Non risultano vittime mentre 3.800 persone sono state evacuate
Un vasto incendio è scoppiato in un edificio di 67 piani a Dubai. Non risultano vittime mentre 3.800 persone sono state evacuate. L’incendio è stato spento dopo sei ore di intervento. Non è la prima volta che il Marina Pinnacle, noto anche come Tiger Tower, prende fuoco. Lo riferiscono media internazionali.
Tutti i 3.820 residenti dei 764 appartamenti del Marina Pinnacle – ha fatto sapere il Dubai Media Office – sono stati evacuati in sicurezza dopo l’incendio scoppiato nella tarda serata di venerdì.
Le autorità stanno collaborando a stretto contatto con il costruttore dell’edificio per organizzare alloggi temporanei per i residenti colpiti. Hanno confermato che non c’è stato nessun ferito e che i soccorritori si sono limitati a gestire l’evacuazione e a fornire supporto psicologico ai residenti. Nel maggio 2015, un banale incidente in cucina aveva innescato un incendio al 47/o piano dell’edificio, che si è propagato al 48/o prima di essere domato dalla Protezione Civile di Dubai
More footage emerging from last night’s fire at #TigerTower (aka #MarinaPinnacle). Over 3,800 residents were evacuated. The last image is from this afternoon. Some smoke was still visible but authorities say that is due to the ongoing cooling operations as part of the… pic.twitter.com/ExhytW7Fpu
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Emergono altre immagini dell’incendio di ieri sera a #TigerTower (noto anche come #MarinaPinnacle ). Oltre 3.800 residenti sono stati evacuati. L’ultima immagine risale a questo pomeriggio. Si vedeva ancora un po’ di fumo, ma le autorità affermano che ciò è dovuto alle operazioni di raffreddamento in corso nell’ambito delle operazioni di spegnimento dell’incendio. #dubaifire
Un giudice di San Francisco ha dichiarato illegale lo schieramento della Guardia Nazionale a Los Angeles da parte di Donald Trump.
La sentenza del giudice Charles Breyer rappresenta è una vittoria significativa per il governatore democratico della California Gavin Newsom.
“Le azioni di Donald Trump sono state illegali e sono andate oltre i limiti della sua autorità violando il decimo emendamento della Costituzione americana. Il presidente deve pertanto restituire immediatamente il controllo della Guardia Nazionale della California al governatore dello Stato, ha scritto il giudice nella sua sentenza di 36 pagine. Il Dipartimento di Giustizia ha chiesto la sospensione dell’ordine in un documento depositato in tribunale. “È – si legge – una straordinaria intrusione nell’autorità costituzionale del presidente, in qualità di comandante in capo, di richiamare la Guardia Nazionale quando necessario per proteggere i funzionari federali“. Secondo il ricorso, quella del giudice è anche una “intrusione nell’autorità statutaria che riserva al presidente il potere di mobilitare le Guardie Nazionali statali al servizio federale“.
L’incidente è avvenuto meno di un minuto dopo il decollo dell’aereo, che era diretto all’aeroporto di Londra Gatwick, nel Regno Unito
L’aereo schiantatosi nei pressi dell’aeroporto di Ahmedabad, nello stato indiano del Gujarat
Un aereo della compagnia Air India è precipitato questa mattina in un’area residenziale vicino all’Aeroporto di Sardar Vallabhbhai Patel della città di Ahmedabad, nello stato occidentale del Gujarat. A bordo, secondo le prime informazioni, c’erano242 persone: 230 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio. I media locali al momento non riportano di informazioni su vittime e feriti, ma dopo l’impatto è scoppiato un incendio con una colonna di fumo visibile anche da lontano.
L’aereo caduto sulle case della città indiana – Un video che circola sui social media mostra il velivolo a bassissima quota sui tetti della città e poi una densa nube di fumo nero. Le immagini delle tv indiane testimoniano in effetti come il velivolo – che di fatto non è stato in grado di prendere quota – sia precipitato fra le case di un’area di Ahmedabad, la città dal cui aeroporto era appena decollato. Un pezzo della carlinga ancora in fiamme è stato mostrato ben visibile dalle riprese, mentre si nota almeno un edificio annerito dal fuoco e macerie varie sul terreno, dove si aggirano abitanti locali e servizi di soccorso.
L’incidente è avvenuto poco dopo il decollo dell’aereo, che era diretto all’aeroporto di Londra Gatwick, nel Regno Unito. Secondo FlightRadar, il portale che monitora il traffico aereo mondiale, l’ultimo segnale dall’aereo è stato registrato alle 10.08 ora locale, meno di un minuto dopo il decollo, a 625 piedi. L’aereo coinvolto è un Boeing 787-8 Dreamliner con registrazione VT-ANB. L’atterraggio a Gatwick era previsto per le 18:25, ora locale.
Il monitoraggio di Flightradar
Le squadre dei vigili del fuoco sono al lavoro per spegnere le fiamme ed estrarre vivi i sopravvissuti. Dalle prime immagini che circolano online, si vedono alcune persone allontanarsi dalle lamiere in fiamme ed essere soccorse dall’ambulanza.
A bordo c’era anche l’ex primo ministro dello stato del Gujarat – Secondo le prime informazioni, a bordo c’erano 169 cittadiniindiani, 53 britannici, 7 portoghesi e un canadese. Di questi, 217 sono adulti e 11 sono bambini. Tra i passeggeri a bordo del velivolo ci sarebbe anche l’ex primo ministro del Gujarat, Vijay Rupani. Il suo nome figura nell’elenco dei passeggeridell’aereo. Aveva prenotato un volo in classe Z, che rientra nella categoria Business Class.
In seguito al grave incidente ad Ahmedabad, capitale dello stato indiano del Gujarat, il Primo Ministro Bhupendra Patel ha annunciato misure d’emergenza per affrontare la situazione. “I funzionari hanno ricevuto istruzioni di avviare operazioni di soccorso immediate e di attivare misure su vasta scala“, ha dichiarato Patel in un messaggio pubblicato su X. Il leader dello stato indiano ha inoltre disposto l’istituzione di un “corridoio verde” per agevolare il trasferimento rapido dei feriti verso le strutture sanitarie. “Ho chiesto che tutti i presidi medici necessari siano predisposti negli ospedali con la massima priorità“, ha aggiunto, sottolineando l’urgenza della risposta all’emergenza.
La compagnia aerea india conferma l’incidente. “Il volo AI171, operato sulla tratta Ahmedabad-Londra Gatwick, è stato coinvolto in un incidente oggi, 12 giugno 2025. Stiamo attualmente verificando i dettagli e condivideremo ulteriori aggiornamenti il prima possibile“, si legge sui social network di Air India.
“Con profondo dolore confermo che il volo Air India 171, operante sulla tratta Ahmedabad-Londra Gatwick, è stato coinvolto oggi in un tragico incidente“, aggiunge in una dichiarazione pubblicata su X, il presidente di Air India, Natarajan Chandrasekaran. “I nostri pensieri e le nostre più sentite condoglianze sono rivolti alle famiglie e ai cari di tutte le persone colpite da questo evento devastante“, afferma. “In questo momento, il nostro obiettivo principale è supportare tutte le persone colpite e le loro famiglie. Stiamo facendo tutto il possibile per assistere le squadre di pronto intervento sul posto e per fornire tutto il supporto e l’assistenza necessari alle persone colpite.
La compagnia copre regolarmente tratte dall’India con destinazioni quali Parigi, Francoforte, Tokyo, Amsterdam e Melbourne.
Flight AI171, operating Ahmedabad-London Gatwick, was involved in an incident today, 12 June 2025. At this moment, we are ascertaining the details and will share further updates at the earliest on https://t.co/Fnw0ywg2Zt and on our X handle (https://t.co/Id1XFe9SfL).
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google Il volo AI171, operato sulla tratta Ahmedabad-Londra Gatwick, è stato coinvolto in un incidente oggi, 12 giugno 2025. Stiamo attualmente verificando i dettagli e condivideremo ulteriori aggiornamenti il prima possibile su http://airindia.com e sul nostro account X ( https://x.com/airindia ). -Portavoce di Air India
L‘incidente dell’aereo Air India è il primo in assoluto di un Boeing 787, stando a quanto riportato da Sky News citando il database dell’Aviation Safety Network. Il 787 Dreamliner è un aereo widebody bimotore. Secondo quanto riportato dal sito web della Boeing, il modello ha effettuato più di cinque milioni di viaggi nei 14 anni trascorsi dal suo primo volo passeggeri. Secondo il sito web FlightRadar24, ne sono stati consegnati più di 1.000 a decine di compagnie aeree.
Tragedia in contrada Rosea: un militare dell’Armaha perso la vita. Indagini in corso, sul posto il comandante provinciale Acquaro
FRANCAVILLA FONTANA – Una tragedia si è consumata all’alba di oggi nelle campagne tra Francavilla Fontana e Grottaglie. Un brigadiere dei carabinieri, di circa 50 anni, ha perso la vita durante un conflitto a fuoco. L’episodio è avvenuto intorno alle 7 nei pressi della zona industriale della Città degli Imperiali, durante un’operazione di pattugliamento del Nucleo Radiomobile.
Secondo le prime ricostruzioni, l’intervento, che doveva essere di routine, si è trasformato in pochi istanti in uno scontro a fuoco. Il militare, raggiunto da uno o più colpi d’arma da fuoco, è deceduto sul colpo. La dinamica dell’accaduto è ancora al vaglio degli investigatori e al momento non si conoscono né l’identità degli aggressori né i motivi che hanno innescato la violenza.
Sul luogo della sparatoria è giunto il comandante provinciale dei carabinieri di Brindisi, Leonardo Acquaro, che ha preso il coordinamento diretto delle operazioni. L’intera area è stata isolata e posta sotto sequestro per consentire agli specialisti del Ris di effettuare i rilievi tecnico-scientifici. Le indagini si svolgono in un clima di estrema tensione e massimo riserbo.
Le forze dell’ordine stanno passando al setaccio ogni dettaglio per ricostruire con esattezza i minuti precedenti alla tragedia e risalire alle responsabilità. Nelle prossime ore potrebbero emergere elementi decisivi per chiarire l’accaduto.
Il 21enne di Pordenone è rimasto intrappolato nel veicolo che si è schiantato contro un albero. Ferito il co-pilota
Facebook – Matteo Doretto
Tragico incidente questa mattina prima di mezzogiorno a Pasym, nei pressi della città di Elganowo, nei pressi di Pasym. In una tappa di allenamento in vista della 81esima edizione del Rally di Polonia, che partirà ufficialmente venerdì 13 giugno da Mikolajki, la Peugeot 208 Rally4 dell’equipaggio composto da Matteo Doretto e Samuele Pellegrino si è schiantata contro un albero.
Il decesso del pilota Matteo Doretto – Il ventunenne pilota, originario di Pordenone, come racconta il portale polacco tko.pl, è rimasto intrappolato nel veicolo ed è stato immediatamente liberato dai soccorsi. Nonostante le manovre di rianimazione, non è stato però possibile salvargli la vita. Il co-pilota ha abbandonato invece la vettura autonomamente ed è rimasto sempre cosciente, nonostante alcune lesioni sul corpo.
Precedenti tragici nella stessa regione – Questo non è il primo incidente mortale nella storia dei rally in Warmia e Masuria. Un anno fa, il 25 giugno 2024, due auto si sono scontrate nei pressi del villaggio di Wlosty, vicino a Goldap. Una di queste era guidata da un uomo di 69 anni che si stava recando dalla sua famiglia. L’altra era una Toyota da rally guidata dal campione francese Sébastien Ogier. Entrambi i piloti furono trasportati in ospedale e pochi giorni dopo l’incidente il 69enne, dopo un malore, è deceduto.
Perquisizioni in tutta Italia. Coinvolto un noto studio professionale
Massimo Cellino (LaPresse)
Un sistema ben oliato per trasformare crediti IVA inesistenti in cospicui sgravi fiscali, con il coinvolgimento di società fantasma e professionisti senza scrupoli. È quanto hanno scoperto le Fiamme Gialle di Brescia in un’operazione che ha portato a perquisizioni in 11 province italiane, da Milano a Napoli, da Roma a Taranto, con 25 soggetti (tra persone fisiche e giuridiche) sotto indagine per frode fiscale e riciclaggio.
Lo schema: crediti fittizi e società “veicolo” – Al centro dell’inchiesta c’è una rete di imprenditori che avrebbe sfruttato società inattive o inadempienti, spesso gestite da soggetti con precedenti per reati fiscali, per generare crediti fiscali falsi per oltre 4 milioni di euro.
Questi crediti, inesistenti, sarebbero stati poi ceduti attraverso una società “veicolo” con sede a Milano, priva però delle autorizzazioni necessarie per operare nel settore finanziario.
Tra le aziende che avrebbero beneficiato di questo meccanismo c’è anche il Brescia Calcio S.p.A., che avrebbe usato i falsi crediti per ridurre il proprio carico fiscale e contributivo.
Il ruolo degli “esperti”: coinvolto uno studio professionale – Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere il coinvolgimento di uno noto studio di commercialisti con base a Brescia, accusato di aver facilitato lo schema fraudolento.
È successo su un volo Aeroitalia partito dall’aeroporto di Cagliari e diretto a Milano Linate, a causa di una “presunta” perdita di pressione. La situazione è stata gestita a bordo dal personale ed è rientrata dopo circa quindici minuti. Atterraggio regolarmente concluso. La compagnia fa sapere che si è trattato di una “manovra precauzionale del pilota” e che “non c’è stata alcuna emergenza”
Paura sul volo Cagliari-Milano Linate a causa di una perdita di pressione. Foto repertorio da video YouTube
Il comandante ha effettuato una rapida discesa a causa di un “presunto” problema di pressurizzazione. Le maschere dell’ossigeno che vanno giù, i passeggeri che le indossano e l’ansia che sale. Sono stati attimi di paura quelli vissuti nella serata di martedì 10 giugno dai passeggeri sul volo Aeroitalia delle 19.50, partito dall’aeroporto di Cagliari e diretto a Milano Linate.
Maschere d’ossigeno sul volo Cagliari-Milano Linate – È stato lo stesso comandante a informare le persone che per un problema di pressurizzazione aveva deciso di perdere quota e ridurre la velocità. Secondo una prima ricostruzione, l’inconveniente si è presentato appena a nord dell’isola. Decollato poco dopo le 20.15, durante la tratta l’aereo ha avuto un problema di pressurizzazione che – a una ventina di minuti dalla partenza e appena dopo aver sorvolato la Gallura – ha reso necessaria la discesa da 34mila piedi a 11mila.
Problema di pressurizzazione – A questa quota l’aereo è rimasto per una quarantina di minuti, finché non ha cominciato le operazioni di atterraggio a Linate, che si sono regolarmente concluse alle 21.25. A bordo, in automatico come avviene in questi casi, sono state rilasciate dalle cappelliere le maschere d’ossigeno per i passeggeri. Al momento del problema, come da prassi, è apparso il segnale di emergenza. La situazione è stata gestita a bordo dal personale, senza particolari problemi, ed è rientrata dopo circa quindici minuti.
Aeroitalia: “Manovra precauzionale del pilota“ – Nonostante il comprensibile spavento a bordo, Aeroitalia ha prontamente chiarito che non vi è stata alcuna reale situazione di emergenza. In una nota ufficiale, la compagnia ha dichiarato: “Il volo Cagliari-Linate delle 19.50 di questa sera (ieri, ndr) ha visto il comandante effettuare una manovra precauzionale a seguito di un sospetto problema di pressurizzazione, che ha determinato la fuoriuscita automatica delle maschere d’ossigeno in cabina. La manovra è avvenuta nel pieno rispetto delle procedure di sicurezza e non si è mai verificata alcuna situazione di emergenza né è stato emesso alcun avviso in tal senso. Il volo è atterrato regolarmente e in totale sicurezza“.
La pressurizzazione in un aereo è il processo che mantiene la pressione dell’aria all’interno della cabina a un livello confortevole, anche a grandi altitudini. Questo è essenziale per garantire la sicurezza e il benessere dei passeggeri e dell’equipaggio.
Alcune si sono estese fino a diventare proteste contro l’amministrazione Trump
Robyn Beck / AFP – Proteste in Usa
Le proteste contro l’Immigration and Customs Enforcement (ICE), iniziate venerdì a Los Angeles, hanno scatenato manifestazioni simili in diverse città degli Stati Uniti, alcune delle quali si sono estese fino a diventare proteste contro l‘amministrazione Trump. Ecco secondo i media Usa dove si stanno svolgendo.
A New York centinaia di persone hanno marciato in modo pacifico per ore ieri a Manhattan nel corso della giornata. Ma la situazione si è aggravata in serata, con scontri tra polizia e manifestanti che si erano radunati vicino all’edificio che ospita l’ufficio dell’ICE di New York. I video circolati sul web mostrano i manifestanti a terra mentre la polizia cerca di ammanettarli, mentre altri dimostranti lanciavano bottiglie d’acqua agli agenti.
A Chicago i manifestanti si sono scontrati con la polizia. Proteste sono scoppiate in diverse città del Texas. Lunedì la polizia di Austin ha dichiarato una protesta come assembramento illegale, utilizzando successivamente gas lacrimogeni e arrestando 13 persone. Anche a Dallas c’è stato un teso scontro tra manifestanti e polizia sempre lunedì. A San Antonio, centinaia di persone si sono radunate domenica davanti al Municipio per una protesta pacifica, ma in vista di ulteriori proteste previste per questa settimana, il governatore Greg Abbott ha annunciato l‘invio della Guardia Nazionale del Texas in diverse località dello Stato.
A San Francisco due tribunali per l’immigrazione nella Bay Area hanno chiusomartedì pomeriggio a causa delle proteste, secondo una fonte vicina alla situazione. Gli attivisti hanno riferito all’Associated Press che sono stati effettuati diversi arresti, sebbene non sia stato immediatamente chiaro quale agenzia li abbia effettuati. Il Dipartimento di Polizia di San Francisco ha dichiarato di non aver effettuato arresti all’esterno dell’edificio.
I manifestanti anti-ICE si sono radunati anche a Denver, in Colorado, e hanno marciato lungo le principali arterie stradali, con la polizia che alla fine ha bloccato le strade alle loro spalle, secondo l’AP. Un portavoce del Dipartimento di Polizia di Denver ha dichiarato alla CNN che non hanno utilizzato gas lacrimogeni, contrariamente ad alcune fonti. Altre proteste si sono svolte anche a Santa Ana, Las Vegas, Atlanta, Philadelphia, Milwaukee, Seattle, Boston e Washington, DC.
Dopo Los Angeles ce ne sono state anche a New York, in Texas e nel resto del paese, con vari scontri tra manifestanti e forze dell’ordine
New York, 10 giugno (REUTERS/Eduardo Munoz)
Negli ultimi giorni ci sono state proteste contro l’amministrazione del presidente Donald Trump in molte delle principali città statunitensi: tra le altre New York, Boston, Atlanta, Chicago, Austin, Dallas, San Francisco e Philadelphia. Sono cominciate sulla scia delle grosse manifestazioni in corso a Los Angeles da venerdì, che sono diventate un caso nazionale dopo che l’amministrazione ha scavalcato le autorità californiane ordinando l’intervento dell’esercito.
A Manhattan martedì le proteste sono state in gran parte pacifiche, ma verso sera un gruppo di manifestanti si è scontrato con la polizia davanti alla sede dell’ICE, l’agenzia del governoper il controllo delle frontiere e la gestione dell’immigrazione. A Chicago c’è stato qualche scontro, e un’auto è passata in mezzo ai manifestanti, senza però colpirne nessuno.
Ad Austin, in Texas, lunedì la polizia ha disperso i manifestanti con gas urticante, e anche a Dallas(sempre in Texas) ci sono stati scontri con le forze dell’ordine. Il governatore dello stato Greg Abbott (Repubblicano) ha detto che potrebbe far intervenire la Guardia Nazionale, il principale corpo dei riservisti dell’esercito statunitense, che solitamente viene schierato in caso di disastri naturali o proteste molto violente. A Los Angeles era stato direttamente Trump a inviare la Guardia Nazionale,scontrandosi con il governatore della California Gavin Newsom (Democratico).
Il mid-form video, dal forte impatto emotivo, è stato prodotto da Inter Media House e lanciato a pochi giorni dal debutto nella nuova competizione FIFA
My Name Is My Story. Il mio nome è la mia storia. Eccolo il manifesto identitario dell’Interche mescola passato e presente, che apre le porte al futuro, che esalta il valore della tradizione nerazzurra nella sua interezza e che consacra la vita di un Club storico e plurititolato.
Arriva con la sua delicatezza a toccare il cuore dei tifosi della Beneamata, il mid-form video dal forte impatto emotivo prodotto da Inter Media House e lanciato a pochi giorni dal debutto nella FIFA Club World Cup 2025™ della squadra del neo-allenatore Christian Chivu.
La narrazione di Spike Lee per la Beneamata – E a narrare la storia dell’Inter, in questo racconto dalla durata di poco più di tre minuti, è un artista di assoluto spessore, uno di quelli che ha contribuito alla crescita del cinema americano, uno dei registi più influenti di sempre: Spike Lee!
Con la sua voce, Spike Lee ripercorre le gesta dei grandi campioni nerazzurri: da Giuseppe Meazza a Giacinto Facchetti, da Lothar Mattheus a Walter Zenga, da Ronaldo il Fenomeno aJavier Zanetti per arrivare fino a Diego Milito eSamuel Eto’o, due dei protagonisti dello storico triplete della stagione 2009- 10.
Immaginiche ci portano fino ai giorni nostri, con l’Inter rappresentata, tra gli altri, da Lautaro Martinez, Marcus Thuram e Federico Dimarco.
Traduzine:inter FC Internazionale Milano. Il mio nome ha tutto. Il mio nome dice tutto. Il mio nome è la mia storia. Detto da @officialspikelee.
Un gesto visionario – Ma non finisce qui perché il regista ci trasporta indietro nel tempo, così tanto indietro da rivedere in bianco e nero il 1908, quando Giorgio Muggiani,artista e cartellonista, decise insieme agli altri fondatori del Club, di dare vita a quella che sarà conosciuta da tutti con il nome Internazionale.
“Un nome dal significato profondo che nasce – come recita il comunicato – da un gesto visionario, ribelle, profondamente moderno”, cambiando di fatto la regola che prevedeva la presenza nel nostro campionato di soli giocatori italiani.
L’Inter del passato, del presente e quella che i tifosi vivranno nel futuro, una vera e propria legacy che mantiene inalterati i propri valori nel tempo e che allarga sempre più i propri confini“.
Le parole di Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer del Club – Con l’imminente partenza del FIFA Club World Cup 2025™, l’Inter ha deciso, dunque, di presentarsi al pubblico statunitense in un modo del tutto inedito, così come raccontato da Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer del Club: “In previsione del nostro arrivo negli Stati Uniti per la FIFA Club World Cup abbiamo pensato ad un modo innovativo e originale per raccontarci in modo autentico alle nuove generazioni di americani, attraverso la nostra storia che risale a più di cento anni fa ma che risulta allo stesso tempo estremamente attuale”.
E ancora: “Riuscire a presentarci ad un pubblico internazionale attraverso il contributo di un regista di fama mondiale come Spike Lee è un traguardo straordinario e rappresenta una grande opportunità per rendere il nostro brand sempre più rilevante a livello globale”.
La sindaca Bass: “Fermiamo vandalismo e saccheggi”. Proteste anche a New York. Il presidente Usa: “In California un vero e proprio assalto alla pace”
Polizia in azione a Los Angeles – (Afp)
Ancora caos a Los Angeles. Dopo l’invio dei Marines da parte del presidente Donald Trump, la sindaca Karen Bass ha dichiarato lo stato di emergenza locale e imposto un coprifuoco notturno nel centro della città, dopo diverse notti di disordini, vandalismi e saccheggi. “Ho dichiarato un’emergenza locale e imposto un coprifuoco per fermare il vandalismo e i saccheggi nel centro di Los Angeles“, ha dichiarato ai giornalisti.
Le manifestazioni sono nate in risposta a un’ondata di arresti da parte delle autorità migratorie in una città con una significativa presenza di popolazione straniera e latinoamericana.
La misura, per tutta la notte fino alle 6 del mattino, riguarda un’area ristretta di circa 2,5 chilometri quadrati e si applica a tutti, eccetto residenti, giornalisti e operatori dei servizi di emergenza. Le proteste, inizialmente pacifiche, sono degenerate dopo il tramonto, con piccoli gruppi che hanno approfittato della confusione per danneggiare proprietà, incendiare veicoli e saccheggiare negozi.
Polizia Los Angeles: “Arresti di massa” –La polizia di Los Angeles ha annunciato dal canto suo di aver avviato arresti di massa contro gruppi di manifestanti che hanno violato il coprifuoco imposto nel centro città, dopo giorni di proteste contro la politica migratoria del governo statunitense. “Gruppi multipli continuano a radunarsi… e sono in corso arresti di massa. Il coprifuoco è in vigore“, ha scritto il dipartimento di polizia su X, senza specificare il numero di fermi effettuati.
Proteste anche a New York, oltre 80 arresti – Una manifestazione contro l’agenzia federale Ice a Lower Manhattan, nel cuore di New York, è degenerata nella notte in violenti scontri tra manifestanti e polizia, con oltre 80 arresti e scene caotiche per le strade del centro. Come riporta il New York Post, migliaia di persone si sono radunate a Foley Square per protestare contro le deportazioni in corso nella città, al grido di ‘Abolire l’Ice‘ e “cacciare l’Ice da New York“. Dopo ore di protesta pacifica, al calare del sole sono esplosi disordini, con lanci di oggetti contro gli agenti,uso di spray al peperoncino da parte della polizia e arresti brutali documentati in video.
Tra i partecipanti anche figure istituzionali come la consigliera di Brooklyn Shahana Hanif e il Public Advocate Jumaane Williams, che hanno duramente attaccato il sindaco Eric Adams per il presunto sostegno alle operazioni Ice. “Il sindaco sta collaborando con Trump per militarizzare le nostre strade“, ha dichiarato Hanif. Williams ha invece accusato la Nypd di permettere che “l’Ice rapisca persone in città“. La protesta di Manhattan si inserisce in un’ondata nazionale di mobilitazioni contro l’agenzia federale, con manifestazioni simili rilevate anche a San Francisco, Seattle e Chicago, oltre ai noti disordini prolungati a Los Angeles.
Trump – Il presidente Usa Donald Trump ha definito le proteste un’invasione da parte di un “nemico straniero” e ha ordinato l’invio di migliaia di soldati, decisione che ha innescato un duro scontro istituzionale con il governatore Gavin Newsom.
E dopo aver descritto i manifestanti come “animali” che “portano con orgoglio le bandiere di altri Paesi”, ma non la bandiera statunitense e sostenendo che sono pagati da qualcuno, alle truppe di Fort Bragg, nella Carolina del Nord, il tycoon ha detto: “Ciò a cui state assistendo in California è un vero e proprio assalto alla pace, all’ordine pubblico e alla sovranità nazionale, portato avanti da rivoltosi che sventolano bandiere straniere con l’obiettivo di continuare l’invasione straniera del nostro Paese“.
Trump ha quindi confermato l’intenzione di estendere a livello nazionale le operazioni di espulsione di massa già attuate a Los Angeles, nonostante le forti proteste. “Li stiamo mandando via e continueremo a farlo“, ha dichiarato alla stampa, avvertendo che le eventuali manifestazioni contro la linea dell’amministrazione “saranno affrontate con forza pari o superiore“.
Trump ha difeso quindi la repressione delle proteste con un messaggio chiaro al resto del Paese: “Se non avessimo reagito con forza, le rivolte si sarebbero diffuse ovunque“. La nuova offensiva sugli arresti da parte dell’Icearriva dopo pressioni interne, guidate dal vice capo di gabinetto Stephen Miller, per accelerare le deportazioni e colmare le lacune rispetto agli obiettivi dichiarati durante la campagna elettorale.
Il presidente americano ha inoltre avvertito che eventuali manifestanti durante la parata militare di sabato a Washington saranno affrontati con “una forza molto pesante“. La parata, organizzata per celebrare i 250 anni dell’Esercito statunitensee coincidente con il 79º compleanno di Trump, sarà accompagnata da imponenti misure di sicurezza, tra cui barriere già installate attorno alla Casa Bianca. Rivendicando lo spirito patriottico dell’iniziativa, Trump ha dichiarato: “Se non avessimo vinto la Seconda guerra mondiale, oggi parlereste tedesco o giapponese. Sarebbe una combinazione dei due“.
E, interpellato sulla possibilità di invocare l’Insurrection Actper rispondere alle proteste, ha ribadito che “se c’è un’insurrezione, lo farei certamente”.
Washington Post: “Anche italiani’ tra i 9mila migranti mandati a Guantanamo” Secondo il Washington Post l’amministrazione Trump si sta preparando ad avviare il trasferimento potenziale di migliaia di stranieri, illegalmente negli Stati Uniti, nella base militare di Guantanamo, a Cuba. Le operazioni dovrebbero iniziare in settimana e dovrebbero coinvolgere anche cittadini italiani. Il quotidiano afferma che “gli stranieri sotto esame” provengono anche da “nazioni europee alleate“.
L’attuale coordinatore tecnico del Lione Daniel Congré è stato ritrovato lunedì sera privo di sensi nella sua abitazione. La Procura sospetta un gesto estremo ma le indagini sono in corso
Lione Daniel Congré
Daniel Congré, 40 anni, ex giocatore del Tolosa e del Montpellier (al Digione fino al 2024) e dall’ottobre 2024 coordinatore sportivo del Lione, è ricoverato in gravi ma stabili condizioni dopo essere stato accoltellato al cuore lunedì sera nella sua abitazione. La notizia era circolata sin dalla serata ma il nome della vittima non era stato reso noto.
inchiesta – I soccorsi sono giunti nella sua villa a Pérols, una cittadina a Sud di Montpellier, intorno alle 19 di lunedì. Al loro arrivo, hanno trovato la vittima priva di sensi, dopo aver perso molto sangue da una ferita da arma da taglio vicino al cuore. Secondo Rmc Sport, la procura di Montpellier ha indicato che si tratterebbe di un “tentativo di suicidio“. L’Equipe invece parla di circostanze ancora in fase di accertamento. Dopo l’intervento dei vigili del fuoco, del pronto soccorso e della polizia, Congré è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale Universitario di Montpellier.
Attimi di paura a Helsinki: Finlandia-Polonia viene interrotta e sospesa per circa mezz’ora per soccorrere un tifoso che si è sentito male sugli spalti.
E’ accaduto all’Helsinki Olympic Stadium, dove le due squadre si affrontano in una partita valida per le Qualificazioni UEFA ai Mondiali 2026. Il gioco in campo lascia spazio alla paura, quando un tifoso in tribuna accusa un malore e la partita viene fermata per permettere i doverosi soccorsi.
COSA E’ SUCCESSO – Accade tutto poco dopo il 70′ di gioco sul risultato di 2-1, poco dopo la rete di Kiwior che consente alla Polonia di accorciare (per la Finlandia goal di Pohjanpalo su rigore e poi Kallman). Jan Bednarek,difensore del Southampton e della Polonia, richiama l’attenzione degli staff medici delle due nazionali: un tifoso dei padroni di casa accusa un malore ed è necessario l’intervento dei medici per assisterlo e rianimarlo. Lo conferma un annuncio dello speaker dello stadio. Le squadre sono rientrate negli spogliatoi, mentre i tifosi delle due nazionali sono rimasti sugli spalti dell’Helsinki OlympicStadium, in attesa di ulteriori comunicazioni sulle condizioni del tifoso e sulla possibile ripresa del gioco.
IL GIOCO RIPRENDE – Dopo un’interruzione di circa mezz’ora, è arrivato l‘annuncio più atteso: i medici hanno assistito e rianimato con successo il tifoso, la partita può ripatire. Le squadre sono rientrate in campo per un breve riscaldamento prima della ripresa del gioco, dall’80’ sul risultato di 2-1 per la Finlandia.Il risultato non è più cambiato e al 101′ (dopo 11 minuti di recupero) il match si è concluso con la sconfitta della Polonia.
In Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna scatteranno le prime limitazioni nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30
A partire dal 1° ottobre 2025, in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna scatteranno le prime limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, per contrastare l’inquinamento atmosferico. Non ovunque e non sempre: solo nei comuni con popolazione superiore ai 30mila abitanti, nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30 da ottobre ad aprile.
Il blocco interesserà «7 milioni di veicoli e più di 100mila veicoli Euro 5 solo a livello commerciale» spiega il ministro dei trasporti Matteo Salvini che si schiera per «scongiurare il blocco» che «sarebbe, soprattutto nella pianura Padana, causa di enormi problemi famigliari, lavorativi e commerciali». Il vicepremier è già personalmente al lavoro per «un emendamento da inserire nel decreto Infrastrutture per evitare il blocco».
Quali sono le auto allo stop – Le restrizioni, valide ogni annotra il 1° ottobre e il 31 marzo, riguarderanno auto e veicoli commerciali diesel delle categorie N1 (furgoni piccoli, van aziendali, pick-up), N2 (camion medi, furgoni cassonati grandi, autocarri) e N3 (camion pesanti, TIR, mezzi per logistica e cantieri). Le auto Euro 5 sono quelle immatricolate tra il 2011 e il 2015. Per controllare a quale classe ambientale appartiene il proprio veicolo bisogna consultare il libretto di circolazione alla voce V.9. I blocchi si applicheranno nei comuni con oltre 30 mila abitanti.
Le fasce orarie – Qualora lo stop andasse in porto, riguarderebbe i giorni feriali (quindi da lunedì a sabato) dalle ore 8 alle ore 18.30 ogni anno, dal 15 settembre al 15 aprile (la prima volta, come detto, si partirebbe il 1° ottobre 2025). Il numero di auto coinvolte sarebbe considerevole: in Piemonte sarebbero circa 250mila i veicoli fermi che rappresentano circa l’8% delle auto in circolazione mentre in Veneto lo stop sarebbe ancora peggiore con più di 350 mila vetture ferme.
Nuovi piani per la qualità dell’aria – Entro dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto legge 12 settembre 2023, n. 121, le quattro Regioni dovranno aggiornare i propri piani di qualità dell’aria, integrando i nuovi limiti e valutando i risultati delle misure già in atto. Dal 1° ottobre 2025, il blocco dei diesel Euro 5 diventerà parte integrante di questi piani regionali.
Salvini: «Impegnati per evitare blocco» – «Sto lavorando personalmente a unemendamento da inserire nel decreto infrastruttureche è in arrivo al Parlamento per evitare questo blocco che sarebbe, soprattutto nella pianura Padana, causa di enormi problemi famigliari, lavorativi e commerciali». Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini ha espresso il suo impegno per evitare il blocco nel suo intervento al direttivo Alis. Il blocco interesserà «7 milioni di veicoli e più di 100mila veicoli Euro 5 solo a livello commerciale. La transizione va accompagnata non va imposta con blocchi o divieti», ha aggiunto Salvini.
L’assessore all’Ambiente e Clima della Lombardia Giorgio Maione ha spiegato: «Non possiamo essere i soli in Europa con un blocco che coinvolgerebbe più di mezzo milione di veicoli. Bisognariaprire la discussione con Bruxelles e Roma per trovare più risorse e soluzioni condivise».
Stop dall’Ue alle auto diesel euro 5: da ottobre fermi oltre un milione di veicoli
I veicoli a gasolio immatricolati tra il 2011 e il 2015 non potranno più circolare nei comuni con più di 30 mila abitanti. Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto le regioni interessate
Arriva il blocco delle auto diesel euro 5. Dal primo ottobre, in linea con quanto previsto dal decreto legge 12 settembre 2023, n.121, oltre un milione di veicoli, in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, saranno costretti a fermarsi. Il provvedimento riguarda solo i comuni con più di 30 mila abitanti, è valido nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30, e il termine è fissato per il 15 aprile 2026. Continuerà a riprendere il suo corso dopo la stagione estiva, a partire da settembre dello stesso anno, con limitazioni ancora da definire.
Quali auto saranno costrette a fermarsi – Lo stop riguarda le auto diesel euro 5 immatricolate negli anni tra il 2011 e il 2015. Con il termine euro riferito alle auto si identifica quale normativa è stata usata per omologare la vettura e il rispettivo limite massimo di emissioni di Co2. Veneto e Lombardia saranno le regioni più colpite:in Veneto i motori di più di 340 mila veicoli resteranno spenti, in Lombardia raggiungono i 484 mila.
Le cause vanno imputate all’eccessivo inquinamento atmosferico presente nella Pianura Padana; l’obiettivo perseguito è la riduzione dei livelli di anidride carbonica e delle polveri sottili.
Agli automobilisti che non possono cambiare auto, le regioni consentono di installare il dispositivo Move-In, in grado di tracciare gli spostamenti consentendo ai proprietari di percorrere solo un certo numero di chilometri all’anno, senza limiti di giorni o orari.
Salvini: «Follia della Commissione von der Leyen» – Non si è fatto attendere il commento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che definisce il provvedimento «una delle follie della Commissione von der Leyen». L’esecutivo starebbe cercando soluzioni alternative con un minor impatto sulla quotidianità di milioni di lavoratori. Il Governo si sarebbe già attivato per preparare un emendamento al fine di fermare il blocco.
«Siamo al lavoro per annullare il blocco delle auto con motore Euro 5 diesel. È una delle follie della Commissione von der Leyen, che ha approvato quella fesseria economico-industriale che si chiama Green Deal», dichiara Matteo Salvini. «I cittadini il prossimo anno non potranno più usare milioni di veicoli, questi sono i problemi veri. Il consumatore non vuole l’elettrico. Al momento a decidere deve essere il mercato».
Attesa in Consiglio dei Ministri la legge delega sullo sport: superamento della Legge Melandri, nuove regole per la vendita dei diritti e incentivi per stadi moderni e sostenibili.
Dai diritti tv agli stadi, il Governo è pronto a intervenire nel settore calcistico, con quella che potrebbe essere una rivoluzione in particolare sul fronte televisivo. Come appreso da Calcio e Finanza, è infatti attesa domani in Consiglio dei Ministri la bozza del disegno di legge delega destinata a ridisegnare radicalmente il sistema di gestione dei diritti audiovisivi sportivi e il quadro normativo relativo agli impianti sportivi professionistici. Un intervento ampio, che mira a modernizzare il calcio italiano sotto il profilo economico, infrastrutturale e competitivo, in linea con gli standard internazionali.
Nel testo della legge delega, che Calcio e Finanza ha consultato, in particolare si passa dal superamento (con abrogazione) della cosiddetta Legge Melandri, che dal 2009 regola la vendita e la distribuzione dei ricavi in termini di diritti tv. Tema sul quale la riforma prevede il riconoscimento agli organizzatori (come la Lega Serie A) del diritto esclusivo di commercializzazione centralizzata di tutti i contenuti relativi agli eventi sportivi, sia per il mercato nazionale che internazionale.
L’obiettivo dichiarato è quello di “perseguire il miglior risultato economico” possibile dalla vendita dei diritti televisivi, allo stesso tempo garantendo anche il regolare svolgimento delle competizioni. La commercializzazione potrà avvenire direttamente o tramite licenza a terzi, in modalità flessibile, ma sempre nel rispetto dei principi di concorrenza, parità di trattamento e trasparenza nel mercato audiovisivo e digitale nazionale.
Le novità sui diritti tv, dall’esclusiva alla ripartizione – Tra le novità principali, la legge delega prevede la possibilità di assegnare i diritti in esclusiva a un solo operatore per periodi non superiori a tre anni, superando quindi il concetto di “no single buyer” che ha caratterizzato la vendita dei diritti televisivi dall’introduzione della Legge Melandri. In caso di durate superiori ai tre anni (in particolare per la Serie A), sarà necessaria una valutazione preventiva da parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), con attenzione all’impatto sui mercati europei e sulla libera concorrenza.
L’altra novità, con l’abrogazione della Legge Melandri, riguarda i criteri di ripartizione dei proventi derivanti dalla vendita dei diritti televisivi, con l’obiettivo di una “equa ripartizione”. In tal senso, la proposta è:
“una parte prevalente e comunque superiore al cinquanta per cento” venga distribuita in parti uguali tra i club partecipanti;
una parte venga distribuita per meriti sportivi nelle stagioni sportive successive al 1999/2000;
una parte sulla base della formazione e dell’utilizzo dei giovani italiani.
Ricordiamo che attualmente, in base alla Legge Melandri, i diritti tv vengono così distribuiti tra i club:
50% in parti uguali tra tutti i club;
28% in base ai risultati sportivi (11,2% legato alla classifica dell’ultimo campionato, 2,8% legato ai punti nell’ultimo campionato, 9,33% legato agli ultimi 5 campionati precedenti all’ultimo e 4,67% legato ai risultati storici);
22% in base al radicamento sociale (di cui l’1,1% legato al minutaggio dei giovani, il 12,54% legato agli spettatori allo stadio e l’8,36% legato all’audience tv).
Resta confermata la cosiddetta “mutualità di sistema”, una quota da destinare a sostegno delle categorie inferiori, oltre ad essere destinate a un fondo specifico contro il gioco d’azzardo patologico. Sul tema delle scommesse, inoltre, viene concessa la possibilità di “sponsorizzazione indiretta” da parte di operatori regolarmente iscritti al registro dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, mentre in generale il testo prevede il contrasto al gioco illegale e la promozione del gioco sostenibile.
Riforma calcio, il tema degli stadi – Capitolo importante anche quello dedicato agli impianti sportivi, che dovranno essere infrastrutture strategiche per il rilancio della competitività dello sport italiano. Il provvedimento punta a favorire sia la realizzazione di nuovi stadi che l’ammodernamento di quelli esistenti, con riferimento non solo agli stadi ma anche a palazzetti e impianti sportivi scolastici e universitari, tenendo conto dei criteri di “efficienza, sostenibilità, accessibilità, redditività e sicurezza”.
In particolare, il testo prevede:
l’adozione di misure di razionalizzazione, concentrazione, accelerazione e semplificazione delle procedure amministrative applicabili e della normativa vigente in materia di ammodernamento e costruzione di nuovi impianti sportivi, unitamente al loro opportuno coordinamento e integrazione con i procedimenti in materia ambientale;
l’adozione di misure di defiscalizzazione;
estensione delle forme di partenariato pubblico-privato contrattuale e istituzionale, anche al fine di agevolare il reperimento di risorse e capitali privati.
Inoltre, al centro anche i temi di efficienza energetica, riduzione delle emissioni di CO2, accessibilità universale (anche per persone con disabilità), digitalizzazione con reti ultra-larghe e 5G, predisposizione per tecnologie di realtà aumentata e virtuale, nonché gestione remota di produzioni audiovisive. Il tutto in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale previsti anche dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici.
Il fondo USA Oaktree ha come obiettivo quello di ridurre il debito del club nerazzurro
Katherine Ralph e Alejandro Cano (Photo by Guido De Bortoli/Getty Images)
Il fondo Oaktree, proprietario dell’Inter, è al lavoro per rifinanziare il debito del club nerazzurro. Al suo fianco c’è la banca di investimentob Bank of America, incaricata di valutare le diverse opzioni disponibili.
Come riporta l’edizione odierna de Il Sole 24 Ore, l’operazione riguarda circa 400 milioni di euro di obbligazioni high yield, in scadenza a febbraio 2027 e garantite dai diritti di sponsorizzazione e media del club nerazzurro. Tra le ipotesi allo studio ci sono un collocamento privato, l’intervento di fondi di private debt o l’emissione di una nuova obbligazione. La scelta definitiva non è ancora stata fatta, ma uno degli obiettivi principali sarà ridurre il costo del nuovo finanziamento rispetto a quello attuale.
Bank of America vanta già un’esperienza consolidata nel settore calcistico: ha curato il rifinanziamento del Milan, è stata advisor di Elliott nella cessione del club a RedBird Capital Partnerse ha partecipato al finanziamento dei lavori di ristrutturazione del Santiago Bernabeu per il Real Madrid.
Il rifinanziamento riguarda i bond in scadenza a febbraio 2027 emessi da Inter Media and Communication, la società che controlla i diritti televisivi e commerciali dell’Inter. Si tratta di un passaggio finanziario chiave dopo l’ingresso di Oaktree nel capitale del club nel maggio 2024, in seguito al mancato rimborso di un prestito da 395 milioni da parte dell’ex proprietario cinese Suning.
Questo passaggio è strategico non solo per la stabilità finanziaria dell’Inter, ma anche per attrarre potenziali nuovi azionisti, insieme alla definizione del progetto per il nuovo stadio a Milano. Oaktree, tramite il veicolo Global Opportunities, ha dichiarato di essere pronto a sostenere il club nel lungo periodo, ma è anche aperto a valutare offerte d’acquisto.
Alcuni fondi di private equity e investitori starebbero iniziando a esaminare il dossier, ma per ora non sono emerse trattative concrete. Il principale nodo resta la valutazione del club da parte di Oaktree. Considerando un fatturato previsto intorno ai 500 milioni di euro e i multipli medi delle transazioni calcistiche europee (circa tre volte i ricavi), il valore d’impresa dell’Inter potrebbe arrivare fino a 1,5 miliardi di euro, da cui va però detratto l’indebitamento.
Nonostante la stagione dei nerazzurri si sia conclusa con zero trofei, l’Inter chiuderà l’anno fiscale 2024/25 il 30 giugno con il miglior bilancio della sua storia, grazie a ricavi complessivi che sfiorano il mezzo miliardo di euro, spinti soprattutto dai circa 160 milioni incassati dai premi per il percorso in Champions League. Il bilancio dovrebbe quindi essere in attivo, dopo anni di perdite, rendendo così il club più interessante per eventuali nuovi investitori.
Manifestanti in piazza da New York a Dallas. Mobilitati 1.700 soldati e 700 Marines. Granate stordenti e proiettili di gomma a Los Angeles
Si sta allargando, negli Stati Uniti, la protesta contro la politica sull’immigrazione del presidente americano Donald Trump e i raid contro i migranti. Dopo Los Angeles, dove si sono registrati scontri con le forze dell’ordine, i manifestanti sono scesi in piazza in diverse altre città americane, tra cui San Francisco, New York, Atlanta,Seattle, Dallas e Louisville. Secondo quanto riporta la Cnn, la polizia ha arrestato “diverse” persone a New York ealmeno 150 persone a San Francisco.
A Los Angeles ”granate stordenti e proiettili di gomma’‘ sono stati lanciati dalla polizia americana contro circa mille manifestanti, riportano la Cnn e la Nbc, spiegando che tra coloro che manifestavano c’era chi sventolava bandiere messicane e due americane capovolte, in segno di soccorso. I manifestanti hanno urlato ”protesta pacifica” mentre venivano attaccati dagli agenti, riferisce la Nbc News.
Per sedare la protesta, l’esercito americano spiega che sono stati mobilitati nell’area metropolitana di Los Angeles circa 1.700 soldati della Guardia nazionale e 700 Marines. La task force militare sta “proteggendo il personale e le proprietà federali nell’area metropolitana di Los Angeles“, ha affermato il Comando settentrionale degli Stati Uniti, noto come Northcom. In totale, ci sono 2.100 soldati della Guardia Nazionale nella task force, chiamata Task Force 51, insieme ai 700 Marines, ha affermato l’esercito.
Una troupe della Cnn è stata scortata dalla polizia fuori dalla zone delle proteste a Los Angeles e due membri della sicurezza dell’emittente sono stati fermati e poi rilasciati, senza conoscere le accuse a loro carico, riporta la Cnn. Secondo il Los Angeles Press Club e Reporter sans frontieres,i giornalisti sono stati attaccati 27 volte durante le proteste di Los Angeles.
Trump invia altre migliaia di truppe a Los Angeles mentre il sindaco afferma che la città viene usata come “esperimento”
I leader della California condannano il presidente “autoritario” mentre continuano le manifestazioni contro i raid sull’immigrazione a Los Angeles e altrove
Lunedì l’amministrazione Trump ha schierato circa 4.000 membri della guardia nazionale a Los Angeles in risposta alle proteste contro i raid sull’immigrazione, in una straordinaria mobilitazione di truppe contro i residenti degli Stati Uniti che i leader della California hanno definito “autoritaria”.
Le tensioni tra il governo federale e la seconda città più grande del paese sono aumentate drasticamente nel fine settimana, con i residenti scesi in piazza per protestare contro una serie di brutali repressioni contro le comunità di immigrati. Le incursioni nella regione hanno colpito lavoratori del distretto tessile , braccianti e ristoranti , e il presidente di un importante sindacato californiano è stato arrestato dagli agenti federali mentre prestava servizio come osservatore comunitario durante gli arresti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice).
Nonostante i gas lacrimogeni e altre munizioni utilizzati durante il fine settimana, i manifestanti hanno continuato a manifestare lunedì e le famiglie degli immigrati detenuti hanno implorato il rilascio dei loro cari.
Inizialmente l’amministrazione Trump aveva dichiarato che 2.000 membri della guardia nazionale sarebbero stati inviati a Los Angeles, ma il governatore della California Gavin Newsomha dichiaratolunedì sera di essere stato informato che i funzionari federali avrebbero inviato altri 2.000 soldati, sebbene abbia affermato che finora ne erano stati schierati solo 300, mentre i restanti “si trovano, inutilizzati, negli edifici federali senza ordini“. Le autorità federali hanno anche affermato che l’esercito avrebbe inviato circa 700 marine , segnando un dispiegamento eccezionalmente raro rivolto a persone in patria.
Proteste per lo più pacifiche contro Ice si sono diffuse in tutto il paese lunedì, anche a New York , Chicago , Dallas e San Francisco , dove centinaia di persone si sono radunate in serata per una marcia attraverso il quartiere Mission, storicamente latinoamericano della città. Ad Austin, i dimostranti hanno marciato fuori da un centro di lavorazione di Ice, scandendo slogan come “Basta Ice” e mostrando cartelli con la scritta “Nessun essere umano è illegale“. Nel centro di Los Angeles, l’American Civil Liberties Union (ACLU) ha tenuto una manifestazione per chiedere la fine delle incursioni di Ice. Le proteste intermittenti sono continuate fino a sera, mentre la polizia ha usato proiettili di gomma per disperdere una folla di diverse centinaia di persone radunate vicino all’edificio federale.
Gli attivisti si sono anche mobilitati a sostegno di David Huerta, presidente del SEIU California e del SEIU-USWW, arrestato venerdì e inizialmente ricoverato in ospedale. Huerta è stato accusato di cospirazione per ostacolare un agente, accusa che potrebbe comportare una pena detentiva di sei anni, ed è stato rilasciato lunedì, dichiarando ai giornalisti : “Questa lotta è nostra, è della nostra comunità, ma appartiene a tutti. Dobbiamo tutti lottare per loro“.
Le tensioni sono aumentate quando la California ha intentato una causa contro l’amministrazione Trump, contestando il dispiegamento federale della guardia nazionale statale nonostante le obiezioni di Newsom. Nel frattempo, lo zar di frontiera di Trump, Tom Homan, aveva minacciato di arrestare Newsom e il sindaco di Los Angeles, Karen Bass, una mossa che il governatore ha definito “un passo inequivocabile verso l’autoritarismo“.
Newsom ha sfidato l’amministrazione a dare seguito alle minacce, spingendo Trump a rispondere : “Lo farei anch’io se fossi Tom. Penso che sia fantastico“.
Proteste di lunedì contro la detenzione di David Huerta. Foto: Daniel Cole/Reuters
Trump, che si è congratulato con le truppe della guardia nazionale per l'”ottimo lavoro” svolto prima del loro arrivo in città, ha affermato che senza di loro Los Angeles sarebbe stata “completamente distrutta“.
Homan ha dichiarato a Fox News che Ice “ha tolto un sacco di gente cattiva dalla strada“. Ha affermato, senza fornire dettagli, di aver arrestato membri di gang e persone con gravi condanne penali, ma ha anche ammesso che Icestava trattenendo immigrati senza precedenti penali.
La causa della California , presentata nella tarda serata di lunedì contro Trump e Pete Hegseth, il suo segretario alla difesa, afferma che il presidente ha “sfruttato una protesta che le autorità locali avevano sotto controllo per compiere un altro tentativo di presa di potere senza precedenti… a scapito della sovranità dello Stato della California e ignorando l’autorità e il ruolo del governatore come comandante in capo della guardia nazionale dello Stato“.
La causa, che mira a impedire al Dipartimento della Difesa di schierare la Guardia Nazionale dello Stato, afferma che non vi è stata alcuna “ribellione” o “insurrezione” a Los Angeles. La California ha anche affermato che durante i raid, gli agenti dell‘Ice “hanno intrapreso azioni che hanno infiammato le tensioni e provocato proteste” e “scatenato il panico“. La California ha osservato che l’Ice ha isolato intere strade intorno agli edifici presi di mira, ha utilizzato veicoli blindati non contrassegnati con equipaggiamento paramilitare e non si è coordinata con le forze dell’ordine di Los Angeles.
Guardian graphic
Rob Bonta, il procuratore generale della California che ha intentato la causa, ha affermato che il presidente stava “cercando di creare caos e crisi sul campo per i propri fini politici“.
Sempre lunedì, le famiglie prese di mira dai recenti raid hanno preso la parola . Trabajadores Unidos Workers United, un’organizzazione per i diritti degli immigrati, ha tenuto una conferenza stampa all’esterno di Ambiance Apparel, un magazzino del distretto tessile razziato venerdì.
Una donna ha affermato di aver assistito al raid in cui suo padre è stato “rapito da Ice“, aggiungendo: “Quello che è successo non è stato giusto. Non è stato legale. In questo Paese, abbiamo tutti diritto a un giusto processo… Ho visto con i miei occhi il dolore delle famiglie, che piangevano, urlavano, non sapevano cosa fare“.
Yurien Contreras ha dichiarato che la sua famiglia non ha più avuto contatticon il padre, Mario Romero, da quando è stato rapito: “Ho visto come hanno ammanettato mio padre, lo hanno incatenato alla vita e alle caviglie”. Gli avvocati dell’Immigrant Defenders Law Center (ImmDef) hanno scoperto che gli immigrati fermati a Los Angeles sono stati inizialmente trattenuti nel seminterrato di un edificio federale, sostenendo che sono stati negati loro cibo, acqua o un letto per più di 12 ore
Il sindaco Bass ha affermato che Los Angeles è una “città orgogliosa di immigrati” e ha condannato fermamente i raid, dichiarando ai giornalisti lunedì sera che alla maggior parte delle persone arrestate è stato negato l’accesso agli avvocati e che molte sono “scomparse” in località sconosciute. “Non posso sottolineare abbastanza il livello di paura e terrore che regna ad Los Angeles“, ha dichiarato, aggiungendo che non tollererebbe che la Casa Bianca usasse Los Angeles come “caso di prova” per questo tipo di repressione federale.
Bass ha anche condannato gli atti di vandalismo e ha affermato che i manifestanti sarebbero statiarrestati per atti “violenti“. Lunedì, il Dipartimento di Polizia di Los Angeles ha dichiarato che sabato sono state arrestate 29 persone per “mancata dispersione” e che domenica sono stati effettuati altri 21 arresti per una serie di accuse , tra cui saccheggio, tentato omicidio con molotov e aggressione a un agente.
Gli attivisti per i diritti civili hanno criticato la risposta militarizzata delle forze dell’ordine locali, tra cui il LAPD, che ha una storia di ferimento di manifestanti, a volte con conseguenti costosi risarcimenti . Diversi giornalisti sono rimasti feriti durante le proteste, con un reporter australiano domenica colpito da un proiettile di gomma a distanza ravvicinata mentre filmava un servizio.
“Quando i residenti si uniscono per esercitare i loro diritti sanciti dal Primo Emendamento, spesso il Dipartimento di Polizia di Los Angeles risponde con una dimostrazione di forza“, ha affermato Sergio Perez, direttore esecutivo del Center for Human Rights and Constitutional Law, un gruppo di supporto legale, presente alle proteste. “Quando ci si presenta in tenuta antisommossa e con equipaggiamento paramilitare, si introduce in una situazione già dinamica un elemento di instabilità che ne aggrava ulteriormente la situazione“.
Il Dipartimento di Polizia di Los Angeles ha dichiarato che gli agenti hanno sparato più di 600 proiettili di gomma durante il fine settimana. Migliaia di persone hanno protestato domenica, radunandosi attorno al municipio e a un centro di detenzione federale e, a un certo punto, occupando un’autostrada.
Jim McDonnell, il capo del LAPD, ha affermato che quando gli agenti sparano ai manifestanti, usano “munizioni mirate“, ma ha aggiunto: “Questo non significa che colpiscano sempre il bersaglio“. Ha detto di essere “molto preoccupato” per il filmato di un giornalista colpito da una munizione.
Riguardo all’invio dei marines in città, ha affermato che il suo dipartimento non era stato formalmente informato e che il loro arrivo avrebbe rappresentato una “significativa sfida logistica e operativa“. Bass ha affermato che le truppe della Guardia Nazionale stavano semplicemente sorvegliando due edifici: “Hanno bisogno dei marines sopra? Non capisco“.
Hegseth, nel frattempo, ha affermato che i marines erano necessari per “ripristinare l’ordine” e “difendere gli ufficiali federali delle forze dell’ordine“.
La federalizzazione delle truppe della Guardia Nazionale da parte di Trumpè la prima volta che un presidente americano esercita un tale potere dai disordini di Los Angeles del 1992, quando scoppiò una violenta reazione all’assoluzione di quattro agenti di polizia bianchi per aver brutalmente picchiato l’automobilista nero Rodney King. È stato anche il primo dispiegamento senza l’esplicita richiesta del governatore dal 1965.
La contea di Los Angeles ospita3,5 milioni di immigrati, che rappresentano un terzo della popolazione. Le manifestazioni si verificano mentre la Casa Bianca intensifica aggressivamente i controlli sull’immigrazione con detenzioni di massa in strutture sovraffollate , un nuovo divieto di viaggio , una forte repressione degli studenti internazionali ed espulsioni affrettate senza un giusto processo .
Perez, del gruppo di supporto legale, ha sottolineato come gli immigrati siano profondamente radicati nel tessuto sociale di Los Angeles, rendendo inevitabili le rivolte contro i raid: “Quando una città come questa è bersaglio di un raid sull’immigrazione da parte di un’amministrazione come questa, ci si trova ad affrontare una massiccia e popolare manifestazione di resistenza“.
Il fatto si è verificata nell’istituto Borg nella Dreischuetzengasse. Diversi i feriti
Sarebbe salito a 9 il bilancio delle vittime nella sparatoria avvenuta questa mattina poco prima delle ore 10 in una scuola di Graz. Lo riferisce il sito oe24.at. Diversi sono anche i feriti. Secondo le prime informazioni, adaprire il fuoco sarebbe stato uno studente che poi si sarebbe ucciso in un bagno dell’istituto.
La sparatoria si è verificatanell’istituto Borg nella Dreischuetzengasse. La polizia ha lanciato una vasta operazione.
Si considerava vittima di bullismolo studente che oggi ha fatto una strage nella sua scuola di Graz.
Alla scuola superiore Borg, che si trova nel quartiere Lend della seconda città austriaca, sono intervenute diverse squadre di agenti di polizia e l’unità speciale Cobra. Secondo a fonti della polizia, l’allarme è scattato interno alle ore 10 di questa mattinadopo che sono stati uditi degli spari provenienti alla scuola. L’edificio è stato sottoposto a perquisizioni.
A seguito della sparatoria avvenuta questa mattina alla scuola superiore Borg a Graz, il cancelliere Christian Stocker, il vice Andreas Babler e il ministro degli Esteri Beate Meinl-Reisinger hanno annullato tutti gli appuntamenti, in particolare la conferenza stampa di questa mattina per fare il punto sui ‘100 giorni di governo‘. Il ministro dell’Interno, Gerhard Karner è in viaggio verso Graz.
In Toscana altra aggressione a distanza di due mesi da un episodio simile in Sicilia: un 40enne è entrato negli spogliatoi dopo la partita colpendo a calci, pugni e colpi di sedia il giovane arbitro
Domenica 8 giugno ad Arezzo, un giovane arbitro è stato aggredito al termine del memorial “Mirko Poggini”, torneo di calcio giovanile riservato alla categoria under 13. Protagonista della vicenda secondo le ricostruzioni il padre di un bambino che milita nel vivaio della Vis Pesaro. Dopo il fischio finale della partita con i pari età dell’Arezzo, il 40enne è entrato nello spogliatoio riservato agli arbitri e ha aggredito violentemente con calci, pugni e una sedia il direttore di gara. All’inizio del mese di aprile, un fatto molto simile avvenuto in Sicilia aveva indotto l’Aia a oscurare per qualche ora il proprio sito web con un’immagine che richiamava la non violenza. Grazie al lavoro congiunto dei dirigenti delle due squadre, il genitore è stato identificato e denunciato ai carabinieri per lesioni personali aggravate, come confermato dal presidente Aia, Antonio Zappi.
LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELL’AIA – Dopo l’ennesimo episodio, Zappi si è fatto sentire: “È una vera emergenza sociale, noi chiediamo un aiuto alla politica e speriamo che molto presto si arrivi a una modifica del codice penale. Era già stata ipotizzata nell’ambito del Decreto sicurezza, noi speriamo adesso in un prossimo veicolo legislativo. Che la politica non ci lasci soli, perchè ci sono oltre 200 casi dall’inizio della stagione. Una cosa che non è più accettabile”. Zappi ha poi aggiunto: “Nell’ultimo Consiglio federale è stato istituito un nuovo organismo di monitoraggio e contrasto alla violenza. Auspichiamo che molto presto anche l’ordinamento sportivo si doti di strumenti necessari per alzare il livello repressivo, oltre quello formativo e culturale, nei confronti di chi fatica ad accettare le decisioni arbitrali. Tra l’altro – ha aggiunto – in questo caso non c’è stato alcun innesco o alcuna decisione tecnica discussa, è stata una follia del tutto gratuita e non necessaria. Una cosa ancora più grave”.
l tecnico ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027 con il Club nerazzurro
FC Internazionale Milano dà il benvenuto a Cristian Chivu come nuovo allenatore della Prima Squadra. Il tecnico ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027 con il Club nerazzurro.
Ci sono vite che al proprio interno racchiudono una miriade di storie: ci sono vite che sanno affrontare difficoltà di ogni tipo, per ripartire ogni volta più forti e rinnovate. Vite che però trovano dei pilastri sui quali appoggiarsi e intorno ai quali costruire nuove esperienze ricche di significato. Nel corso della sua esistenza Cristian Eugen Chivu ha attraversato esperienze e sfide di portata enorme, vicende che l’hanno formato come uomo e professionista, legandolo in maniera indissolubile ai colori nerazzurri, che da oggi torna a rappresentare nella sua terza vita interista, da allenatore della Prima Squadra.
Nato il 26 ottobre 1980 a Reșița, città di circa 80mila abitanti in Romania,Chivu ha scoperto fin da subito il valore della disciplina per riuscire a sfondare nel mondo del calcio. Un mondo che ha respirato fin dall’infanzia, seguendo l’esempio e la passione di papà Mircea, ex calciatore e primo allenatore di Cristian nelle giovanili del CSM Reșița. Un percorso lungo, senza alcun trattamento di favore: il legame profondo con il padre fa la differenza e insegna a Chivu i valori del sacrificio e dell’ambizione. Cristian inizia come punta, ma all’occorrenza gioca anche da trequartista: è di buona tecnica, tanto da esordire in Prima Squadra a 17 anni, giocando in quello stadio che oggi porta il nome di papà Mircea.Nel 1998 passa all’Universitatea Craiova, poi viene notato da un osservatore dell’Ajax, dove si trasferisce nel luglio del 1999.
Cristian è ormai un difensore che può giocare anche da terzino, ma in Olanda la sua metamorfosi è completa: all’Ajax educa i gesti tecnici e soprattutto allena il cervello, vera e propria scuola di calcio per un ragazzo in rampa di lancio. Nel 2001 Chivu diventa anche il più giovane capitano della storia dei Lancieri: una fascia che può portare solo un ragazzo di grandissima personalità. Ad Amsterdam Cristian vince un campionato, una coppa nazionale e una Supercoppa, poi, dopo 142 presenze in quattro anni, nel 2003 arriva in Italia, alla Roma. Il romeno trascorre quattro stagioni nella Capitale, vincendo una Coppa Italia, poi la svolta decisiva: nel 2007 arriva all’Inter e la sua vita cambia per sempre.
Nei sette anni in cui Chivu ha giocato con la maglia dell’Inter c’è un episodio che racconta il suo rapporto con il Club e i tifosi, più dei successi,più dei trofei, più delle 169 presenze e 3 gol in nerazzurro. Il 24 marzo 2010, 77 giorni dopo aver subito quella terribile frattura al cranio a Verona contro il Chievo, Chivu torna in campo, indossando un caschetto protettivo. Un giorno che rappresenta un nuovo inizio per Cristian, che pochi mesi prima aveva rischiato ben più della propria carriera.Un inizio salutato con un’ovazione dai tifosi nerazzurri al primo, innocuo colpo di testa del difensore: un’emozione difficile da spiegare per Cristian, che da quel momento giocherà per tutto il resto della sua carriera con il caschetto, tolto solo per festeggiare successi e trofei. In totale colleziona tre Scudetti,due Coppe Italia, due Supercoppe Italiane, un Mondiale per Clube la Champions League 2009/10.
Pilastro e capitano della Romania, in Nazionale Chivu gioca 75 partite, partecipando anche agli Europei del 2000 e del 2008. Nel 2014 termina la sua prima esperienza nerazzurra e appende gli scarpini al chiodo, concludendo la sua carriera da calciatore. Inizia così un nuovo capitolo della vita nerazzurra di Cristian, che muove i suoi primi passi da allenatore nel settore giovanile dell’Inter nel 2018.
L’avventura di Chivu inizia con l’under 14, per poi proseguire con under 17 e 18, fino ad arrivare alla panchina della Primavera nell’estate del 2021, un banco di prova importante e stimolante per un uomo ambizioso come lui. Nella sua prima stagione conquista un meraviglioso Scudetto, il decimo nella storia della Primavera nerazzurra, poi lascia l’Inter alla fine della stagione 2023/24.
Nel febbraio 2025 arriva l’occasione di allenare una Prima Squadra: Cristian viene chiamato dal Parma per cercare di ottenere una salvezza complicata nella Serie A 2024/25. Missione compiuta: in 13 partite la squadra emiliana conquista 16 punti e riesce a guadagnarsi la permanenza in massima serie.
Ora Cristian Chivu inizia una nuova esperienza in nerazzurro, la terza nella sua carriera: un’esperienza che vivrà come sempre guidato dai valori della dedizione, dello spirito di sacrificio e del duro lavoro.
Chivu “Orgoglioso di essere tornato. Voglio portare l’Inter il più in alto possibile”
Le prime parole del nuovo allenatore nerazzurro in esclusiva ai microfoni di Inter TV
Cristian Chivu è il nuovo allenatore dell’Inter: il tecnico rumeno si è presentato in un’intervista esclusiva ai microfoni di Inter TV, dove ha raccontato tutta la sua emozione per questa nuova avventura in nerazzurro.
Bentornato all’Inter. Oggi inizia ufficialmente la sua terza vita nerazzurra. Quali sono le sue prime emozioni da allenatore dell’Inter? ”Sono onorato per l’incarico che mi è stato affidato. Ho ambizione e passione, e la trasmetterò ai giocatori perché dobbiamo fare quello che una squadra come l’Inter merita, arrivare fino in fondo e lottare per vincere“.
Arriva in un Club che conosce profondamente, ma che oggi le affida una responsabilità importante. Quali sono le sue aspettative per questa nuova avventura da allenatore dell’Inter? “Vogliamo finire al meglio questa stagione, tutti noi dobbiamo avere la passione che serve per ottenere degli ottimi risultati, bisogna essere efficienti ed efficaci”.
Da dove partirà il suo lavoro? Qual è il primo passo che vuole compiere? “Partirà dal Mondiale per Club, dobbiamo recuperare le energie mentali e andare a fare quello che una squadra come l’Inter deve fare, ovvero provare a vincere il trofeo”.
Negli ultimi anni l’Inter ha fatto dello spirito di gruppo una delle sue armi migliori. Lei ha vissuto squadre forti e vincenti: quanto è decisivo oggi lavorare su questo, insieme al senso di appartenenza?“Sono cose importanti come ad esempio lo è l’ambiente, vogliamo essere ambiziosi perché sono aspetti che portano avanti un gruppo e danno molta autostima”.
Al Parma ha compiuto una vera impresa in pochi mesi. Cosa si porta dietro da quell’esperienza? “La voglia di far bene e centrare gli obiettivi, la società ha creduto in me e i giocatori sono andati sempre in campo determinati”.
I tifosi nerazzurri la ricordano non solo per le vittorie, ma anche per la sua forza, dentro e fuori dal campo. Cosa si sente di dire oggi, da allenatore, a chi ha sempre creduto in lei e nel suo legame con questa maglia? “C’è bisogno di tutti noi, di crederci, di essere entusiasti per una stagione che ancora non è conclusa e guardare con molta positività alla prossima”.
Si sono avute almeno dieci scosse di terremoto tra le 3:57 e le 4:44
Terremoto in provincia di Parma, dove è stata registrata una sequenza sismica, con epicentro vicino Berceto. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) si sono avute almeno dieci scosse di terremoto tra le 3:57 e le 4:44, la più forte delle quali di magnitudo 3.1 alle 4:05
L’incidente è avvenuto durante il primo tempo supplementare tra Portogallo e Spagna: lo spettatore è deceduto dopo in volo di circa otto metri, cadendo dal settore centrale alla tribuna stampa
I tifosi sugli spalti durante la finale di Nations League tra Spagna e Portogallo (Foto LaPresse)
Un tifoso ha perso la vita durante la finale di Nations League tra Portogallo e Spagna giocata nella serata di domenica 8 giugno a Monaco di Baviera, in Germania.
Tragedia durante la finale di Nations League: tifoso cade dagli spalti e muore – La tragedia è stata confermata anche dall’Uefa: uno spettatore è morto dopo essere caduto dagli spalti durante il primo tempo supplementare, dal settore centrale dell’impianto è precipitato nella tribuna stampa del settore inferiore.Paramedici e polizia sono intervenuti sul posto per prestare soccorso al tifoso. Un portavoce della Uefa ha dichiarato che si è verificata un‘”emergenza medica” e ha confermato che un tifoso è “purtroppo“ morto durante la partita. I rappresentanti di entrambe le squadre hanno espresso le loro condoglianze dopo la partita, vinta dal Portogallo per 5-3 ai rigori dopo che la partita era terminata 2-2.
Il ct della Spagna Luis de la Fuente ha rilasciato una dichiarazione per esprimere le sue condoglianze ai tifosi durante la conferenza stampa post-partita: “Voglio esprimere le mie più sentite condoglianze perché un tifoso è morto. Ci ricorda cosa è importante nella vita“. Un rappresentante della squadra portoghese ha rilasciato analoghe dichiarazioni di condoglianze, affermando che la morte “getta un’ombra sulla nostra vittoria odierna“. Anche il commissario tecnico del Portogallo, Roberto Martinez, ha espresso gli stessi sentimenti, affermando che si tratta di una “notizia estremamente triste“. La caduta, avvenuta da un’altezza di circa otto metri, non ha lasciato scampo al tifoso, le cui generalità non sono ancora state rese note. La dinamica è ancora da chiarire.
Migliaia di persone scendono in piazza a Los Angeles per protestare contro i raid dell’Ice e l’invio di truppe della Guardia Nazionale da parte del presidente.
Domenica a Los Angeles, i manifestanti si oppongono alle politiche di Trump. Fotografia: Étienne Laurent/AFP/Getty Images
Migliaia di abitanti di Los Angeles hanno invaso le strade intorno al municipio, al tribunale federale e a un centro di detenzione dove sono trattenuti i manifestanti arrestati giorni prima. Hanno anche bloccato un’importante autostrada.
Vocale e chiassosa, la folla per gran parte della giornata è stata per lo più pacifica. Ma la tensione è esplosa più volte. Domenica pomeriggio, la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere gruppi di manifestanti radunati vicino al centro di detenzione. E in serata, gli agenti hanno sparato una serie di granate stordenti nel tentativo di respingere i manifestanti lungo le rampe di uscita dell’autostrada. I vertici della polizia di Los Angeles hanno dichiarato che gli agenti sono stati colpiti da fuochi d’artificio commerciali e da pietre lanciate contro di loro.
La decisione di Trump di inviare truppe della Guardia Nazionale a Los Angeles, contro la volontà delle autorità statali e locali, ha sconvolto la politica americana. Il governatore della California, Gavin Newsom , e altri governatori democratici hanno duramente criticato la decisione, descrivendola come un “allarmante abuso di potere“. Newsom ha chiesto all’amministrazione di revocare lo schieramento “illegale“.
“Questa è una grave violazione della sovranità statale: alimenta le tensioni e sottrae risorse da dove sono effettivamente necessarie. Revocate l’ordinanza. Restituite il controllo alla California“, ha dichiarato Newsom.
La decisione ha segnato una sorprendente escalation nella vasta repressione degli immigrati, in seguito ai raid in tutto il Paese che hanno scatenato proteste.
La federalizzazione delle truppe della Guardia Nazionale da parte di Trumpè la prima volta cheun presidente americano esercita un tale potere dai disordini di Los Angeles del 1992. All’epoca, scoppiò una violenza diffusa in risposta all’assoluzione di quattro agenti di polizia bianchi per aver brutalmente picchiato l’automobilista nero Rodney King.
Entro domenica mattina, circa 300 soldati della Guardia Nazionale erano stati schierati in città. All’inizio della giornata, due dozzine di loro si sono presentati alle troupe televisive fuori dal complesso federale, come se fossero intenti solo a posare per le fotografie.
Guardia nazionale, polizia e manifestanti si sono radunati fuori da un carcere del centro di Los Angeles domenica. Fotografia: Spencer Platt/Getty Images
Nel pomeriggio, migliaia di manifestanti si erano radunati in centro. I manifestanti del centro di detenzione metropolitano si sono scontrati pacificamente con i soldati della Guardia Nazionale pesantemente armati.
“Non abbiamo paura di voi!“, ha urlato John Parker, un organizzatore della protesta armato di megafono. Uno dei tanti striscioni esposti recitava: “Guardia Nazionale LOL“. Graffiti con le scritte “Fanculo l’ICE“, “LAPD può farcela” e “Uccidere tutti i poliziotti” ricoprivano ogni edificio e muro nelle immediate vicinanze.
La polizia di Los Angeles ha dichiarato la protesta un “raduno illegale” , ordinando a tutti coloro che si trovavano nella zona di andarsene, altrimenti sarebbero stati arrestati.
Tuttavia, le proteste sono continuate per ore. La polizia ha riferito di aver arrestato diverse persone. Gli agenti hanno iniziato a pattugliare la zona a cavallo. La polizia stradaledella California ha cercato di allontanare le persone dalla vicina autostrada 101.
Si sentivano scoppiettii nell’area mentre i manifestanti gridavano “Tornate a casa” e “Vergogna“. Giornalisti e manifestanti sarebbero stati colpiti da proiettili. La polizia di Los Angeles ha dichiarato che due agenti sono rimasti feriti dopo essere stati colpiti da motociclisti che cercavano di “sfondare una linea di schermaglia“.
Nel pomeriggio si sono verificati episodi isolati di vandalismo: graffiti su edifici e veicoli, e un manifestante che ha danneggiato lo specchietto retrovisore di un’auto parcheggiata che aveva incrociato. Una fila di auto senza conducente Waymo dipinte con vernice spray, una delle quali con il parabrezza rotto, è stata successivamente incendiata.
Domenica sera, la tensione era aumentata. I manifestanti continuavano a ostruire l’autostrada anche dopo che le autorità avevano tentato di sgomberarla con la forza, lanciando rifiuti e pietre contro la polizia.
Newsom e il sindaco di Los Angeles, Karen Bass, avevano esortato i manifestanti per tutta la giornata a mantenere un atteggiamento pacifico, e domenica sera hanno ribadito il loro appello.
“Protestare è giusto, ma non è giusto che ci sia violenza“, ha affermato Bass.
Il capo del dipartimento di polizia di Los Angeles, Jim McDonnell, domenica sera ha definito la violenza “disgustosa“. McDonnell ha affermato che gli agenti sono stati bersagliati con pietre e colpiti con fuochi d’artificio commerciali.
Ha affermato che coloro che sono coinvolti nella violenza non sono tra le persone che manifestano contro i raid sull’immigrazione, ma sono “persone che lo fanno continuamente“.
McDonnell ha affermato che inizialmente non avrebbe richiesto l’intervento della Guardia Nazionale. Ma, ha aggiunto, “guardando stasera, la situazione è sfuggita di mano“.
In precedenza, domenica, Bass aveva affermato che l’impiego della guardia nazionale era “l’ultima cosa di cui Los Angeles aveva bisogno”, aggiungendo di aver scoraggiato l’amministrazione dal farlo.
“Speravo di evitare che questa situazione si ripetesse“, ha detto Bass. “La nostra città sta ancora cercando di riprendersi dagli incendi.”
“Non abbiamo bisogno di vedere la nostra città fatta a pezzi“, ha affermato, aggiungendo che la gente è “terrorizzata“.
“Leadership folle e inaffidabile”: i democratici condannano l’invio della guardia nazionale di Trump a Los Angeles – video
La mossa di Trump è stata seguita dalla minaccia di un’escalation ancora maggiore. Il Comando Settentrionale degli Stati Uniti ha dichiarato in un comunicato che circa 500 marines di Twentynine Palms, in California , a circa due ore a est di Los Angeles, sono “pronti a schierarsi qualora fosse necessario per rafforzare e supportare le attività del Dipartimento della Difesa a protezione delle proprietà e del personale federali“.
In precedenza, Pete Hegseth, segretario alla Difesa di Trump, aveva sollevato la possibilità di inviare i marines statunitensi nelle strade di Los Angeles.
Newsom ha definito “folle” l’eventuale dispiegamento dei marines statunitensi.
Lui e altri leader californiani hanno ribadito con fermezza che le forze dell’ordine locali hanno risposto adeguatamente alle proteste di venerdì e sabato. “Le forze dell’ordine della città e della contea di Los Angeles stanno salvaguardando la sicurezza pubblica e, come dimostrato dalla vigorosa risposta delle forze dell’ordine di ieri sera a protezione delle strutture federali, le risorse delle forze dell’ordine locali sono sufficienti a mantenere l’ordine“, ha scritto Newsom a Hegseth.
Kristi Noem , segretaria del Dipartimento della Sicurezza Interna, ha criticato la posizione di Newsom durante il programma “Face the Nation” della ABC. Ha affermato: “Se avesse fatto il suo lavoro, la gente non si sarebbe fatta male negli ultimi due giorni… Il governatore Newsom ha dimostrato di prendere decisioni sbagliate“.
Il senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders ha definito la situazione una minaccia per la democrazia statunitense.
“Abbiamo un presidente che sta rapidamente trascinando il Paese verso l’autoritarismo“, ha dichiarato alla CNN. “Non crede nello stato di diritto“.
In una dichiarazione congiunta , domenica i governatori democratici hanno condannato l’impiego della guardia nazionale della California da parte di Trump, definendolo un “allarmante abuso di potere”.
Le tensioni a Los Angeles erano iniziate venerdì, quando i manifestanti si erano scontrati con le forze dell’ordine impegnate in retate per l’immigrazione in diverse località del centro della città.
Sabato, le autorità per l’immigrazione degli Stati Uniti hanno esteso i controlli a Paramount, un’area a maggioranza latina a sud-est di Los Angeles, e hanno incontrato ulteriori proteste all’esterno di un parco industriale.
Domenica i manifestanti bloccano l’autostrada 101 vicino al centro di detenzione di Los Angeles. Foto: Eric Thayer/AP
Si è sviluppato uno scontro tra il personale della polizia di frontiera in assetto antisommossa e maschere antigas e i manifestanti. Mentre le dimostrazioni proseguivano, le forze dell’ordine hanno utilizzato gas lacrimogeni e i manifestanti hanno anche lanciato oggetti contro di loro. Almeno un’auto è stata data alle fiamme.
Trump ha poi promesso di inviare la guardia nazionale.
Newsom ha immediatamente condannato la mossa: “Il governo federale sta prendendo il controllo della Guardia Nazionale della California e sta schierando 2.000 soldati a Los Angeles, non perché ci sia carenza di forze dell’ordine, ma perché vogliono uno spettacolo“, ha dichiarato in seguito Newsom. “Non dategliene uno“.
Trump ha promesso da tempo retate di massa contro l’immigrazione in tutti gli Stati Uniti, dopo aver condotto la campagna elettorale dell’anno scorso in parte sul sentimento anti-immigrazione. Da quando è tornato al potere, le retate dell’Ice sono aumentate, prendendo di mira in particolare alcune aree tradizionalmente lasciate incustodite, come i tribunali, dove gli immigrati potrebbero assistere alle udienze.
Una deputata democratica è stata informata che gli ufficiali dell’immigrazione potrebbero essere presenti inCalifornia in numero maggiore per un mese.
Nanette Barragán, la rappresentante degli Stati Uniti che ha la Paramount nel suo collegio elettorale, ha affermato che le è stato chiesto di prepararsi a una grande presenza di Iceagents inCalifornia.
“Ci è stato detto di prepararci per 30 giorni di applicazione delle misure. Trenta giorni di applicazione delle misure dell’Ice“, ha detto Barragán alla CNN, aggiungendo che la loro presenza “aggraverà la situazione“
Due giorni dopo la disfatta di Oslo, Luciano Spalletti è tornato a parlare in conferenza stampa. Il commissario tecnico dell’Italia ha presentato la sfida di domani contro la Moldavia, andando a definire il proprio futuro da CT.
FUTURO – “Ieri sera sono stato un bel po’ col presidente e mi ha comunicato che sarò sollevato dall’incarico di CT della Nazionale. Mi è dispiaciuto, poi visto il rapporto che abbiamo io non avevo nessuna intenzione di mollare. Io soprattutto quando le cose non vanno bene preferisco restare al mio posto, continuare a fare il mio lavoro. Però poi esonero è e devo prenderne atto. Con Gravina ho un buonissimo rapporto e ne devo prendere atto. Qualche risultato negativo è venuto fuori ed è giusto cercare il meglio tutti insieme. Farò la risoluzione del contratto, domani sera sarò in panchina e riscuoterò fino a domani sera. Da dopodomani non riscuoterò più. Visto che i risultati sono questi devo assumermi le responsabilità che ho, ho ricevuto dalla Federazione tutto il sostegno possibile. Anche se io avrei continuato devo accettarlo. Vincere e convincere domani sera sarà sicuramente importante per aprire il ciclo a chi verrà dopo di me. Io amo questa maglia, i calciatori che ho allenato, e domani sera chiederò loro di dimostrare tutto ciò che hanno. Non sono riuscito a farli essere il meglio di quelli che sono, ho visto tanti calciatori sottotono per quelle che sono le loro possibilità“. COS’HA FATTO PIU’ MALE? – “Non aver raggiunto il livello di gioco che volevo raggiungere. Sono dispiaciuto di me stesso, accettando lo sapevo che ci sarebbero stati momenti un po’ difficili da attraversare, da entrare nelle situazioni. Invece poi non ci sono riuscito, anche la partita di venerdì… Siete stati anche gentili nel commentarla, forse meritavo anche di peggio. Ho visto comprensione nei miei confronti, disponibilità e comprensione. Sono deluso di ciò che sono i risultati che ho fatto. Ho creato dei problemi al movimento coi miei risultati, io ero convinto di poter fare diversamente ma non ci sono riuscito. Sono deluso di me stesso“. COSA CAMBIEREBBE? – “Io ero convinto di poter arrivare al Mondiale… E ne resto convinto, questa Nazionale può arrivarci. Non mi crolla il mondo addosso quando si perdono certe partite, ci sono dei paletti. Però i giocatori sono sottolivello e di molto perché questi sono giocatori forti. Rimuginare sul passato è altro tempo perso, si guarda avanti sempre. Sul passato non ci si può mettere mano“.
NON C’E’ STATO FEELING CON QUALCHE GIOCATORE? – “Dimmi nome e cognome e con chi non ho trovato feeling… Io penso di averlo trovato con tutti. Credo ci sia da lavorare su questa appartenenza e sulla gioia, su quanto sia meraviglioso essere in Nazionale. All’inizio due-tre discorsi sul nostro modo di pensare li ho fatti, forse per quello che è il mio carattere ho lisciato un po’ troppo. Sono andato sempre verso gli abbracci, il fatto di comprendere tante cose. Sono stato meno ossessivo dopo l’Europeo, più amico. Io non voglio chiudere con la figura che s’è fatta l’altra sera. Dai ragazzi mi aspetto una grande prova, secondo me sono gli uomini giusti per portare in fondo questa questione. Questa regola che deve esserci per andare al Mondiale, anche se delle complicazioni ci sono perché ormai ci è successo troppe volte di crederci superiori agli altri e poi non riuscire ad andare al Mondiale. Devono dimostrare di continuare a essere gli uomini giusti, se questi calciatori verranno chiamati anche dal prossimo CT allora vuol dire che ho scelto i giocatori giusto. Poi magari ho sbagliato ad allenare“. PARLARE CON GRAVINA DI SCELTE – “Che volevo continuare ad andare avanti con questo gruppo. Poi siamo arrivati col fiato lungo, col logorio. Non ci siamo arrivati benissimo per quello che è successo. Anche i ragazzi che ho chiamato dopo gli infortuni sono ragazzi che si sono mostrati nella condizione di poter essere in questo gruppo“.
LE SCELTE PER DOMANI E ORSOLINI – “Orsolini può fare l’ala destra. Non stravolgerò troppo il discorso, l’ho già detto ai ragazzi. Poi ci sono uomini e determinate caratteristiche in base anche alla partita. Lucca e Retegui possono giocare anche insieme, se riesci a tenerli nell’area di rigore possono giocare anche insieme. Ma bisogna sempre partire dal presupposto che le partite vanno giocate, non con la pettinatura, con la non conoscenza degli avversari, con tutte le segate… Anche la Moldova ha 3-4 giocatori di livello internazionale, noi dobbiamo essere bravi a fare noi stessi. L’altra sera non siamo riusciti a fare una giocata, un recupero per sbrogliare una situazione. Se individualmente si fa tutti al di sotto delle nostre possibilità tutto diventa più difficile. Giocare contro la Moldavia è possibile, ma dobbiamo incanalarla noi col nostro atteggiamento.Dobbiamo assolutamente assolvere il nostro compito, anche se sarà la mia ultima gara“. ATTEGGIAMENTO DEI CLUB IN QUESTI DUE ANNI – “Ho sempre avuto il massimo della disponibilità e della comprensione. Non ricordo di aver avuto problemi particolari. Da un punto di vista mio essendo sempre stato uno del club ho pensato di non fargli troppo male. Questa precauzione, il fatto di mandare via tutti al minimo dubbio, era proprio per incentivare questa collaborazione. Per non mettersi nella condizione di disturbare le convocazioni e la rosa di una squadra. Se uno ha un problemino viene, si guarda… Poi se ce lo dice il medico ci si fida del medico anche senza guardarlo. Poi se qualcuno lo usa come escamotage, dal punto di vista mio sarebbe meglio non venisse più. Poi per il resto ci si fida e si creano rapporti sulla fiducia che sono fondamentali“. TI SEI SENTITO TRADITO? – “Perché? Gravina, Massimiliano, Marco…” Poi Spalletti si ferma e lascia la sala stampa, mentre stava riflettendo sulla domanda. Visibilmente commosso, si è improvvisamente alzato lasciando la conferenza.
Dopo il crollo del Brescia in B, un’altra società sparisce. “Epilogo doloroso”, scrive la proprietà in una nota ufficiale
La resa della Spal. La proprietà del club ferrarese “con grande rammarico” ha spiegato in una nota che “ufficialmente il club non disputerà il prossimo campionato di Serie C 2025-2026. Si tratta di un epilogo doloroso maturato dopo numerosi tentativi di individuare soluzioni concrete che potessero garantire la continuità del progetto sportivo e societario. Purtroppo, le condizioni attuali non lo rendono possibile. Negli ultimi quattro anni, la proprietà ha compiuto significativi sforzi economici, investendo 50 milioni di euro in liquidità reale (12 milioni solo nell’ultima stagione) nel tentativo di rilanciare la Spal, con l’obiettivo di restituire alla città di Ferrara una squadra all’altezza della sua storia e della sua passione. Tuttavia, nonostante l’impegno totale e il coinvolgimento dei soci, i risultati sportivi ottenuti non hanno soddisfatto le aspettative né sono stati proporzionati al livello degli investimenti effettuati“. Già ieri erano emersi i primi segnali preoccupanti in quanto la documentazione da presentare per regolarizzare l’iscrizione alla prossima stagione era stata giudicata incompleta. Ma le speranze della piazza erano che tutto potesse essere chiarito già oggi. Invece è arrivata la doccia fredda.
avanti inter – A questo punto, è sicuro che ci sarà posto nel prossimo campionato di Serie C per l’Under 23 dell’Inter, prima avente diritto in base ai criteri stabiliti dal Consiglio Federale. In questa situazione infatti occorre distinguere. Se un club rinuncia a fare domanda (come la Lucchese fallita da giorni), scattano le riammissioni delle retrocesse: nell’ordine Pro Patria (sicura di giocare la C, prenderà il posto della Lucchese), Caldiero, Sestri Levante, Legnago e Clodiense. Se invece una domanda viene presentata e bocciata (come quella della Spal) si procede con i ripescaggi, che avranno questo ordine: Inter U23 ormai sicura, poi Ravenna, una retrocessa, Milan Futuro (come nuova iscritta), Reggina e un’altra retrocessa. A quale scenario appartiene il Brescia? Dipende da che cosa accadrà nei prossimi 17 giorni. Il club avrà tempo fino al 24 giugno per presentare nuova documentazione. Se non lo farà, come probabile, farà scattare la riammissione di una retrocessa, quindi il Caldiero. Se invece presenterà una domanda, che ovviamente verrebbe bocciata per il mancato pagamento di stipendi e arretrati con l’Agenzia delle Entrate, darà luogo a un ripescaggio, con l’inserimento del Ravenna in Lega Pro.
Jovan Kirovski e Zlatan Ibrahimovic, volti di Milan Futuro
milan futuro – Le possibilità che Milan Futuro rientri tra le squadre ammesse alla Serie C 2025-26 sono poche. Milan Futuro è, come visto qui sopra, il quarto club nella lista dei ripescaggi. Garantita l’ammissione della squadra U23 dell’Inter, ai rossoneri servono altre tre esclusioni. La Covisoc, insomma, da lunedì dovrebbe respingere tre domande di iscrizione perché incomplete. Nei giorni scorsi si è parlato delle difficoltà di Triestina, Pro Vercelli, Rimini e Foggia, che però hanno inviato fideiussioni e documenti alla Covisoc. Possibile che loro o altre tre squadre vengano giudicate non in regola? Non impossibile, ma difficile.
Ieri si era diffusa la notizia ma non c’erano conferme ufficiali. Le autorità Usa hanno poi confermato il fatto in tarda serata (italiana)
Le autorità degli Stati Uniti hanno confermato l’ arresto, avvenuto a Las Vegas, e poi il rilascio dell’influencer e TikToker italo-senegalese Khaby Lame. La notizia inizialmente diffusa da un post su X di Bo Loudon, influencer conservatore amico di Barron Trump, figlio del presidente americano, è stata poi confermata dall’Ice (‘Immigration and Customs Enforcement) che ha aggiunto che Lame è stato poi rilasciato e ha già “lasciato” gli Stati Uniti.
Loudon definisce Lame “un TikToker di estrema sinistra, che ho segnalato come immigrato illegale”. Nel post di Loudon viene fornito anche un numero di identificazione per i detenuti dell’Internal Security Agency. Lame sarebbe stato fermato per “aver superato i termini del suo visto”.
Cosa era successo ieri: la diffusione della notizia e poi le storie su Instagram di Khaby Lame – Nel pomeriggio di ierila notizia sembrava falsapoiché diverse storie erano state pubblicate sull’account Instagram dell’influencer e tiktoker italo-senegalese Khaby Lame. In una delle storie si vede una foto scattata in una libreria in un reparto dedicato ai manga, nella successiva vengono fatti gli auguri di buon compleanno all’ex calciatore brasiliano Cafu, e nell’ultima, pubblicata circa mezz’ora fa, vengono fatti gli auguri in occasione della festività musulmana dell’Eid al-Adha, la festa del sacrificio.
L’account Instagram di Khaby Lame, @khaby00, conta 80,4 milioni di follower.
Sabato 07 giugno 2025
Voci su arresto di Khaby Lame in Usa, ma non ci sono conferme
Circola sui social degli Stati Uniti, in particolare di area trumpiana, la notizia dell’arresto a Las Vegas da parte dell’Immigrazione americana di Khaby Lame, il content creator e influencer italo-senegalese da milioni di follower.
Al momento tuttavia non ci sono conferme ufficiali né commenti da parte dell’entourage del tiktoker. Tutto sarebbe nato da un post su X di Bo Loudon, amico di Barron Trump, il più giovane dei figli del presidente americano, che definisce Khaby Lame “un tiktoker di estrema sinistra“, sostenendo di averlo “segnalato come immigrato illegale“
Loudon fornisce inoltre un presunto codice per i detenuti del Dipartimento della sicurezza interna, che però non corrisponde ad alcun risultato.
Al momento però non ci sono conferme ufficiali. Sembra sia stato segnalato come “immigrato illegale” e “di estrema sinistra”
Dagli Stati Uniti rimbalzano voci sul presunto arresto, che sarebbe avvenuto a Las Vegas, dell’influencer e TikToker italo-senegalese Khaby Lame. La notizia è nata da un post su X di Bo Loudon, influencer conservatore amico di Barron Trump, figlio del presidente americano. Loudon definisce Lame “un TikToker di estrema sinistra, che ho segnalato come immigrato illegale”.
Nel post di Loudon viene fornito anche un numero di identificazione per i detenuti dell’Internal Security Agency. Al momento però non ci sono conferme ufficiali e, al presunto codice fornito da Loudon, non corrisponde alcun risultato, così come la ricerca in anagrafica.
TikTok star Khaby Lame receives a T-shirt from UNICEF Regional Director for West and Central Africa Gilles Fagninou after being named UNICEF Goodwill Ambassador Friday, Jan. 31, 2025 in Dakar, Senegal. (AP Photo/Sylvain Cherkaoui) Traduzione Google: La star di TikTok Khaby Lame riceve una maglietta dal Direttore Regionale dell’UNICEF per l’Africa occidentale e centrale Gilles Fagninou dopo essere stata nominata Ambasciatrice di Buona Volontà dell’UNICEF, venerdì 31 gennaio 2025 a Dakar, Senegal. (AP Photo/Sylvain Cherkaoui)
A febbraio Khaby Lame nominato ambasciatore Unicef – Khaby Lame, l’influencer di TikTok da oltre 162 milioni di follower, è stato nominato ambasciatore di buona volontà dell’Unicef nel febbraio 2025.La nomina di Lame al Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia è arrivata al termine di una visita di quattro giorni in Senegal, dove ha incontrato bambini e giovani che stanno portando cambiamenti positivi nelle loro comunità. L’influencer ventiquattrenne è diventato famoso grazie ai suoi video in cui reagiva, senza dire una parola, a scene della vita quotidiana. Il suo seguito è aumentato durante la pandemia da Covid-19, quando è stato licenziato dal suo lavoro in fabbrica e ha usato il tempo libero per realizzare e caricare altri post.Lame si è trasferito in Italia dal suo Paese natale, il Senegal, quando era ancora un bambino con i suoi genitori, ma ha ottenuto la cittadinanza italiana solo all’età di 20 anni.
Chi è Khaby Lame: nel 2022 a Chivasso ottenne la cittadinanza onoraria – “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”. Con questa formula, Khabane Serigne Lame, conosciuto come il tiktoker Khaby Lame, è diventato nel 2022 cittadino italiano. Il giuramento è stato pronunciato davanti all’Ufficiale di Stato Civile a Chivasso.
Khaby è stato omaggiato da parte dell’amministrazione comunale di una copia della Costituzione della Repubblica Italiana, della spilla della Città di Chivasso e di una riproduzione de ‘La vaccinazione nelle campagne’ del pittore dell’Ottocento Demetrio Cosola. “Mi sentivo italiano anche prima di oggi, però ora sono ufficialmente italiano anche sulla carta” ha commentato il tiktoker.
La società ha comunicato in una nota di aver depositato tutta la documentazione necessaria per ottenere l’iscrizione al campionato di Serie C 2025/26
All’ultimo minuto, in sostanza in zona Cesarini, quando i tifosi già intravvedevano il fallimento societario e l’umiliazione di scomparire perfino dalla serie C, la storica società della Triestina si è salvata: a poche ore dalla mezzanotte, quando era fissata la scadenza, sono arrivati i soldi per pagare gli stipendi e ottenere la fideiussione, e inviare la documentazione per l’iscrizione al campionato.
“Us Triestina Calcio 1918 – si legge in una nota – comunica di aver depositato in data odierna tutta la documentazione necessaria al fine di ottenere l’iscrizione al campionato di Serie C 2025/26, unitamente a tutti gli adempimenti normativi e finanziari richiesti dal sistema Licenze Nazionali“. Il presidente Ben Rosenzweig nelle ultime 24 ore ha fatto comparire il denaro per gli stipendi dei tesserati dei mesi di marzo e aprile e per la fideiussione, 700 mila euro, per l’iscrizione, complessivamente una cifra di 3 milioni di euro. Da anni la società sportiva attraversa ciclicamente momenti di grande difficoltà economica.
Continuano le proteste nella metropoli. La polizia ha utilizzato per il secondo giorno consecutivo i lacrimogeni per cercare di disperdere i manifestanti
RINGO CHIU / AFP – Scontri a Los Angeles
Ancora proteste e scontri nell’area di Los Angeles dopo i raid delle autorità per l’immigrazione. Almeno 30 agenti con equipaggiamento antisommossa e maschere antigas si sono posizionati di fronte a un Home Depot a Paramount, a sud di Los Angeles. Il dipartimento dello sceriffo della contea di Los Angeles ha dichiarato di essere sul posto “per aiutare a mantenere la pace, ma senza essere coinvolto in fermi o arresti” e ha invitato i manifestanti a disperdersi. Successivamente, però, la polizia ha effettuato alcuni arresti e ha utilizzato per il secondo giorno consecutivo i lacrimogeni per cercare di disperdere i manifestanti, alcuni dei quali sventolavano una bandiera messicana.
“Se il governatore della California, Gavin Newscum, e il sindaco di Los Angeles, Karen Bass, non possono fare il loro lavoro, cosa che tutti sanno che non possono fare, allora il governo federale interverrà e risolverà il problema delle rivolte e dei saccheggiatori nel modo in cui dovrebbe essere risolto!!!“. Lo ha scritto il presidente Donald Trump sulla piattaforma Truth Social, rivolgendosi al governatore Newsom in modo dispregiativo.
“Stiamo rendendo Los Angeles più sicura. Il sindaco Karen Bass dovrebbe ringraziarci“, ha dichiarato Tom Homan, uomo di punta di Trump per la sicurezza dei confini, che ha aggiunto: “Stanotte faremo intervenire la Guardia Nazionale e dispiegheremo 2 mila soldati“. Il vicedirettore dell’Fbi, Dan Bongino, ha confermato che sono stati effettuati diversi arresti nell’area di Los Angeles accusando i manifestanti di portare “il caos e noi porteremo le manette. La legge e l’ordine prevarranno“. “Il presidente Trump ha firmato un memorandum presidenziale che prevede il dispiegamento di 2.000 guardie nazionali per porre rimedio all’illegalità che è stata lasciata prosperare“, ha ufficializzato successivamente la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, dando la colpa ai leader democratici “incompetenti” della California.
Quello rilasciato da InfoCert non sarà più gratuito a partire dal 28 luglio 2025, ma verrà a costare 5,98 euro (Iva inclusa) all’anno. Si può recedere dal contratto, ma si teme che anche altri gestori possano seguire la stessa strada
Spid, sistema pubblico di identità digitale. Dal sito spid.gov.it
Lo Spid rilasciato da InfoCert, uno dei principali gestori italiani di identità digitale, sarà a pagamento dal 28 luglio 2025, dopo dieci anni di servizio offerto ai cittadini senza costi. In sostanza, InfoCert, parte del gruppo Tinexta, ha deciso di seguire l’esempio di quanto fatto nei mesi scorsi da Aruba, un altro importante identity provider, annunciando che il suo servizio per il “sistema pubblico di identità digitale”non sarà più gratuito. Costerà 5,98 euro (Iva inclusa) all’anno.
Lo Spid con InfoCert a pagamento da luglio 2025 – Il rinnovo a pagamento di InfoCert non è automatico: chi non esprime il consenso non vedrà addebitato nulla, ma non potrà utilizzare il servizio. Come si legge nella mail che InfoCert ha mandato ai suoi utenti, viene sottolineato come InfoCert abbia “offerto lo Spid gratuitamente” per 10 anni, andando a “promuovere l’accesso alla digitalizzazione” per i cittadini italiani. Cambiare operatore è possibile, ma si teme che anche altri gestori possano seguire la stessa strada in futuro, adottando un modello a pagamento. Una sorta di effetto domino.
In ogni caso, per recedere dal contratto con InfoCert è possibile:
inviare una pec all’indirizzo revoca.spid@legalmail.it;
inviare una raccomandata a/r all’indirizzo InfoCert S.p.A., – Direzione generale e amministrativa – Piazzale Flaminio 1/B 00196 Roma.
Per maggiori dettagli si può consultare il sito ufficiale di InfoCert (disponibile all’indirizzo infocert.it), da cui è anche possibile accedere a una web chat con l’assistenza, oppure chiamare al call center dell’azienda, che risponde al numero 049 78 49 360.
Spid a pagamento per tutti? – E gli altri operatori? Oggi in Italia si contano più di 39 milioni di identità digitali attive, e più del 70% è gestito da PosteID, l’operatore dominante. Finché Poste italiane manterrà la gratuità del servizio, l’impatto per i cittadini resterà limitato. Nel caso in cui questo assetto dovesse mutare, si aprirebbe invece lo scenario peggiore per coloro che ne usufruiscono: vedrebbero un servizio nato come pubblico, utilizzato per aiutare cittadini e impiegati nell’accesso a dati e documenti, trasformato in un prodotto commercialevero e proprio. Ad oggi, a parte Aruba e InfoCert, gli altri Spid continuano ad essere gratuiti.
Le intenzioni del governo Meloni – Fatto sta che da tempo il governo punta a “pensionare” lo Spid a favore di un servizio nazionale da far confluire inIT-Wallet, un sistema che razionalizza e migliora l’identità digitale e l’accesso a documenti e servizi pubblici come, per esempio, la patente di guida, la tessera sanitaria o la carta europea della disabilità, disponibili in formato digitale e sempre a portata di smartphone, in un formato sicuro e facilmente accessibile. I rapporti tra lo Stato e i gestori delle identità elettroniche è abbastanza complesso. Alla fine del 2022, infatti, le convenzioni tra lo Stato e i gestori privati di Spid (come Poste italiane, Aruba, InfoCert, Sielte e altri) sono scadute.
Cosa c’entra il Pnrr – Per evitare interruzioni nel servizio, l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) ha prorogato d’ufficio gli accordi fino all’aprile 2023. Nel frattempo, i gestori hanno richiesto un sostegno economico per coprire i costi operativi e di manutenzione del sistema. Il governo ha promesso un finanziamento di 40 milioni di euro, inserito in un emendamento al decreto sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che però non è stato erogato subito. Le aziende hanno firmato le nuove convenzioni nell’ottobre 2023, ma il decreto attuativo per lo sblocco dei fondi è stato firmato solo nel marzo 2025, dopo due anni di attesa.
Secondo quanto indicato nel Pnrr, a ottobre scadono le convenzioni con i gestori, ma il governo Meloni non può “chiudere“, visto che proprio nel Piano nazionale di ripresa e resilienza c’è l’obiettivo del raggiungimento del 70% dei cittadini dotati di identità digitale entro giugno 2026. Un traguardo raggiunto anche grazie allo Spid, che conta quasi 40,5 milioni di identità emesse finora. L’intenzione del dipartimento per la trasformazione digitale, guidato dal sottosegretario Alessio Butti, è di rinnovare per almeno altri due anni.
Il presidente ha deciso di far morire la società, scaduti i termini per i versamenti. Il capitano Bisoli: “Calpestati 114 anni di storia”
Massimo Cellino, 68 anni
Una ripicca, non certo una decisione ponderata. Massimo Cellino ha deliberatamente fatto morire il Brescia.Ha deciso di non iscriverlo, punto e basta. Malgrado nei giorni scorsi abbia combattuto contro la Figc che l’ha penalizzato di 4 punti (più altri 4 la prossima stagione) per non aver rispettato due scadenze (il ricorso d’appello sarà discusso martedì, ma a questo punto sarà inutile) facendolo così retrocedere in Serie C. E malgrado stesse trattando con un fondo Usa, attraverso il suo ex d.g. Marroccu e un fedele sponsor, per un’operazione che sarebbe dovuta andare in porto prima della scadenza per le iscrizioni, fissata alla mezzanotte di ieri. Niente da fare, alla fine Cellino da Londra ha staccato i telefoni, ha scaricato legali, commercialisti e consiglieri, ha rimbalzato i giocatori, i dipendenti del Brescia e i pochi fedeli che lo cercavano aspettando buone notizie in extremis. La decisione, urlata nei giorni precedenti in uno dei suoi consueti scatti d’ira, è diventata realtà: Cellino non ha iscritto il Brescia.
la strategia – Contestato da mesi, inviso alla piazza, invitato in tutti i modi a non farsi più vedere in città dopo la salvezza raggiunta (sul campo) all’ultima giornata, Cellino ha subìto un brutto colpo quando gli è stato contestato il mancato pagamento di Irpef e Inps di febbraio e aprile, sostenendo di essere stato vittima di una truffa (cosa per la verità non da escludere). Da lì la decisione di vendere, ma la trattativa non è mai decollata. Per iscrivere la squadra avrebbe dovuto versare circa 3 milioni:un mese di stipendi, uno di Inps e due di Irpef per quasi 2,5 milioni, più la prima rata della rateizzazione (definita ma non firmata) per gli arretrati da 2,4 milioni con l’Agenzia delle Entrate, ossia circa 400 mila euro. Una volta iscritto, Cellino avrebbe potuto fare altri ragionamenti vendendo i giocatori sotto contratto, rientrare dell’esposizione, ristrutturare il debito e trovare una soluzione per il futuro. Un professionista di fama nazionale aveva già pianificato tutto. Invece no: ha voluto fare morire il club.
la citta’ – Così a Brescia si è vissuta una giornata di preoccupazione, culminata presto nella rassegnazione. Forse anche con un po’ di autocritica, chissà. Di sicuro senza piangersi troppo addosso, perché il bresciano non è fatto così. Il sindaco Laura Castelletti ha programmato un tavolo con Lumezzane, Ospitaletto e Feralpisalò, le altre società bresciane oggi in Serie C (nessuna provincia italiana ne ha tante), per trovare una soluzione comune. Ma con poche speranze. Brescia è la provincia più ricca d’Italia, ha imprenditori che potrebbero acquistare qualsiasi club di Serie A, ma non si sono mai avvicinati a quello del loro capoluogo perché la pressione ambientale è ritenuta insostenibile. Prima di Cellino era stato contestato Gino Corioni nonostante avesse preso Baggio e Guardiola, e lanciato Pirlo, Toni e altri. Sì, fare calcio a Brescia non è semplice e da qui un po’ di autocritica è necessaria.
tensione – Anche ieri i tifosi si sono radunati sotto la sede e la tensione è stata alta fino a notte fonda, in attesa di notizie. Il capitano Dimitri Bisoli è stato tra i primi a rassegnarsi, scrivendo su Instagram: “Sono stati calpestati 114 anni di storia, ma il Brescia non è lui(Cellino, ndr), il Brescia siamo noi e non morirà mai“. Altri compagni l’hanno seguito. Le forze dell’ordine presidiano lo store del club e il centro sportivo di Torbole Casaglia, che non è di proprietà del Brescia ma di una società di Cellino (Eleonora Immobiliare), che è azionista del club e di recente ha acquistato un palazzo in centro e avviato i lavori per un nuovo negozio. Proprietà personali quindi e non del Brescia. Questo è importante quando entrerà in scena il tribunale, essendoci un’esposizione di 9 milioni: il club potrebbe essere messo in liquidazione evitando il fallimento, anche per non danneggiare figli e parenti coinvolti con la società immobiliare.Cellino no. Lui rimane proprietario del marchio. E resta a Londra, a curarsi (come dice) e a superare questo momento. Ma Brescia non dimenticherà.
Spal a rischio, domanda incompleta. La Triestina si è iscritta, altri club sul filo
Le maggiori garanzie economiche richieste in sede di iscrizione stanno creando problemi a molte società
Con i termini accorciati e i maggiori impegni economici richiesti alle società per avere più garanzie durante la stagione, le iscrizioni sono state un problema molto serio e – oltre a quella del Brescia – sono attese altre esclusioni importanti, tutte in Serie C. Un anno fa saltò solo l’Ancona, stavolta sarà peggio. E questa difficoltà dovrebbe far riflettere la Figc per il futuro. Anche la Spal sembra al capolinea: la documentazione presentata sarebbe incompleta, mancherebbero alcuni pagamenti. La scadenza era a mezzanotte e la Covisoc farà le sue verifiche nei prossimi giorni, ma i segnali di disimpegno da parte di Joe Tacopina sono stati chiari. Un po’ di preoccupazione anche per la Triestina, che è stata in ballo fino all’ultimo momento per la presentazione di alcuni pagamenti, ma comunque ha comunicato di aver depositato tutto. Ci sono state sorprese inattese che hanno spiazzato la Lega Pro e corse affannose: inutile far nomi, qualcuno dovrebbe aver risolto, ma ci potrebbero essere altri default. Ricordiamo che se un club rinuncia a fare domanda (come la Lucchese fallita da giorni, o il Brescia) ci saranno le riammissioni delle retrocesse: nell’ordine Pro Patria, Caldiero, Sestri Levante (pare non interessato), Legnago e Clodiense. Se invece una domanda verrà bocciata (come quella della Spal) si procederà con i ripescaggi, che avranno questo ordine: Inter U23, Ravenna, una retrocessa, Milan Futuro (come nuova iscritta), Reggina e un’altra retrocessa. Speriamo che non si debba andare oltre.
La strada del lungolago interdetta da piazza Matteotti a via Cairoli. La polizia locale monitora la situazione e lancia l’allerta
Strada del lungolago durante l’esondazione: 5 giugno 2025
Il lago di Como ha superato i 130 centimetri sopra lo zero idrometrico (la soglia ufficiale di esondazione è fissata a 120 cm). Un innalzamento che ha costretto nella notte il Comune a chiudere completamente al traffico la strada sul lungolago tra piazza Matteotti e via Cairoli.
Allerta per la viabilità: l’avviso della polizia locale – A segnalare la chiusura imminente nella serata di giovedì è stata la polizia locale di Como, che ha pubblicato un post di aggiornamento su Facebook, nel quale si legge: “Questo ulteriore innalzamento del livello comporterà entro la serata odierna presumibilmente la CHIUSURA COMPLETA della viabilità sul lungolago in entrambi i sensi di marcia. Le attività di monitoraggio di protezione civileComo e polizia locale proseguiranno per tutta la notte”. L’appello più rilevante è rivolto ai pendolari, per i quali si prevede una mattinata difficile: “Raccomandiamo ai pendolari che domani dovranno percorrere la strada lariana di spostarsi con congruo anticipo.”
Monitoraggio continuo – Le squadre della protezione civile e della polizia locale continueranno a presidiare la zona per tutta la notte, come previsto dal piano di emergenza. La situazione resta in continua evoluzione, anche in considerazione delle precipitazioni previste per le prossime ore, che potrebbero peggiorare ulteriormente l’emergenza.Tutti i successivi provvedimenti viabilistici saranno comunicati attraverso i canali ufficiali del Comune e della polizia locale, che invita i cittadini alla massima prudenza e a consultare costantemente gli aggiornamenti.