La Corte Costituzionale ha rilevato che il Collegio regionale di garanzia (che è un organo dello Stato) è andato oltre La Consulta: il collegio di garanzia elettorale ha esorbitato i suoi poteri, la decisione spetta al tribunale civile. Respinto il ricorso della Regione su conflitto attribuzioni
La Consulta salva la Todde e boccia il ricorso della regione sul conflitto di attribuzioni.
Per la Corte costituzionale il Collegio di garanzia elettorale non aveva il potere di dichiarare decaduta Alessandra Todde dalla carica di presidente della Regione Sardegna. A stabilirlo è la Consulta, con la sentenza numero 148 pubblicata oggi. La pronuncia, pubblicata oggi, riguarda l’ordinanza-ingiunzione emessa il 20 dicembre 2024 dal Collegio regionale di garanzia elettorale presso la Corte d’appello di Cagliari. Secondo la Corte costituzionale, il Collegio ha ecceduto i propri poteri quando ha disposto la trasmissione dell’atto al Consiglio regionale per l’adozione del provvedimento di decadenza della presidente. Tale decisione, hanno spiegato i giudici, non rientrava tra le competenze dell’organo statale.
La Consulta ha ricordato che i Collegi regionali di garanzia elettorale, istituiti dalla legge 515 del 1993 per vigilare sulle spese elettorali, sono organi dello Stato che operano in autonomia per garantire la trasparenza del voto.In Sardegna, la loro competenza è stata recepita da una legge regionale del 2013, che richiama le norme nazionali sulle cause di ineleggibilità. Tuttavia, la Corte ha precisato che le irregolarità contestate a Todde – come la mancata nomina di un mandatario elettorale e alcune difformità nel rendiconto delle spese – non rientrano tra le cause di decadenza previste dalla legge.
Di conseguenza, nel dichiarare la decadenza della presidente eletta, il Collegio ha invaso l’ambito di autonomia della Regione Sardegna, violando le sue prerogative costituzionali. La Corte ha inoltre sottolineato che la questione della possibile riqualificazione dei fatti resta aperta e dovrà essere affrontata dal giudice civile, competente a esaminare l’opposizione all’ordinanza.
Nel caso specifico, il Tribunale di Cagliari, con sentenza del 28 maggio 2025, aveva già confermato la sanzione pecuniaria imposta a Todde, senza tuttavia disporre la decadenza. La decisione della Consulta chiarisce ora che quel giudizio resta valido, ma limitato alla multa.
Con una seconda sentenza, la numero 149, depositata anch’essa oggi, la Corte ha poi dichiarato inammissibile un altro conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione contro lo Stato e il Tribunale di Cagliari. Secondo la Consulta, la Regione non era parte del giudizio da cui è scaturita la sentenza impugnata e non può quindi considerarsi lesa nelle proprie prerogative. Le osservazioni del giudice civile, che aveva escluso un potere di intervento del Consiglio regionale, sono state considerate meri passaggi argomentativi, privi di effetti vincolanti.
Tensione intorno a Piazza Primo Maggio dove un gruppo di manifestanti ha cercato di sfondare il primo cordone di sicurezza. C’è stato un fitto lancio di oggetti ai quali la polizia ha risposto azionando gli idranti
Due ore di corteo pacifico, con 8.000 persone coinvolte, poi gli incidenti intorno a Piazza Primo Maggio. Un gruppo di manifestanti Pro Pal ha provato a forzare il blocco delle forze dell’ordine per dirigersi verso lo stadio, dove si gioca la partita tra Italia e Israele, provocando dei disordini. C’è stato un fitto lancio di oggetti – bottiglie, sassi, persino qualche cartello stradale divelto – ai quali la polizia in assetto antisommossa ha risposto azionando gli idranti. I facinorosi hanno sfondato il primo cordone di sicurezza, predisposto dall’organizzazione della manifestazione, ma non sono riusciti a superare la barriera dei celerini. Sono scoppiate alcune bombe carta. Gli scontri però continuano. Sono arrivati anche i blindati per rinforzare il blocco degli agenti, che hanno sparato anche i lacrimogeni per disperdere la folla.Un operatore televisivo sarebbe rimasto ferito al volto da un sasso. E altri partecipanti al corteo sarebbero rimasti contusi. Operati anche alcuni fermi da parte della polizia. Le persone coinvolte negli scontri sarebbero circa 200. Nei disordini è rimasto ferito un giornalista. Colpito alla testa da un sasso è stato trasportato d’urgenza in ospedale ma non sarebbe in pericolo di vita.
fischi all’inno israeliano – Allo stadio Friuli, peraltro semivuoto, l’atmosfera è invece tranquilla: ai fischi di parte di un gruppo di tifosi all’inno israeliano il resto del pubblico ha risposto con applausi.
Anche a Monza, Lodi, Bergamo, Pavia e Cremona Arpa ha registrato il superamento dei valori massimi di Pm10 nei giorni scorsi: stop per alcune categorie di veicoli
Non piove, si accumulano le sostanze inquinanti nell’aria e in Lombardia scattano le misure temporanee antismog: da oggi in tutti i comuni delle province di Monza, Lodi, Milano, Bergamo, Pavia e Cremona – dove i dati di Arpa hanno certificato il superamento consecutivo del valore limite riferito alla media giornaliera di Pm10 nei giorni scorsi – sono in vigore il divieto di utilizzo degli impianti termici alimentati a biomassa legnosa fino a tre stelle comprese e di spandimento dei liquami zootecnici (salvo iniezione e interramento immediato).
A queste misure si aggiunge la riduzione di 1°C delle temperature massime nelle abitazioni e il divieto di qualsiasi tipo di combustione all’aperto.
È inoltre attivo, nei Comuni con più di 30mila abitanti e in quelli che hanno aderito su base volontaria, il divieto di circolazione dei veicoli fino a euro 1 benzina e fino a euro 4 diesel compresi, anche se dotati di Fap (filtro antiparticolato) efficace o aderenti al servizio Move-In.
Nei prossimi giorni, in base all’evoluzione della situazione meteorologica, si valuterà se si presenteranno le condizioni necessari per l’eventuale revoca delle misure adottate.
In ogni caso, ricordano da Regione Lombardia, “sul sito www.infoaria.regione.lombardia.it sono riportate tutte le informazioni relative alle misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria. Il sito prevede anche un servizio di notifiche per essere informati tempestivamente sull’attivazione delle misure temporanee. L’alert può essere attivato previa registrazione”.
Al momento, il bollettino meteo dell’Arpa regionale prevede per tutta la settimana “condizioni di cielo generalmente soleggiato sui settori meridionali della Lombardia, da nuvoloso a molto nuvoloso su quelli settentrionali, occasionalmente associati a pioviggini, specie nelle ore pomeridiane o nel corso di giovedì 16”. Per quanto riguarda la ventilazione, sarà “generalmente debole e in pianura assumerà una direzione orientale o variabile”.
Ci sono almeno dieci feriti: si tratta di colleghi delle vittime e di poliziotti. L’ipotesi è che sia stato un gesto intenzionale da parte di uno degli occupanti dell’immobile
Tre carabinieri uccisi, tredici persone ferite e un casolare ridotto in macerie: è il bilancio drammatico dell’esplosione avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 ottobre a Castel D’Azzano, in provincia di Verona. La deflagrazione ha colpito in pieno un edificio rurale a due piani, proprio mentre era in corso una perquisizione legata a una procedura di sgombero forzato, condotta da polizia, carabinieri e vigili del fuoco.
Secondo le prime ipotesi, non si sarebbe trattato di un incidente. L’esplosione potrebbe essere stata provocata intenzionalmente dagli stessi occupanti dell’immobile: tre fratelli che vivevano nel casolare da tempo. Due di loro — un uomo e una donna, rimasti feriti — sono già stati fermati, mentre il terzo sarebbe riuscito ad allontanarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Esplosione durante lo sgombero di un’abitazione: morti 3 carabinieri – Carabinieri, polizia e vigili del fuoco stavano eseguendo una perquisizione nell’ambito di uno sgombero coattivo (azione forzata in caso di occupazioni abusive) del casolare, abitato da tre fratelli. La casa era satura di gas e l’esplosione, innescata dall’apertura della porta d’ingresso, ha investito le forze dell’ordine al momento dell’irruzione.
In pochi attimi tutto si è sbriciolato. Tre carabinieri sono morti. Ci sono anche tredici feriti. Il boato ha svegliato i residenti e in pochi minuti sui social in tanti hanno lasciato un messaggio chiedendo cosa fosse accaduto.
I vigili del fuoco si sono attivati immediatamente, ma per i carabinieri non c’è stato nulla da fare. Le squadre del 115 sono intervenute sia per domare le fiamme divampate dopo lo scoppio sia per la ricerca dei feriti. Una delle vittime è stata estratta dalle macerie.
Lo sgombero “a rischio” e i tentativi già falliti – Secondo quanto si apprende l’immobile era un casolare agricolo fatiscente già occupato in passato da braccianti. I tre fratelli avrebbero dovuto lasciarlo da tempo. C’erano stati vari tentativi di sgombero, andati a vuoto anche perché a quanto pare i tre avevano minacciato di farsi saltare in aria. Considerando l’intervento “a rischio” erano stati inviati sul posto militari dei reparti speciali di Padova e Mestre, supportati dagli agenti di polizia delle unità operative di primo intervento. In affiancamento c’erano vigili del fuoco e squadre di soccorso dell’ospedale.
“Nel casolare abitavano tre fratelli. Sembra che avessero da tempo delle bombole depositate e abbiano fatto saturare il sottotetto per farlo esplodere. Il tutto è accaduto stanotte alle 3.15 circa“, dice a Rainews24 Antonello Panuccio, vicesindaco di Castel d’Azzano.
“Una tragedia incredibile – commenta il procuratore capo di Verona, Raffaele Tito, giunto sul posto -. Dovevamo eseguire un decreto di perquisizione, si cercavano anche delle bottiglie molotov. Carabinieri e polizia hanno cercato di agire in massima sicurezza e con tutte le attrezzature necessarie. Ma l’esito è stato inaspettato e molto doloroso“.
Chi sono i carabinieri morti nell’esplosione nel Veronese oggi – Nel crollo del casolare sono rimasti uccisi, come detto, tre carabinieri. Secondo quanto reso noto dal sindacato Sim, due prestavano servizio a Padova e uno a Mestre. I tre militari appartenevano alle forze speciali mobilitate per lo sgombero. I feriti sono tredici tra carabinieri, polizia e vigili del fuoco.
“Di fronte a una simile tragedia, non è il momento delle polemiche né delle strumentalizzazioni, ma del silenzio, del rispetto e della vicinanza concreta. Nel ricordo rimangono tre carabinieri valorosi, solari e sempre disponibili“, si legge in una nota.
Piantedosi: “Bilancio drammatico” – Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Uno Mattina ha parlato di “bilancio terribile, molto doloroso, drammatico“. Poi ha spiegato: “Era un’operazione congiunta di polizia, al momento dell’accesso dell’appartamento i testimoni raccontano di aver sentito odore di gas e qualche istante dopo c’è stata l’esplosione“. La tragedia “segna la difficoltà, la complessità, la potenziale pericolosità di questo lavoro: dietro certe operazioni si celano delle insidie anche perché si ha a che fare con persone di difficile collocazione. È possibile – continua il titolare del Viminale – che qualcuno dall’interno abbia attivato una bombola di gas creando i presupposti per la deflagrazione: le due persone titolari dell’appartamento si sarebbero allontanate, una delle due – una donna – sarebbe ferita“.
Le temperature scenderanno di circa 2 gradi nelle zone occidentali e fino a 3-4 gradi in quelle orientali, segnando così la fine dell’anomalia termica che ha accompagnato l’inizio di ottobre
Sul Mediterraneo occidentale si sta formando una vasta area di maltempo che, nelle prossime 72-96 ore, si sposterà lentamente verso Est, portando piogge e temporali su buona parte del Sud e del Centro Italia. Le prime regioni a essere interessate saranno le due Isole maggiori, Sicilia e Sardegna, dove sono attesi rovesci anche intensi, seguite dalla Calabria e da parte del versante adriatico.
Con l’arrivo del peggioramento, le temperature scenderanno gradualmente nel corso della settimana: di circa 2 gradi nelle zone occidentali e fino a 3-4 gradi in quelle orientali, segnando così la fine dell’anomalia termica che ha accompagnato l’inizio di ottobre.
Un mix di correnti fredde e umide – La situazione è determinata dalla confluenza di infiltrazioni atlantiche da ovest e correnti più fredde di origine continentale da est, che si incontrano nel bacino del Mediterraneo sotto un anticiclone centrato sul Regno Unito. Dalle immagini satellitari si distinguono almeno tre minimi di pressione: uno sul Mare di Alboran, un altro sulle Baleari e un terzo, ormai in fase di esaurimento, sul Mar Libico.
La situazione meteo
Nel corso dei prossimi giorni, il flusso di correnti fredde da est tenderà a intensificarsi, alimentando un’unica circolazione depressionaria che si muoverà verso la Penisola. Le regioni meridionali saranno le più penalizzate, con temporali anche di forte intensità su Sicilia, Sardegna e Calabria.
A Sharm firmata la pace. ‘Al via la fase 2 per Gaza’. Trump ai leader: ‘Oggi abbiamo cambiato la storia’
articolo:
Spunta un ruolo per Hamas. Il presidente Usa: ‘Un giorno incredibile per il Medio Oriente, ci sono voluti tre mila anni per arrivare fin qui. I primi passi i più difficili, ora pace durevole’. A novembre un vertice al Cairo sulla ricostruzione
Donald Trump lo ufficializza al summit di Sharm el-Sheikh dove sotto la regia di Usa ed Egitto una trentina di leader, soprattutto di Paesi arabi ed europei, prendono l’impegno di costruire un nuovo futuro di pace per il Medio Oriente. Intenzioni che verranno messe alla prova dei fatti sin da subito, sui primi scogli come il mantenimento della sicurezza nella Striscia, dove il presidente statunitense ha aperto a un ruolo per Hamas come forza di polizia palestinese: “Vogliono porre fine ai problemi e lo hanno detto apertamente, e abbiamo dato loro l’approvazione per un periodo di tempo“.
Il Board per l’amministrazione transitoria è un altro dei temi che ha dominato i colloqui sul Mar Rosso, e a guadagnarsi la prima nomination di Trump è l’egiziano Abdel Fattah al-Sisi, padrone di casa che ha dato a tutti appuntamento a novembre al Cairo per una conferenza sulla ricostruzione.
L’Italia vuole essere in prima fila su questo dossier, inevitabilmente legato a doppio filo con la stabilizzazione di Gaza, con il governo pronto a “implementare la presenza” dei carabinieri se verrà approvata una risoluzione Onu che lo richiederà, come chiarisce Meloni al termine della giornata. La premier affronta questi temi nelle riunioni con gli altri leader nell’attesa dell’arrivo a Sharm di Trump, atterrato oltre tre ore più tardi del previsto per la sua visita in Israele. È lui l’inevitabile protagonista: saluta uno ad uno i leader su un palco con una grande scritta “Peace 2025“, e tiene il discorso introduttivo alla cerimonia di firma dell’accordo, che serve a sugellare in mondovisione un’intesa per il cessate il fuoco a Gaza che nelle ore precedenti ha iniziato a essere implementato.
Una superflua dimostrazione plastica di come il destino di questa partita geopolitica dipenda in prima battuta dalle mosse di Washington, anche se il presidente Usa ringrazia in modo particolare chi ha agito da mediatore nella lunga trattativa ospitata nelle scorse settimane sempre a Sharm: al-Sisi (che ha insignito The Donald con il Collare del Nilo, massima onorificenza egiziana), ma anche l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani.
Trump avrebbe voluto portare con sé a Sharm anche Benjamin Netanyahu. Da Israele chiama al-Sisi per suggerire, e la presidenza egiziana annuncia la partecipazione sia del primo ministro israeliano sia del presidente dell’Anp Abu Mazen. Ma nel giro di un’ora il viaggio è cancellato, “a causa dell’inizio della festività di Simchat Torah“, la stessa in cui si consumò la strage del 7 ottobre. Dietro le quinte, in ore concitate, Erdogan e il premier iracheno Muhammad Sudani minacciano di lasciare il summit se sarà presente Netanyahu.
Piccoli grandi segnali che non mancano gli ostacoli geopolitici. Per superarli, il piano di Trump è allargare gli Accordi di Abramo ad altri Paesi arabi, come l’Iran, che ha risposto ‘no grazie‘ all’invito al vertice. “La mano dell’amicizia e della cooperazione è sempre aperta“, il messaggio a Teheran di Trump. Fra le sue prossime mosse, la composizione del Board chiamato a guidare la transizione a Gaza.
“Tutti vogliono farne parte, meglio così“, sorride il presidente americano, che non nasconde i dubbi su Tony Blair: “L’ho sempre apprezzato ma voglio scoprire se è una scelta accettabile per tutti“. Anche l’Italia vuole giocarsi le sue carte, anche se, avverte Meloni, “questo è il tempo del lavoro, non della prima fila“. Emmanuel Macron assicura che la Francia avrà un “ruolo tutto particolare” al fianco dell’Autorità palestinese nel governo di Gaza, e annuncia di aver già avviato la pianificazione di una “conferenza umanitaria per Gaza” che Parigi “co-organizzerà“.
Una piazza degli Ostaggi gremita a Tel Aviv segue in diretta il rilascio. Trump in Israele, parla alla Knesset
Il rilascio degli ostaggi – (Afp)
Hamas ha rilasciato anche gli altri 13 ostaggi poco prima delle 10: ora sono tutti liberi i 20 rapiti ancora in vita. L’annuncio è stato accolto da un boato nella piazza degli Ostaggi a Tel Aviv dove una folla segue in diretta il rilascio.
Hamas aveva pubblicato la lista dei 20 ostaggi ancora in vita. I primi sette sono stati liberati oggi lunedì 13 ottobre poco dopo le 7. Si tratta di: Gali e Ziv Berman, Matan Angrest, Alon Ohel, Omri Miran, Eitan Mor e Guy Gilboa-Dallal.
12 minuti fa – Idf: “Non ci sono più ostaggi israeliani in vita prigionieri di Hamas“ – “E‘ ufficiale: non ci sono più ostaggi israeliani in vita prigionieri di Hamas“. Lo scrivono in un post su X le Idf.
12 minuti fa – Idf: “I 13 ostaggi presi in consegna, in viaggio verso Israele“ Gli ultimi 13 ostaggi sono stati trasferiti alle Forze della difesa israeliana (Idf) dalla Croce Rossa e stanno attualmente in viaggio verso Israele. Lo ha riferito l’Idf con un post su ‘X‘ spiegando che il secondo e ultimo gruppo di ex ostaggi ancora in vita sarà ora condotto alla base militare di Re’im. Qui potranno riunirsi con i loro cari, per la prima volta in oltre due anni, prima di sottoporsi a controlli medici.
L‘Idf ha quindi chiesto alla popolazione di agire responsabilmente e con sensibilità, di rispettare la privacy degli ostaggi di ritorno e di affidarsi esclusivamente alle informazioni ufficiali.
13 minuti fa – Colloquio Netanyahu-Trump, presenti anche Witkoff e Kushner Il premier israeliano Benjamin Netanyahu sta incontrando nel suo ufficio alla Knesset il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, prima dell’atteso intervento in aula di quest’ultimo. Lo riferiscono i media israeliani. Presenti all’incontro anche l’inviato di Trump, Steve Witkoff, e il genero del tycoon, Jared Kushner.
13 minuti fa – Media: “I 13 ostaggi del secondo gruppo in buone condizioni” I 13 del secondo gruppo di ostaggi liberati dopo la lunga prigionia nella Striscia di Gaza sono “in buone condizioni“. Lo ha detto una fonte della Croce rossa al Times of Israel dopo che le forze israeliane hanno confermato di aver avuto notizia dalla Croce Rossa della consegna del gruppo di 13 ostaggi a Khan Yunis, nel sud della Striscia.
13 minuti fa – Media: “Trump potrebbe incontrare ostaggi rilasciati in ospedale Sheba“ Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe incontrare gli ostaggi liberati oggi dalla Striscia di Gaza, gli ultimi ancora in vita, presso lo Sheba Medical Center di Tel Hashomer in Israele. Lo riportano i media israeliani spiegando che l’ospedale si sta preparando all’eventualità che Trump si rechi in visita.
Se ciò avvenisse, nota Ynet, gli impegni di Trump previsti per oggi slitterebbero, compreso il summit di pace in programma a Sharm el-Sheikh, in Egitto.
34 minuti fa – Militari israeliani confermano: “Con Croce rossa secondo gruppo ostaggi liberati“ I militari israeliani confermano è con la Croce Rossa il secondo gruppo di ostaggi israeliani vivi, liberati dopo la lunga prigionia nella Striscia di Gaza. Su X, precisano che i 13 vengono ora consegnati alle forze israeliane nella Striscia di Gaza.
35 minuti fa – Meloni: “Giornata storica, ostaggi sono stati liberati, risultato straordinario“ “Oggi è una giornata storica. Gli ostaggi sono stati liberati: un risultato straordinario, frutto della determinazione della diplomazia internazionale e dell’attuazione della prima parte del Piano di pace del Presidente americano Donald Trump“. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su X.
“Ora si apre una nuova fase: consolidare il cessate il fuoco e dare piena attuazione all’accordo per costruire un futuro di pace e stabilità duratura. L’Italia continuerà a sostenere con convinzione questo percorso, nella consapevolezza che la pace si costruisce con i fatti, non con le parole“, conclude.
35 minuti fa – Hamas: “Consegnati tutti gli ostaggi vivi“ Sono stati liberati tutti gli ostaggi israeliani vivi. Lo conferma Hamas, come riporta la Bbc, dopo il rilascio al termine della lunga prigionia nella Striscia di Gaza. Hamas, riferisce la rete britannica, precisa che i corpi degli ostaggi deceduti verranno consegnati successivamente.
In precedenza i militari israeliani avevano confermato l’arrivo in Israele di un primo gruppo di sette ostaggi israeliani liberati e poi i media israeliani hanno riferito del rilascio di un secondo gruppo di 13 ostaggi.
36 minuti fa – Trump: “La guerra è finita, Hamas rispetterà l’accordo“ “Questo è un giorno meraviglioso, mai visto un giorno così. La guerra è finita, Hamas rispetterà l’accordo“. Lo ha detto Donald Trump prima del suo intervento alla Knesset, secondo quanto riferiscono i media israeliani.
36 minuti fa – Witkoff: “Giornata impossibile senza Trump“ “Sono profondamente grato allo spirito indomito del presidente Trump. Questa giornata non sarebbe stata possibile senza di lui“. Così in un post su X l’inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, dopo il rilascio di venti ostaggi al termine della lunga prigionia nella Striscia di Gaza.
“Mi chiedevo se sarei mai riuscito ad assistere a questa giornata – ha scritto Witkoff – E’ estremamente gratificante sapere che così tante famiglie potranno finalmente avere a casa i loro cari. Oggi venti famiglie vengono risparmiate dal dolore insopportabile del non sapere se si potranno mai riabbracciare i propri cari“.
E ha aggiunto nel post in cui ricorda anche il figlio Andrew: “Anche in questo momento di sollievo e felicità, il mio cuore soffre per coloro i cui cari non torneranno vivi a casa. E’ un dovere riportare a casa i loro corpi e un atto di dignità“.
37 minuti fa – Corpi ostaggi deceduti consegnati alla Croce rossa nel pomeriggio I corpi degli ostaggi deceduti durante la prigionia di Hamas nella Striscia di Gaza saranno consegnati alla Croce Rossa questo pomeriggio. Lo riporta il canale saudita Al-Hadath senza chiarire quanti corpi saranno trasferiti. Israele ha confermato la morte di almeno 26 ostaggi e Hamas ha affermato che potrebbe avere difficoltà a localizzare alcuni dei loro corpi.
59 minuti fa – Trump a Netanyahu e Herzog: “E’ il vostro giorno migliore“ “E’ una giornata fantastica. Forse il vostro giorno migliore“. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al presidente israeliano Isaac Herzog e al primo ministro Benjamin Netanyahu mentre camminavano sulla pista dell’aeroporto Ben Gurion a Tel Aviv. “Questa è storia“, ha risposto Netanyahu, come si vede in un video diffuso dal suo ufficio.
L‘ambasciatore israeliano a Washington, Yehiel Leiter, ha poi scritto su ‘X‘ che Trump all’aeroporto gli ha detto: “Sai che tuo figlio ti sta guardando con un sorriso, lo sai, vero?“. E a quel punto ‘‘il mio cuore è scoppiato”, ha scritto l’ambasciatore. Il figlio di Leiter, il maggiore riservista Moshe Yedidia Leiter, è stato ucciso nei combattimenti nella Striscia di Gaza nel 2023.
Oggi10:14 – Trump arrivato alla Knesset Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è arrivato alla Knesset, dove è atteso un suo intervento dopo un incontro con i parenti degli ostaggi liberati dopo la prigionia nella Striscia di Gaza. L’ultimo presidente degli Stati Uniti a intervenire alla Knesset fu George W. Bush nel 2008.
Oggi10:13 – Herzog a Trump: “Grazie per ritorno ostaggi, per futuro di pace“ Il presidente israeliano, Isaac Herzog, dà il benvenuto in Israele anche via X al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo aver accolto il tycoon all’arrivo all’aeroporto di Ben Gurion insieme al premier israeliano, Benjamin Netanyahu. “Donald Trump, benvenuto in Israele – si legge in un post in cui pubblica una foto della stretta di mano con Trump all’arrivo nel Paese – Gli israeliani vi accolgono con molto affetto e tanta gratitudine. Grazie per tutto quello che avete fatto per riportare a casa i nostri ostaggi! Grazie per il vostro impegno per un futuro migliore di pace nella nostra regione! Dio benedica Israele! Dio benedica l’America“.
Oggi10:07 – Cina dopo rilascio ostaggi: “Ora cessate fuoco duraturo il prima possibile” La Cina plaude alla liberazione degli ostaggi israeliani dopo la lunga prigionia nella Striscia di Gaza. La Repubblica Popolare “accoglie con favore e sostiene tutti gli sforzi per il ritorno della pace e una riduzione della crisi umanitaria“, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian. La “priorità” è “un cessate il fuoco totale e duraturo il prima possibile“, ha rimarcato, insistendo sulla soluzione dei due stati.
Intanto il presidente americano Donald Trump è atterrato in Israele. “La guerra è finita – ha detto ieri – Cessate il fuoco reggerà“. L’accordo di pace per Gaza “potrebbe essere la cosa più importante a cui abbia mai preso parte, il mio più grande successo“, ha dichiarato inoltre nel corso di un’intervista telefonica rilasciata ad Axios mentre si trovava a bordo dell’Air Force One. In vista del discorso che farà alla Knesset, il Parlamento israeliano, Trump ha detto che invierà un messaggio di “amore e pace per l’eternità“.
Lo scambio è la prima tappa del piano presentato dal presidente americano per mettere fine alle ostilità: il ritorno dei 48 ostaggi israeliani, vivi o morti, e di 1.700 palestinesi arrestati a Gaza dall’ottobre 2023
Folla a Tel Aviv in attesa del ritorno degli ostaggi – SAUL LOEB / AFP
AGI – Centinaia di bandiere di Israele con il nastro giallo divenuto, simbolo della mobilitazione per il rilascio degli ostaggi, e cartelli con i volti dei prigionieri nelle mani di Hamas. Così “Piazza degli Ostaggi” a Tel Aviv vive il momento atteso da 737 giorni: il rilascio dei propri cari
Lo scambio di ostaggi rappresenta la prima tappa del piano presentato dal presidente americano Donald Trump per mettere fine alle ostilità: il ritorno in Israele dei 48 ostaggi, vivi o morti, dovrà essere accompagnato dal rilascio da parte di Israele di 250 detenuti per “motivi di sicurezza“, tra cui molti condannati per attentati mortali contro Israele, e di 1.700 palestinesi arrestati a Gaza dall’ottobre 2023.
Sono arrivati a Khan Younis i veicoli della Croce rossa internazionale che prenderanno in consegna il secondo gruppo di ostaggi israeliani dalle mani di Hamas. Lo riferisce al Jazeera.
I sette ostaggi riabbracciano i familiari – I sette ostaggi rilasciati questa mattina da Hamas hanno potuto vedere finalmente i loro famigliari, per la prima volta dopo 783 giorni di prigionia. Lo riferiscono le televisioni israeliane. Matan Angrest, i fratelli Gali e Ziv Berman, Alon Ohel, Eitan Mor, Omri Miran e Guy Gilboa-Dala sono arrivati alla base Reim dove saranno sottoposti a un primo controllo fisico. La stampa ha pubblicano le prime foto di alcuni degli ex ostaggi che emozionati, storditi, ma soprattutto felici parlanno con i soldati
Gli ostaggi arrivati a Reim – Sono arrivati alla base di Reim i primi sette ostaggi rilasciati quetsa mattina da Hamas. Lo riferisce il Times of Israel. Matan Angrest, i fratelli Gali e Ziv Berman, Alon Ohel, Eitan Mor, Omri Miran e Guy Gilboa-Dala saranno sottoposti a un primo controllo fisico nel sito dell’esercito e incontreranno i loro famigliari per la prima volta dopo 783 giorni.
Aereo di Trump atterrato in Israele – L’Air Force One con a bordo Donald Trump è atterrato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv in Israele
Air Force One sorvola a bassa quota Piazza degli Ostaggi – L’aereo del presidente americano Donald Trump ha sorvolato a bassa quota la piazza degli Ostaggi a Tel Aviv poco prima di atterrare all’aeroporto Ben Gurion. A quanto riporta la stampa israeliana, e nei video circolati sui social media, l’Air Force One e’ sceso abbastanza per consentire al Presidente di vedere l’enorme scritta ‘Grazie Trump’ sulla spiaggia della citta‘, a ridosso della piazza. Ad attendere Trump sulla pista c’erano il premier Benjamin Netanyahu e sua moglie Sara, l’inviato speciale americano Steve Witkoff, cosi’ come la figlia di Trump Ivanka e suo marito Jared Kushner.
Gli ostaggi ancora con Hamas telefonano ai famigliari – Diversi ostaggi ancora nelle mani di Hamas hanno potuto chiamare i famigliari. “All’inizio ho rifiutato la telefonata perche’ non riconoscevo il numero. Sembrano a posto: la barba di David e’ un po’ piu’ bianca, ma va bene cosi‘. Ho detto loro che lo adoro“, ha raccontato Sylvia Cunio, madre di David e Ariel Cunio. Anche Einav Zangauker ha parlato con suo figlio Matan: “La guerra e’ finita, stai tornando a casa“, gli ha detto. E cosi’ Nimrod Cohen, che ha parlato con i suoi genitori per la prima volta in 2 anni.
Sul bus i 1.966 palestinesi da liberare – Tutti i 1.966 detenuti palestinesi usciti dalle prigioni israeliane sono saliti sugli autobus prima del loro rilascio, per lo scambio con gli ostaggi israeliani previsto dall’accordo di Sharm el Sheikh. Lo riferisce il Times of Israel citando anche l’agenzia Reuters.
Tra i detenuti ci sono 250 condannati per terrorismo che dovrebbero essere liberati dalla prigione di Ofer in Cisgiordania, anche se solo dopo che Hamas avra’ consegnato tutti gli ostaggi. Secondo i media arabi, le squadre della Mezzaluna Rossa palestinese sono entrate nella prigione per trasferire un prigioniero malato.
Einav Zangauker speaks to her son, Matan, for the first time in two years as he returns from Hamas captivity.
🟡 Operation “Returning Home” Seven returning hostages are currently being accompanied by IDF and ISA forces on their return to Israel, where they will undergo an initial medical assessment.
The commanders and soldiers of the IDF salute and embrace the returning hostages as they…
Trump assiste al rilascio dall’Air Force One – Il presidente americano Donald Trump ha assistito alla liberazione dei primi sette ostaggi israeliani dall’Air Force One che lo porta a Tel Aviv. “La storia mentre accade“, ha scritto la sua portavoce Karoline Leavitt sui social media, insieme a una foto della televisione che sull’aereo presidenziale trasmetteva immagini da Gaza e da Israele.
Hamas: “Rispetteremo l’accordo se anche Israele lo farà” – Hamas ha assicurato che rispetterà l’intera di Sharm el Sheikh, a patto che lo faccia anche Israele. “Assicuriamo il nostro impegno sull’accordo e sui relativi calendari, a condizione che Israele li rispetti“, si legge in una nota diffusa dai media.
“L’accordo che è stato raggiunto è il frutto della fermezza e della resistenza del nostro popolo“, si legge ancora nel comunicato delle Brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas. “L’occupazione avrebbe potuto riportare la maggior parte dei suoi prigionieri vivi molti mesi fa, ma ha continuato a temporeggiare“, si sottolinea.
Il biglietto di Netanyahu: “Ti aspettavamo” – “Ti aspettavamo“. Così il primo ministro Benjamin Netanyahu e sua moglie Sara hanno scritto a ciascuno degli ostaggi liberi da oggi, in un biglietto lasciato sul lettino che accogliera’ i rapiti negli ospedali dove saranno visitati. Lo ha riferito l’ufficio del premier. “A nome di tutto il popolo d’Israele, bentornato! Ti abbiamo aspettato. Ti abbracciamo. Sara e Benjamin Netanyahu“, si legge. Il biglietto e’ parte del kit di benvenuto preparati dall’Autorita’ per gli ostaggi dell’ufficio del primo ministro e include vestiti, prodotti per l’igiene, un computer portatile, un cellulare e un tablet.
Ostaggi consegnati all’Idf – I sette ostaggi israeliani consegnati questa mattina da Hamas alla Croce Rosa sono sulla via per la consegna all’Idf. Lo riferiscono i media israeliani.
Rilasciati i primi 7 ostaggi israeliani – Sono stati rilasciati a Gaza i primi sette ostaggi israeliani che erano dal 7 ottobre 2023 nelle mani di Hamas. Lo ha annunciato la Croce Rossa, a quanto riportano media israeliani. I sette ostaggi sono stati consegnati da Hamas alla Croce Rossa.
Croce Rossa sul posto – La Croce Rossa si sta recando in un punto di incontro nel nord della Striscia di Gaza dove diversi ostaggi saranno trasferiti sotto la sua custodia, ha riferito l’esercito israeliano in un comunicato. “Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono pronte a ricevere altri ostaggi, che dovrebbero essere trasferiti alla Croce Rossa in un secondo momento”, aggiunge la nota.
Hamas pubblica i nomi – L’ala armata di Hamas ha pubblicato un elenco di 20 ostaggi sopravvissuti detenuti a Gaza che dovrebbero essere liberati nell’ambito di un accordo raggiunto con Israele. Gli ostaggi citati dalle Brigate Ezzedine al-Qassam sul proprio canale Telegram fanno parte dei 48 prigionieri, sia vivi che deceduti, detenuti dai militanti palestinesi a Gaza. Nell’ambito dell’accordo” di cessate il fuoco e “per lo scambio di prigionieri, le Brigate al-Qassam hanno deciso di liberare i seguenti prigionieri sionisti vivi”, si legge in un comunicato del gruppo armato che pubblica l’elenco dei nomi dei venti ostaggi. Bar Kuperstein, Eviatar David, Yosef Haim Ohana, Segev Kalfon, Avitan Or, Elkana Buchbot, Maxim Harkin, Nimrod Cohen, Matan Tsengauker, David Cuneo, Eitan Horn, Matan Engerst, Eitan Mor, Gali Berman, Ziv Berman, Omri Miran, Alon Ohel, Guy Gilboa-Dalal, Rom Breslavsky e Ariel Cune. Questi i nomi che compaiono sulla lista.
La visita di Donald Trump in Israele e le sue dichiarazioni – Donald Trump è atteso in Israele alle 6,20 circa. Dopo uno scambio con Netanyahu, parlerà davanti al Parlamento e incontrerà i famigliari degli ostaggi. “La guerra è finita. D’accordo? Lo capite?“, ha dichiarato il presidente americano ai giornalisti al momento di lasciare gli Stati Uniti. Da parte sua, Netanyahu ha affermato che Israele ha ottenuto “vittorie immense, vittorie che hanno stupito il mondo intero. Devo dirvi che la lotta non è finita“, ha tuttavia aggiunto il premier israeliano in un discorso televisivo.
Vertice di pace a Sharm el-Sheikh e futuro di Gaza – Dopo il suo breve soggiorno in Israele, Trump si recherà a Sharm el-Sheikh, in Egitto, per copresiedere insieme al suo omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi un “vertice per la pace a Gaza“, alla presenza dei leader di oltre 20 paesi e del segretario generale dell’ONU Antonio Guterres. La governance della Striscia di Gaza, devastata da due anni di guerra, sarà uno dei temi in discussione. I paesi mediatori dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza dovranno firmare un documento che ne garantisca l’applicazione, ha indicato una fonte diplomatica secondo cui questi paesi saranno gli Stati Uniti, l’Egitto, il Qatar e probabilmente la Turchia. Nessun responsabile israeliano parteciperà al viaggio, né tantomeno Hamas. L’Iran, da tempo sostenitore di quest’ultimo, è stato invitato ma non parteciperà.
Il piano americano per la Striscia di Gaza – Parallelamente al ritiro graduale già avviato dell’esercito israeliano, che mantiene il controllo del 53% della Striscia di Gaza, il piano americano prevede in una fase successiva che Hamas sia escluso dal governo della Striscia di Gaza, dove ha preso il potere nel 2007, e che il suo arsenale sia distrutto. Secondo il piano americano, il governo sarebbe affidato a “un comitato palestinese tecnocratico e apolitico” posto “sotto la supervisione e il controllo di un nuovo organo internazionale di transizione” guidato da Trump.
Sono tutti uomini: perlopiù civili ma anche soldati. La loro vita è ferma dal 7 ottobre 2023
AGI – L’ala armata di Hamas ha pubblicato un elenco di 20 ostaggi sopravvissuti detenuti a Gaza che dovrebbero essere liberati nell’ambito di un accordo raggiunto con Israele. Gli ostaggi citati dalle Brigate Ezzedine al-Qassam sul proprio canale Telegram fanno parte dei 48 prigionieri, sia vivi che deceduti, detenuti dai militanti palestinesi a Gaza.
“Nell’ambito dell’accordo” di cessate il fuoco e “per lo scambio di prigionieri, le Brigate al-Qassam hanno deciso di liberare i seguenti prigionieri sionisti vivi”, si legge in un comunicato del gruppo armato che pubblica l’elenco dei nomi dei venti ostaggi.
I nomi
Bar Kuperstein,
Eviatar David,
Yosef Haim Ohana,
Segev Kalfon,
Avitan Or,
Elkana Buchbot,
Maxim Harkin,
Nimrod Cohen,
Matan Tsengauker,
David Cuneo,
Eitan Horn,
Matan Engerst,
Eitan Mor,
Gali Berman,
Ziv Berman,
Omri Miran,
Alon Ohel,
Guy Gilboa-Dalal,
Rom Breslavsky
Ariel Cune.
Trump è in Israele. “L’accordo è la cosa più grande in cui sia mai stato coinvolto”
Missione di appena quattro ore per il presidente americano che poi lascerà Tel Aviv alla volta di Sharm el Sheikh
Donald Trump e Benjamin Netanyahu – AFP
AGI – Il presidente americano Donald Trump è arrivato in Israele. La visita durerà sole quattro ore.
Rompendo il protocollo, Donald Trump ha voluto che Benjamin Netanyahu e la moglie salissero a bordo del veicolo presidenziale (noto come ‘La Bestia‘) per raggiungere insieme Gerusalemme dove i due leader avranno un incontro riservato prima di raggiungere la Knesset. Di fronte ai parlamentari interverranno gli stessi Trump e Netanyahu oltre al leader dell’opposizione Lapid.
Il presidente degli Stati Uniti e il primo ministro israeliano sono stati immortalati in una conversazione animata a bordo dell’auto di Trump dopo la cerimonia di benvenuto all’aeroporto israeliano Ben Gurion, dove il tycoon e’ stato accolto dal presidente Yitzhak Herzog e dalla moglie Michal, dal primo ministro e dalla moglie Sara, oltre che dall’inviato statunitense Steve Witkoff, dal genero di Trump, Jared Kushner e dalla figlia Ivanka. “Benedetti gli operatori di pace” ha detto a Trump il presidente Herzog.
“La cosa più grande in cui sia mai stato coinvolto” – L’accordo di Sharm el Sheikh per Gaza potrebbe essere per Donald Trump il suo più importante successo diplomatico. Il presidente americano lo ha sottolineato in un’intervista all’emittente israeliana Canale 12. “Questa potrebbe essere la cosa più grande in cui sia mai stato coinvolto“, ha detto nell’intervista fatta mentre era ancora sull’Air Force 1. Alla domanda su quale sara’ il suo messaggio al popolo israeliano nel discorso che fara‘ in mattinata alla Knesset, Trump ha risposto: “Amore e pace per sempre“.
Il programma – Trump sarà accolto alle 9:20 ora locale all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv dal primo ministro Benjamin Netanyahu e dal presidente Isaac Herzog. Alle 10:15, il Presidente avrà un colloquio con Netanyahu nell’ufficio del primo ministro alla Knesset. Alle 10:45 incontreranno insieme le famiglie degli ostaggi.
Incontro alla Knesset – Alle 11:00, Trump, Netanyahu, il presidente della Knesset Amir Ohana, e il leader dell’opposizione Yair Lapid parleranno davanti a tutti ideputati.
Firma dell’accordo Israele-Hamas – Alle 13:00 Trump lascerà Israele, salutato di nuovo da Herzog e Netanyahu, alla volta di Sharm el Sheikh dove co-presiederà con l’omologo egiziano Abdel Fattah al Sissi la cerimonia di firma dell’accordo tra Israele e Hamas.
Quarto presidente Usa a ricevere la medaglia di Israele – Il presidente israeliano Isaac Herzog consegnerà a Donald Trump la Medaglia d’Onore Presidenziale Israeliana, la più alta onorificenza civile del Paese. Il premio riconosce gli sforzi di Trump per ottenere il rilascio degli ostaggi. Herzog informerà Trump della decisione durante il loro incontro alla Knesser e la medaglia verrà consegnata nei prossimi mesi.
Tra gli statunitensi che hanno ricevito l’onorificienza ci sono l’ex segretario di Stato Henry Kisinger, gli ex presidenti Bill Clinton, Barack Obama e Joe Biden e il regista Steven Spielberg. A ricevere la medaglia anche l’ex presidente italiano, Giorgio Napolitano e l‘ex cancelliera tedesca Angela Merkel.
La Medaglia Presidenziale è stata conferita per la prima volta il 1 marzo 2012 dall’allora presidente, Shimon Peres, ed è stata consegnata in due anni a 26 persone“che hanno dato un contributo eccezionale allo Stato di Israele o all’umanità, attraverso il loro talento, i loro servizi o in qualsiasi altra forma“. La medaglia, ispirata alla Legion d’Onore francese, è stata disegnata da Yossi Matityahu e include un versetto del Libro di Samuele, che si puo’ tradurre liberamente come “testa e spalle sopra il resto“. Isaac Herzog ha ripristinato l‘istituzione della medaglia nel 2022. Sotto Herzog, la decorazione è stata ribattezzata Medaglia Presidenziale d’Onore Israeliana.
Il 26 ottobre scatta il cambio di orario. Al mattino ci sarà un’ora di luce in più, ma il rovescio della medaglia è che di sera farà buio prima. L’ora legale tornerà in vigore domenica 29 marzo 2026
Torna l’ora solare. Al fatidico appuntamento manca ormai poco. Quest’anno le lancette andranno spostate alle 3 del mattino di domenica 26 ottobre 2025 che diventeranno le 2. In poche parole si tornerà indietro di un’ora e al mattino ci sarà un’ora di luce in più. Il rovescio della medaglia è che di sera farà buio prima. Inutile dire che in realtà il lasso di tempo che intercorre tra alba e tramonto di luce resterà il medesimo, motivo per cui è sbagliato dire che “le giornate diventeranno più corte“: semplicemente il sole tramonterà un’ora prima rispetto all’orario estivo. L’ora legale tornerà in vigore domenica 29 marzo 2026.
Torna l’ora solare (e con lei anche stanchezza e stress) – C’è comunque una buona notizia: per chi ha problemi con la sveglia abituarsi al nuovo orario sarà meno difficile che fare il passaggio dall’ora solare a quella legale. Per il resto, almeno per i primi giorni, sarà normale sentirsi un po’ scombussolati.
Gli effetti collaterali sono quelli di cui si è spesso parlato in occasione del cambio di orario: stanchezza, stress, irritabilità. Disturbi dovuti all’alterazione del ritmo sonno-veglia e che incidono direttamente sull’umore. Dal momento che si “guadagna” un’ora di sonno, i disturbi da cambio d’ora sono generalmente più lievi quando si passa dall’ora legale a quella solare, ma sono comunque presenti. Nella maggior parte dei casi non c’è da preoccuparsi troppo, ma sarebbe comunque una buona regola cercare di abituare il corpo gradualmente ai nuovi orari, ad esempio posticipando leggermente i pasti e il momento di andare a letto.
Le autorità indagano sul sito dopo che è stato scoperto che i gamberetti esportati negli Stati Uniti contenevano l’isotopo pericoloso Cesio-137
Ad agosto, Walmart ha ritirato dal mercato i gamberetti surgelati a causa di un allarme radioattivo. Fotografia: Alessio Mamo/The Guardian
Una vasta zona industriale alla periferia di Giacarta, in Indonesia , è alle prese con la contaminazione radioattiva dopo che una task force governativa ha trovato tracce del pericoloso isotopo Cesio-137 in 22 impianti di produzione del sito, tra cui aziende che esportano pesce congelato.
La scoperta, che ha richiesto una decontaminazione di emergenza e il trasferimento dei residenti, fa seguito a un allarme contaminazione negli Stati Uniti ricondotto alle strutture di Giacarta.
Le autorità indonesiane hanno avviato un’indagine dopo che la Foodand Drug Administration statunitense ha rilevato la presenza di cesio-137, un isotopo radioattivo, in una spedizione di gamberetti impanati congelati esportata dalla società indonesiana PT Bahari Makmur Sejati (BMS).
La FDA ha emesso un avviso in cui invitava distributori e rivenditori a smaltire il prodotto e a non venderlo, sebbene il livello rilevato fosse ben al di sotto della soglia di intervento stabilita dall’autorità. Ha aggiunto che la quantità di Cesio-137 rilevata non avrebbe rappresentato un rischio acuto per i consumatori.
La FDA ha affermato: “Il principale effetto preoccupante sulla salute in seguito a un’esposizione ripetuta a basse dosi e a lungo termine (ad esempio attraverso il consumo di cibo o acqua contaminati nel tempo) è un rischio elevato di cancro, derivante dal danno al DNA all’interno delle cellule viventi del corpo“.
Le scansioni radiologiche hanno rivelato che almeno 22 impianti nella zona industriale erano contaminati. La task force indonesiana non ha reso noti i nomi degli altri 21 impianti di produzione, ma ha affermato che sarebbero stati immediatamente sottoposti a procedure di decontaminazione condotte dall’agenzia nucleare indonesiana.
Il ministro dell’ambiente, Hanif Faisol, ha affermato che le persone che vivono in aree altamente contaminate saranno trasferite finché il sito non sarà decontaminato, aggiungendo che la sicurezza dei residenti è la “massima priorità“.
Le autorità sanitarie hanno inoltre effettuato controlli sui lavoratori locali e sui residenti che vivono nei pressi della zona industriale, identificando nove persone risultate positive all’esposizione al Cesio-137. Sono state ricoverate in ospedale prima di poter tornare a casa.
I siti contaminati saranno immediatamente sottoposti a procedure di decontaminazione da parte dell’agenzia nucleare indonesiana. Le autorità hanno inoltre designato il sito di una fabbrica di rottami metallici, la PT Peter Metal Technology, come struttura di isolamento per merci contaminate.
L’Indonesia, che non gestisce centrali nucleari né programmi di armamento, ritiene che il cesio-137 possa essere entrato nel paese dall’estero.
Un portavoce della task force, Bara Hasibuan, ha dichiarato mercoledì ai giornalisti che le importazioni di rottami metallici erano la probabile fonte di contaminazione e ha confermato che il governo avrebbe imposto immediatamente restrizioni sulle importazioni di rottami metallici. Ha aggiunto che anche i veicoli in transito nell’area venivano ispezionati per verificare la presenza di potenziali contaminazioni.
Il cesio 137 è un isotopo radioattivo pericoloso che solitamente si diffonde nell’ambiente a seguito di test nucleari o incidenti, come Fukushima o Chernobyl. Piccole quantità sono presenti nel suolo, negli alimenti e nell’aria.
Il livello rilevato nei gamberetti congelatiera di gran lunga inferiore ai livelli di intervento della FDA, ma l’autoritàha affermato che l’esposizione a lungo termine anche a basse dosi di cesio era collegata a un rischio elevato di cancro.
I gamberetti ritirati dal mercato erano venduti nei negozi Walmart di almeno una dozzina di stati degli Stati Uniti, tra cui Alabama, Arkansas, Florida, Georgia, Kentucky, Louisiana, Missouri, Mississippi, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania, Texas e West Virginia.
I dati Anmil: ‘Un morto ogni 8 ore’. Bellucci: ‘Presto un dl sicurezza’
“La sicurezza sul lavoro è un diritto inalienabile, un investimento sul valore dell’essere umano, sul significato profondo del lavoro e sulla qualità della vita“.
Sergio Mattarella non usa giri parole in occasione della settantacinquesima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.
Il capo dello Stato prende carta e penna e scrive un lungo messaggio ad Antonio Di Bella, presidente dell’Anmil (associazione nazionale lavoratori mutilati ed invalidi del lavoro) per richiamare ancora una volta l’attenzione sui dati, diffusi, dalla stessa associazione che certificano come in Italia “ogni 8 ore c’è un morto sul lavoro“.
“Il numero di decessi e infortuni resta tragicamente alto – sottolinea il presidente della Repubblica – anche in raffronto con quello che accade nel resto dell’Unione europea. Ciascuna vittima è un volto a cui occorre dare voce“. Ecco perché Mattarella chiede “l’impegno collettivo, affinché dal dolore nasca una nuova consapevolezza: la volontà comune di costruire luoghi di lavoro più sicuri, dove la vita e la dignità di ogni lavoratore siano sempre al primo posto“.
Alle parole del presidente della Repubblica, fanno eco le prese di posizioni delle più alte cariche dello Stato. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, affida a un lungo post su Facebook la sua riflessione: “Nonostante i grandi sforzi per aumentare la sicurezza i dati restano preoccupanti – osserva il presidente di Palazzo Madama – troppe persone continuano a morire o a subire gravi infortuni mentre lavorano. La sicurezza deve essere sempre una priorità condivisa: prevenzione, formazione e responsabilità sono gli strumenti essenziali per tutelare la vita e rendere il lavoro luogo di dignità, progresso e realizzazione personale“.
Della stessa idea il suo omologo alla Camera: “La sicurezza – dice Lorenzo Fontana – è una priorità fondamentale per garantire che ogni luogo di lavoro tuteli la dignità e la vita delle persone. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che operano per la promozione della cultura della prevenzione e per il sostegno a chi ha subito infortuni o malattie professionali”.
Che il tema debba essere una priorità lo ricorda anche la viceministra del Lavoro, Teresa Bellucci. L’esponente di FdI fa sapere che un nuovo decreto sulla sicurezza sui posti di lavoro è alle battute finali “stiamo ultimando il testo – dice – frutto del costruttivo confronto con le parti sociali. Abbiamo integrato nel Testo unico il tema delle violenze e delle molestie sul lavoro, perché sicurezza significa anche tutela della dignità e del benessere psicofisico della persona“.
La giornata nazionale, sottolinea il presidente dell’Anmil Di Bella, “appartiene a tutti i lavoratori presenti, futuri e pensionati del Paese deve portare un grido unanime verso il cambiamento. Verso una presa in carico determinata al porre fine ad una strage continua, verso l’investimento immediato per la costruzione di un reale Stato sociale“.
RAINEWS24 “Non uno di più” – Lo speciale di RaiNews24 per la 75ª Giornata ANMIL – (12-10-2025
Rajoelina ha accusato i militari dopo che ieri un contingente di soldati si è unito alle migliaia di giovani manifestanti antigovernativi che avrebbe dovuto fermare nella capitale Antananarivo
Luis TATO / AFP – Andry Rajoelina
AGI – Il presidente malgascio Andry Rajoelina ha accusato i militari di golpe, dopo che ieri un contingente di soldati si è unito alle migliaia di giovani manifestanti antigovernativi che avrebbe dovuto fermare nella capitale Antananarivo.
“La presidenza della Repubblica desidera informare la nazione e la comunità internazionale che un tentativo di prendere il potere illegalmente e con la forza, contrario alla Costituzione e ai principi democratici, è attualmente in corso sul territorio nazionale“, si legge in una dichiarazione di Rajoelina.
I militari della base di Soanierana, alla periferia della capitale, avevano invitato ieri all’ammutinamento di fronte al perdurare dell’ondata di proteste contro l’esecutivo iniziate il 25 settembre. “Uniamo le forze, militari, gendarmi e polizia, e rifiutiamo di essere pagati per sparare ai nostri amici, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle“, hanno dichiarato i soldati in un video diffuso sabato mattina.
Madagascar, ministro Esercito accetta nomina ribelli per capo forze armate: cosa succede
Esercito si schiera con le proteste. Il presidente: “Tentativo di golpe”
Madagascar, soldati si schierano con i manifestanti nelle proteste anti governo ad Antananarivo – Afp
Il ministro delle Forze armate del Madagascar ha riconosciuto come nuovo capo dell’esercito un ufficiale scelto da un contingente militare schierato con i manifestanti che chiedono le dimissioni del presidente Andry Rajoelina.
Il generale Demosthene Pikulas è stato insediato come capo di Stato maggiore dell’esercito durante una cerimonia presso il quartier generale dell’esercito, alla quale ha partecipato anche il ministro delle forze armate, ManantsoaDeramasinjaka Rakotoarivelo. Pikulas è stato scelto dall’unità ammutinata Capsat, che ieri si è unita ai manifestanti. “Gli dò la mia benedizione“, ha dichiarato il ministro.
Cosa è successo – Rajoelina aveva denunciato che nel Paese era “in corso un tentativo di prendere il potere in modo illegale e con la forza, contro la Costituzione e ai principi democratici”, dopo che ieri un contingente di militari ha preso parte alla protesta contro il governo insieme a migliaia di persone ad Antananarivo.
Le unità delle forze speciali Capsat ribelli – che ieri si erano schierati con i manifestanti alla guida di mezzi blindati e sventolando bandiere del Madagascar e chiesto alle forze di sicurezza di “rifiutare gli ordini di aprire il fuoco contro i nostri amici, i nostri fratelli e le nostre sorelle” – avevano nel frattempo annunciato la loro intenzione di assumere il controllo delle forze militari
“D’ora in poi tutti gli ordini alle forze armate partiranno dal quartier generale del Capsat” a Soanierana, a sud di Antananarivo. hanno reso noto le unità in una dichiarazione video. Erano stati i militari di Capsat a portare al potere il Presidente in carica, e ora contestato, con un golpe nel 2009.
Le proteste – Le proteste organizzate dalla generazione Z sono iniziate lo scorso 25 settembre, in un primo momento per protestare contro i tagli dei rifornimento di acqua ed elettricità e poi contro l’intero sistema. A nulla è servita la decisione del presidente della scorsa settimana di licenziare il governo.
Farnesina – La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Pretoria monitorano intanto la situazione in Madagascar, dove un contingente dell’esercito è insorto contro il governo, si legge in un tweet della Farnesina. Il ministro Antonio Tajani è informato e ne segue l’evoluzione. Per qualsiasi emergenza o segnalazione, si richiede di contattare l’Ambasciata italiana al numero +27 827815972 o l’Unità di Crisi, al numero+39 0636225 o via mail a unita.crisi@esteri.it.
L’Ogs, l’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale di Trieste, ha registrato alle ore 09:43 un terremoto di Magnitudo 3.1 a 8 chilometri Sud-Sud Est di Verzegnis (Udine), alla profondità di 10,2 chilometri.
L’allarme è scattato intorno alle 19.30, sul posto oltre nove squadre dei Vigili del Fuoco e altrettanti mezzi
Le fiamme partite forse da una camera. Gran parte della struttura risulta compromessa, evacuate 21 suore: stanno tutte bene
LA VALLETTA BRIANZA – Un violentissimo incendio è scoppiato nel tardo pomeriggio di oggi, sabato 11 ottobre, a La Valletta Brianza. L’allarme è scattato intorno alle ore 19.30, le fiamme hanno avvolto completamente il Monastero della Bernaga, a Perego, che ospita le Monache Romite Ambrosiane.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco con oltre 9 squadre e altrettanti mezzi, alcuni provenienti dai territori limitrofi (Monza e Vimercate). Si tratta di un incendio di grandissime proporzioni, sarebbe compromessa gran parte della struttura. Le fiamme sono visibili anche da chilometri di distanza.
Sono intervenute anche l’automedica da Lecco e due ambulanze. Allertati anche iCarabinieri della Stazione di Brivio, è arrivato il capitano della Compagnia di Merate Giovanni Casamassima. Presente anche il sindaco de La VallettaBrianza Marco Panzeri, insieme alla Polizia Locale e alla Protezione Civile della Valletta Brianza.
Alcuni testimoni presenti sul posto hanno parlato di un vero e proprio infernocon la struttura che sarebbecompletamente bruciata. Dalla chiesina è stato salvato un quadro, ma risulta particolarmente difficile domare le fiamme perché la struttura è in gran parte in legno.
L’incendio potrebbe essere partito dagli alloggi. Tutte le 21 suore presenti nel monastero sono al sicuro: fortunatamente si trovavano insieme quando l’incendio è divampato e sono state loro a dare l’allarme. Soccorse, sono state portate dapprima nel municipio a Perego e poi trasferite in strutture de La Nostra Famiglia tra cui Ponte Lambro (CO) e altri luoghi disponibili. Fortunatamente, dopo le verifiche dei sanitari non ci sarebbero feriti.
La strada che sale da Lissolo è stata chiusa totalmente al transito per evitare che l’incendio possa provocare danni alle mura esterne al Monastero. In posto anche i tecnici di Lario Reti Holding per coadiuvare l’allacciamento ai pozzetti con pressione alta: in questo modo i Vigili del Fuoco,ancora impegnati nelle operazioni di spegnimento, possono infatti ricaricare più velocemente le pompe di acqua.
Quattro persone sono state uccise in un attacco a Leland, mentre due sono state uccise a Heidelberg, durante un terzo attacco a Rolling Fork
Amici e familiari delle vittime di una sparatoria avvenuta sabato nel centro di Leland, Mississippi. Fotografia: Katie Adkins/AP
Secondo quanto riferito sabato da alcuni funzionari locali, sei persone sono state uccise e altre 18 sono rimaste ferite in tre sparatorie separate avvenute durante i festeggiamenti per il ritorno a casa della squadra di football di una scuola superiore nelMississippi .
L’incidente più mortale è avvenuto intorno a mezzanotte di venerdì a Leland, dove quattro persone sono morte, ha dichiarato sabato mattina John Lee, sindaco della cittadina nella contea di Washington, nel Mississippioccidentale . Almeno 16 persone sono rimaste ferite nell’incidente, quattro delle quali in condizioni critiche sono state trasportate in elicottero a Jackson, la capitale dello stato, e altre 12 sono state curate negli ospedali locali.
Lee ha affermato che l’attacco è avvenuto in una strada principale di Leland, dove si era radunata una folla dopo la partita di ritorno a casa della scuola superiore cittadina contro la scuola superiore di Charleston.
Sono stati confermati pochi dettagli, ma i media locali hanno riferito che il senatore dello Stato Derrick Simmons ha affermato che la sparatoria è avvenuta durante un raduno dopo la partita.
Leland, Mississippi, dopo una sparatoria mortale. Fotografia: Katie Adkins/AP
Simmons ha inoltre affermato che quattro persone sono state trasportate in elicottero al centro medico dell’Università del Mississippi a Jackson in condizioni critiche. Non sono stati nominati i sospettati né sono stati resi noti dettagli, ma sabato pomeriggio nessuno era in custodia in relazione alla sparatoria.
Secondo quanto riportato dai media locali, l’ufficio investigativo del Mississippi sta conducendo un’inchiesta.
Circa 320 km a sud-est, a Heidelberg, un’altra cittadina del Mississippi, sabato la polizia stava indagando su una sparatoria avvenuta durante il weekend di ritorno a casa della scuola locale, in cui sono morte due persone. Successivamente, è emersa la notizia di una terza sparatoria, avvenuta venerdì sera, presso la South Delta High School di Rolling Fork, a sole 65 km a sud di Leland, nel delta del Mississippi, nella contea di Sharkey.
In una dichiarazione pubblicata su Facebook , l’ufficio dello sceriffo della contea di Sharkey ha affermato di aver arrestato e incriminato due individui in relazione alla sparatoria di Rolling Fork, in cui i notiziari locali hanno riferito che due persone sono rimaste ferite.
Leland è una piccola città nella contea di Washington, Mississippi, con una popolazione di circa 3.800 abitanti nel 2023, secondo Data USA .
Un membro dello staff del dipartimento di polizia di Leland, che non ha fornito il suo nome, ha dichiarato in una nota che l’incidente è ancora sotto inchiesta e ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli.
I nomi delle vittime non sono ancora stati resi noti.
La scena della sparatoria mortale di venerdì a Leland, Mississippi, ripresa sabato. Fotografia: Katie Adkins/AP
“Voglio solo esprimere le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che sono in cura“, ha detto Lee, sindaco di Leland. “Dobbiamo pregare per la nostra città“.
Nel frattempo, il capo della polizia di Heidelberg, Cornell White, parlando della sparatoria avvenuta durante l’evento scolastico nella contea di Jasper, ha dichiarato che due persone sono state uccise. Si è rifiutato di specificare se le vittime fossero studenti o di fornire ulteriori informazioni sull’incidente.
“Al momento abbiamo ancora un argomento in discussione, ma non posso fornire dettagli specifici“, ha detto White sabato mattina.
Un diciottenne è ricercato per essere interrogato in relazione alla sparatoriaavvenuta lì, ha affermato l’ufficio dello sceriffo della contea di Jasper in una nota.
Scontri e tensione sull’A2 del Mediterraneo tra tifosi tra tifosi del Catania e della Casertana: corsie invase e lanci di oggetti da una carreggiata all’altra. Traffico bloccato.
Scontri e tensione lungo l’A2 Autostrada del Mediterraneo, dove circa 150 ultras di Catania e Casertana si sono affrontati nell’area di servizio di Salerno, all’altezza del chilometro 13,500. Gli scontri, scoppiati al termine delle rispettive trasferte — gli etnei a Giugliano e i campani a Picerno — hanno provocato gravi disagi alla circolazione.
Secondo le prime ricostruzioni, i tifosi avrebbero invaso le corsie autostradali, lanciandosi pietre e fumogeni da una carreggiata all’altra. La situazione è rapidamente degenerata, costringendo alla chiusura temporanea del tratto e creando lunghe code in entrambe le direzioni.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine e le squadre dell’Anas per ristabilire la sicurezza e ripristinare la normale viabilità nel più breve tempo possibile.
11.10.2025🇮🇹Fight Casertana vs Catania on autostrada at San Mango Piemonte near Salerno, click for more here: https://t.co/S55zfeLFNI
Scontri tra tifosi di Casertana e Catania in autostrada – Serata ad alta tensione lungo l’A2 del Mediterraneo, dove – secondo le prime ricostruzioni – si è verificato un violento scontro tra tifosi del Catania, di rientro dalla trasferta di Giugliano, e sostenitori della Casertana, reduci dalla partita di Picerno.
I due gruppi si sarebbero affrontati lanciandosi pietre e fumogeni, scatenando il caos nei pressi di San Mango Piemonte. Sul posto sono immediatamente intervenute le pattuglie della Polstrada e altre forze dell’ordine, che hanno disposto la chiusura temporanea del tratto autostradale per ragioni di sicurezza. Il traffico è andato completamente in tilt.
Catania e Casertana vincono in trasferta – Il Catania ha vinto 3-0 in casa del Giugliano grazie alle reti di Lunetta, Forte e Castillo: questa vittoria ha permesso agli etnei di portarsi al secondo posto in classifica in attesa delle altre partite del turno. La Casertana ha battuto 2-0 il Picerno a domicilio con la doppietta di Bentivegna: la squadra di Coppitelli con questa vittoria si è portata al settimo posto con 14 punti.
Agenti delle forze dell’ordine sorvegliano un cancello all’esterno dell’impianto di produzione di esplosivi militari Accurate Energetic Systems, dopo un’esplosione avvenuta nella struttura a Bucksnort, Tennessee, Stati Uniti, il 10 ottobre 2025, in un’immagine fissa tratta da un video. WKRN, affiliata ABC, tramite REUTERS
Reuters – Gli investigatori non si aspettano di trovare sopravvissuti sulla scena della massiccia esplosione avvenuta in un’azienda di esplosivi militari del Tennessee, che ha causato la scomparsa di 18 persone, hanno dichiarato sabato le autorità. L’esplosione, avvertita a chilometri di distanza, ha raso al suolo un edificio nella sede centrale di Accurate Energetic Systems, che si estende su 1.300 acri (5 chilometri quadrati), nelle prime ore di venerdì mattina a Bucksnort, a circa un’ora di macchina a ovest di Nashville.
“Più di 300 persone hanno attraversato quasi ogni centimetro quadrato di questa struttura e, al momento, non abbiamo recuperato alcun sopravvissuto“, ha detto ai giornalisti lo sceriffo della contea di Humphreys, Chris Davis. “È una grande perdita per le nostre comunità“.
Le autorità non hanno fornito un bilancio preciso delle vittime, ma in precedenza avevano dichiarato che 18 persone risultavano disperse. Davis ha confermato che l’operazione era passata dal salvataggio al recupero e che gli investigatori avrebbero utilizzato il test del DNA per confermare l’identità delle vittime. Gli investigatori, tra cui agenti dell’FBI e del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives, stanno ancora lavorando per determinare la causa dell’esplosione, hanno affermato le autorità. La presenza di esplosivi e altri ordigni nella proprietà ha reso complicate le ricerche sulla scena. In una dichiarazione rilasciata venerdì, l’azienda ha ringraziato i primi soccorritori, ma non ha indicato una possibile causa.
“I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alle famiglie, ai colleghi e ai membri della comunità colpiti da questo incidente“, ha affermato l’azienda. Secondo il sito web dell’azienda,Accurate Energetic Systemssviluppa, produce e immagazzina esplosivi per i mercati “militare, aerospaziale e delle demolizioni commerciali“. La sede centrale comprende otto edifici produttivi e un laboratorio di qualità. Secondo quanto riportato dalle notizie locali, nel 2014 una piccola esplosione di munizioni nello stabilimento ha ucciso una persona e ne ha ferite altre tre.
Calcio – Coppa del Mondo FIFA – Qualificazioni UEFA – Gruppo I – Norvegia – Israele – Oslo, Norvegia – 11 ottobre 2025 I manifestanti pro-Palestina marciano a Oslo prima della partita Javad Parsa/NTB tramite REUTERS
OSLO, 11 ottobre (Reuters) – La partita di qualificazione alla Coppa del Mondo tra Norvegia e Israele, disputata sabato a Oslo, è stata caratterizzata da proteste e da una massiccia risposta delle forze di sicurezza, tra cui l’uso di gas lacrimogeni, con i tifosi norvegesi divisi sulla partecipazione di Israele al torneo a causa della guerra a Gaza. Prima della partita, centinaia di sostenitori filo-palestinesi si sono radunati per protestare davanti al parlamento norvegese; molti di loro indossavano le maglie della nazionale palestinese.
“La partita non avrebbe dovuto essere giocata. Se la Russia viene espulsa, allora anche Israele dovrebbe essere espulso“, ha detto il tifoso norvegese Johan, che indossava la maglia della Palestina. Marciando verso lo stadio Ullevaal con bandiere e razzi palestinesi, i manifestanti si sono radunati all’esterno, promettendo di continuare fino al calcio d’inizio, mentre gli edifici vicini esponevano striscioni pro-palestinesi appesi ai balconi. La sicurezza attorno allo stadio era molto elevata: la polizia aveva chiuso diversi ingressi ore prima dell’inizio della partita, aveva perquisito le borse e ridotto il numero di spettatori ammessi. Successivamente, la polizia norvegese ha confermato di aver utilizzato gas lacrimogeni contro un gruppo di manifestanti che avevano tentato di sfondare le barricate che circondavano lo stadio durante la partita.
“Diversi manifestanti hanno sfondato le barricate della polizia fuori dallo stadio Ullevaal. Abbiamo quindi utilizzato gas lacrimogeni per controllare la folla. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente”, ha dichiarato la polizia in una nota ai media norvegesi. Secondo l’agenzia di stampa NTB, la polizia ha arrestato anche diversi dimostranti. Alcuni tifosi norvegesi non sembravano preoccupati per il contesto politico della partita, considerandola solo un ulteriore ostacolo alla qualificazione alla loro prima Coppa del Mondo dal 1998.” Stasera guarderemo la Norvegia qualificarsi e sarà una serata fantastica“, ha detto un tifoso. Oltre 67.000 palestinesi sono stati uccisi nell’attacco israeliano a Gaza, lanciato dopo che i militanti guidati da Hamas hanno fatto irruzione nelle città israeliane e in un festival musicale il 7 ottobre 2023, uccidendo 1.200 persone e catturando 251 ostaggi.
Le truppe israeliane hanno iniziato a ritirarsi venerdì in base a un accordo di pace , che rappresenta la prima fase del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra tra Israele e il gruppo militante Hamas.
È morta la leggendaria attrice, nota per le sue numerose collaborazioni con Woody Allen e per film come Reds, Il club delle prime mogli e Book Club.
Keaton nel 2019. L’attore è morto all’età di 79 anni. Fotografia: John Salangsang/Rex/Shutterstock
Diane Keaton, una delle star del cinema più amate degli ultimi 50 anni, è morta all’età di 79 anni in California.
La notizia è stata confermata dalla rivista People . Al momento non sono disponibili ulteriori dettagli e i suoi cari hanno chiesto il rispetto della privacy, secondo un portavoce della famiglia.
La morte di Keaton è stata uno shock per Hollywood e il resto del mondo. L’attrice era lontano dai riflettori da alcuni mesi, ma non era stata annunciata alcuna malattia.
Icona duratura e unica del cinema fin dal suo ruolo da vincitrice dell’Oscar nel film Io e Annie del 1977, che il suo regista, sceneggiatore, co-protagonista ed ex fidanzato Woody Allenha basato in gran parte sulla sua vita, Keaton ha recitato in alcuni dei film più importanti dell’ultimo mezzo secolo.
Con Allen in Io e Annie. Fotografia: Pictorial Press Ltd/Alamy
La sua spiccata autoironia, il suo talento per la comicità e il suo particolare gusto nell’abbigliamento (raramente la si vedeva senza cappello, dolcevita o cravatta maschile e pantaloni larghi) la rendevano allo stesso tempo unica e impossibile da emulare.
Nel frattempo, serie drammatiche come Looking for Mr Goodbar, Shoot the Moon e The Good Mother la consacrarono come un’attrice che non ha paura di interpretare donne difficili e antipatiche.
Keaton e Allen collaborarono per la prima volta alla versione teatrale di Provaci ancora, Sam, per la quale lei fu candidata al Tony Award nel 1971, prima di lavorare insieme per otto film, tra cui Sleeper (1973), Love and Death (1975) e Manhattan (1979).
Nel 1993, Keaton accettò il ruolo scritto per Mia Farrow in Manhattan Murder Mystery e rimase una convinta sostenitrice di Allen dopo che la Farrow lo aveva accusato di aver abusato della loro figlia adottiva, Dylan.
Altre commedie popolari e di successo sono Baby Boom, Il padre della sposa (e i suoi sequel), Il club delle prime mogli e Il club del libro.
Il sequel di quel film, Book Club: The Next Chapter, uscito nel 2023, sembra destinato a essere uno degli ultimi progetti con Keaton. Parlando con il Guardian per promuoverlo , ha spiegato perché ha scelto di rimanere così prolifica, realizzando sette film dall’inizio della pandemia.
“Mi dà l’opportunità di conoscere più persone in unambito diverso“, ha detto. “Mi piace tantissimo. È tutto interessante. La vita non è mai noiosa, mai.”
Ha anche spiegato il suo amore per la fotografia di porte e negozi abbandonati, che ha detto di trovare toccante “perché la vita è inquietante! Hai un’idea in mente di cosa sia, o di cosa dovrebbe essere, o di cosa potrebbe essere. Ma non è affatto così! Sono solo cose che vanno su e giù!“
Diane Keaton in una scena de Il Padrino (1972). Fotografia: Landmark Media/Alamy
Nel 1996, Keaton adottò una figlia, Dexter (chiamata così in onore del personaggio di Cary Grant in Scandalo a Filadelfia), e quattro anni dopo un figlio, Duke. “La maternità mi ha cambiata completamente“, ha detto. “È stata l’esperienza più umiliante che abbia mai avuto“. Nonostante le relazioni ampiamente pubblicizzate con alcuni dei suoi co-protagonisti, tra cui Al Pacino e Warren Beatty , rimase nubile.
Keaton si è presa cura della madre dalla diagnosi di Alzheimer nel 1993 fino alla sua morte nel 2008, e ha dedicato gran parte delle sue autobiografie al racconto della vita della madre e alla pubblicazione dei suoi diari.
“Era tutto per me“, ha detto di sua madre. “Era meravigliosa. Era il mio esempio di cosa si può fare nella vita. Era il cuore di tutto ciò che era meglio.“
Keaton era anche la principale assistente di suo fratelloRandy , morto nel 2021 dopo anni di problemi di salute mentale.
Oltre a recitare principalmente per il grande schermo, Keaton ha lavorato anche in TV, tra cui il ruolo di una suora intrigante nella serie TV di Jude Law, The Young Pope. Ha anche svolto un’attività parallela, rivendendo proprietà immobiliari negli Stati Uniti, oltre a prestare il suo nome e la sua creatività a una serie di articoli per la casa, abbigliamento, bicchieri e vino.
Nel dicembre 2024, in quella che sembra essere la sua ultima esibizione condivisa con il pubblico, Keaton pubblicò il suo primo singolo, una canzone natalizia intitolataFirst Christmas . Appassionata dei social media, il suo ultimo post su Instagramrisale ad aprile, in occasione della Giornata nazionale degli animali domestici, e mostrava una fotografia dell’attrice con il suo amato golden retriever, Reggie.
La leader dell’opposizione venezuelana dedica il premio al presidente Usa che replica: “L’ho aiutata nel suo cammino. Hanno bisogno di aiuto nel suo Paese”
Federico PARRA / AFP – A Caracas un cartellone pubblicitario accusa i leader dell’opposizione (da sinistra a destra) Leopoldo Lopez, Maria Corina Machado e Juan Guaido, per le sanzioni statunitensi imposte al Paese
AGI – Scambio di complimenti ieri tra Maria Corina Machado e Donald Trump. L’attivista premio Nobel per la Pace ha dedicato il riconoscimento ai Venezuelani e al presidente americano che a sua volta ha elogiato la donna incoraggiandola nel suo percorso.
“Questo riconoscimento della lotta di tutti i venezuelani è uno stimolo per portare a termine il nostro compito: conquistare la libertà – ha scritto la leader dell’opposizione venezuelana su X -. Siamo alle soglie della vittoria e oggi più che mai contiamo sul Presidente Trump, sul popolo degli Stati Uniti, sui popoli dell’America Latina e sulle nazioni democratiche del mondo come nostri principali alleati per raggiungere la libertà e la democrazia. “Dedico questo premio al popolo sofferente del Venezuela e al Presidente Trump per il suo decisivo sostegno alla nostra causa!”, ha poi aggiunto.
La telefonata di congratulazioni e il “vero” vincitore – Trump ha chiamato Machado per congratularsi del suo Nobel per la Pace per poi riferire ai cronisti che è stata la leader dell’opposizione venezuelana a telefonargli per dirgli che avrebbe dovuto essere lui a vincere il riconoscimento.
Trump: “L’ho aiutata nel suo cammino” – “La persona che ha vinto il Premio Nobel mi ha chiamato – ha detto Trump incontrando i giornalisti nello Studio Ovale – e mi ha detto che lo stava accettando in mio onore perché lo avrei davvero meritato. Non le ho risposto ‘e allora dallo a me’ – ha scherzato il presidente degli Stati Uniti -. Si può anche dire che il Nobel è stato assegnato per il 2024. Io stavo correndo per le elezioni nel 2024 – ha osservato ancora Trump -, sono felice perché ho salvato milioni di vite“. Machado, ha detto ancora Trump, “è stata molto carina. L’ho aiutata nel suo cammino. Hanno bisogno di molto aiuto in Venezuela”.
L’avvocato specializzato in immigrazione Kim Xavier afferma che l’applicazione più severa e i ritardi stanno lasciando anche gli immigrati legali nel limbo e nella paura
Persone protestano contro la repressione dell’immigrazione da parte dell’amministrazione Trump a Brooklyn, New York, il 27 settembre – Fotografia: Deccio Serrano/NurPhoto/Shutterstock
Kim Xavier, associata senior presso CoveyLaw, uno studio legale specializzato in immigrazione con sede aNew York , ha trascorso gran parte dell’ultimo anno preparandosi a eventuali annunci del venerdì che avrebbero potuto avere ripercussioni sui suoi clienti.
Quindi, quando Donald Trump ha annunciato venerdì scorso che avrebbe imposto una tassa di 100.000 dollari sulle domande di visto H-1B, la tempistica non è stata del tutto sorprendente.
“Ogni giorno è come se cercassi di restare a galla. E ogni venerdì, mi chiedo: e adesso?“, ha detto Xavier al Guardian.
Sebbene titolo dopo titolo abbia evidenziato la repressione dell’amministrazione Trump nei confronti degli immigrati clandestini, Xavier ha affermato che molti americani non si rendono conto della crescente incertezza che gli immigrati legali stanno affrontando, qualcosa che gli avvocati specializzati in immigrazione come lei devono affrontare ogni giorno.
“La paura perenne che gli immigrati clandestini hanno dovuto affrontare per tutta la vita è ora diffusa in tutto il sistema di immigrazione“, ha detto Xavier. “Credo che sia una novità. È qualcosa che molte persone non capiscono“.
Crepe e lacune sono presenti nel sistema di immigrazione legale da anni, ben prima dell’insediamento di Trump. L’ultima volta che il Congresso ha approvato una riforma completa dell’immigrazione è stato nel 1986. Nei quasi quarant’anni trascorsi, chi cerca di immigrare legalmente si trova spesso ad affrontare standard ambigui, preventivi obsoleti e ritardi, oltre ad altre questioni che sembrano di natura amministrativa ma che possono avere un impatto enorme sulla capacità di una persona di rimanere nel Paese.
La differenza osservata nel corso di una generazione è netta. “Anche chi ha attraversato il sistema di immigrazione, pensa: ‘Oh, 30 anni fa, sono arrivato dal Canada con una valigia e ho ottenuto la mia green card in tre mesi’. Non è più così”, ha detto Xavier.
Il percorso per diventare un immigrato legale negli Stati Uniti è piuttosto ristretto. Una persona può ottenere lo status legale tramite la famiglia – se un coniuge, un figlio o un genitore è cittadino – o tramite il datore di lavoro, come i titolari di visto H-1B, o ancora grazie a talenti straordinari. Sebbene gli Stati Uniti abbiano offerto lo status legale per scopi umanitari, per asilo o rifugiati, la Casa Bianca ha drasticamente ridotto questi percorsi umanitari.
L’ amministrazione Trump ha sottolineato che la repressione dell’immigrazione è mirata ad allontanare dal Paese gli immigrati clandestini.
“L’intensificazione dei controlli sull’immigrazione, mirati ai peggiori tra i peggiori, sta allontanando ogni giorno dalle nostre strade sempre più immigrati clandestini criminali e sta inviando un messaggio chiaro a chiunque altro si trovi illegalmente in questo Paese: autoespelletevi o vi arresteremo“, ha affermato in una dichiarazione il mese scorso l’assistente segretario per la sicurezza interna, Tricia McLaughlin.
Ma l’amministrazione starebbe cercando di ridurre anche l’immigrazione legale. Un recente rapporto della Reuters afferma che la Casa Bianca sta pianificando di ridurre il numero di rifugiati che gli Stati Uniti accolgono da 125.000 a 7.500, riservando la maggior parte dei posti ai sudafricani bianchi.
Sembra anche che l’amministrazione stia esaminando attentamente i registri degli immigrati, compresi i titolari di green card, alla ricerca di potenziali violazioni che non erano considerate deportabili prima del suo mandato. A settembre, una titolare di green card irlandese residente nel Missouri è statatrattenutapresso una struttura dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) in Kentucky perché aveva emesso un assegno a vuoto di 25 dollari nel 2015.
Avvocati specializzati in immigrazione come Xavier, che lavora esclusivamente con immigrati che hanno seguito la procedura legalmente, hanno constatato come il controllo in corso abbia avuto un effetto paralizzante sugli immigrati legali che hanno vissuto e addirittura formato una famiglia negli Stati Uniti.
Sulla testa di molti di questi immigrati grava la minaccia di perdere il loro status legale, anche temporaneamente, a causa di quelle che Xavier chiama “inefficienze operative“: ritardi ambigui e comunicazioni poco chiare sulle domande hanno costretto gli avvocati a lottare per mantenere lo status legale dei loro clienti.
I ritardi nell’elaborazione delle richieste sono stati un forte stress per i clienti di Xavier e spesso possono lasciare gli immigrati regolari in un limbo. Gli avvocati non sanno quando i loro clienti riceveranno risposta in merito alla loro domanda, il che a volte può lasciarli bloccati nel Paese.
Una cliente con una domanda di green card in sospeso ha fatto domanda di “libertà condizionata anticipata“, che le consentirebbe di lasciare gli Stati Uniti e rientrarvi legalmente anche se la sua domanda di green card è in fase di revisione. Poiché suo padre si stava sottoponendo a un intervento di bypass quadruplo, ha fatto domanda di libertà condizionata anticipata accelerata per poter stare con lui dopo l’intervento. Ma “le hanno comunque negato la libertà condizionata anticipata d’urgenza“, ha detto Xavier, quindi non ha potuto tornare a casa per l’intervento.
Xavier ha anche visto clienti che vivono negli Stati Uniti da anni e hanno più visti ricevere “rifiuti soft” per i rinnovi, il che significa che una domanda è stata sospesa in attesa di ulteriore documentazione e controllo.
A complicare la procedura per i richiedenti il visto è il fatto che il rinnovo richiede la comunicazione tra due rami del governo federale: l’US Citizenship and Immigration Services (USCIS), che dipende dal Dipartimento della Sicurezza Interna, e il consolato del paese di origine, che dipende dal Dipartimento di Stato. Gli avvocati hanno affermato che spesso si verifica una mancanza di comunicazione tra i due, causando ritardi.
I ritardi nelle decisioni sulle domande possono protrarsi oltre determinati “periodi di grazia” che il governo federale concede ai richiedenti di determinati visti, consentendo loro di rimanere legalmente nel Paese in attesa del rinnovo. Ciò li espone al rischio di essere arrestati o sottoposti a procedimento giudiziario una volta scaduto il periodo di grazia.
L’amministrazione Trump ha inoltre recentemente conferito agli agenti speciali dell’USCIS poteri di polizia, tra cui la possibilità di effettuare arresti ed eseguire mandati di perquisizione e arresto, poteri che l’ACLU ha affermatonon sono mai stati conferiti all’agenzia e che rappresentano un modo per “limitare sistematicamente l’immigrazione legale e privare le persone del loro status legale“.
Lo stress e l’incertezza aggiuntivi hanno avuto un impatto pesante sia sugli immigrati sia sui loro datori di lavoro.
“Sentiamo parlare dell’erosione dei percorsi di immigrazione legale che sta avendo un impatto sulla Silicon Valley, ma anche sulle startup innovative, sugli stilisti che stanno adottando misure sostenibili, sugli architetti. Sono così tanti i settori diversi che ne risentono“, ha detto Xavier.
Sebbene i cambiamenti nell’applicazione delle leggi sull’immigrazione possano sembrare insignificanti per gli immigrati legali, l’impatto è stato enorme.
“Sembrano piccoli, sembrano progressivi, ma ci è voluto molto tempo. È ormai insito nel sistema, e ora stanno arrivando alla velocità della luce, spesso in aree diverse e sotto il radar del grande pubblico, che, se presi insieme, sono estremamente dannosi”, ha detto Xavier. “In spagnolo, abbiamo un detto che dicela gota que derramó el vaso – è l‘ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ci sono queste piccole gocce, ma arrivano, e quando te ne accorgi, sei già allagato“.
L’amministrazione Trump avvia i licenziamenti durante la chiusura del governo
I licenziamenti colpiscono il Tesoro, l’HHS, il Commercio, l’Istruzione e la Sicurezza Nazionale
Un giudice federale esaminerà la causa sindacale contro i licenziamenti durante la chiusura
Si dice che siano stati colpiti più di 4.200 lavoratori
WASHINGTON, 10 ottobre (Reuters) – Venerdì il presidente Donald Trump ha incolpato i democratici per la sua decisione di licenziare migliaia di dipendenti in tutto il governo degli Stati Uniti, dando seguito alla sua minaccia di tagliare la forza lavoro federale durante lachiusura del governo .
Sono in corso tagli di posti di lavoro presso il Dipartimento del Tesoro, l’agenzia sanitaria statunitense, l’Internal Revenue Service e i dipartimenti dell’istruzione, del commercio e la divisione di sicurezza informatica della Sicurezza Nazionale, hanno affermato i portavoce, ma l’entità totale dei licenziamenti non è stata immediatamente chiara.
Circa 300.000 dipendenti civili federali erano già pronti a lasciare il lavoro quest’anno a causa di una campagna di riduzione del personale avviata all’inizio dell’anno da Trump.
“Sono stati loro a dare inizio a questa cosa“, ha detto Trump ai giornalisti durante un evento nello Studio Ovale, definendo i tagli di posti di lavoro “orientati ai democratici“.
I repubblicani di Trump detengono la maggioranza in entrambe le camere del Congresso, ma hanno bisogno dei voti democratici al Senato degli Stati Uniti per approvare qualsiasi misura che possa finanziare il governo.
I democratici resistono all’estensione dei sussidi per l’assicurazione sanitaria, sostenendo che i costi sanitari aumenteranno drasticamente per molti dei24 milioni di americani che beneficiano della copertura sanitaria tramite l’Affordable Care Act.
Trump ha ripetutamente minacciato di licenziare i dipendenti federali durante la fase di stallo dello shutdown, al suo decimo giorno venerdì, e ha lasciato intendere che la sua amministrazione punterà principalmente contro le parti del governo sostenute dai democratici.
Trump ha anche ordinato il congelamento di almeno 28 miliardi di dollari in fondi infrastrutturali per New York, California e Illinois, tutti stati in cui risiedono consistenti elettori democratici e critici dell’amministrazione.
Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato in un documento depositato in tribunale che più di 4.200 dipendenti federali hanno ricevuto avvisi di licenziamento da sette agenzie, tra cui più di 1.400 presso il Dipartimento del Tesoro e almeno 1.100 presso il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani.
I DEMOCRATICI DICONO CHE NON SI CEDERANNO – I democratici hanno affermato che non cederanno alle tattiche di pressione di Trump.
“Finché i repubblicani non faranno sul serio, la responsabilità sarà loro: ogni posto di lavoro perso, ogni famiglia ferita, ogni servizio distrutto è dovuto alle loro decisioni“, ha affermato il leader democratico del Senato Chuck Schumer.
Sponsored Content – I sindacati che rappresentano i dipendenti federali hanno intentato causa per fermare i licenziamenti, sostenendo che sarebbero illegali durante la chiusura.Venerdì, in un documento depositato in tribunale, l’amministrazione ha affermato che la richiesta dei sindacati dovrebbe essere respinta perché non hanno il diritto legale di citare in giudizio le decisioni sul personale federale.Il caso dovrebbe essere esaminato da un giudice federale il 15 ottobre.
Per legge, il governo è tenuto a dare ai lavoratori un preavviso di 60 giorni prima di qualsiasi licenziamento, anche se tale preavviso può essere ridotto a 30 giorni.
Alcuni repubblicani si sono opposti ai licenziamenti, tra cui la senatrice Susan Collins, presidente della commissione per gli stanziamenti del Senato.
“Indipendentemente dal fatto che i dipendenti federali abbiano lavorato senza stipendio o siano stati sospesi, il loro lavoro è estremamente importante per servire il pubblico“, ha affermato Collins in una nota.
ATTACCO AI LAVORATORI IN CASO DI CONGEDO – In precedenza, il direttore del bilancio della Casa Bianca, Russell Vought, aveva scritto sui social media che “i RIF erano iniziati“, riferendosi alle cosiddette riduzioni di personale. Un portavoce dell’ufficio bilancio ha definito i tagli “sostanziali“, senza fornire ulteriori dettagli.
L’annuncio è arrivato lo stesso giorno in cui molti dipendenti federali avrebbero dovuto ricevere una riduzione degli stipendi , che non includeva la retribuzione per i giorni trascorsi dall’inizio dello shutdown. Centinaia di migliaia di persone hanno ricevuto l’ordine di non presentarsi al lavoro , mentre ad altri è stato intimato di continuare a lavorare senza stipendio. I 2 milioni di soldati in servizio attivo del Paese perderanno completamente lo stipendio del 15 ottobre se lo shutdown non verrà risolto prima di allora.
I dipendenti di diverse divisioni del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani hanno ricevuto avvisi di licenziamento, ha affermato il direttore delle comunicazioni Andrew Nixon. I 78.000 dipendenti dell’agenzia, che si estende su una vasta area, monitorano le epidemie, finanziano la ricerca medica e svolgono una vasta gamma di altre mansioni legate alla salute.
Nixon ha affermato che i licenziamenti erano mirati al personale dell’agenzia a cui era stato intimato di non lavorare, ma non ha fornito ulteriori dettagli. Circa il 41% del personale dell’agenzia è stato messo in congedo.
Secondo un portavoce che ha chiesto di rimanere anonimo, sono iniziati i licenziamenti anche presso il Dipartimento del Tesoro.
Un rappresentante sindacale, Thomas Huddleston dell’American Federation of Government Employees, ha dichiarato in un documento depositato in tribunale di essere stato informato che il Tesoro stava preparando 1.300 avvisi di licenziamento. Questi licenziamenti potrebbero colpire l’Internal Revenue Service, l’agenzia delle entrate che quest’anno è stata presa di mira per drastici tagli di posti di lavoro. Circa il 46% dei 78.000 dipendenti dell’agenzia è stato messo in congedo mercoledì.
I licenziamenti sono iniziati anche presso il Dipartimento per l’edilizia abitativa e lo sviluppo urbano, ha affermato il sindacato.
I funzionari hanno anche confermato i tagli di posti di lavoro presso il Dipartimento dell’Istruzione, che Trump ha promesso di chiudere completamente, e presso il Dipartimento del Commercio, che si occupa delle previsioni meteorologiche, dei rapporti sui dati economici e di altri compiti.
Altri organi di stampa hanno segnalato licenziamenti presso l’Agenzia per la Protezione Ambientale, il Dipartimento dell’Energia e il Dipartimento degli Interni. I portavoce di queste agenzie non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha dichiarato che sono stati effettuati licenziamenti presso la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, che si è attirata l’ira di Trump dopo le elezioni del 2020, quando il suo direttore ha dichiarato che non c’erano prove che i sistemi di voto fossero stati compromessi.Trump afferma falsamente di aver perso quelle elezioni contro il democratico Joe Biden a causa di brogli elettorali.
Secondo una fonte a conoscenza della situazione, il Dipartimento dei trasporti e la Federal Aviation Administration non sono interessati.
A cura di Ahmed Aboulenein, Marisa Taylor, Richard Cowan, David Shepardson, Courtney Rozen, David Shepardson, Nathan Layne, Daniel Wiessner, Katharine Jackson, Jack Queen e Susan Heavey; testi di Andy Sullivan e James Oliphant; revisione di Scott Malone, Alistair Bell e Edmund Klamann
Come da legge, chi non rispetterà la normativa potrà essere sanzionato
Foto di repertorio
Mentre Milano entra ufficialmente nella stagione fredda, c’è chi non attende altro che poter finalmente accendere i riscaldamenti domestici. Il via libera ufficiale è il 15 ottobre, quando si aprirà la stagione termica 2025/2026 che terminerà il 15 aprile. Milano rientra nella zona climatica E, la seconda più fredda. In casi eccezionali i singoli comuni possono anticipare l’accensione, ma sebbene le temperature siano calate, quest’anno non è stato necessario e il sindaco Beppe Sala ha confermato il 15 ottobre come data per il via libera.
Le temperature – La temperatura massima consentita per gli edifici residenziali sarà di 19 gradi con 2 di tolleranza. Un grado in meno rispetto ai 20 previsti per legge. Per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e simili il limite rimane invece invariato a 18 gradi.Deroghe per edifici che richiedono temperature diverse come gli ospedali o le scuole d’infanzia
Gli orari di accensione – L‘ordinanza stabilisce un massimo di 13 ore di accensione al giorno dei caloriferi, un’ora in meno rispetto alla legge. I riscaldamenti potranno essere accesi tra le 5 e le 23.
Le multe – Come sempre, il consiglio fondamentale è quello di verificare lo stato dell’impianto prima dell’accensione, in modo da provvedere in tempo a una eventuale manutenzione. Per chi non rispetta le norme, le sanzioni vanno da 500 a 3mila euro, a cui potrebbero aggiungersi quelle previste dal condominio o dal comune di residenza.
Cile, scossa di magnitudo 7.8, l’epicentro del sisma a circa 263 chilometri a nord-ovest della base Presidente Eduardo Frei Montalva, nel canale di Drake
Un violento sisma ha colpito la regione cilena di Magallanes e l’Antartide, spingendo le autorità a dichiarare lo stato di precauzione per rischio tsunami. L’epicentro è stato individuato nel canale di Drake, tra capo Horn e le isole Shetland Meridionali. Al momento non si segnalano danni né interruzioni dei servizi. Evacuate in via preventiva le aree costiere dell’Antartide cilena, mentre le squadre di emergenza sono al lavoro per verificare eventuali conseguenze
Un forte terremoto di magnitudo 7,8 ha scosso nel pomeriggio la regione cilena di Magallanes e l’Antartide, senza che al momento si registrino danni né interruzioni nei servizi essenziali. Lo rendono noto i principali media del Paese andino. Secondo il Centro sismológico cileno (Csn), l’epicentro del sisma è stato localizzato circa 263 chilometri a nord-ovest della base Presidente Eduardo Frei Montalva, nel canale di Drake, il tratto di mare che separa capo Horn, l’estremità più meridionale dell’America meridionale, dalle isole Shetland Meridionali, in Antartide, collegando l’Oceano Pacifico con l’Atlantico.
Potenziale rischio tsunami – A seguito del movimento tellurico, il Servizio idrografico e oceanografico della Marina cilena ha dichiarato lo “stato di precauzione” per il territorio antartico cileno, a causa del rischio potenziale di tsunami. Il Senapred, l’organismo cileno di gestione delle emergenze, ha disposto l’evacuazione preventiva delle aree costiere e delle spiagge dell’Antartide cilena. Le autorità continuano a monitorare la situazione, mentre squadre di emergenza e personale militare verificano eventuali danni nelle basi presenti nella zona.
Alcuni insegnanti stanno distribuendo volantini sui diritti costituzionali
I dirigenti scolastici affermano che i bambini nei quartieri degli immigrati sono ansiosi
I dati mostrano che la paura dell’ICE potrebbe tenere gli immigrati fuori dalla scuola
CHICAGO, 10 ottobre (Reuters) – In una fredda mattina fuori dalla Nash Elementary School, in un quartiere operaio di Chicago, gli insegnanti hanno accolto gli studenti con i soliti saluti e abbracci, mentre distribuivano fogli con scritte in grassetto rosso che proclamavano in lettere maiuscole: “Difendi i tuoi diritti sotto la minaccia dell’occupazione“.A quattro settimane dall’inizio dell’operazione di deportazione“Midway Blitz” del presidente Donald Trump, arresti di massa in tutta la città, che hanno coinvolto genitori e intere famiglie diretti a scuola, hanno indotto paura nelle comunità di immigrati e un atteggiamento protettivo da parte degli insegnanti, secondo i leader della città, il sindacato degli insegnanti, i genitori e i sostenitori dell’immigrazione.
Mercoledì, circa 500 soldati della Guardia Nazionale hanno iniziato a schierarsi nei pressi di Chicago, su ordine di Trump.”I miei studenti latinoamericani hanno paura di tutto“, ha detto Yaritza Santana, insegnante di scienze alla Nash Elementary. “Temono di essere semplicemente rapiti“.
PIANO DI LEZIONE: “CONOSCI I TUOI DIRITTI”
Il Dipartimento per la sicurezza interna ha dichiarato di aver arrestato 1.000 persone nell’area di Chicago dall’8 settembre, quando è iniziata la campagna di espulsione.”Le operazioni nei pressi delle scuole sono sempre più frequenti“, ha affermato l’assessore comunale Byron Sigcho-Lopez. “Hanno causato molta paura e terrore nelle scuole“.Mentre nel 2019 le scuole pubbliche di Chicago hanno designato le scuole come “spazi rifugio“, impedendo agli agenti dell’ICE di entrare senza un mandato, tale alone di protezione non si applica al tragitto da e per la scuola, lasciando gli immigrati vulnerabili agli arresti dell’ICE, affermano i sostenitori
Martedì, in un comunicato stampa, il Dipartimento per la sicurezza interna ha dichiarato che gli agenti dell’ICE non prendono di mira le scuole, ma non ha risposto a domande specifiche di Reuters.
Secondo una dozzina di interviste della Reuters con insegnanti, genitori, il sindaco della città, il presidente del sindacato degli insegnanti e i legislatori locali, la crescente presenza di agenti federali ha prodotto una serie di risposte da parte degli educatori, dalle proteste di piazza agli opuscoli “conosci i tuoi diritti” e ai piani didattici.
I volantini informano gli studenti che hanno il diritto di rimanere in silenzio e di chiedere un avvocato, nonché di negare agli ufficiali e agli agenti l’accesso alla propria abitazione senza un mandato.Il sindacato degli insegnanti sta inoltre spingendo le scuole pubbliche di Chicago per l’introduzione di opzioni di e-learning, in modo che gli studenti senza status di immigrazione legale non debbano lasciare le loro case, ha affermato Stacy Davis Gates, presidente del sindacato degli insegnanti di Chicago.
Un’insegnante parla con un genitore mentre tiene in mano volantini con la scritta “Difendi i tuoi diritti” fuori dalla Nash Elementary School, in un momento in cui l’Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti è sempre più presente nell’area di Chicago, a Chicago, Illinois, Stati Uniti, il 4 settembre 2025, in questa schermata da un video. REUTERS/Eric Cox
“Le persone non dovrebbero avere paura di andare a scuola“, ha dichiarato il sindaco di Chicago Brandon Johnson in un’intervista a Reuters. “Ho fatto in modo che le nostre scuole pubbliche di Chicago e tutte le nostre istituzioni pubbliche siano molto chiare sui diritti che deteniamo e sui diritti che possiamo tutelare“.
E-LEARNING PER BAMBINI IMMIGRATI – Johnson ha affermato che l’e-learning non è la soluzione ideale, ma che avrebbe utilizzato “ogni singolo strumento” per proteggere i residenti di Chicago, compresi i tribunali e la sua autorità esecutiva in qualità di sindaco.
I pattugliamenti di alto profilo nelle zone frequentate dai turisti e gli scontri con i manifestanti, tra cui quello del 3 ottobre in cui gli agenti dell’ICE hanno lanciato gas lacrimogeni nei pressi di una scuola elementare, stanno alimentando le tensioni tra gli agenti federali e i residenti, nonché l’ansia tra gli scolari, hanno affermato gli insegnanti.
Alcuni degli insegnanti con cui ha parlato Reuters hanno dichiarato di aver visto studenti abbracciarsi, promettendosi che non sarebbero stati separati dagli ufficiali dell’immigrazione; una studentessa delle superiori con gli occhi lucidi che chiedeva al suo insegnante cosa fosse successo a un parente scomparso che si credeva si trovasse in un centro di detenzione dell’ICE; e un’aula piena di volti ansiosi durante il corso di formazione “conosci i tuoi diritti“.
Una scuola, nella periferia di Franklin Park, Illinois, è stata sottoposta a un lockdown soft dopo che Silverio Villegas Gonzalez, padre di due figli, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dagli agenti dell’ICE dopo aver lasciato i figli all’asilo e a scuola. Alti funzionari dell’Illinois hanno chiesto un’indagine sul suo omicidio, che il DHS ha ritenuto giustificato.
“Non mentirò, temo. Ma sono anche molto arrabbiata, e questa rabbia mi alimenta“, ha detto Anna Lane, che insegna studi sociali alla Thomas Kelly Preparatory, una scuola superiore frequentata per la maggior parte da studenti latinoamericani.
Lane ha affermato di aver recentemente dedicato quasi un’ora a un corso di formazione per i suoi studenti sul tema “Conosci i tuoi diritti“.
“Non andrete da nessuna parte“, ha detto agli studenti in un’aula decorata con mappe e bandiere. “Resterete qui. Dovete solo assicurarvi di essere informati e di conoscere i vostri diritti“.
Ma la paura potrebbe tenere lontani alcuni studenti. Il numero di studenti di lingua inglese è sceso a 86.172 studenti dagli 88.807 dell’anno precedente, con un calo del 2,7%, secondo i dati sulle iscrizioni delle scuole pubbliche di Chicago., apre una nuova scheda, sebbene gli studenti di inglese costituiscano ancora circa un quarto di tutti gli studenti del CPS.
Erika Mendoza, un’immigrata messicanasenza status legale e madre single di due bambini nati negli Stati Uniti che frequentano le scuole di Chicago, è scoppiata in lacrime nella sua casa di Little Village, una delle più grandi enclave latine di Chicago, esprimendo le sue preoccupazioni riguardo all’ICE.”Ho molta paura quando si tratta di mandare le mie figlie a scuola“, ha detto Mendoza in spagnolo tramite un interprete. “Ho paura, ma è importante essere forti. Non voglio trasmettere le mie preoccupazioni alle mie figlie“.
Servizio di Heather Schlitz da Chicago. Con la collaborazione di Renee Hickman e Mary Milliken; revisione di Emily Schmall e Suzanne Goldenberg.
L’impianto è situato a sud-ovest della città di Nashville. Lo sceriffo della contea: “La deflagrazione è stata devastante”
Diverse persone sono morte in un’esplosione in un’azienda di esplosivi militari in Tennessee. Diverse abitazioni nelle vicinanze hanno avvertito l’onda d’urto. Come riporta Cnn, l’incidente è avvenuto intorno alle 7:45 ora locale e come riporta lo sceriffo della contea di Humphreys, Chris Davis, la “deflagrazione è stata devastante“. L’impianto è di proprietà di Accurate Energetic Systems Llced è situato a sud-ovest della città di Nashville. Non ci sono ancora informazioni dettagliate sul numero delle vittime e dei feriti, al momento 13 persone mancano all’appello.
“Abbiamo ancora diverse persone disperse” ha detto Davis, “possiamo confermare che alcuni lavoratori sono morti”. L’entità dei danni alla struttura non è ancora chiara, ha dichiarato David Stewart dei servizi di emergenza della contea.Diverse soccorritori sono intervenuti sul posto e sono la lavoro per valutare e contenere l’incendio, ma al momento si evita l’area più immediata per la paura di esplosioni secondarie.
I residenti nelle vicinanze dell’impianto hanno avvertito tutta la forza dell’esplosione. Uno di loro, Gentry Stover, ha raccontato ad Ap come sembrava “che la casa fosse crollata con lui dentro. Vivo molto vicino ad Accurate e circa 30 secondi dopo essermi svegliato ho capito che doveva essere stato quello”.
Secondo l’ufficio della contea, l’azienda è specializzata nella produzione di varie composizioni altamente esplosive e prodotti speciali per il Dipartimento della Difesa statunitense e per mercati industriali americani.
Esplosione in un impianto di esplosivi militari nel Tennessee: diverse persone sono morte o disperse
Numero di morti sconosciuto poiché le esplosioni secondarie hanno inizialmente impedito ai primi soccorritori di entrare nel sito
Le conseguenze di una potente esplosione che ha devastato un impianto di produzione di esplosivi militari nella contea di Hickman, nel Tennessee, il 10 ottobre 2025. Fotografia: WTVF-TV tramite AP
Una violenta esplosione avvenuta venerdì mattina in un impianto di munizioni militari del Tennesseeha causato la morte o la scomparsa di numerose persone, secondo lo sceriffo della contea, mentre i primi soccorritori hanno affermato che le esplosioni secondarie hanno inizialmente costretto i soccorritori a tenersi a distanza dal luogo dell’incendio.
La potente esplosione ha devastato l’impianto di produzione di esplosivi nella zona rurale del Tennessee venerdì mattina, facendo tremare case a chilometri di distanza e richiedendo l’intervento dei servizi di emergenza, hanno riferito le autorità e i residenti.
L’incidente è avvenuto presso la Accurate Energetic Systems, nei pressi della città di Bucksnort, circa 60 miglia a sud-ovest di Nashville , ha dichiarato l’ufficio dello sceriffo della contea di Hickman. L’agenzia ha chiesto alle persone, in un post sui social media, di evitare la zona per consentire ai soccorritori di svolgere il loro lavoro.
Ulteriori esplosioni inizialmente tenevano i soccorritori a una certa distanza, ha detto telefonicamente all’Associated Press David Stewart, tecnico di pronto soccorso della contea di Hickman.
Qualche tempo dopo, venerdì mattina, è stato possibile accedere all’area e i primi soccorritori e gli esperti di esplosivi hanno iniziato a perlustrare le macerie alla ricerca di vittime e a cercare di stabilire cosa avesse causato l’esplosione.
Ci sono state vittime e feriti a seguito dell’esplosione, ma l’agenzia di gestione delle emergenze del Tennessee non ha ancora condiviso i numeri nel primo pomeriggio di venerdì perché il dipartimento della salute dello Stato non li ha confermati, ha dichiarato telefonicamente la portavoce Kristin Coulter.
Lo sceriffo della contea di Humphreys, Chris Davis, ha dichiarato in una conferenza stampa che “al momento risultano disperse diverse persone“.
“Abbiamo alcuni defunti“, ha detto, aggiungendo: “Stiamo cercando di essere attenti alle famiglie e a questa situazione ” .
Accurate Energetic Systems, che produce e testa esplosivi e ha sede nella vicina McEwen, non ha risposto immediatamente alla nostra telefonata di venerdì mattina in cui chiedevamo un commento. La causa dell’esplosione non è ancora nota.
Il video ripreso dalla scena mostrava un campo di detriti in fiamme con fumo che si alzava nell’aria. La WTVF-TV di Nashville ha trasmesso immagini di detriti sparsi sul luogo, con veicoli danneggiati in un parcheggio. L’emittente ha affermato di aver ricevuto chiamate da persone nella zona che hanno avvertito una forte esplosione.
Gli abitanti di Lobelville, a più di 20 minuti di auto dal produttore, hanno dichiarato di aver sentito le loro case tremare e alcune persone hanno ripreso il forte boato dell’esplosione con le telecamere di casa.
L’esplosione fece svegliare Gentry Stover dal sonno.
“Pensavo che la casa fosse crollata mentre ero dentro“, ha detto all’AP per telefono. “Vivo molto vicino ad Accurate e circa 30 secondi dopo essermi svegliato ho capito che doveva essere stato quello“.
Un attacco hacker ha colpito una piattaforma privata – chiamata ‘Paziente Consapevole’ – che a Milano mette incontatto pazienti e medici: una serie di mail sono state inviate a centinaia di cittadini per chiedere il pagamento di presunti arretrati per prestazioni sanitarie, esami e farmaci.
Sull’attacco, presumibilmente dall‘est Europa, indaga la polizia Postale coordinata dal pm della procura di Milano Enrico Pavone.
Il reato ipotizzato è truffa. Al momento il sito appare spostato su “un indirizzo sicuro“, ma anche cliccando su quel link appare una pagina in “manutenzione“. Le mail, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, provengono da una inesistente società di recupero crediti di Monza, che chiede agli utenti di pagare presunti arretrati per prestazioni sanitarie presentando dati anagrafici e tipologie di patologie ed esami realmente attinenti alla storia clinica di quei pazienti.
Attacco hacker a un portale di medici, centinaia di mail ai pazienti: «Dovete pagare per esami e farmaci», ma è una truffa
L’attacco ha colpito una piattaforma privata, “Paziente Consapevole”, che a Milano mette in contatto medici e pazienti
Centinaia di mail ai cittadiniper chiedere il pagamento di presunti arretrati per prestazioni sanitarie, esami e farmaci: in realtà una truffa, orchestrata forse dall’est Europa, dopo un attacco hacker a una delle tante piattaforme private utilizzate dai medici per comunicare con i loro pazienti. È successo a Milano e il portale colpito dall’attacco si chiama “Paziente Consapevole” ed è uno dei più utilizzati dai professionisti, spesso dai medici di famiglia per appuntamenti e impegnative.
Sull’attacco, presumibilmente dall’est Europa, indaga la polizia Postale coordinata dal pm della procura di Milano Enrico Pavone. Il reato ipotizzato è truffa. Al momento il sito appare spostato su «un indirizzo sicuro», ma anche cliccando su quel link appare una pagina in «manutenzione».
Le mail, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, provengono da una inesistente società di recupero crediti di Monza, che chiede agli utenti di pagare presunti arretrati per prestazioni sanitarie presentando dati anagrafici e tipologie di patologie ed esami realmente attinenti alla storia clinica di quei pazienti.
María Corina Machado, la donna che sfida il regime venezuelano e conquista il Nobel
Dall’opposizione a Maduro alla ribalta internazionale: l’ascesa della leader liberale simbolo della battaglia per la democrazia in Venezuela.
Disclaimer: Questo articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza legale, politica o finanziaria.
Articolo redatto con il supporto di ChatGPT, assistente AI di OpenAI, a scopo informativo.
María Corina Machado: chi è la leader dell’opposizione venezuelana premiata con il Nobel per la Pace
Introduzione: María Corina Machado è una delle figure politiche più influenti e discusse del Venezuela contemporaneo. Leader dell’opposizione al regime chavista e madurista, per anni ha denunciato violazioni dei diritti umani, crisi economica e repressione del dissenso. Nel 2025 ha ottenuto il Premio Nobel per la Pace, riconoscimento che ha acceso i riflettori internazionali sulla sua battaglia democratica.
Ma chi è realmente questa donna? Qual è la sua storia? E perché la sua figura divide tanto?
Le origini e la formazione: Nata a Caracas il 7 ottobre 1967, Machado proviene da una famiglia dell’élite imprenditoriale venezuelana. Si laurea in ingegneria industriale presso l’Universidad Católica Andrés Bello e completa studi in finanza. È stata anche selezionata come Yale World Fellow, programma per leader emergenti nel mondo.
L’ingresso nella vita pubblica: Súmate – Nei primi anni 2000 co-fonda Súmate, un’organizzazione civile che si occupa di monitoraggio elettorale e trasparenza. Questo impegno la porta già allo scontro con il governo di Hugo Chávez, che vede Súmate come una minaccia alla sua legittimità.
L’esplosione politica: deputata e candidata : Nel 2010 viene eletta deputata all’Assemblea Nazionale con il maggior numero di voti a livello nazionale. Nel 2012 partecipa alle primarie dell’opposizione per la candidatura alla presidenza, ma viene battuta da Henrique Capriles.
Da quel momento diventa una delle voci più chiare e ferme contro il chavismo.
Una opposizione dura e senza compromessi: Machado ha sempre mantenuto una linea molto netta:
denuncia la deriva autoritaria del Venezuela,
rifiuta compromessi con il regime,
sostiene proteste di piazza,
chiede sostegno internazionale.
Per questo è amata da una parte del popolo, ma ritenuta “troppo radicale” da altri settori dell’opposizione.
Sospensioni e persecuzioni: Negli anni il governo le ha impedito più volte di esercitare incarichi pubblici.
Le viene revocato il seggio parlamentare.
Subisce varie denunce e restrizioni.
Nel 2023 viene interdetta per 15 anni da qualsiasi carica politica.
Nonostante ciò, nel 2023 partecipa alle primarie dell’opposizione per le elezioni presidenziali del 2024… e le vince con un risultato travolgente.
L’impossibilità di candidarsi e la scelta di altri: Quando arriva il momento di registrare la candidatura, lo Stato le nega la possibilità di correre. Machado allora decide di sostenere prima Corina Yoris, poi Edmundo González, trasformandosi nel volto mobilitatore della campagna elettorale dell’opposizione.
Idee politiche e visione del futuro: Machado si definisce liberale. Le sue proposte principali sono:
privatizzazione delle aziende statali,
apertura del mercato,
riduzione del potere dello Stato,
lotta alla corruzione,
rafforzamento delle istituzioni democratiche.
Su alcuni temi sociali ha mostrato aperture (dibattito su aborto in casi estremi, unioni civili, uso terapeutico della cannabis), ma il cuore del suo progetto resta economico e istituzionale.
Dal conflitto al consenso: Negli ultimi anni ha cercato di trasformarsi:
da figura “dura” dell’opposizione
a leader in grado di unire e dialogare.
Ha saputo parlare a imprenditori,giovani, classi popolari e comunità internazionali, diventando il volto della speranza per molti venezuelani.
Riconoscimenti internazionali: Per la sua battaglia per la democrazia, Machado ha ricevuto numerosi premi. Tra i più importanti:
Premio Sájarov del Parlamento Europeo (2024),
Premio Nobel per la Pace (2025), assegnato per il suo impegno nella difesa dei diritti umani e delle libertà civili in Venezuela.
Perché è una figura controversa? : Machado divide l’opinione pubblica: ✅ Per alcuni è l’unica leader autenticamente coraggiosa e coerente. ❌ Per altri è troppo rigida, elitaria o vicina a posizioni occidentali.
In ogni caso, è impossibile ignorarla: è diventata il simbolo dell’opposizione venezuelana.
Conclusione: María Corina Machado è una donna che ha sfidato un regime per oltre vent’anni, pagando un prezzo personale altissimo. Nonostante squalifiche, minacce e pressioni, ha continuato a rappresentare milioni di venezuelani che chiedono libertà e cambiamento.
Oggi, con il Nobel per la Pace, la sua battaglia non è più solo venezuelana: è diventata un caso mondiale.
Il futuro politico del Venezuela resta incerto. Ma una cosa è chiara: il nome di María Corina Machado sarà centrale in qualunque scenario.
Disclaimer Le opinioni espresse in questo articolo riflettono analisi e informazioni disponibili al momento della pubblicazione. Il contenuto è a scopo informativo e non rappresenta consigli legali, politici o finanziari. Alessandro54 non si assume responsabilità per l’uso delle informazioni presenti nel testo.
L’alta pressione favorisce oggi (venerdì 10) e nel weekend dell’11-12 ottobre condizioni stabili sull’Italia con temperature miti, oltre la norma
Il rinforzo dell’alta pressione ha favorito l’attenuazione delle correnti fresche settentrionali responsabili di temperature inferiori alla norma nel settore adriatico e al Sud. Il tempo tende, quindi, a divenire in generale stabile, ad eccezione della Sardegna, raggiunta dalla parte marginale di una perturbazione (la n.2 del mese) in lento movimento fra la Spagna, l’Algeria e il Mediterraneo occidentale, che andrà poi a sfiorare anche alla Sicilia nei prossimi giorni.
Pertanto, fino a domenica 12 quasi tutto il Paese vivrà quelle che potremmo definire una “ottobrata”, cioè una fase di stabilità atmosfericaaccompagnata da un clima diurno mite, con temperature oltre la media, specie al Nord e nelle regioni occidentali.
Naturalmente la persistenza di condizioni di stabilità atmosferica favorirà lapossibile formazione di nebbienelle ore più fredde in Val Padana e un concomitante peggioramento della qualità dell’ariaper via del progressivo accumulo di sostanze inquinanti. Lo scenario più probabile previsto per la prossima settimana vede il possibile ritorno di correnti fresche orientali verso l’Italia, che potrebbero causare ungraduale ridimensionamento delle temperature.
Le previsioni meteo per oggi (venerdì 10 ottobre) – Cielo nuvoloso in Sardegna, conisolate piogge o brevi rovesci intermittentinel corso della giornata. Tempo piùsoleggiato nel resto del Paese, a parte delle velature passeggere e un po’ di nuvole in arrivo sul nord e ovest della Sicilia dove non si escludono sporadiche precipitazioninel pomeriggio. Fra la notte e il primo mattino possibile formazione di nebbia in banchi nella bassa pianura Padana.
Temperature stazionarie o in leggera crescita, con valori pomeridiani dai 21 ai 25 gradi e punte di 26-27 sul versante tirrenico e nelle Isole. Venti deboli, salvo dei rinforzi dai quadranti orientali intorno alle isole maggiori.
Le previsioni meteo per sabato 11 ottobre – Poche variazioni nelle condizioni meteorologiche sull’Italia. Tempo ancora in prevalenza stabile, eccetto sulle isole maggiori interessate da un po’ di nuvolosità sparsa accompagnata da qualche sporadica pioggia o rovescio. Resta molto probabile laformazione di nebbie nella bassa pianura Padana fra la notte e il primo mattino.
Temperature massime sempre oltre la media in gran parte del Nord, regioni tirreniche e isole maggiori; valori per lo più fra 21 e 27 gradi. Un po’ ventilato in Sardegna per venti orientali e al Sud per venti settentrionali.
Il sisma è stato localizzato con epicentro in mare
Terremoto nelle Filippine. Fonte ingv
Un terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito oggi, 10 ottobre, le Filippine meridionali. Il sisma è stato localizzato con epicentro in mare a circa 20 chilometri dalla città di Manay, nella regione di Mindanao, alle 9.43 locali. L’ufficio sismico locale che ha dichiarato che si prevedono danni e scosse di assestamento. È stata diramata un’allerta tsunami “con onde di altezza tale da mettere in pericolo vite umane“. Ci sarebbe almeno una vittima. Diversi gli edifici crollati.
Terremoto nelle Filippine. Fonte Usgs
Terremoto nelle Filippine, è allerta tsunami – Gli esperti dell’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia sono stati chiari, prevedono “uno tsunami distruttivo con onde di altezza tale da mettere in pericolo vite umane” sulla costa orientale dell’arcipelago, ha avvertito. L‘agenzia ha esortato i residenti delle zone costiere colpite a evacuare “immediatamente verso zone più elevate o a spostarsi nell’entroterra“.
Lingua originale: spagnolo. Traduzione di Google Forte terremoto nelle Filippine | Rapporto sismico n. 2 [Aggiornato] Oggi alle 01:43:59 (UTC) | 22:43:59 (CL) si è verificato un evento sismico di magnitudo 7,4 Mww, l’epicentro si trova a circa 20 chilometri dalla città di Santiago, nelle Filippine, la profondità/ipocentro è di circa 58,1 chilometri secondo le informazioni fornite dal Servizio sismico degli Stati Uniti. Sono previste scosse di assestamento moderate a causa della magnitudo dell’evento sismico, che si prevede si protraggano per giorni o settimane. L’evento è di origine subduttiva (interazione tra placche) e la faglia è in direzione nord-sud, di tipo inverso secondo il meccanismo focale fornito dall’USGS. Sono state segnalate intensità elevate nella regione epicentrale, con magnitudo pari all’VIII grado della scala Mercalli. A Davao, sono state segnalate anche interruzioni di corrente, internet e comunicazioni e intensità da forti a molto forti (da VI a VII grado). Sono probabili danni, soprattutto alle infrastrutture deboli o non resistenti ai terremoti, dove i danni potrebbero essere più gravi. [Immagine 2] PHIVOLCS ha dichiarato un’allerta tsunami per Samar, Dinagat, Davao Oriental, Leyte, Surigao del Norte e Surigao del Sur. Si dichiara l’immediata evacuazione della zona costiera, in particolare della zona occidentale entro un raggio di circa 300 chilometri dall’epicentro. [Immagine 3] .
⚠Fuerte Terremoto en Filipinas 🇵🇭 | Reporte Sísmico N°2 [Actualizado]
➡Un evento sísmico ocurrió hoy a las 01:43:59 (UTC) | 22:43:59 (CL) la magnitud es de 7.4 Mww, su epicentro está ubicado a unos 20 kilómetros de la ciudad Santiago, Filipinas, la profundidad/hipocentro de… pic.twitter.com/6wvH6uECIu
Il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha ordinato l’evacuazione delle aree costiere. “Stiamo lavorando senza sosta per garantire che gli aiuti raggiungano tutti coloro che ne hanno bisogno“, ha detto Marcos.
Traduzione di Google Terremoto: magnitudo 7,4, 20 km a est di Santiago, #Filippine Immagini su http://x.com/ che mostrano l’intensità del #terremoto nelle #Filippine.