🎸🎤Heart – Le sorelle Wilson, due voci per la storia del rock🎸🎤
Articolo di alessandro54, realizzato con il supporto di ChatGPT, AI di OpenAI.
✍️ Dalla Seattle degli anni ’70 ai palchi mondiali: Ann e Nancy Wilson hanno dato al rock una voce femminile forte, autentica e fedele alle origini. Una carriera lunga mezzo secolo tra chitarre, emozioni e coerenza musicale.
🎸 Le origini – Le Heart nascono nei primi anni ’70 a Seattle (Washington). Inizialmente, la band era formata da altri musicisti, ma con l’arrivo di Ann Wilson (voce solista) e successivamente di Nancy Wilson (chitarra, voce, flauto), il gruppo trovò la sua vera identità. Il loro sound univa hard rock, folk e elementi psichedelici, in un periodo in cui il rock era dominato dagli uomini — e proprio per questo le sorelle Wilson divennero delle pioniere.
Le Heart si sono affermate grazie a un suono personale: Ann con la sua voce potente e profonda, Nancy con la chitarra elegante e la sensibilità melodica. Dagli esordi folk-rock alle grandi produzioni degli anni Ottanta, le sorelle Wilson hanno attraversato decenni di cambiamenti restando sempre fedeli al valore più puro della musica: suonare dal vivo, con strumenti veri e passione autentica.
🌟Gli anni d’oro (1975–1985) – Il debutto Dreamboat Annie (1975) fu un successo straordinario: canzoni come
“Magic Man”,
“Crazy on You”,
“Dreamboat Annie” divennero classici immediati.
Con gli album successivi, come Little Queen (1977) e Dog and Butterfly (1978), le Heart consolidarono la loro reputazione di band potente e raffinata, grazie anche alla voce inconfondibile di Ann e alla chitarra acustica ed elettrica di Nancy. Il brano “Barracuda” resta uno dei riff più riconoscibili del rock anni ’70.
💄 Gli anni ’80 e il successo commerciale – Dopo un periodo di crisi, le Heart tornarono al successo con una nuova immagine e un suono più pop e patinato negli anni ’80. L’album Heart (1985) vendette milioni di copie grazie a hit come:
“What About Love”,
“These Dreams”,
“Alone” (1987), una delle più grandi ballate rock di sempre.
🎤 Gli anni recenti e l’eredità – Le sorelle Wilson hanno continuato a suonare e pubblicare dischi anche nei decenni successivi, alternando periodi di attività con altri di pausa. Nel 2013 le Heart sono state inserite nella Rock and Roll Hall of Fame, riconoscendo il loro ruolo pionieristico e la forza del loro contributo alla musica.
Ann e Nancy hanno anche intrapreso carriere soliste, ma tornano spesso a suonare insieme: nel 2024 hanno annunciato un nuovo tour come Heart, dimostrando che la loro energia non si è spenta.
💬 Commento alessandro54 – Le sorelle Wilson hanno dimostrato che il rock non è solo un linguaggio maschile. Con chitarra, voce e determinazione hanno conquistato un posto tra i grandi, senza inseguire le mode ma restando fedeli alla sostanza: il suono, l’emozione e l’onestà della musica suonata dal vivo. Un esempio di come la tradizione rock possa ancora parlare con forza e autenticità.
🎶 “Stairway to Heaven” – Heart (Ann & Nancy Wilson) al Kennedy Center Honors 2012 – Nel dicembre 2012, durante la cerimonia dei Kennedy Center Honors a Washington D.C., le sorelle Ann e Nancy Wilsondelle Heart hanno eseguito una versione magistrale di “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin come tributo alla band, che in quell’occasione riceveva il prestigioso riconoscimento per il contributo dato alla musica.
Sul palco, insieme alle sorelle Wilson, c’era una formazione d’eccezione:
la band di supporto delle Heart,
il coro gospel di Joyce Garrett,
e, in chiusura, un’intera orchestra sinfonica.
Stairway to Heaven (Led Zeppelin Tribute): Heart’s Ann and Nancy Wilson – 2012 Kennedy Center Honors – The Kennedy Center
🌩️ Un’interpretazione che ha fatto la storia – L’esibizione parte in modo intimo, con Nancy alla chitarra acustica, rispettosa dell’originale. Poi entra Ann con una voce intensa, limpida e potente, che cresce con il brano fino a esplodere nel finale. Quando l’arrangiamento si apre con il coro gospel e la sezione d’archi, il pubblico si alza in piedi.
Il momento più celebre è la reazione dei Led Zeppelin stessi — Robert Plant con gli occhi lucidi, Jimmy Page e John Paul Jones visibilmente commossi. Sullo sfondo, mentre Ann canta “And as we wind on down the road…”, il coro indossa bombette nere, un chiaro omaggio a John Bonham, il batterista scomparso.
È una delle rarissime cover di “Stairway to Heaven” che ricevette l’approvazione totale dei Led Zeppelin, noti per essere estremamente esigenti con chi tenta di reinterpretare i loro brani.
🎸 Perché è rimasta nella memoria – Quell’esecuzione del 2012 non fu solo un tributo tecnico impeccabile, ma un atto di rispetto e amore per la tradizione rock. Le Heart non tentarono di cambiare l’anima del brano: la onoravano, con umiltà e potenza. Fu una dimostrazione di come il rock classico possa ancora emozionare profondamente, anche in un’epoca di musica digitale e artificiale.
💬 Commento alessandro54 – In quella sera al Kennedy Center, Ann e Nancy Wilson hanno fatto ciò che ogni vero artista dovrebbe saper fare: onorare il passato senza imitarlo, riviverlo con il cuore. La loro “Stairway to Heaven” è una lezione di rispetto, di femminilità forte ma mai esibita, e di fedeltà allo spirito del rock. È uno di quei momenti che ricordano come la grande musica non invecchi — semplicemente, trova nuove voci per continuare a vivere.
🎸 Heart – Discografia completa
🕰️ Anni ’70 – Gli inizi e la consacrazione
1975 – Dreamboat Annie Contiene i primi grandi successi del gruppo: Magic Man,Crazy on You e Dreamboat Annie.
1977 – Little Queen L’album che consacra le Heart al grande pubblico con il leggendario riff di Barracuda.
1978 – Dog & Butterfly Un disco diviso tra la potenza del lato “Dog” e la dolcezza del lato “Butterfly”.
1980 – Bébé le Strange Segna il passaggio agli anni Ottanta, con un sound più diretto e grintoso.
1982 – Private Audition Un disco di transizione, sperimentale e raffinato.
1983 – Passionworks Chiude il primo capitolo della loro carriera classica.
1985 – Heart Grande ritorno sulle scene: What About Love, Never, These Dreams dominano le classifiche.
1987 – Bad Animals Include Alone, una delle più celebri ballate rock di sempre.
1990 – Brigade Contiene All I Wanna Do Is Make Love to You e altri successi radiofonici.
🌅 Anni ’90 – Maturità e cambiamenti
1993 – Desire Walks On Ultimo album in studio prima di una lunga pausa artistica.
🔥 Anni 2000 – Il ritorno alle origini
2004 – Jupiter’s Darling Un ritorno alle sonorità classiche, con chitarre acustiche e melodie sincere.
2010 – Red Velvet Car Accolto positivamente dalla critica per la sua autenticità.
2012 – Fanatic Rock deciso e moderno, pubblicato poco prima del tributo ai Led Zeppelin.
🎤 Anni recenti
2016 – Beautiful Broken Una raccolta di brani rivisitati e inediti, con la partecipazione di James Hetfield (Metallica).
💿 Raccolte e album live da ricordare
Greatest Hits(1998)
Alive in Seattle (2003)
Live at the Royal Albert Hall with the Royal Philharmonic Orchestra (2016)
💬 Commento alessandro54 – La discografia delle Heart è la storia di due sorelle che hanno attraversato decenni di musica restando fedeli al suono e all’anima del rock. Dagli anni ’70, quando il palco era ancora dominato dagli uomini, fino ai giorni nostri, Ann e Nancy Wilson hanno dimostrato che la forza non è nel volume, ma nella verità con cui si suona e si canta.
1 – Maltempo, il ciclone di Halloween: pioggia forte e incubo allagamenti, l’allerta nelle regioni. Ecco dove
2 – Il Ciclone di Halloween
3 – Il peggioramento
1 –Maltempo, arriva il ciclonedi Halloween. Meteo in peggioramento nei prossimi giorni su molte regioni d’Italia con pericolo allagamenti e piogge intense.
Sta per finire un mese di ottobre altalenante: prima una lunga fase secca e calda, poi piogge e temporali forti; adesso, gli ultimi 4 giorni saranno due di sole e due di pioggia.Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, conferma un meteo altalenante tra fasi soleggiate e piogge tipicamente autunnali: niente di straordinario, il mese di ottobre spesso ci mostra gli ultimi ricordi estivi (domenica scorsa con 35° in Sicilia) alternati ai primi segnali invernali (un lunedì 27 con neve fino a 1700 metri sulle Alpi).
2 – Il Ciclone di Halloween – Ci avviamo dunque verso il Ciclonedi Halloween godendo di 48 ore soleggiate e miti; da giovedì a venerdì arriveranno delle piogge dall’Oceano Atlantico, bagnando prima di noi anche Portogallo, Spagna e Francia. Nel dettaglio, una temporanea rimonta dell’alta pressione garantira prevalenza di sole nelle prossime ore, salvo locali addensamenti su due regioni, Liguria e Calabria. Non si escludono isolati locali piovaschi in Calabria, ma tutto sommato la giornata di martedi 28 ottobre è stata dominata dal sole.
Mercoledì 29, invece, avremo un graduale aumento della nuvolosita in Toscana e al Nord: qualche pioviggine non e esclusa durante la giornata, anche se il vero peggioramento e previsto dalla tarda serata; sul resto del Centro e al Sud il tempo sara ancora molto piacevole con massime fino a 22° a Roma e Napoli.
3 – Il peggioramento – Arriviamo al Ciclone di Halloween: giovedì 30 e venerdì 31 ottobre sono previste delle piogge di chiaro stampo autunnale su buona parte del nostro Paese. Inizialmente, le regioni piu coinvolte dal maltempo saranno quelle del Nord e del fianco tirrenico (come spesso accade con le perturbazioni atlantiche) poi l’instabilità raggiungera anche il Sud e il versante adriatico.
Il governo afferma di aver fatto tutto il possibile per prepararsi all’uragano più forte del paese da quando sono iniziate le registrazioni
L’uragano Melissa ha toccato terra in Giamaica, dove i residenti che vi si erano rifugiati si sono preparati ai venti violenti, alle forti inondazioni e alle frane causate dalla tempesta di categoria 5, uno degli uragani atlantici più forti della storia.
“I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti ai cittadini di quella parte dell’isola e vi assicuriamo che saremo al vostro fianco per tutto il tempo, mobilitando sostegno e soccorso”, ha twittato il primo ministro Andrew Holness mentre la tempesta si abbatteva sulla regione martedì pomeriggio.
Il colosso che si muove lentamente è l’uragano più intenso ad aver colpitola Giamaica da quando sono iniziate le registrazioni nel 1851 e sosterà sull’isola per ore prima di dirigersi verso nord-est.
Matthew Cappucci, un meteorologo americano che ha attraversato l’occhio del ciclone domenica, ha definito l’esperienza “scientificamente sbalorditiva e terrificante dal punto di vista umanitario“. “Milioni di persone potrebbero svegliarsi mercoledì e trovare la devastazione: comunità distrutte, un paesaggio irriconoscibile e cicatrici che richiederanno decenni per essere rimarginate“, ha scritto sul Washington Post.
A Portmore, una comunità sulla costa sud-orientale della Giamaica, Colin Bogle, consulente del Mercy Corps, ha dichiarato di essere stato svegliato “da una forte esplosione, e tutto è diventato buio“. “Fuori, gli alberi vengono sballottati violentemente dal vento e il rumore è incessante“, ha aggiunto.
Il governo della Giamaica ha dichiarato di aver fatto tutto il possibile per prepararsi, disponendo l’evacuazione obbligatoria delle zone basse e avvertendo che l’evento avrebbe gravi ripercussioni sui 2,8 milioni di abitanti del Paese.
Desmond McKenzie, vicepresidente del consiglio giamaicano per la gestione del rischio di catastrofi, ha esortato martedì la popolazione a cercare riparo e a rimanere in casa mentre la tempesta attraversa l’isola. “Giamaica, questo non è il momento di essere coraggiosi“, ha detto.
Martedì le strade della capitale Kingston sono rimaste in gran parte vuote, e le immagini mostrano alberi piegati dalla forza del vento.
“Non ci sono infrastrutture nella regione in grado di resistere a un sisma di categoria 5“, ha affermato Holness. “La questione ora è la velocità di ripresa. Questa è la sfida“.
Un veicolo della polizia percorre una strada disseminata di detriti di alberi causati dall’uragano Melissa a Kingston, in Giamaica, martedì. Fotografia: Rudolph Brown/EPA
La categoria 5 è la più alta della scala Saffir-Simpson, con venti sostenuti che superano i 250 km/h. Il National Hurricane Center degli Stati Uniti ha segnalato che Melissa ha portato venti sostenuti a 298 km/h, con raffiche più intense.
“È prevista una situazione catastrofica in Giamaica“, ha dichiarato Anne-Claire Fontan, specialista in cicloni tropicali dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, in una conferenza stampa a Ginevra. “Per la Giamaica, sarà sicuramente la tempesta del secolo“.
Le forti piogge hanno causato interruzioni di corrente elettrica ad alcuni residenti di Portland, St Thomas, St Andrew, St Elizabeth e Westmoreland, comprese alcune famose destinazioni turistiche come Negril e Treasure Beach.
Una zona particolarmente colpita è stata la parrocchia di Manchester, che ha dovuto affrontare giorni di piogge torrenziali e venti violenti mentre la tempesta si avvicinava.
Una residente, Emma Simms, 37 anni, ha raccontato di aver creato un rifugio di fortuna in un armadio della sua casa, dove intendeva trasferirsi con i suoi figli di un anno e di quattro anni.
“Ho cercato di renderlo piacevole e confortevole. Ci sono degli snack lì dentro, c’è dell’acqua lì dentro“, ha detto. “Se sembra che la casa non reggerà, allora ci andrò e basta. Ci metteremo un materasso sopra e faremo in modo che [i miei figli] siano felici finché non passerà. Cercherò di renderlo divertente ed emozionante“.
Simms, analista di dati e consulente dei trasporti, si è trasferita in Giamaica dal Regno Unito sei anni fa e ha vissuto il suo primo uragano giamaicano quando Beryl ha devastato il paese la scorsa estate. “Ho la sensazione che questo sia già peggio di Beryl e non è ancora arrivato“, ha detto.
“Sento di dover proteggere delle persone, di dover tenere duro. Ma la mia pancia è diversa da come mi sentivo negli ultimi giorni. Sento decisamente l’ansia dentro di me.“
Guardian graphic. Source: NOAA. Satellite image taken at 12.46 GMT 27 Oct 2025
Il capo meteorologo di AccuWeather, Jonathan Porter, ha affermato che Melissa sarà l’uragano più forte nella storia a colpire direttamente la Giamaica.
Prima della tempesta erano state segnalate delle frane, e le autorità giamaicane avevano avvertito che le operazioni di bonifica e la valutazione dei danni sarebbero state lente. La tempesta è entrata nei pressi della parrocchia di St. Elizabeth, a sud, e si prevedeva che sarebbe uscita a nord, secondo i meteorologi.
“È possibile un cedimento strutturale totale nei pressi del centro di Melissa“, ha affermato il National Hurricane Center degli Stati Uniti, con sede a Miami.
Si prevedeva un’onda di tempesta pericolosa per la vita, alta fino a 4 metri, nella Giamaica meridionale, con le autorità preoccupate per l’impatto su alcuni ospedali lungo la costa. Il ministro della Salute, Christopher Tufton, ha affermato che alcuni pazienti sono stati trasferiti dal piano terra al secondo piano, “e [ci auguriamo] che ciò sia sufficiente per qualsiasi ondata che si verificherà“.
Si ritiene che la tempesta abbia già causato sette morti nei Caraibi, di cui tre in Giamaica, tre ad Haiti e una nella Repubblica Dominicana, dove un’altra persona risulta ancora dispersa.
Melissa è così insolitamente forte che l’esercito statunitense ha dichiarato di aver spostato le sue truppe, probabilmente navi e aerei, in zone più sicure nelle vicinanze della tempesta.
Gli scienziati del clima hanno affermato che l’intensificazione dell’uragano Melissa, con venti raddoppiati da 70 miglia orarie a 140 miglia orarie in un solo giorno, è probabilmente un sintomo del rapido riscaldamento degli oceani del mondo, parte della crisi climatica causata dall’uomo.
Leanne Archer, ricercatrice associata in condizioni climatiche estreme presso l’Università di Bristol, ha affermato: “Si è verificata una tempesta perfetta di condizioni che ha portato alla forza colossale dell’uragano Melissa: un oceano caldo che ha alimentato la sua rapida intensificazione negli ultimi giorni, ma si sta anche muovendo lentamente, il che significa che può cadere più pioggia mentre si sposta sulla terraferma.
“La maggior parte di queste condizioni è stata aggravata dal calore extra nei nostri oceani e nell’atmosfera dovuto al cambiamento climatico. Un oceano più caldo significa più energia; più forza; e più umidità nell’atmosfera più calda significa che può cadere più pioggia con maggiore intensità.“
L’anno scorso, gli oceani del mondo hanno raggiunto i livelli più caldi mai registrati , confermando una recente tendenza al caldo record. E uno studio del 2023 ha rilevato che gli uragani atlantici hanno ora più del doppio delle probabilità di intensificarsi rapidamente, passando da tempeste minori a eventi potenti e catastrofici.
Dopo la Giamaica, si prevede che Melissa attraverserà Cuba e le Bahamas entro mercoledì.
L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) delle Nazioni Unite ha dichiarato martedì che invierà lampade solari, coperte, tende da interni, generatori e altri articoli dal suo centro logistico di Barbados alla Giamaica non appena la tempesta avrà attraversato l’isola.
“Molte persone rischiano di essere sfollate dalle loro case e di avere urgente bisogno di riparo e soccorso“, ha affermato Natasha Greaves, responsabile ad interim dell’OIM Giamaica.
Nel decreto un fondo per borse studio a orfani con importi tra i 3 e i 7mila euro e stop studenti pcto in attività alto rischio
Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi martedì 28 ottobre il decreto legge per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
“Il nostro obiettivo è prevedere tutele sempre più ampie” per le famiglie delle vittime di incidenti sul lavoro “paragonabili a quelle che vengono riconosciute a chi ha perso un familiare perché vittima di mafia”, ha detto la ministra del Lavoro, Marina Calderone, in conferenza stampa dopo il Cdm.
Il decreto “peserà 900 milioni di euro per annualità”, ha affermato ancora, sottolineando che ci saranno da “aggiungere ancora altri tasselli: non ci fermeremo qui”.
Fondo per borse studio a orfani con importi tra i 3 e i 7mila euro – Il testo, ha spiegato la ministra, istituisce, tra le altre cose, anche un fondo per le borse studio che saranno corrisposte agli orfani di chi è deceduto a causa di un incidente sul lavoro, con importi tra i 3 e i 7mila euro. “E’ un messaggio per noi importante: lo Stato si fa carico di accompagnare chi ha perso un familiare per un evento così doloroso”, ha sottolineato Calderone.
Stop studenti pcto in attività alto rischio – Con il decreto “abbiamo una serie di misure concrete che, mi piacerebbe dire, consentono di poter dire ‘mettiamo in sicurezza il futuro’”, ha detto illustrando per prime le misure a tutela degli studenti impegnati nei percorsi di alternanza scuola-lavoro. “Avevamo già previsto l’assicurazione Inail per gli infortuni in ambito scolastico, ora interveniamo per potenziarla inserendo anche, nella protezione, gli infortuni in itinere per i giovani impegnati nei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto)”, a cui si aggiunge un ulteriore intervento “per ribadire un concetto importante: i giovani, negli accordi tra scuole e datori lavoro, non possono essere adibiti ad attività ad alto rischio”
Altre novità – Secondo la bozza del decreto circolata, tra le novità previste c’è il anche badge digitale nei cantieri, multe raddoppiate per chi non ha la patente a crediti, prevenzione delle molestie sul lavoro.
Il badge digitale – Nei cantieri arriva la tessera di riconoscimento digitale per i dipendenti, che avrà un codice univoco anticontraffazione. “Al fine di garantire la tutela della salute, della sicurezza e dei diritti dei lavoratori”, tutte le imprese edili in regime di appalto e subappalto pubblico o privato, “sono tenute a fornire ai propri dipendenti la tessera di riconoscimento – corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro che deve contenere anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione – dotata di un codice univoco anticontraffazione”, si legge nel testo. La tessera, “utilizzata come badge recante gli elementi identificativi del dipendente, è resa disponibile al lavoratore, anche in modalità digitale, tramite strumenti digitali nazionali interoperabili con la piattaforma Siisl(Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa).
Senza patente a crediti cantieri multe raddoppiate – Raddoppiate le multe per chi non ha la patente a crediti per i cantieri. Lo prevede la bozza del decreto sulla sicurezza sul lavoro, che approderà domani in Consiglio dei ministri, che modifica la misura introdotta nel 2024 aumentando la sanzione da un massimo di 6mila euro ad un massimo di 12mila euro per “imprese e ai lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili“.
Prevenzione molestie su lavoro – Tra le misure di tutela di salute e sicurezza, anche la prevenzione delle molestie sul lavoro. La bozza modifica il decreto del 2008 aggiungendo, tra le misure generali, anche “la programmazione di misure di prevenzione di condotte violente o moleste nei confronti dei lavoratori come definiti all’articolo 2, comma 1, lettera a), nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 62”.
E ancora. Permessi retribuiti ai lavoratori per gli screening oncologici nei contratti collettivi, nuove funzioni per il medico competente, supporto alle microimprese per organizzare la sorveglianza sanitaria. Sono alcune delle misure che “rafforzano la tutela della salute nei luoghi di lavoro” contenute nel Decreto legge sulla sicurezza sul lavoro approvato in Consiglio dei ministri. “La salute nei luoghi di lavoro è una delle competenze centrali del ministero della Salute“, sottolinea in una nota ministro della Salute, Orazio Schillaci, evidenziando che “le norme inserite nel decreto vanno nella direzione di potenziare le attività dei servizi di prevenzione delle Asl e integrare la promozione della salute nella sorveglianza sanitaria dei lavoratori con particolare riguardo agli screening oncologici. Si tratta una svolta significativa per migliorare la qualità di tutte le iniziative di tutela della salute dei lavoratori“.
Commento alessandro54 : “Il decreto sicurezza varato dal governo, pur annunciato come un passo avanti, non introduce risorse nuove né un reale rafforzamento dei controlli. Si tratta di una redistribuzione di fondi già esistenti, che non incide sulle cause profonde delle troppe morti sul lavoro. Finché la sicurezza resterà solo un tema da decreto, e non una priorità concreta sul territorio, nulla potrà davvero cambiare.”
La vittima era su una carrozzina elettrica. Lo sportivo, che è rimasto illeso ma è sotto choc, si è fermato per prestare i primi soccorsi
Josep Martinez. Foto Spada-LaPresse
Tragico incidente stradale oggi, 28 ottobre, a Fenegrò (Como). Un anziano in carrozzina è stato travolto e ucciso da un’auto. Al volante della vettura c’era il secondo portiere dell’Inter Josep Martinez. L’incidente è avvenuto non lontano da Appiano Gentile, centro di allenamento dei nerazzurri. Sono in corso le indagini dei carabinieri. Il calciatore si è fermato dopo l’incidente e – come da prassi – sarà sottoposto ad accertamenti.
Il secondo portiere dell’Inter Josep Martinez investe con l’auto un anziano in carrozzina – L’incidente è accaduto lungo la provinciale 32 a Fenegrò (Como) nel tratto che collega l’abitato di Fenegrò con Limido Comasco e Lurago Marinone intorno alle 9.40 di oggi, 28 ottobre. La vittima è un uomo di 81 anni, che si trovava su una carrozzina elettrica. Un’auto lo ha travolto e per lui non c’è stato scampo. Alla guida del veicolo c’era Josep Martinez, 27 anni, secondo portiere dell’Inter. Lo sportivo è rimasto illeso ma sotto choc.
Le indagini sull’incidente sono ancora alle battute iniziali. Dall’Inter nessun commento ufficiale, intanto però è stata annullata la conferenza dell’allenatore dell’Inter Chivu prevista per le 14.
Chi è Josep Martinez – Originario di Alzira, nella Comunità Valenciana, Josep inizia a giocare a 5 anni quando entra nelle giovanili dell’Alzira. Per dodici anni gioca nella squadra della sua città, poi a 17 anni cresce improvvisamente di statura e viene notato dal Barcellona in un torneo giovanile. Nel 2015 arriva così nella cantera blaugrana, dove trascorre due anni. Nel 2017 passa al Las Palmas. Le sue ottime prestazioni attirano l’attenzione del Lipsia, che lo porta in Germania nel 2020. Dopo aver vinto la Coppa di Germania nel 2022 passa al Genoa, in Serie B. I rossoblù volano in classifica fino a conquistare la promozione in Serie A e nel suo primo campionato nella massima serie italiana Martinez stupisce tutti diventando uno dei protagonisti dell’incredibile stagione del Genoa. Quindi il passaggio all’Inter.
Portiere dell’Inter Martinez travolge e uccide con l’auto anziano carrozzina
Portiere dell’Inter Martinez travolge eÈ successo questa mattina a Fenegrò, in provincia di Como. L’uomo aveva 82 anniuccide con l’auto anziano carrozzina
Josep Martinez – Ipa/Fotogramma
Dramma questa mattina a Fenegrò, in provincia di Como. Poco prima delle 9.45, in via Bergamo,un uomo di 82 anni che si muoveva a bordo di una carrozzina elettrica — descritta dai presenti come una “motoretta a quattro ruote” — è stato investito da un’auto in transito. Al volante c’era ilsecondo portiere dell’Inter Josep Martinez Riera.
L’impatto è stato violentissimo. Sul posto sono immediatamente intervenuti i soccorsi: l’elisoccorso, un’ambulanza e i carabinieri. Nonostante i tentativi dei sanitari di rianimarlo, per l’anziano non c’è stato nulla da fare: è deceduto sul posto.
Alla guida dell’auto c’era Josep Martinez, secondo portiere dell’Inter, rimasto illeso e non trasportato in ospedale. I carabinieri hanno eseguito i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. La strada è rimasta temporaneamente chiusa per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi di rito.
La ricostruzione: Sul luogo dell’incidente, avvenuto intorno alle 9.45 lungo la strada provinciale 32, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Lomazzo. Dai primi accertamenti, pare che la vittima a bordo di una carrozzina elettrica avesse lasciato la ciclabile e attraversato la carreggiata per raggiungere la pista sul senso opposto. Mentre attraversava, è stato travolto dall’auto di Josep Martinez. Il calciatore si è fermato dopo l’incidente e – a quanto si apprende – sarà sottoposto ad accertamenti dai carabinieri.
Il secondo portiere dell’Inter Josep Martinez investe in auto e uccide un anziano in carrozzina: l’incidente a Fenegrò, nel Comasco. Annullata la conferenza stampa di Chivu
Il calciatore 27enne ha investito e ucciso un 81enne a Fenegrò, a pochi minuti dal centro di allenamento dei nerazzurri, Appiano Gentile. Sembra che l’anziano abbia sbandato all’improvviso, forse per un malore
Un pensionato di 81 anni che si spostava su una carrozzina elettrica è morto martedì mattina a Fenegrò, nel Comasco, investito da un’auto guidata dal secondo portiere dell’Inter, Josep Martinez. Proprio per questa vicenda l’Inter ha ritenuto opportuno annullare la conferenza stampa con l’allenatore Christian Chivu, che era programmata alle 14 alla Pinetina, in vista della partita di mercoledì contro la Fiorentina.
I rilievi dopo l’incidente
I carabinieri della compagnia di Cantù, intervenuti per i rilievi, stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’incidente.
Lo scontro è avvenutoin via Bergamo poco prima delle 10 di martedì. L’anziano viaggiava da solo sulla carrozzina elettrica quando all’improvviso è statotravolto dall’auto del calciatore 27enne spagnolo.
Nell’impatto, l’anziano ha riportato traumi e ferite gravissimi. Subito sono stati allertati i soccorsi. A Fenegrò è intervenuta un’ambulanza ed è stato inviato poi anche l’elicottero del 118. Nulla da fare però per l’81enne, morto praticamente sul colpo nell’incidente. Martinez è stato sottoposto a controlli perché si trova ancora in stato di choc.
Secondo alcuni testimoni,sembra che l’anziano abbia sbandato all’improvviso, forse per un malore, e abbia invaso la corsia oppostamentre sopraggiungeva l’auto di Martinez, portando alla tragica fatalità. Sono in corso gli accertamenti dei carabinieri per chiarire la dinamica dell’incidente.
In base alle prime informazioni le fiamme sono divampate intorno alle 21.30 in via Giovanni Keplero all’interno di un deposito di circa 2mila metri quadrati sede di un’azienda di import export alimentari, la Mirva
Settimo Milanese (Milano), 28 ottobre 2025 – Sei mezzi dei vigili del fuoco del comando di Milano sono ancora al lavoro per spegnere il vasto incendioche è divampato ieri sera all’interno di un capannone industriale a Settimo Milanese. In base alle prime informazioni le fiamme sono divampate intorno alle 21.30 in via Giovanni Keplero all’interno di un deposito di circa 2mila metri quadrati sede di un’azienda di import export alimentari, la Mirva.
La centrale operativa dei pompieri ha inviato sul posto sette mezzi insieme ai mezzi di emergenza del 118. L’Agenzia regionale emergenza e urgenza ha inviato in via precauzionale cinque ambulanze ma per fortuna a quell’ora all’interno del capannone non c’era nessuno e non ci sono stati né feriti, né intossicati.Le fiamme e la colonna di fumo nero erano visibili a diverse centinaia di metri di distanza dalla zona industriale, tante le chiamate arrivate alla centrale da parte dei residenti.
I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per spegnere l’incendio che ha interessato una vasta area e il materiale stoccato all’interno. In questo momento in via Keplero ci sono alcune squadre dei pompieri per la messa in sicurezza dell’area e le verifiche del caso. Le cause non sono ancora state accertate. I primi rilievi non avrebbero non avrebbero evidenziato segni di dolo. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Rho e i tecnici del Nucleo investigativo antincendio dei Vigili del fuoco continuano.
Lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia destra per il centrocampista belga
Foto LaPresse
Tegola per il Napoli di Antonio Conte. Kevin De Bruyne, che si era infortunato trasformando il calcio di rigore dell’1-0 nella gara contro l’Inter, poi vinta dagli azzurri per 3-1, rischia fino a quattro mesi di stop. Gli esami a cui si è sottoposto il giocatore al Pineta Grande Hospital, infatti, hanno evidenziato una lesione di altro grado del bicipite femorale della coscia destra.
Il comunicato del club: “In seguito all’infortunio occorso durante il match contro l’Inter – si legge nella nota del club -, Kevin De Bruyne si è sottoposto a esami strumentali presso il Pineta Grande Hospital che hanno evidenziato una lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia destra. Il calciatore azzurro ha già iniziato l’iter riabilitativo”.
I tempi di recupero: I tempi di recupero, in questi casi, si aggirano sui tre-quattro mesi. Il 2025 di De Bruyne, approdato in estate al Napoli dopo la lunga esperienza al Manchester City, può quindi considerarsi già concluso. Una gravissima perdita per i partenopei, dato che il belga era stato ingaggiato per far compiere alla formazione di Antonio Conte un importante step di qualità non solo in Italia, ma anche in Europa.
Il presidente della Federazione calcistica turca: “Abbiamo iniziato a fare pulizia”. Sette gli arbitri di massima categoria coinvolti
Il presidente della federcalcio turca İbrahim Hacıosmanoğlu durante la conferenza stampa sullo scandalo arbitrale a Istanbul (Foto amet Yalcin/Dia Photo via AP/ La Presse)
La federcalcio turca (Tff) ha annunciato l’apertura di procedimenti disciplinari nei confronti di decine di arbitri scoperti ad avere conti scommesse, dopo un’indagine interna che ha rivelato un quadro allarmante: 371 dei 571 arbitri attivi nei campionati professionistici del Paese risultano titolari di un account su piattaforme di betting, e 152 di loro hanno effettivamente piazzato scommesse.
Una notizia che scuote il calcio turco – La notizia, resa pubblica oggi, lunedì 27 ottobre, dal presidente della Tff İbrahim Hacıosmanoğlu, ha scosso il calcio turco. “Come federazione abbiamo deciso di iniziare a ripulire il nostro stesso ambiente“, ha dichiarato in conferenza stampa a Istanbul, per poi aggiungere “tra coloro che avevano conti scommesse figurano sette arbitri di massima categoria.
La Tff ha fatto sapere che i nomi dei coinvolti saranno deferiti alla commissione disciplinare, la quale adotterà le sanzioni previste dal regolamento. In base all’articolo 57 del codice disciplinare della federazione chi viene riconosciuto colpevole di scommesse sul calcio rischia dalla sospensione da tre mesi fino a un anno da ogni attività legata al calcio. L’inchiesta copre un periodo di cinque anni, in conformità con la legislazione sportiva turca.
Le reazioni dei club – Le rivelazioni della federazione hanno portato l’ufficio del procuratore capo di Istanbul ad accettare le dichiarazioni di Hacıosmanoğlu come denuncia formale, estendendo così l’inchiesta penale già avviata ad aprile. I magistrati stanno verificando eventuali violazioni delle norme su prevenzione della violenza sportiva, regolamenti federali e legislazione sulle scommesse.
Le reazioni del club, intanto, non si sono fatte attendere. Il presidente del Galatasaray, Dursun Özbek, ha definito l’inchiesta “una svolta cruciale per il calcio turco“, chiedendo alla federazione di pubblicare in modo trasparente i nomi degli arbitri coinvolti, le partite da loro dirette e i dettagli delle puntate.
Il numero uno del Fenerbahçe, Sadettin Saran, ha commentato che le rivelazioni “confermano i timori del club“, mentre il Beşiktaş ha invece chiesto la pubblicazione immediata dei nomi degli arbitri coinvolti. Altri club minori avrebbero invece chiesto addirittura di abolire le retrocessioni ottenute sul campo, per le presunte irregolarità arbitrali.
Il sisma è avvenuto nella zona occidentale del Paese a una profondità di 10 km
Un terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito la zona occidentale della Turchia. Lo ha riferito il Centro tedesco di ricerca per le geoscienze (GFZ). Il sisma è stato registrato nella città di Sindirgi a una profondità di 10 km. L’Agenzia turca per la gestione dei disastri (AFAD) ha dichiarato che il sisma è stato avvertito anche in molte altre città, tra cui Istanbul e Smirne. Al momento non sono state segnalate vittime.
La sconfitta con la Lazio all’Olimpico è stata fatale per l’allenatore bianconero
Igor Tudor – (Ipa)
La sconfitta con la Lazio all’Olimpico è stata fatale per l’allenatore della Juventus Igor Tudor. Oggi, lunedì 27 ottobre, la società bianconera ha deciso di esonerare il tecnico croato, ufficializzando la decisione con una nota sul proprio sito. La Juventus FC ha infatti annunciato ufficialmente di “aver sollevato in data odierna Igor Tudor dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile e con lui il suo staff composto da Ivan Javorcic, Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci”.
La Società comunica inoltre di aver “affidato momentaneamente la guida della Prima Squadra Maschile a Massimiliano Brambilla che mercoledì sera siederà sulla panchina in occasione del match Juventus-Udinese“, spiega il club bianconero in una nota. “Il Club ringrazia Igor Tudor e tutto il suo staff per la professionalità e la dedizione dimostrate in questi mesi e augura loro il meglio per il futuro professionale“.
La Juventus ufficializza l'esonero di Tudor. Brambilla sostituto ad interim. A pesare è stata anche la crisi di risultati in campionato e in Champions League. SHORT VIDEO. #ANSApic.twitter.com/QMvehDUW65
Juventus Football Club comunica di aver sollevato in data odierna Igor Tudor dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile e con lui il suo staff composto da Ivan Javorcic, Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci.
La Società comunica inoltre di aver affidato momentaneamente la guida della Prima Squadra Maschile a Massimo Brambilla che mercoledì sera siederà sulla panchina in occasione del match Juventus-Udinese.
Il Club ringrazia Igor Tudor e tutto il suo staff per la professionalità e la dedizione dimostrate in questi mesi e augura loro il meglio per il futuro professionale.
Halloween di piogge e temporali, mentre oltreoceano c’è un uragano categoria 4
Sole e pioggia sull’Italia
Mentre l’Italia si prepara a vivere una settimana a due facce, prima con il sole e poi con la pioggia, lo scenario è drammaticamente preoccupante oltreoceano dove è presente un pericoloso uragano. Nel Mar dei Caraibi, infatti, l’uragano Melissa ha raggiunto l’impressionante categoria 4 e punta alla 5 (il massimo), rappresentando una grave e immediata minaccia per Giamaica e Cuba.
Meteo Italia dei prossimi giorni – Tornando all’Italia, la parentesi di calma di inizio settimana è destinata a esaurirsi rapidamente. I modelli indicano infatti un netto e deciso peggioramento delle condizioni atmosferiche proprio in vista della festività di Halloween sottolineaiLMeteo.it. Già da giovedì 30 ottobre osserveremo l’ingresso di un forte fronte perturbato. Ci attende un Halloween molto cupo e piovoso, con il maltempo che colpirà in modo particolare il Centro-Nord e le regioni affacciate sul Tirreno. Sono attesi rovesci e temporali anche di forte intensità e la possibile formazione di fenomeni violenti, con il concreto rischio di nubifragi, allagamenti localizzati e disagi soprattutto nelle aree più vulnerabili.
Tuttavia, si intravede subito una via d’uscita. Infatti una volta superata l‘ondata di maltempo più acuta, le condizioni dovrebbero gradualmente migliorare, promettendo un weekend più sereno ma con la minaccia delle nebbie al Nord e di qualche pioggia sulla Liguria.
Nel dettaglio
Oggi, lunedì 27 ottobre – Al Nord: in gran parte stabile, freddo al mattino. Al Centro: stabile e soleggiato. Al Sud: piovaschi su Campania e Calabria in serata, sole altrove.
Domani, martedì 28 ottobre– Al Nord: soleggiato. Al Centro: stabile e soleggiato. Al Sud: piovaschi occasionali sulla Calabria tirrenica.
Mercoledì 29 ottobre – Al Nord: nuvoloso, piogge in Liguria, locali in Piemonte.. Al Centro: molto nuvoloso, sole in Abruzzo. Al Sud: stabile e sereno.
Notte di paura in Campania, dove la terra ha tremato per tre volte in poche ore. L’Irpinia è tornata a rivivere momenti di apprensione, ma fortunatamente senza conseguenze gravi.
Un terremoto di magnitudo 4.0 è stato registrato sabato sera, alle 21.49, con epicentro a un chilometro da Montefredane, in provincia di Avellino. La scossa, chiaramente avvertita anche nei comuni limitrofi, ha spinto centinaia di persone a lasciare le proprie abitazioni per riversarsi in strada. Dieci minuti dopo, alle 21.59, una seconda scossa di magnitudo 2.0 è stata localizzata a Prata di Principato Ultra, a una profondità di 19 chilometri. Infine, alle 22.08, la terra ha tremato di nuovo: un nuovo evento sismico di magnitudo 2.4, sempre con epicentro a Montefredane, è stato registrato a 11 chilometri di profondità.
Secondo gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), le scosse sarebbero legate alle faglie regionali dell’Irpinia, un’area storicamente sismica, e non avrebbero alcuna correlazione con l’attività del Vesuvio o dei Campi Flegrei, dove in serata si è comunque registrato un lieve evento di magnitudo 3.1.
La paura, però, è stata tanta. Nel centro di Avellino decine di persone hanno passato la notte in auto o all’aperto, temendo ulteriori scosse. La Protezione Civile regionale e i Vigili del Fuoco hanno immediatamente attivato i protocolli di emergenza, allestendo due centri di accoglienza nelle scuole cittadine per chi non ha voluto fare ritorno a casa. “Non si registrano danni né a persone né a edifici”, ha rassicurato Italo Giulivo, capo della Protezione civile della Campania, mentre i Vigili del Fuoco, guidati da Mario Bellizzi, hanno avviato controlli sugli edifici pubblici e sulle strutture più esposte.
Per precauzione, i sindaci di Avellino, Montefredane e dei comuni vicini — tra cui Grottolella, Altavilla Irpina, Capriglia Irpina e Atripalda — hanno disposto la chiusura delle scuole per lunedì 27 ottobre.
A complicare la situazione, un’ondata di maltempo ha interessato la zona nella stessa notte: forti piogge e vento hanno spinto la Protezione civile a diramare un’allerta meteo. Una notte difficile, dunque, per l’Irpinia, che torna a fare i conti con la paura del terremoto, ma anche con la consapevolezza di una risposta tempestiva ed efficace delle autorità locali.
Terremoto Campi Flegrei, scossa di magnitudo 3.1 nella notte. In Irpinia lo sciame sismico fa registrare altri eventi
In diversi comuni della provincia di Avellino molta gente ha preferito dormire in strada. Ma la Protezione Civile tranquillizza: nessun danno
Trema tutta la Campania, con due distinti – e assolutamente non collegati – epicentri sismici. Da oramai quasi due giorni, la provincia di Avellino è interessata da una serie di eventi tellurici, con la scossa più forte ieri sera – 25 ottobre alle 21.49 – di magnitudo 4 avvertita in tutta la regione. Qualche ora dopo, si è fatto sentire anche l’altro fronte sismico campano: quello dei Campi Flegrei.
A mezzanotte e 51 minuti, con epicentro nell’area della Solfatara, gli strumenti dell’Osservatorio Vesuviano hanno registrato una scossa di magnitudo 3.1. La più forte di una lunga serie, alcune decine, che nella notte si sono susseguite seppur con intensità molto bassa. E solo qualcuna che ha superato la magnitudo 1 a una profondità di due chilometri nel sottosuolo.
La scorsa settimana era già stato registrato uno sciame sismicocon oltre 60 scosse. E sempre ad ottobre, il 5, una scossa di intensità 3.3 era stata avvertita in maniera nitida dalla popolazione. Ma le scosse più forti nell’area dei Campi Flegrei sono state registrate sempre quest’anno: una di magnitudo 4.4, il 13 maggio poco dopo mezzogiorno; l’altra più potente il 13 marzo di intensità 4.6. Quest’ultima la più forte mai registrata nella zona.
In Irpinia, invece, oltre al terremoto di magnitudo 4 avvertito ieri in tutta la Campania e anche nella provincia di Foggia con epicentro a Montefredane, si sono susseguite altre scosse. In sequenza, alle 21.59 un sisma di magnitudo 2 con epicentro a Prata di Principato Ultra e alle 22.08 ancora a Montefredane con magnitudo 2.4. Infine alle 2.45 l’ultima scossa importante di intensità 2.1.
Molta gente, in provincia di Avellino, ha preferito dormire in auto o nei centri di accoglienza predisposti dai comuni. Ma, comunque, dalla Protezione Civile è stato confermato che non ci sono danni rilevanti. In ogni caso, nel corso di una riunione in Prefettura ad Avellino, è stato deciso che lunedì 27 ottobre le scuole resteranno chiuse.
Foto da Facebook Pazzi per il meteo goriziano & storm chasing relative al Friuli Occidentale
Come da previsioni, nella giornata di lunedì 21 luglio 2025, il maltempo ha colpito il Friuli con numerosi temporali che si sono sviluppati fin dal mattino nel Pordenonese, estendendosi poi verso est in provincia di Udine e Gorizia.
Alcuni di questi fenomeni si sono rivelati intensi, con grandinate e raffiche di vento che hanno raggiunto punte di 100-110 km/h in pianura e fino a 136 km/h sul Monte Rest, in provincia di Pordenone. Le precipitazioni più abbondanti si sono concentrate sulle Prealpi Carniche, con accumuli di 80-90 mm di pioggia, mentre in bassa Carnia, alta pianura orientale e Prealpi Giulie si sono registrati fino a 40-50 mm. Nelle altre zone, le piogge sono state meno intense.
Evoluzione meteo nelle prossime ore – Nelle prossime ore serali e notturne l’afflusso in quota da ovest di masse d’aria progressivamente più fresche provocherà ancora marcata instabilità, con probabili temporali sparsi su tutta la regione, che localmente potranno essere ancora forti, accompagnati da grandinate e raffiche di vento.
Sulla costa e sul Golfo di Trieste, al passaggio dei temporali, potrebbero verificarsi repentini cambi di direzione e di intensità del vento, con brusco passaggio di direzione da sudovest a nordovest. Nella seconda parte della notte e fino al mattino di martedì è probabile ancora moderata instabilità con rovesci e temporali sparsi, specie su pianura e costa. Martedì mattina possibile presenza di Bora moderata sulla costa.
Danni e interventi in corso – Dal primo pomeriggio di oggi, la Sala Operativa Regionale ha ricevuto diverse segnalazioni di caduta alberi in località quali Caneva, Arba, Roveredo in Piano, Rive d’Arcano, Clauzetto, Sequals, Sacile, Polcenigo, Pinzano, Montereale Valcellina e Budoia. Segnalato un albero caduto anche in viale Cadore a Udine.
Sulla SR117 è stato istituito il senso unico alternato per albero sulla carreggiata tra il cimitero di Gorizia e il semaforo di Savogna mentre la Strada provinciale 512 tra le frazioni di Cavazzo Carnico Somplago e Mena è chiusa per caduta massi e i vigili del fuoco sono già sul posto. Al Numero Unico Emergenze 112 sono arrivate circa 30 chiamate, soprattutto dalla zona pedemontana. Durante l’evento sono stati rilevati oltre 10.000 fulmini (dato aggiornato alle 17:00).
Protezione civile al lavoro – Dalle ore 12:00 sono impegnati oltre 50 volontarie una ventina di mezzi per le attività di soccorso e monitoraggio, a supporto dei gruppi comunali di Protezione Civile.
1 – Addio all’ora legale, e benvenutaora solare. Questo weekend, e più precisamente nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre, gli italiani dovranno spostare le lancette indietro di un’ora. Questo passaggio, come quello inverso, non è mai indolore e ha effetti negativi su salute, energia, bollette, ambiente e tasche dei cittadini, al punto che gia oltre 350mila italiani hanno firmato la petizione online per rendere permanente l’ora legale tutto l’anno.
Lo afferma la Societa Italiana di Medicina Ambientale (Sima) che assieme a Consumerismo No Profit ha avviato una raccolta firme per chiedere al Governo l’ora legale permanente.
2 – I rischi per la salute – «Il passaggio ora legale/ora solare e viceversa determina ripercussioni negative sulla salute umana – spiega il presidente Sima, Alessandro Miani – Si altera la ritmicita circadiana, ossia l’orologio biologico del nostro organismo che, in assenza di segnali provenienti dall’ambiente esterno, completa il proprio ciclo in circa 24 ore. Il mancato rispetto di questi ritmi naturali ha effetti sulla pressione arteriosa e la frequenza cardiaca: diversi studi hanno attestato una correlazione tra cambio di orario e patologie cardiache, con l’Universita di Stoccolma che ha riportato un’incidenza del +4% di attacchi cardiaci nella settimana successiva all’introduzione dell’ora solare. Si registrano poi problemi del sonno in una consistente fetta di popolazione, con conseguenze negative su concentrazione e umore e quindi su rendimento scolastico, efficienza sul lavoro, relazioni personali, ecc».
Altri studi hanno poi certificato una correlazione tra il passaggio da ora legale a ora solare e l’incremento di incidentalità stradale e sul lavoro: ad esempio nei periodi di ora legale e stata registrata una diminuzione fino al -13% degli incidenti a danno di pedoni connessa all’aumento della visibilita lungo le strade nelle ore serali. Mentre una ricerca condotta in Australia ha perfino riscontrato un aumento dei suicidi nelle prime settimane di cambiamento dell’orario. Senza parlare delle possibili conseguenze sulla criminalita: con l’ora solare si allungano le ore di buio serali, quelle in cui si concentrano furti, rapine e altri reati», conclude Miani.
3 – I consigli per aiutare l’organismo ad adattarsi – Con il passaggio dall’ora legale all’ora solare «il nostro organismo sarà chiamato a riadattare i propri ritmi biologici». Un cambio che «per molti rappresenta solo un’ora di sonno in più, ma che può comunque influire sul benessere generale, in particolare sulla qualità del sonno, sull’umore e sulla concentrazione». Lo spiega l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Firenze, che alla vigilia dello switch fornisce alcuni consigli per ‘assorbire’ l’effetto-fuso.
«Il cambio d’ora – illustrano i medici fiorentini in una nota – ha l’effetto di un piccolo jet lag: il nostro corpo deve sincronizzarsi nuovamente con il ciclo luce-buio e con le abitudini quotidiane. E’ un adattamento che, per quanto lieve, può farsi sentire soprattutto in chi soffre già di disturbi del sonno, negli anziani e in chi ha orari di lavoro irregolari. Per aiutare il nostro organismo a riadattarsi – suggeriscono – bastano pochi accorgimenti: anticipare leggermente i propri orari nei giorni precedenti, esporsi alla luce naturale nelle ore centrali della giornata e mantenere una regolarità nei pasti e nel sonno. Si tratta di un equilibrio che si recupera in pochi giorni, ma che richiede rispetto dei propri ritmi naturali».
Le analisi hanno confermato la positività per salmonella non tifoidea in 19 casi, mentre per gli altri gli esami sono ancora in corso
In provincia di Reggio Emilia è allerta salmonella. Il dipartimento di sanità pubblica della Regione ha reso noto di aver ricevuto oltre 50 segnalazioni di sospette tossinfezioni alimentari nelle ultime tre settimane. La maggior parte delle persone presentava febbre associata a sintomi gastrointestinali (come diarrea, febbre, crampi addominali, nausea, vomito). Solo per tre pazienti è stato necessario il ricovero in ospedale, mentre in tutti gli altri casi l’infezione si è risolta in pochi giorni. L’Ausl locale spiega che le analisi hanno confermato la positività per salmonella non tifoidea in 19 casi, mentre per gli altri gli esami sono ancora in corso.
Allarme salmonella a Reggio Emilia, le persone coinvolte avevano mangiato in esercizi pubblici – Al momento non è chiaro cosa abbiano mangiato le persone rimaste intossicate, ma c’è un indizio non trascurabile: la maggior parte di loro, spiega infatti il dipartimento di sanità, nei giorni precedenti all’insorgenza dei sintomi ha consumato almeno un pasto anche “in pubblici esercizi della provincia di Reggio Emilia“. Quali siano i locali dove abbiano pranzato o cenato è per ora ignoto. Sul punto l‘Ausl fa sapere che “gli esiti analitici delle indagini ambientali e alimentari sono ancora in corso“.
Infezione da salmonella: come evitare i rischi– I casi registrati sono di salmonella Cnon tifoidea. La salmonellosi è un’infezione dell’apparato digerente provocata da un gruppo di batteri della famiglia Enterobacteriaceae, del genere Salmonella. Come spiega l’istituto superiore di sanità si trasmette per via oro-fecale, “attraverso l’ingestione di cibi o bevande contaminate o per contatto, attraverso la manipolazione di oggetti o piccoli animali in cui siano presenti le salmonelle“.
La salmonella non tifoidea è in particolare responsabile di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinale. Per evitare di correre rischi è fondamentale cuocere sempre bene i cibi, soprattutto se parliamo di pollo, carne di maiale e uova, e stare attenti all’igiene delle mani e delle superfici. Altre misure raccomandate sono il consumo di latte esclusivamente pastorizzato, il lavaggio accurato di frutta e verdura e la separazione degli alimenti crudi da quelli cotti.
La terra ha tremato alle 14:40 di venerdì. La scossa è stata percepita distintamente anche in provincia di Napoli
credits: Global Quake
La terra torna a tremare in Campania. Una forte scossa di terremoto si è verificata alle 14:40 di oggi, venerdì 24 ottobre, con epicentro localizzato in provincia di Avellino, a 16 chilometri di profondità. La magnitudo, inizialmente stimata compresa tra 3.4 e 3.9, è stata rivista dall’Ingv a 3.6.
Earthquake alert system
La scossa sismica è stata avvertita distintamente in alcune zone della provincia di Napoli e di Caserta, senza contare la provincia di Salerno, più vicina all’avellinese. Il sisma non avrebbe ragioni vulcaniche non essendo legato né al Vesuvio, né ai Campi Flegrei.
Vari esponenti di Forza Italia hanno criticato con durezza l’innalzamento delle tasse sugli affitti brevi inserito nellalegge di bilancio, il provvedimento con cui il governo decide come spendere i soldi nell’anno successivo: «Una misura iniqua», l’ha definita il deputato Alessandro Cattaneo. Anche il leader della Lega Matteo Salvini l’ha contestata: «Non mi sembra che sia un modo per aiutare il consumo interno e la domanda interna», ha detto. Pure Fratelli d’Italia, anche se con toni più pacati, ha chiesto delle correzioni.
Insomma tutti i partiti di governo hanno disconosciuto una norma che i loro leader avevano votato pochi giorni prima. C’entra ovviamente una certa dose di ipocrisia e di opportunismo politico. Ma in buona parte, quando i ministri sembrano scoprire l’effettivo contenuto della legge di bilancio solo dopo averla votata, è perché è successo davvero così: in Consiglio dei ministri hanno approvato un testo di cui conoscevano approssimativamente le norme principali, e poco o nulla del resto.
Venerdì 17 ottobre, durante la conferenza stampa tenuta al termine del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini avevano presentato sommariamente icontenuti della legge di bilancio, dicendosi tutti molto soddisfatti e orgogliosi per il testo appena promosso. Poche ore dopo sono iniziati i bisticci: prima sulla tassa alle banche, poi sugli affitti brevi. Tra gli altri, infine, anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha riconosciuto alcune storture del testo che aveva da poco votato.
Ci sono riflessioni che occorre fare sulla manovra? Probabilmente si, come ogni volta, per ogni manovra, perché come sempre ci sono cose che diventano chiare solo quando si leggono tutte le norme e si scorrono tutti i capitoli. I capitoli veri e non le tante bozze che sento…
Non è una novità. Successe l’anno scorso – e sono solo alcuni esempi – con l’innalzamento delcanone RAI (riportato a 90 euro all’anno dopo una temporanea riduzione nel 2024), con l’estensione della cosiddetta “digital tax”alle piccole e medie imprese, con l’aumento delle tasse sulle criptovalute: tutte norme votate in Consiglio dei ministri insieme alle altre contenute nella legge di bilancio, e tutte disconosciute pochi giorni dopo dagli stessi partiti che avevano esaltato i pregi di quella legge di bilancio.
Non succede solo con questo governo, anzi: è una prassi ormai consolidata, che in alcuni anni o circostanze è diventata particolarmente grottesca. Di solito il ministero dell’Economia inizia a lavorare alla redazione della legge finanziaria a partire da settembre (anche se, per certi aspetti, si potrebbe dire che l’allestimento della legge di bilancio è un lavoro che dura tutto l’anno, per quanto a intensità variabile). I funzionari del ministero, a seconda delle varie indicazioni che ricevono, iniziano a elaborare grafici e simulazioni, a stimare l’effetto che certe misure avrebbero sul bilancio dello Stato. Ma non è un lavoro lineare.
Spesso alcune misure vengono annunciate solo per fini propagandistici. Altre volte il governo fa in modo di rendere pubbliche certe intenzioni anche per valutare l’effetto che avrebbero sull’opinione pubblica o sulle categorie più direttamente interessate. E poi, man mano che ci si avvicina alla fine di settembre, il contesto si definisce meglio. Ma è un esercizio spesso caotico: perché alcune norme sono collegate tra loro, e toglierne una implica anche modificarne un’altra, e questa modifica a sua volta impone una revisione di alcune previsioni già fatte, e così via.
Forza Italia dice no ad una misura che danneggerebbe i piccoli proprietari di immobili. pic.twitter.com/xKAz52Hrte
Poi bisogna tenere conto dei confronti più o meno riservati che il ministero dell’Economia ha con la presidenza della Repubblica, e soprattutto con le istituzioni che svolgono un po’ il ruolo di controllori, come la Banca d’Italia o l’Ufficio parlamentare di bilancio, e ovviamente con la Commissione Europea. Infine bisogna attendere che l’ISTAT, l’istituto nazionale di statistica,aggiorni le previsioni sulla crescita per l’anno in corso: di solito lo fa tra fine settembre e inizio ottobre, e anche da quei dati dipende la pianificazione della spesa del governo.
A quel punto comincia la redazione effettiva della legge di bilancio, che deve avvenire in tempi rapidi nel rispetto di scadenze ben precise: entro il 15 ottobre il governo deve inviare alla Commissione Europea il Documento programmatico di bilancio (DPB), con le linee guida essenziali e i saldi di spesa della manovra (come viene anche chiamata la legge di bilancio); entro il 20 ottobre il disegno di legge di bilancio va approvato dal Consiglio dei ministri e inviato al parlamento.
Il grosso del lavoro, però, viene svolto dal ministero dell’Economia, in coordinamento con la presidenza del Consiglio. Gli altri ministeri vengono consultati per le norme di loro diretto interesse, e coinvolti solo marginalmente sul resto. A seconda dell’indirizzo seguito dal ministro dell’Economia, poi, possono esserci riunioni coi responsabili dei vari partiti di maggioranza, più o meno formali. Ma alla fine è il ministro stesso, con pochi collaboratori fidati, a lavorare sulle singole voci della legge di bilancio.
Tutto avviene in un contesto convulso: con le varie categorie, i sindacati, le lobby, che fanno pressioni sul governo per ottenere qualcosa, e la presidente del Consiglio che valuta quali diqueste richieste accogliere, imponendo al ministro dell’Economia correzioni in corso d’opera, con un effetto domino che poi impone di effettuare aggiustamenti. Se si riduce una tassa a una certa categoria magari bisogna alzarla a un’altra, oppure bisogna tagliare i fondi per un progetto, e così via.
Si arriva così, tra tensioni e baruffe, e nella generale incertezza, al Consiglio dei ministri decisivo. Quasi sempre in questa sede è il ministro dell’Economia che, su invito della o del presidente del Consiglio, illustra la manovra: però entra nel dettaglio solo delle misure rilevanti dal punto di vista finanziario o politico, e il resto si dà per assodato. Anzi, spesso il testo che viene approvato non è neppure completo, e tutti sanno che stanno in sostanza delegando il ministro dell’Economia a sistemare le ultime questioni irrisolte o quelle marginali. Poi, quando le prime bozze della legge di bilancio iniziano a circolare, puntualmente vengono scoperte alcune norme che generano polemiche (dai giornalisti, dagli esperti dei vari settori o dai parlamentari stessi). E lì che inizia il gioco delle parti della politica.
Quest’anno, per dire, il governo ha tenuto le ultime riunioni coi sindacati e con le imprese tra il 10 e il 13 ottobre: anche per via di quegli incontri si è deciso di modificare alcuni aspetti della legge di bilancio. Ne è stata anche aumentata la portata, da 16 a 18 miliardi di euro: una scelta che ha consentito al governo di accogliere alcune istanze delle varie categorie, ma che ha costretto il ministro dell’Economia a trovare maggiori risorse economiche.
Così venerdì 17 ottobre, in Consiglio dei ministri, quasi tutti i membri del governo – tranne Giorgetti e un paio d’altri – si sono trovati per la prima volta conun testo di 110 pagine e 137 articoli pieno di numeri e riferimenti ad altre norme, in un lessico burocratico piuttosto inafferrabile (cose tipo: «così come previsto dall’articolo 1, comma 797, della legge 30 dicembre 2020, n. 178»; oppure: «all’articolo 4 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sono apportate le seguenti modificazioni»). È inevitabile che abbiano votato senza leggere, o quasi.
Ovviamente ciascun governo ha le sue prassi, più o meno virtuose. Giorgetti ha adottato un metodo tutto suo, tenendo i partiti quanto più possibile all’oscuro dalle sue decisioni, ignorandone spesso le sollecitazioni, e lasciando anche a deputati e senatori scarsissimi margini di spesa per chiedere misure di natura elettorale o clientelare. È stata la sua grande esperienza politica a suggerirgli di inserire consapevolmente nella legge di bilancio alcune norme su cui sapeva che si sarebbero concentrate le critiche dei partiti della sua stessa maggioranza, così da poterle usare come oggetto di scambio per vincere le loro resistenze su altre questioni. Vari indizi lasciano intendere che anche sulla questione degli affitti brevi sia andata un po’ così.
Altre volte, più semplicemente, il governo si accorge di aver sbagliato. Successe per esempio nel dicembre del 2022. Il governo inserì nella legge di bilancio una normache limitava l’utilizzo dei pagamenti elettronici, per poi accorgersi – grazie a una segnalazione arrivata da funzionari del precedente governo Draghi – che quella norma violava un’indicazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e rischiava dunque difar perdere all’Italia una parte dei finanziamenti europei connessi. Il governo dovette cancellare la misura in modo un po’ precipitoso.
In ogni caso, se c’è una certa leggerezza nell’approvare la prima bozza della legge di bilancio è anche perché è risaputo che poi il parlamento, su indicazioni o su pressioni del governo stesso, interverrà nelle settimane seguenti per modificare il testo, che deve essere infine approvato in via definitiva da Camera e Senato entro la fine dell’anno (e anche qui negli ultimi anni sonosuccesse cose strane e problematiche).
Lo ha fatto in un modo non molto visibile, ma intanto la pressione fiscale resterà alta anche con questa legge di bilancio
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la presentazione della legge di bilancio per il 2026, il 17 ottobre del 2025 (Roberto Monaldo/LaPresse)
I partiti al governo – Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – ci sono arrivati con la promessa di ridurre le tasse, e dicono spesso che lo stanno facendo con successo.Ma non è proprio così. Dal 2023 infatti il carico fiscale è notevolmente aumentato, e contribuirà a tenerlo alto anche la legge di bilancio che il governo ha appena presentato in parlamento, che la dovrà discutere e approvare entro la fine dell’anno. Prevede per quest’anno una pressione fiscale ai massimi degli ultimi dieci anni. La prospettiva non migliora nel prossimo biennio.
La pressione fiscale alta non è frutto soltanto dell’azione di questo governo: in Italia è alta da sempre, serve tra le altre cose a finanziare uno stato sociale tra i più generosi d’Europa per pensioni e sanità. Non è un bene o un male di per sé, è semplicemente una caratteristica come un’altra del sistema economico (anche se qualcosa si potrebbe dire sulla qualità della spesa pubblica italiana). Guardando il suo andamento nel tempo, però, si capisce cosa hanno deciso al riguardo i diversi governi.
La pressione fiscale si misura con la somma di determinate imposte: quelle indirette (tra cui l’IVA sui consumi) e dirette (come l’IRPEF sui redditi), le imposte in conto capitale (come quelle sulla successione), i contributi sociali (come quelli che finanziano le pensioni e i congedi parentali). Dalla pressione fiscale sono escluse alcune voci residuali, come le cosiddette “altre entrate” e le “entrate in conto capitale non tributarie”: sommandole si ottiene il valore delle entrate totali, cioè quanto incassa davvero lo Stato dalle tasse. In poche parole: la pressione fiscale è l’indicatore da guardare per vedere l’andamento delle tasse su cui può davvero agire il governo (per esempio abbassando l’IRPEF o l’IVA, e via così); le entrate totali danno un quadro più realistico considerando tutto quanto, anche cosa è fuori dal potere del governo.
Le entrate totali sono dunque sempre più alte della pressione fiscale, ma i due valori hanno sostanzialmente lo stesso andamento. Si usa metterli in rapporto al PIL, cioè alla dimensione dell’economia.
Il governo di Giorgia Meloni è entrato in carica a ottobre del 2022 e, come si vede dal grafico, da allora le entrate totali e la pressione fiscale sono aumentate rispettivamente di 1 punto e di 1,3 punti percentuali di PIL: ai valori di oggi significa che sono più alte di circa 28 e 22 miliardi di euro. Nel secondo trimestre di quest’anno, l’ultimo per cui sono disponibili i dati, i due indicatori sono arrivati ai massimi degli ultimi dieci anni, al 42,8 e al 47,6 per cento. Sono valori vicino a quelli raggiunti durante il governo di Mario Monti, il governo nato per mettere a posto i conti pubblici in un momento di grande difficoltà economica, nel 2011, e diventato poi simbolo delle politiche di “austerità”.
Come si vede dal grafico, anche durante il secondo governo di Giuseppe Conte ci fu una pressione fiscale alta: ma quel governo fu penalizzato dagli anni della pandemia, che sballarono tutti i valori per via del grande calo del PIL.
Secondo le previsioni del governo di Meloni nel 2025 la pressione fiscale si chiuderà al 42,8 per cento del PIL, in aumento rispetto al 42,5 del 2024, e il valore più alto dal 2015. Nel 2026 il disegno di legge presentato prevede che rimarrà stabile al 42,8 per cento. Secondo i calcoli dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani la pressione fiscale aumenterà ancora al 42,9 per cento nel 2027, per poi scendere al 42,7 nel 2028. Un andamento simile lo avranno le entrate totali. Questo significa che quasi la metà di ciò che produce l’economia finisce allo Stato.
I dati comunque non vengono presentati in maniera trasparente dal governo, perché fa un uso piuttosto estensivo delle voci di bilancio residuali, che restano quindi fuori dall’indicatore della pressione fiscale e lo falsano. La cosa viene denunciata da molte istituzioni ed esperti dall’anno scorso, quando fu impossibile capire se le tasse sarebbero aumentate o meno quest’anno.
A prescindere dal metodo a questo punto però potreste chiedervi: ma com’è possibile che la pressione fiscale sia aumentata così tanto mentre il governo dice di ridurre le tasse? Perché da una parte i dati dicono che erano da dieci anni che in Italia non si pagava un ammontare di tasse così alto; dall’altra è vero che il governo ha fatto alcune cose per ridurle.
Partiamo dagli interventi del governo. Ci sono effettivamente alcuni aumenti delle imposte: rinnegando anni di battaglie, il governo ha aumentato le accise sui carburanti e prevede un altro aumento per il prossimo anno; ha rimodulato il sistema di bonus fiscali a svantaggio dei redditi più alti; e vuole imporre per l’anno prossimo alcune tasse a banche e assicurazioni.
Ma i provvedimenti fiscali più significativi sono state due riduzioni. Il governo ha reso innanzitutto permanente il cosiddetto “taglio del cuneo fiscale”, cioè uno sconto sulle tasse dei lavoratori dipendenti che era stato introdotto dal governo di Mario Draghi per compensare l’aumento del costo della vita. Il passaggio dal regime transitorio a quello permanente è stato comunque un pasticcio, e dall’inizio dell’anno lo sconto è diminuito per diverse categorie di lavoratori, che hanno visto ridursi lo stipendio netto mensile.
Il governo ha poi ridotto le aliquote IRPEF, cioè le percentuali che si applicano agli scaglioni di reddito delle persone fisiche per stabilire quante imposte sono dovute. Nel 2022 le aliquote erano 4 mentre ora sono 3, ed è stata ridotta di due punti percentuali quella per i redditi sotto i 28mila euro. Il disegno di legge di bilancio per l’anno prossimo prevede una riduzione ulteriore dell’aliquota del secondo scaglione, che per i redditi tra i 28 e i 50mila euro passerà dal 35 al 33 per cento.
Seppure i due interventi di riduzione delle imposte appena menzionati siano in teoria consistenti, non hanno avuto l’effetto di ridurre il carico fiscale complessivo. Anzi.
Da quando si è insediato il governo di Meloni paghiamo materialmente più tasse per colpa di un meccanismo chiamatofiscal drag, o drenaggio fiscale, che esiste nei sistemi fiscali progressivi quando c’è un’inflazione elevata, come l’aumento generale del livello dei prezzi che si è visto negli ultimi quattro anni. Il sistema italiano è per l’appunto progressivo: significa che più si guadagna e più si paga una quota più alta di tasse, per il principio costituzionale che chi ha un reddito più alto deve contribuire in misura maggiore al fabbisogno dello Stato.
Quando aumenta il costo della vita si innescano anche aumenti delle retribuzioni per tentare di tenere il passo dei prezzi. Non è un problema di per sé, anzi, gli stipendi devono aumentare per adeguarsi gradualmente a una vita più cara: da gennaio del 2021 a gennaio del 2025 i prezzisono aumentati complessivamente del 16 per cento, mentre leretribuzioni di poco più dell’8 per cento, la metà, ma l’andamento è positivo.
Il problema c’è quando questi aumenti avvengono in un sistema fiscale progressivo che non si adegua al nuovo livello di redditi, o non si adegua abbastanza: gli aumenti di stipendio spesso portano a sforare la soglia entro cui si ha diritto a bonus o detrazioni, o quella dello scaglione successivo in cui si pagano aliquote più alte (solo per la parte di reddito che sfora). Il drenaggio fiscale è proprio questo: in caso di inflazione comporta un tradimento del principio dell’equità del sistema fiscale, perché porta a pagare più tasse senza aver avuto davvero un miglioramento della propria situazione economica. Non solo si pagano più imposte sul reddito, ma con l’aumento generale dei prezzi si paga anche più IVA (che viene calcolata in percentuale del prezzo dei prodotti).
Deriva da questo fenomeno l’aumento delle entrate e della pressione fiscale in questi anni di governo di Meloni, che è stato avvantaggiato da un eccezionale aumento delle entrate senza aver dovuto imporre evidenti – e impopolari – aumenti delle tasse. Anzi, con questi soldi è riuscito anche a introdurre e propagandare alcune riduzioni delle imposte, che però nella pratica non hanno compensato il drenaggio fiscale.
Una stima di lavoce.info indica in 17 miliardi di euro l’aumento delle imposte incassate dallo Stato nel solo 2024 a causa del drenaggio fiscale. Un’altra stima dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio dice che proprio i due grandi interventi fiscali spiegati qui sopra non solo non hanno provocato una compensazione del drenaggio fiscale, ma lo hanno peggiorato per circa 300 milioni di euro all’anno.
Allarme della Cgia di Mestre: pressione fiscale reale è al 48%! Oltre alla marea di tasse, i contribuenti subiscono anche il salasso degli aumenti di luce, acqua, gas, pedaggi autostradali, servizi postali, trasporti. Basta trattare gli italiani come bancomat! CHOC FISCALE SUBITO pic.twitter.com/DqVKtji30z
È stata una scelta precisa del governo, che ha deciso di non “restituire” al sistema i proventi del drenaggio fiscale, per esempio adeguando in misura appropriata le soglie di accesso ai bonus o gli scaglioni dell’IRPEF. Con tutti questi soldi in più ha deciso invece di mettere a posto i conti pubblici. Secondo il governo la pressione fiscale sarebbe aumentata perché è aumentata la gente al lavoro, e quindi le persone che pagano le tasse. Lo hanno detto più volte Meloni e il suo ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ma non è vero, e sono stati smentiti categoricamente dagli economisti.
Villarreal-Barcellona non si giocherà a Miami, l’Uefa applaude. E la Fifa deve ancora dare l’ok alla serie A
L’Optus Stadium di Perth, 61.266 posti, è l’impianto designato per Milan-Como
Salta Villarreal-Barcellona a Miami e sia la Uefa che il commissario europeo per lo Sport applaudono. Sul tavolo, ora, resta Milan-Como in Australia, nel fine settimana dell’8 febbraio 2026. Resta anche e soprattutto sul tavolo della Fifa, che deve ancora dare l’ok. Effetto domino, ipotizza qualcuno del nutrito fronte dei “no“ alla storica prima gara di campionato all’estero. La Liga, martedì sera, ha ufficializzato il dietrofront: “A seguito di colloqui con l’organizzatore della partita di Miami, quest’ultimo ha annunciato la sua decisione di annullare l’evento a causa dell’incertezza generata nelle ultime settimane in Spagna“. Ha vinto il “no“, in pratica.
Il partito al quale si è accostata anche la Uefa che “accoglie con favore la decisione. La nostra posizione riguardo alle partite dei campionati nazionali disputate all’estero resta chiara. Il nostro presidente ha già affermato che devono essere giocate nella nazione corrispondente, qualsiasi altra soluzione priverebbe i tifosi più fedeli e introdurrebbe potenzialmente elementi di distorsione nelle competizioni“. Ceferin aveva comunque, obtorto collo, autorizzato l’espatrio. Aggiungendo: “Deplorevole dover rinunciare a queste due partite, questa decisione è eccezionale e non deve essere considerata un precedente“. Glenn Micallef, commissario europeo per lo Sport, ha poi messo il carico sullo stop della Liga: “Una vittoria per i tifosi, i giocatori e per le tradizioni che rendono speciale il calcio europeo. Confido che la Serie A rifletta su questo aspetto. Mantenere il nostro gioco radicato in Europa rafforza tutti“. La Lega Serie A resta sempre più isolata, insieme a Milan e Como. Dopo il comunicato dei lariani (“sacrificio necessario“) e la risposta della curva (“la nostra fede non viaggia in business class, non accettiamo lezioni di sacrificio, esortiamo chiunque a non essere complice di questa pagliacciata“), ha parlato il direttore sportivo Ludi: “Se sarà limitata a una partita spot, comprendo chi si pone dei dubbi“.
I dubbi se li è posti il Codacons che ha deciso “di diffidare nuovamente Ac Milan, ribadendo la necessità di tutelare gli abbonati. L’erogazione di un voucher pari a 1/19 del costo dell’abbonamento non è conforme alla normativa vigente in materia di tutela dei consumatori, che prevede invece il rimborso in denaro in caso di mancata prestazione“. I dubbi se li è posti l’associazione italiana calciatori, per voce del presidente Umberto Calcagno: “Il problema non è la partita in sé, anche se viene giocata a 28.000 chilometri di distanza, con fusi orari e cambi di temperatura duri da affrontare. Resta il dubbio se sia questo il modello da inseguire“. Per l’ad della Lega Luigi De Siervo la risposta è affermativa. Vedasi il battibecco a distanza con Adrien Rabiot che ha definito “folle” la trasferta australiana: “Guadagna milioni ed è pagato per giocare a calcio. Dovrebbe avere più rispetto per il suo datore di lavoro, il Milan, che ha spinto perché questa partita si giocasse all’estero“. Ora, palla alla Fifa.
1 – La prima bozza della legge di bilancio2026, composta da 137 articoli, arriverà in Parlamento nei prossimi giorni. I provvedimenti confermano molte delle misure già anticipate dopo il Consiglio dei ministri: si parte dal taglio dell’aliquotaIrpef intermedia, passando per una nuova rottamazione dellecartelle, fino alla stretta sugli affitti brevi e l’aumento delle accise sulle sigarette.
La manovra contiene anche un pacchetto di misure a sostegno delle famiglie, un intervento sul congedo parentale e l’introduzione della “Carta Valore” per i diciottenni.
2 –Riforma Irpef e buste paga più leggere – Dal 2026, l’aliquota Irpef nella seconda fascia di reddito (28.000-50.000 euro) scenderà dal 35% al 33%. Un taglio che potrà far risparmiare fino a 440 euro l’anno per chi si colloca intorno ai 50.000 euro di reddito. Anche chi supera tale soglia potrà beneficiare di un vantaggio, ma in misura ridotta, poiché lo sconto verrà compensato da una riduzione delle detrazioni, ad eccezione di quelle sanitarie.
3 – Detassazione per straordinari, festivi e lavoro notturno – Per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 40.000 euro, nel 2026 sarà applicata una flat tax del 15% su straordinari, turni e lavoro festivo. Il beneficio massimo sarà di 1.500 euro l’anno. Resteranno fuori i lavoratori delle strutture turistico-alberghiere, per i quali è previsto un trattamento differenziato.
4 – Rottamazione quater, la quinta sanatoria fiscale – Torna la possibilità di sanare i debiti con il fisco contratti tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Il contribuente potrà scegliere se pagare tutto in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure optare per un piano in 54 rate bimestrali, che si estenderà fino al 2035. Le prime tre scadenze sono fissate tra luglio e novembre 2026.
5 – Famiglie numerose, Isee e congedi: più sostegno – Importanti modifiche riguardano l’Isee, il congedo parentale e le agevolazioni per le famiglie. Viene alzata a 91.500 euro (dagli attuali 52.500) la soglia per l’esclusione della prima casa dal calcolo dell’Isee per accedere a strumenti come l’assegno di inclusione. Inoltre, il congedo parentale potrà essere utilizzato fino ai 14 anni del figlio (prima era 12), mentre i giorni disponibili in caso di malattia dei figli tra 3 e 14 anni raddoppiano da 5 a 10.
6 –Bonus mamme e priorità per il part time – Alle madri lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro sarà riconosciuto un contributo mensile di 60 euro non imponibile (contro i 40 euro previsti per il 2025), valido fino al decimo anno di età del secondo figlio. Inoltre, chi ha almeno tre figli avrà priorità nella richiesta di passaggio da tempo pieno a part time. Agevolazioni anche per i datori di lavoro che assumono madri con almeno tre figli, con una decontribuzione totale fino a 8.000 euro.
7 – Arriva la «Carta valore» per i neodiplomati – Dal 2027 sarà attivata la Carta Valore, una carta elettronica destinata a chi si diploma entro l’anno del compimento dei 19 anni. Il credito potrà essere speso in attività culturali: libri, cinema, teatro, musica, corsi di lingue o strumenti musicali. Il fondo annuale previsto è di 180 milioni di euro.
8 –Affitti brevi, stop alla cedolare ridotta – Dal 2026, la tassazione sugli affitti brevi sarà uniformata al 26% per tutti. Viene eliminata la cedolare secca al 21% per il primo immobile, e la stessa aliquota del 26% sarà applicata anche a chi gestisce piattaforme o attività di intermediazione immobiliare.
9 –Aumentano le accise sulle sigarette e il gasolio – Fumare costerà di più: le accise sui tabacchi aumenteranno progressivamente, passando da 29,5 euro ogni 1000 sigarette a 32 euro nel 2026, fino a raggiungere 38,5 euro nel 2028. Per la benzina è previsto un taglio dell’accisa, mentre sul gasolio l’accisa aumenterà per riequilibrare le entrate e disincentivare l’uso del diesel.
10 –Fisco e innovazione: stretta su stablecoin e criptovalute – Dal 2026 i proventi derivanti da stablecoin denominate in euro saranno tassati al 26%, al posto dell’attuale 33%. Sarà inoltre istituito un Tavolo permanente di controllo sulle cripto-attività, che coinvolgerà il Mef, la Consob, la Banca d’Italia e altri organismi, per garantire uno sviluppo legale e ordinato del settore.
11 –Aumentano le pensioni minime – Per i pensionati in difficoltà economica è previsto un aumento delle minime: 20 euro in più al mese, che equivalgono a 260 euro all’anno. Un segnale, seppur modesto, di attenzione verso le fasce più deboli.
12 –Più fondi per Ape sociale e borse di studio – Aumentano gli stanziamenti per l’Ape sociale, con una dotazione aggiuntiva di 170 milioni nel 2026 e 320 milioni nel 2027. Crescono anche i fondi per le borse di studio universitarie: dal 2026, saranno disponibili 250 milioni di euro in più l’anno per garantire il diritto allo studio, anche nell’ambito della definizione dei nuovi livelli essenziali delle prestazioni (Lep).
La guardia degli Heat sarebbe coinvolta in presunte scommesse illegali, mentre l’ex stella Nba e ora coach di Portland in partite illegali di poker con elementi della criminalità organizzata. L’Fbi: “Operazione storica”
La Nba si sveglia con un vero e proprio tsunami che rischia di avere conseguenze devastanti. Nella mattinata di giovedì, infatti, l’FBI ha condotto un’operazione mirata a sgominare un giro di scommesse clandestine e di partite truccate di poker e nella rete sono finiti nomi importanti della Nazional Basketball League: la guardia degli Heat Terry Rozier, sul quale da tempo giravano voci riguardo a un suo possibile coinvolgimento, il tecnico dei Portland Trail Blazers Chauncey Billups e l’ex giocatore Damon Jones, l’anello che unisce le due indagini.
PIU’ DI 30 ARRESTI – Rozier, che era con la squadra a Orlando ma non ha preso parte all’incontro perso dagli Heat contro i Magic, è stato arrestato poche ore dopo il ritorno della squadra in hotel, Billups, invece, è stato prelevato dagli agenti Fbi a Portland. “Un’operazione storica, partita anni fa e che ha coinvolto enti diversi in 11 stati – dice in una conferenza stampa in scena a New York il direttore del FBI Kash Patel – con attualmente più di 30 persone arrestate”. Intrecci davvero incredibili tra personaggi dello sport, criminalità organizzata e famiglie mafiose. Nel filone sulle scommesse illegali spunta naturalmente il nome di Terry Rozier, segnalato dai bookmaker per diverse scommesse sospette nella partita contro i Pelicans del 23 marzo 2023, quando indossava la maglia degli Hornets, un match nel quale il giocatore adesso con gli Heat era rimasto in campo solo 10’ minuti prima di uscire a causa di quello che sosteneva essere un problema a un piede“.
POKER COI MAFIOSI – Sei persone sono finite in manette per l’inchiesta legata alle scommesse che il procuratore federale per il Distretto di New York Joseph Nocella Jr. ha definito “Uno di più sfacciati atti di corruzione da quando le scommesse sportive sono diventate legali”. Molto complessa invece l’indagine, chiamata “Royal Flush”, che riguarda il giro di partite truccate di poker che sarebbe partita addirittura nel 2019. Le autorità statunitensi descrivono quello che assomiglia molto a un copione holliwoodiano con storiche famiglie mafiose newyorchesi, i Gambino, i Bonanno e i Genovese che avrebbero organizzato negli anni partite, da New York, agli Hamptons, fino ad arrivare a Las Vegas e Miami, attirando grazie alla presenza di nomi molto noti come Chauncey Billups e Damon Jones, ricchi giocatori, definiti negli atti “pesci” che venivano puntualmente ripuliti attraverso una serie di sofisticati trucchi in partite dall’esito quindi già programmato. I membri delle famiglie mafiose provvedevano anche al recupero dei “crediti” da parte delle vittime attraverso intimidazione, minacce e anche violenze, per poi dividere i proventi anche con gli ex giocatori Nba, Billups e Jones, (definiti, sempre negli atti, “Face cards”) che quindi, secondo le autorità federali, erano chiaramente a conoscenza dei crimini commessi. “La Nba, che ha già allontanato Rozier e Billups dai rispettivi team, ha cooperato con noi” chiude Joseph Nocella Jr. che ha anche sottolineato come in questa operazione i grandi gruppi di scommesse legali sarebbero solamente la parte lesa. Davvero un fulmine che piomba sulla Nba proprio all’inizio di una stagione che si annuncia decisamente interessante.
Nucleare in Italia: ma il referendum non contava nulla?
Articolo di alessandro54, realizzato con l’ausilio di ChatGPT, AI di OpenAI.
Il governo torna a parlare di centrali e incentivi, ma gli italiani avevano già detto “no
⚖️ Due referendum, due “no” inequivocabili
Nel corso della nostra storia recente, l’Italia ha già respinto il nucleare per ben due volte. La prima nel 1987, dopo la tragedia di Chernobyl: il voto popolare portò alla chiusura delle centrali allora attive (Caorso, Trino Vercellese, Latina e Garigliano). La seconda nel 2011, dopo il disastro di Fukushima, quando oltre il 94% dei votanti disse no alla ripresa del programma nucleare.
Due “no” netti, limpidi, che avrebbero dovuto chiudere la questione per sempre. E invece, a distanza di anni, qualcuno sembra voler riaprire il coperchio di un tema che il popolo aveva già archiviato.
⚙️ Il piano del governo e la voce di Squeri (FI) – In questi giorni, l’onorevole Luca Squeri (Forza Italia) ha dichiarato: “Servono degli incentivi, entro dieci anni pronta la prima centrale.”
Un’affermazione che suona più come una decisione già presa che come un invito al confronto. Il governo parla di nuove tecnologie nucleari, come i reattori modulari di piccola taglia (SMR), presentati come più sicuri e meno inquinanti. Ma dietro la promessa di modernità resta un fatto semplice: il popolo italiano non è mai stato interpellato su questa “nuova” via nucleare.
🗣️ Il rispetto del voto – Un referendum non è un sondaggio, è la voce del popolo sovrano. E quella voce, nel 1987 e nel 2011, fu chiarissima. Ignorarla oggi, anche in nome del progresso o dell’efficienza energetica, significa mettere da parte un principio fondamentale: il rispetto per la volontà popolare.
Come si diceva una volta: “La politica cambia, ma la parola data al popolo resta.”
🧭 Una scelta che merita una nuova consultazione : Prima di parlare di cantieri e incentivi, bisognerebbe ridare la parola agli italiani. Non con slogan o tavoli tecnici, ma con un nuovo referendum. Perché, che piaccia o no, la nostra Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo — e non agli annunci televisivi.
🔚 Conclusione : Che il nucleare di oggi sia davvero più sicuro o conveniente, lo dirà il tempo. Ma prima del tempo, dovrebbero parlare i cittadini. E se davvero si vuole tornare al nucleare, che sia il popolo a deciderlo, non un decreto.
Nuova tragedia del mare al largo delle coste della Tunisia.
Almeno quaranta migranti subsahariani, tra cui diversi neonati, hanno perso la vita annegando dopo che la loro imbarcazione di fortuna si è capovolta al largo della costa di Salakta, nel governatorato di Mahdia. Si tratta dell’ennesimo dramma avvenuto nella rotta del Mediterraneo centrale, a quasi una settimana da un’altra tragedia con oltre una decina di vittime, in questo tratto di mare considerato particolarmente pericoloso. Dal 2014 ad oggi proprio in queste acque si contano almeno 32.803 morti o dispersi stando ai dati forniti dall’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni.
A bordo della piccola imbarcazione sovraffollata erano stipate una settantina di persone. A riferirlo è stata la radio locale Mosaique citando il portavoce del tribunale di Mahdia, Walid Chatrbi, secondo il quale una trentina di migranti sono stati tratti in salvo dalle unità della guardia costiera locale. LaProcura della Repubblica tunisina ha aperto un’indagine su quanto accaduto.
Tragedie di questi tipo sono spesso causate in particolare dalle difficili condizioni del mare, ma soprattutto dalla pessima qualità delle stesse imbarcazioni fornite dai trafficanti di uomini, perlopiù natanti o battelli instabili, costruiti quasi interamente con lastre di metallo saldate in tutta fretta prima di essere messe in acqua, tanto da diventare delle vere e bare galleggianti.
La Tunisia, le cui coste si trovano in alcuni punti a meno di 150 chilometri da Lampedusa, è insieme alla vicina Libia uno dei principali punti di partenza dal Nordafrica per i migranti che cercano di raggiungere l’Europa negli ultimi anni. E proprio a Lampedusa nelle ultime ore sono stati registrati almeno sette sbarchi: tre dei quali partiti da Sfax e Sidi Mansourin Tunisia, e gli altri da Zuara, Zwara, Homs e Tripoli in Libia. Complessivamente sono 326 i migranti arrivati con i sette approdi nell’isola – si tratta di egiziani, somali, bengalesi e pachistani – inclusi i 17 sbarcati dalla nave Dattilo che con sette cadaveri a bordo, morti nel naufragio tra il 16 e il 17 ottobre scorsi, e poi recuperati.
Nel 2023, la Tunisia ha firmato un accordo da 255 milioni di euro con l’Unione Europea, quasi la metà dei quali è stata destinata alla lotta all’immigrazione illegale, portando ad un forte calo delle partenze verso l’Italia. Dall’inizio del 2025, secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), 55.976 persone, in aumento del 2% rispetto all’anno precedente, sono sbarcate sulle coste italiane, la stragrande maggioranza (49.792) dalla Libia e la restante (3.947) dalla Tunisia, ricorda l’Afp.
Le autorità tunisine hanno iniziato a smantellare i campi informali per migranti vicino a Sfax all’inizio di aprile, che ospitavano un totale di circa 20.000 persone. Alla fine di marzo, il presidente tunisino Kais Saied ha invitato l’Oim a intensificare gli sforzi per garantire il “rimpatrio volontario” dei migranti irregolari nei loro Paesi.
Articolo di alessandro54, realizzato con l’ausilio di ChatGPT, AI di OpenAI.
A parte il Presidente Mattarella, che non manca mai di ricordare l’importanza della sicurezza e della dignità del lavoro, le altre cariche istituzionali sembrano assenti. Dove sono? Possibile che davanti a tante tragedie, settimana dopo settimana, si scelga il silenzio?
E non faccio distinzioni politiche: la responsabilità è di tutti. Anche i sindacati, un tempo voce forte e punto di riferimento dei lavoratori, oggi appaiono troppo remissivi, quasi timorosi di disturbare. Ma di fronte a chi muore per portare a casa lo stipendio, non bastano le parole di circostanza o le commemorazioni.
Sarebbe ora di muoversi davvero, di tornare a chiedere con forza i nostri diritti, come si faceva una volta, quando il lavoro era un valore sacro e la sicurezza una battaglia quotidiana, non un tema da convegno.
Serve rispetto, serve impegno, serve coraggio. Perché dietro ogni numero, ogni “incidente”, c’è una vita spezzata e una famiglia che non potrà più tornare alla normalità.
La visita al sito del Bois du Cazier insieme ai reali del Belgio
Marcinelle (Belgi, 21 ott. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarellaha incontrato i familiari delle vittime della tragedia di Marcinelle, visitando il sito di Bois du Cazier insieme ai reali del Belgio, dove l’8 agosto 1956 si consumò una delle più gravi tragedie minerarie della storia, quando nella miniera di carbone si sviluppò un incendio che causò una strage: morirono 262 minatori, 136 erano italiani.
Il capo dello Stato, nella seconda tappa della sua visita in Belgio, ha partecipato a una cerimonia commemorativa per le vittime e ha deposto una corona, prima di incontrare anche alcuni minatori superstiti di quella tragedia. Il “ricordo di quella tragedia è perenne”, ha detto Mattarella durante la sua visita, sottolineando che deve essere però “un monito per la storia del nostro lavoro”.
E proprio nella giornata in cui si sono aperti alla Camera gli Stati generali della Salute e sicurezza sul lavoro, il capo dello Stato, nel suo messaggio di saluto, ha invitato a una “alleanza” tra istituzioni, imprese, lavoratori e parti sociali per interrompere quella che ha definito una “sequela quotidiana” di incidenti e decessi sul lavoro.
Una proposta trasversale presentata al Parlamento europeo da Pd-Fdi e Fi ha chiesto di dedicare l’8 agosto, giorno della tragedia di Marcinelle, alla giornata europea della memoria per le vittime sul lavoro.
Il Bologna FC ha diffuso una nota ufficiale in cui informa che l’allenatore Vincenzo Italiano è stato ricoverato al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi a causa di una polmonite a verosimile eziologia batterica, non collegata al Covid.
L’allenatore rossoblù si trova nel reparto di pneumologia, diretto dal professor Stefano Nava, dove è stato necessario iniziare una terapia antibiotica specifica.
Ricovero di cinque giorni e condizioni in miglioramento – Secondo quanto comunicato dal club, Italiano resterà circa cinque giorni in regime di ricovero ospedaliero, durante i quali sarà costantemente monitorato dallo staff medico del Sant’Orsola. Le condizioni cliniche del tecnico sono descritte come “in lento miglioramento”, segno che la terapia sta dando i primi effetti positivi.
“La situazione è sotto controllo – si legge nella nota – e seguiranno aggiornamenti nei prossimi giorni in base all’evoluzione del quadro clinico.”
Il messaggio del club: “A Vincenzo i migliori auguri di pronta guarigione” – Il Bologna FC 1909 ha voluto rivolgere un pensiero affettuoso al proprio allenatore:
“A Vincenzo vanno i migliori auguri di pronta guarigione da parte di tutto il Club.”
Un messaggio semplice ma sentito, che testimonia la vicinanza della società, dello staff e della squadra a Italiano, arrivato in estate sulla panchina rossoblù e protagonista di un ottimo inizio di stagione.
L’équipe del professor Nava e la gestione del caso – Il reparto di pneumologia del Sant’Orsola, diretto dal professor Stefano Nava, è uno dei centri di riferimento nazionali per le malattie respiratorie e infettive. La decisione di ricoverare l’allenatore è stata presa per garantire un monitoraggio costante della risposta alla terapia antibiotica e ridurre i tempi di recupero.
Fonti interne all’ospedale confermano che le condizioni del tecnico non destano particolare preoccupazione e che il decorso clinico si sta svolgendo regolarmente.
La squadra e i tifosi gli dedicano un pensiero – Nelle ultime ore, molti tifosi rossoblù hanno espresso messaggi di sostegno sui social, augurando una pronta guarigione al tecnico. Anche alcuni giocatori hanno condiviso storie e post con l’hashtag #ForzaVincenzo, a testimonianza del clima di affetto che circonda l’allenatore.
In attesa del suo rientro, gli allenamenti proseguono regolarmente sotto la supervisione dello staff tecnico, che continuerà a seguire il programma stabilito da Italiano.
L’auspicio del club: “Tornerà presto con noi” – Dalla società trapela ottimismo: “Il mister è forte e sta reagendo bene – spiegano fonti interne –. L’obiettivo è che possa tornare presto sul campo, ma senza affrettare i tempi.” Tutti a Casteldebole, dai dirigenti ai giocatori, si sono stretti attorno a lui, con l’auspicio di rivederlo presto a guidare la squadra.
Il Bologna conferma che verranno forniti nuovi aggiornamenti nei prossimi giorni, in base all’evoluzione delle condizioni cliniche e ai tempi di recupero stimati dai medici.
Il messaggio del capo dello Stato per la seconda edizione degli stati generali sulla salute e sicurezza sul lavoro in corso alla Camera
“Un lavoro non è vero se non è anche sicuro. La garanzia dell’attuazione di questo principio richiede l’impegno congiunto di istituzioni, imprese, lavoratori e parti sociali un’alleanza capace di superare le differenze per perseguire obiettivi condivisi, servono un’alleanza per la sicurezza sui luoghi di lavoro, sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori non sono ammesse scorciatoie“. A dirlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato alla seconda edizione degli stati generali sulla salute e sicurezza sul lavoro in corso alla Camera.
“Obiettivi – aggiunge – che devono guidare ogni scelta e ogni politica del lavoro. Auspico che da queste giornate emergano impegni concreti a questo scopo. Strategie di sviluppo e competitività del nostro paese non passano dall’allentamento delle tutele dei lavoratori“.
Il capo dello Stato aggiunge: “La seconda edizione degli stati generali sulla salute e sicurezza sul lavoro rappresenta l’occasione per riaffermare con rinnovata determinazione l’impegno a non arrendersi di fronte a incidenti e decessi sul lavoro. E una sequela quotidiana che ci richiama drammaticamente ogni giorno a quanto sia urgente intervenire. La tutela dei lavoratori costituisce la prima forma di giustizia nel lavoro parte integrante del diritto di ogni donna e uomo, svolgere un’attività, dignitosa e protetta, un lavoro non è vero se non è anche sicuro“.
C’erano stati già momenti di tensione durante la gara nel palazzetto di Rieti durante il match
Ucciso l’autista del pullman dei tifosi per una rissa tra ultrà. Colpito in pieno volto da un sasso. Alla fine della partita di A2 con Rieti il bus del tifosi del Pistoia è stato assaltato sulla superstrada Rieti-Terni, all’altezza di Contigliano, appena fuori Rieti, con un fitto lancio di sassi e mattoni.Uno ha colpito e ucciso l’autista. Probabilmente il secondo autista che affiancava l’uomo che stava guidando per tornare in Toscana. Una volta arrivati i soccorsi, si è tentato per più di un’ora di rianimare l’uomo. Tentativi che alla fine sono risultati vani, con l’uomo che è stato dichiarato morto.
Chi era sul mezzo dice: “Abbiamo sentito un forte boato, l’uomo alla guida è stato in grado di fermare il pullman nonostante uno dei sassi abbia colpito il vetro e frantumato il parabrezza proprio di fronte a lui”.
Il pullman era stato scortato all’uscita, poi le forze dell’ordine sono tornate indietro non appena il mezzo ha raggiunto la superstrada.
Nel palazzetto c’erano stati momenti di tensione: al PalaSojourner, nel corso della pausa tra secondo e terzo quarto ci sono stati disordini che avevano richiesto l’intervento di Polizia e Carabinieri, oltre che la sicurezza, per riportare la calma sugli spalti.
La nota del Pistoia – In una nota il club si dice sconcertato: “Il Pistoia Basket 2000 ha appreso con sgomento la notizia della morte di uno dei due autisti in servizio su un pullman che trasportava i tifosi biancorossi di ritorno dalla trasferta di Rieti. Alla luce delle prime notizie emerse, e in attesa dei riscontri ufficiali della magistratura, la Società si dichiara sconcertata per la dinamica che ha provocato l’incidente. Il presidente Joseph David e tutto il Club si stringono attorno alla famiglia dell’autista e partecipano al dolore dei suoi cari”.
Il sindaco Tomasi – Anche il sindaco della città Alessandro Tomasi è allibito: “Un atto criminale che ci lascia increduli, l’assalto a colpi di sassi contro il pullman dei tifosi del Pistoia Basket. Ci stringiamo intorno ai familiari dell’autista che è stato ucciso. Il nostro pensiero è per loro. Siamo in contatto con i pistoiesi che erano sul pullman e con le autorità che stanno svolgendo le indagini”.
I vigili del fuoco al lavoro per ore. Indagini in corso per chiarire le cause
Un vasto incendio è divampato nella notte all’interno di un autodemolitore in viale delle Industrie a Monza, coinvolgendo numerose automobili dismesse.
Le fiamme si sono propagate intorno alle 22.20 per cause ancora da accertare.Diverse esplosioni si sono susseguite per ore, mentre una densa colonna di fumo era visibile a chilometri di distanza. Al momento non risultano persone ferite o intossicate.
Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco del comando di Monza e Brianza, con due autopompe serbatoio, tre autobotti e un’autoscala. Le operazioni di spegnimento sono proseguite per tutta la notte.
Presenti anche polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e i tecnici dell’Arpa, impegnati nei rilievi per valutare l’impatto ambientale del rogo. Sono in corso accertamenti per stabilire le cause dell’incendio e verificare l’eventuale origine dolosa.
I giocatori della Liga si fermano in campo per protestare contro la decisione di spostare Villarreal-Barcellona a Miami. Un segnale che riguarda da vicino anche il calcio italiano.
I calciatori spagnoli hanno deciso di ribellarsi alla scelta della Liga di esportare il campionato oltre oceano. Il caso è esploso dopo l’annuncio che Villarreal-Barcellona del 21 dicembre si giocherà a Miami, in Florida. L’Associazione dei calciatori (AFE) ha risposto annunciando una protesta simbolica in tutte le gare della nona giornata: al fischio d’inizio, i giocatori resteranno immobili per alcuni secondi.
Il gesto è già stato messo in pratica nell’anticipo tra Real Oviedo ed Espanyol, con il calcio d’inizio ritardato di circa 20 secondi — un momento però deliberatamente oscurato dalle televisioni. La vicenda solleva un tema destinato ad arrivare anche in Italia, perché la Serie A ha deciso di disputare in Australia la sfida tra Milan e Como in programma a febbraio.
AFE: “Respingiamo in modo categorico un progetto che non ha l’approvazione dei veri protagonisti“ Questo il comunicato della AFE a sostegno dei calciatori della Liga:
L’Associazione dei Calciatori Spagnoli (AFE), con il sostegno dei capitani della Prima Divisione, annuncia che, durante tutte le partite corrispondenti alla nona giornata del Campionato Nazionale di Liga di Prima Divisione di Spagna, all’inizio di ogni incontro, i calciatori realizzeranno una protesta simbolica come forma di rivendicazione per la mancanza di trasparenza, dialogo e coerenza da parte della LALIGA in merito alla possibilità di disputare una partita del campionato negli Stati Uniti.Il sindacato ha deciso di escludere dall’iniziativa, pur condividendone la posizione di fondo e i punti critici, i calciatori di FC Barcelona e Villarreal CF, club promotori del progetto, per evitare che l’azione di protesta possa essere interpretata come una misura contro una squadra in particolare.Di fronte ai continui rifiuti e alle proposte irrealistiche della LALIGA, l’Associazione dei Calciatori Spagnoli respinge in modo categorico un progetto che non ha l’approvazione dei veri protagonisti del nostro sport e chiede alla Lega la creazione di un tavolo di negoziazione in cui siano condivise tutte le informazioni e analizzate le caratteristiche eccezionali del progetto, siano considerate le necessità e le preoccupazioni dei calciatori, e sia garantita la tutela dei loro diritti lavorativi e il rispetto della normativa vigente.
I giocatori restano immobili in campo, la protesta del calcio spagnolo contro la partita a Miami
Tutte le squadre della Liga protestano per la scelta di giocare Villarreal-Barcellona a Miami: i giocatori si fermano per 20 secondi, ma in tv si vede tutt’altro.
Tutta la Liga ha preso una posizione durissima dopo la decisione di disputareVillarreal-Barcellona a Miami il prossimo dicembre. La scelta non è piaciuta ai calciatori e neanche al loro sindacato, tanto che in tutte le partite che si giocheranno in questo weekend verrà ripetuta una protesta per far sentire la propria voce: i giocatori delle squadre in campo resteranno completamente immobili per i primi 20 secondi della gara.
È accaduto per la prima volta in Real Oviedo–Espanyol, la sfida che apre la giornata, e succederà anche in tutte le altre come annunciato nel pomeriggio dal sindacato spagnolo dei giocatori. L’iniziativa è sostenuta da tutti i capitani delle squadre che fanno parte del massimo campionato della Spagnaperché tutti si sono schierati contro lo slittamento dell’incontro a Miami.
📄 COMUNICADO | AFE ANUNCIA UNA ACCIÓN DE PROTESTA AL INICIO DE LOS PARTIDOS DE LA 9ª JORNADA DE LALIGA
La protesta delle squadre spagnole – La scelta è veramente forte e alla prima occasione utile le 20 squadre della Liga hanno deciso di esprimere il loro pensiero nel modo più chiaro possibile. I capitani si sono coalizzati e per questo in tutte le partite di questo turno andrà in scena un’iniziativa mai vista prima: i giocatori resteranno fermi dopo il fischio dell’arbitro per 15/20 secondi, per poi cominciare a giocare normalmente. Nessuno ha preso bene la scelta di disputare Villarrea-Barcellona a Miami il prossimo 20 dicembre e tutti i giocatori sono preoccupati. Non hanno appoggiato l’iniziativa e chiedono di incontrare i vertici della lega per discuterne.
La UEFA ha dato il via libera eccezionalmente per giocare la partita all’estero come successo anche per Milan-Como che verrà slittata invece in Australia all’inizio di febbraio, ma al contrario della Spagna in Italia non ci saranno iniziative di nessun tipo dato che squadre e giocatori sembrano aver accettato l’iniziativa.
LaLiga decide no mostrar los primeros 25 segundos del partido Oviedo – Espanyol con esta toma aérea continua. Se evita mostrar la protesta de los jugadores por el encuentro Villarreal – Barcelona de Miami. pic.twitter.com/59gxNoyJ9y
La risposta delle emittenti televisive – La protesta messa in atto nella gara d’apertura di questa giornata della Liga, e che verrà ripetuta sistematicamente per tutte le altre partite previste per questo weekend, ha fatto inalberare i vertici del campionato. Oltretutto è stata vista soltanto dal pubblico che era presente allo stadio perché quando i giocatori di Oviedo ed Espanyol sono rimasti fermi le telecamere hanno inquadrato lo stadio: in tutta risposta è partita una ripresa aerea dell’impianto che non ha dato spazio alla protesta, ma comunque tanti tifosi hanno condiviso sui social le immagini di ciò che stava accadendo.
Rapina al Louvre di Parigi: tutto in 7 minuti, rubati i gioielli di Napoleone. Panico fra i visitatori: «Correvano e battevano contro le porte di vetro»
Rapina al Louvre, oggi: tre persone incappucciate hanno rubato nove pezzi della collezione di gioielli di Napoleone
PARIGI – Rapina e panico questa mattina al Louvre, il museo più visitato del mondo, nel cuore di Parigi. Rubati nove pezzi della collezione di gioielli di Napoleone e dell’imperatrice. Non ci sono stati feriti, ma alcuni testimoni raccontano che la polizia correva vicino alla piramide e cercava di entrare nel Louvre dalle porte laterali in vetro, ma erano chiuse a chiave e impossibili da aprire. All’interno «tutti correvano e davano colpi sulle porte vetrate per uscire». Alla fine, polizia e gendarmi sono riusciti a riportare la calma, ma ormai i banditi erano fuggiti, a bordo di scooter T-Max Yamaha in direzione dell’autostrada A6 verso Lione.
Secondo la prima ricostruzione fornita dalla radio Europe 1, tra le 9 e 30 e le 9 e 40 i banditi con il volto coperto hanno dato l’assalto al museo dal lato della Senna, dove sono in corso dei lavori. Hanno messo un montacarichi accanto a una sala della galleria di Apollo dove sono conservati gioielli, poi hanno aperto le finestre usando delle motoseghe e due uomini sono entrati, mentre un terzo è rimasto appostato fuori.
I ladri hanno rubato collana, spilla, diadema e altri gioielli di Napoleone, esposti nelle vetrine dedicate ai sovrani francesi. Secondo una fonte interna al Louvre citata dal Parisien, il famoso Régent, il diamante più grande della collezione con un peso di oltre 140 carati, non è stato sottratto. Il danno è ancora da valutare, e si teme che i gioielli vengano immediatamente smontati e che l’oro venga fuso, come era successo un mese fa con le pepite d’oro rubate al museo di Storia naturale.
La ministra della Cultura, Rachida Dati, è andata immediatamente sul posto. Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, parla di una «rapina importante, sono stati rubati gioielli di inestimabile valore nel corso di un’operazione durata sette minuti». Secondo il ministro, appena nominato nel governo Lecornu dopo anni come prefetto di polizia di Parigi, si tratta «evidentemente di una banda che aveva fatto dei sopralluoghi».
Uno dei gioielli rubati sarebbe stato ritrovato all’esterno del museo. Si tratterebbe dalla corona dell’imperatrice Eugenia, che è stata gravemente danneggiata. Il ministro dell’Interno riconosce che esiste una «grande vulnerabilità nei musei francesi». «Stiamo facendo tutto il possibile per trovare i responsabili il più rapidamente possibile e sono fiducioso che ci riusciremo, usando i video di sorveglianza e incrociando i dati con casi simili, cercando di restringere le maglie della rete». Il museo resterà chiuso per tutta la giornata.
domenica 19 ottobre 2025
Rapina in pieno giorno al Louvre: rubati 9 pezzi dalla collezione di gioielli di Napoleone
Irapinatori avrebbero agito in orario di apertura, dopo l’arrivo dei primi visitatori, per poi fuggire in scooter. La ministra della Cultura sul posto insieme alla polizia
Il museo parigino del Louvre è stato rapinato nella mattinata di oggi, domenica 19 ottobre. Lo ha confermato con un post su X la ministra della Cultura francese, Rachida Dati: “Questa mattina si è verificata una rapina all’apertura al museo del Louvre. Non si sono registrati feriti. Io sono presente sul posto insieme al personale del museo e alla polizia. Le indagini sono in corso“.
Un braquage a eu lieu ce matin à l’ouverture du @MuseeLouvre. Pas de blessés à déplorer. Je suis sur place aux cotés des équipes du musée et de la police. Constatations en cours.
Sottratti i gioielli di Napoleone: “Rapinatori fuggiti in scooter” – Il complesso resterà chiuso per l’intera giornata di domenica “per motivi eccezionali“, ha comunicato il museo. Secondo il quotidiano francese Le Figaro, i rapinatori avrebbero agito tra le 9:30 e le 9:40, dopo l’arrivo dei primi visitatori.
⚠️🇫🇷 Le musée du Louvre restera fermé aujourd'hui pour raisons exceptionnelles. ∴ ⚠️🌍 The Musée du Louvre will remain closed today for exceptional reasons. pic.twitter.com/bFY1hRaW5k
Le Parisienscrive che i rapinatori avrebbero sottratto 9 pezzi dalla collezione di gioielli di Napoleone e dell’imperatrice, tra cui una collana, una spilla e un diadema, per un valore complessivo ancora da valutare.
Non risulterebbe rubato il famoso diamante Regent, il più grande della collezione con un peso di oltre 140 carati.
I malviventi, tre uomini incappucciati, secondo il quotidiano francese sarebbero riusciti a raggiungere la sala della Galleria di Apollo – dove sono custoditi i gioielli – prendendo un montacarichi all’interno del museo. Dopodiché sarebbero fuggiti a bordo di uno scooter TMax in direzione dell’autostrada A6.
“La polizia stava correndo vicino alla piramide e stava cercando di entrare nel Louvre attraverso le porte laterali di vetro, ma erano chiuse a chiave e impossibili da aprire“, racconta un testimone al quotidiano. “All’interno, tutti correvano e bussavano alle porte a vetri per uscire“.