Questa mattina è mancato Gianroberto Casaleggio, il cofondatore del MoVimento 5 Stelle. Ci stringiamo tutti attorno alla famiglia. Gianroberto ha lottato fino all’ultimo.
“Sono un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive”. Gianroberto Casaleggio (dalla lettera al Corriere della Sera del 30 maggio 2012)
Era ricoverato a Milano. Nell’aprile del 2014 era stato operato di urgenza per un edema al cervello al Policlinico di Milano. Aveva 61 anni. E’ morto alle 7 di questa mattina in una camera di degenza dell’istituto Scientifico Auxologico di Milano, in via Mosé Bianchi, dove era ricoverato da almeno due settimane con un nome diverso da quello reale per tutelare la privacy. La salma è stata composta nella camera ardente dello stesso Istituto. Nell’aprile del 2014 Casaleggio era stato operato di urgenza per un edema al cervello al Policlinico di Milano.
Commento: Le mie condoglianze a famiglia,amici e colleghi del #M5S
Karlsson si scusa “Ibra doppato? male interpretato”
“ mi sono espresso in modo impreciso e inopportuno su Zlatan Ibrahimovic. Mi redo conto solo ora che quello che ho detto possa essere interpretato in una certa maniera e mi dispiace profondamente, non era mia intenzione . Chiedo scusa a Zlatan e a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalla mie affermazioni “
Ulf Karlsson, ex medico della nazionale di atletica svedese, fa retromarcia. Le sue affermazioni avevano fatto infuriare l’agente Mino Raiola che si era detto pronto ad aderire per vie legali
Bruce Springsteen cancella un concerto a causa delle leggi anti-gay
«Ci sono cose più importanti di un concerto». Bruce Springsteen ha deciso di cancellare una delle date del suo The River Tour prevista per domani a Greensboro (North Carolina), come gesto di protesta contro le recenti leggi discriminatorie introdotte dallo stato, come l’obbligo per i transgender di utilizzare esclusivamente i servizi pubblici tenendo conto del sesso di nascita.
In un comunicato il Boss ha spiegato i motivi della decisione: “Combattere per la libertà è più importante»
A statement from Bruce Springsteen on North Carolina
As you, my fans, know I’m scheduled to play in Greensboro, North Carolina this Sunday. As we also know, North Carolina has just passed HB2, which the media are referring to as the “bathroom” law. HB2 — known officially as the Public Facilities Privacy and Security Act — dictates which bathrooms transgender people are permitted to use. Just as important, the law also attacks the rights of LGBT citizens to sue when their human rights are violated in the workplace. No other group of North Carolinians faces such a burden. To my mind, it’s an attempt by people who cannot stand the progress our country has made in recognizing the human rights of all of our citizens to overturn that progress. Right now, there are many groups, businesses, and individuals in North Carolina working to oppose and overcome these negative developments. Taking all of this into account, I feel that this is a time for me and the band to show solidarity for those freedom fighters. As a result, and with deepest apologies to our dedicated fans in Greensboro, we have canceled our show scheduled for Sunday, April 10th. Some things are more important than a rock show and this fight against prejudice and bigotry — which is happening as I write — is one of them. It is the strongest means I have for raising my voice in opposition to those who continue to push us backwards instead of forwards.
Bruce Springsteen and the E Street Band’s Sunday April 10th show is canceled. Tickets will be refunded at point of purchase.
Sui sito ufficiale del cantante è apparso un lungo comunicato: «Cari fan, come saprete avrei dovuto suonare a Greensboro questa domenica. Saprete anche però che in North Carolina è appena stata approvata la legge HB2, chiamata dai media “bathroom law”, testo in cui si decide che bagni possono usare le persone transgender. Ma, ancora più importante, la legge rende difficile per le persone appartenenti alla comunità LGBT di intentare una causa quando i loro diritti sono violati sul posto di lavoro. So che molti gruppi stanno cercando di fronteggiare le decisioni prese da persone che non riescono ad accettare i progressi della nostra società in fatto di diritti civili. Ed io, insieme alla mia band, voglio dimostrare tutto il mio sostegno a questi combattenti per la libertà. Ci sono cose più importanti di un concerto. E il contrastare in tutti i modi il bigottismo e i pregiudizi è una di quelle. Mi scuso con i miei fan ma il concerto è annullato».
Il 10 aprile del 1991, 25 anni fa, nella rada del porto toscano il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo entravano in contatto. Dopo lo scontro il rogo: le vittime furono 140, tra passeggeri ed equipaggio del traghetto, tranne il giovane mozzo napoletano Alessio Bertrand.
Registrazioni delle comunicazioni radio avvenute sul canale 16 VHF la notte del 10 Aprile 1991. Dopo una collisione con la petroliera Agip Abruzzo 140 persone muoiono senza ricevere alcun soccorso.
Alle ore 22:03 del 10 aprile1991, il traghetto Moby Prince, in servizio di linea traLivorno e Olbia, mollò gli ormeggi per la traversata. A bordo era presente l’intero equipaggio, formato da 65 persone agli ordini del Comandante CSLC Ugo Chessa e 75 passeggeri. Il traghetto, durante la percorrenza del cono di uscita del porto, colpì con la prua la petroliera Agip Abruzzo, penetrando all’interno della cisterna numero 7, contenente circa 2700 tonnellate di petrolio Iranian Light. Alle ore 22:25, il marconista di bordo lanciò il Mayday dal VHF portatile, e non dalla postazione radio, dato che, come stabilito anche dal punto in cui fu ritrovato il cadavere, al momento dell’impatto non si trovava in sala radio.
Nel video vediamo l’interno devastato del traghetto MOBY PRINCE a seguito dell’incendio scatenatosi a bordo a seguito della collisione con la nave cisterna AGIP ABRUZZO
Parte del petrolio che fuoriuscì dalla cisterna n. 7 della petroliera Agip Abruzzo si riversò in mare, parte invece investì in pieno la prua del traghetto. A causa delle scintille prodotte dallo sfregamento delle lamiere delle due navi al momento dell’impatto, il petrolio prese rapidamente fuoco, incendiando il traghetto.
Errore umano: Un aspetto più volte indicato come possibile causa dello scontro, fu quello dell’errore umano da parte dell’equipaggio di Moby: tutte le commissioni di inchiesta e tutti processi, fino all’ultima archiviazione disposta dalla Procura di Livorno nel 2010, censurano il comportamento della plancia del Traghetto, comandata da Ugo Chessa, defunto anch’egli nella tragedia. Tra le accuse rivolte all’equipaggio del Moby Prince si elencano: il mal funzionamento di alcuni apparati di sicurezza a bordo della nave; l’aver fatto scendere prima del dovuto il pilota del porto Federico Sgherri; la mancata dovuta attenzione nelle procedure di uscita dal porto; la velocità troppo elevata in fase di uscita; l’aver lasciato aperto il portello del traghetto in fase di navigazione.
Tra le cause della disattenzione è stato indicato più volte erroneamente, anche dagli organi di stampa dell’epoca, il fatto che l’equipaggio potesse essere distratto dalla gara di ritorno della semifinale di Coppa delle Coppe tra la Juventus e il Barcellona. Questa ipotesi è stata però decisamente respinta dalla testimonianza del superstite Bertrand, il quale, durante vari interrogatori, ha più volte dichiarato di aver personalmente portato alcuni panini in plancia comandi e che il personale di guardia si trovasse al proprio posto nella gestione del traghetto.
2. L’impianto antincendio spento – È stato appurato in sede giudiziaria che il traghetto Moby Prince navigava con gli impianti sprinkler non in funzione e con gli altri in attivazione manuale.
È dato acquisito dagli accertamenti tecnici (v. in particolare la perizia dibattimentale) che l’intero impianto sprinkler non è mai entrato in funzione durante l’incendio.
La presenza della nebbia – Tra le cause ufficiali del disastro è attribuito un ruolo significativo alla nebbia che quella sera secondo alcuni gravava sulla zona. I magistrati si sono espressi in favore del cosiddetto fenomeno della nebbia da avvezione, che può provocare la formazione repentina di un banco. Il banco di nebbia sarebbe calato all’improvviso sul tratto di mare circostante all’Agip Abruzzo, impedendo al Moby Prince di individuare correttamente la petroliera.
Mai chiarito infine il punto cruciale, che dovrebbe determinare se fu il traghetto passeggeri, sbagliando rotta o a causa di una distrazione, che andò a colpire la petroliera, o se viceversa la petroliera si trovasse all’interno del cono. Da sottolineare che, nella sentenza di primo grado del 31/10/1998, la posizione attribuita alla petroliera è 43°29′.8 NORD e 10°15′.3 EST. Questa posizione è stata ricavata dalle comunicazioni radio registrate dal canale 16 VHF ed è stata trasmessa direttamente dal comandante dell’Agip Abruzzo Renato Superina nei minuti successivi alla collisione. Andando a riportare la posizione sulla carta nautica, è facile notare come il punto riportato rientri senza alcun dubbio all’interno del triangolo di divieto di ancoraggio e pesca nel quale era proibito alle imbarcazioni di restare alla fonda o di pescare proprio perché utilizzato dalle altre imbarcazioni per l’uscita dal porto
Il processo di I grado –Il processo, pieno di momenti di tensione, si conclude due anni dopo: la sentenza viene pronunciata nella notte tra il 31 ottobre e il 1º novembre 1997. In un’aula piena di polizia e carabinieri, chiamati dal tribunale per la tutela dell’ordine pubblico, il presidente Germano Lamberti lesse il dispositivo della sentenza con cui furono assolti tutti gli imputati perché «il fatto non sussiste».
Il processo di II grado (Firenze) – Il 5 febbraio 1999 la III Sezione della Corte d’Appello di Firenze dichiara di “non doversi procedere nei confronti del Rolla in ordine ai reati ascrittigli perché estinti per intervenuta prescrizione”. I giudici di Firenze aggiungono tuttavia in sentenza “(…) non si può non rilevare, che l’inchiesta sommaria della Capitaneria, che per alcuni versi è la più importante perché interviene nell’immediatezza del fatto ed è in qualche modo in grado di indirizzare i successivi accertamenti e di influire sulle stesse indagini penali, può essere condotta da alcuni dei possibili responsabili del disastro”.
Verso un terzo processo – Nel 2006 la Procura diLivorno, su richiesta dei figli del comandante Chessa, decise di riaprire un filone d’inchiesta sul disastro del traghetto.
Nel 2009, l’associazione dei familiari delle vittime presieduta dai Chessa, in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiede a questi di farsi portavoce presso il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, della richiesta di rendere pubblici i tracciati radar, le immagini satellitari, o altro materiale in possesso delle autorità americane della rada del porto di Livorno durante le ore del disastro del Moby Prince.
5 maggio 2010 è stata presentata dalla Procura della Repubblica di Livorno e accolta dal GIP di Livorno la richiesta di archiviazione .
Dal 5 maggio 2013 ha preso avvio una campagna permanente per sostenere la lotta civile dei familiari delle vittime del Moby Prince per ottenere verità e giustizia. La campagna, chiamata #IoSono141è sostenuta dalle associazioni familiari delle vittime del Moby Prince e mira soprattutto a creare una forte spinta popolare di sostegno alla creazione di unaCommissione parlamentare d’inchiesta sul Moby Prince.
Il 9 aprile 2015, proprio alla vigilia del 24º anniversario della tragedia, col via libera all’unanimità in commissione Lavori Pubblici del Senato viene mosso il primo decisivo passo all’istituzione della Commissione d’inchiesta.
Finalmente viene fissata al 22 luglio la votazione del testo: il Senato si esprime all’unanimità sull’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Moby Prince e Luchino Chessa, figlio del Comandante perito sul traghetto, dice al riguardo:
« È un giorno storico per noi familiari delle vittime del Moby Prince, ma anche per tutti i cittadini italiani che vogliono giustizia e verità. Un importante segno di democrazia visto che tutti i senatori, sia del governo che dell’opposizione, hanno votato a favore. »
Il 31 marzo 2016 la Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince ha ascoltato il dottor Enrico Fedrighini, giornalista e autore del volume “Moby Prince: un caso ancora aperto”.
La Commissione d’inchiesta avrà due anni di tempo per svolgere il lavoro per cui è stata costituita e tra gli aspetti su cui dovrà indagare rientrano i tempi di sopravvivenza a bordo del traghetto, la dinamica della collisione con l’Agip Abruzzo, i problemi di sicurezza a bordo ed il ritardo nei soccorsi.
Caterina Caselli, ‘Casco d’oro’ compie 70 anni. Da diva beat a imprenditrice
Caterina Caselli (Modena, 10 aprile 1946) è una cantante, produttrice discografica, attrice e conduttrice televisiva italiana, popolare soprattutto negli anni sessanta.
Unici – Caterina Caselli La donna che visse due volte
Il debutto a diciassette anni come cantante ma raggiunge il successo nel 1966 a Sanremo con “Nessuno mi può giudicare”
1966 FESTIVAL DI SANREMO Caterina Caselli Nessuno mi può giudicare
Parte domenica 10 aprile l’esclusivo viaggio in 50 anni di musica italiana proposto da Caterina Caselli ed in onda su RaiRadio2 Ogni domenica per sei settimane, dalle 15.30 alle 17.00 (e in replica da mezzanotte), Caterina Caselli condurrà con Giovanni Caccamo‘Nessuno mi può giudicare’, la nuova trasmissione di Rai Radio2 che racconterà in modo leggero e coinvolgente i maggiori successi della canzone italiana, attraverso la voce dei suoi protagonisti, Una trasmissione ricca di sorprese.
CATERINA CASELLI – IL VOLTO DELLA VITA – FINALE 7° CANTAGIRO ’68
33 giri in studio
1966 – Casco d’oro
1967 – Diamoci del tu
1970 – Caterina Caselli
1972 – Caterina Caselli
1974 – Primavera
1975 – Una grande emozione
1990 – Amada mia
Raccolte LP
1966 – Caterina meets the We Five
1977 – Ritratto di… Caterina Caselli
1983 – Nessuno mi può giudicare(ristampato con il codice 9031 70188-1)
1983 – Il volto della vita
1985 – Caterina Caselli, (ristampato con il codice 9031 70186-1)
l’Inter non c’entra: coinvolto il fratello di Thohir
Negli ultimi giorni su diverse testate giornalistiche sono apparsi articoli che hanno accostato il club nerazzurro alla vicenda. Il Corriere della Sera è stato il primo giornale italiano a scriverne, indicando nel titolo dell’articolo la presenza dell’Inter.
La notizia era stata poi ripresa dal quotidiano irlandese The Irish Times, che in un approfondimento sui legami tra i Panama Papers e il mondo del calcio, pubblicato domenica 3 aprile, aveva dato conto del coinvolgimento nei documenti di attuali o ex proprietari di almeno 20 grandi club calcistici , tra cui l’Inter e il Boca Juniors.
Secondo quanto riportato dall’edizione online de L’Espresso, che conduce in esclusiva per l’Italia l’inchiesta insieme all’ICIJ, ma anche dalla stampa indonesiana, in realtà il nome presente nelle carte dello studio panamense Mossack Fonseca è quello di Garibaldi Thohir, fratello maggiore di Erick e numero uno del gruppo industriale costruito dal vecchio Teddy Thohir.
Garibaldi Thohir ha 50 anni ed è uno degli uomini più ricchi dell’Indonesia. L’anno scorso è risultato il quarantaduesimo paperone dell’arcipelago, con un patrimonio netto stimato da Forbes in 605 milioni di dollari.
Il terremoto dell’Aquila del 2009, la serie di eventi sismici, sono iniziati nel dicembre 2008 e non ancora terminati, con epicentri nell’intera area della città, della conca aquilana e di parte della provincia dell’Aquila. La scossa principale, verificatasi il 6 aprile 2009 alle ore 3.32, ha avuto una magnitudo momento (Mw) pari a 6,3 (5,8 o 5,9 scala Richter), con epicentro in località Colle Miruci, a Roio, nella zona compresa tra le frazioni di Roio Colle, Genzano e Collefracido, interessando in misura variabile buona parte dell’Italia Centrale. Ad evento concluso il bilancio definitivo è di 309 vittime, oltre 1.600 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati.
Oggi ha distanza di 7 anni leggiamo queste notizie:Crolla un altro balcone nella new Town.
La prima new town all’Aquila venne annunciata da Berlusconi in collegamento telefonico con Porta a Porta. Era la sera del 6 aprile 2009, l’Italia era sotto choc per le immagini del terremoto, la città piangeva le vittime, molte persone erano ancora sotto le macerie. E alcuni imprenditori ridevano. Poi le new town sono diventate 19: costruite in tempi record con operai al lavoro giorno e notte,costate circa un miliardo di euro. Oggi questi quartieri dormitorio privi di ogni servizio, anche in montagna e lontani dall’Aquila, cadono a pezzi, tranne rare eccezioni.
I responsabili che tanto parlavano in Tv dove sono?
03 aprile 2016 – Sisma L’Aquila: crolla un altro balcone nella new Town. Complesso già sgomberato e sequestrato dopo avvio inchiesta 2014.
Un altro balcone è crollato “per cedimento strutturale” in un appartamento del progetto C.a.s.e, di Cese di Preturo (L’Aquila),complesso già sgomberato e sequestrato in seguito all’inchiesta della Procura aquilana scattata dopo episodio analogo accaduto nel settembre 2014 in un alloggio vicino.
La sorveglianza speciale per tre anni. Una confisca di beni che sfiora i 500mila euro. E, soprattutto, l’obbligo a cercarsi un lavoro. Serio. Non solo perché «la professione ultrà» non lo è. Ma per spezzare la catena di una vita spesa in tifo violento, bagarinaggio e traffico di droga. La vita di un personaggio considerato «pericoloso socialmente».
Arrestato per l’ultima volta nel novembre del 2014 per una maxi inchiesta di droga, Puntorno era finito ai domiciliari. In questi giorni i carabinieri piemontesi e siciliani gli hanno notificato un decreto della misura di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e della confisca di due case e di una moto, come richiesto dalla procura di Torino.
Secondo il giudice estensore dell’atto, Pietro Capello, non è possibile che un capo ultrà che ha dichiarato di guadagnare 2600 euro lordi all’anno tra il 2004 e il 2013 – «redditi lordi molto modesti e decisamente sproporzionati rispetto al tenore di vita» – abbia acquistato questi beni attraverso vie legali.
Morto Cesare Maldini, bandiera del Milan e allenatore della nazionale
Cesare Maldini (Trieste, 5 febbraio 1932 – Milano, 3 aprile 2016) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore.
L’infografica realizzata da Centimetri sulla vita di Cesare Maldini, tra campo e panchina, morto all’eta’ di 84 anni. Roma, 3 aprile 2016. ANSA/ CENTIMETRI
Padre di Paolo Maldini, da giocatore è stato una bandiera del Milan e ha vestito la fascia di capitano della Nazionale. Da allenatore ha guidato sia l’Under-21 italiana che la Nazionale maggiore.
Una vecchia Intervista a Cesare Maldini, ex capitano e allenatore Milan
A darne notizia la famiglia Maldini, che in una nota “annuncia con immenso dolore la scomparsa di Cesare nella notte tra sabato e domenica“.
Nato a Trieste nel 1932, dopo aver esordito a 21 anni con la maglia della Triestina, e’ passato al Milan e con i rossoneri da difensore ha giocato fino al 1966. Tre anni prima, nel 1963, quando in panchina c’era Nereo Rocco, ha sollevato la Coppa dei Campioni. Con i rossoneri ha vinto anche quattro scudetti. Da allenatore Maldini e’ stato vice di Bearzot ai Mondiali di Spagna vinti dall’Italia nel 1982.
22 Maggio 1963 quando Cesare Maldini,grande capitano del Milan degli anni ’60, sollevò al cielo la Coppa dei Campioni nello stadio di Wembley dopo la vittoria sul Benfica
Dal 1986 al 1996 ha allenato la nazionale italiana Under 21, con cui ha vinto tre campionati europei e nel ’96 e’ passato sulla panchina della nazionale maggiore portando gli azzurri ai Mondiali di Francia del 1998. Nel 2001, poi, ha allenato il Paraguay portandolo ai Mondiali di Corea del 2002. Negli ultimi anni e’ stato anche commentatore sportivo per Al Jazeera.
Messaggio di cordoglio dal sito della Società Inter
Cordoglio di F.C. Internazionale per la scomparsa di Cesare Maldini
Ci ha lasciato questa mattina un grande avversario che, per il Milan, ha rappresentato per molti anni la storia del derby di Milano
MILANO – F.C. Internazionale desidera comunicare il proprio cordoglio per la scomparsa di Cesare Maldini, grande avversario da giocatore e da allenatore del Milan e stimato Commissario Tecnico della nazionale italiana. Al figlio Paolo, alla moglie Marisa e a tutta la famiglia Maldini va l’abbraccio del club nerazzurro.
La voce oggetto dell’analisi di CF è l’aggregato delle voci relative ai ricavi da sponsor, pubblicitari, commerciali e royalty, iscritte a bilancio dai club, nell’ultimo triennio disponibile.
Ricavi commerciali Serie A: Milan ancora al top
In questo ambito, è il Milan che guida la classifica, con 78,65 milioni di euro, in linea con i due esercizi passati (-1,4% nel triennio) : la società rossonera riesce a monetizzare il proprio brand con vari accordi commerciali siglati, tra gli altri, con Audi e Emirates (€12,25 mln), Adidas (€17,5 mln),ma anche vari partner commerciali e sponsor istituzionali come Beiersdorf, Dolce & Gabbana e Telecom Italia.
A distanza di circa 25 milioni segue la Juventus che, pur essendosi riaffermata sotto la gestione di Andrea Agnelli come la prima potenza economica del calcio italiana, non è ancora riuscita a far crescere in modo consistente i ricavi commerciali. Anche se il management bianconero sembra aver posto le basi per una crescita futura.
L’Inter si propone come terza forza nazionale, sempre più impegnata su vari fronti alla ricerca di introiti per garantire la sostenibilità del business. Il presidente Erick Thohir punta molto sul lavoro dell’advisor Infront per aumentare il fatturato.
Ricavi commerciali Serie A – Erick Thohir, Marco Bogarelli e l’ex dg nerazzurro Fassone annunciano l’accordo tra Infronte e l’Inter
Nell’ultimo bilancio il management nerazzurro ha iscritto a bilancio 41,6 mln di euro, in sostanziale crescita rispetto al passato (+15% rispetto all’esercizio precedente). Sulla cifra totale pesano i 14.1 milioni di euro versati da Pirelli (che però si ridurranno nei prossimi anni), i 13,4 milioni di euro dello sponsor tecnico Nike e i quasi 12 milioni di euro portati in dote dalla società guidata in Italia da Marco Bogarelli.
Ricavi commerciali Serie A – Il Napoli e il balzo del Sassuolo
Nella fascia tra i 20 e i 40 milioni di euro troviamo Napoli e il Sassuolo, che sorprende quindi non solo per i risultati sul campo di gioco. Le due società, pur con un numero di tifosi nettamente a favore del Napoli, si trovano appaiate a 28,2 milioni di euro.
Ma se il trend della società partenopea segna un lieve calo (-5,7% sull’esercizio precedente e -7,3% nel triennio), il club del patron Squinzi fa registrare una crescita del 61% rispetto al bilancio precedente, e addirittura del 101% rispetto a due esercizi fa, grazie al sostanzioso contributo di Mapei, azienda dello stesso patron, pari a 22,05 mln di euro.
Ricavi commerciali Serie A – Le romane e la Viola
Tra i 10 e i 20 milioni di euro troviamo Roma, Lazio e Fiorentina. Le tre società riescono a coniugare un discreto numero di tifosi pronti ad acquistare il merchandising alla vendita degli spazi commerciali e ad un appeal che attira sponsor di medio-alto livello.
La Roma ha chiuso l’ultimo bilancio a 19,84 milioni di euro, in calo del -7,7%rispetto all’esercizio precedente e addirittura del -22,5% sul triennio.
Stesso trend anche per Fiorentina e Lazio, che pur con la consulenza di Infront, hanno chiuso rispettivamente a 11,13 e 10,26 milioni di euro, segnando una contrazione del –13,4% e -27,8% sempre sul nostro periodo di riferimento.
Tanti auguri Apple, il colosso di Cupertino compie 40 anni
Steve Jobs Trailer Ufficiale Italiano (2016)
Trailer italiano del film JOBS, il biopic con Ashton Kutcher nei panni del giovane e brillante Steve Jobs
Una breve carrellata dei primi prodotti dal apple I al ……..
La fondazione della società risale al 1° aprile 1976, ad opera di Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne
Apple I – Il primo computer, l’Apple I, vede la luce l’1 aprile del 1977.
1 Aprile 1976 Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne fondano in un garage di Los Altos la Apple Computers, una piccola compagnia di elettronica e informatica che nei successivi quattro decenni sarebbe diventata la più grande azienda del mondo per valore di mercato.
Apple II – 1977
Il simbolo della mela è divenuto ben presto l’icona di una “rivoluzione” nel mondo dei computer e dei dispositivi elettronici, incarnata dal celebre motto “Think different“. Un percorso lungo e tortuoso, che di recente ha portato la regina della Silicon Valley ad imporsi come “paladina della privacy” in un braccio di ferro con l’Fbi destinato a fare storia.
Apple Macintosh – 1984: il 24 gennaio viene lanciato il Macintosh, un apparecchio tuttora esposto al MoMa di New York
Quattro decenni scanditi da molti successi – come il primo computer personale, l’Apple II, l’iPod e la rivoluzione iPhone e iPad – fino all’ultimo grande traguardo: un miliardo di dispositivi Apple attivi in tutto il mondo. Ma anche i “flop” non sono mancati, come ad esempio il primo portatile Lisa o il palmare Newton, quest’ultimo troppo in anticipo sui tempi nel “lontano” 1993.
Apple Lisa PC, 1983
Apple Newton – 1993
Ma la parabola della “mela” non può essere analizzata separatamente dal quella del suo genio indiscusso, Steve Jobs: dopo il momento d’oro iniziale, la rottura nel 1985 e poi il rientro trionfale in Apple nel 1996. Un momento in cui i profitti dell’azienda sono alle stelle anche grazie al suo carisma. Strappato al suo periodo più creativo da un tumore al pancreas, nel 2011, con la morte di Jobs si chiude definitivamente un’epoca anche per il colosso di Cupertino.
iPod prototype, 2001 iMac, original bondi blue model, 1998
Il duello con l’Fbi – In quarant’anni di storia, Apple ha combattuto battaglie legali importanti, dalle guerre per i brevetti ai contenziosi col fisco. L’ultimo braccio di ferro con l’Fbi, su privacy e informazioni criptate dell’iPhone del killer di San Bernardino. Una vicenda sulla quale, nonostante lo sblocco del dispositivo effettuato dalle autorità, la parola “fine” è ancora da scrivere.
L’Istria (in croato e sloveno Istra; in tedesco Istrien) è una penisola che si estende nel mare Adriatico per circa 3 600 km²; situata tra il Golfo di Trieste, le Alpi Dinariche e il Golfo del Quarnaro, appartiene amministrativamente alla Croazia per la maggior parte della sua estensione, mentre una piccola parte, che comprende le città costiere di Isola, Portorose, Pirano e Capodistria, appartiene alla Slovenia. Una minima parte dell’Istria, limitata all’incirca ai territori del comune di Muggia e di San Dorligo della Valle si trova in territorio italiano.
A seguito della vittoria italiana nella prima guerra mondiale con il trattato di Saint-Germain-en-Laye (1919) e il trattato di Rapallo (1920), l’Istria divenne parte del Regno d’Italia.
Magna Istria, l’ultimo lavoro di Cristina Mantis, attrice e regista, e Francesca Angeleri. Il film, un documentario, è il racconto di un viaggio verso l’Istria alla ricerca di un’ antica ricetta istriana.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale con il trattato di Parigi (1947), l’Istria fu assegnata alla Jugoslavia che l’aveva occupata, con l’eccezione della cittadina di Muggia e del comune di San Dorligo della Valle inserite nella Zona A del Territorio libero di Trieste.
«Suonare prima di Springsteen? Così si è avverato il mio sogno»
“Era il mio sogno nel cassetto, l’ho confessato più volte nelle interviste. Uno di quelli con la esse maiuscola. Perché quando si sogna non ci si deve accontentare, ma sognare il massimo. Ora mi sembra di aver vinto alla lotteria”
Stesso anno di nascita, il 1949 (23 settembre il Boss, 27 novembre Treves), stessa divorante passione per la musica.
Fabio Treves and the Treves Blues Band live @ Cinema Teatro Nuovo – Varese – 03 Febbraio 2011
” Di Bruce mi piace tutto: sono legato al vinile (non dice mai cd, ndr) di “Born to Run”, che pur non essendo blues trasmettevo nelle notturne radiofoniche; ma anche “Born in Usa”, “Darkness on the Edge of Town”, i suoi dischi acustici. Mi piace come suona l’armonica, gli bastano due note per emozionarmi di più di tanti altri dalla tecnica ineccepibile. Perché Springsteen è un uomo e un artista vero, cui basta indossare una camicia di jeans per essere più elegante di chi sfoggia un abito griffato”
Carroponte 4 luglio 2015 – Treves Blues band con Mauro Pagani e Guitar Ray
Tutto è nato da una fotografia che lo ritraeva con Little Stevens, chitarrista e storico collaboratore di Springsteen, inviata dal Puma a Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts e tra i maggiori organizzatori di concerti. «Trotta, che ormai oltre a essere un amico è anche il mio mentore visto devo a lui l’incontro con Frank Zappa, il disco con Mike Bloonfield, il recente tour con i Deep Purple, l’ha postata sul suo profilo Facebook e da lì è iniziata una sorta di catena di Sant’Antonio in cui amici e fan proponevano il mio nome come supporter. Una dimostrazione di affetto che mi ha commosso e di cui ringrazio tutti».
Festival Delta Blues. Santa Maria Maddalena (RO) 27 giugno 2014
«Soltanto l’idea di potergli parlare, di potermi fare fotografare con lui dietro al palco mi fa tremare le gambe al punto che mi devo sedere. Un’emozione paragonabile soltanto al pensiero di giocare una partita di calcio per beneficienza e ricevere un assist da Gianni Rivera».
BRUCE SPRINGSTEEN – STREETS OF PHILADELPHIA – LIVE IN NYC 1995
Patria di Virgilio, città dei Gonzaga dove lasciarono traccia artisti come Andrea Mantegna e Giulio Romano e trassero ispirazione Torquato Tasso e Claudio Monteverdi, Mantova Capitale italiana della cultura 2016 sarà sede di mille eventi che fino a dicembre trasformano Mantova che, insieme a Sabbioneta è Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco, in una città-palcoscenico.
Dalla musica al teatro alla danza, all’arte contemporanea, chi va a Mantova trova una bellissima città d’arte che si può attraversare a piedi in 20 minuti.
Il cuore pulsante sarà il centro storico, con i suoi palazzi, i suoi portici, le sue chiese e le sue piazze.
Per scoprire la città dei Gonzaga gli organizzatori hanno studiato sei percorsi tematici che guidano il visitatore in diverse epoche storiche, dal Settecento alla contemporaneità, dal volto ebraico alla Mantova antica di Virgilio, dal Rinascimento al Risorgimento. Anche l’arte esce dai suoi luoghi tradizionali e si apre alla città.
I giardini e le sale di Palazzo Te ospiteranno a giugno il progetto “Un sogno fatto a Mantova”, nel quale artisti internazionali ideeranno interventi di forte impatto visivo, in interazione con la struttura architettonica che li ospita. Il secondo momento del progetto prevede una mostra nelle Fruttiere di Palazzo Te: artisti emergenti italiani e stranieri realizzeranno speciali installazioni.
Palazzo Ducale propone una serie di mostre che spaziano dall’arte moderna a quella contemporanea, con un’attenzione particolare alla produzione locale. Tra quelle in programma, “Mantovarte – studi aperti” (ad aprile), che inaugurerà il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea del museo; “Sonia Costantini/Josef Schwaiger chromospazio”, con opere appositamente realizzate dai due artisti contemporanei (a giugno) e un’esposizione dedicata ad Albrecht Dürer, “Incisioni e influssi” indagherà le reciproche influenze tra l’arte delMantegna e quella dell’artista tedesco.
Nella Casa del Mantegna ad aprile sarà allestita una mostra sulla Grande Guerra, a cui faranno seguito fino alla fine dell’anno numerose altre esposizioni di arte contemporanea. Il Museo Archeologico Nazionale con l’esposizione Salvare la memoria (La bellezza, l’arte, la storia) affronterà, a partire dal devastante terremoto del 2012, il tema universale della conservazione della memoria e delle attività di salvaguardia e ricostruzione (a fine marzo).
Anche la musica avrà un ruolo di particolare rilievo: a giugno si terrà la quarta edizione del Mantova Chamber Music Festival “Trame Sonore” che invita il pubblico a scoprire capolavori della grande musica classica in location suggestive. Uno dei progetti portanti del 2016 è Mantovamusica che, fino a dicembre, propone più di 45 concerti nei luoghi più belli della città. Infine, ci sarà lo storico Mantova Jazz Festival nei mesi di ottobre, novembre e dicembre.
Anche gli appuntamenti tradizionali della città si animano di nuova vita in occasione di quest’anno speciale: Festivaletteratura, che celebra il suo ventennale, organizza, oltre al consueto appuntamento di settembre, una serie di incontri con autori italiani e stranieri, workshop, concerti e percorsi tematici durante tutto il 2016.
L’unicità di Mantova non è solo nelle opere dell’uomo, ma anche nelle bellezze del suo territorio e nella varietà della sua cucina: centro nato sull’acqua, circondato da una vera e propria oasi verde, è meta di un turismo naturalistico, enogastronomico e sportivo. Nuovi i percorsi alla scoperta del territorio: la rassegna “I Volti della natura in città” organizzata dal Parco del Mincio prevede 40 escursioni, dalla primavera all’autunno, per scoprire la simbiosi della città con l’acqua e la natura. Tra queste, un’insolita crociera verso l’isola galleggiante dei fior di loto.
Folla in delirio nel concerto gratuito alla Ciudad Deportiva
“Ciao Avana, e buonasera alla mia gente cubana”:con queste parole Mick Jagger ha aperto il concerto gratuito che i Rolling Stones hanno offerto nella Ciudad Deportiva
I fan si riuniscono a Ciudad Deportiva de la Habana sport per il concerto gratuito all’aperto dei Rolling Stones – L’Avana – Cuba 25 marzo 2016Mick Jagger dei Rolling Stones – L’Avana, Cuba 25 marzo 2016
I Rolling Stones infiammano L’Avana, in mezzo milione a concerto
Con una scatenata “Jumpin’ Jack Flash” i Rolling Stones hanno aperto lo storico concerto nella Ciudad Deportiva all’Avana di fronte a migliaia di persone.
«Sappiamo che anni fa era difficile ascoltare la nostra musica a Cuba, ma siamo qui a suonare», ha detto il leader degli Stones, Mick Jagger, «arringando» in spagnolo la folla, che lo ha accolto festante, «Penso che davvero i tempi stiano cambiando. Non è vero?».
Gli Stones hanno suonato tutti i loro più grandi successi, riproponendo la scaletta del tour sudamericano che si è concluso pochi giorni fa in Messico. Un concerto-evento che ha segnato l’ennesimo passo avanti nel “disgelo” tra gli Stati Uniti e Cuba, dopo il recente incontro avvenuto a L’Avana tra Barack Obama e Raul Castro.
Nelle prime file del concerto all’aperto c’erano in realtà per lo più stranieri: tedeschi, americani, argentini e messicani. Nella zona vip, tra gli altri, la top model Naomi Campbell e l’attore Richard Gere. E sulle note di Satisfaction tutto il pubblico ha iniziato a saltare per il finale: i 3.55 minuti dalla versione originale si sono allungati del doppio, fino all’ultimo secondo di un concerto storico.
Rolling Stones en Lima Perú, Domingo 6 de Marzo del 2016 , Estadio Monumental Universitario de Deportes
THE ROLLING STONES – Angie – LIMA 2016-03-06
The Rolling Stones Full Live Concert at Chile 2016
Paolo Poli (Firenze, 23 maggio 1929 – Roma, 25 marzo 2016) è stato un attore italiano, principalmente di teatro. I suoi spettacoli teatrali erano caratterizzati da una forte connotazione comica, rifacendosi alle commedie brillanti, surreali e oniriche. Poli recitava spesso en travesti
Paolo Poli si racconta in teatro
Figlio di un carabiniere e di una maestra[1], dopo la laurea in letteratura francese (con una tesi su Henry Becque), comincia ad affermarsi intorno agli anni cinquanta: i primi esordi sono nei piccoli teatri cittadini, come a «La borsa di Arlecchino» di Genova, piccolo teatro d’avanguardia in via XX settembre (nato anche grazie ad Aldo Trionfo). Qui Poli comincia a farsi notare per la sua pungente ironia, il suo garbato istrionismo, la sua vena poetica e surreale contornata da momenti comici e giochi linguistici apprezzati anche da capocomici illustri come Tina Pica e Polidor, con i quali ebbe modo di lavorare.
Intervista a Paolo Poli di Maddalena Menza, Enrico de Bernart
Nei primi anni sessanta è protagonista di una trasmissione televisiva sulla RAI in cui legge delle favole per bambini, tratte da Esopo e da famosi racconti letterari. È proprio lui sul finire degli anni sessanta, a scoprire un giovanissimo Marco Messeri, che difatti può essere considerato teatralmente l’unico vero erede di Poli. Sempre per la RAI, realizza lo sceneggiato I tre moschettieri, insieme con Marco Messeri, Milena Vukotic e Lucia Poli. Lavora inoltre con Sandra Mondaini in Canzonissima.
Paolo Poli e Umberto Eco (da “Babau”, 1970)
Rifiutò, come lui stesso racconta, una parte in 8½ propostagli dall’amico Federico Fellini. Ha diretto come regista ed è stato principale attore di varie opere teatrali, fra cui Aldino mi cali un filino, Rita da Cascia, Caterina De Medici, L’asino d’oro, I viaggi di Gulliver, La leggenda di San Gregorio, Il coturno e la ciabatta e La nemica di Dario Niccodemi. Lo spettacolo Rita da Cascia, che dava una lettura comica e irriverente della storia di Santa Rita, diede vita a molte polemiche, con Oscar Luigi Scalfaro che fece un’interrogazione parlamentare sul caso.
Il recital alla serata inaugurale per la riapertura del teatro, dopo 20 anni di chiusura. Firenze 8 gennaio 2016
Compiuti gli 80 anni, è ancora attivo e recita nei Sillabari, commedia tratta dai racconti di Goffredo Parise. Ha anche recitato in vari audiolibro, tra cui una edizione di Pinocchio, edita nel 1968 da Fratelli Fabbri Editori e composta da 21 dischi a 45 giri, e l’audiolibro integrale delle ricette di Pellegrino Artusi, edito da Emons Audiolibri per un totale di quasi 25 ore.
Ha coltivato anche la carriera di cantante, pubblicando un primo singolo nel 1960 e in seguito diversi album veri e propri. Anche sua sorella Lucia è attrice teatrale e cinematografica, e insieme con lei, a partire dagli anni settanta, ha interpretato quattro spettacoli teatrali.
Muore a il 25 marzo 2016 all’Ospedale Fatebenefratelli di Roma, dove era ricoverato da circa un mese
La 89enne interprete francese Juliette Greco è stata ricoverata a Lione dopo essere stata colta da un malore. Secondo i medici del pronto soccorso, la musa degli esistenzialisti ha un “sospetto ictus cerebrale“.
Juliette Greco – Old Amants – Festival dell’Umanità-2015
A dispetto della veneranda età l’artista calca ancora i palcoscenici e domani sera, 25 marzo, si sarebbe dovuta esibire nella cittadina francese di Sausheim, in una delle cinquanta date del suo tour di addio chiamato “Merci”.
Juliette Greco – Parlez-moi d`Amour – live in Berlin, 1967
L’ultima esibizione entro i nostri confini di Juliette Greco risale al luglio dello scorso anno quando salì sul palco del Teatro Nazionale di Milano per salutare e ringraziare il pubblico italiano.
Il 17 aprile prossimo si vota il referendum popolare abrogativo sulle trivellazioni in mare. Voluto da nove regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) che si affacciano sull’Adriatico e che temono per conseguenze sull’ambiente e sul turismo, il quesito chiede di scegliere se abrogare la norma, introdotta con l’ultima legge di Stabilità, che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio, entro le 12 miglia marine dalla costa, senza limiti di tempo alla durata delle concessioni, cioè sino all’esarimento del giacimento. Sebbene le società petrolifere non possano più ottenere nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso – secondo una norma approvata lo scorso dicembre – non hanno scadenza certa.
Con il termine “trivelle” si intende un insieme ampio e complesso di attività che vanno dalla perforazione dei pozzi di ricerca a quella dei pozzi di produzione, dalla realizzazione di gasdotti e oleodotti all’installazione di piattaforme petrolifere. Gli impianti variano a seconda dei fondali, delle caratteristiche del giacimento e del tipo di combustibile estratto.
Il quesito è: “Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?”.
Affinché la proposta soggetta a referendum sia approvata – cioè che la norma sia cancellata – occorre che si raggiunga il quorum, cioè che vada a votare più del 50% degli elettori, e che la maggioranza dei votanti si esprima con un “Sì”. Possono votare al referendum tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto la maggiore età.
A favore del referendum è il comitato “Vota SI, per fermare le trivelle” a cui hanno aderito numerose associazioni che spiegano le proprie ragioni in un appello.
E’invece contrario il comitato Ottimisti e Razionali che ha ricevuto adesioni anche da manager, filosofi e studenti convinti che “il progresso avanza solo con lo sviluppo”.
Hendrik Johannes Cruijff, detto Johan e spesso scritto Cruyff – Amsterdam, 25 aprile 1947 – Barcellona, 24 marzo 2016), è stato un allenatore di calcio e calciatore olandese, nonché dirigente sportivo.
Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio e da alcuni il migliore in assoluto fu l’interprete più emblematico del calcio totale con cui l’Ajax e i Paesi Bassi di Rinus Michels rivoluzionarono la storia del calcio tra la seconda metà degli anni sessanta e la prima metà dei settanta.
Nel corso della carriera ricevette vari soprannomi: il più famoso è “Profeta del gol”, che ispirò il titolo del film-documentario sulla vita sportiva di Cruijff diretto da Sandro Ciotti. Il giornalista Gianni Brera lo ribattezzò invece “il Pelé bianco” L’ex campione dell’Ajax, Barcellona e della nazionale olandese è deceduto a Barcellona dopo una lunga malattia. L’annuncio della sua scomparsa è stato dato sul sito dell’ex fuoriclasse.
Competizioni internazionali
Coppa dei Campioni: 3– Ajax: 1970-1971, 1971-1972, 1972-1973
22/10/2015 -“Johan Cruyff ha un tumore ai polmoni” Johan Cruyff deve fare i conti con un cancro ai polmoni. Il male sarebbe stato diagnosticato all’ex fuoriclasse olandese, stella dell’Ajax, del Barcellona e della nazionale “oranje”, martedì nella città catalana.
L’ex calciatore ed allenatore Johan Cruyff è scomparso a 68 anni nella sua casa di Barcellona, stroncato da un tumore ai polmoni. La notizia è stata diramata dal sito della sua fondazione World of Cruyff. Il giocatore olandese, si legge online, è morto “in pace circondato dalla sua famiglia dopo una dura battaglia contro il cancro. E’ con grande tristezza che vi chiediamo di rispettare la privacy della famiglia in questo momento di dolore”. Come scrive il Guardian, Cruyff aveva rivelato di essere malato lo scorso ottobre, ma appena un mese fa aveva detto di essere in vantaggio “2-0″ sulla malattia.
Allenatore
Competizioni nazionali
Coppa d’Olanda: 2– Ajax: 1985-1986, 1986-1987
Coppa di Spagna: 1 – Barcellona: 1989-1990
Campionato spagnolo: 4 – Barcellona: 1990-1991, 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994
Supercoppa di Spagna:3– Barcellona: 1991, 1992, 1994
Competizioni internazionali
Coppa dei Campioni:1 – Barcellona: 1991-1992
Coppa delle Coppe:2– Ajax: 1986-1987, Barcellona: 1988-1989
Supercoppa UEFA: 1– Barcellona: 1992
Trofeu Catalunya Internacional:1Catalogna: 2010
Individuale
Allenatore dell’anno World Soccer:1– 1987
Panchina d’argento:1– 1990-1991
Premio Onze al miglior allenatore europeo dell’anno: 2– 1992, 1994
Nel 1974 si disputano i Mondiali di calcio – Olanda – Germania Est finisce 2-0.
Quindi, la rosa di giocatori scelta da Rinus Michels per i Mondiali del 1974 fu la seguente: i portieri erano Jan Jongbloed, Eddy Treytel e Piet Schrijvers. La difesa era composta da Kees van Ierssel, Rinus Israël, Ruud Krol, Wim Rijsbergen, Pleun Strink, Wim Suurbier ed Harry Vos. La mediana era composta da Johan Neeskens, i gemelli René e Willy van de Kerkhof, Theo de Jong, Wim Jansen, Wim van Hanegem ed Arie Haan. In attacco Ruud Geels, Piet Keizer, Rob Rensenbrink, Johnny Rep e Johan Cruijff.
Vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1997 (già candidato nel 1975). I suoi lavori teatrali fanno uso degli stilemi comici propri della Commedia dell’arte italiana e sono rappresentati con successo in tutto il mondo. In quanto attore, regista, scrittore, scenografo, costumista e impresario della sua stessa compagnia, Fo è uomo di teatro a tutto tondo.
Mistero Buffo – monologo di Dario Fo “Il miracolo”
È famoso per i suoi testi teatrali di satira politica e sociale e per l’impegno politico di sinistra. Con la moglie Franca Rame fu tra gli esponenti del Soccorso Rosso Militante.
Il 24 giugno 1954 sposò l’attrice e collega Franca Rame a Milano, nella basilica di Sant’Ambrogio. Poco dopo la coppia si trasferì a Roma. Qui il 31 marzo 1955 nacque il loro figlio Jacopo.Il 9 marzo 1973, Franca Rame fu costretta a salire su un furgoncino da cinque uomini appartenenti all’area dell’estrema destra, dai quali fu poi stuprata a turno e malmenata
Il 9 ottobre 1997 Fo ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura, con la seguente motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi“. Il commento di Fo è stato:
« Con me hanno voluto premiare la Gente di Teatro »
Il fatto ha provocato un certo scalpore, in Italia come all’estero. La scelta di Fo da parte dell’Accademia Svedese, fra gli altri, prese in contropiede i molti rappresentanti della cultura italiana.
« La risata, il divertimento liberatorio sta proprio nello scoprire che il contrario sta in piedi meglio del luogo comune… anzi, è più vero… o almeno, più credibile. » (da Dario Fo parla di Dario Fo, Lerici, 1977)
Nel 1999 Dario Fo è stato insignito della laurea honoris causa dall’Università di Wolverhampton (Inghilterra centrale), insieme a Franca Rame.
Dario Fo festeggia i suoi 89 anni a Le Invasioni Barbariche tra racconti e commenti personali c’è il tempo anche per un regalo speciale: Bigio e Mandelli cantano per il Maestro
Mercoledì 7 gennaio 2009 – Dario Fo e Franca Rame ospiti di Corrado Augias a “Le Storie” su Raitre.
Nel 2005 Fo è stato insignito della laurea honoris causa alla Sorbona di Parigi, mentre l’anno successivo la stessa onorificenza gli è stata assegnata dalla Sapienza di Roma.
Dario Fo in un esilarante monologo
1956 – Franca Rame e Dario Fo nel film Lo svitato di Carlo Lizzani.
Budelli: giudice, è di proprietà Ente Parco La Maddalena
L’isola di Budelli non sarà più di privati. Il tribunale delle esecuzioni immobiliari di Tempio Pausania ha assegnato definitivamente l’isola all’Ente Parco La Maddalena
Budelli è un’isola appartenente all’arcipelago di La Maddalena, situata all’estremo nord della Sardegna presso le bocche di Bonifacio. Fa parte, assieme alle altre isole, del Parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena
“Si conclude definitivamente e positivamente una vicenda che ha occupato le cronache dei quotidiani in questi anni”, commenta il presidente, Giuseppe Bonanno. Una lunga querelle “che ha coinvolto tante persone che hanno dichiaratamente espresso la volontà che Budelli divenisse patrimonio pubblico ed entrasse nella disponibilità del Parco. Non è stato un percorso semplice ma alla fine a prevalere è stata la volontà espressa dal Parlamento che nel 2013 votò in maniera trasversale affinché l’isola di Budelli divenisse patrimonio pubblico. A questa decisione politica, sono da aggiungere le 85 mila firme di privati cittadini raccolte attraverso una petizione, una mobilitazione popolare senza precedenti che chiedeva inequivocabilmente che il gioiello dell’arcipelago di La Maddalena venisse garantito integro dallo Stato alle generazioni future”
Bilancio Milan 2015 – Il Milan si avvia a chiudere l’esercizio al 31 dicembre 2015 con una perdita consolidata di circa 90 milioni di euro, pressoché in linea con quella del 2014, a fronte di ricavi in calo a circa 200 milioni, in flessione rispetto ai 222 dell’anno precedente. E’ quanto riporta il quotidiano Milano Finanza.
Bilancio Milan 2015, l’andamento dei ricavi del gruppo
Il progetto di bilancio Milan 2015, secondo quanto riportato, è stato approvato dal consiglio di amministrazione riunitosi martedì 15 marzo nella sede di Casa Milan e sarà ora sottoposto all’assemblea dei soci in programma per fine aprile, in cui l’azionista di controllo Fininvest procederà, come sempre fatto negli ultimi anni, a ripianare la perdita.
Se le indiscrezioni di MF saranno confermate, per il secondo anno consecutivo il Milan e il suo azionista di riferimento, si troveranno dunque ad affrontare una perdita da 90 milioni (91,3 milioni il rosso consolidato del 2014).
Il buco registrato nell’ultimo esercizio porta il saldo, dal 2010, a qualcosa come 340 milioni di rosso. Una voragine sempre ripianata dalla controllante Fininvest, holding che l’anno scorso ha complessivamente versato nelle casse della squadra gestita da Adriano Galliani e Barbara Berlusconi,150 milioni.
Bilancio Milan 2015, in 6 anni circa 340 milioni di rosso
Bilancio Milan 2015, ricavi da stadio
Ma se lo scorso anno il risultato negativo era legato in parte a componenti non ricorrenti (21 milioni di sopravvenienze passive per la svalutazione di crediti fiscali vantati a fine 2013 verso la stessa Fininvest), oltre all’anticipazione di alcuni costi (7,5 milioni) relativi al personale tesserato non più in organico (tra cui l’ex allenatore Clarence Seedorf), nel 2015 sembra che la perdita sia dovuta in misura maggiore allo sbilancio tra ricavi e i crescenti costi operativi (sia quelli legati al personale tesserato, sia quelli legati ad altre voci della gestione, come la nuova Casa Milan e le consulenze pagate per il progetto dello stadio al Portello, poi accantonato per ripiegare sull’ammodernamento di San Siro assieme all’Inter).
Anche se bisognerà attendere la pubblicazione del bilancio per comprendere come si è arrivati alla perdita 2015, è possibile fare alcune considerazioni sulla base delle indiscrezioni riportate da MF.
Bilancio Milan 2015, le plusvalenze non compensano i minori ricavi
Di certo sul bilancio Milan 2015 ha pesato al contrazione del fatturato, sceso da 222 milioni (nel 2014 erano stati contabilizzati 9,4 milioni di premi Uefa legati alla partecipazione alla Champions League 2013/14) a 200 milioni, proprio a causa della mancata partecipazione per la seconda stagione consecutiva alle coppe europee e ad altri minori introiti (compresi gli incassi da stadio).
Una flessione dei ricavi caratteristici che non è stata adeguatamente compensata dal risultato del player trading. Come evidenziato da CF – Calcio e Finanza lo scorso settembre, il Milan dovrebbe aver chiuso la sessione estiva del calciomercato con un saldo tra plusvalenze e minusvalenze da cessione di giocatori negativo per circa 1,44 milioni.
Le uniche cessioni a titolo definitivo del calciomercato estivo sono state quelle di Rami al Siviglia (3,5 milioni di incasso, plusvalenza stimata di 0,7 milioni), di Birsa al Chievo (1,5 milioni di cui 0,5 milioni di plusvalenza), di Zaccardo al Carpi (minusvalenza di 0,8 milioni) e di Saponara all’Empoli (plusvalenza di 0,66 milioni). Operazioni in uscita cui si aggiunge la rescissione di Robinho, che dovrebbe avere avuto un impatto negativo di circa 2,5 milioni.
Silvio Berlusconi, che proprio quest’anno ha festeggiato i 30 anni alla presidenza del Milan, non sembra infatti disposto a rinunciare alla maggioranza del club. Ma nessuno dei soggetti che hanno bussato alla porta di Fininvest è disposto a sborsare la cifra chiesta dall’ex premier (sebbene le valutazioni del 100% non siano così distanti dai desiderata di Berlusconi) per avere una quota di minoranza del Milan. L’unico che avrebbe accettato questa condizione è Taechaubol, che però al momento non sembra nelle condizioni di andare avanti per mancanza di partner.
Un affiliato “rivela” il presunto piano per escludere il Pirata dal Giro d’Italia 1999: sul tavolo un giro di scommesse clandestine
Il 5 giugno 1999 Marco Pantani viene raggiunto dai carabinieri presso l’hotel Touring di Madonna di Campiglio: è stato trovato con un valore di ematocrito oltre la soglia consentita (51,9 invece che 50) ed è stato escluso dal Giro d’Italia.A due tappe dalla fine il Pirata era il vincitore annunciato, maglia rosa in cassaforte con 5’38″ di vantaggio su Paolo Savoldelli, ma lo fermarono: «Questa volta non mi rialzo» dice sconsolato il Pirata che avrà disgraziatamente ragione morendo il 14 febbraio 2004, da solo, in una stanza d’albergo del residence Le Rose di Rimini. Per anni si è discusso di quel controllo, di quel prelievo del sangue che compromise la carriera e devastò la vita di uno dei più grandi ciclisti italiani di tutti i tempi: possibili alterazioni, regie oscure, l’ombra della criminalità organizzata. Oggi la Gazzetta dello Sport con Francesco Ciniti riapre la questione riferendo di un’intercettazione choc che potrebbe riscrivere la storia.
Una vera e propria confessione involontaria da parte di un affiliato alla camorra: la criminalità organizzata avrebbe pianificato e portato a termine l’esclusione del Pirata dalla corsa rosa. Il motivo? Economico, in primis: c’era sul tavolo un vortice di scommesse clandestine miliardarie con il romagnolo vincente. Insomma, per evitare un buco finanziario il clan che gestiva il banco delle puntate sul Giro 1999 decise che Pantani non doveva arrivare a Milano. […] Questo è almeno quello che sostiene il camorrista tenuto in Campania sotto osservazione per altri indagini, che non c’entrano nulla con il ciclismo.
Keith Noel Emerson (Todmorden, 2 novembre 1944 – Santa Monica, 10 marzo 2016) è stato un tastierista, pianista e compositore britannico.
Considerato uno dei migliori pianisti rock della storia della musica, innovatore nell’uso dell’organo Hammond ed in particolare dei sintetizzatori Moog.
Tra gli anni ’60 e ’70 è stato uno dei massimi interpreti del progressive rock, fusione dei generi più diversi tra cui rock and roll, classica, jazz e world music. Addio a Keith Emerson, anima di due gruppi britannici leggendari come ‘The Nice’ ed ‘Emerson, Lake & Palmer’. Il tastierista, considerato ‘il signore del Moog’, è morto all’età di 71 anni. A dare l’annuncio è la stessa band sul profilo ufficiale Facebook. “Ci spiace annunciare che Keith Emerson è morto la scorsa notte nella sua casa di Santa Monica, a Los Angeles, all’età di 71 anni – si legge sul social network -. Chiediamo che vengano rispettati la privacy e il dolore della famiglia”.
Emerson, Lake & Palmer – Pictures at an Exhibition è il Terzo Loro Lavoro registrato dal vivo nel 1971
Emerson, Lake and Palmer – Works Orchestral Tour 1977
Discografia Come solista
1980 – Inferno
1981 – Nighthawks
1981 – Honky
1984 – Murderock uccide a passo di rock
1988 – The Christmas Album
1989 – La chiesa
1995 – Changing States
2002 – Emerson plays Emerson
2006 – Hammer it out
2008 – Keith Emerson Band featuring Marc Bonilla
2012 – Three Fates – Keith Emerson, Marc Bonilla, Terje Mikkelsn
11 marzo 2011 – Il disastro di Fukushima Dai-ichi è una serie di quattro distinti incidenti occorsi presso la centrale nucleare omonima, a seguito del terremoto e maremoto del Tōhoku dell’11 marzo 2011.
La deflagrazione, analoga a quella che sabato ha interessato il reattore numero 1, si è verificata nel reattore numero 3 ed ha causato il crollo del muro esterno del reattore. Secondo l’agenzia dell’energia di Tokyo che gestisce l’impianto, la struttura che contiene il reattore non ha subito danni.
Stato
Giappone
Luogo
Centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi
Data
11 marzo 2011
Tipo
Disastro nucleare
Motivazione
Terremoto e maremoto del Tōhoku del 2011
La gestione dell’incidente da parte della TEPCO è stata caratterizzata da reticenza, menzogne e abbandono della popolazione locale al suo destino. Anche il Ministero dell’energia giapponese è stato accusato di aver nascosto molti dati.
Schizzo in sezione semplificato di un tipico contenimento Mark-I di un reattore BWR, come quelli usati nei reattori da 1 a 5 di Fukushima Dai-ichi.
RPV: Reactor Pressure Vessel
contenitore a pressione del reattore
DW: DryWell
contenitore del vapore
WW: WetWell
camera di soppressione del vapore, di forma toroidale
SFP: Spent Fuel Pool
vasca del combustibile esausto.
SCSW: Secondary Concrete Shield Wall
muro di cemento di schermatura secondario
settembre 2013 – Si alza il livello delle radiazioni del serbatoio della centrale che contiene acqua contaminata. Il Giappone chiede aiuto alla comunità internazionale.
Stato dei reattori
Fukushima Dai-ichi 1 – Nella giornata dell’11 marzo, in un edificio minore delle zone non nucleari dell’impianto è nato un piccolo incendio, che ha richiesto meno di due ore per essere estinto. Una situazione più grave era però emersa entro le zone nucleari dei tre reattori di Fukushima Dai-ichi in funzione, in questi il reattore era stato fermato automaticamente con successo, ma i generatori diesel avevano subito numerosi danni, lasciando quindi i tre reattori senza energia elettrica per alimentare il sistema di refrigerazione che dissipa il calore residuo del reattore. Questo ha portato la TEPCO a comunicare una situazione di emergenza, che ha permesso alle autorità di far evacuare la popolazione residente entro i 3 km dall’impianto (circa 1000 persone).
Fukushima Dai-ichi 2 – Nei primi momenti dall’incidente, il reattore risultava in stato di attenzione, ma non in stato di serio o critico danneggiamento. Il 14 marzo, a mezzogiorno, le barre del combustibile, erano completamente scoperte ed era fallito il pompaggio dell’acqua marina all’interno del nucleo. Alle 13:21 la TEPCO aveva dichiarato che non era esclusa la parziale fusione delle barre del combustibile nucleare all’interno del reattore 2. Erano stati riscontrati gravi danni al nocciolo del reattore. 15 marzo, alle 00:08 ora italiana, si era registrata un’esplosione al reattore 2 e la TEPCO annunciava che era stato evacuato parte del personale. Le autorità ammisero che, in seguito all’esplosione, c’era stato una rottura non quantificata della camera di soppressione della pressione (wetwell), una struttura toroidale posta nella parte inferiore del sistema di contenimento del reattore.
Fukushima Dai-ichi 3 – Nelle giornate dell’11 e del 12 marzo, non persistevano particolari preoccupazioni per il reattore, in quanto i sistemi di raffreddamento, seppur in crisi, erano stati sostituiti parzialmente da altri apparati provvisori. Destava particolare preoccupazione il fatto che, nel reattore 3 venisse usato come combustibile nucleare anche plutonio: nel settembre 2010 per la prima volta tale reattore era stato caricato con combustibile MOX, al posto dell’uranio a basso arricchimento usato negli altri reattori della centrale.
Fukushima Dai-ichi 4 – Fino al 14 marzo, per il reattore numero 4 non erano stati riportati danni di alcun tipo. Il 15 marzo verso le ore 06:00 locali, venne udita una forte esplosione proveniente dalla centrale e in seguito venne confermato il danneggiamento di una parte dell’edificio contenente il reattore numero 4. Alle 09:40 si era poi verificato un incendio nella vasca del combustibile esausto, con probabile rilascio di radioattività da parte del carburante in essa presente.
Fukushima Dai-ichi 5 e 6 – Per i reattori 5 e 6 sono stati riportati danni meno gravi, ed in ogni caso non si sono avute conseguenze catastrofiche come nei reattori 1, 2, 3 e 4; sono monitorati e si continua a verificare la tenuta dei circuiti di refrigerazione. A partire dal 15 marzo la temperatura del combustibile esausto nelle rispettive vasche è aumentata a causa della loro insufficiente refrigerazione. Il 19 marzo i tecnici hanno ripristinato il sistema di refrigerazione del combustibile esausto.
Conseguenze ambientali – Secondo le autorità di sorveglianza francesi (IRSN e ASN), la nube radioattiva sprigionata a più riprese della centrale di Fukushima Dai-ichi sarebbe arrivata sulla Francia attorno al 26 marzo. Considerata la distanza dovrebbe essere non particolarmente intensa. Il 21 marzo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che “le radiazioni provocate dal disastrato impianto nucleare di Fukushima ed entrate nella catena alimentare sono più gravi di quanto finora si fosse pensato” e che l’effetto dell’incidente “è molto più grave di quanto chiunque avesse immaginato all’inizio, quando si pensava che si trattasse di un problema limitato a 20-30 chilometri“. Radionuclidi eccedenti i limiti fissati dalla normativa nazionale sono stati rilevati nel latte prodotto nella prefettura di Fukushima e negli spinaci prodotti nelle prefetture di Fukushima, Ibaraki, Tochigi e Gunma.
Il 22 marzo, la TEPCO ha comunicato la presenza di iodio, cesio e cobalto nell’acqua di mare nei pressi del canale di scarico dei reattori 1, 2, 3 e 4. In particolare, si sono rilevati livelli di iodio-131 di 126,7 volte più alti del limite consentito, livelli di cesio-134 di 24,8 volte superiori, quelli del cesio-137 di 16,5 volte e quantitativi non trascurabili di cobalto-58.
Nei giorni successivi i livelli di radioattività in mare hanno superato di oltre 4400 volte i limiti ammessi.
Tuttavia, tanto per farsi un’idea dell’entità della contaminazione ambientale, la quantità totale di radioattività diffusa nell’atmosfera, è stata pari all’incirca a un decimo di quella rilasciata durante il disastro di Chernobyl.
Esemplificativo di questo dato quantitativo è il fatto che già il 25 giugno 2012 è ripresa la vendita di prodotti ittici (in particolare molluschi, specie nelle quali, a tale data, non sono state più riscontrate tracce di cesio e iodio radioattivi) catturati al largo delle regioni intorno alla centrale. Appena scenderanno a loro volta al di sotto dei limiti di radioattività stabiliti dal governo anche le altre specie di pesce e di frutti di mare verranno messe via via in commercio.
Chris Cummins, euronews: “Siamo a Koikenaganuma un complesso di alloggi temporanei costruito come riparo per le famiglie che vivevano a Fukushima o nelle vicinanze al momento dello tsunami. La centrale nucleare è a 36 km da qui. Qui abitano negozianti, agricoltori… le cui vite, dal 2011, sono completamente cambiate”.
La natura e pericolosità della contaminazione di Fukushima, tuttavia, non può propriamente essere comparata a quella del disastro di Chernobyl per due ragioni: in primo luogo, la maggior parte della contaminazione è di natura sotterranea: per prevenire il surriscaldamento di noccioli e piscine di stoccaggio, è necessaria una continua immissione di acqua di raffreddamento che si disperde nel sottosuolo, attraverso le crepe aperte dal terremoto. La seconda differenza critica rispetto a Chernobyl è che questo fu sigillato dentro ad un sarcofago in un limitato lasso di tempo, mentre a Fukushima questa soluzione è impraticabile; la contaminazione sta procedendo ininterrottamente fin dal primo giorno, e durerà ancora per un imprecisato numero di anni, secondo certe stime, e se non avvengono crisi sistemiche nell’economia del Giappone, dai 10 ai 20 anni. È ancora incerto quale tipo di percorso possa seguire la massa d’acquaradioattiva attraverso le falde freatiche della regione: di certo in gran parte si riversa continuamente in mare, ed una parte si diffonde nell’entroterra. Della data del 22 agosto 2012 è la notizia che da misurazioni su pesce catturato nella regione, sono stati rilevati elevatissimi tassi di radioattività presenti nelle carni, tali da suggerire il blocco della distribuzione di pesce.
Nel giorno del compleanno dell’Inter, anche il presidente Erick Thohir ha voluto inviare il suo messaggio di auguri:
“Il 9 marzo del 2016 si compiono 108 anni di Inter. E mi piace il numero 9, perché è il mio numero fortunato. Noi vogliamo dimostrare al mondo che siamo parte della globalizzazione. Da qui il nostro nome: FC Internazionale. Noi siamo una delle migliori squadre del mondo e tutti, dalla dirigenza a me come presidente, lavoriamo per raggiungere i nostri obiettivi tutti gli anni. Forza Inter”.
Ricordiamo anche: 25 anni fa il Pallone d’Oro a Lothar Matthaeus
Il 10 marzo 1991 il campione tedesco alzava al cielo di San Siro il Pallone d’Oro, primo interista di sempre
L’edizione 1990 del Pallone d’oro, 35ª edizione del premio calcistico istituito dalla rivista francese France Football, fu vinta dal tedesco Lothar Matthäus (Inter), con 137 punti secondo con 84 punti Salvatore Schillaci poi Andreas Brehme.
25 anni fa, infatti, il campione tedesco alzava al cielo di San Siro il Pallone d’Oro 1990, primo interista di sempre a farlo di fronte al pubblico del “Meazza”. A fine stagione i nerazzurri conquisteranno a Roma la prima Coppa UEFA della loro storia, trascinati proprio da Matthaeus che realizzerà 6 reti nella competizione continentale, uno proprio nella finale di andata
I Miti del Calcio
Intercampus
Inter Campus realizza dal 1997 interventi sociali e di cooperazione flessibili e a lungo termine, attraverso 29 programmi nel mondo con il supporto di 200 operatori locali, utilizzando il calcio come strumento educativo per restituire a bambini bisognosi tra gli 6 e i 13 anni il diritto al gioco.
La lunga battaglia per il suffragio universale. Il primo voto alle amministrative poi il referendum Repubblica/Monarchia
Il voto alle donne, o suffragio femminile, è una conquista piuttosto recente nella lotta alla parità dei sessi. Si tratta, infatti, del risultato di un profondo movimento di riforma politico, economico e sociale che trova le proprie basi nella Francia del XVIII secolo. Al suffragio femminile, tuttavia, non si arriva nello stesso periodo in tutti i paesi del mondo anzi, spesso, si registrano decenni di differenza.
Fu la nascita del movimento delle Suffragette, nel 1872 nel Regno Unito, a dare il giusto impulso ad una lotta di tipo nazionale che, in pochi decenni, superò i confini nazionali per approdare anche negli paesi nel mondo. In Inghilterra le rivendicazioni delle Suffragette arrivarono a un esito positivo solo con la legge del 2 luglio 1928, con la quale il suffragio fu esteso a tutte le donne inglesi.
Tuttavia non bisogna pensare che fu l’Inghilterra fu il primo paese al mondo in cui il voto fu esteso anche alle donne. Prima nel mondo, infatti, fu la Nuova Zelanda in cui il suffragio femminile fu ottenuto nel 1893.
SUFFRAGETTE – dall’inglese suffragette, da suffrage, suffragio. Nei primi decenni del sec. XX, nome, insieme ironico e dispregiativo, dato alle donne che, unite in gruppi e associazioni, reclamavano il diritto di voto, allora esclusivamente riservato agli uomini.
Italia – Elezioni amministrative: il voto delle donne 1946
Per quanto riguarda l’Italia il percorso che portò all’estensione del voto alle donne cominciò solo all’indomani dell’unificazione, avvenuta nel 1861. E se i primi movimenti di emancipazione si collocano nei primi anni del 1900 è solo all’indomani del secondo conflitto mondiale che, con il decreto legislativo del 10 marzo 1946 il consiglio dei ministri estese il voto anche alle donne che avessero compiuto la maggiore età (all’epoca 21 anni).
In Italia le donne votarono per la prima volta nel corso delle elezioni amministrative del marzo e aprile 1946 e, successivamente, per il celebre referendum monarchia/repubblica (2 giugno 1946).
2005 – Live in Roma – Fiorella Mannoia, quello che le donne non dicono
La Giornata internazionale della donna (comunemente definita Festa della donna) ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto e sono ancora, in tutte le parti del mondo. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922.
1989 – al Festivalbar con la canzone “Donna” di Enzo Gragnaniello. Alla fine dell’esibizione viene premiata con il disco d’oro da Lucio Salvini,
“Non è vero che l’8 marzo è una festa stanca, ha ancora senso celebrarlo, abbiamo ancora molta strada da fare e il nostro lavoro non è ancora terminato”. E’ quanto sottolinea la presidente della Camera Laura Boldrini introducendo nella Sala della Regina di Montecitorio il Recital di Daria Colombo e Roberto Vecchioni ‘La forza delle donne’, in anteprima alla Camera dei in occasione della Giornata Internazionale della Donna. “Dobbiamo fare un lavoro di squadra per dare alle nostre figlie la consapevolezza che i diritti vanno alimentati sempre”, prosegue Boldrini ricordando di non essere una “fan delle quote rosa ma penso che sia una forzatura peggiore non avere donne nelle istituzioni di rappresentanza”. Un percorso che si sviluppa anche sul linguaggio. “Non è una mia fissazione. Noi diciamo operaia, contadina ma se una donna è ai vertici deve diventare uomo, abbiamo difficoltà a dire ministra o avvocata. C’è una barriera culturale”, spiega Boldrini ricordando come domani la bandiera a Montecitorio sarà a mezz’asta “in segno di lutto” per le vittime del femminicidio
Una donna indianalavora inuna fabbrica di mattoni, alla periferia diJammu, capitaleinvernaledel Kashmir. Giornatainternazionale della donnasi osservaa livello globaleil08 marzo,al fine di evidenziarelelotte delle donnein tutto il mondoe promuoverei diritti delle donne.
Una donnamigrantesi appoggiasul cancellodi confinealla stazionenordconfine grecodiIdomeni, Martedì 8 marzo2016.Fino a14.000persone sono bloccatealla periferiadel villaggio diIdomeni, con più di36.000in totalein tutta la Grecia
Donne attivistefilippiniconnastro adesivoche copre la boccaa leggere‘abusi sessuali’ prendeparte alla Giornata internazionaleper l’eliminazione dellaviolenza contro le donnea Manila, Filippine, il 25 novembre 2015.
David Jon Gilmour, CBE (Cambridge, 6 marzo 1946) è un cantautore, polistrumentista, compositore e produttore discografico britannico.
David Gilmour negli anni settanta
Dal 1968 al 1995 è stato il chitarrista e cantante dello storico gruppo inglese Pink Floyd, con cui è diventato uno dei più influenti e celebri chitarristi del rock. Insieme al suo lavoro con i Pink Floyd e anche successivamente, Gilmour ha lavorato come produttore discografico per molti artisti, ha intrapreso, con successo, una carriera da solista e ha partecipato come membro attivo a varie organizzazioni di beneficenza.