Un post sui social senza fondamento di realtà, divenuto virale, sarebbe alla base di un’aggressione di gruppo ai danni di una insegnante di sostegno di scuola media
Ci sarebbe una falsa notizia di molestie a dei bambini di una scuola, alla base di una selvaggia aggressione da parte di una trentina di madri ai danni di una insegnante si sostegno in provincia di Napoli. La violenza è accaduta giovedì mattina a Scanzano, frazione di Castellammare di Stabia, mentre all’istituto si trovavano anche i genitori della vittima. Il padre ha provato a difendere la figlia ma ha riportato la frattura di un polso. Per la docente la diagnosi è stata di trauma cranico, causato dai colpi ricevuti.
L’aggressione è avvenuta in orario scolastico, intorno alle 10,30 di giovedì, nella scuola media “Salvati“, un istituto che è anche stato premiato dal ministro all’Istruzione, Giuseppe Valditara, per la grande cura dei ragazzi concretizzatasi in un premio per essere stata la prima scuola in Italia ad attivare i fondi per i Pon estivi, con corsi di windsurf per i bambini che restavano in città e altri campi estivi a loro dedicati.
La fake news virale – Come riportano le agenzie, ad agosto avevano hackerato i profili social della vittima. Poi la donna negli ultimi giorni aveva ricevuto minacce di morte via mail e al cellulare. L’insegnante era finita nel mirino del ‘branco’ di adulti violenti e le indagini stanno cercando di scoprire perché. A quanto pare da alcuni giorni era diventato virale nella cittadina costiera del napoletano un post social intitolato ‘l’urlo di una madre‘ che narra della scoperta di una donna ‘che una docente ha abusato sessualmente di alcuni bambini affidati alla scuola‘.
Il post è stato condiviso decine e decine di volte a Castellammare di Stabia e gli inquirenti non escludono che ci sia un collegamento con l’aggressione, anche se non c’è alcun fondamento concreto della veridicità di quanto scritto nel post, né in denunce né in segnalazioni ai servizi sociali di fatti come quelli ‘narrati’. Una fake news dunque, probabilmente, peraltro senza riferimenti certi. Sarebbe, invece, vero che l’insegnante avrebbe rimproverato severamente un ragazzino scoperto a fumare nei bagni.
“Nessuno tocchi gli insegnanti” – “Nessuno tocchi gli insegnanti, la scuola è un luogo sacro, dove si costruisce la democrazia e la libertà“. È stato il commento del coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana. “Quanto accaduto è un atto che sa di barbarie e non deve restare impunito. Quale modello di società vogliamo tramandare ai ragazzi di questa scuola? Dobbiamo garantire prioritariamente la sicurezza di docenti e studenti. Esprimo la mia vicinanza all’insegnante aggredita oltre che a tutto il corpo docente e al dirigente dell’istituto”, ha aggiunto Castellana.
L’incidente è avvenuto la notte scorsa in via Mura di San Vito nel rione Capo. A riportare le conseguenze più gravi è stata una donna di 32 anni, madre di tre bambini rimasti coinvolti allo stesso modo. La donna ha riportato traumi e ferite profonde alle gambe. Oltre ai bambini, feriti in modo meno grave, è stata coinvolta anche un’altra donna di 71 anni
Un ascensore è crollato in una palazzina di Palermo. A riportare le conseguenze più gravi è una donna di 32 anni, madre di tre bambini rimasti coinvolti allo stesso modo. La donna ha riportato traumi e ferite profonde alle gambe. Oltre ai bambini, feriti in modo meno grave, è stata coinvolta anche un’altra donna di 71 anni. L’ascensore, secondo una primissima ricostruzione, sarebbe stato costruito artigianalmente da un componente della famiglia che di professione fa il fabbro. Serviva per salire e scendere da casa, visto che la palazzina era sprovvista di scala interna. Probabilmente a causa del peso che superava il massimo consentito, le corde che sostenevano la pedana non hanno retto e si sono spezzate.
I feriti – L’incidente è avvenuto la notte scorsa in via Mura di San Vito nel rione Capo, accanto al comando provinciale dei carabinieri. La donna ferita è stata portata in codice rosso all’ospedale Civico, l’altra ferita e i tre bimbi, sono invece all’ospedale Cervello. Un altro uomo è stato aiutato a scendere dai vigili del fuoco con l’ausilio di una scala poiché era rimasto bloccato al primo piano a causa del montacarichi rotto. Sarebbe lui, come ha raccontato alla polizia, il fabbro che ha costruito l’ascensore. Intanto la procura di Palermo ha disposto il sequestro dell’ascensore precipitato, dopo che nella palazzina in via Mura di San Vito, sono intervenuti gli agenti della scientifica che per ore hanno eseguito i rilievi sull’impianto. Fino a tarda notte i vigili del fuoco hanno lavorato per mettere in sicurezza l’edificio.
L’episodio è avvenuto alla fine del match che ha visto la vittoria degli uomini di Christian. I tifosi di Varese sono usciti dal palazzetto dieci minuti prima dell’epilogo della partita. L’agguato è avvenuto a pochi passi dall’ingresso del PalaTrieste. Secondo una prima ricostruzione ci sono almeno tre feriti
Diversi tifosi di Varese sono stati protagonisti di un violento scontro con alcuni tifosi triestini, avvenuto a Valmaura al termine della partita stravinta dalla squadra di coach Christian. Secondo prime e sommarie informazioni ci sarebbero almeno quattro feriti, una rappresentante delle forze dell’ordine e tre triestini. Questo il racconto di un testimone raccolto da TriestePrima: “Una ventina di tifosi, tra varesotti e ultras dell’Udinese, sono usciti dal palazzetto una decina di minuti prima della fine della partita. Hanno teso un agguato ad altri tifosi, lanciando fumogeni. Erano armati di mazze di legno, qualcuno ha detto di aver visto anche qualche coltello. Il fatto è che nel momento in cui si sono presentati nella zona dell’ingresso del palazzetto. In quel momento c’erano solo famiglie“.
Poi ad un certo punto compaiono anche tifosi triestini. “E’ volato anche un cassonetto di plastica con all’interno bottiglie di vetro. Più di qualcuno si è fatto male“. Alla conta, come conferma la questura, ci sono tre tifosi (con alcune lacerazioni alla testa) e una poliziotta ferita (sempre colpita al capo). Le condizioni dei feriti non sono gravi. La tifoseria di Varese è gemellata da qualche tempo con il tifo organizzato dell’Udinese. In palazzetto si è visto uno striscione della “Vecchia guardia” della tifoseria friulana, mentre il gruppo di tifosi varesotti è quello riconducibile a “Gli Arditi“, tifo organizzato vicino agli ambienti di estrema destra.
L’aggressione sul convoglio regionale Genova-Busalla, all’altezza delIa stazione di Rivarolo. Dichiarato uno sciopero di 8 ore
Accoltellato un capotreno sul convoglio regionale Genova-Busalla, all’altezza delIa stazione di Rivarolo. Ancora da chiarire la dinamica di quanto successo, ma dalle prime informazioni sembra che la violenza sia avvenuta durante il controllo dei biglietti. Fermati i due aggressori.
“Basta tolleranza, gesti del genere non restino impuniti”, ha scritto sui social il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
Capotreno aggredito, cosa sappiamo – Erano le 13:30 circa quando il capotreno è stato accoltellato sul treno regionale. La vittima sarebbe stata colpita da due coltellate che non hanno raggiunto organi vitali. Il 40enne soccorso dal personale del 118 è stato portato in codice rosso all’ospedale Villa Scassi.
I carabinieri hanno immediatamente circondato la zona limitrofa alla stazione con diverse pattuglie. Poi grazie alla descrizione fornita da alcuni testimoni hanno individuato e fermato i due aggressori, secondo quanto riporta GenovaToday. Si tratta di due ragazzi di origine nordafricana.
Salvini: “Nessuna clemenza” – “Capotreno accoltellato da nordafricani senza biglietto a Rivarolo. Piena solidarietà al ferito, attualmente in gravi condizioni. E ora nessuna clemenza per i responsabili: gesti del genere non devono rimanere impuniti“. Così, su X, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
Solidarietà al lavoratore aggredito anche dalla senatrice genovese del Pd Annamaria Furlan: “Servono misure per affrontare i rischi concreti per l’incolumità dei lavoratori e degli stessi pendolari, fatto gravissimo“.
Arrestato nel 2014 con l’accusa di essere il membro di una banda che rubava e craccava telefonini
Assolto con formula piena dopo oltre 10 anni dall’accusa di ricettazione e riciclaggiol’attore Alberto Gimignani. L’attore di “Distretto di polizia“, La Piovra“, “Un Posto al Sole” e altre fiction e film come “La Famiglia” di Ettore Scola” “Ricordati di me “di Gabriele Muccino e “Cado dalle nubi” con Checco Zalone, fu arrestato nel luglio del 2014 con l’accusa di essere il tecnico di una banda che rubava e rivendeva telefonini.
Gimignani, spiegano i legali della difesa, che annunciano battaglia, “finì in carcere per oltre due settimane e sei mesi agli arresti domiciliari. La notizia andò in apertura di molti Tg nazionali, sulle prime pagine dei giornali e dilagò in rete. Solo ieri, 24 ottobre 2024, la Prima Sezione del Tribunale Ordinario di Roma lo ha assolto in primo grado con formula piena perché il fatto non sussiste“. “Ora si continuerà a lavorare – spiegano i difensori, Daria GrimaniePierluigi Rossi – affinché al nostro assistito, che si è sempre dichiarato innocente, sia restituito il giusto risarcimento non solo per la lunga attesa, ma anche per quella gogna mediatica che gli ha gravemente compromesso la carriera di attore“.
I disagi interessano prevalentemente l’area nord ovest dello Stivale, soprattutto gli scali di Milano, Torino, Bergamo e Genova, ma rischia di ripercuotersi su tutto il traffico nazionale. All’origine del problema ci sarebbe un’avaria del software che gestisce il traffico aereo
Disagi, ritardi e voli dirottati in gran parte del Nord Italia per problemi ai radar di terra che gestiscono il traffico aereo. A Linate la Sea (la Società Esercizi aeroportuali) ha avvertito i viaggiatori, così come sta accadendo in altri scali, della mancata operatività. La stessa società conferma che, al momento, nello scalo milanese non si parte, né si atterra.
Alla base dei disagi vi sarebbero problemi ai sistemi dell’Enav, l’azienda che fornisce servizi alla navigazione aerea civile nello spazio aereo di competenza italiana.
Come riporta il Corriere della Sera, sarebbero diversi i voli fermati prima della partenza e quelli dirottati altrove, come quelli provenienti dal Sud Italia fatti atterrare allo scalo di Roma Fiumicino, o quelli provenienti dal Nord Europa fatti ritornare agli aeroporti di partenza.
La situazione starebbe lentamente ritornando alla normalità e i problemi di operatività radar sarebbero stati risolti con il progressivo riallineamento dei voli. L’Eurocontrol, l’agenzia che sovrintende lo spazio aereo europeo, ha dichiarato che i disagi persisteranno però almeno fino alle 20 di oggi, domenica 20 ottobre. E si aspettano comunque “significativi ritardi” che potranno ripercuotersi anche sui voli di domani, lunedì 21 ottobre.
Familiari “moderatamente soddisfatti per entità pena inflitta”
Il camionista 64enne tedescoWolfgang Rieke,accusato di aver investito e ucciso con il suo mezzo pesante l’ex campione di ciclismo Davide Rebellin il 30 novembre 2022 a Montebello Vicentino prima di darsi alla fuga, è stato condannato a quattro anni di reclusione, più la revoca della patente di guida e il pagamento di tutte le spese processuali. Questo in sintesi il dispositivo letto, dopo una breve camera di consiglio, dal giudice, Filippo Lagrasta, che presiedeva il collegio giudicante a Vicenza.
Siamo “moderatamente soddisfatti, ma Davide non tornerà” hanno commentato, attraverso un consulente, la madre di Rebellin, Brigida Gattere, e il fratello Carlo Rebellin, presenti in Tribunale a Vicenza all’ultima udienza del processo per omicidio stradale aggravato. Il giorno dell’investimento l’ex campione aveva 51 anni e si stava allenando in bicicletta. Presenti anche la nipote della vittima, Andrea Stella, figlia di un altro dei tre fratelli, Simone (il terzo è Stefano), accompagnati in aula dal loro legale, l’avvocato Davide Picco del foro di Vicenza, e da Alessio Rossato, consulente dello Studio3A-Valore che ha assistito la famiglia, nell’iter risarcitorio, chiuso da tempo.“Siamo moderatamente soddisfatti per l’entità della pena inflitta, considerate le leggi sull’omicidio stradale” ha spiegato Carlo Rebellin attraverso il consulente. La Procura di Vicenza, in aula c’era anche il Pubblico Ministero titolare del procedimento penale, Roderich Blattner, “ha svolto un importante lavoro, e l’imputato ha fatto anche otto mesi di carcere, evento molto raro in queste circostanze” ha aggiunto. Rieke attualmente si trova in Germania e dopo essere stato colpito da un ictus gli è stato consentito di tornare a casa in ragione delle gravi condizioni di salute.
“D’altra parte – ha concluso il fratello -, anche se lo avessero condannato a dieci anni il dato di fatto è che Davide non ce l’avrebbe comunque restituito nessuno, non sarebbe tornato indietro”. Ed è proprio questa l’unica, amara considerazione della mamma Brigida, che non è voluta entrare nel merito della sentenza, limitandosi a prendere dolorosamente atto che “mio figlio purtroppo l’ho perso per sempre, non c’è più”.
‘Entrati illegalmente in regione Kursk’. I due giornalisti non sono in Russia
“Il tribunale distrettuale Leninsky di Kursk ha accolto la mozione dell’ufficio regionale del servizio di frontiera russo di emettere un mandato di arresto per i giornalisti italiani Simone Traini e Stefania Battistini entrati illegalmente in Russia dall’Ucraina per girare un servizio televisivo sulla situazione ucraina“.
Lo ha riferito il servizio stampa della magistratura della regione di Kursk, come riporta Interfax. I due giornalisti sono fuori dalla Russia.
“Il cameraman televisivo Simone Traini e la giornalista Stefania Battistini, insieme ad alcune persone non identificate, sono entrati nella Federazione Russa dal territorio ucraino con l’intento di filmare un servizio televisivo sull’invasione del distretto di Sudzha nella regione di Kursk da parte di unità armate ucraine con l’ausilio di carri armati, artiglieria e mezzi leggeri, veicoli blindati il ;6 agosto 2024;”, ha precisato il servizio stampa della magistratura, scrive l’agenzia di stampa Interfax.
“Traini e Battistini, dopo aver oltrepassato illegalmente il confine russo, si sono recati a Sudzha, nella regione di Kursk, con un veicolo da trasporto di unità armate ucraine. I due giornalisti italiani inseriti nelle liste dei ricercati” della Russia, “sono accusati di aver oltrepassato il confine di stato russo. Il giudice ha ordinato la custodia cautelare per loro, ha continuato la nota. “Saranno posti in custodia il giorno in cui verranno arrestati in territorio russo o estradati in Russia, prima di un eventuale processo. La decisione del tribunale non è ancora entrata in vigore e può essere impugnata”, conclude.
Usigrai: ‘Inaccettabile richiesta russa arresto giornalisti Tg1’ – “La richiesta russa di estradizione e l’ordine di arresto per Stefania Battistini e Simone Traini sono una provocazione inaccettabile. L’Usigrai chiede una presa di posizione unanime del governo contro questa ennesima intimidazione nei confronti dei giornalisti italiani. Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per i contorni che sta assumendo questa vicenda, rinnoviamo piena solidarietà ai colleghi del Tg1 e ci auguriamo che l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia venga convocato con urgenza per chiarire la posizione del nostro Paese a tutela del lavoro giornalistico e della libertà di informazione“. Lo afferma l’esecutivo dell’Usigrai.
E’ accaduto a Saviano, nel napoletano. Il crollo molto probabilmente per l’esplosione di una bombola di gas
La palazzina crollata
Una palazzina è crollata in via Tappia 5, a Saviano, nel napoletano, molto probabilmente per l’esplosione di una bombola di gas. Si tratta di un edificio di due piani. Dalle prime informazioni, sotto le macerie ci sarebbe una famiglia di cinque persone, marito, moglie e tre bambini. L’esplosione sarebbe avvenuta al secondo piano, nell’abitazione di una persona anziana mentre la famiglia è residente al primo piano. Sul posto per i soccorsi carabinieri e vigili del fuoco.
Aggiornamento: Due bambini sono morti nel crollo di una palazzina in via Tappia 5, a Saviano, nel napoletano, molto probabilmente per l’esplosione di una bombola di gas. A perdere la vita una bambina di 4 anni e il fratellino di 6. Il papà e un altro figlioletto di 2 anni sono stati estratti vivi e ora sono in ospedale. Mancano all’appello la madre dei bambini e l’anziana nonna residente al secondo piano, dove sarebbe avvenuto lo scoppio della bombola. Sul posto sono accorsi vigili del fuoco, carabinieri, polizia, protezione civile e volontari, che continuano a scavare a mano
La prima udienza si è tenuta 2 anni fa, il 7 luglio 2022, ma c’è ancora molta strada da fare. In occasione del sesto anniversario i parenti delle vittime lanciano un podcast
Sei anni sono trascorsi dalla mattina del 14 agosto del 2018, quando, alle 11.36, il ponte Morandi collassò tra la pila 8 e la pila 10 portando con sé le vite di 43 persone.
Da allora i familiari attendono giustizia, e la fine di un processo iniziato nel luglio del 2022 nella tensostruttura allestita nell’atrio del palazzo di Giustizia. Oggi sono imputate 58 persone tra dirigenti, funzionari e tecnici di Autostrade per l’Italia, ministero delle Infrastrutture e Spea, la società responsabile delle manutenzioni e delle ispezioni. Società che, insieme con Autostrade, è uscita dal processo con un patteggiamento di quasi 30 milioni, mentre il processo continua per i singoli manager e funzionari.
Le accuse sono omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, crollo doloso, omissione d’atti d’ufficio, attentato alla sicurezza dei trasporti e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro. I reati di falso ideologico, relativi anche a documenti informatici,commessi a tutto il 2011 si sono prescritti a giugno 2024, e si sono anche prescritti i reati di rifiuto in atti di ufficio commessi nel 2016.
Tra gli imputati nel processo ci sono l’ex amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci, il capo delle operazioni Paolo Berti e l’ex direttore delle manutenzioni Michele Donferri Mitelli, l’ex amministratore delegato di Spea Antonino Galatà, il responsabile tecnico Massimiliano Giacobbi, l’ex direttore di Autostrade per Genova Stefano Marigliani, il successore Riccardo Rigacci e il braccio destro Paolo Strazzullo, i dirigenti del ministero delle Infrastrutture Bruno Santoro e Carmine Testa. A oggi 13 imputati hanno preannunciato la volontà di rendere dichiarazioni spontanee.
Un processo lungo e molto complesso, quello per il crollo del ponte Morandi, pieno di dettagli tecnici, perizie e testimoni (i primo hanno iniziato a parlare nel dicembre del 2022). A oggi sono statecelebrate 170 udienze dalla prima del 7 luglio 2022 all’ultima, quella del 16 luglio. Sono state ascoltate complessivamente 324 persone (molte delle quali per più di un’udienza) e le udienze sono state trascritte su oltre 16.000 pagine.
Il processo riprenderà dopo la pausa estiva, l’11 settembre, occasione in cui si procederà con esame, controesame e riesame di altri 11 consulenti tecnici delle difese.
Mercoledì 14 agosto la commemorazione nella Radura della Memoria – Nel frattempo i familiari delle 43 vittime, e la città, si preparano a rendere omaggio alle vite spezzate dal crollo. Martedì 14 agosto, come accade ormai da cinque anni, si terrà una commemorazione organizzata in collaborazione con il Comitato Parenti Vittime del Ponte Morandi: si inizia alle 9nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa, dove sarà celebrata la santa Messa officiata dall’arcivescovo di Genova, monsignor Marco Tasca.
Alle 9.30 circa è previsto l’arrivo, allaRadura della Memoria, dei partecipanti alla camminata in ricordo delle vittime organizzata dall’Associazione “Noi per Voi Valle Stura Masone” con i sindaci di Masone, Rossiglione e Campoligure. Saranno presenti 43 bambini che porteranno un pensiero ai parenti delle vittime.
Alle 10.45, sempre nella Radura della Memoria, inizierà lacerimonia in ricordo delle vittime del crollo alla presenza del sindaco di GenovaMarco Bucci, dell’imam Salah Hussein, del prefetto di Genova Cinzia Torraco, del presidente ad interim della Regione Liguria Alessandro Piana e del viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, con delega della presidenza del Consiglio dei Ministri.
Alle 11.36 il momento più toccante: verrà osservatoun minuto di silenzio e in contemporanea verranno suonate le sirene delle navi in porto e le campane di tutta la diocesi.
Ponte Morandi – Vite sospese: il podcast realizzato con il comitato in ritorco delle vittime – Il 14 agosto inoltre uscirà su tutte le principali piattaforme il podcast “Ponte Morandi – Vite Sospese”, realizzato da Diego Rovelli e Alex Venutoin collaborazione con il Comitato ricordo parenti delle vittime Ponte Morandi”.
Obiettivo del podcast, raccontare le storie di chi che ha perso la vita quel giorno, mettendo in luce il dolore, la rabbia e il desiderio di giustizia e verità delle famiglie e degli amici delle vittime.
Le vite sospese, spiegano gli autori, sono quelle che, da quel giorno, vivono tutte le persone coinvolte in questa storia.Dall’attesa delle prime ore dopo il crollo, fino alle promesse delle istituzioni per arrivare, infine, alle aspettative sul processo e la fiducia nella giustizia.
Il podcast è diviso in 5 episodi e racconta la storia del ponte, di chi l’ha costruito e di chi negli anni ne è stato proprietario, degli studi e delle manutenzioni sull’infrastruttura, ma anche dei soccorsi e dei soccorritori che in quei giorni hanno dato il massimo per aiutare le persone travolte dalle macerie.
Esplosione in alloggio con lavori, crolla parte ponteggio
Ustionato un ragazzo. A Taranto elettricista muore folgorato
Si è rischiato grosso, nel primo pomeriggio di oggi, in una palazzina di Settimo Torinese (Torino) in fase di ristrutturazione, dove un’esplosione ha fatto parzialmente crollare un ponteggio.
Il bilancio è di cinque feriti, tutti residenti nello stabile. Sui ponteggi danneggiati dalla deflagrazione, in quel momento per caso non c’erano persone.
A Settimo, in via De Francisco 21, l’allarme è scattato intorno alle 13.45, quando un’esplosione in un alloggio del primo piano ha danneggiato i ponteggi agganciati all’edificio dove sono in corso alcuni lavori di ristrutturazione. Tra i cinque feriti un ragazzo di 14 anni che si trovava all’interno dell’abitazione dove si è verificata la deflagrazione. È stato trasportato in ospedale in codice giallo per le ustioni di primo grado riportate e non è in pericolo di vita. Altre quattro persone, che vivono negli alloggi vicini, hanno avuto bisogno del trasporto in ospedale per avere inalato del fumo.
Dopo lo scoppio infatti è divampato un incendio, che è stato rapidamente domato dai vigili del fuoco. Toccherà adesso agli ispettori dello Spresal dell’Asl To4, il servizio che si occupa della sicurezza sul lavoro, e ai carabinieri di Settimo chiarire la dinamica dell’incidente e le cause dell’esplosione. Secondo i primi riscontri potrebbe essersi trattato di una fuga di gas da uno degli alloggi o di una bombola. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area mentre il personale specializzato ha verificato la stabilità del caseggiato, escludendo la presenza di altre persone coinvolte.
Todde: «Subito interventi urgenti e fondi per la gestione della crisi idrica». La procedura straordinaria resterà in vigore sino al prossimo 31 dicembre
La Sardegna dichiara lo stato di emergenza per la siccità che sta colpendo l’Isola. Lo ha deliberato questo pomeriggio la Giunta regionale nel corso di una seduta convocata dalla presidente Alessandra Todde. Il provvedimento resterà in vigore sino al prossimo 31 dicembre.
Attraverso successive ordinanze di protezione civile, adottate dalla stessa governatrice, anche in deroga alla normativa regionale, verranno presi i primi provvedimenti per i quali sono disponibili diverse risorse. Ad integrazione degli stanziamenti per il 2024 già disponibili e pari a due milioni di euro, ci saranno ulteriori fondi «per la gestione dell’emergenza in atto, rinviando a successive ordinanze di protezione civile la ripartizione delle risorse medesime tra i soggetti competenti sulla base delle analitiche quantificazioni dei fabbisogni».
Nel frattempo le direzioni generali dell’Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna, Lavori pubblici, Protezione civile e Agricoltura e Riforma agro-pastorale predisporranno una relazione tecnica «affinché possa essere attivata, qualora ne ricorressero i presupposti, la richiesta al presidente del Consiglio dei Ministri per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale».
Todde, illustrando la delibera che che dà avvio all’iter declaratorio, ha spiegato che «sulla base delle informazioni e dei dati, anche climatologici, disponibili e delle analisi prodotte dai competenti uffici, che identificano uno scenario in atto che può evolvere in una condizione emergenziale, e allo scopo di assicurare maggiore efficacia operativa e di intervento in relazione al rischio derivante da deficit idrico, vi è l’urgenza di ricorrere a prime e immediate misure di mitigazione del rischio volte a contenere gli effetti della crisi idrica in atto, che richiedono l’attivazione di procedure straordinarie come quella della dichiarazione dello stato di emergenza». Così, «saremo in grado di mettere in atto i primi interventi urgenti, che adotteremo attraverso ordinanze di protezione civile, anche in deroga alla normativa in vigore».
Sul tema interviene anche il senatore Pd Marco Meloni, con i colleghi Nicita e lai: «Di fronte alla drammatica scarsità di risorse idriche che sta mettendo a rischio le attività agricole e industriali, il comparto turistico, ma soprattutto la vita quotidiana dei cittadini sardi e siciliani, è imperativo adottare misure urgenti e straordinarie per affrontare questa emergenza», dice il senatore sardo, «per questo motivo, abbiamo chiesto al presidente Calderone la convocazione urgente e straordinaria della Commissione Insularità, alla presenza dei Presidenti di Regione e dei Ministri Salvini, Musumeci e Pichetto-Fratin. È necessario un confronto diretto e immediato con i rappresentanti del Governo per discutere e pianificare interventi di ristoro e approvvigionamento idrico, che includano non solo soluzioni a breve termine, ma anche strategie a lungo termine per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e della siccità sulle nostre isole».
La spiaggia “attrezzata” per il party – dalla pagina Facebook “Amici di Talmone e Cala di Trana”
Party in grande stile a Talmone, nonostante i divieti. Il comitato locale: «Questo turismo fa danni all’ambiente»
«Nonostante i divieti dell’ordinanza balneare emessa dalla Regione Sardegna, il turismo cafone prosegue con la sua arroganza ad impattare negativamente l’ambiente».
È quanto scrive sulla sua pagina Facebook il comitato “Amici di Talmone e Cala di Trana”, denunciando una festa in grande stile organizzata – in spregio alle regole – da un gruppo di vacanzieri che era a bordo di uno yacht proprio sulla spiaggia di Talmone, a Palau.
«Sono stati posizionati già dalla mattina presto, gazebi, fornelli e rete da pallavolo, occupando tutto l’arenile», scrivono gli Amici di Talmone, pubblicando anche un video delle operazioni di organizzazione.
E ancora: «Un viavai di gommoni a motore per portare cibo, ospiti e materiale. Sono stati accesi fuochi in spiaggia, che solo l’intervento della Guardia Costiera ha fermato. Un danno ambientale – conclude la pagina – non solo terrestre ma anche marino».
L’incidente a Prata: il giovane ha riportato un forte trauma cranico ed è stato portato in elicottero in ospedale
Un ragazzo di 21 anni è rimasto gravemente ferito in uno scontro fortuito di gioco avvenuto al campo di calcetto di Prata di Pordenone . Il giovane ha riportato un forte trauma cranico. Ad allertare i soccorsi, telefonando al numero unico per le emergenze 112 sono stati i compagni e le persone che si trovavano sugli spalti, attorno alle 23 di ieri sera, 24 luglio. La centrale operativa regionale Sores Fvg è arrivata sul posto di un’ambulanza e di un’equipe medica specializzata a bordo di un elicottero di soccorso. Il giovane è stato stabilizzato sul posto e poi trasportato, in elicottero appunto, all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine . Il calciatore è stato ricoverato in gravi condizioni ma non è in pericolo di vita.
Crollo a Scampia – frame da video NapoliToday. Nel riquadro Roberto Abbruzzo Margherita Della Ragione Patrizia Della Ragione
Era la mamma di Roberto Abbruzzo e zia di Margherita Della Ragione, le prime due vittime. Le novità sulle indagini. I testimoni: “Così abbiamo salvato i bambini”
Si aggrava il bilancio della tragedia diScampia, dove nella notte tra 22 e 23 luglio è crollato un ballatoio all’interno della Vela Celeste. In ospedale è morta Patrizia Della Ragione, aveva 53 anni ed era stata ricoverata per un politrauma, aveva riportato anche la frattura della milza e del bacino. È la terza vittima del crollo. Quella tragica notte sono morti il figlio di Patrizia – il 29enne Roberto Abbruzzo e la nipote Margherita Della Ragione, 35 anni. Le vittime accertare salgono quindi a tre.
Il timore è che il bilancio possa ulteriormente aggravarsi. In ospedale ci sono ancora sette bambine (tra loro anche le quattro nipotine di Patrizia Della Ragione) tra due e 10 anni e due di loro sono in condizioni gravissime. continua a leggere
L’eccezionale ondata di caldo ha provocato oggi diversi blackout ad Ancona e provincia.
Il più preoccupante all’ospedale pediatrico Salesi della città dove non sono partiti i generatori di corrente quando è mancata l’energia elettrica lasciando i degenti e le sale operatorie senza corrente elettrica. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco, ancora in corso, per dare supporto al personale medico e infermieristico per assistere le persone presenti nella struttura e per lo spostamento dei piccoli degenti, alcuni in incubatrice. Sul posto sono al lavoro tre squadre dei vigili del fuoco della sede centrale e di Osimo.
La situazione all’ospedale pediatrico ora si sta normalizzando. I gruppi elettrogeni, che non partivano o andavano a singhiozzo, ora funzionano. Le squadre dei vigili del fuoco però rimangono sul posto per eventuali altre interruzioni a supporto del personale sanitario. Ma l’interruzione di energia elettrica ha provocato altri disagi. Numerose infatti le chiamate ai vigili del fuoco durante tutta la giornata per persone rimaste bloccate negli ascensori.
Oltre ai blackout ad impegnare i vigili del fuoco di Ancona un guasto ad un treno all’altezza di Falconara dove è stato necessario il trasbordo, dal treno guasto ad altri due convogli, di 480-500 passeggeri. Tra questi anche tre disabili e alcuni bambini. Notevoli i ritardi su tutta la linea ferroviaria.
Ad Ancona il blackout è stato provocato, durante il pomeriggio da un doppio guasto nella zona del quartiere Adriatico/Passetto nel comune di Ancona che ha interessato due tratte in cavo interrato, provocato dall’eccezionale innalzamento delle temperature e dalla loro relativa persistenza. Sono da oggi al lavoro i tecnici di E-Distribuzione per ripristinare le linee.
E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di distribuzione di media e bassa tensione, informa che l’eccezionale ondata di calore che sta interessando l’intera Penisola ha determinato una serie di disservizi sulla rete elettrica nella provincia di Ancona per la risoluzione dei quali la Società si è prontamente attivata.
Durante il pomeriggio – precisa il comune su telegram – si è verificato un doppio guasto nella zona del quartiere Adriatico/Passetto nel comune di Ancora che ha interessato due tratte in cavo interrato, provocato dall’eccezionale innalzamento delle temperature e dalla loro relativa persistenza. L’Azienda, ha effettuato manovre in automazione e telecontrollo e sta provvedendo alla individuazione di un sito in cui sia possibile posare un cavo provvisorio per rialimentare la tratta attualmente isolata e all’installazione di una Power Station (un generatore di elevata potenza) nell’area del guasto. Tutti gli interventi sono realizzati in costante coordinamento con le Istituzioni locali, le Prefetture e la Protezione Civile Regionale.Il lavoro dei tecnici di E-Distribuzioneproseguirà fino al completo ripristino del servizio elettrico.
Black out ad Ancona: la situazione al Presidio Salesi è sotto controllo – In merito al black out tra Ancona e Falconara, dovuto ad un problema tecnico dell’ENEL, la Direzione Generale dell’AOUM informa e rassicura che i pazienti e i famigliari stanno bene .
Sono intervenuti i Vigili del Fuoco ed è stata allertata la Protezione Civile. Sono in funzione i gruppi elettrogeni e quindi la situazione è monitorata costantemente ed è tutto sotto controllo.
I dirigenti medici, il personale infermieristico e gli operatori socio sanitari collaborano con le squadre dei Vigili del Fuoco per assistere al meglio tutti i pazienti.
La Direzione Generale è sul posto per seguire da vicino gli sviluppi della situazione.
L’incidente la scorsa notte nell’isola di Malamocco
Alcuni fuochi d’artificio sparati la scorsa notte durante una sagra nell’isola veneziana di Malamocco sono caduti tra la gente, provocando panico e ustioni ad alcuni degli spettatori. Sarebbero almeno una decina – riportano i siti di informazione locali – le persone che hanno riportato ferite da bruciatura, tra cui anche bambini.
Il fuggi fuggi conseguente all’incidente ha causato anche ferite da calpestamento in alcune persone che sono state travolte.
Indagini sono in corso da parte dei carabinieri.
Fuochi d’artificio cadono tra la gente, paura e feriti a Venezia
Poco prima di mezzanotte, durante la sagra di Malamocco, al culmine dello spettacolo pirotecnico, almeno tre razzi sono caduti tra la folla
Alcuni fuochi d’artificio sparati nella serata di domenica, durante una sagra sull’isola veneziana di Malamocco, sono caduti tra la gente,provocando il panico. Alcuni spettatori sarebbero anche rimasti ustionati. Secondo la stampa locale, le persone che hanno riportato ferite da bruciatura sarebbero una decina, tra cui diversi bambini. Il fuggi-fuggi seguito all’incidente avrebbe causato anche feriti da calpestamento. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri.
Prima l’esplosione, poi le grida di terrore, il pianto dei bambini e la fuga della gente. Tutto ripreso dai video dei presenti. L’incidente poco prima di mezzanotte, durante lo spettacolo pirotecnico nella serata conclusiva della festa della Madonna di Marina a Malamocco, nell’isola del Lido di Venezia.
Alcuni fuochi d’artificio, dunque, (almeno tre razzi si sarebbero contati), sarebbero finiti direttamente sulla folla che stava assistendo all’evento dalla riva e dal molo. Uno è scoppiato sul pontile in legno. L’esplosione tra la gente ha provocato 11 feriti. Il fatto ha creato forte concitazione e preoccupazione tra i presenti, che si sono allontanati di corsa.
Sui social network, nei commenti al fatto, si lamenta la lunga attesa per l’ambulanza. I presenti, di varie età, avrebbe riportato lievi ferite da bruciatura e da calpestamento: buona parte di loro è stata medicata direttamente dal personale sanitario arrivato sul posto; alcuni sono stati accompagnati al punto di primo soccorso del Lido per accertamenti più approfonditi.
Un furgone portavalori è stato assaltato sulla statale 613, nel Brindisino, all’altezza di Torchiarolo.
I malviventi avrebbero esploso colpi di arma da fuoco ed incendiato autovetture su entrambi i sensi di marcia per ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine.
A quanto si apprende da fonti investigative,non ci sarebbero feriti tra le guardie giurate che si trovavano a bordo del portavalori. Sarebbero state incendiate dai malviventi almeno tre auto ed un furgone.
L’Anas comunica che è stata “temporaneamente chiusa al traffico, in entrambe le direzioni“, la strada statale 613, con uscite obbligatorie “in direzione sud al km 12,500 e in direzione nord al km 17,000“. Sul posto, per i rilievi e la viabilità, ci sono carabinieri,polizia e guardia di finanza.
La ragazza abitava in una palazzina delle case popolari. A dare l’allarme sono stati i genitori.
Carabinieri con ascensore sotto sequestro, immagine repertorio (Fotogramma). In alto la vittima, foto dalla sua pagina Facebook
Tragedia a Fasano nel brindisino. Una ragazza di 25 anni, Clelia Ditano, è morta questa mattina, dopo essere caduta dal quarto piano sul tetto dell’ascensore che era fermo al primo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e i soccorritori del 118. Da chiarire le circostanze della caduta. A dare l’allarme sono stati i genitori. La famiglia abita in una palazzina delle case popolari dell’Arca in via Saragat.
Manutenzione ascensori spetta a tecnici abilitati Prefettura – “Per poter tenere in esercizio gli ascensori, questi devono essere affidati in manutenzione a una ditta specializzata che abbia al suo interno personale tecnico abilitato, munito del cosiddetto patentino di ascensorista. Si tratta di un’abilitazione rilasciata dalla Prefettura a seguito del superamento di un esame teorico e pratico” dice all’Adnkronos/Labitalia Luca Incoronato, direttore Anacam, Associazione nazionale delle imprese di costruzione e manutenzione ascensori. “In Italia – spiega – è dunque prevista una manutenzione abilitata da parte di una ditta specializzata che faccia almeno una volta, ogni sei mesi, una verifica di tutti i dispositivi di sicurezza dell’ascensore, per poi annotarli sul libretto dell’impianto. L’altro obbligo è quello di fare delle visite di manutenzione preventiva dell’impianto in funzione delle sue esigenze. Non c’è un numero minimo di visite di manutenzione per legge, la legge demanda alle esigenze dell’impianto e quindi alla valutazione del manutentore; perché ovviamente una cosa è un ascensore che magari serve una palazzina di due o tre piani con quattro famiglie, una cosa è un ascensore che serve 12 piani e 60 famiglie, con una frequenza di utilizzo quindi molto maggiore che richiede esigenze manutentive diverse“.
Anacam precisa che per una manutenzione dell’ascensore a norma del dpr 162/99, il manutentore deve eseguire due distinte tipologie di attività sull’impianto.
1) Visite di manutenzione preventiva, finalizzate alla verifica del regolare funzionamento dei principali componenti dell’impianto, in particolare delle porte dei piani e delle serrature, dello stato di conservazione delle funi, nonché per eseguire le operazioni normali di pulizia e di lubrificazione delle parti.
2) Visite finalizzate alla verifica dell’integrità e dell’efficienza di tutti i dispositivi e dei componenti da cui dipende la sicurezza dell’ascensore (paracadute, funi, sistema di allarme etc.). Mentre per la seconda tipologia di attività il legislatore ha fissato una frequenza minima (almeno una volta ogni sei mesi, da cui la definizione di visita semestrale), da rispettare quindi in modo tassativo, per le visite di manutenzione preventiva non viene indicata una frequenza precisa poiché questa dipende dalle esigenze dell’impianto.
In concreto, il giusto numero di visite dipende dalle caratteristiche tecniche dell’impianto, dal suo stato di conservazione, dalle condizioni e dall’intensità di utilizzo. In generale, considerando le caratteristiche medie del parco impianti funzionanti in Italia, si effettuano in media dalle 6 alle 12 visite annuali (includendo anche le due visite semestrali).
E’ importante che il manutentore, una volta presa in carico la manutenzione di un impianto, svolga un’accurata ispezione iniziale dello stesso per valutarne lo stato di conservazione e le caratteristiche tecniche e, una volta verificate le condizioni di utilizzo, metta a punto un programma di manutenzione nel quale indicherà, tra l’altro, il numero annuo di visite di manutenzione preventiva necessarie per una corretta conservazione dell’ascensore, anche tenendo presenti le eventuali indicazioni riportate nel manuale di uso e manutenzione dell’impianto.
L’Italia e il mancato adeguamento alla Raccomandazione della Commissione Europea – “L’Italia non ha dato seguito alla Raccomandazione della Commissione europea, la 216/95/CE, che invitava gli Stati membri ad adeguare progressivamente il livello di sicurezza del parco impianti nazionale degli ascensori ante direttiva ascensori 95/16/CE per portarlo al livello di quello richiesto dalla direttiva stessa” dice sempre all’Adnkronos/Labitalia Luca Incoronato, direttore Anacam. “La normativa di riferimento per tutto quanto riguarda la costruzione, installazione, messa in esercizio, manutenzione e controllo degli ascensori è costituita dal decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, numero 162 che, dopo le modifiche introdotte dal dpr 23/2017, è oggi rubricato ‘Regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva 2014/33/UE, relativa agli ascensori e ai componenti di sicurezza degli ascensori, nonché per l’esercizio degli ascensori’. Il dpr 162/99 era stato emanato per recepire in Italia la prima ‘direttiva ascensori’, 95/16/CE, oggi abrogata e sostituita dalla nuova ‘direttiva ascensori’ 2014/33/UE“. “La Direttiva – precisa – prevede la Marcatura CE di tutti gli ascensori immessi sul mercato comunitario europeo. E, secondo la Direttiva, gli installatori sono ‘responsabili della progettazione, fabbricazione e installazione’ degli ascensori. Spetta all’installatore dichiarare la conformità dell’impianto, seguendo una delle procedure previste dalla direttiva, e apporre la Marcatura CE. In Italia la legge che riguarda la manutenzione degli ascensori è il dpr 162 del ’99, una data che dunque fa da spartiacque tra le regole nazionali e quelle europee. La Commissione europea emanò anche una raccomandazione agli Stati membri, invitandoli ad adeguare progressivamente la sicurezza del parco impianti preesistente al 1999“.
“Diversi Stati membri – sottolinea il direttore Anacam – come Francia, Spagna, Germania, Belgio hanno provveduto, con leggi nazionali, a adeguare i diversi impianti, imponendone delle modernizzazioni. In Italia però questa cosa non è mai successa, nonostante ovviamente le nostre insistenze e le nostre proposte. Ci provò diversi anni fa, con un decreto, l’allora ministro Scagliola, ma poi il decreto venne bocciato dal Tar del Lazio“.
“Tecnicamente – precisa – in Italia quello che succede è che se un impianto è stato installato, ad esempio, nel 1935, quell’impianto è in regola se risponde alle normative di sicurezza del 1935. Ovviamente poi quando ci sono degli interventi da fare perché i componenti si usurano, si rompono, le regole normative impongono un minimo di adeguamento nel momento in cui si va a cambiare quel pezzo“.
“Al nostro ministero di riferimento, quello delle Imprese e del made in Italy, ritorneremo a proporre un adeguamento dell’Italia alla direttiva, perché oggettivamente il nostro Paese presenta un’anomalia rispetto al panorama europeo“.
Sei mesi fa i banditi avevano preso d’assalto portavalori a pochi chilometri da Sassari, il bottino era stato di 4 milioni di euro
Sassari, assalto armato alla sede del portavalori Mondialpol
Scene da film aSassaridove un commando di banditi armati con armi da guerra ha assaltato intorno alle 20,30 il caveau dellaMondialpol, alla periferia della città. Al momento non ci sono notizie di feriti e non si conosce l’entità della somma portata via. Sei mesi fa i banditi avevano preso d’assalto portavalori a pochi chilometri da Sassari, il bottino era stato di 4 milioni di euro.
La rapina da film – I malviventi sono entrati nella stabilimento della società di sicurezza sfondando un muro con la benna di un mezzo meccanico. Hanno sparato all’interno per spaventare le guardie giurate e sono riusciti impossessarsi del denaro custodito nel caveau e sono scappati. Per coprirsi la fuga hanno incendiato diverse auto bloccando le vie attorno e hanno sparato contro un’auto dei carabinieri che li ha incrociati.
I rifiuti di plastica in mare si vedono dallo spazio: lo studio europeo svela dove si accumula più spazzatura
Ogni secondo l’equivalente di un camion carico di plastica finisce nei mari di tutto il mondo. In un anno fanno oltre 12 milioni di tonnellate di bottiglie, buste e oggetti di ogni tipo che raggiungono gli oceani e di cui, una volta a largo, perdiamo inevitabilmente le tracce. Monitorarne il destino sarebbe invece utilissimo per organizzare interventi di mitigazione e pulizia dei mari, e un nuovo studio dell’Esa sembra aver trovat- o la soluzione: una strategia che sfrutta supercomputer e algoritmi di ricerca all’avanguardia per identificare la plastica che fluttua sulla superficie marina utilizzando le immagini riprese dai satelliti.
Italiane le acque più sporche del Mediterraneo Per essere visibili dallo spazio con i satelliti attualmente disponibili, la plastica deve aggregarsi in formazioni galleggianti, note come windrows, chiazze, strisce o andane, che assumono spesso la forma di lunghi filamenti creati dalla convergenza delle correnti marine, e possono raggiungere anche decine di chilometri di lunghezza. La presenza di una striscia di rifiuti indica un elevato livello di inquinamento in un luogo e in un momento specifici. Grazie alla ricerca, pubblicata su Nature Communications e a cui ha partecipato anche l’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Lerici, è stato dimostrato che l’abbondanza di queste chiazze è sufficiente per tracciare mappe dell’inquinamento e monitorare come evolve la situazione nel tempo.
La mappa dei rifiuti di plastica presenti nel Mediterraneo realizzata con le immagini satellitari
Lo studio ha utilizzato una serie di 300.000 immagini satellitari con una risoluzione spaziale di 10 metri, scattate ogni tre giorni per sei anni dai satelliti Sentinel-2 del programma Copernicus. E nonostante i sensori di questi satelliti non siano progettati per il riconoscimento dei rifiuti, l’analisi delle immagini satellitari, effettuata con supercomputer e algoritmi avanzati, è riuscita a produrre la mappa più accurata mai realizzata dell’inquinamento da plastica nel Mar Mediterraneo. Validando in questo modo la tecnica, e permettendo di effettuare diverse scoperte sulle dinamiche che dominano l’arrivo dei rifiuti nelle acque del mare. Dimostrando ad esempio che gli accumuli nelle andane costiere sono principalmente dovuti alle emissioni di rifiuti terrestri nei giorni immediatamente precedenti.
“Cercare aggregati di rifiuti di diversi metri sulla superficie del mare è come cercare aghi in un pagliaio“, spiega Stefano Aliani, direttore di ricerca ed oceanografo di Cnr-Ismar. “Nonostante i satelliti non specializzati, siamo riusciti a identificare le aree più inquinate e i loro principali cambiamenti nel corso di settimane o anni. Ad esempio, abbiamo osservato che molti rifiuti entrano in mare quando ci sono i temporali“.
Tra le possibilità che offre questa nuova tecnica di monitoraggio c’è anche quella di verificare l’efficacia delle strategie messe in campo per limitare l’inquinamento marino. Per testarne l’efficacia è stata scelta la città di Roma, dove dal 2019 sono state installate delle speciali barriere acchiappa rifiuti che servono a ridurre la quantità di plastica trasportata in mare dal Tevere. Utilizzando i satelliti, lo studio ne ha confermato l’efficacia, calcolando che dall’entrata in funzione delle barriere i rifiuti riscontrabili nelle acque a ridosso della città sono calati del 38%.
“Questo strumento è pronto per essere utilizzato in diversi contesti: siamo convinti che ci insegnerà molto sul fenomeno dei rifiuti, compresa l’identificazione delle fonti e dei percorsi verso l’oceano” afferma Giuseppe Suaria, ricercatore del Cnr-Ismar di Lerici. “Inoltre, la nostra capacità di rilevamento migliorerebbe enormemente se mettessimo in orbita una tecnologia di osservazione dedicata alla plastica. L’implementazione di un sensore ad alta risoluzione specificamente dedicato al rilevamento e all’identificazione di oggetti galleggianti di un metro di dimensione potrebbe essere utile anche in altre questioni rilevanti come il monitoraggio degli sversamenti di petrolio, perdite di carico dalle navi o attività di ricerca e salvataggio in mare“.
Per il soccorso è stato chiamato anche un mezzo di soccorso aereo. Dopo diverse ore di lavoro, i vigili del fuoco sono riusciti a far tornare a terra i due operai
Paura per due operai bloccati su una piattaforma aerea a oltre 50 metri d’altezza per un guasto in un cantiere a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che per portare a terra i due operai si sono ritrovati costretti a utilizzare una seconda piattaforma.
Cosa è successo – L’allarme è scattato intorno alle 11 di mattina del 22 giugno, riporta Napoli Today. I due operai stavano lavorando su una piattaforma quando, per un guasto tecnico, la gru si è inclinata verso il basso, facendo rimanere i due uomini bloccati e sospesi a più di 50 metri di altezza. Per il soccorso è stato chiamato anche un mezzo di soccorso aereo. Dopo diverse ore di lavoro, i vigili del fuoco sono riusciti a far tornare a terra i due operai.
Ancora non si conoscono le generalità delle persone coinvolte
Sparatoria all’interno di uno stabilimento balneare sulla costa di Brindisi. Una lite tra vicini di ombrellone è degenerata finché un uomo non ha tirato fuori una pistola esplodendo dei colpi. In spiaggia è stato il caos: erano presenti tantissime persone, tra cui molti bambini. Due le persone rimaste ferite e condotte in ospedale.
Sul posto sono giunti di agenti delle volanti e della squadra mobile della questura di Brindisi. Ancora non si conoscono le generalità delle persone coinvolte, sono in corso indagini. Gli agenti stanno ascoltando i numerosi testimoni
Ad aprire il corteo il sindaco di Roma Roberto Gualtieri
Il sindaco Roberto Gualtieri alla testa del corteo del Roma Pride – foto Veronica Altimari
Si sono messi in movimento intorno alle 16:30 ma la piazza era stracolma già da ore. Quasi 40 carri, ognuno con altoparlanti a tutto volume e “scortati” da circa un milione di persone, hanno colorato la città. Il corteo del Roma Pride, giunto alla sua 30° edizione, marcia verso il Circo Massimo. Alla testa il sindaco di Roma, Roberto Gaultieri. Sono tante, però, le personalità del mondo della politica che hanno voluto prendere parte all’evento. Tra la folla non si contano striscioni e cartelloni utilizzati per rivendicare l’orgoglio gay.
Kinkygirls – foto Veronica Altimari
Roma Pride 2024 – La parata, nata per chiedere maggiori diritti per la comunità Lgbtqia, è partita da piazza della Repubblica. Ad aprire il corteo le attiviste del collettivo trasfemminista Kinkygirls, in sella alle loro moto. Sul carro ufficiale del Roma Pride è salita la madrina dell’evento, la cantante Annalisa.
C’erano, come riporta l’agenzia Dire, anche i carri del circolo Mario Mieli, delle Famiglie arcobaleno, del Help gay line-Gay center, di Agedo, dell’associazione Libellula, del Muccassassina e quello di Nl, associazione lgbtqia olanese. “E’ il più grande Pride degli ultimi anni nella storia della manifestazione a Roma – ha commentato Colamarino – arriva in un momento decisivo per la comunità Lgbt; dobbiamo essere tutti uniti e numerosissimi per questa grande festa e gridare il nostro inno d’amore”. Secondo gli organizzatori circa un milione di persone ha preso parte all’evento.
“È fondamentale essere qui –ha detto all’agenzia Dire il sindaco di Roma,Roberto Gualtieri – noi ci siamo sempre anche se questo è un anno speciale: si festeggia il trentennale ma anche perché dobbiamo ancora lottare perché non abbiamo tutti i diritti e non abbiamo ancora fatto quei passi in avanti per eliminare tutte le discriminazioni legislative, culturali o sociali. Il Pride è quindi come sempre una festa ma anche un momento di lotta“.
l percorso del Roma Pride 2024 – I partecipanti sfileranno transitando da via Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, via Labicana, piazza del Colosseo, via Celio Vibenna, via di San Gregorio, piazza di Porta Capena.
I colori del Liguria Pride 2024: migliaia di persone in piazza – Primocanale
Un frame dell’attrice che ha interpretato Giulia nel videoclip di “Dedicato a Te”
Francesco Sarcina, frontman della band milanese ed ex fidanzato della ragazza a cui è dedicata la canzone: “Difficile dare un senso a una perdita così prematura”
L’iconico arpeggio, il videoclip girato lungo le sponde del Naviglio Pavese. Un connubio che ha segnato la musica di inizio anni duemila. Siamo nel 2003, e “Le Vibrazioni” fanno uscire il loro primo album. Uno dei singoli, nonché uno dei più grandi tormentoni scritti dalla band milanese, è “Dedicato a te”. Unvero e proprio manifesto della travolgente storia d’amore tra il frontman del gruppo, Francesco Sarcina, ancora 20enne, e Giulia, la ragazza che viene raccontata nella canzone.
Un brano indimenticabile, che haspalancato le porte del successo al complesso milanese e che, ovviamente, Le Vibrazioni non mancano mai di riprodurre dal vivo. È così è accaduto anche qualche giorno fa, durante un’esibizione a Casarano, Comune nel Leccese. Al momento di suonare “Dedicato a te”, Scarcina, evidentemente commosso, ha annunciato la tragica scomparsa di Giulia: “Stamattina è mancata. È una parte del mio e del nostro cuore”. Poi l’appello al pubblico: “Vorrei che le facessimo sentire la sua canzone ancora una volta. Mi aiutate, vero? Ho la voce un po’ rotta, l’emozione…era troppo giovane”.
La lettera su Instagram – Una commozione che il frontman, evidentemente, si è portato nel cuore anche nei giorni successivi. Infatti, dopo l’annuncio nel bel mezzo del concerto, Sarcina ha voluto condividere sui suoi profili social una lettera “dedicata” proprio a Giulia: “In più di una occasione mi hanno chiesto cosa volessi dire e intendere con ‘lucente armonia’. Mi ricordo che il mio primo pensiero fu: ‘ma come ca**o fate a non capire cosa vuol dire?’. Poi però mi resi conto che per capire realmente il significato, forse, era necessario conoscere Giulia. Ed ora è più che mai parte della lucente armonia, lasciando armonia e immensità nei cuori di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Ma lascia anche tanto dolore. Dolore perché è difficiledare un senso alla perdita così prematuradi una gioia della natura quale è sempre stata. Difficile perché una madre ed un fratello perdono una figlia e una sorella. Ma ancor più difficile è perchéun marito e due figli perdono una giovane moglie e una madre splendida e amorevole. E se io non riesco a trattenere le lacrime per il dolore che provo, non oso immaginare la sua famiglia. Famiglia che amo e amerò per sempre come ho sempre amato Giulia. Il dolore per non essere riuscito a salutarti e dirti quanto bene ti voglio. Ma certo è che un giorno ci ritroveremo e rideremo della stupidità umana. Con amore vero ed eterno”
È accaduto pochi minuti prima delle otto mercoledì 15 maggio a Correggio, in provincia di Reggio Emilia
Terrore sul bus degli studenti. Un pullman di linea extraurbano Seta ha preso fuoco: a bordo c’era un un gruppo di studenti diretti agli istituti scolastici per cominciare la giornata di lezioni. È accaduto pochi minuti prima delle otto oggi mercoledì 15 maggio a Correggio, in provincia di Reggio Emilia.
Sul posto i vigili del fuoco da Reggio e da Carpi per domare le fiamme – Una lunga colonna di fumo stamattina a Correggio era visibile a chilometri di distanza e si è sentita anche un’esplosione. Nel frattempo sono arrivati i soccorsi con le ambulanze e vigili del fuoco. I passeggeri sono stati fatti evacuare dall’autista dell’autobus che ha mantenuto grande sangue freddo e tutta la zona è stata chiusa per motivi di sicurezza. Sono in atto accertamenti per verificare eventuali effetti dannosi all’ambiente per il fumo provocato dall’incendio.
Paura ma nessun danno a Marcianise: il cedimento è avvenuto in orario di chiusura
Tanta paura ma per fortuna nessuna persona coinvolta nel crollo avvenuto nella tarda serata di ieri,quando la struttura era vuota perchè chiusa, nel Centro Commerciale Campania di Marcianise, in provincia di Caserta, dove ha ceduto una porzione della controsoffittura nei pressi della piazza centrale del centro. Per questo motivo non ci sono state conseguenze alle persone ma solo danni materiali, con la caduta al suolo di materiale edile e impianti vari.
È stato il personale della security presente ad avvertire rumori sospetti provenienti dal controsoffitto; i vigilanti hanno subito provveduto a transennare l’area, per poi chiamare i vigili del fuoco. Sul posto è arrivata una squadra del distaccamento di Marcianise, che ha lavorato tutta la notte per rimuovere le macerie pericolanti e mettere in sicurezza l’area.
Secondo quanto rende noto la direzione del Centro Campania, a provocare il cedimento della struttura nella zona di Piazza Campania è stato un tendino che si è staccato in un angolo provocando in pochi minuti la caduta di pannelli dalla controsoffittatura.
A Guastalla nel Reggiano, coinvolti studenti di alcune scuole vicine, nessuno in pericolo di vita
Nube chimica dalla piscina, 150 ragazzi intossicati
Una nube chimica, giallastra secondo le testimonianze, si è sprigionata questa mattina intorno alle 8 dalle piscine di Guastalla (Reggio Emilia), un impianto privato, adiacente a moltissime scuole della cittadina – 2mila studenti in tutto – causando tosse e lacrimazione.
Ci sono stati 104 intossicati, per lo più ragazzi tra 14 e 19 anni, più una docente e alcuni operatori di una mensa.
È il bilancio fornito all’ANSA dalla Ausl di Reggio Emilia che spiega che gli intossicati sono stati trattati per “esalazioni di cloro“.
“Dai primi accertamenti condotti dai vigili del fuoco“, spiega l’Arpae, “a causare l’incidente potrebbe essere stata una miscelazione errata durante le operazioni di travaso del fornitore di acido solforico all’interno delle cisternette di raccolta nel locale di deposito del centro“. Si ha “formazione di cloro gassoso quando l’acido solforico si mescola inavvertitamente con una soluzione di ipoclorito, disinfettante delle acque di piscina“.
I sintomi accusati, per lo più lievi, sono stati bruciore agli occhi e lacrimazione, mal di gola, tosse, difficoltà respiratoria, solo per alcuni più pronunciata. Sul posto già intorno alle 8 è stato allestito un Posto medico avanzato, un punto di primo intervento, con medici e infermieri, dal quale sono passati tutti i ragazzi e coloro che non si sentivano bene. Principalmente si è trattato degli studenti dei due istituti superiori accanto alle piscine, Russel e Carrara. Trattati sul posto, da qui sono stati inviati in 65 al pronto soccorso di Guastalla (di questi solo quattro in codice arancione), altri 13 al ps di Montecchio e 11 a quello di Reggio Emilia. Non risultano ricoverati, ma al momento diversi in osservazione nei Ps. Per 15 ragazzi i genitori hanno preferito portarli a casa. La Ausl era intervenuta anche con un’automedica da Novellara, due auto infermieristiche da Guastalla e Poviglio.
La nube – secondo le prime informazioni – si sarebbe originata da un incidente durante i lavori di manutenzione ai depuratori degli impianti. Per chiarire i contorni di quanto accaduto, agli impianti dello Sports Center Swimming Pools di Guastalla si è svolto un sopralluogo del pubblico ministero di Reggio Emilia, Dario Chiari.
La situazione, come ha spiegato all’ANSA la sindaca Camilla Verona, è rientrata nella tarda mattinata. I soccorsi sono intervenuti “immediatamente” anche perché gli impianti della piscina sono vicinissimi, nel raggio di un centinaio di metri, a vigili del fuoco, carabinieri, Asl e pronto soccorso. “Una condizione molto favorevole alla tempestività dell’intervento“. Gli impianti sono però anche adiacenti a un palazzetto dello sport, chiuso, e a moltissime scuole. A essere evacuati sono stati gli istituti superiori Russel e Carrara, anzi molti studenti non sono nemmeno entrati in classe visto che la nube si è sprigionata intorno alle 8 a ridosso della campanella di ingresso.
Sul posto si è dispiegata in pochi minuti una grossa macchina di soccorsi. Sono intervenuti sul posto polizia locale, vigili del fuoco, carabinieri di Guastalla, la stessa sindaca, Arpae e anche il titolare della Piccinini Chimica Srl di Reggio Emilia, fornitore di prodotti chimici che, a quanto appreso, stava operando il carico della sostanza.
A Guastalla è intervenuto anche il nucleo Nbcr della direzione regionale Emilia-Romagna dei vigili del fuoco, specializzato in interventi che possono presentare anche un rischio biologico e chimico. L’intervento dei pompieri, dal comando di Reggio Emilia, è iniziato alle 7.50 di questa mattina per la nube tossica sviluppatasi dai locali tecnici della Piscina di via Sacco e Vanzetti. La sostanza si è rapidamente propagata verso l’adiacente istituto scolastico Russel che è stato evacuato insieme ad alcuni locali commerciali in zona. Circa un centinaio di ragazzi hanno accusato dei malori di entità varia e sono stati condotti in ospedale per accertamenti. La prima squadra dei pompieri di Guastalla ha messo in sicurezza il locale tecnico dove si stavano svolgendo le operazioni di travaso di prodotti chimici normalmente impiegati per il trattamento delle acque dell’impianto natatorio. Poi è arrivato il nucleo specializzato Nbcr che, sulla scorta dei rilievi strumentali, ha delimitato un’area intorno al luogo procedendo alla messa in sicurezza completa dell’area.
Un’esplosione, accompagnata da un forte odore di gas si è verificata al quarto piano di un palazzo ai Gradini San Matteo a Toledo ai Quartieri Spagnoli, a Napoli. Sono caduti pezzi di intonaco sulla scalinata sottostante dove si trova l’ingresso del palazzo nel quartiere affollato dai turisti.
Una coltre di polvere ricopre le auto parcheggiate e tutta la gradinata sottostante è ricoperta di pietre.
Tanta la paura, ma nessun ferito. Sul posto vigili del fuoco e polizia che hanno transennato la zona e fatto allontanare le persone prima di iniziare le verifiche nel palazzo.
‘Esalazioni tossiche ‘, evacuato hotel in centro a Roma
Colpa miscela di cloro nella spa. Attesa informativa in Procura
Bruciore agli occhi e l’aria che all’improvviso è diventata irrespirabile.
Momenti di paura stamattina all’hotel Barberini di via Rasella, nel cuore della capitale. L’allarme è scattato intorno alle 9 quando dalla spa, al piano interrato dell’edificio, si è diffusa una ‘nube tossica’ che ha invaso anche i due piani superiori. L’albergo è statocompletamente evacuato.
Sono otto gli intossicati, tutti dipendenti che si trovavano in quel momento al piano del centro benessere. Cinque persone sono finite in ospedale. I più gravi sono un uomo 60enne e una donna di 50 anni portati dal 118 al pronto soccorso in codice rosso, ma non sarebbero in pericolo di vita. Altri tre colleghi sono stati assistiti dal personale sanitario sul posto. L’hotel oggi era al completo, con tutte le sue 35 stanze occupate per un totale di circa sessanta ospiti. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, polizia, personale dell’ispettorato del Lavoro e dell’Asl e la polizia locale che ha chiuso al traffico la strada durante le operazioni di soccorso.
I pompieri hanno ipotizzato fin da subito che le esalazioni tossiche fossero riconducibili al cloro utilizzato nel locale tecnico a servizio della spa. In particolare, gli investigatori non escludono che si siano sprigionate dalla vasca per un errore di miscelazione durante le fasi di manutenzione. I vapori hanno poi invaso il piano terra e il primo piano dell’albergo rendendo difficoltoso anche l’accesso alla struttura. L’area del centro benessere è stata posta sotto sequestro e si stanno effettuando tutti gli accertamenti per ricostruire esattamente la dinamica dell’accaduto e stabilire eventuali responsabilità. Intanto i pm della Procura di Roma sono in attesa di una prima informativa. Dopo l’arrivo dell’incartamento i magistrati procederanno alla formale apertura di un fascicolo.
L’indagine, coordinata dall’aggiunto Giovanni Conzo, potrebbe essere avviata per il reato di lesioni personali e violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro. E la paura tra gli ospiti dell’hotel è stata tanta. Alcuni sono usciti in strada in pigiama. “Abbiamo sentito un odore molto forte e gli occhi hanno iniziato a lacrimare” hanno raccontato dei turisti stranieri. “Non si riusciva a respirare e molti tossivano – hanno ricordato – E’ stato spaventoso“.