È successo in piazza Serafino Belfanti a Milano (zona viale Tibaldi), danneggiata la linea elettrica che alimenta i filobus
L’incidente – (foto Vvf)
Un autobus della linea 47 si è schiantato contro un palo che sorregge la linea di alimentazione dei filobus in Piazza Serafino Belfanti a Milano (zona viale Tibaldi) nel pomeriggio di martedì 21 gennaio. L’incidente, nel quale sono rimaste ferite nove persone (nessuna è grave), sarebbe stato causato dal malore del conducente.
La dinamica dell’incidente – Tutto è accaduto intorno alle 18, come riportato dall’agenzia regionale di emergenza urgenza (Areu). L’esatta dinamica del sinistro è al vaglio della polizia locale, sul posto per i rilievi. Secondo una prima ricostruzione, tutto è successo mentre il bus stava svoltando in via Segantini; durante la manovra pare che il conducente, un uomo di 55 anni, abbia perso il controllo a causa di un lieve malore.
L’incidente
Il mezzo pubblico si è schiantato contro un palo che sorregge la linea aerea per poi terminare la sua corsa contro un albero all’angolo con viale Liguria (poi abbattuto perché pericolante). La centrale operativa del 118 ha inviato sul posto due ambulanze in codice giallo. Otto passeggeri sono rimasti feriti, nessuno in modo grave; secondo quanto appreso hanno riportato qualche contusione e sono stati accompagnati in codice giallo e verde nei pronto soccorso di San Carlo, San Paolo e Policlinico. Il 55enne è stato trasportato in codice giallo al San Carlo, ha riportato un trauma cranico e diverse ecchimosi.
Traffico in tilt – Lungo viale Tibaldi si sono registrate code per diverse centinaia di metri e in tutto il quartiere la viabilità è andata in tilt. La corsia preferenziale è stata chiusa e i mezzi pubblici (tra cui le linee 90 e 91) sono stati deviati sui controviali.
Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco con mezzi del distaccamento di via Darwin che hanno abbattuto l’albero pericolante mettendo in sicurezza l’area. Successivamente è intervenuta anche una gru di via Messina che ha spostato e rimesso sulla carreggiata l’autobus, ma ha anche spostato il palo.
Rallentamenti fino a 25 minuti per 10 treni regionali e 13 treni alta velocità
Folla stazione centrale, treni in tilt. Adesso. Ale. Rov.
La circolazione ferroviaria è rimasta rallentata nel Nodo di Milano in prossimità di Milano Rogoredo per la presenza di persone non autorizzate in prossimità della sede ferroviaria. A comunicarlo, alle 17 di lunedì, è Rete ferroviaria italiana (Rfi).
Questa situazione ha comportando ritardi a diversi treni, che arrivano fino a 25 minuti. L’intervento della polizia ferroviaria ha risolto la situazione nel giro di circa 40 minuti. L’inconveniente ha provocato rallentamenti per 10 treni regionali e 13 treni alta velocità.
Rallentamenti sulla Bologna Milano dell’alta velocità – Durante la giornata c’erano stati disagi sulla linea alta velocità Bologna-Milano per un guasto a un convoglio. La circolazione è tornata regolare dopo un inconveniente tecnico a un treno tra Melegnano e Rogoredo. Tre treniAlta Velocità hanno riportato ritardi fino a 40 minuti.
Guasto a un passaggio a livello – Nel pomeriggio di lunedì si è verificato anche un guasto a un passaggio a livello, come riportato sul sito di Trenord, “nella stazione di Ponte in Valtellina, che ha richiesto un intervento di ripristino da parte dei gestori della rete. Si sono registrati ritardi fino a 30 minuti“. La circolazione ferroviaria si è normalizzata attorno alle 18 ma i treni da Milano Centrale per la Valtellina hanno faticato a smaltire il ritardo.
Il periodo nero per la circolazione ferroviaria – Sono giorni difficili per la circolazione ferroviaria in Italia, tra cantieri aperti e guasti. Una situazione che secondo il ministero dei Trasporti e delle infrastrutture e il Gruppo Fs sarebbe aggravata anche da un tentativo di sabotaggio: per questo motivo è stato presentato un esposto “presso le autorità competenti“.
Fs ha fatto sapere di aver pianificato ”una serie di misure a garanzia della funzionalità della rete”. E assicura che ”sta fornendo tutti gli elementi utili alle autorità competenti in merito ai guasti e alle anomalie registrate nei giorni scorsi. Al fine di limitare il ripetersi di tali anomalie l’azienda ha già pianificato una serie di azioni a protezione dell’infrastruttura e a garanzia della funzionalità“.
In particolare il gruppo sta mettendo in campo ”centinaia di operativi” al fine di intensificare “la sicurezza e la vigilanza nelle stazioni“e “nei punti nevralgici dell’infrastruttura“. È stato previsto un “incremento delle telecamere di sicurezza” e “del presidio di tecnici di Rfi e Trenitalia per rendere più tempestivo l’intervento in caso di nuove anomalie“.
La circolazione è stata sospesa sulle linee Milano-Genova, Milano-Venezia e Milano-Bologna: lo stop è stato innescato “verifiche tecniche alla linea elettrica nel nodo di Milano”. Ancora non è chiaro quando la situazione tornerà alla normalità
Caos alla stazione Centrale di Milano. Nella mattina di oggi, sabato 11 gennaio, è stata sospesa la circolazione ferroviaria sulle linee Milano-Genova, Milano-Venezia e Milano-Bologna per verifiche tecniche alla linea elettrica nel nodo di Milano.
Milano, sospesa la circolazione dei treni – Uno “stop” confermato attraverso una nota da Fs: “I treni registrano ritardi e cancellazioni. La circolazione è regolare sulla linea Milano – Torino. È in corso l’intervento dei tecnici di RFI. Ulteriori informazioni sulla circolazione sono disponibili sui siti web di Rfi e delle imprese ferroviarie“. La circolazione dei treni, nel dettaglio, è stata sospesa intorno alle 7.30 sulle linee Milano-Genova, Milano-Venezia e Milano-Bologna, funzionano solo i collegamenti con Torino e con Chiasso. Lo stop è stato innescato da “verifiche tecniche alla linea elettrica nel nodo di Milano“, ma non è ancora chiaro a cosa sia dovuto. Rfi, interpellata da MilanoToday, ha riferito di un generico “problema tecnico in corso di accertamento“.
I tecnici di Rfi sono al lavoro, per il momento non è chiaro quando la situazione tornerà alla normalità. Al momento sono stati cancellati quattro treni ad alta velocità, sia Frecciarossa che Italo, mentre altri 13 hanno ritardi fino a 120 minuti. Diversi i disagi per i viaggiatori, bloccati in stazione in attesa di capire se e quando i treni torneranno a circolare regolarmente.
Renzi ironizza: “Salvini è tornato al ministero” – Tra le “vittime” della sospensione anche Matteo Renzi, oggi atteso a Firenze, che su X ha colto l’occasione per lanciare una frecciatina al leader della Lega: “” treni da Milano sono bloccati per un guasto e hanno più di un’ora di ritardo. Si vede che Salvini è rientrato a tempo pieno al Ministero. Il nostro incontro di oggi, allora, inizia alle 12 e non alle 11“.
A Milano sono state registrate concentrazioni di smog pari a quasi tre volte il limite consentito. Scatta il nuovo giro di vite delle misure antismog
Continua a inspessirsi la cappa di smog che sta sovrastando Milano. Nella giornata di Capodanno le centraline dell’Arpa hanno registrato alte concentrazioni di polveri sottili: la media di Pm10 calcolata all’ombra della Madonnina è stata di 149.28 µg/m³, quasi tre volte oltre la soglia. Proprio per questo a partire da venerdì 3 gennaio scatteranno le misure antismog di secondo livello.
La presenza di polveri sottili, comunque, non è uniforme e varia in base alle zone della città: 195 in viale Marche, 169 µg/m³ in via Senato, 143 al Verziere. Questa, invece, la situazione fotografata all’esterno della città: a Limito di Pioltello sono stati registrati 233 µg/m³, 145 a Cassano d’Adda, mentre a Turbigo le centraline hanno rilevato 59 microgrammi per metro cubo, 101 a Magenta. Valori decisamente sopra la norma, il doppio rispetto alla giornata di San Silvestro quando tra Milano e hinterland la media delle concentrazioni di Pm10 era stata di 72.6 µg/m³. Un deciso balzo in alto frutto(anche) dei festeggiamenti per il capodanno. A Milano, infatti, non c’era nessun divieto per petardi e fuochi d’artificio: il regolamento sulla qualità dell’aria (che prevedeva il divieto) è stato modificato dopo una sentenza del Tar della Lombardia.
A Milano le concentrazioni di Pm10 sono oltre la soglia da Santo Stefano: Natale, infatti, è stato l’ultimo giorno con le polveri sottili sotto quota 50 nanogrammi per metro cubo.
Blocco del traffico: chi non può circolare – Rispetto ai soliti divieti previsti da Area B a Milano, le sostanziali differenze sono che le limitazioni restano in vigore anche nel weekend e che escludono le macchine con Move-In dalle deroghe. Non solo, scatta anche l’obbligo di spegnere il motore quando l’auto è in sosta.
La stretta riguarda anche il riscaldamento domestico (limitazione all’uso di generatori a biomassa legnosa di classe inferiore alle 2 stelle compresa, riduzione di 1 grado delle temperature nelle abitazioni). Stretta anche per l’agricoltura (divieto di spandimento liquami zootecnici) e divieto assoluto di combustioni all’aperto (accensione di fuochi, falò, barbecue). Inoltre non si potranno utilizzare “generatori a legna per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) di classe emissiva fino a quattro stelle compresa”. Tradotto: stop a caminetti e stufe a legna di vecchia concezione.
Le regole antismog sono attive in tutti i comuni sopra ai 30mila abitanti e in quelli che volontariamente hanno firmato il protocollo. È il sito della regione a fornire l’elenco completo delle città: Milano, Paderno Dugnano, Rozzano, Cernusco sul Naviglio, Pioltello, Cologno Monzese, Bollate, Cinisello Balsamo, Corsico, Legnano, San Donato Milanese, Rho, Segrate, Sesto S. Giovanni, San Giuliano Milanese, Abbiategrasso.
“Solita” notte di super lavoro per le forze dell’ordine. Alcuni ragazzi aggrediti col coltello. Risse diffuse: decine di giovanissimi al pronto soccorso. Le zone rosse non sembrano aver funzionato granché. Ma, per fortuna, non si segnalano casi critici
Nonostante l’istituzione delle “zone rosse“, è stata una notte di super lavoro per le forze dell’ordine a Milano e nell’hinterland. Anche se, per fortuna, senza casi critici.
Quattro feriti per i petardi – In piazza Duomo, dove tradizionalmente si radunano per i festeggiamenti migliaia di persone (oltre 20mila secondo le prime stime) ma dove non c’era nessun concertone, tutto si è svolto “ufficialmente” senza problemi e già verso l’1 stavano entrando in azione i mezzi dell’Amsa per ripulire. Quattro persone hanno fatto ricorso alle cure del posto medico avanzato per ferite superficiali da petardi. Come ogni anno, però, nonostante i divieti stringenti, la città si è trasformata in una “santabarbara“, con botti ovunque. “Bottiglie di vetro, petardi, gente che urlava, risse, in piazza Duomo ho visto di tutto, non mi sembra le zone rosse abbiano funzionato particolarmente“, scrive un lettore a MilanoToday.
Intossicazioni da alcol – Nella notte ci sono state una trentina di intossicazioni etiliche, che hanno coinvolto sia giovanissimi (ragazze e ragazze 20enni) sia persone più anziane. I casi più gravi sono stati soccorsi in codice giallo e portati al Sacco, al Fatebenefratelli e al San Raffaele.
I vigili del fuoco hanno operato una trentina di interventi per incendi su balconi (ad esempio in via Bassini), cassonetti e tetti, ma senza feriti. Il 118 non registra trasporti gravi. In via Zamagna, nel cuore della cosiddetta ‘casbah‘ di San Siro, le forze dell’ordine sono state fatte oggetto di lanci di bottiglie e petardi, mentre alcuni esagitati hanno accatastato masserizie incendiandole. I fatti sono in corso di accertamento da parte della Digos, che sta visionando le telecamere della zona.
Un incendio in via Bassini
Risse e aggressioni – Un paio di aggressioni con coltello tra giovanissimi hanno provocato due feriti per fortuna non gravi. Alle 3.40 un 29enne è stato portato al San Paolo dopo essere stato aggredito in via Mantegani (zona Stadera): le sue condizioni, inizialmente critiche, ora non destano preoccupazione. In via Garibaldi un 18enne e un 19enne sono venuti alle mani e sono stati trasportati al Sacco. Un’altra rissa ha coinvolto un 27enne e un 28enne in viale Gorizia, entrambi sono finiti in ospedale con ferite lievi. In via Apelle (Gorla) discussione che finisce alle mani tra una minorenne di 17 anni, una 24enne e un 27enne: il 118 ha medicato le contusioni in codice verde al San Raffaele. Una 27enne, poi, è stata aggredita in viale Crispi (zona Garibaldi) per cause da accertare e medicata al Fatebenefratelli.
Ambulanza pompieri incidente notte mezzi polizia vigili del fuoco
I disagi interessano prevalentemente l’area nord ovest dello Stivale, soprattutto gli scali di Milano, Torino, Bergamo e Genova, ma rischia di ripercuotersi su tutto il traffico nazionale. All’origine del problema ci sarebbe un’avaria del software che gestisce il traffico aereo
Disagi, ritardi e voli dirottati in gran parte del Nord Italia per problemi ai radar di terra che gestiscono il traffico aereo. A Linate la Sea (la Società Esercizi aeroportuali) ha avvertito i viaggiatori, così come sta accadendo in altri scali, della mancata operatività. La stessa società conferma che, al momento, nello scalo milanese non si parte, né si atterra.
Alla base dei disagi vi sarebbero problemi ai sistemi dell’Enav, l’azienda che fornisce servizi alla navigazione aerea civile nello spazio aereo di competenza italiana.
Come riporta il Corriere della Sera, sarebbero diversi i voli fermati prima della partenza e quelli dirottati altrove, come quelli provenienti dal Sud Italia fatti atterrare allo scalo di Roma Fiumicino, o quelli provenienti dal Nord Europa fatti ritornare agli aeroporti di partenza.
La situazione starebbe lentamente ritornando alla normalità e i problemi di operatività radar sarebbero stati risolti con il progressivo riallineamento dei voli. L’Eurocontrol, l’agenzia che sovrintende lo spazio aereo europeo, ha dichiarato che i disagi persisteranno però almeno fino alle 20 di oggi, domenica 20 ottobre. E si aspettano comunque “significativi ritardi” che potranno ripercuotersi anche sui voli di domani, lunedì 21 ottobre.
All’origine della protesta, ci sarebbero stipendi non ancora versati
Agitazione a Basiglio: alcuni operai sono saliti sulle gru per protestare contro la mancata ricezione degli stipendi.
Otto operai salgono sulle gru del cantiere Milano 3.0 – All’origine della protesta, ci sarebbero stipendi non ancora versati a favore degli operai impegnati a lavorare nel cantiere di Milano 3.0, le nuove costruzioni residenziali nel comune di Basiglio. Otto operai sono saliti su 4 gru questa mattina, in segno di protesta, e sono ancora arrampicati sulle strutture.
Le motivazioni – La ditta costruttrice sostiene di aver effettuato regolarmente i pagamenti alle imprese in subaffitto che, secondo gli operai, non avrebbero ancora versato gli stipendi dovuti ai lavoratori. Per le imprese si tratta solo di tempi tecnici e non di volontà di sottrarsi al giusto corrispettivo economico per il lavoro degli operai.
Nessun segno di cedimento – Ma i lavoratori non demordono ancora e pretendono garanzie e certezze. Sul posto, sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e un’ambulanza inviata dalla centrale operativa del 118 per precauzione e assistenza
La sindaca Reale sul posto – Lidia Reale sul posto nella mattinata per garantire il supporto dell’istituzione locale. Esprime preoccupazione per gli operai che stanno manifestando, augurandosi che si arrivi presto a un accordo.
“Stiamo monitorando da vicino la situazione – commenta la sindaca Lidia Reale – anche se si tratta di un intervento edilizio esclusivamente privato. Mi sono recata sul posto anche per garantire il supporto della nostra amministrazione comunale. La situazione è gestita direttamente dalle forze dell’ordine. C’è, da parte nostra, un po’ di preoccupazione per gli operai prosegue Lidia Reale – che stanno manifestando. L’augurio è che le parti coinvolte raggiungano rapidamente un accordo. Non conosciamo i dettagli della contesa. Sono situazioni purtroppo sempre più frequenti, anche per l’avvio di molti grandi cantieri per effetto dei fondi del PNRR, del bonus 110% o, come in questo caso, per attuare significativi piani di edilizia residenziale. Nello specifico, l’intervento era previsto nel PGT del lontano 2012, seppure parzialmente modificato in fase di convenzionamento per ridurne l’impatto“.
Vigili del fuoco e tecnici di Città metropolitana stanno cercando di bonificare l’area
La macchia
Idrocarburi e altro materiale chimico sversato da sconosciuti nelleacquedi uno dei laghetti del Parco delle Cave. Dal pomeriggio alla notte di giovedì 26 settembre, i tecnici della Città metropolitana di Milano sono intervenuti sulle sponde dello specchio d’acqua per contenere e avviare un intervento di bonifica.
Le operazioni sono state effettuate per tutto il pomeriggio fino a sera in sinergia con i vigili del fuoco, i sommozzatori della protezione civile “S. Rossi” e il nucleo ambientale della polizia locale del Comune di Milano, ma non sono state sufficienti a permettere l’asportazione completa del materiale.
Sversamento al parco delle Cave, la bonifica – Foto da: Bonifica Parco delle Cave
È di quattro persone investite il bilancio di un incidente stradale avvenuto poco dopo le 16:30 aMilano, in via Giovanni Boccaccio. La dinamica riferita racconta di un furgone che ha colpito due pedoni direttamente, mentre altri due sono stati coinvolti in misura minore nell’impatto. Verosimilmente a seguito di un malore del conducente del mezzo prima dell’incidente un uomo di 30 anni ha rimediato traumi multipli ed è rinvenuto in arresto cardio circolatorio, ospedalizzato con manovre di rianimazione in corso all’ospedale Niguarda di Milano.
Nulla da fare, è morto poco dopo l’arrivo all’ospedale di Niguarda il 30enne trasportato in codice rosso in ospedale in condizioni gravissime.
La tragedia – Oltre a lui un ragazzo di 21 anni ha riportato un trauma cranico, al volto e a un arto inferiore e superiore, trasportato in codice giallo al San Raffaele. Gli altri due pedonicoinvolti in maniera piu’ lieve hanno riportato un trauma ad una gamba, una donna di 21 anni, mentre infine un uomo di 50 non ha richiesto cure.
Il conducente del furgone ha riportato un trauma minore alla schiena. Sul posto sono intervenute due automediche, un’auto infermieristica, quattro ambulanze e le Forze dell’Ordine
Interrogativi sulla dinamica – È stata chiusa al traffico piazza Giovine Italia, nel centro di Milano. Sul luogo dell’incidente sono ancora in corso i rilievi della polizia locale, per chiarire la dinamica del gravissimo incidente. Il pm – a quanto si apprende – ha disposto il sequestro del mezzo, che proveniva da piazza Virgilio e stava percorrendo via Boccaccio in direzione piazza Giovine Italia, quando – per motivi che sono ancora in corso di accertamento – ha sterzato verso sinistra, è salito sul marciapiede sul lato opposto della strada, ha abbattuto un semaforo e investito i pedoni.
Il sito ufficiale dell’Ingv non ha segnalato alcun sisma.
È un terremoto, anzi no. Sono sembrate delle vere e proprie scosse a Milano, con tanto di post sui social di chi era più preoccupato. Addirittura, su X qualcuno ha scritto di averne avvertite almeno tre. Ma il sito ufficiale dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) non ha segnalato alcun sisma. Ed è quindi probabile che le scosse sentite da diversi milanesi siano state il frutto delle vibrazioni del concerto diTravis Scottin corso all’Ippodromo La Maura.
Pensavo fosse colpa di Travis. Invece mio marito dice che è stata una vera scossa di terremoto. Qualcuno di voi l’ha sentita? pic.twitter.com/Suw0gMF9ZL
I precedenti – Un episodio non nuovo. Già nel giugno scorso si era verificata la stessa situazione, ancora a Milano, e nell’agosto del 2023 lo stesso fenomeno si era registrato, sempre per una esibizione del rapper, al Circo Massimo di Roma.
Ho sentito solo io tre belle scosse di #Terremoto a Milano?
Salgono a 400 le famiglie senz’acqua a Milano a causa di un allagamento provocato durante lavori di scavo da parte di un’azienda in via Fontana e che sta provocando disagi anche agli abitanti di via Visconti, Regina Margherita e Corso di Porta Vittoria. I vigili del fuoco sono impegnati con due Aps dei distaccamenti di Cuoco e Marcello. L’allagamento sta tra l’altro impedendo il regolare svolgimento di attività commerciali nonché di ambulatori e presidi sanitari Per l’entità del problema è stata coinvolta la protezione civile. Il danno dalle prime ricostruzioni sarebbe stato provocato da un’impresa che lavora per conto di Unareti. Durante lavori di scavo è stato perforato un tubo da 45 cm. Adesso i tecnici di MM sono al lavoro per intercettare una valvola di chiusura al momento bloccata. In tilt, causa l’allargamento, anche due cabine elettriche.
Disagi in gran parte della città per il sovraccarico dovuto ai molti condizionatori accesi. Criticità maggiori in zona Naviglio Pavese, via Quadronno e via Mercalli
Blackout in diverse zone di Milano. Per tutta la serata e nella notte di giovedì si sono verificati cali di tensione in gran parte della città, con molti quartieri che si sono ritrovati improvvisamente al buio, con disagi per strada e nelle abitazioni.
Le criticità maggiori si sono verificate nella zona di Sud Ovest, interessando gran parte delNaviglio Pavese, ma i disagi sono stati trasversali. I tecnici ipotizzano si sia trattato di unguasto a una centralina dovuto al sovraccarico di utilizzo dei nodi di bassa tensione. La causa sarebbe da ricercarsi nel gran numero di condizionatoriaccesi per via del clima torrido: i disagi hanno interessato anche la zona del Quadrilatero e particolari criticità si sono riscontrate in via Mercalli, Quadronno, Verro e Biondelli, mentre nel pomeriggio altri blackout si erano verificati nel quartiere Adriano. In via Bramante viene segnalata assenza di corrente dalle 23 di giovedìche perdura anche venerdì mattina, con anziani bloccati in casa per il fermo degli ascensori.
I Vigili del fuoco giovedì sera sono dovuti intervenire in più di 30 occasioniper liberare cittadini intrappolati negli ascensori, mentre alcuni ristoranti hanno dovuto rinunciare ad aprire per il servizio serale: «Siamo costretti a buttare migliaia di euro», lo sfogo dello chef Eugenio Boer del Bur di via Mercalli.
Destano molta preoccupazione i casi di legionella registrati negli ultimi giorni in provincia di Milano, tra le località di Corsico e Buccinasco. In totale sono state 28 le persone che si sono ammalate, anche una vittima, una donna di 71 anni è deceduta dopo una serie di complicazioni.
Legionella: 28 casi e un morto – I 28 pazienti si trovano attualmente nel reparto di malattie infettive dell’ospedaleSan Paolo di Milano. I cittadini colpiti da questo batterio che si trova nell’acqua che, nelle forme più resistenti, può causare delle gravissimi polmoniti fino alla morte.
Secondo gli ultimi bollettini medici tutti risultano essere in “discrete condizioni”, ma non in pericolo di vita. Purtroppo, invece, per la 71enne non c’è stato nulla da fare: si trattava di un paziente fragile sia per l’età quanto perché affetta da varie patologie.
L’allarme tra Corsico e Buccinasco – L’ATSMilano ha fatto scattare tutte le indagini per avere maggiori risposte sull’infezione da legionella. Sono stati prelevati dei campioni di acqua dagli impianti di coloro che hanno registrato il contagio sia a Buccinasco che a Corsico: i risultati sono attesi nei prossimi giorni.
Nel frattempo le due amministrazioni hanno provveduto già nella prima metà di maggio a chiuderelefontane pubbliche, nonostante il risultato negativo ai vari test effettuati.
Mentre, tracce di legionella sono state rinvenute indue torre di raffreddamento, ma uno dei due impianti è stato attivato solo dopo lo scoppio dei casi, ed inoltre, si è subito provveduto alla bonifica del secondo. Dunque non è ancora chiaro da cosa e da dove derivi il contagio.
Cos’è la legionella e come si trasmette – La legionella è un batterio che nasce e prolifera negli ambienti acquatici e, in particolare, nelle tubature, nei serbatoi, negli impianti idrici a una temperatura compresa tra i 25 e i 45 gradi.
E’ importante ribadire che il contagio avviene solo con l’inalazione di piccole gocce di acqua contaminata e non si trasmette da persona a persona.
E’ importante ribadire che il contagio avviene solo con l’inalazione di piccole gocce di acqua contaminata e non si trasmette da persona a persona.
L’ATS della città di Milano ha fornito alcune indicazioni per prevenire il contagio:
– Mantenere sempre puliti e privi di incrostazioni i soffioni delle docce, i rompigetto dei rubinetti e i serbatoi di accumulo dell’acqua calda;
– Fare scorrere l’acqua per almeno 5 minuti dai rubinetti e dalle docce se non vengono utilizzati spesso;
– Mantenere l’acqua fredda a temperatura inferiore ai 20°C e acqua calda a temperature superiori ai 50°C;
– Lavare con acqua sterile e asciugare gli apparecchi per aerosolterapia dopo ogni utilizzo;
– Evitare di lasciare esposte al sole e piene di acqua le canne utilizzate per il giardinaggio;
– In caso di nuove costruzioni, o ristrutturazioni, evitare la realizzazione di reti idriche con tubature ove l’acqua possa ristagnare facilmente.
Giallo della legionella nel Milanese, 28 contagiati e un morto
Le analisi per comprendere da dove derivi il batterio proseguono
L’allarme era già scattato ad aprile. Ora i casi confermati di legionella tra Buccinasco e Corsico sono ben 28. E la scia lasciata dal batterio che provoca la legionellosi conta anche un morto, una donna di 71 anni. Tre pazienti sono ancora ricoverati al San Paolo di Milano nel reparto di malattie infettive. Tutti gli infetti vivono nei due comuni, in prossimità del Naviglio Grande anche se la responsabilità del corso d’acqua è stata esclusa.
Già nella prima metà di maggio il sindaco di Buccinasco aveva predisposto l’interruzione del funzionamento dellefontane – anche se negative ai test – mentre i tecnici dell’Ats di Milano si erano messi da subito al lavoro per individuare la fonte. Erano stati effettuati prelievi di acqua negli impianti idraulici della abitazioni dei contagiati, tanto a Buccinasco quanto a Corsico.
Febbre, dolori muscolari, brividi e, nel peggiore dei casi, polmoniti. I più colpiti sono gli anziani e chi soffre di malattie croniche. Il batterio, che si sviluppa in acqua e che viene trasmesso tramite goccioline, è stato trovato in due torri di raffreddamento anche se secondo gli esperti che stanno lavorando alle indagini è difficile che siano gli unici casi.
Bresso, 2018 – L’ultima epidemia che aveva colpito la Lombardia riguardava il comune diBresso che nel 2018 aveva registrato 50 contagi e ben tre vittime. In quel caso si ipotizzò che il batterio avesse proliferato nelle acque della fontana situata nella piazza centrale. Secondo i tecnici Ats la legionella si era sviluppata grazie anche alle bombe d’acqua che avevano colpito Milano in quel periodo. Non è da escludere, pertanto, che si sia delineata una situazione simile, con i forti temporali e le incessanti piogge tra maggio e giugno.
I volontari del “Tempio del futuro perduto” sono stati aggrediti da un gruppo proveniente dalla Bavaria
Scene di ordinaria follia aMilano. Il 1° luglio, davanti al Muro della Gentilezza, ogni giorno vengono distribuiti ai più bisognosi abiti e generi alimentari. Un botta e risposta tra i volontari e un gruppo di neonazisti è avvenuto prima di pranzo. Oggetto della discussione, un servizio fotografico. «Noi in Italia facciamo quello che ca…vogliamo». Chi si opponeva? Veniva chiamato: «Gaydi m***a». Il risultato: un ferito sotto choc.
Cosa è successo – Passate le 10, dopo l’apertura al pubblico del servizio, accanto alle persone in filia, arrivano due camion che si fermano proprio davanti all’ingresso dell’associazione. Dalle motrici escono una decina di membri dei Lion’s Run, agenzia multimediale di Monaco di Baviera specializzata nella promozione di brand di auto di lusso. Lamborghini, Porsche e Ferrari sono in mezzo alla strada per un servizio fotografico.
Come riporta il Corriere della Sera, Alessandro e altre due persone hanno chiesto di spostarsi agli uomini.
Alla prima obiezione il gruppo tedesco controbatte rivendicando il diritto di «fare in Italia quello che gli pare», alla seconda oppone il fatto che pazienza, loro invece di soldi ne hanno a palate.
«Siete solo dei poveri comunisti» – «Ci hanno dato dei comunisti, riempito di insulti omofobi e domandato se il nostro centro culturale non fosse in realtà un bordello per omosessuali – spiega Vaccari – dopodiché hanno chiamato due guardie del corpo in tenuta mimetica, che sono uscite dal tir e, senza proferire verbo, mi hanno prima spinto facendomi cadere violentemente per terra, e poi colpito con due pugni allo stomaco e al costato».
Insulti e insinuazioni proseguono. Poi arrivano i carabinieri.Gli aggressori vengono identificati nei pressi dell’Hotel Viu. Il ragazzo è sotto choc e si è dovuto rivolgere d’urgenza a uno psicologo. «Ho ematomi su tutto il corpo ma ciò che mi fa più male è l’umiliazione subita».
Da mezzogiorno la circolazione dei treni è fortemente rallentata nel nodo di Milano a causa di un guasto agli impianti con cancellazioni e ritardi che superano anche le tre ore.
Molti treni hanno l’indicazione ritardo senza la quantificazione sul tabellone in stazione.
Segna un ritardo di 120 minuti l’intercity per Livorno e 140 il regionale per Torino Porta Nuova delle 12:45. I tecnici di Rfi sono al lavoro per ripristinare la circolazione.
La causa sarebbe da ricercare in un liquido fuoriuscito da un pacco da consegnare. Sul posto soccorritori, vigili del fuoco e carabinieri
Un liquido esce da un pacco, intossicando una ventina di persone, fortunatamente in modo non grave. È quello che sarebbe successo questa mattina in viale delle Industrie 9 a Vimodrone, nel magazzino Sda. Sul posto si sono precipitati i carabinieri di Sesto San Giovanni, i vigili del fuoco di Milano, la polizia locale di Vimodrone e soccorritori in massa con cinque ambulanze e tre automediche.
La ricostruzione di quanto avvenuto è ancora in corso, ma sembrerebbe che a causare l’intossicazioneper cui stamattina, intorno alle 8, sono stati allertati i soccorsi, sia stato proprio un pacco da consegnare da cui sarebbe fuoriuscito un liquido che ora andrà analizzato.
Maxi incendio a Rozzano, le immagini della colonna di fumo
In serata l’esplosione del rogo a Rozzano, in zona Gratosoglio. L’incendio sarebbe scoppiato da un mezzo per poi diffondersi per tutto il deposito: secondo le prime informazioni non ci sarebbero feriti.
Allarme incendio nel Milanese. I vigili del fuoco sono stati costretti a un intervento aRozzano, in zona Gratosoglio. Un vastoincendio è divampato all’interno di un deposito di camper a Rozzano provocando un’altissima colonna di fumo. Secondo le prime informazioni, nessuno dovrebbe essere rimasto ferito dalle fiamme.
Ancora non è chiara la dinamica del rogo, il cui fumo nero è visibile a chilometri di distanza. Sul posto stanno intervenendo cinque squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Milano
Verso le 22 di venerdì sera, con Ripa di Porta Ticinese in piena movida anche per il concerto degli Articolo 31 che hanno presentato il nuovo album suonando a bordo di un barcone sui Navigli, una signora di 52 anni è caduta tra la folla facendosi male a una gamba. Niente di grave, però l’ambulanza chiamata per accompagnare la donna all’ospedale San Paolo si è trovata bloccata sulla Ripa. Il mezzo del 118 con la donna a bordo, come testimoniano diversi residenti, ha fatto molta fatica a partire: l’ambulanza infatti, già stretta tra la folla che ballava, si è poi trovata del tutto bloccata allo sbocco con viale Gorizia perché un’auto in sosta vietata sbarrava l’uscita. Solo l’intervento di alcuni passanti, che hanno trovato l’auto con le portiere aperte e l’hanno spinta fino al centro della carreggiata di viale Gorizia, ha consentito all’ambulanza di uscire da Ripa di Porta Ticinese.
Protagonista Luca Mastrangelo, youtuber famoso per la sua fede interista
Quando ha sentito urlare “Al ladro, al ladro“, non ci ha pensato su due volte. Nessuna paura, ma tanto sangue freddo. Col suo monopattino si è messo all’inseguimento di un malvivente, permettendo alla forze dell’ordine di assicurarlo alla giustizia. È l’avventura a lieto fine che ha visto protagonista Luca Mastrangelo, lo Youtuber forlivese nerazzurro più famoso d’Italia. L’episodio si è consumato mercoledì pomeriggio a Milano, dove il 44enne originario di Civitella di Romagna vive per motivi lavorativi.
“Mi stavo recando in ufficio in monopattino, quando in via Plinio ho sentito urlare due donne, che stavano rincorrendo uno straniero – spiega Mastrangelo a ForlyToday -. Gridavano “Al ladro, al ladro‘”. La situazione ha attirato l’attenzione del civitellese: “Era una situazione surreale. Li in zona c’è anche un bar ed un cliente ha persino lanciato una sedia per cercare di fermarlo, ma senza fortuna“. A quel punto lo youtuber si è messo all’inseguimento del delinquente con il suo due ruote: “Correva davvero forte e l’ho raggiunto dopo circa 300 metri. Ha svoltato per via Eustachi, dove sono riuscito a dargli una sorta di spallata, che gli ha fatto perdere l’equilibrio, facendolo cadere per terra“.
Ma il ladro non si è dato per vinto: “Con sé aveva anche una bottiglia, non so se la volesse usare come un’arma per difendersi. C’è stata una colluttazione, poi sono riuscito a buttarlo per terra e immobilizzarlo. Era stremato per la corsa. Nel frattempo si è formato un capannello di persone, che hanno allertato le forze dell’ordine. È arrivata quindi la polizia, che ha provveduto a caricarlo a bordo della volante“. La refurtiva è stata recuperata.
Calmate le acque, è stato ricostruito il furto: “La vittima era a bordo di un autobus e aveva un telefonino in mano – racconta Mastrangelo -. Alla fermata è stata derubata, con il ladro che è riuscito a scippare la malcapitata e scappare via appena si sono aperte le porte“. All’uomo è stato trovato anche un coltello in tasca: “Durante la colluttazione avevo notato che cercava di infilarsi la mano in una tasca, ma senza riuscirci. Poi ho capito perché“.
Quello di Mastrangelo è stato senza alcun dubbio un grande esempio di senso civico e coraggio. “E che rifarei – sottolinea -. Mi sono trovati in situazioni simili tre volte, dando sempre il mio contributo. In quel momento hai molta adrenalina, ma c’è anche paura, perché non si sa mai cosa possa succedere“.
L’uomo, un cittadino egiziano di 36 anni, è stato bloccato con un colpo di pistola che lo ha ferito alla spalla
Lancia pietre e si scaglia contro gli agenti in Stazione Centrale a Milanoe per fermarlo un poliziotto gli spara, colpendolo alla spalla. L’uomo, un cittadino egiziano di 36 anni, è stato soccorso e portato immediatamente all’ospedale Niguarda dove i sanitari hanno accertato che il proiettile non ha intaccato organi vitali.
Questa mattina alle ore 2.20 circa, gli agenti della Polizia Ferroviaria sono intervenuti in piazza Luigi di Savoia a Milano perché un cittadino egiziano di 36 anni, appena uscito dagli uffici Polfer di Milano Centrale dove era stato denunciato per rapina e resistenza a pubblico ufficiale, si era fermato dando in escandescenza e danneggiando arredi urbani. I poliziotti hanno tentato di bloccarlo mentre agitava una sorta di fionda rudimentale fatta da pietre chiuse all’interno di una stoffa e brandiva un pezzo di marmo recuperato da una lastra che poco prima aveva divelto. Il cittadino egiziano, sotto effetto di sostanze stupefacenti, si è scagliato con violenza contro gli operatori che, per tutelare la propria e l’altrui incolumità, hanno utilizzato il taser in dotazione nel tentativo di interrompere l’azione e, subito dopo, atteso che continuava ad avanzare, uno degli agenti ha esploso un colpo di pistola di ordinanza colpendolo l’uomo alla spalla sinistra.
Il precedente intervento che aveva portato alla denuncia del 36enne egiziano per rapina e resistenza era stato effettuato all’esterno della Stazione da una pattuglia dell’Esercito Italiano che aveva richiesto l’intervento della Polfer. L’egiziano aveva rapinato un cittadino marocchino che, portato in ospedale in codice verde a seguito dell’aggressione subita, si era poi allontanato dal pronto soccorso, facendo perdere le proprie tracce. Il cittadino egiziano, negativo nella banca dati delle forze di Polizia, era già stato foto segnalato lo scorso 24 aprile 2024 a Belluno poiché richiedente protezione internazionale con pratica approvata. In precedenza aveva fatto istanza ad Ascoli, dove la pratica era stata rigettata per irreperibilità.
È successo nella piscina Jacarandà di via Procaccini: 11 persone in ospedale
Prima i colpi di tosse dei bimbi, continui e diffusi. Poi l’evacuazione. In tutto 28 bambini di un asilo di Milano, oltre a 13 adulti, sono rimasti intossicati e accompagnati fuori dalla piscina Jacarandà di via Procaccini 69 (zona Corso Sempione) nella mattinata di martedì. Tra loro 11 persone (di cui cinque bambini) sono state accompagnate in ospedale per aver inalato una miscela di vapori di cloro all’interno della struttura, durante un’attività didattica legata a una scuola dell’infanzia.
Tutto è successo poco dopo le 11, verso la fine di una sorta di saggio dei bimbi della scuola Giocomotiva di via Sardegna. I piccoli erano accompagnati da insegnanti e istruttori in acqua, oltre che dai genitori, che guardavano dalla vetrata. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco. In particolare il personale del nucleo Nbcr (Nucleare – biologico – chimico – radiologico) del comando di Milano. I pompieri hanno effettuato la bonifica della struttura. Secondo quanto riferito dai soccorritori sembra che l’intossicazione sia stata causata dall’esposizione ai vapori del cloro. Più nel dettaglio pare che si sia verificata una fuoriuscita accidentale dell’agente disinfettante che, successivamente, pare poi sia stato diffuso dal condotto di areazione della struttura.
I bambini intossicati in piscina a Milano – I 28 bambini, tutti tra i 3 e i 5 anni, hanno manifestato bruciore agli occhi, tosse e nausea e sono stati trasferiti in un’area triage allestita da Croce rossa e vigili del fuoco nel bar Maison Bretonne, appena fuori dalla piscina. Anche gli adulti che si trovavano nella struttura sono stati evacuati. Sul posto sono arrivate le ambulanze e le automediche dell’Agenzia regionale di emergenza urgenza (Areu), in tutto 12, tra automediche e ambulanze.
Cinque piccoli allievi sono stati trasportati in codice verde al pronto soccorso degli ospedali Buzzi, Fatebenefratelli e De Marchi. Due adulti, invece, sono stati accompagnati al Fatebenefratelli in verde mentre altre quattro persone sono state accompagnate al pronto soccorso in codice verde per accertamenti. Tra di loro anche un istruttore della piscina, rimasto all’interno della struttura fino alla fine dell’evacuazione per coordinare l’intervento.
I 23 bambini non trasportati in ospedale sono stati affidati ai genitori. Per il momento le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni, se dovessero insorgere problematiche di qualsiasi genere dovranno contattare il centro antiveleni del Niguarda. Un fatto simile si era verificato nel febbraio 2022 nelle piscine del Forum di Assago, anche in quel caso una fuoriuscita di cloro aveva reso l’aria irrespirabile: 40 persone erano state evacuate, 26 di loro presentavano sintomi da intossicazione.
I carabinieri nell’ospedale e le tracce di sangue su un’auto
Milano, caos alla Clinica Città Studi di via Jommelli: un ragazzo di 22 anni ha colpito un addetto alle pulizie, un infermiere e un 70enne nella sala d’attesa
Paura questo pomeriggio agliIstituto Clinico Città Studi in via Jommelli: un ragazzo di 22 anni ha fattoirruzione nel Pronto soccorso gremito di gente armato di coltelloe ha accoltellato tre persone.
I fatti si sono svolti verso le 17 di oggi lunedì 15 aprile nella clinica in zona Città Studi: in base alla prima ricostruzione un 22enne italiano si è presentato in via Jommelli e ha cercato di aggredire l’ex compagna, una 22enne italiana, che si era recata in ospedale per una visita medica.
Per bloccarlo sono intervenuti due dipendenti della clinica: un egiziano addetto alle pulizie di 56 anni e un infermiere italiano di 57 anni. A quel punto il giovane ha estratto un coltello e ha colpito i due uomini, che sono rimasti feriti alla gamba e al fianco. Colpito anche un paziente in sala d’attesa di 74 anni, anche lui intervenuto insieme a una quarta persona per bloccare il giovane e rimasto ferito a una mano. I quattro sono comunque riusciti a immobilizzare il 22enne. Nel frattempo, il personale della clinica ha allertato il 112.
Una parte della copertura è caduta davanti al ristorante Cracco, dove passano ogni giorno migliaia di persone. L’area è stata transennata e messa in sicurezza
È solo per un caso fortuito che venerdì pomeriggio, a Milano, si è evitata una tragedia. Unalastra di vetro della copertura della galleria Vittorio Emanuele II, nei pressi di piazza del Duomo, si è staccata ed è precipitata a terra. L’area è costantemente frequentata da migliaia di persone e il punto in cui è crollato il soffitto è vicino all’ottagono, cioè l’incrocio delle quattro strade pedonali che compongono la galleria.
Fortunatamente non si sono registrati feriti. A seguito dell’incidente, le cui cause sono per ora incerte, un’area di diversi metri antistante al ristorante Cracco è stata transennata e messa in sicurezza. Quest’ultimo incidente segue di circa due mesi il crollo di alcuni calcinacci dal portale d’ingresso avvenuto lo scorso 24 gennaio. L’anno passato la parte centrale della copertura era stata interessata da alcuni lavori di pulizia dopo che alcuni vandali l’avevano deturpata utilizzando dello spray.
La copertura della galleria, ricostruita dopo la Seconda guerra mondiale, è realizzata in vetro e ferro, pesa oltre 350 tonnellate e copre una superficie totale di circa 7.800 metri quadrati. A marzo, il Comune di Milano ha avviato due interventi di restauro che interesseranno la facciata di via Marino e lecoperture su via Silvio Pellico(queste ultime non sono le coperture che oggi hanno interessato la caduta della lastra di vetro).
La data fissata per spegnere i caloriferi è l’8 aprile
La stagione dei caloriferi accesi arriva agli sgoccioli, anche se le condizioniclimatichenon sembrano essere favorevoli. A Milano nei prossimi giorni sarà obbligatorio spegnere i riscaldamenti delle abitazioni. Nello specifico per questo 2024 il capoluogo lombardo dovrà dire addio ai termosifoni entro l’8 di aprile, una settimana prima rispetto al passato grazie a un’ordinanza emanata dal Comune.
Secondo il Decreto 74/2013, infatti, Milano e la Lombardia si trovano nella Zona E dove è previsto un periodo di accensione dei riscaldamenti che (di norma) va dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore al giorno e a temperatura massima di 20 gradi. Tuttavia, complice anche l’inquinamento dell’aria, Milano ha deciso di ridurre tanto la durata della stagione, quanto le ore giornaliere e la temperatura massima raggiungibile.
Ci sono però eccezioni e deroghe. Alcune categorie di edifici sono escluse dalle norme. È il caso, per esempio, di ospedali,case di riposo, scuole materne e asili nido, cliniche di vario genere
La linea metropolitana M2 è stata chiusa tra Cassina de’ Pecchi e Cascina Gobba. La circolazione è stata bloccata sul tratto a causa di una persona sui binari, travolta da un convoglio. I treni sono stati sostituiti da bus.
L’incidente – L’incidente è avvenuto poco prima delle 15.30 nel tratto che congiunge le fermate di Cernusco e Cascina Burrona in direzione Assago/Abbiategrasso, al confine tra il comune di Cernusco e quello di Vimodrone. Secondo quanto emerso, un uomo di 47 anniha attraversato i binari della metro durante il transito del convoglio. Non è chiaro se sia stato un gesto volontario. Sul posto sono giunti i soccorsi del 118 con un’ambulanza e un’auto medica che non hanno potuto far altro che dichiarare il decesso. I rilievi sono affidati ai carabinieri di Pioltello.
I vigili del fuoco hanno provveduto a far evacuare circa 200 persone che viaggiavano in quel momento sul treno, in un punto in cui la discesa non è particolarmente agevole per via della massicciata. I viaggiatori sono arrivati fino alla fermata di Cascina Burrona a piedi.
L’intervento dei vigili del fuoco nella tarda serata di sabato. Sulle cause dell’incendio, probabilmente doloso, indagano i carabinieri
Cinque auto bruciate nel giro di pochi minuti. E’ successe a Vimodrone, in via Guido Rossa 8, sede della “Red Lombardia auto”, dove sabato sera i vigili del fuoco sono intervenuti per un incendio sviluppatosi all’interno di un rivenditore di automobili.
Secondo quanto riportato dai vigili del fuoco,cinque vetture parcheggiate in quel momento sono andate completamente distrutte nonostante le squadre di soccorso fossero giunte sul posto in pochi minuti. Una dinamica chelascia pensare a una causa dolosa, visto che le fiamme si sono sviluppate e hanno distrutto le auto in un lasso di tempo molto breve.
l lavoro dei vigili del fuoco è durato fino alle tre del mattino. Le indagini sulle cause dell’incendio sono affidate ai carabinieri di Vimodrone.
Per la prima volta attivato il bacino artificiale al confine con Bresso. Granelli: “Abbiamo evitato l’esondazione del fiume”. Il Comune tallona la Regione: ora completi gli altri. Entro fine anno pronto a Senago, poi Lentate. A Paderno progetto fermo
L’allerta meteo ha fatto scattare il protocollo e quando l’acqua del Seveso si è alzata ai due metri la vasca di laminazione al confine tra Milano e Bresso è stata attivata. Ieri per la prima volta ha impedito lo straripamento del fiume. Quaranta millimetri di pioggia hanno inondato Milano, con punte di 8-10 millimetri l’ora. Un evento raro a inizio marzo. «Poteva essere la data dell’ennesima esondazione del Seveso — dice l’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli — . Invece è la data in cui la vasca di Milano alle 13,15 è entrata in funzione per la prima volta e ha salvato dall’esondazione i quartieri milanesi di Niguarda, Pratocentenaro, Istria, Testi/Zara, Marche, Isola».
Dieci anni d’attesa. Era il 2014 quando sono cominciati i lavori, conclusi lo scorso autunno. Test e calcoli corretti. Ieri, alla prova del nove, è tutto filato liscio. La vasca si è riempita di circa 120 mila metri cubi di acqua, circa la metà del suo potenziale contenimento (250 mila metri cubi). Il bacino è entrato in funzione dopo che in via Valfurva il Seveso aveva raggiunto il livello critico di 1,88 metri. Non appena è stata attivata, il livello dell’acqua si è fermato e ha iniziato a scendere. Il torrente incontra la vasca scorrendo verso Milano all’altezza del cimitero di Bruzzano. È qui che si trova davanti due sbarramenti: uno lungo il suo corso, che ieri è stato chiuso per l’allerta, e uno posizionato verso la diga, che si alza in caso di rischio esondazione. Lentamente le paratie calano o si elevano come un sipario, grazie al sistema di monitoraggio dei livelli del fiume. Bloccano il passaggio del Seveso verso Milano. E dall’altro lato alimentano l’acqua nella vasca. «Finita l’allerta — spiega Granelli — inizieranno le fasi di pompaggio dell’acqua dalla vasca nel Seveso, e poi la pulizia e infine la reimmissione dell’acqua pulita di falda per ripristinare il lago».
Se la pioggia non fosse cessata all’inizio del pomeriggio, non è pronosticabile che cosa sarebbe accaduto. Ma un dato è certo: l’esondazione che ha duramente colpito Milano lo scorso ottobre non sarebbe stata fermata dalla sola vasca di Bresso. «Se si arrivasse al limite della capienza e il volume della vasca non fosse sufficiente a contenere l’acqua che proviene da monte — spiega Andrea Aliscioni, direttore del Servizio idrico Integrato di Mm — , ovviamente il resto del deflusso proseguirebbe verso Milano, con il rischio esondazione». All’appello, infatti, mancano le altre vasche di laminazione, non ancora ultimate, che devono prevenire lo straripamento del Seveso bloccando l’acqua a monte. Il sistema è stato progettato per prevenire quasi ogni rischio: solo un’esondazione ogni cent’anni potrebbe verificarsi con tutti i bacini attivati. Da qui, la richiesta del Comune a Regione, avallata anche da Beppe Sala: «Ora è importante che Regione Lombardia aiuti a completare quelle di Lentate, Senago e Varedo, perché solo così si potrà essere certi di non vedere mai più esondazioni a Milano».
Le aree golenali di Cantù sono arrivate alla conclusione. Manca poco anche per la vasca di Senago, pronta entro l’anno. Mentre per quella di Lentate l’attivazione sarà l’anno prossimo. Più complessa la situazione per quella di Paderno Dugnano — Varedo: sono state fatte solo le bonifiche, mentre i lavori non sono ancora iniziati. Mancherebbero infatti i finanziamenti necessari. Le risorse sono state dirottate verso la copertura degli extracosti cumulati per le altre vasche. «E poi — aggiunge Granelli — bisogna rendere le acque del Seveso più pulite e Regione Lombardia e i gestori dei sistemi idrici dei territori attraversati dal Seveso devono controllare e fare di più».
Non tarda ad arrivare la replica di Gianluca Comazzi, assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi e presidente di Aipo: «Sul Seveso stiamo rispettando i tempi dettati dal cronoprogramma per il termine dei lavori, mentre sono già in funzione quattro aree golenali. Anche il Comune di Milano deve fare la sua parte. È necessaria la manutenzione sia del verde sia dei tombini che ad ogni ondata di maltempo straripano, inondando le strade».
Una quarantina gli interventi dei vigili del fuoco, ieri, a Milano per alberi pericolanti, lamiere e cartelloni pubblicitari divelti.
Cedimenti dell’asfalto, la corsia del tram allagata in Lancetti, proteste ovunque: la mappa dell’emergenza. I lavori saranno possibili solo in primavera
Oltre 550 buche segnalate sulle strade di Milano in una sola settimana. Un’emergenza rattoppi che non si verificava da parecchio tempo. D’altronde, non ha mai piovuto con così tanta insistenza negli ultimi anni. Da giovedì scorso sono state aperte 455 segnalazioni, a cui se ne aggiungono un altro un centinaio trasmesse dalla polizia locale, che sono gestite con urgenza dalle imprese al massimo in un’ora. Un numero consistente se si pensa che da gennaio a metà febbraio si contano 1.300 interventi sull’asfalto per riparare le crepe. In una settimana si sono prodotte quasi la metà delle buche che normalmente si formano in un mese e mezzo. «È un tema ed è inutile nasconderlo — ha detto ieri Beppe Sala— e il Comune ci sta lavorando. Ho chiesto nei giorni scorsi al direttore generale di produrmi un piano per cercare di intervenire».
Profonde, strette o larghe, puntellano quasi tutta la città. Insidie per automobili e moto. Pericoli a rischio di capitomboli per i passanti. Le proteste corrono sui social, mentre i Municipi raccolgono le segnalazioni dei cittadini. «L’asfalto si sbriciola come niente sotto i piedi», scrive su Twitter un utente pubblicando una fotografia di via Bassini mezza allagata. «Ho dovuto attraversare delle piscine per tornare a casa», racconta un’altra ancora. «Voglio ringraziare il Comune di Milano — scrive Giordano su Facebook — per aver organizzato il più grande torneo mondiale di golf con 2.746.579 buche». Un’altra metafora sportiva la utilizza Fabrizio: «Da scooterista a Milano il nuovo sport è slalom tra le buche».
(fotogramma)(fotogramma)Viale Sarca
In alcune zone è persino difficile dribblare o aggirare le pozze con movimenti a zig-zag. Le strisce pedonali sono scolorite e sommerse d’acqua. Mentre sotto centimetri di pioggia annegano i binari dei tram.
«Le zone più critiche da noi, sia per quantità che per gravità delle buche, sono viale Forlanini, piazza Insubria, via Mezzofanti, viale Corsica e viale Ungheria in alcuni tratti lungo i binari tranviari», spiega l’assessora alla Mobilità del Municipio 4, Marina Melloni. Via Bramante e viale Coni Zugna sono tra le strade colabrodo del Municipio 1. «Serve massima attenzione e va comunicato chiaramente ai cittadini», spiega Lorenzo Pacini, assessore del Municipio 1. Gli assi di via Murat e via Lario sono tra i più colpiti in Zona 9. E una situazione particolarmente critica si è registrata soprattutto in via Lancetti, dove si è formato un lago d’acqua che ha sommerso i binari del tram, tanto che la corsia preferenziale è stata chiusa. Palazzo Marino fa sapere che qui la situazione è più complessa e necessita di un intervento di manutenzione straordinaria. Mercoledì si è svolto un sopralluogo per organizzare i lavori. «In questo caso — spiegano — i binari non sono recenti e il continuo passaggio dei tram ha prodotto una flessione dell’asfalto che progressivamente si è deteriorato. Si provvederà con la rimozione dell’asfalto e il successivo riposizionamento, con contestuale consolidamento dell’armamento tranviario e miglioramento del sistema di raccolta delle acque meteoriche. Questi lavori saranno effettuati nel corso del mese di marzo».
Circa la metà degli interventi sulle strade segnalate sono stati già effettuati, mentre gli altri sono programmati nei prossimi giorni. Mentre il Nuir (Nucleo Intervento Rapido) opera in emergenza in orario notturno e nei weekend. Colpevole dell’emergenza, pare banale dirlo, è la situazione meteorologica: una settimana di pioggia pressoché continua, dopo un lungo periodo di clima secco, ha reso il manto stradale più soggetto al formarsi di buche profonde. All’arrivo dell’allerta meteo che segnalava piogge prolungate, le squadre addette alla manutenzione ordinaria erano state preallertate per affrontare l’emergenza e intervenire in maniera tempestiva, soprattutto nelle situazioni più critiche. In media sono in strada dieci squadre con personale incrementato proprio per gestire l’allarme.
La continua pioggia, però, non facilita i lavori. In questa prima fase, i rattoppi sono di carattere temporaneo per rendere le strade percorribili e più sicure. Andranno ripetuti ad asfalto asciutto, perché il bitume bagnato non fa presa e tende a disgregarsi in breve tempo. Per mantenere l’enorme reticolo stradale, il Comune si è dotato diun sistema di gestione di segnalazioni con mappatura anche geografica degli interventi necessari in modo da poter programmare in maniere ordinata i lavori. Per dare un’idea del numero dell’impegno che necessitano le strade di Milano, l’ultimo report di Palazzo Marino riporta che dal 2020 al 2022 sono oltre 45 mila le buche che sono state cesellate.
Va all’attacco sul tema l’opposizione. Il problema, secondo il consigliere comunale di FdI Francesco Rocca, «è da collegare a un vero e proprio stato di cattiva manutenzione delle strade e della scarsa qualità dei materiali utilizzati». Anche la Lega per oggi ha annunciato un presidio «per denunciare lo stato di degrado del manto stradale milanese».
La colonna del Verziere è stata rimessa in Largo Augusto
Il Cristo torna in città.La statua, tra i simboli di Milano, è stata ricollocata sulla colonna del Verziere in Largo Augusto. Era stata momentaneamente rimossa per consentire il procedere dei lavori della metro M4. Il cantiere, infatti, sta per essere chiuso e la piazza verrà riaperta. Con la rimozione della statua il Comune aveva deciso di procedere alla restaurazione.
“Una curiosità, all’interno della colonna è stata ritrovata un’ulteriore colonna. Nessuno sapeva della sua esistenza. L’abbiamo scoperta soltanto quando abbiamo smontato la colonna del Verziere – ha spiegato l’architetto Luca Simi, direttore tecnico della M4 -. Con la soprintendenza abbiamo deciso che verrà collocata nelle vicinanze. Qui sotto, a circa 20 metri sotto, si torva il manufatto di scambio della metro. Ci consente di fare una circolazione a tre minuti sulla tratta San Babila-Linate“.
Milano – Centro Storico – Cantieri M4 ripristino arredo urbano largo Augusto: gennaio 2024
Eccoci nuovamente in Largo Augusto al Verziere per mostrarvi il nostro reportage fotografico dal cantiere per la riqualificazione del grande piazzale a due passi da San Babila.
Prosegue il montaggio dei pezzi della storica Colonna del Verziere con la statua del Redentore di largo Augusto. I pezzi del fusto della seicentesca colonna sono stati montati e saldati gli uni agli altri in attesa del ritorno del piedistallo e della statua del Cristo.
Invece il cantiere per il resto della piazza, al momento, pare essersi fermato o rallentato confronto alla volta scorsa, forse per concentrare le forze sul montaggio della colonna e probabilmente anche per le feste natalizie e di fine anno ancora in corso.
Passiamo ad un piccolo appunto che vorremmo sottolineare e giudicare meglio a fine lavoro. Stiamo parlando del brutto vizio di questa città di fare interventi “mirati” che spesso non coinvolgono l’intera piazza o via e così il rischio è sempre quello di avere una scarpa e una ciabatta invece di un bell’intervento. E’ questo il caso? Come si vede, la piazza è in fase di riqualificazione solo dove persisteva da anni il cantiere M4, ma l’altra parte, per il momento, non pare venire minimamente considerata, così il rischio sarà quello di avere una parte della piazza tappezzata da masselli in pietra spezzettati da colate d’asfalto e con la presenza di vecchi binari tranviari ormai in disuso da decenni e affogati nell’asfalto. Staremo a vedere.
Dopo una nottata d’acqua si registrano disagi in alcune zone della città. Via Lancetti è stata chiusa: modificata la circolazione dei mezzi pubblici
È bastata una notte di pioggia intensa per causare più di qualche disagio a Milano. Diverse strade si sono allagate, rallentando il traffico in alcune zone della città. I problemi maggiori si sono registrati nella zona settentrionale, dove l’acqua ha totalmente invaso via Lancetti, che è stata pertanto chiusa al traffico. Si segnalano zone con acqua alta sulla carreggiata anche sulla Circonvallazione.
L’Azienda trasporti milanesi (Atm) ha comunicato di aver modificato il servizio di queste linee che passano per quel tratto. Il tram 2 non fa servizio tra via Farini, via Ferrari e Bausan, ai viaggiatori si consiglia di usare la linea 92. Deviato anche i filobus 90, 91 e92, che nelle due direzioni faranno la fermata via Bernina sulla corsia laterale.
Maltempo anche nel resto della Lombardia. Con piogge in pianura e neve anche a basse quote. Nella giornata di oggi martedì 27 febbraio la Regione Lombardia ha emesso un’allerta meteo gialla nelle zone prealpine e un’allerta arancione in quelle montane. Interessate le province di Sondrio, Bergamoe Brescia.