Un’esercitazione in montagna è sfociata in tragedia oggi in Valtellina, dove hanno perso la vita tre giovani militari del Sagf-Soccorso Alpino della Guardia di finanza.
Sono precipitati da una parete rocciosa, mentre erano in cordata, sotto lo sguardo impotente di due colleghi impegnati anch’essi in un’altra cordata.
Un volo nel vuoto di circa 30 metri che non ha lasciato loro scampo, mentre si trovavano sul cosiddetto Precipizio degli Asteroidi, nel territorio comunale di Val Masino (Sondrio). Un luogo teatro di numerosi interventi di soccorso di questi autentici angeli della montagna, per salvare spesso escursionisti e turisti in pericolo. Sarà l’inchiesta della Procura di Sondrio, diretta da Piero Basilone, a stabilire le esatte cause del drammatico incidente.
I tre sarebbero caduti nel vuoto perché, all’improvviso, avrebbe ceduto uno sperone roccioso sul quale uno di loro poggiava i piedi, trascinando con sé nel vuoto gli altri due colleghi. Le vittime, tutte valtellinesi, sono Luca Piani, 32 anni, di Villa di Tirano, Alessandro Pozzi, 25 anni, residente a Valfurva, e Simone Giacomelli, di 22 anni, che abitava a Valdisotto, a un passo dalla nota località turistica di Bormio. Giacomelli e Pozzi, arruolati nella GdF soltanto nel 2022, prestavano servizio nella Stazione Sagf di Madesimo, guidata da Alessia Guanella, mentre Piani faceva parte della squadra del luogotenente Christian Maioglio nella caserma del capoluogo valtellinese.
Mattarella: ‘Profonda tristezza per la scomparsa dei tre finanzieri’ – “Ho appreso con profonda tristezza la notizia dei tre finanzieri che oggi hanno perso la vita nel corso di una esercitazione in Val di Mello nella provincia di Sondrio. In questa dolorosa circostanza desidero esprimere a Lei, Signor Comandante Generale, e alla Guardia di Finanza, la mia solidale vicinanza. La prego di far pervenire ai familiari le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio“. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di C.A. Andrea De Gennaro.
«Sono nato dirigente sin da giovane, è giusto che tenga questa carica. Il ruolo di presidente compete ad altri», ha spiegato l’ad nerazzurro.
Giuseppe Marotta (Foto: MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)
“Come è andato l’incontro di ieri? La rassicurazione la abbiamo data fin dal primo giorno. Sappiamo che Oaktree vuole dare continuità, stabilità e sostenibilità a questo club ma soprattutto vuole continuare nella scia dei risultati importanti. Devo dispensare tanto ottimismo. Io presidente? Sono nato dirigente sin da giovane, è giusto che tenga questa carica. Il ruolo di presidente compete ad altri”. Lo ha detto l’ad dell’Inter Giuseppe Marotta, intervenuto a margine della consegna del “Premio Rosa Camuna”.
“Lautaro Martinez? Non è una preoccupazione, sono negoziazioni e trattative che rappresentano dinamiche tipiche del mondo del calcio. Partiamo da una considerazione importante, cioè che Lautaro ha grande senso di appartenenza verso questo club e questa città, questo ci faciliterà sicuramente la negoziazione con il suo procuratore. Non c’è fretta, lo faremo con molta calma. Oggi ci sono priorità aziendali, a tempo debito affronteremo anche queste problematiche, sono situazioni ordinarie”, ha proseguito.
“Inzaghi? Anche per Inzaghi vale lo stesso discorso di Lautaro, ha dimostrato di essere un allenatore bravo e vincente, per cui è evidente che da parte nostra ci sia voglia di continuare il percorso che di prolungare il suo contratto. Non è solo fiducia ma è anche metterlo nella condizione di poter lavorare in tranquillità. Il suo ciclo potrà andare avanti ancora per tanto tempo”, ha concluso Marotta.
Le parole dell’ex patron del club nerazzurro: «io da ragazzo non pensavo minimamente di fare il presidente dell’Inter, poi ho cambiato idea. E quindi, in futuro chissà. Vedremo».
Massimo Moratti (Photo by Claudio Villa/Getty Images)
«Rivedremo i Moratti all’Inter? Non la vedo facile. Ma non lo escludo. Può darsi». Lo ha detto l’ex patron dell’Inter Massimo Moratti, in una intervista al settimanale Oggi. «Mia moglie mi chiede tutte le sere se ho ricomprato l’Inter. E io devo trovare sempre una scusa nuova per giustificarmi», ha proseguito.
«Comprare l’Inter è un impegno non da poco. I nostri figli Mao e Giovanni sono grandi tifosi. E anche Carlotta, che gira il mondo come presidente dell’Inter Campus… Per noi è un’esperienza ancora troppo recente. Ma sa: io da ragazzo non pensavo minimamente di fare il presidente dell’Inter, poi ho cambiato idea. E quindi, in futuro chissà. Vedremo», ha aggiunto Moratti.
«Comprare l’Inter e tenerla in alto ha costi troppo elevati. Un imprenditore da solo oggi non ce la può fare. Anche il Real Madrid è pieno di debiti… Il presidente-tifoso oggi è più difficile. Può esserci in società con costi inferiori». Infine, in merito alla nuova proprietà, aggiunge: «Oaktree è solidissima. Ma bisogna vedere le sue finalità. Il debito è talmente alto che non credo possano lasciarlo così. E vincere tenendo i conti in pareggio abbiamo visto che è impossibile».
Una nuova scossa di terremotoè stata registrata alle 14.07 dall’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia inprovincia di Crotone con magnitudo 4.
L’evento si sismico è stato localizzato nel comune di Cirò a una profondità di 24 chilometri ed è stato chiaramente avvertito dalla popolazione.
Successivamente si sono verificati altri 2 movimenti tellurici. Uno alle 14.15 di 2. 9 con epicentro a Melissa, l’altro alle 14. 18 di 2. 6 ad Umbriatico.
La FIGC ha comunicato la durata delle due consuete finestre di mercato stagionali, quella estiva e quella invernale.
(Foto: TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)
Con la sola partita fra Atalanta e Fiorentina, in programma domenica 2 giugno, la stagione di Serie A sta è sempre più vicina alla conclusione. E come ogni estate, le settimane che anticiperanno l’inizio dell’annata 2024/25, saranno caratterizzate dalcalciomercato.
Nella giornata di oggi, la FIGC ha emanato un comunicato ufficiale in cui i termini per la stagione sportiva 2024/2025, per le società di Serie A, Serie B e Serie C. Come di consueto, la finestra estiva del calciomercato si aprirà il 1° luglio 2024 e terminerà venerdì 30 agosto.
Inoltre, è stata definita anche la finestra invernale. Il cosiddetto mercato di riparazione per le squadre iscritte ai tre campionati professionistici italiani inizierà il 2 gennaio 2025 e si concluderà il 2 febbraio. Sarà quindi di un mese esatto il tempo disponibile alle società per aggiungere i vari tasselli mancanti alle proprie rose di calciatori. Ma non va escluso un cambiamento radicale degli elementi presenti in squadra come avvenuto al Verona a inizio anno o alla Salernitana ancora prima.
Il club aveva fatto trapelare la notizia di un accordo raggiunto, ma Ferrero si oppone ancora e reclama pagamenti per 2,5 milioni di euro.
(Foto: Getty Images)
La notizia era stata fatta trapelare dalla Sampdoria: raggiunto l’accordo “tombale” tra la vecchia e la nuova proprietà. Il passaggio fondamentale atteso da Matteo Manfredi per chiudere definitivamente con il passato e cominciare il suo percorso autonomo. Ma sull’accordo è subito intervenuto a piedi uniti l’ex patron Massimo Ferrero, spiegando che «non c’è la mia firma. Ho già intrapreso ulteriori iniziative legali, civili e penali. Lo faccio annullare».
In realtà – spiega Il Secolo XIX – una firma che balla c’è, quella che Ferrero sostiene di avere messo la settimana scorsa su un documento, «mai restituito controfirmato». Ferrero reclama alcuni suoi stipendi da presidente, circa 2,5 milioni complessivi, voce che non rientra negli accordi “tombali”. Manfredi ieri ha scelto di non rilasciare commenti.
La fumata bianca è stata pubblicizzata anche perché doveva arrivare agli occhi e alle orecchie sia degli investitori di Singapore già operativi e sia di tutti quei potenziali investitori che sarebbero pronti a entrare nel club blucerchiato, ma in ogni caso non volevano farlo con un Ferrero ancora presente nel capitale azionario.
Gli accordi prevedono infatti anche che la Blucerchiati Spa, controllante della Sampdoria e a sua volta controllata da Gestio Capital, acquisisca, a un prezzo assolutamente simbolico, anche il 21,86% di azioni residue ancora nella disponibilità di Ssh Holding, la vecchia controllante della Sampdoria riconducibile al trustee Gianluca Vidal e quindi a Ferrero. Salendo in questo modo al 99,96%, la parte restante è quella dei piccoli azionisti.
Ieri mattina le parti si sono riviste per la terza volta al Tribunale di Milano. La sensazione era che si andasse verso un rinvio, a causa di alcuni tecnicismi che non erano stati risolti nei giorni precedenti. I maggiori non di natura economica, gli accordi sotto questo profilo erano stati già raggiunto lunedì della settimana scorsa, quando era trapelato da Milano un evidente ottimismo sulla chiusura della trattativa. Ottimismo ampiamente giustificato, come si è visto ieri. Ma legati alla rinuncia ad alcune azioni di responsabilità da parte di Ssh Holding, fondamentali per considerare “tombale” questo accordo.
Tuttavia, la veemente reazione negazionista di Ferrero ha generato ansia e apprensione. Da ieri e fino a ottobre le controparti dovranno dare esecuzione agli accordi, formalizzandoli attraverso una serie di adempimenti preliminari. Sul contenuto degli accordi vige una rigida clausola di riservatezza. Considerando però i contenuti della trattativa già emersi nei mesi scorsi, tanto per cominciare ci sarà la rinuncia da ambo le parti ad ogni azione legale, esposti e querele comprese, in essere o futuri. E a ogni azione di responsabilità in essere o futura.
Sampdoria rimborserà a Ssh i suoi crediti, riconosciuti dalla giudice. Ssh oltre a trasferire alla Blucerchiati il 21,86% delle azioni, cederà alla Sampdoria il contratto di “lease back” con Leasint sul Baciccia, che una volta saldate le ultime rate (per circa 9 milioni) tornerà in possesso del club blucerchiato. Tra gli altri adempimenti da intraprendere nelle prossime settimane per dare esecuzione agli accordi, la Sampdoria dovrà liberare da ogni ipoteca la vecchia sede di Corte Lambruschini che passerà quindi a Ssh, insieme ai diritti litigiosi del contenzioso tra Lega Serie A e alcuni broadcaster per i diritti tv per l’estero 2018/21.
«Tutti sogniamo di giocare nuovamente al Bentegodi ed è per questo che continuiamo a seguire il nostro progetto», le parole dell’ex attaccante e ora presidente in esclusiva a Calcio e Finanza.
Enzo Zanin e Sergio Pellissier (Photo by ufficio stampa AC Chievoverona)
La Clivense continua nel suo progetto, iniziato tre anni fa da Sergio Pellissier e dal vice Enzo Zanin. E ora è arrivato il momento di far tornare nel mondo del calcio quel Chievo Verona che li ha visti protagonisti nel corso degli anni. Il nuovo capitolo di questa storia, ancora in via di scrittura, si chiamerà AC Chievoverona. Questo il nome scelto dai soci della Clivense dopo l’acquisizione del marchio avvenuta a inizio maggio, che farà così il suo esordio alla prima partita ufficiale della Serie D 2024/25. Il logo Chievoverona rimane, al momento, invariato: nei prossimi giorni sul sito e sui social media della società verranno progressivamente aggiornati logo e nome.
Proprio quel 10 maggio, si è visto un Pellissier in versione attaccante: esultanza sfrenata con i tifosi dopo aver ottenuto il marchio del suo tanto amato Chievo. «Quell’esultanza dopo l’ufficialità di aver ripreso il marchio ChievoVerona mi ha riportato indietro a quando giocavo: la stessa esultanza di un mio gol – ha ammesso a Calcio e Finanza l’ex attaccante ora 45enne –. È stata una soddisfazione che ci voleva. Dopo tre anni di fatica, impegno, anche sofferenza per quanti non hanno capito il nostro nuovo progetto. Ma noi stavamo solo lavorando per riportare il Chievo a casa. È stata una doppia felicità».
Come detto, la Clivense prende ora il nome di ChievoVerona: «Oggi possiamo dirlo: i soci, come promesso, hanno deciso. Ci chiameremo ChievoVerona e i nostri colori sociali saranno il bianco e l’azzurro (confermati quindi quelli adottati fin da subito dalla Clivense, ndr). L’impegno per riappropriarci di quel marchio è stato massimo, sia in termini di energie che economico. Sono contento e orgoglioso di questa scelta condivisa che unisce due anime: la storia, il nome AC Chievoverona, e l’eredità presente dell’esperienza di questi ultimi tre anni di Clivense, ovvero i colori bianco e azzurro. Queste anime oggi diventano una cosa sola: un nuovo sogno da costruire, una storia ancora tutta da scrivere. E che parte da un percorso iniziato tre anni fa con un progetto che, anno per anno, stiamo riuscendo a portare avanti, aggiungendo sempre qualcosa di diverso, ma estremamente importante».
Un traguardo raggiunto, l’ennesimo in questi tre anni, ma Pellissier vuole continuare sulla strada tracciata: «Il nostro obiettivo era quello di cercare di costruire un modello di società molto simile a quello in cui siamo cresciuti con un gruppo familiare di persone che tengono al progetto e con tifosi appassionati. Il marchio è stata la ciliegina sulla torta di questi tre anni che sono partiti con un business plan con le idee che volevamo portare avanti e che stiamo piano piano conseguendo. La prossima stagione? Abbiamo sempre detto che puntiamo a vincere e lo faremo anche l’anno prossimo. Non si punta mai a fare il minimo indispensabile altrimenti i risultati non arriveranno mai, ma cercheremo di non fare il passo più lungo della gamba. Lavoriamo ogni giorno per cercare di migliorarci. Il nostro obiettivo rimane sempre e solo quello di vincere».
L’avventura Clivense è iniziata con il grande sforzo degli attuali soci, che non sono venuti meno per portare a casa il marchio: «I mezzi finanziari, che moltissimi nostri soci hanno messo a disposizione per dare il proprio aiuto nel riportare il marchio a casa, saranno al servizio di un nuovo aumento di capitale che è stato disegnato precisamente in vista dell’acquisto di questo importante asset: è stato un sacrificio da parte di tutti ed è giusto che venga riconosciuto. Nell’immediato, non vedo un’altra campagna di crowdfunding (strumento scelto inizialmente per reperire le risorse economiche, ndr), ma chi vuole investire in una società nuova che ha delle ambizioni e dei progetti che pian piano sta portando avanti, è benvenuto e può far domanda».
Ma la prossima stagione è alle porte e Pellissier guarda al futuro con un obiettivo chiaro: «Da parte di tutti c’è il desiderio di tornare a giocare nei professionisti e di farlo nuovamente al Bentegodi. Ho imparato tantissimo in questi tre anni nei dilettanti, ma so anche quanto è importante per tutti, e per il nostro progetto, andare nei professionisti. Ma sono consapevole, anche, di quanto è difficile e complicato arrivarci nei professionisti, quindi c’è da lavorare tanto. Noi siamo una comunità. E anche se siamo in minoranza a Verona, ci sono tanti tifosi del Chievo e lo hanno dimostrato: sia nel sottoscrivere il crowdfunding, sia ora quando ci siamo fissati l’obiettivo di rilevare il marchio. Ci sono tanti appassionati di calcio che lo seguono con piacere, che hanno amato il Chievo per tanti anni perché era una squadra simpatica e familiare».
«Noi vorremmo essere quello: una squadra familiare – ha concluso il presidente dell’AC Chievoverona –. Non abbiamo alcun sentimento di rivalsa verso nessuno. Vogliamo fare i nostri campionati cercando di vincere più partite possibili e provare di fare la nostra scalata per raggiungere i professionisti. Credo che il nostro modello non debba essere ora l’Atalanta, che sta raggiungendo dei grandissimi obiettivi, ma che ha comunque ha alle spalle una proprietà economicamente solidissima con un presidente che sa come si gestiscono certe realtà imprenditoriali. Inoltre, hanno una tifoseria e una piazza importantissima. L’Atalanta riempie lo stadio, visto che sono anche l’unica squadra della città e tutti a Bergamo, e non solo, la tifano. L’Atalanta non credo sia una favola, anche se i risultati che sta ottenendo ora sono strepitosi. Bergamo è comunque una città importante e l’Atalanta non è mai stata una realtà sconosciuta, come magari lo era il Chievo all’inizio della sua storia».
L’attaccante del Genoa era stato accusato da una donna per molestie lo scorso anno
Alfred Gudmundsson rischia un anno di carcere a causa delle accuse diviolenza sessuale. Come riporta Goal.com, in Islanda è stato riaperto il processo con la denuncia di una donna, risalente alla scorsa estate, che potrebbe decidere il futuro dell’attaccante del Genoa. L’islandese, che si è sempre dichiarato innocente, era finito al centro di un’indagine per molestie sessuali da parte di una donna. Ora la Procura della Repubblica ha deciso di riaprire il caso con il pubblico ministero che potrebbe condannare l’ex Juventus.
L’accusa – La storia risale ad agosto 2023, quando una donna aveva sporto una denuncia contro il calciatore del Genoa per molestie sessuali. Il caso aveva creato scalpore tanto che la presidentessa della Federcalcio aveva sospeso Gudmundsson dalle gare con la Nazionale dato che secondo le regole della federazione non può allenarsi o partecipare alle partite con il resto della squadra mentre è in corso un’indagine contro di lui.
Il suo nome era apparso l’ultima volta negli spareggi contro Ucraina e Israele, ma questo solo perché la Procura aveva archiviato il caso facendo cadere così la regola contro i calciatori indagati.
Dopo il ricorso presentato al pubblico ministero però la faccenda è stata riaperta e così il calciatore, tra i migliori della nazionale grazie alle prestazioni in Serie A, rischia di nuovo la nazionale.
Cosa rischia Gudmundsson – Ora nel futuro di Gudmundsson potrebbe esserci anche la galera, come riporta la legge islandese. Secondo l’avvocato che segue la donna la sua testimonianza sarebbe particolarmente credibile e in circostanze simili la decisione di archiviare i casi viene revocata soltanto quando si riscontra un’effettiva colpevolezza. L’articolo 194 del Codice penale generale islandese recita che «chiunque ha rapporti o altri rapporti sessuali con una persona senza il suo consenso è colpevole di stupro ed è punito con la reclusione da un minimo di 1 anno a un massimo di 16 anni».
La strage di piazza della Loggia è stato un attentato terroristico di matrice neofascista con collaborazioni da parte di membri dello Stato italiano dell’epoca, servizi segreti ed altre organizzazioni, compiuto il 28 maggio 1974 a Brescia, nella centrale piazza della Loggia: una bomba nascosta in un cestino portarifiuti fu fatta esplodere mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista, provocando la morte di otto persone e il ferimento di altre centodue, una persona morirà in seguito alle ferite molto tempo dopo, portando a 9 il numero totale dei decessi.
Manifesto che riproduce il manifesto originale della manifestazione che si teneva in piazza della Loggia il 28 maggio 1974
Le vittime furono:
Giulietta Banzi Bazoli, 34 anni, insegnante di francese.
Livia Bottardi in Milani, 32 anni, insegnante di lettere alle medie.
Alberto Trebeschi, 37 anni, insegnante di fisica.
Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni, insegnante.
Sono passati 50 anni dall’attentato di matrice neofascista. Il ricordo Manlio Milani, presidente dell’Associazione Familiari dei Caduti. La celebrazione con Mattarella
Brescia non dimentica. Sono passati cinquant’anni dalla strage di piazza della Loggia, l’attentato di matrice neofascista che il 28 maggio 1974 uccise 8 persone e ne ferì 102. Sono passati cinquant’anni dallo scoppio della bomba, nascosta in un cestino portarifiuti per colpire i partecipanti alla manifestazione indetta dal Comitato antifascista e dai sindacati contro la violenza e il terrorismo neofascista che aggredivano anche Brescia. La Leonessa d’Italia non dimentica. E accogliendo oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è come se accogliesse il Paese intero per rilanciare la sfida di difendere e rigenerare le ragioni della democrazia, della libertà, della dignità umana, che la violenza, il terrorismo e le “zone d’ombra” delle istituzioni e della politica – come quelle che contrassegnarono gli anni di piombo e della “strategia della tensione” e che oscurarono anche la ricerca della verità sulla strage di piazza della Loggia – non cessano di minacciare.
Memoria pubblica – «Celebrare questo avvenimento cinquant’anni dopo è estremamente importante, e non sarà un esercizio di retorica, se sapremo riscoprire le ragioni di chi andò in piazza allora, e come alla violenza del terrorismo Brescia seppe reagire senza altra violenza ma restando nella democrazia, e come iniziammo un cammino per interrogarci sulle radici della violenza, e costruire una memoria pubblica che sa accogliere le vittime di ogni violenza e di ogni terrorismo, ascoltare le loro ragioni e le loro storie, lette sempre nella luce dei valori della Costituzione. Perciò è bello che ci sia il presidente Mattarella che con la sua storia, la sua personalità e sensibilità, sa testimoniare e trasmettere credibilmente i valori della Costituzione», afferma Manlio Milani, presidente dell’Associazione “Familiari dei Caduti della strage di piazza della Loggia” e della Casa della Memoria di Brescia, che era in piazza, cinquant’anni fa, e nell’attentato perse la moglie, Livia Bottardi, 32 anni, insegnante di lettere alle medie.
Messaggio ai giovani – «Tutto questo – riprende Milani – è una lezione preziosa per il nostro tempo. Che non conosce la violenza politica degli anni Settanta ma vede lo spazio pubblico e politico abitati dal linguaggio della contrapposizione e dell’odio, della costruzione di identità conflittuali ed esclusive, dall’uso strumentale della memoria storica – fino a ricordare i “propri” morti e solo quelli, ignorando gli altri. Disconoscere l’altro, escluderlo, negarne l’umanità, ecco la radice della violenza. Che dobbiamo combattere. E ai giovani d’oggi dico: fate bene a ribellarvi a ingiustizie ed emarginazioni, ma restate sempre nella legalità e nella non violenza».
Risposta di democrazia – Milani riavvolge il nastro della memoria. Brescia e l’Italia del 1974. Tempo segnato da conflitti e lacerazioni: nella politica, nelle istituzioni, nella cultura, nella società. «Come portò alla luce il referendum sul divorzio, che aveva rilanciato il tema del pluralismo e della laicità dello Stato». Ci fu chi “abitò” quel pluralismo conflittuale nel segno del confronto democratico. E chi invece scelse l’intolleranza e la violenza. «Come il neofascismo, che a Brescia aveva già colpito. Il 28 maggio 1974 il Comitato antifascista unitario – al quale aderivano i sindacati, associazioni come le Acli e tutti i partiti tranne il Msi – chiamò i cittadini in piazza per dire: ora tocca a voi. Tocca a tutti contrastare la violenza con la partecipazione democratica. Fu quella risposta di democrazia che l’eversione neofascista volle colpire. E la risposta della comunità bresciana, dalla città ai paesi, dalle fabbriche alle scuole, fu ancora di più una risposta di democrazia, di recupero dei valori costituzionali, di non violenza, di rigetto della “strategia della tensione”: come dimostra il fatto che a Brescia, città di lotte operaie, pur ferita dalla violenza nera, le Br e il terrorismo rosso non attecchirono».
Per tutte le vittime – Fra gravi depistaggi e ritardi, la verità giudiziaria ha dato un nome, via via, a mandanti, esecutori e matrice politica della strage. Ed è indispensabile, per la credibilità della democrazia. Ma Brescia volle andare oltre. «Ci chiedemmo: vogliamo restare per sempre “vittime” o trovare la strada per tornare cittadini? Perciò abbiamo cercato di avviare processi culturali per andare alla radice di questa strage e della violenza politica, e per custodire e rilanciare le ragioni della convivenza civile in questa Brescia plurale, dove le forze della sinistra e la straordinaria esperienza del cattolicesimo sociale hanno saputo dialogare e camminare insieme. Così, con parte della sottoscrizione a favore dei caduti della strage – caduti, non vittime: erano in piazza per scelta – si decise di avviare il centro bresciano dell’antifascismo.
Quell’esperienza, come quella dell’Associazione dei Familiari dei Caduti, sono alla sorgente – con la partecipazione delle istituzioni democratiche – della Casa della Memoria, che non solo raccoglie materiali e documentazione, ma è luogo d’incontro, studio, rigenerazione della memoria, cammino con le scuole e i giovani», spiega Milani. Con questo respiro si è dato vita al Memoriale «che collega la stele per i caduti di piazza Loggia con piazza Tito Speri – luogo dell’ultima barricata delle Dieci Giornate del 1849 – e col Castello – dove vennero torturati e uccisi i partigiani – grazie a 441 formelle, sull’esempio delle “pietre d’inciampo”, ognuna dedicata a una vittima del terrorismo e della violenza politica in Italia. Le vittime ci sono tutte, senza esclusioni. E ci sono formelle per le vittime di altre stragi, da Portella della Ginestra alle Torri Gemelle». La questione di fondo, riflette Milani: «non si tratta di fabbricare una “memoria condivisa” – quale memoria possono condividere un partigiano e un repubblichino? – ma di costruire una memoria pubblica che riconosce la dignità di ogni persona, che comprende e dà ascolto e fa conoscere le memorie e le storie di tutti – del partigiano come del repubblichino – sempre nella luce dei valori della nostra Costituzione. Che non va superficialmente esaltata, ma interiorizzata».
Dialogare con i “neri” – Il cammino di questi cinquant’anni ha cambiato in profondità Manlio Milani. Con percorsi ed esiti inattesi. «Nel 2009, accogliendo l’invito di padre Guido Bertagna, di Adolfo Ceretti e di altri, partecipai – nell’alveo dei percorsi di giustizia riparativa – a esperienze d’incontro tra familiari di vittime e esponenti della lotta armata di sinistra. Andai col timore di trovarmi davanti dei mostri. Scoprii invece che anche chi ha ucciso è e resta una persona». E poi: «io mi sono iscritto al Pci nel 1959. Con quei terroristi condivido la matrice politica e culturale comunista. Ma loro hanno scelto la via della lotta armata, io no. Perché? A “salvarmi” sono stati il lavoro e la militanza sindacale nella Cgil, palestra decisiva per educare al dialogo con chi ha visioni, idee e proposte differenti. Ma ho capito pure un’altra cosa, ancora più decisiva – scandisce Milani –. Anch’io, vittima di quella violenza, ho avuto una responsabilità in quegli anni: quando andavo in piazza e gridavo slogan come “basco nero il tuo posto è al cimitero” contribuivo anch’io ad alimentare il linguaggio e la cultura del nemico, della contrapposizione violenta, dell’intolleranza, dell’odio, del rifiuto dell’altro, in contraddizione con i valori e lo spirito della Costituzione.
Oggi sto cercando di allacciare un dialogo con ex terroristi neofascisti: è molto difficile, spero di non dover abbandonare questi tentativi. Ho già avuto, invece, occasioni di confronto con Casa Pound, sempre con l’obiettivo di promuovere una memoria pubblica. All’indomani della strage, con parole che vennero contestate, il vescovo di Brescia Luigi Morstabilini parlò dello spirito e della “mano di Caino” all’origine di quella e di ogni altra violenza. Quelle parole – riconosce Milani – mi sono rimaste dentro, mi hanno “lavorato”, aprendomi alla riflessione e all’esperienza della giustizia riparativa. Oggi, con serenità, posso dire che dietro ogni violenza c’è una domanda, un problema, alla radice un essere umano. Con cui ricostruire relazioni e riconoscimento, perché la violenza non abbia l’ultima parola».
Inviata una lettera al presidente della FIGC Gabriele Gravina Lettera a Gravina dopo l’istituzione della nuova Commissione indipendente.
(Foto: TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)
La presidente e tre componenti della Covisoc hanno rassegnato oggi nelle mani del presidente della Figc, Gabriele Gravina, le loro irrevocabili dimissioni. Hanno ritenuto di rassegnare le dimissioni “perché – scrivono in una lettera – con l’approvazione del Decreto Legge in cui si istituisce la Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, con la contestuale soppressione della Covisoc, sono venute meno le condizioni per operare”. Lo riporta l’ANSA.
Le dimissioni dalla ‘Commissione di vigilanza per le società professionistiche’ di Germana Panzironi, Angelo Fanizza, Gianna Galluzzo e Salvatore Mezzacapo varranno a far data dal 30 giugno, una volta terminate le procedure di iscrizione ai campionati professionistici per la stagione 2024/25. I quattro componenti erano stati nominati all’unanimità lo scorso mese di novembre, insieme al prof.Giuseppe Marini, e il loro incarico sarebbe durato ancora più di tre anni.
“Ringrazio la presidente Panzironi e i componenti per la competenza e l’imparzialità che hanno mostrato sin dal primo giorno della loro nomina – dichiara il presidente della Figc Gabriele Gravina – comprendo le ragioni di questa scelta e mi rammarico del fatto che il mondo dello sport perda figure di così alto profilo. In questi mesi, hanno svolto il loro incarico con professionalità e spirito di servizio, come peraltro hanno confermato garantendo il loro apporto fino al termine di questa stagione sportiva, sia sul versante dei controlli sia nel costante e proficuo confronto per il perfezionamento delle norme che riguardano la sostenibilità economico-finanziaria del calcio professionistico”.
Con Sky Stream tutti i contenuti Sky, delle principali app oltre ai principali canali in chiaro, saranno finalmente visibili in un’unica interfaccia.
Avere sempre più contenuti a disposizione ci ha dato molta più possibilità di scelta, ma quante volte abbiamo perso tempo cercando un contenuto da vedere? In un mondo in cui il tempo è prezioso, ora Sky Stream rende tutto più semplice e immediato. È infatti l’unico box che integra i contenuti, sia live che on demand, di Sky, dei principali canali in chiaro e app. E dal 3 giugno, sceglieretra i tanti contenuti disponibili sarà facile e veloce.
Sky Stream porta sullo schermo di casa l’interfaccia semplice e intuitiva di Sky Glass. Il software Entertainment OS – sviluppato grazie alla tecnologia all’avanguardia di Comcast – è infatti lo stesso delle TV Sky Glass ma è ora disponibile in un box piccolo e maneggevole che trasforma l’esperienza televisiva di tutte le TV dotate di una porta HDMI. Ogni televisore diventerà così ancora più smart.
Il tempo passato a cercare i contenuti diventerà quindi un lontano ricordoe non sarà più un problema trovare una serie o un film, qualunque sia la piattaforma su cui è disponibile. Con Sky Stream tutti i contenuti Sky, delle principali app – tra cui Netflix, Disney+, Prime Video, DAZN, RaiPlay, Discovery+, Paramount+, Apple TV+ e Mediaset Infinity – oltre ai principali canali in chiaro, saranno finalmente visibili in un’unica interfaccia, controllabile anche con la voce. Basterà pronunciare, ad esempio, il nome del proprio attore preferito per veder comparire, tutti insieme, i suoi film e le sue serie disponibili sulle diverse piattaforme.
Tutto sarà sempre a portata di mano tra le varie rail a partire dall’homepage, senza dover passare da un’app all’altra. Per non perdersi nemmeno un minuto del proprio programma preferito sarà inoltre possibile mettere in pausa la TVe, con la funzione Restart, far ripartire dall’inizio il programma in onda, anche in diretta e sui principali canali in chiaro. Creare il proprio palinsesto personalizzato diventa un gioco da ragazzi. Ogni componente della famiglia avrà a disposizione una playlist personale, dove raccogliere i contenuti preferiti di Sky, delle varie app e dei principali canali in chiaro. Sky Stream supporta inoltre lo standard 4K per poter godere delle emozioni in diretta su SkySport 4K e vedere i tanti contenuti on demand disponibili con il massimo della definizione.
Avere Sky Stream è davvero facile: si installa in pochi minuti, ha dimensioni ridotte, è estremamente leggero e si collega facilmente ad ogni TV. Non ha bisogno di parabola o dell’intervento di un tecnico, si riceve direttamente a casa e per iniziare a guardare i propri contenuti preferiti basta collegarlo alla propria rete domestica.
Sky Stream è solo l’ultima delle innovazioni di Sky, che offre diverse soluzioni per accedere alla sua straordinaria offerta di contenuti. Sky Glass è la soluzione all-in-one per chi vuole avere tutto in un’unica TV, senza fili, decoder e parabola, con una qualità audio-video eccezionale e un software all’avanguardia. Chi invece non può o non vuole cambiare la propria TV, può scegliere adesso Sky Stream per non rinunciare all’interfaccia che rende tutto ancora più “smart”. Per chi non dispone ancora di una connessione veloce c’è Sky Q via satellite, mentre chi predilige la flessibilità di un servizio over-the-top può optare per NOW, l’app in streaming con l’offerta più varia sul mercato. A tutto questo si aggiungono Sky Wifi, la rete fissa più stabile d’Italia secondo Ookla®, e la nuova offerta mobile Sky Mobile powered by Fastweb.
Andrea Duilio, Amministratore Delegato di Sky Italia, commenta: “In un mondo in cui le persone hanno sempre più scelta, quasi la metà dei consumatori afferma di avere difficoltà a decidere cosa vedere. Proprio per questo è nato Sky Glass che, con il suo sistema operativo all’avanguardia, permette di risolvere questo problema e risparmiare tempo. Oggi, con Sky Stream, portiamo questa esperienza innovativa su qualsiasi TV, dando a tutti la possibilità di trovare il contenuto giusto tra le varie app, Sky e i principali canali in chiaro in modo semplice e immediato. Scegliere cosa vedere sarà davvero facile per tutti”.
L’arrivo di Sky Stream sarà accompagnato da una campagna di comunicazione pianificata su tutti i mezzi, che sarà svelata a ridosso del lancio commerciale.
Novità nella composizione del tabellone della Coppa Italia 2024/2025: ecco cosa cambierà.
Cambia il tabellone per la Coppa Italia a partire dalla stagione 2024/25. La Lega Serie A ha ufficializzato oggi le novità relative al nuovo regolamento per il prossimo triennio, che comprende in una modifica al formato del tabellone e ai possibili incroci.
Sul format complessivo, il regolamento ha confermato quello del precedente triennio. Non vengono toccati, quindi, temi come il numero di partecipanti né il fatto che le big giochino la gara secca in casa. Tutto confermato, quindi, a partire dalle 44 squadre partecipanti, così suddivise:
tutte le 20 Società ammesse al Campionato di Serie A;
tutte le 20 Società ammesse al Campionato di Serie B;
4 Società segnalate dalla Lega Pro.
Tutte le Società verranno posizionate in un tabellone di tipo tennistico con posti dal n. 1 al n. 44. Le Società partecipanti entreranno nella competizione in tre momenti successivi:
8 Società a partire dal turno preliminare;
28 Società a partire dai trentaduesimi;
8 Società (“Teste di Serie”) a partire dagli ottavi di finale.
Tabellone Coppa Italia, il ranking – La formazione dei suddetti gruppi di Società avviene sulla base di un ranking sportivo determinato tenendo conto dei risultati conseguiti dalle 44 Società partecipanti alla Competizione nei rispettivi Campionati della stagione precedente, come segue:
Società vincitrice della Coppa Italia Frecciarossanella stagione sportiva precedente;
Società che, nella stagione sportiva precedente, hanno acquisito il diritto di partecipare alla UEFA Champions League o alla UEFA Europa League o alla UEFA Europa Conference League nella stagione di disputa della Competizione, secondo l’ordine di classifica in Campionato;
Società classificatasi all’8° posto in Serie A nella stagione sportiva precedente, qualora la vincitrice della Coppa Italia Frecciarossa nella stagione sportiva precedente rientrasse tra quelle di cui al punto b. 1;
Società classificatesi dal 9° fino al 17° posto in Serie A nella stagione precedente e le 3 Società promosse dalla Serie B alla Serie A al termine della stagione precedente, secondo l’ordine di classifica in Campionato al termine dei play-off (laddove previsti);
Società retrocesse dalla SerieA alla SerieBal termine della stagione precedente, secondo l’ordine di classifica in Campionato e la Società perdente la finale dei play–off per la qualificazione al Campionato di Serie A della stagione sportiva in corso (laddove previsti);
Le rimanenti Società di SerieB classificatesi fino al 16°posto o,in caso di play-out, fino al 15° posto e la società vincitrice i play-out al termine della stagione sportiva precedente (così come determinato dall’annualeCU FIGC che fissa i criteri dei ripescaggio, in assenza di quest’ultimo, dalle norme federali di riferimento);
Le quattro Società promosse al Campionato di Serie B al termine della stagione sportiva precedente;
la vincitrice della finale playoff del Campionato di Serie C al termine della stagione sportiva precedente;
Le tre Società seconde classificate nei gironi del Campionato Serie C al termine della stagione sportiva precedente, con assegnazione dei numeri da 41 a 43;
La posizione in tabellone n. 44 sarà assegnata alla Società vincitrice della Coppa Italia Serie C.
Fin qui, come dicevamo, tutto confermato. La novità riguarda i possibili incroci tra le squadre, a partire dal tabellone:
la testa di serie numero 1 troverà agli ottavi le teste di serie numero 16 e 24 (nel precedente triennio trovava le teste di serie 9 e 17);
la testa di serie numero 2troverà agli ottavi le teste di serie numero 15 e 23 (nel precedente triennio trovava le teste di serie 10 e 18);
la testa di serie numero 3 troverà agli ottavi le teste di serie numero 14 e 22 (nel precedente triennio trovava le teste di serie 11 e 19);
la testa di serie numero 4 troverà agli ottavi le teste di serie numero 13 e 21 (nel precedente triennio trovava le teste di serie 12 e 20);
la testa di serie numero 5 troverà agli ottavi le teste di serie numero 12 e 20 (nel precedente triennio trovava le teste di serie 13 e 21);
la testa di serie numero 6 troverà agli ottavi le teste di serie numero 11 e 19 (nel precedente triennio trovava le teste di serie 14 e 22);
la testa di serie numero 7 troverà agli ottavi le teste di serie numero 10 e 18 (nel precedente triennio trovava le teste di serie 15 e 23);
la testa di serie numero 8 troverà agli ottavi le teste di serie numero 9 e 17 (nel precedente triennio trovava le teste di serie 16 e 24).
Tabellone Coppa Italia 2024 2025, i possibili incroci
In una lunga intervista alla rivista Semana, Fredy Guarin ha ammesso di essere in cura per l’alcolismo
In una lunga intervista alla rivista Semana, Fredy Guarin ha ammesso di essere in cura per l’alcolismo, una dipendenza iniziata quando era un calciatore. Dopo essersi affidato a dei professionisti, l’ex centrocampista dell’Inter vive una vita serena senza abbassare la guardia. Il demone è sempre lì, dietro l’angolo e Guarin lo sa bene. “Ora sono felice, non lo cambierei per nulla al mondo. Vivo giorno per giorno. Voglio davvero poter vivere una vita normale, calma e pianificata. Oggi sono completamente in pace e desideroso di vivere la vita di una persona normale, una persona che si alza, si allena, lavora, torna a casa la sera e si riposa”.
“Non avevo una vita normale. Niente mi disturba oggi. Vivo una vita in pace con me stessa. Anche se il calciatore non vive una vita normale al 100%. Quando mi sono ritirato dal calcio e soprattutto dal modo in cui mi sono ritirato, che non era appropriato, mi è rimasta la sensazione: cosa faccio adesso? Per 20 anni il mio obiettivo è stato dedicarmi al calcio ed è quello che so fare. Inoltre, non mi ero preparato per altre cose. Sono rimasto impotente e ho preso decisioni che non erano buone. Ho dovuto imparare. Torno indietro per ricordare le cose brutte che ho fatto, andare avanti e continuare a vivere la vita migliore”
Cosa ti è successo? Sui social si vedeva che bevevi, vivere brutte situazioni familiari, piangere… – “Ad un certo punto ho dovuto spiegarlo. Non è un obbligo, ma ci sono persone che nutrono un affetto enorme per Guarín. Famiglia, tifosi, club. La verità è che mi sono lasciato distrarre. La mia decisione è stata quella di aggrapparmi all’alcol, ho commesso molti errori, ho preso decisioni sbagliate, ho ferito molte persone, ho fatto stare male i miei cari, la mia cerchia di amici e la mia famiglia. L’alcol è sempre stato il peggior fattore scatenante per tutto ciò che vedevi.
Sei un alcolizzato? – “Al cento per cento. Sono un alcolizzato e lo ammetto. Sono un tossicodipendente in via di guarigione. Ricordo cosa non è stato fatto bene, cosa è stato fatto male. L’apprendimento è una grande motivazione.
A che punto sei caduto nell’alcolismo? – “Sono stato un alcolizzato per diversi anni. Quando ho lasciato il Millonarios è stato il punto più basso che ho toccato, perché in questi ultimi tre anni ho toccato il fondo della mia dipendenza. Non lavoravo più, avevo perso la mia dignità, la fiducia delle persone care e la cosa più importante e preziosa che ho, ovvero i miei tre figli. Ho perso molte cose a livello sentimentale e amoroso. È arrivato un punto in cui non potevo più continuare così. Ho dovuto chiedere aiuto, lo avevo già fatto diverse volte, ma avevo sempre una ricaduta. Ho dovuto arrendermi e chiedere aiuto ad alcuni professionisti con cui sto lavorando e poter rimediare a tante cose che non erano state fatte bene. Riacquistare la fiducia mia, dei miei figli e dei miei parenti. Proiettarmi e accettarmi era la cosa principale”.
“Non potevo farcela da solo e mi sono lasciato aiutare. Sono in quel processo. Posso tranquillamente dire: questo è quello definitivo. Ho già bussato alla porta del diavolo e non è il massimo. Sto recuperando i miei tre figli. Sono nel loro spazio. Rispetto molto anche le decisioni che in un modo o nell’altro hanno preso. Amo i miei figli e per un po’ ho pagato io per loro. So già quale non è la strada e che la strada è Dio che mi dà forza ogni giorno e una vita sobria e sana, per poter dare loro tutto pulito e l’amore infinito che ho per i miei figli”.
Qual è stata la tua più grande paura in tutto ciò che hai vissuto? – “Ho veramente paura di due cose: la morte e il carcere. Ho una frase, l’ho scritta io stesso: “Ho paura della morte e del carcere e, senza saperlo, vivevo in un carcere condannato a morte” .
Eri vicino alla morte o al carcere? – “Sì, la verità è che in quel cammino oscuro che stavo facendo ero vicino alla morte perché non avevo rispetto, non avevo limiti, non avevo coraggio e mi lasciavo portare ogni giorno più in là in quel buco. Ho bussato alle porte dell’inferno. So di cosa si tratta e non voglio mai tornare indietro nella mia vita. Non è molto bella l’oscurità e l’inquietudine con cui convivevo. Non ho misurato i rischi quando ero ubriaco. Sono stati momenti molto dolorosi. La prigione era ciò che stavo vivendo. Il giorno in cui è successo quello che è successo ai miei genitori, non mi hanno portato in prigione. Infatti i poliziotti sono stati cordiali, tranquilli, mi hanno messo in macchina, non mi hanno mai ammanettato né maltrattato. Erano coscienziosi e professionali. Si sono comportati in modo molto umano con me, anche se ero aggressivo”.
Del mondo del calcio, chi ti ha aiutato? – “Quando dico che ho perso gran parte della mia famiglia, dei miei figli, degli amici più cari, intendo anche che ho perso i miei veri amici. Ho perso il rispetto e tante cose. Ma molti di loro erano sempre lì. So chi sono i miei amici, quelli che vogliono vedermi stare bene. Ci vuole tempo per capirlo. So chi c’era nei miei momenti peggiori. Mi sono stati accanto Falcao, James, Juan Fernando Quintero, Ospina, Cuadrado, Zanetti, Córdoba e altri che erano lì saldi e bravi in quei momenti bui. Erano disponibili ad aiutarmi. Altri, senza dire una parola, se ne sono andati. Non erano amici”. (Semana)
Indaga la Corte dei conti dopo la denuncia del consigliere comunale Maresca
Ispezioni dei carabinieri negli uffici di Fuorigrotta e di Castel Volturno della Società Sportiva Calcio Napoli nell’ambito di un’indagine della Procura generale della Corte dei Conti della Campania: i militari sono alla ricerca di documenti che attestinola rendicontazione degli incassi, delle spese e la devoluzione in beneficenza di parte degli introiti (circa 9mila euro) della partita scudetto Udinese-Napoli giocata dagli azzurri a Udine e proiettata la sera del 4 maggio 2023 allo stadio Diego Armando Maradona.
L’indagine della magistratura contabile, delegata ai militari dell’arma, è partita a seguito di una denuncia, relativa a un presunto danno erariale, presentata dal consigliere comunale Catello Maresca. La decisione di devolvere in beneficenza parte dell’incasso della partita-scudetto Udinese Napoli, trasmessa in video la sera del 4 maggio 2023 allo stadio Maradona di Napoli, fu presa nell’ambito di un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a cui presero parte, tra gli altri, il presidente della SSC Napoli Aurelio de Laurentiise la dirigente del servizio gestione eventi e stadio Maradona Gerarda Vaccaro.
I biglietti per la videoproiezione della partita, che sancì la vittoria del terzo scudetto degli azzurri, vennero messi in vendita qualche giorno prima della gara al prezzo di 5 euro per ogni settore del Maradona e di 100 euro per i posti speciali, 600 in tutto, nella Tribuna Posillipo.
Dopo l’incontro di calcio ci fu una interlocuzione tra il Comune di Napoli e la società azzurra circa la destinazione della quota da devolvere in beneficenza, dalla quale emerse che la somma ammontava, al netto delle spese, a circa 9mila euro, comunicata proprio dalla società.
La SSC Napolimalgrado sollecitata, finora non ha fornito una prova del versamento all’ente scelto, una onlus. Proprio il consigliere comunale Catello Maresca ha più volte chiesto chiarimenti in merito, anche alla dirigente del servizio Gestione Grandi Eventi ricevendo come risposta che non ci fosse alcun obbligo di rendicontazione, in quanto la proiezione poteva essere inclusa tra le possibilità messe a disposizione nell’ambito della concessione per l’uso della struttura di Fuorigrotta.
Il consigliere comunale Catello Maresca, nell’ambito dei poteri previsti dal cosiddetto “sindacato ispettivo“, ha ritenuto invece opportuno presentare una denuncia finalizzata a fare luce sulla vicenda.
La Serie A 2023/2024 ha emesso i suoi verdetti: lo ha fatto al termine di un lungo cammino iniziato lo scorso 19 agosto.
La Serie A 2023/2024 si prepara ad andare in archivio.
Manca infatti una sola partita, ovvero il recupero che il prossimo 2 giugno vedrà opposte Atalanta e Fiorentina a Bergamo per far calare il sipario sul torneo, ma di fatto tutti i verdetti importanti sono stati già emessi.
Di seguito cosa ha detto la classifica al termine di un lungo cammino iniziato lo scorso 19 agosto 2023.
CAMPIONE
CLASSIFICA FINALE
Inter 94
Milan 75
A laurearsi campione d’Italia per la ventesima volta nella sua storia è stata l’Inter.
La compagine nerazzurra ha dominato in lungo e in largo e, soprattutto nella seconda parte del torneo, ha accumulato giornata dopo giornata un vantaggio incolmabile per le rivali. Al secondo posto si è piazzato il Milan che è arrivato staccato di ben 19 lunghezze.
Per l’Inter si è trattato dello storico Scudetto che gli ha regalato la seconda stella.
QUALIFICATE ALLA CHAMPIONS LEAGUE
Inter 94
Milan 75
Juventus 71
Atalanta 69
Bologna 68
Grazie al suo ranking europeo, l’Italia verrà rappresentata da ben cinque squadre nella nuova edizione 2024/2025 della Champions League.
Oltre adInter e Milan, hanno staccato un pass per la massima competizione europea anche Juventus, Atalantaed il Bologna che si è reso protagonista di una cavalcata storica.
L’Atalanta deve ancora recuperare una partita e quindi, potenzialmente, può ancora chiudere il torneo al terzo posto sopravanzando in extremis la Juventus.
QUALIFICATE ALL’EUROPA LEAGUE
Roma 63
Lazio 61
Le due squadre della capitale a rappresentare l’Italia nella prossima edizione dell’Europa League.
Roma eLazio hanno infatti chiuso il loro campionato rispettivamente al sesto e al settimo posto.
A loro potrebbe aggiungersi ancora la Fiorentina in caso di trionfo contro l’Olympiacos nella finale di Conference League in programma il prossimo 29 maggio ad Atene.
QUALIFICATA ALLA CONFERENCE LEAGUE
Fiorentina 57
La Fiorentina si è assicurata il ritorno in Conference League per il terzo anno consecutivo grazie all’ottavo posto ottenuto in campionato, ma le cose potrebbero ancora cambiare.
In caso di successo nella finale di Conference League, la compagine gigliata si guadagnerebbe la ‘promozione’ in Europa League e quindi a prendere parte alla terza competizione europea sarebbe il Torino che si è piazzato al nono posto.
RETROCESSE
Frosinone 35
Sassuolo 30
Salernitana 17
La Salernitana è stata la prima squadra ad essere certa della mancata permanenza in Serie A e ad essa si è unita il Sassuolo al termine del 37° turno.
La terza retrocessa è stata decisa solo all’ultima giornata ed è stato il Frosinone che è stato battuto in casa dall’Udinese in un decisivo scontro diretto. Salvo l’Empoli che nell’ultimo turno ha battuto in pieno recupero la Roma.
PROMOSSE
Parma 76
Como 73
La vincitrice dei playoff di Serie B (Venezia o Cremonese)
Il pilota monegasco ha colto il suo primo successo nella gara di casa. Secondo Piastri, terzo Sainz. Una grandissima gioia per la Scuderia e i suoi tifosi
LaPresse
Giornata indimenticabile per Charles Leclerc e per i tifosi della Ferrari. Oggi, domenica 26 maggio, il pilota monegasco della Ferrari ha vinto il Gp di Monaco. Per “Il Predestinato” è il primo successo nella gara di casa, la fine di quello che era stato un vero e proprio tabù.
Leclerc non era mai riuscito a trionfare a Montecarlo ed è finalmente stato protagonista di una vittoria che ricorderà per sempre. Secondo Piastri, terzo Sainz. Successo storico anche per il Cavallino che non vinceva tra le stradine monegasche dal 2017 con Sebastian Vettel.
Una gara lunghissima, 78 giri, dove non è mancata neppure la noia, ma Leclerc ha sempre condotto al comando, riuscendo a gestire al meglio anche la ripartenza dopo la bandiera rossa per l’incidente tra Perez, Magnussen e Hulkenberg.
Dopo aver tagliato il traguardo si è lasciato andare a urla, mischiate a lacrime di gioia. Una soddisfazione immensa anche per il presidente della RossaJohn Elkann, per tutte le donne e gli uomini del Cavallino, per il team principal Frederic Vasseur, per tutti i tifosi della Ferrari e per il Principe Alberto di Monaco che non ha trattenuto le lacrime.
“Significa tanto per me, è la gara che mi ha fatto sognare di diventare un pilota di F1 un giorno. Pensavo a mio papà molto più di quanto pensavo a guidare. Lui ha dato tutto perché io realizzassi questo sogno“, ha detto Charles Leclerc nell’intervista prima dei festeggiamenti, in cui ha ringraziato tutti.
La vittoria di Charles Leclerc e il terzo posto di Carlos Sainz nel Gp di Monaco 2024 sono importantissimi anche per la classifica piloti e la classifica Costruttori del Mondiale di F1 2024. Max Verstappen ha chiuso la gara soltanto in sesta posizione con 169 punti e ora Leclerc è a 138, a -31, Norris a 113, Sainz a 108, Perez a 107, Piastri a 71 fanno capire come il Mondiale stia diventando decisamente più equilibrato rispetto al recente passato. Lo conferma anche la Classifica Costruttori: Red Bull a 276, Ferrari a 252, McLaren a 184, Mercedes a 96.
Sarà sicuramente battaglia anche tra due settimane. Domenica 9 giugno a Montreal si corre il Gran Premio del Canada, nono Gp della stagione di F1 2024 che terminerà l’8 dicembre ad Abu Dhabi. La Ferrari c’è ed è pronta a dire la sua per il titolo.
F1, Gp Monaco 2024: l’ordine d’arrivo
1 – Charles Leclerc (Ferrari) 2 – Oscar Piastri (McLaren) 3 – Carlos Sainz (Ferrari) 4 – Lando Norris (McLaren) 5 – George Russell (Mercedes) 6 – Max Verstappen (Red Bull) 7 – Lewis Hamilton (Mercedes), giro veloce 8 – Yuki Tsunoda (RB) 9 – Alexander Albon (Williams) 10 – Pierre Gasly (Alpine) 11 – Fernando Alonso (Aston Martin) 12 – Daniel Ricciardo (RB) 13 – Valtteri Bottas (Kick Sauber) 14 – Lance Stroll (Aston Martin) 15 – Guanyu Zhou (Kick Sauber) 16 – Logan Sargeant (Williams)
Due persone ferite all’addome versano in gravi condizioni. L’aggressore è stato arrestato
Quattro persone sono rimaste ferite, di cui due in modo grave, all’interno della metropolitana a Lione, in Francia, da un uomo armato di coltello. Lo rende noto l’emittente Bfmtv citando la prefettura del Rodano e la Procura di Lione. L’aggressore è stato arrestato dalla polizia, ha annunciato su X il vice responsabile della sicurezza della città, Mohamed Chihi.
Tra le vittime, le due persone ferite all’addome versano in gravi condizioni mentre le altre due hanno subito ferite più lievi. Una quinta persona è in stato di shock. La polizia ha aperto un’indagine per omicidio volontario, mentre al momento non è stata considerata la pista del terrorismo.
Al termine delle qualifiche a Monaco, sono emerse irregolarità sulle ali posteriore delle due Haas di Hulkenberg e Magnussen. Dal comunicato della Fia, si legge che le due vetture sono state squalificate per inosservanza del Regolamento Tecnico. Il weekend a Monte-Carlo è in diretta su Sky e in streaming su NOW
A seguito dei controlli al termine delle qualifiche, la Fia ha riscontrato delle irregolarità sulle monoposto della Haas: entrambe le vetture sono state squalificate a causa di un’inosservanza (dell’Art. 3.10.10 h) del Regolamento Tecnico. Il flap superiore dell’ala posteriore, infatti, crea un’apertura superiore agli 85 mm concessi dal regolamento quando si muove verso l’alto durante l’attivazione del DRS. Hulkenberg e Magnussenpartiranno quindi dalla pitlane.
Il rogo è scoppiato all’interno di un parco giochi nella città di Rajkot, nello stato del Gujarat. Nelle fiamme sono rimaste uccise diverse persone, molti sono bambini
Più di una ventina le persone hanno perso la vita in India, tra cui molti bambini, a causa di un ”grande incendio” scoppiato in un parco divertimenti a Rajkot, nello stato occidentale del Gujart. Lo riferiscono le autorità locali citate dall’Hindustan Times, spiegando che le fiamme sono state ora domate e si sta procedendo alla ricerca di eventuali altre persone coinvolte.
Modi: “Una tragedia che rattrista tutti” – Il primo ministro indiano Narendra Modi ha scritto su X che “la tragedia dell’incendio a Rajkot ci ha rattristato tutti“. Modi si è detto ”estremamente addolorato per l’incidente di Rajkot. I miei pensieri sono con tutti coloro che hanno perso i loro cari. Prego per i feriti. L’amministrazione locale sta lavorando per fornire tutta l’assistenza possibile alle persone colpite“. ”Una squadra speciale di indagine” per far luce sulle cause che hanno provocato l’incendio è stata annunciata dal ministro capo del Gujart Bhupendra Patel. Il commissario di polizia della città di Rajkot, Raju Bhargava, ha detto che il proprietario e il gestore del parco divertimenti sono stati portati alla stazione di polizia.
Extremely distressed by the fire mishap in Rajkot. My thoughts are with all those who have lost their loved ones. Prayers for the injured. The local administration is working to provide all possible assistance to those affected.
Vigili del fuoco: “Le persone sono rimaste intrappolate, impossibile uscire“ – Più di 300 persone si trovavano nella struttura a due piani del parco divertimenti e tematico Trp quando è scoppiato l’incendio, ha detto ai giornalisti l’ufficiale dei vigili del fuoco di Rajkot Ilesh Kher. “Le persone sono rimaste intrappolate quando una struttura temporanea è crollata vicino all’ingresso, rendendo difficile uscire“, ha aggiunto, precisando che le fiamme si sono propagate rapidamente a causa del materiale infiammabile. Ci è voluta quasi un’ora per domare l’incendio, mentre una decina di ambulanze trasportavano i feriti in ospedale. La polizia sul posto ha reso noto che i corpi delle vittime erano carbonizzati da renderne difficile l’identificazione. Secondo i vigili del fuoco la causa dell’incendio potrebbe essere un cortocircuito.
Oltre a creare uno scenario decisamente inusuale per la località ligure, il maltempo ha causato diversi disagi
MaltempoinLiguria. AncheSestri Levanteè stata raggiunta dal vortice britannico, dove una forte grandinata ha trasformato le strade in un paesaggio bianco. Oltre a creare uno scenario decisamente inusuale per la località ligure, il maltempo ha causato diversi disagi e, a causa degli accumuli di grandine, che hanno reso difficoltosa la circolazione.
Meteo: Grandinata a Sestri Levante (GE), strade e spiagge imbiancate il 25 Maggio 2024 – YouReporter24
Potrete leggere l’intervento integrale dell’ad neroazzurro in “La stella più bella”, il libro che verrà distribuito gratis in edicola con Repubblica Milano il prossimo 26 maggio
«In questo ventesimo scudetto, in questa seconda stella, c’è tutta l’essenza dell’Inter: questo resterà per sempre. Insieme siamo entrati nella storia e insieme continueremo a scriverla». Con queste parole Beppe Marotta chiude il suo intervento nel libro Inter, la stella più bella chesarà distribuito domenica gratuitamente con Repubblica. Il Ceo nerazzurro è uno dei protagonisti della sezione che apre il volume, quella chiamata Inter/Venti, con testi scritti apposta per noi.
«Una cavalcata magnifica, una stagione straordinaria, culminata con due stelle dorate sul petto. La vittoria dello scudetto, il ventesimo per i nostri colori. Per il Club e i tifosi, a Milano e nel mondo. Perché l’Inter respira storia. Perché l’Inter è nella storia» scrive sempre Marotta.
Nel libro si va oltre il semplice fatto di cronaca, si va oltre la vittoria sul campo. E lo spunto è un fatto che rimarrà nella storia di Milano: domenica 28 aprilepiù di trecentomila personehanno accompagnato il pullman dei campioni da San Siro in piazza Duomo. Non era mai successo, mai così tanta gente aveva festeggiato uno scudetto. Questo libro è un viaggio nei mesi che hanno portato alla conquista del ventesimo titolo tricolore. Le cronache delle dieci partite più importanti, le pagelle dei protagonisti, le interviste a undici tifosi, undici come i calciatori in campo, che hanno assegnato i loro Oscar.
E ancora, l’introduzione del direttore Molinari, le firme di Repubblica. E gli interventi, con pezzi scritti appositamente per questo libro, come detto prima. Beppe Marotta, ceo dell’Inter, certo ma anche Stefano Boeri, presidente della Triennale, Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Humanitas, lo chef Davide Oldani, l’attore comico Enrico Bertolino, il poeta Maurizio Cucchi, Gino e Michele, don Paolo Alliata. E nella sezione ricordi le interviste a Massimo Moratti e Ernesto Pellegrini, presidenti vincenti di altre epoche nerazzurre, Gianfranco Bedin che era in campo nella grande Inter ai tempi della prima stella e Facchetti e Picchi, leggende che rivivono attraverso gli occhi e le parole dei loro figli Gianfelice e Leo. Il tutto domenica gratis con Repubblica.
Si attendeva l’addio ufficiale di Steven Zhang al mondo Inter dopo il passaggio di mano con Oaktree, ed è arrivato
Una lunga lettera colma d’emozione, di commozione, di gratitudine. Si attendeva l’addio ufficiale di Steven Zhang al mondo Inter dopo il passaggio di mano con Oaktree, ed è arrivato. L’ormai ex presidente nerazzurro lo ha affidato al suo profilo Instagram, con parole piene di affetto e di tenerezza nei confronti di un’avventura comunque fantastica che si è conclusa dopo otto anni di trionfi e soddisfazioni. Ecco le parole di Zhang:
“Cari interisti,
Gli addii non sono mai facili, soprattutto quando devi salutare qualcuno che ami. Nella vita, tutto ha un inizio e una fine. Ho sempre saputo che un giorno avrei dovuto dirvi addio. La semplice verità è che non ero pronto e probabilmente non lo sarei mai stato. Otto anni fa, quando da ragazzo di 24 anni sono entrato per la prima volta a San Siro per assistere a una partita di calcio, non avevo assolutamente idea di cosa mi aspettasse. Le incredibili emozioni provate in quel giorno hanno poi guidato le mie decisioni in tutti questi anni. Questo mondo nerazzurro, unico nel suo genere, mi ha accettato immediatamente, riempiendomi di passione, gioia e tanto amore. Da allora sono cresciuto molto a livello professionale, e porterò tutto questo per sempre nel mio cuore.
All’inizio della mia presidenza ho promesso di riportare l’Inter ai vertici, dove era sempre stata. In questi otto anni abbiamo conquistato sette trofei, due finali europee e abbiamo conquistato due volte il campionato di Serie A. La leggendaria Seconda Stella è una testimonianza del nostro successo. Dopo importanti investimenti e innumerevoli ore di lavoro, l’Inter si è trasformata in un club moderno, innovativo e vincente, al livello più alto del calcio europeo.
Negli ultimi tre giorni ho ricevuto tantissimi messaggi, chiamate e post da parte di tutti voi. Devo ammettere che questo mi ha fatto sentire amato, ma ha anche reso questo addio ancor più difficile. Grazie all’Inter, ho trovato persone che oggi sono come una famiglia per me, di cui farò tesoro per il resto della vita. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti i miei dirigenti, Ale e Beppe, Javier e Piero, Dario, Luca, Matteo, Angelo, Andrea, Lionel, Mark… Che mi hanno sopportato, sostenuto, protetto e che mi hanno insegnato a fare il presidente. Voglio anche ringraziare tutto il nostro staff, che da Viale della Liberazione, Appiano, Interello e San Siro ha lavorato diligentemente per far crescere il club e realizzare gli incredibili successi della nostra amata Inter.
Un ringraziamento speciale va ai nostri ex calciatori e gli attuali Campioni a due stelle. Molti di voi mi hanno trattato come un amico, includendomi nel vostro gruppo come se fossi uno di voi, il legame che avevamo andava ben oltre quello tra presidente e giocatori. La mia più profonda gratitudine va anche a tutti i nostri allenatori, in particolare a Simone Inzaghi, un uomo con valori veri e forti nel cuore, che ho avuto la fortuna di avere durante la mia presidenza.
Infine, l’Inter non sarebbe l’Inter senza i nostri fantastici tifosi. Grazie a tutti voi per i vostri bellissimi messaggi. Significa davvero molto per me in questi momenti di grande emozione. Non vedo l’ora di unirmi a voi sugli spalti di San Siro cantare per la nostra Inter, magari dalla Curva Nord. A coloro che porteranno avanti questa Società, vi prego di amare la nostra Inter, di proteggere la sua gente e, soprattutto, di rispettare il suo valore fondamentale. E’ un grande onore e una grande responsabilità assumere la guida dell’Inter. Con amore e cura, l’Inter vi ripagherà, con enormi risultati, emozioni e gioia. Per me è stato il più grande onore della mia vita.
Forte scossa di terremoto con epicentro a Cirò, nel Crotonese: paura in Calabria
Una forte scossa di terremoto ha colpito la Calabria alle 19:35 di oggi, venerdì 24 maggio. I sismografi hanno registrato un terremoto di magnitudo 4con epicentro a Cirò, nel Crotonese. Il sisma si è prodotto ad una profondità di 23km. A seguito della scossa, la gente si è riversata in strada, in preda alla paura. Il terremoto è stato avvertito in tutta la provincia di Crotone, ma anche a Cosenza e sull’altra sponda dello Ionio, in Puglia, in un’area che va da Taranto a Lecce.
“La Sala Operativa Regionale è in contatto con i Comuni interessati”, informa la Protezione Civile della Calabria. Non ci sono al momento segnalazioni di danni a persone o cose.
RFI segnala che “dalle ore 19:38 a causa di un evento sismico con epicentro a Cirò, la circolazione ferroviaria in via precauzionale è sospesa sulla linea Sibari – Crotone – Catanzaro Lidotra Cariati e Strongoli. Sono in corso i necessari accertamenti da parte dei tecnici di RFI per consentire la ripresa della regolare circolazione”.
La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP) dell’evento di oggi calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC mostra dei livelli di scuotimento stimato fino quasi al IV grado MCS. La stazione sismica di Cirò (IY.CIRK) mostra infatti valori di PGA pari a 0.79%g e PGV pari a 0.56 cm/s.
Al momento, si hanno notizie di risentimenti nella parte centrale della Calabria e sono arrivate segnalazioni anche dalla Puglia, dalla provincia di Taranto.
L’INGV illustra la sismicità storica della zona – Un’estrazione dalla banca dati macrosismici DBMI15 v. 4.0 mostra un risentimento sismico a Cirò (Kr) dovuto a 12 eventi tra cui quello dell’8 marzo 1832 (Mw 6.7), che è anche il primo di cui si abbia una documentazione dell’intensità pari a 7-8 grado della scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg).
Tuttavia l’area interessata dall’attuale sequenza è molto vicina alle zone dell’appennino calabro che hanno pericolosità sismica molto alta, come testimoniato da alcuni forti terremoti che soprattutto fra il Seicento e il Novecento hanno colpito diversi settori del territorio regionale. In particolare l’epicentro del terremoto odierno è relativamente vicino alla localizzazione del terremoto dell’8 giugno 1638 di magnitudo Mw pari a circa 6.9(stima da dati macrosismici), localizzato nel Catalogo dei Forti Terremoti in Italia alcuni km ad est di San Giovanni in Fiore (CS). Per questo evento, i danni più gravi furono rilevati a Roccabernarda (KR), con un’intensità pari al X grado della scala MCS.
Se si guarda la sismicità più recente dal 1985 in poi, l’area è stata interessata da una sismicità diffusa frequente con piccole sequenze sismiche caratterizzate da terremoti con magnitudo massima intorno a 4.
Gli eventi recenti più forti nell’area (entro 30 km da Cirò) sono quelli del 17 aprile 2006 Mw 4.6 a largo della costa ionica e quello del 23 aprile 2005 ML 4.1 a Mondatoriccio (CS).
Notte di paura in via Malopera Sud, a Badia Polesine. I vigili del fuoco sono stati infatti chiamati a intervenire su un incendio in abitazione. Un intervento portato a termine con la consueta celerità e professionalità, da parte dei pompieri. E’ stata necessaria anche la presenza del Suem 118, dal momento che varie persone lì residenti avevano inalato i fumi del rogo. Immediato anche l’intervento dei carabinieri.
In tutto sei quelle che sono state portate in ospedale.In condizioni, comunque, per fortuna non gravi.
Gorgonzola, in piena notte qualcuno ha sparso alcol sul bancone: “Riapriremo appena possibile”
L’alcol sparso sul bancone, poi il fuoco. Non ci sono dubbi, a ormai quasi 48 ore dai fatti, sulla matrice dolosa dello spaventoso incendio che, alle tre dell’altra notte, ha devastato completamente i locali del Diamond Cafè, che si affaccia con due vetrine e tavoli esterni su via Don Cazzaniga e piazza De Gasperi. Un esercizio commerciale conosciuto e frequentatissimo: colazioni, pranzi veloci di lavoro, aperitivi. Un mistero, per ora, la matrice del gesto, ignoti i volti degli attentatori piromani.
I filmati registrati dall’impianto di videosorveglianza sono nelle mani dei carabinieri, impegnati nelle indagini dalla notte del disastro. All’interno del bar, oggi uno scenario nero di distruzione, lavorano senza sosta i titolari Fabio Moretti e Davide Mattina. Hanno rilevato l’esercizio un anno e mezzo fa. In questo anno e mezzo si sono costruiti una solida rete di clienti e amici. Problemi? “Mai“. Minacce? “Nemmeno. Non capiamo, nel modo più assoluto, chi possa averci fatto questo“. Sono stati i residenti, l’altra notte, a lanciare, erano quasi le tre del mattino, l’allarme fuoco. Sul posto sono subito arrivati i gestori, i vigili del fuoco, i carabinieri. Per spegnere le fiamme pochi minuti. Ma il disastro è enorme. “Non si è salvato praticamente nulla. Non abbiamo ancora quantificato i danni“. Distrutto il lungo bancone, dove i rilievi hanno consentito di repertare il materiale infiammabile, distrutti tavoli, sedie, macchinari, soffitto lesionato, impiantistica danneggiata. I malviventi avrebbero agito in fretta, rompendo una delle vetrate, spargendo l’alcol, e poi lanciando l’innesco. “Questo è quanto risulta a oggi“. L’incendio in pieno centro e la certezza dell’atto criminoso fanno parlare tutta la città. Le tesi si sprecano, inclusa quella del pizzo e della malavita. Le forze dell’ordine al lavoro battono ogni pista e invitano alla calma. La zona dove si è verificato il fatto, piazza De Gasperi, è ormai da anni “attenzionata“ per problemi di ordine pubblico, presenza di ubriachi, qualche rissa. Lo scorso anno era stata, nel periodo estivo, cintata in alcune parti con alte reti, per evitare assembramenti potenzialmente molesti.
Ma mentre si indaga, per i due giovani titolari è ora di ricostruire. La cittadinanza indirizza loro continui messaggi di incoraggiamento. E loro aggiungono solo una cosa. “Riapriremo non appena sarà possibile. E qualora altro dovesse accadere, il che non ci auguriamo, apriremmo di nuovo. Speriamo di poterlo fare presto. E quel giorno aspettiamo tutti per un caffè“.
La nota del club rossonero: “Con la sua professionalità e la sua umanità ha saputo valorizzare la rosa e ha incarnato fin dal primo giorno i nostri valori fondamentali”. Il tecnico: “Profonda gratitudine”. Ma oggi annullata la conferenza stampa di vigilia
Mancava solo l’ufficialità, il timbro di ceralacca che chiudesse formalmente il rapporto. E il timbro che certifica l’addio di Stefano Pioli al Milan è arrivato, come previsto, questa mattina attraverso il comunicato del club rossonero: “AC Milan e Stefano Pioli comunicano che nella prossima stagione non proseguiranno insieme, intendendo interrompere il rapporto professionale che li lega da ottobre 2019. Il Milan ringrazia con affetto Stefano Pioli, e tutto il suo staff, per aver guidato la Prima Squadra in questi cinque anni, ottenendo uno Scudetto che resterà indimenticabile e per aver riportato il Milan stabilmente nelle più importanti competizioni europee. Stefano con la sua professionalità e la sua umanità ha saputo valorizzare la rosa e ha incarnato fin dal primo giorno i valori fondamentali del Club“, si legge nella nota di via Aldo Rossi.
NIENTE ESONERO – Che poi prosegue: “Stefano Pioli ringrazia il Milan per l’opportunità di far parte della Storia di questo glorioso Club e esprime profonda gratitudine nei confronti di proprietà, dirigenti, squadra, staff e tutto il personale di Milanello e di Casa Milan per il supporto e la grande professionalità. Il tecnico rivolge un pensiero speciale ai tanti tifosi che hanno sostenuto il Milan in questi anni, dimostrando un attaccamento incondizionato“. Parole quindi, come previsto, di grande affetto da una parte e dall’altra. Qualcosa che va sicuramente oltre il classico comunicato di addio. Righe che non contengono la parola esonero, e che allo stesso tempo non offrono indicazioni di alcun genere sulle modalità con cui Pioli si separa dalla società rossonera. Allo stesso tempo, non trattandosi di un esonero e dal momento che la formula utilizzata mette il club e l’allenatore sullo stesso piano (“AC Milan e Stefano Pioli comunicano che nella prossima stagione non proseguiranno insieme“), è logico pensare che le parti abbiano trovato un accordo consensuale. A stupire semmai è la decisione di annullare proprio in questi minuti la conferenza stampa del tecnico – “a causa di sopraggiunti impegni inderogabili” dell’allenatore, spiega il Milan -, prevista originariamente per le 14.30 di oggi. Pioli interverrà davanti a taccuini e telecamere nel post partita di domani sera contro la Salernitana.
AC Milan e Stefano Pioli non proseguiranno insieme nella prossima stagione
AC Milan e Stefano Pioli comunicano che nella prossima stagione non proseguiranno insieme, intendendo interrompere il rapporto professionale che li lega da ottobre 2019.
Il Milan ringrazia con affetto Stefano Pioli, e tutto il suo staff, per aver guidato la Prima Squadra in questi cinque anni, ottenendo uno Scudetto che resterà indimenticabile e per aver riportato il Milan stabilmente nelle più importanti competizioni europee. Stefano con la sua professionalità e la sua umanità ha saputo valorizzare la rosa e ha incarnato fin dal primo giorno i valori fondamentali del Club.
Stefano Pioli ringrazia il Milan per l’opportunità di far parte della Storia di questo glorioso Club e esprime profonda gratitudine nei confronti di proprietà, dirigenti, squadra, staff e tutto il personale di Milanello e di Casa Milan per il supporto e la grande professionalità. Il tecnico rivolge un pensiero speciale ai tanti tifosi che hanno sostenuto il Milan in questi anni, dimostrando un attaccamento incondizionato.
Via Lombardia, le fiamme sono divampate nella notte. A dare l’allarme i lavoratori delle aziende vicine. Sul posto anche 118 e carabinieri
Uno spaventoso incendio è divampato in serata, poco dopo le 21,30, in via Lombardia, a San Giuliano Milanese. Le fiamme sarebbero partite dall’officinadel centro recupero mezzi, a Sesto Ulteriano, causando una densa colonna di fumo nero visibile anche a chilometri di distanza.
Sul posto sono intervenuti ivigili del fuococon 5 mezzi da Melegnano e Milano, ma anche i soccorritori del 118 con l’ambulanza in via precauzionale e i carabinieri per accertare le cause del rogo. A dare l’allarme sarebbero stati alcuni lavoratori delle aziende vicine che hanno segnalato anche degli scoppi.
Le operazioni di spegnimento hanno impegnato i vigili del fuoco per gran parte della notte. Resta ora da capire l’origine del rogo e se possa esserci una matrice dolosa.
I nerazzurri non scendono in campo nel più classico orario della Serie A dalla stagione 2020/21 con Antonio Conte in panchina e la coppia Lukaku-Hakimi in campo.
Sono passati esattamente tre anni. Tanto è il tempo trascorso dall’ultima volta in cui l’Interè scesa in campo in campionato nello slot orario della domenica alle ore 15.00. Occasione che non si verificherà nemmeno nell’ultima partita di campionato, che vedrà i nerazzurri di Simone Inzaghi protagonisti a Verona domenica alle ore 20.45.
Nei giorni scorsi, infatti, la Lega Serie A ha ufficializzato gli orari dell’ultima giornata di campionato. Verona-Inter è stata programmata per le 20.45, e nonostante l’iniziale ipotesi di uno spostamento (dal momento in cui entrambe le squadre non hanno più obiettivi e non sono vincolate dalla contemporaneità con altri match), la partita non ha cambiato programmazione.
L’ultima volta in cui i nerazzurri sono scesi in campo la domenica alle ore 15.00 rimane dunque la 38ª giornata del campionato 2020/21. A San Siro arrivò l’Udinese che si confrontò con l’ultima Inter di Antonio Conte, che dopo qualche settimana avrebbe lasciato il club nerazzurro da Campione d’Italia in carica. Stesso destino per Hakimi e Lukaku, mentre Eirksen fu protagonista all’Europeo estivo del malore che lo costrinse successivamente a lasciare la Serie A.
Per l’Inter ci fu una rotonda vittoria per festeggiare il 19° Scudetto. I nerazzurri, infatti, si imposero per 5-1 grazie ai sigilli Young, Eriksen, Lautaro Martinez, PerisiceLukaku. I friulani andarono a segno con Roberto Pereyra. Da quel 23 maggio 2021, l’Inter non è più scesa in campo alle 15 di domenica. Un’astinenza che arriverà a toccare ben oltre i tre anni, considerando che la Serie A ripartirà nel mese di agosto.
Chiodi sparsi sull’asfalto pochi minuti prima del passaggio del Giro d’Italia. Tentato sabotaggiooggi, 23 maggio, a Treviso durante la 18esima tappa della gara. Qualcuno ha gettato dei chiodi filettati in viale della Repubblica, in due diversi punti: all’incrocio con strada San Pelajo e all’altezza del negozio di scarpe Pittarosso, in corrispondenza delle strisce pedonali. Ad accorgersi degli oggetti appuntiti sono stati alcuni spettatori, assiepati a bordo strada in attesa dei corridori.
Erano le 15.40, la testa di gara era in centro a Villorba: altri 5 minuti e sarebbe transitata di lì. Non c’era tempo da perdere: l’asfalto andava ripulito per evitare pericoloso incidenti. Il pubblico ha avvertito immediatamente una pattuglia della polizia e sono scattate le operazioni di rimozione dei chiodi, che ha visto impegnati agenti, volontari della protezione civile e semplici spettatori.
In pochi minuti la carreggiata era di nuovo sgombra, ma per precauzione i ciclisti sono stati fatti passare sul lato destro della strada.
Ora è caccia al responsabile: il vandalo potrebbe avere le ore contate visto che l’arteria stradale è piena di telecamere. La polizia sta già analizzando i filmati. L’ipotesi è che si tratti di un mitomane. Al momento non ci sono state rivendicazioni del gesto.
Un frame dell’attrice che ha interpretato Giulia nel videoclip di “Dedicato a Te”
Francesco Sarcina, frontman della band milanese ed ex fidanzato della ragazza a cui è dedicata la canzone: “Difficile dare un senso a una perdita così prematura”
L’iconico arpeggio, il videoclip girato lungo le sponde del Naviglio Pavese. Un connubio che ha segnato la musica di inizio anni duemila. Siamo nel 2003, e “Le Vibrazioni” fanno uscire il loro primo album. Uno dei singoli, nonché uno dei più grandi tormentoni scritti dalla band milanese, è “Dedicato a te”. Unvero e proprio manifesto della travolgente storia d’amore tra il frontman del gruppo, Francesco Sarcina, ancora 20enne, e Giulia, la ragazza che viene raccontata nella canzone.
Un brano indimenticabile, che haspalancato le porte del successo al complesso milanese e che, ovviamente, Le Vibrazioni non mancano mai di riprodurre dal vivo. È così è accaduto anche qualche giorno fa, durante un’esibizione a Casarano, Comune nel Leccese. Al momento di suonare “Dedicato a te”, Scarcina, evidentemente commosso, ha annunciato la tragica scomparsa di Giulia: “Stamattina è mancata. È una parte del mio e del nostro cuore”. Poi l’appello al pubblico: “Vorrei che le facessimo sentire la sua canzone ancora una volta. Mi aiutate, vero? Ho la voce un po’ rotta, l’emozione…era troppo giovane”.
La lettera su Instagram – Una commozione che il frontman, evidentemente, si è portato nel cuore anche nei giorni successivi. Infatti, dopo l’annuncio nel bel mezzo del concerto, Sarcina ha voluto condividere sui suoi profili social una lettera “dedicata” proprio a Giulia: “In più di una occasione mi hanno chiesto cosa volessi dire e intendere con ‘lucente armonia’. Mi ricordo che il mio primo pensiero fu: ‘ma come ca**o fate a non capire cosa vuol dire?’. Poi però mi resi conto che per capire realmente il significato, forse, era necessario conoscere Giulia. Ed ora è più che mai parte della lucente armonia, lasciando armonia e immensità nei cuori di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Ma lascia anche tanto dolore. Dolore perché è difficiledare un senso alla perdita così prematuradi una gioia della natura quale è sempre stata. Difficile perché una madre ed un fratello perdono una figlia e una sorella. Ma ancor più difficile è perchéun marito e due figli perdono una giovane moglie e una madre splendida e amorevole. E se io non riesco a trattenere le lacrime per il dolore che provo, non oso immaginare la sua famiglia. Famiglia che amo e amerò per sempre come ho sempre amato Giulia. Il dolore per non essere riuscito a salutarti e dirti quanto bene ti voglio. Ma certo è che un giorno ci ritroveremo e rideremo della stupidità umana. Con amore vero ed eterno”