. Alla base dell’Albero dei Giochi, una hall of fame per omaggiare i 221 medagliati italiani nella storia delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi Invernali. continua a leggere
I pompieri sul posto(foto fabiovalenti77/Instagram)
È successo nel pomeriggio di giovedì 30 novembre. Sul posto i vigili del fuoco del comando provinciale di Milano
Milano, 30 novembre 2023
Attimi di paura nella cucina del Mandarin Oriental di Milano (zona Duomo) nel pomeriggio di giovedì 30 novembre a causa di un principio d’incendio sviluppatosi nella cucina, al piano -1 della struttura di via Andegari.
Tutto è accaduto intorno alle 17, come riferito dai vigili del fuoco del comando provinciale di Milano. Le fiamme, secondo quanto appreso da MilanoToday, sono partite da una padella piena d’olio e successivamente hanno interessato altre apparecchiature. È subito scattato l’allarme: la direzione dell’albergo, a scopo precauzionale, ha fatto evacuare tutto le stanze e la hall, contestualmente è scattata la chiamata al 115.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Milano con un’autopompa e un’autoscala, oltre agli agenti della polizia locale. Quando i pompieri sono arrivati sul posto la situazione si era pressoché risolta: il personale dell’albergo aveva già spento le fiamme con una coperta. Gli ospiti della struttura hanno fatto rientro nell’albergo. Non risultano né feriti né intossicati.
Centinaia di persone in coda in attesa del bus sostitutivo alla fermata Pasteur
Mattinata di disagi, autobus sostitutivi presi d’assalto. L’incidente è avvenuto nel tratto di galleria nei pressi di Palestro nel corso di lavori notturni sulla linea
Milano, 28 novembre 2023
La linea M1 (rossa) della metropolitana di Milano è interrotta tra le stazioni di Cairoli e Pasteur e i treni sono sostituiti da bus in quanto, intorno alle 4 di notte, un tratto di galleria in prossimità della stazione di Palestro è stato danneggiato nel corso di lavori notturni.
Nelle fasi di manovra di alcuni mezzi operativi, infatti è stato urtato uno dei numerosi pilastridi separazione tra i binari, che è stato di conseguenza danneggiato e deve essere messo in sicurezza. Per questo motivo la linea M1 è interrotta traCairoli e Pasteur e i treni sono sostituiti da bus, che fermano in corrispondenza delle fermate dei bus notturni NM1. Le fermate sono state prese d’assalto da migliaia di pendolari, con lunghe code per salire sui mezzi e la polizia locale costretta a intervenire per incanalare il ‘traffico dei pedoni’ e contenere gli inevitabili disagi anche alla circolazione stradale.
Atm, in una nota, si scusa con i passeggeri per il disagio. “Tutte le squadre di Atm sono fin da subito al lavoro per riaprire la linea nel più breve tempo possibile”, scrive l’azienda.
Prenderanno il via oggi le iniziative per celebrare la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, organizzate dall’amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni del territorio. La ricorrenza è stata istituita nel 1999 dall’ONU, che ha scelto il 25 novembre a ricordo del brutale omicidio delle tre sorelle Mirabal, rapite, torturate e uccise nel 1960 nella repubblica Dominicana.
«Come ogni anno ci ritroviamo in questa giornata – sottolinea Ilaria Ravasi, assessora alle politiche delle pari opportunità – a ricordare le ennesime vittime di violenza e femminicidio, alcune anche molto giovani. L’amministrazione comunale, insieme alle associazioni del territorio, da sempre organizza iniziative per sensibilizzare sulla violenza di genere. Tra queste, il flash mob con il riposizionamento della targa recentemente vandalizzata sulla panchina rossa nel giardino di Villa Marazzi. Rimane il pensiero di una data – evidenzia l’assessora Ravasi – che, si spera, possa essere il prima possibile cancellata dai nostri calendari».
Il blocco va avanti da 24 ore. Dall’azienda: “Il guasto non è causato da noi”
Un guasto informatico che va avanti già da 24 ore, iniziato lunedì 13 novembre. Che non si sa quando sarà superato e che ha mandato in tilt il sistema di fatturazione, pagamenti online e refertazione degli esami di laboratorio: succede al Cdi, Centro diagnostico italiano, al secondo giorno di blocco informatico.
Il problema è nato dopo che, per errore, sarebbero stati tranciati dei cavi di rete durante dei lavori di manutenzione (non eseguiti dal Cdi) in zona porta Vigentina, dove il Centro diagnostico italiano ha buona parte dei server.
Risultato: tutto bloccato, come si legge anche nell’avviso che già da ieri campeggia sul sito internet dell’azienda sanitaria, colosso degli esami di laboratorio e delle visite specialistiche, privato ma convenzionato con il sistema sanitario regionale della Lombardia. “A causa di un guasto alla rete informatica non dipendente da Cdi, al momento non è possibile eseguire esami di laboratorio né procedere alla consegna dei referti – si legge allora in homepage – . In aggiunta, non è possibile effettuare prenotazioni on line o scaricare referti e fatture dal sito. Al momento non siamo in grado in grado di definire le tempistiche di inizio attività, che confidiamo possano essere riprese nel corso della mattinata. Ogni aggiornamento in merito al ripristino del guasto sarà pubblicato sul nostro sito http://www.cdi.it. Ci scusiamo vivamente per il disagio“.
La rete del Centro diagnostico italiano comprende 34 sedi, di cui 22 poliambulatori, distribuite tra Milano (la maggior parte), l’area metropolitana milanese, la provincia di Pavia e di Piacenza. Ogni anno accoglie oltre 400 mila pazienti. È guidato da Diana Bracco, ex numero uno di Assolombarda, presidente e ad sia del Cdi sia del Gruppo Bracco.
In una nota del CDI si legge: “A causa di un guasto materiale, non dipendente dal Centro Diagnostico Italiano ma generato da alcuni lavori di manutenzione che hanno accidentalmente coinvolto il gestore della rete informatica, nel pomeriggio di lunedì 13 e nella mattinata di martedì 14 non è stato possibile eseguire esami di laboratorioné procedere alla consegna dei referti nelle sedi CDI. Anche le attività di prenotazione online e la visualizzazione di referti e fatture sono state momentaneamente indisponibili. Il personale in tutte le sedi ha accolto i pazienti per le attività che potevano essere svolte e ha riprogrammato le rimanenti. CDI è in continuo contatto con il gestore della rete per verificare che tutte le attività possano essere riprese quanto prima: dalle 11 è in corso il progressivo ripristino”.
Incidente nel Lecchese, il sindaco Brambilla rassicura: ”Non ci sono feriti nè persone coinvolte”
Santa Maria Hoè (Lecco), 11 novembre 2023
Un boato, poi il fumo e le fiamme. Venerdì sera è esploso un forno industriale all’interno di un capannone di un’attività produttiva bella zona artigianale di Santa Maria Hoè, in provincia di Lecco.
L’esplosione – In seguito alla deflagrazione, dovuta forse ad un guasto tecnico, si è sviluppato un incendio. Il botto si è sentito a centinaia di metri di distanza e ha fatto tremare i vetri delle finestre delle abitazioni circostanti, mentre una nuvola di fumo bianco si è levata per decine di metri: molti residenti si sono precipitati in strada per paura di un terremoto o di qualche disastro grave. Sul posto si sono precipitati a sirene spiegate e lampeggianti accesi i vigili del fuoco di due squadre dei vigili del fuoco volontari del distaccamento di Merate e di una squadra del comando provinciale di Lecco, con un’autobotte e due autopompe.
Il sindaco – I soccorritori hanno impiegato quasi quattro ore per spegnere ogni focolaio e ripristinare le condizioni di sicurezza. Hanno concluso l’intervento sono a notte inoltrata. Ha compiuto una prima ispezione anche il funzionario di turno dei vigili del fuoco. Sul posto pure i carabinieri. Le cause dell’incidente al momento non sono state ancora determinate con precisione. “E’ scoppiato un forno dentro una fabbrica – riferisce il sindacoEfrem Brambilla, che è stato sul luogo dello scoppio per sincerarsi di persona di quanto stesse accadendo -. Nessuno è rimasto ferito e non sono state coinvolte persone”.
La cisterna stava transitando nello scalo ferroviario quando gli operai si sono accorti della perdita. Alcuni dei lavoratori hanno accusato bruciori agli occhi.
Al terminal dello scalo merci ferroviario di Segrate questa mattina c’è stata una fuoriuscita da una cisterna di Octanoyl Chloride, una sostanza tossica anche a basse concentrazioni. Il personale in servizio presso lo scalo ferroviario, al momento del passaggio della cisterna, si è accorto della piccola fuoriuscita della sostanza bloccando il mezzo e allertando la sala operativa dei vigili del fuoco di via Messina a Milano. Sul posto oltre ai mezzi convenzionali, il personale del nucleo NBCR (Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico) specializzato nel fronteggiare questo tipo di interventi.
Sono quattro gli operai dello scalo ferroviario sotto osservazione dei medici del 118 dopo aver accusato una leggera irritazione agli occhi, mentre sono in totale 25 quelli portati al pronto soccorso “per il corretto monitoraggio della situazione clinica indicato dal Centro Antiveleni a seguito dell’esposizione alla sostanza” si leggein un comunicato di Areu. Sono quindi stati ospedalizzati sia pazienti con sintomatologia in codice verde e giallo, sia pazienti asintomatici al momento della valutazione.
Dai primi rilievi effettuati non si esclude che la perdita sia stata dovuta ad non perfetto serraggio dei bulloni del cosiddetto “passo d’uomo“. Le oscillazioni della cisterna avrebbero così provocato la fuoriuscita della sostanza.
La zona dello scalo ferroviario di Segrate in via Lazio 32 è stata circoscritta dalle squadre dei vigili del fuoco e messa in sicurezza in attesa che vengano portate a termine le operazioni di travaso.
‘Dalle 8.45 alle 15.00 e dalle 18.00 al termine del servizio’
Per venerdì 10 novembre l’organizzazione sindacale Al Cobas ha proclamato uno sciopero aziendale di 24 ore, che interesserà i lavoratori del Gruppo Atm.
Lo rende noto la stessa azienda di trasporti milanese. “L‘agitazione del personale viaggiante e di esercizio delle linee di superficie e metropolitane – si legge nel comunicato – sarà possibile dalle8.45 alle 15.00 e dalle 18.00 al termine del servizio“. Lo sciopero, scrive Atm, è stato indetto con motivazioni così riassumibili: “Contro la liberalizzazione, privatizzazione e gare d’appalto dei servizi attualmente gestiti dal Gruppo ATM e per la reinternalizzazione dei servizi di TPL in appalto e/o subappalto; contro il progetto ‘Milano Next‘, per la trasformazione di ATM S.p.A. in Azienda Speciale del Comune di Milano e il conseguente affidamento diretto in house dei servizi, nonché per la loro gratuità; per la riattivazione del distanziamento tra conducenti e utenti con inibizione della porta anteriore per la salita e la discesa dei passeggeri; per la pulizia, igienizzazione e sanificazione delle vetture e degli ambienti; per la tutela della sicurezza dei lavoratori più esposti ad atti aggressivi, anche con sistemi di protezione passivi; per la fruizione delle ferie per il personale viaggiante, piani aziendali d’assunzione e trasformazione dei contratti a tempo parziale; per l’aumento di €150 netti per tutti i lavoratori, a recupero degli insufficienti aumenti dei contratti nazionali; per ulteriori tematiche di carattere aziendale attinenti, tra l’altro, a indennità ferie, turni particolari e vestiario“.
Tragico incidente domestico in un appartamento di via San Mamete, nel quartiere Adriano. Il corpo trovato semicarbonizzato
Milano, 04 novembre 2023
Tragedia domestica a Milano, nella serata di oggi sabato 4 novembre. Un uomo di 75 anni è morto nella cucina del suo appartamento al 14esimo piano di un condominio di via San Mamete 91, nel quartiere Adriano, periferia ed della città.
Secondo la ricostruzione effettuata dai vigili del fuoco, intervenuti con squadre del Distaccamento di Sesto San Giovanni, nucleo Saf e Carro Soccorso della centrale di via Messina, l’uomo sarebbe rimasto ucciso da unafiammata scaturita dai fornelli. La vittima è stata infatti trovata in cucina con il corpo semicarbonizzato e l’incendio è stato presto circoscritto, senza che le fiamme si propagassero al resto dell’appartamento e del condominio.
Il rogo sarebbe appunto scaturito dai fornelli, in maniera violenta e improvvisa tantoda non lasciare scampo all’anziano.
L’opera, fanno sapere dal Comune di Milano, è la prima struttura di un sistema che dovrebbe evitare ad ampie porzioni della città di finire sott’acqua
Milano, 31 ottobre 2023
Milano da mezzo secolo convive con un “ospite” scomodo in casa. Il fiume Seveso, in occasioni di piogge più o meno intese (e quella di questa notte) ricade decisamente nella prima categoria, si trasforma da placido corso d’acqua per lo più sotterraneo, a partire da via Ornato, in un incubo per tutti i residenti della zona fra Niguarda e l’Isola.
La soluzione sta in un rimedio per il momento mai applicato che, nel corso degli anni, ha provocato una spaccatura fra la grande città e alcuni comuni vicini: sono le vasche di contenimento, grossi baciniartificiali che dovrebbero – nei progetti – raccogliere le acque del fiume, evitando le inondazioni.
Il problema è che molte delle comunità di residenti nelle zone dove gli invasi dovrebbero venire realizzati hanno manifestato la loro opposizione al “piano vasche”, temendo impatti sul territorio.
L’invaso di Bresso – Uno dei progetti, però, sembra essere arrivato a una tappa decisiva. Il Comune di Milano, infatti, in una nota riepilogativa del prezzo pagato dalla città al nubifragio di ieri, fa sapere che sono terminati i lavori di MM dellavasca del Comune di Milano al Parco Nord, in territorio comunale di Bresso. Si tratta della prima opera di un sistema che una volta completato, eviterà le esondazioni del fiume a Milano. Sono in corso i collaudi e venerdì 3 novembre saranno realizzate alcune prove funzionali.
In particolare, nei primi giorni di novembre verrà utilizzata acqua di falda per riempire di pochi centimetri la vasca e testare le apparecchiature elettromeccaniche (pompe di sollevamento, valvole e condotte).
La vasca del Parco Nord durante un collaudo (Comune di Milano)
Nella seconda metà di novembre è previsto lo svolgimento di una ulteriore prova funzionale che interesserà l’intera opera e tutto il ciclo di attività, con il riempimento della vasca attraverso l’immissione delle acque del Seveso e la reimmissione nel torrente e successivamente l’attivazione e l’entrata in funzione della vasca.
Il nubifragio e l’esondazione – Il Seveso è esondato alle 5.50 di questa mattina, rientrando negli argini alle 12.05: gli allagamenti sono durati oltre sei ore. L’ultimo evento paragonabile a quanto accaduto stamane risale al 2014. Una vera e propria bomba d’acqua, con precipitazioni medie pari a una portata di 70 millimetri di acqua all’ora, lungo tutto l’arco della notte fino alle prime ore del mattino.
Immediati sono stati i problemi sulla circolazione stradale soprattutto nella zona nord della città, ora in normalizzazione grazie anche all’intervento di 79 pattuglie della Polizia locale. Temporanei allagamenti si sono riscontrati nei sottopassi Negrotto, Feltre e Rubattino, e sulle linee del trasporto pubblico che Atm ha dovuto deviare: alle 16 è tornata a funzionare nella sua integrità la linea gialla M3, dove si sono verificati alcuni allagamenti.
L’impatto sulle strutture scolastiche – Per quanto riguarda gli edifici scolastici ed educativi di competenza del Comune di Milano, sono circa 160 le segnalazioniin nidi, scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, con interventi da effettuarsi dopo le piogge di questa notte e l’esondazione successiva e prolungata.
Si tratta principalmente di segnalazioni per allagamenti, infiltrazioni e interruzione di servizionegli impianti di riscaldamento. Le lezioni e i servizi sono stati sospesi in otto scuolea causa degli allagamenti che non hanno reso possibile l’accesso ai bambini e alle bambine.
Questi gli istituti rimasti chiusi: scuola d’infanzia e sezione primavera di via Pallanza 26 (Municipio 2), scuola infanzia di via Muzio 9 (Municipio 2), scuola primaria ‘Muratori e Menotti’(Municipio 2), scuola primaria Fabbri’ (Municipio 2), scuola infanzia e sezione primavera di via Ciriè 10 – Girola 4 (Municipio 9), nido di via Ciriè 12 (Municipio 9) e infine nella secondaria di primo grado ‘Tommaseo’ e nella scuola primaria ‘Locatelli’ (Municipio 9).
L’ondata di piena ha provocato la fuoriuscita del torrente nel tratto interrato di via Valfurva. Viale Zara è un fiume tra viale Marche e viale Stelvio, con allagamenti fino a piazzale Lagosta.
L’ondata di piena ha provocato la fuoriuscita del torrente nel tratto interrato di via Valfurva. Viale Zara è un fiume tra viale Marche e viale Stelvio, con allagamenti fino a piazzale Lagosta. Chiuso viale Testi
Milano, 31 ottobre 2023
I Vigili del fuoco di Milano sono al lavoro dalle 5 per fronteggiare il maltempo che si è abbattuto sulla città e che ha portato, intorno alle 6, all’esondazione del Seveso. A Mediglia, in provincia di Milano, i vigili del Fuoco hanno soccorso una donna rimasta bloccata in auto con i suoi due bambini a causa di un albero caduto per il forte vento. Una trentina gli interventi effettuati che hanno riguardato principalmente la caduta di rami, allagamenti di cantine e per il forte vento di alcuni cartelloni pubblicitari. Gli interventi sono a macchia di leopardo, tuttavia non si registrano grosse criticità e soprattutto non si segnalano al momento interventi relativi al soccorso di persone. “La zona più monitorata è quella tra Viale Fulvio Testi e Cà Granda per la quale le squadre di soccorso hanno chiesto ausilio alla Polizia Locale al fine di interdire – precisano i Vdf – il traffico proprio in quel punto per evitare disagi e criticità agli automobilisti”.
Milano:Seveso esondato all’alba di oggi 31 ottobre 2023
Il Seveso è esondatouna decina di minuti dopo le 6 a Niguarda. L’ondata di piena, gonfiata da un livello di precipitazioni che alle 5 ha raggiunto a Milano Nord la quota di 31 millimetri di acqua all’ora, ha provocato la fuoriuscita del torrente nel tratto interrato di via Valfurva, come comunicato su Facebook in tempo reale dall’assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli con foto in cui si vedono le strade allagate.
Viale Zara è un fiume tra viale Marche e viale Stelvio, con allagamenti fino a piazzale Lagosta.La polizia locale ha chiuso viale Testi, completamente allagato da viale Marche verso piazzale Istria:traffico in tilt in tutta la zona. Evacuate a scopo precauzionale le comunità che si trovano nel parco Lambroper l’innalzamento delle acque dell’omonimo fiume, che resta costantemente monitorato.
L’area attorno a piazzale Istria è completamente allagata, con una pattuglia della polizia locale a impedire il passaggio verso viale Testi. L’acqua ha completamente invaso il viale e i due controviali: solo camion e furgoni riescono a guadare il “fiume” senza rischiare di danneggiare il veicolo. Allagato il sottopasso di viale Testi verso Niguarda. Attorno alle 8.30, il sottopasso di viale Rubicone è stato liberato dall’acqua, con riapertura della circolazione sotto il monitoraggio degli agenti della polizia locale. Restano ancora off limits quelli di viale Testi e via Negrotto.
Sin dalle prime ore della notte, si era temuto per l’ennesima esondazione, considerate le previsioni meteorologiche che anticipavano piogge copiose nelle aree attraversate dal fiume. Allagamenti anche nel resto della città: il Comune ha attivato le idrovore vicino al sottopasso di via Negrotto, uno dei punti storicamente più critici.
Il precedente – Il Seveso era già esondato un mese e mezzo fa, la notte del 15 settembre, ma in quel caso il torrente era uscito per pochi secondi e senza che rimanessero tracce visibili sull’asfalto. L’ennesimo episodio fa tornare ancora una volta al centro del dibattito l’annosa questione delle vasche di laminazione, il sistema anti-alluvioni che Milano, e in particolare Niguarda, attende da decenni per avere un ombrello protettivo contro la minaccia continua del Seveso. L’opera strategicamente più importante, il bacino artificiale realizzato nell’area del Parco Nord, dovrebbe essere completata entro la fine dell’anno.
Seveso esondato a Milano 118 volte in meno di 50 anni, perchè accade?
L’esondazione numero 118 del Seveso in meno di mezzo secolo è iniziata poco dopo le 6 e ha mandato in tilt tutta l’area che da Niguarda scende fino a piazzale Lagosta: strade come fiumi, cantine allagate e traffico completamente in tilt, con l’arteria di viale Testi subito chiusa dalla polizia locale per evitare che gli automobilisti restassero intrappolati.
I numeri – Dal 1975 a oggi, il torrente che viene giù dal monte Sasso e che si inabissa sotto la città in via Ornato è fuoriuscito dal tratto tombinato con una media di due volte e mezza all’anno; solo tra il 2010 e il 2023, è accaduto più di venti volte, con il picco dellesei esondazioni del 2014. I 31 millimetri di pioggia caduti in un’ora all’alba hanno gonfiato il corso del fiume, che in via Valfurva si è riversato in strada.
La polemica sulle vasche – “E qualcuno dice ancora che le vasche non servono“, il post su Facebook dell’assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli, che ha seguito l’evoluzione della situazione per tutta la notte e che alle 6 ha pubblicato le prime foto dell’esondazione. Il riferimento è al progetto che punta a realizzare un sistema di bacini di contenimento delle piene del Seveso, con l’obiettivo di creare un ombrello protettivo a nord della città. “La vasca di Milano è in collaudo, ma le altre, quelle di Regione Lombardia, sono indietro“, ha tenuto a sottolineare l’esponente della Giunta Sala.
Il piano anti-piene – La vasca di Milano è quella che sarà inaugurata tra pochi mesi al Parco Nord, al confine con Bresso, e che, quando sarà entrata in funzione, potrà drenare fino a un massimo di 250mila metri cubi di acqua. Poi ci sono gli altri tre invasi, parte di un piano complessivo da 142 milioni di euro, di cui 112 finanziati dal Governo, 20 dal Comune di Milano e 10 dalla Regione; senza dimenticare gli altri 23 investiti da Palazzo Lombardia per il potenziamento del canale scolmatore di nord-ovest (quello che parte dal Seveso tra Paderno Dugnano e Palazzolo) e i 7,6 milioni arrivati dallo Stato nel 2019 per consolidare il Redefossi (il canale sotterraneo dove viene confluita l’acqua del Seveso a Milano). Complessivamente, più di 170 milioni di euro per progetti che faticano a concretizzarsi.
Il cronoprogramma – Detto della vasca di Bresso, che sta per vedere la luce dopo anni di polemiche e battaglie legali con i residenti della zona, restano gli altri tre invasi da completare a Senago, Lentate e Paderno Dugnano. Quando entreranno in funzione? Secondo l’ultimo cronoprogramma, comunicato lo scorso 15 settembre dall’assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi, “la vasca di Senago sarà terminata per dicembre 2023 ed entrerà in esercizio nella primavera del 2024. Per quella di Lentate sul Seveso l’intervento è stato avviato, e per quanto riguarda l’ultima, a Paderno Dugnano, è in corso la progettazione».