Esponente di punta della Democrazia Cristiana negli anni 80, era nato nel 1939
È morto l’ex parlamentare e ministro della Dc Paolo Cirino Pomicino.Si è spento a Roma oggi alle 16, nella clinica Quisisana. Aveva 86 anni.
Conferma la notizia l’amico ed ex collega democristiano Gianfranco Rotondi: “Ho parlato poco fa con la moglie, la signora Lucia e questa volta Paolo non ce l’ha fatta“. Era ricoverato da qualche giorno.
Classe 1939, napoletano, negli anni ‘60 Pomicino si laurea in Medicina con una specializzazione in Neurologia, ma presto risponde a un’altra vocazione: la politica, a cui dedica tutta la vita sotto le insegne della Democrazia cristiana.
Andreottiano di ferro, esponente di punta della corrente “Primavera”, nella Balena bianca scala il cursus honorumdagli incarichi locali fino ai vertici: consigliere e assessore del Comune di Napoli tra il 1970 e il 1979. Poi deputato dal 1976 al 1992, presidente della commissione bilancio della Camera dal 1983-1987. Infine i ruoli che negli anni ’80 gli valgono il soprannome “O ‘ministro”: guida il ministero della Funzione Pubblica dal 1988 a 1989 quando il presidente del Consiglio è Ciriaco De Mitaed è titolare del Bilancio dal 1989 al 1992 nel VI e VII governo Andreotti.
Con lo scudo crociato nel cuore, di fare e parlare di politica non smette mai. Nel 2004 viene eletto al Parlamento europeo nelle fila dell’Udeur e nel 2006 è rieletto per l’ultima volta a Palazzo Montecitorio con Democrazia cristiana e Partito socialista – Nuovo Psi.
La ciclista azzurra non ha perso conoscenza dopo l’impatto
La caduta di Silvestri – X
Terribile incidente durante la Milano-Sanremo donne. Oggi, sabato 21 marzo, la ciclista azzurra Debora Silvestri è caduta oltre il guard rail con la propria bicicletta dopo aver sbattuto con le ruote contro altre atlete finite sull’asfalto lungo la discesa della Cipresa.
Nell’incidente sono rimaste coinvolte anche altre cicliste come la polacca Kasia Niewiadoma, la francese Margaux Vigie e la mauriziana Kim Le Court, ma la peggio l’ha avuta proprio Silvestri che fortunatamente però, stando alle prime notizie, non ha perso conoscenza, dopo che il ‘volo‘ della ciclista azzurro ha fatto spaventare da subito tifosi e appassionati.
Traduzione di Google Una ciclista cade rovinosamente dopo aver scavalcato le barriere durante la Milano-Sanremo.
🔴🇮🇹🚴🏻♂️ ALERTE VIDÉO | L'énorme chute d'une coureuse qui passe au-dessus de la glissière lors du Milan-San Remo.pic.twitter.com/13h3vzQUy1
Il tecnico nerazzurro: “Tutto è sempre possibile, dobbiamo andare noi a prenderci ciò che vogliamo”
“Bastoni non è disponibile, sarà lo staff medico dell’Italia a valutarlo e decideranno loro se sarà a disposizione per la Nazionale“. Lo ha detto il tecnico dell’Inter, Cristian Chivu, in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Fiorentina. Il difensore è alle prese con il dolore per una botta subita nel derby contro il Milan che gli ha fatto già saltare la gara con l’Atalanta: “c’è il rischio di una distrazione per i nazionali verso gli spareggi? Domani rappresentano l’Inter, avranno tempo di rappresentare l’Italia. Facciamo in bocca al lupo alla Nazionale. Ma in questo momento, i nostri giocatori pensano solo all’Inter. I nazionali avranno modo di preparare la partita al meglio. L’Italia è forte, devono e possono vincere la prima che è la più importante“.
E allora, tornando all’Inter, ecco la Fiorentina, crocevia verso lo scudetto: “Pressione? Per noi ci sono in ballo 27 punti, tutto è possibile. Noi pensiamo a essere competitivi. Abbiamo un vantaggio che può essere tanto o poco, dobbiamo continuare a pensare solo a noi stessi. Conte ha parlato di pressione? Il calcio è pressione, nessuno ha mai escluso le squadre che inseguono. È una cosa fisiologica durante una stagione avere momenti meno brillanti del solito. Bisogna anche guardare a quello che si è ottenuto. Tutto è ancora possibile, siamo consapevoli delle ambizioni delle altre squadre e pensano anche loro di essere competitivi fino in fondo. Nessuno regala nulla, dobbiamo andare noi a prenderci tutto“.
Superando anche inconvenienti e palesi ingiustizie, come accaduto settimana scorsa contro l’Atalanta, match che aveva portato l’Inter a scegliere la via del silenzio stampa: “E’ stata una decisione presa tutti insieme quella di non parlare per quello che era accaduto in campo. Preferisco parlare di calcio e non cercare alibi o scuse. Abbiamo fatto qualche errore contro l’Atalanta e mi riferisco a tecnica e tattica. Ci siamo chiesti dove fare meglio, non dobbiamo creare scuse o alibi e guardare gli errori degli altri, che tanto non possiamo controllare“.
A 3 chilometri dal via l’imprevisto causato forse da una vettura della carovana. I corridori hanno girato le ruote e recuperato il gruppone verso l’abbazia della Certosa
Errore di percorso alla Milano-Sanremo: i ciclisti in difficoltà
È cominciata con un errore la Milano-Sanremo che è partita da Pavia. La “classicissima” di primavera che con il via dato dal sindaco Michele Lissia ha preso le mosse da Strada Nuova per andare prima verso Milano dove si trovava il chilometro 0 e poi imboccare la strada verso l’Oltrepò e la Liguria, a circa 3 chilometri dalla partenza è andata nel caos.
Avevano appena preso il largo i fuggitivi, quando arrivati a una rotonda nei pressi del parco della Vernavola, si sono ritrovati nel traffico. I corridori che guidavano il gruppo hanno imboccato l’uscita sbagliata tra un pullman e diverse auto in attesa del passaggio della corsa per poter proseguire il proprio percorso. A tradirli è stata forse un’auto della carovana ferma per indicare che non si poteva passare oppure un più banale errore di valutazione.
Lo sbaglio è stato riconosciuto dopo pochi metri e i fuggitivi sono ritornati indietro andando a riprendere l’intero gruppo che nel frattempo pedalava verso l’abbazia della Certosa di Pavia. Dell’errore hanno approfittato gli automobilisti fermi allo stop che si sono trovati tutti i campioni di ciclismo a tu per tu, molto più vicini di quanto non li vedessero tutti i numerosi tifosi sparsi lungo il percorso, quello vero, che attendevano il passaggio con il cellulare stretto in mano in modo da immortalare il passaggio di grandi stelle come Tadej Pogacar o l’olandese Van der Poel.
Una giuria californiana ha inflitto un duro colpo a Elon Musk, stabilendo che il miliardario ha tratto in inganno gli investitori durante la fase turbolenta che ha preceduto la sua acquisizione da 44 miliardi di dollari della piattaforma precedentemente nota come Twitter.
Una giuria californiana ha inflitto un duro colpo a Elon Musk, stabilendo che il miliardario ha tratto in inganno gli investitori durante la fase turbolenta che ha preceduto la sua acquisizione da 44 miliardi di dollari della piattaforma precedentemente nota come Twitter.
Secondo il verdetto emesso venerdì nella class action Pampena v. Musk, la giuria ha stabilito all’unanimità che i post sui social media di Musk nel maggio 2022 riguardanti lo stato dell’accordo erano materialmente falsi.
La giuria si è fermata prima di etichettare le azioni come uno specifico “schema per frodare“, ma gli avvocati dei querelanti suggeriscono che i danni totali potrebbero raggiungere i 2,6 miliardi di dollari.
La narrativa dei “bot” sotto accusa – Il cuore del contenzioso si è concentrato sull’affermazione di Musk del maggio 2022 secondo cui l’acquisizione era “temporaneamente sospesa” in attesa di una revisione degli account non autentici e dei bot spam. Le dichiarazioni hanno innescato un calo di quasi il 10%del prezzo delle azioni di Twitter all’epoca.
Gli azionisti hanno sostenuto che il sentiment di Musk si è deteriorato non a causa dei bot, ma come manovra tattica per fare pressione sul consiglio di amministrazione per ottenere un prezzo più basso mentre la sua ricchezza, legata a Tesla (NASDAQ:TSLA), affrontava un più ampio ritiro del mercato.
“Questo è un ottimo esempio di ciò che non si può fare all’investitore medio“, ha dichiarato a CNBC Joseph Cotchett, un avvocato dei querelanti, sottolineando l’impatto sui partecipanti retail e sui fondi pensione. I risultati della giuria hanno evidenziato in particolare i tweet del 13 maggio e del 17 maggio come i principali responsabili del danno agli investitori.
Il team di difesa di Musk, tuttavia, ha caratterizzato il verdetto come un “ostacolo lungo il percorso“, sostenendo che le preoccupazioni del miliardario riguardo all’integrità della piattaforma erano ben fondate e promettendo di cercare giustizia in appello.
Impatto minimo su una fortuna da 650 miliardi di dollari – Nonostante il potenziale pagamento multimiliardario, il colpo finanziario per Musk è visto in gran parte come simbolico. Con un patrimonio netto attualmente stimato in 650 miliardi di dollari, una sentenza da 2,6 miliardi di dollari rappresenta un impatto frazionario sulla sua liquidità complessiva.
Dall’acquisizione, Musk ha radicalmente ristrutturato l’entità, fondendo la rinominata X con xAI e SpaceX, incorporando di fatto la piattaforma di social media nel suo più ampio impero tecnologico.
Il verdetto rappresenta un momento storico nella regolamentazione dei “CEO come influencer“. Sottolinea la crescente responsabilità legale per le comunicazioni dei dirigenti sui social media, anche quando tali piattaforme sono proprietà personale del dirigente in questione.
Con l’inizio del processo di amministrazione dei reclami, gli investitori che hanno venduto azioni al di sotto del prezzo di acquisto di 54,20 dollari in risposta ai tweet potrebbero iniziare a recuperare le perdite nei prossimi mesi, segnando una rara vittoria per la classe retail contro una figura aziendale dominante.
Dal Regno Unito all’Europa: decessi e contagi tra studenti. Il Ministero della Salute invita alla massima sorveglianza anche in Italia
Un focolaio di meningitein Europa riporta l’attenzione su una malattia tanto rara quanto potenzialmente devastante. I numeri, al momento, non indicano un’emergenza diffusa, ma il livello di attenzione resta alto, soprattutto tra le autorità sanitarie italiane che hanno deciso di rafforzare la sorveglianza su tutto il territorio nazionale.
Il punto di partenza è il Regno Unito, dove nella contea del Kent – in particolare nell’area di Canterbury – è stato registrato un cluster di casi di malattia meningococcica invasiva. Un evento circoscritto, ma sufficiente a far scattare una rete di monitoraggio anche negli altri Paesi europei.
I casi: giovani colpiti e due decessi – Secondo i dati aggiornati al 17 marzo forniti dalle autorità sanitarie britanniche, sono stati segnalati 9 casi confermati e 11 probabili, con 2 decessi. Un elemento che preoccupa è il profilo dei soggetti coinvolti: si tratta prevalentemente di giovani tra i 17 e i 21 anni, molti dei quali studenti universitari. In almeno 6 casi confermati è stato identificato il sierogruppo B, uno dei ceppi più diffusi di meningococco. Le indagini epidemiologiche hanno individuato possibili luoghi di esposizione, tra cui un locale notturno di Canterbury e l’università del Kent. Il contagio non si è fermato ai confini britannici: è stato infatti notificato anche un caso in Francia, legato a una persona che aveva frequentato proprio quell’università.
Il rischio per l’Italia: basso, ma non nullo – Le autorità europee considerano il rischio per la popolazione generale “molto basso”, ma questo non significa assenza di pericolo. Il meningococco è un batterio che può diffondersi rapidamente in contesti specifici, soprattutto tra persone a stretto contatto. Per questo motivo il Ministero della Salute italiano ha inviato una circolare a Regioni e Province autonome con indicazioni precise: rafforzare la sorveglianza e non abbassare la guardia, soprattutto nei confronti di chi ha viaggiato recentemente nel Regno Unito, in particolare nell’area di Canterbury e del Kent.
Cosa cambia in Italia: controlli e monitoraggio rafforzati – Le indicazioni operative, come riferisce Adnkronos Salute, sono chiare e puntano sulla prevenzione e sulla rapidità di intervento: maggiore attenzione ai casi sospetti, soprattutto con collegamenti di viaggio verso il Regno Unito; identificazione tempestiva dei contatti stretti; somministrazione di antibiotici a scopo preventivo (chemioprofilassi); eventuale vaccinazione contro il meningococco B per i non vaccinati; monitoraggio sanitario per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione; segnalazione immediata ai sistemi di sorveglianza nazionali. Inoltre, viene incoraggiata l’analisi approfondita dei casi attraverso tecniche di laboratorio avanzate, per individuare eventuali collegamenti tra infezioni e monitorare possibili cluster.
Vaccino e prevenzione: chi è più esposto – Un aspetto centrale riguarda la protezione offerta dal vaccino. Tra le persone esposte, il rischio di infezione è considerato basso nei soggetti vaccinati contro il meningococco B, mentre diventa moderato nei contatti stretti non vaccinati. Il fattore tempo è cruciale: trascorsi 10 giorni dall’esposizione, la probabilità di sviluppare la malattia si riduce drasticamente.
Questo rende fondamentale intervenire subito in caso di contatto con un soggetto positivo.
Perché non bisogna sottovalutare la meningite – La meningite meningococcica è una patologia rara, ma può evolvere rapidamente e avere conseguenze gravi. Proprio per questo, anche in presenza di un rischio generale definito basso, le autorità sanitarie scelgono un approccio prudenziale. L’Italia, in questo contesto, non registra un aumento dei casi legato al focolaio britannico, ma si muove in anticipo per evitare qualsiasi possibile diffusione. Un equilibrio delicato tra allarme e controllo, che punta a informare senza creare panico, ma senza neppure abbassare la guardia.