Il club nerazzurro ha già messo a referto ricavi importanti a livello commerciale, senza considerare due top sponsor della divisa da gioco.
L’Inter ha annunciato ricavi da sponsorizzazioni già garantiti per72 milioni di euro nella stagione 2024/25. Il dato emerge dalla semestrale di Inter Media and Communication, la società in cui confluiscono i ricavi media e sponsor della società nerazzurra (per il periodo dal 1° luglio al 31 dicembre del 2023).
Come si legge nel documento, nella stagione 2023/24 sono già stati contrattualizzati ricavi nell’ordine di 76 milioni di euro, «ovvero già 23 milioni di euro in più rispetto al 2022/23, in particolare grazie al contratto di un anno con Paramount+ per il front di maglia e al rinnovo con Nike (fino al 2031) per una fee aumentata del 70%», si legge nel documento.
Il portafoglio delle sponsorizzazioni è stato inoltre ampliato nel settembre del 2023 grazie alla firma di un nuovo sponsor per la maglia posteriore fino al giugno 2027: U-Power. Lo sponsor di manica eBay scadrà invece il 30 giugno 2024.
Inter ricavi sponsor 2024 2025 – Già 72 milioni in vista della prossima stagione – Tra le altre nuove importanti partnership siglate a partire dall’anno fiscale 2023/24, si segnalano le seguenti: Enel, Mastercard, Banca BPER, SWM, Qatar Airways, quest’ultima firmata a novembre 2023. Grazie ai nuovi accordi e a quelli precedenti, i «ricavi da sponsorizzazione già contrattualizzati per l’esercizio 2024/25 ammontano a 72 milioni di euro».
Va ricordato che i 72 milioni di euro in questione non tengono conto dello sponsor di maglia e di quello di manica. Gli accordi con Paramount+ e con eBay scadranno al termine della stagione in corso. Per il main sponsor è prevista una clausola, attivabile entro gennaio 2024, che permetterà a Qatar Airways di diventare sponsor di maglia a partire dal 2024/25 a una cifra che si aggira intorno ai 18/20 milioni di euro a stagione.
Tuttavia, nelle ultime settimane sono circolate anche indiscrezioni a proposito di una possibile intesa con Betsson Group, società di scommesse con sede a Malta. Il mondo del betting è sempre stato una grande risorsa per i club sportivi e calcistici in particolare, in Italia e all’estero, anche se il Decreto Dignità voluto dal governo Conte nel 2018 ne ha frenata l’ascesa nel nostro Paese. Proprio il Decreto è attualmente l’ostacolo più grande che si frappone tra le parti in un potenziale accordo.
Novità per il club nerazzurro: dopo Transformers, sbarca un nuovo logo sulle divise.
Dopo la jersey dedicata alla saga Transformers, Inter e Paramount+ tornano a celebrare l’unione tra calcio ed intrattenimento con una nuova collezione di maglie (Home, Away e Third) ispirata all’iconica serie Teenage Mutant Ninja Turtles.
La maglia home dedicata alle Ninja Turtles verrà indossata dai giocatori nerazzurri per Inter-Genoae per l’occasione a San Siro saranno presenti quattro ospiti d’eccezione: i personaggi di Leo, Raph, Donnie e Mikey animeranno infatti il prepartita da bordocampo, nelle sale hospitality e accoglieranno i giocatori all’ingresso in campo per il riscaldamento. Per questa iniziativa verranno inoltre pubblicati dei contenuti esclusivi sui canali ufficiali del Club.
Il nuovissimo film di animazione originale Paramount+Tartarughe Ninja – Caos Mutante, prodotto da Nickelodeon Animation e Point Grey Pictures e diretto da Chris Yost e Alan Wan, sarà disponibile sulla piattaforma di streaming dal 1° marzo.
Leo, Raph, Donnie e Mikey, gli eroi amanti della pizza, si trovano ad affrontare nuove minacce e a fare squadra con vecchi alleati per sopravvivere sia alla vita da adolescenti che ai cattivi che si nascondono nella Grande Mela.
La collezione Ninja Turtles Special Edition evolve ancora una volta la collaborazione tra Inter e Paramount+ ed unisce le passioni degli amanti di calcio, cinema e cartoon, intrecciando in modo sempre più profondo i mondi dello sport e dell’intrattenimento ed esaltandone la commistione.
Paul Pogba (Foto: MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)
Il centrocampista della Juventus è stato squalificato per quattro anni dopo essere risultato positivo ad un controllo antidoping.
Paul Pogba è stato squalificato per quattro anni dopo essere risultato positivo ad un controllo antidoping. La positività del centrocampista della Juventus era emersa dopo un controllo di routine effettuato lo scorso 20 agosto a Udine al termine della prima giornata di Serie A. Il giocatore era stato sospeso dal Tribunale Nazionale Antidoping lo scorso 11 settembre.
Il francese compirà compirà 31 anni il prossimo 15 marzo: la sua carriera può dirsi sostanzialmente conclusa dopo l’ufficialità della squalifica.
Giovedì 29 febbraio 2024
Pogba squalificato per doping: cosa può fare la Juve e cosa dice il regolamento
Il Tribunale Nazionale Antidoping ha ufficializzato la decisione di squalificare il francese: ecco le possibili conseguenze per la Juventus e cosa può fare il club.
Adesso è arrivata anche la conferma ufficiale: il centrocampista della Juventus Paul Pogbaè stato squalificato per quattro anni dopo essere risultato positivo al testosterone a seguito di un controllo effettuato dopo la sfida dei bianconeri contro l’Udinese a inizio stagione. Cosa può fareora la Juventus nei confronti del giocatore?Come si può tutelare il club bianconero?
Secondo quanto emerge dall’accordo collettivo siglato dalla FIGC, dalla Lega Serie A e dall’Associazione Italiana Calciatori (in vigore dal 31 gennaio 2023 e fino al 30 giugno 2024), la positività al doping rientra tra i casi in cui è possibile sospendere la retribuzione di un calciatore, situazione disciplinata dall’articolo 5.5 del regolamento.
Cosa dice il regolamento sul versamento dello stipendio – «L’obbligo di versamento della Retribuzione, nella parte sia fissa sia variabile, da parte delle Società è sospeso, previa Comunicazione a partire dalla data di decorrenza di una delle due seguenti circostanze e per tutta la sua durata:
se il Calciatore abbia subito provvedimenti disciplinari interdittivi dell’attività sportiva per effetto di sanzioni in materia di illeciti sportivi, di divieto di scommesse e di pratiche di doping, nonché nei casi di indisponibilità del Calciatore per effetto di provvedimenti, anche temporanei, disposti dall’Autorità Giudiziaria;
se il Calciatore sia irreperibile per tre convocazioni ad allenamenti o gare a distanza di almeno quarantotto (48) ore una dall’altra nell’arco di almeno sette (7) giorni», si legge nel regolamento.
«Nel caso sub a) che precede, ove già non previsto da specifica normativa o se ritenuto necessario, la Società, previa contestazione scritta al Calciatore degli addebiti, può disporre in via provvisoria e diretta l’esclusione dalla detta preparazione e/o dai detti allenamenti, purché contestualmente inoltri al Calciatore, con il procedimento con rito accelerato, la relativa proposta di irrogazione della sanzione. Nel medesimo procedimento, il Calciatore può richiedere la reintegrazione e/o risoluzione del Contratto», si legge nel testo del regolamento.
Le regole sui minimi federali per chi gioca in Serie A – La Juventus ha dunque potuto sospendere lo stipendio del calciatore. Ricordiamo che Pogba ha firmato un accordo da 8 milioni di euro netti a stagione. Inoltre, si legge nel regolamento, «in caso di squalifica per doping, la riduzione della Retribuzione, in alternativa all’azione di risoluzione del Contratto, può essere pari all’intera Retribuzione, fissa e variabile, dovuta per il periodo di durata della squalifica, con decorrenza dalla sospensione cautelare deliberata dagli organi di giustizia sportiva».
«Tale previsione opera anche nei casi di illecito sportivo o violazione dei divieti di qualsiasi fonte in materia di scommesse, con decorrenza dall’efficacia del provvedimento disciplinare deliberato dagli Organi di Giustizia Sportiva, anche se non definitivo», si legge nel documento. Tuttavia, «la riduzione della Retribuzione non può in ogni caso comportare una diminuzione della Retribuzione al di sotto di quella minima prevista nella Tabella».
Per questo Pogba ha continuato comunque a percepire almeno il corrispettivo previsto dalla tabella dei minimi federali. Nel caso dei calciatori che abbiano compiuto il 24° anno di età, questo minimo tocca quota 42.477 euro lordi.
L’eventuale risoluzione del contratto – Tuttavia, essendo la squalifica superiore ai 6 mesi, la Juventus ora è nelle nelle condizioni di rescindere il contratto: valutazione che sarà comunque fatta insieme all’entourage del calciatore, che si è mostrato collaborativo sin dall’inizio della vicenda. Nel caso di maxi squalifica, oltre al risparmio sulle somme dovute per i prossimi anni, il club sarebbe anche nelle condizioni di chiedere un risarcimento danni.
Un altro aspetto su cui dovrà riflettere eventualmente la società bianconera è relativa al Decreto Crescita:se il contratto venisse risolto prima del prossimo mese di giugno, bisognerebbe pagare una penale per i benefici ottenuti dal momento del suo arrivo a Torino. Il calciatore arrivò a luglio del 2022, motivo per cui gli anni di residenza fiscale da considerare per godere degli sgravi fiscali del Decreto Crescita sono il 2023 e il 2024 (con almeno il 50% + 1 dei giorni trascorsi in Italia).
A pochi mesi dalla cerimonia di apertura, scoppia il caso sicurezza. Ma nessuna delle informazioni sensibili sarebbe stata intercettata.
Questa estate si svolgeranno le Olimpiadi a Parigi e a pochi mesi dalla cerimonia di inaugurazione, la 33esima edizione finisce nel mistero.
Lunedì scorso, infatti, alla stazione Gare du Nord di Parigi sono spariti dalla cappelliera di un treno diretto a Creil un computer e due chiavette usb di proprietà di un ingegnere che lavora al municipio della capitale. Secondo il denunciante, i materiali rubati contenevano dei dati sensibili riguardanti i piani di sicurezza della polizia municipale per i prossimi Giochi olimpici e paralimpici, in programma dal 26 luglio.
Così si è messa in moto subito la macchina delle indagini che ha aperto due inchieste, una della poliziagiudiziaria, l’altra affidata alla sicurezza dellaRete Trasporti. Prima ancora che si concludessero, alcuni dipendenti municipali hanno sollevato il dubbio che il collega avesse menzionato i dati sensibili affinché le forze dell’ordine accelerassero le ricerche.
E la smentita è arrivata a stretto giro di posta: «L’ingegnere non era in possesso di alcuna informazione relativa all’organizzazione e allo schieramento delle forze di polizia municipale». Il suo materiale «conteneva appunti presi per uso interno, relativi al suo lavoro sulla missione informatica del dipartimento strade e viaggi». Dati riguardanti il traffico durante i Giochi, dunque, non la delicata sicurezza olimpica. Tesi confermata poi anche dalla Procura.
Nella giornata di ieri, mentre il caso si stava piano piano sgonfiando, in Comune a Parigi si è svolta una riunione urgente al fine di «effettuare tutti i ripristini necessari per interrompere ogni accesso al sistema informatico della città». Oltre all’azzeramento, è partita anche un’indagine interna per capire se ci sono state «comprovate violazioni delle procedure di sicurezza». La falla, seppur superficiale, ha colpito direttamente la grande macchina organizzativa del più importante evento sportivo previsto quest’anno.
Per quanto riguarda la sicurezza, quindi, rimane tutto segreto, come deve essere. Anche se le problematiche di un evento così esteso, accompagnato dalla volontà di mettere i tifosi di tutto il mondo al centro dell’evento, non mancano. Ci saranno restrizioni alla viabilità, l’utilizzo dei droni e un sistema imponente pensato per proteggere tutte le fasi dei Giochi, a partire dall’ambiziosa cerimonia di apertura prevista sulla Senna, evento considerato a rischio alla luce della minaccia terroristica e della situazione in Medio Oriente, nella Striscia di Gaza. Il Comune ha già annunciato che coinvolgerà 2.000 agenti di polizia municipale.
Mariangela Presicce ha vent’anni, vive a Nardò, in Salento, e partecipa a prestigiosi concorsi di bellezza. Arbitra da cinque anni e sensibilizza contro la violenza sulle donne
Calca le passerelle dei concorsi di bellezza più prestigiosi d’Italia e del mondo e con la stessa disinvoltura si muove sui campi di calcio giovanile. Mariangela Presicce ha vent’anni. Vive a Nardò, in Salento, ed è una modella. “Arbitrare è una mia grande passione – racconta a Repubblica – coltivata sin da quando ero piccolina. Mio padre faceva l’allenatore di una squadra di calcio e non mi perdevo un allenamento o una partita”.
Carattere forte e deciso, piglio determinato, nonostante la giovane età. “Ero colpita in campo – dice – dall’autorevolezza che l’arbitro dimostrava facendosi rispettare in ogni sua decisione”. Ma i sogni, le ambizioni e la passione si sono scontrati con la dura realtà e un mondo, quello calcistico, ancora troppo pieno di pregiudizi contro le donne che decidono di avvicinarsi al pallone. Insulti, offese, minacce. In campo, Mariangela è spesso facile bersaglio di attacchi sessisti. E così non è facile rimanere in silenzio.
Giorni fa, in concomitanza con le offese ricevute sui social da una guardalinee spagnola dopo un infortunio, ha deciso di rendere pubblica la sua esperienza di arbitra. E si è sfogata in un lungo post su Facebook. “Sono una ragazza, sono un’arbitra da 5 anni, in campo mi sento dire di tutto e di più. Spesso mi chiedono perché arbitro e come faccio a sopportare insulti e tanto altro. Rispondo: se hai una passione in questo sport si tappano le orecchie ma non il cuore perché ci ripensi e stai male per la crudeltà che esiste. Ho solo rabbia verso queste ‘persone’, purtroppo viviamo in un mondo di etichette e senza umanità”.
Effettivamente Mariangela, in questi cinque anni, ha dovuto far finta di non sentire. “Dagli spalti – racconta – l’insulto più ricorrente è quello di andare a cucinare perché non sono in grado di arbitrare ma tante volte le offese mi arrivano direttamente dai giocatori in campo e dai dirigenti”. Spesso persone molto più grandi di Mariangela e che potrebbero esserle padre o nonno.
Un anno fa, durante una partita tra formazioni giovanili a Lecce, le tensioni in campo sono esplose. Falli e calci, una caccia all’avversario e Mariangela è quasi obbligata a estrarre un cartellino rosso a un giocatore. E’ scoppiato il finimondo in campo e sulle rispettive panchine.
“Vengono sempre donne ad arbitrare e non capiscono niente” è stato l’insulto che un dirigente le ha rivolto. Cartellino rosso, squalifica e ricorso al giudice sportivo davanti al quale il dirigente ha depositato decine di foto di Mariangela in pose da modella che, come tesi difensiva, non potevano conciliarsi con l’attività di arbitra.
“Mi viene soltanto da sorridere – è il commento laconico di Mariangela – ma nonostante tutti questi episodi vado avanti per la mia strada”. D’altronde non difetta in personalità e autorevolezza. Ha partecipato a tanti concorsi di bellezza, sfilato a Miss Italia e miss Mondo e vinto Miss Red Carpet a Venezia, una manifestazione collaterale al Festival del Cinema.
E in ogni occasione in cui può sfoggiare la sua bellezza si impegna in campagne di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne nel mondo del calcio. “Nel corso di una recente esibizione a Riccione – racconta – ho portato un cartellino rosso, un simbolo per espellere tutte le forme di sessismo sia verbale sia fisico da un campo di calcio e, di certo, io non mi arrendo. Continuerò a correre dietro a un pallone e a tutti i miei sogni”.
Rogo in via Guido Rossi in un’azienda che tratta materiale plastico. Sul posto nove squadre dei vigili del fuoco
Truccazzano (Milano), 28 febbraio 2024
Incendio nel pomeriggio di oggi, mercoledì 28 febbraio, a Truccazzano. Sul posto nove squadre dei Vigili del fuoco di Milano. Secondo quanto riferito il rogo, divampato intorno alle 16, ha interessato un’azienda che trattamateriale plastico, in via Guido Rossi 10. Dai primi rilievi delle squadre di soccorso non ci sarebbero persone coinvolte. Visibile un’alta colonna di fumo nero.
Sul posto in supporto alle squadre Vvf di Milano sono presenti vigili del fuoco anche di Monza e Bergamo. Da accertare le esatte cause dell’accaduto. I vigili del fuoco stanno cercando di contenere e circoscrivere le fiamme evitando il coinvolgimento delle aziende limitrofe.
Incendio a Truccazzano ( Milano):in fiamme una fabbrica di materiale plastico! 28/02/2024 – MeteoReporter24
Interi quartieri della città sott’acqua, allagato anche lo stadio Romeo Menti. Salvata una ragazza caduta in un fossato. Il governatore: stato di crisi. Possomai: “In due giorni quota record di 150 millimetri d’acqua”
“Ho dichiarato lo stato di crisi”, ha annunciato il governatore Luca Zaia. Ma la situazione è in miglioramento. “I modelli del Bacchiglione ci danno un progressivo rientro alla normalità. Attesoin nottata il giro di boa”, ha aggiunto. L’ondata di maltempo ha fatto scattare l’allerta rossa per venti forti, temporali e ingrossamento dei fiumi. Bloccata la linea Milano-Venezia, Trenitalia avverte: “Riprogrammate i viaggi rinviabili“.
La piena del Bacchiglioneha fermato il recupero del furgone trovato ieri a Bovolenta: potrebbe essere quello di Alberto Pittarello, compagno di Sara Buratin, la donna uccisa a coltellate nella casa della madre nel Padovano. Al lavoro 100 vigili del fuoco: salvati diversi automobilisti bloccati dalla piena. Recuperata vita unaragazza caduta in un fossatonel Vicentino.
L’incidente è avvenuto sulla strada provinciale 83, alla periferia di Baragiano
Una strage sfiorata: un bus che stava trasportando 40 studenti tra i 14 e i 18 anni delle scuole superiori a Potenza è finito fuori strada, in una cunetta all’ingresso di Baragiano (Potenza). Per evitare lo scontro frontale con un’Alfa Romeo 147 è uscito dalla sede stradale adagiandosi sul lato destro. L’incidente è avvenuto sulla strada provinciale 83, alla periferia di Baragiano.
Nessun ragazzo ferito – Tutte le persone che erano a bordo dell’autobus si sono salvate. Il ferito più grave è l’uomo che era alla guida dell’automobile, che è rimasto incastrato nella vettura. Il 40enne non sarebbe comunque in pericolo di vita.
Secondo il direttore del 118 Basilicata soccorso, Libero Mileti, nessuno degli studenti che si trovava sull’autobus sarebbe rimasto ferito gravemente. Alcuni sono stati comunque trasferiti per accertamenti all’ospedale.
Tragedia sfiorata – “Per fortuna ci sono pochi feriti lievi, si è trattato di un miracolo“, afferrma Giuseppe Galizia, sindaco di Baragiano(Potenza), sul posto dove è avvenuto l’incidente che ha portato al ribaltamento di un pullman con 40 studenti diretto a Potenza. “A vedere la situazione del pullman poteva esserci una tragedia“.
Sanzione da 1.500 euro inflitta dal tribunale per un articolo scritto da Corona sulla sua testata online nel 2019, parte lesa anche Mauro Icardi. I due hanno sempre smentito la relazione
Il flirt di cui aveva scritto non era vero, e per questo Fabrizio Corona è stato condannato a una sanzione di 1.500 euro per la diffamazione commessanei confronti di Wanda Nara, del maritoMauro Icardi, ex bomber nerazzurro e ora al Galatasaray, e del centrocampista Marcelo Brozovic, anche lui ex Inter e ora all’Al Nassr.
Lo ha deciso la giudicedella quarta sezione penale del tribunale di Milano Angela Scalise, che ha riconosciuto nei confronti delle due parti civili un provvisionale di risarcimento di 5mila e 7mila e 500 euro.
Si tratta di provvisionali di risarcimento “immediatamente esecutive” e poi la quantificazione complessiva dei danni “non patrimoniali” dovrà passare per una causa civile. Corona è stato anche condannato alla “riparazione del danno” a Nara e Icardi da definirsi in “separato giudizio“.
La vicenda riguarda un articolo comparso nel febbraio 2019 sulla rivista online “The King Corona Magazine” su un falso flirt tra Wanda Nara – anche procuratrice del marito Icardi e showgirl – e il calciatore croato, all’epoca all’Inter e quindi compagno di squadra di Mauro Icardi e fidanzato di Nara.
“Siamo soddisfatti ed è una sentenza giusta“, ha commentato l’avvocato Danilo Buongiorno, che assiste il giocatore croato. Wanda Nara, nell’aprile del 2022, aveva anche testimoniato in aula come parte civile nel processo, scaturito dalle denunce di lei, del marito e di Brozovic. Quel falso scoop di Corona, aveva raccontato, sarebbe stato alla base della rottura tra Icardi e l’Inter che si consumò alla fine della stagione 2018-2019. “Non ho mai avuto una relazione con Brozovic. Nell’articolo si parla di chiamate e di messaggi con Brozovic, ma io non ho mai avuto il suo numero e non era neanche una persona che frequentavamo nella squadra. Non ho capito da dove è nata questa storia. Dopo quel pezzo che riportava tutte cose non vere sono cominciati i problemi e Mauro poi ha dovuto cambiare squadra, l’Inter gli aveva fatto pesare anche questa situazione, gli era stato detto che doveva cambiare procuratore, che non doveva avere più una procuratrice donna“, aveva detto la 37enne argentina, assistita dal legale Giuseppe Di Carlo, nella sua deposizione in aula.
“Parliamo di 1500 euro di multa, di una sentenza di condanna, ma ad una pena solo pecuniaria – ha detto, invece, l’avvocato Ivano Chiesa, che difende Corona – . Non sono soddisfatto, ma solo una pena pecuniaria è comunque una cosa buona, anche se faremo appello“. Corona, ha aggiunto il legale, “aveva spiegato che lui riportò una notizia già pubblicata, come poteva controllare la fonte? E’ andata così, vediamo ora di proseguire la battaglia“. La Procura aveva chiesto inizialmente l’archiviazione dell’indagine scaturita dalle querele, ma Brozovic, col suo legale, si era opposto e si è arrivati così al processo all’ex agente fotografico.
Svolta nel consolidamento delle Tlc in Italia. Dopo tutto il battage degli ultimi mesi (le prime indiscrezioni sono state pubblicate sul Sole 24 Ore dell’11 novembre scorso) arriva la conferma di entrambe le società: sia Swisscom sia Vodafone hanno messo nero su bianco di essere in trattative esclusive per un’operazione in Italia. Nella fattispecie si tratterebbe dell’acquisto del 100% di VodafoneItalia in contanti. L’obiettivo di Swisscom è una fusione di Vodafone Italia con la sua controllata Fastweb.
Enterprise value di 8 miliardi – I due gruppi hanno trovato un accordo sul prezzo di acquisto in via preliminare di 8 miliardi di euro in contanti e senza debiti. La transazione, riporta una nota del big delle telecomunicazioni svizzero, è attesa comportare una crescita di valore e dei flussi di cassa per Swisscom. «Dopo l’acquisizione – si legge ancora nel comunicato – Swisscom manterrà almeno un rating di credito aziendale “A” e ci sarebbe un impatto positivo sulla politica dei dividendi».
«La prevista fusione tra Vodafone Italia e Fastweb – prosegue la nota – unirebbe infrastrutture mobili e fisse di elevata qualità, competenze e capacità di creare un gruppo leader basato sulla convergenza dei business. L’aumentata scala, la struttura dei costi più efficiente e il significativo potenziale in termini di sinergie consentirebbero alla nuova entità di liberare valore per tutti gli azionisti». La transazione «rappresenterebbe un passo chiave per consentire a Swisscom di raggiungere l’obiettivo di creazione di valore a lungo termine in Italia e di essere pienamente conforme agli obiettivi strategici indicati dal Consiglio federale svizzero per Swisscom».
Vodafone: «La migliore combinazione di valore» – In mattinata anche Vodafone Group ha emesso un comunicato per confermare le trattative esclusive. «Vodafone – si legge nella nota della multinazionale britannica delle Tlc guidata dalla ceo Margherita Della Valle – ha intrattenuto discussioni con diverse parti per esplorare opzioni di consolidamento del mercato in Italia e ritiene che questa potenziale transazione offra la migliore combinazione di creazione di valore, pagamento anticipato di un corrispettivo in cash e certezza della transazione per gli azionisti di Vodafone». In questo quadro, «a condizione che sia definito un accordo contrattuale vincolante per la transazione, le parti hanno concordato che Swisscom acquisirebbe Vodafone Italia per un enterprise value di 8 miliardi di euro su base cash e debt free e soggetta ai consueti adeguamenti al momenti della chiusura della transazione» spiega ancora la nota.
Preferita l’offerta in contanti – Quel che stando alle due note si prospetta è quindi una completa uscita di Vodafone dall’Italia. Niente joint venture, come avrebbe voluto Iliad con la sua offerta, avanzata a fine gennaio e rifiutata dalla multinazionale delle Tlc di Newbury. Il pagamento cash e la vendita invece della Jv sono stati preferiti rispetto a una valutazione più alta visto che, come segnala Intermonte, gli 8 miliardi di valutazione preliminare, pari a circa 6 volte l’EBITDAaL, risultano di oltre il 20% inferiori rispetto all’offerta presentata da Iliad che valutava l’asset intorno a 10,45 miliardi di euro pari a 7,8 volte l’EBITDAaL ma con una componente in contanti di 6,6 miliardi.
In questo quadro, considerando che Vodafone ha però reso nota, nella stessa comunicazione emessa in mattinata, una revisione dell’EBITDAaL rispetto ai numeri di consensus, con l’esistenza di circa 176 milioni di euro di «group services charges», e quindi oneri intergruppo e 97 milioni di «non cash items included in EBITDAaL», per la branch italiana del gruppoci sarebbe una EBITDAaL più bassa di quella segnalata al momento dell’offerta Iliad. Stando ai parametri aggiornati, quindi, ai valori attuali quella di Fastweb sarebbe un’offerta con valutazione con multiplo di 7,8 volte l’EBITDAaL contro le 9,9 volte l’EBITDAaL dell’offerta Iliad.
Primo operatore su Ftth – Come rileva Intermonte, una fusione tra Vodafone e Fastweb dovrebbe incontrare minori ostacoli antitrust rispetto a una joint venture tra Vodafone e Iliad, ma le sinergie sarebbero anche inferiori e senza determinare alcuna market repair sul segmento mobile. In base agli ultimi dati riportati nell’Osservatorio trimestrale Agcom e aggiornati al 30 settembre 2023, la combinazione fra Vodafone Italia e Fastweb creerebbe il secondo operatore di banda larga fissa del Paese (market share aggregata del 30,3%, di cui Vodafone 16,5% e Fastweb 13,8%, contro il 38,4% di Tim) e del primo player su Ftth (market share combinata 36%, di cui Vodafone 18,5% e Fastweb 17,5% contro il 25,9% di Tim) con una forte presenza nel segmento business fisso, particolarmente remunerativo: market share combinata del 35,1% di cui Vodafone 17% e Fastweb 18%, contro il 41,5% di Tim.
Il presidente dell’AIA apre a una maggiore trasparenza e si prende un impegno per il prossimo futuro.
Prosegue l’inchiesta del programma Le Iene sul sistema arbitrale italiano. Secondo le testimonianze e i documenti raccolti da Filippo Roma, inviato della trasmissione Mediaset, i vertici degli arbitri avrebbero dichiarato il falso in un verbale sulla vicenda riguardante i voti e classifiche truccate. La vicenda è quella di Niccolò Baroni e di Daniele Minelli, arbitri attualmente impiegati in serie A e B, che tre stagioni fa furono inaspettatamente dismessi a fine anno.
I due decisero di fare ricorso alla giustizia sportiva per dei voti che loro sostenevano fossero “taroccati”. Tra le prove, le chat e le telefonate scambiate tra chi giudicava le loro prestazioni. Nella chat il responsabile prima avrebbe comunicato che il voto era di 8,60, ma in seguito, dopo aver visto la graduatoria, avrebbe cambiato idea proponendo di modificare con un voto maggiore, ovvero 8,70, la valutazione data a Eugenio Abbatista, che quell’anno avrebbe dovuto essere dismesso per aver raggiunto il numero di anni consentiti in quella categoria.
Baroni e Minelli fecero ricorso, ma persero in tutte le sedi della giustizia sportiva, poi però a sorpresa, dopo aver ricorso anche alla giustizia ordinaria, vennero reintegrati, prima che la loro denuncia querela alla Procura di Roma potesse andare avanti. Sul tema Le Iene hanno quindi chiesto spiegazioni a Carlo Pacifici, presidente dell’AIA (Associazione Italiana degli Arbitri).
Sul fatto che i vertici dell’AIA possano aver salvato un arbitro che non doveva essere salvato e mandato a casa gli arbitri che dovevano confermare la loro attività, Pacifici risponde: «Io sono sempre per la meritocrazia. Probabilmente qualche cosa non è andata a buon fine. Ecco, questo sì».
Sul tema della trasparenza, l’inviato della trasmissione chiede la pubblicazione di tutti gli audio del VAR subito dopo le partite, oltre ai voti che vengono assegnati per le prestazioni: «Arriveremo anche a questo. Ma c’è un problema anche legato al giudice sportivo. Come vede, anche l’open VAR è cambiato? Praticamente c’è l’ascolto dell’audio a caldo di alcune situazioni».
Poi, sull’ascolto di tutti gli audio, aggiunge: «Noi possiamo fare tutto quello che vogliamo, ovviamente in linea con quanto previsto dai regolamenti dalla FIGC, dalla possibilità di rivedere gli episodi e sentirli. Quando? Dobbiamo sentire la Federazione, Gravina, e vedremo se possiamo andare su questa strada. Questo non dipende da me, ma i tempi sono brevi. Due mesi massimo».
Dunque, in massimo due mesi i tifosi potranno ascoltare «gli audio integrali dei VAR del dopo partita. Perché no. Pubblicare anche i voti degli arbitri e dei VAR? Secondo me in questo c’è anche un problema di privacy personale ma di chi riceve i voti. Questo è un aspetto legale che va attribuito. Se fosse per me non ci sarebbe nessun tipo di problema».
I microfoni di DAZN e Sky (Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)
La piattaforma anti pirateria è al lavoro da un mese sulle segnalazioni dei titolari dei diritti tv, con DAZN e Sky in prima linea.
La piattaforma anti pirateria “Piracy Shield” è al lavoro ormai da quasi un mese. Donata dalla Lega Serie A all’AgCom, lo strumento – fondamentale nella lotta al cosiddetto “pezzotto” da parte del calcio italiano, ma non solo – offre la possibilità di bloccare entro 30 minuti qualsiasi trasmissione streaming pirata e dei siti segnalati.
La piattaforma è un centro di comunicazione di numerosi soggetti coinvolti. Sono i detentori dei diritti – per esempio DAZN e Sky – a farsi carico in un primo momento della denuncia di una trasmissione pirata. Questi lo comunicano alla piattaforma che genera un “alert”, che viene poi distribuito ai provider (gli operatori delle comunicazioni). Ai provider è poi affidato il compito dell’oscuramento delle trasmissioni entro 30 minuti.
La piattaforma, come detto, è stata donata da Lega Serie A ad AgCom. È stata creata da una startup milanese, la Sp Tech, costola dello Studio Legale Previti nata per sviluppare piattaforme a difesa del diritto d’autore e la reputazione online attraverso, si legge sul sito, un monitoraggio costante del web e dei social. In questo mese di attività sono stati ben 1.510 gli indirizzi IP bloccati, come spiegato dall’AgCom nella pagina che elenca tutti gli interventi.
Piracy Shield indirizzi IP bloccati – Tutti gli interventi
Di seguito, i blocchi giorno per giorno:
Nella giornata del 25 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 63 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 24 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 81 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 23 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 95 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 22 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 45 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 21 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 9 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 20 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 43 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 18 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 206 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 17 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 165 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 16 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 142 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 15 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 99 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 14 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 34 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 12 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 40 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 11 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 67 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 10 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 410 blocchi di indirizzi IP
Nella giornata del 9 febbraio 2024 sono stati eseguiti n. 2 blocchi di indirizzi IP
Nelle giornate di lunedì 5, martedì 6 e mercoledì 7 febbraio è stato eseguito n. 1 blocco di indirizzo IP
Nelle giornate di venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 febbraio sono stati eseguiti n. 8 blocchi di indirizzi IP
I Blues potrebbero dover raccogliere fino a 100 milioni di sterline sul mercato dei trasferimenti in estate, per evitare il rischio di violazioni.
I club rivali del Chelsea in Premier League credono che la società londinese debba portare a termine vendite importanti entro il 30 giugno per evitare la minaccia di incorrere in violazioni delle norme legate al Fair Play Finanziario inglese.
La speculazione – scrive il quotidiano The Telegraph – tra alcuni rivali del Chelsea è che il club debba raccogliere circa 100 milioni di sterline entro la fine di giugno di quest’anno. Fonti della società smentiscono questa cifra e sottolineano che qualsiasi vendita anticipata verrebbe effettuata pensando a nuovi acquisti e non alla necessità di incassare per rispettare i parametri.
Indipendentemente dalle ragioni, il Chelsea si prepara ad un altro esodo estivo di giocatori. I Blues hanno dimostrato di poter incassare subito l’anno scorso raccogliendo oltre 130 milioni di sterlineprima del 30 giugno, anche se quest’anno il compito è complicato dagli Europei, che si terranno in Germania dal 14 giugno al 14 luglio.
Da quando hanno rilevato il club da Roman Abramovich, i nuovi proprietari hanno speso oltre 1 miliardo di sterline in calciatori, ma hanno anche incassato quasi 400 milioni di sterline dalle cessioni. Il Chelsea non ha commentato la propria situazione economico-finanziaria, ma c’è la sensazione che le voci sulla necessità di raccogliere 100 milioni di sterline entro il 30 giugno possano generare ancora più incertezza.
Tra i giocatori che potrebbero fare al caso del Chelsea in questo senso ci sonoLewis Hall (che dovrebbe essere riscattato dal Newcastle), Romelu Lukaku (attualmente in prestito alla Roma) eIan Maatsen(in prestito al Borussia Dortmund, con diritto di riscatto). Vendere Lukaku e Maatsen per un prezzo vicino alle clausole rescissorie (37 e 35 milioni di sterline) garantirebbe al Chelsea 100 milioni di sterline dalle vendite, considerando i 28 milioni di Hall.
Gli acquisti record sul mercato, non completamente controbilanciati dalle cessioni, hanno lasciato il Chelsea con un deficit di oltre 200 milioni di sterline nell’ultimo esercizio chiuso al 30 giugno. I club inglesi sono autorizzati a riportare perdite fino a 105 milioni di sterline in un periodo di tre anni per rimanere entro le regole del Fair Play Finanziario nazionale.
La vincitrice delle regionali promuove il progetto della società rossoblù e del Comune: “Struttura all’altezza di una città internazionale, ma anche dignità dell’abitare per i residenti del quartiere”. Gli auguri di Giulini:“Sport, innovazione e sostenibilità siano il futuro dell’Isola, noi ci siamo”
Nuovo stadio a Cagliari. C’è il sì della vincitrice delle regionale Alessandra Todde. La leader della coalizione ha promosso il progetto del Comune e della società rossoblù. “Bisogna prendere in considerazione la collocazione del nuovo stadio. È importante pensare a una grande struttura che renda Cagliari una città internazionale, una città che possa ospitare eventi all’altezza, ma anche che questa diventi un contesto di riscatto per un quartiere che ha sofferto per troppo tempo”.
La Todde ha anche auspicato la restituzione della “dignità dell’abitare” nel rione. “Una delle cose che mi è capitata in campagna elettorale”, ha aggiunto, “è stata parlare con una madre di un bambino disabile che vive nei palazzoni, con l’ascensore rotto da quattro mesi e che si deve portare su la carrozzina e bambino a spalla. È importante fare in modo che si ricostruisca la dignità dell’abitare e del vivere anche in un quartiere periferico come quello di Sant’Elia”.
A molti candidati non sono bastati neppure 900 voti per entrare nell’Aula di via Roma, ecco chi sono gli eletti partito per partito. La Lega di Salvini porta un solo consigliere, l’attuale assessore di Cagliari Alessandro Sorgia. Nel Pd exploit della figlia di Soru, Camilla. Nel Psd’Az fuori anche il presidente Antonio Moro.
Sardegna, ecco i nomi di tutti i consiglieri regionali eletti: entra Chessa ma Lancioni, fedelissimo di Solinas. A molti candidati non sono bastati neppure 900 voti per entrare nell’Aula di via Roma, ecco chi sono gli eletti partito per partito. La Lega di Salvini porta un solo consigliere, l’attuale assessore di Cagliari Alessandro Sorgia. Nel Pd exploit della figlia di Soru, Camilla. Nel Psd’Az fuori anche il presidente Antonio Moro. L’elenco non è ancora ufficiale ma salvo sorprese questi dovrebbero essere i consiglieri dei prossimi 5 anni.
PD: Giuseppe Meloni, Piero Comandini, Valter Piscedda, Camilla Soru, Antonio Solinas, Roberto Deriu, Carla Fundoni, Antonio Spano, Salvatore Corrias, Alessandro Pilurzu, Gigi Piano
Fdi: Fausto Piga, Corrado Meloni, Antonello Floris, Franca Masala, Andrea Nieddu, Emanuele Cera, Gigi Rubiu
Riformatori:Umberto Ticca (ma ancora da vincere su Paola Secci a Cagliari), Aldo Salaris, un seggio è in bilico tra Andrea Tunis (Sulcis) e Giuseppe Fasolino (Gallura).
FI: Giuseppe Talamas, Ivan Piras, Angelo Cocciu
Sardegna al centro venti 20: Stefano Tunis, Alberto Urpi, Antonello Peru
Psdaz: Gianni Chessa, Piero Maieli, Alfonso Marras
Continua a crescere il livello dei fiumi in Veneto a causa delle abbondanti precipitazioni che stanno interessando la zona. Nel vicentino il fiume Retrone ha superato quota tre metri: le immagini mostrano il fiume che quasi lambisce il ponte ferroviario nella zona di Viale Fusinato, dove le autorità invitato i residenti a spostare automobili ed altri beni dalle zone a rischio allagamenti.
Maltempo al Nord, il Lago di Garda supera la soglia massima di riempimento: le immagini
Il Lago di Garda supera la soglia massima di riempimentoIl Lago di Garda è pienoMaltempo al Nord, il Lago di Garda supera la soglia massima di riempimento
Complici le abbondanti piogge sul Nord Italia, il livello delle acque del Lago di Garda ha superato la soglia di riempimento massima dell’invaso. Il limite, stabilito per ragioni di sicurezza, è fissato a 135centimetrisullo zero idrometrico di Peschiera del Garda. Quello raggiunto è un livello record per il bacino: non si raggiungeva una misura simile da 27 anni. Nelle immagini, le acque del Lago di Garda agitate a causa del vento lungo le sponde di Desenzano del Garda.
Acqua alta a Venezia: allagata Piazza San Marco abitanti e turisti in coda sulle passerelle
Il bollettino Arpa mette in guardia sulla situazione meteo delle prossime ore. In diverse località si fatica a liberare strade e tetti
Nelle ultime ore, sull’intero arco alpino lombardo, il pericolo di caduta valanghe è salito algrado 4, ossia marcato, secondo l’ultimo bollettino diffuso dal Centro regionale Arpa Lombardia, con sede a Bormio (Sondrio).
Assolutamente da evitare il fuoripista e lo scialpinismo. E in diverse località montane di Valtellina e Valchiavenna, da quattro giorni investite da un’ondata di maltempo che non concede tregue, si fatica a liberare strade e tetti delle case dagli accumuli di neve fresca caduta. Una vera montagna di neve che, in taluni casi, supera il metro e mezzo d’altezza, e restituisce da Madesimo, Aprica, Motta di Campodolcino, Livigno, Valmalenco, Bormio e Valfurva autentiche cartoline invernali con gli spazzaneve in piena attività.
Le ultime, abbondanti precipitazioni nevose assicurano un allungamento della stagione sugli sci e una Pasqua decisamente bianca per la gioia di turisti e gestori degli impianti di risalita che possono evitare di ricorrere all’innevamento artificiale e agli alti costi dell’energia per l’uso dei cannoni per la produzione di neve. Oggi il limite delle nevicate si è ulteriormente abbassato a 6-700 metri e sono diversi i passi alpini chiusi per il maltempo o transitabili unicamente con le catene montate. Intanto anche i camini delle abitazioni di fondovalle hanno ripreso a fumare per il forte abbassamento delle temperature un pò ovunque sull’intero territorio provinciale.
Il post (rimosso) dopo la rete del giovane talento contro la Lazio
Il primo gol in Serie A, lunedì sera contro la Lazio, non si scorda mai, a maggior ragione se è servito per lanciare una rimonta decisiva nell’economia della stagione della Fiorentina e se è arrivato sotto gli occhi del vice allenatore dell’Italia, Marco Domenichini. È stato un lunedì pieno di gioia per Micheal Kayode, autore del gol del pareggio con la Lazio e del suo primo centro nel campionato italiano: un tap in a porta vuota su assist di Belotti con tanto di suspence per il tocco sulla traversa ma sublimato da un gol, coronamento di un lungo percorso e di tanti sacrifici, di una gavetta partita dai dilettanti del Gozzano in Serie D a diciassette anni e terminata in Serie A. E così, mentre Nico Gonzalez e gli altri compagni spronavano Kayo a prendere il pallone per completare la rimonta, lui per festeggiare prima si è prima buttato in scivolata sull’erba bagnata del Franchi, poi ha raccolto l’abbraccio del pubblico del parterre di tribuna. La sera poi, dopo la partita, niente festeggiamenti particolari: una cena con la fidanzata Eleonora nella nuova casa vicino Fiesolee nulla più.
Un low profile tipico di un giocatore che sta dimostrando una crescita continua, iniziata ad agosto a Genova con la prima maglia da titolare, proseguita nelle settimane di assenza di Dodò e fortificata poi prima con un infortunio che sembrava averlo fermato sul più bello poi dalla concorrenza da gennaio con Faraoni. Un calciatore esperto che, con alcune maglie da titolare subito al suo arrivo pareva aver fermato la definitiva esplosione del ragazzo di Borgomanero. Invece Italiano ha saputo sfruttare la concorrenza per alzare ancora di più le performance del classe 2004, adesso al 100% sia fisico che mentale: «In altre situazioni non mi era piaciuto, ma se gioca così può mettere in crisi anche Felipe Anderson e Zaccagni. Vuol dire essere maturi, ma ora piedi ben saldi a terra e niente cali di concentrazione, quando lo fa diventa normale. Non so se può andare già in Nazionale, ma se gioca così può ambire a fare una carriera importante», ha detto Italiano nel post partita.
Già la Nazionale: il vice di Spalletti Domenichini sul taccuino si è annotato piacevolmente la prestazione di Kayode, potenziale petalo di una margherita che sta offrendo tanti giovani italiani promettenti. Su quella fascia il totem si chiama Di Lorenzo ma l’età e il tempo sono tutti dalla parte di Michael. Nel futuro intanto c’è solo la Fiorentina, nonostante l’interesse dell’Arsenal in passato: «Svariate squadre di Premier lo seguono, ma la Fiorentina lo ha blindato con un bel contratto fino al 2028 e con tanti bonus, pensiamo a far bene adesso e in futuro per la maglia viola», ha detto lo scopritore di Kayo Andrea Ritorni a Radiofirenzeviola. Nel giorno di festa non è mancata però una piccola macchia: sul proprio profilo X in lingua inglese la Lega Serie A ha celebrato il primo gol in carriera del terzino definendolo “campione africano”. In realtà Kayode è italianissimo e nato in provincia di Novara.
L’ex capitana azzurra dopo l’addio alla Nazionale: “Il primo stipendio? Cento euro. Ho visto amiche lasciare la Nazionale per un lavoro vero. La calciatrici si truccano, ma i calciatori fanno la skin care e vanno dal parrucchiere”
Le compagne l’hanno salutata indossando parrucche ricce come lei, e non è un caso: quei capelli sono diventati un simbolo riconosciuto anche all’estero. Sara Gamaha detto addio alla Nazionale dopo 140 presenze, una scelta drastica, ma meditata. “Lo sketch delle mie compagne con la parrucca lo racconterò per anni. Ci abbiamo scherzato tutta la sera. Poi la sera dopo a Coverciano abbiamo avuto un momento più intimo, ci siamo commosse”.
Sara, quando ha capito che il calcio sarebbe stato il suo mestiere? – “Quando a 16 anni passai al Tavagnacco: mi diedero i primi 100 euro, mi sembrava incredibile mi pagassero per giocare, venivo dalla squadra in cui giocai due anni nelle giovanili e con cui dalla Serie C alla Serie B con la prima squadra: pagavamo la retta e i dirigenti erano tutti genitori. Ma quei soldi erano rimborsi spese, nella testa c’era sempre di prepararsi a fare altro nella vita”.
Ricorda il suo primo pallone? – “Uno di quelli leggeri, colorati: me lo regalò mio nonno, me lo portavo dappertutto. In famiglia nessuno amava il calcio, semmai più i motori”.
Qualcuno ha mai provato a dirle da piccola: lascia stare? – “Al contrario, i genitori del mio migliore amico mi portarono nella loro squadra, visto che giocavo sempre con lui e i miei amici. Nessuno cercò mai di dissuadermi, almeno di chi era vicino a me: semmai qualcuno fuori, perché la vedeva come una cosa inusuale. Per anni in tutta Trieste ero l’unica ragazzina a giocare a calcio e mi vedevano come una scoperta, ragazzi, genitori”.
Quali sono i suoi interessi fuori dal calcio? – “Musei, teatro, concerti, semplicemente una cena con gli amici. Ma vivo a Torino, qui c’è anche tanto sport da vedere: sono stata alle Final Eight di basket, l’anno scorso ho visto vincere Brescia con i miei amici bresciani, ho visto anche le Atp Finals di tennis dal vivo, Sinner-Rune a novembre, un anno fa la finale Djokovic-Ruud”.
E altri sport li ha praticati? – “Da piccola correvo per la scuola: mezzofondo. Una squadra di atletica mi ha fatto iscrivere perché andavo forte sulla resistenza. Ma con i miei amici giocavamo soprattutto a calcio, anche se abbiamo giocato anche a tennis in un circolo di avvocati di cui mi davano le chiavi per provare il dritto contro un muro. Ma mai a livello serio”.
A proposito di tennis: Sinner ha detto che odia i social e li usa solo per lavoro. Lei? – “Quasi lo stesso. Oggi dietro uno schermo ci si permette di dire cose che di persona nessuno avrebbe il coraggio di dire. Questo ha un impatto sulla vita dei calciatori, delle calciatrici: si propagano opinioni positive o negative a macchia d’olio e incide sulla qualità di vita di atlete e atleti. Possono fare molto male, anche gli eccessi positivi”.
Una curiosità: è vero che le calciatrici si truccano prima di giocare? – “Alcune calciatrici si truccano prima di andare in campo, sì, ma perché fa notizia? I calciatori si pettinano, fanno la skin care e vanno dal parrucchiere, mica si curano solo le donne: il calcio non è più solo sport ma anche molta immagine. È cambiato il mondo, prima che lo sport”.
Lei il calcio ha provato a cambiarlo da dirigente: è tra chi ha inciso davvero per ottenere il professionismo femminile. – “Ho visto compagne lasciare la Nazionale per accettare offerte di lavoro vere: l’idea era che una ragazza non potesse vivere giocando a calcio. O se sì, per quanto? Volevo far sì che non succedesse più”.
Che effetto le fa essere stata un simbolo? – “Simbolo ti ci fanno diventare gli altri, riconoscendoti un ruolo. Io ho solo cercato di espormi per ciò in cui credevo e se lo fai capita di scontrarti contro qualcuno o contro qualcosa”.
Contro chi si è dovuta scontrare? – “Sono tanti. Parlo di chi pensa che il calcio non si possa declinare al femminile”.
Come quegli allenatori che, per criticare i propri giocatori, dicono che hanno giocato da femminucce. – “Se ne sono sentite. Ma sono il retaggio di cose che vengono da molto molto lontano. Il calcio femminile è nato con quello maschile in Inghilterra a fine ‘800 ma poi è andato a singhiozzo. In Italia è nato solo nel 1933 a Milano, poi il fascismo lo ha bandito per l’idea che facesse male alle donne. Certe frasi arrivano da questa cultura, da questa ignoranza. Ma per cambiare questo retaggio ci vuole tempo”.
Che effetto le fece il caso di Jenni Hermoso nella finale dei Mondiali estivi? – “Chi non ha ancora capito come bisogna rapportarsi con una atleta di alto livello è figlio dello stesso retaggio”.
Quali sono i prossimi obiettivi? – “Vorrei si facesse di più per permettere alle bambine che vogliono giocare a calcio di farlo: non ci sono abbastanza strutture che possano accoglierle vicino casa e non tutte hanno genitori che possono accompagnarle a 45 minuti di auto di distanza, E chi non li ha, poi lascia”.
È stata in Consiglio Federale come quota rosa: non rischiano . – “Anni fa avrei detto: macché quote rosa, io voglio conquistarmi tutto. Poi negli anni mi sono resa conto che puoi meritare, come ho fatto io, e dimostrarti valido, e alla fine il ruolo te lo offrono, come fece L’Assocalciatori con me. Ma uomini e donne ancora non hanno le stesse opportunità e in questo le quote rosa forse servono per entrare in un mondo. Ma non basta: bisogna incentivare la formazione di dirigenti donne. Poi sta a noi andarci a prendere ciò che meritiamo”.
In futuro si vede allenatrice? – “Mai sentito la spinta di fare quella carriera: alcune mie compagne hanno già fatto i corsi da remoto come Girelli, Rosucci, Cernoia, Bonansea. Io da dieci anni ho scelto una carriera più politica, sono vice presidente Aic. Ho fatto il corso da direttore sportivo, il mio percorso è questo. Poi, mai dire mai: di allenare non lo escludo a priori”.
L’esclusione dai Mondiali: dopo più di sei mesi, si è data una spiegazione? – “Ho le mie opinioni, ma penso al presente e mi tengo il bel ricordo di questa Nations League: abbiamo battuto le campionesse del mondo della Spagna, chiuso seconde davanti alla Svezia. Quel che è stato è stato, mi tengo le tante cose belle”.
Offese social una galleria degli orrori che ha trovato però la replica della capitana azzurra Girelli e delle sue compagne
L’avevamo vista coperta di sangue, il volto ferito dopo loscontro con una telecamera, sconvolto in una smorfia che non poteva non stringere lo stomaco. Ma non a tutti, evidentemente. Perché la guardalinee spagnola Guadalupe Porras è diventata oggetto di volgari insulti sessisti.
Insulti sessisti alla guardalinee: “Torna in cucina” – “Torna in cucina”. In tanti, vedendo quelle immagini, hanno reagito così: insultando Porras. La guardalinee uscita infortunata domenica durante Betis-Athletic Bilbao non ha suscitato solo reazioni di conforto e di vicinanza. Ma anche attacchi legati al suo sesso. Quasi scontato che, chi ha colto l’occasione per mostrare il proprio maschilismo tossico, l’abbia fatto collezionando strafalcioni grammaticali e lessicali. Peggio però le offese a mezzo social di cui l’assistente arbitrale è stata bersaglio e che suonavano (emendate degli errori) più o meno così: “Se fosse rimasta a pulire la casa non le sarebbe successo niente”, oppure “non è roba per donne”, “resta a casa a fare la sfoglia” e “tanto per rimarcare che uomini e donne non sono uguali”. Più i soliti legati alla cucina: “Ora torna a cucinare qualcosa ai bambini” o “se fosse rimasta in cucina al massimo si sarebbe tagliata un dito”. Fino al peggiore, forse: “Basta arbitre”.
La replica delle calciatrici: “Siete tristi e ignoranti” – Insomma, una galleria degli orrori. Raccontarla serve almeno a porre l’accento sull’ennesima manifestazione tossica e su come, invece, sia necessario normalizzare un ruolo che a qualcuno sembrerà nuovo, ma che invece in campo i calciatori e i dirigenti hanno accolto senza fare alcuna distinzione. Tra le prime a denunciare quanto letto, Cristiana Girelli, neo capitano della Nazionale italiana dopo l’addio di Sara Gama: “E io ancora fiduciosa in un cambiamento nella cultura del calcio italiano. Siete sempre più tristi e ignoranti”. E anche Elena Linari e Valentina Giacinti, sue compagne, hanno speso parole dure ripostando quegli insulti sessisti: “Continueremo a essere avvocate, presidenti, dottoresse, calciatrici. E sì, anche arbitre: che vi piaccia o meno”. Fino a Barbara Bonansea, che ha posto l’accento su come in torto fosse la telecamera, non lei che fa la guardalinee, chiosando: “Siete molto tristi”.
Drammatico comunicato del Midtjylland, club danese in cui ora gioca l’ex centrocampista dell’Arsenal, che dal 20 febbraio è attaccato alle macchine per un episodio cerebrale acuto
Grande apprensione per le condizioni di salute di Kristoffer Olsson, ex giocatore dell’Arsenal, ora al Midtjylland. “Il 28enne calciatore della nazionale svedese – si legge in un comunicato diffuso dal club danese – ha perso conoscenza nella sua casa martedì 20 febbraio ed è stato trasferito all’ospedale universitario di Aarhus, dove è ricoverato e collegato a un ventilatore per una malattia cerebrale acuta“.
La malattia – precisa la nota – “non è dovuta ad autolesionismo di alcun tipo, né la causa è dovuta a fattori esterni. Un team dei massimi esperti medici danesi sta attualmente lavorando con grande urgenza per fare una diagnosi e avviare il trattamento giusto“. Il Midtjylland chiede a media e tifosi di rispettare la sua privacy e quella della sua famiglia.
Olsson ha collezionato 47 presenze con la nazionale svedese. Cresciuto nelle giovanili dell’Arsenal, che ha pubblicato sui suoi social un messaggo di incoraggiamento per il suo ex calciatore, il centrocampista ha giocato una prima volta nel Midtjylland, poi è tornato in patria, nell’AIK, vincendo il titolo nazionale nel 2018/19. Da lì i trasferimenti ai russi del Krasnodar e ai belgi dell’Anderlecht, prima del ritorno al Midtjylland.
Vi har nåtts av de tragiska nyheterna att den tidigare AIK-spelaren och guldhjälten Kristoffer Olsson har drabbats av en plötslig sjukdom och ligger för tillfället i respirator på Århus Universitetssjukhus. pic.twitter.com/EjtH4ajxZB
Dopo una nottata d’acqua si registrano disagi in alcune zone della città. Via Lancetti è stata chiusa: modificata la circolazione dei mezzi pubblici
È bastata una notte di pioggia intensa per causare più di qualche disagio a Milano. Diverse strade si sono allagate, rallentando il traffico in alcune zone della città. I problemi maggiori si sono registrati nella zona settentrionale, dove l’acqua ha totalmente invaso via Lancetti, che è stata pertanto chiusa al traffico. Si segnalano zone con acqua alta sulla carreggiata anche sulla Circonvallazione.
L’Azienda trasporti milanesi (Atm) ha comunicato di aver modificato il servizio di queste linee che passano per quel tratto. Il tram 2 non fa servizio tra via Farini, via Ferrari e Bausan, ai viaggiatori si consiglia di usare la linea 92. Deviato anche i filobus 90, 91 e92, che nelle due direzioni faranno la fermata via Bernina sulla corsia laterale.
Maltempo anche nel resto della Lombardia. Con piogge in pianura e neve anche a basse quote. Nella giornata di oggi martedì 27 febbraio la Regione Lombardia ha emesso un’allerta meteo gialla nelle zone prealpine e un’allerta arancione in quelle montane. Interessate le province di Sondrio, Bergamoe Brescia.
Fortunatamente non ci sono state vittime né feriti. Ancora da stabilire le cause dell’innesco
Fiamme nella rsa Attanasio di Limbiate, in provincia di Monza e Brianza. L’incendio si è sviluppato lunedì sera intorno alle 21 presso una struttura protetta sita in via Trieste. L’innesco è avvenuto in una camera situata al piano della struttura a tre piani, che ospita complessivamente 240 pazienti. Fortunatamente, non si sono registrate vittime o feriti.
I vigili del fuoco si sono recati sul luogo dell’incendio con l’ausilio di due autoscale, due autopompe e due carri soccorso. Sul posto anche un funzionario tecnico al fine di coordinare le operazioni di soccorso.
Quaranta ospiti sono stati temporaneamente evacuati dalle loro camere per la messa in sicurezza della struttua.
Gli ospiti della rsa sono stati trasferiti in luoghi sicuri all’interno della struttura. Le fiamme sono state circoscritte dai pompieri alla sola camera interessata e non hanno coinvolto altre parti dell’edificio. Ancora da capire quali sono le cause che hanno causato l’incendio.
Il centrocampista nerazzurro si è sottoposto a esami strumentali nella giornata odierna
“Hakan Calhanoglu si è sottoposto questa mattina a esami strumentali presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. Per il centrocampista nerazzurro leggero risentimento muscolare all’adduttore lungo della coscia destra.
Le sue condizioni saranno rivalutate nei prossimi giorni. (Comunicato Inter)
All’una di notte, dopo uno spoglio interminabile, l’annuncio della vittoria con i leader dem e Cinquestelle. E’ la sconfitta della premier Meloni
Cagliari, 27 febbraio 2024
“Cambia il vento”, annuncia Elly Schlein. E’ l’una di notte, mancano una manciata di sezioni, ma la segretaria pd e Giuseppe Conte si presentano nel comitato elettorale della candidata del centrosinistra in via Dante per dire che Alessandra Todde ha vinto. Meno di mezzo punto, tremila voti di differenza. “Si profila una vittoria”, aveva annunciato Todde poco prima. “Sarò la prima presidente donna della Regione, una pagina storica per la Sardegna. Sono felice e orgogliosa”. Fuori trecento militanti pd e cinquestelle, in attesa da ore al freddo, inneggiano all’affermazione. Poi entrano in scena anche Conte e Schlein.
“E’ una giornata indimenticabile”, gongola Conte. “I sardi hanno aperto la porta all’alternativa”. Schlein annuisce convinta. Lei e Todde si conoscono da tempo, si stimano. “E’ il modo migliore per festeggiare l’anniversario della mia vittoria alle primarie”, spiega Schlein. “Ci abbiamo creduto come coalizione”. Poi escono fuori. Bagno di folla. Selfie. “Alessandra, Alessandra”, gridano i militanti. Un signore stringe Todde in un abbraccio. Lei si commuove. Ovazione.
L’attesa all’esterno del comitato di Alessandra Todde a Cagliari(ansa)
Elezioni thriller. Todde 45,3, Truzzu45,1. Questo il dato delle due di notte, quando mancano ancora trenta sezioni da scrutinare. Giorgia Meloni quindi ha perso. Era così sicura di vincere dall’avere imposto un suo sodale, Paolo Truzzu – dai più ritenuto inadeguato e impopolarissimo – a candidato governatore. Un eccesso di sicurezza dopo un anno e mezzo di sondaggi esaltanti, di elogi sulla sua presunta bravura, che potrebbe all’improvviso porre fine alla luna di miele e all’aura d’invincibilità. Qualcosa cambierà.
Ci sono tante prime volte in questa storia. E’ il debutto di una governatrice cinquestelle: Todde, nuorese di 55 anni, manager, viceministra allo Sviluppo economico nel governo Draghi, vicinissima a Giuseppe Conte. La prima volta di una donna in Sardegna. Non era nemmeno mai successo che il Pd sostenesse una presidente grillina. Il rovescio isolano apre una resa dei conti tra Fratelli d’Italia e Lega e ridà fiducia al centrosinistra. La destra non è affatto imbattibile, se si marcia uniti e si scelgono politici di qualità.
Giornata estenuante. Alle 23,30, un tweet di Youtrend dà per fatta la vittoria di Todde, dopo uno spoglio di una lentezza scandalosa, non degna di una democrazia moderna. Ci sono voluti quasi ventiquattro ore in una regione con 757mila votanti. Un ritardo che ha autorizzato molti sospetti, per il mancato caricamento dei dati delle città,Cagliari e Sassari in testa, nelle quali Todde era nettamente in vantaggio. Tanto che Conte e Schlein hanno sentito il bisogno di volare a Cagliari, sullo stesso aereo, anche per vigilare simbolicamente sullo spoglio. Dopodiché nessuno li ha visti fino a notte fonda, perché sono rimasti rintanati in un albergo.
Lo spoglio, iniziato alle sette del mattino, si è rivelato subito di una macchinosità esasperante. Dai rappresentanti dei seggi del centrosinistra arrivavano però buone notizie, che alimentavano il fuoco della speranza. A mezzogiorno, nella sede della Todde, si presenta il segretario del Pd, Piero Comandini, e rilascia molte interviste alle tv private, di fatto parla come vincitore. Poi abbraccia Zoro di PropagandaLive: “Sei il mio idolo”. Il clima è questo. La Nuova Sardegnapubblica un retroscena, secondo cui Truzzu avrebbe detto: “E’ andata, purtroppo”. La rivelazione alimenta la certezza della vittoria del centrosinistra, anche se in quel momento i dati caricati sono appena il cinque per cento. Truzzu smentirà di averlo mai detto. Poi tutto si blocca. Lo spoglio si incarta. Per buona parte del pomeriggio Truzzu è in vantaggio. Dal comitato Todde protestano. «Lo scrutinio è complesso, la scheda elettorale è complicata, le procedure sono articolate e dunque serve tempo. Ma sono i comuni che devono caricare correttamente i dati, se i comuni non li caricano noi dalla regione non possiamo fare nulla», spiegano a sera dal servizio elettorale della Regione.
Alle 19 Todde sorpassa Truzzu, ma non allunga mai in maniera decisiva. Alle dieci e mezzo mancavano ancora duecento sezioni scrutinare e nessuno può dichiararsi vincitore. Alle undici il vantaggio di Todde si assottiglia a 1200 voti. Poi risale a duemila, quando mancano sessanta seggi a Cagliari, trenta a Sassari. I risultati definitivi? Previsti fra le 4 e le 5 del mattino. In piena notte. Cosa potrebbe succedere adesso? Per Meloni è un danno d’immagine. Aveva scommesso tutta se stessa sulla Sardegna, imponendosi sul candidato di Salvini, Christian Solinas. Il bilancio di cinque anni di destra è disastroso. Fratelli d’Italia è andata male, al quattordici per cento. Consensi dimezzati rispetto alle politiche. La Lega è al quattro per cento. I sardisti hanno fatto ricorso al voto disgiunto, non votando per Truzzu. Una battuta d’arresto che potrebbe pesare. Il grande vincitore però è Giuseppe Conte, che si allea col Pd solo se c’è un suo candidato presidente. La sua strategia – guidare il centrosinistra – prosegue. Schlein al momento deve abbozzare. Ma il Pd ha preso il doppio dei voti rispetto al M5s e il vero cimento saranno le Europee.
Il centrosinistra ha capito che Pd e M5s devono stare insieme se vogliono avere una chance. “La Sardegna indica che la strada imboccata tra mille difficoltà nel settembre 2019 era quella giusta. Ora va percorsa con convinzione e generosità”, ha fatto notare Dario Franceschini, uno degli architetti del governo giallorosso. Forse lo capiranno anche Renzi e Calenda, che uniti a Renato Soru, che si è fermato all’8,6 per cento, e non entreranno manco in consiglio regionale. Senza Soru, uno dei fondatori del Pd, Todde avrebbe vinto a mani basse. Il Terzo Polo ancora una volta risulta irrilevante. Finisce così la lunga notte sarda. Fuori i militanti intonano Bella ciao. L’Italia democratica tira un sospiro di sollievo.
Fatale il ko con l’Empoli. Scelta interna dopo l’esonero di Dionisi. Partenza in salita col Napoli mercoledì poi scontro salvezza con il Verona domenica
La decisione più sofferta, quella che nessuno avrebbe voluto prendere e non solo perché non fa parte delle abitudini del club. Il Sassuolo ha esonerato Alessio Dionisi per il peso dei risultati più che per l’analisi delle prestazioni: la squadra raccoglie pochissimo a causa di errori individuali che quasi mai dipendono dal lavoro di un allenatore. Basta pensare ai frequenti regali nell’area di Consigli o agli sprechi in quella avversaria. Però adesso il rischio della retrocessione è concreto e quindi la società ha il dovere di fare qualunque mossa per evitare la B. Il ragionamento della dirigenza neroverde è semplice: serve una svolta soprattutto mentale, perché non sembra che i giocatori abbiano recepito la gravità della situazione. E di sicuro non è la blanda contestazione di una cinquantina di tifosi a poter svolgere questa funzione. Così oggi a dirigere l’allenamento ci sarà Emiliano Bigica, che ieri, perdendo 2-1, ha chiuso la sua avventura alla guida della Primavera. Con un rigore sbagliato nel finale: impossibile non pensare al doppio errore di Pinamonti contro l’Atalanta.
LA SCELTA – Giovanni Carnevali e Giovanni Rossi hanno riflettuto a lungo sul nome del sostituto di Dionisi. Ha prevalso la decisione di non legarsi per il futuro: i vari allenatori sondati, da Grosso a Ballardini e Semplici, avrebbero voluto un accordo fino al giugno 2025. Invece in estate per il Sassuolo comincerà una nuova avventura, si spera in A, e tra i vari candidati, oltre allo stesso Grosso, c’è anche Davide Possanzini (che sta dominando con il Mantova il girone A della Serie C). Bigica verrà valutato nel suo percorso: è una soluzione temporanea. Uomo carismatico e considerato molto preparato dal punto di vista tattico (nel 2019 è stato vicino alla panchina della Fiorentina dopo le dimissioni di Pioli), parte con un doppio esame ravvicinato: il recupero con il Napoli mercoledì e soprattutto lo scontro diretto domenica a Verona, dove dovrebbero rientrare (se non lo faranno contro i campioni d’Italia) Erlic, Toljan e Berardi. Non si può sottovalutare il peso delle assenze, in particolare quella di Domenico, nei recenti risultati del Sassuolo.
Rissa con inseguimento al termine di Real Siti-Virtus Mola, partita giocata domenica 25 febbraio a Stornara (Foggia) per la 21esima giornata del campionato di calcio di Eccellenza, girone A. Succede al fischio finale dell’arbitro Ragno. Il numero 11 del Real Siti, Russo, in maglia verde, si disinteressa di cosa sta accadendo in campo e avvia una fuga in solitaria al di fuori del terreno di gioco, in direzione degli spogliatoi. Inutile il tentativo, non troppo energico, di fermare la sua corsa. Una volta arrivato all’esterno dell’edificio che ospita gli spogliatoi, si scaglia con violenza verso un avversario lanciando nella sua direzione anche un tavolino in plastica, senza colpirlo. Le telecamere poi tornano a puntare verso il campo (“Atti vergognosi, sembra di essere nella giungla” aggiunge il telecronista). Sul campo la partita era terminata 2-0 per la squadra ospite grazie a una doppietta di Bozzi. Già nel corso dei 90 minuti si erano verificati diversi momenti ad alta tensione. Al 78′, a seguito dell’espulsione del numero 5 del Real Siti, Di Gioia, per gioco violento, una pallonata aveva raggiunto la panchina della Virtus Mola scatenando un altro parapiglia.
Ribaltata la sentenza del Tar, tornano in vigore le misure per tir e bus
Torna in vigore a Milano l’obbligo dei sensori di angolo cieco per tir e bus: il Consiglio di Stato ha infatti ribaltato la sentenza del Tar della Lombardiache lo scorso novembre aveva “integralmente annullati” gli atti di Palazzo Marino per l’introduzione dell’obbligo deciso dopo una serie di incidenti mortali in città e in vigore da ottobre. A rivolgersi al Tar erano state una serie di aziende di trasporto e Assotir.
Secondo il tribunale amministrativo, il Comune non aveva le competenze per normare in materia di circolazione stradale per quanto riguarda ordine pubblico e sicurezza su cui ha competenze “esclusive” lo Stato. Il Consiglio di Stato, ha rilevato che i Comuni in base al decreto legislativo n. 285 del 1992 (ovvero il base al Codice della strada) possono decidere “con deliberazione della Giunta” di “delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio”. E in questo caso il Comune ha previsto l’obbligo dei sensori in una sola parte della città (area B), per orari precisi e solo per alcuni mezzi e di fatto questo “costituisce una modalità di istituzione di una zona a traffico“.
La notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 un caicco partito dalla Turchia si spezza in due su una spiaggia in provincia di Crotone: 94 vittime, tra cui 34 bambini. Un’inchiesta della magistratura è ancora in corso
La notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 un caicco partito dalla Turchia, con a bordo circa 180 persone, si spezza in due, arenandosi tra la violenza delle onde contro una secca a pochi metri dal litorale di Steccato di Cutro, in provincia di Crotone.
E’ una strage: 94 vittime, tra cui 34 bambini.
Un’inchiesta della magistratura è ancora in corso per omissione soccorso e disastro colposo
Procede a rilento lo spoglio delle schede elettoralialle regionali in Sardegna. Nelle stanze della Regione autonoma “c’è imbarazzo come nel 2019”. Cinque anni fa, ci volle quasi un mese per la proclamazione ufficiale dei sessanta consiglieri regionali eletti e del presidente della Regione.
Il nome del vincitore, Christian Solinas del centrodestra, venne dato in serata di lunedì 26 febbraio 2019. Ancora a una settimana dalle elezioni il portale ufficiale della regione riportava i risultati di 1.806 sezioni su 1.840.
A tre ore dalla riapertura delle 1.887 sezioni da scrutinare in Sardegna, sul sito ufficiale della Regione Sardegnanon è stato ancora caricato neppure un dato. L’unico finora ufficiale è quello della bassa affluenza, il 52,4%, arrivato ieri dopo le 24, oltre due ore mezzo dopo la chiusura dei seggi. Il ritardo nella comunicazione dei dati dipende – fanno sapere fonti della Regione nella sala stampa allestita a Cagliari – dalla lentezza con cui dai seggi vengono trasmessi ai Comuni e dagli uffici comunali all’amministrazione regionale.
Finora gli unici dati che circolano sono ufficiosi e molto parziali, provengono dai rappresentanti di lista della coalizione di centrosinistra e danno in vantaggio la candidata presidente Alessandra Todde in buona parte dei principali centri: Cagliari, la città capoluogo di cui il rivale del centrodestra, Paolo Truzzu, è sindaco, Sassari, Porto Torres, Nuoro, Carbonia, Iglesias, Carloforte, Quartu Sant’Elena, Elmas, Sestu. A Olbia risulta davanti Truzzu. Peraltro, nessun grande centro alle 9.30 aveva più del 5% delle schede già scrutinate, sempre secondo anticipazioni provenienti da fonti del centrosinistra.
Già nel 2019 la diffusione dei dati andò molto a rilento. Allora i motivi addotti furono due: le modalità di comunicazione dei risultati e le modalità dello spoglio.
Fu la stessa Regione Sardegna a spiegare che risultati del voto arrivavano all’ufficio elettorale della Regione in maniera aggregata. Questo vuol dire che gli uffici non ricevevano le cifre da ogni singola sezione, appena questa terminava il suo scrutinio. Ma si dovevano attendere le conclusioni delle operazioni in altre sezioni.
A rallentare le operazioni non c’è solamente la modalità di comunicazioni dei dati. Ma anche la modalità dello spoglio. Non aiuta, di certo, il voto disgiunto, con il quale gli elettori possono scegliere di esprimere la loro preferenza per un candidato presidente e poi quella per una lista collegata ad un altro candidato e quindi ad un’altra coalizione.
La maxi-protesta arriva in concomitanza con il Consiglio Agricoltura che dovrà esaminare le proposte della Commissione europea per alleggerire gli oneri fiscali e burocratici a carico della categoria
I roghi accesi con dei copertoni dagli agricoltori che protestano a Bruxelles contro la politica agricolaUe(ansa)
Bruxelles, 26 febbraio 2024
A quasi un mese dallaprima protesta degli agricoltori che ha bloccato gran parte di Bruxelles, oggi sono tornati nella capitale con i loro trattori per una nuova manifestazione. Centinaia di veicoli hanno raggiunto la capitale belga in concomitanza con il Consiglio Agricoltura che dovrà esaminare le proposte della Commissione europea per alleggerire gli oneri fiscali e burocratici a carico della categoria.
Gli agricoltori sono impegnati da diverse settimane in una campagna contro le norme ambientali europee troppo rigide e chiedono all’Unione Europea di ritirarsi dagli accordi di libero scambio e, in particolare, all’accordo Mercosur con i Paesi del Sud America. Il trattato tra l’Ue e il Brasile, l’Argentina, l’Uruguay e il Paraguaysarà discusso oggi a Bruxelles e mira a consentire l’ingresso di prodotti a basso costo nei rispettivi mercati e gli agricoltori vogliono fermare definitivamente i negoziati su questo accordo.
Gli aggiornamenti della protesta – Stamani l’obiettivo dei manifestanti è arrivare proprio davanti alla sede del Consiglio, nel Quartiere europeo. Si attendono 1500 trattori provenienti da ogni angolo del Belgio, ma anche da Olanda, Germania e Francia. Le forze dell’ordine hanno blindato tutta la zona. Sono stati chiusi quattro tunnel, arterie vitali del traffico. Così come sono state bloccate le stazioni metro di Schuman e Maelbeek, quelle prossime alle sedi delle Istituzioni europee.
Nel frattempo decine di trattori hanno invaso il centro storico,penetrando fino all’iconica Grand Place. La manifestazione è stata organizzata da Fugea (la Federazione degli allevatori belgi), Fwa (la Federazione vallone dell’agricoltura) e da Fja, la Federazione dei giovani agricoltori. Al sit-in di fronte al Parlamento europeo sarà presente anche una delegazione di Coldiretti. Mentre Confragricoltura terrà oggi a Bruxelles la sua assemblea.
Novecento trattori hanno preso d’assedio il quartiere europeo, provando a forzare i posti di blocco della polizia attorno alle sedi europee alla rotatoria Schuman. Tra fischi, sirene e clacson, i manifestanti hanno incendiato dei copertoni e una barriera di sicurezza, la polizia ha aperto gli idranti per spegnere gli incendi. I manifestanti hanno provato a forzare anche il blocco su rue Froissart, uno degli ingressi della sede del Consiglio Ue di Justus Lipsius, lanciando lacrimogeni e petardi contro gli agenti. Le forze dell’ordine di supporto sono accorse al varco, sbarrato da camionette e grossi mezzi con gli idranti. Gli agricoltori hanno forzato uno dei blocchi della polizia su rue de Pascal, dapprima con alcuni partecipanti entrati a piedi alla protesta e poi direttamente entrando con i trattori, per riversarsi in una via interdetta alla protesta: Chaussee d’Etterbeek. Altri sono riusciti a forzare un blocco all’incrocio tra Avenue d’Auderghem e Rue Belliard, utilizzando i trattori e gettando letame sugli agenti, costretti a retrocedere. Dal Consiglio si sentono ora i clacson dei mezzi agricoli.
Dall’alba sono state intraprese ingenti le misure di sicurezza attorno alle sedi Ue, la polizia non sta lasciando passare nemmeno i giornalisti e i dipendenti delle istituzioni. Per le proteste il briefing della Commissione delle 12 si svolgerà in modalità online.
Trattori a Bruxelles, idranti della polizia spengono i roghi(ansa)
Presenti anche migliaia di agricoltori italiani, che in un corteo, guidati dal presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, stanno raggiungendo i pressi del Parlamento europeo. «Siamo qui – spiega Prandini – per chiedere risposte esaustive in tempi certi alle necessità delle nostre aziende e scardinare quei regolamenti che non hanno senso. Per questo abbiamo messo in campo un lavoro costante di mobilitazione, ma anche di rapporto diretto con le istituzioni europee. Una grande organizzazione come la Coldiretti ha il dovere di trasformare la protesta in proposte concrete, nella consapevolezza che la maggior parte delle battaglie cruciali per il futuro delle nostre campagne si combattono proprio a Bruxelles». Per questo, evidenzia il presidente «abbiamo predisposto un documento anche sulla Pac (Politica agricola comune, nrd) dei prossimi anni, che deve essere semplice e in linea con le necessità delle imprese. Dobbiamo dire basta alla contrapposizione tra agricoltura e ambiente voluta da Timmermans, gli agricoltori sono il primo presidio ambientale».
Le misure erano state anticipate da Prandini in una lettera alla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen. Il Delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Stefani Parisi, fa sapere l’organizzazione, sarà l’unico italiano a partecipare alle 14.30, insieme ai giovani delegati di altre 10 organizzazioni presenti a Bruxelles, all’incontro con il Commissario Ue all’Agricoltura Janusz Wojciechowski e con l’attuale presidente del Consiglio Agrifish, David Clarinval.
La manifestazione in Italia sabato 2 marzo – «Sabato in piazza a Roma con gli agricoltori». Giuliano Castellino annuncia che “Ancora Italia” sarà alla manifestazione indetta dal Cra a piazza SS Apostoli. «La lotta intrapresa dagli agricoltori è una lotta popolare e nazionale – aggiunge – Per questo da tempo stiamo con Danilo Calvani ed il Cra. Abbiamo sostenuto i presidi e siamo scesi in piazza a Circo Massimo. Sabato 2 marzo saremo ancora al fianco dei nostri contadini e allevatori. A pochi passi dalla sede del Parlamento europeo, a pochi metri dal Parlamento italiano. Tra i palazzi del potere, simboli dell’oppressione per gridare ‘Lavoro, Libertà e Futuro!’». Poi conclude: «Popolo e agricoltori uniti contro le guerre della Nato, l’usura di Bruxelles, le follie di Davos! Innalziamo il tricolore, simbolo di resistenza, dissenso e unità popolare».
(ansa)
Le reazioni della politica – Clarinval, ministro dell’Agricoltura del Belgio (presidenza di turno dell’Ue), ha detto che «sulle politiche agricole comunitarie abbiamo fatto ai 27 Stati membri una richiesta mirata a raccogliere tutti i suggerimenti per avere miglioramenti, semplificazione, flessibilità. Abbiamo ricevuto 500 proposte». «Le analizzeremo: le abbiamo trasmesse alla Commissione e speriamo che le risposte ottenute saranno sufficienti». «Oggi – ha aggiunto – esamineremo le proposte della Commissione europea per rispondere alle richieste degli agricoltori». Quanto alle manifestazioni in corso a Bruxelles, ha affermato: «L’aggressività non è un buon modo di negoziare. Capiamo la rabbia degli agricoltori, capiamo anche qualcuno sia in una situazione difficile, ma l’aggressività non è mai stata fonte di soluzioni. Il negoziato è il modo migliore» continua a leggere