Era in viaggio da Igoumenitsa a Brindisi. A bordo c’erano 237 passeggeri e 51 membri dell’equipaggio. Non risultano feriti. Il rogo scoppiato nel garage. Il grazie di Mattarella ai soccorritori
Le fiamme e poi l’allarme lanciato nel cuore della notte. Un incendio è scoppiato a bordo di un traghetto Euroferry Olympia battente bandiera italianadella Grimaldi Lines che collega la città di Igoumenitsa in Grecia e che arriva a Brindisi. A bordo della nave c’erano 237 passeggeri e 51 membri dell’equipaggio. Secondo quanto riporta l’Ansa, alle 7 del mattino circa la nave è stata completamente evacuata con i mezzi di bordo e non risultano feriti. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato il Comandante generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, per fargli i complimenti per il salvataggio.
Incendio sul traghetto Grimaldi: viaggiava dalla Grecia all’Italia, salvi i passeggeri – Foto dal “Messaggero”
L’intervento della Guardia costiera italiana – L’incendio è avvenuto a circa 9 miglia dalla costa, in piena area Sar (ricerca e soccorso) greca. La guardia costiera greca, competente per i soccorsi, si è subito messa in contatto con il Comando generale delle capitanerie di porto a Roma, per coordinare l’intervento: la Guardia costiera italiana ha messo a disposizione mezzi navali e aerei, che però non sono stati necessari. Sul posto è intervenuta, oltre alle motovedette della guardia costiera greca, anche una unità della Guardia di finanza italiana che si trovava in quel tratto di mare. continua a leggere
Incendio a bordo di un traghetto della Grimaldi tra Brindisi e la Grecia, i soccorsi della Gdf
Bocciato il quesito sulla depenalizzazione della coltivazione della cannabis. il presidente della Consulta Giuliano Amato: «Faceva riferimento a droghe pesanti e ci avrebbe fatto violare obblighi internazionali»
La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sulla depenalizzazione della coltivazione della cannabis. Lo ha annunciato lo stesso presidente della ConsultaGiuliano Amato al termine della Camera di consiglio. Amato ha spiegato che così come era stato formulato il quesito avrebbe portato «alla violazione di obblighi internazionali» e avrebbe prodotto «l’inidoneità allo scopo». Secondo il presidente della Corte «il quesito referendario non era sulla cannabis ma sulle droghe pesanti, insistendo sui quei commi dell’articolo 73 del testo unico degli stupefacenti che non contenevano la cannabis, ma facevano riferimento a sostanze che includono papavero e coca, da qui la violazione di obblighi internazionali». Immediata la reazione di Riccardo Magi, +Europa, tra i promotori del referendum: «È un colpo durissimo per la democrazia in Italia. Sicuramente la Corte ha fatto quello che il presidente Amato aveva detto che non avrebbe fatto: cercare il pelo. Alcune delle motivazioni riportate hanno dell’incredibile».
L’intento del comitato promotoreera invece quello di non fare entrare nel circuito penale la coltivazione della cannabis, chiedendo l’abrogazione dall’articolo 73 del verbo «coltiva». In questa maniera – secondo i promotori – si sarebbedepenalizzata la coltivazione delle piante di cannabise di conseguenza si eliminava la pena relativa, la reclusione da 2 a 6 anni. Il quesito aveva anche una parte amministrativa che eliminava la sanzione di sospensione della patente di guida oppure il divieto di conseguirla per un periodo fino a tre anni. La coltivazione della cannabis non avrebbe avuto limiti. Per questo referendum il comitato promotore aveva raccolto oltre 630 mila firme, tra fisiche e digitali. Con questo referendum il comitato promotore riteneva che legalizzare il consumo della cannabis – considerata droga leggera – fosse lo strumento giusto per colpire le filiere di spaccio e concentrare le azioni repressive sulle organizzazioni criminali violente. Inoltre ritenevano che criminalizzando i consumatori si generava il sovraffollamento delle carceri italiane. Il presupposto da cui partivano è che l’abuso di cannabis non produce più effetti nocivi dell’abuso di sostanze perfettamente legali come alcol e tabacco.
Impossibile prenotare dopo lascadenza del bando assegnato a Volotea
Dalla mezzanotte del 14 maggio, alla vigilia della stagione turistica, la continuità territoriale aerea da e per la Sardegna potrebbe essere di nuovo appesa a un filo. Oggi è impossibile prenotare un volo da metà maggio e fino al 30 settembre: sono esattamente i quattro mesi e mezzo della cosiddetta finestra salva estate, così almeno era stata annunciata dalla Regione e dal ministero dei Trasporti. L’incertezza è totale. Lo è per i sardi, ma anche per i turisti. Nessuno sa ancora quali compagnie garantiranno da metà maggio in poi i voli dai tre aeroporti sardi, Alghero, Cagliari e Olbia, verso Roma-Fiumicino e Milano-Linate. Il rischio è che l’assegnazione arrivi all’ultimo secondo, con i pacchetti vacanze nel frattempo già dirottati altrove.
E’ accaduto stamattina a Pinzano al Tagliamento, Pordenone, in un vano magazzino di una ditta che opera nel settore della distribuzione dì bevande
PINZANO AL TAGLIAMENTO:Esplosione in deposito
Una persona è morta in seguito a una esplosione avvenuta attorno alle 6.30 di questa mattina a Pinzano al Tagliamento (Pordenone) in un vano magazzino di una ditta che opera nel settore della distribuzione dì bevande.
Sul posto stanno operando i Vigili del fuoco che hanno escluso il coinvolgimento dì altre persone nella deflagrazione.
Al lavoro per ore le squadre dei vigili del fuoco di Oristano. Camion bloccati all’ingresso
Allarme questa mattina nell’impianto per il trattamento dei rifiuti di Masangionis, gestito dal Consorzio industriale di Oristano: un incendio è divampato nella “zona ingombranti”, dopo una piccola esplosione.
Secondo le prime verifiche fatte dai vigili del fuoco, la causa dell’incidente potrebbe essere stato un razzo di segnalazione, finito nello stabilimento con un carico di rifiuti. Inizialmente il Consorzio industriale di Oristano aveva parlato di un “oggetto improprio”, ipotizzando che fosse un contenitore con gas.
L’esplosione è avvenuta all’interno del capannone e i detriti hanno colpito la postazione di lavoro protetta dove era impegnato un operatore.
Lo stesso lavoratore ha dato l’allarme, facendo scattare l’intervento dei vigili del fuoco di Oristano. La sala operativa ha ricevuto la richiesta di intervento intorno alle 8:30.
Sul posto sono arrivate subito due squadre di pronto intervento, una dalla sede centrale del Comando di Oristano e una dal distaccamento di Ales, con il supporto di due autobotti. Per alcune ore i vigili hanno lavorato per circoscrivere l’incendio e mettere in sicurezza l’impianto.
L’incendio si è propagato all’interno di un capannone di oltre 18.000 metri quadrati, nella parte in cui è raccolto il residuo secco indifferenziato.
Attualmente lo stabilimento è bloccato. Non è possibile ancora quantificare i danni.
Anche gli automezzi delle società che gestiscono la raccolta dei rifiuti nell’Oristanese sono fermi all’ingresso e non possono scaricare. continua a leggere
Morta la prima conduttrice della trasmissione «Chi l’ha visto?». Federica Sciarelli: «Addio al volto indimenticabile e motore del programma nelle sue prime storiche edizioni»
Donatella Raffai (Fabriano, 8 settembre 1943 – Roma, 10 febbraio 2022) è stata una conduttrice televisiva e giornalista italiana
È morta Donatella Raffai. Stavolta non è un logoro modo di dire ma con lei se ne va veramente un pezzo di storia della Rai, della tv pubblica più legata all’identità generalista del network televisivo più importante per la storia del nostro Paese. Donatella Raffai èscomparsa a 78 annidopo essere rimasta a lungo, e per scelta personale, lontana dai teleschermi.
La sua storia comincia nel 1971 edè legata alla radiocon alcune radiotrasmissioni di successo. La sua voce diventa subito un marchio Rai con «Voi e io», soprattutto con «Radio anch’io>» grande rotocalco popolare di storie quotidiane. E poi «Chiamate Roma 3131» dopo il 1996, altro appuntamento che cambia il rapporto tra i radioascoltatori e la radio pubblica. Infine l’approdo in TV come autrice e conduttrice di varie trasmissioni di approfondimento giornalistico e di cronaca. Si tratta della Rai 3 diretta daAngelo Guglielmi, laboratorio di sperimentazione tra «alto e basso», con trasmissioni di qualità culturale alternate ad appuntamenti di grande richiamo. Ed ecco Raffai impegnata in «Telefono giallo», «Filò», «Posto pubblico nel verde» e «Camice bianco».
Nel 1989 arriva il grandissimo successo personale di Donatella Raffai con la conduzione del programma «Chi l’ha visto?». Il programma diventa il marchio di Rai 3 e tutti riconoscono la capacità di Donatella Raffai diseguire le storie delle persone scomparse senza eccessive intrusioni nelle vite private, col rispetto dovuto al dolore personale. Nell’autunno del 1991 accetta una nuova sfida con «Parte civile» in prima serata su Rai 3, denunce di ingiustizie verso i cittadini. Nell’autunno 1992 un insuccesso, il traino preserale «8262», sempre su Rai 3: nelle intenzioni avrebbe dovuto sostenere il Tg3 di prima serata ma non andò secondo le previsioni. E anche qui Raffai reagisce con professionalità e forza. continua a leggere
Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. Istituita con la legge 30 marzo 2004n. 92, vuole “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale“.
Al Giorno del ricordo è associato il rilascio di una medaglia commemorativa destinata ai parenti delle persone soppresse e infoibate in Istria, a Fiume, in Dalmazia o nelle province dell’attuale confine orientale dall’8 settembre 1943, data dell’annuncio dell’entrata in vigore dell’armistizio di Cassibile, il 10 febbraio 1947, giorno della firma dei trattati di pace di Parigi. Sono esclusi dal riconoscimento coloro che sono stati uccisi mentre facevano volontariamente parte di formazioni non a servizio dell’Italia.
La data prescelta è il giorno in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell’Italia.
Giorno del Ricordo 2022 – Live da Trieste e Basovizza
Giorno ricordo: Mattarella, impegno di civiltà rinnovare memoria
L’Italia ricorda gli esuli e la tragedia delle foibe
“Il Giorno del Ricordo richiama la Repubblica al raccoglimento e alla solidarietà con i familiari e i discendenti di quanti vennero uccisi con crudeltà e gettati nelle foibe, degli italiani strappati alle loro case e costretti all’esodo, di tutti coloro che al confine orientale dovettero pagare i costi umani più alti agli orrori della Seconda guerra mondiale e al suo prolungamento nella persecuzione, nel nazionalismo violento, nel totalitarismo oppressivo“.
Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Giorno del Ricordo.
L’Italia del ricordo e degli esuli comincia le celebrazioni oggi alle 9.30 con la deposizione di corone alla Foiba n.149 di Monrupino; poi le autorità si trasferiranno poco lontano, sempre sul Carso, a Basovizza, per la cerimonia di commemorazione al Sacrario della Foiba – Monumento Nazionale, dove, oltre alle autorità locali, sono attesi i rappresentanti del Comitato per i Martiri delle Foibe e delle Associazioni con schieramento di labari e medaglieri e gonfaloni.
La Presidente Soldi: “Nostro dovere omaggiare le vittime di una persecuzione feroce”
“Il Servizio pubblico ha il compito di mantenere alta la partecipazione degli italiani al ricordo degli eventi drammatici della propria storia. Anche quest’anno, nel Giorno del Ricordo, la Rai è impegnata a testimoniare i massacri delle Foibe e le vicende degli esuli giuliano dalmati. Un modo per rendere omaggio a chi fu vittima di una persecuzione feroce e per disinnescare, con un’informazione autorevole, verificata e pluralista, le polemiche che spesso hanno accompagnato il racconto di questa dolorosa pagina del nostro passato, a lungo rimossa“. Così la Presidente Rai, Marinella Soldi, nel commentare il palinsesto dedicato alla ricorrenza di quella che è una pagina tragica della storia italiana, protagonista una terra ferita e contesa, schiacciata dalle tensioni di confine in una Italia ai bordi della Cortina di Ferro. Istria e la Dalmazia tra il 1943 e il 1947 divennero teatro di stragi, di vite risucchiate nel buio delle foibe, le cavità carsiche di cui è costellato il territorio della Venezia Giulia, luogo da cui partirono in migliaia temendo per la propria sopravvivenza. Il Parlamento ha scelto la giornata del 10 febbraio come Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli giuliano-dalmati, e la Rai dedicherà trasmissioni, approfondimenti e una programmazione speciale su tv, radio e web a questa ricorrenza. Tutte le testate, tg e giornali radio, saranno impegnate con servizi sulle cerimonie, interviste ai testimoni ancora viventi e ricostruzione dei fatti storici. Fino al 10 febbraio verrà anche programmato su tutte le reti lo spot realizzato appositamente per il Giorno del Ricordo. Rai1 tratterà il tema nelle sue trasmissioni: “UnoMattina”, “Oggi è un altro giorno” e “Porta a Porta” per poi tornare sull’argomento il 12 febbraio con “UnoMattina in famiglia”. Sarà Rai2, con la cura di Rai Parlamento, a trasmettere in diretta alle 16.00 del 10 febbraio la celebrazione ufficiale nell’Aula di Palazzo Madama. Sempre su Rai2, delle violenze e della migrazione di massa di oltre 250mila persone dal confine orientale si parlerà ne “I fatti vostri”, nello “Speciale Foibe” del Tg2 in onda alle 17.05, a “Tg2 Post” e ad “Anni 20 Notte”, alle 23.00 Su Rai3, alle 13.15 ,verrà trasmesso “Passato e presente – Voci dall’abisso – il dramma giuliano-dalmata tra guerra e dopoguerra” e quindi, in seconda serata, alle 23.05, il documentario “L’ultima spiaggia – Pola tra la strage di Vergarolla e l’esodo”, un lungometraggio su cosa accadde sulla spiaggia di Vergarolla, dove scoppiarono delle mine a cui era stato tolto il detonatore mentre si svolgeva una manifestazione sportiva: morirono più di 80 persone e da allora solo recentemente alcuni documenti desecretati hanno portato elementi a favore della tesi che si sia trattato di un attentato. Rainews24 realizzerà uno speciale in onda alle 9.00 del 10 febbraio, con ospiti in studio Giuseppina Mellace, autrice del libro “Una grande tragedia dimenticata, la vera storia delle Foibe” e lo storico Franco Cardini, con collegamenti in diretta da Trieste e Pola e una intervista a Simone Cristicchi che all’esodo giuliano-dalmata ha dedicato lo spettacolo “Magazzino 18”. La Tgr seguirà le manifestazioni che si terranno nelle varie regioni e particolare sarà l’impegno della Tgr Friuli Venezia Giulia e della Tgr Emilia Romagna che intervisterà testimoni e familiari di chi visse l’esodo e il periodo di paura e omicidi che fece sprofondare nelle foibe circa cinquemila vite umane. Rai Storia dedicherà vari appuntamenti nel corso del 10 febbraio all’approfondimento della ricorrenza con “Il giorno e la storia” e le puntate sul tema di “Passato e Presente”: “Il dramma giuliano dalmata dalla Foibe all’esodo” alle 8.50, “Fiume e l’epurazione di Tito” alle 14.30, “Voci dall’abisso – il dramma giuliano-dalmata tra guerra e dopoguerra” alle 20.30, “Foibe, l’eterno abbandono” alle 23.10 e “Foibe, una violenza senza confini” all’1.10. Alle 21.10 sarà trasmesso “Il Tempo del ricordo. Le foibe e l’esodo istriano-giuliano-dalmata”, per raccontare di posti come Basovizza o Vines, divenuti teatro di fucilazioni e atrocità, e di quei luoghi in cui dopo un lungo e doloroso viaggio gli esuli ricostruirono le loro vite tra difficoltà economiche e sguardi di diffidenza. Su Rai Premium, in seconda serata, anrà in onda la fiction “Il cuore nel pozzo”, con Beppe Fiorello, Leo Gullotta e Anna Liskova, mentre Rai Scuola proporrà lo speciale “Storie di confine: Giorno del Ricordo”, alle 17 e alle 23.30 e Rai Cultura selezionerà filmati d’epoca, testimonianze, voci di intellettuali. Anche su RaiPlay verranno messi in evidenza contenuti per raccontare e approfondire i drammatici fatti di quegli anni: film, fiction, programmi e video dalle teche. Tra le pellicole segnalate “Red land”, sulla storia tragica della giovane Norma Cossetto. Radio3, infine, con “Radio3 Suite” il 10 febbraio manderà in onda uno spettacolo in tema e domenica 13 febbraio trasmetterà il Concerto dalla Cappella Paolina del Quirinale dedicato al Giorno del Ricordo con brani di Gino Paoli, Sergio Endrigo e Gianluca Podio.
Nel 1969 commentò in diretta sulla Rai lo sbarco sulla Luna degli astronauti della missione Apollo 11: aveva 92 anni
Tito Stagnonel 1969 (ANSA)
01 febbraio 2022
È morto a 92 anni il giornalista italiano Tito Stagno, noto soprattutto per aver condotto la trasmissione televisiva della Rai che il 20 luglio del 1969 raccontò in diretta il primo sbarco sulla Luna.
Stagno era nato a Cagliari, in Sardegna, il 4 gennaio del 1930: dopo alcune brevi esperienze da attore per il cinema, iniziò a lavorare come telecronista in radio, e nel 1955 venne assunto dal telegiornale della Rai. Iniziò a occuparsi principalmente di telecronache sportive, ma anche di visite dei capi di Stato in Italia e di avvenimenti internazionali.
Nel 1961 fu il telecronista del primo volo del cosmonauta russo Jurij Gagarin intorno alla Terra, e da allora la Rai gli affidò le trasmissioni e i servizi del telegiornale di tutti i fatti relativi alle missioni spaziali. Per questo motivo nel 1969 condusse la diretta della missione statunitense Apollo 11, quella in cui per la prima volta un uomo sbarcò sulla Luna. Stagno condusse la trasmissione dall’Italia, commentando l’allunaggio insieme al collega Ruggero Orlando, corrispondente da Houston. continua a leggere
Aveva 80 anni e negli ultimi mesi era stato ricoverato diverse volte, a settembre anche la tragica morte del figlio a Londra. Ha scoperto tantissimo campioni, ma ha anche cambiato 65 allenatori
Maurizio Zamparini (Bagnaria Arsa, 9 giugno 1941 – Cotignola, 1º febbraio 2022) è stato un imprenditore e dirigente sportivo italiano, a lungo attivo nel campo immobiliare commerciale, immobiliare turistico, immobiliare residenziale, agricolo ed energetico. Dal 21 luglio 2002 al 1º dicembre 2018 è stato proprietario della società calcistica del Palermo, di cui è stato anche presidente fino al 27 febbraio 2017.
L’ex presidente del Palermo Maurizio Zamparini è morto questa notte intorno alle due 2 nella clinica di Cotignola, in provincia di Ravenna, dove era ricoverato da qualche giorno. Zamparini a Natale era stato ricoverato in Terapia intensiva a Udine per una peritonite. Era tornato a casa dopo qualche giorno, ma le sue condizioni avevano consigliato un nuovo ricovero. Questa notte il decesso.
Zamparini era nato a Sevegliano del Friuli, a giugno avrebbe compiuto 81 anni. Dopo essere stato presidente del Venezia, che aveva portato in serie A, l’imprenditore friulano aveva acquistato il Palermo divenendo il dirigente più vincente della storia rosanero. Sotto la sua gestione il Palermo aveva conquistato la promozione in serie A che mancava da trent’anni e aveva poi ottenuto la qualificazione alla Coppa Uefa e successivamente all’Europa League. L’ultimo grande risultato la finale di Coppa Italia del 2011 persa contro l’Inter. continua a leggere
Secondo il decreto legge 7 gennaio 2022 n. 1, dal primo febbraio per poter accedere agli uffici postali è obbligatorio presentare il green pass. Così, Poste Italiane ha attivato diverse modalità di controllo della certificazione per renderepiù rapido e semplice l’accesso alle 13 mila sedidel gruppo.
Secondo il decreto legge 7 gennaio 2022 n. 1, dal primo febbraio per poter accedere agli uffici postali è obbligatorio presentare il green pass. Così, Poste Italiane ha attivato diverse modalità di controllo della certificazione per renderepiù rapido e semplice l’accesso alle 13 mila sedidel gruppo. continua a leggere
Per il medico di Vittorio Cecchi Gori, professor Antonio De Luca: «Complicanze polmonari legate al Covid, da cui è guarito. Ora è negativo, ma è stato necessario un ricovero d’urgenza per verificare il suo stato di salute»
Vittorio Cecchi Gori è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma. Le sue condizioni, a quanto si apprende, non sono di particolare gravità. Il 79enne ex presidente della Fiorentina è stato trasportato in ospedale per complicanze polmonari. La notizia è stata data dal suo medico di fiducia, il professor Antonio De Luca, che ha raccontato: «Si tratta di una complicazione dovuta sicuramente al Covid, da cui è guarito. Ora è negativo, ma è stato necessario un ricovero d’urgenza per verificare il suo stato di salute». continua a leggere
A Licata un uomo ha sterminato la famiglia del fratello, compresi i figli di 11 e 15 anni, poi si è suicidato. I cadaveri sono stati trovati in un’abitazione di via Riesi
Strage a Licata, in provincia di Agrigento. Un uomo ha ucciso 4 familiaria colpi d’arma da fuoco — il fratello, la cognata e i due figli della coppia, di 11 e 15 anni — prima di togliersi la vita.
La tragedia si è verificata alla periferia cittadina, in via Riesi. All’origine dell’omicidio, secondo le prime informazioni, ci sarebbe statauna lite in famiglia, all’interno della casa del fratello dell’assassino.continua a leggere
Silvio Berlusconi è ancora al San Raffaele. Le visite della figlia Marina, di Confalonieri e Ghedini. La rabbia e lo scoramento dopo la vicenda della candidatura ritirata a presidente della Repubblica
È ancora ricoverato al San Raffaele, da cui pochissimo trapela. Un po’ per proteggerlo, un po’ perché lui di parlare non ha davvero alcuna voglia: Silvio Berlusconi — che raccontano triste, depresso, che alterna rabbia a scoramento — a pochissimi risponde al telefono e pochissimi vuole incontrare.
La degenza è obbligata ancora non si sa per quanti giorni perché il leader azzurro soffrirebbe anche di un’infezione, ma le sue condizioni non sono considerate gravi: «Sta abbastanza bene», dice chi gli sta vicino. Ma sicuramente è l’umore ad essere dei peggiori.continua a leggere
L’attore è scomparso a pochi giorni dalla morte della moglie: aveva 92 anni
Lino Banfi & Camillo Milli
È morto all’età di 92 anni Camillo Milli, celebre presidente della Longobarda ne L’allenatore nel pallone. L’attore se ne va a pochi giorni di distanza dalla scomparsa della moglie. Era malato da tempo. Classe 1929, Milli era nato a Milano. Iniziò la sua lunghissima carriera a teatro sotto la direzione di Giorgio Strehler. Debuttò al Piccolo teatro di Milano nel 1951, rimanendo attivo nei due anni successivi. Ha ricoperto spesso ruoli di prelati, come ne Il marchese del Grillo di Monicelli o In Nome del Papa Re di Luigi Magni. Ha lavorato conLino Banfi e Paolo Villaggio. Era noto anche al pubblico televisivo per aver recitato in fiction come CentroVetrine e Un Medico in famiglia 9.
In vigore da oggi la certificazione verde per andare dal parrucchiere, dal barbiere e dall’estetista
Sarà firmato oggi dal presidente del Consiglio Mario Draghi il Dpcm con la lista dei negozi dove non sarà obbligatorio avere il green pass dal 1° febbraio 2022. Mentre entrano in vigore le nuove regole per andare dal parrucchiere dal barbiere e dall’estetista, si mette a punto l’elenco degli esercizi commerciali esentati.
Parrucchieri, barbieri, centri estetici – Scatta oggi l’obbligo di esibire almeno il green pass base (che si ottiene con tampone antigenico valido 48 ore oppure molecolare valido 72 ore) se si va dal parrucchiere, dal barbiere o nei centri estetici.
Green pass valido sei mesi – Dal 1° febbraio 2022 il green pass rilasciato a guariti e vaccinati sarà valido sei mesi. Vuol dire che se sono trascorsi più di sei mesi dall’ultima somministrazione la certificazione verde viene bloccata.
Uffici – Il 1° febbraio il green pass base servirà invece per accedere a: «Pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari». Non dovranno avere il green pass i cittadini che devono entrare in una stazione dei carabinieri o in un commissariato per presentare una denuncia o comunque svolgere un atto «indifferibile». Niente green pass anche per partecipare a un processo in tribunale.
Negozi – Il 1° febbraio scatta l’obbligo anche per i negozi. Oggi il presidente del Consiglio Mario Draghi firmerà il Dpcm che contiene l’elenco degli esercizi commerciali esentati.
Alimentari, mercati, farmacie, edicole – Non servirà la certificazione verde per acquistare generi alimentari sia nei negozi al dettaglio, sia nei supermercati. Sono nell’elenco i negozi che vendono surgelati, le pescherie, le bevande, i rappresentanti di ittica. Libero accesso anche nei mercati rionali.
Farmaci, prodotti per la persona, ottici – Per comprare medicinali e prodotti per la cura per il corpo non servirà il green pass, che sarà invece necessario per i negozi di cosmetica.Niente green pass anche per parafarmacie e negozi che vendono i prodotti igienico sanitari compresi deodoranti, bagno schiuma, shampoo.Libero ingresso anche negli ottici.
Prodotti per animali – Niente green pass anche nei negozi che vendono generi alimentari e per la cura degli animali.
Carburante – No green pass per acquistare carburante per veicoli e motoveicoli, ma anche i prodotti per il riscaldamento: pellet, legna, combustibili.
I tabaccai – Dal tabaccaio servirà il green pass base. Durante il lockdown questi negozi rimanevano aperti ma il governo ritiene che non possano essere inseriti nella lista degli esercizi commerciali che vendono prodotti essenziali per la cura della persona.
Il 45enne doveva essere sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio. Con lui il padre novantenne ex carabiniere
Padre e figlio barricati in casa, sparano, un vigile urbano ferito, una scuola evacuata. Sono attimi di alta tensione a Viareggio.
Tutto legato ad un trattamento sanitario obbligatorio a cui un uomo doveva essere sottoposto. A casa sua, a Torre del Lago, si è recata un’ambulanza con la polizia municipale. Ma la reazione è stata violenta.
“Se entrate sparo“, la minaccia dell’uomo, 45 anni, che era in casa con il padre novantenne ex carabiniere. I due si sono barricati dentro. Poi sono arrivate le forze dell’ordine. Ogni tentativo di dissuadere l’uomo è stato vano. continua a leggere
Agitazione del personale dell’infrastruttura Ferrovienord, ecco tutte le linee interessate (compreso il Malpensa Express)
Venerdì 14 gennaio dalle ore 9 alle ore 13, a causa di uno sciopero che interessa il personale del gestore dell’infrastruttura Ferrovienord, il servizio su alcune linee Trenord potrà subire cancellazioni e variazioni. In particolare potranno essere interessate le linee che circolano su rete Ferrovienord, cioè i collegamenti regionali e suburbani che raggiungono Milano Cadorna – da e per Canzo/Asso, Novara Nord, Como Lago, Laveno, Varese, Malpensa Aeroporto – la linea Brescia-Iseo-Edolo e il servizio transfrontaliero S50 Malpensa Aeroporto-Bellinzona.
Saranno previsti autobus sostitutivi, senza fermate intermedie, per eventuali corse non effettuate tra Milano Cadorna (da via Paleocapa, 1) e Malpensa Aeroporto.
L’agitazione potrà avere ripercussioni anche sul servizio delle linee ‘miste’ che transitano sia su rete Ferrovienord che su rete RFI, cioè le linee S1 Milano Bovisa-Lodi, S4 Camnago-Milano Cadorna, S9 Saronno-Seregno-Albairate, S13 Milano Bovisa-Pavia.
Figlia del conduttore televisivo, la giornalista è morta in una clinica romana. Aveva collaborato con il settimanale «Epoca» e pubblicato diversi libri
Silvia Tortora
È morta Silvia Tortora. Giornalista sia per la tv — come la sorella Gaia — che per la carta stampata, Tortora era nata a Roma il 14 novembre 1962 ed è mancata questa notte in una clinica romana. Aveva 59 anni. Figlia del giornalista e conduttore televisivo Enzo Tortora, ha lavorato con Giovanni Minoli a «Mixer» già dal 1985 e poi a «La storia siamo noi», realizzando una serie di grandi interviste.
Le pubblicazioni – Dopo aver collaborato con il settimanale «Epoca», aveva pubblicato anche diversi libri tra cui «Cara Silvia» (Marsilio 2002) che raccoglie le lettere che il padre Enzo le scrisse dal carcere. Dal 2009 aveva condotto «Big» con Annalisa Bruchi. Aveva sposato l’attore francese Philippe Leroy, con cui ha avuto due figli Philippe e Michelle. Tra i diversi commenti, quello del giornalista Luigi Contu: «Se ne e’ andata Silvia Tortora. E’ stata una bravissima giornalista ma soprattutto una grande donna, coraggiosa. La sua vita fu stravolta dalla vicenda assurda del padre. Consiglio la lettura del libro in cui ha raccolto le lettere che il papà le scrisse dal carcere. Ciao Silvia». continua a leggere
Enzo Tortora con le figlie Silvia e Gaia (FOTO: ANSA/GIOSUE’ MANIACI)
I vigili del fuoco hanno fatto radunare le persone rimaste bloccate dalle fiamme sul terrazzo vicino alla strada per farle scendere con l’autoscala. Forse un corto circuito all’origine delle fiamme
Le stanze che si riempiono di fumo nel cuore della notte e la salvezza trovata sul balcone di casa grazie all’autoscala dei vigili del fuoco, che ha portato in salvo una famiglia intera composta da sette persone. È successo domenica notte intorno alle 2 in una palazzina di Venegono Inferiore in via Alessandro Manzoni, nella zona residenziale della cittadina in provincia di Vareselungo uno stradone che porta alla vicina Tradate.
Dopo la chiamata di soccorso al 112 sul posto sono intervenutiquindici vigili del fuoco con sei automezzi: due fuoristrada dotati di modulo antincendio poi autopompa, autobotte, autoscala, e il «carro aria», un veicolo che trasporta gli autorespiratori per l’intervento con le bombole in ambienti privi di ossigeno.
Venegono Inferiore, incendio in una palazzina – foto dall’articolo del corriere.it
Un padre con l’elmetto, a combattere la battaglia più difficile accanto al figlio. Pronto a donare il bene più prezioso di cui Leonardo ha bisogno, ossia il midollo. Simone Pavan, ex allenatore della Vis Pesaro e ex giocatore di atalanta Venezia, Modena e Samp, si prepara a combattere la battaglia più dura accanto al figlio malato di leucemia. Una storia toccante, che lo vede in prima linea alla ricerca di una soluzione di uno dei drammi peggiori che possa vivere un genitore: «La vita mi ha messo davanti a una prova durissima – spiega Pavan – che ovviamente non avrei mai voluto affrontare. La forza mi arriva dalla mia famiglia, mai così unita. Abbiamo scoperto la malattia di nostro figlio a giugno del 2020, poco dopo il lockdown. È stata una mazzata, ma ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo iniziato a combattere. Abbiamo iniziato subito la battaglia, sfruttando la presenza a Genova, la città in cui viviamo, dell’ospedale Gaslini, un’eccellenza europea nella cura delle leucemie».
Leonardo, che compirà 6 anni il prossimo 21 gennaio come la sorella gemella Valentina, verrà ricoverato il prossimo 2 gennaio. Poi toccherà al padre, che entrerà in ospedale il 10 gennaio, in attesa del prelievo di midollo che verrà effettuato il giorno successivo: «I medici ci hanno spiegato tutto – racconta – e per quanto mi riguarda non ho avuto alcun dubbio. La chemioterapia è stata devastante, Leonardo ha bisogno di me e mi sono messo in gioco senza neppure pensarci. Se posso fare qualcosa per aiutarlo, io ci sono e poi bisognerà sperare che tutto vada bene, che non ci sia una crisi di rigetto. Incrociamo le dita. Continueremo a combattere fino a quando sarà necessario».
Quali sono le caratteristiche delle mascherine FFp2? E quali le differenze con le altre mascherine?
A partire dal giorno di Natale 2021, in Italia, sarà obbligatorio indossare le mascherine FFp2 ogni volta che ci si reca al cinema, a teatro, nei locali di intrattenimento e in quelli assimilati (come i musei), allo stadio, a vedere un evento sportivo, sui mezzi di trasporto (sia a lunga percorrenza, sia sui mezzi pubblici locali). Non solo: sarà obbligatorio indossare una mascherina — almeno chirurgica — all’aperto e in tutti i luoghi chiusi che non richiedono la Ffp2: nei luoghi di lavoro, nei ristoranti, nei bar, nei negozi.
Queste decisioni, prese con un decreto varato per contrastare l’aumento dei casi di contagio, dovuto anche alla diffusione della nuova variante Omicron, riportano in primo piano le differenze tra le diverse mascherine— uno strumento decisivo nel contrasto alla pandemia. Per fare un punto, partiamo da un’immagine (si veda sotto, ndr) compilata dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici da cui si vede come le mascherine che non siano di stretto uso medico proteggono in uscita piuttosto che in entrata — insomma, proteggono più chi sta intorno a chi le indossa che non chi le stia indossando (i dettagli sotto, ndr).
(fonte verbale Cts 3 sett. 2020)
Innanzitutto, esistonotre macro-categorie di mascherine: – i dispositivi di protezione individuale (DPI), – i dispositivi medici (DM); – le mascherine «di comunità» (quelle di stoffa).
I DPI comprendono le mascherine con le sigle FFP (dove FF sta per Semimaschera Filtrante).
I DM comprendono le mascherine chirurgiche. – Le mascherine di comunità comprendono quelle usa e getta o lavabili e possono essere comprate o fatte in casa con diversi materiali: possiamo definirle un «presidio igienico».
Le mascherine chirurgiche – Le mascherine chirurgiche, regolate da marchio CE e da una norma, la UNI EN 14683:2019, sono state concepite per essere usate dai medici per proteggere i pazienti quando sono sul tavolo chirurgico. Per questo la loro funzione primaria non è quella di proteggere chi le indossa, ma di proteggere chi sta intorno: in altre parole, di limitare la diffusione nell’ambiente di particelle potenzialmente infettanti bloccando almeno il 95% dei virus in uscita.
È bene ripeterlo: le mascherine chirurgiche non sono nate per proteggere chi le porta dall’inalazione di particelle aeree di piccole dimensioni («aerosol»): il potere fornito verso chi le indossa soprattutto nei confronti di «droplets» (goccioline pesanti) è del 20%.
Sono utili però se tutti, in un determinato ambiente, le indossano.
Le mascherine FFP2 e FFP3 – In ordine di potere filtrante abbiamo prima, per efficenza, le mascherineindicate ai medici o a persone a stretto contatto con malati Covid-19: «Semimaschere filtranti FFP2 e FFP3».
Devono avere marchio CE e l’indicazione UNI EN 149, che è la norma per la prestazione tecnica che ne garantisce requisiti e caratteristiche.
Le FFP2 e FFP3 hanno una efficienza filtrantedel 92% e 98% rispettivamente. In entrata, queste mascherine filtrano anche le particelle più piccole di virus (chiamate «aerosol»).
Questo significa che proteggono non solo chi sta intorno a chi le indossa, come le chirurgiche: le FFp2 e FFp3 proteggono anche chi le indossa dalle particelle presenti nell’aria.
La decisione di imporne l’uso in determinati contesti (li ripetiamo per comodità: cinema, teatri, locali di intrattenimento e assimilati come i musei, stadi, eventi sportivi, mezzi di trasporto) indica che il legislatore intende aumentare il livello di protezione individuale, «imponendo» di proteggere non solo gli altri ma anche se stessi, di fronte a una variante la cui trasmissibilità (e, quindi, il cui impatto sociale) è particolarmente elevata.
Le mascherine FFp2 e FFp3 devono essere indossate con precisa procedura.
Bisogna lavarsi le mani prima di togliere il dispositivo di protezione dall’involucro; indossarlo toccando solo gli elastici, senza mai toccare la parte esterna; far aderire il ferretto superiore al naso e coprire bene naso e bocca; lavare e igienizzare le mani ogni qualvolta tocchiamo la mascherina.continua a leggere
Stefano Sensi è solo l’ultimo di una lunga serie di giocatori derubati. Esposti mediaticamente, con gli spostamenti sotto gli occhi di tutti, sono diventati la categoria più appetibile per i malviventi
Non c’è niente da ridere, ma un’ironia sinistra c’è. In fondo quelli dei ladri è l’unico vero piano di investimento sul calcio italiano. La cronaca di queste settimane ci dà la conferma che i criminali prima di andare al lavoro controllano il calendario di Serie A. E non per giocare a Fantacalcio. Il posticipo è Inter-Torino, chi abbiamo nella lista? Rapida controllata all’organico delle due squadre. Questo sì, questo no. Stefano Sensi, appartamento libero in serata, Zona Gae Aulenti, Milano. Ok, si fa. Si parte al fischio d’inizio, si fila via prima dell’intervallo. Bottino da 200.000 euro, pezzo grosso il Patek Philippe da 70.000 oltre a pregiati capi di abbigliamento e prodotti della compagna, Giulia Amodio, quella sera in tribuna a San Siro.
A Vidal rubata anche una Mercedes – Ennesimo calciatore rapinato, ormai nelle redazioni dei giornali si va di copia&incolla. Disavventura a casa di, i pezzi cominciano sempre così. A fine novembre era toccato ad Arturo Vidal, Inter pure lui. Furto in villa durante il derby. Rubati oro, gioielli, beni di lusso vari e pure una Mercedes per un totale di circa 400.000 euro. In verità i ladri avevano provato a portare via la Ferrari che stazionava in giardino, ma non c’erano riusciti. E’ successo al Villaggio del Sole sulla collina residenziale di San Fermo, alle porte di Como, dove abita il centrocampista cileno. Zona blindata, ma non del tutto. Va detto che un po’ di colpa ce l’ha la Lega: il campionato-spezzatino – con partite praticamente tutti i giorni – favorisce l’attività dei malviventi che tra campionato, turni infrasettimanali, Champions e coppe varie hanno solo bisogno di un planning da scrivania per non dimenticare qualcosa. Saputo che Infantino propone i Mondiali ogni due anni, in molti hanno stappato champagne. continua a leggere
Il nuovo decreto, approvato il 23 dicembre dal Cdm per fermare la risalita dei contagi da Covid-19 nel nostro Paese, introduce nuove norme e restrizioni. Una su tutte, l’obbligo di mascherina Ffp2 (quelle più performanti in termini di protezione dal Coronavirus) per chiunque — vaccinati compresi, ovviamente — nei luoghi a rischio assembramento o dove comunque è prevista un’altra concentrazione di persone.Ecco dove è obbligatorio indossare una mascherina Ffp2 dalla data di entrata in vigore del decreto (prevista il 25 dicembre, in seguito alla pubblicazione del testo in Gazzetta ufficiale del 24) fino alla fine dello stato di emergenza, che è stato prorogato al 31 marzo:
• cinema;• teatri;
• locali di intrattenimento e assimilati (come i musei);
Cade anche l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per i 53 naufraghi sbarcati a Lampedusa nonostante il divieto imposto da Salvini: «Quelle persone non erano un pericolo»
«Ha agito nell’adempimento del dovere di salvataggio previsto dal diritto nazionale e internazionale del mare»: con questa motivazione la gip di Agrigento Micaela Raimondo ha archiviato tutte le accuse a carico di Carola Rackete, la comandante della nave ong tedesca Sea Watch arrestata il 29 giugno del 2019 dopo aver forzato il divieto imposto dall’allora ministro dell’interno Salvini e facendo sbarcare a Lampedusa 53 migranti soccorsi nel Mediterraneo. Carola Rackete era già stata prosciolta lo scorso maggio dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e e violenza su una nave da guerra; questo secondo verdetto riguarda invece l’essere entrata nelle acque territoriali italiane senza autorizzazione. Il reato contestato in questo caso era di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. continua a leggere
L’episodio a Palma di Montechiaro, a 30 chilometri dal capoluogo. All’origine del rogo forse un corto circuito elettrico: la piccola dormiva al secondo piano dell’appartamento
Il luogo dell’incendio (da Agrigentonotizie.it)
Una bimba di due anni, Ginevra Manganello, è morta nell’incendio che si è sviluppato in un’abitazione di via San Giuseppe a Palma di Montechiaro, un paese a trenta chilometri da Agrigento. Sul posto stanno operando squadre dei vigili del fuoco e i carabinieri che hanno subito avviato le indagini per accertare le cause del rogo, che sembra possa essersi originato da un corto circuito elettricoforse scaturito da una stufa o un condizionatore. La procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta, sul posto si sta recando la pm Maria Barbara Cifalinò. La palazzina sarà posta sotto sequestro per permettere lo svolgimento delle indagini. continua a leggere
I vigili del fuoco, intervenuti con cinque squadre, hanno evacuato l’edificio: non risultato al momento intossicati o feriti
«Abbiamo sentito gli operai correre sul tetto, c’era tanto fumo e siamo corse fuori». Così due ragazze, in lacrime, hanno raccontato ai primi soccorritori quello che è successo questa mattina (21 dicembre) in un palazzo di via Piossasco, a Torino. Tanto spavento per un incendio che si è sviluppato sul tetto, ma per fortuna nessun ferito e danni relativamente contenuti. Si tratta però dell’ennesimo rogo che si sviluppa a Torino durante i lavori di ristrutturazione, anche se la dinamica è ancora in corso di accertamento da parte dei vigili del fuoco.
In base alle prime ricostruzioni le fiamme sarebbero state innescate durante le operazioni di rifacimento del cordolo. Intorno alle 10 gli operai di un’impresa edile stavano lavorando con il cannello e si sono accorti che le travi in legno, sulle quali si poggia la copertura, avevano preso fuoco….. continua a leggere
Tre operai coinvolti, uno è morto sul colpo. L’altro poco dopo l’intervento dei soccorritori del 118. Un terzo in ospedale. Lo choc dei residenti: «Poteva essere una strage»
Gru crolla in strada a Torino (foto TorinoToday)
Gru crolla in strada a Torino (foto TorinoToday)
Gru crolla in strada a Torino (foto TorinoToday)
Gru crolla in strada a Torino (foto TorinoToday)
Ennesima tragedia sul lavoro a Torino, dove una gru è crollata in strada e su un palazzo di sette piani in via Genova. Nello schianto, avvenuto intorno alle 10, è morto sul colpo uno degli operai che venerdì avevano cominciato a montare il basamento. Un secondo operaio è morto dopo l’intervento dei soccorritori del 118, mentre un collega è stato trasportato al Cto in codice rosso ed è deceduto in ospedale per trauma cranico gravissimo. Un quarto, è ferito in codice giallo. Anche due passanti, tra cui automobilista a bordo di una vettura di passaggio, hanno riportato lesioni ma non sono in gravi condizioni.
Le vittime del crollo della gru hanno dai 20 ai 54 anni, due milanesi e un torinese. Il gruista ferito ha invece 39 anni ed è e residente a Chivasso (Torino), i due passanti, un uomo di 33 anni e una donna di 61, ora ricoverati, in codice giallo, al Cto. continua a leggere
Attimi di terrore per Antonio Di Natale, rapinato giovedì sera presso la sua abitazione di Empoli. Secondo quanto si apprende dalla polizia, contro l’attuale allenatore della Carrarese avrebbe agito un gruppetto di almeno cinque persone, che lo avrebbe aspettato e bloccato fuori dalla sua villa. Uno dei malviventi gli avrebbe puntato contro una pistola facendosi consegnare un orologio che aveva al polso del valore stimato di circa 30mila euro.
La rapina è avvenuta, verso l’ora di cena, davanti alla famiglia dell’ex attaccante: moglie, figli e suocero.. Al momento comunque non risultano persone rimaste ferite nella circostanza. Indagini in pieno corso della polizia per definire la vicenda in tutti i suoi aspetti.
Kostas Manolas –Kōnstantinos Manōlas, detto Kōstas (in greco: Κωνσταντίνος “Κώστας” Μανωλάς; Nasso, 14 giugno 1991), è un calciatore greco, difensore del Napoli.
Il difensore del Napoli, Kostas Manolas è stato fermato all’aeroporto di Capodichino, era in partenza per la Grecia. Un viaggio che a quanto pare aveva concordato con il club ma che ha avuto un fuori programma. Il difensore pare avesse con sé una ingente somma di danaro. Una cifra comunque non superiore superiore al limite consentito.
Al giocatore, fermato dopo i controlli di rito dai militari della Guardia di Finanza, sarebbe stato fatto un verbale a tutela della parte. Probabilmente i finanzieri sono stati allertati da una segnalazione. Resta ora da capire perché Manolas andasse nel suo Paese, probabilmente per sottoporsi a controlli medici. In ogni caso la sua partenza certifica il fatto che oramai è fuori dal progetto Napoli. continua a leggere