Dura presa di posizione dell’Aia, l’associazione arbitri italiani, contro le aggressioni subite negli ultimi mesi contro i direttori di gara. Il sito ufficiale è stato ‘oscurato‘ con una foto simbolo della non violenza. “È una situazione ormai inaccettabile” ha detto il presidente Antonio Zappi “che merita una profonda analisi, anche a livello istituzionale e politico“
Il sito ufficiale dell’Associazione Italiana Arbitri è stato ‘oscurato‘ con una foto simbolo della non violenza dopo l’ennesima aggressione subita da un direttore di gara. L’episodio – fa sapere l’Aia, “ultimo di una lunga grave serie, è avvenuto in Sicilia ed il giorno prima in Campania e nelle settimane scorse in Veneto, nel Lazio ed in diverse altre regioni“. “È una situazione ormai inaccettabile” secondo il presidente Antonio Zappi “queste incresciose aggressioni nei confronti dei nostri arbitri, spesso giovanissimi, picchiati da persone che per età potrebbero esserne i genitori solo per un fuorigioco o un rigore, devono essere oggetto di una profonda analisi, anche a livello istituzionale e politico, perché hanno assunto un significato non solo sportivo ma anche sociale che deve essere combattuto con fermezza da tutta la società civile“
L’allenatore italiano, furioso per la sconfitta di Reims, ha annullato i giorni di riposo previsti. La squadra ha risposto rifiutandosi di scendere in campo. Poi, in conferenza stampa, ha sminuito il retroscena rivelato da L’Equipe
Furioso scontro tra Roberto De Zerbi e i calciatori della squadra che allena il Marsiglia. L’Equipe rivela un ammutinamento, conseguenza di una spaccatura insanabile tra le parti. Il club francese è in crisi, dopo quattro sconfitte e una vittoria nelle ultime cinque partite: è stato scavalcato in classifica dal Monaco ed è ora al terzo posto, l’ultimo valido per qualificarsi direttamente alla prossima Champions League, con due soli punti di vantaggio su Nizza e Lilla a sette giornate dal termine della Ligue 1.
De Zerbi: “Non vi alleno perché vi comportate male” – Dopo la sconfitta 3-1 dello scorso week end in casa del Reims, che non vinceva in campionato dall’11 novembre, nel centro di allenamento dei marsigliesi è arrivato il momento di un durissimo faccia a faccia tra tecnico e giocatori. De Zerbi ha tenuto tutti in ritiro nel centro sportivo della Commanderie, annullando i due giorni previsti di riposo e annunciando sedute di allenamento particolarmente intense: “Io la mia famiglia non la vedo mai, ora anche voi non vedrete le vostre”. Non solo, una volta scesi in campo, l’allenatore ha lasciato i calciatori nelle mani del suo staff: “Oggi non vi allenerò per come vi state comportando”, prendendosela con Luis Henrique, Mason Greenwood e Pol Lirola, ex di Juventus, Sassuolo, Fiorentina e Frosinone, “colpevole” di aver sorriso in sala mensa in un momento giudicato non consono: “Nessuno ti voleva qui la scorsa estate, io ero l’unico a credere in te. E mi ripaghi così?”, la frase rivolta dal tecnico al calciatore spagnolo.
La mediazione del direttore sportivo Benatia – A quel punto, i giocatori si sono ammutinati (“Non andremo in campo”) e hanno deciso di non calzare gli scarpini. Ha provato a mediare con i calciatori il direttore sportivo, Medhi Benatia, ex difensore di Udinese, Roma e Juventus. L’Equipe riporta accuse e parole grosse nei confronti di De Zerbi, che ha osservato da lontano la squadra nel pomeriggio quando, alla fine di una lunga trattativa, ha accettato di allenarsi con lo staff tecnico. Ma la rabbia di De Zerbi non si è placata: “Volete che io fallisca? Allora falliremo tutti insieme”, le sue parole di fuoco.
De Zerbi: “Voglio rimanere, non andare al Milan” – Nella conferenza stampa in vista della sfida col Tolosa, De Zerbi ha smentito un suo possibile futuro al Milan: “Nessuno mi ha chiamato, nessuna squadra. E come ho sempre fatto, non parlo o flirto con altri club. La mia intenzione è di rimanere qui a Marsiglia per molti anni. Poi i matrimoni si fanno due, e dobbiamo vedere come finirà la stagione”. Lungo e articolato il discorso del tecnico italiano, che di fatto non ha smentito i retroscena de L’Equipe, usando l’arma dell’ironia: “Sono molto felice di essere l’allenatore dell’Olympique Marsiglia perché mi piacciono le polemiche. I giocatori mi amano e io sono la persona che più di tutte vuole il loro bene. Non accetto però che facciamo le cose al di sotto del nostro livello massimo, motivo per cui ho vissuto molto male questi giorni, come tutti gli altri. Le cose successe in settimana sono normali, accadono in tutti gli spogliatoi, solo che a Marsiglia finiscono sui quotidiani e così alcuni giornalisti mi fanno sembrare un criminale. Leggere quel genere di cose mi ha fatto incazzare. Non è vero che i giocatori sono contro di me”. Sulle fughe di notizie ha poi aggiunto: “Forse dovreste chiedervi perché nessun allenatore è rimasto per più di due anni qui. Ma quello che succede mi spinge a rimanere tre, quattro o cinque anni perché mi piace essere al centro delle polemiche”.
De Zerbi: “Lirola va provocato perché dia il meglio” – De Zerbi ha ammesso anche la discussione con Lirola: “So che a volte va provocato perché dia il meglio di sé. Ma io difendo sempre i giocatori e continuerò a farlo. Per questo, mi aspetto diano il 100%. Il mio lavoro non è quello di avere amici nello spogliatoio, ma di ottenere il 100% dai giocatori. A volte ci abbracciamo, a volte vengono a casa mia a pranzo, parlo anche con i loro genitori. Ma nella vita devi dare e non solo ricevere”.
Una delle squadre di calcio più prestigiose in Italia sta rischiando di retrocedere in Serie C per la prima volta nella sua storia
I giocatori della Sampdoria e l’allenatore Leonardo Semplici dopo la sconfitta contro il Frosinone, 29 marzo 2025 – Simone Arveda/Getty Images
Lo scorso 29 marzo un gruppo di tifosi della Sampdoria, una delle due principali squadre di calcio di Genova, ha assalitocon sassi e fumogeni il pullman della squadra mentre lasciava lo stadio. Poco prima, la Sampdoria aveva perso 3-0 in casa contro il Frosinone ed era stata parecchio fischiata dai tifosi già durante la partita: un fatto insolito per una tifoseria storicamente molto legata alla squadra e abituata a contestare, nel caso, solo a partita finita (per evitare di influenzare i giocatori mentre sono in campo).
Il rabbioso atteggiamento di tanti tifosi della Sampdoria è dovuto al fatto che la squadra sta affrontando uno dei momenti peggiori della sua prestigiosa storia (in cui ha vinto, tra le altre cose, uno Scudetto e quattro Coppe Italia tra gli anni Ottanta e Novanta). Oggi è quartultima in Serie B, a pari merito con la Reggiana terzultima; ha vinto soltanto due delle ultime 21 partite e rischia seriamente di retrocedere in Serie C: sarebbe la prima volta nella sua storia. Nel 2023, dopo 11 stagioni in Serie A, retrocesse in Serie B. Nell’estate di quell’anno evitò di poco il fallimento quando fu acquistata dagli investitori Andrea Radrizzani e Matteo Manfredi, l’attuale presidente.
All’inizio di questa stagione la società aveva dimostrato di essere molto ambiziosa e ottimista di poter tornare in Serie A. Per migliorare la squadra, a giugno Manfredi aveva assunto come nuovo direttore sportivo (cioè chi si occupa principalmente di acquistare e cedere i giocatori) Pietro Accardi, che aveva già avuto questo incarico all’Empoli per diversi anni.
Accardi giustificò fin da subito le ambizioni della società. A parte Andrea Pirlo, che allenava la Sampdoria dalla stagione precedente e fu confermato, la squadra subì un grande rinnovamento: pur rispettando i limiti imposti dalla situazione finanziaria di una societànon ancora del tutto stabile, la Sampdoria prese 16 nuovi calciatori, in prestito o pagati a un prezzomolto basso. Tra questi c’erano Gennaro Tutino e soprattutto Massimo Coda, due attaccanti che nelle stagioni precedenti erano stati tra i migliori della Serie B. Il monte ingaggi della Sampdoria, cioè la somma degli stipendi dei giocatori e dell’allenatore, è di circa 30 milioni di euro ed è il secondo più alto di tutto il campionato.
I nuovi acquisti aumentarono anche l’età media in campo, che passò dai 24 ai circa 28 anni d’età. L’anno scorso la Sampdoria era stata la squadra più giovane della Serie B e l’inesperienza dei suoi giocatori era stata indicata da alcuni comeuno dei problemi principali della squadra nella prima stagione giocata con Pirlo. Concluse il campionato al settimo posto e uscì al primo turno dei playoff per andare in Serie A.
Il direttore sportivo Pietro Accardi e il presidente Matteo Manfredi(Simone Arveda/Getty Images)
Ma appena qualche settimana dopo l’inizio del campionato queste grandi ambizioni si ridimensionarono. La Sampdoria partì male: dopo due sconfitte e un pareggio la dirigenza decise di esonerare Andrea Pirlo, che venne sostituito da Andrea Sottil,ex allenatore dell’Udinese. Sottil ottenne l’unica vittoria di rilievo della stagione, un derby in Coppa Italia contro il Genoa (che gioca in Serie A, e quindi era molto favorito), ma fu a sua volta esonerato a dicembre. Al suo posto fu chiamato Leonardo Semplici, noto soprattutto per aver portato la SPAL di Ferrara dalla Serie C alla Serie A in soli tre anni. Con nessuno dei tre allenatori, in ogni caso, la Sampdoria ha smesso di rischiare la retrocessione in Serie C: ha sempre giocato in modo abbastanza deludente ed è rimasta nella parte più bassa della classifica.
Dopo l’arrivo di Semplici, la società ha cercato di rafforzare ulteriormente la squadra anche per far fronte a una serie di infortuni. Durante il calciomercato invernale, cioè quel periodo tra gennaio e febbraio in cui si possono comprare e vendere giocatori, dalla Sampdoria sono andati via undici calciatori e ne sono arrivati altri dieci, tra i quali M’baye Niang, Alessio Cragno e Rémi Oudin: tutti con un passato in Serie A e potenzialmente molto buoni per la Serie B.
C’è stata però per tutta la stagione una grave mancanza di continuità: Pirlo, Semplici e Sottil hanno spesso adottato moduli di gioco diversi, e i numerosi acquisti e gli infortuni hanno impedito che si imponesse una formazione titolare costante. Nel corso del campionato, per dire, si sono alternati ben cinque portieri titolari, una circostanza piuttosto rara. Se Semplici ora sembra aver risolto i problemi difensivi della squadra, la Sampdoria continua a segnare pochi gol, uno dei problemi principali della stagione.
Il centravanti della Sampdoria Massimo Coda(Simone Arveda/Getty Images)
A complicare le cose c’è poi una certa confusione anche nella gestione societaria. Chi segue abitualmente le questioni della Sampdoria ha spesso accusato i dirigenti di non rispettare i propri ruoli: «Nessuno a Bogliasco (dove si allena la Sampdoria, ndr) fa quel che dovrebbe fare: c’è un presidente (Manfredi) che invade l’ambito del direttore sportivo; un direttore sportivo (Accardi) che invade l’ambito dell’allenatore; un board advisor (!) (Messina) che invade un po’ tutti gli ambiti», aveva scritto lo scorso dicembre il Secolo XIX, il principale quotidiano di Genova.
Questa crisi che la Sampdoria sta affrontando si è estesa anche sulla squadra Under-19 e sulla squadra femminile. L’Under-19 è penultima in campionato, nonostante a gennaio fossero arrivati vari nuovi giocatori: eppure la società aveva dichiarato come obiettivo la permanenza nella massima serie giovanile, la Primavera 1. La Sampdoria Women, invece, è ultima nella classifica della Serie A femminile e come la squadra maschile ha cambiato allenatore a stagione in corso: rischia altrettanto la retrocessione.
Alla fine del campionato di Serie B ora mancano solo sette partite, e la Sampdoria ha ancora possibilità di salvarsi dalla retrocessione; se dovesse rimanere quartultima, giocherebbe contro la sedicesima in classifica i play-out, cioè una sfida di andata e ritorno in cui la perdente retrocede assieme alle ultime tre classificate.
Appello del sindacato: “Non ci si volti dall’altra parte”
E’ di 9 agenti feriti il bilancio degli scontri avvenuti al termine della partita Lecce-Roma. “Quanto accaduto ieri sera a Lecce è l’ennesima dimostrazione di come le Forze dell’Ordine vengano lasciate sole a fronteggiare una violenza ormai sistematica e impunita”, afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del sindacato di Polizia Coisp. “Nel day after ci ritroviamo, ancora una volta, a contare i feriti: 9 poliziotti del Reparto Mobile di Taranto hanno riportato prognosi dai 3 agli 8 giorni dopo essere stati colpiti da bombe carta e oggetti lanciati dai soliti delinquenti travestiti da tifosi che continuano ad agire indisturbati”, prosegue Pianese.
“Il Reparto – ricostruiscePianese – stava presidiando un’area cuscinetto tra la tifoseria ospite e quella locale, quando un gruppo di ultras del Lecce ha tentato di sfondare il cordone per raggiungere i tifosi della Roma, aggredendo gli agenti”.
La decisione rappresenta un punto di svolta nella lotta alle infiltrazioni criminali nel mondo del tifo organizzato.
(Foto: Valerio Pennicino/Getty Images)
La Cassazione ha confermato l’esistenza del reato di associazione a delinquere per gli ultras della Juventus imputati nel processo Last Banner. La decisione è arrivata nella serata di ieri e si tratta della prima volta che questo reato viene riconosciuto per vicende legate alla tifoseria organizzata.
Il processo Last Banner è stato celebrato a Torino dopo un’inchiesta della Digos sulle pressioni esercitate sulla Juventus dalla curva durante la stagione calcistica 2018/19 per non perdere una serie di privilegi. Gli imputati di cui si è occupata la Cassazione sono stati cinque, tra i quali c’erano esponenti dei Drughi.
I giudici hanno respinto i ricorsi delle difese e hanno annullato con rinvio solo una porzione della sentenza della Corte d’appello subalpina: sarà necessario chiarire (anche dal punto di vista giuridico) dei fatti legati alla richiesta di 25 biglietti gratuiti per lo stadio.
Le condanne confermate dalla Suprema Corte riguardano:
Dino Mocciola: 8 anni di carcere
Salvatore Cava: 4 anni e 7 mesi
Sergio Genre: 4 anni e 6 mesi
Umberto Toia: 4 anni e 3 mesi
Giuseppe Franzo: 3 anni e 11 mesi
Gli imputati, esponenti di spicco dei Drughi, erano accusati a vario titolo di associazione a delinquere ed estorsione. La decisione rappresenta un punto di svolta nella lotta alle infiltrazioni criminali nel mondo del tifo organizzato, riconoscendo la natura associativa di comportamenti che vanno ben oltre la semplice passione sportiva.
Con questa sentenza, viene ribadito che gli stadi non possono essere zone franche dove comportamenti estorsivi e criminali vengono tollerati, segnando un importante passo avanti nella lotta per un tifo più sano e rispettoso delle regole.
Prima di Fiorentina-Juventus, gara stravinta dai padroni di casa per 3 a 0, la Curva Fiesole ha esposto una coreografia ben presto diventata virale, nonostante non fosse stata mostrata da Daznche aveva i diritti di trasmissione del match. Utilizzando cartoncini bianchi e viola, la frangia più calda del tifo dei toscani ha insultato la squadra avversaria da sempre rivale. Quel “Juve M****” a caratteri cubitali ha fatto il giro del web, è balzata anche all’estero, riportata da media di Paesi disparati, e diviso l’opinione pubblica tra chi l’ha vista come una goliardata tra tifosi, qualcosa che sui campi di calcio è ormai un’abitudine, e chi invece l’ha condannata per il chiaro insulto.
JUVE INFASTIDITA – Tra questi c’è anche lo stesso club di Torino. Senza muoversi in maniera ufficiale e senza comunicati o note del caso, la Juventus si sarebbe messa in contatto con FIGC e alla Lega Calcio per chiarire la vicenda e con la Questura di Firenze per individuare i responsabili affinché possano essere presi seri provvedimenti. A riportarlo è Tuttosportsecondo cui in Lega Calcio sarebbe già stata manifestata solidarietà al club bianconero.
I PROVVEDIMENTI – Si attendono insomma provvedimenti. La Juventus li attende già dal Giudice Sportivo di Serie A che, nella giornata di martedì 18 marzo, renderà note le proprie sanzioni e potrebbe colpire la Curva Fiesole. In passato però striscioni con messaggi simili, sempre esposti in gare di Serie A, sono passati in cavalleria e non hanno portato a provvedimenti disciplinari.
Momenti di paura al Gewiss Stadium. La gara è stata interrotta per prestare i soccorsi
Attimi di paura al Gewiss Stadium. Al 48’, in occasione di un calcio d’angolo a favore dell’Inter, la partita si è fermata per almeno sei minuti. Un tifoso dell’Inter presente nel settore ospiti ha accusato un malore, così i sostenitori nerazzurri presenti hanno richiamato l’attenzione degli steward e dei giocatori in campo, in particolare di Calhanoglu, arrivato sulla bandierina per battere l’angolo. A questo punto, dopo alcuni minuti d’attesa, i medici a bordocampo sono entrati nello spicchio riservato agli interisti con la barella e hanno prestato soccorso alla persona coinvolta. Curiosità: l’Inter ha segnato il gol del vantaggio proprio sugli sviluppi dell’angolo. Cross di Calhanoglu dalla destra e colpo di testa vincente di Carlos Augusto.
Malore di un tifoso nel settore ospiti, la partita si ferma per 6′. Poi il gol di Carlos Augusto
Malore di un tifoso nel settore ospiti, la partita si ferma per 6′. Poi il gol di Carlos Augusto
Momenti di apprensione a inizio ripresa nella gara di Bergamo tra Atalanta e Inter. La partita è stata infatti interrotta per sei minuti e mezzo dall’arbitro Massa per soccorrere un tifoso interista che si è sentito male sugli spalti. È accaduto tutto quando Calhanoglue Barella erano vicini alla bandierina del corner per battere il calcio d’angolo. I due centrocampisti hanno subito richiamato l’attenzione del direttore di gara per facilitare i soccorsi.
Le telecamere hanno cambiato inquadratura, mentre lo staff sanitario ha raggiunto, con una barella, il tifoso.Il tifoso dell’Inter non ha mai perso i sensi ed è sempre rimasto cosciente. Dopo circa sei minuti e mezzo di interruzione, la gara è ripresa e la squadra di Inzaghi ha trovato il gol del vantaggio: angolo di Calhanoglu, testa di Carlos Augusto. E Gasperini si è arrabbiato in panchina per la distrazione fatale dei suoi che è costata il gol.
Un clima sempre più teso, fischi contro i giocatori e cori contro la dirigenza. E in molti abbandonano lo stadio a metà secondo tempo
Una sconfitta durissima, che potrebbe lasciare conseguenze pesanti. Lo storico 0-4 rifilato dall’Atalanta alla Juve in casa potrebbe essere il punto di non ritorno nel rapporto tra la squadra bianconera e il suo pubblico. La contestazione dei supporters juventini (prima la Curva Sud poi anche il resto dello stadio) è stata fortissima, con la maggior parte di loro che hanno abbandonato lo stadio al 77’, quando Lookman ha segnato il gol del poker bergamasco.
JUVE SUBITO CONTESTATA – Che non sarebbe stata una serata semplice nel rapporto tra la squadra di Motta e i suoi tifosi lo si era capito ben presto. Non tanto al fischio d’inizio, quando si è cominciato a giocare in un clima silenzioso da teatro, quanto al 29’ quando il rigore realizzato da Retegui ha ridato vigore alla contestazione degli ultras juventini, iniziata nello scorso weekend prima e durante la partita contro il Verona e sostanzialmente solo sospesa dopo il successo contro i gialloblù. Già pochi minuti dopo la rete dell’italo argentino dal cuore pulsante del tifo bianconero si sono alzati cori di contestazione contro la dirigenza e la squadra, fin lì un contesto anche stonante rispetto a una partita ancora in bilico e a una classifica che vede ancora la Juve in linea con l’obiettivo minimo stagionale. La prestazione dei giocatori bianconeri nella ripresa (nessun segno di reazione) ha contribuito a rendere il clima sempre peggiore, fino al gol del 4-0, che ha convinto molti tifosi juventini a tornare a casa in anticipo. A fine gara, mentre i pochi supporters rimasti fischiavano sonoramente, Locatelli ha provato a trascinare i compagni sotto la Curva Sud ormai desolatamente semivuota, ma, giunto poco oltre la metà campo, dopo un breve colloquio con Di Gregorio, ha desistito.
Lunedì 10 marzo 2025
Zona Champions a rischio, la Juventus crolla in Borsa: titolo giù del 5%
Il titolo del club bianconero ha risentito dello stop subito dalla formazione di Thiago Motta. Ora la Lazio può guadagnare la quarta posizione.
La Juventus torna al centro dell’attenzione di Piazza Affari questa mattina dopo la pesante sconfitta maturata nella serata di ieri della squadra bianconera. La formazione guidata da Thiago Motta è stata battuta con un netto 4-0 dall’Atalanta, subendo così uno stop importante nella corsa per la conquista del quarto posto, valido per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League.
L’avvio delle contrattazioni per le azioni della Juventus in Borsa è stato così da profondo rosso, nonostante l’apertura positiva del FTSE MIB(+0,20%). Il titolo del club bianconero ha fatto registrare un calo del 5% a inizio seduta, a quota 3,115 euro, cedendo così tutti i guadagni conquistati nel corso della settimana passata.
L’inizio negativo riduce la crescita del titolo bianconero ottenuta nel 2025 a +3%, mentre negli ultimi 12 mesi la performance fa segnare un +22%. In caso di successo della Lazio questa sera, nel posticipo contro l’Udinese, la Juve si troverebbe al quinto posto e attualmente fuori dalla zona Champions, in attesa di capire se l’Italia potrà ancora sperare nel posto extra.
Lancio di oggetti e fumogeni in campo e la partita viene sospesa. Anche perché un calciatore è stato colpito da una bottiglietta. E’ successo nel derby tra Fasanoe Brindisi al Curlo. Al 38′ del secondo tempo, con il Fasano in vantaggio per 2-0, i sostenitori del Brindisi(sono in 180) hanno iniziato a contestare la propria squadra, che sembra ormai condannata all’Eccellenza.
Lancio di oggetti e fumogeni, una bottiglietta ha colpito il difensore del Fasano Onraita. E da qui la decisione di Artini di Firenze di sospendere la partita, nonostante il tentativo della squadra biancazzurra di conciliare col proprio pubblico.
La partita è poi ripresa dopo circa mezzora di fermo. Ma anche in questo caso lancio di oggetti in campo: l’arbitro, così, decide di fischiare la fine definitivamente.
Nel post-gara alcuni sostenitori ospiti sono riusciti a sfondare il cancello che delimita la zona del settore a loro riservato e si sono riversati per strada. E’ intervenuta la Polizia.
A Roma.Ragazza,’frasi sessiste, fa male.Poteva essere mio padre’
Un’arbitra di 16 anni è stata insultata sul campo di calcio dell’Achillea Talenti a Roma, mentre dirigeva una partita tra la squadra di casa e la Grifone Gialloverde, dal padre di uno dei calciatori ospiti: “Questa è femmina, non capisce un c… – si sente tra l’altro in un video finito sui social – Poi dice che uno è sessista, che fa il sessismo. – Ma come fa una femmina… non s’è mai vista…“. La vicenda, avvenuta lo scorso 23 febbraio, è stata raccontata dall’edizione romana del Corriere della Sera. L’uomo aveva iniziato una sorta di telecronaca in diretta YouTube della partita che stava seguendo, criticando in modo acceso le decisioni dell’arbitra. Sugli spalti però, vicino a lui, c’era il padre di un giocatore dell’Achillea che ha sentito tutto e ha registrato gli insulti, fino a che non ha affrontato l’altro padre sgridandolo per il linguaggio inaccettabile. Poi ha pubblicato sui social una clip con le frasi più offensive: “Non ho pensato alle conseguenze, ho solo pensato che certi atteggiamenti vanno mostrati – ha detto – così da far capire a tutti che non ci si può passare sopra. Io ho una figlia, e non posso non pensare che se lei ascoltasse certi insulti ne uscirebbe devastata“. L’altro, riporta sempre il quotidiano, ha chiesto poi scusa con un post. Il Corriere ha inoltre intervistato la giovane arbitra, che studia in un liceo classico della Capitale: “Ho provato rabbia, amarezza e delusione – dice – Tuttavia non ne sono rimasta sorpresa. Nei campi capita di tutto a me e ai miei colleghi maschi, impari a lasciare correre. Di certo questa volta gli insulti hanno colpito maggiormente perché espliciti e di natura sessista, soprattutto provenendo da un signore che potrebbe essere mio padre”.
Il comunicato della Uefa dopo il ritorno dei playoff di Champions League contro il Manchester City vinto 3-1 dai Blancos: cosa è successo
La UEFA ha reso noto che ilReal Madrid è stato sanzionato per gli episodi verificatisi durante la partita di ritorno dei playoff di Champions League al Santiago Bernabéu contro il Manchester City: chiusura parziale degli spalti, con sospensione della pena per un periodo di due anni, sempre che non si verifichi un evento analogo. Se ciò accadesse, la chiusura parziale del Bernabéu diventerebbe realtà. Inoltre, la Commissione d’appello della UEFA ha infiltto al Real Madrid una multa di 30.000 euro.
Real Madrid punito ai sensi dell’articolo 14.2 del Regolamento Disciplinare Uefa – Nella lettera della UEFA non viene specificato il motivo della sanzione nei confronti del Real Madrid. Si fa riferimento solo all‘articolo 14.2 del Regolamento Disciplinare UEFA, che recita: “Se uno o più sostenitori di un’associazione o di un club membro adottano il comportamento descritto al punto 1, l’associazione o il club membro responsabile viene sanzionato con almeno la chiusura parziale dello stadio”.
Il punto 1 dell’articolo 14 recita: “Chiunque rientri nel campo di applicazione dell’articolo 3 (che definisce chi è soggetto alle norme disciplinari) e insulti la dignità umana di una persona o di un gruppo di persone per qualsiasi motivo, incluso il colore della pelle, la razza, la religione, l’origine etnica, il genere o l’orientamento sessuale , incorre in una sospensione della durata di almeno dieci partite o per un periodo di tempo specificato, o in qualsiasi altra sanzione appropriata”.
Real Madrid: “Chiusura parziale sospesa per un periodo di prova di due anni dalla presente delibera” – Durante la partita non si sono sentiti cori offensivi, almeno non in massa, a parte quelli dedicati a Pep Guardiolada parte del pubblico del Bernabéu. Tuttavia, la UEFA non specifica nel suo testo il motivo della sanzione, che stabilisce la chiusura parziale come segue: “Ordina la chiusura parziale dello stadio del Real Madrid CF (vale a dire, almeno 500 posti adiacenti) durante la prossima partita che il Real Madrid CF giocherà come club ospitante, a causa del comportamento discriminatorio dei suoi tifosi. La presente chiusura parziale dello stadio è sospesa per un periodo di prova di due anni, a partire dalla data della presente delibera“. Per quanto riguarda la sospensione della pena, la UEFA ha spiegato che “le misure disciplinari durante un periodo di prova non hanno effetto immediato, ma possono essere applicate se ‘un’altra infrazione di natura simile viene commessa durante il periodo di prova’ (articolo 26.3) del Regolamento Disciplinare UEFA)”.
L’incidente durante la partita Pro Sesto-Chievo del girone B di serie D. L’uomo di 31 anni è caduto da un’altezza di 4 metri
Il volo nel vuoto dagli spalti. La caduta da un’altezza di almeno quattro metri. Poi la corsa in ospedale. Un tifoso del Chievo Verona è rimasto gravemente ferito oggi pomeriggio dopo essere caduto dal settore ospiti dello stadio Breda di Sesto San Giovanni, dove si disputava la partita tra gli scaligeri e i padroni di casa della Pro Sesto, valida per la 29esima giornata del girone B di serie D.
L’incidente è avvenuto alle 16.30, alla fine della gara.L’ultrà del Chievo, un italiano di 31 anni, si sarebbe sporto dalla balaustra e avrebbe perso l’equilibrio. Soccorso dai medici del 118, allertati dagli altri presenti, l’uomo è stato trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Niguarda: le sue condizioni sono gravi. Nella caduta, il tifoso veronese ha riportato un trauma cranico e altre ferite al volto: è in coma farmacologico e la prognosi è riservata.
La dinamica ricorda tragicamente la morte di Raffaele Carlomagno, l’ultrà della Pro Patria che era caduto all’interno dello stadio Silvio Piola di Novara lo scorso 25 gennaio, al termine della partita tra la squadra locale e la formazione di Busto Arsizio. Carlomagno, operaio di 41 anni, residente a Lonate Pozzolo, si era spento dopo nove giorni di agonia in ospedale.
Al “Maradona” dalla Lombardia soltanto i tifosi in possesso della tessera del tifoso del Napoli
I residenti in Lombardia, anche se in possesso della ‘tessera del tifoso’ nerazzurra, non potranno acquistare biglietti per Napoli-Milan, che si disputerà allo stadio Maradona di Napoli domenica 2 marzo. Lo ha disposto il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, in considerazione della potenziale pericolosità dell’incontro visti i trascorsi delle due tifoserie.
La prescrizione non riguarda, però, i residenti in Lombardia dotati della ‘tessera del tifoso‘ del Napoli: costoro potranno regolarmente acquistare i biglietti. I tagliandi del settore ospiti saranno invece venduti soltanto ai possessori della ‘tessera del tifoso‘ dell’Inter, purché sottoscritta prima del 17 febbraio e non residenti in Lombardia.
Il tifoso morto nel 2018 – A ottobre del 2024, il prefetto di Milano, in occasione di Inter-Napoli, aveva assunto unprovvedimentoidentico e speculare, ‘vietando‘ lo stadio di San Siro a tutti i tifosi residenti in Campania, a meno che non fossero in possesso della ‘tessera del tifoso‘ interista. Tutti ricordano il precedente del 26 dicembre 2018, quando le due tifoserie si affrontarono con violenza in via Novara e l’epilogo fu tragico: morì il tifoso del Varese (che si trovava insieme agli interisti)Daniele Belardinelli.
Dopo il secondo gol di Dybala, alcuni portoghesi hanno provato a entrare in contatto con i romanisti: aggrediti gli steward intervenuti, gli agenti hanno riportato la calma
Se nel prepartita tutto era filato liscio, dopo il secondo gol di Dybala nel settore ospiti del Porto è scoppiato il putiferio nonostante l’assenza di spettatori nella parte della curva Nord occupata dai romanista, chiusa per squalifica dall’Uefa. Gli ultras portoghesi non hanno preso bene gli sfottò della Tribuna Monte Mario dopo la doppietta dell’argentino. Qualcuno di loro ha provato a scavalcare la vetrata per venire a contatto con i tifosi romanisti. Immediato l’intervento degli steward. A quel punto però è scoppiata una gigantesca rissa che ha visto coinvolti almeno 10 ultras del Porto con gli steward pericolosamente schiacciati sul vetro.
TENSIONE – Dopo un paio di minuti sono intervenuti altri agenti di polizia che hanno provato a riportare la calma. Ma il lancio di oggetti da parte dei tifosi del Porto non si è placato e molti di loro è stato portato all’esterno dello stadio dai poliziotti. Da ricordare che la tifoseria portoghese è gemellata con quella della Lazio. Qualche minuto dopo, apprensione anche in Curva Sud ma per un malore che ha visto coinvolto un ragazzo: anche in questo caso immediato l’intervento dei servizi di soccorso. Da valutare le sue condizioni.
Dopo il match tifosi friulani e quelli del Salisburgo, con cui sono gemellati da anni, hanno assaltato il convoglio che portava a casa i supporter del Venezia
Foto UdineToday
È stato un sabato sera di follia a Udine: tifosi friulani e quelli del Salisburgo, con cui sono gemellati da anni, hanno assaltato un treno in corsa nei pressi della stazione di Basiliano. L’obiettivo era solo uno: vendicarsi dei tifosi del Venezia che lo scorso 30 ottobre, in occasione della gara di andata, avevano aggredito e picchiato alcuni bianconeri, appena fuori della stazione lagunare di Santa Lucia. Sul treno – secondo fonti delle forze dell’ordine – erano presenti circa 300 tifosi del Venezia nelle prime vetture e circa 130 altri viaggiatori nelle successive.
Fumogeni e pietre contro il treno, furibonda rissa tra tifosi – La partita tra Udinese e Venezia era finita col successo dei bianconeri di casa. Gli ospiti stavano tornando a casa in treno quando è scattata la violenza. Per fermare il treno, una cinquantina di ultras, armati di manganelli e spranghe e incappucciati, hanno appiccato alcuni fuochi sulle rotaie. Quando hanno visto però che il macchinista sembrava deciso a proseguire, sono scesi sui binari, costringendolo a una frenata disperata per non investirli. Immediatamente è iniziata una sassaiola verso le carrozze occupate dai tifosi del Venezia, ma a bordo del convoglio c’erano anche numerosi viaggiatori estranei al match, che sono stati colti dal panico.
Appena è iniziato il lancio di sassi, numerosi ultras veneti si sono precipitati fuori dal treno e sono iniziati scontri durissimi con i tifosi dell’Udinese e del Salisburgo, una cinquantina in tutto. Per sedare la rissa sono intervenute le forze dell’ordine che erano a bordo, scortavano i tifosi come da prassi, e gli altri agenti che pochi minuti prima avevano scortato i lagunari alla stazione di Udine.
Come si legge su UdineToday, il bilancio è al momento di quattro persone ferite trasportate in ospedale. Un tifoso del Venezia e un tifoso dell‘Udinese di origine austriaca hanno riportato ferite serie per cui sono stati trasportati al Santa Maria della Misericordia in ambulanza. Anche un agente della Questura di Udine e uno di quella di Veneziasono rimasti contusi e sono stati accompagnati al Pronto soccorso. Altri tifosi hanno subito importanti contusioni durante i tafferugli, ma hanno rifiutato di essere portati in ospedale: si tratterebbe di alcune delle persone fermate dagli agenti di polizia e condotte in Questura a Udine. In totale, al termine del violento scontro sul treno, le forze dell’ordine hanno fermato sette persone: secondo quanto si è appreso, si tratterebbe di tifosi udinesi che facevano parte del gruppo degli aggressori, cinque cittadini austriaci e due residenti in Friuli.
Gli agenti della Digos sono al lavoro per far luce sui gravi episodi che si sono verificati durante e dopo la partita Lecce-Inter, disputata domenica sera allo stadio Via del Mare. In particolare, riferisce TeleRama, le indagini si stanno concentrando soprattutto su quanto accaduto nel settore distinti nord-ovest, dove il clima tra i tifosi è degenerato in una rissa con calci, pugni e spintoni.
A destare particolare attenzione è stato la presenza di un manganello impugnato da un addetto al servizio d’ordine interno, intervenuto per sedare la situazione. Gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità.
Un gruppo composto da 70 spagnoli è stato aggredito da 80 supporter biancocelesti nel quartiere Monti, a Roma. La testimonianza su Facebook: “Scene di guerra”
Gli scontri tra i tifosi della Lazio e della Real Sociedad (Foto da gruppo Telegram GroupaOff)
Guerriglia urbana per le strade di Roma prima del match di Europa League tra Lazio e Real Sociedad. Durante la notte un gruppo di 70 tifosi spagnoli è stato aggredito da circa80 supporter biancocelesti armati di mazze, coltelli, crick e martelli. Il bilancio degli scontri è di tre persone accoltellate, tutte appartenenti alla tifoseria del Real Sociedad ricoverate in codice rosso.
Roma, scontri tra i tifosi di Lazio e Real Sociedad – Tutto è avvenuto intorno alle 23 di ieri, mercoledì 22 gennaio. I tifosi laziali si sono presentati davanti al locale di via Leonina dove si era ritrovato il gruppo degli spagnoli e ha dato il via all’aggressione con martelli, coltelli, mazze e fumogeni. Tre tifosi del Real Sociedad sono stati accoltellati e portati in codice rosso in vari ospedali di Roma. Quando la polizia è arrivata sul posto, gli aggressori si erano già dileguati. Gli agenti hanno identificato alcuni ultras laziali nelle aree limitrofe al luogo dell’aggressione. Gli oggetti utilizzati nello scontro sono stati sequestrati e sono ora in corso approfondimenti investigativi anche con l’acquisizione delle immagini degli impianti di videosorveglianza della zona.
Gli oggetti sequestrati
Il racconto: “Scene di guerra” – Scontri violentissimi che hanno terrorizzato i residenti, svegliati dal caos e dal rumore delle bombe carta, come racconta la consigliera del municipio I Natalie Naim su Facebook: “Scene di guerra stanotte nel Rione Monti. Il boato di violente esplosioni il cielo che si tinge di rosso, urla, i palazzi che tremano, le persone che scappano dai vari locali. Gruppi di tifosi spagnoli e laziali vestiti di nero alcuni con caschi e mazze si sono affrontati al pub di via Leonina con coltelli, crick, martelli dove hanno lanciato bombe carta. Tre feriti. Poi gli inseguimenti fra bande nelle varie Vie Urbana, Capocci, Piazza degli Zingari, ancora altri feriti. Intervenuti agenti di polizia e guardia di finanza in tenuta antisommossa, ambulanze. La polizia ha consigliato quando dopo qualche ora era tutto finito di non circolare nel Rione“. Allerta massima in vista della partita, prevista per stasera allo stadio Olimpico.
Oltre i 100 supporter che si sono fronteggiati utilizzando anche mazze, bastoni, cinture, coltelli ed artifici esplodenti
Perquisizioni e daspo a poche ore dal derby di ritorno Torino-Juventus. Questa mattina la Polizia di Stato di Torino, con la collaborazione delle Questure di Asti, Novara, Pavia, Savona, Varese e Piacenza, ha eseguito, su delega della Procura della Repubblica di Torino, 23 perquisizioni personali e domiciliari a carico di altrettanti aderenti a gruppi ultras della Juventus e del Torino, indagati per rissa, porto abusivo di oggetti atti ad offendere e travisamento, a seguito della violenta rissa verificatasi nel centro di Torino nella notte antecedente al derby dello scorso 9 novembre, nei pressi della Chiesa della Gran Madre di Dio. Oltre i 100 supporter che si sono fronteggiati utilizzando anche mazze, bastoni, cinture, coltelli ed artifici esplodenti.
Perquisite anche le due sedi dei gruppi ultras “Drughi” e “Primo Novembre 1897” della Juventus, i cui locali sono stati sottoposti anche a specifici controlli amministrativi e di sicurezza da parte del personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Torino, della Asl e dei Vigili del Fuoco. Nel corso delle operazioni di polizia giudiziaria eseguite dalla Digos, sono stati sequestrati supporti informatici e indumenti utilizzati dai responsabili durante le azioni violente.
Adottati dal Questore di Torino 43 provvedimenti Daspoe avviate le procedure per l’aggravamento di altri 20 provvedimenti interdittivi già emessi, in passato, per analoghe condotte. La Divisione della Polizia Anticrimine della Questura di Torino ha poi emesso altri 10 provvedimenti daspo nei riguardi di tifosi del Torino resisi responsabili di danneggiamenti all’interno del settore ospiti dello stadio sempre in occasione del derby dello scorso 9 novembre.
Giornalista Napoletano Allontanato Da Steward In Diretta Dopo Fiorentina-Napoli: Il Racconto Dei Fatti
Al Franchi di Firenze, il giornalista napoletano Manuel Parlato è stato protagonista di un episodio controverso durante la partita tra Fiorentina e Napoli. Mentre si svolgeva l’incontro, che ha visto il Napoli prevalere con un netto 3-0 grazie ai gol di Neres, Lukaku e McTominay, il suo accredito è stato strappato da uno steward, costringendolo ad allontanarsi dall’area circostante lo stadio.
L’incidente che ha colpito Parlato – Il gesto di strappare l’accredito al giornalista ha suscitato sorpresa e indignazione. Secondo quanto riportato, il capo degli steward avrebbe tentato di impedire a Parlato di proseguire il suo lavoro, un’azione che è stata definita “inconcepibile” nel contesto di una normale copertura sportiva.
La reazione del giornalista – In diretta televisiva sull’emittente napoletana Canale 21, il giornalista ha commentato l’accaduto, visibilmente frustrato. Le riprese hanno mostrato Parlato in conversazione animata con il capo degli steward, mentre si rifiutava di lasciare l’anti-stadio. Ha anche evidenziato che alcuni tifosi del Napoli erano stati espulsi dallo stadio dopo il primo gol di Neres, aggiungendo ulteriore rilevanza all’incidente.
SERIE A – Nelle zone adiacenti allo stadio Olimpico, nel corso delle operazioni di bonifica, le forze dell’ordine hanno fatto in modo di evitare qualsiasi tipo di contatto tra i gruppi ultras giallorossi e biancocelesti. Un 20enne tifoso laziale è stato denunciato e sottoposto a Daspo: era in possesso di un cacciavite e di un altro oggetto atto a offendere.
Sale la tensione in vista del derby Roma-Lazio, che torna a disputarsi di sera a distanza di 6 anni dall’ultima volta. Le zone adiacenti allo stadio Olimpico sono di fatto blindate della forze dell’ordine che, nel corso delle operazioni di bonifica effettuate qualche ora prima del calcio d’inizio (previsto per le ore 20:45) hanno sequestrato una serie di oggetti atti a offendere come coltelli, spranghe, bombe carta, lance, mazze di legno e mazze da baseball, e persino aste di plastica dotate di punte di metallo. Diversi i anche i coltellitrovati all’interno di alcune aiuole, in particolare nell’area nord dello stadio.
Durante le fasi di accesso della tifoseria laziale all’interno dell’Olimpico per l’allestimento della coreografia in curva Nord, un 20enne sostenitore della Lazio – come riferisce l’Ansa – è stato trovato in possesso di un cacciavite e di un altro oggetto atto a offendere. È stato denunciato e sottoposto a Daspo. Le forze dell’ordine hanno inoltre fatto in modo di evitare qualsiasi tipo di contatto tra i gruppi ultras di Roma e Lazio.
Ennesimo episodio di discriminazione in Serie A. Dopo soli sette minuti di gioco, Juventus-Fiorentina, valida per la 18esima giornata di Serie A, è stata sospesa per cori discriminatori indirizzati dai tifosi ospiti a Dusan Vlahovic, ex attaccante proprio dei viola oggi alla Juventus. A richiamare l’attenzione dell’arbitro è stato lo stesso centravanti serbo, con il direttore di gara che ha poi chiamato a sé i capitani delle due squadre per spiegare che, se i cori fossero continuati, la partita sarebbe stata sospesa.
In seguito è arrivato l’annuncio dello speaker dello stadio e il capitano della Fiorentina Ranieri è andato sotto al settore occupato dai propri tifosi per richiamare alla calma, indicando lo stemma sulla maglia.
I due sono caduti vittime della furia di un gruppo di tifosi grigiorossi dopo aver iniziato a filmarli: «Siamo sotto shock, nelle prossime ore sporgeremo formale denuncia»
Lei centrata da una manganellata; lui ferito da un colpo di spranga e da un pugno al volto: una coppia di cremonesi che abita a ridosso dello stadio è rimasta vittima della furia inconsulta di un gruppo di tifosi grigiorossi che stava sciamando dallo Zini al termine del derby con il Brescia.
«Ho sentito una serie di scoppi e sono uscito di casa per capire cosa stesse succedendo — racconta l’uomo —. Temevo che le esplosioni dei petardi potessero danneggiare la mia auto, parcheggiata in strada.Ho avviato una registrazione video con il telefonino e, poco dopo, sono stato colpito».
Le immagini del filmato catturano il preciso momento dell’aggressione. Poco dopo è toccato alla compagna, anche lei scesa in strada per documentare con lo smartphone quanto stava accadendo. Le riprese salvate sul dispositivo raccontano chiaramente di una stangata secca, vibrata con violenza contro il braccio della donna.
«Siamo sotto shock — spiegano i due —, nelle prossime ore sporgeremo formale denuncia alle forze dell’ordine». Qualcuno degli ultrà, tutti incappucciati e con il volto celato dalle sciarpe, ha interrotto la marcia per scusarsi con le vittime, bersagli di uno scoppio di violenza odioso, gratuito e inammissibile.
È accaduto questa mattina tra via Dante e va Orti Romani, all’alba dell’incontro di serie B tra Brescia e Cremonese
Fiammata tra tifosi questa mattina, all’alba del match di serie B tra Cremonese e Brescia. Stando alle prime informazioni fornite dalla Questura, un gruppo di ultras bresciani avrebbe dato in escandescenze contro un gruppo di tifosi locali mentre si dirigeva verso lo stadio Zini, tra via Orti Romani e via Dante, danneggiando anche un’automobile. Per il momento non risultano feriti, seguiranno aggiornamenti.
L’episodio sarebbe accaduto al termine della gara con il Venezia. Indagini della Digos
Clima tesissimo in casa Juventus. Al termine della gara interna con il Venezia, terminata sul punteggio di 2-2, la tifoseria bianconera ha infatti contestato pesantemente la squadra, al momento soltanto sesta in classifica e reduce da quattro pareggi consecutivi. Tra i giocatori presi di mira anche Dusan Vlahovic, autore del gol del pari nel finale dal dischetto: il centravanti serbo, come riporta La Gazzetta dello Sport, sarebbe stato addirittura minacciato di morte da un tifoso della Vecchia Signora. Da qui l’accesa reazione del giocatore, che, uscendo dal campo, ha alzato polemicamente il pollice verso la Curva che stava rivolgendo cori indirizzati contro di lui. Sull’episodio indagherà adesso la Digos, che, attraverso la visione dei filmati dell’impianto, cercherà di approfondire quanto accaduto in modo da individuare la provenienza di eventuali frasi intimidatorie nei confronti dell’attaccante.
Il messaggio di Vlahovic sui social – Vlahovic, nel frattempo, è tornato sulla contestazione della tifoseria attraversa una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram: “Capisco il rammarico per gli ultimi risultati e avete tutto il diritto di manifestarlo, vi ho sempre rispettati dando tutto per la maglia e vi ringrazio per il supporto che ci date quotidianamente. Ora è importante continuare a sostenere e ripartire uniti tutti insieme. Fino alla fine“.
Tifosi con uno striscione davanti al locale in cui tra poco il club rossonero festeggerà ufficialmente il 125° compleanno
Circa 2-300 persone e due striscioni eloquenti.La protesta della Curva Sud, riunita davanti al locale in cui tra poco il Milan festeggerà ufficialmente il 125esimo compleanno, parte così. Nel mirino la società (“Dirigenti incapaci, società senza ambizione, non siete all’altezza della nostra storia”), come già successo ieri a San Siro dopo il pareggio a reti bianche col Genoa, ma non solo. “Giocatori senza voglia e dignità, siete lo specchio di questa proprietà”, il secondo striscione esposto a chiare lettere. Non tutti i calciatori però: “Aspettiamo di vedere chi arriva e decidiamo se fischiare, insultare o applaudire”, le parole al megafono degli organizzatori della protesta.
le vecchie glorie – All’arrivo dei primi ospiti, tra cui ex glorie come Frank Rijkaard (omaggiato da diversi cori), applausi dalla curva, nel frattempo ingrossata nei numeri. Poi i primi cori di contestazione: “Questa società non ci merita”. Acclamatissimo Pietro Paolo Virdis, che in un post su Instagram ha criticato l’organizzazione della festa di ieri a San Siro. “Fai sfilare i campioni con i trofei della nostra storia e non dici i nomi. Perché?“, il virgolettato di Virdis. Poi parte un altro coro: “Cardinale devi vendere, vattene”.
Cori per Franco Baresi, Roberto Donadoni, Mauro Tassotti. Poi l’arrivo del primo calciatore del Milan attuale, Francesco Camarda. La curva applaude e canta forte il suo nome: “Noi vogliamo 11 Camarda”. Nessun coro a Loftus-Cheek, Sportiello e Morata. Poi appare Davide Calabria e parte un fragoroso: “Tirate fuori i c…..”
Silenzio totale all’arrivo di Paulo Fonseca (elegantissimo). Il tecnico rossonero è stato risparmiato dalla contestazione, che poi è ripartita contro la proprietà: “Noi non siamo americani”. Christian Pulisic è il primo giocatore a ricevere applausi convinti dai tifosi.
L’ad Giorgio Furlani, il DT Geoffrey Moncada e il senior advisor di RedBird, Zlatan Ibrahimovic, sarebbero entrati da un’entrata secondaria per evitare la contestazione. Anche il presidente Paolo Scaroni entra da un ingresso secondario.
Lunedì 16 dicembre 2024
Milan, Seedorf sta con i tifosi: “Meritano chiarezza. E i big aiutino Fonseca”
L’ex centrocampista rossonero parla a Prime Video: “Non è possibile pensare che dominino a Madrid e poi non riescano a fare il risultato in casa con una piccola tre giorni dopo“
Clarence Seedorf quando parla del Milan lo fa senza mezze misure. In un’intervista su Prime Video ha detto la sua su Fonseca, su Theo e su tanto altro. Innanzitutto, però, ha voluto ribadire l’emozione per la serata di San Siro e per la festa dei 125 anni di storia del club. “È sempre bellissimo tornare e ritrovare quelli che erano i miei idoli da piccolo: Van Basten, Gullit, Rijkaard, Baresi… è speciale vederli tutti insieme. Raccontano la storia del Milan meglio di mille parole“.
fonseca, theo e reijnders – Il discorso poi è scivolato sull’attualità. Da Fonseca alla comunicazione e la gestione dello spogliatoio. “Credo che i giocatori più esperti debbano aiutare Fonseca. È un allenatore nuovo, che arriva in uno spogliatoio fatto di tante individualità e personalità forti. Bisogna che tutti si prendano le proprie responsabilità“. Poi sulla comunicazione. “I tifosi meritano chiarezza. Penso che sia fondamentale essere schietti e diretti. Ci vuole tempo, ma stanno mettendo buone basi. Non si costruisce tutto in un giorno“. Servirà poi anche trovare la giusta continuità. “È fondamentale. Ma non solo di risultati, anche di gioco. Non è possibile pensare che dominino a Madrid e poi non riescano a fare il risultato in casa con una piccola tre giorni dopo. La struttura c’è, servono però tempo, pazienza e continuità“. In chiusura, i singoli. Da Leao e Theo al suo connazionale Reijnders. “Bisogna recuperare Theo e farlo al più presto. La sua qualità e quella di Rafa faranno la differenza alla fine. Su Reijnders dico che è migliorato tanto, soprattutto negli ultimi trenta metri. Con Fofana formano un’ottima coppia, hanno energia ed esplosività“.
I tifosi del Milan si sono fatti sentire fuori dallo stadio San Siro, con cori e striscioni diretti verso la dirigenza americana.
L’episodio è avvenuto prima della partita tra Rot-Weiss Essen e Hansa Rostock
Un treno speciale che trasportava centinaia di tifosi della squadra tedesca del Rot-Weiss Essen è stato fermato e attaccato mentre si recava alla partita di terza divisione tedesca contro l’Hansa Rostock. Un portavoce della polizia ha confermato l’incidente, avvenuto nel Brandeburgo tra Berlino e Rostock, prima della partita di sabato. Inizialmente non sono state fornite ulteriori informazioni, sostenendo che l’indagine è in corso.
Secondo diversi media, sul treno che trasportava i tifosi del Rot-Weiss Essen è stato tirato il freno d’emergenza. Successivamente, unfolto gruppo di persone mascherate ha attaccato il treno. Diversi finestrini sono stati rotti e si hanno notizie di scontri anche all’esterno delle carrozze. La polizia non ha potuto confermare se gli aggressori fossero tifosi dell’Hansa Rostock.
Prima il lancio di fumogeni in campo, poi il caos…..
Prima il lancio di fumogeni in campo, poi il caos in centro con la polizia costretta a usare proiettili di gomma. Gli ultras locali attaccano i fiorentini. Multa in arrivo per il club. E a Cipro potrebbe scattare il divieto di trasferta.
Il report della polizia locale di San Gallo è piuttosto dettagliato. Si parla di danneggiamenti per migliaia di euro ad almeno tre bus che trasportavano tifosi della Fiorentina, di un paio di tifosi viola (uno minorenne) fermati per possesso di oggetti pirotecnici e soprattutto degli scontri avvenuti dopo la partita nel centro città. Insomma, la trasferta anche stavolta non è filata liscia per una manciata di sostenitori gigliati (più o meno 500 quelli coinvolti).
“Un gruppo di tifosi del San Gallo ha attaccato diversi tifosi in trasferta – recita il comunicato -. Quando è intervenuta la polizia, gli agenti “sono stati aggrediti con lancio di oggetti. Quindi è stato necessario utilizzare pallini di gomma e spray al peperoncino. Nessuno è rimasto ferito. 42 persone (non è specificato se tifosi viola o biancoverdi) sono state fermate. Nei loro confronti vengono prese in considerazione denunce di violenza e minaccia e violazione della quiete pubblica“. Se durante la partita gli ultras viola si erano fatti notare per il lancio di petardi e fumogeni (con l’arbitro che ha minacciato di sospendere la partita), nel post gara le responsabilità sono ancora tutte da accertare. Piuttosto adesso ci sarà da fare i conti con l’Uefa, che ha dimostrato in passato di non gradire intemperanze. Pare scontata una partita in trasferta vietata ai tifosi viola, oltre a una multa salata per il club. A Cipro contro l’Apoel, il 7 novembre, il rischio concreto è che non ci possano essere tifosi viola al seguito.
Lo rende noto il Comune di Bologna. Il sindaco Lepore ha firmato un’ordinanza per rinviare il match
Bologna-Milan non si giocherà, almeno in questo weekend di campionato. La gara, in programma per sabato 26 ottobre, ore 18, allo stadio Dall’Ara, è stata rinviata per maltempo.
A comunicarlo è il Comune di Bologna. Il sindaco Matteo Lepore, dopo aver sentito il questore e il prefetto, ha firmato un’ordinanza per rinviare l’incontro. “A seguito dell’alluvione che ha interessato il Comune di Bologna dal 19 ottobre in alcune zone della città – si legge nell’ordinanza – ed in particolare nel quartiere Porto-Saragozza (proprio dove si trova lo stadio Dall’Ara), sono in corso intense attività di ripristino della situazione nelle aree pubbliche e nelle proprietà private. Le intense piogge di questi giorni e le previsioni meteorologiche per le prossime giornate non consentono di prevedere il ritorno alla normalità nelle prossime ore, vista anche l’Allerta meteo emessa per la giornata di domani”
Il problema individuato dall’amministrazione è la grande quantità di persone – circa 35mila – che si sarebbe riversata in una zona potenzialmente a rischio. Oltretutto, la presenza di migliaia di persone avrebbe creato “notevoli difficoltà alle operazioni in corso”, aggravando “il contesto in cui già si trova quella zona, creando rischi per l’incolumità e la sicurezza delle persone”.
Giovedì, 24 ottobre 2024
Bologna-Milan: metà dell’incasso andrà alla popolazione colpita dall’alluvione
Lo ha comunicato il club rossoblù, che ha aderito alla raccolta fondi lanciata dalla Città metropolitana
Il Bologna Fc ha comunicato che devolverà metà dell’incasso della partita contro il Milan – in programma per sabato 26 ottobre, alle ore 18 allo stadio Dall’Ara – alla popolazione più colpita dall’alluvione dello scorso fine settimana. Il club, in una breve nota diffusa con la stampa scrive di essere “vicino a tutte le famiglie colpite dall’alluvione” e di aderire “allaraccolta fondiindetta dalla Città metropolitana, devolvendo metà dell’incasso che sarà realizzato per la partita Bologna-Milan”.
Non si tratta di una prima volta. Già nel 2023, infatti, il club rossoblù aveva adottato la stessa pratica per aiutare le popolazioni colpite dall’alluvione del maggio 2023. In quel caso la partita fu Bologna-Napoli, sempre giocata al Dall’Ara.
Il Bologna FC 1909, vicino a tutte le famiglie colpite dall’alluvione, aderisce alla raccolta fondi indetta dalla Città Metropolitana, devolvendo la metà dell’incasso che sarà realizzato per la partita Bologna-Milan. pic.twitter.com/aY3d6qG6l1
La struttura di Piazza Azzarita sta ospitando gli addetti operativi nel territorio per fornire il propriosostegno alla città e alla provincia di Bologna
La Fortitudo Pallacanestro Bologna comunica in una nota di stampa di aver ricevuto una richiesta da parte dell’Amministrazione Comunale di Bologna, nella quale si specifica che il PalaDozza sta ospitando le colonne mobili di Protezione Civile delle Regioni Campania e Veneto, la colonna nazionale Croce Rossa Italia e Associazione nazionale Misericordia.
Strutture che stanno lavorando nel territorio per fornire il proprio sostegno in seguito all’alluvione che ha interessato in questi giorni la città e la provincia di Bologna.
Rinviata Fortitudo-Avellino Basket – Per tale ragione, si legge ancora nella nota del club, qualunque altro tipo di attività già prevista al PalaDozza non sarà più – fino a cessata emergenza – effettuabile.
Di conseguenza, nel rispetto della richiesta dell’Amministrazione Comunale di Bologna, la Fortitudo comunica che la partita in programma domenica 27 ottobre tra Fortitudo Flats Service e Avellino Basket e, di conseguenza, la cerimonia di ritiro della maglia di Ruben Douglas, sono rinviate a data da destinarsi.
“Fortitudo Pallacanestro – conclude la nota- (nel manifestare nuovamente la propria sincera vicinanza alle popolazioni colpite) ringrazia di cuore tutti coloro che stanno fornendo il proprio contributo per ridurre (in qualunque possibile maniera) i danni e le conseguenze della recente alluvione“.
Esplode la polemica sui biglietti per Milan-Juventus
E’ iniziata lunedì la vendita libera dei biglietti per assistere, il 23 novembre alle 18, a Milan-Juventus, una delle ‘partite cartello‘ per i rossoneri in campionato. E non sono mancate le polemiche online per due motivi: il listino prezzi, giudicato parecchio esoso, e la cancellazione della possibilità per i Milan Club di accedere a una prelazione a prezzi agevolati.
Cominciamo allora dai prezzi per la vendita libera. Si va da 99 a 479 euro a posto. Il terzo anello blu, sopra la curva Sud, costa 99 euro, mentre per il terzo anello centrale bisogna superare la soglia psicologica di 100 euro e arrivare a 114. Il secondo anello blu (la curva) costa 124 euro. Se si vuol stare dietro la porta (primo blu o primo verde) occorre spendere 154 euro. Al primo anello, ma laterale, sono a disposizione i posti nel settore arancio (da 179 a 399 euro) e rosso (da 204 a 439 euro). La tribuna d’onore, al primo anello rosso, costa 479 euro.
Prezzi poco “popolari“, che attirano sicuramente persone ‘alto spendenti‘, turisti occasionali e persone di passaggio (purché con un portafogli piuttosto gonfio in tasca), non necessariamente ‘fedelissimi‘ rossoneri, e questa è una delle critiche mosse al club, visto che la situazione del Milan in campionato non è poi così brillante: l’attuale quarto posto ‘nasconde‘ i problemi di collettivo e una posizione di Fonseca non del tutto sicura. La squadra, insomma, dicono i critici, avrebbe bisogno del traino di tifosi ‘agguerriti‘ e non di persone che passano quasi per caso dallo stadio e magari sono più attratte dalla ‘esperienza San Siro’ che dalla partita in sé.
La rabbia dei Milan Club – In questo contesto, i Milan Club si sono arrabbiati perché la società rossonera ha tolto loro la possibilità di acquistare i biglietti in prelazione a prezzo agevolato. Una mossa che il Milan avrebbe adottato per combattere il mercato parallelo (secondary ticketing), e che però non piace ai club, che annoverano iscritti che non si abbonano ma finora potevano accedere allo stadio senza pagare i prezzi elencati sopra.
“Apprendiamo con grande stupore che la società Milan ha deciso di privare l’Associazione italiana Milan Club della prelazione sui biglietti e di obbligarla ad attingere alla vendita libera“, si legge in un messaggio diffuso sui socia: “Ogni Milan Club ha una quota di abbonamenti sottoscritti con Aimc e il fatto di privare l’associazione della gestione di questi lasciandola alle singole persone è un atto gravissimo che va soprattutto a penalizzare i club periferici che per ovvie ragioni non sono in grado di sottoscrivere gli abbonamenti“.
“Praticamente si accomunano i tifosi più fedeli agli occasionali o, peggio, ai tifosi avversari“, si legge nel messaggio: “Il listino proposto in vendita libera per Milan-Juve è un insulto al buon senso. Nessuna famiglia che non sia super benestante potrà mai affrontare una spesa di quel genere. Figuriamoci chi deve anche affrontare anche un viaggio lungo e oneroso. Dopo aver dimostrato arroganza, presunzione e incompetenza dal punto di vista sportivo, questa società si distingue anche per totale insensibilità verso la parte più fedele dei propri sostenitori. Sappiate una cosa però. Non saremo mai tifosi coi popcorn, non saremo mai americani“.
La Curva Sud alza ancora la voce e prepara una protesta clamorosa per questa a San Siro in occasione di Milan-Bruges.
E’ il giorno di Milan-Bruges, gli uomini di Fonseca sono chiamati a vincere e riscattare le prime sconfitte rimediate rispettivamente contro il Liverpool e il Leverkusen. I rossoneri vengono dalla sofferta ma importantissima vittoria in campionato contro l’Udinese.
L’atmosfera questa sera, purtroppo, non sarà però delle migliori in quanto la Curva Sud sta preparando una protesta che a poche ore dalla partita assume senza dubbio caratteri clamorosi. Di seguito le ragioni di tale protesta e i dettagli del suo svolgimento.
Milan-Bruges, le ultime sul match – Partita come detto importantissima per il Milan questa sera, gara che fa seguito al ko di campionato contro la Fiorentina e una vittoria risicata contro l’Udinese, i rossoneri hanno bisogno di ritrovare fiducia e continuità nelle prestazioni. Le probabili formazioni suggeriscono un Milan determinato a giocarsi tutte le sue carte con il possibile schieramento di un 4-2-3-1 con questi undici in campo:Maignan; Emerson Royal, Gabbia, Tomori, Theo Hernandez; Fofana, Reijnders; Pulisic, Loftus-Cheek, Leao; Morata.
La protesta della Curva Sud – Sui social appare il messaggio della Curva Sud che descrive le ragioni della protesta e spiega inoltre la sua evoluzione nel corso della gara di questa sera a San Siro. In particolare la Curva scrive:
“Come accaduto nella scorsa partita (Milan-Udinese, ndr), oggi la Curva Sud sarà priva di striscioni e bandiere a causa del divieto da parte del GOS. Ci eravamo lasciati sabato con una Curva che cantava a più non posso e con tutto lo stadio che aspettava solamente quel momento per cantare e saltare insieme a lei.Oggi ci eravamo promessi di cantare per non lasciare ulteriormente soli i ragazzi, pur senza poter esporre i nostri vessilli, ma le scelte delle società nei confronti di AIMC (Associazione Italiana Milan Clubs, ndr) e il listino prezzi vergognoso di Milan-Napoli ma soprattutto di Milan-Juventus, ci costringono a fare nuovamente un passo indietro (ricordatevi che la Curva Sud è popolata anche da centinaia di ragazzi iscritti regolarmente ai Milan Club)“.
Il comunicato dell’Associazione Italiana Milan Clubs
Milan tifosi
Sul sito aimc.eu si legge:
“Dopo l’imbarazzante comportamento della società di questi giorni, AIMC oggi non esporrà striscioni. Teniamo a precisare, a differenza di quanto riportato da qualche giornalaio, che la nostra associazione ha un rapporto legalmente riconosciuto con la società Milan (è a tutti gli effetti un partner dal 1967) e che AIMC non ha mai preso biglietti a prezzi agevolati, semplicemente ha una piccola dotazione di biglietti per le partite casalinghe, tagliandi a tariffa “prelazione abbonati” (quindi allo stesso prezzo di tutti gli altri abbonati dello stadio), per accontentare solo in parte le innumerevoli richieste degli oltre 50.000 iscritti ai Milan Club di tutto il mondo.
Dalla partita con la Juventus AIMC è passata ad una drastica riduzione dei tagliandi e per di più si è vista applicare la tariffa “vendita libera”, al pari di qualsiasi tifoso occasionale o peggio ancora al pari delle centinaia di gobbi che riempiranno San Siro. Non siamo vacche da mungere, non serviamo solo a riempire lo stadio quando le partite sono inutili, non serviamo solo a riempire il museo di Casa Milan o il parcheggio di San Siro con quasi 120 bus ogni volta che si gioca in casa, e soprattutto non siamo tifosotti da coca cola e pop corn come qualcuno ci vorrebbe…
NOI siamo nati quasi 60 anni fa con l’intento di essere sempre presenti e vicini alla Squadra, a sostenere i colori rossoneri ovunque e non possiamo accettare passivamente tutto ciò che questa società sta mettendo in atto. Si predilige il ricco turista straniero o il tifoso occasionale che spende per il Milan una sola volta all’anno, rispetto a chi da anni fa i sacrifici veri per andare a vedere sempre la propria squadra. Sentiamo continuamente lamentarci che le famiglie non vanno allo stadio ma vi siete fatti due conti???!!!
Ci auspichiamo una rapida inversione di marcia da parte della dirigenza, perché rifiutiamo il pensiero che alla società faccia piacere avere uno stadio come i primi 80 minuti di sabato.
Il campionato turco di calcio è stato nuovamente teatro di violenza, con un nuovo episodio in occasione di un match di Super Lig. Protagonista il Fenerbahce, suo malgrado non per vicende che hanno a che fare con il gioco in campo. Durante la partita tra il Goztepe e la formazione di Istanbul,il presidente del club, Ali Koc, è stato vittima di un’aggressione.
L’incidente si è verificato al 60° minuto, quando Ali Koc, che ha recentemente scelto Jose Mourinho come nuovo allenatore della squadra, è sceso a bordo campo per cercare di risolvere alcuni problemi relativi all’ingresso dei tifosi.
La situazione è degenerata rapidamente: mentre attraversava il campo, Koc è stato colpito in pieno volto da una bottiglia d’acqua lanciata dagli spalti. Ma non è finita qui. Durante il suo tragitto, il presidente del Fenerbahce è stato anche spintonato da un uomo che indossava un pass del Goztepe. L’aggressore è stato prontamente arrestato, ma l’episodio ha aggiunto ulteriore tensione a una partita già carica di emozioni. L’aggressione a Koc, che fortunatamente non ha riportato ferite gravi, è avvenuta in un contesto di grande frustrazione per i tifosi del Fenerbahce, che martedì scorso avevano assistito all’eliminazione della loro squadra dalla Champions League per mano del Lille. Il pareggio per 2-2 ottenuto contro il Goztepe ha ulteriormente acceso gli animi e la rabbia dei tifosi si è riversata sul presidente del club.
Nonostante la gravità dell’accaduto, l’arbitro ha deciso di far proseguire la partita, mentre le forze dell’ordine si sono posizionate a bordo campo per garantire la sicurezza. Le immagini dell’aggressione hanno fatto il giro del mondo, suscitando condanne unanimi e sollevando interrogativi sulla gestione della sicurezza negli stadi turchi. Ora toccherà alla Federcalcio turca decidere le sanzioni disciplinari per il Goztepe dopo l’episodio e quali misure verranno adottate per prevenire ulteriori incidenti.