I due sono caduti vittime della furia di un gruppo di tifosi grigiorossi dopo aver iniziato a filmarli: «Siamo sotto shock, nelle prossime ore sporgeremo formale denuncia»
Lei centrata da una manganellata; lui ferito da un colpo di spranga e da un pugno al volto: una coppia di cremonesi che abita a ridosso dello stadio è rimasta vittima della furia inconsulta di un gruppo di tifosi grigiorossi che stava sciamando dallo Zini al termine del derby con il Brescia.
«Ho sentito una serie di scoppi e sono uscito di casa per capire cosa stesse succedendo — racconta l’uomo —. Temevo che le esplosioni dei petardi potessero danneggiare la mia auto, parcheggiata in strada.Ho avviato una registrazione video con il telefonino e, poco dopo, sono stato colpito».
Le immagini del filmato catturano il preciso momento dell’aggressione. Poco dopo è toccato alla compagna, anche lei scesa in strada per documentare con lo smartphone quanto stava accadendo. Le riprese salvate sul dispositivo raccontano chiaramente di una stangata secca, vibrata con violenza contro il braccio della donna.
«Siamo sotto shock — spiegano i due —, nelle prossime ore sporgeremo formale denuncia alle forze dell’ordine». Qualcuno degli ultrà, tutti incappucciati e con il volto celato dalle sciarpe, ha interrotto la marcia per scusarsi con le vittime, bersagli di uno scoppio di violenza odioso, gratuito e inammissibile.
È accaduto questa mattina tra via Dante e va Orti Romani, all’alba dell’incontro di serie B tra Brescia e Cremonese
Fiammata tra tifosi questa mattina, all’alba del match di serie B tra Cremonese e Brescia. Stando alle prime informazioni fornite dalla Questura, un gruppo di ultras bresciani avrebbe dato in escandescenze contro un gruppo di tifosi locali mentre si dirigeva verso lo stadio Zini, tra via Orti Romani e via Dante, danneggiando anche un’automobile. Per il momento non risultano feriti, seguiranno aggiornamenti.
L’episodio sarebbe accaduto al termine della gara con il Venezia. Indagini della Digos
Clima tesissimo in casa Juventus. Al termine della gara interna con il Venezia, terminata sul punteggio di 2-2, la tifoseria bianconera ha infatti contestato pesantemente la squadra, al momento soltanto sesta in classifica e reduce da quattro pareggi consecutivi. Tra i giocatori presi di mira anche Dusan Vlahovic, autore del gol del pari nel finale dal dischetto: il centravanti serbo, come riporta La Gazzetta dello Sport, sarebbe stato addirittura minacciato di morte da un tifoso della Vecchia Signora. Da qui l’accesa reazione del giocatore, che, uscendo dal campo, ha alzato polemicamente il pollice verso la Curva che stava rivolgendo cori indirizzati contro di lui. Sull’episodio indagherà adesso la Digos, che, attraverso la visione dei filmati dell’impianto, cercherà di approfondire quanto accaduto in modo da individuare la provenienza di eventuali frasi intimidatorie nei confronti dell’attaccante.
Il messaggio di Vlahovic sui social – Vlahovic, nel frattempo, è tornato sulla contestazione della tifoseria attraversa una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram: “Capisco il rammarico per gli ultimi risultati e avete tutto il diritto di manifestarlo, vi ho sempre rispettati dando tutto per la maglia e vi ringrazio per il supporto che ci date quotidianamente. Ora è importante continuare a sostenere e ripartire uniti tutti insieme. Fino alla fine“.
Tifosi con uno striscione davanti al locale in cui tra poco il club rossonero festeggerà ufficialmente il 125° compleanno
Circa 2-300 persone e due striscioni eloquenti.La protesta della Curva Sud, riunita davanti al locale in cui tra poco il Milan festeggerà ufficialmente il 125esimo compleanno, parte così. Nel mirino la società (“Dirigenti incapaci, società senza ambizione, non siete all’altezza della nostra storia”), come già successo ieri a San Siro dopo il pareggio a reti bianche col Genoa, ma non solo. “Giocatori senza voglia e dignità, siete lo specchio di questa proprietà”, il secondo striscione esposto a chiare lettere. Non tutti i calciatori però: “Aspettiamo di vedere chi arriva e decidiamo se fischiare, insultare o applaudire”, le parole al megafono degli organizzatori della protesta.
le vecchie glorie – All’arrivo dei primi ospiti, tra cui ex glorie come Frank Rijkaard (omaggiato da diversi cori), applausi dalla curva, nel frattempo ingrossata nei numeri. Poi i primi cori di contestazione: “Questa società non ci merita”. Acclamatissimo Pietro Paolo Virdis, che in un post su Instagram ha criticato l’organizzazione della festa di ieri a San Siro. “Fai sfilare i campioni con i trofei della nostra storia e non dici i nomi. Perché?“, il virgolettato di Virdis. Poi parte un altro coro: “Cardinale devi vendere, vattene”.
Cori per Franco Baresi, Roberto Donadoni, Mauro Tassotti. Poi l’arrivo del primo calciatore del Milan attuale, Francesco Camarda. La curva applaude e canta forte il suo nome: “Noi vogliamo 11 Camarda”. Nessun coro a Loftus-Cheek, Sportiello e Morata. Poi appare Davide Calabria e parte un fragoroso: “Tirate fuori i c…..”
Silenzio totale all’arrivo di Paulo Fonseca (elegantissimo). Il tecnico rossonero è stato risparmiato dalla contestazione, che poi è ripartita contro la proprietà: “Noi non siamo americani”. Christian Pulisic è il primo giocatore a ricevere applausi convinti dai tifosi.
L’ad Giorgio Furlani, il DT Geoffrey Moncada e il senior advisor di RedBird, Zlatan Ibrahimovic, sarebbero entrati da un’entrata secondaria per evitare la contestazione. Anche il presidente Paolo Scaroni entra da un ingresso secondario.
Lunedì 16 dicembre 2024
Milan, Seedorf sta con i tifosi: “Meritano chiarezza. E i big aiutino Fonseca”
L’ex centrocampista rossonero parla a Prime Video: “Non è possibile pensare che dominino a Madrid e poi non riescano a fare il risultato in casa con una piccola tre giorni dopo“
Clarence Seedorf quando parla del Milan lo fa senza mezze misure. In un’intervista su Prime Video ha detto la sua su Fonseca, su Theo e su tanto altro. Innanzitutto, però, ha voluto ribadire l’emozione per la serata di San Siro e per la festa dei 125 anni di storia del club. “È sempre bellissimo tornare e ritrovare quelli che erano i miei idoli da piccolo: Van Basten, Gullit, Rijkaard, Baresi… è speciale vederli tutti insieme. Raccontano la storia del Milan meglio di mille parole“.
fonseca, theo e reijnders – Il discorso poi è scivolato sull’attualità. Da Fonseca alla comunicazione e la gestione dello spogliatoio. “Credo che i giocatori più esperti debbano aiutare Fonseca. È un allenatore nuovo, che arriva in uno spogliatoio fatto di tante individualità e personalità forti. Bisogna che tutti si prendano le proprie responsabilità“. Poi sulla comunicazione. “I tifosi meritano chiarezza. Penso che sia fondamentale essere schietti e diretti. Ci vuole tempo, ma stanno mettendo buone basi. Non si costruisce tutto in un giorno“. Servirà poi anche trovare la giusta continuità. “È fondamentale. Ma non solo di risultati, anche di gioco. Non è possibile pensare che dominino a Madrid e poi non riescano a fare il risultato in casa con una piccola tre giorni dopo. La struttura c’è, servono però tempo, pazienza e continuità“. In chiusura, i singoli. Da Leao e Theo al suo connazionale Reijnders. “Bisogna recuperare Theo e farlo al più presto. La sua qualità e quella di Rafa faranno la differenza alla fine. Su Reijnders dico che è migliorato tanto, soprattutto negli ultimi trenta metri. Con Fofana formano un’ottima coppia, hanno energia ed esplosività“.
I tifosi del Milan si sono fatti sentire fuori dallo stadio San Siro, con cori e striscioni diretti verso la dirigenza americana.
L’episodio è avvenuto prima della partita tra Rot-Weiss Essen e Hansa Rostock
Un treno speciale che trasportava centinaia di tifosi della squadra tedesca del Rot-Weiss Essen è stato fermato e attaccato mentre si recava alla partita di terza divisione tedesca contro l’Hansa Rostock. Un portavoce della polizia ha confermato l’incidente, avvenuto nel Brandeburgo tra Berlino e Rostock, prima della partita di sabato. Inizialmente non sono state fornite ulteriori informazioni, sostenendo che l’indagine è in corso.
Secondo diversi media, sul treno che trasportava i tifosi del Rot-Weiss Essen è stato tirato il freno d’emergenza. Successivamente, unfolto gruppo di persone mascherate ha attaccato il treno. Diversi finestrini sono stati rotti e si hanno notizie di scontri anche all’esterno delle carrozze. La polizia non ha potuto confermare se gli aggressori fossero tifosi dell’Hansa Rostock.
Prima il lancio di fumogeni in campo, poi il caos…..
Prima il lancio di fumogeni in campo, poi il caos in centro con la polizia costretta a usare proiettili di gomma. Gli ultras locali attaccano i fiorentini. Multa in arrivo per il club. E a Cipro potrebbe scattare il divieto di trasferta.
Il report della polizia locale di San Gallo è piuttosto dettagliato. Si parla di danneggiamenti per migliaia di euro ad almeno tre bus che trasportavano tifosi della Fiorentina, di un paio di tifosi viola (uno minorenne) fermati per possesso di oggetti pirotecnici e soprattutto degli scontri avvenuti dopo la partita nel centro città. Insomma, la trasferta anche stavolta non è filata liscia per una manciata di sostenitori gigliati (più o meno 500 quelli coinvolti).
“Un gruppo di tifosi del San Gallo ha attaccato diversi tifosi in trasferta – recita il comunicato -. Quando è intervenuta la polizia, gli agenti “sono stati aggrediti con lancio di oggetti. Quindi è stato necessario utilizzare pallini di gomma e spray al peperoncino. Nessuno è rimasto ferito. 42 persone (non è specificato se tifosi viola o biancoverdi) sono state fermate. Nei loro confronti vengono prese in considerazione denunce di violenza e minaccia e violazione della quiete pubblica“. Se durante la partita gli ultras viola si erano fatti notare per il lancio di petardi e fumogeni (con l’arbitro che ha minacciato di sospendere la partita), nel post gara le responsabilità sono ancora tutte da accertare. Piuttosto adesso ci sarà da fare i conti con l’Uefa, che ha dimostrato in passato di non gradire intemperanze. Pare scontata una partita in trasferta vietata ai tifosi viola, oltre a una multa salata per il club. A Cipro contro l’Apoel, il 7 novembre, il rischio concreto è che non ci possano essere tifosi viola al seguito.
Lo rende noto il Comune di Bologna. Il sindaco Lepore ha firmato un’ordinanza per rinviare il match
Bologna-Milan non si giocherà, almeno in questo weekend di campionato. La gara, in programma per sabato 26 ottobre, ore 18, allo stadio Dall’Ara, è stata rinviata per maltempo.
A comunicarlo è il Comune di Bologna. Il sindaco Matteo Lepore, dopo aver sentito il questore e il prefetto, ha firmato un’ordinanza per rinviare l’incontro. “A seguito dell’alluvione che ha interessato il Comune di Bologna dal 19 ottobre in alcune zone della città – si legge nell’ordinanza – ed in particolare nel quartiere Porto-Saragozza (proprio dove si trova lo stadio Dall’Ara), sono in corso intense attività di ripristino della situazione nelle aree pubbliche e nelle proprietà private. Le intense piogge di questi giorni e le previsioni meteorologiche per le prossime giornate non consentono di prevedere il ritorno alla normalità nelle prossime ore, vista anche l’Allerta meteo emessa per la giornata di domani”
Il problema individuato dall’amministrazione è la grande quantità di persone – circa 35mila – che si sarebbe riversata in una zona potenzialmente a rischio. Oltretutto, la presenza di migliaia di persone avrebbe creato “notevoli difficoltà alle operazioni in corso”, aggravando “il contesto in cui già si trova quella zona, creando rischi per l’incolumità e la sicurezza delle persone”.
Giovedì, 24 ottobre 2024
Bologna-Milan: metà dell’incasso andrà alla popolazione colpita dall’alluvione
Lo ha comunicato il club rossoblù, che ha aderito alla raccolta fondi lanciata dalla Città metropolitana
Il Bologna Fc ha comunicato che devolverà metà dell’incasso della partita contro il Milan – in programma per sabato 26 ottobre, alle ore 18 allo stadio Dall’Ara – alla popolazione più colpita dall’alluvione dello scorso fine settimana. Il club, in una breve nota diffusa con la stampa scrive di essere “vicino a tutte le famiglie colpite dall’alluvione” e di aderire “allaraccolta fondiindetta dalla Città metropolitana, devolvendo metà dell’incasso che sarà realizzato per la partita Bologna-Milan”.
Non si tratta di una prima volta. Già nel 2023, infatti, il club rossoblù aveva adottato la stessa pratica per aiutare le popolazioni colpite dall’alluvione del maggio 2023. In quel caso la partita fu Bologna-Napoli, sempre giocata al Dall’Ara.
Il Bologna FC 1909, vicino a tutte le famiglie colpite dall’alluvione, aderisce alla raccolta fondi indetta dalla Città Metropolitana, devolvendo la metà dell’incasso che sarà realizzato per la partita Bologna-Milan. pic.twitter.com/aY3d6qG6l1
La struttura di Piazza Azzarita sta ospitando gli addetti operativi nel territorio per fornire il propriosostegno alla città e alla provincia di Bologna
La Fortitudo Pallacanestro Bologna comunica in una nota di stampa di aver ricevuto una richiesta da parte dell’Amministrazione Comunale di Bologna, nella quale si specifica che il PalaDozza sta ospitando le colonne mobili di Protezione Civile delle Regioni Campania e Veneto, la colonna nazionale Croce Rossa Italia e Associazione nazionale Misericordia.
Strutture che stanno lavorando nel territorio per fornire il proprio sostegno in seguito all’alluvione che ha interessato in questi giorni la città e la provincia di Bologna.
Rinviata Fortitudo-Avellino Basket – Per tale ragione, si legge ancora nella nota del club, qualunque altro tipo di attività già prevista al PalaDozza non sarà più – fino a cessata emergenza – effettuabile.
Di conseguenza, nel rispetto della richiesta dell’Amministrazione Comunale di Bologna, la Fortitudo comunica che la partita in programma domenica 27 ottobre tra Fortitudo Flats Service e Avellino Basket e, di conseguenza, la cerimonia di ritiro della maglia di Ruben Douglas, sono rinviate a data da destinarsi.
“Fortitudo Pallacanestro – conclude la nota- (nel manifestare nuovamente la propria sincera vicinanza alle popolazioni colpite) ringrazia di cuore tutti coloro che stanno fornendo il proprio contributo per ridurre (in qualunque possibile maniera) i danni e le conseguenze della recente alluvione“.
Esplode la polemica sui biglietti per Milan-Juventus
E’ iniziata lunedì la vendita libera dei biglietti per assistere, il 23 novembre alle 18, a Milan-Juventus, una delle ‘partite cartello‘ per i rossoneri in campionato. E non sono mancate le polemiche online per due motivi: il listino prezzi, giudicato parecchio esoso, e la cancellazione della possibilità per i Milan Club di accedere a una prelazione a prezzi agevolati.
Cominciamo allora dai prezzi per la vendita libera. Si va da 99 a 479 euro a posto. Il terzo anello blu, sopra la curva Sud, costa 99 euro, mentre per il terzo anello centrale bisogna superare la soglia psicologica di 100 euro e arrivare a 114. Il secondo anello blu (la curva) costa 124 euro. Se si vuol stare dietro la porta (primo blu o primo verde) occorre spendere 154 euro. Al primo anello, ma laterale, sono a disposizione i posti nel settore arancio (da 179 a 399 euro) e rosso (da 204 a 439 euro). La tribuna d’onore, al primo anello rosso, costa 479 euro.
Prezzi poco “popolari“, che attirano sicuramente persone ‘alto spendenti‘, turisti occasionali e persone di passaggio (purché con un portafogli piuttosto gonfio in tasca), non necessariamente ‘fedelissimi‘ rossoneri, e questa è una delle critiche mosse al club, visto che la situazione del Milan in campionato non è poi così brillante: l’attuale quarto posto ‘nasconde‘ i problemi di collettivo e una posizione di Fonseca non del tutto sicura. La squadra, insomma, dicono i critici, avrebbe bisogno del traino di tifosi ‘agguerriti‘ e non di persone che passano quasi per caso dallo stadio e magari sono più attratte dalla ‘esperienza San Siro’ che dalla partita in sé.
La rabbia dei Milan Club – In questo contesto, i Milan Club si sono arrabbiati perché la società rossonera ha tolto loro la possibilità di acquistare i biglietti in prelazione a prezzo agevolato. Una mossa che il Milan avrebbe adottato per combattere il mercato parallelo (secondary ticketing), e che però non piace ai club, che annoverano iscritti che non si abbonano ma finora potevano accedere allo stadio senza pagare i prezzi elencati sopra.
“Apprendiamo con grande stupore che la società Milan ha deciso di privare l’Associazione italiana Milan Club della prelazione sui biglietti e di obbligarla ad attingere alla vendita libera“, si legge in un messaggio diffuso sui socia: “Ogni Milan Club ha una quota di abbonamenti sottoscritti con Aimc e il fatto di privare l’associazione della gestione di questi lasciandola alle singole persone è un atto gravissimo che va soprattutto a penalizzare i club periferici che per ovvie ragioni non sono in grado di sottoscrivere gli abbonamenti“.
“Praticamente si accomunano i tifosi più fedeli agli occasionali o, peggio, ai tifosi avversari“, si legge nel messaggio: “Il listino proposto in vendita libera per Milan-Juve è un insulto al buon senso. Nessuna famiglia che non sia super benestante potrà mai affrontare una spesa di quel genere. Figuriamoci chi deve anche affrontare anche un viaggio lungo e oneroso. Dopo aver dimostrato arroganza, presunzione e incompetenza dal punto di vista sportivo, questa società si distingue anche per totale insensibilità verso la parte più fedele dei propri sostenitori. Sappiate una cosa però. Non saremo mai tifosi coi popcorn, non saremo mai americani“.
La Curva Sud alza ancora la voce e prepara una protesta clamorosa per questa a San Siro in occasione di Milan-Bruges.
E’ il giorno di Milan-Bruges, gli uomini di Fonseca sono chiamati a vincere e riscattare le prime sconfitte rimediate rispettivamente contro il Liverpool e il Leverkusen. I rossoneri vengono dalla sofferta ma importantissima vittoria in campionato contro l’Udinese.
L’atmosfera questa sera, purtroppo, non sarà però delle migliori in quanto la Curva Sud sta preparando una protesta che a poche ore dalla partita assume senza dubbio caratteri clamorosi. Di seguito le ragioni di tale protesta e i dettagli del suo svolgimento.
Milan-Bruges, le ultime sul match – Partita come detto importantissima per il Milan questa sera, gara che fa seguito al ko di campionato contro la Fiorentina e una vittoria risicata contro l’Udinese, i rossoneri hanno bisogno di ritrovare fiducia e continuità nelle prestazioni. Le probabili formazioni suggeriscono un Milan determinato a giocarsi tutte le sue carte con il possibile schieramento di un 4-2-3-1 con questi undici in campo:Maignan; Emerson Royal, Gabbia, Tomori, Theo Hernandez; Fofana, Reijnders; Pulisic, Loftus-Cheek, Leao; Morata.
La protesta della Curva Sud – Sui social appare il messaggio della Curva Sud che descrive le ragioni della protesta e spiega inoltre la sua evoluzione nel corso della gara di questa sera a San Siro. In particolare la Curva scrive:
“Come accaduto nella scorsa partita (Milan-Udinese, ndr), oggi la Curva Sud sarà priva di striscioni e bandiere a causa del divieto da parte del GOS. Ci eravamo lasciati sabato con una Curva che cantava a più non posso e con tutto lo stadio che aspettava solamente quel momento per cantare e saltare insieme a lei.Oggi ci eravamo promessi di cantare per non lasciare ulteriormente soli i ragazzi, pur senza poter esporre i nostri vessilli, ma le scelte delle società nei confronti di AIMC (Associazione Italiana Milan Clubs, ndr) e il listino prezzi vergognoso di Milan-Napoli ma soprattutto di Milan-Juventus, ci costringono a fare nuovamente un passo indietro (ricordatevi che la Curva Sud è popolata anche da centinaia di ragazzi iscritti regolarmente ai Milan Club)“.
Il comunicato dell’Associazione Italiana Milan Clubs
Milan tifosi
Sul sito aimc.eu si legge:
“Dopo l’imbarazzante comportamento della società di questi giorni, AIMC oggi non esporrà striscioni. Teniamo a precisare, a differenza di quanto riportato da qualche giornalaio, che la nostra associazione ha un rapporto legalmente riconosciuto con la società Milan (è a tutti gli effetti un partner dal 1967) e che AIMC non ha mai preso biglietti a prezzi agevolati, semplicemente ha una piccola dotazione di biglietti per le partite casalinghe, tagliandi a tariffa “prelazione abbonati” (quindi allo stesso prezzo di tutti gli altri abbonati dello stadio), per accontentare solo in parte le innumerevoli richieste degli oltre 50.000 iscritti ai Milan Club di tutto il mondo.
Dalla partita con la Juventus AIMC è passata ad una drastica riduzione dei tagliandi e per di più si è vista applicare la tariffa “vendita libera”, al pari di qualsiasi tifoso occasionale o peggio ancora al pari delle centinaia di gobbi che riempiranno San Siro. Non siamo vacche da mungere, non serviamo solo a riempire lo stadio quando le partite sono inutili, non serviamo solo a riempire il museo di Casa Milan o il parcheggio di San Siro con quasi 120 bus ogni volta che si gioca in casa, e soprattutto non siamo tifosotti da coca cola e pop corn come qualcuno ci vorrebbe…
NOI siamo nati quasi 60 anni fa con l’intento di essere sempre presenti e vicini alla Squadra, a sostenere i colori rossoneri ovunque e non possiamo accettare passivamente tutto ciò che questa società sta mettendo in atto. Si predilige il ricco turista straniero o il tifoso occasionale che spende per il Milan una sola volta all’anno, rispetto a chi da anni fa i sacrifici veri per andare a vedere sempre la propria squadra. Sentiamo continuamente lamentarci che le famiglie non vanno allo stadio ma vi siete fatti due conti???!!!
Ci auspichiamo una rapida inversione di marcia da parte della dirigenza, perché rifiutiamo il pensiero che alla società faccia piacere avere uno stadio come i primi 80 minuti di sabato.
Il campionato turco di calcio è stato nuovamente teatro di violenza, con un nuovo episodio in occasione di un match di Super Lig. Protagonista il Fenerbahce, suo malgrado non per vicende che hanno a che fare con il gioco in campo. Durante la partita tra il Goztepe e la formazione di Istanbul,il presidente del club, Ali Koc, è stato vittima di un’aggressione.
L’incidente si è verificato al 60° minuto, quando Ali Koc, che ha recentemente scelto Jose Mourinho come nuovo allenatore della squadra, è sceso a bordo campo per cercare di risolvere alcuni problemi relativi all’ingresso dei tifosi.
La situazione è degenerata rapidamente: mentre attraversava il campo, Koc è stato colpito in pieno volto da una bottiglia d’acqua lanciata dagli spalti. Ma non è finita qui. Durante il suo tragitto, il presidente del Fenerbahce è stato anche spintonato da un uomo che indossava un pass del Goztepe. L’aggressore è stato prontamente arrestato, ma l’episodio ha aggiunto ulteriore tensione a una partita già carica di emozioni. L’aggressione a Koc, che fortunatamente non ha riportato ferite gravi, è avvenuta in un contesto di grande frustrazione per i tifosi del Fenerbahce, che martedì scorso avevano assistito all’eliminazione della loro squadra dalla Champions League per mano del Lille. Il pareggio per 2-2 ottenuto contro il Goztepe ha ulteriormente acceso gli animi e la rabbia dei tifosi si è riversata sul presidente del club.
Nonostante la gravità dell’accaduto, l’arbitro ha deciso di far proseguire la partita, mentre le forze dell’ordine si sono posizionate a bordo campo per garantire la sicurezza. Le immagini dell’aggressione hanno fatto il giro del mondo, suscitando condanne unanimi e sollevando interrogativi sulla gestione della sicurezza negli stadi turchi. Ora toccherà alla Federcalcio turca decidere le sanzioni disciplinari per il Goztepe dopo l’episodio e quali misure verranno adottate per prevenire ulteriori incidenti.
La finale inizia con oltre un’ora di ritardo per i disordini avvenuti vicino allo stadio con tanti tifosi feriti. Messi esce malconcio al 66′. Ci pensa l’interista, subentrato. L’Albiceleste vince per la 16ª volta il trofeo
Se c’è qualcuno che sa prendersi rivincite, personali e sportive, quello è Lautaro Martinez. Il conto aperto lasciato con la nazionale lo scorso Mondiale per via di una caviglia malconcia l’ha chiuso definitivamente nella serata di Miami con il gol al 112’ che condanna la Colombia (1-0 d.t.s) ad una sconfitta che ferma la serie positiva a 28 partite, l’ultima proprio contro gli argentini. Il Toro segna ancora da subentrato per la terza volta nel torneo e si guadagna il titolo di capocannoniere con cinque gol, tirando un gancio dritto al volto agli ultimi detrattori che gli rimproveravano una scarsa vena realizzativa nelle partite che contavano. In una serata cominciata con oltre un’ora di ritardo per via dei disordini al di fuori dell’Hard Rock Stadium, che hanno portato a risse e caos tra i tifosi, l’Argentina conquista la seconda Coppa America consecutiva, calando il tris di trofei in fila (in mezzo il Mondiale 2022) che vale un record assoluto per una sudamericana. Il tutto senza Messi, uscito in lacrime al 66’ per una botta alla caviglia. Alla Colombia l’orgoglio di aver fatto un percorso straordinario dopo 23 anni: i Cafeteros giocano meglio il primo tempo ma calano drasticamente nei supplementari, con James che non incide. Scaloni costruisce l’azione della vittoria con i cambi: Paredes recupera palla, Lo Celso imbuca, Lautaro è glaciale davanti a Vargas. Argentina campione.
DISORDINI – La partita inizia con oltre un’ora di ritardo a causa di problemi di ordine pubblico al di fuori dell’Hard Rock Stadium di Miami. Diversi tifosi colombiani hanno provato a varcare i cancelli dell’impianto senza biglietto, scavalcando le recinzioni e venendo inseguiti dai poliziotti. Altri hanno provato ad intrufolarsi tramite i sistemi di ventilazione esterni dello stadio, scatenando il panico e creando un parapiglia di tifosi di entrambe le tifoserie, ammassati contro i cancelli. Alcuni di questi sono rimasti feriti: dalle immagini si intravedono ultras colombiani ricoperti di sangue dopo essere stati fermati dalle forze dell’ordine con la forza.
More people getting into the game through… what??? The vent??
PARTITA – Lautaro ancora in panchina, Julian-Messi la coppia d’attacco per Scaloni, che si affida ai migliori nel 4-4-2. Di Maria alla sua ultima gara con la casacca Albiceleste. Colombia senza il terzino destro Munoz, squalificato e sostituito da Santiago Arias. È proprio lui il più attivo dei Cafeteros, spaventati dopo 30’’ da un destro ravvicinato di Julian ma subito pronti a reagire con un palo in girata di Cordoba su invito proprio di Arias al 6’. I ritmi sono forsennati, con la nazionale di Lorenzo che prende l’iniziativa costringendo l’Argentina a chiudersi e giocare di ripartenza. James disegna calcio, Messi fa un lavoro più di raccordo e al 20’ ha sul sinistro la palla del vantaggio: Di Maria lo serve al limite ma il tiro di Leo viene smorzato goffamente da Julian. La Colombia gioca meglio ed è più coraggiosa, anche da fuori area: al 33’ un bolide di Lerma, match-winner nella semifinale contro l’Uruguay, fa svegliare il Dibu Martinez che vola e mette in angolo. Stessa situazione al 40’: botta di Rios rasoterra, il Dibu blocca. L’Argentina si fa vedere nel recupero di primo tempo con il colpo di testa di Tagliafico, terminato fuori dallo specchio.
RIPRESA – Le squadre tornano in campo dopo circa mezz’ora per via dell’esibizione della famosa cantante colombiana Shakira, in pieno stile Superbowl con giochi di luce e coreografie. La Colombia ricomincia come aveva iniziato, sempre con Arias che dalla destra scarica un missile a fil di palo. L’Argentina risponde neanche un minuto dopo con Di Maria che calcia addosso a Vargas dopo una défaillance della difesa colombiana. L’Albiceleste va a fiammate e ragiona poco con la palla, i Cafeteros dominano nelle palle inattive: al 54’, dopo una torre da angolo, Sanchez non inquadra lo specchio da buona posizione. Di Maria è l’uomo in più di Scaloni, onnipresente in tutte le zone del campo e il più pericoloso: al 58’ incrocia il sinistro ma trova la gran risposta di Vargas. Poco dopo, serpentina e fallaccio ai suoi danni. Al 66’ parte una standing ovation dell’Hard Rock Stadium per Messi, costretto al cambio per un problema alla caviglia. La Pulce esce disperato in lacrime con le mani sul volto, al suo posto Nico Gonzalez. L’esterno della Fiorentina si illude di diventare l’eroe di serata al 76’, quando segna in spaccata ma per nulla. C’è fuorigioco di Di Maria al momento dell’assist. L’impatto di Nico è devastante e nel finale ha due occasioni clamorose: una all’88’ con una torre di testa non sfruttata dai compagni, l’altra nel recupero in una mischia da angolo, destro alto.
FINALE – James accusa stanchezza, come tutta la Colombia, ed esce all’inizio del primo tempo supplementare. Al suo posto l’ex Palermo Quintero. Gli argentini sono più freschi, complice un miglior impatto dei subentrati. Nico Gonzalez sciupa un’altra occasione gigante con un destro debole da dentro l’area che diventa facile preda per Vargas. Al 96’ Lautaro timbra il check-in alla partita al posto di Alvarez,fa poco fino al 112’, poi gli basta un pallone per fare la differenza e regalare la coppa all’Argentina. Lo Celso lo manda in porta, il Toro davanti a Vargas è glaciale col destro. Quinto gol del torneo, il terzo da subentrato, che gli vale il titolo di capocannoniere. La Colombia si riversa in avanti con confusione e cuore, ma alla fine abdica dopo 28 risultati utili consecutivi. L’ultima sconfitta risaliva proprio contro l’Argentina nelle qualificazioni per Qatar 2022. L’Albiceleste, dal canto suo, cala il bis dopo l’edizione del 2021,diventando la nazionale con più Coppa America (16) della storia, staccato l’Uruguay.
Giocatori e tifosi dell’Albania (Photo by OZAN KOSE/AFP via Getty Images)
Le due nazionali si sono sfidate a Dortmund la sera di sabato 15 giugno.
Italia-Albania ha consegnato agli Azzurri di Luciano Spalletti i primi tre punti di EURO 2024. Ma la gara, giocata sabato sera a Dortmund, è finita nel mirino della UEFA per il comportamento dei tifosi albanesi, che hanno seguito in gran numero la propria nazionale.
Come si legge nel comunicato ufficiale del massimo organo del calcio europeo, la UEFA «ha avviato procedimenti disciplinari in conformità all’articolo 55 del Regolamento disciplinare UEFA (DR) in seguito alla partita della fase a gironi UEFA EURO 2024 tra Italia e Albania (2-1) giocata il 15 giugno 2024 a Dortmund, Germania».
Questi i capi d’accusa rivolti alla federcalcio albanese in seguito al comportamento dei suoi tifosi:
Lancio di oggetti, Art. 16(2)(b) DR
Accensione di fuochi d’artificio, Art. 16(2)(c) DR
Invasione del campo di gioco, Art. 16(2)(a) DR
Trasmissione di un messaggio provocatorio non idoneo a un evento sportivo, Art. 16(2)(e) DR
Ora, l’organismo di controllo, etica e disciplina UEFA (CEDB) è chiamato a decidere sulla questione dopo aver concluso tutte le valutazioni del caso, analizzando anche i filmati e le immagini provenienti dalle telecamere di sicurezza dello stadio.
Era classificata dalle autorità tedesche come la partita a più alto rischio della prima fase di Euro 2024. Ed ecco registrati dei tafferugli in quel di Gelsenkirchen, in Germania, in occasione del match atteso tra Serbia e Inghilterra in programma questa sera (ore 21), valido per il gruppo C degli Europei 2024 (comprendi di Danimarca e Slovenia ora in campo).
Un incrocio ad alta tensione e da tenere sott’occhio quello tra i tifosi inglesi e le migliaia di ultrà serbi giunti da Belgrado per sostenere la propria squadra. Al contrario di quanto espressamente desiderato dai protagonisti che scenderanno in campo alla Veltins-Arena, sono stati segnalati degli scontri violenti tra ultras di differenti divisioni presenti nella cittadina tedesca.
Secondo quanto raccolto da Sport Mediaset, degli hooligans avrebbero attaccato i tifosi della Nazionale dei Balcani a sorpresa, generando una rissa inaudita in pieno centro città. Nella fattispecie, si legge, sono volati mobili di un bar e bottiglie di vetro. Decisivo l’intervento di circa 50 agenti di polizia, anche se dagli scontri violenti ne sono usciti ferite ben due persone alla testa.
❌Ancora gravi scontri in Germania, questa volta a Gelsenkirchen. I protagonisti sono stati i tifosi della Serbia e dell’Inghilterra
Necessario l’intervento di oltre 50 agenti. Dalle prime ricostruzioni, inoltre, sono stati segnalati due feriti alla testa#Euro2024pic.twitter.com/7NiDjhZRVT
Non rilevate responsabilità individuali per materiale ritrovato
Sono stati rilasciati nella notte i circa 50 tifosi italiani fermati a scopo preventivo ieri prima di Italia-Albania a Dortmund partita d’esordio degli Europei di calcio.
Non è stato possibile ricondurre il materiale rinvenuto dalla polizia tedesca a terra (coltelli, bombe carta e passamontagna) alla responsabilità degli stessi.
I supporter dell’Italia sono ora liberi di circolare in Germania anche se gli è stato consigliato di tornare in Italia. Non è certo se alla base del loro progetto di entrare in contatto con i tifosi albanesi ci sia un collegamento tra bande di ultras e se si siano dati appuntamento tramite internet a Dortmund. Da un po’ di tempo al seguito degli azzurri si e’ manifestato un gruppo che si definisce ‘Ultras d’Italia‘, con radici territoriali che ha radici nel nordest ma anche al sud, in particolare a Catania, resosi responsabile di azioni dimostrative legate ad ambienti dell’estrema destra e di Casapound. Il calcio sarebbe solo una scusa ed una cassa di risonanza, tant’è che alcuni dei circa cinquanta tifosi fermati non avevano nemmeno il biglietto per assistere a Italia-Albania ieri sera allo stadio di Dortmund.
Paura del pre partita, la polizia ha prima usato lo spray al peperoncino contro l’aggressore, poi anche un’arma da fuoco
(reuters)
Allarme ad Amburgo, una delle dieci città tedesche scelte per le partite degli Europei. Nella città affollata di tifosi, in vista dell’incontro Polonia-Olanda, la polizia tedesca ha sparato a un uomo armato di un’ascia e con una molotov nei pressi della Reeperbahn. Lo riferisce l’agenzia Dpa, che in precedenza scriveva dell’uomo armato di piccone e molotov. Un portavoce della polizia ha confermato che l’uomo è stato colpito a una gamba da un agente, le sue condizioni sarebbero gravissime.
Prima dei fatti decine di migliaia di tifosi olandesi avevano sfilato per le strade del quartiere di St. Pauli, dove si trova la Reeperbahn. Le prime indicazioni suggeriscono che “non c’è alcun legame con il calcio“, ha detto il portavoce della polizia tedesca.
Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, l’uomo è uscito da un pub lungo una strada adiacente la Reeperbahn con l’ascia in mano, ‘esibita‘ in “modo minaccioso” agli agenti che gli avrebbero chiesto di posarla in terra. Al rifiuto, ha aggiunto il portavoce, lo hanno colpito alla gamba.
I tifosi saranno trattenuti negli uffici della polizia tedesca, probabilmente per 24 ore, in attesa di valutazione da parte della magistratura
Dalle strade di Dortmund allo stadio è un fiume rosso in vista della prima partita di Italia e Albania agli Europei di calcio in Germania. Dalle prime ore del pomeriggio è scattata la festa dei tifosi delle Aquile che hanno invaso le vie della città tedesca sventolando bandiere di ogni tipo e dimensione. Tantissime le auto albanesi in circolazione ‘vestite’ a festa, con musica ad alto volume e clacson a intermittenza.
Fermati 67 tifosi italiani – Clima festoso, anche se evidentemente qualcuno voleva rovinarlo: la polizia tedesca ha infatti fermato 67 italiani, prima che riuscissero a entrare in contatto con gli albanesi nei pressi di un ristorante. Sono stati trovati in possesso di coltelli, passamontagna e bombe carta. Passeranno le prossime 24 ore in cella, in attesa che il magistrato tedesco decida su di loro. L’ambasciata italiana in Germania, sta seguendo il caso.
In ogni caso, i tifosi azzurri sembrano in netta minoranza: non dovrebbero superare le 20.000 unità sugli spalti del Bvb Stadion contro le almeno 40.000 presenze albanesi. Una festa in piena regola quella albanese prima del match e che vede un po’ di sarcasmo da parte dei tifosi azzurri: «Fanno già festa, sembra che abbiamo già vinto ma questa sera – scherza Antonio, di Brindisi ma che da anni lavora in Germania – speriamo di farlgli noi la festa».
Tifosi italiani a Dortmund e anche nelle prossime partite dell’Italia all’Europeo che avranno a disposizione «Punto Italia», un consolato mobile con un’inedita collaborazione tra l’ambasciata d’Italia a Berlino e la Polizia di Stato per fornire un’assistenza consolare ancora più rapida ed efficiente a tutti i cittadini italiani che seguiranno la nazionale di Spalletti. «Un modo per portare vicino ai tifosi dei servizi – spiega l’ambasciatore italiano a Berlino, Armando Varricchio – che non soltanto possano risolvere problemi ma anche, con questi visibilità, rasserenare tutti, affichè i tifosi vedano che le istituzioni italiane sono presenti e ci siamo.Un modo per invogliare tutti a vivere questa serata come una vera festa. Portiamo il consolato in piazza, sulle strade».
Varricchio parla della partita e della festa anticipata dei tifosi albanesi: «Per loro è una prima assoluta, la prima partita dell’Albania agli Europei di calcio, per questo è un momento certamente storico per il loro Paese. Stasera ci sarà anche il premier Edi Rama e quindi mi farà molto piacere portare i saluti del premier Meloni; poi avremo una importante delegazione del governo italiano con il ministro dello sport e quello dell’Agricoltura e varie altre personalità qui presenti. Sensazioni sulla partita? Devo dire che siamo tutti molto contenti. Rispetto ai nostri amici albanesi noi abbiamo una abitudine e una tradizione e poi siamo i detentori del titolo, quindi è giusto avere la consapevolezza di essere forti».
Una fetta importante di ricavi per il club nerazzurro arriva già dalle conferme degli abbonati per la stagione che prenderà il via il prossimo 1° luglio.
Stadio Meazza – Milano – (Foto: Marco Luzzani/Getty Images)
Una sorta di azionariato popolare, con i tifosi che aiutano il club riempiendo San Siro per ogni uscita della squadra di Simone Inzaghi. L’Inter ha conquistato anche in questa stagione lo “Scudetto” degli spettatori, con la media più alta della Serie A, e vittoria in campionato – con tanto di seconda stella – ha spinto ulteriormente l’entusiasmo dei fan.
Lo confermano – scrive La Gazzetta dello Sport – anche i dati alla chiusura della fase di prelazione per gli abbonati: ha già rinnovato l’85% degli aventi diritto e nei due giorni in cui i tesserati potranno cambiare settore il club si aspetta di arrivare intorno al 95%. La rimanenza andrà agli iscritti alla lista d’attesa creata l’anno scorso (circa 15mila persone che attendono una disdetta), quindi non sembrano esserci margini per la vendita libera.
Difficile prevedere quanto porteranno in cassa i 40mila abbonati – tetto fissato dalla società nerazzurra anche in questa stagione per poter monetizzare meglio gli altri tagliandi nelle singole gare –, ma ci si dovrebbe attestare sui 25 milioni di europer il solo campionato e sui 30 milioni abbondanti includendo la Champions League.
L’ultimo dato certo è relativo alla stagione 2022/23 (quello del campionato appena concluso verrà svelato a ottobre), quando i 38.827 abbonamenti (22.267 per i gironi Champions) fruttarono 18,7 milioni (3,4 milioni per la Champions). Nell’ultima stagione di Serie A l’Inter ha avuto una media di 72.838spettatori, e la nuova stagione si annuncia dello stesso tenore.
Durissimo attacco della Curva Fiesole: dalla presidenza alla dirigenza fino ai giocatori, tutti nel mirino dello zoccolo duro del tifo della Fiorentinadopo la sconfitta in finale di Conference League contro l’Olympiacos.
Attraverso la pagina Facebook“Fuori dal coro“, gli ultras viola hanno diramato un comunicato netto:
“I conti si fanno alla fine e la fine è arrivata. Avevamo promesso sostegno incondizionato fino alla fine della stagione, spinti dalla speranza e dalla voglia di coronare un sogno tutti insieme. Certamente da parte nostra questo non è mai mancato. Sostegno che purtroppo non è stato ripagato, in primo luogo dalla società Fiorentina, che nel mercato di gennaio, non ha avuto né la voglia né il coraggio di andare a migliorare una squadra inaspettatamente quarta in classifica e in corsa su tre competizioni, e questo di certo non lo abbiamo dimenticato. In secondo luogo dalla squadra, ed in particolare da alcuni giocatori che con un atteggiamento indegno sono complici del fallimento di ieri, dimostrando di essere uomini senza palle e senza alcun rispetto per una città e per il suo popolo. Siamo convinti che la sconfitta di ieri sia frutto di una pessima gestione sportiva e una assenza di programmazione che va avanti da anni.Ora la pazienza è finita.
È arrivato il momento delle risposte, e pretendiamo che la presidenza chiarisca velocemente quali siano i reali obiettivi sportivi della società Fiorentina, perché Firenze non festeggia per degli ottavi posti, e soprattutto non gioisce per la coppa del fair play finanziario! Presidente Commisso, il primo che ci deve dare delle risposte è lei, siamo arrivati ad un bivio: non esistono più vie di mezzo. É il momento di investire seriamente affidandosi a dirigenti competenti per dar vita ad un progetto sportivo serio e all’altezza di questa città. Firenze merita di più“.
Claudio Ranieri coglie tutti di sorpresa e decide di lasciare il calcio. L’allenatore di Roma, che ha compiuto l’ennesimo miracolo della sua carriera portando il Cagliari alla salvezza, ha scelto di ritirarsi a 72 anni. A svelarlo è stato Gianluca Di Marzio. La volontà dell’ex calciatore è un fulmine a ciel sereno. “Voglio godermi questa salvezza insieme ai nostri tifosi. Nel meeting alla squadra oggi ho detto che ci sarebbe stata tutta un’isola dietro a sostenerli: questo è quello che mi disse Gigi Riva in chiamata nell’intervallo di Bari-Cagliari dello scorso anno. Ho deciso di ripetere alla squadra le stesse identiche parole. L’ultima emozione è sempre la più bella, anche perché ormai sono invecchiato. Cagliari è casa mia e ringrazio il Presidente per tutto quello che ha fatto. Futuro? Lasciatemi tranquillo per il momento, anche perché ho ancora un altro anno di contratto“, le dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport, dopo la vittoria per 2-0 contro il Sassuolo che aveva regalato ai sardi la permanenza in A. Dopo qualche giorno di riflessione è stata comunicata alla società rossoblù la volontà di dire basta agli impegni in panchina.
Mister Ranieri si congeda dal Cagliari: nelle sue due esperienze con il Club è riuscito sempre a portare la squadra al raggiungimento dell’obiettivo finale. Già autore in passato di due promozioni (dalla C alla A) e di una salvezza nella massima serie, nell’ultimo anno e mezzo ha compiuto l’ennesimo capolavoro con la vittoria dei playoff e la conquista in questa stagione della permanenza nel massimo campionato.
“Risorgeremo, lo ha detto Claudio Ranieri”. Era l’estate 1988 quando un appena trentasettenne allenatore romano arrivava in Sardegna per raccogliere un’eredità pesante: guidare il Cagliari, la squadra di un’Isola, società nobile ma decaduta, scivolata in Serie C e ritrovatasi alle soglie del fallimento. Era stata un’intuizione dell’allora presidente Tonino Orrù e del direttore sportivo del tempo, Carmine Longo, che videro in lui l’uomo giusto per pianificare la risalita. Così giovane, ma allo stesso tempo maturo, parlava con la sicurezza di un veterano: da capitano delle sue squadre era stato già allenatore in campo, sotto la guida di tecnici come Gianni Di Marzio e Carlo Mazzone. La sua determinazione, il carisma, i suoi modi garbati, la disponibilità. Sempre la battuta pronta, una buona parola per tutti: le sue qualità professionali e umane fecero subito breccia nell’ambiente. I Sardi si innamorano subito di lui, lui si innamorò dell’Isola.
“Risorgeremo”, disse il Mister alla squadra, un tam-tam che ben presto si diffuse tra i tifosi. Fu l’inizio di un ciclo di successi: subito due promozioni consecutive, dalla C alla B e poi dalla B alla A. Qualcosa riuscito poche volte nella storia del calcio italiano. La stagione 1990-91, con il Cagliari di nuovo nella massima serie, partì male: la squadra stentava e chiuse l’andata al penultimo posto. Da lì, un’altra impresa: il gruppo nel girone di ritorno macinò gioco e punti, salvandosi addirittura con una giornata di anticipo.
Le strade del Mister e del Cagliari si dividono lì, ma con la promessa di ritrovarsi, un giorno. Claudio Ranieri intraprende un percorso da allenatore che lo porta a sedersi sulle panchine dei più importanti club in Europa, ad inanellare successi. Senza, però, mai perdere di vista il “suo” Cagliari. Così quando vince la Premier League 2015-16 con l’outsider Leicester, compiendo un autentico “miracolo” sportivo, il suo pensiero si fa subito a tinte rossoblù: “Il Leicester mi ha dato gran parte della fama mondiale che ho adesso, ma il mio sogno da allenatore resta Cagliari, è lì che è iniziato tutto questo”.
Ecco quella promessa, quelle strade che per anni hanno camminato in parallelo sono destinate a rincontrarsi. È la stagione 2022/23: il Cagliari è di nuovo in difficoltà, invischiato nelle sabbie mobili della B. Come anni prima fu per Tonino Orrù, oggi l’intuizione è del presidente Tommaso Giulini, con il direttore sportivo Nereo Bonato: è Claudio Ranieri il condottiero per guidare la risalita. Non è, però, così semplice: “Avevo paura di sporcare quel bel ricordo”, confiderà poi il Mister. In suo soccorso Gigi Riva: “Claudio è uno di noi, mi farebbe molto piacere se tornasse”, le parole del Mito a rompere definitivamente gli indugi.
Un nuovo inizio, una nuova avventura in rossoblù. “Datemi tempo”, esordisce subito il Mister, ma soprattutto ai tifosi dice: “Soffiateci dietro sempre, da soli non ce la faremo”. È un crescendo: dal gennaio 2023 comincia una cavalcata che porta il Cagliari a conquistare posizioni su posizioni in classifica sino ai 60 punti che valgono il quinto posto e i play-off. I rossoblù battono in casa il Venezia, si aggiudicano il doppio confronto contro il Parma e nella finale di ritorno di Bari conquistano la A.
Un tassello è stato posto, il Cagliari è di nuovo dove merita di stare. Ma ora la massima serie va difesa. Come 31 anni fa, nella prima stagione di mister Ranieri in Serie A con il Cagliari, la squadra all’inizio stenta, non trova continuità di risultati: ma al timone c’è una guida sicura che sa bene come portare la barca in porto, superando le “libecciate”. Perché intanto i tifosi non smettono mai di “soffiare” e tutti – Società, squadra, staff, ambiente – remano sempre nella stessa direzione. Quando il 22 gennaio 2024 il mondo si ferma e tutta la grande famiglia del Cagliari, attonita, piange la scomparsa del suo Eroe, la promessa è fare di tutto per conquistare la salvezza.
La squadra a metà febbraio cambia passo, artefice di una serie di risultati e vittorie di prestigio – come quella contro l’Atalanta e i pareggi contro Inter e Juventus – che la allontanano dalle zone più calde della classifica. La salvezza è lì, a portato di mano, ma bisogna prendersela. Il Cagliari vola a Reggio Emilia per giocare contro il Sassuolo, è la gara che vale una stagione, quella decisiva, da non sbagliare. “Poco prima di iniziare la partita ho ripetuto alla squadra quello che già dissi negli spogliatoi di Bari, quando mi chiamò al telefono il nostro Gigi Riva: “Ricorda ai ragazzi che dietro di loro c’è tutta un’Isola”. A Reggio Emilia sono in quattro mila, riempiono una Curva che trasborda di passione rossoblù. Con il cuore al Mapei Stadium ci sono tutti i Sardi. Segna Prati, a tempo scaduto raddoppia Lapadula e può partire la festa. Mister Ranieri viene portato in trionfo dalla squadra sotto la Curva e festeggia con i tifosi insieme al presidente Giulini. Il Cagliari è ancora in Serie A, anche quella promessa è stata mantenuta: la salvezza è per Gigi.
È così la chiusura di un cerchio. La permanenza in A, esattamente come 31 anni prima, è arrivata il 19 maggio, sempre in Emilia, con una giornata di anticipo. La sensazione è quella di vivere un film, uno di quelli da Oscar, che ti conquistano per la loro sceneggiatura perfetta: uno di quelli che ti fa ridere, ma che sa farti anche emozionare e commuovere. Sono lacrime di gioia e riconoscenza nei confronti di chi ha saputo scrivere tra le più belle pagine della storia del Cagliari: perché quanto fatto resterà indelebile nel cuore di ogni tifoso.
Cagliari è e sarà sempre la tua casa. Per sempre grati, Mister.
Viaggiavano nella stessa direzione verso lo stadio olimpico di Roma
Ancora una volta il tratto aretino dell’A1 luogo di scontro tra tifoserie. Questa volta a incrociarsi sono stati gli ultras di Juve e Atalanta, entrambe squadre impegnate questa sera nella finale di Coppa Italia che si gioca alle 21 allo stadio Olimpico della capitale. Da un certo tratto in poi le strade delle due tifoserie si sono sovrapposte.
Secondo quanto riporta l’Ansa, sarebbero circa un centinaio gli ultras di Juventus e Atalanta coinvolti negli scontri che si sono verificati nel pomeriggio nel tratto toscano dell’A1, in provincia di Arezzo. I problemi maggiori, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, si sono registrati nel territorio del comune di San Giovanni Valdarno. Le auto e i minivan dei tifosi dell’Atalanta si sono incrociati in un’area di parcheggio con tifosi bianconeri provenienti da Milano. Ne sarebbe nata una scazzottata, con lancio anche di oggetti, terminata all’arrivo della polizia. Alla vista della pattuglia, impegnata nei servizi di controllo, i sostenitori delle due squadre sono scappati lasciando per terra i segni degli scontri come bottiglie e lattine. Sono in corso le indagini per ricostruire con esattezza l’accaduto. Nell’area di servizio Arno, in provincia di Firenze, la presenza delle forze dell’ordine ha invece impedito il contatto tra le due tifoserie.
Per gli ultras della Juventus il campionato è già finito. Con un comunicato, i gruppi principali della curva sud dell’Allianz Stadium hanno annunciato che non tiferanno più durante le partite casalinghe, ma solo in trasferta, come era già accaduto nel recente passato. Motivo: la repressione secondo loro sempre più dura, la sentenza di secondo grado nelprocesso Last Bannerche ha visto la condanna di alcuni loro leader per associazione a delinquere e estorsione consumata e per sei misure cautelari della Digos torinese per altrettanti ultras accusati di aver rapinato un tifoso del Siviglia.
“Per noi il campionato in casa finisce qui – scrivono i Viking, Tradizione, Nab, Antichi Valori, Primo Novembre e Nord Est -. Abbiamo messo tutto il nostro impegno, passione, tempo per far tornare la Curva Sud il 12/o uomo in campo“. “Le ultime sentenze e quanto si è detto e scritto con situazioni quasi chirurgiche e studiate a tavolino al fine di colpirci nuovamente, hanno superato il limite degli abusi e soprusi nei nostri confronti – continuano -. Amaramente apprendiamo che nonostante le nostre difese e le inequivocabili prove a discolpa presentate, queste non siano state prese in considerazione“.
“Non ci meritate – dicono – ma noi che siamo brutti e cattivi manterremo quanto promesso sostenendo la squadra lontano da Torino, sicuri che la bolgia e tifo incessante avuto in questi mesi che ha riportato lo Stadium sempre pieno al botteghino e caloroso con gente in festa e pieno di colore e ardore, sarà cosi anche con il nostro silenzio“.
“Abbiamo sostenuto la squadra incessantemente sia quando lottavamo per i primi posti, sia quando ha iniziato un continuo e costante calo di prestazioni e orgoglio sul campo – aggiungono gli ultras -. Abbiamo sostenuto tutti nonostante sappiamo bene gli usi e abusi di alcuni del nostri giocatori, che fuori dal campo alle volte tendono a comportarsi poco da atleti professionisti“.
Poi gli ultras accusano i giornalisti di non aver cercato la verità, in riferimento alle inchieste giudiziarie. Infine puntano il dito contro il pubblico juventino non legato al tifo organizzato. “Lasciamo questa ultima parte di campionato, importantissima per raggiungere gli ultimi obbiettivi che ci sono rimasti a voi pubblico che se non cantiamo ci fischiate, a voi che se la squadra non segna dopo 20 minuti fischiate, a voi che se non vinciamo e dobbiamo spingere la squadra alla vittoria ‘Fino alla fine’ è un fino alla fine solo per noi, perché voi avete paura del traffico e uscite prima“, concludono gli ultras.
Il ds era con sua moglie in Veneto dopo partita col Cittadella
Il direttore sportivo del Bari, Ciro Polito, ha denunciato di esser stato aggredito da alcuni tifosi biancorossi mentre era con sua moglie in un autogrill a Occhiobello (Rovigo) di ritorno dal Veneto dopo il pari col Cittadella che complica la strada dei pugliesi verso la salvezza.
La notizia è confermata da fonti del club.
Sulla vicenda indagano le forze dell’ordine. Al vaglio degli investigatori anche i filmati della videosorveglianza. “La società biancorossa – si legge in una nota del club di Luigi De Laurentiis – condanna con forza quanto accaduto ad opera di ‘vigliacchi’ che nulla hanno a che vedere con il tifo barese e con lo sport. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, quando la ragione lascia spazio alla violenza abbiamo già perso tutti“. Sempre ieri, toni accessi tra tifosi, dirigenti e giocatori anche nell’aeroporto di Bergamo, al rientro della squadra, con un battibecco tra uno storico ex capo ultras e un componente dello staff dirigenziale. Il video dell’accaduto è diventato virale sui social. Il Bari giocherà venerdì sera l’ultima gara stagionale al San Nicola contro il Brescia: la vittoria con i lombardi è l’unica chance per evitare la retrocessione diretta e sperare nei play out.
Scontri tra tifosi e non solo, volano pietre e transenne: ferito l’ex giocatore della Fiorentina
Un clima lontanissimo da quello che dovrebbe essere una partita di calcio. Animi tesissimi tra i tifosi, scontri che non sono mancati e lancio di oggetti in campo, addirittura di pietre, che hanno colpito l’ex giocatore della Fiorentina.
Teatro di questo scempio è lo stadio Gigante de Arroyito, teatro della partita tra Rosario Central e Penarol valida per la prima giornata della fase a gironi di Copa Libertadores e vinta 1-0 dai padroni di casa argentini grazie alla rete del difensore Quintana nel recupero del primo tempo. Una gara però dove ha dominato la tensione, più sugli spalti che in campo. Il clima è stato tesissimo sin da prima del fischio d’inizio, con i tifosi argentini che hanno preso di mira i supporters uruguayani, con addirittura delle transenne che sono state lanciate dal settore superiore verso quello inferiore. Una tensione che è esplosa ancor più alla fine della partita.
I tifosi del Penarol(ANSA Foto) – Calciomercato.it
Rosario Central-Penarol, scontri tra tifosi e Olivera ferito – A farne le spese è stato l’ex giocatore della Fiorentina, Maxi Olivera, oggi al Penarol, rimasto ferito a causa di una pietra lanciata dai tifosi argentini.
Il sasso è stato gettato dagli spalti a gara conclusa e Olivera ha rimediato una vistosa ferita allo zigomo. Il terzino sinistro ha perso molto sangue e, visibilmente arrabbiato, è stato trattenuto con fatica dai suoi compagni di squadra, che lo hanno poi trascinato negli spogliatoi e poi portato all’ospedale, dove gli sono stati applicati dei punti di sutura. Sui social lo stesso giocatore ha voluto rassicurare tutti sulle sue condizioni, pubblicando un messaggio su Instagram, in cui ha anche denunciato quanto accaduto prima del fischio d’inizio: “Sto bene, grazie per i messaggi. A parte il dolore e qualche punto di sutura, tutto è andato per il meglio. Dispiaciuto per il risultato, meritavamo qualcosa in più. Ma c’è molta rabbia per il pessimo trattamento che hanno ricevuto i nostri fan, la nostra gente. Una vergogna”. Sui fatti di Rosario è atteso un pronunciamento (e eventuali sanzioni) da parte della Conmebol.
😳 ESCANDALOSO FINAL EN ROSARIO
✖️ Una vez que finalizó el encuentro, Maxi Olivera recibió un piedrazo por parte de la hinchada de Central que lo dejó sangrando. pic.twitter.com/tGn1HAxtLs
È stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine con lancio di lacrimogeni per separare i due gruppi. Arrestato un supporter giallorosso.
Quest’oggi alle ore 18 si terrà il derby della Capitale tra Roma e Lazio e nonostante le numerose forze dell’ordine schierate dalla Prefettura, già a diverse ore dalla partita le due tifoserie si sono rese protagoniste di uno scontro a pochi passi dallo stadio Olimpico.
Protagonisti un gruppo di circa 200 tifosi laziali e un centinaio di supporters giallorossi. La polizia è intervenuta per separare i due gruppi, anche con un lancio di lacrimogeni. Un tifoso romanista è stato arrestato. Gli scontri si sono verificati attorno alle 9.30, quando i circa 200 tifosi laziali, tutti travisati, si sono spostati verso il bar River. Il gruppo di 100 supporters giallorossi li ha raggiunti e sono iniziati i tafferugli.
A quel punto è intervenuto il personale della Questura per separare le due tifoserie. Per disperderli i poliziotti, che sono stati oggetto di lancio di bombe carte, hanno utilizzato i lacrimogeni. Le immagini della scientifica sono già al vaglio per identificare chi ha preso parte ai disordini. Nel corso dell’intervento sono stati sequestrati caschi, mazze e cacciaviti.
Il piccolo è stato portato in ospedale, ma le sue condizioni non sarebbero gravi
Un bambino di otto anni ha riportato alcune escoriazioni a una gamba dopo l’esplosione di un petardo avvenuta nel settore ospiti, occupato dai sostenitori blucerchiati, mentre era in corso la partita Bari-Sampdoria, allo stadio San Nicola del capoluogo pugliese. L’episodio, su cui indaga la polizia, è avvenuto nel primo tempo. Subito soccorso all’interno dell’impianto, il bimbo è stato trasportato al Policlinico di Bari: le sue condizioni non sarebbero gravi. Per verificare nel dettaglio l’accaduto, verranno visionate le immagini a circuito chiuso dell’impianto pugliese.
Le tifoserie di Napoli e Inter sono divise da un’aspra rivalità
La decisione del prefetto di Milano sulla base delle valutazioni del comitato sicurezza manifestazioni sportive. I precedenti: dalla morte di Daniele Belardinelli ai raid degli ultras azzurri nel Varesotto
Niente biglietti per Inter-Napoli ai tifosi azzurri residenti in Campania. Lo ha disposto il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, sulla base delle valutazioni effettuate dal comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive.
L’annuncio è in una nota della prefettura. Pesano i trascorsi legati a una partita da sempre “calda”, perl’aspra rivalità che divide i supporter di Inter e Napoli. I trascorsi, del resto, rappresentano un monito. Nel comunicato sono citati la morte di Daniele Belardinelli, l’ultrà del Varese – tifoseria gemellata con la Curva Nord interista –deceduto il 26 dicembre 2018 poco prima dell’inizio del match, investito da un’auto in via Novara ela spedizione del maggio scorso degli ultras napoletani, bloccati nei pressi del casello di Gallarate sulla A8 mentre viaggiavano in direzione di Varese, con l’intenzione di vendicare le aggressioni ai danni di supporter azzurri nel corso dei festeggiamenti per lo scudetto dei partenopei.
La misura – Il provvedimento, quindi, prevede il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Campania, anche se in possesso della tessera di fidelizzazione del Napoli, con l’esclusione dei residenti in Campania titolari della fidelity card dell’Inter. La vendita dei biglietti del settore ospiti è possibile per i soli possessori della tessera del Napoli, sottoscritta prima del 16 marzo 2024, e non residenti in Campania.
“Il comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive – si legge nel provvedimento emanato dal prefetto di Milano – ha evidenziato che, dopo gli episodi di violenza occorsi nella serata del 26 dicembre 2018, poco prima dell’inizio dell’incontro di calcio Inter-Napoli, quando la contrapposizione di gruppi interisti e partenopei sfociò nella morte per investimento di Daniele Belardinelli, leader dei gruppi ultras del Varese, gemellati con quelli dell’Inter, il desiderio di vendetta è sempre molto attuale e concreto anche alla luce di più recenti episodi di violenza verificatisi a Varese“.
E per questo “l‘incontro del 17 marzo 2024 potrebbe costituire, per i tifosi delle due squadre, occasione per porre in essere nuovi scontri o, comunque, atti improntati all’illegalità”.
Alla fine del primo tempo la società nerazzurra ha comunicato il numero esatto di spettatori presenti a San Siro
Anche questa volta è un sold out. Nella gara che potrebbe portare l’Inter a +15 dalla seconda in classifica i tifosi nerazzurri hanno fatto sentire, come sempre, tutta la loro vicinanza alla squadra. I tifosi della Curva Nord sono entrati al secondo anello verde dopo 15 minutiper protesta nei confronti delle istituzioni che hanno dato loro troppe limitazioni al tifo dopo gli scontri avvenuti dopo Juve-Inter.
In attesa del loro ingresso lo stadio ha comunque provato a farsi sentire con cori e applausi. Ma anche solo la loro presenza di massa basta a rasserenare i gol dei calciatori nerazzurri. 75.421 le persone presenti al Meazza questa sera, stesso numero della gara contro la formazione bianconera. Contro la Salernitana erano stati 72.609, un sold-out sfiorato perché non erano stati venduti anche tutti i biglietti destinati al settore ospite.
In occasione del posticipo di serie A contro il Genoa i supporter più caldi del Biscione hanno lasciato vuoto per mezz’ora il settore a loro riservato, il secondo anello verde. I divieti dopo gli scontri nel match contro la Juventus
Milano, 4 marzo 2024
La loro squadra sta vivendo uno dei momenti migliori della sua lunga storia, lanciatissima verso uno scudetto che permetterebbe di cucire sulla maglia la seconda stella, ma i tifosi più caldi dell’Inter non paiono certo di ottimo umore.
Questa sera i supporter della Curva Nord 69, sigla dietro il quale di recente si è riunita la grande parte dei gruppi ultras nerazzurri, hanno deciso di non entrare nel loro settore, il secondo anello verde, per il posticipo di serie A che vede fronteggiarsi Inter e Genoa.
Il motivo è stato chiarito dai responsabili della curva in una storia pubblicata sulla pagina ufficiale Instagram. Gliultras interisti sono rimasti fuori per protestare contro le misure restrittive disposte dalle autorità nei loro confronti dopo gli scontri al termine di Inter-Juventus (bombe carta, due arresti e 50 Daspo). Ai tifosi della Nord è stato vietato di portare in curva i tamburi e l’impianto di amplificazione voci. Una perdita troppo importante per gli ultras, abituati a utilizzare il materiale per sostenere a gran voce la loro squadra.
Da qui la scelta di mettere in scena una protesta clamorosa, restando fuori dallo stadio, Più precisamente al Baretto, il locale sotto la Curva Nord, storico ritrovo dei tifosi prima della partita, nei cui pressi si svolge anche la riunione settimanale degli ultras interisti. Successivamente, sempre su Instagram, è apparsa un’ulteriore storia, in cui si annuncia l’ingresso dopo 30 minuti, scelta condivisa dai componenti del direttivo. Curiosità: gli ultras sono entrati appena prima che Kristjan Asllani portasse in vantaggio la loro squadra del cuore.
I feriti sono raddoppiati, 113 contro i 66 della stagione 2021-2022, tra i civili, e 75 in più tra le forze dell’ordine (147 a 72)
Tifosi sempre più violenti: aumentano feriti, arresti e denunce, tutto per gli incontri di calcio. A dirlo è il nuovo rapporto dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, che si riferisce alla passata stagione calcistica. Su 2.662 partite, 381 di Serie A e poi Serie B, C,incontri internazionali e di Coppa Italia, i numeri che emergono sono allarmanti: tutti in su i dati rispetto alla stagione precedente.
I feriti sono raddoppiati, 113 contro i 66 della stagione 2021-2022, tra i civili, e 75 in più tra le forze dell’ordine (147 a 72). Aumentati anche i denunciati (da 1.480 a 2.011) e gli arrestati (da 59 a 125). Monitorati inoltre per la prima volta gli atti di discriminazione razziale, territoriale e antisemita: sono stati 126.
Oltre 50mila forze dell’ordine in più – Le forze dell’ordine che sono state impiegate nel corso degli eventi calcistici sono 233.999, oltre 50mila in più rispetto alla stagione precedente.
L’attività di controllo di polizia e carabinieri hanno riguardato il perimetro intorno agli impianti sportivi e le aree delle città, con i relativi percorsi, che potevano presentare scontri tra le frange più estreme delle tifoserie.
In aumento anche i Daspo (divieti di accesso ai luoghi in cui si svolgono le manifestazioni sportive) che, in forza dei 3.748 provvedimenti adottati dalle questure nella stagione calcistica 2022-2023, fanno segnare un incremento del 115% rispetto ai 1.741 emessi nella stagione precedente.
Niente coreografia contro l’Atletico in Champions e nessun impianto di amplificazione della voce dopo il provvedimento delle autorità di pubblica sicurezza
Gli rimane solo la voce. Dopo gli incidenti nella sfida con la Juve, la Curva Nord non potrà esporre bandiere, utilizzare impianti di amplificazione della vocesino al termine della stagione. Il provvedimento delle autorità di pubblica sicurezza è stato reso noto dallo stesso tifo organizzato nerazzurro con un post social: “Ci aspettano tante battaglie importanti – si legge nella nota – Purtroppo a causa dei recenti avvenimenti in curva non ci saranno bandiere, impianto col microfono e la coreografia prevista con l’Atletico non verrà realizzata. Paghiamo dazio e ce ne assumiamo la totale responsabilità, faremo in modo di non cadere di nuovo in errore. Saranno mesi duri ma se ognuno di noi fa la sua parte saremo ancora la curva migliore d’Italia“.
DASPO – Al termine di Inter-Juve tifosi interisti, dopo la mezzanotte, avevano lanciato bombe carta verso i mezzi delle forze dell’ordine e i pullman dei tifosi juventini, causando il danneggiamento di un veicolo della polizia.
Le misure disposte dal prefetto Claudio Sgaraglia per limitare le intemperanze degli ultras. Divieto vendita di alcolici e asporto in contenitori di vetro e lattine
Allarme per l’arrivo di settemila tifosi del Rennes a Milano, giovedì 15 febbraio, per la partita con il Milan dei sedicesimi di finale dell’Europa League. Tanto che ilprefetto Claudio Sgaraglia, ha disposto il divieto della vendita di alcolici (e l’asporto in contenitori di vetro e lattine) in alcune zone della città.
Il divieto sarà in vigore dalle ore 8 alle ore 20 di giovedì nella zona centro e dintorni:corso Como, zonaDarsena-Navigli, zona Sempione e nelle vie adiacenti. Mentre dalle 12 alle 24 il divieto scatta per l’area di San Siro.
La tifoseria francese è considerata a rischio per l’ordine pubblico ed è già stata protagonista di incidenti in Francia. A Milano, secondo quanto annunciato dalla stessa tifoseria, dovrebbero arrivare tra i 7 e gli 8 mila ultrà. Sono in corso riunioni in Questura per la gestione dell’ordine pubblico della giornata. Sui loro social i tifosi francesi annunciano un rendez-vous alle 12 all’Arco della Pace, da dove si muoveranno alle 16 sulla linea lilla della metropolitana per raggiungere la stazione di Lotto: da lì partirà una marcia di 45 minuti per arrivare all’ingresso ospiti di San Siro.