L’ex attaccante è riuscito ad aggiudicarsi l’asta nonostante il tentativo in extremis di Cristian Zaffani, considerato molto vicino a Luca Campedelli.
Quest’oggi, Sergio Pellissier ed Enzo Zanini, dirigenti della Clivense, hanno formalizzato l’acquisto del marchio Chievo Verona. Come è stato ufficializzato dal sito ufficiale della stessa società veneta, militante in Serie D.
L’asta si è svolta nello studio di via Scalzi di Renzo Panozzo, curatore fallimentare, insieme a Luca Toninelli, per assegnare i marchi del club fallito quasi due anni fa. Non sono mancati i momenti di tensione, quando poco prima di mezzogiorno è stata presentata un’offerta in competizione con quella di Pellissier e Zanini.
Secondo quanto riporta L’Arena, questa è stata sottoscritta dal presidente del Vigasio, società veneta fresca vincitrice del girone A di Eccellenza, Cristian Zaffani e della sua delegazione, considerata molto vicina all’ex patron e presidente del Chievo Luca Campedelli. Ma non c’è stato nulla da fare. Il marchio Chievo è andato a Pellissier e alla sua Clivense per un esborso totale di 330.000 euro.
Aleksander Ceferin (Foto: PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP via Getty Images
La Commissione di primo grado, esaminata la documentazione pervenuta, ha rilasciato tale documento in vista della prossima stagione.
La FIGC ha pubblicato l’elenco delle società che hanno ottenuto la Licenza UEFA dalla Commissione di primo grado. Un procedimento che ogni società è obbligata a iniziare, ma a cui possono in seguito decidere di rinunciare.
Quest’ultima è stata la strada scelta da quattro club di Serie A, che quindi vede 16 società ottenere la Licenza UEFA, insieme a due di B e a sei del calcio femminile. Ecco l’elenco completo, che esplicita anche lo stadio che le squadre utilizzeranno in caso di qualificazione a una delle tre competizioni europee:
Atalanta (Stadio di Bergamo/Gewiss Stadium di Bergamo)
Bologna (Stadio Renato Dall’Ara di Bologna)
Cagliari (Stadio Friuli/Bluenergy Stadium di Udine)
Fiorentina (Stadio Artemio Franchi di Firenze)
Inter (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
Juventus (Juventus Stadium/Allianz Stadium di Torino)
Lazio (Stadio Olimpico di Roma)
Milan (Stadio Giuseppe Meazza di Milano)
Monza (Stadio Brianteo/U-Power Stadium di Monza)
Napoli (Stadio Diego Armando Maradona di Napoli)
Roma (Stadio Olimpico di Roma)
Salernitana (Stadio Arechi di Salerno)
Sassuolo (Stadio Città del Tricolore/ Mapei Stadium di Reggio Emilia)
Torino (Stadio Olimpico Grande Torino di Torino)
Udinese (Stadio Friuli/Bluenergy Stadium di Udine)
Verona (Stadio Marcantonio Bentegodi di Verona)
Quindi, le società di Serie A che hanno rinunciato durante l’iter alla Licenza UEFA sono:Empoli, Frosinone, Genoa, Lecce. All’elenco delle 16 società di Serie A, si aggiungono Cremonese e Parma, mentre per il calcio femminile ecco Fiorentina, Inter, Juventus, Milan, RomaeSassuolo.
In vista dell’apertura delle buste prevista per le 15 di venerdì 10 maggio, sono arrivate due proposte, la prima dell’ex bomber valdostano, l’altra da Cristian Zaffani, presidente del Vigasio, formazione di proprietà dell’ex numero uno clivense Luca Campedelli. La sfida ha però visto il successo di Pellisier che racconterà nelle prossime ore il percorso che l’ha condotto a riconciliarsi con la squadra che lo ha condotto sino ai preliminari di Champions League.
Il Chievo Verona sembra aver finalmente trovato pace. Il marchio, fallito due anni fa, tornerà a vivere grazie a Sergio Pellisier che ha vinto l’asta per l’acquisto dello storico club veneto. I curatori fallimentari hanno considerato congrua l’offerta di 100.000 euro avanzata dall’attuale presidente della Clivense e che riporterà la squadra gialloblu nel calcio che conta.
Protagonista Luca Mastrangelo, youtuber famoso per la sua fede interista
Quando ha sentito urlare “Al ladro, al ladro“, non ci ha pensato su due volte. Nessuna paura, ma tanto sangue freddo. Col suo monopattino si è messo all’inseguimento di un malvivente, permettendo alla forze dell’ordine di assicurarlo alla giustizia. È l’avventura a lieto fine che ha visto protagonista Luca Mastrangelo, lo Youtuber forlivese nerazzurro più famoso d’Italia. L’episodio si è consumato mercoledì pomeriggio a Milano, dove il 44enne originario di Civitella di Romagna vive per motivi lavorativi.
“Mi stavo recando in ufficio in monopattino, quando in via Plinio ho sentito urlare due donne, che stavano rincorrendo uno straniero – spiega Mastrangelo a ForlyToday -. Gridavano “Al ladro, al ladro‘”. La situazione ha attirato l’attenzione del civitellese: “Era una situazione surreale. Li in zona c’è anche un bar ed un cliente ha persino lanciato una sedia per cercare di fermarlo, ma senza fortuna“. A quel punto lo youtuber si è messo all’inseguimento del delinquente con il suo due ruote: “Correva davvero forte e l’ho raggiunto dopo circa 300 metri. Ha svoltato per via Eustachi, dove sono riuscito a dargli una sorta di spallata, che gli ha fatto perdere l’equilibrio, facendolo cadere per terra“.
Ma il ladro non si è dato per vinto: “Con sé aveva anche una bottiglia, non so se la volesse usare come un’arma per difendersi. C’è stata una colluttazione, poi sono riuscito a buttarlo per terra e immobilizzarlo. Era stremato per la corsa. Nel frattempo si è formato un capannello di persone, che hanno allertato le forze dell’ordine. È arrivata quindi la polizia, che ha provveduto a caricarlo a bordo della volante“. La refurtiva è stata recuperata.
Calmate le acque, è stato ricostruito il furto: “La vittima era a bordo di un autobus e aveva un telefonino in mano – racconta Mastrangelo -. Alla fermata è stata derubata, con il ladro che è riuscito a scippare la malcapitata e scappare via appena si sono aperte le porte“. All’uomo è stato trovato anche un coltello in tasca: “Durante la colluttazione avevo notato che cercava di infilarsi la mano in una tasca, ma senza riuscirci. Poi ho capito perché“.
Quello di Mastrangelo è stato senza alcun dubbio un grande esempio di senso civico e coraggio. “E che rifarei – sottolinea -. Mi sono trovati in situazioni simili tre volte, dando sempre il mio contributo. In quel momento hai molta adrenalina, ma c’è anche paura, perché non si sa mai cosa possa succedere“.
L’uomo, un cittadino egiziano di 36 anni, è stato bloccato con un colpo di pistola che lo ha ferito alla spalla
Lancia pietre e si scaglia contro gli agenti in Stazione Centrale a Milanoe per fermarlo un poliziotto gli spara, colpendolo alla spalla. L’uomo, un cittadino egiziano di 36 anni, è stato soccorso e portato immediatamente all’ospedale Niguarda dove i sanitari hanno accertato che il proiettile non ha intaccato organi vitali.
Questa mattina alle ore 2.20 circa, gli agenti della Polizia Ferroviaria sono intervenuti in piazza Luigi di Savoia a Milano perché un cittadino egiziano di 36 anni, appena uscito dagli uffici Polfer di Milano Centrale dove era stato denunciato per rapina e resistenza a pubblico ufficiale, si era fermato dando in escandescenza e danneggiando arredi urbani. I poliziotti hanno tentato di bloccarlo mentre agitava una sorta di fionda rudimentale fatta da pietre chiuse all’interno di una stoffa e brandiva un pezzo di marmo recuperato da una lastra che poco prima aveva divelto. Il cittadino egiziano, sotto effetto di sostanze stupefacenti, si è scagliato con violenza contro gli operatori che, per tutelare la propria e l’altrui incolumità, hanno utilizzato il taser in dotazione nel tentativo di interrompere l’azione e, subito dopo, atteso che continuava ad avanzare, uno degli agenti ha esploso un colpo di pistola di ordinanza colpendolo l’uomo alla spalla sinistra.
Il precedente intervento che aveva portato alla denuncia del 36enne egiziano per rapina e resistenza era stato effettuato all’esterno della Stazione da una pattuglia dell’Esercito Italiano che aveva richiesto l’intervento della Polfer. L’egiziano aveva rapinato un cittadino marocchino che, portato in ospedale in codice verde a seguito dell’aggressione subita, si era poi allontanato dal pronto soccorso, facendo perdere le proprie tracce. Il cittadino egiziano, negativo nella banca dati delle forze di Polizia, era già stato foto segnalato lo scorso 24 aprile 2024 a Belluno poiché richiedente protezione internazionale con pratica approvata. In precedenza aveva fatto istanza ad Ascoli, dove la pratica era stata rigettata per irreperibilità.
Dal secondo anello alla seconda stella: Dimarco rende omaggio al suo viaggio nell’Inter
L’esterno mancino dell’Inter celebra la sua storia in nerazzurro con un filmato dove ripercorre le tappe che l’hanno portato a vincere lo scudetto con la squadra per cui ha sempre tifato dalla curva. Nel video, condiviso sui social, Dimarco svela anche un momento privato che ha segnato la sua vita e quella della compagna Giulia Mazzoccato: «Il momento più difficile l’abbiamo vissuto quando eravamo a Sion, quando abbiamo perso il nostro primo figlio che sarebbe dovuto nascere prima di Nicholas e Chloe». «La dottoressa ci aveva avvisato che il cuore del nostro bambino non batteva più e lì è stata la prima volta che l’ho visto piangere» ha ricordato la compagna. Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/milano/dal-…
Una scossa di terremoto avvenuta in Svizzera è stata avvertita in tarda serata in Valle d’Aosta.
Il sisma è stato registrato alle ore 23.25: secondo i datidell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha avuto una magnitudo 3.4 e una profondità di un chilometro.
L’epicentro si trova nell’area del ghiacciaio del Gietro, nel canton Vallese, a una decina di chilometri in linea d’aria dal confine con l’Italia
Dall’Inter al passato, passando per il suo futuro. L’ex dirigente del Milan ha rilasciato una lunga intervista a Radio Serie A con RDS.
L’ex direttore tecnico ed ex-bandiera del MilanPaolo Maldini è tornato a parlare a un anno di distanza dall’addio al club rossonero e si è raccontato a tutto tondo in un’intervista concessa ad Alessandro Alciato, ai microfoni di Radio Serie A.
Maldini ha esordito parlando del calcio, che è «sempre stato presente. Il Milan è sempre stata la squadra della mia città, l’ambiente dove sono cresciuto e per me è qualcosa che va al di là del tifo e del lavoro. È sempre stato così e sarà sempre così. Il rapporto che c’è va al di là delle ere in cui sono passato in questa grande società e sarà così anche per i miei figli».
Sul ruolo di calciatore prima e dirigente poi, Maldini spiega che «io mi considero semplicemente Paolo. Cerco di fare la mia traiettoria di vita. Ringrazio la famiglia che ho avuto, ho incontrato le persone giuste. Anche la mia ultima esperienza da dirigente mi ha fatto apprezzare le cose che non conoscevo. Nel calcio uno pensa di saper tutto, ma quando passi dall’altra parte hai una prospettiva completamente diversa. Cose che ho dichiarato da calciatore, poi passando dirigente le avrei volute cancellare».
«Io custode del milanismo? Non lo so, lo possono dire gli altri. Di sicuro il calcio e il Milan mi hanno insegnato tanto come valori e come principi e quando lavori per questo club ne devi tenere conto perché va al di là del risultato. quando si parla di una storia ultra centenaria, va conosciuta e studiata. Venti anni fatti con me? Sono contento, ma la mia storia parte negli anni ‘50 con mio papà e oggi sta andando avanti ancora perché Daniel è ancora sotto contratto», ha aggiunto.
Sul suo passato da “tifoso” prima del Milan, Maldini racconta che «a me piaceva il calcio, sapevo del passato di mio papà e avevo capito cosa aveva fatto, ma la prima competizione che ho visto da amante del calcio era il Mondiale del ’78 che praticamente era la Juventus più Antognoni. Quindi hoseguito la Juventus come se fosse la Nazionale, ma poi ho fatto il provino per il Milan e lì è iniziata la mia storia».
L’ex dirigente del Milan parla anche del rapporto conSilvio Berlusconi: «Ha portato un’idea moderna e visionaria non solo del calcio ma del mondo. Il primo discorso nella sala pranzo a Milanello ci disse che voleva che la nostra squadra giocasse il più bel calcio del mondo, lo stesso in casa e in trasferta, e che presto saremmo diventati campioni del mondo. Dall’anno dopo, perché il primo è entrato in corsa, è cambiato tutto. Ha preso preparatori, costruito strutture per competere con i top al mondo. C’è sempre tanta diffidenza per l’imprenditore che entra nel calcio. Sacchi poteva creare e ha creato qualche dubbio, ma poi abbiamo capito i grandi vantaggi».
«A me piaceva molto la sua idea di cercare di giocar bene, cercare di vincere e rispettare l’avversario. Lui diceva che se non vince il Milan, mi fa piacere che vinca l’Inter. Naturalmente c’è rivalità, ma l’idea di essere onesto e arrivare al risultato attraverso il sacrificio e complimentarsi con un avversario se è più bravo di te è un insegnamento. Non si è mai logorato quel rapporto, facevamo tante battute, sono diventato amico di Pier Silvio e lui mi ha sempre trattato come secondo padre. Quando è stato ricoverato in ospedale mi ha chiamato perché voleva fare degli scambi Milan-Monza ed è stato divertente. Il calcio lo ha accompagnato fino all’ultimo momento e questo si sente e si trasmette a tutti, ambiente, città, luoghi e persone», ha proseguito.
Sulla sua esperienza da dirigente, Maldini spiega poi che «mi hanno chiamato e quando l’opportunità è arrivata, un pochino prima di quando me l’aspettassi. Quando è arrivata con Leonardo è stato perché ho lavorato con una persona che aveva gli stessi ideali. Perché ho scelto questo ruolo? Perché era il Milan. Il lavoro in sé è tutt’altro rispetto a quello che ti aspetti e ci ho messo una decina di mesi. O Milan o Nazionale o niente? La regola vale per l’Italia perché vedermi all’interno di un club diverso dal Milan non ce la faccio».
E sull’estero aggiunge: «Non ho mai detto no al PSG, c’era stata questa possibilità e disponibilità, ho incontrato due volte Nasser Al Khelaifi, ma poi non si è mai andati avanti ed è stato bene così. I miei primi 10 mesi sono stati un disastro, tornavo a casa e non ero contento. Leonardo rideva e mi diceva che non capivo quanto stavo diventando importante. San Siro? Non vado allo stadio a vedere il Milan. Per me è logico. Seguo tutto, seguo il Milan e il Monza, ma mi sembra logico non andare allo stadio».
In chiusura, una battuta sul segreto dell’Inter e sulla conquista dello Scudetto: «L’Inter ha una struttura dell’area sportiva. C’è un’idea ben precisa con contratti lunghi. Si da sempre poca importanza alla gestione del gruppo, non è un caso che il Napoli sia andato così male dopo l’addio di Spalletti e Giuntoli. I calciatori li considerano tutti come macchine, ma hanno bisogno di qualcuno che parli con loro e gli dica come stanno le cose».
Mentre il ministro dello sport Abodi tira dritto sulla riforma, la Covisoc è già in moto per iniziare il controllo sulle società verso l’iscrizione per i prossimi campionati.
Il governo è pronto a rivoluzionare il controllo economico sui club professionistici. Il ministro dello sport Andrea Abodi infatti sta portando avanti un progetto di riforma che porterebbe all’addio alla attuale Covisoc, che verrebbe sostituita con una Agenzia governativa di vigilanza economica e finanziaria sulle società sportive professionistiche. Una opzione che ha portato alla dura reazione da parte dell’intero mondo del calcio (così come del basket), tanto che oggi lo stesso Abodi ospiterà le varie componenti federali per discutere della riforma.
Intanto, però, il meccanismo di controllo da parte della Covisoc sulla situazione economica dei club verso la stagione 2024/25 è già cominciato. Le società infatti hanno già dovuto presentare alcuni documenti entro il 30 aprile scorso, iniziando il processo che porterà al via libera per l’ottenimento della Licenza Nazionale che consente di iscriversi ai campionati. I controlli poi non si limiteranno all’ottenimeno della Licenza Nazionale, ma proseguiranno anche durante il resto della stagione.
Date controlli Covisoc, le scadenze già passate – Entro il 30 aprile i club di Serie A, Serie B e Serie C avevano l’obbligo di depositare:
contratti calciatori acquisiti tra 1 gennaio 2023 e 28 febbraio 2024 con pagamento debiti
contratti calciatori acquisiti fino al 31 dicembre 2022 con pagamento dei debiti scaduti
Date controlli Covisoc, le prossime scadenze – Entro il 31 maggio i club hanno l’obbligo di depositare tra gli altri:
la situazione patrimoniale intermedia al 31 marzo (se non viene depositata la sanzione è di 1 punto in penalizzazione nella classifica 2024/25)
Entro il 4 giugno i club hanno l’obbligo tra gli altri di:
dimostrare di aver effettuato il pagamento dei debiti verso FIGC, Leghe e società per il mercato al 30 aprile 2024;
dimostrare di aver effettuato il pagamento dei compensi fino ad aprile 2024 per tesserati, dipendenti, dirigenza sportiva e collaboratori settore sportivo;
dimostrare di aver effettuato il pagamento dei Irpef fino a marzo 2024 e Inps fino aprile 2024;
dimostrare di aver effettuato il pagamento dei Ires, Irpa e Iva per anni 2017, 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022;
dimostrare di aver effettuato il pagamento dei Iva primi tre trimestri 2023;
depositare il bilancio al 3o giugno o al 31 dicembre 2023 o semestrale al 31 dicembre 2023;
dimostrare il superamento della situazione patrimoniale 2447 c.c. e 2482 c.c. eventualmente risultante dalla situazione intermedia al 31 marzo 2024;
depositare la relazione della società revisione e in caso di giudizio negativo una nuova relazione senza richiami dopo essere intervenuti.
Inoltre, entro il 4 giugno i club in particolare dovranno anche presentare la domanda di ammissione presso Lega Serie A con richiesta di concessione licenza nazionale e impegno a non partecipare a competizioni organizzate da associazioni private non riconosciute da FIFA, UEFA e FIGC.
Nel caso di inosservanza del termine del 4 giugnoper uno solo degli obblighi di cui sopra, la conseguenza è la mancata concessione della Licenza Nazionale 2024/25 e quindi lo stop all’iscrizione della squadra al campionato.
In seguito all’ottenimento della Licenza Nazionale, i club entro il termine dell’1 luglio hanno tra gli altri gli obblighi di:
dimostrare il pagamento dell’Iva per il quarto trimestre 2023;
dimostrare il pagamento dei compensifino maggio 2024
dimostrare il pagamento di Irpeffino aprile 2024 e Inps fino a maggio 2024.
Nel caso di inosservanza del termine dell’1 luglio, la penalizzazione è di due punti in classifica per la stagione 2024/25.
I controlli tuttavia non si fermeranno qui, ma proseguiranno lungo il corso di tutta la stagione in particolare per quanto riguarda il rispetto delle tempistiche legate ai pagamenti degli stipendi per tesserati e dipendenti.
Il sindacato internazionale dei calciatori ha scritto una lettera alla Federazione internazionale di calcio: “Offensivo che continui ad aggiungere partite”
La Federazione internazionale dei calciatori professionisti (Fitpro) non ci sta. E si scaglia contro la Fifa. Il motivo? Si gioca troppo. I calciatori e le leghe nazionali, in una lettera, si dicono pronte ad azioni legali se non farà marcia indietro sull’aggiunta di nuove competizioni al già affollato calendario del calcio internazionale: “I giocatori vengono spinti oltre i loro limiti, con rischi significativi di infortuni e impatti sul loro benessere e sui diritti fondamentali“.
NEL MIRINO – L’organizzazione del calcio mondiale è criticata per aver assunto “decisioni unilaterali che vanno a vantaggio delle proprie competizioni e dei propri interessi commerciali” tra cui il Mondiale per club allargato a 32 squadre che debutterà il prossimo anno. La lettera afferma che è “intrinsecamente offensivo” che la Fifa continui ad aggiungere partite costringendo giocatori e leghe ad adattarsi.
Alessia Intiso è morta a 23 anni, dopo l’accertamento della sua morte cerebrale
Alessia Intiso non ce l’ha fatta: addio all’allenatrice di volley colpita da malore al palazzetto di Mezzana Corti. Dolore a Cava Manara (Pavia): la 23enne era stata male sabato mentre era in panchina per un torneo Under 12 di pallavolo. Alessia Intiso è morta a 23 anni, dopo l’accertamento della sua morte cerebrale. Che la situazione fosse grave si era capito fin da subito. Alessia stava prendendo parte come vice coach alla partita tra la sua squadra, la Futura Volley e il Volley Rins Mede al palazzetto dello sport di Mezzana Corti, nel Pavese.
Il malore fatale durante la partita di pallavolo – La giovane, originaria di Cava Manara, aveva detto durante la partita di aver bisogno del bagno a causa di un forte mal di testa, poi il suo mancato ritorno aveva fatto scattare l’allarme. Si è trattato di emorragia cerebrale, un lutto che lascia attoniti e che si può scorgere meglio leggendo i messaggi dedicati alla 23enne sui social.
La sua socità Futura Volley ha voluto ricordarla con un commovente messaggio sui social: “Figlia, sorella, amica, compagna, allenatrice per noi eri tutto questo e vederti volare via in quella che noi chiamiamo Casa ha provocato un dispiacere enorme in tutti i nostri cuori.
Per le nostre ragazze sei stata punto di riferimento in questa stagione, confidente sempre presente e sempre attenta alle loro esigenze. Ci stringiamo in questo dolore alla famiglia, in particolare modo a Isa che in noi potrà trovare sempre una mano tesa pronta a sostenerla. Ciao Ale, sarai sempre nei nostri cuori”.
Anche la società avversaria si unisce al dolore e ritira la squadra dal campionato: «La società R.I.N.S. Mede testimone del triste evento occorso, si unisce al dolore della società Futura Volley Mezzana Corti per la triste e prematura scomparsa dell’ atleta e tecnico Alessia Intiso. In segno di vicinanza e di unione per questo sport si è deciso quindi di ritirare dalle fasi finali del campionato U12 la propria squadra. Ci stringiamo alla famiglia ed alla società in questo momento di sconforto».
Incendio in un capannone di trattamento rifiuti, bruciati tutti i contenitori
Alle 11.10, di mercoledì 8 maggio, i vigili del fuoco sono intervenuti in località Grassaga a San Donà per l’incendio all’interno di un capannone di trattamento rifiuti, che si occupa della bonifica di contenitori plastici, metallici e compositi. Nessuna persona è rimasta ferita. Le fiamme hanno riguardato il materiale in trattamento con i prodotti della combustione che hanno invaso la totalità della struttura. I vigili del fuoco arrivati da San Donà, Motta di Livenza e Mestre con tre autopompe, tre autobotti e 19 operatori coadiuvati dal funzionario di guardia, hanno spento le fiamme dei contenitori, che hanno provocato una notevole produzione di fumi. Le cause dell’incendio sono al vaglio dei tecnici dei vigili del fuoco. La struttura è stata interdetta fino al ripristino degli impianti e delle condizioni di salubrità. Le operazioni di spegnimento sono terminate alle 15 circa con il rientro delle ultime squadre.
Per gli ultras della Juventus il campionato è già finito. Con un comunicato, i gruppi principali della curva sud dell’Allianz Stadium hanno annunciato che non tiferanno più durante le partite casalinghe, ma solo in trasferta, come era già accaduto nel recente passato. Motivo: la repressione secondo loro sempre più dura, la sentenza di secondo grado nelprocesso Last Bannerche ha visto la condanna di alcuni loro leader per associazione a delinquere e estorsione consumata e per sei misure cautelari della Digos torinese per altrettanti ultras accusati di aver rapinato un tifoso del Siviglia.
“Per noi il campionato in casa finisce qui – scrivono i Viking, Tradizione, Nab, Antichi Valori, Primo Novembre e Nord Est -. Abbiamo messo tutto il nostro impegno, passione, tempo per far tornare la Curva Sud il 12/o uomo in campo“. “Le ultime sentenze e quanto si è detto e scritto con situazioni quasi chirurgiche e studiate a tavolino al fine di colpirci nuovamente, hanno superato il limite degli abusi e soprusi nei nostri confronti – continuano -. Amaramente apprendiamo che nonostante le nostre difese e le inequivocabili prove a discolpa presentate, queste non siano state prese in considerazione“.
“Non ci meritate – dicono – ma noi che siamo brutti e cattivi manterremo quanto promesso sostenendo la squadra lontano da Torino, sicuri che la bolgia e tifo incessante avuto in questi mesi che ha riportato lo Stadium sempre pieno al botteghino e caloroso con gente in festa e pieno di colore e ardore, sarà cosi anche con il nostro silenzio“.
“Abbiamo sostenuto la squadra incessantemente sia quando lottavamo per i primi posti, sia quando ha iniziato un continuo e costante calo di prestazioni e orgoglio sul campo – aggiungono gli ultras -. Abbiamo sostenuto tutti nonostante sappiamo bene gli usi e abusi di alcuni del nostri giocatori, che fuori dal campo alle volte tendono a comportarsi poco da atleti professionisti“.
Poi gli ultras accusano i giornalisti di non aver cercato la verità, in riferimento alle inchieste giudiziarie. Infine puntano il dito contro il pubblico juventino non legato al tifo organizzato. “Lasciamo questa ultima parte di campionato, importantissima per raggiungere gli ultimi obbiettivi che ci sono rimasti a voi pubblico che se non cantiamo ci fischiate, a voi che se la squadra non segna dopo 20 minuti fischiate, a voi che se non vinciamo e dobbiamo spingere la squadra alla vittoria ‘Fino alla fine’ è un fino alla fine solo per noi, perché voi avete paura del traffico e uscite prima“, concludono gli ultras.
Un anziano di 79 anni è rimasto gravemente ustionato a causa dell’incendio seguito a un’esplosione avvenuta stamani nella sua abitazione di San Gregorio nelle Alpi (Belluno). I vigili del fuoco sono intervenuti alle 7:30 circa nella frazione di Fumach, dove si trova la casa colonica.
Le squadre sono giunte dal distaccamento di Feltre, dalla centrale di Belluno con il supporto dei volontari di Feltre per un totale di 20 operatori, coordinate dal funzionario di guardia.
Sono ancora impegnate per evitare la propagazione delle fiamme, innescate probabilmente da una fuga di gas, alle strutture adiacenti. Il 79enne è uscito autonomamente fuori dalla casa, ma poi è stato trasportato in ambulanza e poi in elicottero all’ospedale di Padova. Sul posto anche i carabinieri.
Intervengono vigili del fuoco, nessun ferito o intossicato
Ancona, 08 maggio 2024
Principio di incendio in Tribunale ad Ancona, palazzo evacuato
Principio di incendio oggi in tribunale, che è stato evacuato per motivi di sicurezza.
È successo ad Ancona, nella sede di corso Mazzini. L’attività di Palazzo di Giustizia era appena iniziata quando, attorno alle 8:30, è suonato l’allarme incendio.
In fretta il personale amministrativo, i magistrati e gli avvocati, sono usciti dalla struttura di cinque piani, messa in difficoltà in questi giorni per la mancanza degli ascensori, inutilizzabili causa lavori di ristrutturazione. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco. Il principio di incendio si è sviluppato al quinto e ultimo piano. Le prime fiamme sarebbero state spente dal personale presente. Poi sono arrivati i vigili del fuoco per un controllo generale. Quando la struttura sarà ritenuta sicura le persone potranno rientrare. Non ci sono feriti né intossicati.
Lo stadio Maradona (Foto: Claudio Villa/Getty Images)
La scossa in questione risale a metà aprile con i lavori che sono iniziati qualche giorno dopo, ma che non dovrebbero essere conclusi prima della fine del campionato
Lo sciame sismico ai Campi Flegrei, attivo ormai da diversi giorni, ha danneggiato la struttura dello stadio Diego Armando Maradona, l’impianto che ospita le gare casalinghe del Napoli.
Come riporta l’edizione odierna de Il Mattino, lo stadio cittadino sta già vedendo attivi dei lavori nel settore inferiore dellacurva B, cuore del tifo azzurro, che sono stati decisi in seguito alle verifiche dopo una delle più potenti scosse di terremoto avvenuta a metà aprile.
«In esito al sopralluogo effettuato successivamente all’incontro calcistico (Napoli-Frosinone di domenica 14 aprile, ndr) – è scritto nei documenti ufficiali del Comune di Napoli – anche in considerazione degli eventi sismici che si sono verificati presso la zona in cui insiste lo stadio nei giorni antecedenti il predetto incontro, riconducibili indubbiamente all’attività di bradisismo in atto presso l’area flegrea, i tecnici del servizio tecnico Edilizia Sportiva hanno eseguito apposite verifiche, al termine delle quali hanno riscontrato alcune criticità presso le gradinate dell’anello inferiore dello stadio e in particolare nel settore B4 della Curva B».
Le criticità evidenziate, specialmente, riguardano un importante avvallamento che ha imposto l’esecuzione di «prove distruttive» per una verifica definitiva. Dopo aver smantellato la parte superiore dei gradoni, i tecnici hanno appurato che una parte dell’elemento prefabbricato sul quale appoggia la gradinata si era rotta. Sono partite, così, le procedure urgenti per i lavori.
Il Comune ha stabilito, inoltre, di allargare le verifiche strutturali anche al resto dello stadio. Stavolta non si è proceduto con la consueta osservazione dei luoghi, che viene eseguita periodicamente: è stato dato mandato a una società specializzata in verifiche ingegneristiche, di eseguire prove di carico in ogni altro settore del Maradona. Per fortuna, terminate le misurazioni, è stato evidenziato che il resto del Maradona non presenta problemi. Il sisma ha colpito solo nella zona sottostante la curva B.
I lavori in corso avranno una spesa totale di 113mila euro, necessari a rimettere a posto la curva B e a ripristinare la sicurezza minata dai danni del sisma. Azioni rapide che consentono far utilizzare ancora in sicurezza lo stadio, eccezion fatta per l’anello inferiore della curva che dovrà necessariamente restare vuoto fino alla conclusione degli interventi. Inizialmente erano previsti 45 giorni di lavori, a partire dal 22 di aprile, anche se sembra che i tempi siano maggiori.
Infatti, sembra che ci siano difficoltà nel reperimento dei materiali per il ripristino delle gradinate. Si tratta di strutture prefabbricate che risalgono ai lavori effettuati nel 1990, anno del Mondiale in Italia. Certamente lo stadio non sarà ripristinato fino alla conclusione del campionato. Più probabile che latotale riapertura dello stadio Maradona avvenga poco prima dei concerti estivi.
Un’enorme colonna di fumo si è alzata sulla città. Una scuola superiore che si trova nelle vicinanze è stata evacuata
Un grande incendio è scoppiato verso le 9.15 a Bolzanonella zona artigianale Piani, nei pressi dei Magazzini generali. Un’enorme colonna di fumo si è alzata sulla città. Una scuola superiore che si trova nelle vicinanze è stata evacuata. Ad essere andato in fiamme è l’intero stabilimento dell’Alpitronic, leader mondiale delle colonne di ricarica per auto elettriche, in via di Mezzo ai Piani. Il rogo è scoppiato in una zona nella quale sono in corso lavori di ristrutturazione e si è velocemente allargato. Per il momento non risultano feriti o vittime. E’ stato chiuso lo spazio aereo sulla città. La lotta contro il rogo risulta assai difficile.
Le fiamme sulla sede di Alpitronic
«Tenete le finestre chiuse» – «La situazione è sotto controllo e l’unica precauzione da adottare è di tenere le finestre chiuse nelle vicinanze. Sul posto ci sono i Vigili del Fuoco ed i tecnici dell’Agenzia dell’Ambiente». E’ quanto comunica il Comune di Bolzano all’ANSA. La Protezione civile altoatesina comunica che «a Bolzano a causa di un incendio sono presenti fumi intensi. Si consiglia di tenere chiuse porte e finestre e di spegnere la climatizzazione e gli impianti di ventilazione».
I vigili del fuoco stanno posando tubi verso l’Isarco per pompare l’acqua dal vicino fiume per spegnere il rogo dell’Alpitronic a Bolzano. I pompieri stanno combattendo il rogo da tutti i lati con autoscale, per garantire un sufficiente approvvigionamento di acqua ora si attinge l’acqua anche dal fiume.
Il Direttore Amministrativo è sottoposto a procedimento disciplinare: al temine di questa valutazione si attende un eventuale provvedimento.
Il Milan ha momentaneamente sospeso dal suo incarico Aldo Savi, Financial And Administrative Director del club rossonero. Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, Savi sarà ora sottoposto a una procedura disciplinare e solo successivamente si arriverà a un eventuale provvedimento definitivo.
Il nome di Savi è emerso nelle scorse settimane nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sulla vendita del Milan. Dal Direttore Amministrativo è arrivato uno dei principali indizi sulla base dei quali la Procura sta cercando di dimostrare che il Milan non sia davvero del fondo RedBird di Gerry Cardinale, ma sia ancora sotto l’influenza del fondo Elliott di Gordon e Paul Singer, non dichiarata all’autorità di vigilanza Federcalcio.
La non indagata società rossonera, dove invece sono indagati per l’ipotesi di ostacolo all’autorità di vigilanza l’amministratore delegato dal 2022 Giorgio Furlani e il predecessore 2018-2022 Ivan Gazidis, dal decreto di perquisizione del 12 marzo aveva già appreso che i pm Polizzi e Cavalleri valorizzassero sia la difformità di comunicazioni rese dal fondo RedBird all’autorità di Borsa americana Sec sulla propria catena societaria, sia un documento interno al Milan che non si capiva come fosse finito in mano alla Guardia di Finanza.
Si trattava di una “presentazione” dell’attuale assetto preparata dalla dirigenza del Milan per i colloqui a fine 2023 con “investitori del mondo arabo”, dal quale però emergeva a tutti gli effetti l’indicazione che il controllo del club rossonero fosse di RedBird. Proprio questo documento era una bozza inviata da una manager del fondo RedBird, Elizabeth Owen, al direttore amministrativo del Milan, Aldo Savi: ed è stato appunto Savi, convocato come teste dagli inquirenti, a darne una interpretazione problematica sulla proprietà dei rossoneri.
Savi era entrato nel Milan nel 2018 come consulente del fondo Blue Skye, la società di Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo dal cui esposto è partita l’inchiesta sulla vendita del Milan e che ha avviato una serie di contenziosi – definiti più riprese «frivoli e vessatori» da parte di Elliott –, dai quali, come raccontato da Calcio e Finanza, fino ad ora è sempre uscita sconfitta.
Quelle italiane sono solo alcune delle cause avviate da Blue Skye negli ultimi mesi, alle quali il fondo Elliott ha risposto nel settembre del 2023 con un atto di accusa penale privata, chiamato “citation directe”, in Lussemburgo. Con questo atto il fondo statunitense ha accusato Blue Skye Financial Partners e i suoi rappresentanti di reati tra cui ricatto, estorsione e false dichiarazioni fraudolente a sostegno delle sue azioni legali contro la vendita.
Stando a quanto emerge dagli atti, secondo Elliott Blue Skye ha formulato accuse calunniose e diffamatorie al fine di ottenere concessioni superiori ai suoi diritti contrattuali. Secondo le accuse del fondo, questi si configurano come reati di ricatto ed estorsione. Inoltre, sempre secondo il fondo statunitense, Blue Skye avrebbe depositato consapevolmente documenti fuorvianti avviando procedimenti con l’intento di ingannare i giudici lussemburghesi al fine di ottenere una decisione a suo favore.
Decisione che – secondo Elliott – non avrebbe ottenuto altrimenti. Dai documenti emergono inoltre accuse di violazioni dei doveri fiduciari nei confronti di Giovanni Caslini (in passato nel board di Rossoneri Sport Investment, veicolo che controllava il Milan e il cui 100% era controllato a sua volta da Project Redblack, della quale il 4,27% era nelle mani di Blue Skye) e nei confronti dei managing partner di Blue Skye, Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo.
Tornando a Savi, assunto dal Milan nel 2019, il dirigente vi è rimasto anche dopo la frattura tra Blue Skye e il resto del mondo Milan. Ed è come odierno Direttore Amministrativo dei rossoneri, uomo dei conti del club e braccio destro del direttore finanziario Stefano Cocirio e del Chief Business Officer Roberto Masi, che Savi, una volta interpellato dalla GdF sulla bozza per il tour arabo dei dirigenti rossoneri, l’ha definita «strana» perché a suo avviso prospettava ai potenziali acquirenti la cessione di un pezzo del debito di RedBird verso Elliott.
In più Savi – che ora rischia di essere allontanato dal Milan – ha riportato agli inquirenti la propria impressione che sulla gestione quotidiana del Milan pesi ancora la «forte influenza» di Elliott, anche attraverso il consulente di Data Analytics Hendrik Almstadt, per Savi «strettissimo collaboratore di Gordon Singer».
Paul Pogba – (Foto: Gabriele Maltinti/Getty Images)
Il centrocampista della Juventus, nel suo ricorso in appello, parla delle pillole fornite dalla società americana 10X Health Systems.
La società americana 10X Health Systems, con sede negli Stati Uniti, è al centro della positività al doping che ha colpito il calciatore della Juventus Paul Pogba lo scorso anno. Secondo quanto rivelato dal Daily Mail, il “guru della salute” Gary Brecka e un medico di 10X, Carrie Carda, si trovano anche loro coinvolti nella tempesta che sta mettendo a rischio la carriera del francese.
Pogba è risultato positivo al DHEA, una sostanza vietata che aumenta il testosterone, a seguito di un controllo successivo alla sfida di campionato contro l’Udinese il 20 agosto. Pogba è stato successivamente squalificato per quattro anni, una condanna che – considerando l’età del giocatore – pone dubbi sul suo futuro nel calcio professionistico.
Il centrocampista si sta attualmente preparando per il suo appello al Tribunale Arbitrale dello Sport. E proprio a tal proposito il Daily Mail ha rivelato che la clinica americana 10X Health Systems è sospettata di aver fornito a Pogba le pillole che il calciatore ritiene responsabili della sua positività a settembre, con la società citata nella difesa del centrocampista.
E’ noto che ci sia evidenza fotografica del nome di 10X Health Systems presente sull’etichetta di almeno una delle bottiglie di pillole ricevute da Pogba. Pogba afferma che, dopo una consultazione con Brecka, indicato come co-fondatore e biologo a capo di 10X Health Systems, gli è stato raccomandato un ciclo di compresse dopo che i test hanno evidenziato alcune carenze nel suo corpo.
A prescrivere le pillole contenenti la molecola DHEA che si trasforma nel sangue in testosterone, sarebbe stata Carrie Carda, dottoressa elencata sul sito web della società che firma una delle etichette dei flaconi ricevuti da Pogba.
I nerazzurri debutteranno nella seconda edizione del torneo, dopo il grande successo della manifestazione nel 2023
Fonte: Inter fb
“L’Inter è lieta di annunciare la propria partecipazione all’edizione 2024 del The Soccer Tournament (TST), il prestigioso evento di calcio a 7 degli Stati Uniti che si disputerà a Cary,North Carolina, dal 5 al 10 giugno.
L’Inter debutterà nella seconda edizione del torneo, dopo il grande successo della manifestazione nel 2023, presentando una squadra composta da diverse anime della famiglia nerazzurra: le Inter Legend – tra cui Javier Zanetti, Marco Materazzi, Maicon e Giorgos Karagounis – saranno infatti affiancate da giocatori provenienti da Inter Academy, Inter Club e Inter Campus, oltre a talent e content creators internazionali legati al Club.
L’Inter parteciperà all’evento con la duplice ambizione di competere ai massimi livelli e di aumentare la propria brand awareness sul territorio, coinvolgendo i presenti con attività di fan engagement legate al mondo nerazzurro.
La presenza del Club nerazzurro al TST si inserisce nel percorso nerazzurro di costruzione di una community e di una fan base locale attraverso la partecipazione agli eventi chiave del territorio e rappresenterà una tappa fondamentale in avvicinamento al Mondiale per Club del 2025. Un percorso ormai consolidato e che ha visto la partecipazione dei nerazzurri a numerosi appuntamenti sul territorio statunitense: dalla United Soccer Coaches Convention in California alla Jefferson Cup in Virginia, ai quali si aggiunge la presenza negli eventi e nelle venue più iconiche del mondo dello sport e dell’entertainment quali il Coachella Valley Music and Arts Festival e il Madison Square Garden.
“Siamo molto felici di essere la prima squadra di Serie A a partecipare al TST, che rappresenta per noi un modo per rafforzare il legame con i nostri tifosi negli Stati Uniti e per far innamorare dell’Inter sempre più appassionati di calcio in America. Siamo entusiasti di volare in North Carolina, uno stato che vive con grande passione il calcio. Questa esperienza rappresenta inoltre un nuovo e importante passo strategico di avvicinamento al Mondiale per Club del 2025 e lo faremo da Campioni d’Italia.”
È successo nella piscina Jacarandà di via Procaccini: 11 persone in ospedale
Prima i colpi di tosse dei bimbi, continui e diffusi. Poi l’evacuazione. In tutto 28 bambini di un asilo di Milano, oltre a 13 adulti, sono rimasti intossicati e accompagnati fuori dalla piscina Jacarandà di via Procaccini 69 (zona Corso Sempione) nella mattinata di martedì. Tra loro 11 persone (di cui cinque bambini) sono state accompagnate in ospedale per aver inalato una miscela di vapori di cloro all’interno della struttura, durante un’attività didattica legata a una scuola dell’infanzia.
Tutto è successo poco dopo le 11, verso la fine di una sorta di saggio dei bimbi della scuola Giocomotiva di via Sardegna. I piccoli erano accompagnati da insegnanti e istruttori in acqua, oltre che dai genitori, che guardavano dalla vetrata. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco. In particolare il personale del nucleo Nbcr (Nucleare – biologico – chimico – radiologico) del comando di Milano. I pompieri hanno effettuato la bonifica della struttura. Secondo quanto riferito dai soccorritori sembra che l’intossicazione sia stata causata dall’esposizione ai vapori del cloro. Più nel dettaglio pare che si sia verificata una fuoriuscita accidentale dell’agente disinfettante che, successivamente, pare poi sia stato diffuso dal condotto di areazione della struttura.
I bambini intossicati in piscina a Milano – I 28 bambini, tutti tra i 3 e i 5 anni, hanno manifestato bruciore agli occhi, tosse e nausea e sono stati trasferiti in un’area triage allestita da Croce rossa e vigili del fuoco nel bar Maison Bretonne, appena fuori dalla piscina. Anche gli adulti che si trovavano nella struttura sono stati evacuati. Sul posto sono arrivate le ambulanze e le automediche dell’Agenzia regionale di emergenza urgenza (Areu), in tutto 12, tra automediche e ambulanze.
Cinque piccoli allievi sono stati trasportati in codice verde al pronto soccorso degli ospedali Buzzi, Fatebenefratelli e De Marchi. Due adulti, invece, sono stati accompagnati al Fatebenefratelli in verde mentre altre quattro persone sono state accompagnate al pronto soccorso in codice verde per accertamenti. Tra di loro anche un istruttore della piscina, rimasto all’interno della struttura fino alla fine dell’evacuazione per coordinare l’intervento.
I 23 bambini non trasportati in ospedale sono stati affidati ai genitori. Per il momento le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni, se dovessero insorgere problematiche di qualsiasi genere dovranno contattare il centro antiveleni del Niguarda. Un fatto simile si era verificato nel febbraio 2022 nelle piscine del Forum di Assago, anche in quel caso una fuoriuscita di cloro aveva reso l’aria irrespirabile: 40 persone erano state evacuate, 26 di loro presentavano sintomi da intossicazione.
Dal 2025 il secondo anello avrà requisiti previsti dalla legge
Il ricorso presentato dal Comune di Milano al Tar contro il parere della sovrintendenza di porre un vincolo sul secondo anello dello stadio di San Siro a partire dal 2025, quando compirà 70 anni, “è inammissibile“.
Lo scrive il Tar nella sentenza diffusa stamani spiegando che è inammissibile “in parte per difetto di interesse, laddove contesta i pareri espressi dalla soprintendenza e dal Segretariato Regionale, in parte per difetto di giurisdizione, laddove censura la configurabilità di un archivio esposto in ragione della non riconducibilità dei beni interessati al patrimonio comunale“. Il Tribunale infatti osserva che, come si legge nella sentenza, “il Comune ha chiesto un esame anticipato della sussistenza dell’interesse culturale, nella consapevolezza che il secondo anello dello Stadio non ha ancora raggiunto il requisito di vetustà previsto dalla legge“.
Inoltre poi “tanto la Soprintendenza, quanto il Segretariato Regionale hanno esaminato l’istanza tenendo fermo quest’ultimo dato ed esprimendo solo un parere in ordine alla configurabilità dell’interesse culturale, ribadendo la necessità di una futura verifica“. Quindi le “amministrazioni interessate si sono limitate a riscontrare una richiesta del Comune, esprimendo un orientamento preventivo, sulla base di un’istruttoria del tutto limitata, di natura documentale accompagnata da un solo sopralluogo“. Questo parere della sovrintendenza che il Comune avrebbe voluto impugnare “é appunto solo un parere che fa riferimento ad una futura verifica dal 2025 quando il secondo anello sarà vincolato – spiega l’avvocata Veronica Dini, che assiste i cittadini del coordinamento che ha indetto il referendum per salvaguardare lo stadio all’ANSA -. Questa procedura può essere fatta solo dopo 70 anni, perché prima il vincolo non c’è quindi questa è solo una indicazione preventiva della soprintendenza, come cortesia e su richiesta del Comune“.
Non è la prima volta per l’ex Milan: a 18 anni, senza patente, si spacciò per un compagno di squadra
Ancora un incidente e paura per M’Baye Niang, attaccante dell’Empoli ed ex giocatore, tra gli altri, di Milan, Genoa e Torino. Il francese ieri sera, poco dopo le 21, è rimasto coinvolto in un incidente stradale a Empoli: da quanto appreso non risulterebbero feriti.
Il giocatore insieme a un’altra persona era su una Mercedes che avrebbe colpito un furgone e due auto in sosta – su una delle quali c’era a bordo una persona – finendo infine contro un muro. Non è chiaro chi fosse alla guida della Mercedes. Oggi Niang sarà regolarmente a disposizione di Davide Nicola nell’allenamento pomeridiano di oggi in vista della sfida di domenica a Roma con la Lazio.
I precedenti – Non è la prima volta che accade: il centravanti francese non è esattamente fortunatissimo con le auto. L’ultimo incidente era avvenuto il 20 febbraio: alla guida del suo suv Mercedes, Niang aveva colpito due auto in sosta.
Nessun ferito anche allora. Ai tempi del Milan, l’ex rossonero aveva iniziato la sua avventura con una singolare vicenda: fermato dalla polizia senza patente (aveva appena 18 anni), affermò di chiamarsi Traorè, spacciandosi per un suo compagno di squadra.
Nel febbraio del 2014, invece, durante un periodo di prestito al Montpellier, distrusse una Ferrari e fu condannato a 18 mesi di reclusione con la condizionale. E ancora qualche anno dopo, a febbraio 2016, forse nel momento migliore della sua carriera al Diavolo (era titolare al fianco di Carlos Bacca nel Milan di Mihajlovic), un altro incidente frenò la sua crescita: fuori quasi tre mesi per un infortunio alla caviglia dopo aver distrutto la sua auto, in uno schianto che – spiegò lui – fu dovuto al maltempo. Si spera, per il suo bene, che questa sia l’ultima volta.
Dopo un fine settimana di bel tempo, il cielo torna a ingrigirsi e si abbassano nuovamente le temperature. Ma venerdì cambia ancora tutto
Dopo un fine settimana di sole e clima (finalmente) primaverile, è in arrivo un nuovo peggioramento delle condizioni meteo:l’alta pressione è troppo debole e consentirà l’ingresso di una nuova area ciclonica da ovest che impegnerà tutte le regioni –Lombardiacompresa – con piogge, temporaliegrandinate. Verso il fine settimana, però, migliora e torna il sole. Ma vediamo la situazione più nel dettaglio.
Allerta meteo – A partire dalle 6 di domani, martedì 7 maggio, è in vigore un’allerta meteo di codice giallo per ‘rischio idrogeologico’(indice di pericolo due su quattro) annunciata dalla Protezione civile della Regione Lombardia. Da Palazzo Marino fanno sapere che il centro Operativo Comunale (Coc) della Protezione civile sarà attivo per il monitoraggio dei livelli idrometrici dei fiumi Seveso e Lambroe per coordinare gli eventuali interventi in città. Temperature in calo.
Martedì 7 maggio – Stando agli esperti,martedì 7 maggio, maltempo al Nordovest con rovesci e temporali, localmente anche intensi e associati a possibili locali grandinate. Nella prima parte del giorno i fenomeni interesseranno Alpi, Prealpi, Appenninoepianura occidentale, nel pomeriggio i restanti settori di pianura centro-orientali. Si segnala la probabilità ditemporali nel pomeriggio sulla pianura (specie settori centromeridionali) e sull’Appennino, seppur non si escluda un marginale coinvolgimento anche dei settori prealpini. In serata parziale attenuazione delle piogge.
Mercoledì 8 maggio – Mercoledì 8 maggio,ampie aperture al Nordovesta iniziare dalla Liguria,ancora variabile o nuvoloso altrove con possibilità di qualche piovasco, più probabile e a sfondo temporalesco nelle ore centrali della giornata. Migliora ovunque entro sera.
Giovedì 9 maggio – Giovedì 9 maggio,sole prevalente al mattino salvo locali disturbi sull’Appennino settentrionale. Nel pomeriggio formazione di qualche piovasco o isolato temporale a ridosso dei rilievi ma che localmente potrà interessare anche i settori di media e alta pianura tra Lombardia e Piemonte.
Il fine settimana – Da venerdì 10 maggio si prevede un miglioramentodiffuso delle condizioni meteorologiche,con le temperature che torneranno a salire.
La Guardia di finanza di Genova ha arrestato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, con l’accusa di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio. Lo comunica il procuratore capo di Genova Nicola Piacente.
Le accuse a Toti: ricevuti 74mila euro – La Procura di Genova ha fatto sapere che «al Presidente della Regione Liguria si contesta di avere accettato da Aldo Spinelli e Roberto Spinelli le promesse di vari finanziamenti e ricevuto complessivamente 74.100 euro a fronte dell’impegno di “trovare una soluzione” per la trasformazione della spiaggia libera di Punta Dell’Olmo da “libera” a “privata”, di agevolare l’iter di una pratica edilizia relativa al complesso immobiliare di Punta Dell’Olmo di interesse di Aldo Spinelli e Roberto Spinelli e pendente presso gli uffici regionali, di velocizzare e approvare la pratica di rinnovo per trent’anni della concessione del Terminal Rinfuse alla TERMINAL RINFUSE GENOVA S.r.l. (controllata al 55% dalla SPINELLI S.r.l.) pendente innanzi al Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, approvata il 2.12.2021, di assegnare a Spinelli gli spazi portuali ex Carbonile ITAR e Carbonile Levante (assegnazione avvenuta rispettivamente in data 7.6.22 e in data 19.12.22), di assegnare a Spinelli un’area demaniale in uso al concessionario Società Autostrade (ASPI), 3 di agevolare l’imprenditore nella pratica del “tombamento” di Calata Concenter (approvata dal Comitato di Gestione in data 29.7.2022)».
In carcere anche Aldo Spinelli e Paolo Emilio Signorini – Ai domiciliari anche il terminalista genovese Aldo Spinelli. In carcere invece l’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, oggi amministratore delegato di Iren. Secondo l’inchiesta che ha portato ai domiciliari il presidente della Regione Liguria, coordinata dai pm Federico Manotti e Luca Monteverde, l’imprenditore avrebbe dato soldi a Toti per ottenere in cambio favori come la concessione a Spinelli per le aree del terminal Rinfuse.
Procura della Repubblica di Genova Direzione Distrettuale Antimafia
COMUNICATO STAMPA
Ravvisato l’interesse pubblico nella divulgazione di informazioni riguardanti l‘accertamento di episodi di corruzione ritenuti essere stati perpetrati in occasione di consultazioni elettorali riguardanti la Liguria, nonché nell’ambito della Autorità di sistema portuale e della P.A. regionale, e fatta salva la presunzione di innocenza – in base agli artt. 27 della Costituzione, 6 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, 47 e 48 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea – delle persone sottoposte ad indagini preliminari, nonché la possibilità per queste e per le aziende coinvolte (ma allo stato non destinatarie di contestazioni), di far valere, in ogni fase del procedimento, la propria estraneità ai reati per cui si procede
Si comunica che: nella mattinata odierna militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari (coercitive ed interdittive) personali e reali emessa in data 06.05.2024 dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Genova, su richiesta della Procura della Repubblica depositata in data 27.12.2023. nei confronti − di Paolo Emilio Signorini, già Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (accusato di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio, destinatario della misura della custodia cautelare in carcere), − del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti (accusato di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari), − di Aldo Spinelli, imprenditore nel settore logistico ed immobiliare (destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, accusato di corruzione nei confronti di Paolo Emilio Signorini e del Presidente della Regione Liguria), − di Roberto Spinelli, imprenditore nel settore logistico ed immobiliare (destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale, accusato di corruzione nei confronti del Presidente della Regione Liguria), − di Mauro Vianello, imprenditore operante nell’ambito del Porto di Genova (destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale, accusato di corruzione nei confronti di Paolo Emilio Signorini),
2 − di Francesco Moncada, consigliere di amministrazione di ESSELUNGA S.p.A. (destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale, accusato di corruzione nei confronti del Presidente della Regione Liguria), − di Matteo Cozzani, capo di gabinetto del Presidente della Regione Liguria, accusato del reato di “corruzione elettorale” (art. 86 dpr 570/1960), aggravato dalla circostanza di cui all’art. 416-bis.1 c.p. in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova, e di corruzione per l’esercizio della funzione, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, − di Arturo Angelo Testa e Italo Maurizio Testa, rappresentanti della comunità riesina di Genova, destinatari dell’obbligo di dimora nel Comune di Boltiere, accusati del reato di corruzione elettorale (art. 86 dpr 570/1960), aggravato dall’art. 416-bis.1 c.p. in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova, − di Venanzio Maurici, destinatario dell’obbligo di presentazione alla p.g., accusato del reato di corruzione elettorale (art. 86 dpr 570/1960), aggravato dall’art. 416-bis.1 c.p., in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova. Nei confronti di Signorini Paolo Emilio, Spinelli Aldo e Spinelli Roberto, il G.I.P. ha altresì disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e beni per un importo complessivo di oltre 570 mila euro, ritenuti profitto dei reati di corruzione contestati.
SECONDO LA PROSPETTAZIONE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, QUANTO AI REATI DI CORRUZIONE al Presidente della Regione Liguria si contesta di avere accettato da Aldo Spinelli e Roberto Spinelli le promesse di vari finanziamenti e ricevuto complessivamente 74.100 euro (40.000 euro erogati in data 8.12.21 e 9.12.21 al COMITATO GIOVANNI TOTI; ulteriori 15.000 euro erogati in data 25.5.22 sempre al COMITATO GIOVANNI TOTI; ulteriori 15.000 euro erogati in data 8.9.22 sempre al COMITATO GIOVANNI TOTI; e 4.100 euro erogati in data 10.3.23 quale partecipazione alla cena elettorale del 10.3.23 per Giovanni Toti) a fronte dell’impegno
di “trovare una soluzione” per la trasformazione della spiaggia libera di Punta Dell’Olmo da “libera” a “privata”,
di agevolare l’ter di una pratica edilizia relativa al complesso immobiliare di Punta Dell’Olmo di interesse di Aldo Spinelli e Roberto Spinelli e pendente presso gli uffici regionali,
di velocizzare e approvare la pratica di rinnovo per trent’anni della concessione del Terminal Rinfuse alla TERMINAL RINFUSE GENOVA S.r.l. (controllata al 55% dalla SPINELLI S.r.l.) pendente innanzi al Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, approvata il 2.12.2021,
di assegnare a Spinelli gli spazi portuali ex Carbonile ITAR e Carbonile Levante (assegnazione avvenuta rispettivamente in data 7.6.22 e in data 19.12.22),
di assegnare a Spinelli un’area demaniale in uso al concessionario Società Autostrade (ASPI),
3
di agevolare l’imprenditore nella pratica del “tombamento” di Calata Concenter (approvata dal Comitato di Gestione in data 29.7.2022).
Al Presidente della Regione Liguria ed a Matteo Cozzani (capo di gabinetto del Presidente della Regione Liguria) viene contestato di aver accettato la promessa di Francesco Moncada, (consigliere di amministrazione di ESSELUNGA S.p.A.) di un finanziamento illecito rappresentato dal pagamento occulto di alcuni passaggi pubblicitari sul pannello esposto sulla TERRAZZA COLOMBO per la campagna elettorale comunale del 12.6.2022, a fronte dell’impegno di sbloccare due pratiche di ESSELUNGA pendenti in Regione relative alla apertura di due punti vendita rispettivamente a Sestri Ponente e Savona. A Paolo Emilio Signorini, in qualità di Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, viene contestato di avere accettato da Aldo Spinelli utilità ed altre promesse di utilità a fronte dell’impegno
di accelerare la calendarizzazione della pratica in Comitato di Gestione (da lui presieduto) di rinnovo della concessione del Terminal Rinfuse alla TERMINAL RINFUSE GENOVA S.r.l. (controllata al 55% dalla SPINELLI S.r.l.) e per aver rinnovato la suddetta concessione per trent’anni,
di favorire Aldo Spinelli nella concessione di ulteriori spazi portuali nei rimanenti tre anni del suo mandato presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, e in particolare nella concessione delle aree Enel (ex Carbonile) e nella pratica del “tombamento” di Calata Concenter,
di consentire ad Aldo Spinelli un’occupazione abusiva dell’area dell’ex Carbonile lato levante Nord e Sud in assenza di un titolo legittimante.
Le utilità sono consistite:
nella consegna da parte di Aldo Spinelli di 15.000 euro in contanti a Paolo Emilio Signorini in data 14.7.2022,
nell’avere Aldo Spinelli, nel periodo compreso dal 31.12.21 al 12.3.23, procurato a Signorini 22 soggiorni di lusso a Montecarlo presso l’Hotel de Paris di Monte Carlo, per un totale di 42 notti, comprendenti anche giocate al casinò e servizi extra quali servizi in camera, massaggi e trattamenti estetici, un posto tenda nella spiaggia della struttura alberghiera durante il periodo estivo e la partecipazione ad eventi esclusivi, quali la finale del torneo internazionale di tennis “Rolex Monte Carlo Masters” o serate a tema con annesso spettacolo musicale, riservate ai clienti più importanti del Casinò di Monte Carlo per un valore complessivo superiore a 42.000 euro, nonchè fiches per effettuare puntate alla Casa da Gioco di Montecarlo, una borsa Chanel (regalo destinato a terzi) in data 31.12.2021 un bracciale in oro marca Cartier del valore di 7.200 euro (regalo destinato a terzi) in data 30.7.2022,
nell’avere l’imprenditore offerto in data 28.1.2022 a Signorini un incarico con retribuzione pari a 300.000 euro all’anno una volta terminato il mandato quale presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale,
nell’avere l’imprenditore offerto in data 16.12.2022 a Signorini la possibilità di disporre, durante un programmato viaggio a Las Vegas, di un’elevata quantità di denaro, attingendo dalle disponibilità delle carte di credito di Aldo Spinelli.
A Paolo Emilio Signorini viene contestato anche di aver ricevuto da Mauro Vianello (titolare del 54,19% delle quote dell’impresa SANTA BARBARA S.r.l., attiva nel settore degli affari concernenti i trasporti e le comunicazioni e
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specializzata nei servizi di Prevenzione, Vigilanza e Primo Intervento Antincendio nell’ambito del porto di Genova), a fronte di un provvedimento che disponeva l’aumento della tariffa oraria per le prestazioni del servizio integrativo della Società Santa Barbara S.r.l.,
la disponibilità di un’autovettura di proprietà di Vianello per raggiungere e rientrare da Montecarlo nelle date rispettivamente del 15 e del 18 aprile 2022,
il pagamento della fattura datata 27/06/2022 dell’importo di € 6.600,00 emessa a favore di Paolo Emilio Signorini dall’impresa incaricata dell’organizzazione del banchetto nuziale della figlia di Signorini,
un Apple watch del valore di 439 euro (regalo destinato a terze persone – acquisto effettuato in data prossima al 1.8.2022),
un soggiorno nell’appartamento di proprietà di Vianello dal 3.8.2022 al 10.8.2022, messo a disposizione dall’imprenditore alla moglie e alla figlia di Paolo Emilio Signorini.
SECONDO LA PROSPETTAZIONE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, QUANTO AL REATO DI C.D. CORRUZIONE ELETTORALE (ART. 86 DPR 570/1960) A Matteo Cozzani quale coordinatore regionale della campagna elettorale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente”, Italo Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa, quali rappresentanti della comunità riesina di Genova, viene contestato (in concorso con il presidente della Regione Liguria, per il quale non è stata chiesta alcuna misura cautelare/interdittiva in relazione a questo delitto) il reato di c.d. corruzione elettorale (art. 86 DPR 570/1960). In occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020 costoro sono accusati di aver promesso posti di lavoro ed il cambio di un alloggio di edilizia popolare per convogliare i voti degli elettori appartenenti alla comunità riesina di Genova (almeno 400 preferenze) e comunque siciliani verso la lista “Cambiamo con Toti Presidente”, nonché verso l’indagato Stefano Anzalone ed alcuni altri candidati della predetta lista (QUESTI ULTIMI NON SOTTOPOSTI AD INDAGINI). A Italo Cozzani, Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa (NON ANCHE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE, non essendo emersi elementi a suo carico) è contestata l’aggravante di cui all’art. 416-bis.1 c.p., per aver commesso il reato di corruzione elettorale al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
Analogo reato di c.d. corruzione elettorale (art. 86 DPR 570/1960) viene contestato a Italo Maurizio Testa, Arturo Angelo Testa, in concorso con Stefano Anzalone, quale candidato al Consiglio regionale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente” (nei confronti del quale non è stata formulata alcuna richiesta di misura cautelare con riferimento al reato di cui all’art. 86 DPR 570/1960).
In occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020 questi promettevano posti di lavoro a più persone per far convogliare i voti degli elettori appartenenti alla comunità riesina di Genova e comunque siciliani verso la lista “Cambiamo con Toti Presidente” e verso il candidato Anzalone Stefano. Anzalone offriva ai fratelli Testa il sostenimento delle spese di vitto e soggiorno in Genova dei predetti fratelli nel periodo compreso tra il 10 ed il 19 settembre 2020). Il reato è aggravato (per quanto concerne i fratelli Testa, NON ANCHE PER ANZALONE) per essere stato commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
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Analogo reato di c.d. corruzione elettorale (art. 86 DPR 570/1960) viene contestato a Venanzio Maurici. Quale elettore e referente “genovese” del clan Cammarata del Mandamento di Riesi, in occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020, per dare il proprio voto alla lista “Cambiamo con Toti Presidente”, accettava la promessa di un posto di lavoro in favore del compagno convivente della figlia. All’indagato viene contestata l’aggravante di cui all’art. 416-bis.1 c.p. per essere stato commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
L’indagine scaturisce da una trasmissione di atti per competenza proveniente dalla Procura della Repubblica della Spezia che ha svolto indagini in un procedimento collegato, nell’ambito del quale in data odierna è stata data esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale della Spezia.
Gli indizi a carico degli indagati sono stati raccolti nel corso di attività di intercettazione, pedinamento ed osservazione, adottate successivamente alla trasmissione degli atti da parte della citata Procura della Repubblica.
L’indagine, inizialmente concentrata su ipotesi di corruzione elettorale, si è successivamente sviluppata su specifiche vicende riguardanti:
finanziamenti (ritenuti illeciti) per la compagine politica facente capo al presidente della Regione Liguria;
erogazioni (ritenute illecite) di varie utilità in favore dell’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale;
l’individuazione delle determinazioni sollecitate, promesse e/o adottate dagli indagati pubblici ufficiali a fronte dei finanziamenti/utilità ricevuti. Sono in corso altresì perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica
I sei dipendenti di una ditta privata stavano effettuando alcuni lavori fognari a Casteldaccia, nel Palermitano: sono morti uno dietro l’altro calandosi nel tombino
Un’altra strage sul lavoro in Italia. Cinque gli operai sono morti nell’incidente sul lavoro avvenuto a Casteldaccia, nel Palermitano.
Un sesto è stato trasportato all’ospedale Policlinico di Palermo, dopo essere stato intubato.
Secondo una prima ricostruzione i sei operai di una ditta privata stavano effettuando alcuni lavoro fognari per conto dell’Amap, la società che gestisce le condotte idriche e fognarie a Palermo.
Gli operai, sette in tutto, erano impegnati in alcuni lavori di manutenzione di un impianto di sollevamento delle acque fognarie per conto dell’Amap. Ad un certo punto alcuni di loro hanno cominciato ad accusare malori, verosimilmente a causa di una intossicazione da idrogeno solforato che provoca irritazioni alle vie respiratorie e soffocamento.
Uno di loro è riuscito a uscire dall’impianto e a dare l’allarme; gli altri sei sono rimasti intrappolati e sono svenuti a causa delle esalazioni.
A soccorrerli sono stati i vigili del fuoco e i sanitari del 118 che hanno provato a rianimarli sul posto. Per cinque di loro non c’è stato nulla da fare; il sesto è stato trasferito d’urgenza al Policlinico dopo essere stato intubato.
Sono morti uno dietro l’altro calandosi in un tombino dell’impianto fognario.
È questa la prima ricostruzione della strage sul lavoro avvenuta a Casteldaccia che ha causato cinque morti mentre un sesto è ricoverato in ospedale in gravissime condizioni. Dopo che il primo operaio è rimasto nel sottosuolo senza venir fuori, gli altri si sono calati per capire cosa stesse succedendo.
Il settimo componente della squadra, non vedendo uscire i colleghi, ha dato l’allarme. Quattro vittime sono operai della Quadrifoglio di Partinico, tra di loro figurerebbe anche il titolare della ditta; il quinto è un lavoratore interinale dell’Amap.
Questi i nomi delle cinque vittime: Epifanio Alsazia, 71 anni, contitolare della ditta Quadrifoglio group, era di Partinico (Palermo) così come Ignazio Giordano, di 57 anni; Giuseppe Miraglia, 47 anni, era originario di San Cipirello (Palermo), mentre Roberto Raneri, di 51 anni, di Alcamo (Trapani); Giuseppe La Barbera, il lavoratore interinale dell’Amap.
“Lavori in subappalto, lavoratori interinali e precarietà del lavoro condizionano la sicurezza delle persone. E questa è l’ennesima tragedia che, da tempo, si ripete ogni giorno“. Lo dice Mario Ridulfo, segretario della Camera del lavoro di Palermo, arrivato a Casteldaccia nella zona della strage. “E’ una tragedia non più annunciata ma calcolata – continua Ridulfo – perché le morti sul lavoro sono ormai un costo sostenibile per il sistema che sfrutta le persone. Ci aspettiamo un sussulto di dignità dalla politica, iniziative e prese di posizione che vadano oltre il cordoglio o i soliti commenti che, alla fine, lasciano inalterate le condizioni dei lavoratori“, conclude.
“A Palermo è di nuovo strage di lavoratori: basta con i giochetti. Subito in discussione la petizione a firma Emma Marrazzo per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro“, scrive l’Usb “Sono almeno cinque i lavoratori uccisi per intossicazione dopo essere rimasti intrappolati nelle fognature di un’azienda vinicola, un sesto si trova in gravi condizioni. Erano dipendenti di una ditta esterna ad Amap. L’ennesima strage, dopo quella di Brandizzo, dell’Esselunga e del lago di Suviana ed ancora una volta a rimanere vittime lavoratori in appalto.Usb e Rete Iside, lo scorso 30 aprile, hanno consegnato al Presidente del Senato della Repubblica una petizione con la proposta di introdurre il reato di omicidio sul lavoro nel codice penale, la prima firmataria è Emma Marrazzo (mamma di Luana D’Orazio). Non possiamo più aspettare, chiediamo che la proposta venga immediatamente discussa e approvata dal parlamento. Basta appalti, basta omicidi sul lavoro“.
Il ds era con sua moglie in Veneto dopo partita col Cittadella
Il direttore sportivo del Bari, Ciro Polito, ha denunciato di esser stato aggredito da alcuni tifosi biancorossi mentre era con sua moglie in un autogrill a Occhiobello (Rovigo) di ritorno dal Veneto dopo il pari col Cittadella che complica la strada dei pugliesi verso la salvezza.
La notizia è confermata da fonti del club.
Sulla vicenda indagano le forze dell’ordine. Al vaglio degli investigatori anche i filmati della videosorveglianza. “La società biancorossa – si legge in una nota del club di Luigi De Laurentiis – condanna con forza quanto accaduto ad opera di ‘vigliacchi’ che nulla hanno a che vedere con il tifo barese e con lo sport. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, quando la ragione lascia spazio alla violenza abbiamo già perso tutti“. Sempre ieri, toni accessi tra tifosi, dirigenti e giocatori anche nell’aeroporto di Bergamo, al rientro della squadra, con un battibecco tra uno storico ex capo ultras e un componente dello staff dirigenziale. Il video dell’accaduto è diventato virale sui social. Il Bari giocherà venerdì sera l’ultima gara stagionale al San Nicola contro il Brescia: la vittoria con i lombardi è l’unica chance per evitare la retrocessione diretta e sperare nei play out.
Corto circuito del quadro elettrico nei sotterranei e fumo in strada nella serata di domenica, nessuno è rimasto ferito
Principio di incendio, questa sera, nei sotterranei dell’ospedale Carlo Poma, proprio sotto il reparto di Pronto soccorso pediatrico. Un corto circuito ad un quadro elettrico ha provocato una fiammata che ha sviluppato del fumo che presto, attraverso dei bocchettoni dell’aria, ha raggiunto la superficie.
Per precauzione, sono stati evacuati circa venti bambini del reparto pediatrico e del Pronto soccorso pediatrico. Nessuno è rimasto intossicato.
I piccoli ricoverati sono stati trasferiti in altri reparti mentre quelli in attesa di una visita sono stati dirottati al Pronto soccorso per adulti. Le operazioni di evacuazione e trasferimento da parte del personale ospedaliero si sono svolte senza problemi, mentre i vigili del fuoco circoscrivevano le fiamme spegnendole rapidamente.
César Luis Menotti (Rosario, 5 novembre 1938 – Buenos Aires, 5 maggio 2024) è stato un allenatore di calcio, calciatore e dirigente sportivo argentino.
L’allenatore aveva 85 anni, la notizia è stata data dalla Afa. Nel 1997 era stato sulla panchina della Sampdoria
César Luis Menotti non c’è più.Il mondo del calcio, in particolare quello argentino, è in lutto per la scomparsa dell’allenatore che è ricordato da tutti per la vittoria del Mondiale del 1978 con l’Albiceleste di Mario Kempes. El Flaco, così era soprannominato, aveva 85 anni e a inizio aprile era stato ricoverato in un ospedale di Buenos Aires per le precarie condizioni di salute. Da giocatore aveva vinto due campionati con Boca Juniors e Santos, da allenatore trionfò in Supercoppa di Spagna sulla panchina del Barcellona: è del 1979, invece, il trionfo al Mondiale Under 20 con l’Argentina di Diego Armando Maradona. Per lui anche un’esperienza in Italia: otto giornate come tecnico della Sampdoria nel 1997.
IL COMUNICATO – A dare la notizia della scomparsa del simbolo della Selecciòn è stata la federcalcio argentina: “L’Afa – si legge in una nota -, attraverso il suo Presidente Claudio Tapia, esprime profondo cordoglio per la scomparsa di César Luis Menotti, ex allenatore della nazionale argentina che attualmente ricopriva il ruolo di direttore generale delle squadre nazionali, e invia il suo più caloroso abbraccio alla famiglia e ai suoi cari“.
Aprilia – Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza da parte dei Vigili del Fuoco sono andate avanti tutta la notte
Nella serata di ieri, sabato 4 maggio, intorno alle ore 22:35 i Vigili del Fuoco sono intervenuti nel Comune di Aprilia a seguito di segnalazioni giunte al NUE112 per un incendio.
Quando la squadra territoriale di Aprilia è giunta sul posto, un capannone industriale, adibito a deposito logistico, in calcestruzzo di circa 1300 mq ed affiancato, da un solo lato, da una tettoia metallica di circa 400 mq erano completamente avvolti dalle fiamme. Nelle vicinanze della struttura vi erano alcuni automezzi anch’essi raggiunti dal rogo.
I vigili del fuoco hanno attaccato l’incendio da più punti con due squadre, centrale e Aprilia, ed una terza squadra da Pomezia, da tre autobotti e dai volontari di Protezione Civile, l’intero dispositivo è stato coordinato dall’unità responsabilità di guardia di Latina intervenuta sul posto unitamente al Capo turno provinciale. Le operazioni di spegnimento si sono protratte per tutta la notte.
Intorno alle 2 di questa notte l’incendio era dichiarato sotto controllo e confinato al centro della struttura. Dalle 8 di questa mattina, sono iniziate le operazioni di minuto spegnimento e di messa in sicurezza dell’area interessata dalle fiamme. Sul posto per le proprie competenze anche i Carabinieri di Aprilia, Polizia Locale e 118.