L’episodio è avvenuto a partita appena cominciata, mentre Torino ed Inter erano in campo da 2′. Coinvolto anche un altro sostenitore granata rimasto però illeso
Attimi di paura a Torino durante la partita tra i granata e l’Inter. Proprio in avvio, quando sul cronometro erano trascorsi appena 2′ circa, quasi “invitato” dai calciatori presenti dalle parti della bandierina in occasione di un calcio d’angolo in favore dei nerazzurri l’arbitro La Penna ha dovuto fermare il gioco. Il motivo è stato il cedimento di una parte di una balconata della curva granata sopra cui erano presenti due tifosi, caduti al di sotto nella Curva Maratona. Uno dei due è stato portato in codice giallo all’Ospedale Mauriziano di Torino, l‘altro è rimasto illeso ed è rimasto allo stadio per assistere alla partita. Nelle prossime ore la polizia verificherà le cause del crollo della balconata, ma per fortuna il peggio è stato evitato e la sfida tra Torino ed Inter è stata arrestata solo per qualche minuto, subito a conferma che non fosse successo nulla di eccessivamente grave. A partita conclusa, l’allenatore del Torino, Vanoli, ha fatto sentire la propria vicinanza al tifoso coinvolto: “Faccio un in bocca al lupo al nostro tifoso, ci auguriamo che finisca tutto bene: stiamo provando a informarci, speriamo che vada tutto bene”.
L’annuncio è arrivato dopo le sanzioni sportive nei confronti di Inter e Milan in relazione all’inchiesta “Doppia Curva”.
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)
«Dopo un periodo di profonde riflessioni interne e grandi cambiamenti, i gruppi della Nord comunicano la decisione di tornare a essere completamente indipendenti, senza più alcun tipo di raggruppamento sotto un’unica sigla o nome collettivo, Questa scelta nasce dalla volontà di ristabilire con forza i valori fondanti del nostro movimento: militanza, aggregazione, appartenenza».
Con questa nota, i gruppi della curva Nord hanno annunciato una nuova separazione, che arriva dopo le sanzioni sportive per Inter e Milan per l’inchiesta “Doppia Curva”: «Valori che nel tempo ci hanno resi unici e che devono continuare a rappresentare il cuore pulsante della nostra curva. Pur non essendo più uniti da una sigla comune, rimarremo compatti e coesi, proseguendo fianco a fianco ogni attività per il bene dell’Inter e della nostra Curva», hanno aggiunto i gruppi.
«L’unità vera non si misura da un nome scritto, ma dalla volontà di camminare insieme, con rispetto e identità condivisa. Coerentemente con questa linea, verranno chiuse tutte le pagine social, siti web e canali digitali che in passato hanno funto da riferimento. È fondamentale che si riparta dal concetto che la vita di Curva non si segue dietro a uno schermo, ma si vive sul campo, allo stadio, nelle strade e nelle riunioni», prosegue ancora la nota.
«La fanzine cartacea rimarrà l’unico strumento ufficiale di comunicazione, distribuita fuori dallo stadio e nei momenti di ritrovo. Tutti gli aggiornamenti sulla vita di Curva, le iniziative, e le comunicazioni importanti passeranno esclusivamente da li. Chiunque abbia davvero a cuore la Nord ed è animato da spirito di partecipazione attiva, è invitato a prendere parte alle riunioni del giovedì, unico vero momento di confronto e costruzione collettiva. Nonostante divieti e repressione, abbiamo un futuro da difendere, da vivere e da costruire insieme», si chiude il comunicato.
L’Inter perde e Roberto Saviano, tifoso del Napoli, esulta su Instagram festeggiando il gol del Bologna“contro la curva più ndranghetista del paese“. La sconfitta dei nerazzurri, maturata allo scadere per il gol di Orsolini, consente al Napoli di agganciare il primo posto in classifica a 5 giornate dalla fine del campionato.
Il k.o. dell’Inter è stato provocato dalla rete che Orsolini ha realizzato al 95′.Saviano pubblica l’immagine dell’esultanza del giocatore del Bologna con un messaggio di poche righe: “Gooool!! Un gol contro la curva più ndranghetista del paese, contro una società l’Inter che ha fatto della sua ambiguità con i clan la sua cifra“, scrive facendo riferimento all’inchiesta sulle infiltrazioni malavitose nella curva nerazzurra e ai presunti rapporti tra tifo e club.
A chi stigmatizza le “accuse gravissime“, Saviano risponde: “Non ho accusato tutti i tifosi, ho detto che la curva dell’Inter in questo momento è la più infiltrata d’Italia e che trovo assurdo che la società negli anni non abbia saputo agire, anzi si sia posta come emerge nelle indagini in una posizione di subalternità“
Martedì 08 aprile 2025
Guida: “Io e Maresca abbiamo scelto di non arbitrare il Napoli. Se sbaglio voglio stare tranquillo”
Il direttore di gara campano ha motivato così la sua scelta: “Quando ho commesso degli errori non era così sicuro passeggiare per strada”
Quello dell’arbitro è un ruolo che nel calcio è sempre più al centro di polemiche, non solo in Serie A. Risale a qualche giorno fa, infatti, l’aggressione ad un direttore di gara di 19 anni in Sicilia durante una partita nella categoria Under 17. Questo episodio di violenza non è un caso isolato, tanto che l’Aia ha oscurato il proprio sito per protesta. Ad intervenire in merito all’argomento è Marco Guida, arbitro di Serie A, a Radio CRC, che spiega come sia diventato rischioso il suo mestiere e come questo l’abbia convinto a prendere una scelta per tutelare lui e la famiglia.
la decisione di guida e maresca – Il 2023 è un anno di svolta nel mondo arbitrale: l’Aia, infatti, ha tolto il vincolo territoriale che impediva ai direttori di gara di condurre i match delle squadre della stessa sezione di riferimento. Nonostante non sia più in vigore questo vincolo, c’è chi ha scelto di rispettarlo. È il caso di Marco Guida e Fabio Maresca, fischietti campani di Serie A, che hanno deciso di non arbitrare il Napoli. Il primo ha spiegato la motivazione a Radio CRC: “Ci tengo ad essere trasparente sulla questione. Non c’è nessun retropensiero, il nostro designatore arbitrale Gianluca Rocchi può scegliere il miglior arbitro per la miglior partita. Noi siamo persone per bene. Io e Fabio Maresca possiamo arbitrare tranquillamente a Napoli ed è molto probabile che avvenga. Sia io che Fabio abbiamo deciso di non arbitrare a Napoli poiché il calcio viene vissuto in maniera diversa da altre città come Milano, anche se abbiamo avuto la proposta. Non ci sono linee territoriali, abbiamo fatto solo quello che riteniamo fosse più opportuno. Io vivo la città di Napoli e abito in provincia. Ho tre figli e mia moglie ha un’attività. È una scelta personale. La mattina devo andare a prendere i miei figli e voglio stare tranquillo. Il calcio da noi viene vissuto con molta emotività. Quando ho commesso degli errori non era così sicuro passeggiare per strada così come andare a fare la spesa. Pensare di sbagliare ad assegnare un calcio di rigore e di non poter uscire due giorni di casa per svolgere le mie attività sportive non mi fa sentire sereno. L’AIA ci ha dato piena libertà di poter arbitrare qualsiasi squadra in qualsiasi momento.”
il ruolo dei media – Naturalmente, Guida ha anche parlato dell’aggressione dell’arbitro in Sicilia: “Il tema delle violenze sugli arbitri è molto delicato soprattutto quando si parla di ragazzi di 14-15 anni che quotidianamente subiscono violenze. Ci tengo a mandare un caloroso abbraccio a Diego Alfonzetti da parte di tutta la nostra associazione nazionale e internazionale, poiché anche tanti colleghi dell’estero hanno espresso solidarietà verso di lui. Quello che ha vissuto Diego è un attacco vile, vigliacco e disgustoso. Sono i media e i giornali che rappresentano l’arbitro come la figura del nemico da insultare a prescindere che ha gran parte della responsabilità di chi fa in modo che questi episodi accadono. Io non riesco a passarci sopra, non riesco a vedere una partita di un ragazzino in cui i genitori dei ragazzi che giocano in campo a prescindere lo insultano, un ragazzino coetaneo dei loro figli. Io sono genitore di tre figli e credo fortemente che sia un qualcosa di profondamente diseducativo per i ragazzini. Qui parliamo di ragazzini che per passione e per un senso di rispetto delle regole fanno questo lavoro e praticano questo sport per diventare un giorno arbitri di serie A e vengono insultati dall’inizio alla fine della partita. Sono rimasto colpito dalla scena di una mamma di un ragazzo che mentre un giovane arbitro veniva aggredito gli gridava ‘venduto’. Questi ragazzi arbitrano per 30 euro a partita che equivale ad una pizza e lo fanno solo per passione e rispetto delle regole.”
Scene da guerriglia fuori dallo stadio. Cinquecento ultras romanisti hanno tentato di raggiungere i laziali. Cariche della polizia per bloccare i tifosi
Tensioni tra tifosi e forze dell’ordine fuori dallo stadio Olimpico in attesa del derby Lazio-Roma.Cariche della polizia lungo viale Pinturicchio in direzione di piazza Mancini con i tifosi della Roma che hanno lanciato oggetti contro gli agenti. Mentre un gruppo di tifosi laziali ha tentato di spostarsi verso l’area destinata ai romanisti.
Scontri tra polizia e tifosi fuori dall’Olimpico – Secondo quanto ricostruito dalla questura di Roma, i momenti di tensione sono iniziati intorno alle 17 circa quando un gruppo di 500 ultras della Roma, molti a volto coperto e armati di bastoni, si è mosso da ponte Duca d’Aosta per raggiungere l’area dov’erano radunati i laziali a ponte Milvio.
C’è stato un lancio di oggetti contro lo schieramento delle forze dell’ordine in piazza Cardinal Consalvi. I tifosi sono stati respinti dalla polizia e sono tornati indietro. Tensioni anche a Ponte Milvio dove alcune centinaia di laziali che si stavano dirigendo allo stadio sono tornati indietro per raggiungere i romanisti, attaccando le forze dell’ordine. Per disperderli è stato usato l’idrante.
Scene di guerriglia prima del derby – Alcune auto parcheggiate in via Flaminia sono state danneggiate dagli oggetti lanciati dai tifosi durante gli scontri con la polizia, un cassonetto è stato dato alle fiamme, altri sono stati rovesciati, così come sedie e tavolini dei locali della zona. Bloccati anche alcuni autobus. Scene di guerriglia che hanno spaventato chi si trovava in quel momento in zona Ponte Milvio. In molti casi i genitori si sono chiusi, con i bambini piccoli, terrorizzati, in locali e pizzerie per sfuggire al caos.
Il rischio scontri già dal primo pomeriggio – Già nel primo pomeriggio un gruppo di tifosi stranieri e uno di giallorossi stavano per venire a contatto tra via Pinturicchio e via Giulio Romano. Durante i momenti concitati un semaforo è stato divelto. Petardi, invece, sono stati fatti esplodere all’altezza di Ponte Milvio. La polizia, intervenuta subito, ha fatto disperdere la folla riportando la situazione alla calma. Durante i controlli, invece, sono già stati sequestrati alcuni bastoni attorno all’Olimpico.
Il pre derby
Il piano sicurezza – Nel piano tecnico messo a punto l’area è stata divisa in due. La zona gialla, per i romanisti con accessi da ponte Duca d’Aosta e ponte della Musica, e quella blu, per i laziali con accesso da ponte Milvio. Tutti gli impianti di videosorveglianza dell’impianto sportivo e in strada sono stati “proiettati al massimo regime di funzionalità per offrire un supporto elettronico agli operatori delle forze di polizia che saranno impiegati in campo” spiega la questura.
Le provocazioni tra tifosi – Nella mattinata, sui social, sono apparse diverse provocazioni dei tifosi laziali. Nelle foto si vedono gli ultras a ponte Milvio con diversi striscioni di scherno contro i romanisti. Prima hanno esposto “Curva Sud made in Bangladesh”, poi seduti sulle sdraio hanno inviato i romanisti a ingaggiare lo scontro: “Per favore, venite voi a caricare?“. Il riferimento indirizzato ai rivali romanisti è agli scontri dell’aprile 2024 nella prima mattinata proprio davanti ai bar che si trovano di fronte all’obelisco. Non è mancata la risposta dei romanisti proprio davanti all’obelisco.
Ultras Lazio-12
Una maxi zona senza auto – Già dalle 8 di oggi sono stati fatti togliere tutti i veicoli in sosta fra viale dello Stadio Flaminio e piazzale Ankara, e ancora da largo, piazzale e lungotevere Maresciallo Diaz, via dei Robilant, via Mario Toscano, via Salvatore Contarini, viale Antonino da San Giuliano, piazzale di ponte Milvio, via Cassia – di fronte alla chiesa della Gran Madre di Dio -, e il parcheggio in via Orti della Farnesina davanti al commissariato Ponte Milvio, insieme con lo spartitraffico fra via Orti della Farnesina e via della Farnesina. Analoghi provvedimenti sempre dalle 8 in piazza Mancini e via Martino Longhi, dove si raduneranno poi nel pomeriggio i tifosi romanisti, e anche in via Timavo e lungotevere della Vittoria.
Sarà invece pedonalizzato viale dei Giusti della Farnesina, che conduce al ministero degli Esteri. Dalle 16.30 invece al via le chiusure alla circolazione a viale Tor di Quinto (fra via Civita Castellana e largo Maresciallo Diaz), lungotevere Diaz (fra largo Maresciallo Diaz e piazzale Lauro De Bosis) ponte Duca d’Aosta, lungotevere Cadorna, Fellini, della Vittoria e Oberdan, e anche piazzale Maresciallo Giardino. In pratica una grande zona tutta pedonale, presidiata dalle forze del’ordine.
Dalla sfida di Udine alla mossa durissima della Curva Sud – Oggi è anche giorno di campionato, con Udinese-Milan che questa sera, alle 20.45, aprirà un turno fondamentale per la corsa all’Europa. I rossoneri si presenteranno al Friuli con due assenze pesanti: Walker e Gimenez, entrambi out per problemi fisici. Ma a tenere banco, più del campo, è l’ultima mossa della Curva Sud. Proprio in queste ore, lo storico cuore del tifo rossonero ha deciso di rompere il silenzio, esprimendo con forza e chiarezza il proprio disappunto. Un segnale forte, che arriva in un momento delicatissimo e che potrebbe avere ripercussioni sull’ambiente e sulla squadra. L’atmosfera è tesissima.
La Curva Sud alza la voce: attacco frontale alla società! – La Curva Sud ha risposto alle parole di Scaroni in merito alla contestazione degli ultimi periodi con un comunicato durissimo. Il comunicato: “All’alba del 2025 abbiamo un presidente che da anni percepisce un cospicuo stipendio per scaldare la sedia, che si permette il lusso di dire ai tifosi quando è più opportuno contestare, che da anni è pagato per chiudere il progetto stadio ma che per sua stessa ammissione, come nel gioco dell’oca, è ancora al punto di partenza, una nullità totale insomma! Oggi, approfittando del periodo storico che vede la tifoseria organizzata suo malgrado nell’occhio del ciclone, ci ritroviamo in balia di una società totalmente priva di Milanismo, che punta a riempire lo stadio di CLIENTI, facendo fuggire i veri TIFOSI con larghi spazi vuoti lasciati ad ogni partita dagli abbonati, nonostante i proclami dei finti sold-out. E mentre i Dirigenti di altre società italiane in procinto di costruire il nuovo stadio puntano ad avere Curve sempre più grandi ed impianti sempre più “caldi”, i nostri non solo non hanno mosso un dito per contestare gli assurdi divieti di striscioni e bandiere che da mesi colpiscono la nostra tifoseria, impedendoci di colorare San siro e renderlo una bolgia come accade da quasi 60 anni, ma si sono addirittura impegnati per avere uno stadio sempre più grigio, in balia di turisti a cui del Milan non interessa nulla ma che sono utili a riempire le casse societarie. Rispettate chi vi paga gli stipendi, avanti Milanisti, avanti Curva Sud!”.
Scontri a Santiago prima della partita di Coppa Libertadores: due giovani investiti dalle forze dell’ordine. Proteste e invasione di campo, stop alla sfida al 24′ della ripresa
Due giovani di 18 e 13 anni morti, diversi feriti, invasione di campo al 24′ della ripresa e partita sospesa. È successo nella sfida di Coppa Libertadores tra Colo Colo (Cile) e Fortaleza (Brasile) giocata allo stadio Monumental di Santiago del Cile.
la tragedia – Gli scontri sono cominciati prima della gara. Un gruppo di tifosi ha cercato di entrare con la forza nel settore Caupolicán, abbattendo una delle recinzioni perimetrali dell’area. La tragedia è avvenuta dopo l’intervento dei Carabineros per il controllo dell’ordine pubblico (Cop): secondo versioni di media cileni e brasiliani un veicolo che lanciava gas lacrimogeni avrebbe investito due persone, schiacciate da una recinzione che è crollata a causa della calca. Le vittime sarebbero una ragazza di 18 anni e un ragazzo 13enne. È stata aperta un’indagine.
invasione – Quando si è diffusa la notizia delle due vittime si è scatenata l’ira di tifosi del Colo Colo. Si sono verificati scontri tra tifosi locali e Carabineros fuori dallo stadio e anche nelle vicinanze del Monumental. Ci sono stati lanci di pietre pietre, proiettili, razzi. La polizia ha arrestato decine di persone, ma il caos è continuato nel corso della partita. I tifosi hanno smesso di cantare i cori e sono rimasti in silenzio in omaggio ai due giovani morti. Poi dalle tribune sono stati intonati canti contro i Carabineros e altri cori in onore ai tifosi deceduti: “Il giorno in cui morirò, mi sentirete, perché dal cielo farò il tifo per voi”. Le tensioni sono continuate fino al 24′ della ripresa (il risultato era sullo 0-0), quando sono stati sfondati i pannelli che separano le tribune dal campo e i tifosi sono entrati sul terreno di gioco. Le squadre sono tornate negli spogliatoi e dopo circa due ore d’attesa la partita è stata ufficialmente sospesa dalla Conmebol, la Confederazione sudamericana di calcio. Lo stadio è stato svuotato, i giocatori del Fortaleza sono tornati senza problemi in albergo, sono continuati gli scontri tra tifosi del Colo Colo e le forze dell’ordine.
che succede ora – La gara può essere ripresa in altra data a partire dall’interruzione, ossia, fin dal 24’ del secondo tempo. Si potrebbero pure valutare le responsabilità del Colo Colo, padrone di casa, che in questo caso subirebbe una sconfitta per 0-3 a tavolino.
La classifica della media spettatori nel campionato italiano nella stagione 2024/25: ecco la graduatoria dei club.
(Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)
Chi ha la media spettatori più alta in Serie A?Il campionato 2024/25 prosegue senza sosta anche nell’anno nuovo, e considerando che mancano ormai solamente 7 partite in questa edizione del torneo, è possibile delineare con sempre maggiore precisione e affidabilità la classifica degli spettatori tra i club della massima serie.
Un dato che ricade sui bilanci delle società, dato che quella dei “ricavi da stadio” rimane una delle voci principali del conto economico insieme ai diritti televisivi e ai ricavi commerciali, ma che riguarda anche la distribuzione dei ricavi da diritti televisivi del campionato.
Fino a questo momento la Serie A, nel suo complesso, sta mantenendo una media piuttosto alta: 30.646 spettatori per ogni gara, con un tasso di riempimento degli stadi pari al 91,63%. Vola anche questo dato, in netta crescita – almeno fino a questo momento – rispetto all’83% con il quale si è chiusa la passata edizione della Serie A.
Serie A spettatori 2024 2025 – Il Milan sempre in testa – Guardando alla classifica stilata da Calcio e Finanza, a poche giornate dal termine del campionato il primato per la media spettatori è del Milan, che nelle sue partite casalinghe – nonostante le proteste andate in scena negli ultimi incontri – ha fatto registrare una media che tocca i 72.451 spettatori a gara, superiore ai 69.936 spettatori dell’Inter che si è riavvicinata ai 70mila di media. Il podio si chiude con la Roma, che nelle sue gare casalinghe supera i 62mila spettatori. In top 5 anche il Napoli e la Lazio, che hanno rispettivamente oltre 50mila e oltre 42mila spettatori medi.
Da segnalare un caso particolare. Si tratta di quello del Genoa, che ha giocato undici partite in casa. Tuttavia, la sfida casalinga di campionato con la Juventus è stata disputata a porte chiuse a seguito degli scontri tra i tifosi del Grifone e della Sampdoria in occasione del Derby della Lanterna di Coppa Italia. Per questo motivo, le partite indicate nella classifica sono solamente 15 e il match con i bianconeri non è stato considerato nella media spettatori e riempimento, dal momento in cui i tifosi erano impossibilitati ad accedere all’impianto.
Serie A spettatori 2024 2025 – Il riempimento sorride a Cagliari e Juventus – Chiaramente, la media spettatori dipende in parte (soprattutto per alcune società) anche dalla capienza degli stadi a disposizione di ogni realtà del campionato italiano. Per questo motivo è interessante indagare anche il tasso di riempimento, ovvero la media degli spettatori in rapporto ai posti disponibili in ogni impianto per le sfide del campionato di Serie A. L’ultimo turno di campionato – il 31° – ha fatto registrare in tal senso uno dei tassi di riempimento più alti di stagione, con quasi il 91%.
Da questo punto di vista, il Cagliari è in vetta nelle: i sardi superano ora il 97,97% rispetto al 97,12% della Juventus e il 96,86% del Como. Tra le altre, si segnalano anche l’Atalanta intorno al 96,6% e il Milan, che supera il 94,6%.
Dura presa di posizione dell’Aia, l’associazione arbitri italiani, contro le aggressioni subite negli ultimi mesi contro i direttori di gara. Il sito ufficiale è stato ‘oscurato‘ con una foto simbolo della non violenza. “È una situazione ormai inaccettabile” ha detto il presidente Antonio Zappi “che merita una profonda analisi, anche a livello istituzionale e politico“
Il sito ufficiale dell’Associazione Italiana Arbitri è stato ‘oscurato‘ con una foto simbolo della non violenza dopo l’ennesima aggressione subita da un direttore di gara. L’episodio – fa sapere l’Aia, “ultimo di una lunga grave serie, è avvenuto in Sicilia ed il giorno prima in Campania e nelle settimane scorse in Veneto, nel Lazio ed in diverse altre regioni“. “È una situazione ormai inaccettabile” secondo il presidente Antonio Zappi “queste incresciose aggressioni nei confronti dei nostri arbitri, spesso giovanissimi, picchiati da persone che per età potrebbero esserne i genitori solo per un fuorigioco o un rigore, devono essere oggetto di una profonda analisi, anche a livello istituzionale e politico, perché hanno assunto un significato non solo sportivo ma anche sociale che deve essere combattuto con fermezza da tutta la società civile“
L’allenatore italiano, furioso per la sconfitta di Reims, ha annullato i giorni di riposo previsti. La squadra ha risposto rifiutandosi di scendere in campo. Poi, in conferenza stampa, ha sminuito il retroscena rivelato da L’Equipe
Furioso scontro tra Roberto De Zerbi e i calciatori della squadra che allena il Marsiglia. L’Equipe rivela un ammutinamento, conseguenza di una spaccatura insanabile tra le parti. Il club francese è in crisi, dopo quattro sconfitte e una vittoria nelle ultime cinque partite: è stato scavalcato in classifica dal Monaco ed è ora al terzo posto, l’ultimo valido per qualificarsi direttamente alla prossima Champions League, con due soli punti di vantaggio su Nizza e Lilla a sette giornate dal termine della Ligue 1.
De Zerbi: “Non vi alleno perché vi comportate male” – Dopo la sconfitta 3-1 dello scorso week end in casa del Reims, che non vinceva in campionato dall’11 novembre, nel centro di allenamento dei marsigliesi è arrivato il momento di un durissimo faccia a faccia tra tecnico e giocatori. De Zerbi ha tenuto tutti in ritiro nel centro sportivo della Commanderie, annullando i due giorni previsti di riposo e annunciando sedute di allenamento particolarmente intense: “Io la mia famiglia non la vedo mai, ora anche voi non vedrete le vostre”. Non solo, una volta scesi in campo, l’allenatore ha lasciato i calciatori nelle mani del suo staff: “Oggi non vi allenerò per come vi state comportando”, prendendosela con Luis Henrique, Mason Greenwood e Pol Lirola, ex di Juventus, Sassuolo, Fiorentina e Frosinone, “colpevole” di aver sorriso in sala mensa in un momento giudicato non consono: “Nessuno ti voleva qui la scorsa estate, io ero l’unico a credere in te. E mi ripaghi così?”, la frase rivolta dal tecnico al calciatore spagnolo.
La mediazione del direttore sportivo Benatia – A quel punto, i giocatori si sono ammutinati (“Non andremo in campo”) e hanno deciso di non calzare gli scarpini. Ha provato a mediare con i calciatori il direttore sportivo, Medhi Benatia, ex difensore di Udinese, Roma e Juventus. L’Equipe riporta accuse e parole grosse nei confronti di De Zerbi, che ha osservato da lontano la squadra nel pomeriggio quando, alla fine di una lunga trattativa, ha accettato di allenarsi con lo staff tecnico. Ma la rabbia di De Zerbi non si è placata: “Volete che io fallisca? Allora falliremo tutti insieme”, le sue parole di fuoco.
De Zerbi: “Voglio rimanere, non andare al Milan” – Nella conferenza stampa in vista della sfida col Tolosa, De Zerbi ha smentito un suo possibile futuro al Milan: “Nessuno mi ha chiamato, nessuna squadra. E come ho sempre fatto, non parlo o flirto con altri club. La mia intenzione è di rimanere qui a Marsiglia per molti anni. Poi i matrimoni si fanno due, e dobbiamo vedere come finirà la stagione”. Lungo e articolato il discorso del tecnico italiano, che di fatto non ha smentito i retroscena de L’Equipe, usando l’arma dell’ironia: “Sono molto felice di essere l’allenatore dell’Olympique Marsiglia perché mi piacciono le polemiche. I giocatori mi amano e io sono la persona che più di tutte vuole il loro bene. Non accetto però che facciamo le cose al di sotto del nostro livello massimo, motivo per cui ho vissuto molto male questi giorni, come tutti gli altri. Le cose successe in settimana sono normali, accadono in tutti gli spogliatoi, solo che a Marsiglia finiscono sui quotidiani e così alcuni giornalisti mi fanno sembrare un criminale. Leggere quel genere di cose mi ha fatto incazzare. Non è vero che i giocatori sono contro di me”. Sulle fughe di notizie ha poi aggiunto: “Forse dovreste chiedervi perché nessun allenatore è rimasto per più di due anni qui. Ma quello che succede mi spinge a rimanere tre, quattro o cinque anni perché mi piace essere al centro delle polemiche”.
De Zerbi: “Lirola va provocato perché dia il meglio” – De Zerbi ha ammesso anche la discussione con Lirola: “So che a volte va provocato perché dia il meglio di sé. Ma io difendo sempre i giocatori e continuerò a farlo. Per questo, mi aspetto diano il 100%. Il mio lavoro non è quello di avere amici nello spogliatoio, ma di ottenere il 100% dai giocatori. A volte ci abbracciamo, a volte vengono a casa mia a pranzo, parlo anche con i loro genitori. Ma nella vita devi dare e non solo ricevere”.
Una delle squadre di calcio più prestigiose in Italia sta rischiando di retrocedere in Serie C per la prima volta nella sua storia
I giocatori della Sampdoria e l’allenatore Leonardo Semplici dopo la sconfitta contro il Frosinone, 29 marzo 2025 – Simone Arveda/Getty Images
Lo scorso 29 marzo un gruppo di tifosi della Sampdoria, una delle due principali squadre di calcio di Genova, ha assalitocon sassi e fumogeni il pullman della squadra mentre lasciava lo stadio. Poco prima, la Sampdoria aveva perso 3-0 in casa contro il Frosinone ed era stata parecchio fischiata dai tifosi già durante la partita: un fatto insolito per una tifoseria storicamente molto legata alla squadra e abituata a contestare, nel caso, solo a partita finita (per evitare di influenzare i giocatori mentre sono in campo).
Il rabbioso atteggiamento di tanti tifosi della Sampdoria è dovuto al fatto che la squadra sta affrontando uno dei momenti peggiori della sua prestigiosa storia (in cui ha vinto, tra le altre cose, uno Scudetto e quattro Coppe Italia tra gli anni Ottanta e Novanta). Oggi è quartultima in Serie B, a pari merito con la Reggiana terzultima; ha vinto soltanto due delle ultime 21 partite e rischia seriamente di retrocedere in Serie C: sarebbe la prima volta nella sua storia. Nel 2023, dopo 11 stagioni in Serie A, retrocesse in Serie B. Nell’estate di quell’anno evitò di poco il fallimento quando fu acquistata dagli investitori Andrea Radrizzani e Matteo Manfredi, l’attuale presidente.
All’inizio di questa stagione la società aveva dimostrato di essere molto ambiziosa e ottimista di poter tornare in Serie A. Per migliorare la squadra, a giugno Manfredi aveva assunto come nuovo direttore sportivo (cioè chi si occupa principalmente di acquistare e cedere i giocatori) Pietro Accardi, che aveva già avuto questo incarico all’Empoli per diversi anni.
Accardi giustificò fin da subito le ambizioni della società. A parte Andrea Pirlo, che allenava la Sampdoria dalla stagione precedente e fu confermato, la squadra subì un grande rinnovamento: pur rispettando i limiti imposti dalla situazione finanziaria di una societànon ancora del tutto stabile, la Sampdoria prese 16 nuovi calciatori, in prestito o pagati a un prezzomolto basso. Tra questi c’erano Gennaro Tutino e soprattutto Massimo Coda, due attaccanti che nelle stagioni precedenti erano stati tra i migliori della Serie B. Il monte ingaggi della Sampdoria, cioè la somma degli stipendi dei giocatori e dell’allenatore, è di circa 30 milioni di euro ed è il secondo più alto di tutto il campionato.
I nuovi acquisti aumentarono anche l’età media in campo, che passò dai 24 ai circa 28 anni d’età. L’anno scorso la Sampdoria era stata la squadra più giovane della Serie B e l’inesperienza dei suoi giocatori era stata indicata da alcuni comeuno dei problemi principali della squadra nella prima stagione giocata con Pirlo. Concluse il campionato al settimo posto e uscì al primo turno dei playoff per andare in Serie A.
Il direttore sportivo Pietro Accardi e il presidente Matteo Manfredi(Simone Arveda/Getty Images)
Ma appena qualche settimana dopo l’inizio del campionato queste grandi ambizioni si ridimensionarono. La Sampdoria partì male: dopo due sconfitte e un pareggio la dirigenza decise di esonerare Andrea Pirlo, che venne sostituito da Andrea Sottil,ex allenatore dell’Udinese. Sottil ottenne l’unica vittoria di rilievo della stagione, un derby in Coppa Italia contro il Genoa (che gioca in Serie A, e quindi era molto favorito), ma fu a sua volta esonerato a dicembre. Al suo posto fu chiamato Leonardo Semplici, noto soprattutto per aver portato la SPAL di Ferrara dalla Serie C alla Serie A in soli tre anni. Con nessuno dei tre allenatori, in ogni caso, la Sampdoria ha smesso di rischiare la retrocessione in Serie C: ha sempre giocato in modo abbastanza deludente ed è rimasta nella parte più bassa della classifica.
Dopo l’arrivo di Semplici, la società ha cercato di rafforzare ulteriormente la squadra anche per far fronte a una serie di infortuni. Durante il calciomercato invernale, cioè quel periodo tra gennaio e febbraio in cui si possono comprare e vendere giocatori, dalla Sampdoria sono andati via undici calciatori e ne sono arrivati altri dieci, tra i quali M’baye Niang, Alessio Cragno e Rémi Oudin: tutti con un passato in Serie A e potenzialmente molto buoni per la Serie B.
C’è stata però per tutta la stagione una grave mancanza di continuità: Pirlo, Semplici e Sottil hanno spesso adottato moduli di gioco diversi, e i numerosi acquisti e gli infortuni hanno impedito che si imponesse una formazione titolare costante. Nel corso del campionato, per dire, si sono alternati ben cinque portieri titolari, una circostanza piuttosto rara. Se Semplici ora sembra aver risolto i problemi difensivi della squadra, la Sampdoria continua a segnare pochi gol, uno dei problemi principali della stagione.
Il centravanti della Sampdoria Massimo Coda(Simone Arveda/Getty Images)
A complicare le cose c’è poi una certa confusione anche nella gestione societaria. Chi segue abitualmente le questioni della Sampdoria ha spesso accusato i dirigenti di non rispettare i propri ruoli: «Nessuno a Bogliasco (dove si allena la Sampdoria, ndr) fa quel che dovrebbe fare: c’è un presidente (Manfredi) che invade l’ambito del direttore sportivo; un direttore sportivo (Accardi) che invade l’ambito dell’allenatore; un board advisor (!) (Messina) che invade un po’ tutti gli ambiti», aveva scritto lo scorso dicembre il Secolo XIX, il principale quotidiano di Genova.
Questa crisi che la Sampdoria sta affrontando si è estesa anche sulla squadra Under-19 e sulla squadra femminile. L’Under-19 è penultima in campionato, nonostante a gennaio fossero arrivati vari nuovi giocatori: eppure la società aveva dichiarato come obiettivo la permanenza nella massima serie giovanile, la Primavera 1. La Sampdoria Women, invece, è ultima nella classifica della Serie A femminile e come la squadra maschile ha cambiato allenatore a stagione in corso: rischia altrettanto la retrocessione.
Alla fine del campionato di Serie B ora mancano solo sette partite, e la Sampdoria ha ancora possibilità di salvarsi dalla retrocessione; se dovesse rimanere quartultima, giocherebbe contro la sedicesima in classifica i play-out, cioè una sfida di andata e ritorno in cui la perdente retrocede assieme alle ultime tre classificate.
Appello del sindacato: “Non ci si volti dall’altra parte”
E’ di 9 agenti feriti il bilancio degli scontri avvenuti al termine della partita Lecce-Roma. “Quanto accaduto ieri sera a Lecce è l’ennesima dimostrazione di come le Forze dell’Ordine vengano lasciate sole a fronteggiare una violenza ormai sistematica e impunita”, afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del sindacato di Polizia Coisp. “Nel day after ci ritroviamo, ancora una volta, a contare i feriti: 9 poliziotti del Reparto Mobile di Taranto hanno riportato prognosi dai 3 agli 8 giorni dopo essere stati colpiti da bombe carta e oggetti lanciati dai soliti delinquenti travestiti da tifosi che continuano ad agire indisturbati”, prosegue Pianese.
“Il Reparto – ricostruiscePianese – stava presidiando un’area cuscinetto tra la tifoseria ospite e quella locale, quando un gruppo di ultras del Lecce ha tentato di sfondare il cordone per raggiungere i tifosi della Roma, aggredendo gli agenti”.
La decisione rappresenta un punto di svolta nella lotta alle infiltrazioni criminali nel mondo del tifo organizzato.
(Foto: Valerio Pennicino/Getty Images)
La Cassazione ha confermato l’esistenza del reato di associazione a delinquere per gli ultras della Juventus imputati nel processo Last Banner. La decisione è arrivata nella serata di ieri e si tratta della prima volta che questo reato viene riconosciuto per vicende legate alla tifoseria organizzata.
Il processo Last Banner è stato celebrato a Torino dopo un’inchiesta della Digos sulle pressioni esercitate sulla Juventus dalla curva durante la stagione calcistica 2018/19 per non perdere una serie di privilegi. Gli imputati di cui si è occupata la Cassazione sono stati cinque, tra i quali c’erano esponenti dei Drughi.
I giudici hanno respinto i ricorsi delle difese e hanno annullato con rinvio solo una porzione della sentenza della Corte d’appello subalpina: sarà necessario chiarire (anche dal punto di vista giuridico) dei fatti legati alla richiesta di 25 biglietti gratuiti per lo stadio.
Le condanne confermate dalla Suprema Corte riguardano:
Dino Mocciola: 8 anni di carcere
Salvatore Cava: 4 anni e 7 mesi
Sergio Genre: 4 anni e 6 mesi
Umberto Toia: 4 anni e 3 mesi
Giuseppe Franzo: 3 anni e 11 mesi
Gli imputati, esponenti di spicco dei Drughi, erano accusati a vario titolo di associazione a delinquere ed estorsione. La decisione rappresenta un punto di svolta nella lotta alle infiltrazioni criminali nel mondo del tifo organizzato, riconoscendo la natura associativa di comportamenti che vanno ben oltre la semplice passione sportiva.
Con questa sentenza, viene ribadito che gli stadi non possono essere zone franche dove comportamenti estorsivi e criminali vengono tollerati, segnando un importante passo avanti nella lotta per un tifo più sano e rispettoso delle regole.
Prima di Fiorentina-Juventus, gara stravinta dai padroni di casa per 3 a 0, la Curva Fiesole ha esposto una coreografia ben presto diventata virale, nonostante non fosse stata mostrata da Daznche aveva i diritti di trasmissione del match. Utilizzando cartoncini bianchi e viola, la frangia più calda del tifo dei toscani ha insultato la squadra avversaria da sempre rivale. Quel “Juve M****” a caratteri cubitali ha fatto il giro del web, è balzata anche all’estero, riportata da media di Paesi disparati, e diviso l’opinione pubblica tra chi l’ha vista come una goliardata tra tifosi, qualcosa che sui campi di calcio è ormai un’abitudine, e chi invece l’ha condannata per il chiaro insulto.
JUVE INFASTIDITA – Tra questi c’è anche lo stesso club di Torino. Senza muoversi in maniera ufficiale e senza comunicati o note del caso, la Juventus si sarebbe messa in contatto con FIGC e alla Lega Calcio per chiarire la vicenda e con la Questura di Firenze per individuare i responsabili affinché possano essere presi seri provvedimenti. A riportarlo è Tuttosportsecondo cui in Lega Calcio sarebbe già stata manifestata solidarietà al club bianconero.
I PROVVEDIMENTI – Si attendono insomma provvedimenti. La Juventus li attende già dal Giudice Sportivo di Serie A che, nella giornata di martedì 18 marzo, renderà note le proprie sanzioni e potrebbe colpire la Curva Fiesole. In passato però striscioni con messaggi simili, sempre esposti in gare di Serie A, sono passati in cavalleria e non hanno portato a provvedimenti disciplinari.
Momenti di paura al Gewiss Stadium. La gara è stata interrotta per prestare i soccorsi
Attimi di paura al Gewiss Stadium. Al 48’, in occasione di un calcio d’angolo a favore dell’Inter, la partita si è fermata per almeno sei minuti. Un tifoso dell’Inter presente nel settore ospiti ha accusato un malore, così i sostenitori nerazzurri presenti hanno richiamato l’attenzione degli steward e dei giocatori in campo, in particolare di Calhanoglu, arrivato sulla bandierina per battere l’angolo. A questo punto, dopo alcuni minuti d’attesa, i medici a bordocampo sono entrati nello spicchio riservato agli interisti con la barella e hanno prestato soccorso alla persona coinvolta. Curiosità: l’Inter ha segnato il gol del vantaggio proprio sugli sviluppi dell’angolo. Cross di Calhanoglu dalla destra e colpo di testa vincente di Carlos Augusto.
Malore di un tifoso nel settore ospiti, la partita si ferma per 6′. Poi il gol di Carlos Augusto
Malore di un tifoso nel settore ospiti, la partita si ferma per 6′. Poi il gol di Carlos Augusto
Momenti di apprensione a inizio ripresa nella gara di Bergamo tra Atalanta e Inter. La partita è stata infatti interrotta per sei minuti e mezzo dall’arbitro Massa per soccorrere un tifoso interista che si è sentito male sugli spalti. È accaduto tutto quando Calhanoglue Barella erano vicini alla bandierina del corner per battere il calcio d’angolo. I due centrocampisti hanno subito richiamato l’attenzione del direttore di gara per facilitare i soccorsi.
Le telecamere hanno cambiato inquadratura, mentre lo staff sanitario ha raggiunto, con una barella, il tifoso.Il tifoso dell’Inter non ha mai perso i sensi ed è sempre rimasto cosciente. Dopo circa sei minuti e mezzo di interruzione, la gara è ripresa e la squadra di Inzaghi ha trovato il gol del vantaggio: angolo di Calhanoglu, testa di Carlos Augusto. E Gasperini si è arrabbiato in panchina per la distrazione fatale dei suoi che è costata il gol.
Un clima sempre più teso, fischi contro i giocatori e cori contro la dirigenza. E in molti abbandonano lo stadio a metà secondo tempo
Una sconfitta durissima, che potrebbe lasciare conseguenze pesanti. Lo storico 0-4 rifilato dall’Atalanta alla Juve in casa potrebbe essere il punto di non ritorno nel rapporto tra la squadra bianconera e il suo pubblico. La contestazione dei supporters juventini (prima la Curva Sud poi anche il resto dello stadio) è stata fortissima, con la maggior parte di loro che hanno abbandonato lo stadio al 77’, quando Lookman ha segnato il gol del poker bergamasco.
JUVE SUBITO CONTESTATA – Che non sarebbe stata una serata semplice nel rapporto tra la squadra di Motta e i suoi tifosi lo si era capito ben presto. Non tanto al fischio d’inizio, quando si è cominciato a giocare in un clima silenzioso da teatro, quanto al 29’ quando il rigore realizzato da Retegui ha ridato vigore alla contestazione degli ultras juventini, iniziata nello scorso weekend prima e durante la partita contro il Verona e sostanzialmente solo sospesa dopo il successo contro i gialloblù. Già pochi minuti dopo la rete dell’italo argentino dal cuore pulsante del tifo bianconero si sono alzati cori di contestazione contro la dirigenza e la squadra, fin lì un contesto anche stonante rispetto a una partita ancora in bilico e a una classifica che vede ancora la Juve in linea con l’obiettivo minimo stagionale. La prestazione dei giocatori bianconeri nella ripresa (nessun segno di reazione) ha contribuito a rendere il clima sempre peggiore, fino al gol del 4-0, che ha convinto molti tifosi juventini a tornare a casa in anticipo. A fine gara, mentre i pochi supporters rimasti fischiavano sonoramente, Locatelli ha provato a trascinare i compagni sotto la Curva Sud ormai desolatamente semivuota, ma, giunto poco oltre la metà campo, dopo un breve colloquio con Di Gregorio, ha desistito.
Lunedì 10 marzo 2025
Zona Champions a rischio, la Juventus crolla in Borsa: titolo giù del 5%
Il titolo del club bianconero ha risentito dello stop subito dalla formazione di Thiago Motta. Ora la Lazio può guadagnare la quarta posizione.
La Juventus torna al centro dell’attenzione di Piazza Affari questa mattina dopo la pesante sconfitta maturata nella serata di ieri della squadra bianconera. La formazione guidata da Thiago Motta è stata battuta con un netto 4-0 dall’Atalanta, subendo così uno stop importante nella corsa per la conquista del quarto posto, valido per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League.
L’avvio delle contrattazioni per le azioni della Juventus in Borsa è stato così da profondo rosso, nonostante l’apertura positiva del FTSE MIB(+0,20%). Il titolo del club bianconero ha fatto registrare un calo del 5% a inizio seduta, a quota 3,115 euro, cedendo così tutti i guadagni conquistati nel corso della settimana passata.
L’inizio negativo riduce la crescita del titolo bianconero ottenuta nel 2025 a +3%, mentre negli ultimi 12 mesi la performance fa segnare un +22%. In caso di successo della Lazio questa sera, nel posticipo contro l’Udinese, la Juve si troverebbe al quinto posto e attualmente fuori dalla zona Champions, in attesa di capire se l’Italia potrà ancora sperare nel posto extra.
Lancio di oggetti e fumogeni in campo e la partita viene sospesa. Anche perché un calciatore è stato colpito da una bottiglietta. E’ successo nel derby tra Fasanoe Brindisi al Curlo. Al 38′ del secondo tempo, con il Fasano in vantaggio per 2-0, i sostenitori del Brindisi(sono in 180) hanno iniziato a contestare la propria squadra, che sembra ormai condannata all’Eccellenza.
Lancio di oggetti e fumogeni, una bottiglietta ha colpito il difensore del Fasano Onraita. E da qui la decisione di Artini di Firenze di sospendere la partita, nonostante il tentativo della squadra biancazzurra di conciliare col proprio pubblico.
La partita è poi ripresa dopo circa mezzora di fermo. Ma anche in questo caso lancio di oggetti in campo: l’arbitro, così, decide di fischiare la fine definitivamente.
Nel post-gara alcuni sostenitori ospiti sono riusciti a sfondare il cancello che delimita la zona del settore a loro riservato e si sono riversati per strada. E’ intervenuta la Polizia.
A Roma.Ragazza,’frasi sessiste, fa male.Poteva essere mio padre’
Un’arbitra di 16 anni è stata insultata sul campo di calcio dell’Achillea Talenti a Roma, mentre dirigeva una partita tra la squadra di casa e la Grifone Gialloverde, dal padre di uno dei calciatori ospiti: “Questa è femmina, non capisce un c… – si sente tra l’altro in un video finito sui social – Poi dice che uno è sessista, che fa il sessismo. – Ma come fa una femmina… non s’è mai vista…“. La vicenda, avvenuta lo scorso 23 febbraio, è stata raccontata dall’edizione romana del Corriere della Sera. L’uomo aveva iniziato una sorta di telecronaca in diretta YouTube della partita che stava seguendo, criticando in modo acceso le decisioni dell’arbitra. Sugli spalti però, vicino a lui, c’era il padre di un giocatore dell’Achillea che ha sentito tutto e ha registrato gli insulti, fino a che non ha affrontato l’altro padre sgridandolo per il linguaggio inaccettabile. Poi ha pubblicato sui social una clip con le frasi più offensive: “Non ho pensato alle conseguenze, ho solo pensato che certi atteggiamenti vanno mostrati – ha detto – così da far capire a tutti che non ci si può passare sopra. Io ho una figlia, e non posso non pensare che se lei ascoltasse certi insulti ne uscirebbe devastata“. L’altro, riporta sempre il quotidiano, ha chiesto poi scusa con un post. Il Corriere ha inoltre intervistato la giovane arbitra, che studia in un liceo classico della Capitale: “Ho provato rabbia, amarezza e delusione – dice – Tuttavia non ne sono rimasta sorpresa. Nei campi capita di tutto a me e ai miei colleghi maschi, impari a lasciare correre. Di certo questa volta gli insulti hanno colpito maggiormente perché espliciti e di natura sessista, soprattutto provenendo da un signore che potrebbe essere mio padre”.
Il comunicato della Uefa dopo il ritorno dei playoff di Champions League contro il Manchester City vinto 3-1 dai Blancos: cosa è successo
La UEFA ha reso noto che ilReal Madrid è stato sanzionato per gli episodi verificatisi durante la partita di ritorno dei playoff di Champions League al Santiago Bernabéu contro il Manchester City: chiusura parziale degli spalti, con sospensione della pena per un periodo di due anni, sempre che non si verifichi un evento analogo. Se ciò accadesse, la chiusura parziale del Bernabéu diventerebbe realtà. Inoltre, la Commissione d’appello della UEFA ha infiltto al Real Madrid una multa di 30.000 euro.
Real Madrid punito ai sensi dell’articolo 14.2 del Regolamento Disciplinare Uefa – Nella lettera della UEFA non viene specificato il motivo della sanzione nei confronti del Real Madrid. Si fa riferimento solo all‘articolo 14.2 del Regolamento Disciplinare UEFA, che recita: “Se uno o più sostenitori di un’associazione o di un club membro adottano il comportamento descritto al punto 1, l’associazione o il club membro responsabile viene sanzionato con almeno la chiusura parziale dello stadio”.
Il punto 1 dell’articolo 14 recita: “Chiunque rientri nel campo di applicazione dell’articolo 3 (che definisce chi è soggetto alle norme disciplinari) e insulti la dignità umana di una persona o di un gruppo di persone per qualsiasi motivo, incluso il colore della pelle, la razza, la religione, l’origine etnica, il genere o l’orientamento sessuale , incorre in una sospensione della durata di almeno dieci partite o per un periodo di tempo specificato, o in qualsiasi altra sanzione appropriata”.
Real Madrid: “Chiusura parziale sospesa per un periodo di prova di due anni dalla presente delibera” – Durante la partita non si sono sentiti cori offensivi, almeno non in massa, a parte quelli dedicati a Pep Guardiolada parte del pubblico del Bernabéu. Tuttavia, la UEFA non specifica nel suo testo il motivo della sanzione, che stabilisce la chiusura parziale come segue: “Ordina la chiusura parziale dello stadio del Real Madrid CF (vale a dire, almeno 500 posti adiacenti) durante la prossima partita che il Real Madrid CF giocherà come club ospitante, a causa del comportamento discriminatorio dei suoi tifosi. La presente chiusura parziale dello stadio è sospesa per un periodo di prova di due anni, a partire dalla data della presente delibera“. Per quanto riguarda la sospensione della pena, la UEFA ha spiegato che “le misure disciplinari durante un periodo di prova non hanno effetto immediato, ma possono essere applicate se ‘un’altra infrazione di natura simile viene commessa durante il periodo di prova’ (articolo 26.3) del Regolamento Disciplinare UEFA)”.
L’incidente durante la partita Pro Sesto-Chievo del girone B di serie D. L’uomo di 31 anni è caduto da un’altezza di 4 metri
Il volo nel vuoto dagli spalti. La caduta da un’altezza di almeno quattro metri. Poi la corsa in ospedale. Un tifoso del Chievo Verona è rimasto gravemente ferito oggi pomeriggio dopo essere caduto dal settore ospiti dello stadio Breda di Sesto San Giovanni, dove si disputava la partita tra gli scaligeri e i padroni di casa della Pro Sesto, valida per la 29esima giornata del girone B di serie D.
L’incidente è avvenuto alle 16.30, alla fine della gara.L’ultrà del Chievo, un italiano di 31 anni, si sarebbe sporto dalla balaustra e avrebbe perso l’equilibrio. Soccorso dai medici del 118, allertati dagli altri presenti, l’uomo è stato trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Niguarda: le sue condizioni sono gravi. Nella caduta, il tifoso veronese ha riportato un trauma cranico e altre ferite al volto: è in coma farmacologico e la prognosi è riservata.
La dinamica ricorda tragicamente la morte di Raffaele Carlomagno, l’ultrà della Pro Patria che era caduto all’interno dello stadio Silvio Piola di Novara lo scorso 25 gennaio, al termine della partita tra la squadra locale e la formazione di Busto Arsizio. Carlomagno, operaio di 41 anni, residente a Lonate Pozzolo, si era spento dopo nove giorni di agonia in ospedale.
Al “Maradona” dalla Lombardia soltanto i tifosi in possesso della tessera del tifoso del Napoli
I residenti in Lombardia, anche se in possesso della ‘tessera del tifoso’ nerazzurra, non potranno acquistare biglietti per Napoli-Milan, che si disputerà allo stadio Maradona di Napoli domenica 2 marzo. Lo ha disposto il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, in considerazione della potenziale pericolosità dell’incontro visti i trascorsi delle due tifoserie.
La prescrizione non riguarda, però, i residenti in Lombardia dotati della ‘tessera del tifoso‘ del Napoli: costoro potranno regolarmente acquistare i biglietti. I tagliandi del settore ospiti saranno invece venduti soltanto ai possessori della ‘tessera del tifoso‘ dell’Inter, purché sottoscritta prima del 17 febbraio e non residenti in Lombardia.
Il tifoso morto nel 2018 – A ottobre del 2024, il prefetto di Milano, in occasione di Inter-Napoli, aveva assunto unprovvedimentoidentico e speculare, ‘vietando‘ lo stadio di San Siro a tutti i tifosi residenti in Campania, a meno che non fossero in possesso della ‘tessera del tifoso‘ interista. Tutti ricordano il precedente del 26 dicembre 2018, quando le due tifoserie si affrontarono con violenza in via Novara e l’epilogo fu tragico: morì il tifoso del Varese (che si trovava insieme agli interisti)Daniele Belardinelli.
Dopo il secondo gol di Dybala, alcuni portoghesi hanno provato a entrare in contatto con i romanisti: aggrediti gli steward intervenuti, gli agenti hanno riportato la calma
Se nel prepartita tutto era filato liscio, dopo il secondo gol di Dybala nel settore ospiti del Porto è scoppiato il putiferio nonostante l’assenza di spettatori nella parte della curva Nord occupata dai romanista, chiusa per squalifica dall’Uefa. Gli ultras portoghesi non hanno preso bene gli sfottò della Tribuna Monte Mario dopo la doppietta dell’argentino. Qualcuno di loro ha provato a scavalcare la vetrata per venire a contatto con i tifosi romanisti. Immediato l’intervento degli steward. A quel punto però è scoppiata una gigantesca rissa che ha visto coinvolti almeno 10 ultras del Porto con gli steward pericolosamente schiacciati sul vetro.
TENSIONE – Dopo un paio di minuti sono intervenuti altri agenti di polizia che hanno provato a riportare la calma. Ma il lancio di oggetti da parte dei tifosi del Porto non si è placato e molti di loro è stato portato all’esterno dello stadio dai poliziotti. Da ricordare che la tifoseria portoghese è gemellata con quella della Lazio. Qualche minuto dopo, apprensione anche in Curva Sud ma per un malore che ha visto coinvolto un ragazzo: anche in questo caso immediato l’intervento dei servizi di soccorso. Da valutare le sue condizioni.
Dopo il match tifosi friulani e quelli del Salisburgo, con cui sono gemellati da anni, hanno assaltato il convoglio che portava a casa i supporter del Venezia
Foto UdineToday
È stato un sabato sera di follia a Udine: tifosi friulani e quelli del Salisburgo, con cui sono gemellati da anni, hanno assaltato un treno in corsa nei pressi della stazione di Basiliano. L’obiettivo era solo uno: vendicarsi dei tifosi del Venezia che lo scorso 30 ottobre, in occasione della gara di andata, avevano aggredito e picchiato alcuni bianconeri, appena fuori della stazione lagunare di Santa Lucia. Sul treno – secondo fonti delle forze dell’ordine – erano presenti circa 300 tifosi del Venezia nelle prime vetture e circa 130 altri viaggiatori nelle successive.
Fumogeni e pietre contro il treno, furibonda rissa tra tifosi – La partita tra Udinese e Venezia era finita col successo dei bianconeri di casa. Gli ospiti stavano tornando a casa in treno quando è scattata la violenza. Per fermare il treno, una cinquantina di ultras, armati di manganelli e spranghe e incappucciati, hanno appiccato alcuni fuochi sulle rotaie. Quando hanno visto però che il macchinista sembrava deciso a proseguire, sono scesi sui binari, costringendolo a una frenata disperata per non investirli. Immediatamente è iniziata una sassaiola verso le carrozze occupate dai tifosi del Venezia, ma a bordo del convoglio c’erano anche numerosi viaggiatori estranei al match, che sono stati colti dal panico.
Appena è iniziato il lancio di sassi, numerosi ultras veneti si sono precipitati fuori dal treno e sono iniziati scontri durissimi con i tifosi dell’Udinese e del Salisburgo, una cinquantina in tutto. Per sedare la rissa sono intervenute le forze dell’ordine che erano a bordo, scortavano i tifosi come da prassi, e gli altri agenti che pochi minuti prima avevano scortato i lagunari alla stazione di Udine.
Come si legge su UdineToday, il bilancio è al momento di quattro persone ferite trasportate in ospedale. Un tifoso del Venezia e un tifoso dell‘Udinese di origine austriaca hanno riportato ferite serie per cui sono stati trasportati al Santa Maria della Misericordia in ambulanza. Anche un agente della Questura di Udine e uno di quella di Veneziasono rimasti contusi e sono stati accompagnati al Pronto soccorso. Altri tifosi hanno subito importanti contusioni durante i tafferugli, ma hanno rifiutato di essere portati in ospedale: si tratterebbe di alcune delle persone fermate dagli agenti di polizia e condotte in Questura a Udine. In totale, al termine del violento scontro sul treno, le forze dell’ordine hanno fermato sette persone: secondo quanto si è appreso, si tratterebbe di tifosi udinesi che facevano parte del gruppo degli aggressori, cinque cittadini austriaci e due residenti in Friuli.
Gli agenti della Digos sono al lavoro per far luce sui gravi episodi che si sono verificati durante e dopo la partita Lecce-Inter, disputata domenica sera allo stadio Via del Mare. In particolare, riferisce TeleRama, le indagini si stanno concentrando soprattutto su quanto accaduto nel settore distinti nord-ovest, dove il clima tra i tifosi è degenerato in una rissa con calci, pugni e spintoni.
A destare particolare attenzione è stato la presenza di un manganello impugnato da un addetto al servizio d’ordine interno, intervenuto per sedare la situazione. Gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità.
Un gruppo composto da 70 spagnoli è stato aggredito da 80 supporter biancocelesti nel quartiere Monti, a Roma. La testimonianza su Facebook: “Scene di guerra”
Gli scontri tra i tifosi della Lazio e della Real Sociedad (Foto da gruppo Telegram GroupaOff)
Guerriglia urbana per le strade di Roma prima del match di Europa League tra Lazio e Real Sociedad. Durante la notte un gruppo di 70 tifosi spagnoli è stato aggredito da circa80 supporter biancocelesti armati di mazze, coltelli, crick e martelli. Il bilancio degli scontri è di tre persone accoltellate, tutte appartenenti alla tifoseria del Real Sociedad ricoverate in codice rosso.
Roma, scontri tra i tifosi di Lazio e Real Sociedad – Tutto è avvenuto intorno alle 23 di ieri, mercoledì 22 gennaio. I tifosi laziali si sono presentati davanti al locale di via Leonina dove si era ritrovato il gruppo degli spagnoli e ha dato il via all’aggressione con martelli, coltelli, mazze e fumogeni. Tre tifosi del Real Sociedad sono stati accoltellati e portati in codice rosso in vari ospedali di Roma. Quando la polizia è arrivata sul posto, gli aggressori si erano già dileguati. Gli agenti hanno identificato alcuni ultras laziali nelle aree limitrofe al luogo dell’aggressione. Gli oggetti utilizzati nello scontro sono stati sequestrati e sono ora in corso approfondimenti investigativi anche con l’acquisizione delle immagini degli impianti di videosorveglianza della zona.
Gli oggetti sequestrati
Il racconto: “Scene di guerra” – Scontri violentissimi che hanno terrorizzato i residenti, svegliati dal caos e dal rumore delle bombe carta, come racconta la consigliera del municipio I Natalie Naim su Facebook: “Scene di guerra stanotte nel Rione Monti. Il boato di violente esplosioni il cielo che si tinge di rosso, urla, i palazzi che tremano, le persone che scappano dai vari locali. Gruppi di tifosi spagnoli e laziali vestiti di nero alcuni con caschi e mazze si sono affrontati al pub di via Leonina con coltelli, crick, martelli dove hanno lanciato bombe carta. Tre feriti. Poi gli inseguimenti fra bande nelle varie Vie Urbana, Capocci, Piazza degli Zingari, ancora altri feriti. Intervenuti agenti di polizia e guardia di finanza in tenuta antisommossa, ambulanze. La polizia ha consigliato quando dopo qualche ora era tutto finito di non circolare nel Rione“. Allerta massima in vista della partita, prevista per stasera allo stadio Olimpico.
Oltre i 100 supporter che si sono fronteggiati utilizzando anche mazze, bastoni, cinture, coltelli ed artifici esplodenti
Perquisizioni e daspo a poche ore dal derby di ritorno Torino-Juventus. Questa mattina la Polizia di Stato di Torino, con la collaborazione delle Questure di Asti, Novara, Pavia, Savona, Varese e Piacenza, ha eseguito, su delega della Procura della Repubblica di Torino, 23 perquisizioni personali e domiciliari a carico di altrettanti aderenti a gruppi ultras della Juventus e del Torino, indagati per rissa, porto abusivo di oggetti atti ad offendere e travisamento, a seguito della violenta rissa verificatasi nel centro di Torino nella notte antecedente al derby dello scorso 9 novembre, nei pressi della Chiesa della Gran Madre di Dio. Oltre i 100 supporter che si sono fronteggiati utilizzando anche mazze, bastoni, cinture, coltelli ed artifici esplodenti.
Perquisite anche le due sedi dei gruppi ultras “Drughi” e “Primo Novembre 1897” della Juventus, i cui locali sono stati sottoposti anche a specifici controlli amministrativi e di sicurezza da parte del personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Torino, della Asl e dei Vigili del Fuoco. Nel corso delle operazioni di polizia giudiziaria eseguite dalla Digos, sono stati sequestrati supporti informatici e indumenti utilizzati dai responsabili durante le azioni violente.
Adottati dal Questore di Torino 43 provvedimenti Daspoe avviate le procedure per l’aggravamento di altri 20 provvedimenti interdittivi già emessi, in passato, per analoghe condotte. La Divisione della Polizia Anticrimine della Questura di Torino ha poi emesso altri 10 provvedimenti daspo nei riguardi di tifosi del Torino resisi responsabili di danneggiamenti all’interno del settore ospiti dello stadio sempre in occasione del derby dello scorso 9 novembre.
Giornalista Napoletano Allontanato Da Steward In Diretta Dopo Fiorentina-Napoli: Il Racconto Dei Fatti
Al Franchi di Firenze, il giornalista napoletano Manuel Parlato è stato protagonista di un episodio controverso durante la partita tra Fiorentina e Napoli. Mentre si svolgeva l’incontro, che ha visto il Napoli prevalere con un netto 3-0 grazie ai gol di Neres, Lukaku e McTominay, il suo accredito è stato strappato da uno steward, costringendolo ad allontanarsi dall’area circostante lo stadio.
L’incidente che ha colpito Parlato – Il gesto di strappare l’accredito al giornalista ha suscitato sorpresa e indignazione. Secondo quanto riportato, il capo degli steward avrebbe tentato di impedire a Parlato di proseguire il suo lavoro, un’azione che è stata definita “inconcepibile” nel contesto di una normale copertura sportiva.
La reazione del giornalista – In diretta televisiva sull’emittente napoletana Canale 21, il giornalista ha commentato l’accaduto, visibilmente frustrato. Le riprese hanno mostrato Parlato in conversazione animata con il capo degli steward, mentre si rifiutava di lasciare l’anti-stadio. Ha anche evidenziato che alcuni tifosi del Napoli erano stati espulsi dallo stadio dopo il primo gol di Neres, aggiungendo ulteriore rilevanza all’incidente.
SERIE A – Nelle zone adiacenti allo stadio Olimpico, nel corso delle operazioni di bonifica, le forze dell’ordine hanno fatto in modo di evitare qualsiasi tipo di contatto tra i gruppi ultras giallorossi e biancocelesti. Un 20enne tifoso laziale è stato denunciato e sottoposto a Daspo: era in possesso di un cacciavite e di un altro oggetto atto a offendere.
Sale la tensione in vista del derby Roma-Lazio, che torna a disputarsi di sera a distanza di 6 anni dall’ultima volta. Le zone adiacenti allo stadio Olimpico sono di fatto blindate della forze dell’ordine che, nel corso delle operazioni di bonifica effettuate qualche ora prima del calcio d’inizio (previsto per le ore 20:45) hanno sequestrato una serie di oggetti atti a offendere come coltelli, spranghe, bombe carta, lance, mazze di legno e mazze da baseball, e persino aste di plastica dotate di punte di metallo. Diversi i anche i coltellitrovati all’interno di alcune aiuole, in particolare nell’area nord dello stadio.
Durante le fasi di accesso della tifoseria laziale all’interno dell’Olimpico per l’allestimento della coreografia in curva Nord, un 20enne sostenitore della Lazio – come riferisce l’Ansa – è stato trovato in possesso di un cacciavite e di un altro oggetto atto a offendere. È stato denunciato e sottoposto a Daspo. Le forze dell’ordine hanno inoltre fatto in modo di evitare qualsiasi tipo di contatto tra i gruppi ultras di Roma e Lazio.
Ennesimo episodio di discriminazione in Serie A. Dopo soli sette minuti di gioco, Juventus-Fiorentina, valida per la 18esima giornata di Serie A, è stata sospesa per cori discriminatori indirizzati dai tifosi ospiti a Dusan Vlahovic, ex attaccante proprio dei viola oggi alla Juventus. A richiamare l’attenzione dell’arbitro è stato lo stesso centravanti serbo, con il direttore di gara che ha poi chiamato a sé i capitani delle due squadre per spiegare che, se i cori fossero continuati, la partita sarebbe stata sospesa.
In seguito è arrivato l’annuncio dello speaker dello stadio e il capitano della Fiorentina Ranieri è andato sotto al settore occupato dai propri tifosi per richiamare alla calma, indicando lo stemma sulla maglia.
I due sono caduti vittime della furia di un gruppo di tifosi grigiorossi dopo aver iniziato a filmarli: «Siamo sotto shock, nelle prossime ore sporgeremo formale denuncia»
Lei centrata da una manganellata; lui ferito da un colpo di spranga e da un pugno al volto: una coppia di cremonesi che abita a ridosso dello stadio è rimasta vittima della furia inconsulta di un gruppo di tifosi grigiorossi che stava sciamando dallo Zini al termine del derby con il Brescia.
«Ho sentito una serie di scoppi e sono uscito di casa per capire cosa stesse succedendo — racconta l’uomo —. Temevo che le esplosioni dei petardi potessero danneggiare la mia auto, parcheggiata in strada.Ho avviato una registrazione video con il telefonino e, poco dopo, sono stato colpito».
Le immagini del filmato catturano il preciso momento dell’aggressione. Poco dopo è toccato alla compagna, anche lei scesa in strada per documentare con lo smartphone quanto stava accadendo. Le riprese salvate sul dispositivo raccontano chiaramente di una stangata secca, vibrata con violenza contro il braccio della donna.
«Siamo sotto shock — spiegano i due —, nelle prossime ore sporgeremo formale denuncia alle forze dell’ordine». Qualcuno degli ultrà, tutti incappucciati e con il volto celato dalle sciarpe, ha interrotto la marcia per scusarsi con le vittime, bersagli di uno scoppio di violenza odioso, gratuito e inammissibile.
È accaduto questa mattina tra via Dante e va Orti Romani, all’alba dell’incontro di serie B tra Brescia e Cremonese
Fiammata tra tifosi questa mattina, all’alba del match di serie B tra Cremonese e Brescia. Stando alle prime informazioni fornite dalla Questura, un gruppo di ultras bresciani avrebbe dato in escandescenze contro un gruppo di tifosi locali mentre si dirigeva verso lo stadio Zini, tra via Orti Romani e via Dante, danneggiando anche un’automobile. Per il momento non risultano feriti, seguiranno aggiornamenti.
L’episodio sarebbe accaduto al termine della gara con il Venezia. Indagini della Digos
Clima tesissimo in casa Juventus. Al termine della gara interna con il Venezia, terminata sul punteggio di 2-2, la tifoseria bianconera ha infatti contestato pesantemente la squadra, al momento soltanto sesta in classifica e reduce da quattro pareggi consecutivi. Tra i giocatori presi di mira anche Dusan Vlahovic, autore del gol del pari nel finale dal dischetto: il centravanti serbo, come riporta La Gazzetta dello Sport, sarebbe stato addirittura minacciato di morte da un tifoso della Vecchia Signora. Da qui l’accesa reazione del giocatore, che, uscendo dal campo, ha alzato polemicamente il pollice verso la Curva che stava rivolgendo cori indirizzati contro di lui. Sull’episodio indagherà adesso la Digos, che, attraverso la visione dei filmati dell’impianto, cercherà di approfondire quanto accaduto in modo da individuare la provenienza di eventuali frasi intimidatorie nei confronti dell’attaccante.
Il messaggio di Vlahovic sui social – Vlahovic, nel frattempo, è tornato sulla contestazione della tifoseria attraversa una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram: “Capisco il rammarico per gli ultimi risultati e avete tutto il diritto di manifestarlo, vi ho sempre rispettati dando tutto per la maglia e vi ringrazio per il supporto che ci date quotidianamente. Ora è importante continuare a sostenere e ripartire uniti tutti insieme. Fino alla fine“.