«Sono senza lacrime. .. Senza forze, senza più dignità. E c’è chi parla, parla, parla…».


«Sono senza lacrime. .. Senza forze, senza più dignità. E c’è chi parla, parla, parla…». Non ha bisogno di commenti lo sfogo pubblicato sabato sera dall’account Twitter «Francesco e Filomena». Nella foto a corredo, una cuoca rannicchiata in cucina, proprio sotto i fornelli, in preda a un momento di sconforto in vista delle nuove chiusure anti-Covid previste dal governo. Il volto non si vede, è nascosto nell’incavo del gomito. Facile tuttavia immaginarne l’espressione rassegnata. Uno scatto emblematico delle difficoltà di un’intera categoria, alle prese con un incubo che si protrae da ormai più di un anno.

Oltre 5 mila i “Mi piace” ottenuti dal tweet. Più di mille invece i commenti lasciati da chi ha voluto esprimere tutta la propria vicinanza nei confronti dei professionisti che stanno lottando per non fermarsi di fronte agli ostacoli innalzati dalla pandemia. Un’autentica ondata di solidarietà nella speranza che tutto possa presto tornare alla normalità. E che scene di questo tipo si tramutino quanto prima soltanto in cattivi ricordi. (📸 Twitter: Francesco e Filomena)

In zona rossa si potrà andare nelle seconde case: le regole del decreto legge


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_marzo_13/zona-rossa-seconde-case-andare-posso-decreto-fb8788ba-843b-11eb-ae38-084646f2f8da.shtml?fbclid=IwAR1RAedLvMps7GfM4Ll2epzQ1MpIvEvO3bZWAIKe_uN6USToSvwKpVjVwec

Seconde case in zona rossa, in un’altra Regione o in un altro comune: in arrivo le faq del governo sul decreto legge del 13 marzo con le regole

Raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione e anche in zona rossa, dovrebbe essere consentito anche con l’entrata in vigore del decreto che ha sostituito il Dpcm, lunedì. A meno che non lo vietino ordinanze regionali o comunali più restrittive. È quanto emergerebbe, secondo quanto riferito da fonti di governo, dalle faq del governo di prossima pubblicazione.

Il decreto del 13 marzo che sostituisce il Dpcm – Per contenere l’epidemia, il Consiglio dei ministri ha approvato venerdì un nuovo decreto legge (poi firmato il 13 marzo), che sostituisce l’ultimo Dpcm e che resterà in vigore dal 15 marzo al 6 aprile. Il provvedimento introduce un regime più stringente, anche in vista delle vacanze di Pasqua. Il giro di vite è motivato dal peggioramento della situazione epidemiologica.

Seconde case: le regole – Le Faq sul sito di Palazzo Chigi, che contengono le risposte alle domande più frequenti, dovrebbero  essere aggiornate a breve. A quanto si apprende, dovrebbero mettere in chiaro che anche con l’entrata in vigore del decreto sarà possibile spostarsi per raggiungere le seconde case, ma solo se si è in possesso di un titolo per provare la proprietà (esibendo una copia o autocertificando) e a condizione che la casa di destinazione non sia abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare del proprietario.

In Lombardia – Attualmente in Lombardia è in vigore la zona arancione rafforzata, che non consente di raggiungere le seconde case. Da lunedì, però, in Lombardia dovrebbe essere consentito farlo, salvo ordinanze più restrittive decise dalle autorità locali (al momento ritenute improbabili).

Morto Raoul Casadei, il re del liscio: aveva 83 anni, era ricoverato per Covid


articolo: https://www.corriere.it/spettacoli/21_marzo_13/morto-raoul-casadei-re-liscio-aveva-83-anni-era-ricoverato-covid-1d2eb786-83ec-11eb-ae38-084646f2f8da.shtml

Raoul Casadei è morto: era ricoverato da martedì per Covid. Il musicista aveva 83 anni: nel suo repertorio «Romagna mia» e «Ciao mare»

Raoul Casadei (Gatteo, 15 agosto 1937 – Cesena, 13 marzo 2021) è stato un musicista e compositore italiano, famoso per il contributo alla diffusione del ballo liscio

È morto Raoul Casadei, il re del ballo liscio: aveva 83 anniera ricoverato da martedì 2 marzo all’ospedale Bufalini di Cesena per Covid.

Il musicista e compositore aveva fatto ballare e innamorare generazioni di italiani con successi come «Romagna mia» e «Ciao mare».

Nell’ultima intervista rilasciata al Corriere, Casadei aveva raccontato della sua vita a Gatteo a Mare, in quello che chiamava «il Recinto Casadei»: «La cosa più bella della mia vita», l’aveva definito», «dove viviamo in tanti: le mie figlie con i fidanzati, mio figlio Mirko, che è già nonno; mangiamo spesso insieme, coltivo l’orto per tutti, faccio il vino biologico e vado a prendere il pesce dalle barche».

«Ho ereditato l’Orchestra da mio zio Secondo e l’ho lasciata a mio figlio Mirko», aveva aggiunto, parlando della sua musica: mentre, parlando dei suoi «vizi» (il fumo di pipa e sigaro e la passione per il vino) aveva sorriso: «Ma questi sono vizi belli! Fumo il sigaro toscano, bevo una grappina e il Sangiovese da 14 gradi di mia produzione. Faccio un’ora di ginnastica tutte le mattine mentre ascolto “Prima Pagina”, il programma delle 7.15 su Radio 3. Quindi, faccio un’ora di nuoto».

*LOMBARDIA IN ZONA ROSSA DAL 15 MARZO AL 6 APRILE 2021*


*LOMBARDIA IN ZONA ROSSA DAL 15 MARZO AL 6 APRILE 2021*
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🚘✈️ SPOSTAMENTI
È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona rossa nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.
È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Sono consentiti gli spostamenti necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita.
📚🎒SCUOLA
Sono sospese le attività dei servizi educativi dell’infanzia.
Le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgono esclusivamente con modalità a distanza.
Resta la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in caso di alunni con disabilità e bisogni educativi speciali.
È sospesa la frequenza delle attività universitarie.
Possono proseguire in presenza i corsi per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie.
🛍 NEGOZI
Restano aperti:
🍇🍖Supermercati e tutti i negozi di prodotti e generi alimentari
💉🩺Farmacie e parafarmacie
🍃 Erboristerie
🚬 Tabaccai
⛽️ Benzinai
🧼 Negozi di saponi e detersivi
💻 Negozi di elettronica, di elettrodomestici, di apparecchiature informatiche e telecomunicazioni
📚 Librerie
🗞 Edicole
✏️ Cartolerie
👶🏼 Negozi per bambini e neonati
💄Profumerie
👙 Negozi di biancheria personale
🎽Negozi specializzati in articoli sportivi
🛺 Negozi di autoveicoli, motocicli e relativi parti ed accessori
🌺 Fioristi, vivai e negozi di prodotti per il giardinaggio e per l’agricoltura
👓 Ottici
📸 Fotografi
👕Lavanderie
🪛 Ferramenta, negozi di vernici e materiali da costruzione
⛑Negozi di articoli igienico-sanitari, articoli medicali e ortopedici
💡🔌 Negozi per l’illuminazione e i sistemi di sicurezza
🐯Negozi di articoli per gli animali
➕Negozi di articoli funerari e cimiteriali
📌 Rimangono attivi i distributori automatici
🌐 Sempre permessi gli acquisti via internet, per televisione, per corrispondenza, radio e telefono.
🍱 Chiusi i mercati, salvo le attività di generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici
🚫 Chiusi parrucchieri ed estetiste.
🍕🍰🥐RISTORANTI E BAR
Sono sospese le attività di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense, del catering continuativo su base contrattuale e dei servizi di ristorazione presenti in autogrill, stazioni, aereoporti, ospedali.
Consentita la consegna a domicilio.
Consentito l’asporto per i ristoranti fino alle 22, per bar e locali fino alle 18.
Sempre vietato il consumo sul posto e nelle vicinanze di bar e ristoranti.
Rimangono aperti i servizi di ristorazione negli alberghi, limitatamente ai clienti ivi alloggiati.
⚽️🏀 SPORT
È consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché nel rispetto della distanza di almeno 1 m da ogni persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie. È altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale.
🎎🖼 MUSEI E LUOGHI DI CULTURA
Sono sospese le mostre.
Chiusi i musei e gli istituti di cultura.
Aperte le biblioteche e gli archivi con ingressi contingentati e su prenotazione.
🎭🎫 TEATRI E CINEMA
Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, in club o locali assimilabili.
Sono sospesi gli spettacoli anche negli spazi all’aperto.
Il 27 marzo, dove era previsto, NON riapriranno cinema e teatri.
📊🗂LAVORO
È consigliato limitare la presenza del personale nei luoghi di lavoro (sia pubblici che privati) per assicurare esclusivamente le attività ritenute indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza.
‼️ Il 3, il 4 ed il 5 aprile tutta l’Italia sarà in zona rossa‼️
Sarà possibile spostarsi all’interno della propria regione verso una sola abitazione privata, una sola volta al giorno, per un massimo di 2 persone (minori, disabili e persone non autosufficienti sono escluse dal conteggio).

Dl Covid, Draghi: “Nuove misure necessarie. Sostegno a famiglie e imprese”


Sulla base dell’evidenza scientifica, il governo ha adottato misure restrittive che abbiamo giudicato adeguate e proporzionate. Lo abbiamo fatto con un decreto legge, che vedrà il Parlamento pienamente coinvolto nella discussione“. Così, il premier Mario Draghi, parlando nella sua visita all’hub vaccinale di Fiumicino, dopo il cdm con le nuove regole per contenere l’epidemia di Covid-19. “Sono consapevole che le misure di oggi avranno conseguenze sull’istruzione dei figli, sull’economia e sullo stato anche psicologico di noi tutti. Sono necessarie per evitare un peggioramento che renderebbe inevitabili provvedimenti ancora più stringenti“, ha proseguito il premier. “Per venire incontro alle esigenze delle famiglie, abbiamo deciso, già nel decreto legge di oggi, di garantire il diritto al lavoro agile per chi ha figli in didattica a distanza o in quarantena. Per chi svolge attività che non consentono lo smart working, sarà riconosciuto l’accesso ai congedi parentali straordinari o al contributo baby-sitting“, ha aggiunto. .A cura di Camilla Romana Bruno.

Zona rossa, ecco cosa si può fare e cosa è vietato


Spostamenti, attività commerciali, scuola e sport. Le regole della zona rossa, previste dal Dpcm del 2 marzo 2021, potrebbero estendersi a nuove regioni dal prossimo lunedì. L’ipotesi è che vengano applicate anche alle altre regioni e quindi in tutto il paese durante le festività pasquali, con eventuali deroghe nei giorni di Pasqua e pasquetta.

Covid-19, la conferenza settimanale del Ministero della Salute


Covid-19, la conferenza settimanale del Ministero della Salute

Lombardia in zona rossa da lunedì 15 marzo: è ufficiale.


Lombardia in zona rossa da lunedì 15 marzo: è ufficiale. Fontana: «Mi auguro che sia l’ultimo sacrificio»

Nuove restrizioni in arrivo. Quando scattano anche gli asili nido dovranno chiudere. Il governatore: «Ce lo dicono i dati, pur contenuti dalle scelte prese la settimana scorsa che sono servite a rallentare il virus»

Covid, i numeri che spingono la Lombardia verso la zona rossa

È ufficiale: da lunedì la Lombardia cambia colore (per la 16esima volta in 5 mesi) tornando rossa. La decisione, maturata negli ultimi giorni con la progressione dei numeri, è diventata ufficiale dopo il monitoraggio di venerdì mattina. Con il ministro della Salute Roberto Speranza che ha confermato che firmerà l’ordinanza con il cambio di fascia. Rammaricato il presidente della Regione, Attilio Fontana: «La Lombardia purtroppo si prepara a diventare zona rossa. Ce lo dicono i dati, pur contenuti dalle scelte prese la settimana scorsa che sono servite a rallentare il virus. Mi auguro che sia l’ultimo sacrificio chiesto ai nostri cittadini perché poi spero che arrivino i vaccini necessari per iniziare la vaccinazione di massa, in modo che non debbano più esserci limitazioni alla nostra vita».

Il cambio comporterà anche la chiusura degli asili nido, oltre che delle altre scuole, già passate in didattica a distanza durante la settimana in arancione rinforzato. La zona rossa scatterà da lunedì e non nel weekend. Su questo tema si era ventilata una divisione, con la linea del nuovo governo che aveva promesso di evitare comunicazioni last minute per creare ulteriori disagi alla gente, ma soprattutto ai commercianti. Ma dall’altra le pressioni per stringere le opportunità di contatti sociali in un fine settimana dal meteo favorevole.

«Ad un anno dall’inizio della pandemia, non credo che abbiamo commesso degli errori nella gestione dell’emergenza,  ma che il virus è più complicato di quello che gli stessi scienziati potessero immaginare – ha dichiarato Fontana -. A più di un anno di distanza non abbiamo ancora trovato una cura specifica. Grazie al cielo abbiamo fatto quasi un miracolo a trovare i vaccini, che sono l’unica nostra ancora di salvezza». Queste varianti attaccano molto anche i giovanissimi ha aggiunto il governatore -. Una delle categorie più contagiate è quella che va dai 9 ai 18 anni, il virus sta cambiando i soggetti su cui si installa. Bisogna prestare molto attenzione. È una sofferenza che mi auguro che nell’arco di qualche mese si concluderà».

E proprio il tema delle varianti diventerà centrale anche nella gestione delle fasce di colore per le Regioni nelle prossime settimane. Il Cts da tempo chiede automatismi per far scattare le misure in tempo reale. Così tornerà ad essere vincolante l’indice Rt, qualora si superi la soglia dell’1,25. E l’incidenza delle varianti nella percentuale dei nuovi contagiati.

Per quanto riguarda la situazione sanitaria, «a livello di occupazione dei posti negli ospedali siamo intorno al 40%», ha riferito Fontana: «Una situazione di pressione, ma non di angoscia. Le terapie intensive sono anch’esse in una situazione di pressione, ma di controllo della situazione». Sui vaccini, «ci sono stati degli intoppi sulla convocazione e la predisposizione delle liste», ha ammesso Fontana. A proposito del caso di giovedì a Niguarda, dove sono stati convocati 900 over 80 a fronte della disponibilità di 600 vaccini, ha parlato di un caso «che non avrebbe dovuto verificarsi», «sicuramente un errore», e ha ringraziato gli operatori sanitari che hanno vaccinato comunque tutti. «A ieri sera – ha concluso Fontana – le persone vaccinate in Lombardi erano 930mila», ma per completare le vaccinazioni degli over 80 «ci vorranno ancora parecchie settimane» perché mancano le dosi del vaccino Pfizer.

A Pasqua Italia in zona rossa: lockdown il 3-4-5 aprile. Nuovo decreto in arrivo: sostituirà il Dpcm


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_marzo_12/pasqua-zona-rossa-aprile-regioni-gialle-arancione-b7bf424e-830f-11eb-98e0-a911bb2fb5b0.shtml

Tutta Italia verso la zona rossa il 3, 4 e 5 aprile. Le regioni gialle dovrebbero passare in arancione. Brusaferro: «L’Rt in Italia è 1,16». È quanto emerge dalla riunione in corso tra governatori delle regioni e governo

Il decreto che sarà approvato oggi dal consiglio dei ministri sostituisce il Dpcm e sarà in vigore dal 15 marzo al 6 aprile. E introdurrà misure più restrittive: sia riguardo al colore delle regioni, con numerosi passaggi alla zona rossa e a quella arancione, sia riguardo alle chiusure previste durante le vacanze di Pasqua. È questa l’indicazione che filtra dalla riunione in corso in queste ore tra governatori e governo per illustrare le misure che saranno inserite nel decreto.

Pasqua in Lockdown – L’intenzione del governo sarebbe quella di blindare le vacanze di Pasqua: tutto il Paese dovrebbe passare in zona rossa il 3,4 e 5 aprile.

Le regioni gialle che diventano arancioni – Il ministro della Salute Speranza avrebbe inoltre dichiarato che tutte le regioni gialle dovrebbero passare alla fascia di rischio arancione.

Sardegna, unica zona bianca – La Sardegna dovrebbe restare bianca.

Le regioni verso la zona rossa – Rischiano di passare alla zona rossa la Lombardia, il Piemonte, il Veneto, le Marche, il Trentino Alto Adige, l’Emilia-Romagna e il Friuli-Venezia Giulia. Ma non solo. Anche il Lazio (dove ieri l’Rt è arrivato a 1,3) potrebbe passare alla fascia più rigorosa direttamente da quella gialla e lo stesso potrebbe accadere alla Calabria. Ancora rosse dalla scorsa settimana sono invece Campania, Basilicata e Molise. La Toscana, arancione, è in bilico.

I nuovi divieti dopo l’aumento del numero di casi  L’Rt nazionale è a 1,16 e stiamo sfiorando 250 casi per 100mila abitanti. Lo ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro ai governatori. La riunione tra i rappresentanti delle regioni e il governo arriva dopo giorni di dati preoccupanti, con la curva epidemiologica in rapida salita. Atteso per oggi un decreto per modificare il Dpcm in senso restrittivo, introducendo serrate per i bar e i ristoranti, chiudendo le scuole e limitando le aperture di negozi, parrucchieri e centri estetici.

Vaccino AstraZeneca, la cautela di Aifa: «Prodotto efficace, più benefici che rischi»


articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_marzo_11/vaccino-astrazeneca-cautela-aifa-prodotto-efficace-piu-benefici-che-rischi-dede3cb2-829d-11eb-8fd7-3fd81ad54bdb.shtml?fbclid=IwAR2d-VYzVDwhFIFRE4kxdoO_ODKu12OBPuBfySywzUf5FEmS1GupKQuQ5uM

Il direttore dell’agenzia: «Dobbiamo continuare a credere nel valore del vaccino AstraZeneca e fare una valutazione con tranquillità». I contatti con l’europea Ema, sulla stessa linea

«C’è solo un nesso temporale e non causale» fra la morte del militare di Catania e la vaccinazione con AstraZeneca, ricevuta poche ore prima. «In attesa di raccogliere maggiori elementi anche attraverso la risposta dell’autopsia», Aifa sospende (mantenendo la fiducia in una soluzione positiva) il giudizio sul caso che minaccia di compromettere il normale corso della campagna di immunizzazione col preparato dell’azienda anglo-svedese.

Il direttore dell’Agenzia del farmaco Nicola Magrini tende ad essere rassicurante: «Dobbiamo continuare a credere nel valore di questi vaccini, il rapporto fra il beneficio e il rischio resta favorevole. Bisogna considerare questi eventi con molta tranquillità e credere nella validità della campagna di profilassi. Il preparato di AstraZeneca è capace di prevenire la malattia e gli effetti gravi». Aifa ha dunque optato per una temporanea sospensione del lotto «fino a quando avremo elementi certi per escludere o confermare il nesso causale con gli episodi verificatisi in Italia». È la stessa prudenza raccomandata dall’ente regolatorio europeo Ema. Il fatto che gli eventi avversi, in Italia e all’estero, si siano concentrati in un ristretto lasso di tempo ha fatto alzare il livello di guardia.

Il caso del lotto italiano ABV2856 – Il lotto italiano cui appartengono le dosi sospettate di reazioni avverse gravi (identificato col numero ABV2856) è stato «bloccato in via precauzionale» e non ci sono elementi per ritenere al momento che l’inoculazione possa aver provocato un effetto «che non è mai stato segnalato nonostante nel mondo siano state inoculate diversi milioni di dosi, più di 10 solo nel Regno Unito». Finora, ha detto Magrini, i 40 decessi avvenuti nel corso della campagna portata avanti oltre che con dosi Astrazeneca, soprattutto con Pfizer e Moderna, «sono stati attentamente esaminati. Non erano correlati alle inoculazioni».  continua a leggere

MODULISTICA PER VACCINAZIONE OVER80


https://www.facebook.com/?sk=h_chr

Sul mio canale Telegram potete trovare anche i .pdf.:  https://t.me/simonegri

MODULISTICA PER VACCINAZIONE OVER80

Grazie all’azione dell’amico sindaco di Bollate, Francesco Vassallo, posso mettere a vostra disposizione la modulistica che in questi giorni gli anziani devono compilare prima di farsi vaccinare con il vaccino Pfizer.

Potrete così, qualora dobbiate vaccinarsi o accompagnare una persona anziana, non perdere tempo con la compilazione ed aiutare a snellire procedure e tempi.

Coronavirus, escono di casa con l’autocertificazione falsa. Il giudice: “Non è reato. Il Dpcm è illegittimo”


articolo: https://www.repubblica.it/economia/2021/03/11/news/coronavirus_escono_di_casa_con_l_autocertificazione_falsa_il_giudice_non_e_reato_-291764158/

Il Tribunale di Reggio Emilia: un atto amministrativo non può limitare la libertà personale di movimento, è contrario alla Costituzione un obbligo generalizzato a restare nella propria abitazione

ROMA – Nel pieno della prima ondata della pandemia, a dispetto dei rigidi divieti governativi, un uomo e una donna di Correggio (Reggio Emilia) escono di casa. E’ il 13 marzo del 2020. E quando i Carabinieri li fermano, i due presentano una autocertificazione fasulla. C’è scritto che sono usciti perché la donna deve fare delle analisi e vuole essere accompagnata, ma non è così.

I Carabinieri accertano che la donna non ha fatto tappa in ospedale, quel giorno, come ha giurato ai militari. A quel punto la coppia viene denunciata e finisce sotto processo. Pochi giorni fa, a gennaio del 2021, il Tribunale di Reggio Emilia li ha assolti entrambi “perché il fatto non costituisce reato”.

Non solo. Il giudice di Reggio Emilia sancisce anche l’illegittimità del DPCM dell’8 marzo del 2020 che autorizzava le persone a uscire di casa solo “per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, spostamenti per motivi di salute”. Ne scrive oggi il sito Cassazione.net.

Spiega il giudice di Reggio Emilia che il DPCM non può imporre l’obbligo di permanenza domiciliare, neanche in presenza di un’emergenza sanitaria. L’obbligo di permanenza domiciliare è – viceversa – una sazione penale che può essere decisa dal magistrato per singole persone “per alcuni reati, e soltanto all’esito del giudizio”. continua a leggere

modulo di autercificazione

Campagna vaccinale nelle aziende della Lombardia, il punto la vicepresidente e assessore al…..


Vaccini Covid ed effetti collaterali: AstraZeneca fa venire la febbre dopo la prima dose? E gli altri?


articolo: https://www.corriere.it/salute/muscoli-ossa-articolazioni/21_marzo_10/vaccini-covid-ed-effetti-collaterali-astrazeneca-fa-venire-febbre-25659b58-8032-11eb-a06c-fddde4eb7de2.shtml?fbclid=IwAR36TuiV3LyVmooFADb6fl9rfTnk6gkZMienaUvxxsvkLAAeR08a-kQynh0

Pubblicato il nuovo report dell’Agenzia italiana del farmaco: 30mila segnalazioni su oltre 4 milioni di dosi somministrate. Nessun decesso collegato ad anafilassi

Ed è frequente sentirsi dire che dopo la prima dose di Pfizer o Moderna non ci sono stati problemi, mentre con AstraZeneca è andata peggiofebbre e dolori, soprattutto il giorno dopo. Tanto che si sta diffondendo l’idea di prendere uno o due giorni di malattia dopo la data fissata per la vaccinazione con AstraZeneca. E c’è purtroppo chi rifiuta tout court il vaccino AstraZeneca. Non solo: la «vulgata comune» vuole anche che i vaccini a mRna (Pfizer e Moderna) causino reazioni avverse (sempre lievi e facilmente trattabili) dopo la seconda dose. Per quanto riguarda AstraZeneca, in Italia probabilmente nessuno sa cosa succede dopo il richiamo, dato che va fatto dopo 3 mesi.

Quanto c’è di vero in queste «voci»? – La premessa — necessaria e fondamentale — è che si tratta per lo più di effetti collaterali comuni a tutti i vaccini, in misura minore o maggiore, che non devono preoccupare. Nella stragrande maggioranza dei casi è sufficiente stare a riposo e assumere paracetamolo.

Il documento dell’Aifa

Ci aiuta a fare chiarezza un report appena pubblicato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), il secondo «Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini Covid-19» (dati dal 27/12/2020 al 26/2/2021).

Dunque, da fine dicembre (somministrazione dei primi vaccini) a fine febbraio ci sono state 729 segnalazioni di eventi avversi ogni 100mila dosi somministrate, indipendentemente da tipo di vaccino.

Le segnalazioni riguardano soprattutto il vaccino Pfizer/BioNTech «Comirnaty» (96%), che è stato il più utilizzato, e solo in minor misura il vaccino Moderna (1%) e il vaccino AstraZeneca (3%).

Si tratta per lo più di eventi avversi non gravi: febbre, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea.

La febbre è stata segnalata con maggior frequenza dopo la seconda dose rispetto alla prima, seguita da cefalea e astenia. I minori tassi di segnalazione dei vaccini Moderna e AstraZeneca rispetto a Comirnaty sono attribuibili al minore o più recente utilizzo, pertanto — sottolinea Aifa nel rapporto — andranno monitorati nel tempo.

Gli eventi (febbre, mal di testa, dolori, brividi, nausea) insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo.

In termini assoluti, fino al 26 febbraio, sono state complessivamente inserite nella Rete nazionale di farmacovigilanza 30.015 segnalazioni, su un totale di 4.118.277 dosi somministrate per tutti i vaccini. Il tasso di segnalazione è di 907/100.000 dosi per le donne e di 424/100.000 per gli uomini. L’età media delle persone che hanno avuto effetti indesiderati è di 46 anni.

Le segnalazioni gravi sono il 6,1% del totale, con un tasso di 44 eventi gravi ogni 100mila dosi somministrate. La valutazione del ruolo causale dei vaccini in queste segnalazioni è in corso e richiede un approfondimento specifico per ogni singolo caso. continua a leggere

Vaccini anti-Covid e possibili reazioni avverse

Covid, Crisanti: «Un altro lockdown sfinirebbe la popolazione»


articolo: https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/cronaca/21_marzo_08/covid-crisanti-un-altro-lockdown-sfinirebbe-popolazione-1637634c-7fff-11eb-995b-e216d997e2be.shtml?fbclid=IwAR0zGIHrAcSBVqK88fh42xVmrncoTfLya3bwPDfSfXk9VW4f1nIOFtnvdrs

Il microbiologo padovano: «Si aumenti la velocità della campagna vaccinale e si facciano più tamponi. Centomila morti? Difficilmente si poteva fare peggio»

«Un lockdown nazionale per poter affrontare la sfida di una vaccinazione anti-Covid di massa, con numeri senza precedenti? Ma bisognerebbe farlo una volta per tutte. In realtà penso che la gente sia stufa, non ci crede più. A questo punto facciamo senza. E’ inutile farlo il lockdown, rimaniamo così. Altrimenti si stressa la popolazione, e li teniamo in casa per 3 settimane senza ottenere nulla. Le persone sono sfinite dalle zone» a colori. Un nuovo stop nazionale «sarà improponibile, a meno a che non sia veramente l’ultimo». E’ la riflessione del virologo Andrea Crisanti su una delle ipotesi che sarebbe sul tavolo. «Per fare uscire il Paese da questa crisi, serve un progetto con più gambe – spiega all’Adnkronos Salute il direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia dell’ateneo cittadino – Va senz’altro aumentata la capacità di distribuire vaccini e ci penserà il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, ma non se ne esce se mancano due o tre punti fondamentali a questo progetto: uno è sicuramente avere un progetto nazionale di sequenziamento delle varianti, la seconda è creare finalmente una rete di laboratori in grado di fare una grande quantità di tamponi. Anche il lockdown sarebbe una delle gambe su cui far camminare la strategia» anti-Covid, «ma siamo in un momento in cui la popolazione non ci crede più».  continua a leggere

«AstraZeneca può evitare forme letali del Covid 19»….


articolo: https://www.ripartelitalia.it/ecco-come-vaccino-astrazeneca-viene-esteso-agli-over-65/?fbclid=IwAR1dgCcyF77vF39ex3saeAt6p2upvDFeUAIXiPJhgt4w8c9fLWJ53_hpULY

«AstraZeneca può evitare forme letali del Covid 19». Ecco perché viene esteso agli over 65

Via libera del ministero della Salute all’utilizzo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca anche nei soggetti sopra i 65 anni di eta’, esclusi pero’ i soggetti “estremamente vulnerabili” per particolari patologie.

Lo prevede la circolare “Utilizzo del vaccino COVID-19 VACCINE ASTRAZENECA nei soggetti di eta’ superiore ai 65 anni” firmata dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza che il nostro Osservatorio pubblica qui integralmente.

Ulteriori evidenze scientifiche resesi disponibili – si spiega nella circolare del ministero della Salute – non solo confermano il profilo di sicurezza favorevole relativo al vaccino ma indicano che, anche nei soggetti di eta’ superiore ai 65 anni, la somministrazione del vaccino di AstraZeneca e’ in grado d’indurre significativa protezione sia dallo sviluppo di patologia indotta da SARS-CoV-2, sia dalle forme gravi o addirittura fatali di COVID-19”. continua a leggere

[Il documento integrale]

Vaccini Covid: la Lombardia cambia gestore per prenotazioni e si affida alle Poste


articolo: https://www.milanotoday.it/attualita/coronavirus/portale-vaccini-poste.html?fbclid=IwAR1-Te289Aq7-q_WIDjf4Ws3IDt_CV1_8cxjdwCcrEHjfczqve3p2uOkRtk

Vaccini anti Covid, la Lombardia cambia gestore di prenotazioni

Cambierà tra una decina di giorni il gestore del sistema di prenotazione dei vaccini contro il Covid. Diverse le polemiche che si sono succedute fin da quando il sistema è stato attivato, inizialmente solo per gli anziani over 80 e poi anche per gli insegnanti. Si ricorderanno le difficoltà nel ricevere l’sms di conferma prima che scadesse la sessione online, il primo giorno, poi per fortuna risolte. Ma ci sono stati altri intoppi: ad esempio cittadini a cui è stato fissato l’appuntamento a chilometri e chilometri di distanza, magari con sms arrivato in piena notte e appuntamento poche ore dopo.

Così Letizia Moratti, vice presidente della giunta e assessore al welfare, ha annunciato il cambio del gestore. Lo ha fatto domenica, intervistata da “Mezz’ora in più” su Rai 3. «Ci sono state disfunzioni nel nostro sistema di prenotazioni dei vaccini», ha detto: «Io devo operare nell’interesse dei cittadini e, d’accordo con il presidente Attilio Fontana, ho voluto cambiare sistema e passare a Poste italiane».

Secondo quanto riferito dalla Moratti, il sistema di Poste verrà attivato intorno al 16-17 marzo. «Ho già parlato con l’amministratore delegato per accelerare. Il loro è un sistema diverso, più evoluto e sono sicura che con questo sistema supereremo le criticità che abbiamo avuto», ha concluso.

La Moratti ha poi parlato anche del sistema sanitario lombardo, ricordando le «assolute eccellenze» tra cui l’avvio della sperimentazione di un vaccino studiato dalla Bicocca. «Quella che va rafforzata è la medicina territoriale. Una Regione che diventi meno ‘ospedalicentrica’», ha detto.

Partita in Lombardia la vaccinazione per gli insegnanti


articolo: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/03/08/partita-in-lombardia-la-vaccinazione-per-gli-insegnanti_2d9c096a-b5d4-41d3-a90b-789390d0b098.html

Alcune persone pur ricevendo sms non erano presenti nelle liste

(ANSA) – Milano, 08 marzo 2021 – Ha preso il via in mattinata, oggi 8 marzo, in tutta la Lombardia, la campagna vaccinale riservata al personale scolastico. Migliaia gli insegnanti, assistenti e personale amministrativo che la settimana scorsa avevano prenotato sul portale dedicato, sono stati convocati oggi nei centri vaccinali per la prima delle due somministrazioni Astra Zeneca.

Tutto è filato liscio, anche se in qualche singolo caso, è capitato che persone che avevano ricevuto regolarmente l’Sms dal sistema, poi in realtà non figurassero negli elenchi delle persone da vaccinare.
    All’ospedale in Fiera di Milano, i primi insegnanti sono stati vaccinati alle 8,30 di questa mattina dal personale del Policlinico, i quali entro le 18,30 somministreranno le dosi per circa 1.100 docenti. “È andata bene – spiega Maria Chiara Galliano, professoressa all’Istituto Grassi di Saronno -, non c’era nemmeno tanta coda. Anche a livello di prenotazione non ho avuto problemi e l’Sms mi è arrivato 48 ore prima della vaccinazione. Ora mi sento più serena, anche se continuerò ad adottare tutte le precauzioni seguite finora. Mi sento anche fortunata perché nessuna delle mie colleghe della scuola di Saronno ha già ricevuto un appuntamento“. Un po’ di coda in più, invece, al Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo Da Vinci, dove nella giornata odierna una ventina tra medici e infermieri dell’ospedale Multimedica San Giuseppe, saranno chiamati a vaccinare 500 insegnanti.
    In coda, ad aspettare il suo turno di vaccinazione al Museo, anche Paolo Limonta, maestro elementare e assessore all’edilizia scolastica del comune di Milano. “Oggi è un giorno importante perché continuo a ritenere che sia stato un grave errore chiudere la scuola – ha osservato -. Dovevano rimanere aperte perché sono dei luoghi sicuri e soprattutto garantiscono i diritti dei bambini e dei ragazzi. Non abbiamo ancora finito di risarcire loro quello che gli abbiamo tolto l’anno scorso, vediamo di farlo anche attraverso questa campagna di vaccinazione. Vediamo di farli tornare il prima possibile a scuola“. (ANSA).

Era il 9 marzo 2020……………


La conferenza stampa del 9 maggio 2020

Scala, svanito nel nulla il maxi focolaio tra i ballerini: 44 tamponi negativi su 45


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_marzo_08/scala-niente-maxi-focolaio-covid-tamponi-negativi-tutti-ballerini-tranne-uno-cd2fc728-8028-11eb-a06c-fddde4eb7de2.shtml?fbclid=IwAR0Aw8uGv7doVOYGVTuWpS4qxDvEl9psWDwcYXn6C1D_YVssDDrmiHu2Ph8

I nuovi controlli hanno smentito quelli precedenti: è svanito nel nulla il presunto contagio che si pensava avesse colpito massicciamente il Ballo. Concreto però il danno sull’attività della compagnia

Il ballo del tampone alla Scala si tinge di giallo. Dagli ultimi tamponi molecolari sui 45 artisti «risultati positivi al Covid», 44 sono negativi: 34 ballerini, 3 membri della Direzione del Ballo, 3 cantanti e 2 artisti del «parrucco». Solo un elemento del corpo di ballo è positivo e ora i suoi contatti saranno isolati. I risultati ufficiali dei test sono giunti stamattina in Teatro, confermando le voci che già circolavano nella giornata di ieri. È svanito, dunque, nel nulla il focolaio che avrebbe colpito massicciamente il Ballo. Concreto però il danno sull’attività della compagnia che ha dovuto rinviare le registrazioni dell’«Omaggio a Nureyev», la cui trasmissione era prevista per il 28 febbraio oltre al ritardo, per i 3 canti «falsopositivi», nelle prove del dittico di Kurt Weill Die sieben Todsünden e Mahagonny Songspiel, il cui streaming su RaiPlay è programmato per il 18 marzo.

Ma cos’è successo? Errore umano? Insidiosità delle nuove varianti che creano falsi positivi nei test? Un caso analogo si è verificato, pochi giorni fa, sul set del film kolossal «House Gucci» di Ridley Scott a Gressoney, con tamponi positivi che poi si sono rivelati negativi. Se da una parte si tira un sospiro di sollievo, dall’altra si infiammano gli animi dei ballerini, costretti a una rigida quarantena in casa ed esasperati da mesi di restrizioni e cautele di ogni tipo, per poter proseguire, nell’osservanza dei protocolli, la programmazione «a porte chiuse» che prevede registrazioni tv e streaming.

Covid, la disperazione dell’allenatore brasiliano in diretta tv:…..


Luiz Carlos Cirne Lima de Lorenzi, noto come Lisca

articolo & Video: https://video.repubblica.it/mondo/brasile-la-disperazione-del-tecnico-in-diretta-tv-perdo-amici-e-mandano-in-trasfera-i-club-siamo-terrorizzati-fate-qualcosa/377414/378024

Covid, la disperazione dell’allenatore brasiliano in diretta tv: “Perdo amici e mandano in trasferta i club”

Un appello “disperato“, come lo hanno definito i media brasiliani, quello di Luiz Carlos Cirne Lima de Lorenzi, noto come Lisca, tecnico dell’América Mineiro. Durante un incontro della Serie B brasiliana, l’allanatore si è rivolto alle autorità del Paese, chiedendo di bloccare gli spostamenti delle squadre di calcio. “Il Paese è fermo, non ci sono posti negli ospedali, io sto perdendo amici e noi facciamo viaggiare club con delegazioni di trenta persone da una parte all’altra del Brasile?“, ha detto Lisca.

Negli ultimi giorni il Brasile ha visto crescere i contagi da coronavirus in maniera vertiginosa. Nelle ultime tre rilevazioni i decessi quotidiani sono stati sempre più di 1700. Il Paese fa i conti con l’emergenza negli ospedali soprattutto a Manaus, dove si è diffusa maggiormente la variante “brasiliana“, che ha moltiplicato i contagi nel giro di pochissimo tempo.

Usa: Cinema e teatri, New York riparte


Cinema e teatri, New York riparte: l’America riaccende le sue lucidal nostro corrispondente Federico

PODCAST: https://rep.repubblica.it/audiovideo/audio-rubrica/rep/audio-video/audio-d-autore/2021/03/06/

Vaccino in Lombardia, prenotazioni cancellate e falla nel portale Aria


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_marzo_06/prenotazioni-cancellatee-falla-portale-webla-campagna-vaccinalesi-inceppa-ancora-245a90ae-7e4a-11eb-a1f6-6ee7bf0dab9f.shtml?fbclid=IwAR3R4cbxNdAd7rVwgi_-9R0RkoY8gWIpKhKbnE0FCJfs-l9LPX2DrJUbdlc

Sms inviati e smentiti a professori e anziani. Scoperto un «baco» nel software. La svolta: adesioni in farmacia solo per gli over 80

L’appuntamento vaccinale confermato e annullato poche ore dopo. «Buchi» che permettono di chiedere l’iniezione anche a chi non ne ha diritto (per ora). Il portale regionale di Aria spa si inceppa ancora. Nato per raccogliere le adesioni al vaccino anti-Covid e per comunicare ai cittadini dove e quando ricevere la puntura, ha creato più di un intoppo ad una campagna già difficile. Tant’è che per la fase «massiva» Regione ha scelto di usare un altro strumento, messo a disposizione gratuitamente da Poste Italiane.

Ma ci vorranno tre settimane per avere la nuova piattaforma. Nel frattempo tocca fare i conti con quella made in Lombardy e con tutti i suoi difetti. Gli ultimi aneddoti in merito risalgono a ieri. Una nonna over 80 riceve il tanto atteso messaggio: «Caro cittadino, Regione Lombardia la invita alla vaccinazione anti-Covid 19». Seguono i dettagli su dove presentarsi e quando. La gioia viene spazzata via poco dopo, da un nuovo trillo del cellulare. L’appuntamento viene cancellato. «A causa di un problema tecnico abbiamo inviato un messaggio con informazioni non corrette. Seguirà nel più breve tempo possibile un nuovo messaggio di invito». Lo stesso disguido è stato segnalato da alcuni insegnanti. Perché le convocazioni sono state revocate? «Un problema di agende e di slot disponibili» spiegano dall’assessorato alla Sanità, senza dare ulteriori precisazioni. continua a leggere

Coronavirus, in Lombardia 5.210 nuovi casi e 61 decessi. A Milano città +655 contagi, Brescia: +1.122


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_marzo_05/coronavirus-lombardia-5210-nuovi-casi-61-decessi-milano-citta-655-contagi-brescia-1122-cc03013c-7d88-11eb-a517-47051ff9fbb4.shtml

Il report di venerdì 5 marzo fornito dalla Regione. I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono 57.154, la percentuale si attesta al 9,1%. I pazienti guariti/dimessi sono 519.186

In Lombardia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, sono risultate positive al Sars-CoV-19 623.952 persone (+5.210 ; i casi positivi segnalati ieri erano 618.742 e l’aumento sul giorno precedente era stato +5.174), secondo i dati forniti dalla Regione Lombardia. Di queste, complessivamente, sono decedute 28.638 persone (+61, ieri +59). I ricoveri in ospedale sono 4.804 (+69, ieri +190), in terapia intensiva sono 543 (+11, ieri +26), mentre il totale dei guariti e dei dimessi è 519.186 (+1.415, ieri +2.057). I tamponi sono stati 57.154 contro i 53.563 di ieri. La percentuale dei positivi in rapporto ai tamponi effettuati è del 9,1% (ieri era 9,6% e l’altro ieri 8,2%).

vedi anche Link: https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/coronavirus/misure

Qui il bollettino nazionale. Questa è la mappa del contagio in Italia, qui il grafico aggiornato dei casi nel mondo. Qui lo speciale del Corriere in cui infettivologi e esperti spiegano la pandemia.

I dati per provincia

Qui la mappa dei casi divisi per Provincia.

  • Milano +1.593 (ieri +1.200) – Milano città + 655 (ieri +421)
  • Bergamo + 370 (ieri +372)
  • Brescia + 1.122 ( ieri +1.114)
  • Como + 332 (ieri +403)
  • Cremona + 207 (ieri +170)
  • Lecco + 67 (ieri +180)
  • Lodi +67 ( ieri +80 )
  • Mantova +188 (ieri +291)
  • Monza e Brianza + 470 (ieri +475)
  • Pavia + 278 ( ieri +313)
  • Sondrio + 54 (ieri +72 )
  • Varese + 336 (ieri +378)

Morto “il Carletto” Tognoli, il ‘sindaco più sindaco’ della Milano del Dopoguerra che piaceva agli operai e agli industriali


articolo: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/03/05/news/morto_carlo_tognoli_sindaco_milano_socialista-290483726/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S9-T1

Sindaco socialista della Milano prima di Tangentopoli, entrò a Palazzo Marino che aveva solo 38 anni sostituendo Aldo Aniasi

“il Carletto” Carlo Tognoli (Milano, 16 giugno 1938 – Milano, 5 marzo 2021) è stato un politico e giornalista italiano. È stato sindaco di Milano, più volte Ministro della Repubblica, deputato ed europarlamentare.

Per tutti Carletto, anzi “il Carletto” Tognoli. O anche “il Tognolino“. Forse il sindaco “più” sindaco della Milano del Dopoguerra, nel senso che molti altri ce ne sono stati e non pochi hanno lasciato il segno, ma “Tognolino è uno che c’è sempre“. Vale a dire che, nei suoi dieci anni da primo cittadino, dal 1976 al 1986, e cioè dalla Milano degli Anni di piombo e dei morti ammazzati in strada da rapinatori e terroristi, alla Milano da bere della Borsa che tirava, delle modelle e del Made in Italy, lo trovavi ovunque, con gli occhi sgranati dietro gli occhiali da vista extralarge. E cioè, non solo in cerimonie e occasioni ufficiali, ma all’inaugurazione della bocciofila; nelle serate all’osteria della Briosca, dove ancora si esibivano i cantanti della ligera, la vecchia mala; e a tavola con qualche industriale, finanziere o giornalista a mezzogiorno, e a cena con l’operaio più sconosciuto della periferia più lontana. Aveva un’idea speciale: risanare con la cultura la città. Concerti a prezzi popolari, investimenti nei teatri, il sodalizio con Giorgio Strehler e con il Piccolo, la Scala che apre a giovani e operai. E aveva un altro pallino: l’ecologia. Si deve a lui e all’assessore al Traffico Attilio Schemmari se Milano chiuse al traffico privato il centro, l’intera cosiddetta Cerchia dei Navigli. Oggi si direbbe che cercava la “sostenibilità”, ma aveva la vista lunga e ci sapeva fare. continua a leggere

Speranza firma le ordinanze: la Lombardia evita il rosso, la Campania no. Veneto e Friuli arancioni


articolo: https://www.repubblica.it/cronaca/2021/03/05/news/monitoraggio_colori_regioni_zona_rossa_zona_arancione_iss-290417979/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S1-T1

I provvedimenti in vigore da lunedì 8 marzo. Iss-Istat: “Tra marzo e dicembre, 108.178 decessi in più rispetto alla media”

ROMA Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, ha firmato le nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 8 Marzo. Passano in area arancione le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto. La Lombardia evita la zona rossa, passando all’arancione scuro.  La Campania passa in zona rossa da lunedì 8 marzo.

Anche l’Emilia-Romagna resta in arancione. La decisione sarebbe dovuta anche alle differenze che ci sono fra i vari territori della provincia: per Bologna e Modena, le due zone maggiormente sotto pressione, è già infatti stata istituita la zona rossa, mentre Rimini, Ravenna, Cesena e Reggio Emilia sono in ‘arancione scuro.

La Liguria resta gialla, unica nel Nord Italia che resta di questo colore. L’Umbria è stata confermata in
fascia ‘arancione‘. La Regione ha quindi emesso una nuova ordinanza, valida fino al 21 marzo (salvo modifiche anticipate in base al mutamento del quadro epidemiologico) che si allinea al nuovo Dpcm e che conferma alcune delle misure già in essere.

Nelle Marche, dal 6 marzo le province di Ancona e Macerata saranno in zona rossa. Si applicano tutte le misure del nuovo Dpcm compresa la chiusura e didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado e le università. Va sottolineato che in base all’ultimo Dpcm del 2 marzo che entrerà in vigore domani, sabato 6 marzo, nelle zone cambiano alcune regole. Le Province di Pesaro e Urbino, Fermo e Ascoli Piceno restano in zona arancione.

In Abruzzo, che si trova in zona arancione, scuole materne e dell’infanzia e barbieri, parrucchieri e centri estetici continueranno ad essere aperti anche nelle zone cosiddette ‘rosse locali’ istituite dalla Regione. Il presidente, Marco Marsilio, sta infatti per firmare una nuova ordinanza che proroga le maggiori restrizioni per determinate aree, ma le misure e i divieti verranno elencati nel provvedimento e non si farà più riferimento alle norme contenute nei Dpcm. Di fatto le maggiori restrizioni rappresentano un inasprimento delle misure previste per la zona arancione, in cui si trova l’Abruzzo. La zona con maggiori restrizioni non sarà più definita ‘rossa’.

Le zone

Riepilogando, ecco come sono divise le regioni:

Zona rossa: Campania, Basilicata e Molise.
Zona arancione: Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Abruzzo, Emilia Romagna, Marche, Piemonte, Umbria, Toscana e le province autonome di Bolzano e Trento.
Zona gialla: Liguria, Lazio, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta.
Zona bianca: Sardegna.

Le indicazioni della cabina di regia – “Il dato dell’Rt a 14 giorni mostra che il nostro Paese ha superato l’1, questa non è una buona notizia perché è un indicatore di crescita dell’epidemia e l’obiettivo a livello Paese e di Regioni e Province autonome è riportarlo rapidamente sotto l’1, ma quasi  tutte le regioni sono con l’Rt sopra l’1 anche se con il livello più basso dell’intervallo di confidenza in alcuni casi sotto l’1. continua a leggere

TUTTI GLI RT

Ecco il quadro regione per regione degli Rt puntuali come indicato nella bozza dell’ultimo monitoraggio  Iss-ministero della Salute (dati al 3 marzo 2021 relativi alla settimana 22-28 febbraio) :

REGIONE              RT PUNTUALE

  • Abruzzo           0.96
  • Basilicata        1.16
  • Calabria          0.81
  • Campania       0.96
  • E-R                     1.13
  • FVG               0.92
  • Lazio               0.98
  • Liguria           0.96
  • Lombardia     1.13
  • Marche           1.08
  • Molise            1.66
  • Piemonte       1.15
  • PA Bolzano    0.75
  • PA Trento      1.1
  • Puglia              0.93
  • Sardegna       0.67
  • Sicilia             0.79
  • Toscana         1.18
  • Umbria           0.79
  • Valle d’Aosta   1.21
  • Veneto             1.08

Nuovo Dpcm marzo, negozi chiusi e coprifuoco: si decide in quindici giorni. L’ipotesi di nuovi limiti


Un’ulteriore stretta se la curva dei malati gravi continuerà a salire . Zone rosse locali allargate ai comuni vicini per contenere il virus

Podcast Corriere Daily

Il numero che più allarma è quello delle terapie intensive con 2.475 occupati e soprattutto 232 nuovi ingressi registrati giovedì. Perché si avvicina pericolosamente a quella soglia dei 3.000 che fa scattare l’allarme. E non è l’unica. Il dato sui nuovi contagiati, che negli ultimi giorni mostra la risalita veloce della curva epidemiologica, è l’altro indicatore tenuto d’occhio con ansia dagli esperti. Perché dimostra che la terza ondata è ormai cominciata e la richiesta del governo su presidenti di Regione e sindaci affinché mandino in rosso tutte le zone dove si creano focolai si è già trasformata in pressing. Se anche questo non dovesse bastare a fermare l’avanzata del Covid-19, dovrebbero scattare le chiusure nazionali. Al momento l’ipotesi di tornare al lockdown viene esclusa, altre ipotesi continuano a essere esplorate. E vanno tutte nella stessa direzione: limitare al massimo lo spostamento delle persone, evitare i contatti. «I prossimi quindici giorni saranno decisivi, dobbiamo monitorare l’effetto delle ordinanze sul cambiamento di fascia», ripetono i ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari regionali Mariastella Gelmini.

Il Dpcm – Il provvedimento in vigore da sabato 6 marzo non prevede chiusure ulteriori rispetto a quelle già in atto. Soprattutto in zona gialla. Conferma però il sistema e soprattutto «copre» il periodo delle vacanze pasquali ritenute di massimo rischio proprio come quelle natalizie, se non addirittura di più per l’arrivo di una stagione più mite.

I mini lockdown – Le ordinanze sulle aree in zona rossa dovranno essere ampliate ai comuni limitrofi proprio per prevenire il rischio di contagio. Serve a potenziare al massimo le restrizioni nelle zone di pericolo ricorrendo anche all’arancione scuro che non prevede il lockdown ma chiude comunque le scuole. L’allerta per i contagi tra i giovanissimi — con l’impennata nella fascia di età tra i 10 e i 19 anni — costringe infatti alla didattica a distanza. Ma questo potrebbe non essere sufficiente.

I negozi – Se la curva non accennerà a diminuire nelle stesse zone dove le lezioni sono in Dad potrebbe essere imposta anche la serrata di alcuni esercizi commerciali. Del resto nella riunione della sorsa settimana con i governatori, Gelmini è stata fin troppo esplicita: «Ci chiedete di chiudere le scuole, ma tenete aperti i centri commerciali e questo è un controsenso», ha detto. In zona rossa sono già stati chiusi barbieri, parrucchieri e centri estetici. Con un peggioramento della situazione altre categorie potrebbero subire la stessa sorte.

Il coprifuoco anticipato – La possibilità di portare alle 20 il divieto di uscire di casa è stato discusso nei giorni scorsi, quando si stava mettendo a punto il Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi il 3 marzo, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile. Si è deciso di prendere tempo, ma l’orario sarà anticipato qualora ci si rendesse conto che il numero di nuovi contagiati da ricoverare manda in crisi le strutture sanitarie.

Gli spostamenti – Potrebbero scattare nuovi divieti anche per gli spostamenti non necessari per motivi di lavoro, salute e urgenza. La limitazione potrebbe riguardare le visite a parenti e amici. In zona rossa è già stato vietato di andare «in due adulti e minori di 14 anni, una volta al giorno nelle case di altri». Alcune ordinanze regionali con il passaggio all’arancione scuro — come quella entrata in vigore in Lombardia — hanno già previsto la stessa restrizione. A questo punto non è escluso che si possa decidere di uniformare le misure in tutta Italia ad esclusione delle zone gialle.

Lombardia in zona arancione scuro, le regole: parchi aperti, ma sono vietate le visite a parenti e amici


articolo: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_marzo_05/arancione-rafforzato-posso-andare-trovare-parenti-parchi-sono-aperti-59949576-7d37-11eb-a8b8-332e1131cc2c.shtml?fbclid=IwAR3xtigyH3C-vjBZUT1MuqBBZFFFfJFKYINzPkfL34PvqnzE36Ln-W9DC4k

Le restrizioni che entrano in vigore con il passaggio all’arancione rafforzato: è vietato  uscire  dal  proprio  Comune  e  nei  negozi  entra  un  solo  membro della famiglia  per volta. Niente visite a casa e niente aree giochi

Podcast Corriere Daily

Bar e ristoranti sono chiusi. Centri estetici e parrucchieri possono accogliere i clienti – La nuova ordinanza firmata dal presidente della Lombardia Attilio Fontana contiene anche il divieto, tranne per i soggetti con disabilità, di utilizzare le aree attrezzate per gioco e sport all’interno di parchi, ville e giardini pubblici. Non è, però, prevista la chiusura dei parchi cintati, che restano disponibili nel rispetto del distanziamento. Rimangono aperti, come in zona arancione, tutti i negozi, tranne i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. La nuova ordinanza prevede, però, l’accesso limitato alle attività commerciali ad un solo componente per famiglia. Come per i negozi, non cambiano le regole per gli esercizi pubblici: bar e ristoranti sono chiusi tutto il giorno. Rimane consentita la consegna a domicilio e l’asporto. Rimangono aperti anche centri estetici e parrucchieri.

A casa gli studenti di tutte le scuole. Il nido unica eccezione – La fascia «arancione rafforzato» nasce per intervenire là dove la variante inglese corre di più: tra i giovani. La principale differenza rispetto all’arancione classico riguarda appunto gli studenti: tutte le scuole di ogni ordine e grado sono chiuse, con sospensione delle lezioni in presenza e obbligo della sola didattica a distanza, ad eccezione degli asili nido. Restano, però, le attività di laboratorio e quelle di inclusione scolastica per gli alunni disabili. Lezioni solo a distanza anche nelle università. Ma c’è una deroga, e coinvolge gli studenti «figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione». Per loro il ministero ha già dato indicazioni ai dirigenti scolastici affinché sia garantita la frequenza in presenza.

Si può uscire liberamente. Vietate le seconde case anche dentro la regione – Sugli spostamenti ci sono molti punti in comune con la zona arancione, ma anche due notevoli differenze. Come già in zona arancione, anche nella sfumatura più scura si può uscire liberamente di casa dalle 5 alle 22, ma si deve rimanere all’interno del proprio Comune di residenza. Non si possono, quindi, varcare i confini comunali se non per motivi di lavoro, urgenza, salute e ad eccezione dei comuni sotto i 5 mila abitanti. La prima grande differenza riguarda però le seconde case: in zona arancione rafforzato non è possibile raggiungere le seconde case ubicate nel territorio della regione e fuori, fatti salvi gli spostamenti motivati da comprovate e gravi situazioni di necessità. Non è consentito, inoltre, a coloro che non risiedono in Lombardia recarsi presso le seconde case ubicate in Lombardia.

Niente visite agli amici. Non è mai consentito andare nelle abitazioni – La seconda grande differenza rispetto alla zona arancione «classica», ma anche alla fascia «arancione rafforzata» fin qui applicata, riguarda la visita a casa di amici e parenti, che in zona arancione è consentita una sola volta al giorno, nello stesso comune, in massimo due persone più figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti conviventi. Da oggi, invece, in tutta la Lombardia sono vietati gli spostamenti verso le abitazioni private ubicate nel territorio della regione, fatti salvi gli spostamenti motivati da comprovate e gravi situazioni di necessità. In parole semplici, non si possono più andare a trovare parenti e amici, nemmeno all’interno del proprio Comune. Si ricorda, inoltre, che gli spostamenti verso le altre regioni non sono consentiti fino al prossimo 27 marzo.

La mia mascherina FFP2 è a norma di legge? Per essere sicuri c’è uno strumento online dell’Ue


articolo: https://www.corriere.it/tecnologia/21_marzo_05/mia-mascherina-ffp2-norma-legge-essere-sicuri-c-strumento-online-dell-ue-7b41b666-7cfd-11eb-a8b8-332e1131cc2c.shtml?fbclid=IwAR2ugmOIlmMaG5BP08bycMTXFL2i8iTpqdmripT9vkqUMKquZNw2JAboang

In pochi clic è possibile scoprire se il marchio CE stampato sul proprio dispositivo è truffaldino o meno. Tuttavia, questo sistema di certificazione ha dimostrato gravi lacune

Podcast Corriere Daily

Il caso delle note U-Mask, ritirate dal mercato poiché il ministero della Salute ha citato «potenziali rischi per la salute» e ha definito poco rigoroso il processo di certificazione, ha fatto sorgere un dubbio a tutti i possessori di mascherine FFP2: «E se anche la mia non fosse sicura?». Domanda legittima, ma fortunatamente un tool online dell’Unione Europea può aiutare a chiarirsi le idee: raggiungibile a questo link, permette infatti di scoprire se il produttore ha completato il necessario iter di certificazione CE.

Il procedimento – Verificare le informazioni del caso è questione di pochi clic: basta inserire il numero a quattro cifre stampato sulla propria mascherina, accanto al marchio CE, all’interno della casella «Keyword On Notified body number». Dopodiché apparirà il nome dell’ente che ha rilasciato la certificazione (in caso contrario, procedere pure a cestinare già il dispositivo truffaldino). Poi, una volta cliccato sul nome indicato, occorre assicurarsi che nella scheda «Legislations» compaia la dicitura relativa al «Personal protective equipment». Infine l’ultimo step: controllare che nel corrispondente file Html o Pdf sia riportata la voce «Equipment providing respiratory system protection». Ciò garantirà che il materiale che si ha tra le mani è stato validato da un’agenzia autorizzata da Bruxelles a rilasciare certificazioni per dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Nell’immagine un esempio del percorso da seguire (in questo caso inserendo il numero 0598).

Ma i dubbi rimangono – Trovare la propria mascherina all’interno del database è definitivo indice di sicurezza ed efficacia? Purtroppo no: U-Mask, che dispone del marchio CE, lo ha dimostrato chiaramente. E a confermarlo ci ha poi pensato un test choc condotto da una società altoatesina su una lunga serie di altri modelli. E potrebbe non essere finita qui. È infatti cronaca delle ultime ore l’avvio di un’indagine dell’Antifrode Ue sulla società turca Universalcert, sospettata di fornire certificati CE2163 anche a prodotti non a norma. Stando così le cose, difficile dare torto a Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione Microbiologi Clinici italiani, che al Corriere ha dichiarato: «L’epidemia ha mostrato tutti i limiti del marchio CE», auspicando poi la creazione di enti equivalenti all’Ema in Europa e all’Aifa in Italia che certifichino quanto dichiarato dal produttore, come succede con vaccini e farmaci. Ma al momento non c’è alternativa: il massimo che si può fare è, per l’appunto, sincerarsi che la marcatura CE presente sulla propria mascherina non sia fasulla. Non è comunque cosa da poco.

Anticorpi monoclonali contro il Covid, via ai test sull’uomo in Italia. Rappuoli: «Potrebbero farci guarire in 3-4 giorni»


Dall’estate si potrà forse guarire dal Covid-19 con una semplice iniezione intramuscolare, fatta in ospedale, a casa o dal medico.

Una volta che il liquido della fiala sarà iniettato, basteranno tre o quattro giorni per guarire e sconfiggere il Coronavirus.

Sarà possibile grazie all’anticorpo monoclonale della Fondazione senese Toscana Life Sciences, realizzato in laboratorio da un team di una ventina di ricercatori, perlo più donne e quasi tutte italiane, che sono al lavoro su questo farmaco rivoluzionario da un anno, da quando cioè il Covid 19 fece tappa a Codogno, per la prima volta in Italia. Da allora la ricerca in questi laboratori avveniristici nella periferia di Siena non si è mai fermata, sotto la supervisione del dottor Rino Rappuoli, microbiologo, coordinatore scientifico del Mad Lab di Fondazione Toscana Life Sciences.

Il farmaco monoclonale è l’unico italiano e si è dimostrato molto potente (studi in vitro e in vivo), al punto che potrebbe servirne una quantità di molto inferiore a quella utilizzata dall’allora presidente Usa Donald Trump.

L’anticorpo è inoltre capace di combattere anche le varianti inglese, sudafricana e brasiliana.

Ma cosa sono gli anticorpi monoclonali? A spiegarlo con estrema semplicità è lo stesso dottor Rappuoli: «Gli anticorpi sono sostanze naturali prodotte dal nostro organismo. Noi non abbiamo fatto altro che selezionare gli anticorpi prodotti dai pazienti guariti, riprodurre in laboratorio quelli più potenti, fino a passare alla produzione industriale che li rendono un medicinale da reiniettare nelle persone».

In questi giorni, sono in corso i primi test sull’uomo per verificarne la sicurezza e, dice Rappuoli, «nel giro di un mese ci aspettiamo i primi dati sulla sicurezza», mentre «verso maggio-giugno i primi dati sull’efficacia», e, compatibilmente, il farmaco potrà essere messo a disposizione del Servizio sanitario nazionale a partire dall’estate.

Certo è che si tratta di un farmaco molto costoso, lascia intendere Rappuoli, «ma noi abbiamo cercato di sviluppare un farmaco molto potente così che sia possibile averne dosaggi inferiori a prezzi accessibili».

Il farmaco è stato prodotto per l’avvio degli studi clinici sull’uomo, per conto di Tls dal partner industriale Menarini Biotech, presso lo stabilimento di Pomezia, nel Lazio. E infine, per quanto riguarda la disparità di trattamento tra Paesi ricchi e Paesi poveri, come già avvenuto con i vaccini, Rappuoli è molto chiaro: «Il nostro farmaco monoclonale è pensato anche per i Paesi poveri perché, come detto, è potente e prodotto a un prezzo accessibile».

Tra le ricercatrici del team che si occupa di monoclonali anche Claudia Sala, Senior Scientist del Mad Lab presso Fondazione Toscana Life Sciences: «Abbiamo raccolto in questo lavoro i risultati più significativi dell’attività di ricerca svolta negli ultimi mesi e che ci ha permesso di ottenere una sempre migliore caratterizzazione degli anticorpi. Tra questi anticorpi ne abbiamo selezionati 14, poi classificati in quattro diversi sottogruppi, sulla base della loro specificità di legame a porzioni definite della proteina spike del virus. Anche dopo la scelta dei 3 anticorpi più promettenti e del candidato farmaco, ora in fase di sperimentazione clinica il lavoro di ricerca nei nostri laboratori prosegue affinché si possano avere sempre maggiori risposte nel percorrere la strada per combattere SARS-CoV-2».