L’uomo, 34 anni e originario di Palermo, secondo le ricostruzioni era ubriaco ed è stato bloccato dalla vigilanza. Mentre era immobilizzato si è sentito male e ha smesso di respirare. I vigilentes indagati per omicidio colposo
Un uomo, 34enne originario di Palermo, è morto poco prima dell’una di domenica notte in via Russolo,a Rogoredo, fuori dalla sede di Sky Italia. Secondo le prime informazioni la vittima, in stato di forte alterazione, avrebbe tentato dientrare all’interno degli uffici. L’uomo è stato fermato da due vigilantes che alla fine lo hanno atterrato è immobilizzato in attesa dell’arrivo della polizia.
In quei minuti però il 34enne si è sentito male e ha smesso di respirare. Le guardie, una in particolare che lo teneva a terra poco dopo si sono accorte del maloree hanno cercato di soccorrere e rianimare la vittima senza riuscirci. L’uomo è stato trasportato dal 118 al pronto soccorso dell’ospedale San Raffaele dove però è stato dichiarato il decesso. Sul caso è stata aperta un’indagine affidata alla squadra Mobile.La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo: i due vigilantes sono indagati.continua a leggere
Il cippato degli alberi caduti per il nubifragio viene conferito alla rete di teleriscaldamento
Il recupero del legno a Cesano Boscone (foto Comune)
Il nubifragio del 25 luglio ha devastato i parchi, sia a Milano sia nell’hinterland, “spazzando” via migliaia di alberi. Da Cesano Boscone, nell’hinterland sud-ovest del capoluogo, arriva una pratica virtuosa per riutilizzare gli alberi crollati nell’ottica dell’economia circolare. Diventeranno una fonte d’energia pulita.
Il cippato derivato dal taglio delle alberature è stato destinato all’impianto di teleriscaldamento del quartiere Giardino. Senza costi aggiuntivi per la collettività, il ritiro del cippato è effettuato da una società specializzata, incaricata da quella che gestisce la rete di teleriscaldamento. “Duplice l’obiettivo raggiunto. Da una parte riutlizzare legname, ramaglie e fogliame accatastati in seguito alla messa in sicurezza del territorio. Dall’altra risparmiare alla comunità la spesa per il loro smaltimento“, commenta l’assessore Marco Pozza, che ha la delega all’ambiente e alla manutenzione urbana.
Riaperto il parco Pertini – E, nel frattempo, sabato 5 agosto a Cesano Boscone sono stati riaperti il parco Pertini (tranne alcune aree ancora transennate) e il centro anziani (l’ingresso e il parcheggio), in seguito alle verifiche degli agronomi. È anche nuovamente consentita la fruizione degli spazi esterni della scuola d’infanzia Walt Disney e dell’asilo nido Garibaldi.
“Abbiamo voluto ripristinare almeno parzialmente il parco per restituire alla città un luogo di svago frequentato da molte famiglie“, spiega Salvatore Gattuso, vice sindaco con funzione di sindaco pro tempore: “Ringrazio i volontari, il personale comunale e la protezione civile per l’impegno dimostrato“. Gli altri spazi verdi saranno riaperti a mano a mano che le verifiche dei tecnici lo consentiranno.
A Milano un bando per riutilizzare il legno – Il Comune di Milano, intanto, ha già pubblicato un bando per il riutilizzo del legno recuperato dagli alberi caduti nel capoluogo, con l’obiettivo di non sprecare niente. Il legno potrà essere utilizzato per realizzare mobili e arredi (anche pubblici), nonché per la produzione di biomasse come fonte energetica naturale. “Vogliamo ridare nuova vita al legno raccolto affinché non sia un rifiuto ma una risorsa“, ha spiegato l’assessora milanese al verde Elena Grandi.
Giovanni Ferretti De Luca (Forza Italia): «Io grande nerazzurro, sono stato anche a Istanbul. Sala? Mai sentito. Berlusconi? Mi farebbe i complimenti»
«Se ho mai pensato che la mia città potesse ospitare uno stadio? Diciamo che l’ho sperato. E ora potrebbe accadere: banale dire che ne sono felicissimo». Giovanni Ferretti De Luca dal 2019 è il sindaco di Rozzano, il comune alle porte di Milano in odore di diventare il luogo che ospiterà il nuovo impianto dell’Inter, dopo che la Soprintendenza ha messo il vincolo sul Meazza e i nerazzurri hanno firmato un diritto di esclusiva per lo studio di fattibilità sull’area di proprietà di Infrafin sita in corrispondenza della Barriera Milano Ovest sulla Milano-Genova.
Lei sapeva di questa interlocuzione? – «Sì ero stato informato quando è cominciata all’inizio dell’anno».
Ha mai incontrato la dirigenza nerazzurra? – «Non ancora. Ma a settembre, dovendo loro effettuare questo studio di fattibilità, fisseremo degli incontri anche per individuare l’iter burocratico da seguire».
E quale sarà questo iter? – «Nulla di particolare: il Comune ha in approvazione il nuovo Piano di governo del territorio, che farà un passaggio in Consiglio comunale».
Serviranno adeguamenti agli indici volumetrici del Pgt per renderlo in linea con la legge Stadi e con il progetto di quell’area? – «In realtà no. Per quell’area erano già previste delle volumetrie e un indice di edificabilità particolarmente importanti. Il nostro Pgt è già coerente con questi numeri». continua a leggere
È accaduto lunedì mattina, poco dopo le 9. Chiuso il tratto compreso tra Lainate e il bivio con l’A9 in direzione dell’allacciamento con l’A4
È di 4 mezzi coinvolti, fra cui anche un tir, e di diversi feriti, il bilancio dell’incidente stradale lungo l’Autostrada dei Laghi A8.
L’incidente è avvenuto lunedì mattina, quando erano passate da poco le 9, all’altezza di Lainate.
È stato temporaneamente chiuso il tratto compreso tra Lainate e il bivio con l’A9 in direzione dell’allacciamento con l’A4.
Il Tir ha saltato la carreggiata – La dinamica è al vaglio della Polstrada Autolaghi ma dalle prime informazioni il mezzo pesante avrebbe effettuato un salto di carreggiata investendo direttamente un’auto e in seguito la barriera in cemento.
I feriti sono stati soccorsi da ambulanze e automediche coordinate da Areu metropolitana che ha inviato sul posto anche un elicottero sanitario; sul posto anche i vigili del fuoco del comando provinciale di Milano.
Dei feriti, il più grave è l’uomo alla guida dell’auto colpita dal mezzo pesante finito in codice rosso al Niguarda, mentre gli altri due, meno gravi ricoverati in codice giallo, uno all’ospedale di Legnano e l’altro al Sant’Anna di Como.
La coda di chilometri sulla A8 e sulla A9 – Società autostrade fa sapere che sul luogo dell’evento il traffico è bloccato e si registrano 8 km di coda verso Milano e 3 km verso Varese. Inoltre si registrano 5 km di coda in A9, in corrispondenza dell’immissione obbligatoria in A8 verso Varese.
Come aggirare la coda – Società autostrade consiglia, per chi viaggia da Varese verso Milano, di uscire a Busto Arsizio, di percorrere la Strada Statale 36 per raggiungere lo svincolo di Marcallo Mesero dove immettersi in A4 verso Milano. Percorso inverso per chi da Venezia è diretto a Varese.
Agli utenti provenienti da Como e diretti verso Milano si consiglia di percorrere l’A36 Pedemontana, quindi la Strada Statale 35 per raggiungere lo svincolo di Cormano dove immettersi in A4.
Percorso inverso per chi da Milano è diretto verso Como.
L’edificio di tre piani è all’interno di un caseggiato tra via Amatore Sciesa e via Anfossi. I Vigili del fuoco al lavoro con i cani molecolari per escludere la presenza di persone sotto le macerie e mettere l’area in sicurezza
La palazzina crollata su se stessa prima della mezzanotte era stata dichiarata inagibile, e dunque fortunatamente disabitata. L’edificio non è fronte strada ma all’interno di un caseggiato che non è stato necessario evacuare. Tra le ipotesi del crollo c’è anche la fuga di gas. Nella palazzina erano in corso dei lavori di ristrutturazione «per un rinforzo statico». Alcuni testimoni riferiscono di aver sentito due boati prima del crollo. I vigili del fuoco, insieme con i soccorritori del 118 e la Polizia di Stato sono al lavoro con i cani molecolari per escludere la presenza di persone sotto le macerie. «C’era puzza di gas, poi all’improvviso ho sentito un rumore come se fosse venuta giù una vetrata». È quanto racconta una residente di via Amatore Sciesa. «Prima ho sentito come una fuga d’acqua e affacciandomi ho visto della polvere nel cortile interno. Dopo dieci minuti ho sentito un rumore di qualcosa che cadeva, come quando si svuota il vetro nella spazzatura. Dopo trenta secondi, il boato molto forte del crollo»: questo il racconto un altro testimone, Fabrizio, che vive in un appartamento con affaccio sul cortile dove questa notte è crollata una palazzina in ristrutturazione. I lavori, ha riferito, erano iniziati da un paio di settimane. Poi poco prima di mezzanotte i rumori e il boato del crollo della palazzina che è praticamente implosa. «Mi sono spaventato» ha aggiunto.
Il progetto risale al 2005, le prime sei fermate sono state aperte a novembre
Un aereo di 20 metri viaggia sopra piazza San Babila. DirezioneLinate, sospeso immobile a quattro metri e dieci d’altezza a simboleggiare la vicinanza tra il cuore storico della città e l’aeroporto cittadino la cui distanza da oggi si accorcia a 12 minuti. LaM4, quinta linea del metrò che unirà l’Ovest all’Est, lo scalo Forlanini e San Cristoforo, arriva finalmente in centro.(Qui le modifiche ai percorsi dei bus).
Variazioni di percorso, nuove linee e modifiche. Il caso della 73: protesta dei residenti sotto Palazzo Marino
Con l’inaugurazione della nuova tratta della M4 (linea Blu), che permetterà di raggiungere Linate in meno di un quarto d’ora dal centro di Milano, cambia anche la mobilità di superficie. Atm sta riorganizzando le corse con l’obiettivo di evitare sovrapposizione con la metropolitana. Ecco le modifiche.
Le nuove linee dei bus – Da mercoledì, per 13 linee sono previste variazioni di percorso e corse aggiuntive così da garantire i collegamentitra le diverse zone della città e la connessione tra le fermate di superficie e la rete metropolitana. Nascono tre nuove linee: il bus notturno NM4 che sostituisce di sera la metropolitana da Linate al centro città, ilbus 85 che collega piazza Napoli con Cadorna e San Babila in sostituzione di un tratto che era percorso dalla linea 61 e la festiva 903 in servizio tra i comuni di San Donato, Peschiera Borromeo e Segrate. Verrà potenziato il bus 88con nuove corse alternate per via dell’Aviazione e per Linate paese creando un nuovo collegamento con l’ospedale Monzino.
Le linee prolungate – Saranno prolungati i percorsi di alcune linee: il bus 34 nel quartiere Fatima continua le corse da via Chopin fino a via Amidani; la linea 54 dal nuovo capolinea di Dateo M4 prosegue oltre Lambrate fino a Cascina Gobba M2 in sostituzione della linea 75; il bus 60 prolunga da largo Augusto a piazza Diaz/Duomo M1-M3. Inoltre la linea 901 prolunga il percorso da Peschiera Borromeo creando un nuovo collegamento con Dateo M4 oltre a San Donato M3, integrata da un nuovo percorso della linea 902. I bus 38, 45, 61, 66, 77 e 84 cambiano i loro percorsi evitando le sovrapposizioni con la M4 e le altre linee di superficie. L’attuale linea 73 resta invece in servizio solo tra Linate Aeroporto e San Felicino, dove prende il nuovo nome di 973.
Le proteste per la 73 – C’è però chi si oppone a queste modifiche, in particolare a quelle relative alla linea 73. Lunedì un presidio di cittadini ha protestato sotto Palazzo Marino, esponendo lo striscione «La 73 non si tocca». «Non tutti possono farsi un chilometro di strada a piedi per raggiungere la fermata della nuova metro Forlanini – ha raccontato Cecilia De Santis, abitante della zona -. Inoltre ci sono tutte quelle persone che salgono sul bus con la carrozzina che ora sono facilitati e invece i tram, come il 27, che verranno potenziati hanno i gradini molto alti». C’è anche chi abita a Novegro e si lamenta dei molti mezzi che ora dovrà prendere: «Mio figlio di 17 anni frequenta un liceo scientifico in viale Campania – ha raccontato una residente – e ora dovràprendere una navettache lo porta in aeroporto, poi scenderà aprendere la metro, fermandosi alla fermata Repetti e infine salirà sulla 27: ora invece prende solo il 73».
La parte iniziale del mezzo pubblico è uscita dai binari. Una donna è stata portata in codice giallo in ospedale
Milano, 03 luglio 2023
Un tram della linea 15 è uscito dai binari alle 15.30 in piazza Abbiategrasso: per motivi ancora da accertare, la parte iniziale del mezzo pubblico è deragliata, sembra senza il coinvolgimento di altri veicoli. Il conducente e alcuni passeggeri, compresa una donna di 80 anni, sonorimasti contusi nell’incidente: stando alle prime informazioni, nessuno di loro avrebbe riportato gravi conseguenze; sul posto sono intervenuti i sanitari di Areu con diverse ambulanze per prestare le prime cure e valutare la necessità di un passaggio in pronto soccorso. Dopo l’uscita dai binari, un pezzo di pantografo, il dispositivo che trae dalla linea aerea l’energia elettrica per alimentare il tram, è caduto su una macchina parcheggiata. In piazza Abbiategrasso sono arrivati anche gli agenti della polizia locale per ricostruire l’accaduto.
Il tram che procedeva in direzione centro città ha urtato un albero all’angolo tra piazza Abbiategrasso e via Medeghino: i rami hanno colpito il pantografo del mezzo che procedeva in senso opposto, che si è rotto ed è caduto su un’auto. Una passeggera del tram è stata trasportata al Policlinico in codice giallo, mentre il conducente è stato accompagnato in codice verde al pronto soccorso del San Carlo, così come un’altra passeggera. Altre tre donne sono state trasportate in codice verde all’Humanitas.
I consumi elettrici crescono di oltre il 35% e mezza città finisce al buio
Il caldo soffocante è iniziato. L’afa imperversa per tutto il giorno su gran parte del paese e gli italiani iniziano ad accedere i condizionatori che hanno in casa cercando un po’ di refrigerio. Il consumo di energia elettrica inizia a schizzare verso l’alto fino ad arrivare al punto di rottura causando dei black out improvvisi. La città più colpita dai black out in questi primi giorni di caldo è Milano.
BLACK OUT A MILANO – Lunedì 26 e martedì 27 giugno si sono registrati i primi blocchi all’elettricità in alcune zone della città. Unareti, l’azienda che si occupa della distribuzione della corrente in città ha confermato che rispetto “alla prima metà di giugno si registra una crescita superiore al 35% dei consumi di energia a Milano con il picco registrato il 26. A soffrire maggiormente è stato il Municipio 2 come segnala il Corriere della Sera, con le zone della Stazione Centrale, Turro, Gorla e Crescenzago che sono rimaste a lungo al buio.
Ovviamente la gente si è riversata su Twitter, almeno finché è durata la carica dello smartphone, per commentare quanto stava succedendo in città. C’è chi scegli la strada contraria al progresso scrivendo “E poi vogliamo le auto elettriche per fare i moderni”, chi fa la cronaca di una giornata trascorsa al buio tra lavoro perso e cena a lume di candela e chi ironizza “se continua durante Temptation Island non rispondo di me”.
Nella serata dimartedì 27 giugno le segnalazioni di black out a Milano hanno riguardato quartieri come Città Studio, Lambrate, Isola, Bicocca ma anche via Ripamonti e la zona del Vigentino. Nonostante quello che possa pensare l’utente che si riversa su Twitter la colpa del black out non è legata alla diffusione dell’auto elettrica in città, quanto dell’uso dei climatizzatori per combattere le ondate di calore, come sottolineano da Unareti. Infatti i condizionatori necessitano di molta energia elettrica che sovraccarica improvvisamente e per lungo periodo alcune centraline della città. La società elettrica riporta che sta proseguendo negli investimenti con una spesa di oltre 1 miliardo di euro, per aumentare la resilienza della rete elettrica.
UNA TREGUA DAL METEO – Fortunatamente ad aiutare le centraline elettriche potrebbe pensarci il meteo con uncalo delle temperaturee il passaggio di una perturbazione che dovrebbe portare pioggia sulla città di Milano soprattutto nella giornata di venerdì 30 giugno con le temperature massime previste che non dovrebbero superare i 25 gradi. In altre città italiane la situazione dei black out appare più contenuta. Alcune segnalazioni di lunghi periodi al buio arrivano da Torino anche in questo caso causati dall’uso di condizionatori.
Il riconoscimento è stato assegnato da Airport Council International-Europe, l’associazione di categoria, durante il congresso annuale a Barcellona
Lo scalo dopo il restyling
I controlli di sicurezza di ultima generazione, l’introduzione della biometria, il restyling e i progetti sulla sostenibilità ambientale valgono all’aeroporto di Milano Linate il premio di migliore scalo d’Europa nel 2023tra quelli con 5-10 milioni di passeggeri all’anno. Il riconoscimento è stato assegnato da Airport Council International-Europe, l’associazione di categoria, durante il congresso annuale che si è svolto a Barcellona, in Spagna. La giuria internazionale ha riconosciuto al city airport milanese un «importante lavoro» «sul tema della sostenibilità e della decarbonizzazione del settore aeroportuale». Non solo per l’impegno alle emissioni nette pari a zero nel 2030, vent’anni prima di quanto stabilito dal settore, con gli investimenti sui carburanti alternativi e l’idrogone, ma anche per l’accessibilità «green»al terminal grazie alla linea 4 della metropolitana.
A concorrere al riconoscimento è stata anche la parte relativa all’esperienza del passeggero. Che ha visto una riduzione dei tempi — e dello stress — con l’installazione dei macchinari in grado di effettuare una vera e propria Tac a trolley, zaini, borse: le immagini tridimensionali e ad alta risoluzione del bagaglio evitano al viaggiatore di aprirlo per mostrare ai varchi liquidi, creme, computer portatili o tablet depositati all’interno.
L’altro elemento apprezzato è la presenza dei dispositivi per il «faceboarding», la tecnologia che consente al passeggero di usare il proprio volto come documento di identità e allo stesso tempo carta d’imbarco tenendo in tasca quelli di carta.
L’uomo era in sella alla sua bici sulla ciclabile tratteggiata a terra con la vernice, poi la svolta all’incrocio. È stato trasportato incosciente, in codice rosso e in pericolo di vita all’ospedale di Niguarda.
L’abitacolo dell’auto è invasa dai vetri. Il parabrezza è andato in mille pezzi. Il cofano della piccola utilitaria sembra essere stato quasi schiacciato. La bicicletta, incredibilmente integra, è sul selciato a una ventina di metri di distanza. L’ambulanza si avvia d’urgenza verso l’ospedale Niguarda. Trasporta un 46enne peruviano, residente a Cologno Monzese, in condizioni critiche. È l’ennesimo ciclista coinvolto in un grave incidente stradale a Milano.
Lo scontro è avvenuto poco dopo le 17 di lunedì 26 giugno, in fondo a viale Monza, all’ingresso in città da Sesto San Giovanni. È dall’hinterland nord che arriva il ciclista. Si muove sulla ciclabile tratteggiata a vernice a terra. Poi si sposta sulla destra, all’incrocio con via Pindaro, per svoltare a sinistra. L’automobile si muove lungo il viale in direzione opposta, verso la periferia. Centra in pieno l’uomo in biciletta, che vola sul cofano e il parabrezza, mentre la bici rimbalza avanti.
«Era nascosto, è sbucato all’improvviso», avrebbe detto il giovane guidatore della vettura che dopo l’urto si è fermato a prestare soccorso. Sul posto si sono precipitate un’ambulanza e un’automedica. Al loro arrivo il ferito non era cosciente. Dopo averlo stabilizzato e intubato, lo hanno accompagnato in codice rosso al Niguarda: la prognosi per lui è riservata. Presenti sul luogo dell’incidente anche gli agenti della Polizia locale per i rilievi necessari a stabilire l’esatta dinamica del sinistro. Andrà capito in particolare il rispetto da parte dei due mezzi coinvolti del semaforo: in quell’incrocio, infatti, la svolta a sinistra è regolamentata da un semaforo dedicato. E andrà verificato anche se il sistema di segnalamento era in funzione: alcuni passanti riferiscono che un’ora prima dello scontro, il semaforo a quell’incrocio fosse spento.
L’incidente avviene a pochi giorni da quello che ha ucciso la 60enne Alfina D’Amato, travolta giovedì 22 giugno in piazza Durante da una betoniera. Al semaforo, la donna si era affiancata al mezzo pesante, finendo però nell’angolo cieco del guidatore che al momento della svolta non ha visto la ciclista. Alfina D’Amato era poi morta in ospedale: viveva in viale Monza, a neanche un chilometro dal luogo dello scontro.
Sabato 24 giugno il corteo arcobaleno colorerà la città: una festa di libertà che parla di inclusività, diritti, democrazia e autodeterminazione
Milano, 23 giugno 2023
Milano è pronta a tingersi dei colori dell’arcobaleno. Domani,sabato 24 giugno, andrà in scena la parata del Pride, evento dell’orgoglio LGBTQIA+. Quale sarà il percorso? E gli orari? Le strade chiuse? Ma soprattutto, chi parteciperà all’evento conclusivo all’Arco della Pace? Ecco tutte le informazioni.
La parata – E’ ormai arrivato al culmine il mese arcobaleno di Milano. Dopo gli incontri, le mostre, gli spettacoli e le iniziative diffuse per tutta la città durante il Pride Month 2023, va in scena la parata, la grande celebrazione di libertà, aperta a tutti, che parla di inclusività, diritti, democrazia e autodeterminazione.
Percorso e orari – Il percorso della parata sarà lo stesso dello scorso anno.
Ore 15: concentramento in Via Vittorio Pisani, davanti a Stazione Centrale
Ore 16: partenza del corteo da piazza Repubblica. Proseguirà, poi, lungo viale Monte Santo, passerà per i Bastioni di Porta Nuova, per piazza XXV Aprile, per i Bastioni di Porta Volta e viale Elvezia, fino all’Arena Civica.
Ore 18.30: la Parata a piedi arriva in Arco della Pace
Dalle 18.30 alle 24: all’Arco della Pace grande evento finale
L’evento all’Arco della Pace – All’ombra dell’Arco della Pace, è stato allestito il grande palco che ospita l’evento finale, con inizio previsto alle 18.30. La serata, che proseguirà fino a mezzanotte circa, prevede innanzitutto la presenza delle associazioni, le rivendicazioni della comunità Lgbtqia+e isaluti delle istituzioni, oltre che momenti di approfondimento politico, con la presenza di attivisti esteri che racconteranno lo stato dei diritti nei loro paesi, in Europa e non. Non mancheranno poi momenti di intrattenimento e musicaper cantare e ballare fino a tardi grazie agli artisti che, come ogni anno, partecipano all’evento a titolo gratuito.
L’evento finale arà trasmessoin streaming sul canale Youtube del Milano Pride per coinvolgere anche chi non ha potuto partecipare o chi è lontano. L’intero evento prevede il servizio di interpretariato in LIS.
Gli ospiti – Numerosi gli ospiti all’evento conclusivo. Ad accompagnare la serata, unastaffetta di conduttori composta da Marta Pizzigallo, Alessio Viola, Elena Di Cioccio, Paolo Camillie Victoria Cabello.
Tra gli artisti che si alterneranno sul palco, ci saranno Baby K, Orietta Berti, Malika Ayane, i Coma_Cose, Ariete, Angelina Mango, Kaze, Antonino, i Santi Francesi, BigBoy, Ginevra, Italy Bares, Ethan, Kaput, MyDrama, Yosef, Evra, Blue Phelix, Osvaldo Supino, Matteo Romano, Luigi Strangis, Protopapa con Drama.Sono previsti inoltre tra gli ospitiDaniele Gattano, Debora Villa, Valentina Petrillo, Stefania Rocca, Francesca Cavallo e Simone Alliva. E’ inoltre prevista una impact performance curata da Angelo Cruciani ispirata al dialogo e alla rigenerazione del rispetto.
Iniziano oggi alle 15 i funerali di Stato di Silvio Berlusconi, nel Duomo di Milano. Alla cerimonia parteciperà il governo al completo, decine di sindaci di Forza Italia e le delegazioni di Milan e Monza. Ci saranno Schlein, Renzi, Calenda e Bossi, assente Conte. Dall’estero Gentiloni verrà in rappresentanza dell’Ue, presente anche Orban
• Iniziano oggi alle 15 i funerali di Stato di Silvio Berlusconi, morto all’età di 86 anni il 12 giugno all’ospedale San Raffaele. • Il feretro arriverà alle 14.50 con il picchetto d’onore all’esterno della Cattedrale. • I varchi sono operativi dalle 10, due i maxischermi allestiti sulla piazza. • Ai funerali parteciperanno il presidente della Repubblica Mattarella, la premier Meloni, il governo al completo, decine di sindaci di Forza Italia e le delegazioni di Milan e Monza. Ci saranno Draghi, Schlein, Renzi, Calenda e Bossi, assente Conte. Dall’estero Gentiloni verrà in rappresentanza dell’Ue, presente anche Orban(qui la lista completa)
Il leader di Forza Italia si trova nello stesso ospedale da cui era stato dimesso lo scorso 19 maggio dopo un mese e mezzo di degenza. Non si trova in terapia intensiva. Tajani: “Controlli previsti”
Silvio Berlusconi è stato di nuovo ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano, la stessa struttura nella quale era stato ricoverato lo scorso 5 aprile (prima in terapia intensiva e poi in un reparto ordinario) e dalla quale era stato dimesso lo scorso 19 maggio, 45 giorni dopo.
REPARTO Q1 – A quanto si apprende, il leader di Forza Italia è arrivato al San Raffaele nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 9 giugno, accompagnato dalla scorta. Si trova nel reparto Q1 (lo stesso della scorsa degenza), ma non è ricoverato in terapia intensiva. Questo nuovo ricovero giunge inatteso: per domani ad Arcore era stata invitata la delegazione di Forza Italia al Governo per una ripresa a tempo pieno in prima persona dell’attività politica dell’ex premier. Il ministro degli Esteri, Tajani, però, precisa: “Sono controlli che erano già assolutamente previsti, sono stati soltanto anticipati di qualche giorno”.
Una ventina gli interventi dei vigili del fuoco nella notte. Tra le zone più colpite dal nubifragio i quartieri di Isola-Maggiolina, Città Studi e San Siro. Disagi anche ad Arconate e San Giuliano, nel Milanese
Milano, 7 giugno 2023
Alberi caduti, strade e cantine allagate, decine di interventi dei vigili del fuoco nella notte a causa di una bomba d’acqua che ha colpito Milano e l’hinterland provocando disagi alla viabilità e danni in alcune abitazioni. Attorno alle 4.30 del mattino un violento temporale si è abbattuto sulla città, facendo registrare fino a 70 millimetri di pioggia. Tra le zone più colpite i quartieri di Isola-Maggiolina, Città Studi e San Siro. Investito dal violento nubifragio anche il Comune di Arconate, nel Milanese.
I problemi maggiori hanno riguardato la zona Nord-Ovest di Milano e in particolare Corbetta, dove si sono registrati diversi allagamenti di scantinati e cantine. Una ventina, circa, gli interventi dei vigili del fuoco durante la notte, mentre questa mattina i vigili del fuoco sono al lavoro in una palazzina di San Giuliano in fase di ristrutturazione, nella quale si sono allagati alcuni appartamenti. Le previsioni meteo prevedono una tregua, nelle prossime ore infatti il cielo sarà coperto o poco nuvoloso ma non dovrebbero verificarsi altri rovesci di forte intensità.
Danni a causa del maltempo anche nel Varesotto, in particolare sulla zona del Verbano. Nella tratta fra Luino e Laveno Mombellola circolazione ferroviaria è stata interrottaquesta mattina alle 5, orario di passaggio dei primi convogli, a causa dei detriti di diversi smottamenti finiti sui binari, in particolare all’imbocco della galleria Laveno fra Porto Valtravaglia e Laveno Mombello
Si cerca un gestore per il PalaAgorà. Per l’Argelati si prospetta un destino simile a quello del Lido. Si cerca un partenariato pubblico-privato
L’estate avrà a Milano qualche disagio in più, soprattutto per chi resta in città. Nel corso di una commissione Sport a Palazzo Marino con l’assessora competente Martina Riva e Rosanna Volpe, presidente di MilanoSport, che ha in gestione i centri sportivi comunali, sono state annunciate alcune novità.La prima è che non aprirà affatto per la stagione calda la piscina Argelati, ai Navigli, per la quale il Comune ha ricevuto una manifestazione di interesse per la riqualificazione: «Il ragionamento fatto è simile a quello del Lido», ha spiegato Riva, secondo cui «non è più pensabile avere un centro balneare aperto solo tre mesi all’anno. Abbiamo la certezza che c’è già un soggetto privato che lo terrà aperto 365 giorni l’anno, per cui valuteremo la proposta, dopodiché ci sarà la gara».
Proprio il poter usufruire delle piscine per l’intero anno è l’obiettivo dell’amministrazione che sta lavorando per sostenere il partenariato pubblico-privato «anche perché i costi sarebbero insostenibili per il Comune». E visto che la Argelati insiste in un contesto «particolarmente difficile» – lì c’è anche una cascina per cui si attende da anni una riqualificazione – il Comune sta cercando con il terzo settore soluzioni affinché i bimbi che la frequentano possano ugualmente avere la possibilità di fare attività sportiva in estate. A luglio chiuderà anche la piscina Suzzani, in zona Ca’ Granda, ristrutturata prima del Covid, perché dovranno essere portati a termine i lavori edili e di impiantistica (soprattutto per quanto riguarda la sicurezza antincendio) che si sono fermati proprio per la pandemia. La riapertura è prevista non prima del 2025.
Il terzo centro sportivo che chiuderà — da ottobre — è il Saini, in zona Forlanini, che resterà chiuso almeno fino alla fine del 2025: l’intenzione è di farlo riaprire in tempo per le Olimpiadi Invernali. Da ottobre, il Saini passerà nelle mani dell’Università Statale che, con 36 milioni di euro — di cui 12 dal ministero dell’Università e altri 22 da Regione Lombardia — si occuperà della riqualificazione: oltre all’adeguamento degli impianti, ci saranno lavori di efficientamento energetico e saranno implementati i sistemi informativi. Poi verrà realizzata una parete per l’arrampicata e un percorso fitness per la terza età. «Chiudere il Saini senza un cronoprogramma dei lavori è una follia che mette in luce un totale incapacità gestionale dell’amministrazione», insorge il capogruppo della Lega Alessandro Verri.
Buone notizie invece per il PalaAgorà di via dei Ciclamini, unico impianto del ghiaccio in città e chiuso ormai da mesi: il Comune è in cerca di un gestore temporaneo che faccia da «ponte» verso una gestione definitiva che si intesti la riqualificazione, il cui costo si aggira sui 10 milioni d euro.
Il cedimento è avvenuto nella notte: l’edificio era stato dichiarato inagibile dopo il rogo
San Donato Milanese (Milano) – 14 maggio 2023
Nessun ferito, ma attimi di paura, nella notte a San Donato, dov’è crollata la palazzina di via Adige che giovedì era stata interessata da un incendio e perciò dichiarata inagibile.
L’edificio, che comprende un’autofficina e le abitazioni del proprietario della stessa, è come imploso su se stessodopo i danni provocati dal rogo dei giorni scorsi.
La dinamica del rogo – L’incendio era partito proprio dall’officina. Un’auto caricata su un ponte di lavoro ha preso fuoco; il personale ha cercato di domare le fiamme, quando si è verificato il crollo di una soletta dal soffitto. Mentre erano in corso le operazioni di spegnimento delle fiamme da parte dei pompieri – arrivati sul posto con cinque mezzi -, due persone rimaste lievemente ferite, un 61enne e un 67enne, sono stateaccompagnate in ambulanzaal vicino ospedale di San Donato, per accertamenti. A supportare le operazioni di soccorso Croce rossa, Protezione civile, carabinieri e polizia locale.
Lo sgombero preventivo – In seguito all’episodio – e agli scricchiolii che alcuni residenti del quartiere sostenevano di sentire provenire dalla palazzina inagibile – gli occupanti delle abitazioni vicine sono stati fatti sgomberare, per motivi precauzionali, mentre la strada sulla quale si affacciava l’edificio è stata chiusa al traffico.
Il crollo non ha dunque provocato feriti né, come comunicato dalla polizia locale di San Donato, ha interessato le proprietà limitrofe. I vigili del fuoco, intervenuti per un sopralluogo, non hanno riscontrato il rischio di ulteriori cedimenti. Nella giornata di domani, lunedì 15 maggio, sono previste nuove verifiche tecniche; si dovrà poi provvedere alla rimozione delle macerie.
San Donato, grosso incendio in via Adige: va a fuoco un’autofficina
In quartiere Certosa sono intervenuti i pompieri, i soccorritori e forze dell’ordine
San Donato Milanese (Milano), 11 maggio 2023
Attimi di paura e unavistosa colonna di fumo, visibile anche dalla via Emilia. Sono questi i contorni dell’incendio divampato nella mattinata di oggi a San Donato, in un’autofficina di via Adige, nel quartiere Certosa. In fase di accertamento le cause del rogo, che per fortuna non ha provocato feriti. L’allerta è scattata alle 11.30, quando sul posto si sono precipitati i mezzi dei vigili del fuoco.
A supporto, Croce rossa, carabinieri e Protezione civile. Sul posto anche gli agenti della polizia locale, per regolare la viabilità nell’area interessata dall’incendio. In particolare, per tutta la durata dei soccorsi è stato bloccato l’accesso alla zona per i veicoli in arrivo da via Adda; la circolazione è tornata alla normalità alle 14.
Proprio negli stessi minuti un altro furioso incendio stava tenendo impegnati i vigili del fuoco e le forze dell’ordine a Milano, in zona Porta Romana, dove in via Pier Lombardo un furgone che trasportava bombole di ossigeno è esploso e ha preso fuoco.
Le forze dell’ordine hanno caricato i manifestanti che da 5 giorni chiedevano aumenti salariali fuori dal magazzino di Pieve Emanuele, in provincia di Milano
Si è concluso con 5 operai feriti il picchetto dei lavoratori della logistica del magazzino Coop di Pieve Emanuele, in provincia di Milano, che da 5 giorni manifestavano per chiedere aumenti salariali. I dimostranti, riuniti sotto le bandiere di Cisl e Sì Cobas, sono stati caricati dagli agenti della polizia di stato nel tentativo di allontanarli dall’ingresso dello stabilimento. Sul posto sono intervenuti i soccorritori della croce rossa, che hanno medicato i 5 contusi.
Milano, tensione ai cancelli dei magazzini Coop di Pieve: sgomberato picchetto Si Cobas – Il Fatto Quotidiano
Milano, la linea rossa è aperta normalmente nelle tratte Sesto-Pagano-Rho. Bus sostitutivi tra Qt8 e Bisceglie. Rallentamenti su tutta la linea
Milano, 5 maggio 2023
Forti disagi stamattina, venerdì 5 maggio, per chi si sposta in metropolitana a Milano. La linea rossa M1 è chiusa tra le stazioni di Bisceglie e Pagano con conseguenti ripercussioni sul traffico cittadino.
Secondo quanto reso noto da Atm, il blocco della circolazione è dovuto ai soccorsi per una persona che avrebbe tentato un gesto estremo gettandosi sui binari nella stazione di Inganni. La tratta è comunque servita da bus sostitutivi, in particolare tra Qt8 e Bisceglie. La linea rossa è inveceaperta normalmente nelle tratte Sesto-Pagano-Rho. La società di trasporti milanese avvisa di possibili maggiori possibili attese e rallentamenti dei treni su tutta la linea.
Anche ieri si è verificato uno stop alla linea rossa, che è rimasta bloccata per circa tre quarti d’ora, dalle 7.15 alle 8. La causa? Un guasto tecnico che ha comportato la sospensione della circolazione dei treni su tutta la linea M1. Solo dopo le 8 la situazione è lentamente tornata alla normalità.
⚠️ M1: è chiusa tra Bisceglie e Pagano dopo un tentativo di suicidio. Sono in arrivo bus. I treni possono essere rallentati sul resto della linea. Seguono aggiornamenti. pic.twitter.com/uvbSalpbMi
— Azienda Trasporti Milanesi (@atm_informa) May 5, 2023
Stagione termica modificata dal decreto Cingolani: nella Zona E attivazione dal 22 ottobre al 7 aprile. Ma Palazzo Marino con una delibera aveva stabilito la partenza dal 3 novembre
Silvio Berlusconi non sarà dimesso oggi, mercoledì 29 marzo, dall’ospedale San Raffaele di Milano dove il leader di Forza Italia si trova ricoverato per dei controlli. Si prolunga così il ricovero per l’ex premier arrivato lunedì sera al nosocomio milanese, probabilmente per un episodio di aritmia.
A quanto si apprende, infatti, il leader azzurro potrebbe essere dimesso domani giovedì 30 marzo in tarda mattinata.
Il figlio minore di Silvio Berlusconi, Luigi, è arrivato intorno all’una e quaranta all’ospedale per fare visita al padre. Oltre la cancellata di via Olgettina 60, si vedono solo l’auto di scorta e una dei Carabinieri. Martedì, in visita al leader di Forza Italia, era andato il fratello Paolo.
È successo ieri sera, poco prima delle otto in zona Morona, le fiamme sono divampate all’interno del magazzino
Le fiamme si sono levate all’improvviso all’interno del magazzino. Forse per un corto circuito, forse di natura dolosa, saranno i tecnici dei vigili del fuoco a stabilirlo. L’intervento dei pompieri, allertati da alcuni vigilantes che sorvegliano la zona, ha evitato che si propagassero all’intero edificio.
Danni rilevanti – È accaduto ieri sera, poco prima delle 20 all’interno di un’azienda per la produzione di abrasivi flessibili per la levigatura di superfici che sorge in zona Morona alla periferia nord ovest della città. Scattato l’allarme i Vigili del fuoco sono intervenuti in forze sul posto per domare le fiamme. Secondo una nota stampa diffusa oggi pomeriggio, nonostante l’intervento dei pompieri, la struttura dello stabile ha subito danni rilevanti, tra cui vetrate in frantumi, quadro elettrico bruciato e materiale in fiamme. Le cause? Sempre secondo il comunicato non è da escludere la matrice dolosa o accidentale. Dai primi accertamenti non risultano feriti o danni materiali alle attività circostanti.
Paura a Milano nel pomeriggio di martedì 31 gennaio per un principio d’incendio a un treno dell’alta velocità.
E’ successo verso le sei di pomeriggio in Stazione Centrale, presso il binario 9. Il treno è stato evacuato immediatamente. Nessuno è rimasto ferito, secondo quanto riferisce Areu (Agenzia regionale emergenza urgenza). Sul posto le ambulanze del 118 e i vigili del fuoco, oltre al personale della polizia ferroviaria.
Per fortuna nessuno è rimasto ustionato o intossicato
Milano 17 gennaio 2023
Paura all’alba di martedì mattina per una famiglia con una bambina di quattro anni, che era tra le circa 20 persone che sono state fatte evacuare dai vigili del fuoco dopo che sul tetto del palazzo storico di via Manzoni 45 è scoppiato un incendio.
Sul posto, intorno alle 5.20, sono accorsi cinque mezzi dei vigili del fuoco e il 118. Una donna di 30 anni, un uomo di 61, un’altra signora di 57 e la bimba sono stati soccorsi, ma non c’è stato bisogno di trasferire nessuno di loro all’ospedale.
A circa due ore dallo scoppio del rogo, che è stato domato, i vigili del fuoco stanno ancora effettuando le ultime operazioni per la messa in sicurezza del palazzo. Le fiamme, scoppiate per motivi ancora da accertare, hanno coinvolto il tetto dell’edificio di cinque piani e si sono estese anche al civico 43, causando ingenti danni.
Milano, incendio in un palazzo storico: bruciato il tetto, danni ingenti –Local Team
Lo storico negozio di corso Magenta abbasserà per sempre la saracinesca. Mario Buscemi: “Il giro d’affari si è ridotto a un decimo rispetto ai tempi d’oro. Fino agli anni Novanta andava tutto bene, poi è iniziata la rivoluzione degli mp3”
Buscemi Dischi
A contribuire a scrivere la parola fine sui 50 anni di storia di Buscemi Dischisarebbe stata la più imponderabile e al tempo stesso concreta delle ragioni: la comodità. “Un peso nella decisione ce l’ha anche la concorrenza di sistemi come Amazon: i prezzi online non sono più a buon mercato come prima, ma è obiettivamente comoda la possibilità di poter fare acquisti direttamente da casa“. A parlare è Mario Buscemi, titolare dello storico negozio milanese all’angolo tra via Terraggio e corso Magenta, che chiuderà i battenti tra qualche mese, nel marzo del 2023. Nel suo tono di voce non si scorge né rabbia né rassegnazione, bensì una sorta di presa di coscienza filosofica, quasi che la vita sia una questione di eventi ineluttabili: tutto ha un inizio e tutto ha una conclusione.
“Intanto ho ormai una certa età, ho settant’anni“, dice, come a voler sostenere che c’è un tempo per tutto. Ma l’anagrafe è un dettaglio ininfluente sulla vicenda, come peraltro conferma lui stesso subito dopo: “Il mercato è quello che è, si vende sempre di meno, non conviene più mantenere un negozio di dischi“. continua a leggere
Con il Bologna vietati striscioni, megafoni, bandiere e tamburi
Dopo lo svuotamento ‘forzato’ della curva Nord dell’Inter sabato scorso, all’arrivo fra i tifosi della notizia dell’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà, la Questura di Milano ha deciso di ‘silenziarla‘.
La decisione è stata presa dal Gruppo operativo di sicurezza della Questura, anche su indicazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.
La curva Nord dell’Inter potrà anche essere piena di tifosi ma per la partita contro il Bologna del prossimo 9 novembre alle 20.45 allo stadio Meazza, non potranno entrare “striscioni, bandiere, megafoni e tamburi“. Si legge nella nota ufficiale della questura di Milano che ha emesso il provvedimento. Quattro ultras sono stati raggiunti da Daspo che vanno da uno a 5 anni. Il divieto ha un carattere di unicità per la modalità scelta, in passato era stato deciso di “chiudere” la curva in risposta a gesti razzisti nei confronti dei calciatori.
L’agguato davanti all’abitazione del 69enne in via Fratelli Zanzottera, al quartiere Figino, nell’estrema periferia Ovest di Milano. Esplosi cinque colpi. Alla notizia della morte di Boiocchi, i tifosi hanno abbandonato la Curva Nord del Meazza
Il capo ultrà dell’Inter Vittorio Boiocchi, 69 anni, è morto dopo una sparatoria a Figino, alla periferia Ovest di Milano. L’uomo, che aveva trascorso in carcere 26 anni complessivi, era sorvegliato speciale. L’agguato è avvenuto alle 19.50 in strada in via Fratelli Zanzottera, non lontano da dove abitava Boiocchi. Sul posto è intervenuto anche l’elisoccorso del 118.
Il 69enne è morto durante il trasporto all’ospedale San Carlo. Verso di lui sono stati esplosi almenocinque colpi proprio mentre rientrava a piedi a casa, poco prima della partita Inter-Sampdoria allo stadio San Siro. Tre proiettili lo hanno raggiunto al torace e al collo. Al momento non ci sono testimoni della sparatoria, ma gli abitanti del quartiere hanno raccontato di aver sentito distintamente i colpi d’arma da fuoco. Le indagini sono affidate alla polizia.
Quando in Curva Nord è rimbalzata la notizia della morte di Boiocchi,i responsabili dei gruppi ultrà hanno immediatamente ritirato tutti gli striscioni esposti. Sugli spalti è calato il silenzio. Poi, dopo il primo tempo della partita, i tifosi hanno abbandonato la Curva.
Decine di persone in arresto cardiaco dopo essere state travolte dalla calca. Il bilancio delle vittime è destinato a salire, avvertono le autorità. È successo in una via di Itaewon, uno dei quartieri di Seul più frequentati dai giovani, durante i festeggiamenti di Halloween
Erano in centomila, forse di più. Giovani liberi di incontrarsi lungo le strade e nei locali di Seul senza mascherine per la prima volta dopo due anni. Si sono riversati, molti di loro in costume, nel quartiere di Itaewon, popolare centro della vita notturna della capitale sudcoreana, dove molte strade sono strette. Ma nel pieno della festa di Halloween quelle viuzze si sono trasformate in una trappola mortale.
Quanto fosse grave il disastro avvenuto attorno alle 22.20 locali, le 15.20 italiane, lo si è capito prima ancora delle conferme ufficiali. Quando ancora i Vigili del fuoco parlavano di diverse persone in arresto cardiaco, sui social già circolavano video che mostravano decine di ragazzi stesi a terra, circondati da medici e poliziotti impegnati nel tentativo di rianimarli con il massaggio cardiaco. Poco più in là, sotto gli sguardi sgomenti di chi si è salvato, corpi immobili uno sopra all’altro. continua a leggere
La follia giovedì pomeriggio. Almeno 6 i feriti. Tra loro anche il calciatore del Monza Pablo Marì. Un dipendente Carrefour è deceduto
Assago (Milano), 6 persone accoltellate nel centro commerciale – Fonte foto: IPA
Avrebbe preso un coltello da un espositore. Poi, con quella stessa lama, avrebbe seminato il panico tra le corsie. Sangue giovedì pomeriggio nel centro commerciale Milanofiori di Assago. Stando alle prime informazioni finora apprese, un uomo di 46 anni, italiano, ha accoltellato sei persone che si trovavano nella struttura, all’interno dell’ipermercato Carrefour. L’aggressore è poi stato fermato dai militari della compagnia di Corsico.
Presenti sul posto gli equipaggi di 7 ambulanze, due automediche e un elicottero del 118. Le condizioni di tre dei feriti sono gravissime, tra loro anche il difensore del Monza – in prestito dall’Arsenal – Pablo Marì, che è stato portato in codice rosso al Niguarda ma dalla società fanno sapere che è cosciente e le ferite non hanno colpito organi vitali. Un 40enne è invece in codice rosso al Policlinico, un 80enne – anche lui gravissimo – al Fatebenefratelli. Un 30enne è stato trasportato all’Humanitas di Rozzano in arresto cardiaco. Un dipendente del Carrefour, la cui identità non è ancora nota, è invece morto durante il trasporto in ospedale. Una 72enne si trova al pronto soccorso del San Gerardo, mentre un’altra persona si è presentata autonomamente in ospedale.
L’aggressore, che pare abbia problemi psichiatrici, è stato fermato e portato in caserma. Si trova in stato di fermo. I militari lo descrivono come in stato confusionale. È al momento escluso dalle forze dell’ordine un gesto di natura terroristica. La dinamica appare chiara: il 46enne avrebbe preso un coltello da uno degli espositori del super e avrebbe iniziato a ferire gente a caso. Alcuni sono stati colpiti nella zona dell’ortofrutta – le macchie di sangue sono rimaste ben visibili a terra a lungo -, altri accanto alle casse.
Carrefour: “Attivato supporto psicologico” – “In merito ai fatti verificatisi nell’Ipermercato di Assago nella serata del 27 ottobre, Carrefour Italia esprime la massima vicinanza ai dipendenti e ai clienti coinvolti nell’aggressione e alle loro famiglie. L’azienda conferma che si è subito attivata per allertare i soccorsi e le forze dell’ordine e per fermare l’aggressore, che è stato preso in custodia, e per garantire il corretto svolgimento delle operazioni di soccorso. Rappresentanti dei vertici aziendali si sono immediatamente recati sul posto e sono in stretto contatto con le vittime e le loro famiglie. Carrefour Italia ha inoltre subito attivato un servizio di supporto psicologico per tutti i collaboratori coinvolti direttamente o indirettamente nell’accaduto“, ha scritto Carrefour in una nota poco fa.
L’ordinanza dovrebbe arrivare già oggi. Il sindaco: «Sto facendo fare delle verifiche visto che il tempo è ancora buono»
I riscaldamenti a Milano partiranno dal 3 novembre e non più, come stabilito dell’ordinanza del sindaco, dal 29 ottobre. Lo ha annunciato lo stesso Beppe Sala a margine degli Stati Generali delle biblioteche. L’ordinanza dovrebbe arrivare già martedì 25. «Sto facendo fare delle verifiche visto che il tempo è ancora buono, con il duplice obiettivo di risparmiare e di non inquinare, per arrivare al 2 novembre compreso per l’accensione dei riscaldamenti – spiega Sala – Stanno completando le verifiche e se, come penso, sarà tutto ok oggi firmerò l’ordinanza».