Incendio a un capannone, divorato dalle fiamme nella notte. Il sindaco Righi: «Attendiamo l’analisi Arpav dell’aria, il vento spinge verso sud la nube di fumo»
Sul posto sono intervenuti oltre 30 operatori dei vigili del fuoco con 11 mezzi provenienti dai distaccamenti di Motta di Livenza, Conegliano, San Donà di Piave e dalla sede centrale di Treviso
Incendio all’interno del capannone di via Magnadola a Motta di Livenza, in provincia di Treviso: le fiamme si sono propagate nel cuore della notte di lunedì 19 gennaio, alle 2.30 circa.
Le operazioni di spegnimento – Sul posto sono intervenuti oltre 30 operatori dei vigili del fuoco con 11 mezzi provenienti dai distaccamenti di Motta di Livenza, Conegliano, San Donà di Piave e dalla sede centrale di Treviso.
Le squadre sono, ora, al lavoro per domare le fiamme.
Il sindaco Righi: «L’Arpav è sul posto» – Il sindaco Alessandro Righi ha dichiarato: «L’Arpav è sul posto e ha già fatto i campionamenti sulla qualità dell’aria. Stiamo attendendo i risultati delle analisi ma in ogni caso la città non sembra coinvolta in quanto il vento spinge verso sud e la nube di fumo non è arrivata in paese»
La settimana inizia all’insegna del maltempo: allerta rossa e arancione al Sud. Piogge torrenziali e intense raffiche di vento sono attese soprattutto tra Sardegna, Sicilia e Calabria
Sud Italia nella morsa del maltempo. Nelle prossime ore il ciclone mediterraneo Harry attraverserà lo Stivale, colpendo soprattutto le regioni meridionali e portando forti piogge, nubifragi e intense raffiche di vento. Per la giornata di oggi, lunedì 19 gennaio, il dipartimento della protezione civile hadisposto l’allerta rossa su gran parte della Sardegna, arancione su Sicilia e Calabria, e gialla in Basilicata e Toscana.
Allerta rossa e arancione – L’inizio della settimana sarà caratterizzato da venti di burrasca dai quadranti orientali sulla Sicilia, in estensione a Sardegna e Calabria, con intensificazione nella giornata di martedì 20 gennaio fino a burrasca forte con raffiche di tempesta, attese, inoltre, forti mareggiate lungo le coste esposte. Dalla serata di oggi pioggia diffusa, anche con temporali, su Calabria e Sardegna in particolare. In merito alle temperature, una circolazione depressionaria centrata sul Nord-Africa continua a richiamare correnti umide sud-orientali sul territorio del nostro Paese. Il risultato, tra la giornata di oggi e quella di martedì, è l’arrivo di piogge abbondanti e persistenti sulle due Isole Maggiori e sulla Calabria, specie sui versanti orientali. A completare il quadro, raffiche violente di scirocco con forti ed estese mareggiate lungo le coste esposte.
La mappa della protezione civile Rischio nubifragi
Rischio nubifragi – Come spiegano gli esperti di 3bmeteo, sono previste piogge molto abbondanti in alcune zone: “Oltre ad acquazzoni e temporali, con accumuli pluviometrici totali localmente anche oltre i 400/600 mm sui versanti orientali dei rilievi sardi e siculi, così come su quelli ionici dell’Appennino calabrese, saranno soprattutto i venti e le mareggiate a destare maggiore preoccupazione. L’effetto stau che si genererà a ridosso dei versanti esposti dei rilievi isolani e calabresi favorirà le precipitazioni più intense e persistenti, con un potenziale rischio di nubifragi e dissesti idrogeologici.”. Per la giornata di oggi è atteso un sensibile incremento della ventilazione tra Sicilia, Sardegna, Ionio meridionale e Tirreno centro-meridionale, con raffiche entro sera prossime ai 100/110 km/h su Mare e Canale di Sicilia. Previste raffiche serali tra 70 e 90 km/h su Sicilia e Sardegna, 60/70 km/h su Lametino e Reggino.
“Restate a casa” – Come detto, nell’occhio del ciclone c’è la Sardegna, con i fenomeni più intensi che riguardano soprattutto il sud dell’isola. Ma le aree interessate sono anche quelle dell’ Iglesiente, Flumendosa Flumineddu e Gallura. Le raccomandazioni: consigliabile restare nelle proprie abitazioni, dal locale seminterrato o dal piano terra meglio salire ai piani superiori. Un invito anche a limitare i trasferimenti in auto ai soli casi di urgenza, mantenersi informati sull’evoluzione dei fenomeni, sulle misure da adottare, sulle procedure da seguire indicate dalle strutture territoriali di protezione civile. Scatta anche il divieto di attraversare torrenti in piena sia a piedi che con qualsiasi mezzo, di sostare in prossimità di ponti e argini di torrenti e fiumi e di attraversare sottopassi. A Cagliari domani e martedì chiudono scuole e università. Disposto anche lo stop di uffici pubblici, cimiteri, impianti sportivi, mercati civici, parchi pubblici, centri d’arte le biblioteche. Dal Comune un invito alla popolazione a prestare particolare attenzione, a causa del vento, delle piogge e delle mareggiate previste. Massima cautela in tutta la città. Dai social il sindaco Massimo Zedda avverte: “Cercate di evitare le zone costiere e di ridurre al minimo gli spostamenti“. Analoghi provvedimenti in tutto il Cagliaritano: tra i primi a emanare ordinanze di chiusura Assemini e Quartu. A causa dell’allerta maltempo rinviata a data de destinarsi la conferenza stampa del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, in programma domani nel palazzo di via Roma a Cagliari.
Scuole chiuse anche in Sicilia – Scuole chiuse oggi anche in tre città della Sicilia a cause delle avverse condizioni meteorologiche. A Messina, a Catania e Agrigento i sindaci hanno firmato l’ordinanza. A Messina prevista, inoltre, la chiusura di tutti i cimiteri comunali, delle ville comunali e degli impianti sportivi comunali. Quest’ultimi saranno chiusi anche a Catania insieme a musei, biblioteche comunali, mercati storici e rionali e manifestazioni ed eventi all’aperto. Ad Agrigento le scuole resteranno chiuse anche martedì 20.
Codice giallo in Toscana – La sala operativa della protezione civile regionale della Toscana ha emesso un bollettino di criticità con codice giallo per vento che, dalle ore 13 di oggi, lunedì 19 gennaio, interesserà le pianure centro-settentrionale della regione: l’area fiorentina, il bacino Bisenzio-Ombrone pistoiese, il Valdarno inferiore e la Valdelsa-Valdera. Nel pomeriggio di oggi potranno esserci nevicate, inizialmente oltre 1000-1200 metri e in calo, nella sera, fino a circa 500 metri su Alto Mugello e versanti orientali dell’Appennino in genere. Codice giallo oggi a Firenze per rischio vento forte. L’allerta riguarda, oltre la nostra città, anche i Comuni di Bagno a Ripoli, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa.
L’incidente è avvenuto nella prima serata di domenica nei pressi del villaggio di Adamuz. Più di 120 i feriti. Ministro Trasporti: “Bilancio vittime non è ancora definitivo”
Il luogo dell’incidente
Sono almeno 39 i morti nel grave incidente ferroviario avvenuto domenica nel sud della Spagna, dove due treni dell’alta velocità si sono scontrati ad Adamuz (Cordoba), circa 200 km a nord di Malaga.
Sono invece 122 le persone rimaste ferite, di cui 48 (tra cui 5 minori) rimangono ricoverati in ospedale, tra cui cinque minori. Lo rende noto il servizio di emergenza della Giunta Regionale dell’Andalusia nel suo ultimo bollettino.
Tra i ricoverati ci sono 11 adulti e un minore in terapia intensiva. Sono invece 74 i feriti che sono già stati dimessi.
Il bilancio della collisione non è “definitivo“, ha affermato il ministro dei Trasporti spagnolo Oscar Puente su X, lasciando intendere che potrebbe ancora aumentare.
Cosa è successo – Diverse carrozze di un treno Iryo in viaggio da Malaga a Madrid con 300 passeggeri a bordo sono deragliate e si sono scontrate con un treno Alvia che viaggiava nella direzione opposta con 184 persone a bordo, diretto a Huelva. Diverse carrozze di questo secondo treno sono poi precipitate da un terrapieno di quattro metri, ostacolando l’accesso ai soccorsi, secondo il ministro della Presidenza andalusa.
Il presidente della Giunta Regionale dell’Andalusia, Juan Manuel Moreno, ha visitato il luogo dell’incidente. “Domani avremo dati più affidabili, sia sul numero delle vittime che sul numero dei feriti“, ha dichiarato. Da parte sua, il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha descritto l’incidente come “estremamente strano“, spiegando che si è verificato su un tratto rettilineo della strada, che la pista era stata ristrutturata a maggio e che si è detto fiducioso che un’indagine avrebbe chiarito le cause.
Data la gravità dell’incidente, il primo ministro Pedro Sánchez ha annullato l’intero programma di lunedì, incluso un incontro con il leader dell’opposizione, Alberto Núñez Feijóo. Sánchez ha parlato di “una notte di profondo dolore“: “Nessuna parola può lenire un dolore così grande, ma voglio che sappiate che l’intera nazione è al vostro fianco in questi momenti così difficili“, ha scritto su X, esprimendo “le sue più sincere condoglianze alle famiglie e ai cari delle vittime“.
Le “più sentite condoglianze alle famiglie e ai cari delle vittime dell’incidente ferroviario e al popolo spagnolo” dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyencon un post su X.
Al momento non risultano italiani coinvolti – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani segue l’evoluzione del tragico incidente ferroviario, rende noto la Farnesina sottolineando che ”al momento non risultano connazionali coinvolti, ma le operazioni di identificazione delle vittime sono ancora in corso”.
Il Console generale d’Italia a Madrid è sul posto per fornire ogni eventuale assistenza, prosegue la Farnesina in una nota, sottolineando che per qualsiasi emergenza o segnalazione occorre contattare il Consolato al numero +34629842287 o l’Unità Tutela della #Farnesina al +39 0636225.
Una scossa di terremoto di magnitudo 4 è stata registrata oggi domenica 18 gennaio alla 14:54 in provincia di Messina. E’ stato localizzato dall’Ingv (Istituto nazionale di geologia e vulcanologia) a 2 km a sud di Militello Rosmarino, sui Nebrodi, e a una profondità di 8 chilometri.
Il dramma si è consumato nella serata di ieri. Il calciatore amatoriale della Parabita City Riccardo Chetta è stato stroncato da un infarto sotto gli occhi dei compagni. Inutili i soccorsi
COLLEPASSO – Una serata dedicata allo sport e alla condivisione si è trasformata in un dramma che scuote l’intera comunità di Parabita e Collepasso. Riccardo Chetta, 39 anni, originario di Parabita, ha perso la vita ieri sera a causa di un improvviso malore mentre si trovava sul campo sportivo di Collepasso per una sessione di allenamento.
Il malore improvviso – Erano circa le 22 e sul rettangolo di gioco era in corso l’allenamento della Parabita City, associazione sportiva dilettantistica amatoriale di cui Chetta era membro attivo. All’improvviso, l’uomo si è accasciato al suolo, perdendo i sensi davanti ai compagni di squadra. La gravità della situazione è apparsa subito evidente, e i presenti hanno immediatamente allertato i soccorsi.
Inutili i tentativi di rianimazione – Sul posto è intervenuta d’urgenza un’ambulanza del 118. Gli operatori sanitari hanno tentato disperatamente di rianimare il 39enne per oltre mezz’ora, mettendo in atto tutte le manovre di primo soccorso previste in questi casi. Purtroppo, ogni sforzo è risultato vano: il cuore di Riccardo ha smesso di battere, e i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso per arresto cardiocircolatorio.
L’intervento delle autorità – Sul luogo della tragedia sono giunti anche i carabinieri della stazione locale, che hanno provveduto a informare il magistrato di turno. Ottenuto inizialmente nulla osta, intorno alle 23, la salma è stata trasferita presso l’abitazione della famiglia, a Parabita.
Successivamente nel corso della giornata di venerdì l’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia sul corpo di Chetta e la salma è stata portata presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Così anche i funerali, già previsti per domani, sabato 17 gennaio, sono stati ora rinviati a data da destinarsi.
Una vita spezzata: il dolore della famiglia – La notizia, diffusa inizialmente dal portale Infocollepasso.it (sul quale si possono reperire ulteriori informazioni sulla vicenda), ha lasciato attonite le due comunità. Riccardo Chetta lascia la moglie Ilaria e due figli piccoli, di soli 6 e 3 anni. Un dolore immenso che colpisce anche i genitori, Gianfranco e Silvana, e l’intera società sportiva.
Contestazioni dei tifosi nei confronti della società e partita ferma per una decina di minuti per lancio di fumogeni
Trapani – Con le reti di Kirwan al 6′, Salines al 45+5′, di Canotto al 59′ e infine di Stauciuc all’83’ il Trapani di Aronica sbanca il provinciale, annienta il Sorrento e si tiene la posta intera. Trapani-Sorrento si chiude con un sonoro 4-0 per i granata.
La partita è stata sospeda dall’arbitro al 18′ sul risultato di 1-0 in favore dei granata, per alcuni fumogeni che sono stati lanciati in campo dai tifosi di casa. Gli stessi hanno anche esposto uno striscione di contestazione nei confronti del presidente con su scritto “Antonini vattene“, lo stesso è stato fischiato e oggetto di cori anche nel corso del minuto di silenzio in memoria del presidente della Fiorentina Commisso.
La pratita è ripresa alle 15 dopo otto minuti circa di sospensione e dopo che sono stati completamente tolti i fumogeni in campo.
Il resto della partita è ormai storia, con i gol di Salines al 45+5′, di Canotto nella ripresa al 59′ e infine di Stauciuc all’83’ che ha chiuso definitivamente i giochi.
Dopo il triplice fischio i tifosi hanno applaudito lungamente i giocatori per come hanno combattuto e vinto. Poi il confronto diretto sotto la curva con i tifosi. Questi ultimi hanno ancora una volta applaudito i giocatori per avere saputo “onorare la maglia granata” e non sono mancati ancora i cori contro Antonini.
A suon di aste, bastoni e cocci di bottiglia. Alcuni di loro identificati dagli agenti intervenuti
Fermo immagine da un video di èTv
BOLOGNA –Scontri in A1 nel Bolognese a suon di aste, bastoni e cocci di bottiglia hanno visto coinvolti circa 200 tifosi fra sostenitori della Fiorentina, in arrivo al Dall’Ara per il derby dell’Appennino con il Bologna, e tifosi della Roma, diretti a Torino. I due gruppi si sono scontrati fra l’area Cantagalloe il casello di Casalecchio.
I due gruppi si sono scontrati all’altezza del km 195, sulla corsia di emergenza. Sono intervenute la polizia stradale e la Digos: diversi ultras sono riusciti a dileguarsi, mentre alcuni tifosi della Roma sono stati identificati dagli agenti presso l’area di servizio Secchia, e lo stesso per alcuni sostenitori della Fiorentina prima della gara iniziata alle 15 a Bologna. Non sono stati rinvenuti coltelli. Nella zona dove si sono verificati gli scontri sono state rinvenute alcune tracce di sangue ma non risulta l’intervento di ambulanze.
Gli aiuti fiscali per sostenere il miglioramento degli edifici esistenti
L’ultima Legge di bilancio ha dedicato un capitolo importante ai bonus casa per il 2026, un insieme di aiuti fiscali per sostenere il miglioramento degli edifici esistenti. Dopo le modifiche negli anni scorsi, il sistema dei bonus edilizi sta vivendo una fase più stabile, con alcune agevolazioni che non sono più valide e altre che restano attive.
Detrazioni 50% e 36% – Il bonus fiscale per le ristrutturazioni è confermato per il 2026 e permette di recuperare una parte delle spese per i lavori fatti su abitazioni residenziali. La detrazione permette di sottrarre una parte delle spese sostenute per la ristrutturazione dall’Iperf, l’Imposta sul reddito delle persone fisiche. Nel 2026, come nel 2025, la detrazione per ristrutturazione ha le aliquote seguenti: il 50% per gli interventi sull’abitazione principale; il 36% per le seconde case o altri immobili non principali secondo l’analisi di Alessandra Caparello di Immobiliare.it.
Il limite massimo di spesa è di 96mila euro per unità immobiliare, con la detrazione suddivisa in 10 quote da pagare ogni anno. Per godere del bonus ristrutturazione, è necessario essere proprietario del bene o detenere un diritto reale, come l’usufrutto, l’uso, l’abitazione o la superficie, e utilizzare l’immobile come residenza principale. Se l’immobile non era la casa principale all’inizio dei lavori, la detrazione più alta al 50% è comunque applicabile se, entro il termine dei lavori, diventa la casa principale.
Tra i lavori che permettono di ottenere il bonus ristrutturazione 2026 ci sono: la manutenzione straordinaria, come il rifacimento di bagni e cucine; la ristrutturazione con modifiche o rinnovo di strutture; il restauro e la conservazione; miglioramenti di impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento; la realizzazione o l’aggiornamento dei servizi igienici; l’eliminazione di barriere architettoniche; l’installazione di ascensori e montacarichi; opere di consolidamento strutturale non incluso nel Sismabonus; l’installazione di sistemi di sicurezza come porte blindate, grate e impianti di allarme; lavori sulle parti comuni in condominio.
I lavori che rientrano nella manutenzione ordinaria permettono di godere della detrazione fiscale per ristrutturazione, al 50 o al 36%, a seconda della destinazione dell’immobile, solo se effettuata sulle parti comuni di un condominio. Per ottenere la detrazione è necessario indicare tutte le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi: la detrazione Irpef si divide in dieci quote annuali.
Occhio a come si effettuano i pagamenti – E’ importante come si pagano le spese e i lavori: tutto deve essere tracciabile. Si consiglia quindi di utilizzare il bonifico parlante, bancario o postale, indicando oltre al codice fiscale del beneficiario e alla partita Iva della ditta committente, anche la causale che indica la normativa adatta, ossia ‘Detrazione Irpef art. 16-bis dpr 917/1986‘ (per lavori di ristrutturazione edilizia). Molti istituti di credito offrono modelli precompilati per il bonifico parlante destinato ai bonus edilizi, per evitare errori formali che potrebbero compromettere la detrazione.
Ecobonus – Nel catalogo dei bonus casa 2026 rientra anche l’Ecobonus, la detrazione fiscale per interventi volti a ridurre il consumo energetico degli edifici esistenti. Le aliquote previste per il 2026 sono le stesse del bonus ristrutturazione: il 50% per la prima casa; il 36% per le seconde abitazioni. Come per la ristrutturazione, anche l’Ecobonus si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi.
Rientrano nell’ecobonus gli interventi che migliorano le prestazioni energetiche, tra cui: la sostituzione di infissi con bassa trasmittanza termica; l’installazione di schermature e sistemi di oscuramento; l’isolamento delle pareti, soffitti e pavimenti; la sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore; l’installazione di caldaie a condensazione, sistemi ibridi o di alta efficienza; l’installazione di pannelli solari per produrre acqua calda.
Bonus mobili – Tra i bonus casa 2026 attivi c’è anche il bonus mobili, che permette di detrarre dall’Irpef le spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Per ottenere il bonus, è necessario effettuare un intervento di ristrutturazione. Anche nel 2026 la detrazione è del 50%, con un massimo di spesa di 5mila euro, suddivisi in 10 anni. Per ottenere la detrazione è necessario effettuare i pagamenti con bonifico o carta di credito o debito. Non è ammesso pagare con assegni, contanti o altri mezzi. Sono ammessi al bonus mobili: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli e sedie, divani, poltrone, materassi, luci per l’arredamento e grandi elettrodomestici.
Per i forni è richiesta una classe A, per le lavatrici e lavasciugatrici e lavastoviglie una classe E, per i frigoriferi e congelatori una classe F. Possono essere considerate anche le spese di trasporto e montaggio dei beni acquistati, purché siano state effettuate con le modalità di pagamento richieste per la detrazione (bonifico, carte di credito o debito).
Superbonus – Per l’anno 2026, il Superbonus è confermato soltanto per gli immobili situati in alcune aree colpite da eventi sismici, nello specifico nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, dove è stato dichiarato lo stato di emergenza a seguito dei terremoti del 6 aprile 2009 e del 24 agosto 2016. La proroga riguarda esclusivamente le spese sostenute nel corso del 2026 per interventi finalizzati alla ricostruzione, alla riduzione del rischio sismico o all’efficientamento energetico integrato. Il meccanismo prevede che il Superbonus operi solo sulla parte di spesa eccedente eventuali contributi pubblici destinati alla ricostruzione, garantendo così un sostegno aggiuntivo a chi già beneficia di finanziamenti statali per il recupero degli edifici danneggiati.
In pratica, questa misura limita la portata del Superbonus ai territori più colpiti da eventi sismici, assicurando che le risorse disponibili siano indirizzate agli immobili che necessitano di interventi di maggiore urgenza e importanza strutturale. Tra i bonus casa 2026, una novità rilevante riguarda gli immobili condonati, che ora possono beneficiare di alcune agevolazioni prima riservate esclusivamente agli immobili realizzati secondo procedure ordinarie. In particolare, le premialità volumetriche previste da alcune normative regionali e dai piani casa precedenti, come quello del 2008, potranno essere applicate anche agli edifici sanati tramite i tre condoni storici del 1985, 1994 e 2003.
La misura si inserisce in un contesto giurisprudenziale che, negli ultimi anni, aveva sollevato dubbi sulla piena equiparazione tra immobili condonati e costruzioni regolari, escludendo quindi alcune agevolazioni per chi avesse usufruito di un condono su manufatti originariamente abusivi. Con questa modifica normativa, invece, viene chiarito che le premialità volumetriche e altre incentivazioni potranno essere concesse anche agli immobili per i quali sia stato rilasciato un titolo edilizio in sanatoria, estendendo così i benefici fiscali e urbanistici a un numero maggiore di edifici regolarizzati.
In arrivo di una perturbazione atlantica e un vortice ciclonico nordafricano: neve fino in collina al Nord e tempesta in arrivo al Sud con piogge intense, venti fortissimi e mareggiate estreme
Duplice attacco meteo all’Italia: tanta neve in arrivo in Piemonte, forte maltempo verso le Isole Maggiori per colpa dell’arrivo di una perturbazione atlantica e un vortice ciclonico nordafricano.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma un periodo turbolento almeno fino a mercoledì. Nelle prossime ore la perturbazione atlantica entrerà sul nostro settore occidentale portando fenomeni su Nord-Ovest, Sardegna e Sicilia; cadrà la neve in modo diffuso sulle Alpi occidentali oltre i 1000-1200 metri; entro la tarda mattinata di sabato qualche fenomeno guadagnerà terreno anche verso Calabria, Basilicata e Puglia decretando l’inizio del duplice attacco perturbato dei prossimi giorni.
Domenica 18 gennaio, World Snow Day (giornata mondiale della neve), vedrà altre nevicate significative su Valle d’Aosta e Piemonteoltre i 1000 metri di quota con un meteo di nuovo dal sapore invernale sul Nord-Ovest italiano; di contro, al Sud inizieranno a soffiare venti nordafricani, di Scirocco, miti e molto umidi: le piogge diverranno via via più intense sulla Sardegna orientale e su tutto il versante ionico, dal Metaponto a Siracusa.
Questo duplice attacco continuerà lunedì, con neve fino a quote collinari al Nord-Ovest (Cuneo con 15 cm) e con tanto vento e tanta pioggia al Sud: dovremo monitorare entrambi gli scenari ma la situazione peggiore sarà quella che interesserà Sardegna, Sicilia e Calabria.
Da lunedì su queste regioni avremo piogge torrenziali, venti di burrasca e mareggiate estreme con onde sottocosta fino a 7 metri(Sicilia orientale), al largo addirittura di 10 metri! Ovviamente, mancano ancora alcuni giorni a questo evento e saremo più precisi con i prossimi aggiornamenti, ma iniziamo a prestare attenzione.
In pratica, purtroppo, si prevede la “tempesta perfetta” sullo Ionio, sullo Stretto di Sicilia e sul Canale di Sardegna: la pressione salirà fino a 1030 hPa sulla Grecia, scenderà fino a 1000 hPa sulla Tunisia. Questa forte differenza di 30 hPa genererà venti fortissimi dall’Egitto fino alla Sardegna con un “fetch” (la zona del mare colpita dai venti) molto lungo e molto vasto.
Con questa larga superficie del mare interessata per più giorni da venti forti, provenienti dalla stessa direzione, si formeranno onde altissime: da lunedì a mercoledì dovremo monitorare attentamente Sicilia orientale e meridionale, Calabria ionica e Sardegna (est e sud). Uomo avvisato mezzo salvato.
NEL DETTAGLIO:
Sabato 17. Al Nord:piogge su Piemonte, Valle d’Aosta ed Emilia Romagna, neve in montagna. Al Centro: bel tempo prevalente. Al Sud: piogge sulle ioniche e sulle Isole Maggiori.
Domenica 18. Al Nord: piogge su Piemonte, Valle d’Aosta ed Emilia Romagna, neve in montagna. Al Centro: irregolarmente nuvoloso, piogge sul pesarese. Al Sud: pioggia e rovesci sulle ioniche e sulle Isole Maggiori.
Lunedì 19. Al Nord: piogge su Piemonte e Valle d’Aosta, neve in collina. Al Centro: irregolarmente nuvoloso. Al Sud: maltempo verso le Isole Maggiori con nubifragi e vento di burrasca.
Tendenza: ancora forte maltempo al Sud con rovesci, burrasca di Scirocco e mareggiate.
L’annuncio del club viola: “Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa”
Rocco Commisso
Lutto nel mondo del calcio. È morto il proprietario e presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, aveva 76 anni ed era da tempo malato. “Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso. Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa”, si legge sul sito del club viola. Commisso aveva acquistato la Fiorentina nel 2019, sotto la sua gestione sono arrivate due finali di Conference League e una di Coppa Italia. Nel 2017 era diventato anche presidente dei New York Cosmos, club militante nella seconda divisione nordamericana.
La Fiorentina comunica la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso.
“Il calcio era il suo amore” – “Per la sua famiglia è stato un esempio, una guida, un uomo leale e fedele che accanto a sua moglie Catherine ha raggiunto il traguardo di 50 anni di matrimonio e con i suoi figli è stato un padre severo e amabile, come era il suo carattere, dolce e deciso. Il suo amore per la Fiorentina – prosegue la nota – è stata la cosa più bella che si è regalato, passando giornate indimenticabili con i ragazzi e le ragazze delle squadre giovanili, con una carezza e un sorriso sempre per tutti. Inarrestabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle sue aziende Mediacom e Fiorentina e al futuro di queste. Il calcio era il suo amore e la Fiorentina lo è diventata sette anni fa quando Rocco ha preso il comando del club Viola e ha iniziato ad amare i suoi tifosi, i colori e la città di Firenze“.
La costruzione del centro sportivo – Nel 2023 ha regalato alla città di Firenze il ‘Viola Park’, la casa della Fiorentina, un moderno centro sportivo realizzato alle porte del capoluogo toscano che “vivrà per sempre portando il suo nome“. “’Chiamatemi Rocco’ aveva semplicemente detto a tutti, con la sua straordinaria empatia. Ed è sempre stato vicino a Firenze e ai fiorentini, nella quotidianità e anche nel periodo più difficile dell’emergenza Covid quando la campagna ‘Forza e Cuore’ ha destinato ingenti donazioni agli ospedali cittadini”.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google I New York Cosmos piangono la scomparsa di Rocco B. Commisso. Onoriamo la vita di Rocco B. Commisso, un leader appassionato che ha dedicato la sua vita al gioco del calcio e al futuro di questo sport in questo Paese. Rocco ha lottato per il meglio del calcio americano, credendo nella crescita di questo sport, nell’importanza della comunità e nel potere dei club di ispirare la prossima generazione. I New York Cosmos esprimono le loro più sentite condoglianze alla moglie Catherine, ai figli Giuseppe e Marisa, alla famiglia allargata e a tutti coloro la cui vita è stata toccata da Rocco.
The New York Cosmos mourn the passing of Rocco B. Commisso.
We honor the life of Rocco B. Commisso, a passionate leader who dedicated his life to the game of soccer and to the future of the sport in this country.
Chi era Rocco Commisso – Fondatore, presidente e ad di Mediacom Communications, Commisso era nato a Marina di Gioiosa Ionica il 25 novembre del 1949 per poi seguire a 12 anni di età la famiglia negli Usa. Ha iniziato la sua carriera professionale presso lo stabilimento produttivo di Pfizer Inc. a Brooklyn, New York. Dopo la laurea in economia aziendale nel 1975, ha trascorso un decennio nel settore finanziario. Dal 1986 al 1995 ha ricoperto il ruolo di vicepresidente esecutivo, direttore finanziario e membro del Cda di Cablevision Industries Corporation. Nel 1995 ha fondato Mediacom, diventata in pochi anni il quinto operatore via cavo degli Stati Uniti. Sposato con Catherine e padre di due figli, Commisso viveva a Saddle River, nel New Jersey.
FC Internazionale Milano esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Rocco Commisso. Tutto il Club si stringe attorno alla famiglia e alla @acffiorentina in questo momento di lutto pic.twitter.com/VjELBU4Nz9
Tutto l'AC Milan si stringe con dolore e con cordoglio alla famiglia e all'@acffiorentina per la scomparsa di Rocco B. Commisso, uomo di valori, di impresa e di sport. Vicinanza e condoglianze a tutti i suoi cari. pic.twitter.com/CXXG3vMRKG
Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, Antonio Conte, lo staff tecnico, la squadra e tutta la SSC Napoli partecipano all’enorme dolore della famiglia e del Club viola per la scomparsa del Presidente Rocco Commisso.
L’istituto professionale Domenico Chiodo a La Spezia, dove è stato accoltellato uno studente, 16 gennaio 2026, (ANSA/Andrea Bonatti)
Venerdì sera un ragazzo di 18 anni è morto dopo che la mattina era stato accoltellato all’addome in una classe dell’istituto professionale che frequentava a La Spezia, in Liguria. L’aggressore sarebbe un compagno di scuola, di 19 anni, che è stato arrestato. Il 18enne era stato operato d’urgenza ed era rimasto finora in prognosi riservata.
Secondo quanto ricostruito finora, i due avrebbero iniziato a litigare nei bagni per poi spostarsi in una classe: lì il 19enne avrebbe colpito il compagno con un coltello da cucina, che si ipotizza abbia portato da casa. Il Secolo XIXscriveche l’aggressore è stato poi disarmato da un insegnante, che è riuscito a intervenire, ed è poi stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di tentato omicidio (che ora con ogni probabilità sarà sostituita con quella di omicidio). Non è ancora del tutto chiaro il motivo del litigio.
Il cantante aveva 89 anni. Il suo nome resta legato a una lunga serie di successi entrati nella storia della canzone
Tony Dallara davanti ai suoi quadri (Fotogramma/Ipa)
Il cantante Tony Dallara, pseudonimo di Antonio Lardera, è morto oggi all’età di 89 anni. La notizia della scomparsa è stata appresa dall’Adnkronos da ambienti musicali. Il suo nome resta legato a una lunga serie di successi entrati nella storia della canzone, da “Come prima” a “Romantica“, da “Ti dirò” fino a “Bambina, bambina“, brani che dalla fine degli anni Cinquanta segnarono una svolta nello stile interpretativo e nel gusto del pubblico. Dallara, uno dei primi “urlatori“, è stato protagonista assoluto della musica leggera italiana tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, uno degli interpreti più popolari della sua generazione, capace di segnare un’epoca con uno stile vocale innovativo e una serie di successi entrati nella storia della canzone italiana.
Nato a Campobasso il 30 giugno 1936, ultimo di cinque figli, Antonio Lardera cresce a Milano, dove la famiglia si trasferisce quando è ancora bambino. Il padre, Battista Lardera, ex corista del Teatro alla Scala, gli trasmette fin da giovanissimo l’amore per la musica. Dopo la scuola dell’obbligo inizia a lavorare come barista e poi come impiegato, ma la passione per il canto prende presto il sopravvento. Comincia così a esibirsi nei locali milanesi con alcuni gruppi vocali, tra cui i Rocky Mountains, che diventeranno in seguito I Campioni, condividendo i palchi cittadini con altri giovani destinati a segnare un’epoca.
In quegli anni Tony Dallara guarda con attenzione alla musica americana, in particolare a Frankie Laine e ai Platters, rimanendo colpito dallo stile del loro solista Tony Williams. È proprio ispirandosi a quel modo di cantare, potente e ritmicamente innovativo, che Dallara rielabora il repertorio melodico italiano, introducendo una vocalità nuova, più intensa e moderna rispetto alla tradizione dominante.
La svolta arriva nel 1957, quando viene assunto come fattorino all’etichetta discografica Music. Il direttore Walter Guertler lo ascolta cantare quasi per caso, va a sentirlo esibirsi al Santa Tecla di Milano e decide di metterlo sotto contratto. È Guertler a suggerirgli il nome d’arte “Dallara“, ritenendo “Lardera” poco musicale, e a fargli incidere “Come prima“, brano già presentato senza successo alla commissione del Festival di Sanremo nel 1955.
Pubblicata alla fine del 1957, “Come prima” diventa in pochi mesi un fenomeno discografico senza precedenti. Il 45 giri scala rapidamente la hit-parade italiana, rimanendo per settimane al primo posto e vendendo circa 300mila copie, un record per l’epoca. Il successo travalica i confini nazionali, raggiungendo le classifiche dei Paesi Bassi e del Belgio. Il brano diventa un evergreen internazionale e viene inciso anche dai Platters nella versione inglese. A Dallara viene cucita addosso l’etichetta di “urlatore“, simbolo di una generazione che si allontana dalla tradizione melodica di cantanti come Claudio Villa o Luciano Tajoli per guardare ai modelli statunitensi.
Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, nonostante il servizio militare, Dallara pubblica una lunga serie di successi: “Ti dirò“, “Brivido blu“, “Non partir“, “Ghiaccio bollente“, “Julia“. Parallelamente si affaccia al cinema, partecipando a film che raccontano il nascente mondo della musica giovanile, come “I ragazzi del juke-box” di Lucio Fulci, accanto ad artisti quali Adriano Celentano, Fred Buscaglione e Gianni Meccia.
Il 1960 segna il momento più alto della sua carriera. Tony Dallara vince il Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel con “Romantica“, brano che trionfa anche a Canzonissima. “Romantica” diventa il suo più grande successo, viene tradotto in numerose lingue – persino in giapponese – e consacra definitivamente la sua popolarità anche all’estero. Nello stesso anno prende parte a nuovi film musicali, confermando il suo ruolo centrale nello spettacolo italiano dell’epoca.
Nel 1961 torna a Sanremo in coppia con Gino Paoli con “Un uomo vivo” e conquista nuovamente Canzonissima con “Bambina, bambina“, che rappresenta l’ultimo grande exploit commerciale della sua carriera discografica. Sempre nello stesso periodo incide “La novia“, che resta per settimane al primo posto delle classifiche italiane e ottiene ottimi riscontri anche all’estero.
A partire dal 1962, con il mutare dei gusti del pubblico e l’affermarsi del beat, la popolarità di Dallara inizia progressivamente a diminuire. L’artista tenta nuove strade musicali, partecipa ancora a Sanremo e ad altre manifestazioni, ma senza riuscire a ripetere i successi degli anni d’oro. La televisione e la radio, lentamente, si allontanano da lui.
Negli anni Settanta Tony Dallara decide di ritirarsi dalla scena musicale e di dedicarsi a un’altra grande passione: la pittura. Espone le sue opere in diverse gallerie, conquistando la stima del mondo artistico e stringendo un rapporto di amicizia con Renato Guttuso. È un periodo lontano dai riflettori, ma ricco di soddisfazioni personali. Dagli inizi degli anni Ottanta, complice il revival della musica italiana, Dallara torna a esibirsi dal vivo, soprattutto nei mesi estivi, riproponendo i suoi grandi successi. Incide nuove versioni dei brani storici, partecipa a programmi televisivi e rimane una presenza riconoscibile dello spettacolo italiano. Negli anni Novanta e Duemila continua a collaborare con altri artisti, senza mai interrompere il legame con il suo pubblico. Negli ultimi anni aveva affrontato gravi problemi di salute, arrivando a trascorrere anche un lungo periodo in coma. Nonostante ciò, nel 2024 era tornato in televisione, partecipando a “Domenica In“, dove aveva emozionato il pubblico cantando dal vivo “Romantica”, “Come prima” e “Ti dirò“.
Dopo l’aggressione di alcuni tesserati del club, ai danni di un giovane arbitro, la società pitagorica annuncia il ritiro della prima squadra e ribadisce il proprio impegno per valori di correttezza e sportività
L’Academy Crotone si ritira
L’Academy Crotone ha annunciato «il ritiro immediato della prima squadra dal campionato di Prima Categoria», a seguito dell’aggressione da parte di alcuni suoi tesserati ai danni di un giovane arbitro ventenne al termine della gara contro il Cirò Marina, conclusasi 1-2 lo scorso sabato.
«La violenza, in ogni sua forma e manifestazione, rappresenta una linea di condotta che l’Academy Crotone rigetta con forza», si legge nel comunicato ufficiale diffuso oggi dalla società crotonese. La dirigenza sottolinea come l’episodio, compiuto da alcuni tesserati, sia completamente estraneo ai valori dell’Academy: «È un comportamento che non appartiene alla nostra storia, alla nostra cultura societaria né ai valori che, come scuola calcio, difendiamo ogni giorno».
16 gennaio 2026
Aggressione all’arbitro, l’Academy Crotone ritira la prima squadra dal campionato
Attraverso una nota ufficiale, i dirigenti hanno preso con fermezza le distanze dall’accaduto.
La dirigenza dell’Academy Crotone interviene ufficialmente dopo la squalifica di cinque anni inflitta a un proprio tesserato per aggressione al Direttore di Gara, episodio accaduto sabato al termine della sfida contro il Cirò Marina che ha scosso l’ambiente calcistico locale e regionale. In seguito a quanto accaduto, la società ha annunciato una scelta drastica: il ritiro immediato della Prima Squadra dal Campionato di Prima Categoria.
La violenza non ci appartiene – Attraverso una nota ufficiale, i dirigenti hanno preso con fermezza le distanze dall’accaduto. “La violenza, in ogni sua forma e manifestazione, è una linea di condotta che l’Academy Crotone rigetta con decisione. Si tratta di comportamenti che non appartengono alla nostra storia, alla nostra cultura societaria né ai valori che, come scuola calcio, difendiamo quotidianamente”.
La squalifica quinquennale, disposta dagli organi di giustizia sportiva a seguito dell’aggressione all’arbitro, ha spinto la società a una profonda riflessione. “Crediamo che il calcio debba essere uno strumento di educazione, unione e crescita – sottolinea la dirigenza –fondato su correttezza, lealtà e sportività. Sono questi i principi che cerchiamo di trasmettere ogni giorno ai nostri giovani atleti”.
Nel comunicato, l’Academy Crotone ha inoltre preso formalmente e pubblicamente le distanze dall’episodio di violenza; rivolto le proprie scuse al Direttore di Gara, alle istituzioni calcistiche e a tutti gli appassionati; comunicato il ritiro della Prima Squadra dal campionato di Prima Categoria.
Scelta dolorosa ma inevitabile – Una decisione definita “dolorosa ma inevitabile”. “Non possiamo tollerare – spiegano i dirigenti – che il nome della nostra Academy venga associato a condotte lontane dalla nostra etica. In casi come questo, l’esempio deve prevalere sulle parole”. La società ha infine confermato la prosecuzione dell’attività nel settore giovanile, che resterà il cuore del progetto sportivo. “Continueremo a insegnare calcio con passione e responsabilità, in un ambiente sano, dove il rispetto delle regole e il valore educativo dello sport vengano sempre prima di tutto”.
L’ex attaccante del Milan faceva l’opinionista per l’emittente olandese Ziggo Sport: “Sarà senza dubbio un periodo difficile per Liesbeth, ma siamo molto fiduciosi in un esito positivo”
Marco Van Basten
Marco Van Basten ha annunciato che lascerà per il momento il suo lavoro di opinionista televisivo per stare vicino alla moglie malata. “Voglio dedicarmi completamente alla guarigione di Liesbeth nei prossimi mesi. Sarà senza dubbio un periodo difficile, ma siamo molto fiduciosi in un esito positivo“. La decisione è stata spiegata anche dall’ emittente Ziggo Sport con un comunicato: “Marco van Basten non apparirà più su Ziggo Sport per i prossimi mesi. Sua moglie Liesbeth è gravemente malata e nei prossimi mesi sarà sottoposta a cure intensive, in parte preventive“. “Siamo profondamente scioccati da questa notizia“, ha dichiarato il direttore Marcel Beerthuizen. “Siamo vicini a Liesbeth, Marco e alla loro famiglia e auguriamo loro tanta forza per il prossimo periodo“. L’ex attaccante del Milan era arrivato a Milano con Liesbeth nel 1987. I due si sposarono nel 1993, a Utrecht, lui con le stampelle a causa di quella caviglia che lo avrebbe costretto al ritiro a soli 30 anni.Lei è sempre rimasta al suo fianco, mentre diventava uno dei più forti centravanti della storia del calcio e durante il lungo calvario legato agli infortuni.
Follia in Prima Categoria: arbitro 20enne chiuso nello spogliatoio e pestato dal capitano dell’Academy Crotone
Ennesimo episodio di violenza: stavolta a Crotone un giovane arbitro picchiato e poi anche derubato
Un pomeriggio di sport trasformato in un incubo. È quanto accaduto sabato scorso a Crotone, al termine di una gara di Prima Categoria, dove un giovane arbitro di appena 20 anni (sezione di Locri) è stato vittima di una brutale aggressione. Il responsabile, capitano della squadra di casa Academy Crotone, è stato punito con una pesante squalifica: 5 anni di stop, con radiazione di fatto da qualsiasi rango della Figc fino al 15 gennaio 2031.
L’agguato nello spogliatoio: cosa è successo – I fatti risalgono al post-partita di Academy Crotone-Cirò Marina (finita 1-2). Il capitano dei padroni di casa, già espulso al 17′ della ripresa per minacce, ha atteso il fischio finale per compiere la sua vendetta. Secondo il referto del Giudice Sportivo, il calciatore si è introdotto senza autorizzazione nello spogliatoio dell’arbitro. Dopo aver colpito il direttore di gara con un calcio alla schiena, l’aggressore ha chiuso la porta a chiave, isolando la vittima, e ha iniziato a colpirlo ripetutamente con pugni alla testa, al collo e alla spalla, mentre il ragazzo cercava disperatamente di proteggersi il volto con le mani.
Arbitro salvato da un altro calciatore – A evitare il peggio è stato il provvidenziale intervento di un calciatore del Cirò Marina (squadra avversaria), l’unico ad accorrere in soccorso dell’arbitro rompendo l’assedio. All’arrivo dei Carabinieri, l’aggressore si era già dileguato, non prima di aver sottratto furtivamente il proprio cartellino di riconoscimento per ostacolare l’identificazione. Il bilancio per il giovane fischietto è pesante: trasportato al Pronto Soccorso di Crotone, ha ricevuto una prognosi di 10 giorni per traumi diffusi a torace e zona cervicale. Oltre al danno fisico, la beffa: l’arbitro ha denunciato anche la sparizione di 60 euro dal proprio portafogli.
La stangata del Giudice Sportivo – La risposta della giustizia sportiva è stata durissima. Oltre ai 5 anni di squalifica per l’autore del pestaggio (con preclusione alla permanenza in Figc), sono stati sanzionati altri due tesserati dell’Academy Crotone con 4 giornate di stop per minacce. Il club, ultimo in classifica, ha ricevuto 2 punti di penalizzazione e 500 euro di multa per la responsabilità oggettiva.
Il presunto responsabile è stato individuato e accompagnato in questura per essere interrogato.
Uno studente di 18 anni è ricoverato in condizioni gravissime dopo essere stato ferito con un coltello a scuola. Il fatto è successo questa mattina dopo le 11 all’interno dell‘istituto professionale “Domenico Chiodo” della Spezia. A colpirlo all’addome, secondo le prime informazioni, sarebbe stato un altro studente. Le condizioni del giovane, che è stato condotto in sala operatoria, sono subito apparse gravi a causa di una copiosa perdita di sangue e per una lesione alla milza. La prognosi ovviamente è riservata.
Soccorso dai volontari della Croce Rossa locale e dai medici del 118, è stato trasportato d’urgenza presso la shock room del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea.
All’interno della scuola sono arrivati anche gli agenti della Polizia di Stato che stanno conducendo le prime indagini.
Secondo quanto ricostruito l’accoltellamento sarebbe avvenuto durante l’orario di lezione all’interno dell’aula.
Intanto, manifesta tutta la sua apprensione il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini: “Al ragazzo e alla sua famiglia va tutta la mia solidarietà – ha detto il primo cittadino – Condanno con fermezza quanto accaduto, che rappresenta un dolore enorme per tutta la nostra comunità. Ci impegniamo quotidianamente a fornire modelli positivi, ora spero solo con tutto il cuore che il ragazzo ferito si salvi”.
A Ischgl, nel Tirolo austriaco, una persona è morta travolta da una valanga. Secondo il portale news del quotidiano Tiroler Tageszeitung, il distacco di neve è avvenuto con ogni probabilità già ieri nei pressi dell’impianto di risalita Pardatschgratbahn, ma è stato notato solo questa mattina dagli addetti al soccorso piste, che hanno immediatamente fatto scattare le operazioni di ricerca.
La vittima – Durante l’ispezione della massa nevosa è stata individuata una persona, per la quale, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Al momento non è ancora chiaro se altri sportivi siano rimasti coinvolti e le ricerche sul campo sono tuttora in corso. Il pericolo valanghe in zona attualmente è di grado 3 su 5, ma il vento in quota e le basse temperature possono incidere localmente notevolmente sul rischio slavine.
La persona è stata colpita alla gamba, è in ospedale e non è in pericolo di vita. Le autorità invitano alla calma. Trump: “Città pessima, via i somali e gli immigrati”
Tensione a Minneapolis – (Afp)
Un’altra sparatoria, da parte di un agente, a Minneapolis, dove nelle scorse ore un uomo è stato colpito alla gamba durante un controllo del “mirato” traffico, come ha reso noto il Dipartimento per la sicurezza interna. La sparatoria è avvenuta non lontano da dove, appena una settimana fa, un altro agente dell’ICE avevaucciso Renee Nicole Good, una donna che era a bordo della sua auto, scatenando nuovi scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.
Secondo le autorità, l’uomo ferito è un cittadino venezuelano, considerato in seguito dagli agenti come presente negli Stati Uniti senza documenti validi. La sparatoria è avvenuta al termine di un inseguimento iniziato con un fermo di traffico: l’uomo avrebbe tentato di fuggire a piedi dopo aver perso il controllo del veicolo e, durante la fuga, avrebbe aggredito l’agente impegnato nell’arresto prima di essere colpito. Il Dipartimento per la sicurezza interna ha affermato che l’agente ha sparato dopo che alcuni membri delle forze dell’ordine sono stati aggrediti con una pala o una scopa mentre cercavano di controllare il traffico.
Le autorità di Minneapolis hanno chiesto la calma e hanno spiegato che l’uomo colpito dall’agente è stato ricoverato in ospedale con ferite apparentemente non mortali. “Comprendiamo che c’è rabbia – ha dichiarato l’amministrazione di Minneapolis -. Chiediamo alla popolazione di mantenere la calma“. Il capo della polizia ha chiesto alla folla di disperdersi, affermando che la manifestazione era diventata illegale e che i dimostranti avevano lanciato fuochi d’artificio, pietre e ghiaccio contro la polizia.
Trump: “Città pessima, via i somali e gli immigrati“ – Il presidente americano Donald Trump si è scagliato contro la città di Minneapolis, affermando che ”non c’è cibo, non c’è pulizia, non ci sono servizi, ma solo frode”. In un post condiviso su Truth Social Trump ha affermato che a Minneapolis ”le persone ricevono milioni di dollari dei soldi dei contribuenti e ridono di quanto siano stupidi gli americani, ma non accadrà più”. Trump ha ribadito la sua contrarietà alla comunità somala in particolare e gli immigrati in generale. ”Queste persone dovrebbero essere rispedite in Somalia o in qualsiasi altro Paese provengano”, ha aggiunto.
Il presidente americano non ha risparmiato ‘‘la California, New York, l’Illinois e molti altri posti che sono altrettanto pessimi”. Trump ha quindi concluso affermando che ‘‘è tutta una gigantesca truffa dei democratici, con la protezione dei media delle fake news, ma finirà perché noi renderemo l’America di nuovo grande”.
Sindaco Minneapolis: “Ice intollerabile, ma non reagiamo al caos di Trump con caos“ – “Andate a casa, non contrastiamo il caos di Donald Trump con il nostro caos“, ha detto il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey. “Non cadete nella trappola“, ha detto ancora il sindaco lodando “le migliaia” di dimostranti che hanno protestato pacificamente contro le azioni “disgustose” e “intollerabili” della polizia anti-migranti di Trump.
Anche il capo della polizia, Brian O’Hara, che ha dichiarato non autorizzato l’assembramento dopo il lancio di petardi, pietre e pezzi di ghiaccio contro i suoi agenti: “è già una situazione tesa e non abbiamo bisogno di un’ulteriore escalation“. Frey ha descritto poi “l’impossibile situazione” che sta vivendo il dipartimento di polizia di 600 agenti che si trova a fare i conti con il caos che stanno provocando i circa 3mila agenti federali schierati da Trump.
“Non è possibile essere in un posto nell’America di oggi in cui abbiamo due entità governative che sono letteralmente una contro l’altra“, ha aggiunto il democratico esprimendo la speranza che il ricorso presentato dal Minnesota possa fermare l’azione dei federali. “Allo stesso tempo, sono profondamente preoccupato dal fatto che non abbiamo tempo, questa è già la seconda sparatoria in una settimana, la gente è spaventata, l’atmosfera è tesa“, ja concluso, riferendosi alla morte di Renee Good, uccisa da un agente dell’Ice che ha sparato alla donna che stava monitorando un raid anti-migranti.
La funzione di riconoscimento facciale sarà integrata con componenti di intelligenza artificiale
Polizia fuori da San Siro (Foto: GIUSEPPE CACACE/AFP via Getty Images)
È tutto pronto per una stretta sulla sicurezza negli stadi italiani. Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere della Sera, gli uffici legislativi del ministero dell’Interno hanno trasmesso in merito un decreto legge e un disegno di legge (il primo composto da 25 articoli, il secondo da 40). I provvedimenti saranno varati nei prossimi Consigli dei ministri per prendere poi iter diversi.
Non si tratta esclusivamente di norme sulla sicurezza pubblica,ma anche su immigrazione internazionale e funzionalità delle forze di polizia con nuove assunzioni. Questo pacchetto normativo prevede, tra l’altro, la creazione di zone rosse nelle città, il potenziamento dei daspo e delle misure di prevenzione, più fondi per la sicurezza urbana per i sindaci, contrasto all’immigrazione illegale, velocizzazione e maggior efficacia delle espulsioni e dei rimpatri. Nel ddl c’è anche lo scudo legale per le forze dell’ordine. Cioè la tutela processuale per le forze di polizia con l’estensione della legittima difesa per evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati.
Per quanto riguarda la sicurezza all’interno degli impianti sportivi, a partire dagli stadi di calcio, in conformità con la normativa sulla protezione dei dati personali e con la più recente e avanzata regolamentazione dell’Ue sull’intelligenza artificiale, si prevedono «sistemi di identificazione biometrica remota a posteriori».
Si tratta di meccanismi dotati di una funzione di riconoscimento facciale integrata con componenti di intelligenza artificiale. Il riconoscimento facciale degli spettatori opera a posteriori in quanto lo stesso si attiva solo dopo aver commesso un reato nel corso della manifestazione sportiva, supportando le forze di polizia nella identificazione del presunto autore anche ai fini dell’adozione di misure come il daspo e l’arresto in flagranza differita.
Lo SPID con Poste non sarà a pagamento per tutti, ecco per quali utenti il servizio rimarrà gratuito.
Dal primo gennaio 2026 è scattata una novità importante per milioni di italiani:lo SPID con Poste Italiane non è più gratuita per tutti. Dopo anni di utilizzo a costo zero, PosteID si è allineata ad altri provider introducendo un canone annuale per il mantenimento del servizio.
La tariffa standard è di 6€ all’anno (IVA inclusa), da versare a partire dal secondo anno di utilizzo. Tuttavia, non tutti saranno costretti a mettere mano al portafoglio: esistono specifiche categorie che continueranno a usufruire dell’identità digitale gratuitamente.
SPID di poste: chi non pagherà il canone annuale – Poste Italiane ha previsto delle esenzioni automatiche per tutelare le fasce più fragili o specifiche categorie di utenti. Il rinnovo annuale resta gratuito per:
Minorenni: i ragazzi sotto i 18 anni che utilizzano lo SPID (spesso necessario per il bonus cultura o servizi scolastici) non pagano il canone;
Over 75: tutti i cittadini che hanno compiuto 75 anni sono esonerati dal pagamento;
Residentiall’estero: chi risiede fuori dai confini nazionali non è soggetto alla tariffa di rinnovo;
Utenzeprofessionali: chi possiede già un servizio SPID per uso professionale (che ha listini dedicati) non paga il canone da 6 euro previsto per l’utenza personale.
Per tutti gli altri utenti, la regola è semplice: il primo anno di attivazione è sempre gratuito. Dal secondo anno in poi, Poste invierà una notifica (tramite app o email) 30 giorni prima della scadenza per procedere al pagamento dei 6€.
È bene ricordare che questo canone riguarda il rinnovo del servizio, e non va confuso con i costi di identificazione iniziale (l’attivazione), che si pagano una sola volta. Ad esempio, il riconoscimento di persona in Ufficio Postale costa 12 euro, mentre resta gratuito se effettuato online tramite Carta d’Identità Elettronica (CIE) o firma digitale.
Dunque, se hai meno di 75 anni, sei maggiorenne e vivi in Italia, preparati a versare un piccolo contributo annuale per mantenere attivo il tuo SPID attivo con Poste, a meno che tu non decida di passare a un altro operatore o utilizzare direttamente la CIE.
Il fatto è accaduto nella frazione de Il Matto in un edificio a due piani, si cercano eventuali dispersi. Una paziente ustionata trasferita a Foligno
Un’esplosione nel tardo pomeriggio è avvenuta in una palazzina a due piani a Il Matto, frazione di Arezzo. C’è stato un crollo parziale della struttura, fanno sapere i vigili del fuoco.
Immediato l’allarme al 112. Sul posto sono intervenuti i pompieri, sanitari del 118, forze dell’ordine. Scattato il piano delle grandi emergenze. Le strade di accesso alla zona sono state temporaneamente chiuse per le operazioni di soccorso. Ci sono tre feriti. Uno è in codice verde, quindi non grave, l’altro in giallo e infine una donna di 80 anni è in codice rosso per le ustioni. E’ stata portata a Foligno con l’elisoccorso.
Continuano le ricerche – I pompieri sono al lavoro per verificare se ci sono altre persone sotto le macerie: per l’esplosione si è verificato un parziale crollo oltre a un incendio, spento dai vigili del fuoco. La deflagrazione è stata udita intorno alle 17.22. Per coordinare le operazioni di soccorso è stato attivato il gruppo maxiemergenze 118 Arezzo, con l’impiego di elisoccorso Pegaso 2, automedica, ambulanze infermierizzate della Misericordia di Castiglion Fiorentino, Croce Rossa e Croce Bianca di Arezzo. I vigili del fuoco stanno proseguendo le ricerche tra le macerie per verificare l’eventuale presenza di altre persone coinvolte, anche con l’ausilio di unità cinofile, ma al momento non risulterebbero altri dispersi.
L’allarme nell’archivio diagnostica ha coinvolto anche gli spazi dove si stavano effettuando esami e visite
Un incendio si è sviluppato intorno alle 10 di questa mattina nel padiglione 16 dell’ospedale Sacco di Milano.
Le fiamme hanno avvolto nel giro di pochi minuti parte dell’Archivio Diagnostica interessando anche gli spazi dove in quel momento i sanitari stavano effettuando esami e visite a decine di pazienti.
Nessuno è rimasto ferito o intossicatograzie all’immediato intervento del personale interno e dei vigili del fuoco. I pazienti sono stati tutti evacuati e i trenta vigili del fuoco intervenuti sul posto stanno provvedendo alle operazioni di bonifica.
L’influencer era imputata, insieme ad altre due persone, per truffa aggravata in relazione a presunti messaggi ingannevoli pubblicati sui social. “Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta”, le prime parole dell’imprenditrice digitale
Chiara Ferragni – Ipa/Fotogramma
Chiara Ferragni è stata prosciolta al termine del processo con rito abbreviato che la vedeva imputata a Milano per truffa aggravata in relazione alle operazioni commerciali ‘Pandoro Balocco Pink Christmas’ (Natale 2022) e ‘Uova di Pasqua Chiara Ferragni – sosteniamo i Bambini delle Fate’ (Pasqua 2021 e 2022)’. La sentenza – i pm Eugenio Fusco e CristianBarilli avevano chiesto un anno e otto mesi – è stata pronunciata dal giudice Ilio Mannucci Pacini che ha dichiarato il “non luogo a procedere per accettazione di remissione di querele”. In sintesi, essendo stato ritirata la querela da parte del Codacons, è caduta l’aggravante rendendo la truffa (semplice) non più procedibile d’ufficio.
Prosciolti anche l’ex braccio destro Fabio Maria Damato(era stata chiesta una condanna a un anno e otto mesi) e il presidente del cda di Cerealitalia, Francesco Cannillo (richiesta di un anno).
“E’ la fine di un incubo” – “È finito un incubo, sono molto contenta di riprendere in mano la mia vita. Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta“, le prime parole dell’influencer dopo la sentenza. “Siamo tutti commossi, mi sono commossa in aula, è normale, come si può immaginare queste cose toccano tutti quanti nel profondo. Sono passati due anni in cui non ho mai detto niente per rispetto delle istituzioni e per rispetto di questo procedimento. Sono contenta finalmente anche di potermi riappropriare della mia voce” aggiunge l’influencer con gli occhi lucidi che ringrazia i suoi follower “perché mi sono stati vicini e sono quello che sono grazie a loro“.
La difesa: “Riconosciuta innocenza” – “Io ho sempre pensato che fosse innocente e questo è stato acclarato in Tribunale“, afferma il difensore Giuseppe Iannaccone. “Chiara io l’ho ammirata in questi due anni, perché è stata una cittadina modello, potrebbe essere di esempio a tutti per il rispetto che ha portato prima alla pubblica amministrazione e all’Agcom e poi all’autorità giudiziaria e questo è stato ripagato con la giustizia che è stata data oggi” aggiunge il legale che insieme al collega Marcello Bana ha difeso l’imprenditrice digitale. “Se tutti i cittadini si comportassero come Chiara sarebbe una gran bella cosa, il rispetto che ha portato nei confronti dell’autorità giudiziaria è di esempio a tutti perché in questo Paese la giustizia c’è” conclude Iannaccone.
L’accusa – Al centro del processo, iniziato lo scorso settembre, c’è una truffa “diffusa” – a dire dell’accusa – in cui l’influencer da 28 milioni di follower ha un “ruolo prominente” e per questo non è meritevole di attenuanti. Per i pubblici ministeri, l’imprenditrice avrebbe ingannato i consumatori e avrebbe ottenuto, tramite le due campagne commerciali, un ingiusto profitto di circa 2,2 milioni di euro, oltre che benefici incalcolabili dal ritorno di immagine.
L’operazione ‘Balocco‘, in particolare, avrebbe indotto “in errore un numero imprecisato di acquirenti” convinti che con il proprio acquisto Pink (al prezzo di 9,37 euro invece di 3,68) avrebbero finanziato la raccolta fondi a favore dell’ospedale Regina Margherita di Torino. Dall’accordo, invece, le società Ferragni hanno incassato poco più di un milione per pubblicizzare via Instagram l’iniziativa benefica per la quale la società Balocco aveva destinato 50mila euro a favore dell’ospedale, indipendentemente dalle vendite. Un presunto “errore di comunicazione” che si sarebbe verificato anche nel secondo caso contestato.
E’ in quel rapporto di fiducia tra l’influencer e il seguace (o follower) che si innesta, per i pm, l’aggravante della minorata difesa in relazione alla truffa. Chi compra, spesso nei negozi della grande distribuzione organizzata, si fida dell’imprenditrice digitale e quella che va in scena è “una truffa contrattuale a carattere diffuso” dove l’acquirente “è diffuso e polverizzato” geograficamente e spesso è anche minorenne visto il seguito social. Un’idea da sempre respinta dall’imputata – assistita dagli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana -, la quale ha sempre respinto le accuse e tra risarcimenti e beneficenze ha complessivamente versato circa 3,4 milioni di euro. Le motivazioni saranno rese note tra 90 giorni.
Casa del Consumatore: “Migliaia di esclusi dal risarcimento” – “La Casa del Consumatore ha inteso affrontare questa difficile battaglia nell’interesse esclusivo di centinaia di migliaia di consumatori esclusi da qualsiasi formula di accordo” afferma Aniello Chianese, legale dell’associazione che è rimasta come parte civile nel processo per truffa aggravata che ha visto prosciolta l’imprenditrice digitale. “Purtroppo il mancato riconoscimento dell’aggravante ha determinato il non luogo a procedere per gli imputati, avendo i pochi consumatori in possesso di titoli di acquisto trovato accordo transattivo” conclude l’avvocato. Il reato si è quindi estinto.
I funzionari di Trump annunciano “la più grande operazione nella storia del DHS” mentre 800 agenti di frontiera invadono la città insieme all’ICE
A protester runs through teargas near the scene where Renee Good was killed by an ICE officer last week. Photograph: Adam Gray/AP
Martedì, a Minneapolis , gli agenti federali hanno utilizzato gas lacrimogeni e irritanti per gli occhi contro gli attivisti, mentre il Dipartimento per la sicurezza interna annunciava di aver condotto “la sua più grande operazione nella storia del DHS“, schierando centinaia di agenti di frontiera oltre alle migliaia di agenti dell’Immigrazione e delle dogane già presenti in città.
Un funzionario del DHS ha dichiarato alla CBS News che attualmente nell’area di Minneapolis sono presenti 800 agenti della dogana e della protezione delle frontiere e 2.000 funzionari dell’ICE, poiché negli ultimi giorni le tensioni sono aumentate.
“Si tratta della più grande operazione del DHS della storia“, ha dichiarato il funzionario all’agenzia di stampa.
L’ondata di proteste si verifica lo stesso giorno in cui diversi procuratori federali dello Stato e di Washingtonsi sono dimessi in segno di protestacontro la decisione del dipartimento di giustizia di non avviare un’indagine sui diritti civili in merito all’omicidio diRenee Nicole Good da parte di un agente federale dell’immigrazione a Minneapolis.
La repressione governativa sull’immigrazione arriverà prossimamente presso una corte federale, dove il Minnesota e due sindaci chiederanno a un giudice di sospendere immediatamente l’operazione. Non è stata ancora fissata un’udienza per la richiesta.
Nuvole di gashanno riempito una strada di Minneapolis, vicino al luogo in cui Good è stato ucciso a colpi di arma da fuoco alla testa da un agente dell’immigrazione la scorsa settimana. Un uomo si è strofinato gli occhi con la neve e ha urlato chiedendo aiuto, mentre gli agenti a bordo di una Jeep anonima spruzzavano una sostanza irritante arancione e si allontanavano.
È comune che le persone fischino, scherniscano e suonino fischietti arancioni quando vedono agenti pesantemente armati passare a bordo di veicoli anonimi o camminare per le strade, tutto questo fa parte di uno sforzo popolare per avvertire il quartiere e ricordare al governo che stanno osservando.
“Chi non ha un fischietto?” urlò un uomo con un sacchetto pieno di fischietti.
Una persona si lava gli occhi dopo che gli agenti federali hanno lanciato gas lacrimogeni. Fotografia: Mostafa Bassim/Anadolu tramite Getty Images
Brita Anderson, che vive nelle vicinanze ed è venuta per sostenere gli amici del quartiere, ha detto di essere “indignata” nel vedere gli agenti in equipaggiamento tattico e maschere antigas, e si è chiesta quale fosse il loro scopo.
“Sembrava che l’unico motivo per cui venivano qui fosse per molestare la gente“, ha detto Anderson.
Separatamente, un giudice ha ascoltato le argomentazioni e ha dichiarato che si sarebbe pronunciata entro giovedì o venerdì su una richiesta di limitare l’uso della forza, come l‘uso di sostanze chimiche irritanti, sulle persone che osservano e registrano le attività degli agenti. Gli avvocati del governo hanno sostenuto che gli agenti stavano agendo nell’ambito della loro autorità e dovevano proteggersi.
A Brooklyn Park, nel Minnesota, gli studenti che protestavano contro le operazioni di controllo dell’immigrazione hanno abbandonato la scuola, come hanno fatto questa settimana gli studenti di altre comunità.
Mentre il Dipartimento per la sicurezza interna si è impegnato a inviare più di 2.000 ufficiali dell’immigrazione in Minnesota, lo stato, insieme a Minneapolis e St Paul, ha fatto causa lunedì all’amministrazione di Donald Trump per fermare o limitare l’ondata di migranti.
La causa sostiene che il Dipartimento per la sicurezza interna sta violando il primo emendamento e altre tutele costituzionali concentrandosi su uno stato progressista che favorisce i democratici e accoglie gli immigrati.
“Si tratta, in sostanza, di un’invasione federale delle Twin Cities nel Minnesota, e deve cessare“, ha affermato Keith Ellison, procuratore generale dello Stato.
Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha dichiarato: “Quello a cui stiamo assistendo è l’arrivo di migliaia – al plurale – di migliaia di agenti federali nella nostra città. E sì, stanno avendo un impatto enorme sulla vita quotidiana“.
Da quando è stata uccisa la trentasettenne madre di tre figli, negli Stati Uniti si sono svolte decine di proteste e veglie per onorare Good.
Gli agenti arrestano un manifestante martedì. Fotografia: Mostafa Bassim/Anadolu tramite Getty Images
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna afferma di aver effettuato più di 2.000 arresti nello Stato dall’inizio di dicembre e promette di non fare marcia indietro. La portavoce Tricia McLaughlin, rispondendo alla causa, ha accusato i funzionari del Minnesota di ignorare la sicurezza pubblica.
“Il compito del presidente Trump è proteggere il popolo americano e far rispettare la legge, indipendentemente da chi sia il sindaco, il governatore o il procuratore generale dello Stato“, ha affermato McLaughlin.
L’ amministrazione Trump ha ripetutamente difeso l’agente dell’immigrazione che ha sparato a Good, affermando che ha agito per legittima difesa. Ma questa spiegazione è stata ampiamente stroncata da Frey, dal governatore del Minnesota, da Tim Walz e da altri, sulla base dei video dello scontro.
Martedì, due parlamentari democratici del Massachusetts hanno annunciato di aver promosso un disegno di legge per facilitare le azioni legali e superare le tutele di immunità per i funzionari federali accusati di violazione dei diritti civili. Il disegno di legge ha scarse possibilità di essere approvato dal Congresso controllato dai repubblicani.
Nel Wisconsin, la vicegovernatrice Sara Rodriguez propone che lo Stato vieti i controlli civili sull’immigrazione nei pressi di tribunali, ospedali, cliniche, scuole, chiese e altri luoghi. Spera di succedere a Tony Evers, un altro democratico, che non si candida per un terzo mandato da governatore.
“Possiamo dare un’occhiata alla questione, ma credo che vietare certe cose aumenterebbe di molto le azioni dei nostri a Washington DC“, ha detto Evers, riferendosi all’amministrazione Trump. “Non tendono ad affrontare queste cose in modo appropriato”.
La città, colpita da un’ondata di freddo intenso, si è stata trasformata in una gigantesca “pista da pattinaggio”
Si scivola ad Amsterdam tra strade ghiacciate e scene surreali
Negli ultimi giorni Amsterdam è stata colpita da un’ondata di freddo intenso, con neve e temperature ben sotto lo zero che hanno ricoperto le strade della città di ghiaccio. Le immagini diventate virali mostrano vie come Prinsengracht dove pedoni, ciclisti e persino automobilisti scivolano vistosamente, costretti a muoversi con estrema cautela perché l’asfalto è diventato una sorta di pista di pattinaggio naturale improvvisata. I video pubblicati sui social raccontano scene quasi surreali: persone che perdono l’equilibrio, si trascinano con le mani sull’iceberg urbano per avanzare, e altri che scivolano con le proprie scarpe o bici lungo i marciapiedi e le carreggiate.
Questo fenomeno è dovuto al rapido congelamento dell’umidità e della neve accumulata sulla superficie stradale, che crea uno strato di ghiaccio sottile ma estremamente scivoloso. Le autorità hanno invitato i cittadini a prestare molta attenzione negli spostamenti, perché queste condizioni rendono la mobilità quotidiana urbana molto più difficile e pericolosa.
Anche i servizi di trasporto sono stati colpiti da disagi, con cancellazioni o ritardi su voli e treni. In passato simili condizioni — con canali che ghiacciano e piste di ghiaccio naturali tra i corsi d’acqua — erano considerate quasi leggendarie ad Amsterdam, ma con il cambiamento climatico questi eventi sono diventati più rari, rendendo questi momenti particolarmente spettacolari per chi li vive.
Nike ha studiato una divisa da gioco con blocchi di colore nero, azzurro e arancione: spunta una particolarità sul logo del club nerazzurro.
La quarta maglia dovrebbe essere completata da pantaloncini blu e calze arancioni, secondo l’abbinamento proposto nei primi leak, e sarà disponibile per l’acquisto a partire da gennaio 2026. – (Foto: Footy Headlines)
L’Inter si prepara a ufficializzare la quarta divisa da gioco della stagione 2025/26. Una maglia che – come già noto da diverso tempo – sarà dedicata alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, che prenderanno il via tra poco meno di un mese e si svolgeranno tra il capoluogo lombardo, il Veneto e il Trentino Alto-Adige.
Come svelato dal sito specializzato Footy Headlines e dal giornalista Pasquale Guarro, il kit — realizzato da Nike — punta su un design colorblock deciso, con unaparte superiore in blu, una sezione centrale e inferiore in nero e loghi in un arancione acceso che spezzano la tradizionale combinazione cromatica.
Una delle novità più rilevanti riguarda proprio l’elemento grafico e simbolico della maglia: la divisa è dedicata ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 e, al posto del classico Swoosh Nike, presenterà il logo ACG («All Conditions Gear») della casa americana. All’interno del colletto, inoltre, è presente una scritta speciale con la dicitura “Internazionale. All Conditions Gear. Milano.” e il marchio ACG in arancione.
Il logo dell’Inter, sempre secondo le immagini circolate online, presenta un bordo particolare, che ricorda una corda da arrampicata. Rispetto alle prime versioni trapelate, la maglia finale ha visto una evoluzione di stile: Nike avrebbe infatti abbandonato l’idea originaria di un pattern all-over per adottare questo più netto con blocchi di colore.
L’Ingv ha registrato i due eventi, avvenuti a due minuti di distanza l’uno dall’altro: il primo con magnitudo 4.3, seguito dal secondo da 4.1, entrambi nel Ravennate
Trema la terra in Romagna. Gli strumenti dell’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, hanno registrato due forti scosse di terremoto nella mattina di oggi, martedì 13 gennaio: la prima alle 9:27, con magnitudo 4.3, e la seconda due minuti più tardi, alle 9:29, con magnitudo 4.1, entrambe in provincia di Ravenna.
Doppio terremoto in Emilia Romagna – Le due scosse, ravvicinate e della durata di circa 4-5 secondi, sono state percepite distintamente dalla popolazione in tutta la Romagna. In alcune abitazioni il movimento è stato avvertito come ondulatorio, con case che hanno tremato in modo evidente. La scossa più violenta è stata quella registrata a Russi, nel Ravennate, con magnitudo 4.3 secondo l’Ingv. Il primo sisma, avvenuto a 23 km di profondità, è stato avvertito anche dai cittadini residenti nella provincia di Forlì-Cesena, che sono scesi in strada per la paura. Al momento non si registrano danni.
La seconda scossa, come rileva la sala sismica dell’Ingv-Roma, è avvenuta due minuti dopo, ed è stata di magnitudo 4.1 con epicentro a 8 chilometri da Faenza, sempre in provincia di Ravenna, poco distante dalla prima. Diverse scuole a Ravenna hanno attivato le adeguate procedure di evacuazione degli edifici.
Dopo il doppio sisma il Dipartimento della protezione civile si è messo in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile. Dalle prime verifiche effettuate, non risulterebbero danni a persone o cose.
Stop temporaneo ai treni – In seguito alle scosse la circolazione ferroviaria in Romagna è stata temporaneamente sospesa per verifiche tecniche sulla linea. Ad essere interessate dalle verifiche tecniche sono soprattutto la linea Bologna-Rimini, la linea Ferrara-Rimini, i tratti Castelbolognese-Ravenna e Faenza-Ravenna. I treni in marcia nella zona della scossa sono fermi in attesa della conclusione dei controlli per poter ripartire.
“Paura, ma nessun danno” – Il sindaco di Faenza, Massimo Isola, ha tranquillizzato i cittadini in una dichiarazione rilasciata all’Ansa: “Tre giorni fa il gelicidio e questa mattina le due scosse, comunque siamo attrezzati. Le abbiamo avvertite, certo, ma la reazione è stata composta – spiega – Siamo usciti, ci siamo raccolti in piazza, anche le scuole. Ma adesso siamo tutti rientrati. I tecnici stanno svolgendo tutte le verifiche ma al momento non segnaliamo nulla“.”Le due scosse di terremoto sono state chiaramente avvertite anche sul territorio del Comune di Imola – ha spiegato il sindaco Marco Panieri -. Ho appena effettuato un punto di aggiornamento con il distaccamento dei vigili del fuoco di Imola e con la nostra protezione civile. Al momento non si registrano danni a persone o cose né sono pervenute segnalazioni di criticità sul territorio comunale“.
“Per ora nessun danno, solo spavento – ha commentato la sindaca di Russi, Valentina Palli -. Non abbiamo sospeso le attività o la scuola, abbiamo la scuola elementare principale il cui edificio è solo migliorato sismicamente e i bimbi per precauzione stanno fuori, stanno giocando, in attesa di capire se e come evolverà la situazione, se ci sarà o meno uno sciame“.
Terremoto, a Forlì due scosse tra 4 e 4.5 di magnitudo. Gente in strada
Una scossa di terremoto di magnitudo tra 4 e 4.5 si è verificata intorno alle 9.30 in provincia di Forlì-Cesena. A seguire un’altra scossa di magnitudo tra 3.7 e 4.2 dopo pochi minuti nel Ravennate. Sono le stime ancora provvisorie dell’Ingv. In alcune zone di Forlì la gente è corsa in strada dopo le scosse. Il sisma è stato avvertito in tutta la Romagna. Al momento molta paura ma non si registrano danni.
Epicentro a La Thuile. Nessun danno accertato al momento
Terremoto di magnitudo ML 3.4 NW La Thuile (AO)
Un terremoto di magnitudo 3.4 si è verificato poco prima delle 7.30 di oggi in Valle d’Aosta. L’epicentro è stato individuato a 2 chilometri a Nord Ovest di La Thuile.
La scossa, che secondo la Protezione civile non ha causato danni, è stata percepita prevalentemente nella zona dell’alta Valle.
🟡[STIMA #PROVVISORIA] #terremoto Magnitudo tra 3.1 e 3.6 ore 07:28 IT del 12-01-2026, prov/zona Valle d%27Aosta%2FVall%E9e d%27Aoste #INGV_44940322
Divorzio consensuale: l’ex centrocampista lascia dopo sette mesi. La decisione è arrivata dopo la sconfitta in finale di Supercoppa contro il Barcellona. Squadra affidata a un altro ex dei blancos
Xabi Alonso
Duecentotrentuno giorni.Dal 26 maggio, data della presentazione, a questo 12 gennaio, il ‘día’ dell’esonero. Tanto è durato il mandato di Xabi Alonso alla Casa Blanca. Le partite sono state 34 con 24 vittorie, 4 pari e 6 sconfitte. Il basco aveva firmato un triennale fino al 2028, incasserà la liquidazione spettante solo al primo anno come sempre succede nei contratti col Madrid. E sarà sostituito dal suo ex migliore amico, Alvaro Arbeloa che guidava il Castilla, il filial blanco. Una scelta rischiosissima, in puro stile Florentino.
ACCORDO MUTUO – Strana la vita: il tecnico basco era stato dato a rischio licenziamento prima e dopo ogni partita da diverse settimane. Oggi che nessuno diceva nulla è arrivato il comunicato del Madrid che parla di ‘mutuo accordo tra le parti’. No, Xabi Alonso non se ne sarebbe mai andato ma ha fatto la fine di Rafa Benitez e Julen Lopetegui, gli ultimi due allenatori spagnoli presi e rigettati rapidamente da Florentino Perez: il primo venne a sostituire Carlo Ancelotti nell’estate del 2015 e arrivò fino a Capodanno, il secondo in quella del 2018, strappato alla Spagna prima del Mondiale dopo il primo regno di Zidane, quello delle 3 Champions in due anni e mezzo, e fu esonerato a fine ottobre dopo un manita al Camp Nou.
L’UOMO GIUSTO – Anche Xabi è approdato alla Casa Blanca dopo Ancelotti, pieno di speranze e accompagnato da un’immagine blanca immacolata: ex giocatore con tanto di vittoria della Décima Champions, inizio in panchina alla Fábrica, la cantera del club, ottimo passaggio nella seconda squadra della Real Sociedad, il primo trionfo in Bundesliga del Bayer Leverkusen. Un curriculum perfetto, sembrava la miglior scelta possibile per gestire il post Ancelotti.
GRANDE PARTENZA – Dopo il Mondiale per Club, chiuso con il 4-0 incassato dal Psg di Luis Enrique, inizio di stagione folgorante con 13 vittorie in 14 partite e un unico grosso neo: il 5-2 preso dall’Atletico al Metropolitano. Il Madrid era primo in Liga a +5 sul Barça battuto 2-1 al Bernabeu e quinto in Champions a -3 dalla vetta.
LA PRIMA CREPA – Nel Clásico però Vinicius sostituito aveva fatto una scenata e il club non aveva difeso il tecnico: prima enorme crepa. Lì si è capito che qualcosa non andava nel rapporto tra Xabi e Florentino e tra Xabi e lo spogliatoio. L’allenatore basco si è isolato, conferenze stampa piatte, zero feeling con i suoi giocatori più importanti, Perez distante. E risultati deludenti accompagnati da un’assenza di gioco preoccupante, col Barça che oggi è a+4, 9 punti regalati al grande avversario in 9 giornate. Ogni gara è diventata un esame da superare, ma ultimamente sembrava che le cose stessero andando meglio.
LETTURA ESILARANTE – E la lettura dei quotidiani spagnoli più affini al Madrid di questa mattina era parsa esilarante e ora diventa surreale: il madridismo mediatico aveva applaudito la dignitosa sconfitta del Madrid col Barcellona (3-2) ieri sera nella Supercoppa di Spagna. Nessuno aveva criticatol’attitudine catenacciara da provinciale adottata da Xabi Alonso per evitare la temuta goleada, anzi: Xabi come Mourinho si leggeva. E invece…
LA SCOMMESSA – Florentino Perez deve aver dato un’altra lettura, decisamente più vicina alla realtà dei fatti, e ha deciso di schiacciare il bottone rosso dell’esonero. Il presidente vede che la squadra non segue l’allenatore e ha scelto la mossa della disperazione. Nove anni fa, nel gennaio del 2016, gli andò benissimo: scelse Zizou del quale non aveva alcuna stima come allenatore e dominò l’Europa per 3 anni. Ora ci riprova con Arbeloa. Una scommessa.
L’incidente nel corso della notte. Ferito l’uomo a bordo della vettura
Rocambolesco incidente nella notte a Villaricca, praticamente a ridosso del confine con il comune diGiugliano. Poco dopo mezzanotte, infatti, un’auto è finita fuori controllo schiantandosi contro alcune inferriate della scuola media “Ada Negri”, in via della Libertà.
Per cause ancora da accertare, il conducente di una Fiat Punto avrebbe improvvisamente perso il controllo del mezzo, terminando la corsa contro la ringhiera dell’istituto scolastico e abbattendo i cancelli d’ingresso. Nell’impatto è stata danneggiata anche una cabina elettrica situata lungo il percorso dell’autovettura. La dinamica dell’accaduto resta al vaglio delle autorità competenti.