E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
25 maggio 2026
| Il Como va in Champions ma non rispetta ancora le regole UEFA: cosa rischia se non si adegua |
| Il Como è in Champions ma deve rientrare nei rigidi parametri Uefa tra stadio, giovani e bilancio. Il rischio è quello di avere una rosa ridotta. |

Il Como è in Champions League e il merito di questa impresa è della società, capace di investire tantissimo nell’ultimo mercato estivo prima di questa stagione, ma anche del suo allenatore, Cesc Fabregas, bravo a far prendere giocatori funzionali al suo gioco anche se con prezzi elevati. Nelle ultime sessioni di mercato, la strategia della società si è evoluta: non solo parametri zero di grande nome ed esperienza, ma investimenti pesanti su giovani talenti internazionali dal grandissimo potenziale, pagati a prezzo d’oro.
Nel complesso, la spesa è stata impressionante: nella prima stagione circa 97,7 milioni di euro investiti mentre nella seconda sono stati superati i 107 milioni di euro di investimenti (toccando quota 114-126 milioni complessivi contando bonus e riscatti invernali). Nel mezzo però il Como è stato contestato per non aver assolutamente investito sugli italiani in prima squadra salvo qualche elemento proveniente dalla squadra Primavera. Ma in vista della Champions il Como ora dovrà rientrare in alcuni paletti rigidissimi previsti dalla Uefa: dallo stadio al fair play finanziario fino ai giovani italiani e del vivaio in rosa.
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La criticità del Como relativa allo stadio in Champions – Dal punto di vista dello stadio, per ospitare la Champions, serve la Categoria 4 Uefa. Il Como ha portato il suo stadio a circa 12.000 posti, un numero che supera il requisito minimo UEFA per la Champions League (fissato a 8.000 posti). Sotto questo aspetto il Como è a norma ma il problema delle tribune tubolari rappresenta la criticità maggiore. La Uefa non ammette le strutture metalliche/tubolari provvisorie e concede deroghe rarissimamente. Il Como dovrà lavorare a tempo di record per sostituire le sezioni provvisorie (come i distinti o porzioni delle curve) con strutture fisse o conformi. In questi giorni i lavori stanno andando avanti e in maniera spedita proprio per ovviare a queste criticità.
Ma non è tutto. Saranno necessari interventi stringenti su postazioni media, aree hospitality, illuminazione per l’alta definizione televisiva, tornelli e zone di sicurezza per il filtraggio dei tifosi ospiti. Se i lavori non dovessero terminare in tempo, il Como dovrebbe indicare uno stadio alternativo come il Meazza di Milano o il Gewiss Stadium di Bergamo, ma la dirigenza è fortemente ottimista e determinata a giocare in casa.
I paletti economici da rispettare dopo il rosso in bilancio – Dal punto di vista finanziario invece, il Como, con l’ingresso in Europa, entra automaticamente sotto il monitoraggio del Club Financial Control Body della Uefa. In poche parole, la Uefa impone regole severe per evitare il doping finanziario, note come le norme sulla sostenibilità finanziaria (che hanno sostituito il vecchio Fair Play Finanziario ndr).
Da questo punto di vista la Uefa stabilisce che la somma di stipendi lordi di calciatori e allenatori, ammortamenti dei cartellini dei giocatori e commissioni agli agenti, non può superare il 70% dei ricavi totali del club come i ricavi commerciali, diritti TV, biglietteria e plusvalenze. La qualificazione in Champions garantisce al Como una base iniziale stimata intorno ai 35 milioni di euro che alzerà il fatturato permettendo un margine di spesa più ampio per gli stipendi.
Ma allora cosa succederà? Il Como ha chiuso il bilancio 2024/25 (prima stagione in Serie A) con una perdita molto elevata: circa 105 milioni nel bilancio separato e 132 milioni a livello consolidato di gruppo. I ricavi sono ancora bassi rispetto agli investimenti di squadra, staff e infrastrutture. Da questo punto di vista il Como potrebbe fare come Rome Aston Villa firmando un Settlement Agreement con la Uefa, ovvero un piano pluriennale (3-4 anni) per equilibrare i conti con target di riduzione delle perdite e controllo dei costi. Il rischio è di incorrere in multe o del divieto di tesserare nuovi giocatori.
La rosa e i giovani da inserire – La rosa, ecco, un altro punto sul programma del Como per la Champions. La lista A prevista in Champions può contenere al massimo 25 giocatori ma non si possono iscrivere più di 17 giocatori “liberi” (cioè senza vincoli di provenienza o nazionalità, inclusi gli stranieri). I restanti 8 posti della lista sono riservati esclusivamente ai giocatori formati localmente e sono divisi in due categorie da 4: calciatori di qualsiasi nazionalità che, tra i 15 e i 21 anni, sono stati tesserati con il Como per almeno 3 stagioni intere o 36 mesi e calciatori che, tra i 15 e i 21 anni, hanno militato per 3 anni in qualsiasi altro club italiano ad esempio cresciuti nei vivai di Inter, Juve, Atalanta, e altre. Al momento il Como non rientra in questi parametri e dovrà dunque adeguarsi per non trovarsi a giocare la Champions con una rosa ridotta all’osso formata da 21 o 22 giocatori al massimo anziché 25.

