Mihajlovic, a Roma i funerali nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Cerimonia celebrata da Matteo Maria Zuppi arcivescovo di Bologna
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Le squadre al completo della Lazio, della Sampdoriaedel Bologna, l’ultima allenata da Sinisa. E un fiume di amici e semplici conoscenti e tifosi (anche della Stella Rossa, arrivati da Belgrado, mescolati a laziali, interisti, milanisti, doriani, e seguaci del Torino) ai funerali di Sinisa Mihajlovic nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma. Tanti nomi noti – fra i primi ad arrivare Angelo Peruzzi, Fabio Liverani, Gabriele Gravina della Figc, Roberto Mancini ct della nazionale, Vincenzo Montella – ma anche persone comuni travolte dall’onda di affetto per l’allenatore coraggioso che ha combattuto a testa alta fino alla fine dei suoi giorni la battaglia contro la leucemia. In tremila si sono radunati davanti alla Basilica. «Ciao Sinisa, uno di noi» si legge su un cartello.
Il feretro, seguito dalla moglie Arianna Rapaccionie dai sei figli (c’è anche Marko, nato dall’ unione con Giovanna Bagordo) alle 9.40 è stato trasportato dal Campidoglio, sede della camera ardente, nella Chiesa storica dove si svolgono le cerimonie ufficiali della Repubblica, stavolta scenario dell’addio a un grande italiano, com’era Sinisa nato da madre croata e padre serbo ma dal 1992 nel campionato italiano (venne «acquistato» dalla Roma per 8,5 miliardi di lire). Ad accoglierlo un lungo e commosso applauso. Cerimonia celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi arcivescovo di Bologna.
Il mondo del calcio entra a malapena nell’invaso del 1700, strapieno: ecco Franesco Totti (si affaccia da un accesso laterale, preferisce stare fuori dalla zona riservata a autorità e familiari e resta in piedi, di fianco a Angelo Di Livio), Stefano Fiore, Daniele De Rossi, Dejan Stankovic, Vladimir Jugovic, Luca Marchegiani. PresenteGianni Morandi, amico di Sinisa, che si è detto nei giorni scorsi sconvolto: «Credevo che ce l’avresti fatta». E altri estimatori di un uomo di carisma, ben oltre i confini di un campo da calcio, fra cui l’editore e presidente del Torino Football club, Urbano Cairo («lanciava i giovani, e quando lo faceva, li sosteneva finché camminavano da soli»), il presidente del ConiGiovanni Malagò.
Oltre duemila persone per i funerali di Mihajlovic a Roma: “Un grande uomo, ha dato tanto al calcio” – Fanpage.it
Claudio Lotito, presidente della Lazio (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)
Serie A rateizzazione tasse – Claudio Lotito porta a casa un successo in extremis. Il governo presenterà in commissione Bilancio della Camera il cosiddetto emendamento “salva-Calcio”. Lo farà cancellando il titolo del vecchio emendamento (“disposizioni in materia di sport”), che sarà sostituito con uno più generico: “disposizioni in materia di sospensione dei versamenti”.
Tuttavia – sottolinea Il Fatto Quotidiano nella sua edizione odierna – il risultato non cambierà: i club di Serie A in difficoltà economiche potranno accedere alla rateizzazione delle tasse sospese su 5 anni. Un gran risultato per il presidente della Lazio e una sconfitta per i ministri Andrea Abodi (Sport) e Giancarlo Giorgetti (Economia) se non dovesse passare lo stesso sconto anche per le altre aziende.
Il “salva-Calcio”, che con ogni probabilità diventerà legge prevede che le società di calcio indebitate potranno pagare tutto in comode rate nei prossimi 5 anni, senza penalizzazioni in classifica o sanzioni penali, ma con una mora del 3%. Esattamente ciò che voleva Lotito e che alla fine dovrebbe ottenere nonostante il veto di due ministri del governo.
Serie A rateizzazione tasse – I club più indebitati – Fa parte degli emendamenti presentati dall’esecutivo e destinati ad entrare nel maxi-emendamento alla manovra, se non ci saranno ribaltoni in commissione Bilancio alla Camera. In ballo c’è mezzo miliardo di versamenti Irpef e contributi sospesi nel corso del 2022 a causa dell’emergenza Covid, con scadenza il 22 dicembre. E i club di Serie A – per proporzioni – sono ovviamente i più indebitati. Ecco la classifica:
Inter – 50 milioni di euro
Lazio – 40 milioni di euro
Roma – 38 milioni di euro
Juventus – 30 milioni di euro
Napoli – 25 milioni di euro
Fiorentina – 15 milioni di euro
Milan – 10 milioni di euro
Per convincere l’esecutivo Lotito avrebbe avuto la copertura politica di Forza Italia e di Licia Ronzulli. L’emendamento al decreto Aiuti si è trasformato in un ordine del giorno e l’impegno assunto dal governo è stato già tradotto in una modifica alla manovra. A meno di ribaltoni dell’ultima ora, Lotito potrà festeggiare la vittoria più importante.
Sinisa Mihajlovic è morto a 53 anni: aveva scoperto la sua malattia – una leucemia mieloide acuta – per caso,nel 2019, giocando a padel. In Italia ha giocato per Roma, Sampdoria, Lazio e Inter; ha allenato Bologna, Fiorentina, Sampdoria, Milan e Torino. Lascia la moglie Arianna e 5 figli
Sinisa Mihajlovic – Photo by Alberto Pellaschiar/AP/Shutterstock (7078277b)
Sinisa Mihajlovic è morto oggi a causa della grave forma di leucemia che lo aveva colpito anni fa. L’allenatore di calcio ed ex calciatore serbo aveva 53 anni. Lascia la moglie Arianna e 5 figli, una delle quali gli aveva da poco dato una nipotina.
È luglio, anno 2019, siamo nella sede di Casteldebole, il centro di allenamento del Bologna. Sinisa Mihajlovic qualche giorno prima, quando era ancora in vacanza in Sardegna, ha sentito un dolore all’adduttore, aveva dato la colpa al padel, agli allenamenti tosti a cui si sottoponeva anche a 50 anni, pensava a un’infiammazione.
I medici del Bologna hanno insistito perché facesse degli approfondimenti e gli hanno appena presentato, con mille precauzioni, l’esito: leucemia. Pausa. «Ma con questa leucemia si vive o si muore?», la sua reazione, senza girarci attorno, dritta al punto.
Con questa leucemia, oggi, Sinisa Mihajlovic è morto. Ed èun finale che strazia, dopo tre anni di lotta e di speranza, come in un libro scritto male la fine è arrivata per Natale, adattando Francesco Guccini e la sua storia ambientata sempre a Bologna.
Ma per tre anni Sinisa ha vissuto, ha lottato, allenatore della sua stessa terapia, voleva sapere tutto da medici e infermieri: tre ricoveri e tre cicli di chemio, un trapianto, il ritorno in panchina a tempi record per la prima col Verona, gli occhi infossati, i chili persi, un altro sorriso dell’amatissima moglie Arianna (un colpo di fulmine tanti anni fa a Roma, «chissà che figli bellissimi verrebbero con lei», sono stati cinque: uno più bello dell’altro in effetti), gli allenamenti seguiti sull’iPad, la squadra sotto la finestra dell’ospedale a festeggiare le vittorie (e la sua ironia, graffiante, «non mi fanno uscire perché porta bene, perdete sennò mi tengono qui»), il festival di Sanremo con l’amico Zlatan Ibrahimovic, un esonero discusso, la nascita della nipotina Violante, figlia di Virginia, una ricaduta, altre cure, un altro trapianto.
Sinisa Mihajlovic con la maglia della Samp(Foto Ansa)Sinisa Mihajlovic con la maglia della Lazio (Foto Ansa)Sinisa Mihajlovic con la maglia dell’Inter (Foto Ansa)
Nell’autobiografia scritta con Andrea Di Caro, vicedirettore della Gazzetta dello Sport, Sinisa raccontava che era nato due volte, la prima il 20 febbraio 1969, a Vukovar, ex Jugoslavia, «era un giovedì e non ho pianto. Mi hanno raccontato che avevo già un’arietta da duro, hanno dovuto sculacciarmi tre volte per farmi emettere un urlo».
La seconda il 29 ottobre 2019, all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, grazie a un ragazzo americano, sconosciuto, che gli aveva donato il midollo osseo. Quella volta, Sinisa pianse eccome: doveva essere l’inizio di un percorso più lungo. Non era la stessa persona. Non era più quello che divideva, del «che c… guardi?» a chi soffermava lo sguardo, che veniva chiamato zingaro negli stadi, era il Sinisa che aveva contagiato tutti con la sua lotta e la sua debolezza, la sua sfida alla malattia «giocata attaccando e pressando alto», un Sinisa che non era abituato a trovare tutto questo consenso, lui che non lo aveva mai cercato. continua a leggere
Con grande dolore apprendo della morte di Siniša Mihajlović. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e ammirare la sua straordinaria forza e umanità. Le mie più sincere condoglianze e vicinanza alla sua famiglia. #SinisaMihajlovicpic.twitter.com/6ZCW8LJfre
Hai combattuto in campo e nella vita con determinazione e dignità. Non ci sono parole… è stato un onore conoscerti e lavorare insieme. Ciao Mister. 🙏🏼 #Mihajlovićpic.twitter.com/tacg7KLU4E
Anche gli scali londinesi di Heathrow e Gatwick hanno avuto problemi a causa del ghiaccio e della neve sulla capitale inglese
Tutti i voli in programma all’aeroporto di Stanstedsono stati sospesi a causa del maltempo che ha colpito in queste ore il Regno Unito. Lo riporta l’edizione online della BBC. Anche gli scali londinesi di HeathroweGatwickhanno cancellato o ritardato voli a causa del ghiaccioedella neveche si sono abbattuti sulla capitale inglese. Anche i treni hanno subito ritardi e agli autisti è stato consigliato di prestare attenzione dopo diversi incidenti autostradali.
Un treno è deragliato attorno alle 17 lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo in provincia di Brescia. E’ accaduto vicino alla stazione di Iseo, 10 dicembre 2022. ANSA/FILIPPO VENEZIA
Non ci sarebbero feriti gravi. Una persona muore investita da un convoglio a un passaggio a livello a Udine
Un treno è deragliato attorno alle 17 lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo in provincia di Brescia. È accaduto vicino alla stazione di Iseo.
Dalle prime ricostruzioni non ci sarebbero feriti gravi. Sul posto carabinieri e Vigili del Fuoco. Una ventina i passeggeri coinvolti. Il convoglio era appena ripartito dalla stazione di Iseo. Trenord conferma che sono tutti illesi i passeggeri. Al momento sulla tratta interessata dall’incidente ferroviario è sospesa la circolazione dei treni
Muore investito da un treno a un passaggio a livello –Una persona è morta a Campoformido (Udine) dopo essere stata investita all’altezza del passaggio a livello 122 da un convoglio ferroviario. L’incidente è stato provocato da cause che sono ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine intervenute sul posto. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi con una chiamata al Nue112 ed è stata inviata con grande rapidità dagli infermieri della sala operativa della Sores un’automedica proveniente da Udine. Per la persona coinvolta nell’incidente ferroviario, però, non è rimasto altro da fare se non decretarne il decesso. Sul posto stanno ancora operando personale di Rfi e le forze dell’ordine; sono stato anche allertati i Vigili del fuoco. Ritardi si registrano sulla linea ferroviaria Venezia-Trieste via Udine: è stato sospeso il traffico tra Basiliano e Udine, dove sono in corso gli accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria. I treni regionali possono registrare ritardi e subire limitazioni di percorso o cancellazioni.
L’Arabia Saudita di Mbs vuole l’esposizione: ha già in tasca almeno 60 voti. Pesa la sua capacità di investire nel mondo
DOHA –
Il 20 novembre, quando l’arbitro italiano Orsato ha fischiato l’inizio del Mondiale Qatar 2022, un altro derby, di dimensioni storiche, ha preso il via. In tribuna, rompendo il gelo tra il Qatar e l’Arabia Saudita, quattro anni di dispute politiche, sedevano l’emiro Tamim bin Hamad Al Thani e il principe saudita Mohammad bin Salman al Sa’ud. Missione di bin Salman, Mbs per i columnist, tessere la diplomazia con Al Thani, in cerca di voti per Expo 2030, sognata dal suo Paese.
Sono rimaste in gara, saranno calci di rigore nelle cancellerie fino al novembre 2023, la capitale saudita Riad, il porto sudcoreano di Busan, la città martire ucraina di Odessa e Roma. “Organizza la votazione il “Bureau International des Expositions”, Bie, 170 paesi membri, sede a Parigi, segretario generale Dimitri Kerkentzes -spiega un diplomatico europeo- i sauditi dichiarano di avere fra 60 e 66 voti in tasca, la vostra premier Giorgia Meloni e il sindaco Roberto Gualtieri hanno un match tosto“.
Expo vale, secondo uno studio Luiss, 45 miliardi di euro per l’indotto su Roma 2030-2035, e del resto Milano Expo 2015, guidata dall’attuale sindaco Beppe Sala, è stata fulcro della ripresa come metropoli Ue. Bin Salman ha fatto redigere un rapporto “Visione 2030” in cui disegna Riad, dopo il petrolio, da fucina di eventi, turismo, business, con Neom (Nuovo Futuro), città utopica, area più vasta della Lombardia, 26.500 km2 a nord del Mar Rosso, che sorgerà dal nulla grazie a 600 miliardi di investimenti.
La Francia di Macron, la Cina di Xi, la Grecia hanno già deciso di votare Arabia Saudita, ma l’arcana regola Bie assegna a ciascun paese un voto, i 300.000 abitanti delle Isole Vanuatu, nel Pacifico, contano quanto il miliardo e 400 milioni di indiani. Per di più il suffragio è segreto e, in passato, scelte dei governi sono state disattese, all’ombra delle urne da funzionari scaltri: Mbs voleva dunque voto palese, invano. continua a leggere
«La direzione sportiva della RFEF (la Federcalcio spagnola, ndr) ha trasferito al presidente una relazione in cui si determina la necessità di fare partire un nuovo progetto per la Nazionale di calcio spagnola, con l’obiettivo di proseguire con la crescita raggiunta negli ultimi anni grazie al lavoro svolto da Luis Enrique e i suoi collaboratori. Sia il presidente, Luis Rubiales, sia il direttore sportivo, José Francisco Molina, hanno trasmesso la decisione all’allenatore».
Con questa nota, la Federcalcio spagnola ha annunciato di aver sollevato dall’incarico il Ct ex Barcellona e Roma, dopo l’esperienza negativa di Qatar 2022. «Il tecnico asturiano è riuscito a dare un nuovo slancio alla Nazionale sin dal suo arrivo, nel 2018, attraverso un profondo rinnovamento che ha consolidato un cambio generazionale nella squadra e nel calcio spagnolo», recita il comunicato della Federazione.
Luis Enrique si è qualificato per due Final Four della UEFA Nations League e ha raggiunto le semifinali di EURO 2020 «con la propria impronta e attraverso uno stile definito. Ha optato per giovani talenti e ha seminato speranza per il futuro della Nazionale spagnola», si legge ancora.
«La RFEF augura energicamente a Luis Enrique e al suo team buona fortuna per i loro futuri progetti professionali. Il tecnico si è guadagnato l’affetto e l’ammirazione dei suoi collaboratori in Nazionale e di tutta la Federazione, che sarà sempre la sua casa», conclude la nota.
Un incendio è divampato la notte scorsa nella zona industriale di Pollenza. Attaccata dalle fiamme, per cause ancora da stabilire, la Rimel, una ditta che si occupa di riciclo di rifiuti elettronici, i cosiddetti Raae. Le lingue di fuoco, nella notte, erano visibili anche a distanza, così come il fumo. Il fumo, dall’odore acre, è ancora presente in zona: le condizioni di bassa pressione non aiutano, infatti, una sua rapida dissoluzione.
Una nube densa di fumo acre ha infatti invaso la zona, tanto che il sindaco di Pollenza, Mauro Romoli, ha disposto la chiusura delle scuole per oggi, martedì 6 dicembre, invitando i cittadini non aprire le fineste. Sul posto sono in azione da ore sette squadre dei vigili del fuoco da Macerata, Fermo e Ancona per arginare le fiamme e spegnere il rogo. Al lavoro diverse squadre, per fortuna le prime informazioni escludono problemi per le persone: non ci sono feriti. Sul posto sono accorsi anche in tecnici Arpam per accertare eventuali rischi ambientali e per la salute.
Due scuole chiuse anche a Macerata – Anche a Macerata chiudono due scuole: “A seguito dell’incendio divampato questa notte presso la ditta Rimel di Pollenza – si legge infatti sui profili social dell’amministrazione – , il sindaco Sandro Parcaroli ha emesso un’ordinanza per la chiusura delle scuole “Natali” e “Liviabella” di Sforzacosta che hanno già ricevuto comunicazione diretta nelle ore precedenti. Si consiglia, inoltre, ai residenti della frazione, di tenere chiuse le finestre e di non utilizzare i condizionatori. Gli Uffici comunali, in sinergia con la Polizia locale e con le autorità preposte, stanno seguendo l’evolversi della situazione“.
Anche il sindaco di TolentinoMauro Sclavi ha invitato la popolazin e a non prire le finestre: “A seguito di un incendio verificatosi in località Casette Verdini di Pollenza in una azienda che tratta raee, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e viste le condizioni meteo con il vento che spinge i fumi in maniera non univoca, anche verso l’entroterra e quindi verso il territorio di Tolentino, in via precauzionale e in attesa delle analisi da parte dell’Arpam, si invitano i cittadini a tenere le finestre chiuse e ad evitare di svolgere attività all’aperto. Tale invito e stato rivolto anche alle scuole. L’odore acre è dovuto ad una condizione di bassa pressione che tiene i fumi a bassa quota“.
Ore di apprensione tra Pollenza e Tolentino per l’incendio alla Rimel – Canale16
Incendio a Pollenza, rischio crollo e nube tossica dagli stabilimenti della Rimel – Picchio News
Una settimana dopo il previsto, è arrivato l’esonero per Alexander Blessin. Il Genoa ha deciso di cambiare allenatore, dopo avergli dato un’altra chance contro il Cittadella domenica scorsa. I rossoblù hanno però perso 1-0, aggravando così ulteriormente una situazione già complicata, con Strootman e compagni che hanno raccolto appenadue punti nelle ultime cinque giornate. Il turno infrasettimanale ha costretto la dirigenza ad accelerare i tempi per un cambio e giovedì, sempre a Marassi contro il Südtirol, in panchina andrà Alberto Gilardino, attuale allenatore della Primavera del Grifone primo in classifica e ancora imbattuto nel campionato Primavera 2.
SPUNTA RANIERI – L’ex attaccante va così ad arricchire la Serie B di un altro campione del mondo 2006: in panchina ritroverà gli ex compagni Grosso, Inzaghi, De Rossi e Cannavaro, mentre in campo – anche se ora è infortunato – c’è ancora Gigi Buffon. La scelta di Gila è da considerarsi ad interim, in attesa di una decisione definitiva del club sul futuro allenatore. Il sogno è Claudio Ranieri, altri profili sondati in questi giorni sono quelli di Leonardo Semplici e Nenad Bjelica. Se il Genoa dovesse però finalmente ingranare, Gilardino potrebbe anche essere confermato e restare alla guida della squadra.
Sì, vedremo di nuovo Colapesce e Dimartino e, sì, ci saranno anche gli Articolo 31, i Cugini di Campagna, Giorgia e (udite udite) Paola e Chiara (!). Qui tutti i nomi
Amadeus (Photo by Daniele Venturelli/Getty Images)
Dopo finte liste, ipotesi e speranze ora ci siamo: Amadeus, direttore artistico del Festival, ha svelato i nomi dei Big in gara a Sanremo 2023 durante il TG delle 13:30 in onda su Rai 1. E, se alcuni nomi giravano da un po’, altri sono una vera e propria sorpresa.
In totale i partecipanti saranno 28: gli ultimi sei si conosceranno il 16 dicembre quando si terrà la finale del concorso Sanremo Giovani, i cui vincitori otterranno la partecipazione al Festival. Anche quest’anno, come nelle ultime edizioni, non ci sarà la categoria riservata ai giovani, quella che una volta si chiamava “Nuove Proposte”.
Ecco la lista:
01 – Articolo 31 02 – Marco Mengoni 03 – Elodie 04 – Colapesce Dimartino 05 – Ariete 06 – Modà 07 – Mara Sattei 08 – Leo Gassmann 09 – I Cugini di Campagna 10 – Mr. Rain 11 – Giorgia 12 – Anna Oxa 13 – Lazza 14 – Tananai 15 – Paola e Chiara 16 – LDA 17 – Madame 18 – Gianluca Grignani 19 – Rosa Chemical 20 – Coma_Cose 21 – Levante 22 – Ultimo
La drammatica indiscrezione di A Folha, popolare quotidiano brasiliano, sulle condizioni di salute dell’ex calciatore, ricoverato dal 30 novembre all’ospedale Albert Einstein di San Paolo. La famiglia continua a parlare di “esami di routine” dopo l’asportazione di un tumore all’intestino ma il quadro clinico appare in netto e veloce peggioramento
Pelé è sottoposto a cure palliative nell’ospedale Albert Einstein, dove è ricoverato da mercoledì 30 novembre. La chemioterapia – a cui si è sottoposto dallo scorso settembre, dopo essere stato operato perun tumore all’intestino – ormai non dà più esito e le metastasi hanno aggredito anche i polmoni e il fegato. È questo il drammatico resoconto di A Folha, il popolare quitidiano paulista che riprende in buona parte le anticipazioni dei giorni scorsi di ESPN. Mentre Nely Nascimento – figlia del grande campione brasiliano, 82 anni – parlava di un ricovero programmato da tempo e di una situazione assolutamente sotto controllo, l’emittente televisiva rivelava che, al momento dell’ingresso in ospedale, l’ex calciatore presentava un evidente gonfiore su tutto il corpo. Il personale medico che lo ha preso in cura ha confermato la condizione di “anasarca” (gonfiore generalizzato), una “sindrome edemigemica” (edema generalizzato) e ha rilevato un forte scompenso cardiaco. continua a leggere
(afp)
Pelé, nuovo ricovero in ospedale. La figlia: “Controlli di routine”. Ma la cura non starebbe funzionando
L’emittente televisiva ESPN sostiene invece che l’ex numero 10 è stato trasportato d’urgenza nella struttura perché presentava un evidente gonfiore su tutto il corpo. I medici avrebbe rilevato che la chemioterapia effettuata in dosi massicce negli ultimi mesi non ha prodotto alcun effetto sui tumori metastatici da cui è affetto
Pelé, leggenda brasiliana e mondiale del calcio, è stato ricoverato all‘ospedale Albert Einstein di San Paolo, ieri, per una serie di test. Secondo i familiari dell’ex giocatore e l’agente Joe Fraga, che lo rappresenta, si tratta di esami di routine su consiglio dei medici. La figlia, Kely Nascimento, sui social ha provato a tranquillizzare tutti: “Ciao amici. I media stanno di nuovo impazzendo. Mio padre è ricoverato in ospedale e sta regolando i farmaci da prendere. Nessuna sorpresa o emergenza. È lì per alcuni controlli mensili che ha fatto da quando gli è stata diagnosticata la malattia“. Nel settembre 2012, Pelé ha subito un intervento chirurgico per rimuovere un tumore all’intestino. Da allora, è stato ricoverato più volte per essere monitorato sulle possibili recidive. continua a leggere
“Il nuovo Cda dell’Inter è previsto per martedì, 29 novembre: sul piatto l’approvazione del bilancio d’esercizio trimestrale e temi di gestione ordinaria, dagli incassi per il passaggio del turno in Champions alle politiche della biglietteria, con particolare attenzione alla ricerca di nuovi sponsor, vista l’urgenza di trovarne uno sulla maglia che sostituisca in tempi rapidi l’insolvente Digitalbits“. Questo quanto sottolinea la Gazzetta dello Sport, che ricorda come tutti i temi saranno sul tavolo di Steven Zhang, che a breve rientrerà in Italia dopo il suo soggiorno negli Stati Uniti.
“Tra i motivi di quest’ultimo viaggio non ci sarebbero, quindi, motivazioni legate al club. Steven ha, comunque, approfittato della settimana del Ringraziamento per festeggiare col tradizionale tacchino e a Boston ha pure fatto tappa con alcuni amici al TD Garden per vedere un match di hockey“, si legge
Ancora polemiche in Cina per le rigide regole di lockdown nelle città dove si trovano positivi: a Urumqi, nello Xinjang, in lockdown per pochi casi su 4 milioni di abitanti, sono morti dieci abitanti di un palazzo in fiamme
I video dell’incendio sono pochi: un palazzo di 15 piani in fiamme, i getti d’acqua che tentano di domare l’incendio. Alla fine dieci abitanti non ce la faranno, nove saranno ricoverati con ustioni gravi. Molti di più sono i video delle proteste che circolano da Urumqi, nella provincia occidentale dello Xinjiang dove vivono 10 milioni di uiguri, sui social media cinesi. L’incendio è scoppiato giovedì sera. I pompieri, protestano molti cittadini, sono arrivati troppo tardi a causa dei rigidi blocchi che paralizzano la città, in lockdown da più di tre mesi per un centinaio di casi di positività. Ad accoglierli hanno trovato una folla di vicini che scandiva «Fine del blocco, fine del blocco», coi pugni alzati. Molti cantavano l’inno nazionale — che dice «Si alzi chi rifiuta la schiavitù». continua a leggere
Il pallone d’oro Karim Benzema si infortuna (di nuovo) in allenamento con la Francia: scuro in volto dopo la risonanza. Dopo il ko di Nkunku i campioni del mondo perdono pezzi
Mondiali finiti prima ancora di iniziare per Karim Benzema. Il Pallone d’Oro, reduce da un infortunio muscolare (così come il connazionale Varane), aveva ripreso ad allenarsi insieme ai compagni di nazionale soltanto oggi, ma è rientrato negli spogliatoi in anticipo a causa di un nuovo problema muscolare, un forte dolore al quadricipite della coscia sinistra, in una zona differente da quella precedentemente dolorante.
Ha effettuato una risonanza magneticaalla clinica Aspetar di Doha per capire l’entità del danno: è uscito — riferisce L’Équipe — intorno alla mezzanotte e quindici locale, le 22.15 ora nostra, scuro in volto e zoppicante. E poco prima delle 23.30 è arrivata l’ufficialità dalla Federcalcio francese. «Tutta la Nazionale condivide la tristezza di Karim e gli augura una pronta guarigione». continua a leggere
Touché au quadriceps de la cuisse gauche, Karim @Benzema est contraint de renoncer à participer au Mondial.
Traduzione Google Colpito al quadricipite della coscia sinistra, Karim @Benzema è costretto a rinunciare a partecipare ai Mondiali. L’intero team condivide la tristezza di Karim e gli augura una pronta guarigione
Keith Levene, fondatore dei Clash e dei Public Image Limited
Il mondo del punk piange Keith Levene, fondatore dei Clash e successivamente dei Public Image Limited. Il chitarrista, 65 anni, è morto a Norfolk, in Gran Bretagna, dopo una breve malattia: il cancro lo aveva colpito al fegato. A darne la notizia via social lo scrittore Adam Hammond. “E’ con grande tristezza – ha scritto – che comunico che il mio caro amico e leggendario chitarrista dei Public Image Limited Keith Levene è morto venerdì 11 novembre“. Levene, nato a Londra nel 1957, aveva rivoluzionato il panorama rock britannico degli anni 70.contin
La nomina del 43enne manager milanese va salutata quale segno di continuità con la strategia del Milan degli ultimi anni (da quando cioè il club è arrivato nelle mani del fondo Elliott): una strategia volta a coniugare un netto miglioramento dei conti in bilancio con una crescita della competitività della squadra in campo italiano e internazionale.
Furlani, infatti, per quanto grande tifoso rossonero, è soprattutto un grande esperto di finanza. Infatti, dopo aver iniziato la carriera in Lehman Brothers è poi approdato a Elliott dove è rimasto 12 anni lavorando a operazioni importanti quali Ansaldo Sts e TIM. In questo quadro ci sono pochi dubbi sul fatto che sotto la sua gestione, che ufficialmente inizierà i primi giorni di dicembre, il club saprà mantenere sotto controllo, se non migliorare ulteriormente, la propria posizione economica.
Nello stesso tempo la nomina di Furlani è una conferma, come questa testata ha sempre segnalato, che la vendita del Milan da parte di Elliott alla Red Bird di Gerald Cardinalesembra più un affiancamento nella gestione del club che una cessione vera e propria. Per quanto, infatti, Furlani si sia dimesso dagli incarichi in Elliott, dove era portfolio manager, per assumere l’incarico di numero uno operativo rossonero, il manager milanese resta pur sempre un uomo di fiducia diPaul e Gordon Singer, i patron del comparto USA, che gli hanno consentito di scalare in breve tempo i gradini della finanza mondiale.
In questo quadro sarà interessante capire in questa ottica di affiancamento quanto Elliott sia legato a RedBird sia per quanto riguarda il noto vendor loan, sia magari in quanto partecipante e investitore nella stessa società di Cardinale a cui il MIlan è stato venduto.
Il Liverpool è in vendita: ecco perché – L’altra notizia che in settimana ha squassato il mondo dello sport business a livello globale è quella per cui il Fenway Sports Group (FSG), il proprietario statunitense del Liverpool, ha messo in vendita la società dei Merseyside, il club considerato non a torto il più glorioso d’Oltremanica visto il palmares che annovera inter alia sei Coppe dei Campioni e 19 titoli nazionali inglesi (anche se con un fan base inferiore a quella dei rivali storici del Manchester United)
I proprietari del Liverpool – in cui, va ricordato, ha una quota anche la Red Bird del proprietario del Milan Gerald Cardinale – hanno fatto trapelare alla stampa britannica che ascolteranno offerte da oltre 3 miliardi di sterline in su (circa 3,5 miliardi di euro) per valutare la cessione del club che milita nella Premier League. Una valutazione che FSG reputa quale base minima da cui partire (il cosiddetto “floor”), ma è evidente che avendolo annunciato pubblicamente l’intento è quello di fare partire un’asta.
In questo quadro sarà interessante se e a quanto il Liverpool passerà di mano. Considerando che il Chelsea è stato venduto a inizio estate per 2,5 miliardi di sterline. Guardando ai bilanci dei due club, i Reds – secondo gli ultimi dati disponibili, relativi alla stagione 2020/21, pesantemente impattata dall’emergenza Coronavirus – hanno chiuso con ricavi per 580 milioni e un rosso ridotto a 5,7 milioni di euro. Numeri decisamente migliori di quelli fatti registrare dai Blues, con un fatturato di circa 500 milioni di euro e un rosso monstre di 172 milioni, che ha fatto seguito all’utile del 2019/20.
Non solo, ma la cifra sarà anche interessante in quanto ci sono altre variabili da considerare, quasi in una situazione incrociata di vantaggi e svantaggi. A favore del Liverpool gioca infatti il blasone e gli assoluti quattro quarti di nobiltà nella storia e nel panorama calcistico mondiale, mentre i Blues sino agli anni novanta del secolo scorso (la situazione è poi migliorata ulteriormente con l’avvento di Roman Abramovic) erano una delle tante squadre di Londra. D’altro lato il Chelsea
può mettere sul piatto il fatto che alcuni degli asset di cui dispongono (uno tra cui lo stadio di Stamford Bride) sono situati in uno dei quartieri dal maggior valore immobiliare -Chelsea appunto- di una delle più care metropoli al mondo. Mentre quelli dei Reds hanno come base una delle città più problematiche e povere del Regno Unito.
Perché FSG vende il Liverpool – Ma al di là di quella che sarà la valutazione, ora è però interessante capire cosa ha spinto il FSG a mettere sul mercato il Liverpool. Il Financial Times nel suo recente ritratto di statunitense John Henry, l’uomo d’affari statunitense che è il maggior azionista di FSG con il 40% delle azioni, lo descrive quale un manager che nonostante la passione che circonda il club mai si è lasciato trasportare dall’entusiasmo che a Liverpool sa essere trascinante e che soprattutto “sa quando vendere” e uscire al momento giusto da un investimento.
Il FSG, infatti, comprò il Liverpool 12 anni fa per 300 milioni di sterline e ora, viste le cifre delle quali si vocifera, potrebbe ottenere una plusvalenza monstre. Ma, soprattutto, spiega il quotidiano della City, “sembra voler uscire dal calcio europeo mentre ne è ancora al vertice”. Quasi a sottintendere che il recente periodo d’oro dei Reds possa essere destinato a scomparire nel prossimo futuro.
La stampa britannica in particolare fa trapelare infatti che la possibilità di incassare una lauta plusvalenza dall’investimento non sia l’unico motivo dietro la decisione di Henry. Citando le parole dell’allenatore dei Reds Juergen Klopp di inizio novembre – “ci sono tre club nel mondo del calcio che possono fare ciò che vogliono a livello finanziario” con chiaro riferimento alle tre società posseduta da entità del Golfo Persico: Manchester City, Newcastle United and Paris Saint-Germain – gli osservatori inglesi hanno fatto notare come il timore che regna non solo nei piani di Henry ma anche di molti proprietari occidentali (per lo più statunitensi) di squadre della Premier League è che l’equazione società vincenti e insieme con ottimi risultati di bilancio che è stato il paradigma di alcuni club del campionato inglese di questi anni sia fortemente in pericolo.
Anche perché il tramonto della Superlega (Henry inizialmente aveva aderito al progetto salvo poi fare marcia indietro come tutti gli altri club inglesi coinvolti) ha fatto scomparire l’idea dei posti assegnati per diritto al massimo torneo europeo. E con il fatto che la Premier League (che ha a disposizione quattro posti per quella macchina da soldi che è la Champions League) è sempre più competitiva – ormai alle storiche big six (Arsenal, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Chelsea e Tottenham Hotspur) va aggiunto a pieno titolo anche il Newcastle saudita– per le squadre inglesi ottenere la certezza di un posto stabile nel più importante e remunerativo torneo europeo è sempre più difficile e nessun club ha la garanzia di restare al vertice.
In questo quadro gli sport nordamericani – caratterizzati dal numero chiuso- sembrano un investimento più semplice e meno rischioso. E non a caso lo stesso Henry non più tardi dell’anno scorso ha acquistato una quota dei Pittsburgh Penguins di hockey su ghiaccio e starebbe valutando l’acquisto di una franchigia di basket del campionato NBA.
E probabilmente non è nemmeno un caso che per varie vicissitudini negli sport nordamericani si registra un grande numero di franchigie in vendita, quasi che chi voglia realizzare degli investimenti sia fiutando l’ottimo momento per uscire.
In particolare, secondo il magazine Sportico sono sul mercato:
i Washington Commanders di football americano (NFL) valutati 4,78 miliardi di dollari,
i Los Angeles Angels di baseball (MLB) valutati 2,5 miliardi di dollari,
i Washington Nationals di baseball (MLB) valutati 2,23 miliardi di dollari
i Phoenix Suns di basket (NBA) valutati 1,92 miliardi di dollari
e i canadesi Ottawa Senators di hockey su ghiaccio (NHL) valutati 655 milioni di dollari
L’impatto di queste dinamiche sulla Serie A – E’ evidente che di queste dinamiche bisogna tenere conto anche per quanto riguardo i club italiani che stanno cercando o valutando la vendita o l’ingresso dei nuovi soci, Anche perché il campionato di Serie A sta dimostrando (Napoli a parte) che come in Inghilterra nessun club può dirsi relativamente sicuro di partecipare alla prossima Champions League.
E per quanto riguarda i club che si stanno guardando intorno il caso più di attualità è quello dell’Inter.
Il presidente nerazzurro Steven Zhang, durante l’ultima assemblea degli azionisti, ha assicurato sull’intenzione del gruppo Suning di restare a lungo nel club milanese. E questo malgrado le notizie non confortanti che arrivano dalla Cina sullo stato di salute del gruppo al quale l’Inter appartiene e malgrado gli advisor Goldman Sachs e Raine Group si siano attivati sul dossier.
In questa stessa rubrica però Calcio e Finanza aveva spiegato di avere avuto una indiscrezione secondo la quale una grossa offerta era arrivata al club nerazzurro da un gigante straniero per il 100% del capitale sociale e che i possibili acquirenti non vorrebbero soci di minoranza significativi e quindi gli Zhang dovrebbero uscire totalmente. Non solo, ma nello stesso giorno dalle dichiarazioni di Zhang all’assemblea dei soci l’agenzia Reuters aveva scritto che due offerte per la società milanese erano arrivate degli Stati Uniti.
Al di là delle dichiarazioni di facciata quel che è certo che nel 2024 Suning dovrà ripagare un prestito da 292 milioni (con interessi PIK al 12%) al fondo statunitense Oaktree, soldi che gli Zhang hanno richiesto per la necessità di immettere liquidità nell’Inter (che dopo il -245 milioni nel bilancio 2021, nel 2022 ha chiuso l’esercizio con una perdita di 140 milioni). Se Suning, che sinora ha investito oltre 600 milioni nel club nerazzurro, non lo ripagasse, rischierebbe di perdere la società a zero con l’Inter che passerebbe nelle mani del fondo USA.
In sostanza, se Suning non riuscisse a ripagare il finanziamento garantito da Oaktree, nelle mani del fondo californiano finirebbe il 68,55% dell’Inter in mano alla famiglia Zhang, ma anche il restante 31,05%: Oaktree avrebbe, così, il 99,6% delle azioni del club nerazzurro e sarebbe proprietaria del club.
Secondo le indiscrezioni delle settimane scorse la famiglia Zhang valuterebbe l’Inter circa 1,2 miliardi (che comunque non consentirebbe alla dinastia cinese di uscire con una plusvalenza, visti i debiti) e però non sarebbe molto propensa a lasciare del tutto l’azionariato del club. La sensazione, al momento, che, viste anche le dinamiche internazionali di cui sopra, probabilmente queste non condizioni non hanno trovato riscontro sul mercato. Tanto che Il Sole 24 Ore ha parlato di un piano B che comporterebbeun rifinanziamento del bond con Oaktree.
Quel che è certo e che come è emerso dal bilancio l’Inter in virtù della sua esposizione debitoria ha accumulato nel 2021/22 oltre 40 milioni di interessi. Una cifra che per esempio da sola può significare l’acquisto di due o tre buoni giocatori in sede di calcio mercato.
E l’interrogativo è: può l’Inter continuare ogni stagione a partire con un siffatto handicap finanziario nei confronti delle sue avversarie italiane ed europee?
Nasser Al Khelaifi ( president PSG ) – Photo Federico Pestellini/Panoramic/insidefoto ITALY ONLY
Un intrigo fra file segreti, ricatti, video “rubati” e taccuini misteriosi con, al centro, il presidente del PSG e dell’ECA, Nasser Al Khelaifi. È quanto rivelato in un lungo articolo da L’Equipe
La prova regina è un video di due minuti e sei secondi in cui si vede Hicham Karmoussi, steward di Nasser Al Khelaifi, che registra un messaggio video. L’uomo spiega di aver lavorato per il presidente del PSG per più di due decenni e di aver «visto molte cose. Quindi so delle cose che ha fatto. Ed ecco che ora mi stanno minacciando di andare in Qatar perché… uh… sanno che so molte cose. Quindi ecco, se mi succede qualcosa, lui è l’unico responsabile, è Mr. Al Khelaifi il responsabile. Non smette di dirmi: “Vieni in Qatar, vieni in Qatar’; e io non ci voglio andare».
La polizia non ha potuto datare il video, ma questo è stato aggiunto al contenuto di un disco rigido il 2 febbraio 2020, due settimane dopo l’arresto in Qatar di Tayeb Benabderrahmane, uomo d’affari e lobbista vicino al PSG, sospettato di aver avuto in suo possesso documenti compromettenti per il presidente Al Khelaifi. Dopo aver sfruttato il video, gli agenti della Direzione Generale della Sicurezza Interna (DGSI), i servizi segreti interni in Francia, che hanno messo le mani su queste immagini, hanno concluso che Hicham Karmoussi temeva chiaramente «che Nasser Al Khelaifi lo avrebbe fatto aggredire per farlo tacere» e che ha realizzato questo video «nel caso gli accadesse qualcosa».
Ma la vicenda ha radici lontane. Il tutto nasce nel 2016, quando un guardia, all’esterno di una mostra temporanea, riceve un taccuino da un visitatore misterioso. Successivamente, quando arriva nelle mani dei servizi segreti interni (DGSI), si scopre che in quel taccuino ci sono molte informazioni riservate, fra cui resoconti di operazioni di sorveglianza e dettagli secretati di operazioni di difesa. Alcuni mesi dopo, Alex Jordanov pubblica il suo libro “Le guerre nell’ombra del DGSI” e subito scatta l’allarme: chi ha passato le informazioni allo scrittore?
Alla ricerca della talpa, le indagini portano a Malik Nait-Liman, ex membro dei servizi segreti francesi, che ora è un dipendente del PSG, per conto del quale si occupa dei rapporti con i tifosi del club parigino. Scattano le perquisizioni nelle sue proprietà e nella sua casa alla periferia di Parigi trovano supporti tecnologici pieni di dati, che vengono prontamente sequestrati. Il 13 gennaio 2021 viene perquisito anche il suo ufficio a Boulogn, sede del PSG.
Ma la ricostruzione del caso e la comprensione di tutti quei dati è un lavoro difficile che richiede pazienza e precisione, fino a quando un rapporto segnala come Nait-Liman nel 2018, complice qualche incomprensione con i suoi superiori voglia andare a lavorare per il PSG. Ma anche qui le cose non vanno come previsto, tanto che Nait-Liman deve chiamare Bernard Squarcini, soprannominato “lo Squalo”. Da qui sembrerebbe che l’assunzione al PSG sia favorito, sempre da quanto racconta L’Equipe, un vecchio capo dell’intelligence francese. Tutto risolto: Nait-Liman viene assunto al PSG. Ma si scoprirà che l’uomo lavoro già nell’ombra per conto del PSG e non proprio solamente per i rapporti con i tifosi.
Bisogna tornare nel 2017 quando Jean-Martial Ribes, direttore della comunicazione del club, chiede a Nait-Liman di accelerare il rinnovo del permesso di soggiorno della moglie marocchina. “Ha contatti con la prefettura di Nanterre? – chiede Ribes a Nait-Liman -. È importante per il permesso di soggiorno di mia moglie che scade il 23 giugno”. L’allora poliziotto sa che potrebbe giocare lì il suo futuro e intende dimostrare la sua efficacia. Si dà da fare e va lui stesso nella stessa prefettura per accelerare il processo e avrebbe chiesto, inoltre, l’intervento di un comandante a cui è vicino. Permesso di soggiorno ottenuto e prova superata.
Due anni dopo, quando l’ufficiale di polizia si è dimesso e lavora a tempo pieno nel club, Ribes gli affida un compito particolare: raccogliere informazioni su un tifoso che ha ricevuto uno schiaffo da Neymar durante la finale della Coupe de France contro Il Rennes. «Devi mettere insieme un dossier veloce – scrive Ribes – potrebbe avere precedenti». La risposta di Nait-Liman è la seguente: «Domani non sono qui. Lo chiederò ai poliziotti, ma ho bisogno della sua identità… ho bisogno di lupi arrabbiati su di lui». Ribes è d’accordo: «È un truffatore». Niait-Liman si infastidisce e sentenzia: «Avrebbero dovuto buttarlo fuori alle prime provocazioni. È colpa della Federazione e degli incapaci che garantiscono la sicurezza dello Stade de France».
L’identità viene scoperta e Ribes fa partire una campagna social, che poi si scoprirà portata avanti da profili fake, per screditare il tifoso. Interrogato sull’accaduto, Nait-Liman, confessa di aver usato i suoi contatti della polizia, premiati poi con ospitate nei plachi d’onore del Parco dei Principi, per indagare su persone vicine al presidente Al Khelaifi, ovviamente su richiesta, o di aver ottenuto altri favori come velocizzare alcune pratiche.
Qui entra in gioco anche la figura di Tayeb Benabderrahmane, che chiede aiuto a Niait-Liman per favorire contatti politici del Qatar ad avere la meglio sui concorrenti degli Emirati Arabi Uniti. Per la DGSI i posti alle partite del PSG sarebbero quindi ben utilizzati per avvicinare personalità come quella di Yassine Belattar che Benabderrahmane descrive come «molto legato a Macron» o quella dell’editorialista francese Michel Taub, scrittore nel 2019 del libro “La faccia nascosta degli Emirati Arabi Uniti».
Ma quando le cose iniziano ad andare male a Tayeb Benabderrahmane? A quanto ricostruito dal DGSI, il 28 dicembre 2018 il lobbista chiede a Nait-Liman una nota di intelligence per il «grande capo». La nota in questione prende di mira un certo Adel Aref, capo di gabinetto di Nasser al-Khelaïfi, oggi in disgrazia. Cita la sua storia come vittime di due furti con scasso, informazioni recuperate dal fascicolo di elaborazione della storia criminale e affermazioni di carattere privato, gravi ma in nessun modo verificate, non essendo accertata l’origine di questa nota.
Il DGSI ha provato a ricostruire ulteriori dati cancellati dalle chiavette USB trovate a Nait-Liman, dalle quali sono state ritrovati numerose chat di Nasser al-Khelaïfi con giocatori del PSG, come Thiago Silva o Zlatan Ibrahimovic, foto personali nei momenti di relax, o in compagnia dell’emiro Tamim ben Hamad Al Thani, documenti e mezzi di pagamento.
I metadati di alcuni documenti, come una discussione WhatsApp con Jérôme Valcke (ex segretario generale della FIFA condannato in appello nel giugno 2022 dalla Svizzera nell’ambito dell’affare FifaGate), cita un certo “Tayeb” come autore. Secondo gli inquirenti, questi elementi tendono a provare l’esistenza di un backup di un telefono appartenuto a Nasser Al Khelaifi.
Secondo L’Equipe, questi dati potrebbero essere di grande interesse per i giudici incaricati dell’informazione giudiziaria aperta sulle condizioni per l’assegnazione della Coppa del Mondo 2022 in Qatar. Diverse migliaia di sequenze video, datate nell’estate del 2018, sono state scoperte dagli inquirenti. Le immagini provengono da una microcamera nascosta che riprende una camera da letto di un appartamento, dove c’è un letto a baldacchino: le tende e le persiane della stanza sono costantemente chiuse e in una sequenza, Nasser Al Khelalfi e una donna vengono ripresi nella loro «più stretta privacy».
Si vede, inoltre, l’amministratore di Al Khelaifi, Hicham Karmoussi, che perquisisce la stanza, anche il resto dell’alloggio in assenza dei due occupanti principali». Questi ultimi, secondo gli inquirenti, non sembrano essere informati della presenza di telecamera nascosta. Gli inquirenti pensano che «questa vicenda abbia inizio con il licenziamento di un dipendente disonesto che poi ha minacciato di rivelare elementi privati». Contattato, Francis Szpiner, l’avvocato del boss del club della capitale, non ha voluto commentare il contenuto di questi dati.
All’inizio del 2020 Tayeb Benadberrahmane è trattenuto contro la sua volontà in Qatar. Secondo le dichiarazioni del suo legale dell’epoca, W Olivier Pardo, al Consiglio degli avvocati di Parigi, il Paese ha aperto un’indagine amministrativa per aver minato la sicurezza dello Stato e lo avrebbe accusato di detenere le «registrazioni rubate della vita intima» di Nasser Al Khelaifi.
Benadberrahmane afferma di essere stato sequestrato e torturato per molti mesi in Qatar, prima di essere finalmente rilasciato nell’estate del 2020, dopo aver firmato, sotto costrizione, un protocollo transazionale con il quale si impegnava a fornire un certo numero di dati in suo possesso. Ha presentato diverse denunce a Parigi e in particolare rimprovera al suo avvocato dell’epoca, W Pardo, di non averlo difeso correttamente, cosa che quest’ultimo contesta vigorosamente.
Accusa inoltre Al Khelaifi di aver utilizzato i mezzi dello Stato del Qatar per trattenerlo contro la sua volontà in un Paese straniero al fine di ottenere «la consegna forzata di documenti compromettenti e per cercare di soffocare questa oscura vicenda».«Non abbiamo approfittato della situazione di qualcuno per firmare un protocollo sfavorevole», ribatte una fonte nell’entourage di Nasser al-Khelalli. Volevamo solo recuperare i dati privati rubati in cambio dei quali non abbiamo presentato un reclamo.
In una conversazione datata 15 aprile 2020, la prima tra Tayeb Benabderrahmane e sua moglie dall’inizio della sua detenzione in Qatar, il primo è apparso estremamente segnato e ha detto alla moglie: «hanno provato molte cose, vedi», questo che ha portato gli inquirenti a concludere «che la detenzione non è stata facile per lui». Tayeb Benabderrahmane ha già accennato alla possibilità, all’epoca, che il suo avvocato abbia firmato qualcosa con altri avvocati. La moglie, molto preoccupata, riassume la questione: “Noi diamo, loro ti liberano”.
Due ex agenti di polizia, tra cui Malik Nait-Liman, sono stati incriminati, in particolare per falso e uso di falsi, corruzione, occultamento e complicità nell’appropriazione indebita dello scopo di un fascicolo, complicità e occultamento in violazione del segreto professionale e complicità e ricettazione e, infine, per accesso fraudolento a un sistema di trattamento dei dati personali.
Tayeb Benabderrahmane è stato incriminato per favoreggiamento in ingresso e soggiorno illegali, contraffazione e uso, spaccio di infleunza, complicità e occultamento di violazione del segreto professionale. Hicham Karmoussi, da 25 anni steward di Nasser Al Khelaifi, l’uomo dai molti segreti, attende «di essere ascoltato dalla giustizia”, secondo il suo avvocato M’Antoine Ory che aggiunge: «Contrariamente a quanto potrebbe essere stato detto, lui non si nasconde assolutamente».
La Lega Serie A ha reso nota la programmazione gare dalla 22ª alla 29ª Giornata della Serie A TIM 2022/2023. Le prossime finestre, fissate in base alle competizioni europee e alla Coppa Italia, sono quelle già stabilite con il Comunicato Ufficiale n. 314 dello scorso 24 giugno: 21 marzo, 28 aprile e 29 maggio.
Il commento del Presidente della Lega Serie ALorenzo Casini: “Oggi abbiamo pubblicato i blocchi con giornate e orari delle partite della Serie A TIM fino a Pasqua” – le parole del presidente della Lega di A, Lorenzo Casini – “La programmazione delle gare, che da quest’anno avviene con congruo anticipo, come in Premier League, è apprezzata dalle Società, perché permette di pianificare al meglio l’attività sportiva e la vendita dei biglietti. E così i tifosi sanno per tempo le date in cui giocherà la propria squadra”.
“Come detto a inizio stagione, il calendario delle partite è diffuso in 7 finestre nel corso dell’anno, in date già stabilite (l’anno scorso ne abbiamo avute 12; la Premier ne ha 10). Il 21 marzo renderemo noti gli incontri fino ad aprile. Ringrazio l’AD Luigi De Siervo, il nostro HCO Andrea Butti e tutta la struttura della Lega per il grande lavoro svolto”.
C’è stato un cambiamento di regole in vista del 2021/22 : il pareggio dopo il ritorno andrà ai tempi supplementari e ai calci di rigore se necessario, indipendentemente dal numero di gol segnati da una squadra in trasferta.
Champions League, le date degli ottavi
PARTITE DI ANDATA ore 21
Milan – Tottenham – 14 febbraio 2023
PSG – Bayern Monaco – 14 febbraio 2023
Club Brugge – Benfica – 15 febbraio 2023
Borussia Dortmund – Chelsea – 15 febbraio 2023
Liverpool – Real Madrid – 21 febbraio 2023
Eintracht – Napoli – 21 febbraio 2023
Inter – Porto – 22 febbraio 2023
PARTITE DI RITORNO – ore 21:00
Benfica – Club Brugge – 7 marzo 2023
Chelsea-Borussia Dortmund – 7 marzo 2023
Tottenham – Milan – 8 marzo 2023
Bayern Monaco – PSG – 8 marzo 2023
Manchester City – RB lipsia – 14 marzo 2023
Porto – Inter – 14 marzo 2023
Real Madrid – Liverpool – 15 marzo 202
Napoli – Eintracht – 15 marzo 2023
Le date della fase a eliminazione diretta
Ottavi di finale: 14/15/21/22 Febbraio e 7/8/14/15 marzo 2023
Quarti di finale: 11/12 e 18/19 aprile 2023 Semifinali: 9/10 e 16/17 maggio 2023
Finale UEFA Champions League 2023:
10 giugno 2023
all’Atatürk Olympic Stadium di Istanbul
I playoff di Europa league
Abolita la regola dei gol in trasferta
I doppi confronti in parità al termine della gara di ritorno proseguiranno ai tempi supplementari e, se necessario, ai rigori, indipendentemente dal numero di gol segnati in trasferta da una squadra.
Partite Andata – 16 febbraio 2023 – ore 18:45
Barcellona – Manchester United
Shakhtar Donetsk – Rennes
Ajax – Union Berlin
Salisburgo – Roma
Partite Andata 16 febbaio 2023 – ore 21
Juventus – Nantes
Sporting CP – Midtjylland
Bayer Leverkusen – Monaco
Siviglia – PSV Eindhoven
Partite Ritorno 23 febbraio 2023 – ore 18:45
Nantes – Juve
Midtjylland – Sporting
Monaco – Bayer Leverkusen
PSV Eindhoven -Siviglia
Partite Ritorno 23 febbraio 2023 – ore 21:00
Manchester United – Barcellona
Rennes- Shakhtar Donetsk
Union Berlin – Ajax
Roma – Salisburgo
Sorteggi di Europa League 2022/23
Spareggi per la fase a eliminazione diretta: 7 novembre 2022 Ottavi di finale: 24 febbraio 2023 Quarti di finale e semifinali: 17 marzo 2023
Quando inizia la fase a eliminazione diretta di Europa League?
Spareggi per la fase a eliminazione diretta: 16 e 23 febbraio Ottavi di finale: 9 e 16 marzo 2023 Quarti di finale: 13 e 20 aprile 2023 Semifinali: 11 e 18 maggio 2023 Finale: 31 maggio 2023
La finale di UEFA Europa League 2022/23 si giocherà alla
Puskás Aréna di Budapest
Puskás Aréna di Budapest – UEFA via Getty Images
Conference League
Spareggi del turno a eliminazione diretta di
Europa Conference League
Abolita la regola dei gol in trasferta
I doppi confronti in parità al termine della gara di ritorno proseguiranno ai tempi supplementari e, se necessario, ai rigori, indipendentemente dal numero di gol segnati in trasferta da una squadra.
Andata Giovedì, 16 febbraio – ore 18:45
Qarabağ – Gent
Trabzonspor – Basilea
Bodø/Glimt – Lech
Braga – Fiorentina
Andata Giovedì, 16 febbraio – ore 21
Lazio – CFR Cluj
AEK Larnaca – Dnipro-1
Sheriff – Partizan
Ludogorets – Anderlecht
Ritorno giovedì 23 febbraio – ore 18:45
CFR Cluj – Lazio
Dnipro-1 – AEK Larnaca
Partizan – Sheriff
Anderlecht – Ludogorets
Ritorno giovedì 23 febbraio – ore 21:00
Gent – Qarabağ
Trabzonspor – Basilea
Lech – Bodø/Glimt
Fiorentina – Braga
Le date della fase a eliminazione diretta
Spareggi fase a eliminazione diretta: 16 e 23 febbraio 2023 Ottavi di finale: 9 e 16 marzo 2023 Quarti di finale: 13 e 20 aprile 2023 Semifinali: 11 e 18 maggio 2023
A Nyon gli abbinamenti del tabellone ad eliminazione diretta. Tre le italiane rimaste in corsa: Napoli, Inter e Milan. A seguire i sorteggi di Europa League e Conference
Le date degli ottavi di Champions – Gli ottavi verranno divisi in due tranche. Le prime quattro partite d’andata si disputeranno il 14 e 15 febbraio, le altre quattro il 21/22 febbraio. Al ritorno le prime quattro sfide verranno disputate il 7-8 marzo le seconde quattro il 14/15 marzo. Chi giocherà l’andata il martedì disputerà il ritorno di mercoledì e viceversa. In Europa League e in Conference, invece, le gare d’andata del playoff si disputeranno il 16 febbraio, quelle di ritorno il 23 febbraio. Le partite, in entrambe le coppe, verranno divise in due fasce: quattro si giocheranno alle 18.45, quattro alle 21. Al ritorno gli orari verranno invertiti. continua a leggere
L’operazione legata al bond da 415 milioni emesso lo scorso gennaio ha portato ad un ulteriore aumento del costo degli interessi a bilancio per l’Inter. La cedola infatti è stata fissata al 6,75%, in crescita rispetto al 4,875% dei due precedenti bond, valore maggiore che ha portato ad una crescita dei costi a bilancio.
Nell’esercizio al 30 giugno 2022, così, l’Inter ha registrato costi per interessi (legati alle sole operazioni finanziarie realizzate dal club, senza considerare le altre voci) in crescita a oltre 40 milioni di euro: in calo quelli legati ai debiti verso le banche (da 2,5 a 1,5 milioni di euro), sono cresciuti quelli legati agli oneri accessori su finanziamenti e prestiti obbligazionari (da 216mila euro a 5,4 milioni), così come quelli sulle obbligazioni (da 22,2 a 25,3 milioni) e quelli legati al factoring (da 4mila euro a 7,8 milioni), in una situazione che caratterizza i bilanci del club nerazzurro ormai da alcune stagioni.
La crescita degli interessi è partita dal 2014/15 quando l’allora patron Erick Thohir decise di rifinanziare il debito della società, lasciato dalla gestione Moratti, chiedendo a Goldman Sachs un finanziamento da 230 milioni. Nel bilancio al 30 giugno 2015, gli interessi legati all’operazione salgono a 18,6 milioni, contro i 7,6 milioni di interessi su debiti verso banche (e 10,8 milioni complessivi) al 30 giugno 2013, ultimo esercizio gestito interamente da Moratti.
Gli interessi passano poi a 17,1 e 16 milioni nei bilanci 2015/16 e 2016/17, quest’ultimo il primo invece dell’era Suning. Nel dicembre 2017, la scelta è quindi quella di tornare sul mercato per rifinanziare il prestito ottenuto da Thohir (che aveva scadenza nel 2019) con un bond da 300 milioni di euro, a cui si aggiunge anche una linea di credito revolving da 50 milioni. Nel 2017/18, così, gli interessi (compresi anche quelli legati alla linea di credito da 50 milioni) superano i 21 milioni, calando poi a 17,8 milioni nel 2018/19 e passando poi a 18,5 milioni nel 2019/20.
Nel luglio 2020, al bond da 300 milioni se ne aggiunge un secondo da 75 milioni, che fa schizzare gli interessi nel bilancio 2020/21 a quota 24,9 milioni, passando poi a oltre 40 milioni nel 2021/22. La cifra complessiva sale, così, a quota 175 milioni dal 2014 in poi, con una media pari a 21,9 milioni di euro a stagione.
Per fare un confronto, il costo a bilancio di Dusan Vlahovic per la Juventus (stipendio lordo e ammortamento) è pari a circa 30 milioni di euro annui, quindi circa 10 milioni in meno rispetto ai costi che l’Inter utilizza per pagare gli interessi sui debiti.
Inter, gli interessi su finanziamenti e bond dal 2014
Dati in milioni di euro
Bilancio
Interessi
14/15
18,651
15/16
17,180
16/17
16,520
17/18
21,262
18/19
17,856
19/20
18,592
20/21
24,988
21/22
40,208
TOTALE
175,257
Suning.com, ricavi dimezzati e rosso di 700 milioni nei primi 9 mesi del 2022
Headquarters of Suning.com in Nanjing, China (PRNewsfoto/Suning Holdings Group)
Proseguono le difficoltà per Suning.com, la principale società della galassia Suning di cui Zhang Jindong (proprietario dell’Inter) è tra i principali azionisti. La società quotata alla Borsa di Shenzen ha reso noti i dati al 30 settembre 2022, con cifre ancora in forte perdita anche a causa di un rilevante calo dei ricavi.
Nel dettaglio, nella trimestrale al 30 settembre i ricavi di Suning.com sono calati del 52% da 115,5 a 55,5 miliardi di yuan, ovverosia da circa 16 a 7,6 miliardi di euro. Nonostante il forte calo dei ricavi, Suning.com ha fatto registrare una perdita in calo nel primo semestre, passando da -8,1 miliardi di yuan a -4,9 miliardi (ovverosia da -1,1 miliardi a -685 milioni di euro).
La liquidità al 30 settembre 2022 era pari a 5,4 miliardi di yuan (circa 750 milioni di euro), con un patrimonio netto pari a 27,6 miliardi di yuan (3,8 miliardi di euro), con passività correnti per 108 miliardi di yuan (14,9 miliardi di euro) rispetto ai 110,2 miliardi di yuan (15,2 miliardi di euro) all’1 gennaio scorso.
Una situazione che resta in evoluzione dal punta di visto debitorio. Va ricordato infatti che nella semestrale al 30 giugno scorso, la società sottolineava come alcuni dei debiti del gruppo (inclusi principalmente debiti verso fornitori, note passive, canoni di locazione e rimborsi di investimenti) per un totale di circa 29,635 miliardi di RMB (circa 4,2 miliardi di euro) fossero scaduti, con il gruppo che inoltre nei primi sei mesi del 2022 “non ha soddisfatto i requisiti di indicatore finanziario previsti in alcuni contratti di finanziamento”, ma al 30 giugno tuttavia le banche e gli altri istituti finanziari non hanno richiesto al gruppo il rimborso immediato.
La scossa è stata avvertita verso le 22.42 nei pressi di Scalea, sulla costa nord occidentale
Scossa di magnitudo 5.1 alle ore 22.42 al largo della costa calabra nord occidentale (Scalea-Cosenza). L’epicentro, secondo quanto riporta il sito dell’Istituto nazionale di geofisica (Ingv), è stato localizzato in mare, al largo di Scalea, ad una profondità di 286 chilometri.
Al momento nessuna richiesta di soccorso o segnalazione di danni alle sale operative dei vigili del fuoco. È quanto si legge in un tweet dei Vigili del fuoco. «Al momento non risultano danni», spiega la Protezione civile.
Romelu Lukaku ha sostenuto esami clinico-strumentali questa mattina all’Istituto Humanitas di Rozzano. Gli accertamenti hanno evidenziato un risentimento della cicatrice miotendinea del bicipite femorale della coscia sinistra. Le condizioni del giocatore saranno rivalutate tra qualche giorno.
La mia controinformazione sui morti sul lavoro che distrugge la narrazione minimalista di queste tragedie. Domani mattina sono con stralci di un’intervista su queste tragedie, su Rai 1 mattina. Aiutatemi; condividete coi vostri amici per farli informare correttamente e sensibilizzarli