A fuoco un condizionatore al terzo piano. Sul posto sono intervenuti i pompieri, che stanno operando per la messa in sicurezza dei locali e per la completa verifica dell’area interessata
Il fumo che esce dalla sede della Rai
Paura stamattina nella sede Rai di viale Strasburgo il personale è stato evacuato a causa di un principio di incendio, le cui cause sono ancora in corso di accertamento. “Sul posto – riferisce una nota Rai – sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, che stanno operando per la messa in sicurezza dei locali e per la completa verifica dell’area interessata”.
Secondo le prime informazioni avrebbe preso preso fuoco un condizionatore al terzo piano, dove ci sono la direzione di sede, gli uffici amministrativi e la stanza del vicedirettore. L’incendio è stato spento ma si è allagata una parte del piano.
“Il Giornale Radio – si legge nella nota – sarà con ogni probabilità trasmesso dalla sede distaccata di Catania, mentre si sta lavorando per garantire comunque la regolare messa in onda dell’edizione del Telegiornale delle ore 14. La situazione è in evoluzione e ulteriori aggiornamenti verranno forniti non appena disponibili“.
Cittadini invitati a tenere finestre chiuse e non sostare all’aperto
Mantova, 12 giu. (askanews) – A Mantova una alta e densa colonna di fumo nero oscura il cielo visibile a grande distanza, dopo l’incendio divampato nella azienda Versalis, centro di ricerca specializzato nello sviluppo di tecnologie per il riciclo chimico e meccanico delle plastiche a fine vita.
Sul posto sono intervenuti dalla mattinata i vigili del fuoco, con squadre del Comando di Mantova e rinforzi provenienti dai comandi di Brescia, Milano, Verona e Modena. Il sindaco di Mantova, Andrea Murari ha emesso una ordinanza che invita i cittadini a tenere le finestre chiuse e non sostare all’aperto.
Versalis ha spiegato che “l’incendio che si è sviluppato questa mattina nello stabilimento di Mantova interessa esclusivamente il magazzino solidi dei polimeri stirenici. Nessuna persona è coinvolta e non sono interessati impianti. Sono state immediatamente attivate tutte le procedure di emergenza previste con tempestiva informativa agli enti. I Vigili del Fuoco del Comando provinciale sono al lavoro, al momento non sono note le cause dell’evento ma verranno effettuati tutti gli accertamenti necessari per indentificarne le origini”.
Mantova, incendio in azienda chimica: densa colonna di fumo nero – Il Messaggero
Le fiamme hanno subito aggredito la struttura e si alzavano alte sopra il tetto, visibili anche dai treni in transito sulla linea Adriatica
Una colonna di fumo nero visibile da chilometri di distanza. Questa mattina, poco prima delle 10, un grosso incendio è divampato in un capannone di via dell’Industria, nella zona industriale di Camerano (Ancona). L’azienda coinvolta è specializzata nella lavorazione di stampi e nello stoccaggio di materiale plastico. Questo tipo di materiale brucia facilmente e sprigiona un fumo denso.
Sgomenta la figlia del titolare Elisabetta Girolomini: «È successo tutto in 3 minuti, dalla prima fiammella che abbiamo visto. Dentro c’era solo il magazziniere, che si è accorto delle fiamme», le sue parole, scrive il Corriere Adriatico. Una persona è stata colta da malore e trasportata in ospedale.
Fumo nero visibile in città – Le fiamme hanno subito aggredito la struttura e si alzavano alte sopra il tetto, visibili anche dai treni in transito sulla linea Adriatica. I passeggeri hanno segnalato la nube, nera e compatta, che copriva tutta l’area. L’allarme è partito da residenti e lavoratori delle attività vicine. In pochi minuti la zona si è svuotata: dipendenti e titolari di negozi e capannoni hanno lasciato gli stabili per mettersi al sicuro.
La preoccupazione era alta, perché il vento spingeva il fumo verso le altre aziende.
Sul posto sono arrivati subito i vigili del fuoco. Da Ancona, Osimo e Jesi: sette mezzi in azione per spegnere le fiamme e creare un cordone di sicurezza. L’obiettivo è bloccare il rogo e impedire che si propaghi alle attività confinanti. I pompieri lavorano con idranti e schiuma, mentre dall’alto il fumo continua a salire. Le indicazioni per chi abita e lavora nella zona è di tenere le finestre chiuse per evitare di respirare i fumi.
Fino alle 10 di oggi il 118 non era stato attivato e non risultano feriti. Ma la situazione resta delicata, la portata dell’incendio è importante e ci vorranno ore per domarlo del tutto. Si tratta del secondo rogo in una settimana nell’Anconetano: domenica scorsa un altro vasto incendio rogo ha distrutto la Cotteria Magrì alla Baraccola di Ancona, a pochi chilometri dal capannone che è andato in fiamme oggi.
A destare particolare preoccupazione è il fumo che si è levato nell’area: lo stabilimento si occupa infatti dello smaltimento di materiale plastico
Paura a Vicopisano(Pisa), dove è scoppiato un vastoincendionello stabilimento di stoccaggio e trattamento rifiuti Delca Energy in via Masaccio, nella zona di Lugnano-Noce. L’allarme è scattato poco dopo le 9 del mattino, riporta La Nazione.
Presenti sul posto due squadre dei vigili del fuoco con quattro automezzi antincendio e due autobotti-pompa, mentre sono in arrivo rinforzi dai comandi diLucca, Pistoia e Livorno. A destare particolare preoccupazione è il fumo che si è levato nell’area: lo stabilimento si occupa infatti dello smaltimento di materiale plastico. Lo spettacolo della colonna nera che si leva nell’aria, visibile da chilometri, è impressionante. Dei 30-40 dipendenti dell’azienda, solo alcuni stavano lavorando al momento dell’allarme.
Cos’è successo – A bruciare centinaia di balle di plastica (quelle della raccolta differenziata domestica): sono state evacuate anche strutture produttive adiacenti.
Il Coc-Centro operativo comunale (struttura di protezione civile) è stata subito attivata, il Comune di Vicopisano ha interpellato Arpat (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) e Asl e ha lanciato un appello: «In attesa di ulteriori aggiornamenti», raccomanda il Coc, «raccomandiamo di non intralciare le operazioni dei mezzi di soccorso e il loro transito e di lasciare il più possibile le strade libere.
A scopo precauzionale raccomandiamo, inoltre, di chiudere le finestre nella zona circostante alla Delca e nell’area verso la quale, ad ora, si muove la colonna di fumo, in direzione Pisa, di limitare le attività all’aperto ed è vivamente consigliato, al contempo, lo spegnimento di condizionatori/impianti di ventilazione che utilizzano aria proveniente dall’esterno. L’Arpat farà delle campionature a terra per verificare eventuale inquinamento del terreno e delle acque».
Le fiamme hanno avvolto un capannone industriale situato in via Masaccio: in azione i vigili del fuoco con squadre anche da altre province
L’incendio di un’azienda di materiale plastico a Vicopisano (foto vigili del fuoco)
VICOPISANO – Un vasto e preoccupante incendio è divampato nella prima mattinata di oggi (8 giugno) nel territorio comunale di Vicopisano, mobilitando in massa i soccorritori. L’allarme è scattato intorno alle 9,30 quando le fiamme hanno avvolto un capannone industriale situato in via Masaccio, di proprietà di un’azienda specializzata nella lavorazione di materiale plastico.
La densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza a causa della combustione delle materie plastiche, ha fatto scattare immediatamente la massima procedura d’emergenza. Sul posto sono fiondate le squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Pisa, attualmente impegnate in prima linea nelle difficili operazioni di contenimento e spegnimento del rogo. Nel teatro dell’evento operano due squadre operative supportate da quattro automezzi antincendio e due autobottibombe per garantire il costante rifornimento idrico.
Data la tipologia del materiale andato a fuoco e la potenziale rapidità di propagazione del rogo all’intera struttura, la sala operativa ha disposto il massiccio invio di rinforzi. Sono infatti in corso di arrivouomini e mezzi dei vigili del fuoco provenienti dai Comandi limitrofi di Lucca, Pistoia e Livorno per supportare i colleghi pisani. Le operazioni si preannunciano lunghe e delicate, anche per la necessità di mettere in sicurezza l’intera area industriale.
Nelle prossime ore seguiranno aggiornamenti sulla situazione e sulle eventuali ripercussioni ambientali.
Per precauzione sono stati intanto evacuati i dipendenti delle aziende vicino al rogo nell’area industriale, tra Vicopisano e Cascina, e un istituto scolastico.
Tutte le squadre del comando provinciale dei vigili del fuoco sono impegnate nelle operazioni di spegnimento
Cagliari – Numerosi incendi di sterpaglie e vegetazione alimentati dal forte maestrale: impegnate su diversi fronti tutte le squadre dei Vigili del fuoco del comando provinciale.
Dalle ore 14 di oggi 3 giugno si è registrato un notevole incremento delle richieste di soccorso per incendi di vegetazione nel territorio di competenza del Comando di Cagliari. Alle ore 16 richieste pervenute erano già 15.
Le squadre sono intervenute nei territori di Narcao, Villasimius, Quartu Sant’Elena (con quattro distinti interventi),Assemini, Torre degli Ulivi, Carbonia, Barumini, Uta, Elmas, Monserrato, Sestu e in due diverse aree della città di Cagliari. Gli operatori stanno lavorando in condizioni particolarmente difficili a causa del forte maestrale. Sul posto sono stati impiegati mezzi APS (Autopompa Serbatoio), veicoli fuoristrada dotati di modulo antincendio e autobotti. Le operazioni sono coordinate dal funzionario di guardia, che si sta spostando sugli scenari più complessi, dove maggiore è il rischio di coinvolgimento di persone e strutture.
Tra gli interventi più rilevanti si segnala quello nel territorio di Sestu, nei pressi della SP2, dove le squadre intervenute sono riuscite a impedire che le fiamme coinvolgessero diverse aziende minacciate dall’incendio.
A Elmas si è reso necessario l’allontanamento precauzionale delle persone presenti all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario “Duca degli Abruzzi”, a causa dell’intenso fumo che aveva invaso l’edificio. La struttura non è stata interessata dalle fiamme.
A Capitana le squadre dei Vigili del Fuoco hanno evitato il coinvolgimento di alcune abitazioni private. Nel corso dell’intervento è stata soccorsa una donna che, nel tentativo di proteggere la sua proprietà, aveva inalato del fumo. La stessa è stata affidata alle cure del personale sanitario.
Attualmente continuano a pervenire alla Sala Operativa del Comando dei Vigili del Fuoco di viale Marconi richieste di intervento per incendi di vegetazione, che si aggiungono alle ordinarie attività di soccorso.
L’intenso fumo sprigionato dagli incendi ha avuto ripercussioni anche sulla viabilità. È stata infatti disposta la chiusura della strada statale 130 (ora riaperta) nel tratto compreso tra Cagliari, Elmas e Assemini. Problemi anche sulla statale 554, in prossimità dell’innesto con la statale 131, nel territorio di Sestu.
In diversi interventi hanno collaborato anche squadre di volontariato inviate dalla Protezione Civile Regionale e personale del Corpo forestale.
Il rogo divampato da un deposito di carta della storica azienda Green4 che si occupa di riciclo della carta di qualità a Piano di Gioviano nel comune di Borgo a Mozzano. Colonna di fumo visibile a chilometri di distanza
Un incendio improvviso e devastante che ha generato una colonna di fumo nero visibile a molti chilo0metri di distanza. E’ il rogo scoppiato a Piano di Gioviano, nel comune di Borgo a Mozzano, alla Green 4, azienda specializzata nel recupero di materie prime.
Secondo una prima ricostruzione le fiamme sono prima divampate sul piazzale dove si trovavano delle presse di carta da macero. Lì vicino erano in corso delle lavorazioni ma non è chiaro se abbiano avuto a che fare con l’inizio del rogo.
Di certo le fiamme si sono poi propagate alla copertura del capannone dell’azienda, in parte realizzata con il legno
Le fiamme sono quindi divampate in modo furioso, avvolgendo l’intero stabilimento provocando una gigantesca colonna di fumo che si è propagata lungi la Mediavalle.
La preoccupazione è stata subita quella di contenere il rogo e sul posto, una volta lanciato l’allarme, sono arrivati in forze i Vigili del Fuoco da Lucca, Castelnuovo e Pistoia, con il supporto di 3 autobotti.
Le fiamme hanno sviluppato un calore fortissimo, rendendo particolarmente difficoltosa l’opera dei contenimento dei Vigili. Un pompiere è anche dovuto ricorrere all’assistenza medica per un principio di intossicazione da fumo.
Sul posto anche i carabinieri.
Il Comuni di Borgo a Mozzano hanno emesso un’ordinanza di divieto di uscire di casa o aprire le finestre nel raggio di 500 metri dal rogo.
Un rogo ha distrutto la base operativa della squadra veneta a Porto Viro, a pochi giorni dal round di Imola. Le moto si sono salvate, ma ricambi, materiali e attrezzature sono andati in cenere
Un incendio devastante ha colpito nella notte di sabato il Team Grandi Corse, una delle realtà storiche del Campionato Italiano Velocità. Le fiamme hanno distrutto completamente la base operativa della squadra a Porto Viro, in provincia di Rovigo, cancellando in poche ore il frutto di vent’anni di sacrifici, passione e lavoro nel motorsport tricolore. A meno di una settimana dal terzo round stagionale del CIV Superbike previsto a Imola, il futuro della compagine veneta è avvolto nell’incertezza: i danni, ancora da quantificare con precisione, ammonterebbero a decine di migliaia di euro.
Il rogo, le cui cause sono ancora al vaglio delle autorità competenti, si è propagato anche ad alcuneabitazioni limitrofe, scatenando momenti di panico tra i residenti della zona. I Vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area. Una persona è rimasta ferita nell’incendio, ma le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni.
Stando alle informazioni reperibili, c’è almeno una notizia parzialmente positiva in mezzo al disastro: le Ducati Panigale V4 con cui il team schiera nella stagione in corso Gianluca Sconza, Matteo Morri e Alberto Butti sono uscite indenni dall’inferno di fuoco. Non si può dire lo stesso di tutto il resto. Ricambi, materiali, strumentazione tecnica e cimeli accumulati in quasi vent’anni di attività agonistica sono andati completamente perduti. Un colpo durissimo sul piano operativo, che mette seriamente a rischio la partecipazione del Team Grandi Corse ai restanti appuntamenti del CIV Superbike 2026, a partire dal round imolese ormai imminente.
Distrutti due veicoli e parte della copertura con impianto fotovoltaico. Indagano i carabinieri
ANSA
È tutt’ora delimitata dal nastro posizionato dai vigili del fuoco l’area incendiata nella notte tra sabato e domenica nella zona industriale di Castelfranco Veneto. Le fiamme si sono sviluppate poco prima delle due in un edificio di proprietà comunale, sede della Cooperativa agricola produttori Castellana.
L’incendio, secondo i primi accertramenti, sarebbe di origine dolosa, perché le telecamere avrebbero rilevato la presenza di una persona che avrebbe acceso il fuoco. Due i veicoli bruciati. Danneggiata in parte anche la copertura con l’impianto fotovoltaico, mentre il fumo ha reso inagibile il punto vendita alimentare.
Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area sono proseguite fino al mattino. Sul posto sono intervenuti 10 mezzi dei vigili del fuoco, provenienti da Castelfranco, Asolo, Montebelluna, Treviso e Cittadella. Grazie al rapido intervento, l’incendio è stato circoscritto, consentendo di mettere in salvo il supermercato e una parte dell’impianto fotovoltaico installato sul tetto. Sull’episodio indagano i carabinieri.
Un vasto incendio è divampato in un magazzino esterno all’azienda ‘Vitalfarco Hair Cosmetics’ a Corsico, nel Milanese.
Non si registrano persone coinvolte. Sul posto, in via Canova, sono giunte sette squadre dei Vigili del Fuoco di Milano e il nucleo specializzato Nbcr in quanto la reazione all’acqua di prodotti cosmetici contenenti ammoniaca aveva provocato alcune micro esplosioni.
Ma non si sono create situazioni di particolare allarme. L’incendio è stato domato dai soccorritori e da poco sono cominciate le operazioni di bonifica dell’area. Non risultano persone coinvolte complice il fatto che la zona industriale è chiusa per la giornata festiva.
Indagini sulle cause del rogo: potrebbe essere accidentale. La solidarietà del sindaco e della Cciaa ai fratelli Borelli
Un devastante incendio ha distrutto a Sersale il “Salumificio Rosa”, storico stabilimento di proprietà della famiglia Borelli, nota per il marchio Orocarni con il quale hanno diversi punti vendita in provincia. Le fiamme si sono propagate intorno alle 21 di venerdì sera, distruggendo la struttura.
I soccorsi e le prime ipotesi sulle cause – Sul posto i Vigili del fuoco, che hanno domato il rogo, e i carabinieri della Compagnia di Sellia Marina per gli accertamenti del caso. A una prima verifica sembrerebbe che l’incendio abbia avuto origine accidentale, innescato forse da un corto circuito. Ma saranno le indagini a definire le cause.
La solidarietà delle istituzioni locali – Tanti gli attestati di solidarietà ai fratelli Borelli, a partire dal sindaco Carmine Capellupo. «Il sindaco e tutta l’amministrazione comunale – si legge nella nota – esprimono profonda vicinanza e sincera solidarietà ai fratelli Borelli e a tutta la famiglia del Salumificio Rosa (Orocarni). Un’azienda costruita negli anni con sacrificio, passione, lavoro e straordinario spirito imprenditoriale, capace di far conoscere il nome di Sersale ben oltre i confini della nostra comunità. In momenti come questi, l’intero paese si stringe attorno a chi ogni giorno rappresenta con orgoglio il valore del lavoro».
Il messaggio della Camera di Commercio – Vicinanza anche da parte del presidente della Camera di Commercio di Catanzaro Crotone Vibo Valentia, Pietro Alfredo Falbo. «In attesa che le autorità competenti – scrive – accertino con chiarezza le cause dell’accaduto, desidero, a nome dell’ente camerale e dell’intero sistema imprenditoriale territoriale, far sentire la più sincera vicinanza alla famiglia Borelli e a tutta la compagine aziendale colpite da questo drammatico evento che, al contempo, ha scosso anche tutta la comunità, consapevole dell’impegno, della passione e del grande lavoro di qualità che l’azienda incarna ed esprime».
Settimo Milanese, fiamme nella notte: distrutto un capannone di autodemolizioni. Vigili del fuoco al lavoro per ore
L’incendio
Un incendio di grandi dimensioni è scoppiato nella notte, intorno alle 2, all’interno dello stabilimento della società Autodemolizioni e Adige srl a Settimo Milanese (Milano). Le fiamme hanno avvolto e distrutto numerosi veicoli che si trovavano all’interno di un capannone in attesa di essere demoliti. I vigili del fuoco hanno lavorato fino alle 6.30 di domenica mattina per contenere il rogo, che si è sviluppato sia dentro che fuori dalla struttura. Non ci sono feriti o persone coinvolte.
L’intervento nella notte – L’allarme è scattato in via Keplero. Le squadre sono arrivate sul posto con diversi mezzi e hanno dovuto operare in uno scenario definito complesso dai soccorritori. Il fuoco si è propagato rapidamente a causa della presenza dei veicoli parcheggiati, creando focolai distinti sia nelle aree interne del capannone sia nei piazzali esterni della ditta di autodemolizioni.
Le operazioni di bonifica – I vigili del fuoco hanno lavorato incessantemente per oltre quattro ore prima di riuscire a mettere sotto controllo le fiamme. Domenica mattina sul posto erano ancora presenti circa dieci automezzi dei pompieri, impegnati nelle delicate operazioni di bonifica dei materiali bruciati e nella verifica della stabilità strutturale del capannone, che ha subìto pesanti danni a causa delle alte temperature.
Nessun ferito nello stabilimento – Al momento dello scoppio dell’incendio l’azienda era chiusa e non c’era personale all’interno dei locali o nei piazzali. Per questo motivo non si registrerebbero intossicati o persone coinvolte nel rogo. I soccorritori hanno confermato che nessuno ha avuto bisogno di cure mediche.
Le indagini sulle cause – Sul luogo del disastro sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti insieme ai tecnici dei vigili del fuoco. Stabilire l’origine del rogo è al momento difficile: i rilievi per determinare le cause esatte dell’incendio potranno iniziare solo quando i soccorritori avranno terminato tutte le attività di spegnimento definitivo e di messa in sicurezza dell’intera area aziendale.
Indagini sulle cause del rogo: potrebbe essere accidentale. La solidarietà del sindaco e della Cciaa ai fratelli Borelli
Un devastante incendio ha distrutto a Sersale il “Salumificio Rosa”, storico stabilimento di proprietà della famiglia Borelli, nota per il marchio Orocarni con il quale hanno diversi punti vendita in provincia. Le fiamme si sono propagate intorno alle 21 di venerdì sera, distruggendo la struttura.
I soccorsi e le prime ipotesi sulle cause – Sul posto i Vigili del fuoco, che hanno domato il rogo, e i carabinieri della Compagnia di Sellia Marina per gli accertamenti del caso. A una prima verifica sembrerebbe che l’incendio abbia avuto origine accidentale, innescato forse da un corto circuito. Ma saranno le indagini a definire le cause.
La solidarietà delle istituzioni locali – Tanti gli attestati di solidarietà ai fratelli Borelli, a partire dal sindaco Carmine Capellupo. «Il sindaco e tutta l’amministrazione comunale – si legge nella nota – esprimono profonda vicinanza e sincera solidarietà ai fratelli Borelli e a tutta la famiglia del Salumificio Rosa (Orocarni). Un’azienda costruita negli anni con sacrificio, passione, lavoro e straordinario spirito imprenditoriale, capace di far conoscere il nome di Sersale ben oltre i confini della nostra comunità. In momenti come questi, l’intero paese si stringe attorno a chi ogni giorno rappresenta con orgoglio il valore del lavoro».
Il messaggio della Camera di Commercio – Vicinanza anche da parte del presidente della Camera di Commercio di Catanzaro Crotone Vibo Valentia, Pietro Alfredo Falbo. «In attesa che le autorità competenti – scrive – accertino con chiarezza le cause dell’accaduto, desidero, a nome dell’ente camerale e dell’intero sistema imprenditoriale territoriale, far sentire la più sincera vicinanza alla famiglia Borelli e a tutta la compagine aziendale colpite da questo drammatico evento che, al contempo, ha scosso anche tutta la comunità, consapevole dell’impegno, della passione e del grande lavoro di qualità che l’azienda incarna ed esprime».
Prevalle, incendio in una ditta specializzata: area bonificata e messa in sicurezza
L’incendio nella notte in un’azienda specializzata nel recupero e smaltimento di rifiuti metallici
PREVALLE (Brescia) – Notte di paura a Prevalle, dove una azienda specializzata nel trattamento e smaltimento dei rifiuti, specie di quelli ferrosi, è stata danneggiata da un violentissimo incendio. Fortunatamente, nonostante la gravità del rogo, non si registrano feriti o intossicati. L’allarme è scattato intorno alla mezzanotte nel piazzale antistante il capannone dove vengono lavorati i rottami. Per domare l’incendio, spento dopo molte ore, è stato necessario un imponente dispiegamento di forze, con l’intervento in sinergia di diversi distaccamenti della provincia.
Sul posto hanno operato incessantemente ben 31 Vigili del fuoco provenienti dalla sede centrale e dai distaccamenti di Salò, Chiari, Desenzano del Garda, Orzinuovi e Cunettone. Massiccio l’impiego di mezzi strategici per contenere il fronte del fuoco tra cui 4 Autopompe serbatoio e 5 Autobotti pompa, una 1 Botte volumetrica straordinaria dalla capacità di circa 28mila litri d’acqua, un’ autoscala e un carro aria, quest’ultimo fondamentale per il ricambio delle bombole d’ossigeno degli operatori. Cruciale si è rivelato il supporto dei tecnici di A2A, che hanno garantito il continuo e massiccio approvvigionamento idrico necessario per rifornire le autobotti e mantenere costante la pressione dei getti d’acqua. Hanno lavorato anche i tecnici di Arpa Lombardia.
Per il monitoraggio della qualità dell’aria, sentito anche il servizio meteo di Arpa Lombardia riguardo alle previsioni dei movimenti d’aria, è stato posizionato un campionatore ad alto volume all’interno della Polisportiva di Prevalle in via Zanardelli 9, situata a sud-ovest della zona dell’incendio. I risultati saranno comunicati a breve. È stata effettuata anche la verifica delle acque di spegnimento, confluite in vasche di raccolta prima pioggia, che saranno smaltite come rifiuto.
Sul luogo sono arrivati anche i carabinieri, che hanno effettuato i primi rilievi di rito e avviato gli accertamenti per stabilire con esattezza le cause che hanno fatto originare il rogo. Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza della zona sono proseguite per tutta la giornata.
Lo stesso stabilimento aveva preso fuoco un mese fa circa. Il rogo nella stessa strada in cui fu uccisa Giula Cecchettin nel novembre 2023
Incendio nei pressi di una fabbrica di smaltimento di componenti elettronici
FOSSO’ – Incendio nei pressi di una fabbrica di smaltimento di componenti elettronici, la Haiki electrics, nella zona industriale di Fossò, nel pomeriggio di oggi domenica 17 maggio. Il fuoco è partito con ogni probabilità da alcuni cassoni adibiti allo stoccaggio di rifiuti elettronici. Sul posto di Vigili del Fuoco che hanno operato fino alle 19 per spegnere il rogo e mettere in sicurezza l’area. Il vicesindaco ha chiesto alla popolazione di tener chiuse porte e finestre, in via precauzionale. Non si registrano feriti.Alte colonne di fumo nero prodotte da plastiche e batterie incendiate sono visibili nel raggio di molti chilometri. Numerose le chiamate e le segnalazioni. Lo stesso stabilimento aveva preso fuoco circa un mese fa. L’incendio, per altro, si è sviluppato nella stessa strada in cui fu uccisaGiulia Cecchettin nel novembre del 2023.
La struttura, in costruzione, era vuota: “L’esplosione è stata molto forte, ma i Vigili del Fuoco hanno spento l’incendio”, precisa il sindaco della cittadina. Non ci sono né morti né feriti
Una foto della nube che si è alzata dopo l’incendio a Sant’Agata Bolognese – Pagina Facebook Filctem-Cgil Bologna
Fortissima esplosione in una struttura in costruzione della Si.ste.m di Sant’Agata Bolognese (Bologna), storica azienda che fa parte del gruppo Desa (noto per marchi come Chanteclair, Spuma di Sciampagna, Quasar e Sauber, ndr). Dopo il boato, percepito da diversi cittadini, una nube nera molto alta ed estesa si è alzata dallo stabile. “L’esplosione è stata molto forte, ma i Vigili del Fuoco hanno spento l’incendio. Ho parlato sia con l’ingegnere che con il capo cantiere e confermano che non ci sono né morti né feriti“, ha detto all’AGI il sindaco di Sant’Agata bolognese. “Gli operai avevano finito il loro turno mezz’ora prima dell’esplosione“, ha riferito ancora.
Il sindaco: “Nube non dovrebbe essere tossica” – Il primo cittandino ha poi avvertito che “la nube di fumo sta arrivando nel centro abitato: occorre chiudere le finestre, ma non dovrebbe essere tossica. L’esplosione ha bruciato il tetto che, molto probabilmente, era di polistirolo e catrame, per questo il fumo è nero“. Per quanto riguarda le possibili cause dell’esplosione, una delle ipotesi, a quanto si apprende, è che, dopo aver usato la fiamma ossidrica per scaldare il catrame, qualcuno possa essere andato via prima che si raffreddasse l’apparecchio, lasciandolo ancora caldo e quindi che lo stabile abbia preso fuoco. Ma serviranno ulteriori verifiche per appurare quanto accaduto.
Fumo e principio di fiamme in un’area non aperta al pubblico. L’operatività dello scalo è sempre rimasta regolare: attivate le procedure di ventilazione
Il rogo si è sviluppato in una zona non aperta al pubblico
Momento di paura, nella tarda mattinata di oggi, allo scalo di Malpensa. I vigili del fuoco sono intervenuti infatti, verso le ore 13, al Terminal 1 dell’aeroporto di Milano per un principio di incendio.Non si sono registrati feriti e intossicati, nonostante l’iniziale paura.
Le squadre dei distaccamenti di Busto Arsizio e Somma Lombardo, con il supporto di due partenze operative interne allo scalo, hanno spento il focolaio causato dal cortocircuito di una centralina telefonica in un tunnel di servizio utilizzato per l’accesso dei fornitori.
L’intervento dei vigili del fuoco – Il fuoco è stato domato in breve tempo, evitando così che questo si propagasse e causasse maggiori danni, compromettendo in qualche modo la struttura.
Successivamente i vigili del fuoco i vigili del fuoco hanno avviato le operazioni di ventilazioneoltre che quelle di messa in sicurezza. La suddetta area quindi non era aperta al pubblico. Anche per questo fortunatamente non si sono registrati feriti e non ci sono state ripercussioni per l’operatività dello scalo che è sempre stata regolare.
La decisione nella notte quando le fiamme sono state spinte a valle dal vento: 3500 persone in cerca di una sistemazione
Notte di paura e mobilitazione senza precedenti sui Monti Pisani, dove l’incendio divampato tre giorni fa tra Lucca e Pisa ha assunto proporzioni drammatiche. Le fiamme, dopo aver scollinato il monte Faeta, sono scese rapidamente verso l’abitato di Asciano, spinte daforti raffiche di vento che hanno reso vana, nelle ultime ore, la barriera protettiva dei soccorsi.
Il bilancio ambientale è pesantissimo: sono già 400 gli ettari di bosco andati in fumo. Ma è l’emergenza civile a segnare il punto di massima criticità. Nel cuore della notte, il sindaco di San Giuliano Matteo Cecchelli ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente disponendo l’evacuazione totale della frazione di Asciano fino alla strada provinciale 30 Lungomonte. Una misura che coinvolge circa3500 persone, invitate a trovare sistemazioni autonome presso parenti o amici o, in alternativa, a rivolgersi alle strutture allestite dal Comune.
La macchina dei soccorsi è imponente. Sul versante di Asciano operano 48 vigili del fuoco con 19 mezzi, supportati da squadre dell’Esercito, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato per gestire l’esodo della popolazione. Dalle prime luci dell’alba sono ripresi i lanci dall’alto con un elicottero regionale e tre Canadair giunti da Ciampino e Genova.
Per l’accoglienza sono stati attivati due poli strategici: la palestra di Ghezzano, dove sono già ospitate un centinaio di persone, e la palestra della scuola Verdigi di Pappiana, attrezzata specificamente per i soggetti fragili con assistenza medica dedicata.
Il Centro operativo comunale (Coc) resta attivo h24 al numero 050.819299 per gestire le segnalazioni di persone non autosufficienti e coordinare gli spostamenti in sicurezza. L’invito categorico alla cittadinanza resta quello di limitare l’uso dei mezzi privati per non intralciare il transito dei veicoli di emergenza.
Incendio sul monte Faeta, le fiamme minacciano le abitazioni: famiglie evacuate(Fotoservizio Andrea Vignali / Del Punta)
Sessanta Vigili del fuoco al lavoro tutta la notte per spegnere le fiamme. Arpa monitora l’aria
Vigili del fuoco al lavoro
Dalle 21 di lunedì sera il i Vigili del fuoco di Milano sono impegnati a fronteggiare un incendio che ha coinvolto l’azienda RIAM di smaltimento di rifiuti a Bollate. Le fiamme non hanno coinvolto il capannone di proprietà dell’azienda, limitandosi al materiale accumulato all’esterno in attesa di lavorazione.
Per tutta la notte 60 Vigili del fuoco si sono avvicendati riuscendo a circoscrivere le fiamme e a provvedere alla bonifica dell’area. Nessuna persona risulta coinvolta.
Sul posto anche personale dell’Arpa che sta provvedendo a un monitoraggio dell’aria attraverso il posizionamento di alcune centraline. In particoalre sono state condotte misure speditive con strumentazione portatile attorno all’area oggetto dell’incendio; non sono stati rilevati valori critici per i parametri ricercati. Presenti gli inquinanti tipici della combustione le cui concentrazioni non sono critiche, perché si disperdono in forma gassosa in atmosfera.
Per la durata delle operazioni di spegnimento, superiore alle 6 ore, spiega in una nota l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, è stato installato un campionatore ad alto volume, posizionato presso un edificio scolastico situato nelle vicinanze dell’area interessata, per rilevare e analizzare eventuali contaminanti aerodispersi. Sul posto sono intervenuti il gruppo base e il gruppo specialistico Rscc (Referente sede centrale di collegamento), per la valutazione della qualità dell’aria. Il campionatore rimarrà in funzione anche dopo il completo spegnimento del rogo per monitorare l’aria dai fumi post incendio. Seguiranno nei prossimi giorni aggiornamenti sugli esiti dei filtri del campionatore.
I tecnici di Arpa Lombardia erano intervenuti già intorno alle 2 di stanotte per un rogo che ha interessato il deposito di un autodemolitore, società soggetta ad Autorizzazione integrata ambientale (Aia).
Le fiamme all’interno di un edificio industriale in via Monginevro
L’incendio
Un maxi incendio è scoppiato oggi all’interno di un edificio industriale in via Monginevro a Beinasco (Torino). Sul posto sono intervenute 7 squadre dei Vigili del fuoco, che stanno lavorando per contenere le fiamme ed escludere la presenza di persone coinvolte.
È inoltre in corso l’evacuazione, a scopo precauzionale, di alcuni edifici residenziali nelle immediate vicinanze.
“Alcuni minuti fa si è sviluppato un importante incendio in un’azienda di via Monginevro, a Beinasco. È stato attivato il protocollo comunale di Protezione Civile e sono già sul posto i Vigili del Fioco e le forze dell’ordine. Vi aggiornerò sull’evolversi della situazione ma intanto, per precauzione, consigliamo a tutti i cittadini di tenere le finestre chiuse“, è il post del sindaco Daniel Cannati sul profilo Facebook del comune di Beinasco.
Il Basilea ha chiesto e ottenuto il rinvio della partita di campionato contro il Thun dopo l’incendio che ha interessato lo spogliatoio del proprio stadio. In fiamme divisi, attrezzature e indumenti dei calciatori.
La partita tra Thun e Basilea è stata rinviata. La sfida valida per la 33a giornata di campionato non si giocherà dopo l’intervento della Lega calcistica svizzera che ha accolto la richiesta della squadra ospite dopo quanto avvenuto ieri sera. Come spiegato dallo stesso Basilea in un comunicato, un incendio è scoppiato venerdì sera nello spogliatoio della prima squadra allo stadio St. Jakob-Park di Basilea, che ha causato ingenti danni materiali. La squadra non dispone di divise gara per le partite né di materiale medico. La lega ha così deciso di approvare il rinvio della partita per forza maggiore, in base a un articolo del regolamento di gara.
Non è stata ancora fissata una nuova data per la partita. I danni sono stati ingenti ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Il Basilea non saprebbe materialmente come scendere in campo visto che sono andate in fiamme quasi tutte le attrezzature riposte nei locali dello spogliatoio e del magazzino della squadra. Secondo le prime indagini della polizia e del Ministero pubblico di Basilea Città, come riferito da ‘swissinfo‘, l’incendio è scoppiato attorno alle 21:15 nel primo piano interrato dello stadio.
Lingua originale: tedesco 𝐈𝐧𝐜𝐞𝐧𝐝𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐳𝐨𝐧𝐚 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐥𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢: 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐚 𝐓𝐇𝐔 – 𝐅𝐂𝐁 La partita in programma per oggi tra l’FC Thun e l’FC Basel 1893 non può avere luogo. Il motivo è un incendio nella zona spogliatoi della prima squadra dell’FC Basel 1893 allo St. Jakob-Park, avvenuto nella tarda serata di venerdì 10 aprile 2026 per ragioni ancora non del tutto chiarite. L’incendio ha causato ingenti danni materiali, ma per fortuna non ci sono stati feriti. L’incendio, accompagnato da un’intensa produzione di fumo, ha provocato danni significativi e ha distrutto completamente l’intera area spogliatoi della prima squadra. Sono stati colpiti in particolare gli spogliatoi, i magazzini attrezzature nonché tutti i materiali dei giocatori e degli allenatori. Anche l’ufficio dell’allenatore, l’ufficio del team manager, le aree fisioterapia, le docce e gli impianti igienici hanno subito danni. Tra i danni materiali rilevanti figurano inoltre le scarpe da calcio personali, tutto il materiale da gioco e di riserva (maglie, attrezzature da allenamento ecc.) nonché l’equipaggiamento medico e tecnico necessario per le partite e che non può essere sostituito a breve termine. A causa dei danni subiti e del fatto che l’intero complesso sotterraneo è stato posto sotto sigilli dalle autorità fino a nuovo avviso e che non è disponibile materiale da gioco e medico idoneo all’impiego, la partita in trasferta contro l’FC Thun in programma sabato 11 aprile 2026 non è praticabile per l’FCB. La Swiss Football League ha approvato la richiesta dell’FCB di rinvio della partita. L’FC Basel 1893 è in stretto contatto con le autorità competenti e la SFL per quanto concerne i passi successivi. Ulteriori sviluppi e una nuova data per la partita verranno comunicati tempestivamente.
Die für heute angesetzte Partie zwischen dem FC Thun und dem FC Basel 1893 kann nicht stattfinden. Grund dafür ist ein Brand im Kabinentrakt der 1. Mannschaft des FC Basel 1893 im… pic.twitter.com/wsX88UL39V
Le fiamme sono state presto domate dai vigili del fuoco ma la forte presenza di fumo hanno reso necessarie operazioni di ventilazione. I locali sono dunque attualmente inutilizzabili e la polizia criminale, coadiuvata da specialisti, sta ora indagando per determinare con precisione le cause e la dinamica del rogo. Nel frattempo la partita è stato rinviata e al momento non esiste una nuova data per l’incontro. Sicuramente una situazione insolita per il Basilea che di certo non pensava di doversi sentire costretto a chiedere addirittura in rinvio della partita. Ma è materialmente impossibile.
La nota ufficiale del Basilea sui danni alla squadra – Questa la nota del club: “Sono stati colpiti in particolare gli spogliatoi, i magazzini attrezzature nonché tutti i materiali dei giocatori e degli allenatori. Anche l’ufficio dell’allenatore, l’ufficio del team manager, le aree fisioterapia, le docce e gli impianti igienici hanno subito danni. Tra i danni materiali rilevanti figurano inoltre le scarpe da calcio personali, tutto il materiale da gioco e di riserva (maglie, attrezzature da allenamento ecc.) nonché l’equipaggiamento medico e tecnico necessario per le partite e che non può essere sostituito a breve termine“.
Un’esplosione improvvisa ha scosso una delle aree più strategiche del commercio globale: un camion cisterna carico di carburante è saltato in aria nei pressi del Canale di Panama, causando vittime e attivando immediatamente le misure di sicurezza.
L’incidente è avvenuto il 6 aprile in un complesso logistico situato accanto al “Bridge of the Americas“, il “ponte delle Americhe” che attraversa il Canale di Panama. L’area è utilizzata per il rifornimento dei camion cisterna, rendendo la presenza di materiali infiammabili particolarmente elevata.
Secondo le autorità locali, una persona ha perso la vita nell’esplosione, probabilmente un lavoratore del sito, mentre due vigili del fuoco intervenuti sul posto hanno riportato ferite lievi.
Le immagini delle telecamere di sicurezza mostrano una violenta palla di fuoco seguita da una densa colonna di fumo, visibile a distanza. L’esplosione ha destato forte preoccupazione per la vicinanza a una delle infrastrutture più importanti al mondo per il traffico marittimo.
Nonostante la gravità dell’incidente, l’Autorità del Canale di Panama ha confermato che il funzionamento del canale non è stato compromesso e il traffico navale prosegue regolarmente.
Per motivi di sicurezza, il Bridge of the Americas è stato temporaneamente chiuso al traffico e sottoposto a controlli strutturali per verificare eventuali danni causati dall’esplosione.
Camion di carburante esplode sul Canale di Panama: morti e feriti – Il Gazzettino
I Vigili del Fuoco e alcune squadre AIB al lavoro per presidiare e mettere in sicurezza l’area. Dal Comune informano che permane il divieto di transito lungo via Monteggia, a partire dalla frazione Brenna, e lungo la mulattiera Monteggia–Casere
Incendio nei boschi sopra Laveno
L’incendio che ha colpito i boschi sopra Laveno Mombello, in provincia di Varese, è sotto controllo. Restano attivi alcuni focolai nella parte sommitale della montagna verso i Pizzoni che erano ben visibili nella notte. I focolai, specifica il Comune, si trovano lontani dall’abitato e dalla frazione di Casere.
Le operazioni di spegnimento sono proseguite in maniera intensa per tutta la serata di domenica, giorno di Pasqua, e parte della notte, con un impegno massiccio di uomini e mezzi. Intorno alle 3 le squadre della Protezione Civile hanno fatto rientro, mentre sono rimasti operativi sul posto i Vigili del Fuoco e alcune squadre AIB per il presidio e la messa in sicurezza dell’area.
L’incendio – Le fiamme sono divampate sabato 4 aprile. E subito le squadre dei vigili del fuoco sono intervenute in zona Monteggia per spegnerle. In azione anche un Canadair della flotta aerea del Corpo nazionale e un elicottero per l’antincendio regionale.
Ma ieri, domenica 5 aprile, verso le 15.30, l’incendio è ripartito. Dopo soli 15 minuti dalla segnalazione, due mezzi della Protezione Civile di Laveno Mombello, dotati di modulo antincendio, si sono recati sul posto per le prime operazioni, Contemporaneamente hanno raggiunto l’area il vicesindaco Fabio Bardelli, il DOS Dario Bevilacqua, le prime squadre AIB del COAV e dei Vigili del Fuoco. Poco dopo, è intervenuto anche un ulteriore mezzo della Protezione Civile a supporto delle operazioni logistiche. Dalle 16:30 alle 19:30 circa è intervenuto anche l’elicottero regionale AIB, fondamentale per le operazioni dall’alto. Successivamente è giunto sul posto anche il sindaco di Laveno Mombello Luca Santagostino, che ha seguito costantemente l’evoluzione delle operazioni.
I focolai nella notte – Per l’intera notte e alle prime ore del giorno, si sono visti ancora alcuni focolai accesi nell’area boschiva colpita dal grave incendio. Si tratta comunque di focolai all’interno dell’area interessata all’incendio, tenuta sotto controllo dai vigili del fuoco e dai volontari del Coav della Comunità Montana Valli del Luinese. L’incendio, secondo una prima stima, ha interessato un’area superiore ai 10 ettari di bosco.
Incendio nei boschi sopra Laveno Mombello (Foto a sinistra ProtezioneCivile, a destra foto Facebook Alessio Rossetti)
I controlli – Nella prima mattinata di oggi, lunedì 6 aprile, c’è stato il sorvolo dell’elicottero dei Vigili del fuoco di Malpensa, per un monitoraggio dall’alto. La situazione sembra sotto controllo, ma la soglia di allerta resta alta: se il rogo dovesse riaccendersi, imezzi aerei sono pronti ad intervenire.
Non solo, stando a quanto fa sapere il Comune di Laveno stamattina è anche stato fatto un briefing operativo alle 7 per pianificare le attività della giornata e alle 8 circa un ulteriore incontro operativo nella sede della Sala Operativa allestita in Comune a Cuveglio, con il Dos Dario Bevilacqua. l’area il Vicesindaco Fabio Bardelli, il DOS Dario Bevilacqua, le prime squadre AIB del COAV e dei Vigili del Fuoco.
Sicurezza e viabilità – Dal Comune assicurano inoltre che tutte le abitazioni nelle aree interessate dall’incendio boschivo risultano in sicurezza e che comunque sono costantemente presidiate. Sempre l’amministrazione ricorda che “permane per l’intera giornata il divieto di transito lungo via Monteggia, a partire dalla frazione Brenna, e lungo la mulattiera Monteggia–Casere”.
Visibile una grossa colonna di fumo scuro. Poco prima delle 10 è scattato l’allarme
Grossa colonna di fumo scuro visibile sopra Venezia stamattina. Poco prima delle 10 è scattato l’allarme alla centrale lagunare dei vigili del fuoco per un incendio divampato dal tetto del padiglione Serbia della Biennale dei Giardini, in centro storico. La sede dell’esposizione artistica è stata messa sotto controllo grazie al rapido intervento degli operatori del 115, ma le fiamme hanno continuato ad alimentarsi anche dopo i primi interventi di spegnimento a causa delle forti raffiche di vento che stanno soffiando in laguna da martedì notte.
Il vento forte ha rinfocolato i materiali incendiati e bonificati costringendo a un intervento a più riprese dei vigili del fuoco. Dai primi accertamenti dovrebbe aver preso fuoco la copertura all’esterno, senza coinvolgere nessuno e senza che i danni si siano estesi agli arredi, all’esposizione o alle altre strutture circostanti.
Vigili del fuoco intervengono per un incendio divampato dal tetto del padiglione Serbia della Biennale dei Giardini, in centro storico, a Venezia, 18 marzo 2026
Diversi pompieri sono impegnati sul posto, ci sono state varie partenze. I vigili del fuoco e i funzionari hanno il controllo della situazione ed evitano che il rogo possa espandersi. In ausilio al 115 sono partite anche pattuglie in barca della polizia locale di Venezia, ancora in sopralluogo alla Biennale.
Incendio sull’autopostale nel centro della cittadina del canton Friburgo. Secondo testimoni, un uomo si sarebbe cosparso di benzina per poi darsi fuoco all’interno del mezzo
Nuova tragedia in Svizzera dove nel pomeriggio di oggi un autopostale – un pullman adibito a servizio di corriera – si è incendiato nel centro di Kerzers, nel canton Friburgo, provocando la morte di 6 persone e il ferimento di altre 4. Il numero delle vittime è stato confermato dalla Polizia cantonale friburghese nel corso di una conferenza stampa.
Secondo alcuni testimoni citati dai media svizzeri, un uomo si sarebbe cosparso di benzina per poi darsi fuoco all’interno del mezzo. Il giornale Blick cita il video di un uomo, terrorizzato e con il volto annerito dal fumo, che spiega come un “uomo si è dato fuoco all’interno dell’autopostale“, cospargendosi di benzina. La versione sarebbe stata confermata anche da un altro testimone, ma al momento – sottolinea il Corriere del Ticino – non ci sono conferme da parte della polizia.
Lingua originale: inglese. Traduzione di Google: SCENE ORRIBILI IN SVIZZERA! Martedì sera un uomo si sarebbe cosparso di benzina e si sarebbe dato fuoco a bordo di un autobus pubblico a Kerzers, in Svizzera. L’autobus è stato completamente distrutto dall’incendio. La polizia conferma che ci sono diverse vittime e feriti.
🚨HORRIFIC SCENES IN SWITZERLAND!
A man reportedly poured gasoline on himself and set himself on fire aboard a public bus in Kerzers,Switzerland on Tuesday evening.
Tra i feriti, una persona è stata trasportata in ospedale con un elicottero della Rega. Il luogo dell’incidente è stato chiuso al pubblico e la polizia invita la popolazione a non recarsi sul posto.
“Diverse persone sono ferite e diverse persone sono morte, l’operazione di soccorso è in corso, le cause dell’incendio non sono ancora note“, si legge intanto una dichiarazione della polizia del cantone di Friburgo pubblicata sui social media in cui si precisa che l’incendio si è sviluppato verso le 18.25.
Autobus in fiamme in Svizzera, diversi morti e feriti: “Un passeggero si è dato fuoco”
L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi nel centro di Kerzers, nel Canton svizzero di Friburgo. Testimoni raccontano ai media locali che un uomo si è versato della benzina addosso
Diversi passeggeri sono morti e altri sono rimasti feriti in un incendio su un autobus postale avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi nel centro di Kerzers, nel Canton svizzero di Friburgo. Lo riporta l’agenzia Keystone-Ats, sottolineando che la polizia cantonale ha confermato le informazioni sulla vicenda inizialmente riportate da diversi media, tra cui La Liberté.
In un video,riporta il giornale locale Blick, a un uomo con il volto coperto di fuliggine viene chiesto cosa sia successo. “Un uomo si è dato fuoco all’interno”, risponde in albanese. Poi agita le braccia e continua: “Si è versato della benzina e si è dato fuoco!”. Altri testimoni oculari riferiscono lo stesso fatto. Queste dichiarazioni non sono ancora state confermate dalla polizia.
“Oggi verso le 18,25, un incendio è divampato in un pullman a Kerzers“, ha annunciato la polizia del canton Friburgo sul suo account Facebook. “Diverse persone sono state ferite e diverse persone sono morte. L’intervento dei soccorsi è in corso. Le cause sono per ora sconosciute”.
Un portavoce ha dichiarato all’agenzia che è ancora troppo presto per determinare la causa dell’incendio e che ulteriori informazioni saranno diffuse non appena la polizia ne saprà di più. Tra i feriti, una persona è stata trasportata in elicottero del soccorso svizzero. Il luogo dell’incidente è stato transennato, e la polizia chiede alla popolazione di non recarsi sul posto.
Un enorme incendio ha avvolto un edificio della stazione centrale di Glasgow, provocandone il crollo parziale. Le fiamme sarebbero partite da un negozio di sigarette elettroniche in Union Street.
Decine di treni sono stati cancellati e la National Rail ha dichiarato che la stazione, la più trafficata della Scozia, rimarrà chiusa fino a nuovo avviso. Non sono state segnalate vittime. Il first minister scozzese John Swinney si è detto “profondamente preoccupato” per quanto accaduto e ha esortato la popolazione a seguire i consigli dei servizi di emergenza.
Distrutta la cupola dell’antico edificio e danni agli edifici adiacenti. Le fiamme, particolarmente alte, all’alba di oggi erano visibili anche a grossa distanza. Il fumo denso ha invaso il quartiere e diversi residenti sono stati condotti in ospedale con difficoltà respiratorie
L’incendio (foto da Facebook)
Un grave incendio si è sviluppato all’alba di oggi nel quartiere di Chiaia, con numerosi mezzi dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine che si sono rapidamente diretti in zona.
Le fiamme, particolarmente alte, sono state a lungo visibili anche a grossa distanza e il fumo denso ha invaso il quartiere. “Dobbiamo tenere chiuse le finestre”, sono state le parole di un residente sui social, “l’aria è irrespirabile”. Il rogo è divampato nell’edificio che ospita il Teatro Sannazaro.
Non è chiaro quanto del teatro sia rimasto danneggiato, anche se la situazione è sembrata subito particolarmente seria. In particolare, pare la cupola della struttura sia stata del tutto divorata dalle fiamme. Al momento, inoltre, non si conoscono le cause dell’incendio, comunque domato dalle squadre dei vigili del fuoco intervenute.
Danni si sarebbero verificati anche ai palazzi adiacenti.
“Siamo svegli dalle cinque, c’è una nube impressionante – raccontano dei residenti – siamo in casa con i fazzoletti sul naso“. Diverse persone, secondo le prime notizie, sarebbero rimaste intossicate per il fumo. Alcune sono anche state condotte in ospedale.
“Vicinanza a Lara Sansone” – Solidarietà ai proprietari del teatro e alle persone coinvolte è arrivata dal presidente del consiglio regionale della Campania, Massimiliano Manfredi. “Esprimo sentita vicinanza – sono le parole del fratello del sindaco di Napoli – alla proprietaria e direttrice artistica del Teatro Sannazaro, Lara Sansone, a tutto il personale del teatro e alle persone che sarebbero rimaste intossicate nell’incendio, avvenuto nel cuore del quartiere Chiaia, con la speranza che non ci siano stati gravi danni a persone e cose, a questa importante realtà artistica e culturale della nostra città e ai palazzi limitrofi”. “Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione – ha aggiunto – Ringrazio i vigili del fuoco per il lavoro che stanno svolgendo in queste ore e le altre autorità intervenute. Piena solidarietà a tutte le persone coinvolte”.
Il Teatro Sannazaro – Il Teatro Sannazaro, aperto nel 1847 in via Chiaia, fu costruito sull’area dell’ex chiostro dei Mercedari spagnoli su progetto di Fausto Niccolini, per volontà del duca Giulio Mastrilli. Fin dall’inizio si distinse come teatro di prosa di alto livello, noto per gli interni ricchi di ori e stucchi che gli valsero il soprannome di “Bomboniera di via Chiaia”.
Nell’Ottocento ospitò grandi interpreti come Eleonora Duse e Tina Di Lorenzo.Nel 1888 fu tra i primi teatri illuminati elettricamente e nel 1889 ospitò la prima di “Na santarella” di Eduardo Scarpetta.
Dopo il declino iniziato negli anni Trenta e la trasformazione in cinema, il teatro fu recuperato tra il 1969 e il 1971 grazie a Nino Veglia e Luisa Conte, che rilanciarono la tradizione teatrale napoletana con la Compagnia Stabile Napoletana.
Dagli anni Novanta la gestione è proseguita con la famiglia Veglia-Sansone, mantenendo un legame forte con la tradizione partenopea ma con aperture a nuovi autori. Dal 2018 il Sannazaro è riconosciuto come centro di produzione teatrale dal Ministero della Cultura.
I vigili del fuoco sono al lavoro dall’alba per contenere il rogo che interessa la fabbrica di vaschette alimentari. Il fumo nero visibile a distanza e il supporto di squadre da Brescia e Mantova indicano un incendio di notevole entità
GADESCO PIEVE DELMONA – Un incendio di grosse proporzioni presso la ditta Magic Pack di Gadesco Pieve Delmona è scoppiato questa mattina attorno alle sette. Secondo le primissime ricostruzioni la scintilla sarebbe scoppiata nella zona di stoccaggio della ditta che lavora polistirolo e fa imballaggi di vario genere. A dare l’allarme l’operatore che ha permesso l’arrivo di diverse squadre dei vigili del fuoco che al momento sono ancora impegnate nelle operazioni di spegnimento del fuoco. «Ci vorrà almeno tutta la giornata» ha detto un vigile del fuoco.
Al vaglio dei carabinieri di Vescovato, immediatamente arrivati sul posto, le cause di questo terribile incendio. «Si sta lavorando per domare le fiamme – ha spiegato il titolare dell’azienda Giovanni Biasio – al momento dello scoppio dell’incendio erano presenti una ventina di dipendenti. Sono tutti usciti attuando correttamente le procedure di evacuazione».
Così i vigili del fuoco: «Considerata la tipologia di materiale coinvolto, altamente combustibile, l’intervento si presenta particolarmente impegnativo e richiede un’attenta gestione sia sotto il profilo dell’estinzione sia sotto quello della messa in sicurezza dell’area interessata. Sul posto stanno operando uomini e mezzi del Comando di Cremona con il seguente dispositivo di soccorso: un’Autopompa Serbatoio (APS), due Autobotti Pompa (ABP), un’Autoscala (AS), oltre al Funzionario di servizio e al Capo Turno per il coordinamento delle operazioni. Sono in arrivo ulteriori automezzi di rinforzo: un’autoscala e un carro schiuma. Al momento non si segnalano persone coinvolte».
Lilli Gruber in collegamento telefonico da Davos racconta l’emergenza
Ambulanze e personale di soccorso si avvicinano al Centro Congressi in seguito a segnalazioni di un piccolo incendio, durante la 56a riunione annuale del World Economic Forum (WEF) a Davos, Svizzera, il 21 gennaio 2026. EPA/LAURENT GILLIERON
L’incendio di piccole dimensioni è scoppiato non lontano dal centro congressi dove si tiene il forum economico mondiale. “L’allarme è del tutto rientrato e l’incendio è stato completamente domato dopo aver evacuato, per precauzione, una parte del centro congressi”. E’ quanto hanno riferito all’Ansa i vigili del fuoco locali.
Secondo quanto ha riferito la giornalista italiana Lilli Gruber, che al momento dell’evacuazione era in diretta dalla città elvetica per Otto e mezzo su la7 e che ha dovuto continuare la trasmissione al telefono, l’evacuazione sarebbe stata causata dall’incendio di una casetta di legno vicino all’albergo che ospita il centro congressi, senza che vi siano feriti.
“Siamo fuori dal Congress Center, ci hanno fatto evacuare tutti quanti. Abbiamo lasciato tutte le nostre cose all’interno perché pare ci sia un incendio in un albergo qui vicino. Ci sono elicotteri che volano sopra le nostre teste, è pieno di pompieri e quindi c’è un’emergenza di evacuazione”, ha detto Lilli Gruber, in collegamento telefonico da Davos. Secondo una prima ricostruzione della stampa elvetica avrebbe preso fuoco un piccolo chalet in legno situato vicino al Turmhotel Victoria.
Gruber conduce al telefono da Davos, «per fortuna non ci sono feriti» – “Per fortuna non ci sono feriti. La sicurezza è a livelli altissimi, anche perché qui ci sono i potenti della Terra. Immaginate il caos in giro nelle stradine di Davos. Ringrazio la disponibilità degli ospiti di questa puntata sui generis: ci vediamo lunedì a Otto e Mezzo, sarò regolamente lì”. Lilli Gruber ha concluso così, in diretta da Davos, la puntata del suo programma di approfondimento che ha condotto in collegamento telefonico dalla città svizzera, che ospita il World Economic Forum. In studio c’erano Marco Travaglio, Franco Bernabè e Lina Palmerini. “In ogni caso Lilli Gruber, La7 e Otto e Mezzo non si fermano mai”, ha commentato su X il direttore di rete, Andrea Salerno. In tanti, sui social, hanno apprezzato la professionalità della giornalista che ha continuato a condurre la puntata al telefono.
La giornalista costretta a lasciare lo studio allestito nella località svizzera continua in collegamento telefonico
Incendio a un capannone, divorato dalle fiamme nella notte. Il sindaco Righi: «Attendiamo l’analisi Arpav dell’aria, il vento spinge verso sud la nube di fumo»
Sul posto sono intervenuti oltre 30 operatori dei vigili del fuoco con 11 mezzi provenienti dai distaccamenti di Motta di Livenza, Conegliano, San Donà di Piave e dalla sede centrale di Treviso
Incendio all’interno del capannone di via Magnadola a Motta di Livenza, in provincia di Treviso: le fiamme si sono propagate nel cuore della notte di lunedì 19 gennaio, alle 2.30 circa.
Le operazioni di spegnimento – Sul posto sono intervenuti oltre 30 operatori dei vigili del fuoco con 11 mezzi provenienti dai distaccamenti di Motta di Livenza, Conegliano, San Donà di Piave e dalla sede centrale di Treviso.
Le squadre sono, ora, al lavoro per domare le fiamme.
Il sindaco Righi: «L’Arpav è sul posto» – Il sindaco Alessandro Righi ha dichiarato: «L’Arpav è sul posto e ha già fatto i campionamenti sulla qualità dell’aria. Stiamo attendendo i risultati delle analisi ma in ogni caso la città non sembra coinvolta in quanto il vento spinge verso sud e la nube di fumo non è arrivata in paese»